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venerdì 21 giugno 2013

Volti e nomi della Senigallia celebre, ma modesta n°22: Gabriele Tesfa-Guma

Ancora un artista (ballerino, musicista, chitarrista) che ha trovato lavoro non proprio sotto casa!

Sono trascorsi, senza accorgermene, quasi 4 anni da quando nel 2009 iniziai la carrellata di “chiacchiere” con i personaggi celebri, ma modesti della nostra città. Ricordo che la prima con cui parlai fu Luisanna Gresta alla quale, anche oggi, va tutta la mia riconoscenza perché mi ha messo a disposizione quel suo magnifico parco di suoi ex allievi, alcuni dei quali divenuti oggi, celebrità nel loro campo.
Andando a rileggermi il vecchio articolo che riporta il n°1 ed a lei dedicato ho trovato nell’accenno che faceva della lista di alcuni dei suoi allievi, alcuni sparsi per il mondo, proprio quello di GABRIELE GUMA, che qualificava allora, con un involontario e riduttivo: “… danza a Filadelfia…“.
Si, involontario e riduttivo perché nel frattempo le cose sono cambiate e l’operatività artistica di “Gab” si è non solo estesa, ma pure affermata in maniera esponenziale ed internazionale.
In molti, a questo punto si chiederanno chi sia questo Gabriele Guma, ma qualcuno già lo conosce per averlo ascoltato anche via radio, mentre altri lo ricorderanno come amico studente o come frequentatore del vecchio “Nirvana”. Per coloro ai quali poi fossero sfuggite queste occasioni, vengo io a soddisfare le loro eventuali curiosità, con ricordi scritti e foto.
Gabriele Tesfa-Guma con la mamma NinaGabriele Tesfa-Guma, chiamato Gab Guma, è nato in Etiopia, ma è cresciuto a Senigallia. E’ quindi un Senigalliese, come dire… di adozione. Infatti si trasferisce qui alla tenera età di tre anni dove è poi risieduto con sua madre fino all’età di diciannove anni.
Causa dell’abbandono della sua patria nativa, la rivoluzione che aveva devastato l’Etiopia ed aveva portato a questa dolorosa decisione, sia la mamma che tutta la sua sua famiglia, costringendoli a trasferirsi altrove. Dopo una breve residenza in Sud Africa, Gab e sua madre, Nina Simegn, una bellissima signora dal portamento regale, cosa innata nel popolo etiope, arrivarono in Italia per cominciare una nuova vita.
- GAB in Italia
Da bambino, Gab è stato sempre un po’ timido, ma ha sempre avuto un amore verso ogni tipo d’arte. Mi racconta che la sua prima passione fu il disegno, ma successivamente Calliope, la musa della poesia, gli fa volgere il capo verso di lei, perché è quest’arte che attira al momento la sua attenzione. Ma i suoi interessi non si interrompono qui, perché Gab, giovane adolescente, proseguendo nelle sue ricerche artistiche, scopre un suo innato talento ed un profondo interesse per altre muse quali Tersicore della danza, Calliope del canto ed Erato della musica.
Gabriele ricorda come, da giovane, abbia sempre coltivato dei sogni speciali, come un po’ tutti nella nostra gioventù, ma lui mi sottolinea come i suoi sono stati sempre portati avanti con uno spirito un po’ contro corrente. Ricorda con nostalgia i tempi in cui studiava danza con Luisanna Gresta e con Andre De La Roche al Nirvana e come nel giro di pochi anni diventò un “discreto” ballerino jazz e di hip hop in compagnia di altre ballerine di talento tra le quali le sue amiche Valeria Chiarini, Debora Formica e Francesca Gambelli (oggi in arte Francesca Maria, ballerina e cantante di livello internazionale che vive da molti anni a New York e con la quale Gab è rimasto grande amico).
Non può fare a meno di svelarmi che è di questo periodo la sua partecipazione in una produzione del musical “Jesus Christ Superstar” nel ruolo principale di Giuda e ciò successivamente lo portò a far parte del cast di danza di Mirabilandia nonché per varie sfilate di moda.
Gabriele Tesfa-Guma, in arte "Gab" Guma ai tempi del Nirvana di SenigalliaGabriele Tesfa-Guma, in arte "Gab" Guma ai tempi del Nirvana di SenigalliaGabriele Tesfa-Guma giovane ballerino a Senigallia
A questo punto lo interrompo per chiedergli quand’è che la musica fece la sua irruzione nei suoi già tanti interessi. E resto un po’ stupito quando mi rivela che “scopre” la musica a tredici anni, innamorandosi subito della chitarra.
Ed il pensiero va allora al periodo nel quale sotto la guida e l’insegnamento del rinomato batterista jazz ed amico Massimo Manzi nonché dei chitarristi ed insegnanti straordinari quali Andrea Conti e Andrea Celidoni, imparò velocemente, non a strimpellare, ma a suonare discretamente, tanto che nel giro di due anni, ricorda Gab, “formai vari gruppi e cominciai a suonare professionalmente. Allora frequentavo le scuole geometri Corinaldesi ed è lì che incontrai altri musicisti con la mia stessa passione per il rock. Tra loro rammento con piacere Francesco Veroli, un bassista che faceva parte di un gruppo di musica rock originale di San Lorenzo chiamato D.E.N.O.S. (Direzionare Energia Non Ostruibile Semplicemente). Francesco mi invitò a far parte del suo gruppo e insieme iniziammo ad esibirci e in poco tempo mi sembra di sovvenire, che il gruppo diventò molto popolare a livello locale. Pensa Franco, che arrivammo secondi ad una competizione regionale (scusami, mi spiace, ma non ricordo più il nome) di gruppi rock, non solo, ma il nostro gruppo, i D.E.N.O.S. suonarono, in quel bel e fortunato periodo, anche in uno spettacolo televisivo (di cui mi sfugge anche qui il nome) mandato in onda dalla RAI e presentato dalla famosa Rita Pavone. Grazie a questa positiva esperienza televisiva, suonammo poi in varie città italiane“.
Volantino di uno spettacolo con la scuola di danza di Philadelphia "Philadanco"La strada artistica di GAB GUMA possiamo dire che era stata tracciata. Serviva qualche cosa che amplificasse le sue chance. Ed ecco che l’occasione arriva poco prima che Gab si diplomasse sotto forma di opportunità. La possibilità di un trasferimento negli USA dove suo padre viveva. “Questa notizia mi ha cambiato la vita – confessa – era un sogno che si realizzava con la possibilità di poter andare a studiare nel paese nel quale erano nati o quanto meno vivevano sia gli stili musicali che gli artisti a cui facevo allora riferimento“.
- GAB negli USA
Gabriele, come anche ricordo che fece la nostra Francesca Maria Gambelli, appena diplomato dalle scuole superiori, lascia l’Italia e si trasferisce negli States. Comincia a studiare e seguire subito quelle che erano le sue maggiori passioni. Vive prima nella capitale Washington DC, poi va a New York dove studia danza, mentre oggi la sua residenza, ma con lui non si può usare il termine “definitiva”, è la città di Filadelfia (in inglese: Philadelphia).
La prima decisione che presi, ricordo – continua con la sua narrazione – fu quella di concentrarmi per un po’ sulla danza. Anche se bruciai subito le tappe, perché ricevetti quasi subito, delle borse di studio da varie e rinomate scuole di New York quali la David Howard Dance School, la Joffrey School e la Ballet Academy East“.
Infatti GUMA, grazie a questi suoi risultati, diviene un ricercato ballerino professionista. Questo lo porta a lavorare con varie e famose compagnie di New York, tanto da ricevere un importante contratto che lo porta ad esibirsi in Giappone, con un musical dal titolo “Aladdin in New York”, in qualità di ballerino, nel ruolo principale di Aladino, su coreografia del rinomato Takashi Watanabe (Osaka). Ma altre sono le compagnie internazionali che se lo contendono, come la Compagnia Classica Joffrey II e poi la rinomata Compagnia Contemporanea Filadelfiana “Philadanco”, con la quale ha viaggiato per tutto il mondo per vari anni.
Gabriele Tesfa-Guma, in arte "Gab" Guma, durante uno spettacoloGabriele "Gab" Guma, durante uno spettacolo in piazza Roma a SenigalliaGabriele "Gab" Guma, durante uno spettacolo
Evidentemente però – prosegue nel suo racconto - dopo seppure una bellissima carriera nel campo della danza, mi accorgo che questo mondo mi andava un po’ stretto ed ecco allora il ritorno alla mia prima passione: la musica“.
Oggi infatti “GAB” non è solo un musicista molto conosciuto e rispettato nella scena musicale filadelfiana, bensì è anche un quotatissimo insegnante, si è guadagnato una buona reputazione come chitarrista solista, compositore e produttore grazie al successo di vari gruppi indipendenti che ha avuto negli ultimi dieci anni, tra i quali la sua band rock/neo-soul GAB GUMA & Tangible Truth (qui nel live at Sputnik, Brooklyn NY) composta di musicisti tra i migliori di Filadelfia. Ha raggiunto il successo su radio internazionali con la canzone “Saturday”. Altri gruppi, quello hip-hop Tangled Thoughts, molto popolare, a cui si è aggiunto, negli ultimi tre anni l’altro gruppo hip hop/hard rock Grind City (qui nel live @ SilK City -Phila.PA), una banda carismatica dal suono unico ed energico, che ha procurato innumerevoli fans.
Ma Gabriele Tesfa-Guma è un artista, uno a cui piace sperimentare, uno che ha cancellato la parola “sedentarietà”, non solo fisica ma anche mentale, dal dizionario, uno a cui quindi piacciono continuamente i cambiamenti e legati a questi i momenti di crescita e di sviluppo artistico: ed ecco allora prefiggersi un nuovo itinerario artistico, una missione più grossa di tutto quello che aveva fatto fino qui. Ora che è un artista affermato e con esperienza ed una forte identità artistica, si è voluto cimentare nella carriera di solista impegnandosi a registrare i suoi “progetti solisti”, a filmare una serie di video di lezioni di chitarra (è anche un insegnante di chitarra nella rinomata scuola musicale School of Rock) nonché a formare una cover-band del grande Jimi Hendrix, con la quale andrà in turnèe esibendosi in tutta l’America.
Ma troviamo un GAB anche come Session man, ovvero il “turnista”, che – per i digiuni in materia musicale – altro non è, che un musicista assunto per suonare su commissione, in appoggio ad un artista o altro gruppo musicale di cui non fa però parte. Artisti e band affermate, che cercano, logicamente, altrettanti artisti affermati.
Gabriele "Gab" Guma, durante uno spettacolo a SenigalliaDa quando è nato non ha fatto che viaggiare e la vita del turnista non era per lui quindi una cosa nuova ed impossibile.
Seppure durante il lungo periodo di lavoro con “Philadanco” fosse in turnèe per la maggior parte dell’anno, questo non gli proibisce di provare questa nuova esperienza. Ecco che allora, nel 2011 Gab indossati gli abiti di “turnista”, parte al seguito della turnèe internazionale, suonando la chitarra solista, per la leggendaria cantante e rapper Hip hop/soul Ms. Lauryn Hill (Fugees, Sister Act) chiamata anche “L-Boogie” e “La regina dell’Hip Hop” considerata da tutti come una delle migliori del mondo. A fargli compagnia nella turnèe il suo caro e mitico amico, la star bassista Doug Wimbish (Tuckhead, SugarHill Gang, LIVING COLOUR). A dire il vero anche in passato Gab era andato in turnèe, come gruppo spalla, per artisti vincitori dei Grammy come il gruppo rock Living Colour e il gruppo hip hop N.E.R.D..
Gabriele, infatti, è sempre stato musicalmente molto versatile e questa sua prerogativa gli ha offerto l’opportunità di condividere il palco con altri artisti di livello mondiale nei vari generi musicali. Opportunità che non si è mai lasciato scappare. Ed infatti tra questi ricordiamo alcuni di quelli con cui ha lavorato come: Method Man, Nas, Mob Deep, Ciara, Jarule, The Roots, Kindred, Take 6, Wayna, Syleena Johnson, Eric Gales, Silvertide, Marc Rizzo (dei Soulfly), Carol Riddick, Bryant Pugh e Floetry.
- GAB in studio
Dicevamo che è anche un compositore, produttore, direttore, molto prolifico e con uno spassionato amore per la creatività che lo spinge ad imparare, ricercare ed assimilare suoni nuovi e diversi con le prospettive diverse che magari sorgono attraverso gli altri artisti che incontra e con cui lavora. E’ forse anche per questo, che Gab continua a collaborare con artisti di vari stili musicali, nazionalità e culture. Registrare è un’altra passione di Gab. Lo dimostra il fatto che non appena mise piede negli States una delle prime cose che fece fu per l’appunto quelle di registrare brani di chitarra per la cantante jazz etiope Hana Shenkute. Logicamente poi vivendo a Filadelfia, Gab si immerse nella scena musicale, artistica e sociale durante gli anni mitici del movimento Neo-Soul portandolo a lavorare con tanti artisti indipendenti di grande talento più o meno famosi. Inoltre ha registrato per vari artisti come la cantante R&B etiope Waina (nominata per un Grammy), cantanti soul come il legendario Freddie Jackson e la rinomata Carol Riddick,cantante e violinista jazz/soul Owen Fiidla Brown, DJ e poeta Rich Medina e vari produttori conosciuti come Sean Bryant, Tekneek, Bonnie Milner, Danny Bernini e molti altri.
Gabriele "Gab" Guma con il suo gruppoL'articolo su uno spettacolo a SenigalliaGabriele Tesfa-Guma, in arte "Gab" Guma, durante uno spettacolo
- GAB l’insegnante
Mi dice anche: “Ho sempre avuto anche una forte passione per l’insegnamento e per condividere quello che so ed ho imparato. Sono un insegnante “anziano” sia nei campi della danza che in quelli della musica e dopo la carriera di ballerino, ho insegnato balletto e danza jazz nella rinomata accademia di danza classica Rock School for Dance Education, al Kimmel Center, al Mann Center for the Performing Arts e molte altre. Inoltre sono un mentore per tanti studenti di chitarra ed istruttore dell’arte dell’esibizione dal vivo. E questo sia con studenti privati che quando insegno alla famosa scuola di musica School of Rock. Altre scuole includono le scuole superiori Frerie Charter School (Phila.PA), Eastern University Charter School (Phila.PA)“.
E’ anche un uomo al passo con i tempi se si pensa che sfrutta anche l’informatica per offrire i suoi servizi con video attraverso lezioni per studenti di vari livelli, utilizzando Skype.
Gabriele Tesfa-Guma, in arte "Gab" Guma, premiato dopo uno spettacolo- GAB e il suo stile
Sapete come è conosciuto Gab? Come “the guy with the big afro” il ragazzo con un grande afro e anche con l’accento italiano. Però a Cesare quel che è di Cesare! E lo afferma lui stesso: “Si, la mia formazione musicale è iniziata veramente proprio a Senigallia negli anni 90, quando ho studiato sotto la guida di mentori come il conosciutissimo batterista Jazz Massimo Manzi che spese molto tempo suonando per me i dischi di Miles Davis, Charlie Parker e John Coltraine. Come posso non menzionare anche i grandi chitarristi e miei insegnanti quali Andrea Conti e Andrea Celidoni di Senigallia che mi hanno insegnato la teoria, la tecnica essenziale ma anche la disciplina e la versatilità. A tutti va la mia stima e ringraziamento, perché è con loro che debbo condividere i successi che ho fino ad oggi maturato. In America poi ho proseguito negli studi per un po’ di tempo nella chitarra classica con Jad Azkul al’ American University (Washington DC) e successivamente ho continuato a perfezionarmi da autodidatta“.
La stampa di Filadelfia lo ha definito: “Gab’s a guitarist who uses the guitar as his second language” Gab è un chitarrista che usa la musica come un’altra lingua. Da giovane era un ragazzo come gli altri, ascoltava la musica di Vasco Rossi, Ligabue, Pino Daniele e Jovanotti, ma Gab l’ha esplorata maggiormente. Iniziò ad ascoltare anche i Pink Floyd e i Led Zeppelin e gli AC/DC, però quando lui sentì Jimi Hendrix, il mondo della chitarra si aprì per lui. Tra i vari musicisti che hanno ispirato Gab ci sono Jimi Hendrix senz’altro, Steve Vai, Stevie Ray Vaughan, Carlos Santana, Eddie Van Halen, Slash, Tom Morello e anche musicisti jazz come Miles Davis e John Coltraine, compositori classici come J.S. Bach e Nicolò Paganini e artisti di varie culture.
La dedica di Gabriele Tesfa-Guma, in arte "Gab" Guma, ai lettori di SenigalliaNotizie.itCon l’innata passione nel fare concerti, Gab si trova molto a suo agio sul palco ed è conosciuto per la sua energia, fisicità atletica, carisma ed abilità tecniche, suscitando nel pubblico quelle sensazioni e quelle esperienze che poi restano indimenticabili nel tempo. Gab è in una costante evoluzione artistica ed ha un forte desiderio di raccontare la sua storia unica attraverso la musica che lui compone e suona. E’ per questo che lui lavora costantemente per portare la sua musica a nuovi fans di tutto il mondo.
E questo mio scalcinato sunto del suo lungo e piacevole racconto, me lo ha voluto regalare affinché lo trasferissi agli amici senigalliesi conosciuti duranti i suoi circa vent’anni di permanenza in questa città, che ricorda sempre con immenso affetto. Da qui la foto con dedica riservata a tutti i lettori di SenigalliaNotizie.it e quelle di quando “era più giovane”. Si perché un artista come Gab rimane, nella sua arte, sempre un giovane.

Allegati

Per chi volesse poi approfondire ancora la conoscenza ecco quanto mi ha fornito (lui stesso) per Trovare musiche video e lavori di Gab Guma, su Internet: Per musica e video: www.Reverbnation.com/GabGuma www.Reverbnation.com/GrindcityPhilly www.Soundcloud.com/GabGuma *Il sito di Gab è in via di costruzione. Gab sui social networks: www.Facebook.com/GabGuma www.Youtube.com/GabGuma www.Twitter.com/GabGuma (@GabGuma) www.Pinterest.com/GabGuma www.Myspace.com/TangibleTruth ______________________________________________________ CATALOGO VIDEO: * Con Ms. Lauryn Hill: - "Ex Factor" - live in Jamaica @ Shaggy & Friends Jam 2012 (With solo) - Lebron James' New Years Eve Bash 2012 (Miami,FL), Lauryn Hill Live @ the Shalborn Hotel, featuring Nas - Live at the Mohegan Sun "Could you be loved" * Con GrindCity: - GrindCity live @ SilK City -Phila.PA - GrindCity live @ Wimbash>>Hartford 2011- "Grindzilla" - Grindcity on tour with Living Colour, promo video-journal - Documentary A.I.R. (episode 2,part 3), GrindCity recording at Long View Studios * Col suo gruppo Gab Guma & Tangible Truth Live at Sputnik (Brooklyn NY)

Franco Giannini
Già pubblicato Martedì 18 giugno, 2013 su SenigalliaNotizie.it 
Questi i commenti dei lettori di Senigallia Notizie.it :
 
Gab Guma
2013-06-18 20:48:31
Grazie mille Franco! E anche Francesca Maria, Luisanna Gresta e la mia mamma! Bacioni e abbraccioni a Senigallia!!! Gab

domenica 22 agosto 2010

"Jesus Christ Superstar" in versione Destate la Festa a Senigallia











di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

…cioè il musical visto con gli occhi dei ragazzi… e di qualche genitore!

La trama logicamente non è stata modificata, continua ad essere quella del musical originale, la storia di un tradito, narrata sotto il punto di vista del suo stesso traditore: Gesù e Giuda, l’amico più fidato. Come pure le musiche, mentre invece è stata mutata la lingua originale, dall’inglese in italiano. Qualcuno, per questo, forse storcerà il naso, ma credo che sia il modo più idoneo per far conoscere certi lavori teatrali stranieri, alla moltitudine del popolo. Certo qualche cosa si perderà per strada, ma qualche spettatore in più si acquisterà anche, in questo cammino che deve essere prima di tutto divulgativo, culturale.

Dicevo che la trama non è stata modificata, ma ad ogni spettacolo messo in scena, il regista ha voluto dare alle figure del Giuda e del Cristo una visione personale relativamente alle situazioni vissute in quello specifico momento, o passate o proiettate nel futuro.

Francesca Berardi, organizzatrice, animatrice, cantante, ballerina, coreografa ed oramai anche affermata regista di Destate la Festa (ora però è il momento delle scelte…), ha voluto portare la storia di duemila anni fa trasponendola ai ragazzi di oggi, con i loro dubbi, i loro pensieri, le loro illusioni, i loro problemi, le loro reazioni, i loro caos ed i cocktail di emozioni che ogni giorno devono e dobbiamo bere, fatti di notizie relative a guerre, oppressioni, abusi di potere, vita e morte, fede, amicizia e tradimento.

Uno spettacolo, comunque, quello di domenica sera, 15 agosto - ma si badi bene, il mio è solo un giudizio del tutto personale - fatto di tante luci e di qualche ombra. Però, come direbbe un giudice di tribunale, cosa che io non lo sono e quindi il mio è un giudizio da leggere e cestinare, con prevalenza delle attenuanti sulle aggravanti. Vale a dire più positivo che negativo.

Ed allora le Luci.
Suggestivi, come sempre, i giardini della Rocca, ma in special modo in questo caso, perché lo sfondo delle mura rispetto al palco, portava a far salire lo sguardo su, in alto, sui bastioni di questo castello-fortezza, lo faceva soffermare sulle arcate sopra il ponte, poi sulle bandiere, per poi quasi ad attendere quell’ordine immaginato dell’attacco e l’imminente scontro tra crociati e saraceni… Qui i tempi narrati erano antecedenti, ma almeno in me hanno rievocato quelle che furono le battaglie cristiane in difesa della fede. Ed in fin dei conti di Fede anche domenica sera si parlava.

Del resto anche il musical è iniziato con un reale “assalto dei ragazzi” sul palco, capitanati da un Cristo rappresentato da Rodolfo Papini con un’espressività toccante che ha raggiunto il suo apice nella rappresentazione della crocifissione e nel “quadro” del Cristo morto tra le braccia della Madonna.
Non da meno è stato, artisticamente parlando, la figura di Giuda, alias Filippo Di Capua, bravo nella recitazione e discreto nel canto con il massimo del rendimento nella fase finale con l’interpretazione superba del “fermo immagine” della sua “morte teatrale” con un’espressività toccante e suggestiva. Veramente bravo.
Altra discreta voce, oltre che un celestiale bel viso, quella della Maddalena, alias Aurora Simoncioni.

Roberto Tarsi, nel personaggio di Simone Zelota, è sempre lui… migliorato, ma è il Cantante, bravo nell’interpretazione espressiva, ed ancor più in quella canora e difficoltosa perchè espressa nel corso di un atletico ballo. Non me ne vogliano gli altri ragazzi, ma sicuramente il migliore tra tutti, ben impostato… anche se c’è da dire che è il più “professionista” dei dilettanti, con le sue presenze in spettacoli di rilevanza nazionale.

Ottima l’orchestra, come pure il coro e la direzione da parte di Caterina Mancinelli
Sul corpo di ballo devo fare un discorso a parte. Le più “piccoline” mi sono sembrate, migliorate e più a tempo. L’anno passato, qualcuno, in un commento, aveva fatto presente che almeno avrebbero dovuto frequentare una palestra. Bene, le ragazzine hanno seguito il consiglio ed i risultati si sono veduti… non sono delle ballerine classiche, ma certamente ci hanno messo lo stesso impegno. Per le ballerine con la B se non proprio maiuscola ma almeno evidenziata, certamente più ballerine, l’impostazione della scuola era evidente. Facendo un apprezzamento a voce alta sui balletti con una mia vicina di sedia, mamma di una ragazza che studia danza classica, mi son sentito dire “…il ballo è ben altra cosa…” “Vero, signora - le ho risposto - si tolga dalla testa la scuola della danza classica e provi ad osservare la sola volontà di fare di queste ragazze. Non so quante di loro sono iscritte a scuola di danza… Ma sa anche a scuola di danza, in quante sanno poi realmente ballare e quante credono solo di saperlo fare e quante riusciranno a sfondare e quante invece resteranno eternamente delle illuse? Qui nessuna si sente ballerina ed in loro c‘è solo il piacere di partecipare, di divertirsi e non certamente di emergere! Punto!”.

L’onore di questo loro miglioramento, non so a chi tributarlo se a Luisanna Gresta, la coreografa di gran parte delle Ballerine senigalliesi emerse, emergenti o che emergeranno, o a Francesca Berardi. Comunque sia, i complimenti ad entrambe per il lavoro svolto e gli evidenti progressi ottenuti. Bellissima la coreografia finale con i costumi bianchi frastagliati sulle braccia…

Un ultimo plauso, va alla Madonna interpretata da Giorgia Giacomini che per motivi di sceneggiatura si è vista poco, ma che con quel suo urlo finale, si, con un solo urlo di madre colpita dal dolore per la morte del Figlio Suo, molto toccante e struggente, ha raccolto l’attenzione di tutto il pubblico, colpendolo al cuore.

Ed ora le ombre… è spiacevole farlo.
Pregherei però, chi si sente colpito, di leggerle come chiave di desiderio da parte mia di voler collaborare, più che di quello di voler solo colpevolizzare.

Ed allora:
Il Musical Jesus Christ Superstar a Destate la Festa a SenigalliaLogistica. Semplicemente un esempio che chiarisce tutto e può aiutare. I ragazzi preposti all’organizzazione, con le magliette bianche del 25° di Destate, seduti in prima fila. Prima una fila, poi due, poi tre, poi l’invito al pubblico a farsi più indietro e più di lato, perché dovevano passare i ballerini. Facendo queste operazioni facevano retrocedere chi già era lì dalle 19. Ad un certo punto un genitore del pubblico che aveva la bimba di 7 anni circa lì davanti, rivolgendosi garbatamente ad una ragazza dell’organizzazione, seduta anche lei lì, che “ordinava” di retrocedere ancora, le faceva presente che “loro” erano già lì dalle 19. Risposta della ragazza con tono saputello: ”…ci scusi sa, ma siamo dell’organizzazione e tutto questo lo abbiamo fatto noi…!”. Replica del genitore: ”…No signorina, allora ci scusi lei, se sapevamo che avremmo infastidito e che lo spettacolo era solo per voi intimi, avremmo fatto meno a venire. Ma visto che lei è un’organizzatrice mi permetta di dirle… poteva anche delimitare prima, lo spazio che le necessitava…”.

Service. Il microfono di Ponzio Pilato (Pierluigi Piaggesi) ha lasciato a desiderare sia alla prima uscita che alla seconda, con scariche e detonazione, replicando i difetti. Forse il cambiarlo immediatamente avrebbe risolto il problema.

Amplificatori. Chi ne ha subito maggiormente della loro potenza, le voci degli interpreti e quelle del coro. Si sentiva la nusica, ma solo questa. Colgo l’occasione per inserire una nota di merito a tutti i musicisti diretti da Davide Caprari ed ai coristi. Un particolare “bravo!” al mitico Roberto Chiostergi, che ha curato gli arrangiamenti musicali unitamente all’oramai onnipresente David Berardi che invece ne ha adattato i testi.

Luci. Illuminato più il pubblico che il palco. Le luci non sono importanti, ma importantissime perché creano sensazioni, suggestioni, fungono ora da quinte ed ora da sipario. Solo le forze dell’ordine, possono puntarle in viso ai ricercati…

Costumi. tutto bene, fintanto che non mi è saltato agli occhi la sciarpa o scialle, non so come definirlo, rosso della Maddalena e non solo, con sfilacciamenti evidenti. Sarebbe bastato un semplice orlo… Poi quel colore rosso del costume di Giuda… in molti lo avevano scambiato per il Diavolo. Nel film vestiva un costume arancione… ma o si copia per bene…

Coro e musica. Ubicati al lato del palco, quasi non facessero parte dello spettacolo, dimenticati in un angolo. Forse sarebbe stato meglio metterli allora al posto di quella signorina di cui ho parlato prima.

Entrata. Se si voleva rappresentare l’allegra e gioiosa confusione che i ragazzi fanno sempre, beh ci si è riusciti in modo magistrale; se invece si voleva rappresentare dell’altro, allora, con tutta sincerità e per mia assoluta colpa, non sono riuscito a comprenderlo e fin che non lo comprendo, per me, resterà solo della semplice confusione gratuita ed inutile.

Writers. Fanno parte del mondo giovanile di oggi, come le loro scritte: Verità, Pace, Violenza, Amore, che rientravano anche nei contenuti del musical, ma tenerli lì, sul palco, a ricopiare una scritta per oltre due ore, mi è sembrato eccessivo ed inutile ai fini dello spettacolo per se stesso.

Non so se ci sarà una replica alla Fenice, sono però certo che se così fosse, lo spettacolo ne verrebbe sicuramente a beneficiare limando sulle suddette ombre. Qualche suggerimento se mi è permesso: ingresso a pagamento con un contributo minimo, posti a sedere numerati, spettacolo ripetuto in due o tre serate, più passaggio in sala, come si fa nella Santa Messa, per la raccolta delle offerte. Cercare, in futuro, di pensare ad opere, anche se di minor grido, ma più possibili da rappresentare in spazi ridotti, guardando non solo a quelli disponibili a Senigallia, ma anche a quelli del circondario. Avete oramai un buon cast di ottimi ragazzi che, per questo, va seguito, valutato ed incentivato a proseguire in questo cammino, nel loro interesse, in quello di Destate la Festa e perché no, in quello dell’intera collettività cittadina, che intanto però vi ringrazia per quanto le avete regalato.

Questi i commenti dei lettori apparsi su 60019.it :

Scritto dall' I.P. 79.26.61.34 il 20/08/2010 ore 01:57
niente da ridire sulle "ombre" dello spettacolo e spero che alcune di queste vengano accolte come un consiglio e non come un modo per attacare il duro lavoro che ogni ragazzo ha svolto per la realizzazione del musical...molto da ridire invece sul "qualche suggerimento" dal momento che l'intero spettacolo si basa sulla gratuità e ciò che lo rende veramente magnifico non sono le luci, i microfoni, le ballerine o l'orlo dello scialle della Maddalena ma il fatto che il musical viene vissuto dai ragazzi come un'opportunità per stringere nuove amicizie, godere della bellezza dello stare insieme e sperimentare il vero messaggio che destate la festa vuole trasmettere ai giovani: l'amore.

Scritto dall' I.P. 79.52.64.185 il 20/08/2010 ore 10:55
Sono profondamente convinto che l'" esperto" che ha scritto questo articolo non abbia afferrato a pieno il significato di questo musical,in pratica non c'ha capito niente ne sullo stile di dlf ne sullo spettacolo che i ragazzi che ne fanno parte mettono in piedi. Con il suo modo,spesso arrogante e cinico, di scrivere si è meritato l'antipatia sia dei ragazzi che hanno fatto il musical sia di quelli che l'hanno visto. Le propongo(con tutto il rispetto del mondo)per la prossima volta che scriverà un articolo su questa "compagnia",di conoscere prima i ragazzi che la compongono poi semmai giudicare i loro spettacoli. Mr B.

Scritto dall' I.P. 79.36.69.155 il 20/08/2010 ore 12:08
C'è solo una cosa che mi lascia perplessa: io non credo affatto che il nostro primo obbiettivo sia divulgativo e culturale. A meno che non siamo tutti d'accordo nel ritenere che divulgato debba essere il profondo senso di amicizia che ci lega, nato non a caso, ma saldo nell'amore di Dio. Penso sinceramente che il musical possa essere l'occasione giusta per permettere a noi ragazzi di spalancare gli occhi del pubblico di fronte alla bellezza. Il mondo a volte se ne dimentica, ma ha così tante potenzialità in sé... Mettersi in gioco, dare il massimo a seconda delle proprie capacità senza competitività o risentimenti, nel puro interesse di produrre qualcosa di bello e - perché no? - che riesca a spalancare anche il cuore, credo che sia tutto questo a muovere tante persone ed a farlo in perfetta armonia , credo che sia questo il nostro primo obbiettivo. So perfettamente che la festa è aperta a chiunque e che non sempre il nostro messaggio giunge a destinazione. Tuttavia mi sembra estremamente riduttivo (anche da parte nostra) chiedere al pubblico di apprendere soltanto un mucchio di nozioni di fronte ad uno spettacolo del genere. Mi piacerebbe che si avanzassero anche pretese, ma pretese costruttive, portatrici di significati e che si vogliano allacciare direttamente al messaggio della festa. L'occhio vuole la sua parte e l'estetica e la competenza sono importanti, ma non più di quanto appena riportato sopra. Questo credo.
organizzatevi meglio con l'acustica
Scritto da peppedepelo il 20/08/2010 ore 12:23
Cari ragazzi e chi legge queste righe possibile che per fare un CHECKSOUND siete stati dalle 16.00 alle 17.30 ma chi è il vostro responsabile TOPO GIGIO?? ancora non vi siete accorti che l'amplificazione è esagerata???chi ha fornito tale amplificazione è del CEPU???? c'è tanta gente ,me compreso imprecava ma ricordatevi che per queste imprecazioni non siamo noi che andremo all'inferno ma voici andrete che ci avete stordito e con chi vi ha dato le autorizzazioni e chiuso occhie orecchie!!!!!
solo lode !!!
Scritto da una mamma il 20/08/2010 ore 14:10
grande emozione al vedere come le ragazze i ragazzi in questo stupendo musical!!! ho visto tanto amore ,trasparenza ,impegno e condivisione dei veri valori della vita!! complimenti a tutti loro1!!

Scritto da Davide Caprari il 20/08/2010 ore 14:11
Ciao Franco! Non ti conosco, e mi piacerebbe sapere qualcosa in più sulle tue competenze artistiche/professionali. Grazie mille
Argomentarsi e in caso criticare...e se si hanno le conoscenze per farlo
Scritto da Carlo il 20/08/2010 ore 14:29
Se non ha visto il film, è inutile che dice allegria. E' il caos che dovevamo rappresentare all'apertura della rappresentazione. Prima di criticare, le cose tocca saperle. Il costume di giuda era rosso, vada su youtube. il coro era messo lì perchè era piccolo il palco per i musicisti. Fonici: Perfezione totale, mai sentito così bene, dato che ero il batterista posso confermarlo. La invito a vedere il musical originale, prima di dire fesserie, per favore...

Scritto dall' I.P. 93.146.98.166 il 20/08/2010 ore 15:23
un bellissimo commento che descrive alla perfezione la pura e semplice superficie dell'intero musical.. mi sembra, non riduttivo, qualcosa di più, finire a parlare di un orlo quando tutto quanto è stato realizzato per cercare di capire sempre meglio cosa significa amare il prossimo.. bisognerebbe prima comprendere la realtà di Destate la Festa per commentare un lavoro che i ragazzi fanno per stare bene insieme.. sicuramente non lo fanno per emergere ( cosa che questo commento invece ha fatto ) e sicuramente sentir parlare di ragazze che dovevano frequentare palestre per migliorare la loro tecnica fa capire come non si è centrato lo snodo fondamentale del tutto.. la gratuità.. il mettersi in gioco unmilmente, con le proprie capacità, con i propri doni.. senza pretese.. cerchiamo di arrivare in profonità alle cose.. perchè p lì che allora acquistano davvero quel senso in più che le rendi speciali..
grandi ragazzi...
Scritto da MEioME il 20/08/2010 ore 19:05
dica semplicemente che lo spettacolo non le è piaciuto, anziche soffermarsi sull'orlo del velo della maddalena... tralaltro mi sembra ingiusto nominare come migliore solo roberto tarsi che si è stato fantastico, ma voliamo parlare di jesu? che nonostante qualche errore se l'è cavata in una parte difficilissima? giuda? grandissimo! i sacerdoti? uno piu brAVO DELL'ALTRO! e anche pilato! unico!!!!! e erode molto divertente e onirico! qui nessuno era professionista, ma credo che hanno dato uttti il meglio di se, ora, se vogliamo trovare dei difetti ci sono stati di sicuro, ma nel complesso credo sia stato molto ma molto meglio di tante fesserie che il teatreo ci propone... la regista nonostante l'età è stata fantastica, e i ragazzisembravano tutti professionisti.... franco, io credo che tu sia un bravo giornalista delle volte, ma questa no, nn lo credo affatto, sai che ti dico? vai a rivedere lo spettacolo alla fenice se si replicherà, e stai attento all'amore che hanno questi ragazzi nei loro occhi, e alla forza di volontà, e vedrai che l'orlo non sarà piu sfilacciato, e forse per una volta ti divertirai!!!!!!

Scritto da marco il 20/08/2010 ore 19:36
Logico che i difetti diano fastidio quando segnalati, ma il problema è che Franco ha sottolineato all'inizio che erano più i pregi che i difetti: "tante luci e di qualche ombra" diceva! Tra l'altro è stato sincero fin dall'inizio, la passione la gratuità e l'amore non erano in discussione. "Pregherei però, chi si sente colpito, di leggerle come chiave di desiderio da parte mia di voler collaborare, più che di quello di voler solo colpevolizzare." scrive Giannini. E allora leggete prima di sentirvi "piccati"...e comunque il bravi non l'ha risparmiato a nessuno...

Scritto da Davide Caprari il 21/08/2010 ore 03:10
Come ho già detto in altra sede non è il problema di dire i problemi che ci sono stati e le pecche, perchè quella è una cosa sincerissima e che, giuro, apprezzo come credo tutti apprezzino. Il problema, a mio parere, risiede solo ed esclusivamente nel MODO in cui sono state dette le cose. Il vedere le cose dall'alto verso il basso quando, non credo che Franco abbia particolari compentenze in nessuno degli ambiti dello spettacolo. Semplicemente questo. Per l'esposizione delle "ombre" non posso che ringraziare. Ma un giornalista/critico/oquellocheè deve fare attenzione all'esposizione, e forse essere un po' più umile
risposte?
Scritto da giovanniS. il 21/08/2010 ore 03:32
Franco Giannini, sei stato troppo critico, la bellezza di questo spetacolo non era in qualche errore che posso capitare, me nel contesto della festa, e nella gioia dei ragaszzi che ne hanno preso parte. non ti soffermare sulle piccolezze. ti è piaciuto o no lo spettacolo??? allora scivi cosa ti ha dato!!! non cosa ti ha fatto schifo.... e argomenta. non mettere le opinioni dei genitori, non sei Dio in terra!
tono dell'articolo
Scritto da La Redazione 60019.it il 21/08/2010 ore 13:59
Sono Carlo Leone, redattore di 60019.it e vorrei scrivere due cose semplici sull'articolo in questione che ha suscitato un dibattito molto scarno e, purtroppo, molto risentito. 1) innanzitutto, non conoscete Franco Giannini: è una persona molto gentile, disponibile e umile. Non è dio in terra. 2) il tono dell'articolo non era quello di un rimprovero per errori e simili. sa benissimo che non siete professionisti anche se non si è risparmiato in complimenti (come pure nelle altre volte che vi ha seguiti, ma forse ve ne siete dimenticati). Ha dato solo - credo- dei consigli per migliorare lo spettacolo, senza voler sembrare un inutile espertone o criticone. Migliorie che vanno prese per la loro bontà di voler collaborare come ha scritto nell'articolo.

Scritto da Davide Caprari il 21/08/2010 ore 14:10
Non è il fatto di complimenti, perchè ad esempio di me (come di Caterina Mancinelli o altre persone) non ha detto nulla di negativo e anzi, ha solo fatto complimenti.... Torno a dire per l'ultima volta: il modo. Solo quello. Non lo dico più perchè sennò poi sono noioso e pesante.
Il continuare sarebbe far polemica
Scritto da Franco Giannini il 21/08/2010 ore 14:52
Tra poco l'articolo verrà tolto come programmato dalla redazione. Allora un semplice invito: andate su FB che è oramai il luogo preferito dai giovani, su Destate la Festa e li troverete tutte le accuse mossemi e le mie spiegazioni. Se poi non sono riuscito a spiegarmi, allora scusatemi, la colpa è solo mia che non ho il dono di essere sufficientemente chiaro. Quello che mi dispiace ed anche per questo voglio chiudere, non si è trattato di uno scambio di opinioni, come avrei preferito, ma un spiacevole scivolata sulla polemica, che a volte ritengo anche necessaria. Ma in questa occasione sta coinvolgendo un amico contro amico, che è cosa che assolutamente non desidero. Chiudo solo cercando di rammentarvi che, il sottotitolo della manifestazione era "....ciò che ci unisce....è molto di più di ciò che ci divide!!!". Voglio sperare che questo aleggi in gran parte dei vostri cuori.

Scritto da francesca berardi il 21/08/2010 ore 22:23
ogni parere, che sia positivo o negativo è ben accetto se può essere costruttivo, quindi grazie franco per averci guardati con attenzione, so che è dall'anno scorso che ci segui con interesse... purtroppo credo sia impossibile commentare uno spettacolo come questo "da fuori"... io posso solo essere orgogliosa di vedere nascere e crescere questo spettacolo in due mesi effettivi di lavoro, fatto tutto dal vivo da persone che non hanno mai fatto niente e non studiano per questo e solo con la passione e la gioia di stare insieme e di provare a regalare qualcosa a chi ha voluto partecipare (grazie!!!). dentro a questo spettacolo c'è solo l'entusiasmo e l'emozione di crescere migliorare, costruire e giorno per giorno crescere attraverso una canzone, un passo di danza, un costume che io tutto il giorno preparo per te, una canzone che tu rimani ad arrangiare fino all'una di notte per farla cantare a me, a una danza che io preparo, dipinta su di te, pensando a te, per fartela vivere, per farti toccare da un gesù che non ci è sembrato mai così umano e così divino ma così vicino... non abbiamo grandi budget per costumi e scenografie, ma abbiamo l'arte e l'amore di chi mette a disposizione le proprie mani che non sanno cucire, che sanno disegnare, che ci vogliono provare... e allora va bene così, va bene che ci mancava il pulmino per l'entrata, va bene che i costumi erano arrangiati, va bene... va bene perchèquattro ragazzi vengono da fuori, con l'autobus, solo per scrivere su un pezzo di legno parole d'amore, va bene perchè quando io guardo ognuno di loro, li vedo innamorati di quello che fanno e della fede che attraverso gli amici cresce... i nervosismi e lo stress ci sono stati, i pianti, la paura di non farcela, gli errori, le stonature, le cadute, ma che importa?l'importante è aver dato tutto di sè per un progetto che per una volta è costruttivo e positivo, e allora le critiche diventano quasi sterili se si pensa che in una serata così si poteva restare a guardare cose sciocche in tv invece spero si sia sentito anche solo un piccolo brivido in fondo al cuore... tutto il resto non conta...accanirsi sui difetti di uno spettacolo così (e non mi riferisco a te franco, ma alle poche voci che ho sentito, anzi grazie per aver risposto alla signora... gli spettacoli di danza sono ben altro,semplicemente una cosa diversa... il nostro musical non intende ovviamente sostituirsi a niente, si può andare benissimo a teatro a vedere i veri danzatori), sapendo chi e cosa c'è dietro per me praticamente non ha senso... purtroppo la parte tecnica e logistica non è di nostra competenza ma presteremo più attenzione a questo nelle repliche future... speriamo di andare migliorando... grazie a MEioME per il "fantastica"!!! :D e grazie a tutti quelli che c'erano che hanno pianto, a tutti quelli a cui "siamo arrivati" a tutti quelli che hanno apprezzato le nostre fatiche e che hanno trovato il bello di ciò che abbiamo fatto... grazie per tutti i complimenti che continuano ad arrivare... buon tutto a tutti.

x peppedelpelo...
Scritto da embè... il 22/08/2010 ore 21:14
Volevo solo esprimere un mio parere, da uno che lavora nel settore dei service audio luci e video, in risposta, e confronto sereno, con Peppedelpelo. Se il check suond è durato 1 ora e mezza, non vedo il problema? Chiamare TOPOGIGIO un responsabile tecnico (fra l'altro chi sarebbe?il fonico?), mi fa pensare che tu in materia, sia talmente esperto e ne mastichi tutti i giorni, da sentirti tranquillo a scrivere un aggettivo così. Oltretutto il fonico non era del service che ha installato l'intera struttura audio e luci (ma uno esterno, chiamato dalla band del musical), quindi, il service non c'entra nulla per il check sound. Per il "non vi siete accorti che tale amplificazione è esagerata" e "chi ve l'ha fornita era del CEPU?" qui mi vien da dire: un NO COMMENT. 1°: ogni amplificazione ha un fader del volume, quindi si può alzare ma anche abbassare, a discrezione del FONICO; 2° esagerata in base a cosa? E' stata montata quel tipo di amplificazione per avere una coperturacome da richiesta; 3° un famoso detto "se non avanza non basta" è sempre valido (portare un'amplificazione più piccola e tirargli il collo per avere un certo volume è da non professionisti); 4° dire esagerata senza spiegare il perchè (esagerata pressione acustica? esaltazione di particolari frequenze fastidiose per il tuo orecchio?...e ANCHE QUI è da tenere conto che il fonico non era del service, ma chiamato dalla band) mi fa pensare che, chi si esprime con queste parole come "TOPO GIGIO" o "CEPU", purtroppo, non conosce quasi per niente il settore service e ha scarsa conoscenza tecnica, elettronica, ed acustica... L'unica cosa che mi dispiace è fare questi confronti attraverso un monitor e una tastiera e non di persona...sarebbe molto più costruttivo e piacevole...

Scritto dall' I.P. 95.224.162.19 il 23/08/2010 ore 02:31
Sono pienamente d'accordo... e apprezzo sia quello che ha detto Franco che quello che ha detto Francesca. Il continuo di repliche, è stato dovuto dall'impeto, e dal non analizzare i contesti e le frasi .. ma soltanto prendendo qua e la qualche critica, o insulto... se ocsi si puo definire.. chiedo alla redazione di lasciare l'articolo qualche giorno in piu. perche cosi fors ela gente puo capire... capire e apprezzare.. anche per chi lo ha fatto oslo in parte. Grazie Franco e Grazie Francesca. Notte...

Scritto da SACCINTO VITTORIO il 23/08/2010 ore 16:53
Come ha indicato giustamente il maestro e amico Davide Caprari sarei curioso di sapere i titoli del "giornalaio" FRANCO GIANNINI che da tempo si è eretto a ESPERTO DI MUSICAL !!! Stendiamo un velo pietoso su cosa e come scrive ! Questi i miei link: http://www.musical.it/index.php?action=index&p=289 http://www.musicalamatoriale.it Sono iscritto alla DOR Categoria AUTORI alla posizione 128802 e sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti Elenco Pubblicisti dal 1990 E pensare che non ho avuto mai la PRESUNZIONE di scrivere un commento su uno spettacolo ... Andiamo avanti ... VITTORIO SACCINTO

Scritto da giuda il 23/08/2010 ore 20:52
ciao sono giuda!io amo peppedelpelo! ahahahahah

Scritto da SACCINTO VITTORIO il 24/08/2010 ore 09:03
VORREI SAPERE PERCHE' IL MIO COMMENTO DI IERI NON E' STATO PUBBLICATO GRAZIE VITTORIO SACCINTO

Scritto da N. il 25/08/2010 ore 13:33
il solito musical di destate la festa. nulla di più nulla di meno.


venerdì 13 agosto 2010

Nuovo musical a Senigallia per i ragazzi di Destate la Festa


di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

Il 15 agosto va in scena ai giardini della Rocca Jesus Christ Superstar

Per palcoscenico, i giardini della Rocca che con la sua mole fa anche da quinta. La data da segnarsi in agenda è quella di domenica 15 agosto, e l’ora le classiche 21.00.
Il cast è guidato come al solito, dalla regista Francesca Berardi, coadiuvata nelle coreografie da Luisanna Gresta, con la direzione del coro affidato a Caterina Mancinelli.

L’opera, che verrà presentata all’interno di Destate la Festa 2010, narra l’ultima settimana della vita di Gesù, in chiave musical-rock. La musica originaria è dell’americano Andrew Lloyd Webber con testi di Tim Rice. Viene presentata a Brodway nel 1971 dove rimase in cartellone per ben 18 mesi, periodo che fu lungamente superato da una replica londinese, l’anno successivo, lunga ben 8 anni.

Neppure a dirlo, i ragazzi si sono impegnati al massimo e la video-testimonianza di questa affermazione è stata immortalata dalle mani di Francesco Salvatori.
Voglio sperare quindi non in un veloce ciao dei nostri lettori, non in una replica si lunga, quanto ad un semplice arrivederci sul prato per tanti calorosi applausi a tutto il cast!

sabato 17 luglio 2010

A Senigallia la storia della musica grazie a Nando & I Satelliti


di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

Tre ore di parole in musica in piazza Roma con le melodie dagli anni '60 fino al 2009


Forse la serata non era delle più indicate, vista la concomitanza con la finale mondiale calcistica, ma evidentemente chissà che lo spettacolo offerto non sia stato preparato proprio appositamente da Nando ed i Satelliti per alleviare il cuore di tante “vedove bianche” di questi campionati.

Comunque sia, esso si è rivelato un successo sia come quantità numerica di pubblico e sia per i consensi ricevuti anche a scena aperta. Tranquilli gli assenti… infatti esso verrà replicato il 13 Agosto.

Il concerto è servito anche per festeggiare i 45 anni di attività artistica di Nando, che come un vino, oh… ma di quelli buoni…, più invecchia e più se ne apprezza, centellinandolo, tutte le sue qualità.
Altro anniversario è quello di 2 anni di sodalizio tra Nando e i Satelliti.

La serata ha avuto inizio con i dovuti ringraziamenti all’Amministrazione Comunale che ha voluto questo evento ed in modo particolare alla persona dell’Assessore alla cultura Prof. Stefano Schiavoni.
A fare gli onori di casa, presentando la serata, non poteva essere che la solita Luisanna Gresta, affiancata però questa volta da un altro giovane e valente presentatore: Raffaele Mandolini.

Presentazioni semplici, schematiche con datazione, titolo italiano, cantante, musicista e paroliere. Cosa che permetteva al pubblico di individuare e collocare la canzone presentata, ciascuno nei propri particolari ricordi di gioventù.

Sono così saliti, uno alla volta, sul palco, i componenti di questo complesso: alla batteria Luciano Grassi, alla chitarra elettrica Diego D’Adderio, alla chitarra bassa Fabio Grassi, le vocalist Maria Marinelli, Laura Mariani, Luisanna Gresta, al pianoforte-tastiera Giorgio Feretti, alla tastiera e voce solista Nando Mariani.

Il brano di apertura, considerando che ci trovavamo a Senigallia non poteva che essere “Una Rotonda sul Mare” ed il nostro Fred della serata, la calda voce locale offerta da Nando Mariani.

Impossibile non notare gli efficaci indispensabili e piacevoli dialoghi strumentali dei fratelli Grassi, il primo attraverso la carica ritmica della batteria ed il secondo con il suono conduttore del basso a fare da sottofondo.

Che dire delle voci che già non si sappia.

Nando MarianiNando: una voce, la sua, con mille sfaccettature, calda, sensuale, rievocante appunto i balli da Rotonda di quattro passi su una mattonella, quella più blues con la voce di gola in “Mi Manchi” rievocante il Leali dei tempi migliori, quella spensierata ed aperta nell’interpretazione de “La Fisarmonica” un pezzo di successo di Gianni Morandi, per passare attraverso brani di Vasco Rossi (Vita Spericolata ed Il Mondo che Vorrei), di Celentano (Ciao Ragazzi, Ciao – Una Carezza, un pugno – Vivrò per lei), per terminare con l’allegra, coinvolgente, rockeggiante “Coccinella”.

Laura Mariani, la figlia, non è stata da meno…un “muso duro” della canzone, il suo. Una ragazza che sa di essere brava e questo l’aiuta a presentare brani presentati da celebri interpreti senza che essi le procurino alcuna soggezione… Una bugia la sua quando canta “Sei Bellissima” della Bertè, infatti la sua è un’interpretazione non bellissima, ma a dir poco “Mostruosa”… logicamente inteso in senso positivo. E se c’era qualche dubbio in proposito si ripropone poi con “Almeno tu nell’Universo” dell’indimenticabile Mia Martini.
Ma anche lei, come Nando, si ripropone in continue e diverse suggestioni, passando dal “Se perdo te” di Patty Pravo a tutta l’estensione vocale richiesta da Mina con la sua “Sono come tu mi vuoi”, toccando anche brani come “Io che amo solo te” portata al successo da Sergio Endrigo o al tono nasale della Nada dell’epoca con la sua “Ma che freddo fa”.

Dalle retrovie del palco, non certo della qualità, la voce del chitarrista Diego D’Adderio si è fatto apprezzare per i brani interpretati e neppure facilissimi da eseguire quali ”10 ragazze” e “La Compagnia”, che solo pensare che le cantava il grande Lucio Battisti, avrebbe messo già di per sè in imbarazzo chiunque, nonché la morandiana “Un mondo d’amore” ed ancora “La donna Cannone”.

A tre quarti dello spettacolo un cadeau offerto da Nando a tutto il pubblico. Una sua scoperta, una sua allieva, una senigalliese, diplomata in arpa, ma che possiede anche una dotazione canora di rilievo, che risponde al nome di Lucia Galli. Ha Interpretato due soli brani: uno utilizzando solo gorgheggi musicali sul tema cinematografico di “C’era una volta il West” e l’altro con la canzone immortalata da “casco d’oro” Caterina Caselli “Insieme a te non ci sto più”. Credo che il termine più esatto per questa esile ragazza sia quello di “La Rossa di Senigallia”, non per la tonalità dei capelli, ma come verso fatto alla vera rossa di Maranello. Una Ferrari è la sua voce… motore delicato, ma nel contempo potente che sa rispondere al momento richiesto fornendo tutti i cavalli del suo motore…che altro non sono che i suoi polmoni.

Luisanna GrestaDi Luisanna Gresta ci sarebbe tanto e… poco da dire che già non si sappia delle sue qualità: umane, di coreografa, ballerina, insegnante di ballo e cantante. Nella serata si è fatta apprezzare, oltre che in qualità di presentatrice, anche come "cantante poliglotta", avendo interpretato canzoni in italiano, spagnolo e francese. E’ passata con la sua solità briosità dalle spagnole “Historia de un amor” a “Besame Mucho” ed alle francesi “Il treno va” (nel duetto cantato con Nando in versione italiana) e la classica delle classiche “La vie en rose”. Diciamo una nostra “Piaf”…più modernizzata e sicuramente… più attraente??

Dicevo all’inizio, tre ore di spettacolo, trent’anni di storia della musica racchiusi in 46 brani cantati, tutti dal vivo e senza alcuna interruzione. E so di ripetermi, ma il 13 agosto si replica e questa volta non mi risultano ci siano finali.

mercoledì 31 marzo 2010

Senigallia, assolto con “formula piena” Il Piccolo Principe



di Franco Giannini già pubbicato su 60019

Ancora una volta i ragazzi di "Destate...la Festa" si divertono e ci divertono.

I Ragazzi di “Destate la Festa”, migliorano, come il vino,... con il passare del tempo.

Invece, almeno a mio avviso, altre situazioni comportamentali, con il trascorrere dei giorni, non fanno che peggiorare!! Mi si perdoni, ma non posso fare a meno di sottolinearlo.

Una caduta di stile da parte di chi, ma non faccio nomi visto il periodo e visto che chi vuol capire capisce, ha fatto di questo bellissimo evento, una comparsata per vendere la sua immagine a beneficio di interessi propagandistici utili in questo momento. Si sa, il fine giustifica i mezzi.

Sarebbe stato sufficiente l’intervento della sola vice presidente per fare le dovute e doverose celebrazioni, ricordare quanto c’era da ricordare del lavoro svolto.
Inutile anche il video, non certo per la sua qualità, ma per il momento attuale in cui è stato proiettato e per la foto finale contenuta, influenzante e propagandistica.

Ritengo che questo comportamento sia stato quasi offensivo all’intelligenza dei presenti: buoni si, ma non certo stupidi! Quasi un intervento a gamba tesa al limite del fallo, in un campo amico, con un arbitro che guardava altrove, ma, voglio sperare, con un pubblico più attento.

E si, che leggendo la locandina con gli sponsor della manifestazione, mi ero detto “Finalmente si stanno impegnando nell’aiutare i giovani nelle loro manifestazioni culturali...”. Evidentemente mi illudevo ed ho avuto, ancora una volta, la solita conferma che per nulla non si fa nulla.

Ma è di questi giovani entusiasti, che voglio e si deve parlare perchè hanno diritto al loro guadagnato momento di gloria.

Ancora una volta, si è super distinta la “piccola” ma grande Francesca Berardi, tutta pepe nei suoi balli, supportata dalla sua stupenda voce acuta e cristallina che abbiamo potuto apprezzare nel duetto con il “Piccolo Principe” alias Roberto Tarsi, ormai un cantante sempre più completo. Attrice ormai consumata che nella scena dell’interrogatorio dei tre giudici, ci ha regalato anche tanta ilarità. Non riesco ancora a comprendere come un si scricciolo di ragazza riesca anche, con tanta autorità a guidare la regia di questa (lo dico con tutta la massima benevolenza) “gabbia di pazzi scatenati, esuberanti perchè entusiasti”.

Maria Savini, interpretando la parte del secondo giudice, sono convinto, si sia divertita più del pubblico, che l’ha applaudita a scena aperta nel corso dello spettacolo in principal modo nella scena della ragazza innamorata al cospetto del bellissimo Mercante di Pillole.

E che dire allora di Davide Nataloni, con il suo Mercante? Ormai, e non lo dico perchè suo fan e quindi di parte, ma con la massima sincerità credo di poter dire che è un attore professionista dallo scilinguagnolo fluido e che, con mio stupore, ha aggiunto al suo bagaglio professionale, ora, anche qualità di cantante. Dalla scioltezza con cui si muove sul palcoscenico e con cui ha portato alcuni passi sul palco (del resto è risaputo è anche un atleta), ritengo che presto lo vedremo anche ballare disinvoltamente (Luisanna ci sta lavorando), acquisendo così definitivamente il patentino di “attore eclettico”.

Mi si lasci esprimere una parola di simpatia anche a colui che ha interpretato la parte del Re. Simpatico, comico, bravo e disponibile. Soprattutto se si pensa che davanti al suo nome Davide Barazzoni compare quel Don, che di per se è tutto un dire: un esempio di come un giovane religioso deve vivere tra i suoi coetanei per captarne più da vicino i loro problemi e partecipare con essi alle loro gioie.

Altro personaggio buffo e ben presentato, oltre che per le battute portate, con il suo saper far parlare la gestualità delle braccia oltre che del corpo quello de “Il Vanitoso”, nella persona di Rodolfo Papini, altro attore ormai ben conosciuto attraverso le precedenti quanto positive rappresentazioni di “Venite Gente”.

So di essere di parte, essendo suo estimatore, ma non posso fare a meno, di spendere alcune parole di sincero apprezzamento, nei confronti della coreografa Luisanna Gresta (affiancata dalla onnipresente Francesca Berardi), sempre presente in questi eventi, paziente, disponibile, e a volte anche troppo, tollerante con questi “energumeni”, ma soprattutto preparata, per i seguenti motivi.

Graziose come sempre le sue coreografie. Anche molto originali, se si pensa a quella con l’utilizzo di due monocicli, ma in principal modo perchè è riuscita a migliorare fisicamente tutto il corpo di ballo. Ora risultano tutti un po’ più sciolti, sono migliorati nei tempi e nelle prese, cose che a gennaio sembravano un po’ sconosciute. Insomma sembra che il suo insegnamento stia portando questi simpatici “anatroccoli” a crescere, facendo spuntare a qualcuna e qualcuno qualche piuma bianca...anche se, è bene dirlo, ancora proprio dei cigni non sono. Ma una cosa è certa, l’impegno di Luisanna e dei ragazzi è sicuramente encomiabile. Evidente anche il suo lavoro con i solisti: graziosa e brava la ballerina solista (mi scuso con lei ma mi sfugge il nome!) che ha danzato nel quadro del “Lampionaio”. Non da meno i ballerini che si sono esibiti in coppia in quello dell’ “Aviatore” (ai quali vanno le mie scuse per lo stesso motivo della loro collega).

E che dire allora della band e del coro? Rispetto al precedente “Venite Gente”, sempre a mio avviso, un miglioramento lo si è ottenuto con la maggiore snellezza del complesso con la riduzione del numero di strumenti, rendendo apprezzabili più i singoli esecutori rispetto all’omogeneità di una orchestra. Un’ottima chitarra, un coro che come la band è stato ridotto. E proprio per questo ho avuto l’impressione che anche qui la musicalità del quintetto ne sia venuto a guadagnare in chiarezza. Ben eseguiti i brani celebri e trascinanti di “Soldi-Soldi” e “Mi Vendo”.

Graziosi i costumi, efficaci i giochi di luce misti a fumi, ben studiata la scenografia attraverso le foto, i disegni e le didascalie su riportate.

Da parte sua, un pubblico entusiasta, fatto di giovani, parenti ed amici, ha ripagato tutti i partecipanti con un lungo e caloroso applauso, come era più che giusto fosse.

giovedì 14 gennaio 2010

Senigallia, terza replica e terzo successo per il musical "Forza, venite gente"


di Franco Giannini
già pubblicato su 60019.it

Come volevasi dimostrare: entusiasmo, passione, lavoro e fiducia, alla fine ripagano sempre...

Che la rappresentazione del musical "Forza, venite gente!"avrebbe avuto il meritato successo che tutti si attendevano, lo si intuiva già dalle prime parole di ringraziamento che il Sindaco Luana Angeloni, dal palco della Fenice, rivolgeva al Consiglio delle Donne, all’Istituto Marchetti ed al FAI, per la loro collaborazione.
Infatti, tra l’altro, quasi con meraviglia, diceva che per indiscutibili ragioni di sicurezza, molti spettatori erano rimasti fuori, in quanto il teatro, malgrado non sia poi così piccolo, non poteva contenerli tutti.
La sera delle prove generali, mi ero lasciato con i ragazzi nel dubbio di quale sarebbe stato l’augurio giusto che dovevo rivolgere loro, perché “In bocca al lupo…crepi…” non lo potevo dire per rispetto alla figura di San Francesco, “In c..o alla balena”, mi suonava un po’ troppo volgare per il tipo di rappresentazione, in fin dei conti, dal contenuto religioso, ed allora ho optato per non fare alcun augurio, certo che non ne avrebbero avuto alcun bisogno. E così infatti è stato!
Gli occhi, e l’orecchio, ovviamente li ho subito ed in principal modo puntati sul subentrante San Francesco, alias Roberto Tarsi. Il suo avvicendamento con Emanuele Piazzai, il San Francesco della precedente rappresentazione, assente più che giustificato, perché la vocazione verso questo Santo, lo ha portato ad abbracciare gli studi in seminario, non si è fatto sentire. La sua voce notevole, infatti, non si è fatta prendere da quell’emozione che qualcuno temeva. Impassibile, freddo, sicuro, consapevole delle sue potenzialità. Del resto è un diciassettenne, si, ma già in attesa di conferme in campo canoro, avendo partecipato recentemente al Concorso Milanese di “Cantofestival” con la canzone “Sentimento” di cui aspetta il responso dalla giuria.
Ho trovato tutti i cantanti solisti più “sciolti”, meno tesi, cosa questa che sicuramente ha dato più sicurezza interpretativa ai loro brani.
L’orchestra sempre impeccabile ed altrettanto il coro guidato in questa occasione da Marco Basili. Mi restano ancora nelle orecchie le note di “Semplicità”, “Angelo Biondo”, “Perfetta Letizia”.
Se proprio voglio cercare il pelo nell’uovo potrei dire, che a volte, per motivi di microfono o casse acustiche tarate troppo alte, il volume della musica si sovrapponeva a quello delle voci, e con alcuni interpreti-cantanti dava il fastidioso effetto di risucchio, quando questi prendevano il respiro.
Dire ancora “Bravi!!” a Francesca Berardi (alias Santa Chiara), a Maria Savini (Cenciosa), a Rodolfo Papini (Frate Lupo), a Francesco Piazzai (Diavolo), a Eleonora Giovanotti (Angelo biondo e Sorella Morte), mi sembra poco ed aggiungere altri aggettivi apparirebbe troppo mieloso, loro sanno di avere belle voci e sanno di aver ballato come Luisanna voleva.
Gradevolissimi al vedersi tutti gli altri ragazzi, senza dei quali lo spettacolo sarebbe risultato incompleto. Simpaticissimi i Ragazzi Moderni, che hanno rappresentato in modo veritiero, quello che sono poi loro stessi nella realtà.
Il Gruppo degli Sbandieratori di Corinaldo, si sono assunti il compito, di accentrare l’attenzione del pubblico all’apertura del sipario, sempre un momento particolarmente emotivo in uno spettacolo e ci sono ben riusciti, mostrando tutta la loro abilità in un luogo ristretto, qual’ è un palcoscenico non certo una piazza.
No, Davide Nataloni (alias Bernardone) e David Berardi (Responsabile della Recitazione), non me li sono dimenticati. Li ho volutamente lasciati nel finale proprio perché a loro devo una parola in più.
A Berardi, i complimenti per come è riuscito ad affinare monologhi e dialoghi tra Bernardone e Cenciosa. Indubbiamente sono dei dilettanti con un indice di professionalità invidiabile da molti che si ritengono professionisti, ma si vede anche la mano del “maestro” che è riuscito a far passare un senigalliese per umbro…questo almeno era la domanda che si facevano in platea, per la cadenza eugobina che Davide dava a certi suoi brani recitativi.
A Nataloni, rinnovo invece i miei complimenti perché riesce ogni volta, ad ogni sua replica a dare sensazioni nuove, con una semplice scelta, che poi tanto semplice non è, delle pause, del parlare con quei silenzi prolungati legati all’espressione ed ai gesti. Si badi bene, non lo dico con l’atteggiamento da vecchio ruffiano, per farmi perdonare il suo mancato inserimento sul video che è stato girato durante le prove, a causa di un suo involontario ritardo. E’ solo per esprimere un mio personale giudizio su un ragazzo che si crede dilettante, ma che penso ormai sia qualche cosa di più.
Il tutto è scivolato via sulle orme di quel tracciato iniziale, lasciato dalla regista Simona Sensini, assente anche lei giustificata perché in “dolce attesa”, su cui ha lavorato non poco Luisanna Gresta per rimediare ad obbligati “rimpasti” che le assenze di alcuni componenti del cast avevano resi obbligatori.
Credo che il riconoscimento più grande vada a Luisanna. Sia per il lavoro svolto che per aver dimostrato ancora una volta, il suo amore verso i suoi allievi, quando con un foglio in mano, ha schierato tutti sul palco presentandoli al pubblico uno ad uno scandendo i loro nomi e cognomi, non tralasciando neppure coloro che solitamente lavorano per lo spettacolo dietro le quinte, quali fonici, elettricisti, sarte.
E per chiudere, un suggerimento con il sapore quasi di supplica, al Sindaco, o vista l’imminenza della scadenza del Suo mandato, all’Assessore che si dovrà prendere carico della cultura e dello spettacolo: per un dovere di “rispetto” verso coloro che sono rimasti fuori dal teatro, si potrebbe pensare ad un’altra rappresentazione del musical? Si potrebbero cogliere due piccioni con una fava, favorendo un’ulteriore soddisfazione sia per questi giovani che per la cittadinanza. La cultura si fa anche in questo modo, con poca spesa, tanto entusiasmo, favorendo i giovani talenti di casa nostra.

mercoledì 16 settembre 2009

“FORZA VENITE GENTE” ALLA FENICE…


































































di Franco Giannini



Prima di tediare eventuali lettori che dovessero imbattersi su questo pezzo, lasciando la lettura a metà e nel considerare che la pubblicità è l’anima del commercio, con questo timore, voglio subito evidenziare e consigliare di leggere la cosa più importante di tutto quanto poi seguirà: Venerdì 18 c.m. Alle ore 18,15 al Teatro LA FENICE di Senigallia, i ragazzi di “DESTATE LA FESTA”, si riproporranno, dopo lo strepitoso successo avuto alla Rocca di Senigallia, nella replica di “FORZA VENITE GENTE”.
Il titolo è già di per se un invito, che sarebbe da considerare come una vera occasione perduta, qualora esso cadesse nel vuoto. Vi perdereste due ore di sano spettacolo !!
Il musical originale nasce nel 1981 per la regia e sceneggiatura di Paolicelli-Castellacci. Il musical narra la vita di San Francesco, vista dagli occhi del di lui padre, con tutti i dubbi e gli scontri generazionali che si possono incontrare tra un padre ed un figlio. Una storia di ieri valida anche ai giorni nostri. Ma il tutto, attenzione, è posto in chiave allegra, con l’inserimento, come i musical ci insegnano, di balli e canti, oltre alle solite parti recitate con piglio professionale.
Attori, cantanti, ballerini, costumisti, sceneggiatori, tutti provenienti dalla ormai affermata e datata compagnia dei Ragazzi di Destate la Festa, uniti e controllati nel loro dirompente entusiasmo (un pompiere è sempre bene che ci sia per riportare alla realtà) da Don Andrea Franceschini della Pastorale Giovanile di Senigallia. E questi i loro nomi con il personaggio da loro rappresentato, con la speranza di non averne dimenticato qualcuno: Emanuele Piazzai (S. Francesco), Francesca Berardi (S. Chiara), Davide Nataloni (Bernardone), Maria Savini (Cenciosa), Francesco Piazzai (Diavolo), Rodolfo Papini ( Frate Lupo), Giorgia Giacomini (Sorella Provvidenza), Irene Piazzai (Sorella Povertà), Eleonora Giovanotti (Angelo Biondo), Sofia Lucchetti (Luna), Giada Mancinelli (Sole), Marco Belogi (Frate Leone), Pierluigi Piaggesi (Capo Cavaliere), Roberto Tarsi (Amico di S. Francesco). Da non tralasciare lo spettacolo dentro lo spettacolo per l’inserimento anche di sbandieratori. Costumi e scenografie tutte fatte in casa.
Sarebbe quasi superfluo il dirlo, ma preferisco farlo, vista che la tecnologia di oggi induce a volte a barare, che la musica sarà suonata completamente dal vivo dall’orchestra composta da 14 elementi per la direzione e con gli arrangiamenti di un ventenne: DAVIDE CAPRARI. I cori e le voci soliste saranno invece diretti da CATERINA MANCINELLI, mentre la recitazione e la responsabilità dei dialoghi, cadranno tutte sulle spalle di DAVID BERARDI. Per le coreografie, andiamo sul tranquillo: tre nomi si affiancano dividendosi più che le responsabilità, il piacere degli applausi a scena aperta, che sicuramente non mancheranno, rammentando il successo già avuto alla Rocca: SIMONA SENSINILUISANNA GRESTASIMONA BRECCIAROLI.
Ho lasciato per ultimo il menzionare questo nome, non perché ultima in valore, ma anzi forse proprio per darle un più ampio risalto a chi è e resta il “padre-organizzatore dello spettacolo”, colui e nel nostro caso colei, che può esaltare o meno un’opera con il suo lavoro fatto di attenzione, sensibilità, ricerca della perfezione: la regista, che nel nostro caso è romana e risponde al nome di SIMONA SENSINI.
Onde evitare che qualcuno pensi che il mio sia un ottimismo facilmente trasferibile su carta, ma poi la realtà è tutt’altra cosa, posso solo dire che la mia sicurezza sulla bontà di quello che sarà l’esito finale, nasce innanzi tutto dall’inconfutabile successo avuto nella precedente presentazione e per il fatto che ho seguito da vicino le varie prove che si sono susseguite in questi giorni e che cesseranno qualche ora prima dello spettacolo.
Con tutta sincerità, quando ho assistito alle ultime prove, a cui mi aveva invitato la Luisanna, all’inizio sono rimasto un po’ scioccato, per la confusione che ivi regnava. Ero circondato da indumenti, scarpe, scarpette, bottigliette d’acqua, fresche risate e tanta, tanta carica emotiva. Riuscivo ad udire solo la Luisanna con i suoi continui conteggi "... e 1... e 2..." e così fino a "...e 8..." ed ancora seguiti dall’instancabile cantilenare del seguire i vari passi con il suo “COSI’…COSI’…COSI’…”. Poi la musica ed il coro si sono introdotti nelle prove e lo spettacolo ha iniziato a prendere forma e vita. Ed è allora che anch' io ho ripreso a respirare più regolarmente ed mi sono di nuovo appropriato di quella sicurezza che per un po’ mi aveva abbandonato ed ho pensato che da quei due posti riservatemi dalla Luisanna, mi goderò certamente e nuovamente un gran bello spettacolo. Ai lettori ancora due inviti, legati tra loro: uno il venire a vedere “FORZA VENITE GENTE” ed uno, se ci riuscite, a contestarmi la veridicità della valenza dello spettacolo in toto e su quella più specifica dei vari componenti del cast.


Le foto in costume sono state fornite dagli amici di "Destate la Festa" nella rappresentazione di quest'estate alla Rocca.


Le foto in abiti civili sono invece di EFFEGI e sono quelle delle prove fatte alla Fenice