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giovedì 19 maggio 2016

Pet therapy dentro la Casa dell’Ospitalità F. Marulli di O. Vetere. E anche fuori

Quattro (e più) gli incontri fino a Settembre per gli Ospiti che possono giovarsi della presenza degli animali.

Sembra quasi che con l’accostare il mondo animale a quello degli umani si sia voluto accogliere il suggerimento esternato da papa Francesco. E che c’era quindi di meglio se non fondere l’amore che queste bestiole riversano sugli umani facendone tutt’uno con quello di chi da questo sentimento e da questo caldo contatto ne riceve beneficio, non solo fisico?
Incontro di Pet Therapy nella Casa dell'Ospitalità F. Marulli di O. VetereLa Pet Therapy nasce intorno al 1960 da un’idea del dr. Boris Levinson, psichiatra infantile: ebbe la felice constatazione di notare che il prendersi cura di un animale ed in special modo di un cane, portava i bambini a calmare l’ansia, lo stress, la depressione, riversando tutto il loro calore affettivo sull’animale. 
E da questo accorgimento nei confronti dei bambini, il passo è stato breve trasferendo questa terapia anche nei confronti degli anziani ospiti delle strutture socio assistenziali (quale quella del nostro caso) sia nei soggetti psicologicamente meno reattivi e non sempre ben disposti alle cure mediche tradizionali.
La presenza dell’animale (i cani in questo caso) permette di consolidare sia un rapporto emotivo con l’ospite tramite questa empatia, stabilendo così una specie di canale comunicativo tra ospite-cane-operatore-medico, sia di stimolare la partecipazione attiva dell’ospite: il quale prova il desiderio del ritorno dell’animale vivendone un’interessata e piacevole aspettativa nell’attesa.
Uscita di Pet Therapy per gli ospiti della Casa dell'Ospitalità F. Marulli di O. Vetere al centro di addestramento di CorinaldoCi saranno, dicevo, quattro incontri tra maggio (il primo dei quali è avvenuto sabato 14 cm) e settembre, ma in verità già un primissimo incontro dei nostri ospiti con i cani “Violetta” di razza golden retriever e “Magnum” un border collie c’è stato lo scorso ottobre direttamente al centro di addestramento cinofilo di Corinaldo. Questi quattro incontri saranno rivolti ad introdurre il corretto avvicinamento con i cani e sostenere le emozioni che la presenza dell’animale suscita negli ospiti con la narrazione del loro vissuto.
Uscita di Pet Therapy per gli ospiti della Casa dell'Ospitalità F. Marulli di O. Vetere al centro di addestramento di Corinaldo
 A ciascun incontro parteciperanno anche due operatori.
Il grazie è d’obbligo a chi ha fatto sì che anche questa terapia entrasse a far parte del prontuario delle attività mediche e non, che la Casa dell’Ospitalità F. Marulli di Ostra Vetere può vantare ad oggi, nella persona del presidente della Fondazione, Sandro Sabbatini.



Franco Giannini
Pubblicato Mercoledì 18 maggio, 2016  su Senigallianotizie.it

giovedì 15 ottobre 2015

Ben 204 candeline sulla torta di “fine estate” della Casa dell’Ospitalità di Ostra Vetere

Due le Ospiti che hanno superato la soglia dei fatidici cento anni !

Che sia tutto merito dell’aria di Ostra Vetere? Sicuramente anche quella. Ma credo che l’elisir di lunga vita di queste due centenarie sia da ricercarsi in varie componenti, quale anche il cibo, l’affetto dei loro cari, le cure a loro rivolte dalla fondazione Casa dell’Ospitalità F. Marulli attraverso le proprie maestranze, che, a quanto pare, oltre che curare tutti gli “ospiti”, li “viziano”, inventandosi giornate festose prendendo a scusante qualsiasi pretesto.
Poi, come si vede, queste festività occasionali divengono appuntamenti fissi nel corso degli anni. Tant’è che sabato 26 settembre ospiti, familiari e tutto il personale socio sanitario, infermieristico ed amministrativo, si sono ritrovati per il “4° barbecue – festa di fine estate“, quello che ormai è divenuto un appuntamento tradizionale.
Festa di fine estate e compleanni alla Casa dell'Ospitalità di Ostra VetereQuest’anno poi ancor più festaiolo, perché oltre al barbecue c’erano da festeggiare due compleanni: uno della signora Agata Bordi e l’altro della signora Teresa Ortolani. In verità, per educazione, non si dovrebbero mai rivelare le date di nascita delle signore, ma in questo caso, me ne assumo tutte le colpe, sono costretto a farlo per dimostrare che sono effettivamente entrambe centenarie: la prima, la più giovane, è nata infatti il 28 agosto 1915; la seconda, diciamo più adulta (ben 104 anni!), ha visto la luce il 14 settembre 2011.
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Ad aprire la giornata, prima di dar inizio ai programmi festosi, il parroco don Mauro Baldetti ha celebrato la messa, alla presenza delle istituzioni comunali di Ostra Vetere nelle persone del vicesindaco, Luigina Brocanelli, nonché dell’assessore ai servizi sociali e pari opportunità, Martina Rotatori.
Il menù è stato semplice, gustoso, ottimo ed abbondante tanto che tutti, sia ospiti che invitati, si sono detti soddisfatti ed hanno sinceramente gradito ed apprezzato. Sicuramente motivati anche per il fatto che alcuni degli ingredienti provenivano dall’orto (non a Km bensì a metri zero!) della stessa struttura Marulli. Ma non solo coltivati nella terra interna alla struttura, ma anche coltivati dagli stessi ospiti (ovvero, dal produttore al consumatore o meglio “e” consumatore), quali, ad esempio ed uno su tutti, il basilico con cui le cuoche di “Casa dell’Ospitalità” hanno dato vita ad un pesto a dir poco fa-vo-lo-so. Ma non si sono fermate qui, se si pensa che hanno anche servito delle ottime, ma forse gli aggettivi più appropriati sarebbero “superbe”, “celestiali”, lasagne con verdure di stagione.
Ma le cucine, grazie anche alla collaborazione dei ragazzi della pro loco di Ostra Vetere hanno continuato nel loro certosino e professionale lavoro sfornando anche ulteriori pietanze luculliane a cui hanno fatto seguito squisiti dolci, preparati anche questi dagli ospiti con l’aiuto e la supervisione degli operatori dell’Alma Consulting.
Festa di fine estate" della Casa dell'Ospitalità di Ostra VetereSaziati i piaceri della gola, la giornata è poi proseguita con lo spettacolo offerto a tutti i presenti sia dal gruppo folcloristico de “La Damigiana”, composto da stornellatori e musicanti, sia da un altro gruppo composto da volontarie e volontari tutti agghindati nei loro abiti folk, che hanno regalato agli intervenuti una giornata piena di allegria.
Come consuetudine, ad ogni evento della Casa dell’Accoglienza, non poteva mancare una delle colonne portanti del volontariato: il Gruppo U.N.I.T.A.L.S.I di Ostra Vetere e Pongelli, sempre in prima fila quando si presenta l’occasione per regalare un sorriso ed un aiuto agli ospiti della struttura.
Era sera quando si spegnevano le luci e si gettava la cenere sulla brace del 4° barbecue, ma già gli organizzatori, salutandosi con un “arrivederci” si davano appuntamento per porre le basi e programmare quello futuro. Il tutto, eventualmente, sempre alla Casa dell’Accoglienza F. Marulli in quel di Ostra Vetere. Ed allora come salutarci, se non con un … arrivederci!

Franco Giannini
Pubblicato Lunedì 12 ottobre, 2015 su Senigallianotizie.it

lunedì 6 luglio 2015

Ostra Vetere, alla fondazione Marulli si è parlato di movimento e alimentazione…

... vegana e vegetariana con l'illustrazione, ma anche con la degustazione dei vari piatti.

L’ultima volta che ci eravamo lasciati è stata quando la pittrice Brunella Romyo aveva donato la sua opera pittorica alla comunità della Casa dell’Ospitalità, con la promessa di ritrovarci alla sua prossima mostra, ovvero quando ci avrebbe presentato i suoi vicoli, riveduti e corretti di “Paese Mio”, alias Ostra Vetere.
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Ma l’accavallarsi di alcuni eventi importanti e “succulenti” ci ha portato ad anticipare la data promessa. Infatti, non si poteva mancare al taglio del nastro per la consegna dei letti elettrici acquistati dalla Fondazione F. Marulli con il contributo concesso attraverso il bando “Rispetto e decoro, anziani più sicuri” della Fondazione Cariverona.
A questo evento non potevano mancare i componenti del consiglio di amministrazione con in testa il suo infaticabile presidente Sandro Sabbatini, che si è assunto l’onore del taglio del nastro. Dopodiché don Mauro Baldetti ha impartito immediatamente la benedizione sia dei nuovi letti che degli ospiti, nonché del personale tutto.
Ospiti d’onore della giornata gli amici dell’ASP Martelli di Figline Valdarno. Una delegazione guidata dal direttore di questo centro residenziale nella persona di Daniele Raspini.
Dicevo amici, ma sono invece molto di più. Infatti è quasi un tacito gemellaggio quello che unisce le due “case”, che per facilità comunicativa, chiameremo più brevemente “di riposo”. Una specie di gemellaggio anche tra due paesi, Ostra Vetere e Figline Valdarno, dal quale è nata, oltre a una sincera amicizia, anche un promettente ed interessante scambio di studi e di esperienze relative al mondo dell’anziano: siano esse legate alle sue esigenze motorie, di alimentazione, nonché di occupazione del suo tempo libero.
Tante del resto sono le problematiche che accompagnano l’anziano ovunque esso risieda, vero è però che i due centri sono in incessante studio, sempre pronti a fornire continue, intelligenti e simpatiche soluzioni, quali, ad esempio ed una per tutte: l’ortoterapia.
Ostra Vetere, alla fondazione Marulli si è parlato di movimento e alimentazione per l'assistenza agli anzianiMa il pomeriggio doveva ancora essere lungo. Infatti Paolo Marabese fisioterapista di Merano (TN) ha preso la parola per illustrare ai presenti, in primis al personale addetto alla cura degli ospiti, il metodo di lavoro Kinaesthetics che può essere definito come lo studio del movimento umano e della sua percezione. Abbiamo saputo poi come si rivolga alle persone che vogliono confrontarsi con la propria competenza in fatto di movimento, con la salute e con il tema dell’apprendimento. Marabese ha sottolineato, infatti, come “il movimento” sia alla base della vita, continuando a spiegare come la qualità del nostro movimento nella quotidianità abbia un influsso determinante sui nostri processi interni quali respirazione, digestione, tensione muscolare e così via.
La competenza sul “movimento” degli operatori sanitari e assistenziali ha, di conseguenza, anche un effetto sulle persone assistite, anziani, disabili, pazienti. Personale che, sperimentando attraverso il riconoscimento e la percezione delle proprie esperienze acquisite e archiviate nel proprio bagaglio professionale, si senta pronto ad offrire un maggiore autocontrollo, autonomia ed efficacia nella partecipazione attiva con gli ospiti. Ed è attraverso la promozione di questi processi di apprendimento e di sviluppo, che viene raggiunta una maggiore e migliore qualità di vita per tutti gli interessati.
Intanto si era fatto sera ed a parlare di alimentazione, imbandendo virtualmente una seconda tavola rotonda, era Chiara Picardi, nutrizionista, che ha fatto del tema dell’alimentazione dell’anziano, uno dei suoi studi approfonditi.
Ad entrambi gli eventi, va ricordato, come abbiano partecipato, portando le proprie esperienze, anche gli amici toscani di Figline. Questo perché la realtà toscana è ben nota a livello europeo, proprio nell’ambito di questo tipo di assistenza, nel quale anche la Fondazione F. Marulli sta investendo, per la finalità prioritaria che è il benessere degli ospiti, proprio l’introduzione di un nuovo sistema alimentare. Si è discusso di come questa innovazione abbia prodotto benefici sull’anziano e sul miglioramento della sua qualità di vita in struttura.
Le diete consigliate e studiate già da tempo dal centro residenziale Martelli, con discreto successo, sono quelle vegane e vegetariane per i motivi pratici che tutti conosciamo, quali mancanza di grassi e digeribilità.


Ma è anche vero che quando si parla di vegano e di vegetariano si pensa che si tratti più di una moda piuttosto che di una specie di necessità, considerando l’età e lo stato di salute di alcuni degli ospiti. Quindi per ognuno di loro sarebbe quasi indicata una dieta personalizzata. Ma alla base di tutto questo i termini vegano e vegetariano trascinano sempre con loro un qualche cosa di triste e di scarsamente invogliante ad avvicinarsi a questi menù.
Ecco che allora qualche suggerimento per rendere la vita un po’ più allegra: ad esempio non parliamo più di succhi di frutta, monotoni ed anonimi nel loro imballo di cartoncino, esaltiamoci quindi parlando di “spremute”, con il loro frutto in primo piano, il bicchierone ed il colore naturale ed allegro che solo la natura sfoggia.
Mai detto fu più errato il definire, nel nostro caso e vista oramai l’ora, “signore e signori ed ora cavoli a merenda”. Visto che l’ora della merenda era stata abbondantemente superata e qualche languorino incominciava a farsi sentire non si poteva andare troppo per il sottile. E va bene adattiamoci al vegetariano o vegano che sia!
Ma fintanto che non siamo entrati nel cuore della fase finale, quella del reale assaggino della degustazione, molti erano i visi perplessi. Poi invece, gli innumerevoli mini-assaggini tutti saporiti, piacevoli e deliziosi al palato, ci hanno portato a ricrederci sulle nostre primarie tesi troppo cariche di un prevenuto sciocco scetticismo. Ed il termine “reale” non stava più per concreto, bensì come quello di regale, sontuoso, per palati sopraffini.
La serata, come si diceva, si è conclusa quindi con questa conviviale vegana offerta a tutti i partecipanti della giornata di lavoro, tutta preparata interamente dalle sapienti ed esperte mani del personale della cucina interna della struttura nonché sotto la super visione del cuoco Gianluca Calcagnile esperto in cibi vegetariani e vegani.
Un grazie sentito ai relatori che si sono succeduti, all’anfitrione della giornata nella persona del presidente della Fondazione Marulli, alla Cariverona, agli amici di Figline V. e alla coop. sociale Alma che ha contribuito all’organizzazione dell’evento.

Franco Giannini
Pubblicato Sabato 4 luglio, 2015 su Senigallianotizie.it

Questi i commenti dei lettori di Senigallianotizie.it :
Mario Rossi
2015-07-05 14:19:51
Ma allora il presidente Sabbatini sta bene, no perché allo sportello asur di Ostra Vetere è da un po che manca, dicono che si è preso un mese di malattia ............ povera Italia ...........

lunedì 23 marzo 2015

Mostra della pittrice Brunella Romyo alla Casa dell’Accoglienza di Ostra Vetere…

... e donazione dell' opera: l' appuntamento per l' inaugurazione della tela è per il 2 Aprile.

Era da tempo che ogni qualvolta mettevo piede nel suo Atelier-Studio d’Arte di via Cavour, 34 a Senigallia per un saluto, vedevo la Sig.ra Brunella Romyo che mi guardava con un certo imbarazzo principalmente quando inevitabilmente lo sguardo mi cadeva, seppur con fare disinteressato, a quel “qualche cosa” di rettangolare nascosto sotto un lenzuolo bianco. Seppur fosse intuibile che di quadro si trattasse, le mie seppur scarse ed elementari nozioni di buona educazione mi hanno sempre evitato di chiedere in che cosa di nuovo e di tanto segreto stesse lavorando, dal momento che tutto era così accuratamente ben celato all’occhio del visitatore. Fintanto che, però, giorni fa, sono entrato casualmente a farle visita fuori dell’orario solito in cui normalmente la passo a visitare e l’ho trovata, come si è soliti ironicamente dire, con il “topo in bocca”.
In camice bianco, tutta indaffarata ed accaldata per l’operazione che stava facendo. E ci si può figurare come sia rimasta quando ho aperto la porta del suo Atelier.
Stava sistemando angoli protettivi di cartone su di una cornice di un quadro di ben 2 metri e 30 di lunghezza per 0.90 di altezza, tenuto in precario equilibrio tra le sue esili braccia. Un lavoro più da manovale che da pittrice. Lei che, al macro, preferisce immergersi nel micro delle sue miniature. Di conseguenza, all’apertura della porta un suo naturale motto di sorpresa, prima ancora del suo solito educato buongiorno. Scoperta, ha immediatamente fatto seguire delle scuse che assolutamente non necessitavano (ma lei è una donna gentilissima) per non avermi reso partecipe prima, di questo suo lavoro segreto. I perché di tanta segretezza e della immediata cortese richiesta (il suo bagaglio di educazione è da scuole alte, ben lontano dal mio) di tenermi tutto per me quello che avevo visto, ma che mi ha lasciato poi fotografare e filmare, almeno fino al giorno dell’inaugurazione. Da qui, è stato come se l’essere stata colta in flagrante l’avesse resa più libera.
Ed allora ecco che con il riposizionamento del lenzuolo immacolato sul quadro, simile ad una slavina, ha cominciato a raccontarmi la gestazione e la nascita di questa sua nuova ed inusuale creatura artistica che in questa particolare occasione, racchiude in una tela macrocontenitrice, tantissimi micro particolari.
Ma andiamo per ordine.
La Sig.ra Brunella Romyo alla fine del novembre scorso viene convocata dal Presidente della Fondazione Casa dell’Accoglienza Federico Marulli di Ostra Vetere, il Dott. Sandro Sabbatini, per sottoporle una proposta di incarico per eseguire un’opera pittorica, dietro rimborso delle sole spese vive, che rappresentasse la visione panoramica del paese di Ostra Vetere. Con l’accordo, che una volta poi terminata la tela, la donasse in via definitiva alla Fondazione. Il tema suggerito dal Presidente era quello di riprodurre su tela i luoghi del paese di Ostra Vetere, poiché la prossima manifestazione avrà come titolo “Paese Mio” con uno degli obiettivi principali, la presentazione alle Comunità, sia degli Ospiti della Casa di Accoglienza che dell’intera Ostra Vetere, della panoramica del paese a livello pittorico.
Era la fine di novembre, come si diceva, quindi con una stagione invernale senza foglie, senza colore, con una visione mesta ed abbastanza piatta. Una stagione con i suoi colori, belli anch’essi sotto certi aspetti, ma sicuramente poco allegri. Ed allora la Sig.ra Brunella ha pensato bene che a monte di questa richiesta formulata da parte del Presidente ci fosse anche una sua aggiunta, un suo tocco di fantasia, un’iniezione di colori più consoni all’età degli Ospiti e che con la loro visione fornissero gioia e calore.
Un quadro che amalgamasse in qualche modo sia la visione del Paese attuale con i ricordi di gioventù degli Ospiti di questa Fondazione. Una sapiente miscela di realtà e fantasia che rendesse ragione alla richiesta vera e propria da parte del Presidente ed alla singolare funzione della della motivazione che questa Opera d’ Arte dovrebbe muovere negli animi di questi amabili Ospiti.
Lascio l’autrice, la Si.ra Romyo, illustrare l’Opera con le sue stesse parole: “Quindi mi sono premurata di studiarla in maniera personale fino a realizzarla in versione estiva tanto da aiutare le persone Ospiti della Fondazione a rivivere in qualche modo, quelle situazioni che erano a loro familiari e quotidiane ai tempi della loro gioventù. Ho quindi aggiunto alla foto panoramica in mio possesso della visione del paese reale com’è oggi, aggiungendovi una chiave di lettura molto più personale. Ho quindi reso il paesaggio estivo con colori caldi e vivaci, affinché offrissero una sensazione più vicina ai loro ricordi, più belli di quelli che sono i ricordi del Paese d’oggi, proprio perché più vicini alla loro gioventù. Ho quindi aggiunto anche dei particolari che sicuramente in Novembre non ci sono, come uno spaventapasseri e un carrettiere con il carretto che si avvia lungo una strada ciottolosa verso il paese o le oche sull’aia di una casa che ancora oggi c’è, ma è disabitata. Di conseguenza la chiave di lettura per chiunque veda il quadro – vale a dire nessuno o pochissimi, prima del 2 di Aprile, aggiungo io – in qualche modo si ritrova nel periodo precedente al nostro, molto precedente, vale a dire nei tempi del primo periodo del ’900, ma diciamo in pratica dal ’900 in poi. Ma la cosa non finisce qui, perché unitamente a questa tela, abbinerò anche una prima presentazione della mia attività che come tutta la mia arte in particolare, ha una chiave di lettura ottocentesca. A cui faranno seguito successivamente nel tempo, altre mie presentazioni sempre con visioni dello stesso paese, o meglio dell’interno dello stesso paese, dei suoi vicoli in particolar modo, tratti da fotografie reali dei posti, ma sempre abbinati allo sviluppo aggiuntivo di quello che la mia fantasia mi suggerisce. Vicoli reali che saranno quindi trasformati, seguendo anche i discorsi delle persone che li abitano o che li frequentano aggiungendo quei particolari, come sono solita fare, di situazioni che ci riporteranno indietro nel tempo, ma sempre legate in funzione della prima opera ceduta in donazione. Voglio sperare che questa presentazione offra un sintomo di una continuità nella vita di questi Ospiti, molti dei quali ancora vivaci, mentalmente vivi e pronti a recepire qualsiasi tipo di manifestazioni siano esse culturali, siano esse folcloristiche o gastronomiche che servono a vivacizzare un po’ questo loro ambiente attuale e che fino ad ora è stato un pochino chiuso. Voglio sperare si possa dire che questa presentazione sia la chiave per aprire le porte alla Comunità tutta del Paese, confidando che possa utilizzare al meglio queste iniziative, cercando di rendere con la loro vicinanza, anche gli Ospiti della Casa di Accoglienza, ancora partecipi e vivi nell’attività del Paese. Si guardi bene che l’evento si chiamerà “Paese Mio”, ma sarà non soltanto mio, sarà, anzi dovrà essere, di tutta la Comunità ed è per questo che avrà anche delle iniziative culturali, funzionali, gastronomiche, tenendo presente e non dimenticando, mai, che anche gli Ospiti della Fondazione fanno parte di questa Comunità. Bisogna anche dire che l’iniziativa è partita da una visita occasionale del Presidente ad una Comunità molto simile alla nostra in Toscana, più esattamente Figline Val d’Arno. Una iniziativa raccolta e proiettata nella nostra realtà, che non dovrà essere da meno. Che altro dire? Vorrei che questa iniziativa potesse forse essere di stimolo e ripresa da altri artisti pittori in altre realta simili. Perchè poi, si sa, da cosa nasce sempre cosa”.
Aggiungo io, a conclusione, che l’appuntamento per il taglio del nastro e la visione delle Opere della Sig.ra Brunella Romyo, è fissato per il 2 di aprile alle ore 15,30 nei locali della Fondazione Casa dell’Accoglienza Federico Marulli di Ostra Vetere (ex Ospedale), sito nella Circonvallazione del Paese.

Franco Giannini
Già pubblicato Domenica 22 marzo, 2015 su SenigalliaNotizie.it

lunedì 18 giugno 2012

La Fondazione e l’intento saranno pure nobili, il metodo però lascia a desiderare!

Quanto, quando, a chi e come... lo vorrei decidere io

Solo a titolo di servizio Pubblico e di informazione! Qualche mattina fa ho fatto una ricarica telefonica di 20€. Dopo pochissimi istanti ho ricevuto con un trillo, un SMS che mi confermava che ciò era stato fatto.

Leggendo però l’SMS ho avuto questa sorpresa documentata dalle foto allegate ed il cui contenuto, per maggior chiarezza riporto: “Hai ricaricato 19E, donato 1E per la cura dei bambini. Fondazione Vodafone dona con te. Per rimborso invia SMS gratis al 47210 con NO DONO entro 24h“.
SMS Ricarica VodafoneAllora io, che sono un individuo spregevole, senza cuore, non mi sono lasciato commuovere ed ho inviato gratis il messaggino (avrei voluto vedere che lo facessero pagare!!) non aderendo così alla loro iniziativa benefica, come suggerito con il breve, laconico “NO DONO“.
Neppure due secondi ed ecco un nuovo messaggio: “Ti informiamo che la tua richiesta è stata presa in carico e sarà gestita entro 48 ore. Riceverai un sms di conferma del rimborso una volta effettuato“.
SMS Ricarica VodafoneA parte quell’uso eccessivamente amichevole del “Tu“, non avendo io mai pranzato o cenato con gli amministratori del gruppo di telefonia, ma non comprendo il perchè senza la mia autorizzazione, mi hanno trattenuto immediatamente 1€, ma per restituirmelo impieghino 48 ore. Un pò come fanno i nostrani tecnici della politica attuale!
Qualche ben pensante immagino ora dirà: “E tutto sto casino per 1 €? Tanto più devoluto per un’opera buona!!“.
Potrò risultare spregevole, senza cuore, diffidente, un orco a cui non piacciono i bambini, ma in realtà sono tutt’altro. Solo che mi piace, soprattutto di questi tempi, fare il San Tommaso e ballare quel Tuca-Tuca della mia giovinezza, onde evitare, almeno un’occasione su mille, di passare da fesso.
SMS Ricarica VodafoneNon è quindi la cifra, è il metodo impositivo e la sospetta speculazione che sicuramente non esisterà, ma che si potrebbe anche immaginare di intravedere nel “gioco dei numeri”. Piccolo l’importo, grande quello invece del numero delle ricariche, che alla fine, nell’arco delle 48 ore, potrebbero però ben rendere.
Ma poi, c’è da chiedersi, anche in quanti vanno a far caso che pago 20 e prendo 19. I più non leggono l’SMS con l’importo caricato, perchè ormai è prassi che l’importante è ricevere lo squillo di conferma.
Allora, non certo per sfiducia, ma per una maggior limpidezza, non sarebbe giusto mettere un bell’avviso, scritto con caratteri grandi nelle vetrine degli addetti alle ricariche, di quanto il Gestore di Telefonia vorrebbe prelevare (e qui si dovrebbe non solo usare, ma anche attuare il condizionale), lo scopo, ed il beneficiante?

Ed all'ultimo momento ecco una notizia interessante ed ancor più allarmante, basta cliccare QUI e leggere attentamente, per aumentare, quanto meno, se ancora ce ne fosse bisogno, qualche ulteriore dubbio...

Franco Giannini
Pubblicato Sabato 16 giugno, 2012 su Senigallia Notizie.it 
Questi i commenti dei lettori di Senigallia Notizie.it :
 
Pottetti Luca
2012-06-16 14:52:38
Faro'la stessa cosa .....invierò anche io il messaggio per il rimborso ....
Piero
2012-06-17 13:08:24
Ho un grosso dubbio: ma sti soldi che doniamo alle onlus o ai terremotati mezzo telefono o sms andranno veramente ai destinatari? in che percentuale? Sono estremamente convinto che a reali destinatari non va un €uro!!!!!
piero
2012-06-18 05:06:24
E allora non inviate più niente a nessuno!