
di Franco Giannini
Il servizio scorreva veloce, passando da immagini della cassa che conteneva la salma di Sandro Curzi, a quelle delle personalità politiche presenti, con in sottofondo le voci rotte da quel falso tono istituzionale che si usa abitualmente per rievocare i meriti di chi in quel momento non c' è più.
Velocemente come quelle immagini, fors'anche in modo anche più rapido, ho avuto un brutto pensiero di cui mi sono immediatamente pentito e vergognato per il solo fatto di essermi balenato: ...e se quel soffitto fosse caduto proprio lì, oggi, "per una tragica fatalità" ? L' indomani si sarebbe potuto parlare di "inquietante rischio sicurezza", oppure "...è una tragedia veramente incomprensibile." ?
Nel servizio prima della cerimonia nella camera ardente del Sandro Curzi, avevano mandato in onda quello molto più toccante e soprattutto dai toni più sinceri. Quello della mamma torinese che chiedeva solo una camera ardente, per quel suo figlio, che la scelleraggine di una incuria, la burocrazia, l' incapacità, l' ottusità, l'alterigia delle nostre istituzioni, gli avevano tolto per sempre e che almeno fino a quel momento, non avevano ancora consentito che la salma potesse essere trasferita al suo domicilio per un ultimo "riservato" saluto tra le calde mura domestiche anzichè dentro la fredda "pubblica" anonima stanza di un obitorio.
Non tutti amano la pubblicità a tutti i costi, i più, in queste occasioni, desiderano la riservatezza!
Se quel soffitto che menzionavo all' inizio, fosse crollato, sarebbe stata, però una duplice tragica fatalità, una, perchè ci sarebbero andate di mezzo persone innocenti e poi, perchè colui che di spada ferisce, in questo caso, vista la sua "allergia", non era presente.
Fino ad ieri, non ne condividevo politicamente l' operato, ma lo ritenevo persona, quanto meno in possesso oltre che di lusinghieri capitali e di successi imprenditoriali, dotata anche di una discreta intelligenza, anche se sempre usata per centrare solo quello che erano e sono obbiettivi personali.
Oggi però, certi individui, con le loro farneticanti dichiarazioni, oltre che farmi ricredere, mi preoccupano perchè non vengono presi giustamente in considerazione dalle persone a loro più vicine e non vengono "curati" come si dovrebbe. Sarà, anche questo, sicuramente colpa di quella Mala Sanità lasciata in eredità dal governo precedente
Mania di persecuzione ? Forse. Mania di grandezza? Forse.
Ho la sensazione, ogni giorno che passa sempre di più, di essere governato da un piccolo Napoleone, complessato per l' altezza, complessato dal mal della Russia da conquistare ad ogni costo e con qualsiasi mezzo, complessato dal male del toro...il vedere rosso ad ogni angolo, complessato di saper fare l' ironico con il risultato finale e scontato di dimostrarsi pessimo giullare, complessato di essere incompreso dalla stampa e quindi costretto a dover sempre rettificare che quello che aveva detto era stato frainteso.
Saggio è colui che ascolta ma tace, non certo colui che parla e che liquida un argomento indigesto come il crollo in una scuola che ha provocato un morto ed il ferimento gravissimo di un altro ragazzo, oltre a una decina di feriti, sia definito semplicemente come tragica fatalità.
E si che una volta le scuole erano ritenute, in caso di eventi naturali, sicuri luoghi di ricovero per le popolazioni bisognose di un tetto sotto cui ripararsi...questo una volta...
Sono certo che domani il tutto sarà ritrattato, saremo i soliti imbecilli che non abbiamo compreso. Ma oggi, così come il tutto è stato captato, suona però come una pesante offesa verso quei famigliari.
Qui, in questa occasione, sarebbe stato anche giusto affermare che la colpa non era solo di questo attuale governo, bensì anche di tanti altri che lo avevano preceduto, vista la vetustà dell' edificio (1934), ma il desiderio di voler essere in primo piano sempre e dovunque, lo ha portato a dire ancora un grossa, immensa, ridicola, imbecillagine, tanto da far apparire minuscole, quelle sussurrate dalla giovane-ingenua-timida-sprovveduta responsabile della scuola italiana, gettata lì, quasi a mo' di parafulmine, contro quegli strali che buona parte del popolo scolastico getta contro l' attuale governo per difendersi anche contro queste "tragiche fatalità".
Si potrebbe concludere con un semplice "vergona", che cadrebbe inesorabilmente nel vuoto, si perchè anche la vergogna è un sentimento, e bisogna possedere un' "anima" che faccia provare quel "brivido" interno. Per gli insensibili, la vergogna è "un sentimento" sconosciuto ed è inutile quindi l' urlarglielo, l' unica cosa è solo un cristiano compatimento.