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martedì 8 novembre 2016

Io, pensionato a pane ed acqua, non mi arrendo, i " rivoluzionari " televisivi invece...

... dal budello grasso, devono rispondere, prima di tutti, al loro datore di lavoro dimenticando che così la rivoluzione la si è già persa.

Bellezza@governo.it per me è divenuta una specie di ossessione, un qualche cosa che la rabbia d' impotenza, mi porta a divenire oltre che un cane sciolto, un animale portatore di rabbia. Io evidentemente, come qualcuno mi giudicherà,  sto facendone una specie di caso intessuto di lana caprina. Altri però, col il nascondere la testa sotto la sabbia, non dovrebbero neppure continuare a lamentarsi di questo Governo, considerando che la rena gli ha chiuso tutti i loro pertugi del viso. 
Mi sono permesso di inviare la lettera che allego, senza aver ricevuto alcuna risposta. Rispetto le scelte fatte, perchè evidentemente è cosa di cui non se ne deve più parlare. 
Però non mi sono arreso. Infatti proprio ieri pomeriggio ho fatto partire l'ultima lettera e voglio sperare che la persona interpellata possa rispondermi. Qualsiasi cosa, ma dovrà rispondermi, perchè altrimenti il Suo silenzio, sanzionerebbe che in Italia la "Democrazia" sta franando sotto i colpi di una dittatura silenziosa, lenta, ma, a quanto pare, inarrestabile. E se così fosse, giuro che seppur a disagio, mi adeguerò, al silenzio omertoso di non pochi. Comunque, lascierò passare i tempi tecnici per la risposta, ma sarà mia premura rendere pubblico anche l'esito dell'ultima missiva .
Questo è il mio penultimo tentativo andato a vuoto:
Franco Giannini

"Egr. Dott. Gianluigi Paragone,
voglia scusarmi se mi permetto di disturbarlo per quella che per me sta divenendo una maniacale ricerca di conoscere che fine abbia fatto l'annuncio renziano nel corso della trasmissione di Fazio “che tempo che fa” annunciando soldi già disponibili (150 milioni) ed un indirizzo a cui ci si doveva rivolgere bellezza@governo.it per segnalare quale piccola opera, a discrezione del cittadino (Escluse quindi le Amministrazioni), si riteneva opportuno restaurare.
Dico maniacale, perchè forse sto abusando della pazienza di alcuni non obbligati a farlo, mentre di altri sono convinto abbia diritto ad una risposta. Dico questo perchè ho scritto a Renzi, alla stessa bellezza@governo.it sollecitando una risposta del perchè tutto è bloccato, a Il Fatto Quotidiano (messaggio personale su FB sia a Gomez che Travaglio – hanno messo un articolo mezzo scopiazzato di quanto avevo scritto io, ma poi il silenzio), ai 16 On. rappresentanti le Marche in questa XIV circoscrizione (essendo io nativo di questa Regione).
Ho ricevuto risposta solamente dall' On. Brignone, che ha fatto richiesta di una interrogazione al Ministro Franceschini ed ha portato la cosa anche su La7 con un'intervista a “L'aria che Tira”.
Altra attenzione, seppur in lingua politichese, mi è pervenuta dall'On. Irene Manzi e dall'altro On. PD Piergiorgio Carrescia che ha perfino fatto un'interrogazione scritta (Nel mio blog trovate anche la foto del documento). Di come poi tutto si sia risolto, ovvero se la Casta intoccabile abbia o meno risposto alle interpellanze sie orali che per iscritto. Non so quali siano i tempi richiesti dalla Camera per avere una risposta decente con lo trovare una scusa accettabile e credibile per poi darcela poi da bere, ma di tempo ne è passato. Visto che la mia voce non si sente, spero che la sua, caro Paragone, sia più con una tonalità più acuta, seppur la vedo difficile. Scrivere tutto diverrebbe troppo lungo, però le invio i link di tutta la storia dalle “origini” ad oggi pregandolo di non perdersi (il nome dell'On. non lo posso mettere perchè non ho nè richiesto e quindi ottenuto l'autorizzazione alla pubblicazione) ma ecco che una bevitrice di brodo d'aquile mi ha risposto, dietro mio sollecito, con questi toni :” Gentile signore Giannini,
Ho visionato il video. 
Mi perdonerà se non le ho immediatamente risposto, tendo a leggere tutto è generalmente rispondo anche. 
Il fatto che io non abbia presentato una interrogazione fotocopia non significa che io non abbia a cuore il tema, ma essendoci dei colleghi marchigiani che hanno sollevato il problema io posso anche accodarmi e sostenere le tali.
Buona serata. “
Altra nota, è che non ne ho assolutamene fatto un caso di campanilismo o personale, tanto e vero che quando ho scritto a Renzi ed a bellezza@governo.it ho fatto presente che visto che i 150 milioni (come diceva in trasmissione da Fazio) erano già disponibili, visto il terremoto di Amatrice e dell'area Picena che nel frattempo era avvenuto, ritenevo che fosse opportuno abrogare il tutto e destinare questi soldi per quella gente o per quelle opere d'arte. Ma ce lo devono dire. Almeno credo!!
Se potrà fare da cassa di risonanza (non di certo al mio nome o al mio blog – seguito solo da pochi amici!!-, sono troppo vecchio oramai per lasciare queste cose ad altri malati di esibizionismo ) ma al fatto, ai perchè dei silenzi, a chi ha dato questi ordini e perchè si vuol continuare a prendere per i fondelli i cittadini sputtanando questo professionista della bugia, allora le sarò infinitamente grato e non mi stancherò di ringraziarlo partendo fin da ora.
Suo assiduo ascoltatore
Franco Giannini  "







di Franco Giannini

sabato 25 luglio 2015

Cimitero di Senigallia: quando gli artigli della burocrazia toccano il caro estinto…

...Beh!! Allora c'è chi comincia a "preoccuparsi" (per il monento, solo i familiari...)

Questa mattina (ndr: 24 luglio) sono venuto casualmente a conoscenza di quello che non so neppure se chiamare disservizio, comunque sia di certo un atto governato da una legge nazionale (credo) che per qualche ragione arzigogolata “sequestra” la cara salma per un arco temporale che va da un minimo di 15 ore fino a raggiungere le 30.
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Transitando attraverso l’ingresso principale del Cimitero delle Grazie, ho notato ed ascoltato sulla destra un gruppetto di persone che di fronte alla Camera Mortuaria confabulavano ad alta voce con animi un po’”agitati” fintanto di suggersi a vicenda di contattare la stampa per rendere pubblica la cosa.
Ero con mia moglie, per cui ho preferito prima visitare i nostri defunti e solo a ritorno mi sono informato per conoscere quale era la “cosa” di cui la stampa doveva essere informata.
Ecco che allora, presentandomi, mi si sono fatte avanti le persone più a conoscenza dei fatti, anche perchè erano i familiari dell’estinto. Defunto che nel frattempo però era ritornato “libero”, ed anche i familiari si erano un po’ calmati e pacatamente mi hanno spiegato il loro problema. Che poi è un problema, speriamo il più tardi possibile con cui tutti, magari in differenti ruoli, dovremmo confrontarci.
Euro Franceschini e sua moglie (se pubblico nome e cognome è perchè lo stesso mi ha pregato di farlo cosa che gli fa solo che onore!) mi raccontano come ieri sera -23 luglio – il papà di Franceschini passa a miglior vita nella sua abitazione. A questo fa seguito il solito iter del trasporto tramite un’agenzia di pompe funebri (oggi i defunti non possono essere più tenuti in casa) nella camera mortuaria. E già qui, i due coniugi, sono a chiedersi come funziona la scelta della camera mortuaria cimiteriale e quella ospedaliera. Sembra una piccola cosa, ma tra le due c’è una grande differenza. In quella del cimitero non c’è un bar e neppure dei bagni decenti! E si sa che in quei momenti di dolore, c’è invece bisogno sia di un servizio che dell’altro. Non credo che debba spiegare che il servizio bar, non è quello di passatempo!
Poi la salma una volta giunta in camera mortuaria (nel caso in questione quella cimiteriale) viene chiusa (non si può essere visitata) nella stanzetta riservata alle autopsie e dove ci sono due celle frigorifere senza possibilità di vederla, di lavarla e vestirla, prima che il “medico necroscopo” preposto a questo servizio, non l’abbia visitata (http://www.soccorsosicuranza.it/leggi/circ24.htm). Cosa questa che come canta la legge non può avvenire prima delle 15 ore e comunque entro le 30. Non credo che debba spiegare, tutti abbiamo avuti dei cari che se ne sono andati. E si sa bene che i parenti vogliono stare con la salma fino all’ultimo minuto, fino alla chiusura della bara. Parenti che vengono da fuori. Anziani che si sono magari fatti accompagnare fin lì e magari non possono vedere il defunto. Le operazioni del funerale che vengono rimandate. Insomma le solite prassi, importanti e faticose emotivamente parlando, che invece di venir allegerite e sollecitate, sono rimandate a data da destinarsi.
E se è vero che questa è la dura lex, sed lex, la dura ed insensibile Legge che va rispettata, va anche da se che il problema affetti, sensibilità, rispetto, non deve essere tralasciato, dimenticato, accantonato, inosservato evitando di essere preso in esame, solo perchè frutto di una legge nazionale. Non lo so a chi spetti amministrativamente e istituzionalmente parlando, occuparsi di questo lato del problema. Non so chi si senta emotivamente portato a trovare una soluzione al caso. Ma qualcuno deve pur esserci e qualche cosa dovrà pur fare. Credo che si debba escludere che questo è il caso della famiglia Franceschini. No, assolutamente. E’ un problema di tutti e che questa famiglia, senza peli sulla lingua ha posto in evidenza in prima persona. Infatti, come mi hanno riferito alcuni addetti ai lavori è un problema che devono affrontare ogni giorno.
Suggeriva il sig. Franceschini, quindi non solo critiche da parte sua, di mettere in quella stanzetta, almeno una piana di marmo, magari separata da un vetro divisorio, su cui porre la salma seppur ancor svestita, ma coperta da un lenzuolo, che lasci intravedere il solo viso. Poi dopo le 15 ore, la visita deve essere fatta d’ufficio, senza il dover “avvisare” l’agenzia di pompe funebri che se non rintracciano il medico si chiameranno i Carabinieri o come già riferito sopra, la stampa.
Non voglio neppure pensare lontanamente, né sentirmi dire, che il problema è dovuto alla carenza di medici necroscopi, né che questi siano utilizzati per altri lavori o interventi. Perchè non sono certo i medici quelli che mancano in Italia.
Poi scorrendo la legge in questione, tra l’altro mi sono imbattuto in questo passo “…. In alternativa, è consentito dotare il medico necroscopo di apposite apparecchiature di ausilio per l’accertamento della morte.
In tal caso, dopo il decesso, anche prima delle 15 ore, ai sensi del combinato disposto dell’art. 4/5 e dell’art. 8, il medico accerterà la morte con registrazione, protratta per almeno 20 minuti prima, di un elettrocardiografo…”.
Ho cominciato allora a pensare (sicuramente in modo errato), che quello che possa mancare sia proprio un elettrocardiografo??
E se vorrei essere smentito in questo ultimo punto, altrettanto vorrei essere tranquillizzato, che qualcuno si sta interessando della cosa nella sua interezza.
Nel qual caso, a lui, un grazie anticipato.

Franco Giannini
Pubblicato Venerdì 24 luglio, 2015 su SenigalliaNotizie.it