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martedì 1 agosto 2017

Sarà solo per via del caldo e dell'età, che uno già brontolone, tende a perfezionarsi in questo suo difetto ?

di certo questi due fattori incidono, ma non credo siano i soli. Poche e semplici parole dedicate a chi vuol intendere...

Da che ho appeso la penna al chiodo, evitando di scrivere sull' "attualità" cittadina, perché per farlo occorre un' immediatezza che ho perduto, mi dedico alla lettura di quello che gli altri scrivono in merito.
E questo spesso, come avviene a noi vecchi, ci porta ad occhi aperti, senza più seguire il fatto di cronaca, a viaggi che, con quello che stavi leggendo, hanno ben poco a che vedere.
Spesso sono rimpianti che al risveglio di quell'istante di black-out  visivo, preferisci definire con la parola ricordi. Si, perché nel rimpianto è racchiusa una nostalgia, ma di sapore quasi sempre amaro. Per il non essere riusciti, non aver voluto, non essere stati capaci, magari a prendere quel treno che passava e che ti sei lasciato sfuggire.
Ma, qualche volta quel mancato treno perduto è anche derivato dal fatto che “altri” si sono lasciati sfuggire il favorevole istante e le conseguenze ora, magari le stiamo pagando tutti.
Sarà che i denti già mi dolgono e dovrò ricorrere proprio in questi giorni a quella Sanità Pubblica a cui da tempo ho rinunciato con rassegnazione forte di quel “il sarà quel che sarà”. Ma il dolore è dolore , e la lingua batte dove il dente duole. Infatti non è che abbia paura della morte, che oramai arriverebbe sempre come la benvenuta, ma è quella mia vigliaccheria nei confronti del dolore che la fa da padrone. Infatti quello che mi spaventa è il dolore e la sofferenza.
Ed è proprio tra il dolore di questo ascesso sul dente del giudizio, che leggevo, quindi più imbufalito che mai, le stupide, incomprensibili, egoistiche diatribe tra i vari partiti... ma che sto dicendo? I partiti... ma quali, che si sono mimetizzati quasi tutti dietro a liste civiche. Sarebbe meglio allora dire diatribe tra singoli, a volte patetici figure di personaggi politicizzati che come i capponi di Renzo si accapigliano nel mentre s'incamminano verso una triste fine : nel caso nostro la fine dell'Ospedale Senigagliese.
Non si comprende neppure più, dove finisca la Maggioranza e dove cominci l'Opposizione, tra tutti gli infiltrati che in essa si agitano, sbraitano, e che alla fine, seppur le loro buone intenzioni, lasciano il male che trovano.
E mentre leggevo i loro assurdi comunicati fatti di “Noi” majestatis, piuttosto che di singoli “Io” essendo magari gli unici rappresentanti di un Consiglio Comunale, che gli occhi mi sono scorsi su un mio articolo datato 12 Ottobre 2008.
Non riguardava di certo la situazione Ospedaliera, ma pensate un po' voi, nientepopodimeno che quella delle ragnatele centenarie nel sottopasso di Via Perilli: Viale di accesso alla Spiaggia di Velluto, alla Rotonda, agli alberghi Vip per la gente Vip.
Però quello che mi ha fatto perdere la connessione con la situazione ospedaliera non sono state né la polvere né le ragnatele, ma riportandomi alla mente di come la cosa la si riuscì a risolvere grazie ad un' idea di un uomo , un blogger, certo MADDECHE', alias Paolo Rincolvati, alias ... pieno di ironia quanto di civile partecipazione in qualsiasi cosa facesse e fa ed in questo caso specifico: costituire un' unione di intenti, di una cittadinanza unita e reagente, che definì Cittadinanza Fattiva.
Leggo tra i commenti di allora tanti nomi simpatizzanti di correnti politiche le più disparate, che s'incontrarono però, unite per risolvere tutto alla faccia di chi “non aveva fatto fino ad allora il proprio lavoro” a regola d'arte.
Costoro erano per di più blogger che ogni giorno scrivevano lottando e segnalando quello che non andava nell' amministrazione locale e non solo. Altri erano quelli che invece commentavano come giustamente vuole la democrazia, con le loro idee, le loro soluzioni, sarà perché forse impossibilitati, nel non poter mettere (non erano stati inventati ancora e fortunatamente) quegli stupiti “Mi piace” che oggi si trovano inflazionati immancabilmente sulle pagine di Facebook. 
Dirò di più, e qui ho un certo rammarico, che i blogger e quei blogger, sono spariti dalla circolazione mentre sono rimasti invece i commentatori del “Mi piace” facile, che il più delle volte neppure leggono attenendosi dal guardare la foto ed al più le due righe del titolo.

Quanti nickename ricordo con piacere e nostalgia, quanti di loro ne ho conosciuti, quanti di costoro hanno portato avanti battaglie con successo : wese, Valeria, tuttofare, serola, Riccardo_Pizzi, Renato_Pizzi, quilly, pasquino, Pablo, Obelix, mescalino, melgaco, marinelli, MariangelaParadisi, mancio, malih, malavida, lucaborella, LoStrillone, LorenzoMan, leotex, kit_carson, JimmiFontana, Intruso, GianlucaMaracchini, ghost, Gelopolare, Gaspa4, gallosenone, didimi, dariopetrolati, danielzone, Daniele_Sole, cosmoblog, celticus, Bucaniere, Brenno, babel-zeta e tanti altri di cui non ricordo e non sono stato in grado di rintracciare i nominativi. Una di queste iniziative, fu appunto la tinteggiatura del sopra detto sottopasso, che ebbe un successo cittadino che ci sentimmo quasi obbligati a ripeterlo con quello dell'altro sottopasso della Curva della Penna.
Non ricordo in quale altra occasione mi permisi, visti i facili successi, di riproporre l'intervento della macchina di Cittadinanza Fattiva, mi sembra la pulizie delle aiuole dalle erbacce. E da qualcuno dei nomi sopra riportati mi sentii rispondere grosso modo “... per 'na volta ce prova gusto anche 'na vecchia”, ovvero non abusiamo del nostro buonismo, perché a lungo andare si abituano alle cose fatte, si adagiano ed  alla fine facciamo il gioco di coloro che così facendo vivono alle nostre spalle .
Non so fino a che punto avesse ragione o meno... però in questi anni vero è che il menefreghismo l'ha fatta da ragione, sia dalla parte del cittadino (non assolvo, anzi) che da quella dell'Amministrazione (situazione incancrenita di carattere politico locale e nazionale), però chi gode di tutto questo e in un certo modo il permesso di continuare a governare, è la classe dirigente locale che ora guadagnato tanto terreno nei confronti del popolino, lo sghignazza facendo il bello e il cattivo tempo.
Viste le foto e lo streaming degli intervenuti per assistere all'ultima seduta della IV° Commissione Comunale Permanente, il cuore si mi è di nuovo allargato. La gente (seppur la maggioranza tutta anziana !) ha risposto indignata, ma ha risposto! E questa risposta, guarda caso, è quella che ha fatto stizzire i "gallonati partecipanti" che con un nervosismo incontrollato (alcuni) si sono lasciati andare a comportamenti spocchiosi e strafottenti da prime donne abituate a calzare il palco del ridicolo. Con loro doveva essere Vietato parlare e senti, senti, vietato applaudire. 
Voglio sperare, cari miei concittadini, che con voce ampia, di presenza, di impatto, anche per l'Ospedale, quale che fosse una prima virtuale  tinteggiatura in via Perilli (leggi presenze al IV° Commissione), si possa riproporre il bis, come lo fu per la Penna. Logicamente riportato nei confronti del nosocomio cittadino e delle sue specializzazioni.
Invece ai “Capponi Consigliari” e non solo, un caldo invito, che però suppongo sarà destinato a cadere nel vuoto per i soliti egoismi politici. La gente sembra vi stia sostenendo. Ed allora non rifate l'errore dell'ultima campagna elettorale per l' elezione del Sindaco in cui vi presentaste come dei separati in casa. Sappiate che battaglie di un giorno si possono anche perdere, ma Uniti e da alleati, le Guerre alla lunga (e questa sulla Sanità è una guerra!!) si vincono, Sempre. Il tempo per le lotte intestine e la spartizione degli onori, che non dovrebbero mai esserci, se è vero che si fa tutto come si dice per il bene della cittadinanza, (anche se poi la politica è falsa e altrettanto è quello che dice), esse dovrebbe avvenire eventualmente, sempre dopo aver tagliato il traguardo da vincitori. Perché, come il proverbio insegna, per dire gatto, lo dovete avere prima nel sacco.








di Franco Giannini

venerdì 16 marzo 2012

Volti e nomi della Senigallia celebre ma modesta n°16: Michele Droghini


Ai più sarà sconosciuto questo nome, ma non certo sotto quello più noto di "Geos". FOTO


Via Margutta è una piccola viuzza al centro di Roma, conosciuta come una specie di galleria d’arte, anche a cielo aperto, per le tantissime opere di artisti ivi esposte, oltre che per i ristoranti alla moda o le abitazioni di personaggi “In” dello spettacolo e della Roma “Bene“.

A fornirgli tanta celebrità fu il film, forse neppure conosciuto dalle attuali generazioni, del 1953 “Vacanze Romane” diretto da William Wyler, interpretato nientepopodimenoche dalle due celebrità di allora: Gregory Peck e Audrey Hepburn.

Ecco, via Cellini, non avrà i ristoranti di nome, i suoi abitanti non saranno “In“, al più possono essere solo “in casa“, non ci sono botteghe d’arte, non sarà una viuzza del centro storico, bensì è una lunga arteria di traffico continuo ed esasperante, però… c’è un però che l’accomuna: l’arte.
Si, perché ritengo che anche la pittura murale, che piaccia o meno, deve essere interpretata come un modo di fare arte, quindi cultura. Un modo suo generis per esprimersi e inviare messaggi, con l’intenzione di chi li manda, che il passante o l’automobilista, osservandoli, provi una qualche sensazione e che magari venga invitato a riflettere.

"Invasioni Esotiche" in via Cellini a Senigallia, di Michele DroghiniRicordo bene che una decina di anni or sono, quando divenni uno degli abitanti “in casa” di via Cellini, sul lato monte c’era un fosso che divideva il pendio della collina, con la strada. Poi venne costruito un muro che contenesse i possibili smottamenti. Utilissimo, ma tetro nel suo grigiore, fintanto che non cominciarono a decorarlo con graffiti, devo dire, non sempre gradevoli.

Fintanto che un giorno è arrivato lui, Michele Droghini, in arte “Geos. Che pian piano si è impossessato di quasi tutta quella superficie iniziando a rinfrescarla da prima con fumettistici quanto allegri, ma inesistenti personaggi per i comuni mortali, ma ognuno una storia disegnata ed esistente nella sua testa.

Ma oramai per lui quelle opere erano superate ed allora a fine novembre ha cominciato a passarci sopra una mano di fondo per metterci su una nuova storia.
Freddo e vento non lo hanno fermato, perché solo la pioggia gli può far rinunciare al non presentarsi per completare quella sua arte che sembra interpretata a metri lineari o mq.

Lo avevo conosciuto qualche hanno fa quando noi di “Cittadinanza Fattiva” avevamo ripulito e tinteggiato il sottopasso di via Perilli, e lui con altri suoi amici, lo avevano poi affrescato con loro opere. Ricorda ancora quei giorni con piacere e ricorda La Piaga, Leo (infatti mi ha chiamato sempre con quel nome fino a quando non gli ho fatto notare l’errore), ma soprattutto Patrizia, per la sua enorme energia.
Ora, ritrovandomelo sotto casa, non ho potuto far a meno di andarci a scambiare qualche parola, tanto che ne è nata questa specie di intervista.

D – Allora… chi è Geos?
R – Nasco semplicemente come Michele Droghini…

D – Come nasce il tuo talento artistico? Hai fatto degli studi nel settore della grafica o similari?
R – No. Allora partiamo dall’inizio. Io ho avuto questa idea diversi anni fa: sono nato a Mondolfo, mio padre era un dipendente delle Ferrovie dello Stato per cui avendo i viaggi gratis in treno mia madre spesso la domenica ci “caricava” me e mia sorella sul treno e ci portava in giro. In queste trasferte ci capitava spesso di fermarci su queste stazioncine di provincia e ogni volta venivo colpito dai colori con cui erano state affrescate le fiancate dei treni o i muri di cemento che delimitavano la stazione. Guardavo quei disegni e la mia fantasia galoppava.
"Invasioni Esotiche" in via Cellini a Senigallia, di Michele DroghiniLa sera poi, quando ritornavo a casa, provavo a riprodurre sulla carta quanto mi era restato impresso, correggendolo da quanto la mia fantasia esigeva. Poi all’età di circa 15/16 anni, anziché fermarmi a bighellonare nei bar del paese, ho pensato che fuori di queste porte c’era il mondo il mondo dei graffiti, a cui nel frattempo mi ero sempre più affezionato.

D – Quindi dietro le tue spalle non c’è una base di studio?
R – Al 90% sono un autodidatta, sto studiando da solo, quando ho tempo… le luci, le sfumature, le proporzioni, anche se devo dirti che sono un po’ pigro con lo studio! Appena vedo un soggetto, ecco che zac!, mi entra nell’ottica e butto giù subito l’idea sul primo pezzo di carta che trovo. Sono stato per circa un anno ad abitare nella bassa Marca, tra Loreto e Recanati, fuori quindi da Senigallia ed è in quell’occasione che mi si è offerta l’occasione di frequentare un corso di grafica anche se maggiormente aperto all’uso del computer. Però ho appreso alcune nozioni sull’uso dei colori ed altre cose utili per chiunque disegni.

D – Disegnare è la tua passione. E questa tua passione, immagino che ti porterà ad inseguire anche un tuo sogno speciale. Del resto sogno e fantasia sono un tutt’uno, non credi?
R – Il mio sogno, non da oggi, ma da tanti anni sarebbe quello di creare un ambiente migliore, sanato, dove la gente possa passare, soffermarsi a guardare, dialogare, discutere e criticare perché no, l’opera che ha di fronte, con l’autore. Una specie di mostra all’aperto, dove anche una piazza fa al caso suo, magari con pannelli intercambiabili o qualche cosa di similare.

D – Vedo che stai coprendo cancellando con una mano di pittura coprente quei visi che avevi disegnato tempo fa, sostituendoli, con dei pesci partoriti dalla tua mente fantasiosa. Che cosa significa tutto ciò? C’è un messaggio in tutto questo tuo “lavoro”?
R – Certamente! Gli squali che vedi rappresentano un fatto avvenuto tempo fa a Senigallia: la cattura di uno squalo. E la gente giù a parlarne per diverso tempo. Poi questi ultimi, rappresentano le varie invasioni che l’Italia ha subito e che intitolerò, “Invasioni Esotiche”. Ogni pesce indica una nazione o un continente con la loro cultura, con i loro colori, i loro costumi… questo con il bastone, ad esempio è il “Pesce Profeta” con i colori degli ebrei; questo rosso è un pesce africano, dove il rosso indica l’esotico; questo che si vede spina e testa rappresenta la fame dell’Africa; il polipo con il turbante rappresenta l’India, le braccia delle loro divinità; l’orca indica i popoli europei con la bandiera multicolorata, a rappresentare tante nazioni e la ferocia del consumismo, e così via…

D – L’ultima cosa che ti chiedo. C’è anche un costo, in tutto questo. Tu offri un servizio gratis alla città, che ti dovrebbe essere grata e, visto che di arte non si vive, anche vicina! Allora ti chiedo: l’Amministrazione ti è in qualche modo “vicina”?
Michele Droghini alle prese con la serie "Invasioni Esotiche"R – Posso solo dirti che con il Comune si lavora, mi hanno preso in considerazione e sono contento. Io sono quello che li faccio, ci metto la testa, lavoro alla luce del sole.

E devo dire che questa sua affermazione mi ha rasserenato!

Ma terminata la parte di domande e risposte, lo vedo estrarre il suo telefonino per mostrarmi le foto di altri suoi lavori in cui i soggetti (visi, corpi femminili, animali) sono riprodotti quasi in maniera maniacalmente fotografica, dove l’arte della sfumatura la fa da padrone. Totalmente diversa dal suo disegnare fumettistico! Veramente un artista poliedrico.
Mentre ho colloquiato con lui per circa un’ora e mezza, siamo stati fatti segno di continui strombazzamenti di auto con amici di Michele che lo salutavano. Segno della sua enorme popolarità.

E per favore, quindi, dopo quanto ho raccontato, non sognatevi di chiamarlo “artista di strada“, perché questi non esistono: ci sono solo ARTISTI, che poi possono essere più e meno abili, ma Geos appartiene solo alla prima tipologia, quella dei migliori.
E più che le parole sono le immagini colme di colori e sfumature a parlare da sole.


Franco Giannini
Già pubblicato su Senigallia Notizie.it

martedì 7 aprile 2009

NON LI LASCIAMO SOLI !!! AIUTIAMOLI !!

di Franco Giannini


Quando La Piaga scioglie le campane, non c'è da chiedersi il perchè, evidentemente ha i suoi buoni motivi e l'unica cosa è rispondere e precipitarsi nel luogo indicato per il raduno. Figuriamoci allora, se possiamo mettere in discussione la validità di questo ultimo suo richiamo. Mio padre mi parlava sempre del terremoto del '30, di quando fresco di patente, era dell' '11, come autista, era stato adibito al trasporto dei feriti da Senigallia ad Ancona. Nel '72 venni coinvolto personalmente nel terremoto di Ancona, il cui sciame sismico durò per tantissimo, che mi procurò danni all' abitazione e mi costrinse ad "emigrare" a Senigallia. Quindi so perfettamente cosa significhi essere dei terremotati. So che cosa si prova in quegli istanti immediatamente successivi al boato. Il panico che ad alcuni paralizza mente e membra, ad alcuni fa commettere anche gesti di corraggio che a mente fredda mai rifarebbe. So che cosa si prova, il giorno dopo, quando si è consoni di aver salvato la pelle tua e dei tuoi cari, ma di aver perso economicamente tutto. So che cosa significa la rabbia di vedersi dimenticati dallo Stato (e così è sempre stato, checchè esso dica e le cicatrici dei vecchi terremoti lo stanno ancora a dimostrare). Come so pure, amaramente, che cosa significhi fare gli "orgogliosi": io sono stato uno di questi, ma, deluso dallo Stato, certamente non lo rifarei. Qui però c'è da tendere una mano alla popolazione ed allora, consenziente, preferisco, nei confronti dei politici, passare ancora una volta da fesso. Ancora una volta preferisco fare la parte del polemico e non quella della "scena voltastomaco" dell'armistizio partitistico, perchè tutti si rendano conto di essere o essere stati colpevoli in questa staffetta governativa centenaria. Qui sotto riporto per intero e non con un semplice link, il comunicato inviato da La Piaga, onde evitare la benchè minima giustificazione di non poter entrare e leggere o quant'altro. Invito i Blog non Senigalliesi di riprendere l'iniziativa e magari riproponendola con un passa parola anche in altre città e regioni d' Italia. Insomma come una Cittadinanza Fattiva Italiana che vada oltre le solite carte di credito, ai c/c delle varie banche o delle varie TV. Esse avrebbero fatto molto prima devolvendo gli introiti pubblicitari della serata dedicata al terremoto, ma sempre intervallata dai breck pubblicitari, che chiedere l'elemosina ai cittadini !!
Questo il comunicato :
Qualche mese fa abbiamo fatto una giornata di Cittadinanza Fattiva, riverniciando un sottopassaggio della Città. Anche oggi vorremmo fare qualcosa di utile per le popolazioni dell'Abruzzo colpite dal terremoto.
Non possiamo fare nulla di materiale, probabilmente saremmo solo d'intralcio.
Ma possiamo fare una donazione, una raccolta agile e veloce, senza tante fanfare o appelli alla solidarietà, che in questo momento non sembrano indispensabili.

L'appello alla raccolta fondi viaggia sul web, alla velocità della luce, e voi siate altrettanto veloci: portate la vostra offerta presso le redazioni di Vivere Senigallia - via Verdi 103A o presso la redazione di 60019.it (presso Netservice) in via Mercantini 34. Una redazione si trova a Nord di Senigallia e una a Sud: vi abbiamo agevolato in tutti i modi, passate dieci minuti del vostro tempo a far del bene.
Le redazioni stanno predisponendo delle scatole per raccogliere i fondi, non avrete ricevuta del vostro versamento che resterà anonimo, la solidarietà si basa sulla fiducia e le popolazioni dell'Abruzzo hanno fiducia in voi.

La raccolta delle donazioni durerà fino a mercoledì 15 aprile, il versamento sarà effettuato nei giorni successivi ad uno dei conti correnti predisposti Pro popolazioni colpite dal terremoto. Garanti dell'operazione sono Michele Pinto, Luca Ceccacci e Paolo Talucci (Rincolvati).

Grazie