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mercoledì 20 aprile 2016

L’acqua non è valutata come meriterebbe...

... e pensare che il nostro corpo è composto per i 2/3 di questo liquido !

Come del resto il nostro pianeta, le cui terre si cullano su di un letto fatto per il 70% di quell’acqua vitale fornita da oceani, mari, laghi e fiumi. Ma quasi mai curata dall’uomo come invece dovrebbe. A farci riflettere e ad aprirci gli occhi sui veleni in essa contenuti, sulla sua impurità o la sua potabilità, la quantità di minerali racchiusi, sul come controllarli ed annientarli, ci ha pensato il dott. Americo Massi, suggerendoci anche come diagnosticarli e come “curarli”: ha presentato un dispositivo innovativo e misterioso che ha la funzione di apportare quella “purificazione e salubrità” nell’acqua, quando questa viene a mancare.
Ed è in questa occasione che si è soffermato su nuove definizioni – almeno per me – quali la vorticizzazione, la magnetizzazione, la vibrazione, la memoria, lo stiramento di questo vitale elemento.
Le mie attenzioni sull’acqua fino ad ieri si fermavano al più sulla sua potabilità, sul suo grado di durezza e poco altro. Le sue qualità di potabilità e di purezza me le sentivo garantite dal fatto che provenissero da qualche fonte posta ad alta quota ed imbottigliata e commercializzata come “Acqua Minerale” Pinco&Pallino super pubblicizzata, chiusa in una confezione in plastica che ritenevo sicura ed asettica, con tanto di etichetta di analisi a cui ad ogni voce faceva seguito una quantità infinita di 0,0000 che offriva a me, perfetto ignorante, la massima sicurezza. Oppure, più semplicemente, mi faceva stare tranquillo sapere che questa, pur provenendo dal più modesto acquedotto locale, era proprio per questo analizzata spesso e puntualmente. Infine, per una maggiore tranquillità, ero sicuro anche grazie a un buon depuratore applicato al rubinetto domestico principale. Insomma, il classico dormire tra due cuscini!
E invece, il dott. Massi, mi ha fatto cadere il mondo addosso sciorinando l’elenco dei minerali pesanti in essa contenuti, uno su tutti l’arsenico, assolutamente da evitare per non creare problemi, anche gravi, alla nostra salute. E per mettere ben benino il dito nella piaga non si è dimenticato di ricordare quelle famose “Casette dell’acqua gassata” con i loro problemi di cui tanto si sono occupati anche programmi TV parlandone non proprio egregiamente.
Non ha tralasciato neppure di far sperare che almeno quella minerale si potesse salvare da un giudizio dubbioso, perché anch’essa, a tenuto a precisare, come a contatto con la plastica ne immagazzini il particolare sapore e si “ricorderà” in futuro le esposizioni avute con la luce, il calore, ecc. Per non parlare poi della vituperata “pesantezza” in genere, di quella delle condutture cittadine.
Che devo dire? Faccio un mea culpa dichiarando che mi sbagliavo in certe valutazioni, ma ancor più per non aver approfondito certe conoscenze che del resto, oggi, sono o sarebbero anche alla portata di tutti, se solo le si volessero approfondire! Il mio tempo è stato assorbito per oltre novanta minuti, tra video di interviste, slides, foto e la relazione del Dott. Massi, con la sensazione finale di non aver gettato di certo alle ortiche neppure un minuto della mia disponibilità. Bensì di aver arricchito il mio bagaglio di conoscenza su questo liquido che influenza certi apparati di regolazione della nostra fisicità, migliorandola di gran lunga, quali, a mo’ di esempio, pressione arteriosa, colesterolo, gastrite, calcoli renali, cistite, stitichezza, ecc. Anche perché, se non altro, ho imparato a conoscere, attraverso le sue preziose precisazioni ed indicazioni, il pensiero e gli studi di scienziati quali Nikola Tesla, George Lakhosky, Viktor Schauberger, Luc Montagnier (Memoria dell’acqua) premio Nobel 2008 o come Hendrik Antoon Lorenz che non sarà l’ultimo arrivato, ma è stato insignito anche lui, nel 1902 con il premio Nobel per aver scoperto la magnetizzazione dell’acqua e dei suoi effetti terapeutici.
 Ed è appunto, dalla prosecuzione degli studi e dalle esperienze di costoro, che riproponendole e metabolizzandole nei loro laboratori sambenedettesi (che nascono nel 1987), vedono nascere e moltiplicarsi prodotti specifici per la casa e per il benessere del corpo e fra questi l’emergere di questo nuovo dispositivo che, si guardi bene, non è assolutamente un depuratore, bensì un Riattivatore Energetico. Il mio non vuole essere un articolo pubbli-redazionale, bensì uno stimolatore di ricerca e di conoscenza su quello che si dovrebbe sapere sui benefici terapeutici, di gusto, di leggerezza, che un’acqua sana ed energetica può portare al fisico umano. Volutamente, come si sarà notato, non ho riportato né il nome del prodotto, come neppure quello della ditta produttrice, copiando grosso modo la linea della casa che basa la sua fortuna non sulla pubblicità per immagini, bensì sulla conoscenza e la curiosità stimolata dal passaparola fin dai primi pionieri che si sono dotati di questo dispositivo. Ed io, non potendolo fare qui verbalmente, lo sto mettendo in atto con i link riportati in fondo al testo per maggiori informazioni sui principi scientifici di base, sul suo funzionamento, sui benefici che tale dispositivo apporta, fino alla vasta gamma di accessori creando così una linea completa di benessere. Chi sarà interessato agli approfondimenti, con un click, avrà tutto il materiale necessario per approfondire le sue conoscenze, per tutti gli altri invece che non sentiranno queste esigenze, sarà un minor lavoro da far svolgere alle proprie meningi.
Chi mi conosce, sa che quando scrivo, seppur non sarò condivisibile nei pensieri, emerge però sempre quello a cui più tengo: la sincerità. Le impressioni che mi colpiscono e che fisso sulla carta, sempre con la massima correttezza di cui sono capace, sono espresse senza mezzi termini o peli sulla lingua, siano esse riferite a persone, cose o avvenimenti.
Dico questo, perché se l’invito a questa presentazione non mi fosse giunta da una persona sicuramente al di sopra di ogni sospetto, come il dott. Giovanni Errico, mi sarebbe potuto sorgere il dubbio di essermi imbattuto nella non rara presentazione fatta da imbonitori professionisti allo sbaraglio, esperti nella vendita di prodotti di dubbia qualità. Ma non è assolutamente questo il caso!
E se qualora poi qualche dubbio, mi avesse assalito in un secondo tempo, a fugarmelo definitivamente ci sarebbe stata la pacata sensibilità e passionalità, posta non nel voler piazzare forzatamente il prodotto, quanto invece sui perché ed in quale modo, questo dispositivo sia, se non indispensabile, almeno utilissimo alla salute ed al benessere del nostro corpo.
Devo dire che si sente parlare di enologia, della passione per la coltivazione e cultura del vino, della sua religiosa degustazione, ma mai avevo ascoltato altrettanta cura nelle qualità dell’elemento “acqua”. C’è mancata solo la creazione di una sua specifica D.O.C.
Se poi mi fosse rimasto in animo ancora qualche residuo non di minerale, ma di dubbio, sulla serietà delle persone e del prodotto, la domanda che alla fine ho posto al dott. Massi, me lo avrebbe fugato ancor più di un “totalmente”.
La domanda mi è stata “suggerita” dall’amico Carlo Montanari (presidente dell’Associazione Lotta all’Amianto): per rispetto alla sua persona e ai tanti che non ci sono più, mi sono sentito in obbligo di formularla e la si può ascoltare al minuto 5,30 del video che si riporta a piè dell’articolo. La domanda era importante, ma quel che più d’importante è stata la sincera risposta che fa onore alla indubbia onestà del dott. Massi e di ciò che rappresenta.
Con tutta sincerità ha ammesso di non conoscere gli effetti di questo dispositivo sulle fibre di amianto in quanto non sono mai stati fatti degli studi specifici. Ma pubblicamente si è impegnato di espletare degli studi e delle ricerche nei loro laboratori e con i loro esperti di fisica, circa la possibilità se non di eliminare, quanto meno di neutralizzare la nocività delle fibre di amianto che potrebbero trovarsi nelle condutture di acqua potabile, informandoci poi con i risultati finali.
Come si può ascoltare nel corso del video, ci sono riusciti con l’arsenico, che seppur non eliminato (mantenendo negli esami la presenza nell’acqua in uscita), la sua tossicità attraverso il passaggio nel Riattivatore Energetico viene completamente debellata ed il fisico non ne risente.

VIDEO :

Per chi vuol saperne di più :






Franco Giannini
Pubblicato Martedì 19 aprile, 2016  su Senigallianotizie.it

mercoledì 27 agosto 2014

Arte, Acqua, Petrolio: patrimonio di tutti. O di chi se li può permettere?

Il clamoroso furto di dipinti al Castello Sforzesco di Milano induce a qualche riflessione...

L’Arte, l’Acqua, il Petrolio, la Natura: patrimonio di tutti. O solo per coloro che se li possono permettere??.
A muovermi questo interrogativo è la notizia del furto dei tre dipinti al Castello Sforzesco.
C'è da dire che quando leggo notizie simili, preso da rabbia e sconforto, mi vien da dire a caldo, meglio così, almeno c'è qualcuno appassionato che se ne occupa, le cura e se ne gode le bellezze. Sono infatti furti su commissione, fatti da chi ha ingenti possibilità, ma amanti dell'arte seppur farabutti. Un po' come i mafiosi-camorristi: ladri, spacciatori, omicidi, ma con tanto di Bibbia sul comodino e con la benedizione ossequiosa da parte, se non della Chiesa, di prelati con comportamenti quantomeno "abbondiniani".
Poi, a bocce ferme, più civilmente, penso che è un capitale di tutti e che andrebbe salvaguardato per il bene economico del nostro Paese.
Ma a questo punto dovrei infuriarmi di nuovo, pensando a come tutte le nostre fortune artistiche vengano salvaguardate, custodite, tutelate, per poterle "sfruttare" in maniera economicamente impeccabile, in modo da poter dare quella boccata di ossigeno che i nostri amministratori ci promettono, inutilmente, da una vita.
Lo stesso metodo, che se fosse usato da una banca, sarebbe quello che invece di una cassa con apertura automatica e porte e finestre blindate, l'avesse aperta e posizionata, in un giorno di mercato, in una pubblica piazza.
Il mio pensiero, sarebbe invece quello di tutelarlo, renderlo sempre più appetibile, per far fruttare questo Capitale Artistico di cui siamo padroni, anzi di sfruttarlo speculandoci su, come altri fanno con capitali azionari o di natura cartacea.
Poi leggo, ascolto, che chi ne sa più di me su questa materia e che non risponde al nome del ministro ai beni culturali (questo è un politico e come tutti costoro sono dei tuttologi esperti in nulla!), bensì di un nientepopodimenoche di Vittorio Sgarbi.
Di costui credo che si possa dire che sarà simpatico o meno, esibizionista o meno, comparsista o meno, ma non certo che non sia un valente esperto in materia artistica.
E purtroppo le sue affermazioni mi fanno cadere, di nuovo, in una angosciosa riflessione, quando afferma che l'arte deve essere aperta a tutti, che è un patrimonio di tutti e che, quasi quasi, i Musei dovrebbero essere aperti a tutti e magari, perché no, con ingresso libero.
Insomma secondo il critico, l'Arte non è un nostro Patrimonio, non è un Patrimonio di chi lo possiede, ma lo è dell'Umanità.
Ed io che esperto non lo sono, che devo dire? La cosa mi induce nuovamente a rifletterci su. Ma malgrado ci rifletta non mi trova d'accordo. Anche, perché allora, lo stesso si dovrebbe dire per l' Acqua bene di tutti, lo si dovrebbe ancor dire per il Petrolio, per le riserve di gas del sottosuolo, per le miniere, per le bellezze naturali e che madre natura ci offre allo stato libero. Invece non è assolutamente così che va la vita!
Invece l' "Acqua bene comune" va sprecato e sfruttato da pochi, il "Petrolio" finisce in poche mani, del resto sempre unte e occupate ad aprire "stoltamente" rubinetti in oro in grattacieli dalle mille ed una notte, lasciando però camminare, ancora nel 2014, i più dei loro stessi compaesani a dorso di mulo; la "Natura" poi, tanto decantata ed osannata da Enti, Associazioni, Organizzazioni armati di bandiere e loghi assistono incapaci ed impotenti, alla sua deturpazione che avviene in mille modi, ad ogni secondo ed a cui essa si ribella facendoci pagare ogni volta un pegno salato sia come vite umane che come danni economici.
Ecco che allora una prima risposta che riesco a percepire è quella che il motto :" Quel che è mio è tuo e quel che è tuo è anche mio!" sia passato di moda, se mai c'è stato. Oggi è l'interesse quel che conta e chi più ne ha, più ha parola in capitolo ed allora forse il motto di moda (non di oggi, ma anch'esso di sempre!) è quello del :" Quel che è mio è mio e quel che è tuo è...mio!!" e potrebbe avere anche una firma: l'egoismo mondiale. Non certo il "Patrimonio" !!
Ed allora il cerchio si chiude. Se le mani unte vogliono vedere le "Bellezze Pure" dei "Bronzi" o la "Nascita di Venere", che paghino, profumatamente, anzi di più, come del resto loro ci fanno pagare il loro "unto" Petrolio. E non solo in occasione dell'EXPO !! Ma la stessa qual cosa dicasi per coloro che speculano sulle gocce d'acqua o il legno delle foreste amazzoniche.
Insomma, Dio ce l'ha data, l'Arte, e guai a chi ce la tocca!!

Franco Giannini
Già pubblicato Martedì 26 agosto, 2014 su SenigalliaNotizie.it

giovedì 17 luglio 2014

Luglio, col bene che ti voglio vedrai non finirà.

anzi m'ha fatto una promessa che il caldo e l'afa porterà anche ad Agosto...!!!

Dopo una lunghissima litania di "giornate bagnate", partita dal mese di maggio, per giungere alla prima decade di questo mese, ecco che da ieri (16 luglio !), l'anticiclone africano spazzerà o meglio ha già spazzato (così almeno affermano gli addetti ai lavori e per una volta diamo loro fiducia) l'ultima delle perturbazioni che avevano battezzato con il nome di Gea. E questa si che è una bella notizia, l' incoraggiante e desiderato annuncio che gli operatori balneari,  gli albergatori, i ristoratori, i commercianti e perché no, anche  i fortunati vacanzieri, i turisti insomma, siano essi quelli delle lunghe permanenze che del mordi e fuggi,  entrambi però sempre in bilico sul piove o non piove? Ora abbiamo la certezza. Cielo e mare azzurro, caldo a gogò per abbrustolirsi al sole  a proprio piacimento per tutto quello che resta di luglio e per il mese d' agosto.

C'è solo una categoria, che invece ha accolto questa notizia storcendo il naso. Quella degli anziani. Ma si sa, dobbiamo riconoscerlo, siamo (anch'io sono iscritto al sindacato dei rompiballe!) indubbiamente un popolo di rompiscatole. Sempre insoddisfatti ed ancor più sul fatto del clima. 

Ed allora giù con "Non ci sono più le mezze stagioni", "Non sai mai come ti devi vestire", "Ai tempi miei...". Piove ? E giù a lamentarsi, perché per andare a fare la spesa ci si è bagnati tutti, il vento ha rotto l'ombrello e... non solo, l'auto che passava ha preso su una pozzanghera e ha lavato la bici e chi ci stava sopra. 
Per non parlare poi di tutta questa umidità, che oltre che far diventare neri i muri di casa con la condensa, ti "rispolvera" tutti i dolori "dei ossi". Non ci credete? Basta sedersi una mezz'ora in una sala d'aspetto di un medico di famiglia. Entri che non hai alcun dolore ed esci che li hai tutti a forza di sentirseli ricordare : Il ginocchio della lavandaia, il gomito del tennista, la spalla anchilosata, le cervicale bloccata, la dettagliata e professionale numerazione delle vertebre partendo dalla C1 per terminare con la L5 e l'ossosacro. 
Quindi la pioggia no, per carità, perché ci rinfresca i mali "reonautici" "reumautici" insomma quelli "dei ossi"; le mezze stagioni non ci sono più, ed allora non ci resta che attendere i caldi.
 Vabbè ohh!! Ho detto caldo, una cosa giusta però, mica 40° gradi, e poi st'afa opprimente che neppure riesci a tirà su el fiato...

Come dicevo, e come l'ho buttata in "fregnaccia", l'anziano per sua natura, con il passar degli anni, dicono alcuni buonisti e ben pensanti, acquista esperienza e può offrire ai giovani chissà quali ricchezze. Si, giusto se ha avuto una buona uscita e magari sul bigliettino da visita hanno un Sen o un On. Ma a chi credete di prendere per i fondelli... ma ci siete mai entrati in un Ospizio, pardon Casa Protetta oggi si chiama... la sala d'aspetto prima di prendere l'ultimo treno.
L'anziano sarà anche vero che andando sull'età diventa più saggio, e ci credo, con tutte le legnate (che sempre quelli di cui sopra, chiameranno esperienze)  ricevute nel corso della vita, ma principalmente proprio per le randellate, diventa impaziente, scontroso, asociale, egoista, tutto gli è dovuto, proprio perché lui è anziano, e di conseguenza, anche se nessuno lo dirà e scriverà apertamente, una gran rottura di balle. Non tutti logicamente, le eccezioni ci sono sempre ed in tutto. E poi dipende sempre da come funziona il cervello!!
Vero è, che, ritornando all'argomento "clima", si cerchi di fare in modo che ripetendogli continuamente le stesse cose ogni anno, sempre se ancora ragioni, ti fanno imbestialire. 
Caldo ed afa, prendete appunti, eccovi il prontuario di sopravvivenza: Nonni non preoccupatevi, se ci sono problemi telefonate al numero verde 800xxxxxx, vi daranno consigli su come superare il momento critico. Voi non ci crederete, ma i consigli sono :  Non uscire nelle ore calde, questi i luoghi dove andare per trovare refrigerio: caserme dei VF, Centri Commerciali, su internet troverete la piantina del come arrivarvi (sempre che ce la si faccia!), bere tanto (almeno 2 litri d'acqua), mangiare tanta frutta e verdura, mangiare poco per non appesantire lo stomaco, tenere le finestre socchiuse per evitare che entri il caldo. 
Come? Ma non sono novità? Ed è  proprio per questo che c'inc.. ci imbestialiamo. 

Non è che ti dicono tieni a mente questo numero telefonico, valido per tutta Italia. Se hai bisogno di qualsiasi cosa telefona ed arriviamo. Non devi uscire nelle ore calde, ma se vuoi raggiungere la  caserma dei VF senza uscire, devi dar fuoco alla cucina, che vengono loro a prenderti. Su internet c'è la pianta, ma devi saper maneggiare il PC ed inoltre lo devi possedere ( magari ai 80 anni e non sai neppure come si accende!!). Bere 2 litri di acqua, poi se orini di più e sei incontinente, alla fine del mese ti mancano anche i pannoloni e devi mettere le mani in  tasca per pagarteli. Mangia molta frutta, ma non appesantire lo stomaco... insomma mangio o non mangio? Poi basta, per pietà!! il mangiare la frutta e verdura è diventato un po' come il mangiate il pesce azzurro... costa nulla e fa bene !! Se fa bene non lo so, quello che so è che non è vero assolutamente che costa poco. Chi lo afferma o è uno che non va al mercato, o è bugiardo, o è un politico (che poi sarebbe la ripetizione del termine usato prima!), o è un imbonitore pagato allo scopo. Salvo che non sia una che di nome fa Picierno, ed allora è tutta un'altra cosa!!
Tenere le finestre chiuse per non far passare il caldo, ma neppure l'aria... non è che qualcuno gratuitamente gli salti per la testa di installarti un impianto mobile di aria condizionata.... Figurati !!!

Ecco in Italia, quello di cui non ci possiamo lamentare è che i nostri governanti, perché è sempre da loro che partono ste st...idee, ci facciano mancare i consigli. Inutili, ma sempre e solo consigli.
Ed allora, detto tutto questo, una supplica, almeno per quest'anno, visto che ancora non avete iniziato, lasciateci morire di caldo... serenamente, ma in pace. Evitate di fornirci questi ebeti consigli, siamo vecchi... sappiamo sbagliare intelligentemente da soli. E per una volta, fate uno sforzo che so per voi immane, non guardate il lato umano che è quello che a voi sta più a cuore (ironico!!), guardate quello economico (non ironico!)... Non saranno di certo le pensioni d'Amato... ma tanti piccoli numeri...!!

 

di Franco Giannini

mercoledì 9 luglio 2014

I delfini, testimonial della natura, se non proprio a Km. 0, sicuramente a costo zero!

Là, dove anche Lucio Dalla si ispirava e ci creava su " Come è profondo il mare" - FOTO

Anche Lucio Dalla aveva la barca, amava il mare e veniva dalle nostre parti…Che sia un caso come quello della Rotonda e della leggenda sulla canzone scritta da Fred Bongusto? Non lo so! Quello che so di certo sono due cose: una che se c’è una cosa che mi mette in imbarazzo è quando mi dicono, “te che sai fa’, buttace giù du’ righe” e ti raccontano il fatto documentandolo con delle foto e l’altra che qualcuno resterà ingannato dall’azzurro del mare delle foto e proverà a scommettere che si tratta della solita gita in barca fatta in qualche paradiso. Ed invece, manco per niente, sono state scattate proprio “machì” a Senigallia.
 A parte anche la discutibilità del “te che sai fa’“, molto opinabile. Ma è veramente difficile esprimere descrivendo i sentimenti, le sensazioni degli altri che hanno vissuto momenti belli o brutti che siano stati, con tue parole a distanza di tempo, di spazio ed a bocce ferme. Questo però è il compito che Marco mi ha assegnato, non vuole che metta il cognome (solo per sua naturale modestia e non perchè sia ricercato), consegnandomi le foto e corredandomele con un commento che più che lungo ed esauriente era arzigogolato per l’emozione ed ancora carico di entusiasmo per l’esperienza vissuta. Quindi l’ho dovuto decifrare, poi l’ho scomposto e successivamente passato in una sorta di virtuale moviola ed ho provato a ricomporlo. I passaggi però hanno fatto perdere la “musicalità” di quel suo entusiasmo, come di quando mi raccontava dello sciabordio dell’acqua sulle fiancate della barca o dei gridi, fischi lanciati dai delfini.
 
Marco, il, professionista nell’arte della lavorazione del marmo, che lo avvicina più ad uno scultore che a quelle classiche del marmista, potrebbe far pensare che a lungo andare una possibile deformazione professionale, lo abbia potuto tramutare in una persona “fredda”, “dura”, “granitica”. Invece, nulla di tutto questo, anzi oserei dire tutto all’opposto.

Quando sentivo raccontare dello sciabordio dell’acqua ed i fischi dei delfini, lo guardavo e non ci credevo. Un “tenerone”. Ma forse il suo elisir di tale carattere “compagnone”, “ciarliero”, “chiassone”, “allegrone”, “buongustaio” e guai a me se non lo mettessi, anche sfegatato “Romanista”, l’ha di certo nel suo DNA, ma evidentemente si è rafforzato con la pratica di quello che è divenuto il suo hobby: il mare, la barca. Cose che nel silenzio, in quella pace incontaminata o quanto meno lo si cerca e lo si spera di trovarla, ti invita a riflettere ed avvicinarti alla natura ed alle sue bellezze.
E così che siamo arrivati quindi al dunque.    

Per tutto c’è sempre una prima volta.
Sia essa quella di sentire la brezza che gli scompiglia i cappelli (o meglio che glielo poteva rievocare, vista la lucentezza del suo cranio), sia l’ascoltare delle vibrazioni del sartiame teso e lo schioccare delle vele ad ogni sferzata di vento. E domenica un ulteriore battesimo che ha lasciato il segno: l’incontro, il primo incontro, l’indimenticabile, suggestivo, emozionante primo momento del contatto con i delfini. Mai Marco, mi dice, avrebbe pensato che la sensazione e l’emozione che provoca solo la loro semplice vista, quell’ascoltare il loro fischiare, mentre ti nuotano accanto, seguendo lo stesso tuo andare con la barca potesse arrivare fino ad un cenno di commozione. La sensazione è quella di una specie di paresi che ti blocca con una mano sul timone e gli occhi puntati sui loro che ti guardano con una dolcezza umana (anzi di più!) e con quei loro musi tondeggianti sembra ti sorridano.
“Magnifica”, non un panfilo inquinante, ma una semplice barca a vela classe FD, un 6 metri di appartenenza alla A N M V con locazione a “riposo” all’altezza dei bagni 11, è il nome della barca. Dunque senza alcun motore neppure ausiliario se non la pagaia che induce a sperare che il vento non abbia mai a cadere. “Magnifica”, questo è un nome che evidentemente non poteva che continuare a portare bene. Oltre a quello per le innumerevoli regate fin qui vinte, “Magnifica”, dicevo, si trovava a 2 miglia marine ( circa 3km e 700 mt.) dalla costa, quando ha incontrato questa magnifica (e la ripetizione è voluta!) coppia di delfini che l’ha accompagnata per un po’ di tempo sempre con il timore che, magari, da un momento all’altro decidessero di abbandonarli. E la “Magnifica” non poteva che regalargli anche questa magnifica giornata ed esperienza.
Ed ecco che allora pensi a come possano gli uomini rendersi spesso insensibili carnefici nei confronti di questi innocui sensibili ed intelligenti cetacei. La prima sensazione che provi è quella di avvivinarti maggiormente ed accarezzare le loro lucide pelli e magari tuffarti e nuotare con loro vicino. Poi il timore di vederli scomparire, ti blocca e ti paralizza. L’unico gesto è quello di prendere il telefonino e cliccare, immortalando qualche foto anche per dire “io li ho visti da vicino e questa ne è la testimonianza!“.

 Rimettendo poi i piedi in terra e ritornando alla vita di tutti i giorni, riscontriamo quanto altri si incaponiscano nel creare, invece, forzatamente dei “Testimonial” che pubblicizzino le bellezze della natura e tutto quello che essa comporta, ricorrendo a banalità come la creazione di “bandiere” colorate o le “gag” puerili di “personaggi” dello spettacolo, per di più anche pagandoli, quando poi si scopre che, forse, la miglior pubblicità per la Natura l’hai sotto mano e te la offre proprio la Natura stessa senza alcuna spesa.
I due delfini, avrebbero impersonificato nel migliore dei modi il compito di “Testimonial”, sicuramente con un’ interpretazione più veritiera e poi come due professionisti (del resto lo sono) avrebbero descritto con la loro felicità di nuotare in questo mare, fornendo l’indicatore che la dove è profondo il mare, la natura è incontaminata, perchè l’acqua è pura e cristallina. Quel “là dove è profondo il mare” non è neppure distante chissà quanto, perché è proprio lì, di fronte alla nostra Senigallia ed è raggiungibile perfino con un semplice pattino.
Questo avrebbe potuto e sarebbe dovuto essere lo spot per la Senigallia da vivere tutto l’anno, ed ancor più dopo l’alluvione.
Anche se credo non sia superflo fare una debita raccomandazione (l’imprudente è sempre presente dietro l’angolo), purché si sappia nuotare e con il minimo sindacale di un salvagente al seguito e un avviso al bagnino di dove si va… ah ! non dimenticate una macchina fotografica o come diavolo oggi la chiamate voi, nuove generazioni, magari per farvi, anche se non bevete, come canta la pubblicità, un selfie.
Marco e Laura (la sua gentile consorte che in barca lo fa sentire per una volta e solo su “Magnifica” che è lui che “comanda”) con il lato “B” ancora bagnato dagli spruzzi di salsedine, e la gioia di tale esperienza, me l’ha cercata di raccontare e regalare, bontà sua, come meglio poteva ed io con il lato “B” invece all’asciutto, ma sicuramente più accaldato, ho cercato di riceverla ed indegnamente ritrasmettervela con quelle sensazioni che malgrado la buona volontà risulteranno difficili da far rivivere. Ma comunque e per fortuna, in aiuto ci sono le foto a parlare meglio di quanto io non abbia fatto fin qui, ed è questo, del resto, che fa miglior il testo e rende interessante la cronaca.

Franco Giannini
Già pubblicato Martedì 8 luglio, 2014 su SenigalliaNotizie.it 
Questi i commenti dei lettori di SenigalliNotizie.it :

salvaterre
2014-07-09 09:10:56
egregio signor Giannini il suo articolo mi ha emozionato,pur non essendo un "uomo di mare"..i suoi riferimenti e la descrizione onomatopeica delle vele e del suono del mare..che meraviglia. grazie
lorenz
2014-07-09 15:53:24
Hai visto Carissimo Giannini che non mi sono sbagliato.... quando ti ho detto ; TE CHE SAI FA..... complimenti per l'articolo!!!! MERAVIGLIOSO!!!!! FRANCO SEI UN GRANDE!!!!!!!
Pappuc
2014-07-10 07:57:48
Complimenti sig. Giannini articolo bellissimo!!!

sabato 4 gennaio 2014

MasterChef Italia3 : lo spettacolo televisivo su Sky canale 109 del giovedì, alle ore 21...

... che definiscono Talent Show Culinario.

Siamo sotto il periodo natalizio e quindi le emittenti televisive pubbliche, raschiano i fondi di magazzino, che loro chiamano con spocchiosità "reperti di cineteca" e quelle private, invece pure. Solo che quest'ultime non avendo reperti storici prorio da museo, vista la loro minore età, offrono magari una più ampia scelta in fatto di film e telefilm. Magari anch'essi un pò datati,  ma si rivalgono su nomi famosi di attori defunti "resuscitati" in occasione dei loro annuari di nascita o di morte.
Ma all'atto pratico, tanti sono i canali oggi a disposizione, ma l'offerta per trascorrere la serata, alla fin fine è ben magra. Tanto, che dopo aver scorso la programmazione, laconicamente ti trovi ridotto a pronunciare la solita banalità :"anche questa sera non c'è niente da vedere!!".
Mentre ero con la famiglia a tavola in occasione del primo dell'anno, ed appunto si parlava di questo argomento, mi è stato suggerito il programma riportato sul titolo. Niente di eccezionale, per carità. Una scelta come quella "in mancanza di meglio si va a dormire con la moglie" (o per, par condition, con il marito!).
Doveva partire sulle reti Mediaset anche la nuova edizione del Grande Fratello, se non ci avesse salvato, il rogo causato da un cortocircuito (Non si sa se di un fiammifero!?) che ha mandato in fumo casa e spettacolo. Ma non gioite, perchè stanno alacremente lavorando per far partire tutto entro il 23 gennaio. Dovremo, purtroppo, farcene una ragione; si fa per dire anche perchè poi, si sa, che questi Reality, questi Talent show, chi li guarda?  Nessuno ! Come con le prostitute, chi ci va? Nessuno ? Intanto però le città ne sono piene ed i loro magnaccia scorazzano sui BMW. Un vero mistero!
In TV è un po' la stessa cosa! Chi paga lo spettacolo si sa, sono gli sponsor, ovvero la pubblicità. Chi sono costoro? Assolutamente non sono dei mecenati! Ma dietro la pubblicità chi c'è? Ci sono le industrie, che, se la pubblicità non porta loro cospicui affari, rescindono il contratto. E la pubblicità, quindi, a che cosa è legata ? E' legata al numero degli ascolti, a quella parolina che gli addetti ai lavori, ad ogni puntata dello Show, sono costretti, con timore reverenziale a sottostare : lo Share ovvero l'indice di ascolto televisivo. E' lui che decreta se lo spettacolo va avanti o si ferma lì.
Ecco che allora se il Grande Fratello è arrivato alla 13°ma edizione, significa che in Italia, si, sono, siamo in tanti coloro che non "vanno a prostitute", come pure non guardano certi "programmucci nazional popolari privi di contenuto", ma altrettanti, evidentemente, sono quelli che ci vanno... e questo vale anche per i Reality ed i Talent visti che tanti sono gli sponsor che "fanno la fila" ed a che prezzi, per entrare a far parte del cast. Viene allora da pensare che qualcuno dice bugie !
Ieri sera, Giovedì, "non essendoci nulla" in TV, confesso pubblicamente (ma l'ho fatto anche con i primi Grande Fratello e così ora, dopo la confessione, ho la coscienza più tranquilla)  sono andato su Sky e sintonizzato sul canale 109 che  offriva come spettacolo alcune "lezioni" di cucina.
A portare avanti la serata tre Chef : Bruno Barbieri e Carlo Cracco entrambi italiani ed un italoamericano Joe Bastianich. Si dice, che in una coppia di piccioni, solitamente almeno uno è bello ( si parla in senso gastronomico visto anche quello di cui andrò a parlare!!). Qui, di tre, e parlo di "digeribilità" in fatto di immagine, di simpatia, di educazione, di cordialità, di modestia, parlo logicamente di una mia sensazione personale, neppure un amaro dei più forti, seguito da due Alka-Seltzer, sarebbero riusciti nell'impresa.
I partecipanti goderecci nel farsi maltrattare, posso anche comprenderli, seppur non li giustifico, visto che c'è gente disposta a tutto pur di farsi vedere in TV. Ci sono i patiti che nei collegamenti durante catastrofi, ridono come dei ... dietro le spalle dei reporter agitando la manima, con il telefonino all'orecchio in chiamata con "mamma", per farsi notare. Non sapendo che un cretino riesce sempre a farsi notare. Qui, poi, tra i concorrenti, tanti sono i disoccupati e quindi tentare non nuoce, anche perchè chi vince prenderà un assegno di 100 mila € ed un contratto per la stesura e pubblicazione gratuita di un suo libro di ricette. Qualcuno di questi, li posso capire, ma altri, professionisti, con un lavoro, con una reputazione da mantenere anche dopo la comparsata televisiva, farsi insultare da questi tre, ritengo che sia la forma massima di masochismo.
I tre, su quel piedistallo, sembrano l'incarnazione del Padre, del Figliolo e dello Spirito Santo.
Tutti pendono dalle loro labbra, dal loro giudizio e sembra quasi che godano, quando il giudizio è negativo ed ancor più quando gli impongono di togliersi il grembiule e devono abbandonare il gioco. Si, perchè di gioco si tratta. Non è una scuola. A scuola si impara e lì, quello che s'impara da questi tre cerberi (saranno anche bravi nel maneggiare i loro intrugli nelle loro trattorie "esclusive", ma non sono certo nè simpatici, nè tantomeno educati!!) e l'essere dei perfetti cafoni. Sarà questo che lo spettacolo e chi lo ha impostato vuole e che loro recitano alla perfezione, ma non mi si dica che da un simile spettacolo uscirà un "talento".
Usare questo termine è come offendere tutti quei ragazzi che nelle scuole alberghiere studiano anni ed anni per raggiungere risultati che costoro, soprattutto in altri tempi, supportati anche da un gran colpo di c...fortuna che gli ha fatto vedere le stelle "Michelin" li ha portati dove sono.
Non parliamo poi dell'italoamericano... Chi si è fatti il c... sono stati i suoi nonni e genitori, poi lui ha proseguito tutto in discesa... mo è arrivato a fare l'americano in Italia ed è legato per un piede al pavimento, perchè gonfio di ambizione può essere soggetto a volare come appunto i palloni gonfiati.
La sua spocchiosità gli permette perfino di prendere una polpetta in mano e sbatterla sul tavolo, in senso di sfregio nei confronti della concorrente, perchè è troppo dura, è troppo morbida, è troppo unta, è troppo asciutta... ma non solo, prende anche due grossi pezzi di carne cruda che sazierebbero una famigliola e le sbatte sul tavolo quasi con schifo. Lo stesso schifo, del resto, voglio sperare (ma credo che resterò deluso!!) avranno provato anche gli spettatori nei suoi confronti, pensando a quanta gente nel mondo ogni giorno muore di fame.
Certamente uno spettacolo, in uno spettacolo, indecoroso, che se ne frega altamente della fame nel mondo, che sbatte in faccia le dispense piene di ogni ben di Dio, in un momento particolarmente sofferto da molte famiglie italiane e non solo. Supermarket a disposizione dei concorrenti, che poi usano questi prodotti, con ben visibili i logo delle marche degli sponsor, alla faccia di un consumismo (e qui è proprio il caso di dirlo!!) Usa e Getta. Magari quelle stesse griffe, che aiutano i paesi del terzo mondo a scavare i pozzi d'acqua, a creare la scuola o l'Ospedaletto in mezzo alla foresta. Ma intanto qui chi li vede??
Quaranta concorrenti all'inizio della gara, oggi ridotti, dopo poche puntate a 19, che hanno cotto, e gettato quantità di alimentari, che dovrebbe umiliare coloro che hanno reso solo possibile la presentazione di questo spettacolo, che ho definito e ripeto, a mio parere reputo In.de.co.ro.so!!
Non parlo della riuscita artistica, della professionalità dei partecipanti. Parlo dello sciupo delle risorse alimentari in ogni puntata, buttate lì senza riguardo alcuno che sono virtualmente, ad ogni puntata, un vero e sonoro schiaffo alla miseria.
E malgrado tutto (e ritengo ancora più grave!) è che se ne dovrebbero essersene accorti anche gli stessi autori. Anche se se ne fregano altamente per doveri di share. Tanto che hanno pensato di metterci su una pezza, sistemando capra (trasmissione) e cavoli (le loro coscienze), facendo apparire, ad ogni fermo pubblicitario, prima della visualizzazione dell'elenco con i logos di tutti gli sponsor (ugualmente colpevoli), una scritta in cui compare quanti Kg. di alimentari sono stati recuperati... Ancora una offesa, questa diretta agli spettatori,  buongustai e non, ma comunque non fessi.. ma a chi credono di darlo da intendere?? La carme sbattuta sul tavolo e le polpette recuperate... i cassonetti dei rifiuti traboccanti degli "esercizi" dei concorrenti... ma vergognatevi !! Se questa è Arte !! Se questo è spettacolo... meglio che per TV questa sera non ci sia nulla da vedere!!





di Franco Giannini

sabato 20 ottobre 2012

I colonizzatori del 21° secolo... a ore....!!!!

...e per fortuna che questa è la nostra crema !!

Sono scappati dal loro Paese, come topi che abbandonano la nave quando l' istinto suggerisce loro che c'è pericolo che la nave affondi.
Ricordate gli eroi della Spigolatrice di Sapri. Eran trecento, eran giovani e forti. Chiederete, invece questi chi sono? Sono coloro che dopo un secolo tentano di "ri-colonizzare", ma questa volta con uno spirito carico di umanità e senza bramosie di interessi (termini usati sarcasticamente), quei paesi che una volta si chiamavano sotto sviluppati ed oggi ribattezzati dal vocabolario della politica internazionale, per dargli maggiore enfasi, Paesi Emergenti. Questo almeno è quanto cercano di far credere agli  indigeni, i quali se la bevono pure ...! Da parte italiana, queste anime pie, sono oltre 400,  non sono proprio  giovani ed a quanto pare,  neppure forti "moralmente" parlando, ma solo degli egoisti incoscienti, dotati di stomaci foderati con tanto di  irsuto pelo. Quello proprio che ci vuole per queste "sporche" invasioni di carattere umanitario.
Si sono spogliati della loro appartenenza alla nostra italianità, non tutti, ma la maggior parte, imbastardendosi con quegli imprenditori "scalcagnati" locali, dando origine a quelle Joint Ventures fondendo le nostre eccellenze tecniche con le loro leggi permissive, che tanto piacciono loro, chiudendo entrambi gli occhi quando, queste sfociavano e sfociano nel degrado e nello sfruttamento umano ed infantile.
A fare da apripista, nei lontani anni '50 e '60, ad esempio in INDIA non potevano essere che loro, la crema dell'industria italica, vale a dire la solita Fiat, la Piaggio, a cui sono poi seguite senza osservare un ordine cronologico, la Magneti Marelli, la Brembo, Graziano Oerlikon, Valvitalia, Fontana Fasteners e Officine Meccaniche Piemontesi, Dayco, Apicom, Perfetti Van Melle, Lavazza, Ferrero, Bauli, Tecnimont, Italcementi, Impregilo, Todini, Ferrovie, Astaldi, Autostrade, Artsana, Interpump Group SpA, Luxottica, Merloni Termosanitari, Pirelli, De Longhi, Danieli, Bisazza, Saipem/Snamprogetti, il Gruppo Generali, Benetton, Zegna,  Armani, Tod's, Cavalli, Versace, Natuzzi, Veneta Cucine ed Artemide, gruppo Finmeccanica, Fincantieri, Avio ed Elettronica, Beretta. E potevano mancare le banche ?? Ecco che allora troviamo UBI Banca, Unicredit-Banca di Roma, Intesa-San Paolo, Monte Paschi di Siena, Banco Popolare di Verona e Novara, Banca Popolare di Vicenza, BNL-BNP Paribas. Non sono tutte logicamente, ma sono le più importanti italiane, quelle che hanno ricevuto tanto dall'Italia e dagli italiani, sia come aiuti economici da uno Stato forse troppo "amico", sia come braccia e teste di un popolo forse troppo "bue". Ed alle prime avvisaglie di venti di burrasca, invece di restituire, se non tutti, almeno qualcuno dei benefici ricevuti, inscenando il caratteristico pianto del coccodrillo, hanno abbandonato il paesello natio, lasciando quelle braccia a sorreggere le teste appensantite dai problemi economici famigliari di cui entrambe sopra parlavo.

E' proprio vero, che negli affari la riconoscenza vale meno di zero. Come è vero che questa gentaglia, non soddisfatta di aver, come sanguisughe, succhiato quanto c'era da succhiare, economicamente parlando e dopo aver inquinato quanto più non potevano fare nel Bel Paese, hanno fatto la valigia e sono emigrati con l'intento di fare altrettanto, ed anche di più, in terra straniera. Consapevoli dell'aiuto su cui potevano contare offerto dai  boss politici corrotti di questi paesi che li avrebbero supportati, servendogli su di un piatto dorato le loro leggi, che definirle permissive, sarebbe solo un eufemismo.
Sono divenuti così i nuovi colonizzatori del 21° secolo a tempo determinato, visto che sanno che la partita si giocherà tutta sulla velocità ed il vincitore finale sarà colui che oltre più lesto sarà anche il maggiore lestofante; arrafferà tutto quello che c'è da arraffare, ritirandosi dal gioco ed emigrando in altri lidi da "colonizzare" non appena avrà centrato il suo obiettivo. Si perchè anche questi popoli, appunto definiti emergenti, stanno uscendo dalla loro immersione prolungata per prendere respiro. Qualche tecnologia serve anche a loro. I gattini stanno aprendo gli occhi, stanno estraendo le unghie e stanno cercando di graffiare...questione di tempo. Il tempo che da gattini si trasformino in tigri!
Ricordo che cinquant'anni fa, sul sussidiario elementare, apprendevo nelle pagine della geografia economica dell'India, chi erano i paria, che le ceneri dei morti che bruciavano sulle pire, venivano gettate sulle acque del Gange. Leggevo che il fiume era inquinato per via degli escrementi delle mucche sacre, delle persone che in esso religiosamente si bagnavano per la purificazione religiosa, per le ceneri dei defunti ivi gettate, per i corpi in putrefazione non completamente bruciati. Ma le cause dell'inquinamento finivano lì. E si diceva anche che l'acqua, come quella di Lourdes, per motivi religiosi, fosse esente da batteri.  Oggi invece è tutto cambiato. In peggio logicamente. I paria continuano ad essere paria, solo che il loro numero è aumentato proporzionalmente all'incremento demografico e forse anche di più, non guardando la "Televisione" . Le acque limacciose del Gange continuano ad essere inquinate in maniera esponenziale non solo per il maggior numero di indiani che le utilizzano come cloaca a cielo aperto, ma per l'uso di "discarica ecologica" che l'uomo bianco, con le sue tecnologie, ha portato loro e che gli indiani, facendo per l'appunto gli indiani, con le loro leggi permissive, accettano di buon grado. E mentre il loro PIL aumenta, mentre si continua a dire che l'acqua del fiume sacro è misteriosamente miracolosa e potabile, le morti per cancro, anche queste "misteriosamente", raddoppiano. Il Gange continua ad essere nell'ignoranza, il fiume sacro, le cui acque sono esenti da contaminazioni come quelle di Lourdes,  ma in effetti le sostanze nocive, gettate nel fiume dalle industrie            
come arsenico, fluoruro, cloruro ed altri materiali pesanti non trattati ed altamente cancerogeni, aumentando in modo esponenziale le morti per tumore.
Non parliamo poi di tutela del lavoro, di cui non conoscono (perché non vogliono conoscerlo!!) neppure il significato. Evitiamo di parlare dell'impiego di mano d'opera minorile di cui tutti, noi occidentali, sappiamo l'uso che ne viene fatto, ma facciamo i "finti tonti" acquistando questi prodotti, solo perchè "griffati".
E mentre in Italia, a Milano, si fanno sceneggiate compiacenti per abolire la scolorizzazione dei Jeans con l'uso della sabbiatura nociva e vietata, nei paesi "emergenti" come Cina, India, Pakistan e Nord Africa, la gente non manifesta, continua a praticarla e senza sapere il perché, muore.
Nella terra dei Mandarini, che non è né la Sicilia né la Calabria, ma la Cina, sono invece attraccate oltre 1000 imprese, in cerca di quelle tre scimmiette (non vedo, non parlo, non sento) tanto incentivanti quel business che permette di poter fare lauti guadagni in tempi brevi, proprio grazie a  quelle carenze di leggi vigenti in materia di lavoro, di sindacati, di diritti civili o quanto altro "possa nuocere" alla "sana" produzione, al "giusto" profitto. Profitto ricavato non dal sudore del lavoro di questi poveri diavoli, ma dal loro stesso sangue, parola che non viene certo usata in modo retorico, bensì reale. 
Non sto logicamente ad elencare tutti i benemeriti dello sviluppo di questi paesi, anche perchè  quasi sicuramente cadrei in noiose ripetizioni.
Posso solo dire che dove, l'uomo bianco (con l'anima nera) ha portato quello che lui chiama "progresso", ha portato con il lavoro, soprattutto inquinamento, sfruttamento ed anche l'estinzione di intere popolazioni indigene. Come sta avvenendo in Brasile, altro paese emergente, dove, con la deforestazione,  si  sta causando l'estinsione della tribù Awà.
Un progresso che ci ha riportato, per tantissimi aspetti, indietro negli anni, quando l'uomo bianco, lottava contro i pellerossa in America per "civilizzarli", in Sud Africa per donare loro il benessere, e che dire degli aborigeni australiani...? 
Un Progresso fatto prigioniero dall'Egoismo e dall'ingordigia di pochi a discapito di tutti gli altri.
Se non mi fossi riuscito a spiegare, questa frase che ho trovato in rete, sintetizza in maniera superba il concetto. Credo che provenga dalla saggezza possa di un detto indiano (pellerossa) :" Uomini bianchi, quando avrete abbattuto l' ultimo albero, avrete ucciso l' ultimo animale ed avrete inquinato l' ultima sorgente, vi accorgerete che non potrete né mangiare né dissetarvi con  il vostro denaro!"

Franco Giannini

venerdì 3 agosto 2012

Sai chi non soffre afa o siccità a Senigallia? I pali della luce in piazza Saffi

All'intelligence comunale, dedita alla collocazione delle panchine, sfugge quella degli innaffiatori automatici

Gli innaffiatori automatici in piazza Saffi a Senigallia La segnalazione e le due foto, pervenutemi documentano senza ombra di dubbio, che a beneficiare di quel bene prezioso che è l’acqua, non sono solo le aiuole, bensì anche l’area fuori del cordone perimetrale del verde.

Infatti gli innaffiatori automatici, sono stati posizionati dietro i pali della luce, come se giocassero a “nascondino” per cui i loro getti battendo sul palo stesso vengono respinti e proiettati all’indietro, bagnando il lastricato circostante invece che il prato.
Credo di non sbagliare, se dico che l’acqua utilizzata per innaffiare, sarà certamente acqua per usi industriali, quindi di “minor valore”, e non proveniente dalle sorgenti di Gorgovivo; ma rimane comunque sempre acqua che non viene utilizzata nel modo migliore o per un servizio ben preciso, ma semplicemente va dispersa.
Il cittadino che si è fatto carico di inviarmi le foto, lo ha fatto considerando l’invito che la Multiservizi, proprio pochi giorni fa, attraverso la stampa, aveva fatto inviando una lettera, ai Comuni, suggerendo di emettere delle ordinanze di divieto per usi impropri, chiedendo così di dare l’esempio controllando scrupolosamente l’utilizzo dell’acqua nelle strutture di uso pubblico: quali piscine, palestre, campi da calcio, ecc.
“C’è bisogno della collaborazione di tutti, Sindaci e Amministratori in particolare – concludeva la Multiservizi nella lettera – per responsabilizzare i cittadini ad un uso molto contenuto dell’acqua e limitare il più possibile i consumi non indispensabili, quali innaffiare giardini, lavare l’auto, riempire le piscine ecc…”
Gli innaffiatori automatici in piazza Saffi a SenigalliaNon solo, ma nel sito della multiservizi tra i 10 consigli utili per un migliore e responsabile utilizzo di questo bene, troviamo questa nota “…Per questo chiediamo agli amministratori pubblici e ai cittadini di fare buon utilizzo dell’acqua, evitare gli sprechi e gli usi impropri,…“.
Ora non si vuol crocifiggere nessuno, anche perchè di cose ben più importanti da fare ce ne sono, però anche questo rientra se non negli usi impropri, quanto meno negli sprechi, involontari quanto si vuole, ma sempre sprechi.
Allora, visto che tra le regole consigliate dalla Multiservizi, c’è anche la segnalazione che anche il gocciolare di un rubinetto comporta uno spreco, figuriamoci nel caso qui sollevato.
Ci si armi dunque di un pizzico di buona volontà, si riposizionino i bulbi di questi innaffiatori ponendoli in una posizione più consona che faccia in modo che non vada dispersa altra acqua: ritengo che sia cosa possibile da fare in modo veloce e con una minima spesa.
Intanto la collettività, fin d’ora, ringrazia.


Franco Giannini
Già pubblicato su Senigallia Notizie.it 
Questi i commenti dei lettori di Senigallia Notizie.it 

Gabriele
2012-08-02 13:48:46
Evidentemente c'è stato un venir meno di sinergia tra l'elettricista ed il giardiniere...per non parlar dell'ingengere e del perito agrario...roba da Villa Caprile!!!
angelo
2012-08-02 15:06:23
la segnalazione è chiara e precisa, vediamo quanto tempo ci vorrà per rimediare!
franco
2012-08-02 17:05:54
Il centro storico non è servito dall'acquedotto industriale, quindi per annaffiare i giardini di Piazza Saffi viene usata l'acqua di Gorgo Vivo.
Franco Giannini
2012-08-02 18:26:50
Errata corrige : pur essendo all'oscuro che i giardini di piazza Saffi fossero annaffiati con acqua potabile ( come ci informa il lettore Franco ), ho come cercato di porvi rimedio, "limitando il getto degli innaffiatori", scrivendo per 2 volte su 4, questo termine, con una sola f.
Paul Manoni
2012-08-02 21:06:04
Ottima la segnalazione di Franco Giannini, ma ho come la sensazione che basterebbe armarsi di un pò di pazienza (e magari di ghette o stivali), ed andare li a girare il getto degli annaffiatori, nella direzione più opportuna. Insomma, penso che lo spreco d'acqua del caso, si possa risolvere in meno di 30 secondi, e da parte di chiunque. Non serve nemmeno essere giardinieri o elettricisti per risolverlo. Speriamo che qualcuno lo faccia al più presto.
massimo
2012-08-02 22:11:20
Scusate ma non avete altro da fare che criticare non va bene mai niente siete dei veri rompi cog..... ci sono cose più importanti , ma non avete pensato di andare a lavorare con le mani cioè a faticare può darsi che vi farebbe bene sudare un po e capire che un può di acqua sul marciapiede forse anche starci non credete, e basta e poi sei quello che quando passa l'autorità di turno lo vai a riverire e basta basta, ma vai a lavorare.

Walter
2012-08-04 14:42:50
Noi saremo anche dei rompi cog... però purtroppo il conto della bolletta non arriva solo a casa tua caro Massimo, per la seconda parte del tuo discorso ti avrei voluto anche contraddire ma trovo le tue due ultime righe molto articolate.

sabato 12 giugno 2010

PRESENTATO IL LIBRO DI LUCA MARTINELLI " L'ACQUA NON E' UNA MERCE"


di Franco Giannini già pubblicato su 60019
con la possibilità di ascolto del Podcast della serata su Popinga

...una persona "senz'acqua in bocca" sui costi pubblici del profitto privato.

Arrivando puntualmente alle 21 e trovando la Sala del Trono completamente vuota, sono ritornato sui miei passi, e devo dire anche con un certo avvilimento. Ho avuto l’impressione che l’argomento di discussione della serata, vista la mancanza di pubblico, interessasse a pochi. E devo anche confessare che sono rimasto un attimo a pensare se incamminarmi verso il cortile della Biblioteca Comunale, dove c’era un’altra interessantissima presentazione di un libro di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci dal titolo “Il Patto”, illustrante i retroscena di mafia e personaggi politici, o attendere ancora. Ho fatto la seconda scelta e non me ne sono assolutamente dispiaciuto, anche se così facendo qualche cosa di interessante me la sono ugualmente persa. Infatti in quel quarto d’ora di ritardo “accademico”, la sala si è riempita e devo dire, con soddisfazione, anche di visi di giovani. Giovane anche l’autore del libro “L’Acqua è una merce - perchè è giusto e possibile arginare la privatizzazione”, Luca Martinelli, tra l’altro anche giornalista della rivista “Altreconomia”. Al suo fianco, nel ruolo di introduttore, il coordinatore regionale della campagna refenderaria sull’acqua come bene di tutti, Evasio Ciocci. Non mi dilungherò però sui contenuti dei due interventi, perchè chi veramente interessato al problema potrà risentirseli attraverso il servizio di podcast che Marco Scaloni di Popinga, senza dubbio molto più di un semplice blog, che anche questa volta ci ha messo a disposizione assicurando al lettore-ascoltatore la veridicità dell’effettivo “detto” rispetto a quello più personale del “riportato”. A mio avviso, ad esempio, ma è appunto una mia idea personale: Ciocci si è lasciato prendere un pò troppo la mano, anche se da parte mia ne ho condiviso punti e virgole, dall’entusiasmo di questa campagna refenderia, ma che martedì 8 giugno è sfociata alla fin fine in una “campagna bagnata” da una non troppo velata polemica politica. Condivisibile o non a seconda dell’orientamento politico. Più “professionale” e con dati inconfutabili, invece, la relazione di Luca Martinelli che ha parlato di tutto ciò che “galleggia” sul problema acqua, sulla sua privatizzazione. Ha fatto nomi di aziende, personaggi, comuni implicati. Quello che alla fine ha fatto emergere è stato il marciume che inquina le acque con la rincorsa esasperata, smodata, in bilico tra legalità e viceversa, con tracimazioni, alla ricerca a tutti i costi del profitto con il logico degenerare sempre in cattive amministrazioni di quello che è il bene pubblico per eccellenza. Del resto l’Acqua è vita e non un mezzo atto a speculazioni affaristico-politiche. Martinelli li ha chiamati, con molta eufemizzazione, i “falsi miti”, racchiudendo in essi i falsi contratti, i falsi appalti, le false lotte per ridurre gli sprechi, i falsi investimenti non fatti con denari di privati ma con quelli delle banche, spiegandone con approfondimenti e dati reali. Poi è stato il turno del pubblico invitato a fare domande, che un po’ intimidito da tanta professionale e coinvolgente oratoria, ma forse ancor più perchè composto in maggior parte di aderenti all’iniziativa, non avrebbe potuto che confermare, con l’ovvietà, quanto era stato detto fin lì. Ho condiviso il contenuto dell’intervento, come pubblico e non come consigliere comunale, di Roberto Mancini, ho compreso le sue rimostranze, e seppur concorde con lui sulla mancanza di risposte che l’Amministrazione ha fornito alle sue domande in precedenti Consigli, forse, ma anche qua esprimo un parere personale, non essendoci in sala le parti in causa presenti per ribattere, l’avrei rimandato ad una data e luogo più indicati. Mi è piaciuta maggiormente, infatti la risposta data da Martinelli ad una domanda del pubblico sul referendum aperto dall’ IDV, con diplomazia, con un non scendere in problemi politici, ma analizzando e valutando semplicemente la formula verbale del “loro” referendum e quello che potrebbe portare alla “causa comune” qualora i risultati ottenuti fin d’ora dovessero continuare. Una sua lavata di testa finale a tutti i partiti che hanno appoggiato ed appoggiano questa campagna referendaria, ma che poi alla fine sembrano rispondere alla privatizzazione con dei NI anzichè con dei NO decisi e concreti, per non parlare poi di certe trasmissioni televisive, che si dichiarano di sinistra, ma che alla fine “dimenticano” di pubblicizzare questa campagna referendaria sull’acqua bene di tutti, come invece il loro indirizzo politico li dovrebbe indurre a fare.

martedì 24 marzo 2009

L'ORO DEL TERZO MILLENNIO

di Franco Giannini



Già ascoltare e vedere oggi un telegiornale è di per se stesso cosa pesante ed angosciosa e lo è ancora di più se ti devi sopportare e sciroppare, quale antipasto, quella che ti dicono dovrebbe essere una sana, equilibrata e "veritiera pubblicità". Ed a proposito di veritiera sana ed equilibrata...in questi giorni ci sta "scassando", almeno a me fa questo effetto, ed in un modo oltremodo nauseabondo, un messaggio promozionale-sdolcinato di pubblicità mista a buonismo umanitario, di un' azienda che vende acqua e che con grande enfasi, ci fa sapere che parte degli introiti, va in opere di bene nel terzo mondo. C'è da "ammirarla" per quello che fa, dal momento che altre ditte dello stesso settore neppure ci pensano. Solamente che mi suona stonato e ridicolo solo perché con l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, si è ceduta la chiave di accesso alle multinazionali dell'acqua, affinché gestiscano questo bene, fin a ieri di tutti, per gli interessi solo di alcuni. Provo la stessa sensazione di come se bevessi un bicchiere di acqua viscida e calda tra le dune del deserto africano...Fino a ieri si diceva che un bicchiere di acqua non lo si negava a nessuno...da domani, però non sarà più cosi. Infatti si parla di già di sostanziosi aumenti sulle bollette. La bugia la troveranno sicuramente per giustificare i loro sporchi intrallazzi, ma quello che ancor più fa male è che la legge sia passata senza colpo ferire, senza che "nessuna voce dell'opposizione" si sia fatta sentire...è proprio il caso di dire... con l' "acqua in bocca". Mi vedo già proiettato nelle future estati...quando già a febbraio si inizierà a parlare che il livello del Po è sotto la media, che i pozzi sono pressoché asciutti, che si prevederà un' estate torrida, che le scorte d'acqua sono al minimo come mai si era verificato, e si inizierà a "scassarci"...i "nervi", con le solite raccomandazioni di come limitare il consumo dell'acqua, ma nel contempo, per quella famosa legge della domanda e dell'offerta, i prezzi lieviteranno enormemente....perché questo è solo frutto di una legge economica, non certo di una speculazione di cui populisticamente il popolo parla. Quando il popolo parla è sempre per populismo....e debbono sperare che parli sempre in questo modo... perché il male vero viene quando il popolo s' incaz... e comincio a vedere che i tempi stanno maturando. E mentre gli ecologisti si battono per far si che si consumi più acqua del "rubinetto" per ridurre i costi famigliari, per ridurre l'inquinamento stradale causato dai trasporti su strada, per ridurre l'inquinamento dalla plastica dei contenitori di questo bene... di lottare perché le poche falde non vengano inquinate da pesticidi agricoli, zootecnici, industriali, nucleari, ecco che una voce dal gruppo declama: "Lo Stato ritorna a fare lo Stato". E' un qualcuno che, da piccolo napoleonico dittatorello provinciale, serve su di un piatto d'oro, ai suoi amici imprenditori e di conviviali merende, il modo come un altro per "fare qualche cosa" in un momento come quello attuale di carestia....per gli altri ben s' intende, non certo per il nostro paese. E qualcuno, per salvarsi la faccia, ha pensato bene, allora, di lavarsela in TV con uno spot, in cui, con furbo anticipo, ha pensato bene di coniugare il suo nome a quello di un briciolo di bontà, disconoscendo però che il bon-ton della beneficenza, esige che essa venga fatta sempre, nel più profondo anonimato. Il popolo fino ad ieri diceva populisticamente, che prima o poi ci avrebbero tassato anche l'aria che respiriamo. Credevo fosse una sciocchezza...oggi comincio a credere sia una possibile verità non distante da una possibile attuazione.... Se solo si potesse trovare un possibile acquirente, con certa gente in Parlamento, potremmo risollevare l'economia nostrana, con mega esportazioni di "VERGOGNA" griffata "made in Italy".