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martedì 14 novembre 2017

60 anni dopo per la prima volta attraverso il Calcio...

... si scopre la debolezza reale di un' intera nazione !


Ohhh... Noooo !!!! Anche se era una (av)Ventura prevedibile che fosse finita così, con un (tal)Vecchio che non è solo anziano, ma anche incapace impreparato. Non è il calcio a perdere, è l'Italia tutta con il suo talento particolare di Paese delle Banane che riesce a sprofondare in quel baratro senza fondo in ogni cosa che fa. Ed in Italia, è risaputo, toglieteci tutto, ma non toglieteci il Calcio !!
Ora però, sappiano gli Amministratori di questo Ammiragliato Statale galleggiante su di un mare di... rifiuti , che già quel panen era stato tolto da tempo ed da oggi è stato scippato anche quel circenses che era quello che frenava il malcontento. Così facendo, avete strappato quella linguetta di una bomba ananas tenuta in tasca, ma mai esplosa. Ordigno che neppure la disoccupazione, il carovita, la sanità, i trasporti, l'economia,... per dirlo con una parola sola, la miseria, sono riusciti mai a far estrarre la mano da quella poche ove è stato sempre riposto. 
Merito proprio del Calcio (a partire dagli innumerevoli campionati delle serie maggiori per arrivare a quelli dilettantistici ed alle altre manifestazioni di coppa internazionali e non). 
Calcolate però fin da ora che togliere il Calcio, (quello che vale, e che dopo 60 anni vedrà ammainarsi la bandiera nazionale e non vedrà la maglia azzurra!!) all'italiano (alla maggioranza degli italiani!! compresi quelli che non vanno a votare ma che in questo momento sono anche loro imbufaliti) è come voler dire di aver dato delle prostitute alle loro madri. Tenendo ben presente che la valvola di sfogo è stata chiusa. Attendetevi quindi, al primo nuovo inghippo, una reazione che solo gli imbecilli non possono prevedere !!









di Franco Giannini

mercoledì 13 luglio 2016

Lo Sport di oggi è quel cocktail agitato nell' enorme shaker...


... dove però viene a mancare l' aroma dell' ingrediente principale, che una volta De Coubertin consigliava. 

Sarà che il tempo passa, sarà che certi ricordi, certi interessi, senza conoscerne il motivo ti assalgono e ti riprendono così, all'improvviso, sarà che con l'età si diventa un po' dei "ruminanti", per qualcuno classificati come dei rompiballe, mentre per altri (forse i più falsi) dei filosofi e grandi osservatori, il fatto è che mi sono trovato a seguire tre avvenimenti sportivi, come da tempo non facevo più. (prima parte : il Calcio).
E più esattamente, la concomitanza dei campionati europei di calcio, del Tour de France e dei Campionati Europei di quella che è considerata la Regina degli Sport : l' Atletica Leggera. 
Le mie riminiscenze sportive da convinto "broccolo" di atleta praticante, nascono nei lontani anni di fine '50 (credo 56/57) da prima come mancato canottiere e con il successivo e definitivo sbarco, dopo neppure un anno, nel sodalizio della storica società anconetana della SEF Stamura, nel settore appunto, dell'Atletica Leggera. Più esattamente nei lanci. Settore dove sono cresciuto, sia di peso corporeo, che di statura, di età, rispettando coscienziosamente di lasciare invariato invece il mio livello di risultati, sempre alquanto scadente, malgrado l'impegno. Ero infatti, diciamo un "atleta" che aveva abbracciato con passione il detto Decoubertiano dell' "essenziale partecipare". Però devo dire che il vivere in quell'ambiente mi fa dire anche oggi, dopo il trascorso di una vita, che quelli sono stati anni (fino al '68) che ricordo sempre con grande piacere e con un pizzico di rimpianto... valli a riprendere, infatti!
Dicevo che quindi mi sono rispaparazzato in poltrona come nel 1960, anno delle Olimpiadi di Roma, cercando di rivivere le stesse sensazioni, con la sola differenza, non immediatamente considerata, di avere 56 anni in più sulla schiena e una tecnologia TV  che non mi ha fatto di certo rimpiangere il vecchio televisore di quel tempo.
E fosse stato solo per quello!!!
Di certo non voglio fare il puritano, ma quando parlavo del motto decubertiano, sapevo che i tempi nel frattempo erano mutati e che in quello shaker gli ingredienti principali contenuti in quel giuramento che fa l'atleta alle olimpiadi moderne :" A nome di tutti i concorrenti, prometto che prenderò parte a questi Giochi Olimpici rispettando e osservando le regole che li governano, impegnandoci nel vero spirito della sportività per uno sport senza doping e senza droghe, per la gloria dello sport e l'onore della mia squadra." erano mutati in : denaro, quattrini, soldi.
Sport, orgoglio della partecipazione, colore della maglia, occupano un posto molto limitato, sempre più ristretto, che il "quanto basta" è stato sostituito da "non serve" nella preparazione di questo cocktail che poi vogliono offrici e darci a bere, come prestazioni sportive.
Quelle società sportive che una volta avevano valori anche educativi, oggi sono quotate in borsa e così facendo hanno assunto il ruolo di Industrie. Quindi lo sport è divenuta un 'industria. E come si sa nell'industria il primo obiettivo è fare business che porti utili. Il come non ha importanza ed il fine giustifica i mezzi. Quindi del sociale ed dell'educativo non c'è rimasto più nulla, perché di questo non gliene frega nulla!!
Il concetto dell' indossare la famosa "Maglia Azzurra", o la sospirata "Convocazione", o la chiamata ai "Collegiali" (almeno nell'atletica di un dì erano traguardi che ti portavi per tutta la vita sportiva, oggi, almeno da quel che si vede, si legge e si sente, procurano invece quasi disturbo, anzi senza il quasi.
Poi più lo sport si fa professionistico, fino a giungere livelli "demenziali" quali quelli toccati con gli ingaggi calcistici, una chiamata in "Nazionale" crea problemi alla società che all' Atleta prescelto. Il timore che si faccia male e che pregiudichi un campionato o una coppa, non ha lo stesso prezzo di una partita con lo scopo di far salire il tricolore sul pennone o sul gradino più alto del podio.
Allora, parlo per il calcio, ci si va con un benestare rilasciato a denti stretti dalla società e condiviso allo stesso modo dal giocatore. Salvo,... salvo, che non si sia dei big da valorizzare (perché anche tra i bravi esiste un livello!!), perché rattoppati per recenti infortuni e quindi in fase di rivalutazione, o degli sbarbatelli che devono dimostrare che il momento di celebrità di cui godono al momento, non si è trattato di un colpo di c..o, ma è dovuta alla loro reale vera abilità.
In questi Campionati europei di calcio, gli stessi commentatori televisivi, hanno tirato fuori il metro comparatore del valore globale (in soldoni!!) di ciascuna squadra, criticando poi che questo valore non confermava quello sportivo. Dimostrazione venuta dalla cenerentola dei campionati, da quella Islanda che "drogata" dal piacere di partecipare, dall'entusiasmo di esserci, dalla soddisfazione di far soffrire "quelli" con la puzza sotto il naso, si è guadagnata la simpatia del mondo calcistico  procurando lacrime ed amaro in bocca ad altre loro colleghe più quotate (sulla carta!).
Non entro di certo sulla tecnicità che si è potuta vedere durante questi campionati, non capisco nulla delle tattiche calcistiche, sono più un osservatore di quello che offre il genere umano (visto dal mio punto di vista che non è quello di uno studioso... ma quando mai ho studiato, io, in vita mia), da semplice osservatore, forse un po' criticone, anzi senza il forse. Ma le lacrime che ho veduto alla fine di ogni singolo evento, che per alcuni ho sentito hanno toccato il cuore, con tutta sincerità, andrò contro corrente, vi prego di scusarmi, ma avevano quasi (non voglio generalizzare) tutte un interesse personale. Chi ha sbagliato i calci di rigore, perché la sua quotazione borsistica potrebbe abbassarsi, chi perché è stato convocato e non ha giocato, perdendo l'occasione di alzare la sua quotazione di mercato, chi perché ha perduto l'occasione e vista l'età non sa se gli si ripresenterà l'occasione per inserire questo titolo nel suo medagliere, chi perché visto come ha giocato si aspetta un ribasso sulla quotazione del mercato che si è appena messo in movimento, chi perché essendosi fatto male, non sa se alla fine della guarigione il suo stato di salute non gli precluderà il proseguo della sua carriera al 100% di come era quando lo hanno portato a questi "stupidi" europei. Chi poi piange perché veramente addolorato... ma basta le dita di una mano, credo, per contenere tutta questa tipologia di partecipanti.
Poi si sa, c'è chi non piange, ma un grosso magone gli resterà per sempre e chi piange delle lacrime che domani saranno asciugate e preso dimenticate.
Del resto loro sono giovani, belli (non tutti, ma i quattrini aiuta!), ricchi e di professione fanno gli sportivi, ed allora il colore della bandiera, l'inno, l'emozione di rappresentare...semplice folclorismo!!
Forse, ma chi lo dice è un vecchio che vive di questa tipologia di rimpianti, non sono degli sportivi, sono più semplicemente degli Atleti mercenari. E "sapppivatttelo" di differenza ce ne passa!!





di Franco Giannini

domenica 19 giugno 2016

ITALIA Capovolta ...

...  quale nave scuffiata dalle ventate dei tanti governi succedutesi è sempre più ingovernabile comandata com'è da capitani di acqua dolce.

Più vado avanti nel tempo e più mi accorgo quanto sia bello possedere un blog.
C'è stato un tempo che possederne uno era diventata una moda alla quale non potevi sottrarti. E devo dire che anch'io ne fui colpito e mi lasciai trasportare dalla corrente. Solo che io, nel bene o nel male, ho continuato per mia ambizione (forse!) o egoismo (di certo). A molti altri è rimasto il gusto del commento telegrafico twiteriano o anche meno con il cliccare un "Mi piace" su FB.
Dicevo, ambizione, perché, seppur come scrivevo nel mio sottotitolo del blog :" Lo Scrivere, non deve essere una ricerca forzata di consensi..." fa sempre piacere essere letti e magari anche contestati. Egoismo di certo perché proseguo con :"... bensì uno degli antidoti più efficaci, per combattere quel "rododen"T"ro, che la vita quotidiana non lesina di offrirci. Un po' come il "canta che ti passa". Ed è questo, forse, il lato più curativo che prediligo, perché me la canto e me la suono come voglio e mi serve come valvola di sfogo. Un parafulmine personale con tanto di scarico a terra. Che cosa ne ottengo? Assolutamente nulla. Ma la rabbia accumulata, pian piano che scrivo, mi si scarica. Se dovessi esprimerla a parole e di fronte ad un pubblico, grande o piccolo che sia, credo che oggi non lo farei scrivendo da casa, ma qual "Silvio Pellico de noialtri", da qualche "Piombi" locale.
pianta di rododendro
Le offese potrebbero piovere incontrollate e non avendo io semplice cittadino quella "Immunità" simbolo di potere della "Casta" che da tempo casta non lo è più, sarei sottoposto ad una pioggia di  querele. Invece, sul "Blog", scrivi, offendi, usando quei bei termini esplicativi (magari anche volgari) che il buon dialetto a volte ci fornisce e poi quando la buriana ti è passata, rileggi, cerchi di sostituirli con altri più perbenisti, ma tanto più falsi e ti rimetti in pace con te stesso e con coloro che avevi attaccato.
Ieri sera, ad esempio, stavo cenando con mia moglie e  guardavo il TG dove il solito "incantatori di serpenti" in trasferta nel paese di Casatchok (quello del ballo della steppa) ci raccontava di quanto lavoro porterà in Italia, malgrado le sanzioni europee nei confronti della Russia. E mia moglie, come un sottofondo, mangiando mozzarella ed insalata, borbottando sottolineava :"... ma che bravo... intanto oggi è il 17 del mese e la pensione mia è già finita". Ed allora mentre lei si sfogava, io pensavo, sempre relativamente a questo personaggio tanto arrogante quanto buffo e senza alcuna decenza morale, che alcuni giorni prima in un incontro con i commercianti aveva detto che gli italiani con quegli 80 € che avevano trovato nella loro busta paga di 1000 € erano potuti andare a farsi una pizza o a mangiarsi un gelato. E' in casi come questo che si perde la luce dagli occhi quando emerge in maniera spudorata la limitatezza di pensiero e l'apertura mentale di coloro, che hanno la fortuna di possedere " il budello grasso". E sono convinto che non lo fa neppure apposta, ma solo per l'inconsapevolezza che ha costui (e di chi lo ha preceduto) di come una famiglia deve gestire 1000 (e già sono "fortunate") e spesso anche meno € e che quindi quegli 80 € a tutto serviranno fuorché, credo, alla pizza o a leccarsi il gelato. Una possibilità più reale è che invece essi siano resi allo Stato Creditore, (perché non tutti noi "mortali" siamo come lo Stato che paga a babbo morto), un esattore senz 'anima che pretende il pagamento immediato dei suoi balzelli, alla scadenza!
E mentre i titoli continuavano a scorrere tutti con notizie poco allegre, i bocconi stentavano a scendere. Ed ecco che si parlava, guarda caso, di malasanità. L'ennesimo caso di una mamma (questa volta di due gemellini) che per un motivo non ancora chiaro, aveva reso orfani per, si dice, (anche perché si attendono i risultati delle solite autopsie che si fanno in questi casi ordinate dalle Magistrature), per un errore, ripeto il si dice, medico. L'ospedale, ancora una volta, quello del profondo sud : Reggio Calabria. E nel mentre la rabbia saliva al solo sentire di come la Sanità Italiana continui a fare danni, guidata com'è in modo pietoso da quell'incompetente ministra senza alcun titolo accademico (se non quello solito di una vergognosa politica)  ed incapace di distinguere un'iniezione intramuscolare da un' endovenosa, raccontavo a mia moglie come la Casta della politica romana, malgrado continuino a parlare di tagli dei privilegi, hanno una assistenza ambulatoriale all'interno del Parlamento e che ci costa 2 milioni di Euro l'anno.
E nauseato dall'insieme di queste nefande notizie e dai più umilianti (per noi ascoltatori) comportamenti politici, mi alzavo da tavola masticando un vaffa indirizzato a..., indovinate voi, ripromettendomi di rilassarmi, almeno, con il vedere la partita di calcio  tra l' Italia - Svezia, e con lo sfogliare il quotidiano nel quarto d'ora d'intervallo che è solitamente occupato dalla immancabile pubblicità (come se non pagassimo già il canone di abbonamento!).
Ma devo convenire che la scelta non è che sia risultata poi una delle migliori. Si, lo so, come ha poi esclamato il Zenga nazionale mondiale ed il commentatore RAI dopo il gol italiano alla fine del secondo tempo :"... Si, non avremmo giocato bene, ma per una volta diciamocelo pure, chissenefrega, abbiamo vinto.". Ma ho dovuto attendere quasi 80 minuti!!

Ma non è forse quello che avranno pensato i più, come sono la maggior parte degli italiani, propensi a nascondere la testa sotto la sabbia e gridare "abbiamo vinto" con la stessa facilità del "hanno perso"!! Ma io che nell'intervallo mi ero soffermato nella lettura del quotidiano e mi ero fermato a leggere un trafiletto che riportava i premi partita dei nostri nazionali, sarò uno sfigato, ad onor del vero ci sono rimasto invece veramente male. Infatti, udite, udite, i premi che verranno consegnati ai nostri eroi, saranno in ragione di 267 mila €. Ma non da dividere tra tutti i partecipanti, 267 mila pro capite. O meglio così ripartiti: 27 mila € se si toccheranno i quarti, più  altri 40 mila se raggiungeranno le semifinali, più ancora 70 mila se l'obiettivo toccato sarà quello della finale ed infine altri 130 mila se si apriranno le porte dell'Olimpo con la vittoria del titolo europeo.
Ed il bello è che il redattore, quasi a scusarli, definiva tale cifra "contenuta". Solo perché la Germania e la Francia ne darebbero 300 mila e la Turchia, ma per me questa nazione non fa testo, anche perché i bookmakers la darebbero 5000 a 1, ne concederebbero "appena 750 mila". Il tutto, miei cari signori, non per un'operazione a cuore aperto, ma per due calci in un pallone e come si sta vedendo in questo europeo, neppure dati (dal più delle squadre, con eccelsa professionalità, tecnica ed impegno.
Sintomo, quello dei premi, di una mancanza di rispetto nei confronti del valore del denaro ed ancor più verso il modo in cui questo viene guadagnato. Un' incapacità di chi lo spende e spande con tanta facilità confondendo Necessità con Esigenze. Un fregarsene di offendere chi guadagna certe cifre (e sono già fortunati ad avere un lavoro seppur con uno stipendio da fame!) sempre che tutto vada bene, con 20 anni di lavoro e magari alzandosi alle 5 del mattino e questi pochi privileggiati se le possono portare a casa con 20 giorni di ferie facendo un lavoro che "una volta" forse amavano e che oggi considerano "stancante". E questa non è invidia, assolutamente, è solo una valutazione di quanto certe cattive valutazioni potrebbero alimentere, ogni giorno che passa ancor più, le disuguglianze. Aggiungo anche, neppure per cattiveria, ma proprio per non conoscere (e spesso per essersene dimenticati!) di quelle che sono le necessità, a volte vitali, dei meno fortunati. Ecco che allora ritorno da dove ero partito da lì ritorno, non quindi una pizza o un gelato, meglio un paio di scarpe al bimbo più piccolo...





di Franco Giannini

lunedì 13 giugno 2016

Il Mondo è stretto tra l' abbraccio dell' Inciviltà e quella del Fanatismo

In occasioni simili, ci si chiede a chi negare l'attenzione onde togliere quella visibilità di cui gli infami si nutrono.

E così, mentre negli USA, ad Orlando, veniva attuata l'ennesima carneficina ad opera di un fanatismo religioso, nella vecchia Europa, in Francia e più precisamente a Marsiglia il motto repubblicano di "Libertè, Egalitè, Fraternitè" veniva privato del suo ultimo termine: Fraternità.
Dovevano essere dei campionati europei di Calcio, dove lo Sport, mi ripeto nel dovrebbe, farla da padrone quale sinonimo di Amicizia e Fratellanza ed invece è stato sotto gli occhi di tutti il grado di inciviltà in cui si è sguazzati.
Se si fosse trattato di un incontro tra Fanatici Vs Incivili, l'esito della partita sarebbe terminato senza alcun dubbio sullo 0-0 e con tutti i giocatori in coma pseudo o totalmente etilico: i primi ubriachi di sudditanza ed una esaltazione che di religioso non ha assolutamente nulla se non in un fanatico indottrinamento, gli altri solo gonfi e posseduti dal dio lupolo mescitore dei boccali di birra e gestore incontrastato della loro immensa imbecillità.
Ma quello che più mi spaventa in queste occasioni, è l'andare a cercare, da parte di chi sono certo non rientra in questo genere di individui, tutt'altro, ma solo per un loro inconfessato perbenismo d'élite, le possibili scusanti. Quasi timorosi di chiamare con il loro vero nome gli artefici di queste atroci criminalità.
Ad Orlando, oggi, ci si chiede se l'atto è stato compiuto, visto che il locale era anche luogo di ritrovo di Gay, se l'azione sia stata compiuta da un Omofobo più che da un simpatizzante dell'Isis. Magari si andrà a vangare sulla sua infanzia, sui suoi genitori e non certo per condannarlo definitivamente, ma per trovare il cavillo che ce lo restituisca se non come un santo, ma almeno un essere la cui colpevolezza sia da dividere con la solita "Società" che lo ha respinto e che ora per riabilitarsi (la Società) vorrebbe scusarlo a denti stretti : Si, perché è sempre così che si finisce!
E quest' altri "Pallonari" che nel vecchio continente per un risultato cambiato a tempo partita scaduto, se la son data di santa ragione, a che cosa daremo la scusa? Al razzismo, al diverso colore della pelle (ma sono bianchi!), alla religione? Una parte dei contendenti, si guardi bene, provengono da quella vecchia Inghilterra, patria dell'Illuminismo, di civiltà, del self-control che a tutti gli altri Paesi vicini di condominio ha sempre tentato di dare (e spesso riuscendoci) sempre lezioni di correttezza, di civiltà, di comportamento. Forse, allora, più giustificabili sarebbero i Russi (ma non lo sono!!) che le loro pagine di storia galleggiano su fiumi di Vodka bevuta per mandar giù il freddo e la miseria con cui hanno sempre dovuto lottare. 
Anche qui, la scusa del giorno dopo, getterà le sue basi sul fatto che il colpevole è l'alcool. Un male che non è un male, se usato in "modiche quantità".
In entrambi i casi il colpevole è l'uomo. I colpevoli siamo noi.  Si, noi, che per un nostro intrinseco egoismo (aggravato da un falso buonismo e pietismo), preferiamo assolverci più che condannare condannandoci.
Troppo lungo, troppo difficile (neppure tanto), troppo costoso (secondo come lo si guarda), troppo lontano (una volta, ora non più!) da noi il problema Fanatico Religioso. Tanti sono i "troppo" e finché si crede che certe situazioni si verifichino sempre distanti da noi, che accadano solo agli altri, si sopporta, magari, perché no, magari disposti anche a farci su una fiaccolata (oggi divenuta di moda) e mentre sul televisore panoramico scorrono immagini cruente di visi e corpi bagnati di sangue, noi, innocenti, consumiamo un fresco "Tiramisù" facendo seguire un sospiro, il cui indirizzo resterà segreto.
Da quest'altra parte, la Federazione dal braccio braccio forte, minaccia agli alcolizzati delle due nazioni che se si ripeteranno in queste "incivili scene", le squadre d' Inghilterra e Russia verranno eliminate dalla manifestazione.
Come se la Federazione, che è composta da uomini che dovrebbero essere pensanti, non abbiano mai sentito pronunciare la parola Hooligans e le storie di cui costoro sono artefici. Ma si rimanda, cogliendo l'invito a non fare nulla oggi di quello che potrà fare qualcun altro al posto tuo, domani.

"Alla prima che mi fai ti licenzio e te ne vai" era la frase creata da Sergio Tofano "padre" del personaggio del Sig. Bonaventura sul Corriere dei Piccoli dei tempi che fu. Ma la decisione degli Organizzatori molto simile a quella ironica del Sig. Bonaventura ha poco con cui spartire visto come essa suoni patetica sulla bocca di chi di Sport (di quello vero, in cui dovrebbe vincere il migliore) non gliene frega assolutamente nulla a nesuno. Se non fosse che "Quelli" devono proteggere prima di tutto gli "Interessi" dei produttori di birra, di alcolici, degli Organizzatori, delle Federazioni di ogni Paese, dei cartellini dei vari giocatori posseduti in molti casi (mimetizzate o meno) da banche. Perché se così non fosse, già le Squadre o sarebbero fuori dalla competizione o questa l'avrebbero persino sospesa. Invece i contenitori in vetro non si dovrebbero usare e chissà come le aree dei campi di battaglia ne erano tappezzati, l'alcol non si sarebbe dovuto vendere e al contrario ci facevano la doccia... Segno evidente che i "trasgressori autorizzati" non erano casi isolati, ma se non supportati, sopportati certamente.
Ma intanto, tra una fiaccolata e una ridicola minaccia, domani è un altro giorno.
Certamente non per le vittime di Orlando e per le loro famiglie, per le quali le sfere degli orologi si sono fermate con il rumore dei primi spari e li resteranno inchiodate.
Per le mamme dei secondi imbecilli, gli sportivi come loro si ritengono, l'orologio invece continuerà a camminare eternamente e loro mamme, cullate dal tic-tac, continueranno a restare incinte ed a generare la parte peggiore di questa feccia umana.
E "noi", eterni Ponzio Pilato e ritenute persone per bene, tutti lì a versare fiumi di lacrime di coccodrillo ed instancabili rabdomanti alla ricerca di un perché, più di un percome far cessare tutto ciò!





di Franco Giannini

venerdì 3 giugno 2016

L'Italia al miglior offerente e l'Inter ed il Milan non resistono a questa tentazione...

… erano Italiane ed ora con un nuovo lifting si sono fatte fare gli occhi (speriamo solo quelli) a mandorla ! 


Premetto subito, onde evitare malintesi di carattere sportivo, che di calcio non mi interesso, non tifo per nessuna squadra e se solo potessi anche rinnegare la mia origine nazionale, mi dichiarerei anche apolide.
Ma vivendo qui mi devo forzatamente adeguare, seppur non condividendole, alle scelte che i VIP di ogni settore nazionale prendono per mio conto.
Nei miei 74 anni di vita ho visto prendere corpo tante cose buone ed altre meno, ma in quest'ultimo trentennio le cose brutte ed incomprensibili si sono fatte sempre più numerose ed inconcepibili.
Ma proseguendo in questa riflessione andrei fuori tema. Quello di cui intendevo parlare era infatti il vendersi di due squadre di calcio : l' INTER fondata il 9 Marzo 1908 ed il MILAN fondata nell' ancor più lontano 13 Dicembre 1899 tanto che se fossero state delle bottiglie di liquore sulle loro etichette sarebbe comparsa la scritta “premiata ditta fornitrice della Casa Reale” con il seguito delle infinite medaglie ricevute per meriti “sportivi”.

Ed invece dopo più di un secolo di storia, ecco che le due società sportive, come tante altre note industrie (forse le migliori), non sono riuscite a non imitare quelle economiche con l' entrata nel mondo finanziario della quotazione in Borsa, la vendita di parte del capitale sociale per far entrare fresca moneta straniera ed infine nel cedere tutto il pacchetto azionario accoltellando alla schiena i suoi sostenitori.
Che c'è di strano? Si chiederà qualche ben pensante.
In un mondo industrial-finanziario dove la “finanza”, l'Utile, ha la priorità, di strano non ci sarebbe assolutamente nulla.
Ma si da il fatto che queste si definiscono “Società Sportive”, dove lo sport invece è passato in secondo piano, per far passare al primo il “Business”.
Il comportamento di queste due squadre (ma non sono le sole, perché altre le stanno scimmiottando) sembra si sia dimenticato di alcune definizioni ad esse legate, ai suoi affezionati sostenitori, alla loro italianità, quali in primo luogo:
SPORT : che è l'abbreviazione della parola inglese disport che significa divertimento
SPORTIVO : colui che pratica uno sport o gli sport in genere o s'interessa di uno sport particolare seguendone con assiduità gli incontri relativi (e non il gioco in borsa!)
TIFO SPORTIVO : che è un fenomeno sociale per cui un individuo o un gruppo di individui si impegnano a sostenere con vivo entusiasmo la vittoria di un concorrente o di una squadra in una disciplina sportiva per cui a volte si viene contagiati e ci si ammala (per il resto dei nostri giorni) di questa particolare tipologia di tifo (che non sarà mai intesa come febbre gialla!).
ULTRAS: si definisce un tifoso organizzato di una determinata società sportiva, più frequentemente di tipo calcistico, ma anche di pallacanestro ed altri sport.
Ed infine l' ITALIANITÀ : che il vocabolario Treccani definisce “...l’essere e il sentirsi italiano; appartenenza alla civiltà, alla storia, alla cultura e alla lingua italiana, e soprattutto la coscienza di questa appartenenza.”.
Non essendo io un tifoso, ne tanto meno un Ultras, vien da chiedermi perché uno di questi affezionati dovrebbero ancora perdere l'uso delle corde vocali per il grande urlare nel sostenere una squadra che li ha abbandonati, il cui Presidente, un cinese dal nome impronunciabile, è anche il nuovo proprietario, con l' 11% su 11 di giocatori, componenti la squadra che scende in campo, tutti stranieri, con una quotazione in Borsa anch'essa spostata in di quelle loro nel Sol Levante e magari con degli sponsor sulle magliette in cui non si possono neppure leggere la ragione sociale perché scritti con ideogrammi cinesi? D' Italiano, quindi, che cosa resta e perché Interisti e Milanisti dovrebbero continuare a tifare per i vari Sig.ri Wang, Hu, Chen, Zhou ecc. che magari di calcio non gliene frega nulla?
quello che del resto sanno fare !!
Una mossa che con lo Sport non ha assolutamente nulla da condividere e che invece ha tanto di manovra per l'affermazione di una Economia di Mercato, come del resto lo dimostrano gli articolisti dei giornali economici.
Visto come siamo messi in Italia economicamente ed ora anche sportivamente parlando, credo di essere un fortunato (almeno in questo!) a non soffrire la domenica per una vittoria che magari non arriva, o per non sentirmi accapponare la pelle quando la Nazionale si schiera e canta l'inno e tanto meno se essa, malauguratamente (e spero di no per coloro che invece ne soffrirebbero) dovesse essere eliminata (anche "grazie" alle scelte, per me scellerate, che questi club stanno prendendo!).





di Franco Giannini

sabato 26 settembre 2015

Il mondo preso nella morsa degli scandali, degli inquinamenti e di una morale perduta...

... ma che non ritrova, perché forse non l'ha mai posseduta.

Ed io che mi sentivo un po' verme quando prendevo la mia "Punto Diesel" del '99, per fare un paio di volte al mese, una visita veloce al Cimitero, negli orari non ammessi dall'ordinanza che le "istituzioni" impongono per contrastare l'inquinamento atmosferico! Del resto era un'ordinanza che faceva ridere ai polli e che domani, alla luce di questi fatti, li farà ridere ancora maggiormente. Immaginate quante saranno le auto inquinanti che girano per Senigallia e che gireranno malgrado il divieto e paragonatele ai milioni di quelle nuove di pacca che il colosso tedesco (da ieri, con i piedi di argilla). I nostri stupidi ben pensanti avranno magari anche il coraggio (o la vigliaccheria!) di dire che anche queste ordinanze poco che fanno però qualche cosa fanno. Come del resto sputano a mo di sentenza, ogni qualvolta reclamizzano i loro mezzi passi avanti ed uno indietro.
Ma si sa, tra cani non si mordono. Ora sono con i capi cosparsi di cenere, angustiati, oh mica per il danno che hanno fatto all'ambiente, alla salute degli abitanti, per essere stati artefici di un disastro morale e non solo, ma più semplicemente, perchè sono stati colti con il topo in bocca.
Visto però che questi delinquenti, sono dei professionisti del delinquere e quindi persone scafate e pronte anche risolvere i problemi di una ciambella che esca dal forno senza il foro, si erano già parati il loro lato "B" creando dei fondi con cui sanare il danno chiudendo la bocca a coloro che hanno le coscienze meno sporche delle loro e che sicuramente accetteranno felici di questo pentimento.
L'inquinamento quindi ancora una volta verrà tirato via con il classico colpo di spugna del "Dio Soldo", mentre a pagare saranno sempre e solo loro, la "Gente", sia a livello fisico che a livello occupazionale.
E gli imbecilli di turno, a partire dalla testa del famoso "Pesce", pronti a sollevare quelli della coda, sollecitando la curva della tifoseria ad inalzare i cartelloni di W Noi ed Abbasso Voi.
E si perché noi non siamo i crucchi produttori della Volkswagen, della Skoda, della Seat, dell'Audi, noi siamo orgogliosamente italiani ed i nostri prodotti sono senza macchia... ed infatti è vero, perché le ditte di cui sopra acquistano (o forse acquistavano) da noi molti componenti che montano (montavano?) sui loro modelli, si anche su quelli chiacchierati. (Si pensi ai freni, alle gomme!)
E quindi esultare perché un concorrente è uscito maldestramente di strada, come un concorrente in meno, è un po' come l'esultare di quel marito dopo essersi tagliato il suo gioiello per far dispetto alla moglie. Sempre poi, si sa gli scandali sono contagiosi, che domani da controlli, non emerga che anche i più puliti hanno tracce di rogna. Io non resterei sorpreso!
Nel Mondo abbiamo o abbiamo avuto le Guerre Lampo che durano da vent'anni ed ancor più, lo scandalo della " Spazzatura dei Derivati" da cui non riusciamo ancora ad uscire (tolta l'Italia che vedeva una luce dentro il tunnel ancor prima che nascesse la crisi!), l' Emergenza (la chiamano così già dai tempi di Mosè!) dei Profughi-Emigrati-Clandestini e che il Papa ha liquidato (a parole! seguito da un lungo applauso e... magari un pensato, come diceva Rossella O'Hara, domani è un altro giorno ) e come dargli torto, un "Casa, terra e libertà a tutti". 
Nel Mondo sportivo, che è quello di cui la Governance pasce il popolino per tenerlo buono, le cose a livello scandalistico e di morale perduta (sempre che questi personaggi ne abbiano avuta una!) non è che vadano meglio. Dico ad esempio FIFA che oltre come acronimo di Fèdèration Internationale de Football Association, sta a significare nella nostra lingua, paura, timore, spavento. Ed ho appunto fifa che se dai diamanti non cresce nulla, dalla "merde" (che sia un francesismo casuale?) nascono i fiori. Ma qui dalla FIFA viene l'eccezione che conferma la regola, sembra che i fiori della morale perduta nascano da diamanti (manco uno poi, ma forse due). 
E sempre nello sport in quel mondo del pallone nel pallone, ci stiamo preparando al 2022 quando nel Qatar (che è un Paese non un materiale secreto delle vie respiratorie), composto da appena 1 milione e 700 mila abitanti (Roma da sola ne ha oltre 2 milioni e mezzo) con un PIL di oltre 104 mila $ (contro i nostri 34 mila $) che già dice tutto del perché lì si terranno i primi Campionati Mondiali di Calcio Invernali. No, non si tratta di una nuova specialità, sempre di calcio si tratta, ma solo che visto che d'estate lì le uova se le fanno toste sotto la sabbia con i loro 50°, hanno pensato bene di ribaltare i calendari di tutti i campionati del mondo, versando barche di quattrini a chi, bohhh! (o meglio si dice il peccato, ma non il peccatore!) perché il Qatar è il Paese più ricco del mondo e il denaro si sa, manda l'acqua per l'insù, anche in un Paese dove l'acqua non c'è se non quella minerale in bottiglia. 
Ma lo scandalo maggiore e di cui il mondo fa finta di non accorgersi, è che per eseguire i lavori di costruzione di tutte le strutture, saranno impiegati degli operai-schiavi che sotto le temperature menzionate, non assistono alle partite, ma stanno edificando gli stadi da mille ed una notte, con l'aria condizionata. Cattedrali nel deserto dove dopo i 15 giorni del campionato, andranno a giocare i campioni occidentali incerottati ed in disarmo per arrottondare le misere pensioni.  Si parla che per i disagi dovuti al caldo ed alle condizioni di vita già oltre 1300 "schiavi" siano passati a miglior vita (saranno da considerarsi morti bianche!) e per il 2022 questo numero potrebbe salire raggiungendo quota 4 mila. Del resto per loro non è un problema trovare mano d'opera.
A dirlo ed urlarlo è Amnesty International e non solo, mentre il Mondo tutto non ascolta ed anzi fa finta di non sapere o come nel caso della truffa delle auto inquinanti, perché di truffa si tratta, al più si chiede e si chiederà (nel 2022!) come mai possano accadere questi "disastri morali".
Semplice la risposta, perché siamo tutti cittadini di questo Mondo composto da comunità formate di gente falsa, egoista ed interessata. Nessuno escluso, sia esso appartenente all'elite del popolo o nella sua massa costituente il branco. Ho detto nessuno, comprendendomi in questa generale cloaca del genere umano, ma che oramai di umano non ha più nulla.






di Franco Giannini

lunedì 15 settembre 2014

Il fantacalcio più “vecchio” di Senigallia (salvo smentite)

Un evento atteso quanto la fiera di S.Agostino per 8 evergreen, una "chioccia" e un.... osservatore !!!

E’ la “FANTA LEGA BASKET“, sempre salvo smentite, il sodalizio di Fantacalcio più “vecchio” a Senigallia. Sono 8 gli evergreen senigalliesi che festeggiano i loro primi 20 anni di aste milionarie e virtuali.
Ricordo che quando iniziarono con questo gioco, qualcuno di loro non era neppure maggiorenne ed oggi, seppur lo sussurro a denti stretti, sono diversi quelli che hanno superato gli "anta". Qualcuno è forse "rinsavito" ed ha abbandonato, ma è stato immediatamente rimpiazzato da chi da tempo era già in lista di attesa e sperava proprio in una improbabile rinuncia, che poi invece è arrivata del tutto insperata.
Non avevano, o quasi, ancora l'età per... ed oggi ecco che invece me li ritrovo sposati, con prole al seguito. Ma come sempre ed in tutto, abbiamo però anche la solita eccezione che conferma la regola: lo "scapolone" incallito ed impenitente che resta strenuamente ancorato al "tempo delle mele".
Ed in questi 20 anni così si è passati dalle aste battute in Lire a quelle in Euro, non lo so quantificare il numero dei governi che si sono nel frattempo succeduti, come pure gli avvenimenti dolorosi come il crollo delle Torri Gemelle che hanno lasciato spazio ad altri (in verità neppure tanti!) più piacevoli, come ad esempio la nascita del nostro evento locale quale il Jamboree. Insomma se si pensa anche all'ultima drammatica alluvione del 3 maggio, ci si potrebbe scherzare su, cercando forzatamente di sdrammatizzare la tragedia che ha colpito la nostra città, con una battuta scontata, ma attuale, come quella del :" Ne abbiamo vista di acqua passare sotto i ponti".
La "FANTA LEGA BASKET" nasce, si consolida e continua a vivere allegramente, perché alla sua testa, fin dalle origini, c'è stato e continua a rimanere un Presidente, anzi "Il Presidente", nella persona di Alberto Franceschini (Manchester City) che gestisce il tutto con passione, competenza, eleganza, imparzialità e quando serve, anche con quella punta di determinazione che certo non guasta, onde mantenere sempre nella corretta via gli altri soci del sodalizio . A seguirlo e coadiuvarlo in questo gioco divenuto oramai droga virtuale anch'essa, gli altri sette partecipanti con tra parentesi i nomi delle squadre di calcio o di pura fantasia, sotto cui si scontreranno da amici-rivali nel corso dell'annata '14/'15: Daniel Olivi (Ascoli) - Walter Giannini (Algaxelu) - Gabriele Bedini (FC Paderborn) - Lorenzo Ciarloni (Bohemians) - Giulio Marazzina (F.C. Vissana) - Federico Frati (Napoli) - Roberto Mencarini (Light Year). 
Questo evento per gli 8 "ragazzi" è divenuto un modo, forse anche banale, quasi un pretesto, per delle simpatiche rimpatriate, che potrebbero ai più, sembrare anche strane, ma invece non lo sono. Perché il vivere seppur in questa piccola cittadina che è Senigallia, porta a pensare che ci si incontri con quella frequenza che si potrebbe o vorrebbe immaginare e che invece solitamente non c'è perché presi dalla vita caotica dei nostri tempi. Ed allora, questa voglia di ritrovarsi, ti porta a studiare qualche cosa che ti faccia dire "famolo strano", ma ogni tanto "famolo". E così, ogni anno, come dicevo poc'anzi, si attende questo avvenimento dell'Asta per l'acquisto dei giocatori, come si attende che so, la settimana Rock del S.J. o i 3 giorni della Fiera di Sant'Agostino.
Un modo, diciamolo però sottovoce, anche per "sganciarsi" temporaneamente dalle loro signore, dai loro figli, dal lavoro, dalle preoccupazioni di tutti i giorni e ritornare per qualche ora, ragazzi spensierati con l'incoscienza-coscienza di acquistare e vendere ipotetici campioni della pedata siano conosciuti o giovani atleti da valorizzare, tutti e sempre a suon di milioni, ma il tutto in maniera assolutamente indolore: in quanto virtuale.
Appena s'incontrano tra loro, sono tutti abbracci, pacche sulle spalle e risate, quelle risate di gusto che sembrano scaricare tutti gli stress accumulati nel corso dell'anno . Li senti fare il riepilogo di un anno della loro vita familiare, raccontare i progressi dei propri figli, ma poi basta un' occasionale battuta, un avvenimento, una partita sempre di carattere sportivo che si entra immediatamente nell'atmosfera goliardico-calcistica del perfetto evergreen del Fantacalcio nostrano.
Io, lo scrivente, l'Osservatore non calcistico, ma di vita, li ho visti tutti "invecchiare" così, non rendendomi conto che anch'io non ne sono rimasto esente, bensì, in questo parametro (come lo chiamerebbero loro!), li ho superati e tutti di gran lunga, favorito anche dai dati anagrafici.
Il mio ruolo in questa annuale rimpatriata è quindi solo quella di padrone di casa, nonché curatore della logistica (che non vuole dire nulla, ma offre un certo tono) mentre quello di mia moglie Giuliana è invece più partecipato, impegnativo, poiché oltre al ruolo di "chioccia" un po' di tutti, ha anche quello di vivandiera del reggimento. E non posso non esimermi da rivelare che quest'anno, l'ho vista con i lacrimoni, quando per l'anniversario di questo 20° incontro, i "suoi" (oramai!!) ragazzi gli hanno fatto dono di un omaggio floreale. A lei, persona dotata del "pollice Verde" e quindi in un certo modo legata, per via del colore, ai suoi evergreen.

Le foto, si dice, parlano da sole. Ditemi allora, se le teste dentro i piatti (quest'anno il menù prevedeva Penne alla Vodka!) vi possono far immaginare le lottate aste per l' accaparrarsi del campione del momento o l'accontentarsi obbligato di un brocco qualunque venduto a buon prezzo, non avendo più una lira di credito in portafoglio. Oppure una foto con la didascalia simile a qualche quadro fiammingo del '500:"Amici a cena".
Ma si sa che a pancia piena si cogita meglio. Ed allora li senti che, sgomberata la tavola dai piatti, cominciano con il gridare "passo" oppure li senti rilanciare a suon di milioni, tutti regolarmente certificati dalla Poligrafica del Sig. Bonaventura. E seppur non mancano gli sfottò nel corso dell'asta, alla fine della serata, che si conclude immancabilmente nelle ore piccole, alla fine li senti tutti soddisfatti e convinti della bontà dei loro acquisti che permetterà a tutti di aggiudicarsi il campionato.


 Forti di quelle stesse certezze che ti offre un buon oroscopo. Intanto già da domenica si inizierà a far sul serio e l'appuntamento è per una prossima asta di campagna acquisti, per rafforzare ulteriormente quelle certezze che potrebbero risultare tentennanti. Quando questa sarà, non lo so, di certo ho solo la garanzia che seppur evergreen, quello che avranno accumulato tutti, sarà un anno in più.
 







di Franco Giannini
Già pubblicato Domenica 14 settembre, 2014 su SenigalliaNotizie.it

martedì 29 aprile 2014

Ed io che credevo che la banana fosse solo un frutto !!

Ma si sa, nella vita non si finisce mai di imparare e gli esami non finiscono mai!! 

Io, ad esempio, ero rimasto con le mie conoscenze al fatto che la banana oltre che essere un frutto era ricordata come  "Banana Joe", un film interpretato da Bud Spencer o che "Banana Split" è un dessert a base di gelato e frutta oppure che con "Banana" si può intendere una Repubblica all'acqua di rose. Ma poi pensandoci su bene mi sono ricordato parole di una canzone che se non sbaglio dicono che è anche "l'unico frutto dell'amor". Da queste a quelle che cantava l'indimenticato Sordi e la simpaticissima Monica Vitti  "Ma 'ndo vai se la banana non ce l'hai?" nel celebre film Polvere di stelle, il passo è breve. E facendo ancora un passo indietro, nelle foto dell'epoca e negli spezzoni di filmati in bianco e nero degli anni '30 , una conturbante Josephin Baker le indossava a mo' di gonnellino nella "danza delle banane".
Poi all'improvviso è arrivato lui : Dani Alves e non ho potuto neppure chiedermi Dani chi? perchè era già su tutti gli schermi TV e con le foto su tutte le riviste e quotidiani.
Ma confesso che non sapevo, fin a quel momento, neppure chi fosse nè tanto meno che giocasse al calcio ed in quale società, figuriamoci poi che fosse, come direbbe qualcuno, di carnagione abbronzata.
Se non avessero imbastito la scena con duecento ripetizioni del suo corner, da infinite angolazioni ed altrettanti rallenty, sottolineando il suo gesto, credo che in pochi avrebbero notato il gesto del raccogliere quel qualche cosa gettato in campo ed il suo "sbuccia ed azzanna". Ma la sottolineatura del suo atto seguito da un fiume di parole retoriche, ha avuto l'effetto di uno scoppio con effetti deflagranti contro la stupidità dei razzisti. Sicuramente uno schiaffo ai figli della madre degli stupidi. Solo che guardando bene il video si può notare che Alves è talmente concentrato nell'azione, che raccoglie la banana che hanno gettato dagli spalti quasi sovrappensiero. Sembra  sbucciarla in una totale indifferenza, senza pensare assolutamente a quello che dicono i cronisti, o almeno io credo, a tutto quello che poi sopra ci hanno costruito per una giusta propaganda.
Patetici, mi si permetta, invece, i due italiani Renzi e Prandelli, con la banana metà in mano ed il restante in bocca, che come due belle statuine, si sono lasciati riprendere per concedere le loro immagini per la campagna contro il razzismo. Un gesto che, proprio perchè preparato, li ha, questo si, accumunati a delle scimmie, inteso nel senso dello scimmiottare. Un gesto artefatto, che anzicchè dare credibilità alla bonta del sentimento con il quale avrebbero dovuto pubblicizzare la cosa, con quel sorriso, il Matteo, un po' alla Crozza, hanno sminuito e reso vano il motivo per cui erano lì.  Per cui è trapelata la vera ragione della loro presenza, non certo per la campagna contro il razzismo, ma uno per fare una comparsata in più in occasione delle elezioni europee, e l'altro per una supplica, per un "Vogliatemi bene" anche se..., in occasione dei Campionati Mondiali di Calcio. 
A Matteo "cà nisciun è fess" . Questa che vedi nel video è la vera spontaneità, non la tua !!






di Franco Giannini

lunedì 9 luglio 2012

Mentalmente con gli "Azzurri" ai XXX° Giochi dell'Olimpiade di Londra

solamente una preghiera, si blocchino, almeno qui, i passaporti agli sfigati ed ai piagnoni "ufficiali"

Si parla di Giochi, e che tali essi siano. Si parla di una materia atta ad essere compresa quantomeno dai e per i soli giovani o al più per chi giovane non lo è più, ma ha avuto reminiscenze sportive in gioventù. Quindi gli anziani, i decrepiti, gli inesperti, i non appassionati, i non addetti ai lavori, sono pregati di restarsene in casa, tendo ben celata tra le quattro mura il loro viso sfigato, come abbiamo recentissimamente avuto modo di osservare e criticare. Di sfiga, in questo periodo l'Italia ha i "Magazzini" pieni, da poter aspirare al primo posto della statistica mondiale, quale maggior esportatore. Per cui l'unica cosa di cui le nostre squadre possono fare a meno, in questo particolare momento, sono di questi visi scocciati, musi lunghi, sbiascicanti e vergognosi nel canto del "Fratelli D'Italia" e che "dovrebbero" rappresentare quella Ufficialità che sta nel titolo, ma non alloggia nel loro animo.

27 luglio, 12 Agosto, 17 giorni di Giochi, 30 esima Olimpiade, e chi sa quali e quanti altri numeri si possono e si potrebbero ricavare dall'evento, ma i numeri sono solo numeri e come tali sono validi solo per definire e quantificare. Per il resto credo che siano così poco attendibili anche per giocarli al lotto. Saranno solo giornate di sport, di spettacolo, di sensazioni, di emozioni, tutto frutto di sacrifici protrattisi per 4 anni e che in una frazione di tempo assegneranno gioia o delusione.
Ho parlato di delusione, non di dolore, quindi non di pianti. Le lacrime dovranno essere lasciate a chi e per cose ben più tragiche che non la vittoria o meno di una gara, per una medaglia di un colore piuttosto che di un altro, o per una eliminazione piuttosto che un passaggio al turno successivo.
L'essenziale, almeno io lo credo, per un atleta, è l'essere convinto di giungere al momento della gara, essendosi impegnato al massimo negli allenamenti ed essere arrivato al traguardo senza più un briciolo di forza, avendo profuso tutto ciò che si aveva. Questa consapevolezza dunque, dovrebbe ricacciare indietro ogni eventuale lacrima: la serenità di essere a posto quanto meno con la propria coscienza.
Poi gli sportivi, gli atleti lo sanno, è uno solo che vince, ed almeno negli sport dove a far da arbitro ed a giudicare è un metro, un cronometro, un gol, un canestro alfine a decretare la vittoria è sempre (o quasi) l'abilità. Dove invece interviene un giudizio espresso dalla mente dell'uomo-giudice, non sempre è così, l'essere umano del resto non è perfetto come si vuol credere, sbaglia e spesso lo fa perchè influenzato anche da fattori esterni a quelli prettamente sportivi. Nello Sport (almeno quello come lo intendo io e non quello che chiamo Industria Sportiva, tutt'altra cosa), a costo di cadere nella retorica, credo che si dovrebbe accettare sempre il verdetto, anche se platealmente errato o influenzato, perchè anche questo fa parte del gioco. Come del resto la "Fortuna" o la "Sfortuna". Quando si abbraccia inizialmente questi sport, si sa a priori le anomalie che essi comportano nel giudizio, ed è per la sola passione che ad essi ci si avvicina. Ed allora bisogna accettare anche centesimi di punto non concessi, o sviste volute e non. Io ancora sono un De Coubertiniano convinto, anche se con caparbietà gli sponsor cercano di offuscare il suo pensiero.

Sono terminati i Campionati Europei di Calcio, con l'esito che tutti conoscono. Un esito che ritengo positivo nel risultato e su cui nessuno avrebbe puntato una sola lira fin dall'inizio. Con il senno del poi, tutti sono diventati CT ed avrebbero fatto... Quindi, con tutta sincerità, non riesco a comprendere quelle lacrime. Le avrei più comprese se avessimo vinto, allora sarebbero state lacrime di commozione. Ma essere arrivati ad una finale avendo lasciato dietro di noi nazioni quali Francia, Germania, Inghilterra, il gotha del calcio, proprio non lo capisco. Salvo che dietro quelle lacrime non si celassero altri dolori e malanni !! Comunque sono state lacrime sprecate!
La cassa di risonanza di questo evento ha coperto quello già di per sè meno eclatante, dei Campionati Europei di Atletica Leggera di Helsinki appena conclusisi e per i nostri colori,in verità, un pò sotto tono: Tre le medaglie (in podi diversi, ma giuste a completare i tre metalli). Oro a Fabrizio Donato campione Europeo nel triplo, Daniele Meucci argento nei 10.000 metri e Chiara Rosa bronzo nel getto del peso.

Ciò non toglie però che alla vigilia di un evento sportivo, come le Olimpiadi, così importante, non si facciano delle previsioni e solitamente quelle dei dirigenti, onde pararsi il solito "scranno", sono poco attendibili, perchè giocano al ribasso, anche perchè intanto di nomi non ne fanno. La previsione degli organi ufficiali della Nazionale Olimpica Italiana hanno affermato che dovremmo/potremmo aspirare ad un bottino vicino alle 25/28 medaglie. Insomma qualcuna in meno rispetto a Pechino, colpa anche questo, dei soliti "tagli" che si sono fatti sentire e che procureranno i loro effetti anche sullo sport.
Ma quello che più mi ha lasciato sbalordito, è che su queste cabale, c'è invece chi ci studia seriamente e non prende in esame le sole fisicità degli atleti, la loro preparazione psicofisica, bensì tutt'altri parametri come il reddito pro capite o il fatto che la nazione abbia o meno ospitato la manifestazione in passato. Cose di questo genere. Ed il bello sta nel fatto che costoro sembra anche che ci azzecchino, o quanto meno vadano assai vicino al risultato giusto, con uno scarto del 7% sul numero totale delle medaglie ed un 15% sul numero degli ori.

Scaramanzie a parte, tocchiamo quello che vogliamo, ma all'Italia hanno così pronosticato: 9 Ori, 11 argenti e 14 di bronzo.
Ma fanno anche i nomi, con il tipo di sport e medaglia. I nomi dorati? Paolo Pizzo, Andrea Cassarà, Valentina Vezzali, la squadra del fioretto femminile, Massimo Fabbrizi, Domenico Valentino e la squadra femminile di ginnastica ritmica, Federica Pellegrini, Martina Grimaldi. Tra gli argenti fanno il nome di Aldo Montano nella sciabola, del supermassimo già oro a Pechino Roberto Cammarelle e della Pellegrini sui 400m. I nomi favoriti a salire il terzo gradino dei podi dovrebbero essere quelli di : Tania Cagnotto e Francesca Dallapè, della pallanuoto maschile. Tra i bronzi, gli analisti vedono, per l'Atletica Leggera solo quello di Antonietta Di Martino nel salto in alto che può sperare nella medaglia, perchè per il resto della squadra di atletica, le notizie non sono certo entusiasmanti.
Ma è vero anche che mai affermare una cosa, perchè c'è sempre il caso di essere clamorosamente smentiti. Ed è questo che vorrei, in chiave logicamente positiva!!

Infatti, anche dell'Italia del pallone si erano dette tante cose, poi ribaltate dai risultati, quindi quando una nazione come la nostra non ha più nulla da perdere, l'unica possibilità è che si riprenda e cominci a vincere. La rabbia e la volontà di riscatto, a volte sono il migliore dei doping.

Franco Giannini