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venerdì 27 ottobre 2017

ANZIANI FATE ATTENZIONE : Gli Strozzini & Cravattari di ieri, si sono oggi costituiti in SpA

... Cambiano i loro nomi, le loro nuove modalità, si sono inventati i garanti, ed hanno assunto una parvenza da persone rispettabili, ma...

Mentre sto leggendo dell'ennesima tentata truffa (fortunatamente sventata) nei confronti di un'anziana signora di 81 anni e la solita preghiera di non aprire agli sconosciuti, ecco che mi suona il postino per recapitarmi una lettera. Ma sembra che gli sconosciuti abbiano trovato il modo di entrare senza né bussare, né scassinare porte e finestre... diciamo... legalmente.
Racconto allora come. 
Vedendo che si tratta della solita pubblicità, sto per stracciare tutto, quando noto che si tratta di una finanziaria che mi offre un suo prestito dietro cessione di un quinto.
Già il modo di avvicinarsi al cliente dandogli del "dedicato a te" sta ad indicare il rispetto nei confronti dell'anziano e nel contempo comprendere il grado di educazione che hanno (immutato nei tempi) nei nuovi "clan". 
Da gran ficcanaso quale sono, desisto quindi dal cestinare la lettera ed anzi apertala, comincio a leggere riga per riga, dietro l'utilizzo di una lente per i caratteri più piccoli. Strumento indispensabile per analizzare i documenti redatti da banche, assicurazioni, finanziarie, insomma diciamo di chi é solito maneggiare quattrini.
Nelle prime righe, subito dopo avermi ricordato quale sia il mio codice cliente (ho fatto a suo tempo acquisti TV-PC, ecc. nei vari supermercati, per cui oramai sono "schedato"). mi informano  che con la mia pensione posso accedere ad un prestito dietro cessione del quinto. Sarà poi lo stesso istituto di previdenza ad operare la trattenuta che risulterà sul cedolino della pensione. A parte il fatto che il cedolino io non l'ho mai avuto, ma la cosa strana è che l'offerta viene fatta in convenzione con l' INPS. Ed immagino a quanti pensionati penseranno "... se c'è di mezzo l'INPS, di chi mi devo fidare?".
E qui, fa seguito l'esempio, che non ha bisogno della lente per essere letto visti i caratteri cubitali, con uno slogan che già (almeno a me) da subito da pensare : "Il prestito senza sorprese  dedicato ai pensionati"

L'esempio riguarda un anziano con una pensione di 900 €.  Il prestito sarebbe per 15.900 € estinguibile con rate mensili di 180 € per 120 mesi (dieci anni!!!) al taeg fisso del 6,63% e tan sempre fisso del 6,43%. Per cui il totale da rimborsare sarà di 21.600 € (ovvero 5.700 € di interessi).

Ma ecco che ritorna utile l'uso della lente, quando continuando ad analizzare riga per riga trovi che l'esempio è valido con una pensione di importo di 900 € ma valida per chi è un "pischello" di 63 anni.
Però come si conviene a persone perbene in giacca blu e cravatta d'ordinanza, ecco la giusta precisazione che le condizioni  e l'importo indicato possono variare in funzione dell'età di chi fa richiesta, dell'anzianità di servizio, del sesso dell'importo e della durata e salvo approvazione della quota cedibile da parte dell'ente pensionistico.
Ovvero, la trappola legale per chi è in buona fede, legge male o non sa leggere, una forma elegante per costringere il pensionato magari già con l'acqua alla gola ad infognarsi maggiormente in certi percorsi, facendo quella telefonata (che in quello spot gli avrebbe allungato la vita), ma che nel nostro caso gli farà passare malamente gli ultimi rimasugli di vita. E magari a convincerlo della bontà dell'affare sarà un agente disposto a venirlo a trovare a domicilio...
Ed il bello è che a firmare il benestare di queste grossolane idee è un ente dello Stato, nel qual caso l' INPS, e che entrambi pur conoscendo l'età del sottoscritto, 75 anni, non mi avrebbero dovuto inviare l'offerta. Con i PC oggi non è difficile depennare chi non è più persona a cui concedere fidi vista l'età. Ma invece evidentemente siamo mucche ancora da mungere confidando proprio sull'età del rimbambimento. E se così non fosse. perché potrei anche sbagliarmi, allora non sarebbe stato molto più chiaro e tanto più sincero (ed onesto?), mettere se non un esempio per ogni età e tutto ben in grande, anche l'età massima consentita per accedere a questo servizio, l'importo massimo erogabile, i tassi relativi e se esso sia coperto da un' assicurazione che scagioni gli eventuali eredi, in caso di dipartita prima della rata finale. Così, giusto per essere il più trasparente possibile.








di Franco Giannini

martedì 24 ottobre 2017

Le bugie bisogna saperle raccontare, come del resto le barzellette...

... e se non permettiamo di dirle ai bambini, cara ISTAT, tu allora, quantomeno, raccontacele in un modo più "credibile".

Il caso più recente è quello sui dati raccolti, che vi impongono di affermare che i decessi sono calati  ancora di un -5% e da cui emerge che l' aspettativa di vita si è ulteriormente allungata di ben 5 mesi, rispetto al rilevamento del 2013. 
Per cui, è qui la cosa da semplice dato statistico, diviene un servizievole marciume da inciucio politico, diviene elemento indispensabile per far confermare che l' età pensionabile va portata a 67 anni.
Concordo, con chi potrebbe ora dire, che i dati statistici sono forniti da noi cittadini sia in modo cartaceo che utilizzando la rete. E quindi come tali fornitori di una verità. Ma vero è anche che la gestione dei numeri viene poi elaborata e potrebbe variare con la messa a confronto del nudo dato con il variare della storiografia delle indagine che essa ha nei propri archivi ed con cui viene successivamente analizzata e messa in rapporto.
Vedo di spiegarmi meglio.
Partiamo allora, come ci spiega Wikipedia, con la data di nascita dell' ISTAT : nel "ventennio" quando "...fu istituito come Istituto Centrale di Statistica nel 1926 (legge 9 luglio 1926, n. 1162), durante il Fascismo, per raccogliere, in forma organizzata, alcuni dati essenziali riguardanti lo Stato. È stato in seguito riorganizzato, con il decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322 che ha istituito il Sistema Statistico Nazionale (SISTAN) e ha dettato norme sui compiti e l'organizzazione dell'ISTAT, cambiandone tra l'altro la denominazione in Istituto nazionale di statistica...". Due date :1926 e 1989.
Evidentemente, diciamolo onestamente, quel - raccogliere in "forma organizzata" alcuni dati essenziali riguardanti lo Stato - è stato riorganizzato nell'89,  un po' "all'italiana" e forse mantenendo quell'essenzialità tanto cara agli scopo governativi.
Dal 1926 a tutto il 1943 posso pensare che quei dati fossero, come dire, un po' manovrati a secondo di quanto facesse comodo allo "Stato" di allora, (ricordo il milione di baionette o il numero degli iscritti al Fascio) che proprio democratico e trasparente non era ? O no ?
Posso pensare che dal 1943 fino al 1945 (o anche '46/'47) ci fossero delle priorità ben più importanti ed impellenti che raccogliere dati per l' ISTAT.
Ecco che allora, i dati sulla mortalità, sulle aspettative di vita, avendo un periodo di tempo molto più breve e limitato, potrebbero non risultare, alla fine, così veritiere, come vogliono farci credere per poter poi confermare che gli italiani sono tutti belli, alti, con gli occhi azzurri, godono buona salute e muoiono quando si ricordano. Appunto, quanto si ricordano, ma dal momento che non diventano  mai "vecchi" ma solo anziani e con l'anzianità si dimentica, ecco che una delle cose che si scordano,... è proprio quella di morire.
Per via di questa storicità che manca o la si ha a singhiozzo e sporadicamente, scherzi a parte, quei dati relativi alla mortalità-aspettativa, dovrebbero essere rivisti tutti e ben suddivisi in due trance: una relativa a chi è nato nei primi del '900 (centenari) e un altra a partire dal 1950.
So che potrebbe far comodo, ma non si possono fare le somme utilizzando le pere e le mele facendo di tutta l'erba un sol fascio. 
Sono solo i "vecchi" di una volta che campano tanto e si "scordano" di morire. I nati dal '50 in poi lo sapremo a suo tempo negli anni 2050 o giù di lì. Gli immortali di oggi  sono quelli che non sapevano che cosa fosse il "sushi" o il "sashimi" al più conoscevano la sardella o l'arringa affumicata,  che mangiavano pane (fatto e cotto in casa dalla vergara) e cipolla dell'orto (concimato con letame di stalla e di casa. Gente che beveva l'acqua del fiume e non ancora quella del "Cervino" imbottigliata nella plastica, quella che solamente nelle feste più "importanti" mangiava la polenta sulla spianatoia con una salsiccia al centro destinata a chi ci arrivava per primo, che beveva un bicchiere (ma anche due o tre) di vino rosso della sua vigna o di quella di chi si conosceva senza postare su FB l'etichetta della bottiglia ed il suo prezzo, che si spostavano con il somaro e che non conoscevano che cosa fosse un SUV, che se tuonava non temevano di essere colpiti dalle "bombe" d'acqua, che la carta di giornale la riciclavano nelle latrine, che la nebbia era nebbia e no smog (non sapevano che cosa fosse), che il verde e gli alberi erano salute e non impedimenti... e potrei continuare . 
Polenta e salsiccia

Ed oggi ancora qualcuno di costoro, seppur con due guerre mondiali sulle spalle (e le guerre segnano e neppure poco sia sul fisico che sull'anima), forse proprio per quegli antiquati motivi sopra elencati, ancora gode ottima salute alla faccia dell'INPS e della Lorenzin. Non è di certo la stessa cosa per chi è figlio del post-guerra, fritore di tutte le bellezze e le comodità della "così tanto cantata MODERNITA' che però fa fregarsi le mani all'INPS e sorridere la Lorenzin.
Anche i dati raccolti relativi alla mortalità dei bimbi dovrebbero essere riveduti e forse corretti. Una volta, è vero, morivano per gli stenti, di malattie debellate con i vaccini o di parto ancor prima di vedere la luce. Oggi, fortunatamente, non è più così. Ma sarebbe anche giusto conoscere quanti di questi piccoli esseri muoiono colpiti da malattie che il progresso con le sue "modernità" ci ha regalato: in primis i Tumori. Ed allora qual'è il saldo di questi due aspetti? Era meglio prima o è meglio oggi.
Ma si, facciamo finta di crederci, quanto e quando ci raccontano malamente queste panzane ed in maniera poco credibile.
Perché qualora avesse ragione il sottoscritto, il progresso sarà stato anche bello, ma forse è stato troppo repentino, difficile da controllare e da comprenderne il giusto livello di utilizzo e senza quegli eccessi (come invece avvenuto!). Ora tornare indietro non si può (dicono i più) o meglio non si VUOLE (penso io) ecco che quindi, molti, per non essere costretti a rinunciare a tante comodità superflue oggi ritenute indispensabili, preferiscono nascondere la testa sotto la sabbia, bevendosi quello che viene raccontato. E la sintesi che ne viene fuori è questa: facciamo finta di credere ancora alle favole, stiamo silenziosamente a meditare su che cosa sia meglio se morire comodi o scomodi, se lavorare fino al raggiungimento del 40° anno di servizio o finire la propria esistenza a 67 anni sdraiati a terra, magari in fabbrica, in cantiere, in miniera o sopra un camion. L'ISTAT, l' INPS e la LORENZIN  soffiano sulle virtuali candeline poste sulla torta (anch'essa virtuale, costoro non regalano nulla) dei vs. (ve lo auguro) cento anni mentre, con il sorriso di circostanza da presa per i fondelli, ringraziano.







di Franco Giannini

giovedì 25 giugno 2015

Anziani, Vecchi, terza e quarta età:

...questa è la ricchezza dell'Italia!

Si guardi bene, è solo un titolo scherzoso!
Si, perché mettetela come vi pare, ma l'Italia è, che vi piaccia o meno, solo un paese di vecchi. Un peso altro che ricchezza!
Lo so, nessuno vuole ammetterlo, sarà perché tutti sanno che è un passaggio della vita che non si può evitare e quindi si cerca un by pass per evitare di risultare dei pesi. Ci si illude di non essere dei pesi calandoci magari l'età credendo di spostare in avanti la scadenza del divenire un “gravume”.
Infatti ogni qualvolta ne parlo in questi termini , i miei interlocutori mi controbattono affermando che i vecchi non è vero che siano un peso per la società, ma tutt'altro. E mi sciorinano i loro perché, con una sequenza di termini retorici da cui emerge alla fine del discorso, quasi sempre, che la vecchiaia è una ricchezza che rientra tra quelle più grandi che l'umanità possieda. Ma cala roscio, direbbero ad Ancona. Ma quanto o quando mai?? Andatelo a chiedere a Tito Boeri attuale presidente dell'INPS.
Forse, può darsi, dico io. Ma solo se sapessimo individuarla quando ancora essa viene intesa interpretata come saggezza di cui farne un debito bagaglio per poi utilizzare le sue esperienze maturate nel tempo ed evitando di ricadere magari negli stessi errori.
Invece quasi sempre, dopo l'incensazione al ruolo che ha la vecchiaia, si viene però spesso anche additati, (uso il plurale perché anch' io rientro in questa categoria) in maniera neppure troppo sotto intesa, come dei pesi. Ci vengono rinfacciati gli errori (giustamente) e le nostre esperienze sono definite superate, da rivedere, perché nel frattempo il progresso è andato avanti. Come si potrebbe dare torto a queste osservazioni?
Per non usare il termine “vecchi”, “vecchiaia”, “pensionati” “pensioni” (in politica ci sono dei geni nel trovare termini nuovi, solo quelli!) si sono inventati, per risultare più eleganti e meno invasivi nelle loro profonde elucubrazioni quello di quiescenti, quiescenza, anzianità di servizio, ma addirittura sono andati a operare la scissione dell'ultimo scampolo di vita che ci attende classificandolo in terza e quarta età. Solo le sedie sono vecchie!
Diciamocelo francamente, saranno anche più eleganti, ma il risultato è il medesimo. Decantano tanto con infinita e mielosa compiacenza che la scienza ha allungato l'aspettativa di vita, si vive meglio e più a lungo, ma poi, quelli stessi che hanno scoperto questa fonte di ricchezza, ci ricorda genericamente che il costo delle quiescenze (o pensione come volgarmente la chiama chi parla come magna e che con questa non riesce ad arrivare neppure alla seconda settimana del mese) è una delle voci principali della spesa che lo Stato sostiene.
Ed in Italia gli amici pensionati sono circa 14 milioni di cui il 70% con questa sopravvivono cercando di non morire e magari aiutano anche qualche familiare che il lavoro non l'ha trovato o l'ha perso. Ed anche questa è la motivazione del perché cercano di sopravvivere.
Dell'altro 30% neppure conviene prenderlo in esame, perché si cadrebbe nella solita facile esamina (che seppur vera) verrebbe definita con un termine che oggi va di moda “populismo”.
Ecco che allora, quando leggi queste cose, ti senti come i francesi definiscono elegantemente una “merde”! Anche perché accostano al nostro club di nulla facenti “, i 12 milioni e 500 mila circa di lavoratori in attività che pagando i loro contributi Inps, ci anticipano le nostre. Quindi al francesismo ti senti di dover aggiungere il termine “parassita”.
E pensando che al termine parassita si accosta quello di pidocchio, pulce, zanzara, zecca e che queste ti riportano a quella di sanguisuga, beh credo che saremmo in diversi a rinunciare a questo titolo ed a quella sporca elemosina che dopo 40 anni di lavoro ci hanno concesso, se non fosse per il fatto che quel titolo, almeno io, lo rimando ai mittenti perché assolutamente non mi appartiene.
A questo punto saranno diversi coloro che avranno già interrotto la lettura con un sospiro seguito da un pensiero del tipo “...che palle questo!”, altri invece concorderanno sul punto che siamo effettivamente un peso ancor più se con una salute cagionevole, con pensione sociale, petulanti e un po' rimbambiti. Forse più disponibili alla sopportazione coloro che cristianamente ti giudicano una “ricchezza”, perché ancora magari indipendente, con la testa bene o male che ragiona e il bracino che corto non è.
Ciò non toglie però che alla fine i nodi arrivano al pettine e ti trovi che coloro che sono i benpensanti istituzionali, nelle loro filippiche istituzionali, prima si dicono ammirati di quello che ancora a 80/90 ed anche nei centenari di nascita, si sbrodolano in ridicole retoriche sulla miniera di risorse che vedono in questi poveri esseri, magari in carrozzina, in attesa nella sala d'aspetto che il treno passi. Non si accontentano solo della retorica, ma aggiungono controsensi come l'ampliare della spesa del sociale, come se dipendesse da questi componenti della “quarta età” in odore della quinta, il definire quanto e come.
Mangiata la fetta di torta, spenta la candelina, consegnata la finta pergamena con la medaglia, ritornati nelle loro sedi istituzionali, seduti dietro i tavoli rotondi, ecco che immediatamente rinfacciano che quegli stessi esseri, appena salutati, sono una “spesa”.
Numeri, non più persone, dati di bilancio e non ricchezza, parassiti e non persone che hanno a suo tempo anticipato, non dimentichiamolo mai, a suo tempo i loro contributi ai loro genitori, Vengono definiti approfittatori, per via di calcoli errati che uno Stato incapace ed affamato di consensi ha elargito per comperare la loro simpatia e le cui colpe oggi le si vuol far ricadere e scaricare non sulla vecchia politica (qualche componente ancora in queste stanze), ma su di noi, aizzando i figli contro i padri.
L'arma che costoro hanno trovato (e che vogliono farci credere sia quella giusta) per ristabilire l'equilibrio pensionistico e non solo, è quella del taglio. Taglio delle pensioni, taglio sulle prestazioni, taglio dei posti di lavoro, taglio alla spesa sociale, taglio a quella sanitaria, con l'esito sotto gli occhi di tutti di aver creato milioni di disoccupati, cassaintegrati, precari, imprese fallite, delocalizate con l'esito che guardandoci attorno possiamo definire inutile e dagli effetti catastrofici. La medicina salutare, oltre quella fatta di parole retoriche e da Settimana Incon del ventennio che fu e che vogliono farci prendere, è fatta di promesse, come il taglio delle Province, quella del Senato, quella delle auto blu, quella degli emolumenti ai politici, quella del finanziamento ai partiti, quella dei vitalizi, quella delle Maxi-pensioni (queste si da Parassiti). Ma si sa il popolo bue, ha la memoria corta, basta promettere, allungare i tempi e...domani seppur sarà un altro giorno, nulla cambierà, ma noi del ieri ce ne saremo scordati.







di Franco Giannini

Per chi vuol saperne di più :






lunedì 22 luglio 2013

L’INPS crede che la “rete” sia un sistema di pesca del tipo “tonnara”

Ovvero come l'Italia Ammnistrativa riesce a burocratizzare anche l'informatizzazione

Rete, informatizzazione, telematizzazione, semplificazione: dovrebbero essere tutti termini che preludono servizi più veloci, snelli, meno burocratici di quelli cartacei usati fino ad oggi dalle nostre vecchie pubbliche amministrazioni. Ecco, dovrebbero, il condizionale non è usato lì per caso. Non so quanti cittadini sanno o sono venuti a conoscenza, che ai pensionati che hanno tagliato il traguardo dei 64 anni e che non raggiungono un reddito personale di 9.660,89 € (si notino gli 89 cent!), con la pensione di giugno, hanno ricevuto quella che l’INPS chiama eufemisticamente “quattordicesima“.

L’importo è di 420 €, in via provvisoria, come spiega l’Istituto, salvo l’esito, a posteriori, degli accertamenti reddituali (uso le parole della loro comunicazione) effettuati anche per il tramite della competente amministrazione finanziaria. E fin qui, mi si dirà, una bella notizia, se non fosse che alcuni anziani pensionati se la sono trovata inaspettatamente al momento del ritiro allo sportello della Posta ed a parte l’evitato coccolone da sorpresa, non se la sono potuti neppure godere, tanto erano preoccupati a chiedersi ed a chiedere all’impiegato postale di turno, se non si fosse trattato di un suo errore, nel timore di vedersela poi addebitare e doverla restituire. E non è neppure che una volta ritirato l’importo, il timore sia scemato più di tanto. Infatti non sono pochi coloro che hanno sollevato, ritornati a casa, la “mattonella” e l’hanno messo lì, in attesa che passi un po’ di tempo e che il tempo sani ogni loro dubbio.
La lettera dell'INPS ai pensionati (pagina1)
 per leggere- cliccare sopra
Ma il ridicolo della cosa, è che dopo sei giorni dal fatidico 1 luglio data del ritiro della rata-pesante di pensione di giugno, stanno arrivando ai pensionati due lettere, per un totale di due buste e di sei fogli A4, in cui tra i tanti blà, blà burocratici, si fa presente che “arriverà al gentile Signore/a” ‘sta opulenta “quattordicesima“. Ed invece questa è già stata ritirata e o “previdentemente conservata” oppure già spesa per pagare qualche bolletta.
Oramai la fiducia nello Stato si è ridotta ancor più di totalmente, e se fosse possibile ancor più nei confronti di un INPS e di un’Equitalia che – come condor – ti girano sulle teste in attesa del profumo del tuo cadavere.
Dicevo 6 pagine e 2 buste. A parte la spesa cartacea, a parte quella postale, a parte che come si può leggere da alcuni dei fogli che allego, si poteva fare a meno di questa perdita di tempo: infatti chi ha compilato ed inviato il modello 730 ed Unico (nel caso in oggetto oltre 20 gg orsono, ma evidentemente i servizi informatici INPS hanno il virus influenzale che ne ostacolano la velocità) non devono (o dovrebbero? con l’INPS del diman non v’è certezza!) dichiarare nulla.
Ma la parte più ridicola della faccenda è riservata alla pagina dedicata alle istruzioni del come un pensionato puo’ iscriversi al sito www.inps.it. Insomma la rete, quella che risolverà tutti i mali a portata di mano (o quasi!) di tutti quei pensionati racchiusi tra i 60/65 anni di età ed gli ultra 90enni. Le istruzioni non le si negano a nessuno, per il PC è tutt’altra cosa. E poi non basta averlo, bisogna anche saperlo usare. E quanti sono coloro di una certa età che hanno il PC e lo sanno usare? Se lo sono mai chiesto le eminenze grigie Inpsine? Essendo delle eminenze grigie replicheranno che gli anziani si possono far aiutare dai Patronati e dagli Uffici INPS. Giusto, ma è anche vero allora chiedersi a che serve inviare un mucchio di cartaccia con cervellotiche istruzioni??
Una pagina A4 per spiegare come fare. Prima di leggervela, gentili lettori, vi consiglio, di andare in bagno, vi eviterà di farvela addosso… Credevo che il comunicato stampa del comune di Senigallia, su l’uso del telefonino per il parcheggio iSosta, fosse complicato, finchè non ho letto questo dell’INPS. Quello comunale, al confronto, è un manuale del perfetto boy scout.
La lettera dell'INPS ai pensionati (pagina3)Ma all’INPS, mi chiedo, sono al corrente dell’età dei loro “utenti”, della loro elasticità mentale inversamente proporzionale con l’avanzare dell’età? Si sono mai chiesti il perché, quando è stato promesso loro che gli avrebbero restituito tutta l’IMU pagata, si sono presentati in massa agli sportelli postali? L’anziano e peggio ancora il “vecchio” è un essere fragile, che va aiutato e non messo in imbarazzo, perché ogni qualvolta arriva una missiva dall’INPS deve ricorrere all’aiuto di qualcuno che gli spieghi che si tratta, come in questo caso, di un fuoco fatuo.
Se anche questo sistema lo volete far rientrare nella razionalizzazione della vostra burocrazia, attenzione fermate tutto, pensateci su un momento, perché vi state intrecciando sempre di più senza accorgervene. E la cosa drammatica risiede nel fatto che, mentre con gli onesti cercate di fare i perfettini, abusando spesso della loro pazienza, la battaglia ai veri farabutti, agli approfittatori, alla feccia della società la perdete quotidianamente.

Franco Giannini
Già pubblicato il 19 luglio, 2013 su SenigalliaNotizie.it 
Questi i commenti dei lettori di SenigalliaNotizie.it :
Spigolature
2013-07-19 06:59:57
Ho avuto esperienza col sito INPS e nonostante i miei 30 anni confermo la difficoltà di accesso ai servizi, burocratizzati anche in rete. Ti mandano un PIN parziale per posta, che va attivato online per ottenere il PIN completo (e per motivi di sicurezza ci può stare). Poi, però, se vuoi usare un servizio, come presentare la domanda di disoccupazione, il PIN non basta: devi avere il PIN dispositivo. Quindi compili un modulo online, lo stampi, vai alla sede, prendi il numero, fai la fila e lo consegni all'addetto e finalmente puoi usare i servizi online. Quando finalmente sei pronto per usare il servizio in rete, se ti accorgi che sul sito non compaiono tutti i periodi in cui hai lavorato, allora ritorni in sede, riprendi il numero, rifai la fila, riparli con l’addetto e ti sentirai dire che se hai difficoltà a usare il sito, ti puoi rivolgere al sindacato! Alla faccia della semplificazione!!!
Alessia
2013-07-19 13:18:12
Anche io di recente ho scoperto il fantastico mondo dell'INPS online per gestire la mia pratica di maternitá...sono rimasta scioccata dall'inefficienza del sistema. Premesso che sono giovane, abituata a fare un sacco di cose online, laureata in ingegneria (per caritá, non che sia garanzia di intelligenza ma di sicuro una certa familiaritá con lo strumento PC ce l'ho), detto ció, la procedura online che ho dovuto fare é stato un percorso a ostacoli e basta. Una inutile complicazione....inutile che vogliamo fare gli "avanzati" se anziché semplificare le procedure le complichiamo e basta e se comunque, per chiudere qualsiasi pratica, una passatina allo sportello bisogna farla... é ridicolo. Mi viene da pensare che sia solo un modo per costringere l'utente a rivolgersi a qualcuno che possa aiutarlo, e PAGARE per questo servizio di supporto. Prima almeno bastava andare allo sportello
patricia
2013-07-19 14:36:58
Dopo un po di tentativi (nonostante i miei 72 anni) anche non essendo la mia madre lingua, ho ottenuto il mio numero PIN. Spero di ricordarmi dove l'ho messo per anno prossimo, anche che le regole sono sempre le stesse!!!!!! Inutile chiedere aiuto, perche tutti hanno da fare, o non sanno fare!!!!!!!
Stefano.
2013-07-19 15:21:20
Siamo alle solite! Tutto questo perché la legge sulle semplificazione è stata fatta e alcuni dirigenti per giustificare che qualcosa è stato fatto mettono in piedi l'ennesima stronz@@@ pur di ricevere il premio produzione, tutto ben condito con il sindacato. Loro braitano solo quando i pesti i calli altrimenti... Ma davvero... Non se ne può più!!!!
pie
2013-07-19 18:02:21
Stefano,hai capito bene come funziona!! E'proprio cosi'! Un (...omissis...) fra dirigenti!!
Betto Lelli
2013-07-19 23:56:31
Come noto, da quest'anno l'Inps non invia più il modello Cud per posta (50 milioni di € di risparmio tra carta e spese d'invio). Confermo che sono arrivate (insieme, nello stesso giorno) due lettere perfettamente identiche in tutto. Semi Off-topic: riguardo l'Inps il primo pensiero, personalmente, và a chi ne è a capo, cioè Mastrapasqua. Per chi non ne fosse a conoscenza questo 'fenomeno della natura' è in grado di mettere insieme 25 incarichi IN CONTEMPORANEA; 25 in verità è il numero che Google restituisce con più frequenza, c'è anche un 34 e pure "...prima erano 55". (foto http://bit.ly/1bP2x5T ) L'ho visto più di una volta in tv rispondere a svariate questioni previdenziali relative a gente in 'difficoltà pensionistiche' (esodati/precari/co.co.co./ricongiunzione ecc. ecc.) Nei quesiti più 'scabrosi' emerge la sua fenomenale abilità nel 'rigirare la frittata' a suo apparente piacimento, nel giro di pochi istanti. Per intendersi, ricorda il Tognazzi di Amici Miei.

Questo è quanto ho inviato direttamente all'INPS su FB senza ricevere alcuna replica:

giovedì 2 maggio 2013

La vergogna dell’INPS nel chiedere ai pensionati di restituire la quattordicesima

Anche a senigallia pizzicata una pensionata furbetta?? Ricevo la telefonata alle prime ore del pomeriggio. La voce è di donna anziana, ma di quelle autoritarie, tutt’altro che remissive. Mi chiede se sono quello che scrive “p’ i purett’” sul giornale “d’ Senigaia…in TV..com’ se dic’?“. E quando la rassicuro in tal senso, mi spiega il suo problema e mi invita a casa sua, perché “sa, so’ vecchia“, non ha la macchina e se potessi muovermi io, “vurrà dì ch’l ripagherò sa do’ preghier’ e ‘na pizza” (mi scuso per il trattamento riservato al dialetto, ma sono originario di Ancona, quindi per metà senigalliese acquisito!).

La prospettiva è buona, visto che giovane non sono più neppure io e così posso, con il baratto di una fava, prendere due piccioni: una raccomandazione celeste “a cui ho sempre aspirato” ed una pizza di quelle di una volta fatte con l’ingrediente principale: l’artigianale olio di gomito. Ma torniamo ai fatti concreti.
Mi ha parlato di pensione, di addebito per una cifra che ha percepito e che non le spettava. Al che, con i tempi che corrono, mi sono messo sospettosamente in una posizione di difesa. E se avessi trovato una furbetta del quartierino? SenigalliaNotizie.it avrebbe avuto il suo momento di gloria, il suo scoop, ma se si fosse trattato di una sòla, quale costo avremmo pagato?
Dopo aver fissato un appuntamento, incontro la signora che non dimostra per nulla i suoi dichiarati 86 anni: alta, diritta, lucida… e anche, mi si passi il francesismo, “super incazzata”.
Mi racconta come tempo fa si sia vista liquidare dalla Posta, senza che avesse fatto alcuna richiesta, la somma di euro 46,00 in aggiunta alla sua pensione abituale di circa 700 euro (circa perché, mi spiega, può variare sempre di 1 o 2 euro…l’ultima che ha ricevuto è stata di 2 euro… in meno, s’intende!). Allora timorosa dell’aumento, perché di questi tempi non ti regala nulla nessuno, aveva chiesto all’impiegata postale se non fosse incorsa in un errore, nel timore di dover restituire quello che non le spettava. Ma era stata assicurata dalla stessa impiegata postale che si trattava del compenso per la 14a mensilità, come previsto per legge.
Lettera dell'INPS per la restituzione della quattordicesimaOggi, invece, a distanza di ben tre anni, si vede recapitare una raccomandata (vedi foto a lato) in cui le si chiede il rientro proprio di questo importo con questa motivazione: “Dall’analisi dei suoi redditi personali relativi all’anno 2009, è risultato che le è stata corrisposta la somma di euro 46,00 non dovuta“.
Già di per sé, questa lettera è da ritenersi una prima vergogna. Vergogna a cui si aggiunge una seconda: l’INPS lo fa dopo tre anni accorgendosi di un SUO errore. Ma anche una terza vergogna, dato che sempre l’Inps che non prende in esame l’età della pensionata; poi ancora una quarta visto l’esiguo ammontare dell’importo erroneamente concessole e già logicamente speso, a cui ne fa seguito ancora un’altra, la quinta vergogna: l’INPS cerca di porre rimedio all’errore, con una bella iniziativa: la rateizzazione dei miserabili 46 € con 36, altrettanto miserabili, rate mensili.
E questa suona, in verità, se non cadessimo nel ridicolo, come un augurio, per il raggiungimento del suo 90esimo compleanno, data di quello che sarà l’ultimo versamento. 36 rate da 1,277778 € cad. che le verranno detratte dalla pensione mensile di 700 €.
Sono riportati, tra l’altro, nella Raccomandata vari punti come: “Siamo pertanto costretti a provvedere al recupero di questo importo… se ha nuovi elementi da segnalarci oppure ritiene che ci siano degli errori… per effettuare nuovi calcoli e, se necessario, modificare l’importo della sua pensione… se invece volesse impugnare il presente provvedimento… potrà proporre un’azione giudiziaria…“. Se la signora optasse veramente per prendere una di queste “comiche decisioni”, potrebbe rivolgersi ad un “Patronato” oppure (e forse per la signora del “giornale…in TV” sarebbe più consigliabile usare) come indica giustamente e con tono professionale il dirigente INPS locale, “On Line”.
La nostra anziana pensionata è però dotata di un grande buon senso, quello di cui è privo totalmente o quanto meno carente l’INPS, tanto che mi ha invitato a scrivere non certo per aiutarla in un ricorso, ma solo perché vuole che la cosa si sappia: “Vojo - mi dice la signora – che l’INPS sia sputtanat’ com’ se merita. Io puretta so e puretta ar’man’, non voj’ na lira, pagh’ quel che c’è da pagà, per l’affitt’ d’ casa m’aiuta mi fjola, ma camin’ a testa alta, loro no!!“.
Ma io però mi chiedo quanto verrebbe a costare all’Istituto il recupero di 46 € se solo la signora si mettesse in testa di voler adire a vie legali, o richiedere un nuovo controllo, tra carte, raccomandate e tenendo poi conto della lunghezza della nostra burocrazia o della nostra giustizia… e sempre che dall’Alto sia concesso il tempo disponibile per il ricorso.
Inoltre coetanei della Signora, questa si con la S maiuscola, che soggiornano nei piani alti della nostra politica, percepiscono legalmente, ma immeritatamente (per il lavoro fin qui svolto ed i risultati ottenuti), quiescenze di 30 mila euro MENSILI. Al che non provo invidia, vista l’aridità morale, bensì sicuramente tanta vergogna e pietà per le loro anime, sempre che ne posseggano una.
Se penso poi che molti di costoro, attraverso il loro, seppur legale, utilizzo del potere, possono permettersi di acquistare, magari un appartamento con sconti che raggiungono il 70%, provo, oltre che vergogna, anche una infinita indignazione, che fanno finta di non percepire.
Poi magari, costoro, sono le stesse persone che con un cuore ed uno stomaco rivestito di dura crine, fregandosene della nostra infinita indignazione, hanno il “coraggio” di dare queste umilianti disposizioni istituzionali al fine di recuperi economici che partono in questo caso da 1,277778 € mensili.

Franco Giannini
Già pubblicato Martedì 30 aprile, 2013 su Senigallia Notizie,it

Questi i commenti dei lettori di Senigallia Notizie.it :
NIKOL
2013-04-30 14:30:57
1- scusate l'ignoranza,ma esiste la 14esima mensilità anche nelle pensioni?Xké a me sa già ridicolo che alcune categorie prendano più mensilità di altre,figuriamoci nelle pensioni quanto poco senso ha. 2-altrettanto vergognoso secondo me è vedere gente di 60 anni in pensione da 20 e che lavorano in nero,così i giovani nn avranno mai lavoro oltre, a quanto pare a non avere la pensione (nn è riferito all'artico ma visto che si parla di pensioni..). 3-io fossi la signora me la riderei e pagherei a rate!se nn altro come gesto ben augurante!
Carla
2013-04-30 22:04:28
VERGOGNATEVI! imps la prossima volta che ricevo una lettera avrò tante di quelle cose da dirvi che forse vi passerà la voglia di inviare certe "sorpresine"!
pie
2013-05-01 03:42:12
Io lavoro da 36 anni,ancora mi si chiede tanto quanto a un giovane,cosa che io non posso fare, anche volendo!! Il mio fisico e' provato!! C'e'gente che e' andata in pensione con 14 anni,6 mesi e 1 giorno!!!! Si e'cresciuta i figli....ed ora ha un reddito che vorrei avere io che ancora lavoro e che non potro' avere fino a 63 anni di eta'!!!! E 43 anni di servizio!!!! Ci sono giovani che vorrebbero lavorare ma purtroppo non possono!!!
giomoni
2013-05-01 14:07:29
FACCIA UNA BREVE LETTERA ALL'INPS E DICA CHE ESSENDO TRASCORSI PIU'DI DUE ANNI DALLA "SVISTA INPS" RIFIUTA QUANTO RICHIESTO E RITIENE DI NULLA DOVER RENDERE SECONDO LA LEGGE.
gio
2013-05-01 16:45:40
@pie il problema è enorme pie ci stanno mettendo in concorrenza con i giovani di oggi alcuni dei quali sono brillanti , volenterosi, ed arrivisti e maleducati ed irrispettosi ; poi quando fanno cilecca chiedono l'aiuto degli esperti... per poi scordarsi nel giro di una settimana