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giovedì 21 giugno 2018

Personalissime Riflessioni : Toccato il fondo, con una spinta delle gambe (chi sa nuotare) risale in superficie a respirare...

... una similitudine per dire che sia sulle macerie di guerra che di catastrofi naturali, l'uomo ha gettato (quasi sempre) le fondamenta per la ricostruzione.

Almeno questo ci ha insegnato il Giappone colpito dalle atomiche e da continui terremoti. La Germania, seppur con l'aggiunta delle difficoltà causate dal più che giusto  isolamento in cui l'avevano relegata i paesi vincitori a guisa di un'appestata e nel contempo costretta a vivere per anni tra le macerie causate dai  bombardamenti a tappeto degli alleati, è riuscita nel tempo, con caparbietà, (forse oggi oserei dire anche troppo e male chi lo ha permesso !) sacrificio, senso del dovere, orgoglio nazionale che ai tedeschi non è mai mancato, a ricostruirsi politicamente ed economicamente.
Non credo sia necessario andare indietro nei tempi, per trovare altri popoli che sono rinati dalle loro macerie: la storia, la leggenda ci ricorda l' Egitto con la leggendaria piaga dell'invasione delle cavallette, o la mitica Troia ricostruita sulle macerie, sembra per ben 10 volte.
Sembra che però questa attitudine al ricostruire, sia moralmente, politicamente, economicamente, materialmente, sia una scienza a noi sconosciuta.
Noi infatti. gli Italiani poeti, navigatori, intellettuali, scienziati ecc. ecc., nonché abitanti del "Bel Paese" siamo usciti anche noi dalla guerra con le pezze al culo, forse anche con meno toppe dei tedeschi, con il risultato però che noi con quelle siamo rimasti. Un respiro di una decina di anni lo abbiamo tirato subito dopo la fine della guerra. Del resto, non avendo più un tetto e ci pioveva sopra la testa, se volevi ripararti, per forza di cose ti dovevi rimboccarti le maniche. Il fatto è che sull' abbrivio di questa volontà di fare, i nostri politicanti di allora (che oggi riteniamo siano stati tutti degli immensi "Statisti", invece forse solo qualcuno), credendo di fare il bene del popolo, con il concedere tutto, subito e magari più bello e costoso, ma senza poterselo permettere: era nato il consumismo!! Avevi la 500 ? la Fiat ti suggeriva la 600 e poi il 1100...  Ecco allora buffi su buffi, cambiali su cambiali. E ben si sa (oggi più che mai) che quando si movimenta tanto denaro, la tentazione colpisce l'individuo e l'uomo si sa è debole. Ecco allora emergere il caso nazionale di "Mani Pulite" che mette in primo piano il vero male dell'Italia: la Corruzione.
Le organizzazioni malavitose (Mafia-'ndrangheta-Sacra Corona Unita-Camorra, non trovano di meglio che infiltrarsi nel mondo economico, grazie all' inquinamento delle zone del Centro Nord (che non conoscevano tale cancro), che ne subirono il contagio, allorché la Magistratura pensò bene di esiliare questi loschi figuri ogni qual volta venivano catturati, fuori dai loro comuni.
E da quel caso non solo non ci siamo più ripresi, a quelli che credevamo statisti (però molte erano persone se non statisti, ma almeno serie - sempre con le debite eccezioni), si è avvicendata gente ancora più incapace e spesso neppure onesta - facendo sempre le debite, ma forse più ridotte eccezioni.
Per farla breve, da allora il debito è sempre lievitato, e consequenzialmente sono aumentate a tutt'oggi l'ampiezza ed il numero delle pezze da metterci sul fondo dei pantaloni.
Ma credo che con grande onestà (almeno noi popolo della strada), dovremmo avere il coraggio di sommare alle indubbie incapacità dei nostri governanti, quale il riconoscere quei mali di cui no siamo mai riusciti a scrollarci di dosso: l' apatia, il logorroico parlare, l'incapacità di prendere una posizione, il coraggio d' imporsi, un timore reverenziale atavico verso chi giudichiamo più alto in grado solo magari perché è elegante e porta la cravatta. Sono "doti", purtroppo, che appartengono all'indole dell'italiano medio.
E così è che forse per questi motivi, gli sfollati del terremoto del 1908 di Messina si siano  sistemati, via via che passava il tempo, grazie all'interessamento del Padreterno che li ha ospitati nelle sue immense praterie. Stessa medesima sorte sarà destinata ai pochi centenari, se ce ne sono ancora, del sisma Marsicano, come anche quelli dell'Irpinia, fino a giungere ai giorni nostri le cui lungaggini sono sotto gli occhi di tutti con il contorno di scandali che si sovrappongono ogni giorno ed i cui intrallazzatori , per di più vergognosamente per chi così li chiama quasi con ammirazione per aver buggerato Stato-Fisco-Magistratura, vengono definiti "italianamente" Furbetti, piuttosto che delinquenti.
A salvarsi da questa situazione, ma perché i montanari alpini sono stati sempre abituati a risolversi le cose da loro senza attendere la benedizione dello Stato, viste che alla lentezza governativa si aggiungeva quella delle difficoltà dovute alle impervie (quando ci sono e non sono franate) vie di comunicazione, il Trentino Alto Adige e Friuli: In silenzio senza troppi strombazzamenti sono usciti dal terremoto e dal Vajont... ma nel loro sangue c'è qualche cellula di germanicità !!   
Neppure siamo stati capaci di affiancarci, sostenendolo fisicamente e scendendo in Piazza, quando la furia di un Sandro Pertini si scatenò nei riguardi di un Governo incapace ed irresponsabile. Questo si che era uno "Statista": Capace, coraggioso, umano, sensibile ed onesto. Ma anche lui malgrado le sue grandi doti, non  riuscì né a modificare gli atteggiamenti dei governanti di allora né a scalfire l'indolenza popolana. Noi italiani non saremo mai dei rivoluzioni, troviamo sempre una scusa per tirare in tempo la gamba indietro, speriamo sempre che qualcuno vada avanti al posto nostro in quanto a noi vien da ridere o non abbiamo mezzi di trasporto che ci portino in piazza all'ora X o perché nel nostro comune non c'è una linea di servizio.  
Altro problema poi che abbiamo oggi, è quello che dove trovi più le rovine materiali su cui riedificare. Non sono più visibili, perché le guerre attuali non si disputano più su cruenti campi di battaglia, ma al chiuso di sale climatizzate, seduti su comode poltrone, armati di PC, Tablet e Smartphone. che mandano ordini di distruzione alle Borse e Bande con essi collegate. I morti ci sono ugualmente, ma non sono più quelli con le carni devastati da raccapriccianti ferite sanguinanti, sono morti di fame e sicuramente in maggior numero di quella che una guerra espansionistica procurava allora.
Preciso, qualora non mi fossi spiegato a sufficienza, che il termine che ho fin qui usato di "Macerie" è solo figurativo, perché in esso sono racchiusi problemi come : Miseria, Disuguaglianza Economica dalla forbice sempre più ampia, Disoccupazione con scandalose percentuali nelle fasce dei giovani, delocalizzazione delle Aziende, Mancanza della Domanda Interna (frutto di un cane che si morde la coda!), una Sanità anch'essa malata da mille problemi, Anarchia comportamentale dei residenti nei Palazzi Alti romani, una percezione di Sicurezza che solo gli addetti ai lavori credono di avvertire, pratiche bloccate nel loro iter da una scandalosa Burocrazia di cui la nostra classe dirigente parla di ridurre ed invece ogni che ora che passa invischia sempre più aziende e cittadini. A cui poi dobbiamo aggiungere il grave problema di un nuovo esodo biblico (che nessuno a mai potuto fermare anche in altri tempi vista la sua dimensione) di chi ha ancor meno di noi e che come tante civette abbagliate dalle allodole, di nostre false illusorie pubblicità irradiate da un reo internet, partono e rischiano la vita, credendo di trovare di meglio. Poi è troppo tardi quando qualcuno di questi, toccata terra, si rende conto che la vera patria considerata del Bengodi è quella dove devono raccogliere pomodori ad 1,5€ all'ora riposando poi le membra stanche sotto una tenda di plastica tra rifiuti e animali.
Potrei proseguire nell'elenco, ma sarebbe tempo e parole perdute nel vuoto, perché tutti conosciamo questi problemi atavici, che nessuno, dalla fondazione dello Stato Italiano da prima monarchico e poi repubblicano è mai riuscito a risolvere o non ha voluto risolvere. E l'Italia tra tutti questi malanni, sguazza seppur rabbrividendo. Ma l'italiano ha, non so come giudicarlo se difetto o pregio, un gran spirito di adattamento e la speranza che domani qualcosa cambi.
Ma purtroppo anche la speranza sta divenendo una specie di miraggio. Ed i giovani, infatti più sensibili e lungimiranti, stanno creando un nuovo esodo non orientato verso un singolo Paese, ma nel mondo intero.
Oggi, dicevo, le guerre si combattono, volendo dare l'idea che il proletariato è ancora di moda, in maniche di camicia, di colore bianco e con i polsini rigirati. Non certo con la tuta mimetica, con i  fucili, con le bombe (tanto meno atomiche, visto che poi alla fine usciti dai rifuggi ci si troverebbe in tele di braga. Oggi allora si combatte, vestiti in doppio petto blu a righine bianche, nei locali delle Borse, ove non si parla di atomica, bensì di Guerra Economica Finanziaria. Le armi di cui sono dotati sono Bot, CCT, azioni, spostamento di capitali, Spread. Non si usano i gas né si indossano maschere antigas, perché quello che lanciano costoro sono Titoli Tossici che affibbiano a Banche che a loro volta consigliano, delinquenzialmente promettendo e logicamente non mantenendo a clienti sprovveduti affari d'oro, speranzose che ricoverati in questo rifugio si possano salvare dal disonore del fallimento. E dei clienti turlupinati e lasciati in mezzo ad una strada ?? E chi se ne frega ! Italianamente urleranno per un po', i sindacati li forniranno di fischietti, gli organizzeranno pullman con un panino con mortadella da consumare durante il sit in sotto i palazzi che contano e poi il tempo provvederà a calmare gli animi.
E purtroppo devo ammettere con infinito rammarico che non vedo assolutamente nessuna via di uscita da questa globale situazione che più chi meno colpisce la quasi totale globalità dei Paesi, ma in modo spropositato il Nostro. Non ho neppure una ricetta da suggerire, se non quella, almeno credo, che il rendersi conto, dopo vani tentativi di voler fare seppur senza riuscire, faccia maturare la consapevolezza dell'essere incapaci a svolgere tale incarico e per questo lasciare tale incarico a chi vuol provare. Se poi si fosse incapaci ma profondamente onesti, sarebbe già un piccolo successo.
Se fossimo stati più fortunati avremmo dovuto prospettarci l'entrata nell'era glaciale, che tutto iberna ma, si dice, non uccida. Cosicché al ritiro dei ghiacci, avremmo potuto sperare in qualche possibilità di nuova vita, di nuove menti con nuovi ideali, nuovi sentimenti, nuovi buoni propositi, nuove ed infinite capacità manageriali, politiche ed economiche. Insomma un auspicare che sotto la neve, come dicono i nostri agricoltori, nasce sempre abbondante e buon pane, frutto di genuine messi.
Ed invece, guarda quanta sfiga!; stiamo marciando a tappe forzate, purtroppo, verso un Surriscaldamento Globale, che porterà alla catastrofe ambientale  del nostro pianeta. Il notevole rialzo delle temperature sarà destinato a rendere la nostra terra una distesa infinita di terra bruciata e senza vita. Il caldo del resto, da prima provoca intorpidimento fisico e intellettuale (e già a quanto sembra questo è il periodo che stiamo vivendo) ed infine ci sarà la morte per asfissia...
Ma, voglio sperare che il quadro che mi sono fatto, non sia solo che frutto di un brutto incubo, causato da una leggera cena a base di "Carbonara" e gustosa "Porchetta", da cui mi sogno svegliato giusto in tempo per leggere, su qualche quotidiano, che qualche cosa sta cambiando.
Sempre poi che alla fine non sia l'ennesima presa per i fondelli o come dicono gli intellettuali della domenica una Fake News. Chi vivrà, vedrà !!


  





di Franco Giannini

sabato 26 settembre 2015

Il mondo preso nella morsa degli scandali, degli inquinamenti e di una morale perduta...

... ma che non ritrova, perché forse non l'ha mai posseduta.

Ed io che mi sentivo un po' verme quando prendevo la mia "Punto Diesel" del '99, per fare un paio di volte al mese, una visita veloce al Cimitero, negli orari non ammessi dall'ordinanza che le "istituzioni" impongono per contrastare l'inquinamento atmosferico! Del resto era un'ordinanza che faceva ridere ai polli e che domani, alla luce di questi fatti, li farà ridere ancora maggiormente. Immaginate quante saranno le auto inquinanti che girano per Senigallia e che gireranno malgrado il divieto e paragonatele ai milioni di quelle nuove di pacca che il colosso tedesco (da ieri, con i piedi di argilla). I nostri stupidi ben pensanti avranno magari anche il coraggio (o la vigliaccheria!) di dire che anche queste ordinanze poco che fanno però qualche cosa fanno. Come del resto sputano a mo di sentenza, ogni qualvolta reclamizzano i loro mezzi passi avanti ed uno indietro.
Ma si sa, tra cani non si mordono. Ora sono con i capi cosparsi di cenere, angustiati, oh mica per il danno che hanno fatto all'ambiente, alla salute degli abitanti, per essere stati artefici di un disastro morale e non solo, ma più semplicemente, perchè sono stati colti con il topo in bocca.
Visto però che questi delinquenti, sono dei professionisti del delinquere e quindi persone scafate e pronte anche risolvere i problemi di una ciambella che esca dal forno senza il foro, si erano già parati il loro lato "B" creando dei fondi con cui sanare il danno chiudendo la bocca a coloro che hanno le coscienze meno sporche delle loro e che sicuramente accetteranno felici di questo pentimento.
L'inquinamento quindi ancora una volta verrà tirato via con il classico colpo di spugna del "Dio Soldo", mentre a pagare saranno sempre e solo loro, la "Gente", sia a livello fisico che a livello occupazionale.
E gli imbecilli di turno, a partire dalla testa del famoso "Pesce", pronti a sollevare quelli della coda, sollecitando la curva della tifoseria ad inalzare i cartelloni di W Noi ed Abbasso Voi.
E si perché noi non siamo i crucchi produttori della Volkswagen, della Skoda, della Seat, dell'Audi, noi siamo orgogliosamente italiani ed i nostri prodotti sono senza macchia... ed infatti è vero, perché le ditte di cui sopra acquistano (o forse acquistavano) da noi molti componenti che montano (montavano?) sui loro modelli, si anche su quelli chiacchierati. (Si pensi ai freni, alle gomme!)
E quindi esultare perché un concorrente è uscito maldestramente di strada, come un concorrente in meno, è un po' come l'esultare di quel marito dopo essersi tagliato il suo gioiello per far dispetto alla moglie. Sempre poi, si sa gli scandali sono contagiosi, che domani da controlli, non emerga che anche i più puliti hanno tracce di rogna. Io non resterei sorpreso!
Nel Mondo abbiamo o abbiamo avuto le Guerre Lampo che durano da vent'anni ed ancor più, lo scandalo della " Spazzatura dei Derivati" da cui non riusciamo ancora ad uscire (tolta l'Italia che vedeva una luce dentro il tunnel ancor prima che nascesse la crisi!), l' Emergenza (la chiamano così già dai tempi di Mosè!) dei Profughi-Emigrati-Clandestini e che il Papa ha liquidato (a parole! seguito da un lungo applauso e... magari un pensato, come diceva Rossella O'Hara, domani è un altro giorno ) e come dargli torto, un "Casa, terra e libertà a tutti". 
Nel Mondo sportivo, che è quello di cui la Governance pasce il popolino per tenerlo buono, le cose a livello scandalistico e di morale perduta (sempre che questi personaggi ne abbiano avuta una!) non è che vadano meglio. Dico ad esempio FIFA che oltre come acronimo di Fèdèration Internationale de Football Association, sta a significare nella nostra lingua, paura, timore, spavento. Ed ho appunto fifa che se dai diamanti non cresce nulla, dalla "merde" (che sia un francesismo casuale?) nascono i fiori. Ma qui dalla FIFA viene l'eccezione che conferma la regola, sembra che i fiori della morale perduta nascano da diamanti (manco uno poi, ma forse due). 
E sempre nello sport in quel mondo del pallone nel pallone, ci stiamo preparando al 2022 quando nel Qatar (che è un Paese non un materiale secreto delle vie respiratorie), composto da appena 1 milione e 700 mila abitanti (Roma da sola ne ha oltre 2 milioni e mezzo) con un PIL di oltre 104 mila $ (contro i nostri 34 mila $) che già dice tutto del perché lì si terranno i primi Campionati Mondiali di Calcio Invernali. No, non si tratta di una nuova specialità, sempre di calcio si tratta, ma solo che visto che d'estate lì le uova se le fanno toste sotto la sabbia con i loro 50°, hanno pensato bene di ribaltare i calendari di tutti i campionati del mondo, versando barche di quattrini a chi, bohhh! (o meglio si dice il peccato, ma non il peccatore!) perché il Qatar è il Paese più ricco del mondo e il denaro si sa, manda l'acqua per l'insù, anche in un Paese dove l'acqua non c'è se non quella minerale in bottiglia. 
Ma lo scandalo maggiore e di cui il mondo fa finta di non accorgersi, è che per eseguire i lavori di costruzione di tutte le strutture, saranno impiegati degli operai-schiavi che sotto le temperature menzionate, non assistono alle partite, ma stanno edificando gli stadi da mille ed una notte, con l'aria condizionata. Cattedrali nel deserto dove dopo i 15 giorni del campionato, andranno a giocare i campioni occidentali incerottati ed in disarmo per arrottondare le misere pensioni.  Si parla che per i disagi dovuti al caldo ed alle condizioni di vita già oltre 1300 "schiavi" siano passati a miglior vita (saranno da considerarsi morti bianche!) e per il 2022 questo numero potrebbe salire raggiungendo quota 4 mila. Del resto per loro non è un problema trovare mano d'opera.
A dirlo ed urlarlo è Amnesty International e non solo, mentre il Mondo tutto non ascolta ed anzi fa finta di non sapere o come nel caso della truffa delle auto inquinanti, perché di truffa si tratta, al più si chiede e si chiederà (nel 2022!) come mai possano accadere questi "disastri morali".
Semplice la risposta, perché siamo tutti cittadini di questo Mondo composto da comunità formate di gente falsa, egoista ed interessata. Nessuno escluso, sia esso appartenente all'elite del popolo o nella sua massa costituente il branco. Ho detto nessuno, comprendendomi in questa generale cloaca del genere umano, ma che oramai di umano non ha più nulla.






di Franco Giannini

giovedì 17 gennaio 2013

Primo Consiglio Comunale del 2013 : AUGURI !!!

Speriamo che la foto di un tramonto così, con questo rosso di sera, porti un po' di speranza. Che il 2013 sia migliore di quelli trascorsi.

Del resto non è che poi dovrebbe essere cosa tanto difficoltosa, visto quello che il 2012 si è portato via, benché la veda molto dura.
Da quel che posso intuire però, non mi sembra che a livello di abitudini qualche cosa sia venuto a cambiare.
I soliti Consiglieri Mario Fiore e Massimiliano Giacchella, a quel che mi sembra, almeno da quanto mi concedono le immagini dello streaming comunale (Che questa volta sembra funzionare), sono arrivati "Puntualmente in Anticipo", come loro buona abitudine.
In ritardo, invece, come sempre, l'inizio della seduta. 
La prima novità, in Consiglio, l'introduce il Sindaco sfoggiando una seriosa barba che ce lo fa apparire un po' come il Massimo Cacciari de' noantri.
Altri elementi nuovi di questa seduta, il discretto numero dei presenti nonchè il gradito ritorno dalla spedizione umanitaria in Sierra Leone della Dott.ssa  Margherita Angeletti organizzata unitamente ai componenti dell' Associazione "I Compagni di Jeneba".

Alle 16,43 infatti il Presidente MONACHESI con il solito appello decreta la presenza del numero legale.
Anche le assenze sono le solite. Distribuito volantino profughi

Il primo a prendere la parola è il Consigliere RIMINI (interrogazione). Costi del CC per ridurre i costi vista la situazione del Comune. Ascoltare chi parla non chiedere la luna. So che gli Amministratori già hanno la risposta che gli hanno preparato i loro dirigenti. So che le cose nel frattempo si sono sistemate. ma gradirei conoscere il perché ci sono Associazioni che hanno valutazioni affittuarie diverse come diverso è il pagamento di questi importi.
Risponde la PACI. Commerciali e Associazioni senza lucro. Questo è da fare immediatamente presente. Le riduzioni sono calcolate da questo Consiglio come da regolamento, che tiene conto, appunto, tra quelle considerate prettamente commerciali e quelle senza fine di lucro. Si parla di morosità, ma non credo ci sia da farci caso, dal momento che esiste una crisi economica. E l'Amministrazione ha fatto lettere bonarie, formali ed informali per non adire immediatamente a vie legali.
Rimini alla replica, si dice di non ritenersi soddisfatto perché la sua interrogazione non si rivolgeva al commerciale, ma ad altre Associazioni che hanno sconti diversi ed alcune non hanno neanche uno straccio di contratto.

Il secondo a prendere la parola è PERINI. Saluta tutti i presenti e si dice meravigliato per la quantità di pubblico presente. Chiede lumi brevemente su quando ci sarà la riapertura del sotto passo di Via Mamiani. In sostanza tutti i tempi ed i modi con cui andremo a riacvquistare la disponibilità di questo imporatnte passaggio tra città e lungomare.
Risponde il SINDACO. Parte da lontano, ma alla fineil risultato è quello duro da dire. Ma non vuol illudere nessuno. A brutto muso, come si suol dire, dichiara che ad oggi non ci sono le condizioni per vederlo aperto per il periodo estivo. L'amministrazione cercherà di fare il possibile per magari anticipare di un po' i tempi, ma non c'è da illudersi.

FIORE invece pone un' interrogazione al sindaco circa la recrudescenza di furti, chiedendo di incrementare i controlli delle Forze dell'Ordine.
Risponde ancora il SINDACO.  Per il quale però questi episodi, seppur va tutta la solidarietà a coloro che ne sono stati colpiti,  rientrano in quelle che sono le casistiche nazionali, da non considerare quindi in modo troppo allarmistico. Solo che oggi questi fatti non ci permettono di lasciare più, come si faceva una volta, la chiave sulla toppa. Sono episodi a cui va dato, salvo casi eccezionali, i giusti pesi, senza eccessivo allarmismo.
Fiore si dice soddisfatto, non poteva che essere che così, della risposta (?).
REBECCHINI rivolge la sua interpellanza al Sindaco o Assessore ai Servizi Sociali. e parla della situazione incresciosa venutasi a creare all'hotel Lori. Si è parlato di etnie diverse che si sono scontrate, etnie invece neppure presenti nella struttura. Sono invece semplicemente dei giovani che hanno avuto il coraggio di alzare la testa e 6 di loro hanno avuto un provvedimento contro, nei loro confronti, proprio per aver avuto questo coraggio. Rebecchini dice di aver chiamato Volpini, che si era dichiarato pronto ad intervenire. Cosa che ha fatto visto che alla fine i ragazzi sono stati accompagnati presso la Caritas. Forse un interventgo più fisico doveva esserci da parte dell'Amministrazione. Ora chiede però di conoscere che cosa intende fare questa amministrazione nei confronti di questi profughi. E legge il documento che gli stessi ragazzi hanno consegnato e dove denunciano che da tempo non percepiscono quanto a loro dovuto, se non un po' di tabacco.
Risponde VOLPINI. La vicenda dei profughi non termina qui, ma è bene anche che la cittadinanza sia informata e così dicendo cerca di ricostruire questa vicenda. Il 7 Aprile 2011 c'è la richiesta di 12 posti letto che vengono sistemati presso Casa Stella. Il 13 Aprile una seconda comunicazione a seguito della carenza in altre città di altri posti letto. Senigallia se ne accolla allora altri 10 posti nell'hotel Lori, dove già c'erano altri rifuggiati. Ne arrivano 22 che vengono divisi tra Casa Stella e l'Hotel Lori ma continuano ad arrivare fino a raggiungere quota 50 circa di "migranti". Cosa che gli altri comuni non hanno fatto. Vengono assicurate oltre ai normali servizi, anche visite mediche, fornitura di schede telefoniche, fornitura di sigarette, trasporti gratuiti. Si dice che sono stati fatti 3 ispezioni all'Hotel Lori e solo uno degli ospitati è stato dichiarato rifuggiato, tutti gli altri sono stati giudicati migranti.
(Ecco che tra il pubblico compare uno striscione che non riesco a leggere dal monento e ripreso dal retro e dall'alto al basso, ma si riesce a comprendere ora il perchè dello stupore di Perini sul numero dei presenti).
Rebecchini in fase di replica dice di voler ragionare non in termini emotivi, ma concreti. La situazione come è stata dipinta non è rosea e dallo striscione esposto legge che gli ospiti non vogliono dar fastidio alla comunità e chiedono di uscire dall'Hotel Lori. Rebecchini allora consiglio non solo di leggere le carte, ma di controllare di persona gli avvenimenti. Invita quindi ad una più profonda sorveglianza per vedere se quanto dichiarato risponde al vero e che non si tratti di fatti inventati. Conclude il suo intervento ringraziando i tanti giovani presenti tra cui i  giovani ragazzi dell'Arvultura.

Anche la BUCCI è molto vicina all'interpellanza precedente posta da Rebecchini e si dice felice che qualcuno se ne sia fatto carico e dice di parlare di ciò in qualità di componente della Consulta del Volontariato. E dicendo questo intende associarsi alla richiesta di una maggiore vigilanza da parte dell'  Amministrazione affinchè simili avvenimenti non abbiano a verificarsi in futuro.
PARADISI chiede a questo punto al Presidente Monachesi se quello della Bucci va inteso come un intervento in un  dibattito o è una interpellanza, perchè se si dovesse trattare di un dibattito allora vorreibbe intervenire anche lui. Immediata la precisazione di Monachesi a confermare che forse la Bucci è andata un po' fuori tema e sorridendo esclama con un paternalistico, ma lei si sa è fatta così !!
Il collega di gruppo VOLPINI toglie le castagne dal fuoco ed interviene fornendo una risposta ad una domanda mai formulata, con un gesto di un "anziano" della politica nel condivisibile gesto di salvare il "noviziato" della giovane Bucci.
La Bucci a sua volta replica ringraziando Volpini e... salutando (?) il consigliere Paradisi.
Anche MANCINI replica a Volpini, poichè non tutto quanto da lui esposto le è sembrato chiaro. Senigallia sarà pure una città ospitale però non fa riscontro un intervento delle istituzioni (non della città) . Le Ispezioni di cui si è parlato, hanno constatato la qualità del vito? Il riscaldamento ? Perchè chi vive di persona questa esperienza, afferma che queste cose non rientrino in una qualità accettabile o risultino non sempre disponibili al bisogno. Anche il livello di qualità del personale, lascia a volte a desiderare. Si risparmia sulla luce, sempre contenuta per ridurre le spese. C'è bisogno di un tavolo di lavoro ufficiale e non mediato dai servizi distanti. Perchè poi al colloquio con costoro quanto si dice non corrisponde mai con quanto ritenuto veritiero da chi governa a km di distanza. Se vogliono venir via dall'hotel Lori un motivo ci sarà pure. Si guardi bene che queste sono persone con un titolo di studio e sarebbe bene quindi sapere che cosa ne pensa questa amministrazione tra loro tutti, il sindaco compreso ed il vario associazionismo.
Gli replica allora VOLPINI dicendo che è un pò quello che chiedeva la collega Bucci.
Mancini rivolto di nuovo a Volpini gli ribatte che l' Assessore si prende degli impegni, ma non li definisce. E dicendo questo fa presente che a lato dell'Aula c'è una sala grande e lo invita ad ascoltere le storie di queste persone direttamente da loro. Volpini accetta di buon grado e con la massima disponibilità il consiglio ricevuto e mentre il Consiglio Comunale prosegue i suoi lavori, nella sala attigua si svolge la riunione suggerita.

SARDELLA è l'ultimo che interviene nell'ora riservata alle interrogazioni ed interpellanze. La Sanità è l'argomento che gli sta a cuore, ed invita il Sindaco ad aggiornare il Consiglio relativamente ai progressi fatti o agli avvenimenti che sono emersi recentemente nei riguardi della Sanità Locale.
Il SINDACO gli risponde che si dovrà concordare una data per una disponibilità sia politica che tecnica, in ambito regionale, in quanto ci sono cambiamenti in corso che rendono difficile individuare responsabili e dirigenti. Insomma da quello che mi è dato da capire, ci sono rimpasti e trombazzamenti in atto: un valzer di poltrone e bastoni di comando. Allora per il Sindaco è meglio attendere il tempo necessario al riorganizzare i soggetti incaricati e poi si vedrà. Perchè quello che i cittadini chiedono non sono solo opinioni, ma concretezze. Quindi chiede che gli venga concesso il tempo di trovare le dovute persone che diano le dovute risposte.
Sardella nella replica afferma che è una questione che sta a cuore di tutti e quindi si dovrà trovare il modo di ottimizzare anche i giusti canali d'informazione. Si impegna e si scusa comunque, se periodicamente  attraverso altre interpellanze, continuerà a chiedere aggiornamenti e lumi in merito.

All'OdG l'intervento di PARADISI per la mozione di sfiducia nel richiedere le dimissioni del Sindaco che si fonda sull'incarico Geomarine di proprietà tra gli altri del Consigliere e Capogruppo PD Magi Galluzzi.
L'altra il bando dello scandalo che il TAR ha annullato ed è stato rimodulato un bando Pubblico per avvantaggiare "Noi della Cesanella".
Una telenovella che se dovesse portare la data di scadenza sul coperchio, come i prodotti alimentari, sarebbe di già scaduta. Tutti conoscono i perchè ed i per come, tutti si sono fatti la loro opinione personale che detto alla Marchese del Grillo non contano "nulla". Anche il verdetto finale è intuibile. Ma credo che ci sia solo una questione di orgoglio personale, un non abbandonarsi alla formula rinunciataria di un esito dovuto da una maggioranza di presenze in aula dello stesso colore. Quello di Paradisi credo che sia un non rinunciare a vendere cara la pelle, ma denunciando fatti e collegandoli con quanto i regolamenti permettono o meno.
Nel corso del suo intervento punta il dito su tanti dirimpettai di scranno andando ad indicare dalla neo Consigliera Allegrezza, al Sindaco Mangialardi, dal suo vice Memè all'Assessore Ceresoni, per finire anche al suo compagno di banco Perini.
Ad intervenire saranno i Consiglieri Romano, Perini, Sardella, Mancini, Rebecchini, Ramazzotti, Girolametti, a cui Paradisi replica punto su punto. Ad essere i più "ribattuti" sono Romano, Ramazzotti, Sardella, Ceresoni. A quest'ultimo a cui fa di nuovo eco Paradisi e poi ancora Sardella ed infine dulcis in fundo di nuovo il Sindaco. Dopo 2 ore e mezza di lavori, in fase di votazione.... vi invito ad indovinare il risultato.
Il Primo tempo, così, si chiude alle 20,30

Sono le 21,38 quando il sipario si apre dando inizio al secondo atto.

Altro OdG quello relativo alle modifiche delle Composizioni consigliari, dovute alle dimissioni di Magi Galluzzi con il subentro al suo posto della Allegrezza e con il cambio casacca derivante di Perini dal Gruppo Misto all'UDC.

Poi CERESONI introduce il dibattito sulla Variante al Centro frazionale di Scapezzano. Sembra che la cosa non interessi a nessuno, poi solo quando Monachesi fa presente che se non ci sono interventi si può passare alla votazione ecco che quasi tirato per le orecchie, in area Cesarini,  CAMERUCCIO si ricorda di essere preoccupato affinchè gli oneri urbanistici vengano destinati all'area interessata alla variante. Non un impegno solo verbale, ma qualche cosa di più concreto. BRUCCHINI con un intervento che faccia sapere che il suo gruppo è  favorevole. RAMAZZOTTI per la dichiarazione di voto favorevole. Ceresoni replica partendo dalla Ramazzotti per terminare con Cameruccio con due risposte positive ad assicurare che come concordato, già ne avevano discusso in Commissione. Il SINDACO è lì ancora una volta, per mettere le ciligiene della solita formula delle bontà del lavoro svolto. "Noi", "Bene", "Cura"  pronome ed aggettivi che tengono campo in quel discorso che sembrava fosse giunto alla fine e che Monachesi stava per chiudere con la votazione finale.

Punto 6 OdG sempre CERESONI modifica art. 90 Bis per sanare un problema di natura tecnica.
Non ci sono interventi e forse non interessa neppure a nessuno. Infatti si passa subito al voto

E' il turno di GIACCHELLA che con una mozione letta e telegrafica, interviene invece per suggerire circa l’istituzione di uno sportello anti-crisi e punto d’ascolto socio-economico-assistenziale.
Un lavoro statistico completo e ben fatto, il suo, sulla disocupazione che se non ho compreso male a Senigallia colpisce circa 3500.  CURZI sottolinea sia la bontà del lavoro svolto da Giacchella, che l'idea di un punto di ascolto. Una situazione del resto che non solo colpisce Senigallia, ma un po' tutto il territorio nazionale. MANCINI sembra apprezzare questa iniziativa, ma, c'è sempre un ma, gli sembra utile formulare una richiesta di precisazione. Il Servizio, si chiede, avrà però bisogno di personale ed attrezzatura. Quindi sarà necessario  un preventivo di spesa, salvo che non sia a costo zero. Quanto verrà a costare ? Interessante si, quindi, ma a che costi ? Sono stati considerati? Giacchella spiega come questa idea nasce dopo un percorso con alcuni soggetti che verrebbero ad essere coinvolti nel progetti. Non se n'è parlato prima perchè prima si dovrebbero sentire gli aderenti. Comunque spiega come la sede potrebbe essere collocata al Centro per l'impiego ed il personale dovrebbe essere quello stesso degli enti aderenti. GIROLAMETTI coglie al volo, dichiarando il voto favorevole, l'occasione per sottolineare il valore del Consigliere relatore e dell'acquisto fatto da Città Futura con l'entrata di Giacchella in questa famiglia politica.

Tutti questi OdG, per dovere di cornaca, vengono archiviati in appena 60 minuti

Altra mozione quella presentata dai consiglieri BATTISTI, MANCINI, REBECCHINI in merito all’avviso pubblico per l’adesione all’associazione fra enti locali “Avviso pubblico“. Detto in breve, per l'educazione alla legalità dei cittadini. Attraverso la promozione di progetti, informazione e sensibilizzazione, possibilmente a costi zero o quasi. Per la BUCARI già il nostro comune è impegnato in questa sensibilizzazione in quanto aderente a Libera, che sono poi le stesse di Avviso pubblico. Quindi sarebbe un doppione dal momento che noi aderiamo già a Libera. Mancini allora sottolinea come la Bucari ha l'ingrato compito di negare l'adesione. Solo che è da chiedere, perchè Libera ha aderito a Avviso Pubblico? Ma è Semplice, perchè ognuna di queste associazioni ha una sua specificità. E come si sa Senigallia non è più quell'oasi di cui si parlava all'inizio. E' vero che l'indagine non fa sentenza, ma qualche indagine sta nascendo anche qui da noi sia per appalti sull'autostrada e raccolta rifiuti, di cui in questi giorni si è parlato. Sono elementi nuovi che ci mettono in guardia circa il pericolo di essere lambiti da ambienti malavitosi che allarga i suoi tentacoli mafiosi. RAMAZZOTTI ribatte quanto detto dalla Bucari. Anche per lei quindi si tratta di un doppione (sia come associazione sia come suo intervento!!). Al voto la mozione viene respinta con un  9 a 6.


Una nuova mozione viene  presentata dai consiglieri RAMAZZOTTI, GIROLAMETTI, BRUCCHINI e MONACHESI avente per oggetto: “Campagna regionale avviata per la regolamentazione dei servizi socio sanitari e l’applicazione dei livelli essenziali socio sanitari nelle Marche“. Viene illustrata dalla RAMAZZOTTI e riguarda la regolamentazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Costi diversi di questi servizi, erogati in modo ed a costi non identici anche da comune a comune. Si chiede che la Regione Marche regolamentizzi ed unifichi questi servizi in tutto e per tutto. Nessuno parla, nessuno interviene, a nessuno interessa. Si passa al voto. La mozione viene approvata all'unanimità 17 su 17.

La Ramazzotti rammentando di aver occupato il posto di Magi Galluzzi, intende proseguire le abitudini del suo predecessore e chissà per quale motivo, in vista del traguardo finale chiede al Presidente di turno, in quel momento Sardella, un minuto di sospensione. Sardella  intelligentemente ne accorda 5. Ma alla fine saranno, come al solito, più di dieci.

 La CURZI, in una nuova mozione, va ad illustrare quella che dovrebbe essere l’approvazione il progetto e l'approvazione della realizzazione di uno stoccaggio merci a servizio del fabbricato artigianale ubicato nel Comune di Senigallia in via dell’Indipendenza, zona pip, proposto dalla ditta Petrolati Valtero. REBECCHINI fa presente quanto si fosse parlato in Commissione di un suggerimento per non infastidire il confinante di Petrolati, però ora non c'è nessuno che in discussione ne parla e questo gli fa chiedere il perchè di questo silenzio ed inoltre il perchè non sono stato sentite direttamente le parti in causa. Il suo voto per questo sarà negativo. DONATIELLO presenta un emendamento al riguardo visti i tempi ristretti per fare determinati lavori. Approvato l'emendamento e successivamente il progetto con 18 voti favorevoli contro 1 contrario.

L'ultima pratica è quella relazionata dalla PACI circa delle proposte di modifiche al regolamento per la disciplina dell’Imposta Comunale sugli Immobili. Un incentivo al personale per lo svolgimento di dette pratiche. DONATIELLO chiede precisazioni sulle percentuali di incentivo e se proprio questi incentivi sono necessari. Considerando che tali inadempienze da parte degli utenti possano magari derivare anche a causa di documentazione mancante perchè andata perduta. E così dicendo porta l'esempio del bollo dell'auto come attualmente avviene. Secondo lui non dovrebbe esserci incentivo per il personale destinato al controllo. Per la Paci non è un obbligo, ma è una facoltà che è prevista dallo Stato, vista l'impopolarità di questa tassa. Quindi una forma di incentivazione. Anche per REBECCHINI gli incentivi sono devastanti. Se il dipendente lavora nell'attività pubblica deve rientrare nella sua normale attività eseguendo nel migliore dei modi il lavoro che svolge. Per CAMERUCCIO si raschia il fondo ed il cittadino si sente oppresso, diviene difficile incassare e si va incontro a contenziosi, ricorsi e quant'altro. Al momento della votazione sollecitata da Monachesi, ecco che il SINDACO ascoltata la parola "contenzioso" non vuol mandare a casa i suoi Consilieri e chiesta ed ottenuta la parola si mette a chiacchiarare con Cameruccio con disquisizioni che interessano a ben pochi dei presenti, visto che sono diversi coloro che si stanno già preparando le cartelle e stanno indossando i giubbotti vista l'ora tarda oramai toccata. Tanto che Monachesi è costretto a richiamare il Sindaco al rispetto dei tempi e cosa alla quale immediatamente si attiene. Ma c'è Donatiello,  che da novello staccanovista, rientra in discussione spiegando che le percentuali dell'incentivo portate dal  5% al  3%  sono e non sono importanti perchè.... e non si rende conto che la barba nel frattempo non è cresciuta solo al Sindaco.
E' tanto il fuggi fuggi finale, post votazione, che non comprendo quale sia l'esito finale della votazione, quello che si comprende invece bene, in un fuori microfono, neppure poi tanto fuori, è una parolaccia spazientita di...il nome non lo dico, anche perchè io, con tutta onestà, avrei fatto e detto di peggio. Sono le 00,45... e non c'è neppure tempo per la solita Buona Notte di chiusura. Che qualche cosa stia cambiando ?...  Visti i fatti, ascoltati gli argomenti, considerato il finale, speriamo non in peggio !

Franco Giannini
Franco Giannini 

Questi i commenti dei lettori si Senigallia Notizie.it 

Marina
2013-01-18 16:03:46
Bell'articolo, complimenti per come ha riassunto la seduta e per la sua pazienza di ascoltare per così tanto tempo, con attenzione il tutto. Grazie
N.H.ugo mascetti
2013-01-18 19:16:32
La sintesi é uno dei pregi di Giannini,inferiore però all'immensa pazienza-resistenza. Su sottopasso Mamiani ho altrove segnalato: Quindi arriverà-passerà l'estate 2013 e magari quella 2014 e quella....... e il sottopasso Mamiani che era quasi pronto alla fine del 2011, resterà chiuso e marcirà per il ristagno d'acqua e umidità. Il fatto é che per andar dietro alla grande "invenzione-creativa" dell'architetto Portoghesi e dell'amm. comunale si è consentito al Lanari il comodo sequestro (fino al 2019 ?) di via Mamiani dalla statale fino all'ex-cantiere navale.

venerdì 23 novembre 2012

“I colori del mondo” la nuova lingua del pluralismo culturale?

Presentata la mostra dell'associazione A.C.A.D.S
(Associazione Culturale Arancio Donna Sbsahariana)

E’ stata inaugurata lunedì 19 e resterà aperta, con ingresso gratuito e orario 17 – 20, nei locali dell’EXPO ai Giardini della Rocca di Senigallia, fino al 27 novembre, la mostra di pittura di artisti stranieri, residenti nel nostro Paese. L’eposizione è stata inaugurata dalla “missionaria laica”, come qualcuno l’ha giustamente definita, la dott.ssa nonchè consigliere comunale, Margherita Angeletti. Tra i numerosi intervenuti al vernissage, la Sen. Silvana Amati, la Segretaria del PD cittadino Avv. Elisabetta Allegrezza, il consigliere comunale Simonetta Bucari.

Difficile è formulare critiche o dispensare elogi per chi – come chi scrive – è solamente un amante di quest’arte, ma non è di certo un critico. Però credo di poter consigliare che andrebbe visitata, perché da questi quadri emana un qualche cosa di diverso, una sensazione più intensa che non sia solo l’arte espressa sulle tele, o i soliti profumi che le vernici e gli oli emanano. Sarà per il luogo adatto a tali eventi, sarà per i visi esotici che ti osservano mentre tu osservi i loro lavori, sarà perché è facile iniziare un colloquio con gli artisti, farsi spiegare, raccontare le loro esperienze sia di vita che artistiche. Come del resto ho fatto io con Mortalla Seck, senegalese, quando davanti ai suoi quadri mi ha raccontato da dove aveva preso spunto per i suoi tre lavori lì presenti: spunti che lui ha definito “Boschi Sacri” ed a cui vanno legate tutte le storie che sarebbero qui lunghe da raccontare e da spiegare.
Presentazione della mostra "I colori del mondo" a SenigalliaPresentazione della mostra "I colori del mondo" a SenigalliaPresentazione della mostra "I colori del mondo" a Senigallia
Presentazione della mostra "I colori del mondo" a Senigallia
Breve l’introduzione della Dr.ssa Angeletti, ma intensa e sentita, che parte da un passo del 17 canto del Paradiso di Dante: “Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente, e questo è quello strale che l’arco dell’esilio pria saetta. Tu proverai si come sa di sale lo pane altrui, e 
come è duro calle lo scendere e salire per l’altrui scale“, per terminare poi, con una poesia di Erri de Luca: “Abbiamo amato l’Odissea, Mobi Dick, Robinson Crosue, i viaggi di Sinbdad e di Conrad, siamo stati dalla parte dei corsari e dei rivoluzionari, cosa ci fa difetto per non stare con gli acrobati di oggi, saltatori di fili spinati e di deserti, accatastati in viaggio nelle camere a gas delle stive, in celle frigorifere, legati ai semiassi di autocarri? Cosa ci manca per un applauso in cuore, per un caffè corretto al portatore di suo padre in spalla e di suo figlio in braccio portato via dalle città di Troia svuotate dalle fiamme? Benedetto il viaggio di chi vi porta, il Mare Rosso che vi lascia uscire, l’onore che ci fate bussando alla finestra“.
Tra i passi più sentiti del suo intervento ho scelto questi: “L’associazione ACADS di cui ho l’onore di fare parte, è un esempio di intercultura, in cui donne di varie nazionalità, sono rappresentati i vari continenti, fanno parte di essa donne africane, asiatiche, europee ed americane, tutte con un unico fine, quello dell’integrazione attraverso corsi di italiano, corsi di cucito, di cucina, corsi di preparazione al lavoro di badante e attraverso l’importante opera della mediazione culturale. E così è nata la mostra di pittura dedicata agli artisti stranieri con il patrocinio del Comune di Senigallia, comune che fa dell’integrazione un suo fiore all’occhiello, fa parte del Network delle città interculturali, punto di riferimento per condividere il dialogo interculturale…“.
Presentazione della mostra "I colori del mondo" a SenigalliaEd ancora: “Esiste una pittura che è del viaggio, di una andata spesso senza un ritorno al proprio paese di origine. Il senso della mostra di pittori migranti sta nel desiderio di contribuire alle costruzione di incontri e scambi tra visioni diverse del mondo. I pittori che espongono in questa mostra non ci regalano solo l’esotico, desideri, aspettative che non conosciamo, si tratta di pittori che vivono in Italia e che dipingono in italiano per un’arte che non si serve di parole e suoni diversi. Dipingono la loro migrazione e la loro visione del nostro mondo, duplice ricchezza per noi che vediamo e che da loro apprendiamo. La pittura di questi migranti porta immagini negli occhi di chi quel viaggio non l’ha fatto, ma l’ha accolto e di chi con quel viaggio si è scontrato…“.
Questi i nomi degli artisti, postati senza seguire un ordine preciso, che espongono le loro opere: Daniela Rusei Rumena, Peter Cunnington, Irina Sichinava, Mimosa Hametai, Timur Mambet, Eduard Mazio, Natalia, Mortalla Seck.
E alcuni dei paesi di provenienza: Senegal, Caucaso, Cecenia, inghilterra, ecc.
Presentazione della mostra "I colori del mondo" a SenigalliaAlla conclusione del suo intervento, la Dr.ssa Angeletti ha voluto partecipare ai presenti quello che sarà il viaggio che andrà ad intraprendere tra pochi giorni, cogliendo così l’occasione per presentare anche i suoi compagni di questa nuova esperienza: Massimo Fanelli e Monica Olioso. Un viaggio non certo di rilassante piacere in terre esotiche, ma del piacere che si prova nel donare cose oltretutto indispensabili, a volte anche per la sopravvivenza.
Infatti, nel corso di questo loro “peregrinaggio” in Sierra Leone, l’obiettivo è quello di impiantare organizzativamente e concretamente un funzionale ambulatorio medico in uno dei sperduti villaggi di quel Paese. E questo sarà possibile e realizzabile grazie agli aiuti dell’associazione “Compagni di Jeneba” di cui tutti e tre fanno parte.
Cosa per cui ci sentiamo di rivolgere a questi amici, un sincero augurio di buon viaggio unitamente ad un grande in bocca al lupo per il lavoro che andrete a svolgere.

Franco Giannini
Già pubblicato Giovedì 22 novembre, 2012 su Senigallia Notizie.it

sabato 15 settembre 2012

Volti e nomi della Senigallia celebre ma modesta n°19: Margherita Angeletti

...quale medicina migliore per l'animo altrui, che il saper ascoltare in silenzio e successivamente regalare una parola di conforto ?

Nel DNA delle piccole-grandi donne c’è qualche fattore genetico che evidentemente le lega e le porta a librarsi un palmo sopra a tutti gli altri. Madre Teresa di Calcutta, Rita Levi-Montalcini, Aung San Suu Kyi, Marie Curie, Grazia Deledda, e per giungere ad una nostra corregionale Maria Montessori, scriccioli di donne, tutte cuore e cervello.

Se mi permettessi di paragonare la nostra dr.ssa a queste donne, certamente non le farei un favore, al massimo un sopito augurio. Però, il suo modo di porsi, il suo pensiero, la passione che mette in quello che fa, la disponibilità, il senso di votarsi al prossimo, mi hanno portato a relazionarla con i personaggi su elencati, seppur con un obiettivo distacco.

So anche che alla dr.ssa Margherita non piacciono i “riflettori” a cui ha fatto fare cortocircuito. Ma io mi sono permesso l’ardire di rimetterli in funzione per sole 24 ore. Giusto il tempo di una veloce pubblicazione di questo scritto.
Ho promesso e mi sono ripromesso di non parlare con lei, neppure di politica, cittadina, regionale o nazionale. Quello che più interessa ad entrambi, in questo colloquio, sono gli esseri umani. Quelli con meno vantaggi, economicamente, ben s’intenda!
Un consiglio. Si guardi bene che il pezzo che ho scritto è lungo. Non è un articolo, non è un reportage, non è uno scoop, è semplicemente un racconto che però alla fine può regalare fiducia, non per come è scritto, ma per i contenuti in esso raccolti e raccontati.
Quella fiducia che a volte si perde per carenza di conoscenza, quasi con il timore ancestrale per tutto ciò che si ignora. Una lettura che consiglio da farsi, quindi, armati di pazienza, o altrimenti, sarebbe più opportuno sospendere qui, fin d’ora.
Era da tempo che facevo la “corte” a Margherita (mi ha concesso, anzi preteso, onore tutto mio, di darle del “tu”) e metabolizzavo l’idea di strapparle un’intervista. L’interesse era maturato da tempo “origliando” tra i suoi scritti e le sue foto rubati nelle sue pagine di Facebook nonché ascoltando i suoi interventi di carattere sociale sollevati in Consiglio nel suo ruolo anche di Consigliere Comunale.
Da questo avevo compreso che mi trovavo di fronte ad una specie di dottor Jekyll e mister Hyde, per via, ben s’intenda, delle sue due personalità: la dr.ssa Angeletti e la dr.ssa Margherita.
La prima dispensatrice di diagnosi e farmaci, come del resto è ovvio fra chi normalmente pratica questa professione.
La seconda, la dr.ssa Margherita, una specie di confessore, che invece silenziosamente ascolta, si immedesima, poi quasi in “punta dei piedi”, non stacca il foglietto del ricettario, ma con un sorriso, dispensa il consiglio sul da farsi. Accade anche che si carichi a volte, sulle sue esili spalle, problemi ancor più grandi di lei, portandoseli a casa per cercare, in tranquillità, di risolverli. Quali un posto di lavoro da trovare, una cura particolare da concordare con uno specialista magari suo amico, a cui inviare una lettera di presentazione e raccomandazione, una questione di usanze tra due etnie diverse che si sono incontrate e scontrate, da risolvere, magari, proprio tra le sue mura domestiche, come del resto già avvenuto.
Solo con me si è “scontrata” appena l’ho contattata telefonicamente dopo averle inviato un breve messaggio personale: “Ok… diamoci allora del “Tu”, però se vuoi rimanere mio amico non devi più usare nei confronti dei miei amici il termine ‘Diseredati’…“. Che poi, francamente, non era neppure un mio termine, ma un riportare il modo di dire usato da altri e dal sottoscritto preso solamente in prestito.
Ma non sono stato il solo, come poi nel corso del nostro colloquio ho avuto modo di appurare. Anche con alcuni suoi pazienti, da lei definiti “indigeni” locali perché brontolavano in quanto nell’ambulatorio c’erano troppi visi stranieri: “In certe occasioni bisogna farsi sentire, alzandolo, il tono di voce…” mi dice sorridendo.
Mentre si parla del più e del meno, mi chiede scusa per un attimo di interruzione di cui ha bisogno, in quanto deve inviare un sms: “altrimenti – mi dice – mi dimentico“. Quando ha fatto, mi guarda e con un viso soddisfatto e felice mi dice: “Sai a chi ho mandato l’sms? Ad un mio rifugiato che è andato a Verona per incontrare una persona e che questa mattina, come usa fare del resto anche spesso, mi ha inviato un suo messaggino con l’augurio di buona giornata… ma sono in tanti a farmi di queste piccole gradite attenzioni… sono veramente tutti gentili e carini“.
E mentre pian piano si spoglia dell’impaccio iniziale della conversazione viene raccontandomi di alcuni episodi di vita amicale tra lei ed i suoi migranti. Ed allora mi racconta, con viso disteso quasi che rivivesse i momenti, di alcuni flash delle sue giornate: “… quando sono a cena dagli amici tunisini e mangiamo tutti insieme, come vuole la tradizione, il “cuscus” nello stesso piatto, come quando la “vu cumprà?” senegalese Amina, viene nel mio studio portandomi in dono i suoi vestiti più belli, come quando Gharbi e Zaineb, una coppia di tunisini, vengono a casa mia, portandomi in dono il pane fatto da loro in casa, come quando l’amica turca, seguendo un suo rito, mi prepara il caffè e poi mi legge i fondi – poi scoppiando a ridere mi racconta come – alla festa locale del PD, sono rimasta con l’auto “chiusa” da alcune moto nel parcheggio che mi impedivano di uscire. Alcuni posteggiatori, tutti ragazzi di colore, avendomi riconosciuta, hanno spostato sollevando di peso la moto per farmi uscire. Vedi Franco, questa è la mia vita ed è proprio il genere di vita che sognavo da bambina“.
Si guardi bene che questa che parla non è la dr.ssa Angeletti, ma la dr.ssa Margherita… o forse solo Margherita, figlia di un ferroviere con l’hobby della pesca!
D – «Dunque Margherita, per metterti a tuo agio e tranquillizzarti, intanto ti dico che il nostro sarà un semplice colloquio, non un’intervista. Quelle le lasciamo fare ai giornalisti professionisti. Mi devi vedere, quindi, solo come un amico a cui racconti le tue esperienze lavorative e quello che esse ti hanno regalato, i tuoi viaggi, la tua vita, quello che credi comunque utile a fare sia la tua conoscenza che quella dei tuoi migranti».
R – «Mi chiedi di parlarti di me. Lo sai che mi sento un po’ in imbarazzo a parlarti della mia sfera privata o della mia sfera pubblica, della mia vita di medico o della mia vita di consigliere comunale? Per ovvi motivi la mia sfera privata è top secret, gli avvenimenti del consiglio comunale sono quotidianamente pubblicati da tutta la stampa locale. Resta la mia vita di medico, anche se il medico, il consigliere comunale e la Margherita nel suo tempo libero sono un’unica persona.
Esercito la professione di medico da quasi trent’anni e sono innamorata di questo lavoro. Mi ritengo fortunata perché io sin da bambina volevo fare il medico e dirò di più, volevo fare proprio il medico di famiglia. Tutto, vedi, si èsvolto come da copione. Poi il destino, diciamo così, mi ha portato ad avere tra i miei pazienti numerosi migranti di varie etnie: africani, asiatici, americani ed est europei».
D – «Allora diciamo: un’unica persona ma con varie sfaccettature. Ecco che comunque già sei entrata nell’argomento a cui più tenevo. Migranti, migrazioni, esperienze loro e tue. Nel corso di quest’ultimo ventennio (meglio datarlo per non incorrere in errori, diciamo allora 1990-2010) hai notato qualche cambiamento evolutivo, relativamente al loro flusso?»
R – «Negli anni ’90 la percentuale a Senigallia era molto più bassa. I miei primi pazienti stranieri erano tunisini e marocchini. Ricordo che tra di loro c’era anche una famiglia di integralisti islamici fuggiti per motivi politici dalla Tunisia. Io sono molto curiosa, mi piace conoscere persone con abitudini di vita differenti dalle mie e così cerco di capire ascoltando e non giudicando. Poi, nel tempo, sono arrivati i senegalesi, i pakistani, i bengalesi, i peruviani, i colombiani, i boliviani ed anche qualche paziente dalla Repubblica Dominicana. Ma poi ancora le badanti polacche, rumene, ucraine e albanesi. Nel 2007, per puro caso, in seguito alla rinuncia di un collega, sono stati affidati alle mie cure dei profughi afgani e nigeriani ospitati da una struttura alberghiera di Marzocca, in attesa di asilo politico. Più tardi ancora sono arrivati dei somali e da più di un anno il Comune e l’Asur mi hanno affidato l’incarico di curare una cinquantina di profughi approdati a Lampedusa dalla Libia, provenienti da varie nazionalità dell’Africa e dell’Asia».
D – «Immagino che questo comporti non solo il “dica 33″, “tossisca”, “un’aspirina e passa tutto”».
R – «Quotidianamente sono a contatto non solo con le loro patologie ma anche con i loro stati d’animo. Non è facile trovarsi all’improvviso in un paese con clima, alimentazione, impostazioni di vita completamente diverse. Sono dei ragazzi, alcuni di loro da poco maggiorenni, che lavoravano in Libia, fuggiti dalla guerra, con la morte negli occhi. Alcuni di loro mi hanno solo accennato, perché ancora non riescono a raccontare, cose viste e subite. Passano le loro giornate andando a scuola. C’è chi va a scuola di italiano, chi va a scuola serale, molti hanno brillantemente superato l’esame di terza media italiana ed aspettano una risposta positiva dalla Commissione di Caserta che esamina la possibilità di un asilo politico. Tutti aspettando un lavoro, che, ahimè!!, per tutti è sempre più difficile da trovare».
D – «Permettimi una curiosità. Per una visita medica, sei tu ad andare da loro o viceversa ?»
R – «Dipende dalla gravità del caso, ma comunque vengono spesso nel mio ambulatorio. Vero è che i pazienti italiani, seppure dopo alcune difficoltà, hanno iniziato ad accettarli. Del resto sono molto educati ed hanno un grande rispetto nei confronti degli anziani».
D – «Altra curiosità di carattere medico: quali sono le maggiori e più frequenti patologie che incontri? Faccio la domanda non per una curiosità, come dire, morbosa, ma proprio per dare un taglio all’ignoranza delle voci che circolano e che si dicono timorose che i migranti “portino” malattie infettive!»
R – «Dici bene… ignoranza e non aggiungo altro! I malanni più frequenti di cui si lamentano, sono dolori diffusi alle articolazioni, alle ossa ed ai muscoli dovuti al clima umido a cui spesso non sono abituati. Spesso presentano coliti e gastriti, mal di testa, insonnia, ansia e depressione. Malattie legate allo stato di preoccupazione permanente in cui vivono».
D – «Ed immagino che è qui che la dr.ssa Angeletti si toglie il camice bianco ed indossa i panni della dr.ssa Margherita, quando non addirittura, magari con le donne, si spoglia anche di quel “dr.ssa” per offrire solo l’amicizia di Margherita. Giusto?»
R – «Non è così facile, ma dico che si, a volte a loro basta un sorriso. La terapia migliore è ascoltare senza chiedere, sono dei ragazzi e ragazze lontani dai loro affetti e dal loro ambiente. Mi hanno insegnato e mi insegnano tante cose. Mi allargano la mente; con loro sto conoscendo un po’ l’Africa e le sue diverse etnie.
Viviamo tutti un periodo non facile, la disoccupazione sta toccando livelli record. E se per noi è difficile, dobbiamo pensare che per questi ragazzi lo è ancor maggiormente. Il perché dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti …dico dovrebbe! Spero che tutti non lo affermino solamente con un cenno del capo, ma lo comprendano con il cuore. Essere qui soli, catapultati in una realtà diversa ed in un ambiente spesso ostile. Siamo portati a giudicare male e a temere ciò che non conosciamo, siamo spesso troppo ancorati alle nostre tradizioni, alle nostre abitudini. E’ un peccato perché in questa maniera ci precludiamo aperture a nuovi orizzonti e a nuove conoscenze. Mi parlavi dei miei rapporti con le donne! Ehh si!! Un traguardo raggiunto grazie alla mia professione. Un gran bel rapporto, quello che ho instaurato con le donne migranti».
D – «Raccontaci per cortesia, perché sono anche queste curiosità che aiutano a conoscere e a far crescere anche noi al di fuori di queste realtà, le differenze tra un’etnia e l’altra, sempre che ne esistano».
R – «Solo semplici esempi. Le pakistane e le bengalesi avvolte nei loro manti colorati, di solito, hanno più difficoltà nell’apprendere la lingua italiana. Sembrano meno integrate rispetto alle donne africane. Molte di loro non riescono ad avere figli e ciò costituisce un grave problema, anche sottoponendosi a cure ormonali e a fecondazione assistita. Mi piace paragonare ciò alla scarsa fertilità di tutti gli animali in cattività. In un paese così diverso dal loro, senza affetti familiari, senza amiche, passano le loro giornate spesso sole in casa, nell’attesa del ritorno dal lavoro del marito. Le donne Sudamericane sono simili a noi in tutto, sanno però essere più allegre e spensierate».
D – «E da qui a divenire amica, almeno per te, per il tuo modo di pensare e di avvicinare queste famiglie, il passo immagino sia stato breve. Oppure mi sbaglio, perché hai dovuto guadagnarti la loro fiducia?»
R – «Di alcuni migranti, tunisini e marocchini che ho conosciuto negli anni ’90, si, sono diventata amica pian piano, ma neanche dopo tanto tempo, infatti due anni fa ho avuto anche l’onore di essere ospite di una famiglia di Casablanca in Marocco. Ho vissuto qui con loro per una settimana durante il periodo del Ramadan cercando di seguire il loro ritmo di vita.
Che dirti di più se non che ho imparato tanto, mi hanno dato tanto. E voglio proprio concludere questa mia intervista con una frase che ho appreso in questa circostanza in questa casa Marocchina e che dice tutto: ‘Con La prima tazza di te che bevi in questa casa sei il benvenuto, con la seconda tazza sei un amico, con la terza tazza sei considerato uno di famiglia’».
Io vorrei ancora continuare, ma comprendo che altri impegni incombono e devo terminare anch’io. Lo faccio però, scusandomi perché avevo cominciato con il formulare una promessa che poi ho finito con il non mantenere. E solo alla fine me ne sono reso conto. Avevo promesso infatti che non avrei parlato di politica, ed invece… Non considerando che se non è politica questa, la politica allora non esiste!
A questo punto spero solo di aver suscitato almeno un minimo di interesse e qualora non fossi neppure riuscito in questo intento, la colpa è da imputare tutta al sottoscritto che, malgrado la buona volontà, non è riuscito, purtroppo a smuovere le coscienze di cuori evidentemente granitici.

Franco Giannini
Già pubblicato Venerdì 14 settembre, 2012 alle 2:06 su Senigallia Notizie.it
Questi i commenti dei lettori di Senigallia Notizie.it :
 
Valeria Valenti
2012-09-14 09:25:53
Conosco Margherita professionalmente parlando: è stata una cliente del mio studio artistico. Quanto fosse speciale l'avevo intuito. Ora ne sono certa. E anche orgogliosa. E anche felice che un pezzo di me sia tutti i giorni sotto i suoi magici occhi. Viva Margherita sempre. Grazie
Un lago di Lacrime
2012-09-14 12:16:43
La consiglera Angeletti nel 2010 ha dichiarato 82.423 euro. Alla faccia !!!! Ha trasformato il solito buonismo catto-comunista in un (...omissis...). La vorrei vedere in mezzo ai lebbrosi di Calcutta senza prendere un soldo invece di farsi stipendiare dai contribuenti italiani. Vai (...omissis...) con i guanti bianchi !!!!!!
Franco Giannini
2012-09-14 19:38:23
Non so quanto abbia dichiarato e quanto dichiarerà di reddito la Dr.ssa, non facendo parte, io, nè delle Fiamme Gialle e neppure del personale Equitalia. Non sono qui neppure a farle l'avvocato d'ufficio, perchè non ne ha necessità, sapendosi difendere da sola e poi non sarei neppure in grado di farlo. Comunque da quello che denota il suo livore, mi fa pensare che può essere dettato o da suoi problemi personali o causato da sua immensa invidia (logicamente per il vil denaro, del sociale non gliene frega nulla!!). Ma lascio sempre la libertà di espressione e di contestazione a chi legge quello che scrivo, considerando che siamo un paese libero e democratico. Quello che invece contesto, egr. Lago di Lacrime, sono i suoi insulti gratuiti e come dire il suo modo di trincerarsi un pò codardamente dietro un anonimato. Potrei risponderle o rispondergli, con un egual linguaggio (proveniendo orgogliosamente da quell'estrazione popolana maestra di vita in certi frangenti!), ma non sarebbe giusto per me, perchè dovrei rinchiudermi in un ascensore e scendere ai suoi stessi livelli. Comunque un consiglio. Prima di sparare inesatezze circa il mandare o andare a "Calcutta" a spese, come dice lei, della collettività, si informi meglio sui comportamenti verso il sociale usati dalla Dr.ssa, perchè a quello che mi risulta non è così come lei le descrive! E qui chiudo!!
Paul Manoni
2012-09-14 22:42:10
Con tutto che poi, alla fine, quanto dichiari di reddito la Dr.ssa Angeletti, a me francamente non può fregare di meno, se poi svolge il servizio che svolge per la collettività, e su quei soldi ci paga le tasse. Margherita è una brava persona. Onesta. Altruista, e smaccatamente interessata ai diritti delle persone. Persone come lei, ce ne vorrebbero a tonnellate in questo paese.

mercoledì 7 dicembre 2011

A Senigallia presentato il primo rapporto del Parlamento Italiano su Rom e Sinti


di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it


San Rocco desolatamente semi-deserto per "Un Popolo di bambini", l'incontro del PD contro i pregiudizi


Del resto, come ha poi avuto modo di rimarcare la Sen. Silvana Amati, era da immaginarselo che gli spettatori non sarebbero stati numerosi, perché un argomento come quello toccato, già ispiratore di innumerevoli pregiudizi, non poteva di certo essere di gran richiamo. Devo dire, invece, che gli assenti, come sempre, hanno avuto ancora una volta torto e si sono perduti degli interventi utili, se non altro, atti a far riflettere, documentarsi e non cadere domani negli stessi sciocchi pregiudizi.

All’incontro doveva partecipare anche il Sen. Pietro Marcenaro, Presidente Commissione Diritti Umani del Senato ed un po’ padre di questo rapporto, invece assente, purtroppo, per motivi di salute e sostituito all’ultimo momento dalla Sen. Silvana Amati.
Altri partecipanti all’incontro: Francesco Mele del PD di Torino, che ha contribuito alla realizzazione di questo documentario qui visionabile con un semplice click Mandiamoli a casa#2. I luoghi comuni: i Rom”; Elisabetta Allegrezza, Segretaria PD Senigallia; Stefania Pagani, Responsabile Forum Sanità e Sociale PD Senigallia.

Partendo dalla fine dell’incontro, la cosa più incoraggiante che a mio dire ne è uscita fuori, è stato l’interesse mostrato negli interventi del “pubblico”. Virgoletto perché le venti presenze che lo formavano erano costituite da “addetti ai lavori” o personaggi politici locali. Però coloro che hanno preso la parola, alla fine dell’incontro, e qui sta la positività, sono state delle insegnanti, che hanno portato le loro esperienze di lavoro maturate, nelle proprie classi, con questi bambini. Anche perché ritengo che è proprio dalla scuola, dalla ingenuità dei bambini, che si possa partire con una vera campagna di integrazione, in maniera involontaria, “indolore”, sotto il coordinamento di insegnanti sensibili verso questi problemi.

Questi telegraficamente gli interventi prima della proiezione del Documentario.
Ad assumersi il compito di presentare i partecipanti e di fare gli onori di casa, la Dott.ssa Elisabetta Allegrezza.

Per Stefania Pagani, il pregiudizio è solo frutto dell’ignoranza. Per molti di noi, Rom è sinonimo di zingaro, di nomade, di sporco, di reati. Non di rado si sente dire, per intimorire i nostri bambini, la frase: ”Ti portano via i zingari”. Ma pochi coloro, invece, che sono informati che la maggior parte dei Rom, di questa etnia, sono italiani in quanto migrati in Italia fin dal 1400. Sono erroneamente definiti genericamente nomadi anche se la maggior parte di loro, oggi, non lo è più. Sono chiamati genericamente Rom (ma non tutti lo sono), Sinti( ed è il nome di una delle etnie), oppure in modo totalmente erroneo anche Rumeni o Slavi a causa della cittadinanza di molti di loro.
In realtà non c’è alcuna connessione - neppure etimologica - tra il nome "rom" e il nome dello stato di Romania, il popolo di lingua neolatina dei rumeni o la lingua rumena, né teoricamente con le popolazioni slave, in quanto i rom e i sinti sarebbero etnicamente di origine indiana.

La Sen. Silvana Amati, ci ricorda invece come i Rom siano in Italia, solo uno sparuto numero di 140/170 mila unità e come essi siano definiti “Un Popolo di Bambini”. Non certo per via del numero dei figli che hanno, ma perché la loro speranza di vita è molto bassa. E ci fornisce dei freddi, ma illuminanti dati: il 60% di essi hanno meno di 18 anni, il 30% sono quelli che vanno dai 0 ai 5, il 6% raggiungono i 50/60 e solo il 3% riescono a superare i 60 anni. La vita media è sui 45 anni. Frutto, logicamente delle loro condizioni di vita. Un’etnia che si tira un po’ da una parte, cercando di “nascondersi” sapendosi visti con un occhio diffidente da noi “civili come essi ci chiamano, facendo risultare difficile la raccolta di dati statistici. Nell’Olocausto i Rom hanno subito uno sterminio ed è anche per questo, che un partito come il PD che si occupa di Diritti Umani non poteva dimenticarsi di questa etnia. Le Emergenze legate ad essi sono tante, come quella abitativa, quella legata alla sicurezza, al lavoro ed alla scuola e proprio per questo bisogna cercare di ridurle.

Per Francesco Mele, uno dei realizzatori anche del documentario "Mandiamoli a casa #1", (entrambi con il n°2, girati nel quartiere di San Salvario di Torino) da questi documentari emergono tanti luoghi comuni: i Rom, popolo delle discariche, ruba i bambini, il popolo dei "campi" (autorizzati e non che essi siano), vivono di furti e così dicendo!
I Rom invece non sono nomadi (di loro solo il 3% lo sono) e se si spostano lo fanno per i nostri stessi motivi: per affetti, per lavoro (giostrai). Oltre tutto è un popolo con la cittadinanza italiana. Nessuno nega l’esistenza poi che esistano dei problemi come quello dei piccoli furti, ma non dobbiamo farne di un’erba un fascio. La maggior parte di loro lavorano come giostrai, raccolgono il ferro, si adattano a lavori occasionali. Del resto poi le interviste nel documentario sono abbastanza esplicative.

Bandiera RomLa Sig.ra Elisabetta, di cui mi spiace, ma mi è sfuggito il cognome, ci ha relazionato, da persona che si occupa direttamente in prima persona di queste problematiche, delle difficoltà che ha incontrato nell’ambito territoriale di Falconara. Le sue esperienze sui Rom le fanno dire che hanno terrore del "Condominio" per la loro necessità di vivere la vita di "Famiglia", intesa nel senso più ampio di più famiglie. Infatti sono soliti posizionare le loro Roulotte (intese come abitazione fissa e non per girare) con un determinato modo (una adibita a cucina, una a camera da letto... una vicina all’altra, tutte ben tenute e precise come del resto ha potuto constatare di persona avendoci vissuto direttamente appunto per poterli conoscere da vicino). Non sono sporchi, perché l’interno delle loro roulotte o delle loro baracche, sono precise e ben tenute. Si deve tener conto che sono sempre baracche, che non hanno acqua corrente.
Ma hanno un senso dell’accoglienza molto sviluppato.
E ricorda così dicendo, quando ha abitato per un periodo con loro ed al mattino gli portavano il cornetto con il caffè. Però sottolinea anche come quando un loro ragazzo che voleva fare il meccanico, malgrado l’intervento economico della Regione che supportava il suo inserimento in un’attività lavorativa, veniva rifiutato dal datore di lavoro non appena veniva a sapere che era di etnia Rom. Ecco che allora questo li induce a nascondere la loro etnia, ad isolarsi. Anche se è vero però che alcuni di loro si stanno invece adeguando al nostro modo di vita. Alcuni sono andati ad abitare in case di muratura, le donne hanno smesso le lunghe gonne ed ora indossano i pantaloni, i figli vanno a scuola, li seguono da vicino ritenendo che sia il modo giusto per integrarsi.

Anche la Sig.ra Simonetta Bucari, qui semplicemente in veste di insegnante e non di Consigliere, porta una sua significante esperienza maturata in una ventennale esperienza di insegnamento. Aveva da prima avuto contatti con bambini Rom figli di giostrai, che per l’attività lavorativa dei genitori, rimanevano nelle classi per brevi periodi di due o tre mesi e poi se ne andavano. Difficili quindi da poter analizzare e instaurare con loro, un rapporto educativo di lungo periodo. Fino al giorno in cui un ragazzino Rom, non nomade, è entrato a far parte della sua classe e con il quale è riuscita nel tempo, a stabilire un rapporto molto bello, di grande empatia, successivamente allargato anche alla famiglia del ragazzino a cui ha fornito anche una abitazione in una sua casa di campagna. Successivamente poi, con l’aiuto della Caritas, si è riusciti ad inserire in un condominio, altri due nuclei familiari con 3 bambini al seguito. Ritenendo infatti, che è forse questo il modo giusto per creare integrazione, senza far perdere loro la propria identità. Il lasciarli nei loro campi è un po’ come limitarli.

Per un’altra insegnante, il fatto che si dica che i genitori snobbano la scuola, dipende dal fatto che molti di questi, come le hanno riferito, non vanno, ad esempio, ai colloqui, perché la maggior parte di loro sono analfabeti. Le ragazze a 12 o 13 anni vengono tenute in casa perché sono ritenute adulte e quindi da adibire ai lavori di casa.

Io non sono razzista, né pensavo di avere pregiudizi a prescindere: l’occasione dell’incontro ha portato a ricredermi o quantomeno a sapere di non esserne completamente indenne. Non posso certo dire che nei confronti dei "nomadi" fossi molto "aperto" e ben "disposto". Certa era una cosa, non conoscevo l’etnia Rom e come tanti ero ignorante in materia e quindi con almeno una punta di pregiudizio.
Se dicessi che dopo essere uscito dal San Rocco, oggi vedo tutto rosa, direi solo una falsità. Sicuramente posso però affermare che d’ora in avanti sarò in grado di analizzare con una critica più obiettiva e forse con un pelo di "pregiudizio" in meno, certi loro atteggiamenti, raffrontandoli con i miei.
Anche perché mi si è acceso l’interesse per la storia di questa etnia che mi spingerà a saperne di più. Cosa del resto facile oggi con Internet!

sabato 16 luglio 2011

SOLO TREMONTI POTEVA RISOLVERE COSI', NELLA NOSTRA SANITA', IL PROBLEMA PRENOTAZIONI














di Franco Giannini

l'economista che duro, tra due duri (?? di testa), di moscio ha la erre (?) …

Come sono solito fare, prendo l'argomento alla larga per parlare di Economia e di quello che ci sta capitando tra capo e collo con questa finanziaria, che, come la naja, che a nessuno piaceva, ma che tutti obbligatoriamente ci siamo fatti, dobbiamo subire. Parto allora dal mutamento del significato a cui sono soggetti, in questa nostra povera Italia, i colori. Si proprio i colori. Il giallo una volta era l'identificazione del sole, dell'oro, del grano, del girasole, della natura quindi, della ricchezza, della vita. Oggi, in quest'era della globalizzazione, identifica chi viene dal mondo orientale e che sembra venuto a minacciare quel poco di economia industriale che purtroppo ci è rimasto. Se c'è colpa in tutto questo, a chi imputarla ? Con il colore nero si definiva quel prodotto per cui oggi tutti si scannano, il simbolo della ricchezza, del progresso, dell'industria e... dell'inquinamento: l'oro nero, il petrolio. Oggi è il colore della fame, della sete, della disperazione, delle carrette del mare che vengono all'abbordaggio delle nostre coste per sottrarci quei lavori che poi l'uomo bianco non vuole neppure più fare (almeno fino a ieri... ed oggi...?) L'uomo bianco però sembra avere, oltre che il timore del diverso, anche la mente corta. Negli anni trenta, anche i nostri nonni sbarcarono in lidi stranieri, in modo sicuramente più sicuro, su transatlantici e non barconi. Anche noi portammo, con il tempo, ricchezza in quei paesi, ma anche delinquenza comune e specializzata come la mafia. L'azzurro, quello che era il colore dei mari dei nostri avi e che circonda le nostre coste, sta divenendo di una tonalità più cinerea, dovuta all'inquinamento degli scarichi industriali (ancora non so per quanto) e dallo sversamento di liquidi tossici. Il rosso, quello dei frutti del melograno, di alcuni nostri vini o delle arance di Sicilia, è stato rubato, (anche questo...), dai volti dei nostri politici quale maquillage distintivo di vergogna per come ci governano. Per alcuni di essi è già però un colore superato, perchè dopo anni di permanenza è d'obbligo per una mal resa anzianità di servizio, fregiarsi il volto con il colore più autorevole del bronzo. Il verde, il colore rappresentativo della natura, della speranza, è divenuto quello, definitivamente parlando, della mancanza di risorse economiche e della rabbia della maggioranza dei cittadini italiani. No, non ho dimenticato il bianco! L'ho lasciato appositamente per ultimo, perchè vorrei che restasse, almeno questo simbolo, il colore della colomba della pace, a cui tutti fanno riferimento come tanti buoni animalisti, ma che poi con i loro comportamenti e le loro decisioni, fanno del tutto, per abbattere, come vetusti cacciatori. Non vorrei che divenisse il colore del volto di un' Italia spaventata dalle conseguenze che certi provvedimenti irresponsabili che si sono succeduti dal dopoguerra in poi, potrebbero causarci. Per qualche anno il buon senso e la responsabilità di qualche singolo (educazioni di altre generazioni, ormai dimenticate), come pure l'economia di una ricostruzione post guerra, in cui ogni cosa che facevi, bastava ingegno e buona volontà, era destinata a produrre profitto, ci ha per un po' salvati. Poi per imprenditori improvvisati, fai da te, arricchiti senza sapere neppure come, la cosa è divenuta più difficile. Perchè gestire un'azienda famigliare non è come dirigere stabilimenti con centinaia, migliaia di dipendenti. E la regola è valsa, e sembra valere anche oggi, per Amministratori Governativi e per i parlamentari. Allora si è dovuto far ricorso (non certo per necessità...), ma per sopperire all'incapacità, a mazzette e favori in cambio di voti, che ci hanno pian piano portati da quello che era stato definito “Boom Economico”, alla recessione, agli scandali, all'epoca dei processi di mani pulite iniziati e che per i motivi più diversi, sembrano non abbiano a terminare, alle Finanziare che ogni volta si dice procureranno lacrime di sangue (e guarda caso sempre ai soliti), ma saranno le ultime. Si le ultime nel corso dell'anno preso a riferimento. E così nel corso degli anni, dal post guerra ad oggi, si è maturato un debito, che non scema, ma è in continua ascesa. Il bello è che tutto passa di moda, meno che questo modo di governare. L'ultimo colpo di timone, per raddrizzare il barcone Italia (non in condizioni migliori di quelli che giungono a Lampedusa) facente acqua da tutte le parti, è l'economista di turno. Solite le frasi di circostanza ? No, è un duro, si ritiene furbo ed intellettualmente preparato, da qui il suo parlare per citazioni. No quindi lacrime di sangue, ma tagli orizzontali uguali e per Tutti. Ecco, appunto, è già in quel Uguali e Per tutti, che noto proprio la prima Ingiusta Diseguaglianza. Il 5% su 10 mila € è pari a 500€ che divisi su 13 mensilità fanno 38€ al mese. Posso garantirvi che su un reddito di appena 770 € quei 38 incidono e neppure poco. Su di un reddito di 100 mila incidono per 5000€ che ripartiti ai fini mensili ammontano rispettivamente a 7.700 € di reddito e 380 € di maggior tassazione. I primi 38 € presi andranno ad intaccare delle necessità, i 380 € invece, solo delle rinunciabilissime esigenze. Il 5% è sempre quello, il taglio è uguale è per tutti e due i casi esaminati. La diversità sta in quella parola che da una parte chiamasi necessità e dall'altra esigenza. Non sto a spiegare neppure i due significati, perchè per comprenderli ci sarebbe la necessità dell'esigenza di possedere un benchè minima dotazione di sensibilità morale ed intellettuale ed una certa pratica reale sull'argomento. Ma i nostri politici, a tutti i livelli, e di qualsiasi orientamento politico, ma non dico tutti e non perchè io ci creda, ma solo per offrire un pietoso alibi a qualcuno che si senta di reputarsi fuori dal coro (esistono le mosche bianche ?), non posseggono questa sensibilità. A sentirli singolarmente sono tutti contrari alla manovra (come il fatto di andare a prostitute...), che però è passata per il bene del Paese. Contento e soddisfatto anche il primo di tutti. I dati reali di questa manovra? 1) Felicin stava in mezzo ad un mare che non era quello di Senigallia, 2)continueremo a versare lacrime che non saranno più di sangue, perchè l'abbiamo terminato 3) l'unica cosa che verrà a guadagnarci, con il ritorno dei ticket sanitari, sarà la soluzione del problema prenotazioni sia in Pronto soccorso che negli esami diagnostici che di laboratorio 4) uno “snellimento” nel numero delle pensioni, con la dipartita sia degli anziani, che di malati che invece della prevenzione punteranno sulla possibilità che un miracolo li salvi. Ma che non venga a mente a qualche tecnico statistico di venirci a dire, tra qualche mese, che si è riusciti a risolvere questo annoso problema...attenzione la gente è sempre più imbufalita!!