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lunedì 3 giugno 2019

L'amico Ritrovato

... o meglio sarebbe dire gli amici ritrovati.

E da un po di tempo che sto provando a scrivere la storia della mia vita. Prendo, lascio, riprendo. E questo per una infinità di motivi: famigliari, fisici, dovuti e voluti a periodi sabbatici, quando poi non si aggiungono i commenti sarcastici della moglie che ti incita (a smettere) con il suo :"ma intanto chi te lo legge?".
Veramente i problemi sono altri: primo riuscire a terminarlo per il piacere di poter dire sono riuscito a scrivere la parola fine, poi giungere allo stesso risultato perché vista l'età potrebbe esserci sempre un abbandono per "cause indesiderate", terzo, se anche riuscissi a giungere al The End... chi lo pubblicherebbe gratuitamente, non possedendo io un becco di un quattrino?
Ma invece proseguendo in questo mio piacevole "lavoro" ho potuto constatare quanti ricordi concatenati mi hanno fatto riscoprire angoli della mia vita, che avevo archiviato e dimenticato.
Rispolverando il periodo della mia frequentazione nei campi sportivi quale "atleta" (che parolona per un brocco quale ero!) della Regina degli sport, l'Atletica Leggera, mi sono imbattuto in una foto di un vecchio amico che non c'è più, Italico Conti, un fondista di livello nazionale, che ai suoi tempi ebbe il privilegio di correre con i migliori atleti mondiali quali Zatopek, Kutz ed altri. Dalla necessità di reperire sue foto, ed usando le possibilità che Facebook mi offriva, guarda caso, ho ritrovato la figli di Italico, con la quale ho instaurato una simpatica amicizia. Scartabellando tra i commenti e le foto, ho potuto ricordare visivamente e mentalmente altri nomi di amici di pista e di pedana. Persone che avevo ingiustamente relegato e chiuso nei cassettini della memoria e che ora mi si stanno nuovamente materializzando.
Tra questi, attraverso la foto che ho ritagliato e pubblicato sopra, ho ritrovato un mio caro amico, il mio più caro amico di quei tempi, che poi avevo perso di vista perché io ad assolvere il servizio militare e lui quello di lavoro. Poi anche per me il lavoro, il fidanzamento, il matrimonio, il terremoto e a causa di questo il cambio di residenza da Ancona a Senigallia.
Trovata la foto e conoscendo nome e cognome, mi sono provato a cercare tra gli utenti di Facebook ed a un certo punto, leggendo i dati personali che fortunatamente erano riportati ed erano leggibili, ho provato a contattarlo sperando che fosse lui. Ed era lui : Peppe !!
E ieri, 2 Giugno, Festa della Repubblica, Peppino mi ha telefonato e per una trentina di minuti ci siamo intrattenuti ricordando i tempi passati e relazionandoci su quelli attuali e delle nostre famiglie.
Una emozione che credo che da non so quanti anni non provavo, e per infinite volte ad ogni ricordo, mi si rifaceva la pelle d'oca.
Facebook ed Internet in generale, spesso da e spesso toglie (come è avvenuto per l'americano ficcanaso descritto nei due precedenti post). In questo caso mi ha dato e sarà mio dovere non riperdere una tale amicizia che mi ha accompagnato nei migliori anni della mia giovinezza.
Grazie Peppe.








di Franco Giannini

lunedì 14 agosto 2017

In Italia, la "Regina degli sport", l' Atletica Leggera, declassata a "Cenerentola".

Da sinistra : Primo Nebiolo, Pietro Mennea e Carletto Vittori
...ed il male è che tale declassamento non è avvenuto oggi, ma si trascina di già da una decina di anni e nulla si è fatto per risollevare questo stato di torpore in cui si è caduti!!

E' solo un mio punto di vista, ma ritengo che come nella Politica Italiana, da tempo sono venuti a mancare uomini con doti innate, statisti o comunque sia, uomini dotati di grande prestigio. Persone, un esempio vedi la foto, a cui non mancava quell' autorità in grado di costruire, organizzare, o le capacità, la volontà, ed il piacere in quel che facevano supportata da una notevole ambizione. Oddio, non è che a quelli dei giorni nostri, quest' ultima non manchi. Ma è la sola dote, a quel che pare, che essi posseggono. E l' ambizione, si sa, che venendo a mancare i risultati , assume non  più le vesti di una dote, ma si tramuta in difetto: la Vanità. 
Ritengo che al rientro da Londra, non si dovrà analizzare, come ho ascoltato preannunciare dal Presidente della Federazione, che cosa abbia inceppato il meccanismo organizzativo, ma quale prima iniziativa da prendere, sarebbe quella delle dimissioni dei Vertici FIDAL che dovrebbero far pervenire prima ancora che l'aereo tocchi il suolo italiano. Poi si potrà discutere, analizzare, studiare la cura. Il motivo logicamente sta tutto qui in questo medagliere, dove a chi cerca l'ubicazione dell'Italia consiglio di partire dal fondo: 1)USA 10 11 9 30  2)KENYA 5 2 4 11  3)SUD AFRICA 3 1 2 6  4)FRANCIA 3 0 2 5  5)CINA 2 3 2 7  6)GRAN BRETAGNA 2 3 1 6  7)ETIOPIA 2 3 0 5  8)POLONIA 2 2 4 8  9)ATLETI NEUTRALI AUTORIZZATI 1 5 0 6  10)GERMANIA 1 2 2 5  11)REPUBBLICA CECA 1 1 1 3  12)COLOMBIA 1 1 0 2  12)BAHRAIN 1 1 0 2  12)TURCHIA 1 1 0 2 12)AUSTRALIA 1 1 0 2  16)OLANDA 1 0 3 4  16)GIAMAICA 1 0 3 4  18)PORTOGALLO 1 0 1 2  18)CROAZIA 1 0 1 2  18)QATAR 1 0 1 2  18)VENEZUELA 1 0 1 2  18)NORVEGIA 1 0 1 2  18)TRINIDAD E TOBAGO 1 0 1 2  24)BELGIO 1 0 0 1  24)GRECIA 1 0 0 1  24)NUOVA ZELANDA 1 0 0 1  24)LITUANIA 1 0 0 1  28)COSTA D'AVORIO 0 2 0 2  29)GIAPPONE 0 1 2 3  30)BAHAMAS 0 1 1 2  30)UNGHERIA 0 1 1 2  32)UCRAINA 0 1 0 1  32)UGANDA 0 1 0 1  32)SVEZIA 0 1 0 1  32)MESSICO 0 1 0 1  32)BURUNDI 0 1 0 1 32)MAROCCO 0 1 0 1
38)SIRIA 0 0 1 1  38)ITALIA 0 0 1 1  38)TANZANIA 0 0 1 1  38)CUBA 0 0 1 1   38)KAZAKISTAN 0 0 1 1  38)BRASILE 0 0 1 1 e se le medaglie sono poche, non è che il numero dei finalisti sia stato maggiore. Le scusanti sono le solite: avevamo molti  giovani, la sfortuna, gli infortuni. Chi si scusa si accusa, non parliamo poi quando si parla di sport!
Non credo neppure che la colpa debba ricadere negli atleti, perché così dicendo arrecherei offesa ai vari Tamberi, Palmisano, Rubino, Giorgi, Trapletti, Fortunato, De Luca (facevo prima a scrivere, i marciatori in toto), Meucci, Tortu, Lingua e qualche altro di cui mi sfugge il nome. Mi chiedo se il faticoso lavoro della marcia e della maratona, oltre che far bene al fisico non insegni anche a soffrire, a temperare il carattere alla bellezza della modestia.
Quello che da molti dei nostri atleti, in fase di intervista post gara, alla domanda che la giornalista faceva loro, da che cosa fosse dipeso il sofferto risultato ottenuto, avrei voluto sentir rispondere :" Gli altri erano più forti!!" e poi magari lo sciorinare dei dolorini, degli infortuni da cui venivano e la consequenziale mancanza di allenamento. 
Tamberi con l'infortunio che ha avuto, ed il parziale allenamento ha superato i 2,29 evidenziando che la se classe non è acqua, volere è potere.
Lingua? Uscito dalla formazione delle Fiamme Gialle è ritornato ad allenarsi con una società privata. Chissà perché ?
Inizio a pensare e credo che dovrebbero farlo anche i vertici dirigenziali della Federazione, andando ad analizzare se il proliferare di tutte queste società con le "stellette", sia diventato per i giovani più un male che un bene, più il raggiungimento di un "posto di lavoro" che quello per emergere sportivamente. Del resto ad ognuno il suo lavoro!!
Da aggiungere, che mentre per tanti altri paesi che ci hanno superato nella classifica del medagliere, la globalizzazione ha portato medaglie, da noi seppur siano benvenuti tanti nomi stranieri, almeno al momento, di benefici non se ne sono visti. Evidentemente abbiamo pescato male. 
Ed allora, se per una volta, invece, si copiasse di sana pianta quello che fanno i college Americani ed Inglesi con i loro universitari, senza apportare alcuna modifica da "precisini" quali vogliamo sempre apparire ? E se si ritornasse a foraggiare maggiormente le piccole società di provincia ed una volta individuati in esse dei giovani promettenti li si sottoponesse al giudizio degli allenatori federali, che dovranno essere pochi, ma buoni ?? Attenzione, alcuni buoni già li abbiamo, quelli della strada "docet".
Invece da quel che ho letto e sentito, a Berlino, ai campionati europei, si vorrebbe attraverso l'autorizzazione della Federazione Internazionalel, "recuperare" la paralimpica Legnante solo perché nel 2006 superò i 19 metri, non considerando che gli anni passano per tutti e che a Londra hanno superato di gran lunga i 20 metri. Sarebbe un altro errore sia nei confronti dell'Atletica, ma ancor più di pochi riguardi in un'atleta addossandole una responsabilità che farebbe fatica a sostenere. Del resto, se non abbiamo gente competitiva, la si lascia a casa. Si risparmia e non si fanno figure barbine.
Se ciò rispondesse al vero, significherebbe, di già, partire con il piede sbagliato, altro che analizzare...


 





di Franco Giannini

venerdì 29 luglio 2016

Ecco come vede lo Sport di oggi, un anziano seduto in poltrona...

...Voglio parlare dei mutamenti, a mio vedere, avutisi nel corso di 50 anni, dalla Regina degli Sport : l' Atletica Leggera

Pensavo che il caso di Fiona May, visto il pensiero degli italiani in fatto di "ammodernamento", di accettazione dei cambiamenti, legati come siamo alle nostre tradizioni, dovesse rimanere un fatto isolato. L'amore di due atleti che s'incontrano e si sposano (con Gianni Iapichino astista e lunghista) e che regalano all'Italia, grazie alla loro unione, oltre che un nome di prestigio, un palmares notevole di medaglie nel salto in lungo. Poi credo che anche qualche altro atleta abbia ottenuto, con o per i motivi più disparati, il doppio passaporto e l'autorizzazione a rappresentare i nostri colori.
Ma io nel frattempo sono stato assorbito da altri impegni più da "adulti" e quindi ho abbandonato la frequentazione dei campi sportivi, o meglio di quello del "Dorico", e dapprima ho cercato tenacemente di continuare a seguire gli avvenimenti attraverso la "Gazzetta Rosa" e poi pian piano ho lasciato  cadere tutto nell'oblio del silenzio.
Oggi, superata la maggiore età e di tanto, mi sono ritrovato pensionato e pantofolaio, a cercare come ammazzare il tempo in questi assolati periodi estivi. Ed ecco imbattermi per pura casualità, nei Campionati Europei di Atletica Leggera seguiti (l'ho saputo nel corso di questi ascoltando i resoconti dei commentatori televisivi) dopo pochi giorni da quelli Mondiali degli U20.
L'ho già scritto, ma lo ripropongo solo per sottolineare che non sono proprio digiuno in materia; un broccolo sicuramente, ma appena appena un addetto ai lavori seppur con tante ragnatele tra le mani.
Le mie riminiscenze sportive da convinto "broccolo" di atleta praticante, nascono nei lontani anni di fine '50 (credo 56/57) da prima come mancato canottiere e con il successivo e definitivo sbarco, dopo neppure un anno, nel sodalizio della storica società anconetana della SEF Stamura, ma nel settore, appunto, dell'Atletica Leggera. Più esattamente nei lanci. Settore dove sono cresciuto, di peso corporeo, di statura e di età, rispettando coscienziosamente di lasciare invariato il mio livello di risultati, scadente, malgrado l'impegno. Ero infatti, diciamo un "atleta" che aveva abbracciato con passione il detto Decoubertiano dell' "essenziale partecipare". Però devo dire che il vivere in quell'ambiente mi fa dire anche oggi, dopo il trascorso di una vita, che quelli sono stati anni (fino al '68) che ricordo sempre con grande piacere e con un pizzico di rimpianto... valli a riprendere, infatti!
Premetto subito, seppur credo di averlo fatto capire quando parlavo della May, nel timore d' imbattermi in qualcuno a cui piace fare inutile polemica a costo zero, che quello che andrò ad affermare, non ha assolutamente nulla di sentimenti razzisti. Tutt'altro!! Mi sta bene quello che si sta facendo in fatto di integrazione, ma quello che non mi piace è che i soliti furbi "sfruttino" i termini quali per l'appunto "integrazione e "globalizzazione" solo per farsi belli!
Perché dico questo? Ma semplicemente perché ho notato un grande cambiamento seguendo da prima per una settimana i Campionati europei di Atletica e bissandone un'altra con quelli dei mondiali degli "Juniores".
Quello che ha assorbito la mia attenzione, infatti, non è stato tanto il livello tecnico. A quello ero preparato. E' logico che avrei trovato mutamenti, i tempi passano ed i miglioramenti avvengono, anzi devono avvenire, perché come si suol dire i primati sono fatti per essere superati!
Anche se da criticone quale sono, devo dire che anche alcuni aspetti di cui ci si lamentava 50 anni fa sembrano siano italianamene rimasti irrisolti. Mi sono ritornate a mente infatti le lamentele che faceva il povero  Scalabroni (deceduto in ancora giovane età) lanciatore di martello della SEF Stamura degli anni '60 (se ricordo bene!). Un bravo atleta lui e sempre se non ricordo male, a suo tempo campione e recordman regionale di martello. Il suo refrain ad ogni gara sia che gli andasse bene che se gli andava buca, era la lamentela che non c'erano campi idonei in cui poter lanciare. Vero è che una palla di bronzo del peso di 7 kg. e 260 grammi, lanciata a 60/70/80 metri di distanza quando atterra, lascia delle buche profonde e dopo un allenamento, un campo di calcio, si può considerare arato, tanto che diventa difficile da ricomporre. Ma del resto se si vuole che degli atleti si allenino, una soluzione bisognerebbe trovarla. Ed invece la stessa lamentela l'ho riascoltata dopo tantissimo tempo da Marco Lingua, lanciatore azzurro di questa specialità, partecipante agli europei,  che intervistato dalla telecronista TV , si scusava per la sua prestazione che non gli aveva permesso di qualificarsi meglio dell' 11° posto e nel contempo si lamentava giustamente di come per loro lanciatori, sia difficile reperire aree dove effettuare le loro prove.
La commozione non mi aveva abbandonato, riflettendo su questo problema e ripensando alla figura del buon Scalabroni, che un altro gigante buono, come del resto solitamente lo sono tutti quelli con masse muscolari enormi, un altro lanciatore, sempre azzurrino, passando nella postazione TV oltre ai commenti tecnici sulla sua prestazione (mi sfugge il suo nome!), mandava un ricordo al grande discobolo che non c'è più Silvano Simeon menzionando la grande rivalità agonistica con un altro grande lanciatore ascolano del periodo : Armando De Vincentis.
Si sa che i campioni non possono per ragion di cose ricordarsi di tutti i "broccoli" con cui hanno condiviso la pedana (in questo specifico caso), ma i "broccoli", quali il sottoscritto, si. Infatti appena ho sentito nominare De Vincentis, ha provato di nuovo un tuffo al cuore. Si, perché ho gareggiato spessissimo con lui e lo ricordo come fosse ora, quando da novello sconosciuto si presentò sulla pedana del Dorico arrivando a toccare si e no, i 35 metri : semplicemente uno sconosciuto tra i tanti di noi in quel momento). L'anno dopo lo rincontrai, e dal ragazzo robusto che conoscevo, lo vidi che si era tramutato in un armadio a quattro ante. Ma che fai culturismo? gli chiesi pensando onestamente (o disonestamente) ad altro - si non mi sono mai fatto i cavoli miei-. Invece mi spiegò che durante l'inverno, in palestra, il prof. "Vittori" (altro grande preparatore, anche lui di Ascoli P. che nel mondo dell'atletica ci "regalò" in seguito il Mennea che tutti abbiamo conosciuto) gli aveva fatto fare tantissimi esercizi di "isometrica". I risultati si videro al suo primo lancio quando fece volare il disco ad oltre 45 metri. Io posso dire che l'ho ricordato con piacere quando l'ho sentito nominare e per un attimo sono ritornato a quei giorni. Seppur non posso pretendere che altrettanto lui si ricordi altrettanto e bene di me. Se a quei tempi fosse esistito il "selfie" oggi sarei a regalare una foto a testimonianza di ciò che dico.
Passata questa rimembranza giovanile, ritorno doverosamente a dove avevo lasciato.
Non sono uno che si scandalizza tanto facilmente, ma vedendo i componenti della squadra turca ( ancora non era accaduto il golpe da 120 minuti con il quale si è tentato di prendere per i fondelli il mondo intero), giuro che gli aggettivi che mi sono usciti di bocca erano gli stessi che usavo il giorno post golpe nei loro confronti ( e non certo del popolo turco, ma dei suoi capi). 
Nelle file di questa nazione, che a mio avviso non dovrebbe partecipare neppure a questi campionati europei, trattandosi di uno stato asiatico (lasciamo la geografia da una parte!), hanno fatto passare per turchi, un numero inverosimile di atlete ed atleti Kenioti. Con il solo unico e per me inaccettabile scopo di portare il loro medagliere dall'ultimo posto ottenuto nei campionati del 2014 (con una sola medaglia di bronzo) a quella del 4° posto assoluto di quest'ultimo campionato appena concluso, avendone vinte ben 12.
Ed a questi poveri cristi, si pensi che gli hanno anche appioppato dei nomi turchi.
Ed il bello è che "il Mondo" e l' "Europa" in questo caso, accetta tutto passivamente senza obiettare.
Sono quasi tutti atlete/i, di fondo e mezzofondo, che hanno ottenuto una fin troppo facile "naturalizzazione" (si pensi che questi campionati si disputano ogni due anni). Ed hanno in 24 mesi, spudoratamente e senza ritegno, offerto cittadinanza e forse qualche manciata di spiccioli, in cambio del correre ed  indossare la maglia rossa con la mezzaluna. Cosa che ha permesso di passare in questi due anni, dall'ultimo posto della classifica al 4°. Patetica e ridicola poi vedere la corsa (e in questo caso impacciata) di questi poveri atleti Kenioti con tanto però di bandiera Turca fornita dai loro capi federazione per festeggiare una vittoria o dei piazzamenti con  giri d'onore non so quanto sentiti ai fini di amor di patria!! Del resto che cosa non si farebbe per guadagnarsi un tozzo di pane ?
Dicevo che il mio non è puritanesimo da due soldi, perché oggi tutte le nazioni,  sono costituite da squadre la cui "verginità" della stirpe si vede chiaramente, e credo sia anche un bene, perché è un modo inconfutabile di "integrazione": Scandinavi  moreschizzanti con gli occhi azzurri o i capelli biondi, che non eccellono più tanto nei lanci del giavellotto, bensì sulle corse di fondo. Però il fatto che non si veda altrettanto  nei paesi asiatici ed africani, fa comprendere che qualche cosa si muove, seppur molto lentamente e solo da una parte.
I paesi colonialisti già da tempo hanno cominciato in questa operazione di amalgama tra le varie etnie, proprio dovuto alla loro occupazione di territori lontani a cui poi hanno concesso (si fa per dire!) o meglio restituito la loro sovranità. Oggi dopo due, tre generazioni abbiamo nomi occidentali portati da giovani dai tratti africani e devo dire che non ci si fa più assolutamente caso quando si tratta di nazioni come la Gran Bretagna, la Francia, la Germania. la Svezia, la Danimarca, la Spagna. Fa un certo effetto (seppur positivo) il vederlo applicare alle nazioni come l' Italia, che fino ad ieri se aveva tentato, lo aveva fatto con gli "oriundi" del calcio.
Quello che più mi ha impressionato ed in senso positivo, è l'aver potuto vedere e constatare che anche l'Italia, ha scelto di inserire nella nostra squadra elementi che si sono integrati ed altri che sono la nuova generazione nata in Italia (e quindi Italiani, altrimenti come li vogliamo considerare ?), da genitori che si sono invece integrati e, quel che conta non poco, tutti con un italiano parlato perfetto se non addirittura con inflessioni dialettali. E questo è quello che considero la strada giusta e che deve ancor più seguire lo sport,  per dare qualche cosa in più che un semplice gesto sportivo.  
Un esempio che le cose stanno mutando anche nel nostro mondo sportivo, ce lo offre questo giovane le cui sembianze confermano le sue origini, ma il cognome, la sua professione (corre per le Fiamme Oro della Polizia) ed il suo parlare, i suoi gesti, denotano tutto il suo sentirsi italiano : Yemaneberhan Crippa. Un altro giovane entusiasta di un azzurro trovato in Italia è
Jamel Chatbi naturalizzato italiano dal 2012, operaio nel bergamasco.
Ma anche altri paesi si stanno orientando in questa integrazione dovuta appunto al mutamento politico che la globalizzazione ha portato con se con lo sviluppo delle telecomunicazioni, la maggior velocità dei mezzi di trasporto, le emigrazioni bibliche, ma il tutto con un maggiore equilibrio, una certa gradualità.   Salvo appunto i turchi che hanno voluto bruciare le tappe, sputtanandosi, senza attendere i tempi che madre natura richiede in questi mutamenti.
Un'altra furbesca nazione, seppur non nella specialità dell'atletica leggera è la Gran Bretagna che non so mai come vuole essere chiamata. Una Volta GB, un'altra Inghilterra, UK, sgusciante come un'anguilla per il piacere di partecipare alle varie competizioni, a seconda della specialità sportiva, con più formazioni. Più formazioni, più chance. Nel calcio, ( e nel sei Nazioni di Rugby) ad esempio, si presenta come un paese con divisioni interne. Ecco che allora partecipa come Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda del Nord, mentre invece in Atletica è più semplicemente Regno Unito. Se si vuol passare da tonti, passiamoci pure e mi sta bene, ma non diciamo  però che questo serve per aiutare una migliore integrazione tra i popoli, perché questa è solo una sana e furbesca disorganizzazione!
Devo dire che questo amalgamarsi di stati e diverse etnie, nei Campionati Mondiali Juniores tenutisi in Polonia, non è risultata tanto appariscente, sia come Italia che come negli altri stati. Se non per il sottolineare da parte dei giovani partecipanti, ogni volta che erano inquadrati dalla telecamera, con il gesto delle mano e delle dita, ad indicare la propria nazionalità scritta sulla maglietta. Credo che più che attaccamento ai colori nazionali, sia diventata una moda giovanile.
Una cosa invece mi è saltata piacevolmente agli occhi, che mentre gli atleti italiani affermati o in via di affermazione (vedi quelli agli europei) sono sotto la giusta tutela delle squadre militari, che possono offrire quanto meno una retribuzione ed una facilitazione circa i periodi di allenamento e assenza per le gare, quali : Carabinieri, Fiamme Oro, Fiamme Gialle, Fiamme Azzurre, gli Allievi e gli Juniores, come ricordava il commentatore televisivo, vivono ancora grazie alla cura tecnica che le società locali forniscono a questi atleti ancora in erba e destinati a crescere per le attenzioni, i consigli, che i preparatori, solitamente ex atleti forniscono solo grazie alla loro passione. E qui ritorno a ricordare le vecchie, sane, solide, società storiche quali la Riccardi di Milano, l'Atletica Rieti, la Pro Patria Milano, Brixia atletica, Assi Giglio Rosso Firenze, Avis Macerata, ASA Ascoli, da non dimenticare i tanti CUS e lasciatemi ricordare per "dovere di favoritismo" la mia ex SEF Stamura. Ma ce ne sono tantissime altre, molto più piccole, ma ugualmente utili, che vivono e si nutrono solo di passione per questo sport che continua ad essere incontrastatamente "La Regina degli Sport".




di Franco Giannini

mercoledì 26 giugno 2013

Anche per la scuola di taekwondo, la campanella è suonata...

le 2 gemelle del tkw
l'anno scolastico è terminato!!!
Beh?? Dov'è la stranezza?? Semplicente nel fatto  che mentre i ragazzini se ne sono andati, in fin dei conti, soddisfatti e felici di prendersi un po' di riposo, senza più impegni, con la prospettiva di tanto sole, mare, bagni e divertimento, c'è qualcuno, o meglio alcune, che hanno concluso la stagione con i visi imbronciati. Anche se per motivi diversi!
Si Paola, una sei proprio tu! Posso comprendere che Arezzo abbia lasciato in te un po' di amaro in bocca, ma lo sport è fatto anche di questo. Ed il saper cadere, pronti a rialzarsi, fa parte proprio delle regole dello Sport ed in principal modo nel taekwondo, dove scatto, riflessi e concentrazione sono gli ingredienti basilari . 
in fase di concentrazione
Anzi, voglio dirti di più, quando uno comincia un'attività sportiva, nel borsone contenente tutto quell'abbigliamento, che all'inizio non si vede l'ora di indossare perchè fa tanto fighi, uno dovrebbe metterci anche, ma non in un angolino, ben visibili, le possibilità negative, i momenti negativi che un atleta può incontrare durante le sue esperienze. So anche che leggendomi, non mi dirai che ho ragione, anzi forse mi manderai anche a farmi benedire, ma devi sapere che anche le sconfitte, fanno parte del bagaglio tecnico positivo di uno che vuole diventare atleta (ed atleta lo si può essere a qualsiasi età e relativamente a questa!). Voglio solo sperare che dopo avermi letto, spedito in quella mia Ancona, passato un po' di tempo (mica tanti giorni ehh!!) tu vada a rileggerti e magari osservare che ho usato ad esempio il termine "esperienze" (mamma mia quante te ne sto chiedendo...) e sai perchè? Semplicemente perchè queste, a parte le positive che come tali, sono sempre soddisfacenti se non trionfali, anche le  negative, o tali si valutano, alla fine sono anch'esse con un segno + . Insomma l'esperienza , un'esperienza è di per sè sempre positiva.
Tu poi, non puoi assolutamente permetterti abbattimenti di alcun genere, prima per motivi professionali, poi per quelli di mamma, nel tuo caso doppi avendo due figli anch'essi atleti a cui devi insegnare le regole sportive sopra enunciate ed infine, non puoi tradire il sodalizio instaurato con Oriana, la tua gemella del "calcio in bocca!", assai diverso dai "saltimbocca alla romana".
cintura non aggiornata!!
Ed ora  signora cintura verde, si parlo proprio con te Oriana, devi spiegarmi il tuo non saperti godere la promozione, perchè... perchè... perchè!!!
Immagino cher la prima cosa che sei andata a vedere sarà la foto a lato, che come vedi l'ho però sottotitolata per non essere criticato (anche se in qualche modo lo farai ugualmente!), in quanto non sono ancora in possesso di una aggiornata con i colori della speranza.
E tu invece da Arezzo, con un attestato pieno di buoni voti, di critiche positive degli stessi giudici di gara, stai a mangiarti le mani per un centimetro che sei fuoriuscita dalla pedana e che ti ha fatto prendere 15 centesimi di penalizzazione e forse una migliore qualifica se non addirittura la medaglia.
Va bene, si, capisco, nello sport non bisogna mai sapersi accontentare, bisogna essere dei perfezionisti, bisogna chiedere al corpo ed alla mente sempre il massimo, Ma questo va fatto, confesso che non sono un allenatore e quindi potrei dire delle corbellerie, ma credo che questa "pignoleria"  deve esserci sia in fase di allenamento che al momento della performance. Poi però, alla fine della gara, si accettano i responsi (a volte anche a denti stretti, ma fanno parte del gioco, anche gli errori di chi valuta!), qualunque essi siano. Domani è un altro giorno, si ricomincia di nuovo e non ci si può portare dietro il ruminare continuo dei rimpianti, dei "se avessi fatto". Hai sbagliato, non l'hai fatto, domani valuteremo il come, dove e perchè dell'errore, dell'imperfezione, della cattiva concentrazione, ma per il momento... punto!! Intanto però oggi gioiosamente mi rigiro tra le mani il mio piccolo successo colorato di verde... è così che credo si possano anche ricaricare le batterie e partire sparati per il superamento del prossimo scalino. 
 le due gemelle "Pappa & Bumba"
E poi c'è un fatto morale. Che non è poca cosa!!
Se piangi "lacrime" tu, che cosa dovrebbe dire la tua gemella??
Fareste bene entrambe, ad andarvi a rivedere quello spezzone di filmato
che ho girato al Giocagin 2013, dove due signore della borghesia venivano assalite da un bruto... una di loro due cadeva e l'altra dopo aver respinto l'attacco dell'uomo, si avvicinava alla sua amica per allungarle la mano e aiutarla a rimettersi in  piedi per poi, in quell'unione che crea la forza, "finire" definitivamente l'impersonificazione del male.
Ecco, è questo che mi auspico di poter rivedere, ma non attraverso dei freddi fotogrammi, ma attraverso una visione reale, quando la scuola aprirà nuovamente i battenti.
Per il momento, non posso che farvi i complimenti, seppur i miei possono avere un ridicolo valore, per come riuscite (quando non "piangete insofferenza"!), sempre (tolto in questo caso!) caricate ed entusiaste in ciò che fate. Buone ferie quindi (o buone vacanze ? come si può dire nel vostro caso?), e arrivederci a settembre.
Franco Giannini

venerdì 14 dicembre 2012

Il 1° Torneo di Volley Giuliano Pierangeli va alla squadra “Comunque Contro”

la finalissima
A loro il Trofeo, a Giuliano il commosso ricordo di tutti i presenti. FOTO e VIDEO

Quello che mi ha colpito a fine partita è stata la battuta che si sono scambiati due avversari, stringendosi la mano sorridendo e facendosi i complimenti. La domanda di colui che giunto secondo rivolgeva a quello che aveva vinto chiedendo “Contenti, vero??“. La domanda era forse amichevolmente ironica dal momento che la partita si era conclusa al Tie-Break con un punteggio testa a testa, dopo i due set pari, altalenante sempre di un punto fino al fatidico 16-14 che decretava la vittoria di una delle due formazioni, come vuole che sia del resto la legge nello sport.

Ma è stata la risposta del vincente quella che mi ha colpito. Quando termina un campionato, di qualsiasi sport si tratti, purché professionistico, solitamente l’atleta di turno intervistato, spesso lo si sente proferire con un quasi senso di sollievo: “Ora è tutto terminato, finalmente si va in ferie…“. Non come l’esercizio di uno sport, bensì quale un faticoso, monotono lavoro.
Il pubblico del 1° trofeo senigalliese Giuliano Pierangeli
il pubblico
Una frase che faceva a pugni, quindi, con quella del nostro orgoglioso dilettante che replicava al “Contenti, Vero??” con un “Felici si, ma anche dispiaciuti, perché è tutto finito!“. Per lui dunque, Non un lavoro, ma il sano, genuino piacere di condividere e convivere il divertimento che procura uno sport che è passione ed in questo caso specifico, un caro ricordo.
Sono certo che queste sarebbero state anche le parole di Giuliano, al termine di uno di questi tornei amatoriali a cui partecipava sempre con tanta passione. Come del resto sono certo che, microfono in mano, avrebbe a fine torneo, ringraziato tutti i presenti, seppur con voce timorosa, vista la riservatezza che lo distingueva, per aver dato visibilità a quello sport che tanto amava.
Un momento delle premiazioni del 1° trofeo senigalliese Giuliano Pierangeli
Daniela e Giuliano
Ad assumersi questo compito sabato sera, 8 dicembre, invece, è stato il deus-ex-machina di tutto questo lungo campionato dedicato a Giuliano, ovvero l’infaticabile, maestro di modestia e grande entusiasta del volley, Francesco Bramucci: organizzatore, arbitro, amministratore, presentatore, amico e… tifoso, ma si guardi bene, sempre imparziale.
Senza tante circonlocuzioni, ha colto doverosamente l’occasione, sempre con le parole quasi contate, come è suo solito, ringraziare in toto i partecipanti delle otto squadre, non dimenticando la Società A.S.D. ARCI VOLLEY di Senigallia per la collaborazione fornita un po’ in generale, inoltre i Proff. Vinicio Cerqueti e Daniele Sordoni, rispettivamente Presidi dell’Istituto Marchetti e dell’I.T.C.G. Corinaldesi, per aver messo a disposizione le palestre dei loro istituti, la Sena Service Immobiliare per aver offerto i trofei assegnati alle prime quattro squadre classificate. Poi, Cesti di prodotti alimentari agli otto gruppi e medaglie per tutti gli atleti.
Un momento delle premiazioni del 1° trofeo senigalliese Giuliano Pierangeli
Il Sindaco con il suo Vice
Un ringraziamento particolare, è andato invece sia al Sindaco Maurizio Mangialardi che al suo Vice Maurizio Memè, non solo per le figure istituzionali che rappresentavano, ma in principal modo per l’amicizia e la vicinanza che la tipologia di lavoro svolto da Giuliano lo ha legato a loro.
Infatti, entrambi, hanno voluto presenziare sia al via del campionato, sia alla premiazione delle squadre, con le quali hanno voluto dichiarare concluso questo 1° Torneo.
Conclusione entusiasta che non poteva che portare ad uno scoop. Da quello che ho potuto apprendere sia sugli spalti che durante la premiazione, forse vedremo ripetersi nel 2013 questa competizione con un 2° Trofeo Pierangeli. Quindi se non proprio un impegno ufficiale, quanto meno uno ufficioso, ma morale, che forse, visti i tempi, vale ancor di più.
Un momento delle premiazioni del 1° trofeo senigalliese Giuliano Pierangeli
Parenti ed organizzatori
Assente per impegni sopraggiunti all’ultimo istante il Preside Daniele Sordoni, che ha tenuto però a far giungere le sue scuse, per voce del Sig. Pacenti Gianfranco, presidente dell’Arci Volley. Un personaggio particolare, Pacenti, a cui va anche il merito di aver “usato” questa particolare giornata per prendere i due classici piccioni con una fava: mettere in vendita-benefica delle piantine di “Stelle di Natale”, il cui ricavato andrà alla Onlus “Terre Gemelle” che opera in Costa d’Avorio e di Cui la A.S.D. Arci Volley fa da sostenitrice.
Queste le prime quattro classificate: 4° posto BARETTO ROSSO – 3° TAVERNETTA SULL’AIA – 2° GLI AMBASCIATORI DEL VOLLEY – 1° COMUNQUE CONTRO. A premiarle oltre il Sindaco ed il suo Vice, il Preside Vinicio Cerqueti e l’ex Preside Prof. Mario Cavallari in veste anche di portavoce del Sindaco.
Presenti e Premiati anche la figlia ed il figlio di Pierangeli, come pure il fratello e le due sorelle Daniela e Roberta a cui Francesco ha consegnato la Targa.

Allegati

Il VIDEO delle premiazioni del Memorial Pierangeli
 

Franco Giannini
Già pubblicato Mercoledì 12 dicembre, 2012 su Senigallia Notizie.it

mercoledì 21 novembre 2012

Gli atleti del taekwondo di Senigallia reduci dai campionati regionali di Forme

Da Falconara con conferme, medaglie al "femminile" e netti miglioramenti di tutti -FOTO
Devo dire che la gara di domenica 11 novembre è stata molto partecipata. Circa 230 gli atleti e le atlete iscritti provenienti da tutte le Marche e dalla vicina Umbria. La mattina ha visto scendere in pedana gli atleti dai 6 ai 13 anni, mentre il pomeriggio è stato dedicato interamente agli atleti sopra i 14 anni, divisi nelle rispettive categorie.
Per la scuola Fabri-Senigalliese la giornata non poteva iniziare in modo migliore visti i risultati ottenuti, già dalle prime ore di gara, con le ragazzine. Subito due medaglie con Passoni Sofia e Magi Elisa: debuttante la prima, veterana, si fa per dire considerando i suoi appena 7 anni portati bene, la seconda.
Elisa MagiLa prima ad andare in scena è Elisa, che se da grande dovesse decidere di fare l’attrice non sarebbe di certo colta dal cosiddetto “panico da palcoscenico”, vista la sua sfrontatezza con cui va in mezzo al quadrato.
Ricordo che lo scorso anno conquistò la medaglia di bronzo in una categoria dove erano presenti 6 atlete, quest’anno erano in 14, quindi difendere quel podio sembrava fosse molto più arduo visto che era la più piccola del suo gruppo, ma Elisa ha superato il turno grazie al voto più alto ottenuto sull’espressività data alla forma. Ed è quindi medaglia di bronzo, come lo scorso anno.
Sofia è l’ultima della “lunga lista di attesa” della mattina, e dopo circa 5 ore dentro un palazzetto lo stress, l’ansia possono giocare brutti scherzi. Ma a quanto sembra non in Sofia che più che noia, ansia, stress, era arrabbiata perchè la sua categoria era l’ultima ad andare in scena.
Strano, per lei, novizia alla sua prima gara, quindi in odore più di emozione che di una reazione nervosa. Però, ed era anche attendibile, un piccolo calo adrenalinico è arrivato ed un po’ di emozione la porta ad essere leggermente meno precisa in semifinale, ma riesce a suparare il turno, ad entrare in finale e giocarsi una medaglia.
Sofia PassoniLa forma che esegue è la migliore di quella mai fin qui eseguita. Infatti solo un’avversaria è in grado di superare il suo punteggio se pur di pochissimo, facendola “accontentare” della medaglia d’argento”.
Paolo Fiorentini, seppur uno dei migliori, ha trovato ad impegnarlo, sulla sua strada, anche un po’ di sfortuna, un pizzico di emozione e qualche errorino di troppo, che gli hanno impedito di qualificarsi per la finale.
Michele Magi, anche lui, ha a che fare, anche quest’anno, con l’emozione che lo blocca malgrado la sua ottima preparazione tecnica. Davide Marchetti, supera brillantemente il primo turno (il più numeroso con 27 atleti partecipanti), e nella semifinale si piazza al sesto posto. Da considerare che in finale andavano i primi quattro e che lui era alla sua prima gara.
Tutti e tre quindi non sicuramente bocciati, ma sollecitati invece, l’anno prossimo, a dimostrare il loro reale valore.
Il pomeriggio è la volta dei Seniores, chiamati a difendere quel titolo regionale conquistato nel 2011. Il gruppo fabro-senigalliese è uno dei più numerosi e, dopo il lavoro svolto nelle varie sedi distaccate per amalgamare i componenti della squadra, si confida nell’affiatamento raggiunto, cosa che aiuta a sperare.
Iniziano le danze. Le cinture nere, con Stefania Venturi che conquista subito un ottimo bronzo nella categoria dei terzi dan femminili. Una bellissima medaglia d’argento invece arriva per Michele Possanza nella categoria primi e secondi dan maschili, onestamente anche un po’ inaspettata, visto che Michele ha ripreso da pochi mesi ad allenarsi costantemente dopo anni di stop.
Per vincere la classifica a squadre, però, servono gli “Ori”. E come fossero stati chiamati all’appello, eccoli giungere puntuali.
Il primo a fregiarsi del titolo, nella categoria terzi dan maschili, è Lorenzo Cavalieri, che conquista il gradino dorato del primo posto. Sul podio sempre in quella categoria due medaglie di bronzo: quelle di Diego Ferretti, autore di una buonissima prestazione e di Christian Magnoni possessore del titolo 2011 a cui questa volta però la ciambella è venuta senza buco.
Infatti quest’anno non è riuscito a trovare quella giusta concentrazione che lo ha fatto cadere in un banale errore che, come lui stesso ha avuto modo di confessare, non avrebbe commesso neppure un principiante con la cintura bianca.
Il titolo comunque orgogliosamente resta ben stretto, tra le mani degli atleti appartenenti sempre alla più numerosa realtà sportiva di questa palestra “maremontana”.
Scoppiettante podio invece nella categoria primi e secondi dan femminili, con Marta Ruggeri e Federica Torresan che conquistano rispettivamente l’oro e l’argento. Due ragazze che si impegnano moltissimo in palestra!! Ed ecco il perchè dei risultati!!
Due parole in più per Federica che dopo una lunga assenza, in due mesi, sotto le cure di Magnoni, è riuscita a riguadagnare fiducia in se stessa ed il tempo perduto.
Altro oro per Carlotta Ilari nella categoria delle cinture blu, e un buon bronzo per Jhonny Chiuchiolo nelle cinture gialle. Sfiora l’oro Emanuele Lepri, che per un decimo non sale sul gradino più alto del podio.
E non possiamo dimenticare l’ottima prestazione delle due mamme Seniores, oramai icone del Taekwondo senigalliese, Anna Paola Pallotta e Oriana Scarponi, che per un soffio non entrano in finale e non vanno a medaglia.
Come da pronostico, ma se la sono dovuta vedere con ragazze poco più che diciottenni e quindi ben allenate sia fisicamente che mentalmente. Nonostante questo hanno dato però il meglio di loro, e hanno impressionato non solo i giudici, ma anche il Presidente del Comitato Regionale Marche-Umbria che, alla fine, ha voluto conoscerle per complimentarsi con entrambe.
Non è da tutti, infatti, mettersi in gioco come fanno loro, farsi giudicare, battersi con avversarie più giovani e raggiungere anche dei risultati soddisfacenti. Un esempio da seguire.
La Società, l’allenatore del sodalizio distaccato senigalliese, Christian Magnoni, vogliono cogliere questa occasione anche per rivolgere un sentito ringraziamento a tutti gli atleti, ma principalmente anche un doveroso “Grazie!!” a tutti i genitori dei mini-atleti per la disponibilità nel portare i loro figli agli allenamenti con costante assiduità, anche nelle trasferte fuori sede, dando loro così modo, di crescere, migliorare ed allargare la conoscenza di tutta la famiglia della scuola Fabri-Senigalliese.
Il gruppo taekwondo di Senigallia che ha partecipato ai campionatiLa premiazione degli atleti del taekwondo Senigallia al torneo Marche-UmbriaFoto di gruppo della squdra Fabri-Senigalliese di taekwondo
Franco Giannini
Già pubblicato Domenica 18 novembre, 2012 su Senigallia Notizie.it

giovedì 15 novembre 2012

Cronaca da un' amante di Taekwondo

La "più migliore" Federica Torresan
Io non c'ero, ma è come se ci fossi stato,... dopo l'aver letto la cronaca di questa atleta "cronista".

Federica Torresan, questo il nome della ragazza, perchè atleta si, cronista si, ma è prima di tutto una splendida ragazza, mi ha inviato la cronaca che le avevo richiesto e che avrei dovuto rielaborare, facendo mio quello che mi avrebbe più interessato per l'articolo che dovrò costruirci. Non sarebbe stato però giusto nei suoi confronti, tagliare e rielaborare, perchè da quello che ha scritto e per come lo ha fatto, si sentono i rumori, si ascoltano i suoni, si percepiscono le urla, le emozioni ed oserei dire quasi anche l'acre odore del sudore. Brava Fede, sia per quanto hai scritto, che per il traguardo sportivo raggiunto. La tenacia ed il credere in se stessi e la costanza, come vedi, da sempre ottimi frutti. (FG)

di Federica Torresan
"11-11-2012 Il mio ritorno in campo è arrivato...palasport Badiali, due quadrati di gara e 5 arbitri per quadrato..."oddio aiuto qui bisogna impegnarsi penso subito tra me e me"; il palazzetto è pieno di genitori dei mini-atleti al debutto in gara alla tenera età di 7 -8 anni...si intravede un buona organizzazione anche se con i soliti ritardi...due quadrati di gara e cinque arbitri per quadrato...dovremmo metterci proprio d'impegno qui pe' vince!!
Sofia
"ciclone" Elisa
iniziano le gare dei piccolini ae dal fare le foto mi sono ritrovata a motivare i nostri esordienti...dai 7 ai 10 anni...quasi nessuno di loro mi conosce ma si fidano dei miei consigli e di quello che dico...sono tenerissimi e belli...sono i campioni del futuro quando noi "vecchietti" lasceremo le gare per dedicarci a farli diventare star...appena li vedo in azione penso sono il nostro futuro...peccato che non tutti hanno ottenuto quel cerchietto colorato che si spera di avere al collo ad ogni gara...sono questi i piccoli dolori della gara che ci ha regalato anche tante gioie ed emozioni con due bellissime medaglie dalle nostre duo mini donne della palestre...Elisa "Il ciclone" con un bronzo SUDATISSIMO e Sofia con un argento a dir poco MERAVIGLIOSO...premiazione delle nostre due meraviglie e pausa pranzo in cui lo stomaco mi si chiude e i nervi incominciano a diventare corde di violino, ma il mio fedelissimo mp3 è carico con le canzoni più "a bomba" che conosco...divento intrattabile come prima di ogni gara e in un attimo iniziano le vecchie guardie del taekwondo, noi seniores...le persone che vedi in gara da sempre..."tanto semo sempre noi a sfidarci ogni anno!" e uso lo stesso trucchetto scaramantico di sempre...non mi faccio vedere dall'avversario...
le inossidabili Paola ed Oriana
le gemelle fabrisenigalliesi
ecco il turno di christian e quando cade in quell'errore madornale mi do subito per spacciata "ecco se sbaglia lu' ammo' io cappello tutto" e mi immagino la mia koryo del tutto sballata e il broncio incavolato di Chri accentuato ancora di più che per il suo errore...subito l'ansia mi sale a tremila...ed ecco che tocca a me "porca miseriaccia me la faccio sotto...ho paura di deludere tutti...ho paura di non essere all'altezza delle aspettative di squadra!"...incomincio a pensare e ripensare alla forma in modo ossessivo e tocca a me...Sento il giudice che dice Torresane dentro di me la mia gemella esclama"M***A!"o la va o la spacca...sono arrivata sul quel quadrato con la voglia di rivincita con me stessa e con chi non ha creduto in me abbastanza...ci ho creduto davvero in questa medaglia e passate le eliminatorie con il secondo punteggio sono arrivata in finale e li mi è scattato qualcosa nel mio cervello che ha fatto si che tirassi fuori gli attributi e facessi il massimo e poi la proclamazione del mio punteggio che mi porta li su quel secondo gradino del podio e vedo la mia compagna-rivale Marta saltandomi addosso e urlami "doppietta!emo fatto doppietta!"cosa che noi due volevamo a tutti i costi! sono felicissima...non ho parole davvero per esprimere la mia gratitudine verso Christian che mi ha accolto a braccia aperte in palestra e mi ha trasformato in 2 mesi...mi ha fatto rendere conto che a 21 anni non si è finiti anzi...la strada è lunghissima ancora, adesso aspetto con ansia il prossimo mio appuntamento che non so quale sarà ma spero di combattere...ma intanto godiamoci un po' l'onda del successo e questo titolo senior a squadre che mi ha reso davvero orgogliosa di poter appartenere a questogruppo bellissimo ed essere a contatto con questi ragazzi meravigliosi...!Unica cosa che rimpiango è il non aver potuto vedere le mie carissime compagne di allenamento e società Oriana e Paola che purtroppo non hanno avuto un cerchietto ma sono stata fenomenali lo stesso!
Dulcis in fundo non dico ma urlerò per sempre un GRAZIE infinito a Christian il mio allenatore per avermi fatto vivere questa bellissima esperienza di vita...!!LA GARA PIU' BELLA DELLA MIA VITA!!   


Il "samurai" Magnoni


Fede, ancora Christian non  ha letto tutto il tuo scritto, glielo inviero tra poco, ma immagino, cara che pur nella sua bontà questo gesto, immortalato casualmente in un momento della gara e facente parte dell'esercizio, gli verrebbe spontaneo, molto spontaneo, dopo la lettura. Indirizzato a chi.., mi chiedi ?? Beh... io lo so,... ma anche voi donne quanto siete curiose !! Troppo !!
Allora ti dico solo un generico... a chi ce vole male ??  Invidia ?? Thiè!! (FG)

domenica 14 ottobre 2012

A Senigallia il Primo Memorial di Volley Giuliano “Sauro” Pierangeli

... a ricordarlo così, dal prossimo 14 Ottobre, saranno i suoi tanti amici...
Saranno tutti quelli della pallavolo, ma non solo, che ancora una volta Francesco Bramucci è riuscito a coinvolgere per ricordare un’altra persona buona che non è più tra noi, ma che meritava di essere ricordata in maniera simpatica chiamando in causa quello sport che profondamente amava.

Ed allora sotto una rete alta 2 metri e 35 cm., otto squadre di giocatori, assolutamente non tesserati alla FIP e tutte con almeno una donna nella formazione e sempre in campo, si contenderanno questo 1° Memorial ideato per commemorare Sauro, come era anche chiamato affettuosamente dagli amici.
Qualche addetto ai lavori avrà sicuramente notato che il regolamento ha anche qualche aspetto un pò “casereccio”, volutamente inserito, proprio per accentuare maggiormente quel clima super-amichevole seppur già esistente in queste occasioni che ricordano tanto le sfide “scapoli-ammogliati”.
Giuliano "Sauro" PierangeliCasereccio però nelle regole, perchè, organizzativamente parlando, è stato curato in modo impeccabile, con tanto di arbitri “super partes”, come ogni incontro che si rispetti, esige. Anche se si applicherà il regolamento ufficiale della FIP, in questo più “casereccio” è stata aggiunta la postilla che dice tutto: “…con una certa tolleranza per i falli meno evidenti”.
Allora, da una parte ci sarà l’Amicizia ed il Rispetto e al di là della rete, la sportività ed il massimo impegno fisico, senza dimenticare mai, sia dopo una ricezione “bucata” o una schiacciata vincente, di “strizzare l’occhio” a “Sauro” che sicuramente da lassù, seguirà con uguale interesse, nella sua bonaria sorridente riservatezza, sia le “papere” che le prodezze.
Quindi tutte le domeniche a partire dal 14 Ottobre fino al giorno della finale, il 9 Dicembre, nelle palestre degli Istituti Marchetti e Corinaldesi si svolgeranno gli incontri come da calendario. L’orario che si osserverà, in entrambe le palestre, sarà quello delle ore 15 per il primo incontro e delle 17 per il secondo. Gli incontri di Semifinale e Finale si disputeranno invece tutti nella sola palestra dell’Istituto Corinaldesi, sempre negli orari già sopra indicati.

Giuliano "Sauro" Pierangeli con la sua squadra di volleyOtto le squadre partecipanti: Amici di Sauro S.AngeloAmici dell’OspedaleAmbasciatori del VolleyTavernetta sull’AiaBaretto RossoAmici della DomenicaComunque ControTeam Ross Corinaldo.
Trattandosi di un Memorial tutto sui generis, non poteva certo mancare il trofeo che andrà alla squadra vincitrice del Memorial, ma ci saranno premi per tutti i partecipanti: medaglie a tutti gli atleti e cesti gastronomici per tutte le formazioni.
Inutile dire che tutta la cittadinanza è invitata fin da ora.


Franco Giannini
Già pubblicato Giovedì 11 ottobre, 2012 su Senigallia Notizie.it 
 
Questi i Commenti dei lettori di Senigallia Notizie.it :
 
secchiaroli claudio
2012-10-12 14:12:00
Io ero amico di Sauro (e anche colega di lavoro)questa iniziativa è molto bella, sicuramente lui da lassù sara felice di questo. Bravi.
Rinaldo Gabbianelli
2012-10-12 19:16:36
Anche io ho conosciuto Giuliano, seppur superficialmente, avendoci giocato assieme diverse volte. Un grazie particolare al mio amico Francesco per essere riuscito ad organizzare, anche questa volta, un evento in ricordo di un'altra persona che purtroppo non è più tra di noi.
Roberta De Duonni
2012-10-12 22:55:08
Un grazie al nostro caro amico Francesco Bramucci, che è riuscito ancora una volta a coinvolgere tutti all'insegna dello sport ricordando chi non è più tra noi.
 

lunedì 9 luglio 2012

Mentalmente con gli "Azzurri" ai XXX° Giochi dell'Olimpiade di Londra

solamente una preghiera, si blocchino, almeno qui, i passaporti agli sfigati ed ai piagnoni "ufficiali"

Si parla di Giochi, e che tali essi siano. Si parla di una materia atta ad essere compresa quantomeno dai e per i soli giovani o al più per chi giovane non lo è più, ma ha avuto reminiscenze sportive in gioventù. Quindi gli anziani, i decrepiti, gli inesperti, i non appassionati, i non addetti ai lavori, sono pregati di restarsene in casa, tendo ben celata tra le quattro mura il loro viso sfigato, come abbiamo recentissimamente avuto modo di osservare e criticare. Di sfiga, in questo periodo l'Italia ha i "Magazzini" pieni, da poter aspirare al primo posto della statistica mondiale, quale maggior esportatore. Per cui l'unica cosa di cui le nostre squadre possono fare a meno, in questo particolare momento, sono di questi visi scocciati, musi lunghi, sbiascicanti e vergognosi nel canto del "Fratelli D'Italia" e che "dovrebbero" rappresentare quella Ufficialità che sta nel titolo, ma non alloggia nel loro animo.

27 luglio, 12 Agosto, 17 giorni di Giochi, 30 esima Olimpiade, e chi sa quali e quanti altri numeri si possono e si potrebbero ricavare dall'evento, ma i numeri sono solo numeri e come tali sono validi solo per definire e quantificare. Per il resto credo che siano così poco attendibili anche per giocarli al lotto. Saranno solo giornate di sport, di spettacolo, di sensazioni, di emozioni, tutto frutto di sacrifici protrattisi per 4 anni e che in una frazione di tempo assegneranno gioia o delusione.
Ho parlato di delusione, non di dolore, quindi non di pianti. Le lacrime dovranno essere lasciate a chi e per cose ben più tragiche che non la vittoria o meno di una gara, per una medaglia di un colore piuttosto che di un altro, o per una eliminazione piuttosto che un passaggio al turno successivo.
L'essenziale, almeno io lo credo, per un atleta, è l'essere convinto di giungere al momento della gara, essendosi impegnato al massimo negli allenamenti ed essere arrivato al traguardo senza più un briciolo di forza, avendo profuso tutto ciò che si aveva. Questa consapevolezza dunque, dovrebbe ricacciare indietro ogni eventuale lacrima: la serenità di essere a posto quanto meno con la propria coscienza.
Poi gli sportivi, gli atleti lo sanno, è uno solo che vince, ed almeno negli sport dove a far da arbitro ed a giudicare è un metro, un cronometro, un gol, un canestro alfine a decretare la vittoria è sempre (o quasi) l'abilità. Dove invece interviene un giudizio espresso dalla mente dell'uomo-giudice, non sempre è così, l'essere umano del resto non è perfetto come si vuol credere, sbaglia e spesso lo fa perchè influenzato anche da fattori esterni a quelli prettamente sportivi. Nello Sport (almeno quello come lo intendo io e non quello che chiamo Industria Sportiva, tutt'altra cosa), a costo di cadere nella retorica, credo che si dovrebbe accettare sempre il verdetto, anche se platealmente errato o influenzato, perchè anche questo fa parte del gioco. Come del resto la "Fortuna" o la "Sfortuna". Quando si abbraccia inizialmente questi sport, si sa a priori le anomalie che essi comportano nel giudizio, ed è per la sola passione che ad essi ci si avvicina. Ed allora bisogna accettare anche centesimi di punto non concessi, o sviste volute e non. Io ancora sono un De Coubertiniano convinto, anche se con caparbietà gli sponsor cercano di offuscare il suo pensiero.

Sono terminati i Campionati Europei di Calcio, con l'esito che tutti conoscono. Un esito che ritengo positivo nel risultato e su cui nessuno avrebbe puntato una sola lira fin dall'inizio. Con il senno del poi, tutti sono diventati CT ed avrebbero fatto... Quindi, con tutta sincerità, non riesco a comprendere quelle lacrime. Le avrei più comprese se avessimo vinto, allora sarebbero state lacrime di commozione. Ma essere arrivati ad una finale avendo lasciato dietro di noi nazioni quali Francia, Germania, Inghilterra, il gotha del calcio, proprio non lo capisco. Salvo che dietro quelle lacrime non si celassero altri dolori e malanni !! Comunque sono state lacrime sprecate!
La cassa di risonanza di questo evento ha coperto quello già di per sè meno eclatante, dei Campionati Europei di Atletica Leggera di Helsinki appena conclusisi e per i nostri colori,in verità, un pò sotto tono: Tre le medaglie (in podi diversi, ma giuste a completare i tre metalli). Oro a Fabrizio Donato campione Europeo nel triplo, Daniele Meucci argento nei 10.000 metri e Chiara Rosa bronzo nel getto del peso.

Ciò non toglie però che alla vigilia di un evento sportivo, come le Olimpiadi, così importante, non si facciano delle previsioni e solitamente quelle dei dirigenti, onde pararsi il solito "scranno", sono poco attendibili, perchè giocano al ribasso, anche perchè intanto di nomi non ne fanno. La previsione degli organi ufficiali della Nazionale Olimpica Italiana hanno affermato che dovremmo/potremmo aspirare ad un bottino vicino alle 25/28 medaglie. Insomma qualcuna in meno rispetto a Pechino, colpa anche questo, dei soliti "tagli" che si sono fatti sentire e che procureranno i loro effetti anche sullo sport.
Ma quello che più mi ha lasciato sbalordito, è che su queste cabale, c'è invece chi ci studia seriamente e non prende in esame le sole fisicità degli atleti, la loro preparazione psicofisica, bensì tutt'altri parametri come il reddito pro capite o il fatto che la nazione abbia o meno ospitato la manifestazione in passato. Cose di questo genere. Ed il bello sta nel fatto che costoro sembra anche che ci azzecchino, o quanto meno vadano assai vicino al risultato giusto, con uno scarto del 7% sul numero totale delle medaglie ed un 15% sul numero degli ori.

Scaramanzie a parte, tocchiamo quello che vogliamo, ma all'Italia hanno così pronosticato: 9 Ori, 11 argenti e 14 di bronzo.
Ma fanno anche i nomi, con il tipo di sport e medaglia. I nomi dorati? Paolo Pizzo, Andrea Cassarà, Valentina Vezzali, la squadra del fioretto femminile, Massimo Fabbrizi, Domenico Valentino e la squadra femminile di ginnastica ritmica, Federica Pellegrini, Martina Grimaldi. Tra gli argenti fanno il nome di Aldo Montano nella sciabola, del supermassimo già oro a Pechino Roberto Cammarelle e della Pellegrini sui 400m. I nomi favoriti a salire il terzo gradino dei podi dovrebbero essere quelli di : Tania Cagnotto e Francesca Dallapè, della pallanuoto maschile. Tra i bronzi, gli analisti vedono, per l'Atletica Leggera solo quello di Antonietta Di Martino nel salto in alto che può sperare nella medaglia, perchè per il resto della squadra di atletica, le notizie non sono certo entusiasmanti.
Ma è vero anche che mai affermare una cosa, perchè c'è sempre il caso di essere clamorosamente smentiti. Ed è questo che vorrei, in chiave logicamente positiva!!

Infatti, anche dell'Italia del pallone si erano dette tante cose, poi ribaltate dai risultati, quindi quando una nazione come la nostra non ha più nulla da perdere, l'unica possibilità è che si riprenda e cominci a vincere. La rabbia e la volontà di riscatto, a volte sono il migliore dei doping.

Franco Giannini