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venerdì 3 giugno 2016

L'Italia al miglior offerente e l'Inter ed il Milan non resistono a questa tentazione...

… erano Italiane ed ora con un nuovo lifting si sono fatte fare gli occhi (speriamo solo quelli) a mandorla ! 


Premetto subito, onde evitare malintesi di carattere sportivo, che di calcio non mi interesso, non tifo per nessuna squadra e se solo potessi anche rinnegare la mia origine nazionale, mi dichiarerei anche apolide.
Ma vivendo qui mi devo forzatamente adeguare, seppur non condividendole, alle scelte che i VIP di ogni settore nazionale prendono per mio conto.
Nei miei 74 anni di vita ho visto prendere corpo tante cose buone ed altre meno, ma in quest'ultimo trentennio le cose brutte ed incomprensibili si sono fatte sempre più numerose ed inconcepibili.
Ma proseguendo in questa riflessione andrei fuori tema. Quello di cui intendevo parlare era infatti il vendersi di due squadre di calcio : l' INTER fondata il 9 Marzo 1908 ed il MILAN fondata nell' ancor più lontano 13 Dicembre 1899 tanto che se fossero state delle bottiglie di liquore sulle loro etichette sarebbe comparsa la scritta “premiata ditta fornitrice della Casa Reale” con il seguito delle infinite medaglie ricevute per meriti “sportivi”.

Ed invece dopo più di un secolo di storia, ecco che le due società sportive, come tante altre note industrie (forse le migliori), non sono riuscite a non imitare quelle economiche con l' entrata nel mondo finanziario della quotazione in Borsa, la vendita di parte del capitale sociale per far entrare fresca moneta straniera ed infine nel cedere tutto il pacchetto azionario accoltellando alla schiena i suoi sostenitori.
Che c'è di strano? Si chiederà qualche ben pensante.
In un mondo industrial-finanziario dove la “finanza”, l'Utile, ha la priorità, di strano non ci sarebbe assolutamente nulla.
Ma si da il fatto che queste si definiscono “Società Sportive”, dove lo sport invece è passato in secondo piano, per far passare al primo il “Business”.
Il comportamento di queste due squadre (ma non sono le sole, perché altre le stanno scimmiottando) sembra si sia dimenticato di alcune definizioni ad esse legate, ai suoi affezionati sostenitori, alla loro italianità, quali in primo luogo:
SPORT : che è l'abbreviazione della parola inglese disport che significa divertimento
SPORTIVO : colui che pratica uno sport o gli sport in genere o s'interessa di uno sport particolare seguendone con assiduità gli incontri relativi (e non il gioco in borsa!)
TIFO SPORTIVO : che è un fenomeno sociale per cui un individuo o un gruppo di individui si impegnano a sostenere con vivo entusiasmo la vittoria di un concorrente o di una squadra in una disciplina sportiva per cui a volte si viene contagiati e ci si ammala (per il resto dei nostri giorni) di questa particolare tipologia di tifo (che non sarà mai intesa come febbre gialla!).
ULTRAS: si definisce un tifoso organizzato di una determinata società sportiva, più frequentemente di tipo calcistico, ma anche di pallacanestro ed altri sport.
Ed infine l' ITALIANITÀ : che il vocabolario Treccani definisce “...l’essere e il sentirsi italiano; appartenenza alla civiltà, alla storia, alla cultura e alla lingua italiana, e soprattutto la coscienza di questa appartenenza.”.
Non essendo io un tifoso, ne tanto meno un Ultras, vien da chiedermi perché uno di questi affezionati dovrebbero ancora perdere l'uso delle corde vocali per il grande urlare nel sostenere una squadra che li ha abbandonati, il cui Presidente, un cinese dal nome impronunciabile, è anche il nuovo proprietario, con l' 11% su 11 di giocatori, componenti la squadra che scende in campo, tutti stranieri, con una quotazione in Borsa anch'essa spostata in di quelle loro nel Sol Levante e magari con degli sponsor sulle magliette in cui non si possono neppure leggere la ragione sociale perché scritti con ideogrammi cinesi? D' Italiano, quindi, che cosa resta e perché Interisti e Milanisti dovrebbero continuare a tifare per i vari Sig.ri Wang, Hu, Chen, Zhou ecc. che magari di calcio non gliene frega nulla?
quello che del resto sanno fare !!
Una mossa che con lo Sport non ha assolutamente nulla da condividere e che invece ha tanto di manovra per l'affermazione di una Economia di Mercato, come del resto lo dimostrano gli articolisti dei giornali economici.
Visto come siamo messi in Italia economicamente ed ora anche sportivamente parlando, credo di essere un fortunato (almeno in questo!) a non soffrire la domenica per una vittoria che magari non arriva, o per non sentirmi accapponare la pelle quando la Nazionale si schiera e canta l'inno e tanto meno se essa, malauguratamente (e spero di no per coloro che invece ne soffrirebbero) dovesse essere eliminata (anche "grazie" alle scelte, per me scellerate, che questi club stanno prendendo!).





di Franco Giannini

mercoledì 2 dicembre 2015

Alla Cop21 :"Dai, copritevi bene, che usciamo a fare quattro passi e respirare una boccata di ossigeno!"

Anche la scelta della sigla Cop21 suona come farlocca ! 

Ma ancor più deludente è di già per sé l'altolà dei primi due grandi inquinatori mondiali : la Cina e l'India. Non vogliono e non accetterebbero mai di sentirsi imporre una qualche regola a loro non soddisfacente.
E mentre affermano queste loro idee, seppur si dicono disposti a collaborare, a Pechino sembra che sia stato emanata l'ordinanza di coprifuoco: si raccomanda di non uscire di casa, alcune fabbriche sono chiuse, i camion hanno divieto di circolazione e le persone che circolano per le strade sono tutte mascherate. Lo SMOG si taglia con il coltello! Gli studiosi del problema dicono che gli abitanti di Pechino è come se si fumassero una sigaretta ogni ora e mezza. In compenso, tra 4 o 5 anni, continuando così, i cinesi risolveranno il dilemma di come contenere il loro aumento demografico. Il problema è che lo faranno contenere anche a chi, come noi italiani, da tempo l'abbiamo risolto con l'avvento della "televisione e della miseria".  
Ma l'arrendevolezza di questa terra e di questo popolo, credo che la possa essere raccolta tutta in una foto simbolica (tratta da Ansa.it)  di questo artista di strada, che ha pensato bene di prendere per i fondelli i suoi politici, intentandosi questo sistema per purificare l'aria.
                                                                     
Ogni "grande" dei paesi partecipanti al vertice di Parigi, hanno suggerito la loro Aspirina contro il Cancro, nel tempo consentito a ciascuno di 3 minuti. Un problema grande per l'Umanità regolato con un Pic indolore e il sospiro del piacere espresso in "Già fatto?".
E per riepilogare in breve come hanno fatto loro in tre minuti, possiamo dire ed immaginare tanti di quei interventi a chi saranno serviti, chi li avranno ascoltati e magari qualcuno derisi.
Pensiamo a che cosa avrà pensato il cinese, quando il nostro Matteo avrà letto il suo temino : "Ma che cavolo sta a dile questo. 84 mila molti per causa delle polveli, fumo ed ozono, plimo in Eulopa e ha tutte le fabbliche chiuse. Almeno noi le abbiamo apelte ed abbiamo anche quelle che una volta elano di lolo..."
La Germania, ci segue a ruota. Che avrà potuto dire la Merkel? Avendola fatta sotto la neve e non sapendo che non la si fa perché al primo disgelo la si scopre, Ed i tedeschi poi oltre alla propria nazione, sono andati ad inquinare anche a casa degli altri.
Il Giappone non ha partecipato perché il suo "grande" era impossibilitato a letto colpito da una indigestione di carne di Balena in quanto offertosi quale cavia, a suo tempo, per studi scientifici programmati, su tale tipologia di alimento.
Obama, da Zio d'America, ha pensato di risolvere i problemi dell'Umanità, impugnando come al solito i suoi verdi $  e ventilandoli sotto gli occhi dei paesi con le pezze al culo.
I suddetti paesi con le pezze al culo, che si preferiscono chiamare con il termine "Emergenti" lanciando occhiate sensuali a quelle banconote, con l'acquolina alla bocca sono riusciti a malapena a mormorare :" A noi va bene tutto purché per continuare ad emergere non ci tagliate il Petrolio ed il Carbone!". E guarda caso, ma che ci frega, sono i due fattori più inquinanti.
Ed a ringraziare, immagino, saranno stati i principali paesi  produttori di queste risorse "indispensabili" ... si, ma per accelerare il processo di morte del nostro pianeta e dei suoi abitanti.
Poi c'erano anche i paesi poveri, ma senza neppure le pezze al culo. Gli ultimi della lista, i diseredati! Questi, visto il loro anonimato nei confronti di tutti gli altri, avranno i loro bei problemi già per ritornare a casa, sempre che riescano a vedere nel mappamondo da dove sono partiti e sempre che sia indicato, figurarsi quindi quanto saranno stati ascoltati nel corso del vertice...
E nel 2030, che non è neppure tanto distante, si inizieranno a vedere i risultati di tale incontro salottiero. Perchè di più non si è trattato. Ora a svolgere le pratiche burocratiche ci sono rimasti i "peones" dei grandi, che equivale, per costoro, a dieci giorni di vacanza nella "Ville Lumière". E quando gli potrà ricapitare??
Ora concludendo, visto la fine che i Giapponesi fanno fare alle balene, non so quale valore potrà avere l'augurio che solitamente si fa tra noi uomini della strada (non certo tra i "grandi" della terra) in previsione di tale data, ma io mi azzardo ugualmente ad inviarlo a tout le monde:" In culo alla balena!!"






di Franco Giannini

domenica 25 gennaio 2015

Riciclo, certificazioni, marchi di qualità, bufale e burocrazia. Prima Parte

Tutte cose serie, che se analizzate però una ad una, eufemisticamente parlando, fanno ridere!

Leggevo giorni fa, che sono stati ritirati dal mercato alcuni lotti di sale, perché contaminati da un’eccessiva percentuale di piombo contenuto nel materiale usato per la fabbricazione della scatola che lo contiene, come oramai avviene nella maggior parte degli imballi di questa tipologia, con materiali riciclati.

E da questa notizia sono partito per risalire ad altri casi similari dove le imputate erano, per l’identico motivo, le cellulose riciclate nella confezione di contenitori della pizza da asporto.
Ora non voglio assolutamente calarmi nel ruolo del giornalista d’assalto e da inchiesta. Per primo, perché già altri lo hanno fatto, secondo perché non né ho la competenza, la capacità e le possibilità e terzo, ancor più importante, perché fare nomi e citare marche di prestigio si corre sempre il rischio di essere citati in giudizi di carattere legale, già persi, ancor prima di cominciare. Quindi il giocare a fare agli eroi lo lascio ad altri con le spalle più larghe.
La mia è solo una modestissima ricerca per soddisfare i miei dubbi, legata alla post-riflessione fatta ad “alta voce” su quelle che sono state le mie impressioni che ho provato via via nel corso del mio “navigare”.
Premetto che non si tratta certo di una lettura indicata per coloro che non hanno tempo da perdere. Per costoro la lettura potrebbe cessare già fin da qui.
Parlare infatti di simili argomentazioni, di questi problemi, porta via del tempo sia a chi ricerca, sia a chi scrive e come del resto a chi legge, magari stimolato a sua volta a documentarsi.
Ed è a queste poche persone che ho pensato, immaginando a livello di documentazione che avrei potuto aiutarli a soddisfare le loro curiosità segnalando alcuni link, che a mio parere ho ritenuti interessanti.
Credo comunque, che in casi similari, tutto quanto si viene a scoprire sia un po’ come quelle famose punte degli iceberg e che per non passare da pressapochisti convenga approfondire quasi fosse un obbligo. Seppur lo penso e lo scrivo, affermo che preferirei sbagliarmi, ma ritengo che più andremo avanti nel tempo e più ci troveremo ad imbatterci in situazioni similari sempre più di sovente.
Infatti quando si cominciò a parlare e discutere sulla bontà in senso lato del sistema Riciclo, sull’educazione al Riciclo, al risparmio che il Riciclo avrebbe portato, al rispetto nei confronti dell’Ambiente che questo Riciclo avrebbe portato, non si è tenuto conto, o si sono sotto valutate le problematiche che questo avrebbero comportato con il trascorrere del tempo.
E vogliamo vedere allora i problemi nello specifico caso della Carta Riciclata?
Va detto che inizialmente questo materiale riciclato avrebbe dovuto avere un periodo di vita, a livello di ricicli, non superiore alle tre volte. Poi con il trascorrere del tempo (come avvenuto per le percentuali nocive di arsenico nell’acqua) si è preferito alzare il numero di riciclaggio a 4/5 ricicli, poi a 5/6 ed oggi in qualche sito internet (ma si dice che questi siti non fanno testo, oppure lo fanno solo quando fa comodo a qualcuno!) si può leggere anche 8 ricicli. Basta vedere nei link riportati a fondo articolo!!
La normativa italiana, fissa per la percentuale di piombo nella cellulosa, un limite di 3 microgrammi per decimetro quadrato, del tutto compatibile con l’uso di cellulosa vergine, anzi c’è da dire che in questa sua verginità non raggiunge mai questo valore. Quando però il cartone è ottenuto da cellulosa riciclata il limite può essere superato anche di 4-5 volte, arrivando a 10 o 15 microgrammi per decimetro quadrato.
E chi e come si controlla il numero di riciclaggi ??
Bella domanda che credo possa essere solo fornita da questa spiegazione.
Più si ricicla e più le fibre della carta perdono di resistenza, si spezzano divenendo sempre più corte perdendo elasticità. Ed ecco che allora il suo utilizzo viene impiegato (o dovrebbe!), all’inizio, per la confezione di cartoni da imballo che assicurino una giusta resistenza, una robustezza allo strappo. Via via aumentando il numero dei ricicli, si finisce con il riciclaggio della carta igienica (e qui si esaurisce per la sua tipologia d’uso) e quello della carta velina.
Ed in mezzo ci sono gli imballi intermedi che fin che durano, non dovendo assicurare grandi resistenze, con qualche riciclo in più, fanno il business di chi ha le mani in pasta… nella cellulosa.
Andando a sfrucugliare nelle pagine di internet si può arrivare ad immaginare (a pensar male si farà pure peccato…) che sia più conveniente, forse, esportare questa cellulosa riciclata in paesi orbi a comportamenti ecologici, con leggi fai da te, che fanno il lavoro sporco per conto di coloro a cui invece sta a cuore la salvaguardia dell’ambiente e che gli ritornano gli imballi belli e stampati a “poche lile”, direbbero loro, salvaguardando a costo zero anche le coscienze (sempre che ne abbiano una magari riciclata!).
Intanto chi volete che faccia i controlli richiesti dalle nostre leggi, in questi paesi dimenticati da Dio, dove la regola principale è solo una :" lavolale 26 ole al giolno e tutto il lesto è solo “optional” ". A parte che già i controlli, anche a casa nostra se ne fanno tanti pochi e quei pochi che vengono fatti, almeno si dice, sempre su preavviso telefonico qualche giorno prima, seppur, come recita il buon Crozza: “Io non ci credo!!”
Però mi permetto di mettere un link pregando di soffermare l’attenzione del lettore su quanto predica la pubblicità in fatto di controlli, che se sono fatti ad egual misura della perfezione di come sono fatte le traduzioni, c’è da stare veramente tranquilli. E si guardi che la merce è pure sottoposta a varie certificazioni.
Ma il problema riciclo, non riguarda solo la carta. Altro osservato speciale è la plastica. Basterebbe solo possedere un elettrodomestico “bianco” ed osservare come le parti bianche in plastica, con il trascorrere del tempo mutano la loro colorazione dalla tonalità bianca originaria identica per ogni componente a gialliccia, ma in toni diversi. Immaginate il perché. E si pensi che per avere una qualità migliore paghiamo anche un costo maggiore, derivato anche dalle certificazioni, che oggi hanno tutte le produzioni.
Ma sulle certificazioni, ne parleremo la volta successiva.


Franco Giannini
Già pubblicato Sabato 24 gennaio, 2015 su SenigalliaNotizie.it

venerdì 6 dicembre 2013

NELSON MANDELA : l'ultima icona !!

L'ultimo crociato, di valori quali l'anti-apartheid, la libertà, l'uguaglianza, la lotta alla povertà... 

Un semplice modo, come in molti hanno fatto e stanno facendo, per ricordare Nelson attraverso una mia personale riflessione su quello che vedo dopo la sua dipartita.

Credo che negli ultimi 113 anni della nostra storia, soli sei nomi, possono essere immortalati come gli unici paladini della lotta contro la povertà, il razzismo, i diritti di uguaglianza ed il concetto di Libertà.

Il primo ad impegnarsi in questa tipologia di lotta fu, il Mahatma ("Grande Anima") GANDHI. La tipologia delle sue lotte in difesa dei diritti civili si sono distinte per la resistenza all'oppressione attraverso una disobbedienza civile. 
Una tipologia di lotta, ripresa poi, sia da MANDELA, che da Martin LUTHER KING, che dalla esile figura femminile, ma non certo nella forza d'animo della Aung SAN SUU KYI, o dall'irriducibile Dalai Lama TENZIN GYATSO, esule ed indomo. A queste icone mi sentirei di aggiungere anche quella di Madre Teresa di Calcutta, al secolo  Anjëzë Gonxhe Bojaxhiu, per le sue visioni siano state politiche che sociali.
Non sto certo ad elencare le qualità di questi personaggi di una caratura che con gli anni ed il modernismo, i nuovi personaggi della parata mondiale sembrano, con i loro comportamenti, considerare superata. Ma forse, invece, è solo questione di capacità nell'essere un "Leader" e mancanza di sensibilità non nell'esprimere simili concetti, ma nel provarli nel proprio animo. Ecco che allora guardandoci attorno, non vediamo nessun'altra icona che possa darci un barlume più roseo su quello che saranno gli sviluppi su questo mondo.
Se ci guardiamo attorno, attualmente, chi è colui che ci ispira fiducia, speranza, sicurezza in un domani più ottimistico per le generazioni a venire ? Chi il deludente Barack Obama, l'egoista sig.ra Angela Merkel, il ridicolo nostro spompato e super sputtanato mister "B", il fuoco fatuo francese François Holland, l'isolato David Cameron. Non andiamo poi a cercare tra i nomi dei "regnanti" dei paesi in via di sviluppo. Ognuno chiuso nei loro orti, con sguardi ingordi rivolti ai paesi tel terzo mondo. 
La Cina su tutti, con la sua zampa artigliata sui territori, sulle ricchezze minerali ed agricole del continente Africano.
Comunque saranno, come avviene in questi casi, tutti vergognosamente presenti alle esequie di un uomo che hanno sempre riconosciuto, ma solo a parole, da imitare. Con loro, nella valigetta politica in dotazione, le solite lacrime da aligatori politici. 
C'è attualmente un presidente, che potrebbe inserire onorevolmente il suo nome nella lista dei cinque su nominati, che potrebbe fornirci un barlume di speranza : il presidente uruguaiano JOSE' MUJICA. Dico potrebbe, vista che nella sua carta d'identità, alla voce anno di nascita risalta un bel 1935. Certo, un giovane, se si pensa a quello di casa nostra con dieci primavere in più, ma non per questo certo migliore!
 


 
di Franco Giannini

sabato 20 ottobre 2012

I colonizzatori del 21° secolo... a ore....!!!!

...e per fortuna che questa è la nostra crema !!

Sono scappati dal loro Paese, come topi che abbandonano la nave quando l' istinto suggerisce loro che c'è pericolo che la nave affondi.
Ricordate gli eroi della Spigolatrice di Sapri. Eran trecento, eran giovani e forti. Chiederete, invece questi chi sono? Sono coloro che dopo un secolo tentano di "ri-colonizzare", ma questa volta con uno spirito carico di umanità e senza bramosie di interessi (termini usati sarcasticamente), quei paesi che una volta si chiamavano sotto sviluppati ed oggi ribattezzati dal vocabolario della politica internazionale, per dargli maggiore enfasi, Paesi Emergenti. Questo almeno è quanto cercano di far credere agli  indigeni, i quali se la bevono pure ...! Da parte italiana, queste anime pie, sono oltre 400,  non sono proprio  giovani ed a quanto pare,  neppure forti "moralmente" parlando, ma solo degli egoisti incoscienti, dotati di stomaci foderati con tanto di  irsuto pelo. Quello proprio che ci vuole per queste "sporche" invasioni di carattere umanitario.
Si sono spogliati della loro appartenenza alla nostra italianità, non tutti, ma la maggior parte, imbastardendosi con quegli imprenditori "scalcagnati" locali, dando origine a quelle Joint Ventures fondendo le nostre eccellenze tecniche con le loro leggi permissive, che tanto piacciono loro, chiudendo entrambi gli occhi quando, queste sfociavano e sfociano nel degrado e nello sfruttamento umano ed infantile.
A fare da apripista, nei lontani anni '50 e '60, ad esempio in INDIA non potevano essere che loro, la crema dell'industria italica, vale a dire la solita Fiat, la Piaggio, a cui sono poi seguite senza osservare un ordine cronologico, la Magneti Marelli, la Brembo, Graziano Oerlikon, Valvitalia, Fontana Fasteners e Officine Meccaniche Piemontesi, Dayco, Apicom, Perfetti Van Melle, Lavazza, Ferrero, Bauli, Tecnimont, Italcementi, Impregilo, Todini, Ferrovie, Astaldi, Autostrade, Artsana, Interpump Group SpA, Luxottica, Merloni Termosanitari, Pirelli, De Longhi, Danieli, Bisazza, Saipem/Snamprogetti, il Gruppo Generali, Benetton, Zegna,  Armani, Tod's, Cavalli, Versace, Natuzzi, Veneta Cucine ed Artemide, gruppo Finmeccanica, Fincantieri, Avio ed Elettronica, Beretta. E potevano mancare le banche ?? Ecco che allora troviamo UBI Banca, Unicredit-Banca di Roma, Intesa-San Paolo, Monte Paschi di Siena, Banco Popolare di Verona e Novara, Banca Popolare di Vicenza, BNL-BNP Paribas. Non sono tutte logicamente, ma sono le più importanti italiane, quelle che hanno ricevuto tanto dall'Italia e dagli italiani, sia come aiuti economici da uno Stato forse troppo "amico", sia come braccia e teste di un popolo forse troppo "bue". Ed alle prime avvisaglie di venti di burrasca, invece di restituire, se non tutti, almeno qualcuno dei benefici ricevuti, inscenando il caratteristico pianto del coccodrillo, hanno abbandonato il paesello natio, lasciando quelle braccia a sorreggere le teste appensantite dai problemi economici famigliari di cui entrambe sopra parlavo.

E' proprio vero, che negli affari la riconoscenza vale meno di zero. Come è vero che questa gentaglia, non soddisfatta di aver, come sanguisughe, succhiato quanto c'era da succhiare, economicamente parlando e dopo aver inquinato quanto più non potevano fare nel Bel Paese, hanno fatto la valigia e sono emigrati con l'intento di fare altrettanto, ed anche di più, in terra straniera. Consapevoli dell'aiuto su cui potevano contare offerto dai  boss politici corrotti di questi paesi che li avrebbero supportati, servendogli su di un piatto dorato le loro leggi, che definirle permissive, sarebbe solo un eufemismo.
Sono divenuti così i nuovi colonizzatori del 21° secolo a tempo determinato, visto che sanno che la partita si giocherà tutta sulla velocità ed il vincitore finale sarà colui che oltre più lesto sarà anche il maggiore lestofante; arrafferà tutto quello che c'è da arraffare, ritirandosi dal gioco ed emigrando in altri lidi da "colonizzare" non appena avrà centrato il suo obiettivo. Si perchè anche questi popoli, appunto definiti emergenti, stanno uscendo dalla loro immersione prolungata per prendere respiro. Qualche tecnologia serve anche a loro. I gattini stanno aprendo gli occhi, stanno estraendo le unghie e stanno cercando di graffiare...questione di tempo. Il tempo che da gattini si trasformino in tigri!
Ricordo che cinquant'anni fa, sul sussidiario elementare, apprendevo nelle pagine della geografia economica dell'India, chi erano i paria, che le ceneri dei morti che bruciavano sulle pire, venivano gettate sulle acque del Gange. Leggevo che il fiume era inquinato per via degli escrementi delle mucche sacre, delle persone che in esso religiosamente si bagnavano per la purificazione religiosa, per le ceneri dei defunti ivi gettate, per i corpi in putrefazione non completamente bruciati. Ma le cause dell'inquinamento finivano lì. E si diceva anche che l'acqua, come quella di Lourdes, per motivi religiosi, fosse esente da batteri.  Oggi invece è tutto cambiato. In peggio logicamente. I paria continuano ad essere paria, solo che il loro numero è aumentato proporzionalmente all'incremento demografico e forse anche di più, non guardando la "Televisione" . Le acque limacciose del Gange continuano ad essere inquinate in maniera esponenziale non solo per il maggior numero di indiani che le utilizzano come cloaca a cielo aperto, ma per l'uso di "discarica ecologica" che l'uomo bianco, con le sue tecnologie, ha portato loro e che gli indiani, facendo per l'appunto gli indiani, con le loro leggi permissive, accettano di buon grado. E mentre il loro PIL aumenta, mentre si continua a dire che l'acqua del fiume sacro è misteriosamente miracolosa e potabile, le morti per cancro, anche queste "misteriosamente", raddoppiano. Il Gange continua ad essere nell'ignoranza, il fiume sacro, le cui acque sono esenti da contaminazioni come quelle di Lourdes,  ma in effetti le sostanze nocive, gettate nel fiume dalle industrie            
come arsenico, fluoruro, cloruro ed altri materiali pesanti non trattati ed altamente cancerogeni, aumentando in modo esponenziale le morti per tumore.
Non parliamo poi di tutela del lavoro, di cui non conoscono (perché non vogliono conoscerlo!!) neppure il significato. Evitiamo di parlare dell'impiego di mano d'opera minorile di cui tutti, noi occidentali, sappiamo l'uso che ne viene fatto, ma facciamo i "finti tonti" acquistando questi prodotti, solo perchè "griffati".
E mentre in Italia, a Milano, si fanno sceneggiate compiacenti per abolire la scolorizzazione dei Jeans con l'uso della sabbiatura nociva e vietata, nei paesi "emergenti" come Cina, India, Pakistan e Nord Africa, la gente non manifesta, continua a praticarla e senza sapere il perché, muore.
Nella terra dei Mandarini, che non è né la Sicilia né la Calabria, ma la Cina, sono invece attraccate oltre 1000 imprese, in cerca di quelle tre scimmiette (non vedo, non parlo, non sento) tanto incentivanti quel business che permette di poter fare lauti guadagni in tempi brevi, proprio grazie a  quelle carenze di leggi vigenti in materia di lavoro, di sindacati, di diritti civili o quanto altro "possa nuocere" alla "sana" produzione, al "giusto" profitto. Profitto ricavato non dal sudore del lavoro di questi poveri diavoli, ma dal loro stesso sangue, parola che non viene certo usata in modo retorico, bensì reale. 
Non sto logicamente ad elencare tutti i benemeriti dello sviluppo di questi paesi, anche perchè  quasi sicuramente cadrei in noiose ripetizioni.
Posso solo dire che dove, l'uomo bianco (con l'anima nera) ha portato quello che lui chiama "progresso", ha portato con il lavoro, soprattutto inquinamento, sfruttamento ed anche l'estinzione di intere popolazioni indigene. Come sta avvenendo in Brasile, altro paese emergente, dove, con la deforestazione,  si  sta causando l'estinsione della tribù Awà.
Un progresso che ci ha riportato, per tantissimi aspetti, indietro negli anni, quando l'uomo bianco, lottava contro i pellerossa in America per "civilizzarli", in Sud Africa per donare loro il benessere, e che dire degli aborigeni australiani...? 
Un Progresso fatto prigioniero dall'Egoismo e dall'ingordigia di pochi a discapito di tutti gli altri.
Se non mi fossi riuscito a spiegare, questa frase che ho trovato in rete, sintetizza in maniera superba il concetto. Credo che provenga dalla saggezza possa di un detto indiano (pellerossa) :" Uomini bianchi, quando avrete abbattuto l' ultimo albero, avrete ucciso l' ultimo animale ed avrete inquinato l' ultima sorgente, vi accorgerete che non potrete né mangiare né dissetarvi con  il vostro denaro!"

Franco Giannini

sabato 23 giugno 2012

Dalai Lama ed un "cameriere scomodo" che non è il suo, ma un certo Giuliano Pisapia.

Rivoluzionario da giovane ed ora rimbambito con il passare dell'età? 

E'caldissimo, è l'afa delle prime ore del pomeriggio. Vorresti riposare, ma la pelle del divano si surriscalda ed allora ti trascini fino al letto nella speranza di essere più fortunato e poter così schiacciare la classica pennichella, ed invece, le lenzuole ti si appiccicano al corpo, ti innervosiscono e l'unica cosa che puoi fare è vagare con il pensiero, magari sull'utimo avvenimento che avevi letto o ascoltato.

Nel mio caso, era la mancata concessione della cittadinanza onoraria di Milano, al Dalai Lama, da parte del Sindaco Pisapia.
Ecco allora il vagare del pensiero: ma come fa un "rivoluzionario" ha tramutarsi in un caprone, prono, con le braghe abbassate, pronto a soddisfare le "voglie dei cinesi", alla loro prima minaccia di boicottare l'Expo. Quell'Expo per cui aveva pochi giorni fa presentato anche le sue dimissioni da commissario straordinario e chissà se accompagnate pure dalla lettera del loro ritiro, vista l'immediatezza del suo voltafaccia.

Anche Alemanno, uomo in età giovanile anch'esso di piazza, era incorso in un altrettanto altolà da parte dei "cinesi", sempre per un problema di cittadinanza e sempre alla stesso Dalai Lama, ma seppure non mi sia assolutamente figura simpatica, devo dire che si comportò in ben altro modo. Da persona con gli attributi. Infatti sbattè le porte in faccia agli occhi a mandorla che tenerono il broncio alla Capitale, per tre anni, senza che nessuno se ne accorgesse.
Concesse orgogliosamente la cittadinanza romana al Dalai Lama.
Qualcuno dirà che a Roma non c'era l'Expo.

Bene, ma siamo certi che l'Expo porti utilità a noi e non invece ai cinesi che vengono ad esporre le loro cianfrusaglie frutto di sfruttamenti e tirrannie magari anche dietro sollecitudine di pseudi imprenditori occidentali (anche nostri) senza scrupoli, emigrati nel bel paese dove nel lavoro tutto è permesso (eccezion fatta per quelle regole che differenziano gli uomini dalle bestie? Ma solitamente chi va in un Expo, non ci va, come dice la parola stessa, per esporre, per far conoscere e farsi conoscere, per avere la possibilità di vendere? Appunto per vendere, per fare contratti. Ed è allora, proprio in virtù ed in nome di quei diritti umani che sempre i politici di tutto il mondo esaltano,  che dovrebbero dimostrare che il contenuto dei loro attributi non è costituito da taroccata segatura come i prodotti del sol levante.

Mi sarei atteso sia da Pisapia che dai suoi accoliti consiglieri, un atto da veri rivoluzionari: Concessione della cittadinanza al Dalai Lama seguita da una pernacchiosa quanto maschia, coraggiosa ed orgogliosa contro minaccia "...e chi se ne frega, se voi proverete a far dar di fiato ai vostri vecchi tromboni bavosi e sfiatati, noi suoneremo le nostre campane. E fin da oggi, preventivamente, in attesa della vostra decisione, blocco immediato delle vostre esportazioni. Quindi, virate la rotta di  tutte le vostre navi porta container ripiene di tutti i sporchi, inquinanti, infetti "barattoli", che pomposamente denominate "merce", contraffatti e pericolosi, che altrimenti verranno rispediti al mittente...e se decidete di non partecipare, peggio per voi!!".
La vita la si deve anche vivere anche spericolatamente, ma sempre a testa alta. 
Pisapia !!! E poi il rifuggiarsi sull'invito al Dalai Lama in Consiglio ! Mossa patetica da parte vostra, quanto apprezzabile quella del Dalai Lama nell'accettarla: non è cristiano, ma qualora non lo aveste capito, vi ha offerto l'altra guancia!

Ed io, illuso, che il 7 Agosto del 2008 accendevo candele per il Tibet! Rivoluzionario anche io, di una moda durata qualche ora.
Siamo purtroppo occidentali, uomini con tanti ideali, legati però al portafogli, ed allora come tanti cani da "paiaro", sappiamo solo abbaiare e subito dopo, alla prima voce del padrone di turno, con la coda tra le gambe, siamo imbattibili nel trovare la "giusta scusante ad effetto".

Dico ciò, perchè prima di Pisapia, per chi debole di memoria, a frenare l'abbaiare delle voci degli occidentali, c'era stata la scusante delle Olimpiadi di Pechino.

Attenzione però signori, cominciamo a prendere le misure, se non è già tardi (cosa di cui ho proprio paura!) i cinesi, non sono i comuni extraeuropei di cui tutti parlano e che molti temono. Questi sono dei silenziosi invasori economici, che invisibilmente spingono di gomito, si prendono spazi costi quel che costi.  Guardano solo ed escusivamente interessi manovrati dalla terra d'origine. Da chi non si sa, ma da esperti italiani lo si può solo immaginare.

Logicamente non mi riferisco all'oltre miliardo di esseri macilenti e sfruttati composto dal

popolo bue, sarebbe come scatenare una guerra tra poveri,  ma di quel milione di visitatori che hanno promesso di venirci a trovare a Milano, e che durante tale periodo, onde evitare spiacevoli contaggi (economici e commerciali) speriamo restino lì confinati fin al loro rientro in patria. 

Franco Giannini
di Franco Giannini

giovedì 4 giugno 2009

CINA - 20 ANNI GETTATI

di Franco Giannini

20 anni sono passati da quel 4 giugno. Mi ricordo perfettamente quel giovane in camicia bianca che osò sfidare i carri armati cinesi, con in mano, a mo di arma, un micidiale sacchetto di plastica, sulla piazza vuota di Tienanmen. Pensavo che quel carro non si fermasse ed invece i cingoli si arrestarono ad un metro dal petto del giovane studente. Si pensava che quel gesto fosse la chiave di volta di un periodo da dimenticare. Invece la "svolta" non c'è stata. Continuano le repressioni. Continuano a fregarsene delle contestazioni occidentali pro-Tibet, di cui tutti ci siamo dimenticati. Oggi due sono le bandiere esposte e scolorite...quella arcobaleno della Pace e quella del Tibet. Continuano ad usare la pena di morte come primo deterrente per la sicurezza del paese e contro la corruzione che anche là non si fanno mancare. Continuano a sbarcarci merce contraffatte e pericolose perché insicure e nocive, che noi occidentali, solo in parte, riusciamo a fermare, incapaci di usare, per motivi economici, quella stessa vigliacca determinazione che invece adoperiamo per "controllare" il flusso dei barconi degli emigranti. Quasi, anzi senza quasi, che la legge economica prevalga su quella umanitaria. Continuano incessantemente e con un lento stillicidio di emigrazione clandestina, la conquista dei mercati occidentali, schiavizzando i loro stessi individui, utilizzando la loro mafia gialla, molto più pericolosa che la nostra, per il controllo di traffici commerciali quasi mai rientranti nei canoni della legalità. Continuano ad acquistare, snobbando quelli che sono i normali prezzi di mercato, con denaro anonimo, senza provenienza, abitazioni, stabilimenti, quando non industrie automobilistiche come avvenuto in USA. 20 anni sono trascorsi da quel giorno, tante chiacchiere si sono spese in quel lasso di tempo che le Olimpiadi si sono rubate, facendoci credere che con esse i popoli occidentali e non, avrebbero avuto una rivincita su questi comportamenti incivili, anti commerciali, inumani. Ci siamo genuflessi, prostrati, ci siamo sentiti superiori a certi atteggiamenti, perché tutte le genti ne avrebbero avuto beneficio. Invece, siamo rimasti succubi, timorosi, di questa pericolosa "peste"che non è certo quella suina, bensì quella della "febbre gialla". Quel capitalismo che sparla ogni giorno del comunismo, in occidente, ogni minuto secondo, in oriente, è disponibile a cambiare casacca e vendere ideali figli patria e bandiere, per un contratto commerciale che gli procuri guadagni. Se siano lordi poi non interessa. Però domani, qua da noi, sai quanti discorsi carichi di retoriche falsità verranno sciorinati ben sapendo che resteranno solo parole al vento, perché i cinesi non le ascolteranno mai, in quanto ancora una volta, la censura è già scattata. Noi occidentali su questo, si sa, siamo i migliori. Un' unica speranza ci resta: le dittature, qualunque esse siano, la storia insegna, prima o poi, sono destinate a cadere...e con loro, in maniera impietosa, anche i dittatori.

lunedì 17 novembre 2008

CONGO : LA GUERRA DEGLI ALTRI


di Franco Giannini


E’ proprio vero che non bisognerebbe pronunziare la parola “Mai”.
http://lospigolatore.blogspot.com/2008/11/guerre-dimenticate.html
Infatti mai, mi sarei pensato di usare parole di apprezzamento nei confronti di una comunità religiosa e nei confronti di quelle persone che la compongono.
Infatti, come ateo o meglio ancora ( forse per altri punti di vista peggio ancora) come agnostico,se pur distante da preconcetti, mai mi sarei aspettato di assistere con tanto interesse all’ incontro promosso da Padre Silvano Ruaro con l’ ausilio dell’ amico Gianluigi Mazzufferi
http://mambasa.blogspot.com/
, circa i mali in cui sta vivendo le popolazioni congolesi.
Dicevo, distante da preconcetti, perché se invitato mi sarei presentato per ascoltare quanto aveva da dire un mussulmano o un buddista, perché ritengo che nell’ascoltare, nel voler ascoltare, nel saper ascoltare, sta il vantaggio di chi vuol comprendere, analizzare e farsi una sua idea.
Padre Silvano, mi ha entusiasmato con la sua chiacchierata, proprio perché formulata in questo modo, una chiacchierata. Non una conferenza, non una predica, non una richiesta esplicita di fondi.
Una piacevole carrellata fotografica
http://www.flickr.com/photos/mambasa/show/
con un suo sottofondo verbale che ci illustrava le bellezze dei luoghi ma nel contempo con intelligente esperienza dovuta al suo “mestiere”, sottolineava quello che poteva sfuggire a prima vista.
Quante cose utili sono state costruite ed organizzate dalla missione a Nduye, quante se ne stanno facendo e quante se ne vorrebbero ancora fare, ma….purtroppo c’ è sempre un “ma” che ostacola, rallenta, burocratizza. Un semplice “ma” che in Congo si chiama semplicemente Guerra.
Padre Ruaro, riportava un passo di una lettera scritta dai vescovi congolesi in cui si parlava di una “Guerra degli Altri”.
Perché è giusto dire, che queste guerre non sono guerre volute dai congolesi, ma da noi bianchi, ed oggi anche dagli asiatici, per l’ accaparramento di quei minerali di cui è ricco il sottosuolo e non solo, dello stato congolese.
Padre Silvano ha tenuto a sottolineare con calore, quanto bugiarda sia l’ affermazione che, spesso si sente, circa il fatto che se questa gente acquista le armi è perché hanno evidentemente dei soldi.
Mai più bugirda e stolta fu questa osservazione. Le armi vengono passate dagli stessi interessati a che la guerra continui, distribuendole alle due fazioni in lotta, che fino “a ieri” avevano convissuto pacificamente e che sono state aizzate l’ una contro l’altra dopo che si è scoperto l’ “affare economico”.
Ci spiegava come si sviluppa il commercio, un esempio, a caso, del cacao: le multinazionali lo pagano pochissimo rispetto a prima della guerra, facendo giocoforza proprio perché c’è la guerra.
Ciò che acquistavano prima a 100, oggi lo acquistano a 40, forti del “prendere o lasciare” (ricatto ??), ma quando viene importato nei nostri “paesi civili”, viene rivenduto a prezzi esorbitanti perché “laggiù” c’ è la guerra, ed allora il prezzo che era prima di 200 si lievita fino a divenire 400.
Non parliamo poi come con sorrisolini accattivanti, come solo i cinesi sanno dispensare, unitamente alla costruzione di qualche strada in terra battuta di una decina, al massimo qualche centinaia di km. di un valore solo simbolico, sono sufficienti ad ammorbidire il despota locale o il dittatore del momento, per ottenere la prelazione su i benefici minerari su cui hanno posato i loro occhi a mandorla.
Dalla parte congolose, del resto, manca la scolarizzazione, l' istruzione.... E ben si sa quanto l’ ignoranza faccia male. Come una guerra, forse anche di più. Qualcuno pensa persino di voler frammentare il Congo, concedendo la parte mineraria ai paesi confinanti...sarebbe la fine del Congo!
Ed è qui che ho potuto ammirare, quanto di buono abbia fatto il creatore di questa missione con la sua immensa opera: Padre Bernardo Longo,
http://scaloni.it/popinga/wp-content/uploads/2007/08/padre-longo-e-la-sua-opera.pdf
trucidato in una di queste guerre, ucciso non dai congolesi, ma dalla loro involontaria ignoranza. Ora Padre Silvano Ruaro, ne sta continuando l’ opera. E vorrei dire che l’ onore di tutto ciò, non va ai vari personaggi intesi sacerdoti come tali, ma solo e semplicemente come donne ed uomini votati al bene di altri uomini.
Gente che crede fermamente che la guerra, le violenze, la fame, le si possono sconfiggere solo con l’ istruzione, e con l’ apprendimento delle varie arti lavorative, dell’ agricoltura, dell’ allevamento, della tessitura, della meccanica. Ed è in questo che è concentrato il loro sforzo.
E di bello c’ è anche che non tutti gli abitanti della comunità di Nduye sono cattolici, ma ci sono altre religioni eppure vivono tranquillamente tutti in pace.
Non posso dire certamente che questo incontro mi abbia portato verso una conversione, ma posso senz’altro dire ed affermare di essere rimasto piacevolmente sorpreso di si tanto lavoro, dove le preghiere sicuramente ci sono, ma è il lavoro fisico e mentale quello che occupa più tempo e la fa da padrone. Come il dire "Aiutati che Dio ti aiuta".
Sinceri e sentiti auguri Padre Silvano e buon lavoro, da uno che crede che non tutti gli uomini siano uguali (voi ne siete un esempio), soprattutto tra quelli dei paesi che si auto-proclamano (vergognosamente!!)civili.
http://www.progettomambasa.it/default.asp

mercoledì 6 agosto 2008

COMUNICATO STAMPA DI CANDLE FOR TIBET A SENIGALLIA


Candle for Tibet


la più grande protesta luminosa del mondo a Senigallia


Giovedì 7 agosto
a partire dalle ore 20.30 davanti alla Rotonda a Mare di Senigallia, in Piazzale della Libertà, veglia pubblica in solidarietà del popolo tibetano.
Senigallia, insieme a Roma, Milano, Trieste e Vicenza, in Italia, sarà uno dei numerosissimi luoghi al mondo in cui persone sensibili al tema dei diritti umani si incontreranno liberamente e pacificamente per accendere le candele che porteranno con sé in segno di protesta contro la violazione dei diritti umani in Tibet (l'elenco delle località nel mondo dove si terranno veglie pubbliche: http://www.candle4tibet.org/en/vigils).
La vigilia dell'apertura dei Giochi Olimpici di Pechino sarà l'occasione per manifestare tutti insieme con una veglia collettiva che si terrà in contemporanea con il resto del mondo: l'accensione generale delle candele è prevista per le 21 ora locale.

Si prevede che non meno di 100 milioni di persone in tutto il mondo accenderanno una candela e diranno SI alla libertà in Tibet!

I bloggers senigalliesi credono fortemente in questa iniziativa, per questo hanno deciso di portarla a Senigallia.

Confidiamo nella partecipazione della cittadinanza e degli ospiti della città di Senigallia.

Chi non potrà partecipare alla veglia pubblica è invitato comunque ad accendere una candela il 7 agosto alle 21, ora locale.

LA POLITICA...AL BAR DELLO SPORT


di Franco Giannini


Leggendo le notizie flash che le agenzie di stampa mandano in onda fin da ieri, se non riguardassero cose serie ed a noi vicine, farebbero solo sbellicare dalle risa. http://it.notizie.yahoo.com/ansa/20080805/tts-boicottare-apertura-olimpiadi-scontr-97cd5f9.html
Personaggi politici, quali ex ministri, parlamentari semplici e graduati della politica, che scoprono che tra circa 48 ore (giochi di fuso orario non calcolati ) si apriranno i Giochi Olimpici di Pechino.

Ecco allora che Gasparri, la Meloni, lo stesso Fini, Frattini, Bossi, e tante altre "mezze cartucce" della Politica Italiana si sentono autorizzati a esprimere il loro parere circa il comportamento "giusto" da tenere nella manifestazione di apertura.

Berlusconi, intanto, comportamentalmente molto vicino ai tentennamenti del Prodi dei tempi migliori, dopo tanti "Ci vado", "Non ci Vado", "Forse che si", "Forse che no", ha estratto da una tasca un certificato medico che, alla faccia di Brunetta, ha sbattuto sul tavolo, dicendo di non poter andare per cause di salute (non sopporta il caldo!!! Allora in autunno farà meglio a trasferirsi in Alaska). E ha posto la patata bollente sulle mani di un povero Franco Frattini, quasi a dirgli ora sono c...i tuoi. Ma non è perchè Silvio non sapesse come risolvere il problema è solo per far fare le ossa ad un "ragazzo" che deve fare esperienza.

Dicevo allora, che Gasparri non poteva che invitare (sempre tenendo conto delle famose 48 ore) gli atleti italiani a boicottare l' apertura (non sfilando) puntando, non poteva dir altro del resto, ad un "Gesto Forte" ed aggiungendo, chissà se con voce più flebile, in favore dei diritti umani.

La Meloni, la "matricolina" ministeriale, non poteva che scimmiottare quando detto dal suo collega di partito, fidandosi a prescindere che quanto da lui affermato, navigato com' è non potesse che da essere sottoscritto, aggiungendo ''il presupposto di questi Giochi era proprio quello di cercare di chiedere con maggiore forza alla Cina passi avanti in materia di diritti umani e civili.... non si e' mosso nulla ed anzi il problema sembra del tutto dimenticato''.

Loro se ne sono ricordati solo 48 ore prima, quando i "giochi" organizzativi erano stati già programmati. Mi sembra tanto come "Io l' avevo detto...ma era troppo tardi...pazienza, sarà per un' altra volta."

Fini, invece scimmiotta il Berlusca. Lui in questo momento, con la carica che ha, preferisce fare il pesce in barile e quindi non va più in là di un ''il boicottaggio non raggiunge l'obiettivo che ci si prefigge'', una lavata di mani e tutti in ferie...

E Frattini cosa doveva dire, lui là ci dovrà andare, purtroppo..., se non un ''non politicizzare'' . E si sarà meglio, io avrei aggiunto anche "non facciamo stupide polemiche", che ci sarebbe stato anche bene.

E l' ex celodurista-federalista Umberto Bossi, risvegliatosi di soprassalto, non poteva che dire, su suggerimento, con la voce da basso "parole ipocrite", gli spiegheranno poi a cosa si riferivano...

Sfilare o non sfilare è una scelta individuale che a secondo di cui uno ne pensi può essere criticabile o meno, la falsità è un' altra cosa.

Apprezzo quindi non la scelta ma il coraggio e la sincerità di alcuni nostri atleti che la dicono come la pensano:"Certi politici, anche se sono vicini alle mie idee, sono incompetenti: non capiscono certe cose al di fuori del loro mondo....Non vedo perche' disertare la cerimonia di apertura, allora tanto valeva boicottare i Giochi....E poi alla ministro Meloni chiedo, ma lei diserterebbe l'occasione della vita? "(pugile Clemente Russo).

"Mi offendo quando un politico parla di sport. Perché' certi gesti dimostrativi non li fanno loro o non li chiedono ad altri? Perché' sempre a noi sportivi?'' (Ct pallavolo Andrea Anastasi).

''Disertare la cerimonia d'apertura? Non ci penso proprio...Non sono qui solo per tentare di vincere.... ma anche per partecipare alla cerimonia d'apertura. Alle Olimpiadi e' un momento molto importante, e io voglio assolutamente esserci" (campione mondiale Roberto Cammarelle).

Grossa "fregnaccia", passatemi la parola, il fatto che tutti dicano che lo sport non deve essere politicizzato. Non si sono accorti o hanno fatto finta, che la politica è entrata a far parte dello sport, quando lo stesso si è lasciato colonizzare dagli sponsor, passando da attività sportiva a attività industriale del settore sportivo. Dipendenti quindi e non più atleti, soggetti come tutti i lavoratori a sottostare alle regole di contratti più o meno capestro.

Mentre sto scrivendo, sto scoprendo già il primo controsenso cinese: Le Olimpiadi sono già iniziate con due giorni di anticipo. Si sta giocando, infatti, trasmesso su Eurosport-Live la partita di calcio femminile tra Germania -Brasile che al 57°, per i patiti di calcio, è sullo 0-0.

lunedì 4 agosto 2008

CANDLE FOR TIBET


Sono stato felicissimo questa mattina, di ricevere questo invito da Valeria Bellagamba del blog Librisenzacarta, che ritengo sia utile pubblicare, anche se il blog non è tra i più frequentati, onde potergli dare quanta maggiore pubblicità sia possibile.
Inutile dire, io ci sarò!
F.G.




Vuoi contribuire con un piccolo ma utilissimo gesto?
Vuoi lasciare un segno personale per le generazioni future?
Vuoi far attivamente parte di un evento che cambierà la storia?
Vuoi che la tua voce sia ascoltata?


Il giorno 7 agosto 2008 si apriranno I Giochi Olimpici di Beijing.

In questo giorno noi contiamo di istituire la più grande PROTESTA LUMINOSA del pianeta, quando non meno di 100 milioni di persone in tutto il mondo accenderanno una candela e diranno SI alla libertà in Tibet!

Giovedì 7 agosto ore 21 (ora locale)
Tutti i dettagli qui:
http://librisenzacarta.it/2008/08/03/7-agosto-2008-ore-21-una-candela-per-il-tibet/

Come blogger senigalliesi non possiamo rimanere indifferenti!

Con Michele Pinto stiamo organizzando una veglia luminosa davanti alla Rotonda giovedì sera: incontro previsto per le 19:30, per cominciare l'accensione puntuali (alle 21)
Quello che serve è che onguno porti con sé una candela (o anche più se vuole).

Non è una protesta contro il popolo cinese, bensì una manifestazione di solidarietà verso il popolo tibetano e contro tutti i soprusi e le violazioni dei diritti umani!
Abbiamo bisogno della vostra partecipazione, non costa nulla!!!
Se riusciamo ad organizzare una veglia luminosa saremo una delle poche località in Italia insieme a Roma, Milano e Trieste....!
Lista dei luoghi delle veglie pubbliche: http://www.candle4tibet.org/it/vigils

Vediamoci tutti insieme e portiamo chi vogliamo: la nostra pacifica protesta sarà più efficace se la facciamo in pubblico!

Grazie per l'attenzione!

domenica 27 luglio 2008

LA LINGUA BATTE....


di Franco Giannini


Sarò palloso, lo riconosco da solo, ma quando ho qualche cosa che a priori so che non riuscirò a digerire, ineducatamente, la sputo fuori.
Si stanno di già succedendo le partenze degli atleti per le Olimpiadi della Vergogna, ed allora ecco che la precisa, complessa, monumentale, organizzazione cinese, non si è fatta trovare impreparata. Inaugurazione quindi del Villaggio Olimpico. Villaggio si fa per dire, se si pensa che saranno disponibili 17000 posti letto, per "appena" 16000 tra atleti, accompagnatori, giudici.
Disponibili anche i luoghi di culto, per le varie credenze, con un occhio di riguardo (non nel senso di favoritismo ma da "Grande Fratello") per quelle relative al Buddismo. Controlli ai raggi X a partire dall' aeroporto, passando per gli incroci stradali, fino aggiungere negli alberghi, e negli stadi. Un timore spaventoso di attentati, dopo quello avvenuto giorni or sono, ha accentuato il loro pigmento abituale della cute. Gli unici a non avere timore per la loro vita, almeno finché dureranno i giochi, sono i pechinesi.... Ma no gli abitanti di Pechino,... i cani pechinesi. Perché sembra le autorità cinesi abbiano impartito disposizioni ben precise perchè nei ristoranti, onde non disturbare gli animi e gli "stomaci" degli ambientalisti occidentali, non venga servita, nella maniera più assoluta (ed in Cina quell' "assoluta" vale molto di più di un semplice nostro ordine), la carne di cane. L' unica cosa che avrebbero voluto ma ancora non sono riusciti a sconfiggere, è quella coltre nebbiosa che fa da sfondo a tutte le fantastiche coreografie che fanno da cornice alle manifestazioni preparatorie del grande evento e che si tengono all' esterno.
Lo stadio a nido di uccello, nelle riprese televisive, sembra un vero nido ripreso nella campagna della bassa Val Padana. Solo che nel Ferrarese e Rodigino trattavasi di nebbia e qua invece di Smog. Là reagivi all' inconveniente infagottandoti in abiti di lana ed al massimo ti beccavi i reumatismi, qua, le mascherine servono solo come look, il minimo che ti può capitare va dall' avvelenamento da sostanze inquinanti e tossiche, a una possibilità massima a cui è meglio non pensare. Mi chiedo solo se i tecnici internazionali avranno calcolato quanto di questo Smog, talmente denso che potrebbe tagliarsi con un coltello, respireranno le/gli atlete/i che prenderanno parte alla maratona di 42 km., pari a due ore due ore e mezzo di inspirazione a tutti polmoni, riscaldamento escluso, nel pieno di uno sforzo. Come del resto i calciatori, i ciclisti. Sport praticati all' aperto, prolungati nel tempo e con non comuni fabbisogni di ossigeno. A questi (ir)-responsabili, non resta che la preghiera che direbbe un buon cristiano, "Dio abbi pietà di loro chè non sanno quel che fanno".
Anche i nostri atleti sono sul piede di partenza. E l' Italia come al solito, che di organizzazione è immancabilmente deficitaria, è sempre però in primo piano quando c' è da far parlare di se se non con le medaglie almeno con le polemiche.
C' è riuscita anche questa volta. Non tutti gli atleti meritevoli partiranno, ma due resteranno con il naso all' insu a veder volare i loro colleghi verso la patria del sol levante.
Guarda caso due donne: Ester Balassini e Benedetta Ceccarelli. Entrambe in regola con i minimi richiesti dalla FIDAL, la prima perchè non perfettamente in forma, la seconda senza motivazioni.
Mi chiedo se la forma o gli sponsor ?? Quale sarà stata la forza che ha fatto pendere l' ago della bilancia dalla parte che ritengo errata ? Se penso che anche un Cunego reduce da un certo non lusinghiero Tour de France, pieno di cadute conclusosi con il suo non esaltante ritiro, parteciperà all' Olimpiade, penso che lo stesso diritto lo possegga anche chi quanto meno si è impegnata ed è riuscita a raggiungere almeno il traguardo...quello del minimo che avrebbe dovuto dar diritto di partecipazione. Che dire della Ceccarelli, ma poverina lei dovrà sottostare, correndo per l' Arma dei Carabinieri, all' ubbidir correndo, correndo ubbidir.

Altro nodo da risolvere, questa volta i premi di vittoria sono stati programmati (140 mila € per le medaglie d' oro) speriamo poi che trovino i fondi per pagarli, è se e quando il nostro "Santo Subito" parteciperà all' evento. Ma lui non sa quanto ciò ce ne possa fregar de meno.

domenica 20 luglio 2008

A PECHINO LA PRIMA MEDAGLIA D' ORO OLIMPICA


di Franco Giannini


I bar pechinesi, in special modo quelli nelle vicinanze degli stadi, sono stati diffidati dalle autorità locali, a servire bevande alle persone di colore ( vigliaccheria anche nell' uso della terminologia, per il timore di scrivere Neri) ed ai Mongoli in quanto ritenuti colpevoli di traffici di droga i primi e di prostituzione i secondi http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=18439 .
Sembra di essere ritornati in USA o in Sudafrica, il tempo passa inesorabile per gli altri, solo loro rimangono imperturbabili mummie viventi.
Un pò come se da domani gli occidentali non servissero più consumazioni ai cinesi, in quanto esportano prodotti contraffatti, pericolosi ed inquinanti, e come mano d' opera impiegano l' infanzia...questa non sarebbe una causale di discolpa (anche se rispondente al vero), ma una semplice ottusità mentale.

Dopo questa ordinanza, si appresteranno quanto prima, se ancora non lo hanno fatto, a definirla "non razzista ma di tutela dell' ordine pubblico". Credendo così di tutelare la loro immagine, e nel contempo salvaguardare anche quella di coloro che ci parteciperanno in nome della fratellanza tra i popoli, della pace universale, del progresso o "puttanate" del genere. Chiamarla retorica sarebbe troppo riduttivo.

Una cosa però sono riusciti a fare i "cinesi" ( e per cinesi non intendo di certo il popolo succube ), si sono aggiudicati, senza ombra di dubbio alcuno, per merito dei loro meriti, la prima Medaglia d' Oro Olimpica, quella della Vergogna. Ad applaudire e tutti in piedi, al suono dell' immancabile ed incolpevole inno, tutti i rappresentanti degli stati partecipanti di già colpevoli per la loro sola presenza, come pure tutti gli atleti schierati al centro dello stadio come la tradizione obbliga. Salvo che la dittatura cinese non sia riuscita a modificare anche questo. Chissà che qualche atleta "di colore" si sentirà "piccato" ed infischiandosene degli sponsor, dei guadagni, ma in nome dell' amor proprio ed orgoglio per il colore della sua pelle, rinuncerà all' ultimo istante a partecipare a queste che ci ostiniamo a chiamare Olimpiadi o salirà sul podio con il pugno chiuso in un guanto nero, alzato verso il cielo ?

Oltre a questo, c' è sempre da ricordare il problema del Tibet, che molti hanno di già dimenticato non per vuoti di memoria, ma per non procurarsi dei "vuoti di mercato" e di conseguenza perdite economiche.

Si era vociferato di un invito ed una presenza del Dalai Lama, subito però rientrata, quasi si fosse annunciata una grossa eresia.

Pechino, in pochi giorni risolverà il fattore inquinamento ambientale: pugno di ferro (dittatura) con targhe alterne per la circolazione delle auto ( e qualcuno ha approfittato di acquistarne un' altra con la targa diversa, a quanto pare l' occidente docet ), chiusura di oltre 300 fabbriche per due mesi (fregandosene del personale immagino), 300 mila vecchie auto a cui è stata vietata la circolazione ( i cui proprietari immagino non potranno permettersi di acquistarne un altra nuova), 10 mila apparecchi di ogni tipo che fungeranno da "grande fratello" per ogni cosa si vorrà sapere e controllare. 100 mila militari e poliziotti e 600 mila volontari controlleranno il tutto con innumerevoli posti di blocco. Che orientali sarebbero però, se non avessero chiesto pazienza ai loro "sudditi" per i disagi che stanno causando. Si disagi, due mesi senza lavoro in Cina lo chiamano disagio. A quanto pare a livello di terminologia si stanno adeguando a noi.

Si è parlato giorni or sono, anche della possibilità in mano a Pechino di poter intervenire, in caso di necessità, sulla situazione meteorologica sfavorevole, durante la cerimonia di apertura. Quello che ancora non sono riusciti a controllare e non pubblicizzano, sono le alluvioni causate dalla politica di deforestazione praticata incoscentemente in Tibet, ma intanto chi paga è il popolo.

Che dire del decalogo comportamentale per lo spettatore, e le disposizioni alla cittadinanza dettate dal timore di vedere scoperti i loro "scheletri" sospettati ma taciuti:
no striscioni, no pubblicità, no al tifo esasperato, no all' alcool (comprensibile), no alle nudità (come se ciò fosse cosa usuale in altri stadi), no agli ubriachi (comprensibile), no agli ombrelli, apertura dei negozi dopo le ore 9 e chiusura un' ora più tardi di quanto fanno ora (per combattere lo smog), fermo di opere in corso nella città, chiusura di numerosissime ditte che inquinavano, rispediti a casa migliaia di operai migrati a Pechino http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20080721/tso-pechino-olimpiadi-operai-89ec962.html .

Tutto ciò loro la chiamano "organizzazione", io la chiamo repressione, dittatura, timore d' insuccesso, inciviltà, incapacità, razzismo, violazione dei diritti civili soppressi, fallimento del vecchio sistema ormai obsoleto.

Come si concluderanno queste Olimpiadi ? Sicuramente con l' esaltazione degli atleti cinesi, che una volta che avranno "vinto" tutto quello che c' era da vincere, con le "loro straordinarie" prestazioni, susciteranno, ne sono convinto, "perplessità" e "dubbi" destinati a restare tali ma in bocca a falsi ben pensanti con delega al mugugno postumo che come si sa non fa male a nessuno.



sabato 5 luglio 2008

4 AMICI AL BAR ovvero i GiOtto a Saporo.




di Franco Giannini

Dal 7 al 9 del c.m., si riuniranno i "grandi" (almeno loro si credono) degli otto paesi più industrializzati (a cui crede ancora di far parte l' Italia e non solo). Non so neppure se siano otto, perchè è grande la confusione su chi deve partecipare, su chi vorrebbe partecipare, su chi sarà autorizzato a partecipare. Quella del G8 suona un pò come quella domanda circa quanti erano i sette re di Roma, a cui si rispondeva che i sette re di Roma erano 6, Anco Marzio e Tullio Ostilio.
Questi i dati certi almeno a livello di numeri:
Ubicazione del "Bar" ad una 50na di km. da Saporo. L' albergo dove avverranno i colloqui, per "questa volta" sarà di lusso e dal nome prettamente esotico "Windsor". 21 mila sono le persone preposte alla sorveglianza di un si simile patrimonio di intelligenza.
Nel lontano 1975, http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/07/tokyo-g8.shtml?uuid=eab61b60-4a78-11dd-9e1c-57ebb30ae515&type=Libero hanno di fondazione di questa comparsata turistico-conviviale, erano in sei, poi si passo a 7, ora siamo ad 8, ma i risultati sono rimasti fermi a Zero. No, qualche cosa è cambiato: il prezzo del petrolio da 70 € dello scorso anno ai 140€ attuali a barile ben s' intende.
Fino a questo momento i Paesi partecipanti all' incontro di quest' anno sono in ordine alfabetico, onde non abbiano ad aversene male: Canada - Francia - Germania - Giappone - Gran Bretagna - Italia - Russia - Stati Uniti.
Se avessi dovuto fare un elenco per ordine di importanza, o come si usa dire popolarmente "di parole in Capitolo", le nazioni si sarebbero ridotte a 4 USA - Russia - Francia - Germania, tre semi-comparse GB - Canada - Giappone , ed una per il solo doveroso rispetto a chi è solito offrire i "suoi lidi" per rilassanti periodi di pausa lavorativa.
Anche quest' anno l' Italia parteciperà con il suo apporto di pacche sulle spalle all' americano, risate a 42 denti distribuite in parti uguali, un colpo di mitra portato con la mimica delle mani sul russo, un accenno di tocco dei "fondelli" all' amico della Ville Lumiere. Il tutto con il garbo e la signorilità che in queste cose ed in questi tempi, ci distingue.
Questo fuori del tavolo dei lavori, perchè poi quando proveremo a dire una sola parola in riunione, saremo redarguiti con un perentorio "Keep Silent" (non so se sia esatta ma a me l' inglese è ostico e soprattutto anche antipatico) Fai Silenzio!!
Intanto a Parigi manifestanti sfilano http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20080705/tts-g8-wrapup-foto-tv-grafico-ca02f96.html per far smettere questa comparsata, ed a Saporo, anche... che questi 8Cervelli (a testa!) pensano invece fatte a mo di moda.
Ma c' è chi vuole allargare il numero di partecipanti e chi questo lo ritiene superfluo, ma c' è anche chi vuole parlare solo di risorse energetiche, ma c' è anche chi vuol parlare di fame al mondo, dell' Africa (come se non se ne fosse parlato a Roma alla conferenza FAO pochi giorni fa con risultati Zero). Idee tante, confuse e racchiuse tutto in 3 giorni di colloqui pari a 72 ore, da cui vanno detratte le ore per saluti di arrivi e partenze, pranzi e cene, colloqui riservati in cui si parlerà di affari propri (intendendo non personali ma dei propri singoli stati), e vanno considerati gli orari di inizio che non coincideranno certamente con le 8 del mattino e le 14 del pomeriggio, le pause caffè necessarie soprattutto per i prostatici (tutti, consideratane l' età e visto il modo di camminare di molti). A dimenticavo che a questo tempo non andrà detratto quello perduto per redigere il comunicato finale perchè sarà ricopiato quello degli anni precedenti : "Gli incontri sono risultati positivi, ci siamo preposti all' unisono di rivederci il prossimo anno, valutando i risultati fin qui raggiunti ed in quel caso predisporremo le giuste iniziative da intraprendere."
Ma quest' anno ho la sensazione che uno scontro ci sarà, e so anche che questo scontro sarà vinto dalla Francia.
I giapponesi vogliono che il gruppetto rimanga circoscritto ad 8, mentreil nostro cugino d' oltralpe, lo vuole allargare alla Cina e all' India (e poi per scusante a qualche altro paese) non perchè simpatici ma perchè non si può negare una sedia al tavolo a chi porterebbe sul mercato 2miliardi e trecento milioni di clienti....ma che attenzione stanno iniziando ad essere anche affamati e non solo di risorse energetiche, ma soprattutto di natura alimentare! E la fame è stata sempre un gran brutta consigliera.