mercoledì 27 agosto 2014
Arte, Acqua, Petrolio: patrimonio di tutti. O di chi se li può permettere?
domenica 16 febbraio 2014
L’Italia patria di pizza, sole, mandolino e pasta
Oggi, di sicuro, almeno per il 40% della popolazione, il termine più riconiscibile con cui si identificano gli italiani è: "Miseria".
E ci si è pure divertiti a fare un elenco di monumenti con a fianco il loro valore. Valore poi stimato in base a quali parametri. Questo non si sa. Insomma tanti Totò seriosi, questi ricoperti da ampie toghe, ma altrettanto poco credibili! E credo che anche questa sarà destinata a scoppiare come la classica bolla di sapone... ma per lo meno ci invita a sognare in un periodo di sonni non certo tranquilli.
Ma in verità, nel nostro "Bel Paese", non c'è una regione, che una, che non possa affermare di avere tesori artistici, nascosti e visibili a tutti : dalle profondità marine, ai magazzini (magari non visibili dal pubblico ed in mezzo all'umidità!!), dai musei, alle piazze, sotto forma di chiese, palazzi, mausolei. Un patrimonio composto da un numero considerevole (credo milioni di reperti, ma non sono riuscito a trovare su internet il numero esatto totale) di "pezzi" custoditi in circa 3.500 musei e 5.000 siti culturali. Oltre a questi, 45.000 beni architettonici, 12.000 biblioteche. E se vogliamo inserire, come del resto è doverosi inserirli, il teatro, il cinema (visto infatti che la Corte dei Conti ha preso in carico, come bene artistico, anche il film la "Dolce Vita" di Federico Fellini!), non possiamo dimenticare anche di inserire nella lista gli oltre 30.000 luoghi dove si fanno rappresentazioni e si esalta l'arte del "Bel Canto". Non chiedetemi come versano tutti questi luoghi: risponderei, moltissimi con disagi, altri con notevolissime difficoltà per non usare il termine "degrado" che la dice lunga parlando di reperti "datati".
Ma quello che è più grave, la maggior parte di questo ben di Dio, giace nei magazzini in attesa di essere restaurato, da restauratori che a loro volta attendono l' ordine ed i mezzi economici per farlo, attrezzati della sola loro passione, competenza (loro si!) e ... pazienza. Non solo, ma spendiamo risorse per debellare, attraverso i Carabiniedri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, il commercio abusivo di opere d'arte che magari una volta recuperate, finiscono in quei magazzini di cui parlavo sopra e li rimangono in attesa della "manna". Altra cosa da conoscere è che attualmente l'Italia è la nazione a detenere il maggior numero di siti inclusi nella lista mondiale dei Patrimoni dell'Umanità (con 49 siti), seguita dalla solitta Cina (con 45 siti) che anche qui ci alita sul collo, pronta a superci. E se da una parte ciò è cosa che ci rende, o ci dovrebbe rendere, particolarmente orgogliosi, dall'altra colpevolizza maggiormente chi non fa nulla per tramutare "cocci", "intonaci", "mura", "pitture", "monumenti", ecc.. ecc.. in "lavoro", economia", "benessere", ecc... ecc... I fondali dei nostri mari, sono pieni di reperti ed anche qui si evita di recuperarli, perchè non si sa che poi che farci. Magazzini senza nome con reperti ancora da schedare, quindi non classificati per importanza e non classificabili per valore, abbandonati a se stessi con una parvenza più di rifiuti che di opere d'arte. Quasi che fossero più una specie di peso, che una ricchezza da mostrare e su cui far legalmente ed economicamente conto, con lo stesso impegno con cui altri lo hanno fatto illegalmente con i loro fottuti "Derivati". Ed allora ritornando ai nostri "parruconi", credo che siano stati gli unici a comportarsi come Cornelia, che rivolgendosi alle matrone romane che esibivano le loro ornamente esclamava, con il massimo orgoglio mostrando i suoi figli :"Questi sono i miei gioielli !". In ritardo e sicuramente senza che nessuno li ascolterà. O magari li ascolteranno facendoci su dei sorrisolini di autosufficienza, lasciando che i miliardi di € richiesti come risarcimento restino solo una pia illusione. Ma quanto meno, costoro, sono da elogiare per aver fatto sentire una voce, quella dell'Italia, che oggi (o forse sempre!) nessuno ha mai ascoltato.
Sembra quasi una maledizione, che gli abitanti dei paesi più ricchi non abbiano la consapevolezza di stare seduti sopra delle immemse ricchezze. Salvo pochi. Quei pochi che poi speculano, sfruttano, schiavizzano, tutti gli altri.
I paesi arabi stanno seduti e gallegiano sul loro sottosuolo che trasuda oleosa ricchezza. E mentre gli emiri aprono i loro rubinetti in oro, l'uomo della strada "fortunato" trascina con la corda il somarello o vende datteri. Il sottosuolo del Sud Africa è tempestato da ogni sorta di ori, di diamanti. La Russia poggia i piedi su di un immenso gasdotto, poi ci sono altri che hanno immense foreste di alberi dal legno pregiato, hanno parchi e spiaggie da favola e tutti, sempre appartenenti alla casta di quei pochi, sanno come farli fruttare. Noi no! Non abbiamo neppure quei pochi !!
Ci incolpano bugiardamente di essere un popolo tutto Pizza, Sole e Mandolino? Beh, cari amici, credo che sia ora di svegliarci ed applicarci questa etichetta alla lettera, solo che lo volessimo, che ne fossimo consapevoli e che di questo si facessero interpreti, principalmente, i nostri politici ed Amministratori.
Figuratamente, ma poi mica più di tanto, non dovremmo far altro che alzarci il mattino, ed aprire la biglietteria, per far entrare le file di turisti anziosi di vedere il "nostro" patrimonio artistico. Dovremmo alzarci ed aprire i "nostri" ristoranti per preparare i "nostri" manicaretti preparati dai "nostri Chef", quando al termine delle visite, costoro, si riverseranno affamati sulle tavole imbandite, dove ad attenderli ci saranno i "nostri" vini delle "nostre" vigne sapientemente preparati dai "nostri" viticoltori. Il tutto sapientemente "Tutelato", non certo da un timbro, da un bollino, da una stampigliatura. Ma da leggi capestro. Se ti becco che sgarri, ti spezzo le gambe, perchè "Caino" è stato avvisato!! E questo sia per noi italiani che in egual misura per quelli che italiani non sono!
Ogni regione, dovrebbe preparare e rinnovare periodicamente un programma variegato di pacchetti di itinerari turistici, artistici, culturali, siano brevi (giornalieri) che più impegnativi (settimanali), suddivisi anche per livelli di prezzi. Un riguardo particolare agli studenti ed agli studiosi!! Gli italiani dovrebbero beneficiare di sconti, logicamente più congrui per gli indigeni. Il campanilismo, neppure dirlo, dovrebbe andare sotterrato, mentre dovrebbero essere studiati viaggi itineranti di mostre contenenti il "migliore esistente" della regione. In modo che tutti possano, prima o poi, usufrire della notorietà che questi portano.
Le opere d'arte anche fotografate dai naviganti su Internet dovranno pagare un obolo (una SIAE alla memoria degli artisti ed a favore del Bel Paese che la deve custodire!) ad ogni clik, studiando una formula che permetta l'incasso : attraverso la pubblicità che appare al clik??.
Le opere d'arte potranno girare solo all'interno del Paese. Andrà loro ritirato il passaporto così che mai più dovranno superare i confini di Stato. Se le vuoi vedere, caro Turista, vieni a casa mia e visto che è di mia proprietà, che ho il compito di curarle e custodirle come è giusto che sia, che l'ospitalità è sacra e deve essere fatta a regola d' "arte", la visita ce la paghi "pro fu ma ta men te". Anche il petrolio costa caro, eppure, malgrado puzzi, inquini e certamente non è bello da vedersi, magari mugugnando, ma lo si paga. Altrettanto allora lo si può fare per le opere che tutti ci invidiano.
Del resto se pagano profumatamente le Ferrari ? le BMW ? Le Mercedes ? Il diamante Rosa? Il soggiorno in Polinesia ? non comprendo perchè si debba pagare soli 15 € per entrare al Colosseo, mentre per andare a Disney Land devi pagare dagli oltre 50 a 100 € (divertimenti compresi!) ?
Non fidandomi più delle capacità imprenditoriali dello Stato, affiderei i pacchetti di cui sopra, in appalto a dei privati. In modo che li gestiscano pagando un affitto allo Stato che si impegna a sorvegliare che il patrimonio non subisca danni e ad effettuare opere di restauro al bisogno.
Mi chiedo quanto personale, oltre agli addetti propriamente ai lavori, sarebbe movimentato ? Agenzie di viaggio, trasporti, manutenzioni, assicurazioni, banche (purtroppo queste sono come i cinesi, le trovi dappertutto!). A questo punto, lasciamo pure che la nuova nata FCA (ex FIAT) porti le sue quattro lamiere all'estero, che si delocalizzi le nostre ditte in Cina, in Turchia, in Polonia, in Romania. Voglio vedere a delocalizzare i quadri esposti alla Galleria degli Uffizi ? Anche qui i prezzi di 7 € per l'ingresso gridano vendetta? Cari signori... è' finita la pacchia!!
Se Della Valle restaurerà il Colosseo, dovrà ricavarne qualche cosa o no? E se la Merkel scenderà a Capri, dovrà venirci ben imbottita di € o no??
La parola Miseria dovrebbe, potrebbe, scomparire dai dizionari italiani ...
Ma... ohi, hoi...!!!! Quanto dormivo bene e che bel sogno stavo facendo, e come sempre quanto è angosciante certi risvegli, tanto più che dalla poltrona in cui ti eri appisolato vedi e torni a riascoltare la TV che parla di scandali... di nuovo... e questa volta sento che parlano di Quirinale... Questa volta che cosa avrà combinato???!!!
di Franco Giannini
venerdì 5 luglio 2013
Turismo, arte, cibo, cultura. Ecco le nostre miniere di diamanti!
![]() |
| I bronzi dorati di Cartoceto |
![]() |
| bronzi di Riace in sala vuota |
Le immagini valgono sempre più delle parole. I politici che si potranno vedere dal filmato, hanno ancora il coraggio di farsi intervistare, parlare e sfoggiare senza ritegno il loro "Io...".
Un biglietto d'ingresso al museo delle cere di Londra, si paga dalle 35/40£st. Considerando che un museo delle cere si può sempre copiare, di Colosseo, come di mamma, ce n'è uno solo. Da noi l'ingresso al Colosseo solo 13€, non solo, ma degli 88 centri museali e archeologici laziali (ma in maggior parte romani de Roma!) , ben 44 sono con entrata agratis, ed ancora... tanti sono lasciati in abbandono, non aperti al pubblico, o al massimo affidati a restauratori, studiosi, studenti che lavorono trascinati da un lato dalla immensa passione e dall'altro affossati da sfiducia e da scoramento nelle istituzioni. Insomma, giusto per sdrammatizzare, rovine (de lusso) in rovina!!
Non c'è zolla d'Italia che non nasconda reperti archeologici. Del resto l'Italia è la patria del 70% (o almeno qualcuno afferma che questa sia la percentuale attendibile) delle "opere d'arte e patrimoni mondiali" da tutelare. Ogni città ha il suo "tesoretto" la cui sola punta, come gli iceberg emergono e sono disponibili, curati (e non sempre!) per essere ammirati, studiati. Tutto il resto giace in cantina tra umidità (quando non sono proprio nell'acqua), muffa, ragnatele, in attesa di essere catalogato (a volte non esiste neppure una catalogazione!) e restaurato. Quando? Boh... con i politici che abbiamo, credo mai. Ed è questa fonte di ricchezza!! Ma se non si comprende che la cultura è lavoro, che il turismo è lavoro, che l'arte è lavoro e che tutto è fonte di ricchezza, oserei dire a costo zero, da raccogliere naturalmente quasi come le banane o i datteri che crescono naturalmente nel loro habitat, credo, ed ogni giorno di più, che continuare a parlare di processi, di IMU, di F35, di Tasse, sia solo un modo per incancrenire un male che non si vuol estirpare, e , ripeto credo, non certo perchè non lo si sa estirpare, sarebbe sottovalutare un po' troppo certe intelligenze sopite, ma non fino a questo punto: la disoccupazione.
![]() |
| f35 |
Qualcuno a suo tempo, in modo incosciente, invitò a non pagare le tasse. Altrettanto faccio io qui, non sul problema tasse, ma sul problema cultura e lavoro. Mi sarà facile poi dire, quando qualcuno mi riprenderà, che l'ho suggerito per "smuovere le acque".
Ecco allora il suggerimento ! Tombaroli d'Italia, se trovate qualche reperto di valore, vendetevelo, sicuramente voi ci guadagnerete e sicuramente andrà a finire sulle mani di chi sa apprezzare il bello di questi cimeli. Intanto il nostro stato, non saprebbe che farsene, non ha soldi per restaurarlo e finirebbe in cantina in una di quelle casse, contrassegnate anonimamente con un numero, fattosi anch'esso scolorito. Lo stesso dicasi a chi, esperto subacqueo, avrà la fortuna di rinvenire tra la sabbia dei fondali dei nostri oltre 3 mila Km. di costa, anfore di ogni foggia. Sempre meglio che giacciano in bella mostra in qualche villa patrizia o nel bagno di qualche critico d'arte, che nel dimenticatoio come i quadri della pinacoteca di Brera.
E se poi pensiamo che il nostro governo, non riesce più a difendere neppure i nostri prodotti alimentari, come che so, i formaggi, il latte di bufala, il pomodoro, il grano, la pasta, il vino, l'olio, come volete che riesca a comprendere l'importanza dell'arte e della cultura, che qualcuno, un laureato definì, neppure troppo tempo fa, come qualche cosa che non ci offre da mangiare? Oggi si invitano i nostri giovani a trovarsi lavoro fuori, all'estero, viviamo nella globalizzazione, si dice, quindi che non facciano i mammoni o gli "choosy" (lo hanno affermato altre "scienziate" del bon ton e dalla verità in tasca!), quando io credo, che invece, il lavoro sotto casa lo avrebbero anche, non certo in una catena di produzione industriale, ma forse, è una esasperazione quella che uso ovviamente, a staccare biglietti d'ingresso ai turisti stranieri nei musei, ed il tutto a pagamento (anche in Grecia hanno soppresso il nome di Teladogratis !). Oppure come ciceroni nelle visite guidate, come gestori di ristoranti, alberghi, come restauratori, come imprenditori agricoli delle nostre ghiottonerie doc o anche, ohhh !!! se servirebbero e serviranno, come controllori intransigenti in porti, areoporti e frontiere, affinchè i paesi d'oriente, o quelli emergenti in generale, non vengano ad "imbastardire" contraffacendo le nostre merci, con la loro "immondizia commerciale".
Questo il commento pervenuto attraverso una mail alla redazione di SenigalliaNotizie.it da parte del Sig. Ritaldo Abbondanzieri, Presidente dell'Associazione Culturale PERGOLA NOSTRA ed alla mia successiva replica.
"Egregio Direttore,
mi scusi se faccio sapere attraverso Lei , credo al signor Franco Giannini,
così è scritto alla fine dell'articolo, ma non vorrei confondermi con un
commentatore,la mia opinione sull'articolo, per molta parte condivisibilissimo.
Procediamo con ordine.
1°) devo ringraziarlo per aver pubblicato l'immagine dell'unico gruppo in
Bronzo dorato di epoca romana esistente al mondo ovvero i BRONZI DORATI DI
CARTOCETO DI PERGOLA , conservati nel museo dei Bronzi dorati e della Città di
Pergola
. A Pergola e non a Cartoceto Comune confinante con Fano che non centra nulla
con i Bronzi . Quindi attenzione quando si scrivono le cose devono essere
scientificamente non contestabili altrimenti si fanno delle brutte figure !
2°) IL MUSEO DEI BRONZI DORATI E DELLA Città DI PERGOLA che conserva come ho
detto ll'unico gruppo bronzeo dorato di origine romana al mondo, nonostante
che sia pubblicizzato con il solo contributo del Comune di Pergola e
completamente dimenticato dalla Regione e dagli organi di informazione, (
esempio la disinformazione dell'estensore dell'articolo e debbo dire anche, non
me ne volete , della vostra redazione ). ha avuto nel corso degli anni una
media costante di ca 8.500 visitatori annui.
Certamente troppo pochi per il valore del Gruppo bronzeo e per le altre opere
veramente uniche conservate ottimamente nel Museo e per lo sforzo che sostiene
la Città di Pergola. Peraltro vorrei chiederVi se conoscete un Albergo o un
operatore turistico che oltre a pubblicizzare il proprio esercizio metta tra i
luoghi visitabili e consigliati il MUSEO DEI BRONZI DORATI E DELLA CITTA' DI
PERGOLA ?
3°) Non ritenete Voi che l'unione faccia la forza e che gli operatori della
costa pesarese e anconetana debbano suggerire percorsi volti a pubblicizzare
l'entroterra e la montagna che danno acqua e pane per mangiare tutti i giorni
?!? Qualche anno fa nel mese di agosto tre volte a settimana partiva un pulman
da Pesaro passando per Fano Marotta e Senigallia portava gratuitamente i
signori bagnanti a Pergola a visitare il Museo. era quasi sempre con pochissime
persone. Nessun albergatore consigliava la visita . Mi sia consentita
un'affermazione un poco semplicistica : la costa vuole, ma non da nulla !
4°) Lo sforzo che fa l'articolista per accostare i Bronzi di Riace ( origine
greca ) con il Gruppo Bronzeo dorato di Cartoceto di Pergola ( origine romana)
e' commovente. Egli fa riferimento al servizio della 7. Quelli hanno il museo
in restauro e sono esposti coricati nella sede della Regione Calabria, i
nostri ben in vista ben conservati in un ambiente ottimale unico forse nel suo
genere in Europa !
5°) Ha ragione quando dice che con la cultura si mangia ! Un dato reso noto
dalla Confcommercio dice che ogni Euro investito in cultura fa rientrare
trentadue Euro in termini economici. L'Italia detiene oltre il 70% dei beni
artistici e culturali del mondo senza parlare dell'ambiente e del paesaggio
veramente unico al mondo. Basterebbe fare squadra e crederci !
6°) Le nostre specialità alimentari sono copiate e clonate in tutte le parti .
L'italia ha più DOC, DOCG, IGT e prodotti tipici unici garantiti di ogni altro
paese al mondo.I prodotti alimentari venduti in Italia sono i più controllati
al mondo! I disciplinari di produzione i più severi !
7°) Il suggerimento ai tombaroli si commenta da se ! Piuttosto invece
andrebbe fatta un'azione verso i tesori conservati nei depositi dei Musei :
Restituiteli alle comunità locali che possano rimettere i quadri al loro posto
oppure esporli nei musei locali !
8°) Sono stato a Monaco di Baviera , ho cenato nella piazza centrale in un
tipico locale Bavarese , il piatto unico che ci è stato servito ed un quarto di
birra , 13 (tredici ) Euro. Qui da noi nemmeno una pizza. Non sarebbe da fare
qualche riflessione !?!?
9°) I consumatori si chiedono mai di che origine è l'oggetto del loro
acquisto? I commercianti, al di fuori della frutta, espongono mai l'origine del
prodotto che vendono ?
10°) I giovani sono le vittime della nostra generazione. Abbiamo voluto e
dissipato risorse senza badare a niente.
L'Italia è il paese della fantasia, del gusto, del sapere, del far bene e
della moda. L'artigiano è l'espressione di tutto questo. Solo se ci sarà una
ripresa delle botteghe ARTIGIANE che producono pezzi unici irripetibili per i
nostri figli ci sarà un futuro, diversamente saremo i coloni dei paesi
emergenti che ci stanno surclassando ed umiliando.
Scusi per la lungaggine. Grazie per l'attenzione.
Cordialmente
Ritaldo Abbondanzieri
Presidente dell'Associazione Culturale
PERGOLA NOSTRA "
perchè è giusto che se imprecisazioni ci sono state, esse vengano chiarite.
"Gent.mo Sig. Abbondanzieri,
innanzi tutto un grazie, per aver avuto la pazienza di giungere fino alla fine del mio scritto e delle scuse per le mie imprecisazioni, dovute certamente prima alla mia ignoranza, secondo perchè, con vegogna, ammetto di non essere mai venuto a Pergola ed ancor più di non aver preso visione dei vostri "gioielli" di famiglia, qui motivo di discussione.
Non faccio come i politici che scappano non ammettendo le loro colpe. Mi sono scusato subito delle imprecisazioni in cui sono caduto , ma mi sembra anche giusto, detto questo spiegarne anche le ragioni che mi hanno spinto a cadere nella fossa di questi errori.
Punto primo. Ho preso lo spunto dei Bronzi (sia di Pergola che di Riace, solo per motivo di introduzione del resto del contenuto)
Punto secondo. Ho fatto una ricerca e sono caduto su una frase trovata su Wikipedia che riporto e che mi ha tratto in inganno :"Alcuni centinaia di frammenti di bronzo dorato, del peso 9 quintali, vennero scoperti casualmente nel sottosuolo il 26 giugno 1946 in località Santa Lucia di Calamello, da due contadini che stavano scavando nel proprio campo situato nella parrocchia di Cartoceto, all'interno del comune di Pergola (PU)..." Io, come ammesso non sono mai venuto in loco, per cui per brevità, ho indicato successivamente con Cartoceto.
Punto tre: Lei mi parla di 8500 visitatori, dato che, se lo riporta lei in qualità di Presidente dell'Ass.Pergola Nostra, non mi permetterei mai e poi mai, di contestare, ma anche qui i dati di cui ho riferito, non me li sono inventati, mi creda, ma anche questi li ho presi su internet (http://www3.istat.it/dati/catalogo/20121218_00/PDF/Cap8.pdf) e sono, come potrà vedere generalizzati alle varie regioni. Ed io parlavo in modo generalizzato di arte, non facendo uno particolarizzato nè ai bronzi di Pergola nè a quelli di Riace. Quello che volevo far comprendere a chi leggeva, era che con la Cultura si potrebbe mangiare, ed anche bene.
Ed allora, sa che le dico Sig. Abbondanzieri, che quello che più mi dispiace, oltre alle imprecisazioni che ora entrambi abbiamo chiarito, è che non sono evidentemente riuscito a "sbattere in faccia" al lettore il mio messaggio, non certo circoscritto al giardino di casa mia, ma all'intera nazione. E quello che ancor più mi da da pensare, è che se non l'ha recepito lei (o almeno l'ha fatto in minima parte), figuriamocii politici addetti ai lavori, sempre molto volutamente distratti.
Mi parla poi di unione che fa la forza... ma ha sfondato una porta spalancata, quando ho detto di creare qualche cosa di unito per poi farlo girare in mostre itineranti. Mi fa una lezione sulle origini dei Bronzi di Pergola e quelli di Riace, che apprezzo e per questa ringrazio, ma che nulla a che vedere sul nocciolo della questione che volevo trattare.
Per tutti gli altri punti, che dirle? Concordo con lei!
Comunque a conclusione, onde evitare malintesi nei confronti di chi qui mi ha ospitato, voglio precisare che io sono solamente un collaboratore di SenigalliaNotizie.it e non sono un giornalista, Cosa che ha potuto ben vedere, solo un semplice (anche se sprovveduto) appassionato dilettante, molto dilettante.
Un cordialissimo saluto
Franco Giannini "
Cordialmente
venerdì 16 marzo 2012
Volti e nomi della Senigallia celebre ma modesta n°16: Michele Droghini

Ai più sarà sconosciuto questo nome, ma non certo sotto quello più noto di "Geos". FOTO
Via Margutta è una piccola viuzza al centro di Roma, conosciuta come una specie di galleria d’arte, anche a cielo aperto, per le tantissime opere di artisti ivi esposte, oltre che per i ristoranti alla moda o le abitazioni di personaggi “In” dello spettacolo e della Roma “Bene“.
A fornirgli tanta celebrità fu il film, forse neppure conosciuto dalle attuali generazioni, del 1953 “Vacanze Romane” diretto da William Wyler, interpretato nientepopodimenoche dalle due celebrità di allora: Gregory Peck e Audrey Hepburn.
Ecco, via Cellini, non avrà i ristoranti di nome, i suoi abitanti non saranno “In“, al più possono essere solo “in casa“, non ci sono botteghe d’arte, non sarà una viuzza del centro storico, bensì è una lunga arteria di traffico continuo ed esasperante, però… c’è un però che l’accomuna: l’arte.
Si, perché ritengo che anche la pittura murale, che piaccia o meno, deve essere interpretata come un modo di fare arte, quindi cultura. Un modo suo generis per esprimersi e inviare messaggi, con l’intenzione di chi li manda, che il passante o l’automobilista, osservandoli, provi una qualche sensazione e che magari venga invitato a riflettere.
Ricordo bene che una decina di anni or sono, quando divenni uno degli abitanti “in casa” di via Cellini, sul lato monte c’era un fosso che divideva il pendio della collina, con la strada. Poi venne costruito un muro che contenesse i possibili smottamenti. Utilissimo, ma tetro nel suo grigiore, fintanto che non cominciarono a decorarlo con graffiti, devo dire, non sempre gradevoli.
Fintanto che un giorno è arrivato lui, Michele Droghini, in arte “Geos“. Che pian piano si è impossessato di quasi tutta quella superficie iniziando a rinfrescarla da prima con fumettistici quanto allegri, ma inesistenti personaggi per i comuni mortali, ma ognuno una storia disegnata ed esistente nella sua testa.
Ma oramai per lui quelle opere erano superate ed allora a fine novembre ha cominciato a passarci sopra una mano di fondo per metterci su una nuova storia.
Freddo e vento non lo hanno fermato, perché solo la pioggia gli può far rinunciare al non presentarsi per completare quella sua arte che sembra interpretata a metri lineari o mq.
Lo avevo conosciuto qualche hanno fa quando noi di “Cittadinanza Fattiva” avevamo ripulito e tinteggiato il sottopasso di via Perilli, e lui con altri suoi amici, lo avevano poi affrescato con loro opere. Ricorda ancora quei giorni con piacere e ricorda La Piaga, Leo (infatti mi ha chiamato sempre con quel nome fino a quando non gli ho fatto notare l’errore), ma soprattutto Patrizia, per la sua enorme energia.
Ora, ritrovandomelo sotto casa, non ho potuto far a meno di andarci a scambiare qualche parola, tanto che ne è nata questa specie di intervista.
D – Allora… chi è Geos?
R – Nasco semplicemente come Michele Droghini…
D – Come nasce il tuo talento artistico? Hai fatto degli studi nel settore della grafica o similari?
R – No. Allora partiamo dall’inizio. Io ho avuto questa idea diversi anni fa: sono nato a Mondolfo, mio padre era un dipendente delle Ferrovie dello Stato per cui avendo i viaggi gratis in treno mia madre spesso la domenica ci “caricava” me e mia sorella sul treno e ci portava in giro. In queste trasferte ci capitava spesso di fermarci su queste stazioncine di provincia e ogni volta venivo colpito dai colori con cui erano state affrescate le fiancate dei treni o i muri di cemento che delimitavano la stazione. Guardavo quei disegni e la mia fantasia galoppava.
La sera poi, quando ritornavo a casa, provavo a riprodurre sulla carta quanto mi era restato impresso, correggendolo da quanto la mia fantasia esigeva. Poi all’età di circa 15/16 anni, anziché fermarmi a bighellonare nei bar del paese, ho pensato che fuori di queste porte c’era il mondo il mondo dei graffiti, a cui nel frattempo mi ero sempre più affezionato.
D – Quindi dietro le tue spalle non c’è una base di studio?
R – Al 90% sono un autodidatta, sto studiando da solo, quando ho tempo… le luci, le sfumature, le proporzioni, anche se devo dirti che sono un po’ pigro con lo studio! Appena vedo un soggetto, ecco che zac!, mi entra nell’ottica e butto giù subito l’idea sul primo pezzo di carta che trovo. Sono stato per circa un anno ad abitare nella bassa Marca, tra Loreto e Recanati, fuori quindi da Senigallia ed è in quell’occasione che mi si è offerta l’occasione di frequentare un corso di grafica anche se maggiormente aperto all’uso del computer. Però ho appreso alcune nozioni sull’uso dei colori ed altre cose utili per chiunque disegni.
D – Disegnare è la tua passione. E questa tua passione, immagino che ti porterà ad inseguire anche un tuo sogno speciale. Del resto sogno e fantasia sono un tutt’uno, non credi?
R – Il mio sogno, non da oggi, ma da tanti anni sarebbe quello di creare un ambiente migliore, sanato, dove la gente possa passare, soffermarsi a guardare, dialogare, discutere e criticare perché no, l’opera che ha di fronte, con l’autore. Una specie di mostra all’aperto, dove anche una piazza fa al caso suo, magari con pannelli intercambiabili o qualche cosa di similare.
D – Vedo che stai coprendo cancellando con una mano di pittura coprente quei visi che avevi disegnato tempo fa, sostituendoli, con dei pesci partoriti dalla tua mente fantasiosa. Che cosa significa tutto ciò? C’è un messaggio in tutto questo tuo “lavoro”?
R – Certamente! Gli squali che vedi rappresentano un fatto avvenuto tempo fa a Senigallia: la cattura di uno squalo. E la gente giù a parlarne per diverso tempo. Poi questi ultimi, rappresentano le varie invasioni che l’Italia ha subito e che intitolerò, “Invasioni Esotiche”. Ogni pesce indica una nazione o un continente con la loro cultura, con i loro colori, i loro costumi… questo con il bastone, ad esempio è il “Pesce Profeta” con i colori degli ebrei; questo rosso è un pesce africano, dove il rosso indica l’esotico; questo che si vede spina e testa rappresenta la fame dell’Africa; il polipo con il turbante rappresenta l’India, le braccia delle loro divinità; l’orca indica i popoli europei con la bandiera multicolorata, a rappresentare tante nazioni e la ferocia del consumismo, e così via…
D – L’ultima cosa che ti chiedo. C’è anche un costo, in tutto questo. Tu offri un servizio gratis alla città, che ti dovrebbe essere grata e, visto che di arte non si vive, anche vicina! Allora ti chiedo: l’Amministrazione ti è in qualche modo “vicina”?R – Posso solo dirti che con il Comune si lavora, mi hanno preso in considerazione e sono contento. Io sono quello che li faccio, ci metto la testa, lavoro alla luce del sole.
E devo dire che questa sua affermazione mi ha rasserenato!
Ma terminata la parte di domande e risposte, lo vedo estrarre il suo telefonino per mostrarmi le foto di altri suoi lavori in cui i soggetti (visi, corpi femminili, animali) sono riprodotti quasi in maniera maniacalmente fotografica, dove l’arte della sfumatura la fa da padrone. Totalmente diversa dal suo disegnare fumettistico! Veramente un artista poliedrico.
Mentre ho colloquiato con lui per circa un’ora e mezza, siamo stati fatti segno di continui strombazzamenti di auto con amici di Michele che lo salutavano. Segno della sua enorme popolarità.
E per favore, quindi, dopo quanto ho raccontato, non sognatevi di chiamarlo “artista di strada“, perché questi non esistono: ci sono solo ARTISTI, che poi possono essere più e meno abili, ma Geos appartiene solo alla prima tipologia, quella dei migliori.
E più che le parole sono le immagini colme di colori e sfumature a parlare da sole.
martedì 12 aprile 2011
C'era una volta la Chiesa delle Grazie a Senigallia
di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it O per essere più precisi: ancora c'è… ma si prenda visione delle sue condizioni. Le FOTO
Scrivo, ma mi sento mentre lo faccio, come un pesce fuori dall’acqua. Un "diavolo" in convento, entrato lì per visionare e far conoscere, a chi di competenza, lo stato in cui versano le mura portanti della Chiesa e le opere artistiche in essa conservate.
Strano il fatto che un fedele credente si sia rivolto proprio a un miscredente per far ascoltare le sue preoccupazioni. Non me ne capacito il motivo, ma così è stato. Ed è con orgoglio di sì cotanta fiducia che per la prima volta sono entrato in questa Chiesa e ne ho potuto apprezzare le opere d’arte che sono ivi conservate.
Prima tra tutte la Pala d’Altare intitolata "La Vergine in trono ed i Santi" dipinta dal Perugino, gli affreschi delle lunette del Chiostro con la vita ed i miracoli di San Francesco del novarese P.F. Renulfus, i mobili datati dipinti ed intarsiati della Sacrestia ed altro. Ed è allora che guardandomi attorno, ho compreso le preoccupazioni di coloro che la frequentano con una certa assiduità.
Appena si entra, sul lato destro si possono vedere delle crepe, che per le loro dimensioni, e per lo spostamento degli intonaci, non sono per nulla tranquillizzanti, malgrado il luogo risvegli un senso di mistica serenità.Il mio accompagnatore, mi fa seguire tutto l’itinerario delle crepe che scompaiono dalla vista, perchè si è pensato bene di celarle dietro ad un paravento di assi di legno ben assemblate ed impossibili da spostare. E’ in questo settore, mi riferiscono voci ben introdotte, che le crepe avevano e credo che ancora abbiano malgrado i pannelli apposti, dimensioni di apertura (o luce come si usa dire) che lasciavano passare nelle giornate di freddo e vento, talmente tanta aria da gelare le gambe a chi assisteva ai riti religiosi sui banchi lì posizionati.
Da qui la decisione di porvi un rimedio. Cosa che certamente ha curato uno dei sintomi, ma non certo la malattia, che senza interventi immediati tende ad incancrenirsi maggiormente.
Non conosco sotto quale giurisdizione cada il controllo di una Chiesa, se della Diocesi, del Comune, delle Belle Arti.
Di certo posso dire due cose: la prima, è assolutamente certo che non sono io lo scopritore di questi problemi (a suo tempo ad uno degli angeli che sono posti sul tetto perpendicolarmente ai lati del portale, e più esattamente entrando quello di destra, ebbe l’attenzione dei Vigili del Fuoco perchè aveva un’ala pericolante, quindi…).La seconda è che, pur conoscendone la gravità, non si sia intervenuto in modo adeguato, considerando che quella che noi senigalliesi chiamiamo Chiesa delle Grazie (ed è una delle più datate, 1491) è anche Santuario nonché convento Francescano.
Il 2 Agosto si ricorda e celebra, come avviene in tutti i Santuari, la giornata del Perdono, cara a tutti i devoti a San Francesco, il 17 Maggio è la ricorrenza di San Pasquale, il frate francescano spagnolo protettore del mezzo Televisivo in quanto lo stesso riusciva a vedere attraverso i muri l’immagine dell’Eucarestia.
L’8 Settembre poi c’è la Festa della Madonna delle Grazie. Festa questa, che dopo la morte di Padre Alberto Teloni, indimenticabile professore della nostra Scuola Alberghiera, ha perduto sempre più tono, con minor numero di presenze.L’abbandono poi della comunità francescana ha fatto il resto.
Oggi abbiamo un solo frate dell’ordine, mi si perdoni se in qualche denominazione o aggettivo cado in inesattezze, ma come ho già confessato non sono un addetto ai lavori, dei Frati della Buona Novella.Un solo Padre che opera nel modo migliore che può, ma anche a livello religioso, si sta procedendo come per la cura delle strutture dell’edificio e delle opere al suo interno, con un lento ma inarrestabile senso di "abbandono".
Una su tutte, ad esempio, non si celebra più la SS Messa del mattino, ma solo quella serale.Coloro che hanno chiesto il mio intervento l’hanno fatto non per il piacere di polemizzare, ma perchè auspicano che qualcuno intervenga al più presto ristrutturando, restaurando e restituendo un bene a coloro che ne vogliono usufruire.
E proprio chi ne vuole usufruire mi fa notare bene una cosa: non c’è bisogno di un badile di catrame per chiudere una buca… c’è bisogno di ben altro, mesi e mesi di lavori. Bisogna che qualcuno se ne faccia carico con quello stesso impegno con il quale operano, quelle che i fedeli frequentatori della Chiesa delle Grazie, chiamano amorevolmente "le pie donne".
Questi i commenti dei lettori di 60010.it
POVERO DIAVOLO
Scritto da un povero tra i poveri (di politica) il 09/04/2011 ore 14:36
Vedere come è ridotta quella chiesa mi piange il cuore. Ricordo un giorno, non molti hanni fà, quando durante una passeggiata senza meta, con la mia famiglia, finii alle Grazie. Era una bellissima giornata di sole e rivedere quel campo verde innanzi la chiesa mi ricordò quante partite di calcio fatte da ragazzino, non dovevi pagare, non dovevi ringraziare nessuno, bastava fare la fila ed aspettare il tuo turno, per eseguire la tua partita con gli amici, ci si metteva d'accordo prima con tutte le altre squadre quanto far durare le partitelle e quando dovevi giocare. L'importante era non gridare e non bestemmiare visto il posto. Pena l'arrivo di un frate o un prete che ti toglieva il pallone. Erano più le volte che noi tutti andavamo a disturbare i frati che loro venissero a disturbare noi, perchè il pallone era finito oltre il muro del convento o chissà dove. A volte capitava di andare nella chiesa per stare al fresco e/o riposarsi, mai nessuno ci ha detto di no, bastava stare tranquilli ed sinceramente non so quanto eravamo poi tranquili vista l'età. Finiti i ricordi d'infanzia, entrai nella chiesa con la mia famiglia, completamente vuota sembrava non ci fosse nessuno, ci avvicinammo all'altare e ad un tratto scosi un frate anziano, minuto, curvo su se stesso intento nel suo breviario, ma quando si voltò, sembrava ci stesse aspettando, con un sorriso ed una voce calma dolce ci chiese se poteva spiegarci le opere della chiesa. Stupiti di tanta disponibilità e perchè a noi? credendo di fargli piacere acossentimmo subito, incuriositi, ed affascinati. Ci lasciò a bocca aperta per quello che ci aveva spiegato e per la sua gentilezza, non conoscevo quella parte della mia Città. Uscendo mi accorsi che la mia famiglia ed io eravamo tutti sorridenti ed in qualche modo contenti allora capii che il favore lo avevamo fatto a noi e non a quel povero frate e che quel sorriso che ci aveva regalato all'inizio, seppur sconosciuti, l'aveva trasmesso lui a noi e noi adesso lo potevamo trasmettere ad altri. Se si potesse organizzare qualche cosa, una festa, un evento, coinvolgendo Senigallia, perchè quello è un nostro patrimonio, dove ogniuno potesse donare qualche cosa, non solo soldi, ma anche opere (ingegneri architetti, geometri, periti, ristrutturatori e/o tempo libero per lavorarci tutti un pò, sarebbe bellissimo. Se dobbiamo aspettare i nostri politici, credo che aspetteremo come il museo affianco alla chiesa. Grazie Franco, per quello che fai, non sentirti un POVERO DIAVOLO, credo che i diavoli siano altri, quelli che permettono che le nostre opere d'arte, perchè in quella chiesa raccoglie opere d'arte che vengono visitate d'estate dai nostri turisti. Mi potresti informare sulla piattaforma a circa 6 miglia dalla costa, di fronte a Senigallia, ferma da più di 1 anno, sempre più illuminata, ma cosa stanno facendo, non ne ho mai sentito parlare eppure si vede benissimo specialmente di notte, ora sembra un albero di natale. Grazie e a sentirci ti seguo sempre con piacere.
Grazie per la Fiducia immeritata
Scritto da Franco Giannini il 09/04/2011 ore 18:58
@un povero tra i poveri (di politica) Grazie per le parole che non merito. Osservare e segnalare è il minimo sindacale che uno può fare. Solo per precisare, non mi sono sentito un "povero diavolo", ma un "diavolo in convento" ...per motivi di fede quindi. Circa l'esserti utile per l'ISOLA LUMINOSA, forse e ripeto il forse, potresti trovare qui qualche dato, ma sempre poca cosa: http://www.apioil.com/ita/polo_energetico.asp Grazie comunque per la tua attenzione, sapere poi che ho anche un fan che mi segue, mi fa sentire "importante"...speriamo che non mi "monti la testa" ed eventualmente è colpa tua!!. Saluti
il battesimo
Scritto da pucci lucia il 09/04/2011 ore 20:24
non e passato molto tempo da quando il frate in assoluto piu in gamba ha lasciato la chiesa parliamo di 10 anni fa quando tutto questo non era la chiesa era ben sistemata le celebrazioni molto belle i fuochi di san pasquale illuminavano le sere di maggio partito il mitico padre gabriele tutto e andato in decadenza nonostante ancora ci sia partecipazione attiva da parte dei fedeli compreso il catechismo allora viene da dire se la curia fa diventare cosi 1a chiesa perche non richiamare i buoni frati al loro posto e vero che mancano vocazioni ma qualcuno ancora ce e anche se non e fancescano ma benedettino o altro ma capace con dei volontari a far risorgere la chiesa perche non gridare aiuto eccellenza orlandoni risponda al signor giannini non a me io sono semplicemente 1a parrocchiana del duomo ma ex grazie e dove il figlio 11 anni fa ricevette il battesimo a te francone grazie che mi sopporti un saluto
mercoledì 30 settembre 2009
QUANDO CULTURA EQUIVALE LAVORO

Dicevo poc’anzi che l’Italia non ha risorse nel sottosuolo, ma dicevo una grossa bestialità seppur non lo credo. Il sottosuolo e le profondità marine italiane custodiscono una vera miniera di diamanti, con tutti i suoi reperti archeologi custoditi gelosamente. E gli unici che ne hanno saputo quantificare il valore, come sempre non sono i nostri politici, sempre affaccendati in altri problemi, ma i “tombaroli” che se non sono persone affidabili, almeno dietro guadagni, salvaguardano pezzi pregiati della nostra storia a chi sa godere della loro bellezza. Non mi si venga a dire che dilapidano, così facendo, i Beni Culturali del paese, perché poi ne spiegherò il motivo. Non dovremmo far altro che costruire una Repubblica fondata su questo tipo di lavoro: scavi di archeologia, restauro, musei, cultura, industria del turismo e quanto altro ad essi collegati. Invece è emerso dall’inchiesta di Iannone solo enormi sprechi, menefreghismo, i soliti intrallazzi politici: La Reggia di Caserta con i suoi viali pieni di buche, i suoi giardini senza alcuna cura lasciati prigionieri di erbaglie incolte, nella Baia di Napoli un museo archeologico tenuto aperto per solo 9 giorni in un anno (no, non è un errore…solo per 9 giorni l’anno!), a Pozzuoli la Piscina Mirabilis http://www.ulixes.it/italiano/i_pg01.html?http://www.ulixes.it/italiano/i_pg02afr06a.html
lasciata in custodia ad una signora ultra settantenne che la apre solo su “ordinazione” e che però ha una reperibilità ubicata solo nella sua abitazione e che il visitatore deve cercarsi. Pubblicità scarsa, ma fatta su costosi-preziosi volumi (vorrei vedere chi sono gli editori!!) stampati a spese di chi?, ma poi mal distribuiti e a sua volta malamente pubblicizzati. Inesistenza di (ne sono solo 4 in tutto!!!) restauratori, archeologi catalogatori che lavorano a progetto, immersi in un precariato sostenuto solo dalla loro passione e volontà. Altro che le battute strumentalizzate e lillipuziane di Bunetta. Scuole di Restauro chiuse da anni. Decine di migliaia di casse, contenenti oltre 300 pezzi ciascuna, con reperti lasciati marcire nei depositi, senza catalogazione e senza sapere quindi neppure il loro valore (Ecco il perché non assolvo i tombaroli, ma in parte li giustifico) . E questo è solo la punta di un iceberg emerso solamente da una inchiesta che riguardava una piccola fetta dello spaccato italiano: Campania. Negli altri paesi fuori dei nostri confini, che nulla o poco hanno, quell’esigue materiale viene valutato come oro e curato in modo diametralmente opposto a quello nostro e gli inviati di questo documentario portavano ad esempio la cittadina di Montpellier http://www.saintclub.it/Montpellier/guida/1996/museo/Fabre un paesino francese che utilizzando le sue limitate ricchezze artistiche, in questo modo ha incrementato turismo e posti di lavoro.
E sulla base di tutto questo, vorrei agganciare il discorso teorico con quello pratico applicandolo alla nostra Senigallia. Era il 24 di febbraio del 2008, quando usando lo spazio che un blog senigalliese mi aveva concesso http://lapiagadivelluto.splinder.com/post/16077900#comment scrivevo una lettera aperta all’assessore Velia Papa, che evidentemente non è giunta a destinazione, suggerendole l’iniziativa di creare un sito archeologico dove ospitare mostre o dove creare posti di restauro di un capitale archeologico che il Sig. Maurizio Landolfi, Funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, studioso dei Piceni, composto da oltre 3000 reperti, non sapeva dove più mettere e come restaurare. Io avevo suggerito come espositore la Rotonda, altri avevano suggerito Palazzo Gherardi, poi successivamente si è liberato l’Hotel Marche. Ora non mi rivolgo specificatamente più a nessuno, perché politicamente siamo in fase di smobilitazione ed in odore di nuove elezioni per il rinnovo della Giunta e gli interessi sono diversi da questi. Però ritengo che per chi si sente in odore di “santità”, per chi sta preparando il suo “Programma” forse dovrebbe leggere, modificare quanto vuole e ritenga opportuno, ed inserirvi la valorizzazione della vera cultura, con la creazione di una mini scuola di restauro, di un museo archeologico da allargare continuamente con i pezzi restaurati, facendo in modo così di creare nuovi posti di lavoro, con il risultato di incentivare il turismo. Si ricaverebbe anche l’utilizzo di qualcuno di quei monolocali di cui tutti parlano non bene e che ora sono utilizzati speculativamente solo 60 giorni all’anno esentasse. Un suggerimento ancora: nulla si fa logicamente gratis, ed il creare quanto sopra illustrato, aiutando magari strutture archeologiche, ma chiedendo come contropartita, raduni, congressi, studi, con cadenze fisse annuali, di studiosi, Archeologi internazionali o di attività correlate. Ritengo che alberghi e ristoranti in primis ne potrebbero solo che beneficiare. Forse sarà solo utopia la mia, ma credo che possa avere la stessa valenza utopica di chi pensa che il turismo si sviluppi solo con alberghi a 5 stelle, circondati dal nulla e quindi poi occupati da chi ?





