Visualizzazione post con etichetta osservazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta osservazioni. Mostra tutti i post

giovedì 12 luglio 2012

Mestieri che vanno scomparendo : Gli impiegati postali

quelli con esperienza nella vendita, verranno riciclati nei supermercati ed ipermercati.

"L'Italia è in un percorso di guerra, ma non ho dubbi che la crescita verrà...nel 2013 saranno colti i frutti degli sforzi compiuti...ma il percorso di guerra pacifica non è finito...". Le parole riportate sono di Monti, che da professore, piglia gli italiani tutti per degli sprovveduti imbecilli.
Prima di tutto, l'uso della parola, Guerra di questi tempi ed in simili occasioni dovrebbe andare quanto meno evitato. Non parliamo quindi dell'espressione guerra pacifica. Perchè allora i comportamenti usati dalla Polizia Spagnola intervenuta contro i minatori, secondo il Mariolino nostro, dovrebbero andare interpretati come un involontario, casuale, non voluto "fuoco amico". Ah...che centra la Spagna ? Ma non eravamo in una guerra? Allora prima sono arrivati i bollettini dalla Grecia, dove le Armate della Merkel  gli hanno spezzato le reni, ora ci giungono quelli dalla Spagna e tra non molto leggeremo e vedremo quelli che provengono dalle nostre piazze. Ma ... ssss ... il nemico ascolta e le critiche alzano lo Spread. Alzasse anche qualche altra cosa, farebbe risparmiare economicamente anche le casse della sanità con minor prescrizioni di Viagra. Ed allora anche io "me ne frego", come pensa cuor di tecnico e come diceva anche buonanima, e urlo, almeno qui, dove nessuno mi sente, che sti tagli, fatti così sono tecnicamente riusciti come quelli di quel marito che voleva fare un dispetto alla moglie. Prendo in esame gli ultimi, quelli relativi alla decisione di sopprimere alcuni uffici postali.
Attiggio - Avacelli - Castelfidardo - Cabernardi - Castel D'Emilio - Castelbellino - Castellaro - Castelplanio - Castiglione D'Arcevia - Domo - Gallignano - Loreto Stazione - Monterado - Monterosso Stazione - Palazzo D'Arcevia - Poggio di Ancona - Paterno - Rosora - San Donato - Sant'Elia - Sasso. Se li contate sono 21 e sono i Comuni, che salvo qualche "Santo" particolarmente ammanigliato al ministero che potrà intercedere in maniera positiva, vedranno chiudere l'unico sportello postale che avevano sulla piazza, perchè non sono più "redditizi".
Se questo è il metro di valutazione, da domani, ogni servizio prima di essere effettuato , dovrà essere analizzato e certificato se economicamente conviene o meno assolverlo: incidente in parapendio, un ferito in mezzo ai monti, intervengono i volontari che chiamano l'eliambulanza, i VF, il 118. Facile analizzare che la spesa è alta, la decisione da prendere è veloce ed immediata... "l'uomo del Monte" ha detto che resti lì a crepare, non sei redditizio.
Ma ritornando alle Poste! Hanno obbligato, ripeto obbligato, i pensionati ad aprire quella farsa che è il conto postale per il ritiro della pensione, per evitare che nonna evadesse il fisco con i suoi intrallazzi e che qualche delinquente gli rubasse la pensione, prima ancora che ci riuscisse a farlo i beceri dello stato. Dicevano agli sportelli, che sarebbe stato tutto più facile e sicuro. Oggi di sicuro c'è che nonna, se vorrà prendere la pensione, dovrà aprire, sempre che esista uno sportello bancario in paese di 3 - 5 mila anime, dove farsi accreditare, non usando più la parola pensione, ma i suoi emolumenti, che lascia la cifra invariata, ma la rende più importante, solo perchè Luisa, la "postina" è stata sbattuta in città - sempre se ha c...fortuna e non verrà esodata!- eh...?? no nonna, non sfollata, e-so-da-ta. Si, si...è una parolaccia che sta sempre sulla bocca della Fornero. Ehh ??? No nonna, non ho detto fornaro, quello è sempre bianco per la farina, quest'altra invece è solo e sempre perchè inc....ta.
Ora leggeremo che non è stato deciso nulla di definitivo, che se ne può discutere, che si sta cercando di ottimizzare un servizio e non di eliminarlo, ed alla fine, i tecnici, quelli che operano ad anni luce dalle esigenze dei "fruitori" (azz... come parlo guzzo anche io!) e che quindi hanno necessità, dopo le "cappelle" di correre ai ripari, sapranno trovare un punto d'incontro.
Allora io che non sono un tecnico, ma sono solo uno che ogni mese va alla posta centrale di Senigallia (almeno al momento questa non viene tagliata e mi sento di già un privilegiato), fa la fila come in tempo di guerra (come dice il sor Mario), ed osserva. Osserva che non ha lo spazio per sedersi, perchè i posti a sedere sono limitati visto che quel poco spazio viene utilizzato per la vendita al dettaglio degli oggetti del PTsupermarket, che gli sportelli sono tanti, ma che funzionano non in base al numero delle richieste di un certo servizio in quel determinato momento, ma a compartimenti stagni, come stagni ci si augura che siano sempre gli "attrezzi degli anziani" in attesa del loro turno, e che nel caso proprio non ce la facessero più, l'unico modo per espletare tali necessità sarebbe quella di uscire, e una volta più leggeri, riprendere il numero ed iniziare una nuova attesa.
Sempre che tutto non sia stato deciso, suggerisco allora, perchè non creare degli uffici mobili, che girino per i paesi, con orari ben definiti, assolvendo le necissità di nonna e salvaguardando quello che più interessa al ragioniere di turno: la redditività!! Credo che 5/6 mezzi per le 21 sedi in bilico, per le  8 ore lavorative giornaliere siano sufficienti. Almeno 5 Luisa si potranno salvare dall'essere toccate da quell'orrendo termine che l'"acida" s'è inventata.
Si, lo so, è giusto!  E' un' idea semplice e posso comprendere, che  proprio perchè troppo semplice, non potrà essere presa in considerazione.

Franco Giannini

pubblicato anche su Senigallia Notizie.it del 15/07/2012

Questi i commenti dei lettori di Senigallia Notizie :

Federico
2012-07-15 12:36:03
Li tempi delle vacche grasse son terminati. Se chiudono qualche ufficio periferico che magari non era aperto nemmeno quotidianamente non ci vedo nulla di strano. Non fanno altro che adeguarsi, un pò in ritardo, al primo comandamento del Capitalismo: taglia i costi a discapito di tutto e di tutti per massimizzare il profitto.
pacchiò
2012-07-15 23:14:03
Togliere un ufficio postale ad una località come Monterado o inferiore significa togliere una identità, un punto di riferimento culturale/sociale per una frazione anche con pochi ultimi paesani rimasti. Intanto però tre comuni scorreggia come Ripe, Castelcolonna, Monterado che distano meno di 1km. in linea d'aria rimangono quando se ne potrebbe fare uno solo, affinchè quei 3000 abitanti complessivi vedano le facce di 3 sindaci, 20 assessori, 30 consiglieri e rimangano con l'amaro in bocca.
Giovanni Gregoretti
2012-07-15 23:39:34
La privatizzazione delle Poste è uno di quegli errori macroscopici che fanno rabbrividire. I servizi fondamentali e oserei dire sacri per il cittadino non possono e non devono essere sottoposti all'insano principio del profitto a tutti i costi. Mettere i servizi fondamentali nelle mani di manager che devono realizzare profitti per dimostrare quanto sono bravi è quanto di peggio si possa fare. Con buona pace delle necessità della Nonna del signor Giannini e di tutti gli altri anziani. In estrema sintesi sostengo a gran voce che viviamo in un mondo sbagliato.

martedì 6 settembre 2011

Sette giorni dopo: evento fortuito o voluto al Cimitero di senigallia?


di Franco Giannini già pubblicata su 60019.it

Comunque sia certamente utile… ecco che cosa significa presenza, prevenzione e controllo!

Dopo appena sette giorni dal mio primo sopralluogo, sempre di venerdì, giornata d’entrata con l’auto per i disabili muniti di permesso, sono ritornato sul luogo del "delitto": il Cimitero delle Grazie. Questa volta però, con un comportamento ligio nel puro rispetto della legge. Anche se proprio rispetto non lo è stato, forse più codardia. Ehh … si, anche perché intimorito, soprattutto, dalla presenza di una "panda" municipale con tanto di Vigile Urbano.

Non lo so se fosse lì per il controllo dell’afflusso dei visitatori, in quanto stava parlando con una signora, ma risulta comunque un fatto strano, quanto meno anomalo, vedere la presenza di questa divisa, in questo posto.

Auto parcheggiate fuori dal cimitero di SenigalliaEvidentemente lo stesso mio timore, però, sembra lo abbia suscitato anche a tanti altri, almeno da quello che ho potuto vedere e che ho fermato sulle foto che pubblico. Tante macchine nei parcheggi, non mi è stato mai dato di vedere neppure durante la festività del due novembre.
Che un miracolo sia avvenuto in questi giorni ed abbia donato di nuovo a tanti, non il riuso delle gambe che già avevano, ma quello delle facoltà mentali e con esse il ripristino di un senso civico? Voglio rimanere nel dubbio.
Comunque, le vetture che uscivano dall’area cimiteriale, avevano quasi tutte, due persone a bordo e putacaso, sempre anziane!

Auto parcheggiate fuori dal cimitero di SenigalliaAllora ho voluto approfondire ancora ed ho oltrepassato, a piedi, il cancello.
Le buche sono sempre ordinatamente al loro posto. Le erbacce continuano a crescere rigogliose, i rubinetti dell’acqua che non funzionavano continuano con precisione a non funzionare da 15 giorni e - seguendo alcune voci - anche più.

Insomma l’unica rondine, che però non fa primavera, è stato quel Vigile Urbano che con la sua presenza, casuale o voluta, questo non lo so, ha rotto le uova nel paniere ai super impegnati del venerdì. Non credo che possa essere stato il mio articolo a smuovere le coscienze, anche perché avrei voluto allora, nell’eventualità, che fossero altre.

Quello che mi ha fatto invece piacere, è l’aver ricevuto una telefonata, nell’anonimato, di un cittadino che mi ha intrattenuto una buona mezz’ora, sui problemi cimiteriali.
Si è presentata, si fa per dire, come persona ex addetta ai lavori e che proprio per questo motivo ha preferito rimanere nell’anonimato. Ho dato allora il mio indirizzo e-mail affinché mi mettesse per iscritto quanto mi diceva verbalmente anche senza nomi o indicazioni che potessero far risalire alla sua persona.

Auto parcheggiate fuori dal cimitero di SenigalliaMa credo che resterò ancora a lungo ad attendere due righe! Non ho prove, quindi, ma solo indizi su alcuni disservizi cimiteriali. Forse conosciuti e forse no. Ma che non avendo uno straccio di prova, come mio uso, neppure accenno.

Io più di quanto ho fatto, non posso fare. Altri sono gli organi predisposti a ciò e mi riferisco in principal modo ai Consiglieri, che dovrebbero controllare la veridicità di tali voci, per poi parlare con la documentazione in mano.

Io del resto posso solo fare da pappagallo... sempre però, che ci sia qualcuno disposto ad ascoltare.

Questi i commenti dei lettori di 60019.it

Cimitero Le Grazie
Scritto da william il 03/09/2011 ore 17:42
ARGOMENTO DI STRETTA ATTUALITA' SU CUI CONCORDO IN PIENO- Ho defunti sia al Cimitero di Mondolfo che alla Grazie: il primo è tenuto in modo eccellente. Per quest'ultimo invece,oltre a quanto già segnalato, evidenzio che immediatamente dopo l'ingresso principale lato ufficio esiste un rimessaggio recintato per il ricovero di attrezzi e di contenitori di fiori secchi che offende il decoro del luogo. Stanco di vedere l'esposizione di tale sporcizia ho fornito a mie spese una telatura che è stata messa in opera lungo la recinzione dal personale. Ad ogni mia visita in cimitero trovo il cancello sempre aperto vanificando l'intervento. Io provvedo sistematicamente a chiuderlo ma non essendo un assiduo visitatore chiedo la collaborazione di persone sensibili anche per rispetto del luogo. William

Doveroso ringraziamento
Scritto da Franco Giannini il 04/09/2011 ore 09:23
@ William Grazie per la sua conferma che allontana da me, almeno voglio sperarlo, il dubbio di essere solo e sempre il solito polemico cittadino visionario. Un secondo grazie, perchè, almeno da quel che leggo, non è un cittadino "mugugnatore", ma partecipativo ed in maniera anche concreta!

commento all'articolo
Scritto da ivana il 05/09/2011 ore 17:10
Le sono immensamente grata per aver toccato un tema molto delicato quale il cimitero,dove in tanti ci rechiamo e ci ritroviamo a pregare sulle tombe dei nostri cari defunti. Ma quando torniamo a casa l'amarezza è tanta di più per la trascuratezza del luogo che da tempo si può constatare. Ha aperto un capitolo importante!!! Grazie di cuore perchè sono certa che i nostri cari anche dal cielo hanno sempre voce!Questa mia testimonianza è sostenuta dalle tantissime persone che incontro puntualmente ... propio al cimitero!!!

sabato 3 settembre 2011

Non la luna, ma un minimo di decoro sì per i viali del Cimitero di Senigallia


di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

Con le loro buche, per quantità, dimensione e profondità, sono infatti l'ennesima eccellenza cittadina

Anche questa, come le mie precedenti “pochezze”, saranno destinate a cadere nell’oblio del silenzio. Terminate le ferie, riprenderanno i lavori in Consiglio Comunale, e queste “piccolezze” rimarranno nel cassetto delle cose da fare, affogate dalle priorità che portano attenzione e consensi. Le fiere sono terminate, ma non certo quelle dell’ambizione: è il momento dei dati. Logicamente tutti positivi e, quindi, da pubblicizzare. Altri impegni ben più importanti richiederanno sedute che si protrarranno fino al mattino. Le Commissioni hanno, infatti, già cominciato a produrre impegni che, più grandi sono, più la politica la fa da padrona lasciando le cose come le trova.

Una cosa è certa: ognuno, sia posto esso sulla sponda della maggioranza o quella dirimpettaia della minoranza, avrà il suo momento di visibilità sia in fase di esaltazione che in quella contraria della critica denigratoria o meno. Si salveranno solo quelli che con la loro presenza fisica, fatta di silenzio, esalteranno ancora, in Consiglio, la loro assenza intellettuale.

Beh, è allora a costoro che mi rivolgo.
Uno dei viali del cimitero delle Grazie a Senigallia, pieno di bucheHo provato a farlo in svariati modi a chi pensavo potesse avere orecchie per ascoltare. Ho potuto constatare che invece, evidentemente, hanno solo sentito...
Ho provato allora a rivolgere un’atea preghiera alla Madonna di Senigallia, ma senza miglior effetto. Del resto, poveretta, che miracolo potevo pretendere di ottenere. Un ateo che rivolge una preghiera atea, in un momento poi, in cui le preghiere stanno intasando le Vie Celesti per cose veramente ben più importanti che non riguardano sicuramente gli affari comunali di Senigallia.

Ecco che allora ho pensato di rivolgermi a quegli esseri evanescenti di cui sopra, che stentano a conoscere come e perché siedono in quegli scomodi banchi.
Quindi, offro loro una chance per dimostrare che almeno sono vicini alle piccole problematiche cittadine.
Uno dei viali del cimitero delle Grazie a Senigallia, pieno di buchePiccole, come piccolo è chi scrive ed altrettanto lo sono loro come utilità consiliare, ma almeno per una volta, potrebbero risultare partecipativi. Anche se il risultato è di già scontato. Ma fatele vostre e parlatene.

Silenzio sulle foglie, idem per le ragnatele. Rispetto i silenzi. E rispettavo le leggi!

Spesso vado nell’area cimiteriale, fors’anche per un motivo di adattamento. Logicamente però, principalmente per un rispetto nei confronti dei defunti, e per ritrovare un po’ di tranquillità che fuori è difficile da provare. Questo, però, una volta, ora non più. Mi spiego!

L’ingresso al cimitero delle Grazie a Senigallia, con tanto di bucaGià sulla soglia del cancello cimiteriale delle Grazie, entrando sul lato destro, come rappresentato dalla foto, c’è una buca che al passaggio di ogni macchina provoca contraccolpi alla vettura e dei forti rumori della carrozzeria maltrattata. Tanto che mi sono chiesto, come possano passare inosservati sia i rumori, sia ciò che li provocano.

Una delle buche lungo i viali del cimitero delle Grazie a SenigalliaSuperato l’ingresso si affronta il viale centrale che sale verso le zone alte. Una volta ben asfaltato ed immerso nel silenzio rotto solo dal cinguettare degli uccelli o dal frusciare del vento tra i rami degli alberi. Una strada, solitamente, la si definisce con il termine sconnessa, quando il suo manto è rovinato. Qui il termine risulta più falso di Giuda. Le foto che ho fatto, non rendono neppure lontanamente l’idea. Ho misurato la profondità di una delle buche: 12 cm.
Per un viale cimiteriale, dove il traffico veicolare è (come dovrebbe essere) assente, equivale ad una perforazione petrolifera in Adriatico.

Automobili tra i viali del cimitero delle Grazie a SenigalliaMentre sto fotografando, l’occhio si deve dividere in due, per il controllo delle buche e per il via vai di macchine che, sia per la velocità, sia per schivare queste buche, se non stai attento, ti mettono sotto.
Assurdo e sorprendente!
Non vanno neppure a passo d’uomo come la buona creanza dovrebbe suggerire. Alcuni, i SUV, perchè ci sono anche questi, sobbalzano su quel terreno impervio, fregandosene di sospensioni e gomme... loro possono anche questo, anzi meglio!

Automobili tra i viali del cimitero delle Grazie a SenigalliaE’ venerdì, sono le sette e mezza del mattino e dopo un frettoloso saluto al caro estinto, via a tutta velocità per andare al mare o smarcare il cartellino in orario al lavoro.
E’ la giornata di entrata per i portatori di patologie che non permettono la deambulazione e che dietro rilascio di certificazione possono quindi entrare con l’auto. Il bello è, che buona parte di costoro, sono giovani, non claudicanti e... soli.

Non ho controllato se costoro fossero possessori del permesso vidimato, non avendo io alcun diritto ed autorizzazione a chiederlo.
Ma la cosa mi ha lasciato un grosso dubbio. Voglio pensare che siano allora meglio degli abusivi, piuttosto che della gioventù disabile, perché il numero di questi darebbe veramente da pensare!
Non ci sono segnali stradali nè verticali nè orizzontali, non ci sono divieti di accesso e di sosta, ognuno fa come vuole, si ferma dove vuole e come può. Anche qui le foto sono a parziale conferma di quanto dico.

Automobili tra i viali del cimitero delle Grazie a SenigalliaDicevo sopra, che rispettavo le leggi. Si, perché vedendo ciò, non mi sono sentito più un cittadino ligio, ma un cittadino stupido. Un cittadino non protetto. Un cittadino che pur possedendo le prerogative, sia io che di mia moglie, per richiedere tale “privilegio”, abbiamo sempre preferito fare le nostre visite utilizzando le nostre gambe, anche se a volte con un po’ di fatica.
Allora ho valicato anche io senza permesso, con l’auto, facendo lo slalom tra le buche che conosco ormai una ad una. La sensazione che ho provato nel non rispettare la legge? Dell’imbecille che non vedeva l’ora di uscire da quel cancello non per il timore di essere multato, ma per essere scoperto e fare la figura dell’italiano furbo.

Buche lungo i viali del cimitero delle Grazie a SenigalliaEd allora che cosa chiedo?
Prima di tutti, la sistemazione delle buche. Anche qui un suggerimento. Non l’asfaltatura degli interi viali, ma qualcuno del personale cimiteriale che con un po’ di rena e un po’ di catrame liquido copra quel “pericolo” per gli anziani che invece della macchina utilizzano le gambe.

Automobili tra i viali del cimitero delle Grazie a SenigalliaNei giorni di entrata, poi, un controllo dei permessi rilasciati ai possessori di tali pass. E che gli intestatari obbligatoriamente occupino un posto nell’auto.
Un cartello con la scritta ben visibile “A passo d’uomo”. La sanzione che verrà impartita a coloro che non osserveranno tali obblighi.

Ne guadagneranno tutti: il manto stradale, la sicurezza, il silenzio ed economicamente anche qualche cosa il Comune.

Ultimo e non ultimo, quantomeno a livello di rispetto, un taglio dell’erba davanti e dietro i loculi. Che il preposto a tale incarico, non faccia finta di non averla vista. L’altezza dell’erba indica il tempo che è trascorso dall’ultima estirpazione. Lo so che il bacino cimiteriale non porta consensi, ma almeno un occhio, buttiamocelo ugualmente di tanto in tanto, se non come un dovere, almeno come senso di rispetto.

Erba non tagliata al cimitero delle Grazie a SenigalliaErba non tagliata al cimitero delle Grazie a SenigalliaErba non tagliata al cimitero delle Grazie a Senigallia

Piccolezze o pochezze, mi si dirà... Lo so, non sono della stessa importanza di certi sondaggi di esponenti consiliari per conoscere quale sia l’inizio o la fine del Corso.
Io avevo anche chiesto di mettere dei cartelli indicatori con i nomi dei ponti, ma evidentemente fa più effetto una richiesta su Facebook che una proposta senza risposta sulle pagine di un giornale, che seppur on-line è sempre e fortunatamente un giornale.

Questi i commenti dei lettori di 60019

troppo buono!
Scritto da w65 il 31/08/2011 ore 23:29
non ho preso appunti al momento, ma ricordo perfettamente alcune zone dei "condomini" sempre molto sporche; bidoni di plastica per i fiori appassiti, spaccati; lavandini complatamente intasati; l'acqua che non arriva ai piani alti se sono aperti i rubinatti dei piani bassi, il tutto mentre gli addetti ai lavori non sanno come passare il tempo! Se avete avuto l'opportunità o la necessità di visitare altri cimiteri, vi sarete resi conto che il nostro cimitero di Senigallia non possiamo certo definirlo di "serie A".

Scritto dall' I.P. 151.76.4.143 il 01/09/2011 ore 15:45
Bè non voglio dare la colpa a nessuno, ma fino a che la cooperativa operava a orario continuato l'ambiente era abbastanza curato, adesso vengono chiamati solo per funerali e 2 o 3 volte al mese per "manutenzione", il problema è sempre quello, i soldi che non verranno spesi sicuramente per i nostri cari estinti, quindi cittadini tiriamoci su le maniche e spazzoliamo perchè è l'unico modo per tenere pulito il nostro campo santo.
LA LIVELLA
Scritto da un povero tra i poveri "di politia" il 01/09/2011 ore 16:01
LA LIVELLA PER FORTUNA ESISTE E SAPPIAMO TUTTI DI COSA STO PARLANDO. POI E POI TUTTI FINIREMO LI', RICCHI E POVERI, POLITICI E NON. INUTILE FRUGARE NELLE TASCHE!!!!! PREMESSO CHE UN CIMITERO DOVREBBE ESSERE UNA FONTE DI REDDITO PER IL PROPRIO COMUNE VISTO CHE OGNI 40 ANNI IL LOCULO DEVE ESSERE RICOMPRATO PAGANDO ANTICIPATAMENTE, CHE E' UN SETTORE CHE NON CONOSCE CRISI, PRONTO AD OFFRIRE SISTEMAZIONI COME SI VOGLIA O QUASI. INSOMMA SI DOVREBBE AUTOFINANZIARE NELLA SUA GESTIONE E NELLE SUE NUOVE COSTRUZIONI. DA TENER PRESENTE CHE IN QUESTO MOMENTO UNO CHE NE HA BISOGNO SI DEVE ACCONTENTARE DI UN LOCULO DI FORTUNA O DISPONIBILE DOVE ESSO SIA IN ATTESA DI UNA MIGLIORE SISTEMAZIONE, SE UNO TROVA UNA SISTEMAZIONE E DEVE ANDARE IN UN CIMITERO VICINO. VISTO CHE IL CIMITERO DELLE GRAZIE VIENE TENUTO IN QUESTA MANIERA, ED IL BRAVO FRANCO FA' BENISSIMO AD EVIDENZIARE CERTE VERGOGNE, COME SEMPRE TRA L'ALTRO IN TUTTI I SETTORI, VIENE DA CHIEDERSI DOVE FINISCONO I SOLDI CHE IL COMUNE INCASSA PER LE VENDITE DEI LOCULI, CAPPELLE E SPAZI VARI. DOPO UNA SISTEMAZIONE PROVVISORIA, VISTO CHE NON VI ERA UNA SISTEMAZIONE OPPORTUNA AL MOMENTO DEL DECESSO IL COMUNE RISARCISCE IL 30% DEL LOCULO PAGATO PER INTERO, SE LA SISTEMAZIONE PROVVISORIA NON E' DURATA PER PIU' DI 15 ANNI (CIRCA)ALTRIMENTI NON RESTITUISCE NULLA. SIAMO ARRIVATI AL PUNTO DI COMPRARE I LOCULI SULLA CARTA, TRAMITE DISEGNO TECNICO, PAGARE ANTICIPATAMENTE ED AVERE IL LOCULO NUOVO DOPO DUE ANNI, SI SPERA. CI VUOLE MOLTO A CALCOLARE I LOCULI DA METTERE A DISPOSIZIONE IN UN ANNO E PROGRAMMARE LE NUOVE COSTRUZIONI DA ESEGUIRE. RICORDIAMOCI CHE IL COMUNE NON VENDE AL PREZZO DI COSTO DI COSTRUZIONE MA CI GUADAGNA ALLORA C'E' DA CHIEDERSI I SOLDI DOVE SONO FINITI IN QUESTI ANNI VISTO CHE ORAMAI VENDE SULLA CARTA PER REALIZZARE I NUOVI. PERCHE' NON VIENE TENUTO IN MODO DECOROSO VISTO CHE I SOLDI CI DOVREBBERO ESSERE????? PROVATE A VISITARE CERTI CIMITERI E VEDRETE LA DIFFERENZA, TANTO CHE SI PROVA UNA CERTA VERGOGNA PER QUELLO DI SENIGALLIA. VERO E' CHE NEL GESTIRE UN CIMITERO CI SONO DELLE REGOLE FERREE E GLI IMPIEGATI SONO LI PER RISPETTARLE E FARLE RISPETTARE E PER QUANTO MI RIGUARDA MI TOLGO IL CAPPELLO PER IL LORO LAVORO E DI AVER NOTATO SEMPRE GENTILEZZA DA PARTE LORO SIA ADDETTI AL CIMITERO CHE NEGLI UFFICI PREPOSTI. E' POLITICAMENTE CHE VIENE GESTITO MALE, DOVE SONO FINITI I SOLDI????? DOVE SONO STATI STORNATI, IN CHE CAPITOLI DI SPESE???? (FORSE PER PAGARE LE MULTE DELLE CAUSE PERSE DAL COMUNE). UN VECCHIO DICEVA CHE SE VUOI CONOSCERE LA STORIA DI UNA CITTA' DEVI VISITARE IL SUO CIMITERO E LI TROVERAI LA SUA STORIA E DEI SUOI ABITANTI. PERCHE' LA PARTE VECCHIA DEL CIMITERO, PER INTENDERCI QUELLA VERSO L'ENTRATA DELLE GRAZIE, NON VIENE SISTEMATA RIPULITA E RIORGANIZZATA, STA' CADENDO A PEZZI. SI RIPAGA DA SOLO IL CIMITERO E CREA POSTI DI LAVORO (POTREBBE RIOCCUPARE I DISOCCUPATI O QUELLI IN CASSA INTEGRAZIONE, CHE STANNO SENZA FARE NULLA O LAVORANO IN NERO) PER FORTUNA CHE C'E' LA LIVELLA E ANCHE CHI HA GESTITO MALE I SOLDI DEL CIMITERO LA DEVE FINIRE E SPERO CHE NON TROVI POSTO. MAGARI QUANDO SE LA SENTE ARRIVARE, PER NON PAGARE IL CARRO, SI PRESENTI DIRETTAMENTE AL CIMITERO ED ATTENDA LA FINE VICINO AD UNA FOSSA O BUCA DI QUELLE IN FOTO, COSI' RISPARMIA, LA LIVELLA LA PAGHIAMO NOI TUTTI.

Scritto da piero il 01/09/2011 ore 16:29
ma altri cimiteri hanno il custode. perchè senigallia non lo può avere?

Scritto da stancoinvacanzaasenigallia il 02/09/2011 ore 16:27
"pala e carriola" del 2009/2010 si sono fermate subito dopo le elezioni (una media di due cantieri aperti alla settimana in un solo anno per le opere pubbliche popolari, strade, marciapiedi, ecc.) E non sono mai passate da quelle parti perchè come risaputo i morti non votano...


mercoledì 13 luglio 2011

Polemica visione di un "Giurnalar" in Consiglio Comunale a Senigallia


di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

Criticabile l'organizzazione dei lavori, ma non solo quella...

A questo punto avrei dovuto terminare la cronaca del primo tempo del Consiglio Comunale del 6 luglio, proseguendo poi con il 2° atto. Ma è risaputo che io non sono un giornalista. Mi definivo giornalaio e poi il rispetto che ho nei confronti anche di questa categoria e nel timore di offenderli, ho mutato la definizione con il temine vernacolare e dal suono più dispregiativo "giurnalar’ ".

Questo però mi avvantaggia nel non seguire quelle famose regole dell’etica professionale, di cui sempre tutti parlano e che poi proprio costoro sono i primi a lasciare nel primo cassetto dello scrittoio. Ecco che allora el giurnalar’ dimentica le regole e non parte dall’inizio di una cronaca ma dalla fine.

Perchè? Perchè mi ero in un primo tempo ripromesso di terminare qui il lavoro iniziato, poi ho pensato che avrei fatto uno sgarbo e so anche che lo avrei fatto a poche persone, ma per me importanti. In primis all’editore, poi agli amici redattori ed a quella decina di amici che mi leggono dalla prima all’ultima riga. Ma poi ci sono, perchè no, anche a quelli che cliccano, leggono le prime dieci righe, magari qualcuno invece addetto ai lavori lo fa solo per controllare se compare il suo nome, forte del fatto che bene o male purchè se ne parli e compaia il suo.
Diciamo quindi, come fanno i politici professionisti, ma anche non, per il rispetto nei confronti dei loro "elettori". Ed allora io, che non son da meno, nel mio piccolo, ho fatto altrettanto, per rispetto dei miei "lettori".

Lo so che la sto portando alla lunga, come del resto lo sanno, ma ugualmente lo fanno, i miei "colleghi di logorroica" in Consiglio Comunale. Per rispetto, però, vengo al dunque.
Ecco il fatto.

Dopo varie, inutili ed evitabili perdite di tempo, superabili forse con una migliore programmazione ed organizzazione dei lavori, si giunge alla sospensione per un "veloce spuntino". Il "povero" Monachesi si trova però tra due correnti di pensiero su come deve essere gestito questo intervallo per il food. Fast o slow. Addirittura Sardella suggerisce di non interrompere la seduta. Salomonicamente Monachesi decide allora per una sosta breve di 30 minuti, anche perchè si sono fatte già le 22 ed ancora di lavoro da svolgere ce n’è in abbondanza. Quindi si raccomanda di rispettare l’orario perchè si dovrebbe riprendere la seduta alle ore 22,30.

Si riprende, certo, ma sono le 22,58. Ma non basta: effettuato l’appello, Mancini chiede la verifica perchè manca il numero legale. Cosa che porta a fare un successivo appello, ma non prima delle 23,40.
Motivi politici? Se ci fossero stati, non li avrei accettati, ma turandomi il naso li avrei condivisi.
Qui invece si è trattato di una semplice, unica mancanza di educazione e rispetto verso coloro (pochissimi immagino come sempre!!) che in aula, via web o per radio assistevano alla seduta, verso i colleghi presenti, verso il Presidente che si era raccomandato di rispettare i tempi, verso il Sindaco.
Noto sempre con piacere come il Sindaco, in principal modo, ad ogni suo intervento iniziale, rivolga un saluto alla cittadinanza e non voglio credere che ciò sia solo un obbligo istituzionale. Vero è però che questo comportamento, istituzionale o prettamente facente parte di un bagaglio educativo personale, non possa cadere nel disinteresse totale, ma dovrebbe servire invece come lezione di un bon ton che sembra che i Consiglieri (fortunatamente non tutti!!) non conoscono, rifiutano o quanto meno ne hanno dimenticato l’esistenza.

Io ho tanto da imparare, quindi non mi posso permettere di fare il professorino di turno. Ma irritato per questa mancanza di rispetto (non è neppure la prima volta), avendo un solo numero di cellulare disponibile, ho inviato un messaggio ad un Consigliere presente in aula, facente parte della maggioranza, con scritto: "Questa è mancanza di rispetto..." e immediatamente mi è giunta la risposta del Consigliere (che solo per correttezza non nomino): "La mancanza di rispetto non c’è solo nei suoi confronti ma di tutti quelli che come me arrivano tra i primi e se ne vanno per ultimi. E’ questo quello che qualche consigliere non vuole capire. Per il resto credo che questi atteggiamenti siano veramente penosi come è vero che un Consiglio Comunale non si possa convocare con 13 punti all’OdG".

Come si vede non è solo una mia fisima. 13 punti sono troppi, condivido. Ma ciò mi fa anche formulare una domanda a chi mi può rispondere. Ma a che serve allora una riunione dei Capigruppo per programmare, come si legge dai comunicati stampa, quello che sarà cosa si farà e come lo si farà il Consiglio Comunale, quando poi le regole fissate vengono dimenticate?

Credo che chi ha fame si possa alzare (è un passeggio continuo...) e possa andare al bar a fermarsi lo stomaco, ma senza fermare la seduta. Si pensi solo che c’è gente che è "costretta a digiunare" per tempi ben più lunghi e senza il potere di decidere quando e che cosa mangiare. E questi si che possono anche dire di essere stressati.

Si parta sempre dal fatto che chi siede su quegli scranni, non è lì perchè un medico glielo ha prescritto, ma per una decisione presa a priori, per il piacere di fare politica, altri per un senso civico, comunque tutti volontari. Se poi tutto questo non va bene, o si modifica la legge o si sceglie la via "dell’esilio".
Credo comunque opportuno, che Sindaco e Presidente del Consiglio si adoperino per trovare una soluzione al problema.

Ora vuotato il sacco, con critica o polemica chiamatela come meglio vi aggrada, non certo però con rancore, mi sento più leggero e vado subito a riprendere il "lavoro" dove lo avevo lasciato.
Voi tutti, addetti ai lavori, se potete, quando ci si rivede, detto simpaticamente, però non trattatemi male.


Questi i Commenti dei lettori di 60019.it

Il numero legale
Scritto da Roberto Mancini il 08/07/2011 ore 23:29
Gentile Franco, premesso che apprezzo molto il suo stile che corrisponde al nome che porta, vorrei motivare in breve le ragioni per cui si richiede la verifica del numero legale. Le ragioni sono sempre politiche, perché la maggioranza che si assume l'onere e l'onore di governare è tenuta ad essere presente per consentire comunque il regolare svolgimento dei lavori. Se vuoi governare e/o sostenere i tuoi governanti, non puoi farlo da casa e il voto popolare ti incarica di un compito di rappresentanza che deve essere effettivamente svolto. Non posso io o, meglio, non può la minoranza non essere tenuta in alcun conto nelle scelte di contenuto dell'ammnistrazione e garantire il numero affinché la maggioranza faccia quello che vuole e prenda decisioni addirittura, a mio avviso, negative per la città col mio aiuto. Se si garantisce il numero, insomma, si è corresponsabili nelle scelte; quando queste sono condivise, si può fare; altrimenti, preferisco avere la coscienza a posto. E' vero che ciò crea disagi in chi segue i lavori, ma se ieri seri fossimo riusciti a bloccare - anche usando la mancanza del numero - l'approvazione del nuovo parcheggio privato e a pagamento nella zona Ospedale, la città ne avrebbe sofferto o tratto giovamento? Io sono per la seconda, ovviamento, e non pretendo assolutamente che Lei la pensi come me. Mi basta che legga queste mie parole. Con stima Roberto Mancini
è un atto notarile


Scritto da Paolo Talucci il 09/07/2011 ore 08:19
Franco, concordo con te sull'assurdità dei 13 punti all'ordine del giorno. In realtà quello che si vuole è un Consiglio Comunale che svolga un compito notarile sulle decisioni già prese in Giunta. Serve una certificazione, stop. Il dibattito viene considerato una perdita di tempo e i Consiglieri di Maggioranza possono farlo con posizioni indipendenti soltanto sui temi generali (scuola, temi etici, riflessioni sulla Pace ecc.) ma sui temi locali ogni posizione deve essere appiattita sulle posizioni della Giunta. Lasciando che i Consiglieri di Opposizione si sfianchino contro il muro della stanchezza, alle due di notte, quando il pubblico è andato a dormire. Aspetto con interesse il seguito della cronaca.
Condivido la scelta politica
Scritto da Franco Giannini il 09/07/2011 ore 17:37
Consigliere Mancini, intanto lo ringrazio per la sua esauriente, pacata risposta di carattere prettamente tecnico politico che faccio mia. Però il mio risentimento è stato dettato da quello che solitamente viene definito come mancanza di rispetto, ineducazione. Allora se un consigliere, come è stato invitato sia lei che Battisti ad andare oltre il "canapo", tanto che ci si è fatti sopra una breve disquisizione sul termine canapo, è una cosa tecnica politica, quasi una mossa agli scacchi, che rientra in quello da lei spiegato. Ma l'arrivare puntualmente in ritardo,dopo che sono stati fissati degli orari ben precisi e con preghiera di non sforarli, cosa invece regolarmente fatta, fregandose così della politica, dei colleghi-politici già presenti in aula e che sono i primi a lamentarsi, di quei cittadini che li hanno votati, ebbene questo non fa parte della tattica, del gioco politico fa parte della ignoranza intesa non certo nel senso di ignorare, ma come strafottenza. Sono solamente degli ineducati. Potrei farle la lista, ma lei la conosce ancor meglio di me, di chi è ligio al proprio dovere, pur avendo gli stessi problemi di famiglia e di lavoro di coloro che portano il distintivo del perfetto, uso un termine buono, negligente...che poi non è detto che appartengano al gruppo degli oratori, ma solitamente sono solo dei "spingibottone", quindi neppure all'altezza di conoscere quali che sono quelle sottigliezze di cui lei mi ha spiegato ed insegnato esaurientemente. Magari agissero in questo modo per le suddette sue ragioni... Il fatto che solo lei abbia risposto con un commento (unitamente a Paolo) non gli fa sorgere che almeno un minimo di ragione lo abbia anche io, salvo che la loro supponenza non gli permetta di replicare.

Scritto dall' I.P. 151.37.0.186 il 10/07/2011 ore 11:01
Franco, sia perchè ti voglio un gran bene e sia perchè sei stato tu ad insegnarmelo, ti dico: "sveglia franco che il sole è alto! ;-) Laura

domenica 19 giugno 2011

Per la serie "Il fumo uccide"… ma non solo fisicamente

di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it


… anche l'occhio vuole la sua parte e se questo è il buon giorno per chi entra…

Se in una bacheca a fondo nero si appunta un avviso posto su un foglio di carta bianca, questo desterà sicuramente attenzione. Come pure attenzione si avrà ad un successivo secondo messaggio ed ad un terzo, ma quando questi si accavalleranno uno sull’altro, mutando il nero in bianco, difficilmente verranno notati, perchè la bacheca da nera è diventata a fondo bianco. Salvo da chi è alla ricerca del pelo nell’uovo o di quella perfezione che non troverà mai. Ed immagino che questa sarà la mia etichetta. Diciamo quindi che io sono uno di quei "Chi". Mi assumo a priori le "colpe" per l’eccessiva osservazione, meticolosità, forse, di quanto andrò a segnalare.

La mia, almeno mi si conceda questo beneficio a discolpa, è solo una segnalazione, fatta bonariamente a chi appunto, come detto sopra, avendo questa situazione sotto il naso tutti i giorni, può divenire difficile vederla come fastidiosa a chi invece la osserva per la prima volta.

Giardino del Perticari di Senigallia pieno di mozziconi di sigaretteSono capitato, casualmente per un servizio all’Istituto che ospita il Liceo Classico Perticari in occasione della 46a edizione di Senafil che quest’anno cadeva anche con l’anniversario del 150° dell’Unità d’Italia e guarda caso anche del Perticari.
Il Senafil ha richiamato espositori-commercianti da diverse regioni d’Italia ed inoltre dalla Repubblica di San Marino e dalla Slovenia.

In considerazione quindi di questo evento, dei suoi partecipanti, nonché delle date che questa manifestazione ci ricordava, ed al rispetto dovuto anche ai visitatori siano stati concittadini o turisti, forse si sarebbe dovuto "buttare" la stessa attenzione riservata agli spazi interni, anche a quella dell’area esterna: il giardino appena fuori dei porticati.

A me sono saltati subito agli occhi i mozziconi di sigarette, ma più in là, sul verde, vi erano anche accumuli di erbe e rami secchi, il che dava una sensazione di abbandono.

Giardino del Perticari di Senigallia pieno di mozziconi di sigaretteNon mi sento di imputare colpe a nessuno, segnalo solo che entrando in uno dei più importanti Istituti Scolastici della Città, da considerarsi come una delle Eccellenze culturali della città, onestamente ci si attenderebbe tutt’altra "accoglienza". Sono un ex tabagista, quindi l’ultimo a poter colpevolizzare chi fuma, ma anche perchè ritengo ognuno libero di fare le sue scelte. Non voglio neppure puntare l’indice accusatorio verso chi non ha notato e provveduto a pulire e neppure verso chi dovrebbe far rispettare l’osservanza che il "biglietto da visita" a chi entra non venga presentato "sgualcito", perchè la "colpa" è talmente piccola, come altrettanto piccolo è il provvedimento da prendere.

Sarebbe solo buona cosa, se domani, qualcuno, con calma, con una scopa su di una mano ed una paletta in un’altra, evitasse di scambiare l’ingresso di un Istituto Scolastico per una delle vecchie, oramai dimenticate, anticamere delle sale parto.
Grazie fin da ora a chi vorrà provvedere.

Questi i commenti dei lettori di 60019.it :

la non cura dell'ambiente
Scritto da maria pia il 17/06/2011 ore 09:30
Condivido appieno il suo articolo. Il rispetto per l'ambiente deve formarsi con l'educazione da parte della famiglia e di enti preposti come la scuola e a seguire una buona pratica. Bisognerebbe effettuare più volte all'anno giornate di raccolta di rifiuti abbandonati nelle città, nelle scuole (appunto), nei giardini e sulle spiagge.

giovedì 31 marzo 2011

Prefazione al Consiglio Comunale di Senigallia di mercoledì 30 marzo



di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

Sia pure per caso, non coincide per un solo giorno con il passaggio di consegne ed il "famoso" addio in bici…




Leggendo il programma varato dal Presidente del Consiglio dopo l’aver sentito i Capi Gruppo, così, a pelle, provo la sensazione che sarà una seduta di una noia incredibile. Prevenuto? Può anche darsi. Anzi, se così non sarà, me ne scuso anzitempo. Se però sapessi gestire la matita come il Forattini nazionale, disegnerei una vignetta a prefazione del mio articolo.

Ci vedrei raffigurata una Giunta con i consiglieri di maggioranza, assonnati sui loro scranni con sorrisini ironici e compiaciuti, mentre i loro dirimpettai di minoranza sono impegnati attorno ad un barbecue, con su una grossa graticola vuota sotto cui cova un fuoco che “campa e non muore” e che manda solo sbuffate di fumo, perchè altri consiglieri della minoranza sono intenti a buttarci su schizzi d’acqua.

Una mozione contro l’intervento bellico in Libia e l’OdG sulla prevenzione e sicurezza sul lavoro, dovrebbero fare la parte del leone. Ma sono convinto che risulteranno solo un contenitore fatto di tante parole, ma da risultati scontati, perchè troppo grandi per essere discussi in un ambito comunale.

Vorrei vedere chi è colui che ha il coraggio di dichiararsi a favore di una guerra, in cui però già il nostro Paese è con i piedi dentro e che, italianamente, cerca di tirarsi fuori dopo aver lanciato il sasso, mascherandosi con il dire che il nostro non è un conflitto. Allora io avrei visto meglio una presa di posizione con il dire, anticipando gli eventi, di starcene fuori da eventuali altri conflitti che prima o poi guarderanno i paesi orientali già in ebollizione quali Siria, Giordania, Yemen…
I nostri governanti certamente non staranno ad ascoltare la mozione di Senigallia, ma almeno non saremo a chiudere le porte dopo che i buoi sono usciti.

Idem per il discorso sulla sicurezza sul lavoro. Più sentiamo i “Mai più” i “Basta” e più la gente continua a morire sul lavoro. Ci sono leggi a carattere nazionale che in molti non rispettano, perchè se da una parte manca la cultura del rispetto delle norme, dall’altra manca una sorveglianza, o se essa è esercitata, viene fatta, come si usa dire, all’acqua di rose.
Non c’è bisogno di parlarne, neppure di farsi meri paladini, c’è solo bisogno di far esercitare i controlli in maniera seria punendo fermamente i trasgressori. Mi sembrano problemi talmente gravi ed importanti, ma che forse il parlarne ci appaga, non perchè possiamo risolvere, bensì perchè ci fa sentire “importanti”.

C’è una pubblicità in questi giorni che inflaziona una TV privata che chiese fondi per i bambini … tutti i bambini, anche quelli giapponesi. Per aiutare a ricostruire un paese raso al suolo dal terremoto.
Noi, Italia, che vogliamo aiutare a costruire un paese, dove in sei giorni hanno ricostruito un’autostrada, quando da noi ancora, a Messina, si abita, dopo più di un secolo dal terremoto, in baracche di latta.

Questi i commenti dei lettori di 60019

Consiglio Grande sulla Sanità
Scritto da Paolo Battisti il 28/03/2011 ore 20:41
Signor Giannini buona sera... A dire il vero il Consiglio Comunale mercoledì discuterà anche una proposta presentata dal Gruppo Partecipazione e Rifondazione Comunista per indire un Consiglio Grande sulla Sanità, dove abbiamo invitato il Presidente Spacca e l'Assessore Regionale alla Sanità. Questo ci sembra un tema fondamentale che tocca la città da vicino. In questi ultimi mesi si parla così tanto di questa tema così scottante...e ci piacerebbe che una volta per tutte ci venisse detto (a noi cittadini) i progetti che la Regione ha per il nostro Nosocomio e per tutte le realtà che sono vicine a Senigallia (vedi Guardia Medica di Ostra ecc ecc). Distinti Saluti Paolo Battisti (Consigliere Comunale Partecipazione)

Scritto da Franco Giannini il 29/03/2011 ore 11:00
... infatti sono questi gli argomenti che interessano la cittadinanza e che quindi non ho inserito nella mia nota critica. Converrà con me però, che non è una rondine che fa la primavera !! Ci si vede in Consiglio,... intanto buona giornata.

giovedì 24 marzo 2011

Passeggiando lentamente lungo il Corso di Senigallia

di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

... Riflessioni di una domenica pomeriggio ...!!


Credo che solo durante il periodo elettorale, si possano sovrapporre tanti eventi di carattere politico. Quindi, non essendo periodo elettorale, il pomeriggio di domenica 20 marzo si è trattato di un caso eccezionale... diciamo quasi come l’ultima piena del Misa, ma non di acqua, bensì di politica!

Fortunatamente, sia per gli amanti della Democrazia, che per quelli a cui da fastidio il volantinaggio (a seconda di come si guarda il famoso bicchiere), il Corso 2 Giugno ha solo tre piazze. Sembra quasi che qualche preveggente, le abbia progettate ad hoc, proprio per assolvere a tali imprevedibili necessità.

Nei circa 200 metri di “struscio d’ordinanza domenicale”, durante il pomeriggio di domenica, erano “appostate” tre formazioni di aree politiche diverse: lato fiume, il gazebo di FLI capeggiato da Paolo Belogi con il tema attualissimo della “desertificazione del Centro Storico”, in Piazza Roma c’erano i tavoli che difendevano “acqua bene pubblico” sostenuti da Consiglieri, Assessori di varie aree politiche cittadine (e poi mi si dice sia intervenuto anche il Sindaco), ed infine Piazza Saffi, con il tavolo referendario per il “Fuori Berlusconi” organizzato dall’IDV.

Banchetto difesa acqua pubblica SenigalliaTutti i tavoli supportati da un volantinaggio che risultava molto soft, per nulla fastidioso, come del resto, lo era (almeno per me!) l’interruzione del passeggio agli “struscianti” che procuravano due zingarelle ed un bosniaco con un cartello in mano, che chiedevano l’elemosina.

In soli 200 metri di strada c’era la radiografia delle priorità di un Paese e di un Comune, fatte di “battaglie” diverse, più o meno condivisibili, ma tutte importanti, da vagliare, dibattere, proporre.

Ma sembrava, che lo struscio fosse, per i più, la cosa importante. Qualcuno continuava la sua traiettoria senza curarsi di chi faceva volantinaggio, qualcun altro invece lo evitava come se l’attivista fosse un appestato ed il più responsabile invece prendeva il volantino, con noncuranza ringraziava e dopo qualche passo lo appallottolava e nel migliore dei casi lo riponeva in tasca.

Insomma c’erano i giovani, ma mancava l’interesse dei cittadini. Quasi un ritornare indietro di 150 anni: fatta l’Italia, c’era, anzi ancora c’è, da fare gli italiani.

Italiani amanti dello struscio, dal lungo collo di struzzo ancora imbrattato della sabbia domenicale, che già dal lunedì però, con una sola notte a portare loro consiglio, si cimenteranno in lezioni di economia, diritto e che terranno nelle usuali file alla Posta, al mercato di piazza Simoncelli, al Foro Annonario o al supermercato... del resto dar fiato alla bocca non è fatica ed aiuta a far passare più velocemente il tempo!

In quei tavoli, alcuni dei giovani erano alla ricerca di un consenso duro a venire, gli altri, che chiedevano un Euro di elemosina, lo erano ugualmente, solo che le priorità loro erano ben diverse, con un unico punto identico per entrambi: la mancanza di attenzione, il disinteresse di tanti.

Banchetto difesa acqua pubblica SenigalliaQuello che maggiormente mi ha colpito, è che gli attivisti, i militanti di questi tavoli, avessero tutti dei volti giovani.

Forse anche per questo, qualche giovane coetaneo, ascoltando la musica che veniva dal palco dove si cimentavano alcuni artisti che sostenevano la campagna dell’acqua, con temi sempre su questo bene, facevano una sosta fugace, all’altezza di Piazza Roma.

O forse anche perchè evidentemente la lingua della musica e della poesia è una lingua a loro più consona e familiare di quella del politichese.

Ed allora c’è da chiedersi: che sia ora di cominciare a cambiare abitudini, età e lingua per attirare maggior attenzione?


Questi i commenti dei lettori di 60019.it

sì, però....
Scritto da lorenzo fiorentini il 21/03/2011 ore 14:29
Sì, ma hai mai notato che coloro che solitamente fanno banchetti, manifestazioni, raccolta firme, per tante giuste cause nazionali non si esprimono mai sui misfatti cittadini?? Il paladino della trasparenza e legalità IDV da oltre un anno non si esprime su Senigallia. Ma è sempre in prima linea per chiedere la cacciata di Berlusconi, come se tutti i mali fossero a Roma e in città, facendo parte della maggioranza, si respirerebbe aria di paradiso. SEL e Città Futura, gruppo rimpastato ad hoc par partecipare alla coalizione vincente dell'anno scorso fa esattamente lo stesso. Opposizione inesistente, a parte Paradisi, Mancini e 3-4 novizi che ci provano (Rimini, Pazzani, Battisti). Al posto del PD invece potrebbero metterci direttamente i pupi di plastica in Consiglio Comunale e fuori. Insomma...ma quando si fa un banchetto in piazza per parlare di Senigallia?? Perchè nessuno grida da Piazza Roma con striscioni vogliamo chiarezza sul concorso per "esperto del turismo"?? O raccoglie le firme per questa causa? Perchè non fa figo? A proposito, considera che sabato sera in Piazza Roma c'era pure Sinistra e Libertà con "Bella Ciao" a tutto volume intervallata da scene di Nichi Vendola in video.

Scritto da spartacus il 21/03/2011 ore 23:20
Il sindaco non è mai intervenuto. Non è che se uno sente una qualsiasi voce in giro debba necessariamente sbandierarla ai quattro venti. Sarebbe sensato cercare di capire la veridicità della fonte prima di correre il rischio di esprimere castronerie.
Per Spartacus
Scritto da Franco Giannini il 22/03/2011 ore 10:54
Parto con il dirle, che se il Sindaco abbia o meno partecipato, non è che sconvolga il contenuto delle mie osservazioni. Se lo ritiene importante (per me non lo è), era anche in compagnia del suo Vice. Io l'ho solo precisato per completare l'informazione dal momento che avevo elencato le persone presenti in pazza fin che ci sono stato. Concordo però con lei, “...sensato cercare di capire la veridicità della fonte...”. Cosa che infatti ho fatto. Considerando più che valide le informazioni che la mia fonte mi ha fornito, perchè esse, non provenienti da “voce di popolo”, ma da un mio famigliare transitante occasionalmente in piazza dopo che io mi ero allontanato. Voglio sperare, dopo questa mia dichiarazione, che anche lei condividerà con me, che ritengo giusto dare più veridicità ad uno di famiglia che ad una persona che si trincera dietro un anonimo nike-name come quello di Spartacus. A proposito, è la sua difesa d'ufficio del Sindaco, che ritengo non ne abbia affatto bisogno, ancor più in questo specifico caso (è un libero cittadino e può andare dove vuole...!!), che mi da da pensare... Che mascheri una sciocca polemica o un secondo fine che, con tutta sincerità, mi è difficile da comprendere?

Scritto da spartacus il 22/03/2011 ore 13:06
La mia non era una polemica sul contenuto delle sue osservazioni bensi una puntualizzazione sulla descrizione degli eventi. Vedo che ha cambiato terminologia, nell'articolo ha scritto "è intervenuto", nel commento "ha partecipato", cosa ben diversa. Non c'è nemmeno bisogno che il suo parente mi elenchi i soggetti politici che hanno sostato in piazza in quanto sono stato presente per tutto il pomeriggio e probabilmente ne ho visti anche qualcuno in più. Sui suoi voli pindarici circa il nickname, la difesa d'ufficio del sindaco o il mascheramento di eventuali polemiche non replico in quanto non sono argomenti dialettici e nulla hanno a che vedere con una banale precisazione sulla narrazione dei fatti. Inutile che metta il mio nome e cognome, non voglio ledere la vostra integrita famigliare!

lunedì 15 settembre 2008

PREGHIERE NON CREDUTE



di Dario Petrolati





In fondo a Via S.Giovanni di Verdara http://www.giovaniemissione.it/index.php?option=content&task=view&id=1056&Itemid=135#gimpadova , sulla sinistra sorge eretta e sola la sede complessa e completa delle Missioni Comboniane di Padova. http://it.wikipedia.org/wiki/Missionari_Comboniani_del_Cuore_di_Ges%C3%B9
http://it.wikipedia.org/wiki/Daniele_Comboni
Una Chiesa sproporzionata coi scalini e parcheggi sempre vuoti.
Porte e semiporte usurate dal tempo poco o nulla curate per una manutenzione che richiederebbe soldi.
Tutto attorno dietro sorgono uffici amministrativi e laboratori dei Comboniani che dalle strade attorno nulla si vede essendo le mura alte ed i cancelli in ferro fatti di lastre arrugginite.
Tutto il complesso interno sempre lucidissimo per il continuo sempre fregare dei giovani ragazzi che si preparano, oltre che pregare sottovoce a bocca chiusa ognuno per suo conto, per le terre lontane ove la pelle scura e la povertà infinita non commuove od ispira conquiste, chè le malattie e la dimenticanza anche di un dio bianco spinge i seguaci del fondatore dell' ordine a portare aiuto sotto qualsiasi forma .
Era questa enorme e vuota chiesa oltre che di poche panche fornita anche di tutta la completa biblioteca composta di libri antichi stampati in lingue e riviste, annate complete, di ogni settore comprese le sportive.
Ora dopo due anni di travasi e lavori questo enorme capitale ha cambiato sede, con camioncini e cooperative ha fatto il giro di Padova, dalla periferia dopo sommarie spolverate e divisioni per settori è arrivato quì da noi, al Centro Studi http://www.centrostudiluccini.it/home/assemblea04.htm , ove con pazienza ed interessi tanti si provvede a catalogare e sistemare in armadioni scorrevoli metallici, sempre a disposizione di chi ha bisogno per conoscere.
Non è stato facile il trasloco e una mattina di un agosto, due anni or sono, di mercoledì chè il giorno e l' ora , otto e trenta, c' è la funzione religiosa che i frati chiamano evento , ed in quel giorno qualche persona del quartiere antico si raduna per orare assieme ai vecchi e bianchi frati che per l' età s' inciampano tra loro convinti ancora d' esser celeri e perfetti nel cerimoniare.
Ero su in alto uno di quei caldi mercoledì, vicino al polveroso organo ormai sfiatato e pieno di libri attorno, quando da sotto giù verso il presumibile altare, come se fosse vuoto eterno e sconfinato, udii straziante e bestiale grido simile a voce di donna ferita.
Un trambusto e rumori cupi come se tuonasse o cadesse un pezzo di chiesa.
Si sentiva vagamente trascinare e urlare e piangere.
Dopo che fui sceso passando per scale a chiocciola polverose notai la carrozzella del ragazzo malato vuota, lui per terra che calciava e dava pugni al pavimento, i genitori-amici e parenti a sollevare il corpo del malato che soffriva anche di epilessia e non solo.
Fermo dietro una colonna vidi ricomporre il corpo sulla carrozzella ed il pregare ancora più furioso, non so quanto fiducioso dei pochissimi presenti .
Attesi in silenzio la fine della messa : in gruppo poi quei fedeli disgraziati ripresero il cammino inverso, sollevarono la carrozzella e fuori delle macchine attesero ben poco eppoi sparirono. Quella giornata di sole agostano mi è rimasta addosso e non ho capito il senso di una preghiera inascoltata e quale strada e quale casa ed ordine celeste, il perchè di tanti dubbi e certezze.
Anche la vita che scontiamo giorno per giorno è composta di fatti ignoti.

martedì 5 agosto 2008

SARA' SOLO L' AFA ??




di Dario Petrolati

Pochi cristi si aggirano per strada.
Nemmeno i taxi per le evenienze o necessità probabili.
Ogni giorno attaccati alla radio od abbarbicati al verbo delle tele, aspettiamo le previsioni del tempo come se per pietà o compiacenza arrivassero nuove per farci sperare in una giornata più vivibile.
Si diventa esperti in cartine geografiche dell' Italia che ci viene sbattuta in prospettive non subito famigliari, tra nuvole, mari e nebbie, dapprima si fatica a riconoscere il nostro Paese ed un pezzo d' Europa ancorata.
Siamo noi anziani, la età più debole, che sempre spera e si lamenta poi durante la giornata.
Non è il caldo di per se stesso, ma la così detta "Cappa", che ci fa respirare con fastidio e sudare e cercare un pezzo d'ombra che manco a pagarlo a peso d' oro, si trova e per poco ci fa scomparire il disagio, quasi vergognoso, ci toglie di dosso la maschera di chi quasi supplica una pietà nascosta, senza ottenere alcuna risposta.
Le facciate delle case portano imbullonate tutte quelle enormi macchine giapponesi che dovrebbero rendere l' aria degli interni fresca, adatta ai nostri desideri come se un dio pietoso avesse capito che non è giusto, motivato, infierire così,pro oltre a tutte le altre prove che giorno dopo giorno rendono le nostre giornate troppo colme di perchè senza risposta.
Ci si consiglia di non uscire di casa durante le ore più calde, le così dette "ore a rischio" . Ma anche la mattina presto, quando ancora c' è poca luce, fuori non si trova nè riposo, quell' aria appena frescolina che ci faccia recuperare le energie sciupate di notte, sempre sudando o cercando quell'angolo di casa ove ci pare di soffrire meno. Insomma vaghiamo come uccelli senza nido o stranieri in terra ingrata e le preoccupazioni che durante il giorno poi ci assaliranno, cominciano a fare peso e confusione originando tristezza e fiaccando ancor più sia il corpo che la mente non più al nostro servizio.
Poveri cristi e pochi a quest'ora in giro per la città.
Pare che tutti siano andati al mare, a divertirsi, ed allora viene anche il dubbio che sia questione di età, siamo anziani, siamo vecchi, il di più insopportabile da dei calcoli fatti, che qualcuno ha disposto senza informarci, ed ora arriva quello stato di cose che, inebetiti, aspettiamo fermi o muovendoci a caso come automi senza un filo dignità.
Che fare,... dire.
Si spera in un qualcosa di indeterminato che possa far cessare questa faticosa prova, si spera in una pioggia, nel vento che muova magari l' aria, si spera .
Che brutta umiliante situazione, noi sudditi di tutto, allora si entra anche al primo bar aperto e si ordina ( per favore e pagando logicamente) un bicchiere di qualcosa di fresco che ci dia la sensazione bella di un respiro giovane, allegro, che il peggio è passato, insomma la speranza che ancora una volta abbiamo superato un disagio che a parole ci pare anche umiliante descrivere.
Passando sotto i portici, rasentando mura antiche, col fresco della bevuta al bar riacquistiamo quel poco di fiera dignità umana e ricominciamo ad interessarci del prossimo, dei fatti del mondo e forse anche della globalizzazione mista alle tanto detestate Olimpiadi di Pechino.
Chi si alza a quest' ora per andare a lavorare, chi già esce per andare al mercato, comincia a svegliarsi la città ed assieme ci sentiamo più coraggiosi, forse, diventiamo gente.
Quassù a Padova da ieri si aggirano sperduti dei militari, mandati ridicolmente in avanscoperta, dovrebbero servire per proteggerci, infame e tragica bugia, stanno davanti alla stazione e la gente li guarda come se fossero oggetti o stranieri appoggiati per un gioco stupido.
Verrà più tardi il caldo vero che filtra per le nubi spesse e bianche, sono ragazzi mandati in 10 città del nostro Paese che debbono osservare e vedere quando in autunno scoppierà la rabbia della gente che non sopporta più questo andazzo pio e bugiardo della Casta sparsa ovunque.
Intanto noi piccola umanità speriamo in una immediata boccata d' aria fresca.

venerdì 25 luglio 2008

DOVEVANO ESSERE SOLO EMOZIONI IN MUSICA


di Dario Petrolati


Era giorno, ancora quando ieri sera arrivammo a Piazzola Sul Brenta .
Si vedeva distante l' orgogliosa Ciminiera della vecchia fabbrica.
Funge da faro, come per i marinai, punto di riferimento per tutti .
Da lì si parte per fare un orizzontale giro e non perdersi tra strade conservate tutte nuove anche se datate.
La chiamano "architettura industriale", lasciare a testimonianza del lavoro - operare di altri tempi, quelle mura di mattoni restaurate che sembra contengano ancora vita, fatiche, sudori e speranze.
Dalle barchesse hanno ricavato Sedi ed uffici per banche, tutte le banche e le finanziarie abbracciate e gemellate per succhiare soldi con promesse di guadagni facili.
Eppoi alberi frondosi rispettati lungo i viali, specie quelli che conducono alla Piazza circolare tutta terrazze con ombrelloni bianchi e quadrati, giardini tanti e laggiù, come se fosse un quadro enorme tutta la Villa lunga, adagiata, pronta sempre per gli spettacoli e rappresentazioni musicali.
Dentro dopo percorsi attorno alla fontana ed avere scalato tutta l'ampia scalinata si arriva alla famosa " Sala della Chitarra" http://www.castelbolognese.org/chitarra.htm .
Fermi col naso all' insù non si arriva a distinguere il soffitto che quasi per sfida chiude dopo giri e giri di piani con il foro centrale enorme, quasi una cupola piatta, tutta la pensata per udire suoni che liberi fuggono verticali dando la sensazione di trovarsi dentro uno strumento ove regna-impera solo musica.
Ma ieri sera non era concepibile assistere al concerto dentro la Villa Contarini http://www.castelbolognese.org/villacontarinicamerini.htm , e manco i giardini avrebbero potuto contenere tutti quei ragazzi e pochi anziani, l' enorme palco per l' orchestra e tutte le sedie -poltroncine sparse in ordine per le tre ore di spettacolo con spazi e luci e fari e gelatai, bibite, panini, come si fosse al circo americano a tre piste.
Tutto fa brodo, vendere, se possibile oltre ai cd, i poster, collanine, li chiamano gadget. Per farla breve e non sta bene dirlo, si fece mercato in attesa dell'evento musicale.
E lo spettacolo iniziò logicamente con oltre mezz' ora di ritardo, dopo vari insistenti cori e battimani, quasi si fosse allo stadio.
Tutto quanto fa moderno o viene dall' america, basta che renda. Noi-anche noi, sudditamente acconsentiamo e scordiamo come ci si prepara per ascoltare musica, anche quella che ormai è solo canzonette e registrazioni con effetti speciali che fanno dire : oh!.
Certo sapevo, intuivo che tutto tra musica e contorno non mi avrebbe dato le stesse emozioni di un concerto della Scala o come quando dentro una delle tante chiese qui a Padova ci sono i "Solisti Veneti" http://www.promart.it/solistiveneti/SolVenCurr.html e meglio ancora gli oratori Al Santo o alla Cappella degli Scrovegni.
Spettacolo, questo si, spettacolo condito di note , tecnica-tecnica e ricordi non troppo reconditi di colonne sonore di films del primo dopo guerra. Molto Iazz mascherato e Gershwin, tanto imitato e non detto, un poco di dodecafonia e tecnica , frutto di esercizio manuale mista a furbesca filosofia esistenziale, come se solo il disagio di vivere l' avesse solo Allevi http://www.giovanniallevi.com/index.asp .
Ogni tre minuti di assolo per pianoforte l' Allevi si inchinava alla piazza eppoi prima d' iniziare un'altro pezzo con una frase attorcigliata spiegava in quale contesto, come perchè, gli era venuta l' ispirazione che poi rapidamente svuotava su noi spettatori.
Eppure da Corrado Augias, da Fabio Fazio, Allevi era stato insignito come un esploratore, testimone della mai morta musica vera, l' incontro e la stima di Muti per il ragazzo irrequieto di 40 anni, allora vuol dire, ho pensato che sono ormai sorpassato, non capisco e sento, sono consumato e capisco solo il vecchiume.
Oppure, ormai tutta la musica che c' era da scrivere è stata scritta composta,ed ora solo possono ripetere e cercare senza più trovare musica che rappresenti l' attualità, ma come proprio non so.
Mi scocciava smuovere la fila di gente che mi sedeva accanto, ma con un pò di discrezione e scuse, ci siamo alzati ed abbiamo abbandonato la Piazza.
Sempre col dubbio di non avere capito, ma poi al bar, ed al posteggio , per riprendere la macchina, ci siamo accorti che anche altri, muti in silenzio, se ne erano andati chè qualcosa non era filata per il giusto verso.
L'aspettativa di vedere - udire musica ci aveva reso uno strano effetto, quasi indifferente, come se avessimo sbagliato porta o ristorante.
Quando si vive in una stagione ove la pubblicità fa vendere e credere anche all' inesistente, le rese sono queste, niente malinconia, entusiasmi, solo indifferenza vuota.
E' stata una serata fuori casa, col cielo segnato dalle piccole lontane luci rosse degli aerei di linea che andavano o venivano per Venezia.
Le "prove del mercoledi" alle 15,30 nel mio cortile, Schumann per primo, che sempre fa il "figlio del console americano" sono un' altra cosa.