Visualizzazione post con etichetta sociale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sociale. Mostra tutti i post

sabato 27 ottobre 2012

Sforcinate di politica condite alla "puttanesca"

Ogni riferimento all'uso di  ingredienti di italica politica, non sono di certo casuali, ma assolutamente voluti! 

La foto del piatto che compare a lato, è, almeno per me, un invito a prendere la posata e darci dentro una forchettata.
Ma il clima, in questo preciso istante, è il meno indicato. La televisione sintonizzata su La7 sta mandando in onda in edizione speciale, il viso cadaverico di un essere inconsapevolmente già in decomposizione anticipata, nell' atto di "declamare" quello che verrà riportato tra non molto, come il suo ultimo atto politico: L'autococcodrillo.
Ecco che allora, colpito da questa scena, l'appettito ti passa di colpo ed al suo posto ti prende un senso di nausea. La forchetta ti cade di mano e il pensiero ti riporta ad un'altra occasione similare, in cui una moglie generosa che chiameremo con un nome a caso, esempio Veronica, che rivolgendosi agli amici del marito pregava che gli stessero vicino, perché malato. Con il risultato che nessuno l'ascoltò, il marito le chiese ed ottenne il divorzio, il male non è stato debellato, anzi si è ulteriormente aggravato.
Alla convinzione che la cura giusta per lui e che l'avrebbe guarito, fosse l'aspirare di enormi quantità di profumi esalati da speciali tipi di pelo di animali esotici egiziani, oggi si sono aggiunte (o meglio già li aveva ed ora si sono aggravati maggiormente) diverse ossessioni.
Si sentiva il nuovo Cristo che camminava sulle acque, credeva di aver preso il posto di San Francesco (protettore d'Italia), era migliore a raccontare barzellette (almeno lui era convinto!) di Gino Bramieri, i lati che preferiva guardare (non certo ascoltare! almeno voglio credere) erano quelli B femminili  (quindi non si trattava di dischi!), è stato (o meglio, si riteneva) il miglior statista degli ultimi 150 anni, è (sempre sue credenze) convinto di potersi vantare di amicizie importanti con i potenti del mondo: Putin in testa (ambedue con in testa lo stesso "hobby" ), ma anche il Signor Obama o Elisabetta...la regina, poi c'è quella che chiamava amichevolmente "la culona"...ora è un po' che non la vede e non la sente...
Poi l'altro ieri e ieri (25-26 ottobre) l'annuncio di farsi da parte, per far largo ai giovani...il canto del cigno, la sceneggiata dell'uomo alla fine del suo splendore politico. L'elefante che quando sente l'arrivo della sua ora si ritira nel cimitero degli elefanti.
Ma come la scienza afferma, il cimitero degli elefanti è solo una credenza popolare, ed anche il nostro "eroe", di cui per motivi di privacy, non posso rivelare il nome, si rimangia quanto detto e conferma, per salvare l'Italia, per continuare a rompere le balle agli italiani, di ritornare alla politica. Non potrà seguire gli Ospedali in Africa (intanto ci sono personaggi fidati che li seguiranno al suo posto), non potrà seguire l'Università delle Giovani Marmotte Politiche aperta dietro casa sua, non potrà seguire la squadra di calcio a 5 a lui vicina, ma è disposto a questi sacrifici pur di continuare a fare un "regalo" alla maggioranza degli italiani.
Promesse? In primis salvare e riformare la Giustizia (quello che più serve...a lui!!)
Minacce? Guerra alla Germania ed alle loro culone!!
Quello che lui non si rende conto : L' essere una bomba disinnescata
Quello che gli amici non gli dicono : Che oramai, dopo l'annuncio di due giorni fa è rimasto solo, perché   non ha più nè elettori e neppure amici
Quello che pensano gli Italiani : Per carità, il male a nessuno, ma a questo, quando gli piglia un coccolone??
Franco Giannini

sabato 15 settembre 2012

Volti e nomi della Senigallia celebre ma modesta n°19: Margherita Angeletti

...quale medicina migliore per l'animo altrui, che il saper ascoltare in silenzio e successivamente regalare una parola di conforto ?

Nel DNA delle piccole-grandi donne c’è qualche fattore genetico che evidentemente le lega e le porta a librarsi un palmo sopra a tutti gli altri. Madre Teresa di Calcutta, Rita Levi-Montalcini, Aung San Suu Kyi, Marie Curie, Grazia Deledda, e per giungere ad una nostra corregionale Maria Montessori, scriccioli di donne, tutte cuore e cervello.

Se mi permettessi di paragonare la nostra dr.ssa a queste donne, certamente non le farei un favore, al massimo un sopito augurio. Però, il suo modo di porsi, il suo pensiero, la passione che mette in quello che fa, la disponibilità, il senso di votarsi al prossimo, mi hanno portato a relazionarla con i personaggi su elencati, seppur con un obiettivo distacco.

So anche che alla dr.ssa Margherita non piacciono i “riflettori” a cui ha fatto fare cortocircuito. Ma io mi sono permesso l’ardire di rimetterli in funzione per sole 24 ore. Giusto il tempo di una veloce pubblicazione di questo scritto.
Ho promesso e mi sono ripromesso di non parlare con lei, neppure di politica, cittadina, regionale o nazionale. Quello che più interessa ad entrambi, in questo colloquio, sono gli esseri umani. Quelli con meno vantaggi, economicamente, ben s’intenda!
Un consiglio. Si guardi bene che il pezzo che ho scritto è lungo. Non è un articolo, non è un reportage, non è uno scoop, è semplicemente un racconto che però alla fine può regalare fiducia, non per come è scritto, ma per i contenuti in esso raccolti e raccontati.
Quella fiducia che a volte si perde per carenza di conoscenza, quasi con il timore ancestrale per tutto ciò che si ignora. Una lettura che consiglio da farsi, quindi, armati di pazienza, o altrimenti, sarebbe più opportuno sospendere qui, fin d’ora.
Era da tempo che facevo la “corte” a Margherita (mi ha concesso, anzi preteso, onore tutto mio, di darle del “tu”) e metabolizzavo l’idea di strapparle un’intervista. L’interesse era maturato da tempo “origliando” tra i suoi scritti e le sue foto rubati nelle sue pagine di Facebook nonché ascoltando i suoi interventi di carattere sociale sollevati in Consiglio nel suo ruolo anche di Consigliere Comunale.
Da questo avevo compreso che mi trovavo di fronte ad una specie di dottor Jekyll e mister Hyde, per via, ben s’intenda, delle sue due personalità: la dr.ssa Angeletti e la dr.ssa Margherita.
La prima dispensatrice di diagnosi e farmaci, come del resto è ovvio fra chi normalmente pratica questa professione.
La seconda, la dr.ssa Margherita, una specie di confessore, che invece silenziosamente ascolta, si immedesima, poi quasi in “punta dei piedi”, non stacca il foglietto del ricettario, ma con un sorriso, dispensa il consiglio sul da farsi. Accade anche che si carichi a volte, sulle sue esili spalle, problemi ancor più grandi di lei, portandoseli a casa per cercare, in tranquillità, di risolverli. Quali un posto di lavoro da trovare, una cura particolare da concordare con uno specialista magari suo amico, a cui inviare una lettera di presentazione e raccomandazione, una questione di usanze tra due etnie diverse che si sono incontrate e scontrate, da risolvere, magari, proprio tra le sue mura domestiche, come del resto già avvenuto.
Solo con me si è “scontrata” appena l’ho contattata telefonicamente dopo averle inviato un breve messaggio personale: “Ok… diamoci allora del “Tu”, però se vuoi rimanere mio amico non devi più usare nei confronti dei miei amici il termine ‘Diseredati’…“. Che poi, francamente, non era neppure un mio termine, ma un riportare il modo di dire usato da altri e dal sottoscritto preso solamente in prestito.
Ma non sono stato il solo, come poi nel corso del nostro colloquio ho avuto modo di appurare. Anche con alcuni suoi pazienti, da lei definiti “indigeni” locali perché brontolavano in quanto nell’ambulatorio c’erano troppi visi stranieri: “In certe occasioni bisogna farsi sentire, alzandolo, il tono di voce…” mi dice sorridendo.
Mentre si parla del più e del meno, mi chiede scusa per un attimo di interruzione di cui ha bisogno, in quanto deve inviare un sms: “altrimenti – mi dice – mi dimentico“. Quando ha fatto, mi guarda e con un viso soddisfatto e felice mi dice: “Sai a chi ho mandato l’sms? Ad un mio rifugiato che è andato a Verona per incontrare una persona e che questa mattina, come usa fare del resto anche spesso, mi ha inviato un suo messaggino con l’augurio di buona giornata… ma sono in tanti a farmi di queste piccole gradite attenzioni… sono veramente tutti gentili e carini“.
E mentre pian piano si spoglia dell’impaccio iniziale della conversazione viene raccontandomi di alcuni episodi di vita amicale tra lei ed i suoi migranti. Ed allora mi racconta, con viso disteso quasi che rivivesse i momenti, di alcuni flash delle sue giornate: “… quando sono a cena dagli amici tunisini e mangiamo tutti insieme, come vuole la tradizione, il “cuscus” nello stesso piatto, come quando la “vu cumprà?” senegalese Amina, viene nel mio studio portandomi in dono i suoi vestiti più belli, come quando Gharbi e Zaineb, una coppia di tunisini, vengono a casa mia, portandomi in dono il pane fatto da loro in casa, come quando l’amica turca, seguendo un suo rito, mi prepara il caffè e poi mi legge i fondi – poi scoppiando a ridere mi racconta come – alla festa locale del PD, sono rimasta con l’auto “chiusa” da alcune moto nel parcheggio che mi impedivano di uscire. Alcuni posteggiatori, tutti ragazzi di colore, avendomi riconosciuta, hanno spostato sollevando di peso la moto per farmi uscire. Vedi Franco, questa è la mia vita ed è proprio il genere di vita che sognavo da bambina“.
Si guardi bene che questa che parla non è la dr.ssa Angeletti, ma la dr.ssa Margherita… o forse solo Margherita, figlia di un ferroviere con l’hobby della pesca!
D – «Dunque Margherita, per metterti a tuo agio e tranquillizzarti, intanto ti dico che il nostro sarà un semplice colloquio, non un’intervista. Quelle le lasciamo fare ai giornalisti professionisti. Mi devi vedere, quindi, solo come un amico a cui racconti le tue esperienze lavorative e quello che esse ti hanno regalato, i tuoi viaggi, la tua vita, quello che credi comunque utile a fare sia la tua conoscenza che quella dei tuoi migranti».
R – «Mi chiedi di parlarti di me. Lo sai che mi sento un po’ in imbarazzo a parlarti della mia sfera privata o della mia sfera pubblica, della mia vita di medico o della mia vita di consigliere comunale? Per ovvi motivi la mia sfera privata è top secret, gli avvenimenti del consiglio comunale sono quotidianamente pubblicati da tutta la stampa locale. Resta la mia vita di medico, anche se il medico, il consigliere comunale e la Margherita nel suo tempo libero sono un’unica persona.
Esercito la professione di medico da quasi trent’anni e sono innamorata di questo lavoro. Mi ritengo fortunata perché io sin da bambina volevo fare il medico e dirò di più, volevo fare proprio il medico di famiglia. Tutto, vedi, si èsvolto come da copione. Poi il destino, diciamo così, mi ha portato ad avere tra i miei pazienti numerosi migranti di varie etnie: africani, asiatici, americani ed est europei».
D – «Allora diciamo: un’unica persona ma con varie sfaccettature. Ecco che comunque già sei entrata nell’argomento a cui più tenevo. Migranti, migrazioni, esperienze loro e tue. Nel corso di quest’ultimo ventennio (meglio datarlo per non incorrere in errori, diciamo allora 1990-2010) hai notato qualche cambiamento evolutivo, relativamente al loro flusso?»
R – «Negli anni ’90 la percentuale a Senigallia era molto più bassa. I miei primi pazienti stranieri erano tunisini e marocchini. Ricordo che tra di loro c’era anche una famiglia di integralisti islamici fuggiti per motivi politici dalla Tunisia. Io sono molto curiosa, mi piace conoscere persone con abitudini di vita differenti dalle mie e così cerco di capire ascoltando e non giudicando. Poi, nel tempo, sono arrivati i senegalesi, i pakistani, i bengalesi, i peruviani, i colombiani, i boliviani ed anche qualche paziente dalla Repubblica Dominicana. Ma poi ancora le badanti polacche, rumene, ucraine e albanesi. Nel 2007, per puro caso, in seguito alla rinuncia di un collega, sono stati affidati alle mie cure dei profughi afgani e nigeriani ospitati da una struttura alberghiera di Marzocca, in attesa di asilo politico. Più tardi ancora sono arrivati dei somali e da più di un anno il Comune e l’Asur mi hanno affidato l’incarico di curare una cinquantina di profughi approdati a Lampedusa dalla Libia, provenienti da varie nazionalità dell’Africa e dell’Asia».
D – «Immagino che questo comporti non solo il “dica 33″, “tossisca”, “un’aspirina e passa tutto”».
R – «Quotidianamente sono a contatto non solo con le loro patologie ma anche con i loro stati d’animo. Non è facile trovarsi all’improvviso in un paese con clima, alimentazione, impostazioni di vita completamente diverse. Sono dei ragazzi, alcuni di loro da poco maggiorenni, che lavoravano in Libia, fuggiti dalla guerra, con la morte negli occhi. Alcuni di loro mi hanno solo accennato, perché ancora non riescono a raccontare, cose viste e subite. Passano le loro giornate andando a scuola. C’è chi va a scuola di italiano, chi va a scuola serale, molti hanno brillantemente superato l’esame di terza media italiana ed aspettano una risposta positiva dalla Commissione di Caserta che esamina la possibilità di un asilo politico. Tutti aspettando un lavoro, che, ahimè!!, per tutti è sempre più difficile da trovare».
D – «Permettimi una curiosità. Per una visita medica, sei tu ad andare da loro o viceversa ?»
R – «Dipende dalla gravità del caso, ma comunque vengono spesso nel mio ambulatorio. Vero è che i pazienti italiani, seppure dopo alcune difficoltà, hanno iniziato ad accettarli. Del resto sono molto educati ed hanno un grande rispetto nei confronti degli anziani».
D – «Altra curiosità di carattere medico: quali sono le maggiori e più frequenti patologie che incontri? Faccio la domanda non per una curiosità, come dire, morbosa, ma proprio per dare un taglio all’ignoranza delle voci che circolano e che si dicono timorose che i migranti “portino” malattie infettive!»
R – «Dici bene… ignoranza e non aggiungo altro! I malanni più frequenti di cui si lamentano, sono dolori diffusi alle articolazioni, alle ossa ed ai muscoli dovuti al clima umido a cui spesso non sono abituati. Spesso presentano coliti e gastriti, mal di testa, insonnia, ansia e depressione. Malattie legate allo stato di preoccupazione permanente in cui vivono».
D – «Ed immagino che è qui che la dr.ssa Angeletti si toglie il camice bianco ed indossa i panni della dr.ssa Margherita, quando non addirittura, magari con le donne, si spoglia anche di quel “dr.ssa” per offrire solo l’amicizia di Margherita. Giusto?»
R – «Non è così facile, ma dico che si, a volte a loro basta un sorriso. La terapia migliore è ascoltare senza chiedere, sono dei ragazzi e ragazze lontani dai loro affetti e dal loro ambiente. Mi hanno insegnato e mi insegnano tante cose. Mi allargano la mente; con loro sto conoscendo un po’ l’Africa e le sue diverse etnie.
Viviamo tutti un periodo non facile, la disoccupazione sta toccando livelli record. E se per noi è difficile, dobbiamo pensare che per questi ragazzi lo è ancor maggiormente. Il perché dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti …dico dovrebbe! Spero che tutti non lo affermino solamente con un cenno del capo, ma lo comprendano con il cuore. Essere qui soli, catapultati in una realtà diversa ed in un ambiente spesso ostile. Siamo portati a giudicare male e a temere ciò che non conosciamo, siamo spesso troppo ancorati alle nostre tradizioni, alle nostre abitudini. E’ un peccato perché in questa maniera ci precludiamo aperture a nuovi orizzonti e a nuove conoscenze. Mi parlavi dei miei rapporti con le donne! Ehh si!! Un traguardo raggiunto grazie alla mia professione. Un gran bel rapporto, quello che ho instaurato con le donne migranti».
D – «Raccontaci per cortesia, perché sono anche queste curiosità che aiutano a conoscere e a far crescere anche noi al di fuori di queste realtà, le differenze tra un’etnia e l’altra, sempre che ne esistano».
R – «Solo semplici esempi. Le pakistane e le bengalesi avvolte nei loro manti colorati, di solito, hanno più difficoltà nell’apprendere la lingua italiana. Sembrano meno integrate rispetto alle donne africane. Molte di loro non riescono ad avere figli e ciò costituisce un grave problema, anche sottoponendosi a cure ormonali e a fecondazione assistita. Mi piace paragonare ciò alla scarsa fertilità di tutti gli animali in cattività. In un paese così diverso dal loro, senza affetti familiari, senza amiche, passano le loro giornate spesso sole in casa, nell’attesa del ritorno dal lavoro del marito. Le donne Sudamericane sono simili a noi in tutto, sanno però essere più allegre e spensierate».
D – «E da qui a divenire amica, almeno per te, per il tuo modo di pensare e di avvicinare queste famiglie, il passo immagino sia stato breve. Oppure mi sbaglio, perché hai dovuto guadagnarti la loro fiducia?»
R – «Di alcuni migranti, tunisini e marocchini che ho conosciuto negli anni ’90, si, sono diventata amica pian piano, ma neanche dopo tanto tempo, infatti due anni fa ho avuto anche l’onore di essere ospite di una famiglia di Casablanca in Marocco. Ho vissuto qui con loro per una settimana durante il periodo del Ramadan cercando di seguire il loro ritmo di vita.
Che dirti di più se non che ho imparato tanto, mi hanno dato tanto. E voglio proprio concludere questa mia intervista con una frase che ho appreso in questa circostanza in questa casa Marocchina e che dice tutto: ‘Con La prima tazza di te che bevi in questa casa sei il benvenuto, con la seconda tazza sei un amico, con la terza tazza sei considerato uno di famiglia’».
Io vorrei ancora continuare, ma comprendo che altri impegni incombono e devo terminare anch’io. Lo faccio però, scusandomi perché avevo cominciato con il formulare una promessa che poi ho finito con il non mantenere. E solo alla fine me ne sono reso conto. Avevo promesso infatti che non avrei parlato di politica, ed invece… Non considerando che se non è politica questa, la politica allora non esiste!
A questo punto spero solo di aver suscitato almeno un minimo di interesse e qualora non fossi neppure riuscito in questo intento, la colpa è da imputare tutta al sottoscritto che, malgrado la buona volontà, non è riuscito, purtroppo a smuovere le coscienze di cuori evidentemente granitici.

Franco Giannini
Già pubblicato Venerdì 14 settembre, 2012 alle 2:06 su Senigallia Notizie.it
Questi i commenti dei lettori di Senigallia Notizie.it :
 
Valeria Valenti
2012-09-14 09:25:53
Conosco Margherita professionalmente parlando: è stata una cliente del mio studio artistico. Quanto fosse speciale l'avevo intuito. Ora ne sono certa. E anche orgogliosa. E anche felice che un pezzo di me sia tutti i giorni sotto i suoi magici occhi. Viva Margherita sempre. Grazie
Un lago di Lacrime
2012-09-14 12:16:43
La consiglera Angeletti nel 2010 ha dichiarato 82.423 euro. Alla faccia !!!! Ha trasformato il solito buonismo catto-comunista in un (...omissis...). La vorrei vedere in mezzo ai lebbrosi di Calcutta senza prendere un soldo invece di farsi stipendiare dai contribuenti italiani. Vai (...omissis...) con i guanti bianchi !!!!!!
Franco Giannini
2012-09-14 19:38:23
Non so quanto abbia dichiarato e quanto dichiarerà di reddito la Dr.ssa, non facendo parte, io, nè delle Fiamme Gialle e neppure del personale Equitalia. Non sono qui neppure a farle l'avvocato d'ufficio, perchè non ne ha necessità, sapendosi difendere da sola e poi non sarei neppure in grado di farlo. Comunque da quello che denota il suo livore, mi fa pensare che può essere dettato o da suoi problemi personali o causato da sua immensa invidia (logicamente per il vil denaro, del sociale non gliene frega nulla!!). Ma lascio sempre la libertà di espressione e di contestazione a chi legge quello che scrivo, considerando che siamo un paese libero e democratico. Quello che invece contesto, egr. Lago di Lacrime, sono i suoi insulti gratuiti e come dire il suo modo di trincerarsi un pò codardamente dietro un anonimato. Potrei risponderle o rispondergli, con un egual linguaggio (proveniendo orgogliosamente da quell'estrazione popolana maestra di vita in certi frangenti!), ma non sarebbe giusto per me, perchè dovrei rinchiudermi in un ascensore e scendere ai suoi stessi livelli. Comunque un consiglio. Prima di sparare inesatezze circa il mandare o andare a "Calcutta" a spese, come dice lei, della collettività, si informi meglio sui comportamenti verso il sociale usati dalla Dr.ssa, perchè a quello che mi risulta non è così come lei le descrive! E qui chiudo!!
Paul Manoni
2012-09-14 22:42:10
Con tutto che poi, alla fine, quanto dichiari di reddito la Dr.ssa Angeletti, a me francamente non può fregare di meno, se poi svolge il servizio che svolge per la collettività, e su quei soldi ci paga le tasse. Margherita è una brava persona. Onesta. Altruista, e smaccatamente interessata ai diritti delle persone. Persone come lei, ce ne vorrebbero a tonnellate in questo paese.

sabato 28 luglio 2012

Le famiglie con disabili si costituiscono in un comitato spontaneo

Un'esigenza, questa, derivante dalla necessità di avere un soggetto dialogante con l'Amministrazione

Assemblea delle famiglie con disabili per l'assistenza domiciliare Qui, nel loro comunicato, letto dalla Sig.ra Donninelli, mamma di Gabriele, uno dei ragazzi disabili, anche lui presente in sala, è spiegato in modo chiaro e dettagliato quali sono stati e continuano ad esserlo i motivi che li hanno spinti a prendere questa iniziativa.

Un problema “esploso” nell’arco di una decina di giorni, senza preavviso, che ha gettato queste famiglie in un quasi panico, seppure sono abituate a vivere con problematiche improvvise. Hanno dovuto repentinamente o mettere le mani in tasca, chi ne aveva la possibilità, o cambiare il piano ferie, o persino ridurre le ore lavorative.
E non si sentono assolutamente rassicurati dalla promessa che a settembre il tutto rientrerà nella normalità. Velocemente è stata presa la decisione della riduzione delle ore, altrettanto velocemente i famigliari chiedono che tutto venga ripristinato a partire dai primi di agosto. Non la si deve intendere come una minaccia, bensì come una convinta promessa, però se immediatamente non si vedrà la luce in questo tunnel, le famiglie si vedranno costrette a prendere altre iniziative eclatanti. Si, perchè per tutto c’è un limite!
Essere avvisati, anzichè dagli organi amministrativi, da un educatore che si è assunto (o lo hanno incaricato-costretto?) la responsabilità di questa informazione, già la dice lunga sulla carenza comportamentale nel fornire l’ufficialità (che non c’è stata!), ma la gravità maggiore e più importante, oserei dire la primaria in questi casi, è la sensibilità impiegata.
Tantissimi erano i famigliari presenti nella sala con i loro figli, ma sono convinto che avrebbero potuti essere ancor di più, se non fossero stati costretti a restare in casa per ovvi motivi, perchè privi di quel supporto per cui si stanno lamentando e che per qualcuno di loro non si è solo ridotto, bensì è venuto a cessare totalmente.
La motivazione delle ore a zero sembra sia dovuta al fatto che il disabile preso in questione è “maggiorenne”, anche se altre voci si sono subito aggiunte replicando con un “non è vero, perchè al mio è accaduta la stessa cosa pur essendo minorenne!”
Ho parlato di mancanza di sensibilità, ma ritengo con assoluta sincerità ed onestà, che debba trattarsi non certo dovuta a malanimo o quanto altro, bensì solo ad una ignoranza (nel senso stretto del termine di ignorare) alcune sfaccettature di quelle problematiche che si possono pensare di comprendere, ma che solo chi le vive quotidianamente ne conosce perfettamente ogni minima piega e sfumatura.
Servizi sociali, asur, medici, sono tutti informati, preparati, professionali e vicini quanto si vuole, ma poi terminato il loro lavoro ritornano alla personale quotidianità, come del resto è giusto anche che sia, ma è da quel momento che le famiglie con i disabili devono affrontare, continuare a risolvere da sole tutte le situazioni che si presentano nella loro gravità e solitudine delle pareti domestiche.
Ed è qui, in questo momento che il “pensare di comprendere“, non è più sufficiente e diviene lacunoso. Noi da fuori crediamo di poterle afferrare nella loro drammaticità, ma solo chi le vive sulla propria pelle può capirlo. Infatti nel corso della conferenza stampa qualcuno diceva che una famiglia con un disabile al suo interno, prima o poi è destinata, con il passare del tempo, a divenire una famiglia anch’essa disabile.
Ad aiutarci a comprendere certi problemi il Sig. Alberto Marinetti, ex giornalista, settantenne, che con una signorile pacatezza ci ha illustrato brevemente come si svolge la sua giornata di padre di un figlio disabile e con il sostegno ridotto a 6 ore: “…prima erano 18 h, poi sono scese a 15, poi ancora a 12 ed ora a 6… alla notte devo dormire con Gianmarco perchè da solo non riesce a girarsi, poi c’è il cado, il sudore, quindi il mio di riposo è condizionato alle sue esigenze e quando si fa giorno inizio la giornata già stressato per come ho trascorsola notte. Poi ci alziamo, facciamo colazione, poi passeggiata, a fare la spesa e verso le 11 ci attende la piscina…mi vedete voi a 70 anni in piscina, lo tiro su, lo metto giù, questo in continuazione? Poi pranzo, riposo pomeridiano e di nuovo passeggio verso le 17, perchè uscire in estate è obbligatorio … c’è un dettaglio però interessante che i nostri rappresentanti politici dovrebbero sapere. I nostri figli, come Maddalena, Linda ed altri di cui non conosco i nomi, almeno tutti quelli con particolari gravità, avrebbero diritto di fare un esposto per omissione di pubblico servizio… poi giunge di nuovo la sera, che ci trova stanchi ed affaticati per cui si torna finalmente a riposare, almeno lui, perchè per me, ad attendermi c’è di nuovo un accumulo di stress…“.
Per la Sig.ra Paola Marcellini, invece il Comune non ha idea di che cosa significhi dare assistenza tutti i giorni per 24 ore ad un disabile, altrimenti non si sarebbe mai sognato di chiedere se in famiglia ci sono altri familiari disposti a dare anche loro questa assistenza.
Infatti c’è da dire che quello che non va giù a questi familiari è stato anche il contattare, da parte dei servizi sociali, le famiglie singolarmente, chiedendo se erano disposte a compartecipare alle spese, quali erano i loro redditi, se avevano zii o nonni che potessero aiutarli.
E questo contattare le famiglie separatamente è stato visto come un “taglio alla trasparenza!“. A me ha fatto ricordare, e l’ho anche detto ad alta voce, certi comportamenti mi hanno riportato ai tempi delle “battaglie” sulla complanare e la successiva capitolazione da parte di qualcuno che si lasciò convincere. Affrontarne uno alla volta alla moda degli Orazi e Curiazi.
Non è piaciuta neppure l’uscita da parte degli amministratori che si sono detti, come riportato dai presenti, non più disponibili al ruolo di Bancomat nei confronti di un’ASUR su cui sembra stiano riversando tutte le colpe.
Altra domanda che si pongono questi genitori è il perchè i finanziamenti per certi eventi non solo si sono trovati, ma sono stati incentivati per il corrente anno ed anche per il futuro 2013.
Nel loro caso, dice l’Amministrazione, non ci sono stati tagli, ma la riduzione delle ore sono dovute al fatto che nel 2012 si sono verificati 13 nuovi casi aventi anch’essi diritto all’assistenza. Da 126 del 2011 si è passati agli attuali 139, un 10% in più che ha causato una riduzione di orario del 50% in meno. Qui veramente la matematica sembra diventi un’opinione.
Se già ci sono di questi problemi oggi, domani nel 2013, le ore saranno ancora ridotte? Si perchè il numero delle persone aventi diritto – non nascondiamoci dietro un dito, ma guardiamo le cose in modo reale, anche se l’augurio è quello di sbagliare totalmente la previsione – è destinato a crescere.
Del resto la situazione economica che si affaccia all’orizzonte è cosparsa di nubi temporalesche che non promettono nulla di buono. C’è da chiedersi allora che cosa farà la nostra Amministrazione?
Il primo intervento è quello di mettere sul tavolo, in modo concreto, il termine Priorità. C’è da chiedersi allora sono prioritari i balli (che pure fanno muovere l’economia in un settore turistico come il nostro), o la sopravvivenza di certi servizi che forniscono anch’essi sopravvivenza nel vero senso della parola (continuando anch’essi a dare lavoro a chi opera in quest’ambito).
Si, perchè oltre alle famiglie, a fare le spese di questa ulteriore stretta di cinghia, sono stati coinvolti anche educatori, assistenti e quanti altri operanti nel settore (una cinquantina in cassa integrazione).
Comunque a tutti questi giovani (sono tutti giovanissimi) laureati, mal pagati, professionalmente molto preparati, le persone in sala, hanno voluto con un semplice e caloroso applauso ringraziarli tutti per come si dedicano con devozione a questo lavoro.
Vorrei poter trasferire qui anche gli sfoghi di questi giovani, che ho ascoltato per più di un’ora terminata la conferenza stampa, ma andrei fuori tema.
Anche se credo che la loro voce, anche se in forma anonima dovrebbe andare amplificata ed ascoltata, sempre che ci sia chi voglia ascoltare.
Come pure altro grido di allarme lanciato da parte dei genitori sull’attuale stato del PEI (Piano Educativo Individuale) che minaccia di scomparire anche qui per riduzione del personale in servizio.
Il primo atto si è appena concluso, ora si attendono gli sviluppi. Se ci sarà convocazione da parte dell’Amministrazione, si voglia tener conto di far cadere la scelta su di una location atta a contenere sia i numerosi presenti, che sono certo interverranno, sia le carrozzine che li accompagneranno.

Franco Giannini
Già pubblicato su Senigallia Notizie.it
 
Giusè
2012-07-25 22:37:08
Ma l'amministrazione che dice?
Papà di un bimbo disabile
2012-07-26 14:16:26
Intanto un grande plauso va dato a queste famiglie che hanno avuto la forza e il coraggio di riunirsi in così poco tempo per un loro sacrosanto diritto. Purtroppo la questione delle ore assistenziali ai disabili è un problema che non riguarda solo il comune di Senigallia, ma anche altri comuni limitrofi e credo anche a livello nazionale. La crisi stà avendo effetti sempre più devastanti specialmente in famiglie già messe a dura prova con figli o comunque persone del nucleo famigliare portatori di disabilità. Credo che le amministrazioni comunali in genere, dovrebbero rendersi conto che le famiglie hanno bisogno del massimo aiuto di tutti in quanto probabilmente non capiscono lo stress che l'assistenza 24 ore al giorno porta in ogni singolo genitore che molto spesso deve anche lavorare per riuscire a pagare le varie spese quotidiane sia per il disabile, sia per mutui, bollette ecc. ecc. Ricordo anche che oltre al suddetto problema delle ore assistenziali, spesso e volentieri subentrano altri problemi, tipo le trafile per gli ausili, la mancanza di conoscenza della malattia con conseguente spostamento continuo della famiglia, le ore di assistenza a scuola ecc. ecc. In conclusione il mio desiderio sarebbe quello di vedere molte più famiglie riunirsi come in questo caso per far sentire la propria voce alle istituzioni che devono iniziare a rendersi conto che non si ha a che fare con dei numeri, ma con degli esseri umani che spesso e volentieri insegnano a noi cosa significa avere dignità.
cadillac
2012-07-26 15:50:27
l'appuntamento per il prossimo incontro è già stato fissato, potete prendere contatti con la coordinatrice.
questi i commenti dei lettori di Senigallia Notizie.it :

giovedì 19 luglio 2012

Arrivo Tardi, vado via presto e non pulisco il water...

potrebbe essere una pubblicità, ma anche l'esito del sunto di un Consiglio sfigato.

Fa caldo, Antò!! Ed è cosa quindi comprensibile che si arrivi alla spicciolata, anche se si comincia ugualmente questa assise del 18 c.m. con i soliti 20 minuti di ritardo, ma con il numero legale come richiesto da regolamento.

Consiglio Sfigato dicevo, perché con un elevato numero di assenze giustificate comunque anche a causa di queste, con Ordini del Giorno rinviati a data da destinarsi. Come dire che la Programmazione è un optional.

Già in lista di attesa fin dal 20 Giugno, in quanto allora il tempo concesso alle interpellanze era terminato, il primo a cui viene concessa la parola è MANCINI che rimette sui fornelli una minestra oramai fredda, ma che vale la pena di riscaldare vista l'importanza dell'argomento. No signori, non si parla di Fuochi e neppure di Notti Bianche, rosa o celestinorosa pallido. Non si parla di divertimento! Si discute un argomento che sta a cuore a tutti (almeno a parole), ma poi sembra quasi che infastidisca il parlarne: infatti anche nel comunicato stampa comunale, sfido a trovare sola mezza parola sull'argomento. Sotto voce, piano piano, allora mi avventuro a dire che l'argomento era quello sul taglio dell'assistenza estiva domiciliare alle persone disabili. E' da un mese che se ne parla sulla "rete", se n' è continuato a parlare anche in Commissione ed ora se ne ritorna a parlare anche in questo Consiglio. Per Mancini si è trattato di un problemino a livello scuola elementare, la cui soluzione stava nel fare una semplice operazione di divisione (risorse diviso il numero di richiedenti). Ma sembra che malgrado la sua semplicità qualcuno non sia riuscito a risolverlo, non vedendo che il risultato era al di là della propria punta del naso. L'altra versione, quella portata da MEME', nelle sue effettive funzioni di Vice Sindaco, essendo assente MANGIALARDI, non poteva che essere quella del buon difensore d'Ufficio.  Non poteva far altro che negare anche l'evidenza affermando che non sono stati portati dei tagli, bensì sono solo aumentati il numero degli assistiti nel 2012 ferme restando le risorse a disposizione. Però tutto, assicura, ritornerà alla normalità a partire da Settembre, con il ritorno a scuola. Se a settembre si ritornerà alla normalità, sta a significare che oggi qualche cosa sta mancando. O no? Memè ha anche detto che Volpini si è detto disposto  a riconvocare gli addetti per discutere dell'argomento. Mancini non è sembrato proprio d'accordo su quel Ri-convocare, perché non c'è stata mai una convocazione. Quello che c'è stato, sempre per Mancini, una evidente negligenza ed incapacità nel risolvere un problemino elementare.

PERINI, chiede a CAMPANILE che cosa intenda fare questa Amministrazione per ricordare FALCONE e BORSELLINO. Domanda retorica che ricorda si un avvenimento doloroso, ma è sotto gli occhi di tutti, il lavoro che il Comune ha autorizzato al Bubamara. Campanile non credeva alle proprie orecchie, tanto che è stato spiazzato dalla possibilità di questa golosa occasione per poter narrare la storia dell'attentato, tanto da aprire il suo intervento con un ringraziamento "...agli ascoltatori che ascoltano...". E' un cucciolone, 'nu buono guaglione, uno che si impegna, ma che si dovrebbe affidare, come altri già hanno fatto, alle cure di un addetto stampa che gli scriva (e lui dopo averlo letto ed approvato) semplicemente legga. Anche io scrivo tante castronerie, ne sono consapevole, ma vero è che non faccio neppure il politico nè tantomeno l'Assessore. Vedi Gennaro, non è assolutamente una critica, è un consiglio, che in precedenza mi sono permesso di dare anche ad altri: del resto, e non c'è neppure da vergognarsene, non tutti hanno il dono dell'oratoria. Il pensiero è una cosa, il saperlo trasferire senza annoiare, è ben altro. Ceresoni, Paci, Curzi, Memè, Sardella, Paradisi, Girolametti, Cicconi Massi, sono tutte persone che conosci e che credo condividerai, con il loro saper comunicare, indipendentemente dalla condivisibilità dei contenuti, fanno si che ascoltarli diventi quasi un piacere.

REBECCHINI invece invita il povero CAMPANILE, di nuovo sugli scudi, a dare una rispostacirca la concessione di permessi di parcheggio su di un'area dietro il ristorante Uliassi, in cui gli stalli disegnati dovrebbero essere solamente disponibili solo per gli aventi diritto già ben individuati e specificati sugli appositi cartelli. Ci sono foto che sembrano aver fissato questo comportamento che, Rebecchini, vede lesivo degli interessi (aifini della concorrenza) di altri ristoratori che non hanno questa disponibilità di permessi. Campanile dichiara che questa concessione di permessi esula da quelli che sono i suoi compiti, ma che comunque provvederà subito ad informarsi per poi successivamente rispondere al Consigliere.

La RAMAZZOTTI si rivolge alla CURZI per sapere poi gli sviluppi circa le difficoltà paventate dagli espositori alla Fiera di Sant'Agostino, con minacce di non partecipazione. Minacce che a detta della Curzi sono rientrate anche perché a settembre si rivedrà con gli addetti al settore per riparlare di tariffe.

ANGELETTI riporta sul terreno di nuovo CAMPANILE, lamentando una carenza del servizio urbano di Bus, per chi deve andare a fare prelievi al mattino all'Ospedale. Il Bus ferma alla stazione e gli anziani in principal modo, hanno difficoltà a scendere e risalire nel sotto passo della Statale, per prendere la coincidenza per l'Ospedale. Campanile lancia l'idea di creare un passaggio pedonale sulla nazionale (evitando così le scale agli anziani), anche se fa presente che gli anziani possono usufruire del prelievo a domicilio. Non lo avesse mai detto! L'Angeletti ringrazia per la pedonale, ma pacatamente, bonariamente, con decisione, lo riprende facendogli presente come tale servizio di prelievo a casa, non è per tutti, ma solamente per gli ammalati più gravi che non possono muoversi dalla propria abitazione, e poi ancora precisa "... tanto che a noi medici di famiglia raccomandano di usarlo con moderazione".

GIROLAMETTI per MEME', vista l'assenza di Volpini, ricorda come qualcuno abbia intenzione di ripristinare la Ruota degli Esposti. Suo suggerimento sarebbe quello di creare una maggiore informazione sui diritti elencati sulla legge 194, che non parla di solo aborto. Memè conferma che in giunta è arrivata una tale richiesta, ma che la legge 194 è un'ottima legge che offre garanzie, a chi si trova in queste particolari occasioni, che tutelano mamme e nascituri. Comunque ritiene che non possa essere difficile ampliare il servizio d'informazioni a partire già proprio dai locali del Consultorio.

A questo punto l'ora è volata, MONACHESI fa scendere inflessibilmente il vetro dello sportello dell'ufficio Interpellanze ed Interrogazioni con su scritto CHIUSO, lasciando fuori sicuramente Sardella e forse anche qualche altro Consigliere.
Ma  ampliare a due ore questo spazio delle interrogazioni ed interpellanze, proprio no??!! Disinteresse che non riesco proprio a comprendere!

Il resto della seduta, con le votazioni che sembra stiano più a cuore dei contenuti, lo si può trovare nel comunicato stampa del Comune.

Franco Giannini
Franco Giannini 

Questi i commenti dei lettori si Senigallia Notizie.it


Maurizio Tonini Bossi
Maurizio Tonini Bossi
2012-07-21 08:32:41
… se questo è giornalismo …!!! …. Veramente insopportabile: Questo signor Giannini certo non manca di coerenza; dichiara di essere consapevole di “scrivere tante castronerie” ma continua a scriverne tante ma tante; qualcuno deve pur consiglirgli di dedicarsi ad altro !!! http://www.senigallianotizie.it/1327321230/senigallia-ecco-lesito-di-un-consiglio-comunale-sfigato Ecco alcune sue incredibili sottolineature : Senigallia, ecco l’esito di un consiglio comunale “sfigato”...dove la programmazione è un optional ma i ritardi sono di serie! (Franco Giannini) “MANCINI rimette sui fornelli una minestra oramai fredda, ma che vale la pena di riscaldare ………….. MEME’, nelle sue effettive funzioni di Vice Sindaco, essendo assente MANGIALARDI, non poteva che essere quella del buon difensore d’Ufficio. Non poteva far altro che negare anche l’evidenza ………….. “ “PERINI, chiede a CAMPANILE che cosa intenda fare questa Amministrazione per ricordare FALCONE e BORSELLINO. Domanda retorica……….. è stato spiazzato dalla possibilità di questa golosa occasione per poter narrare la storia dell’attentato ……E’ un cucciolone, ‘nu buono guaglione, uno che si impegna, ma che si dovrebbe affidare, come altri già hanno fatto, alle cure di un addetto stampa che gli scriva (e lui dopo averlo letto ed approvato) semplicemente legga. ………..” “ Anche io scrivo tante castronerie, ne sono consapevole, ma vero è che non faccio neppure il politico nè tantomeno l’Assessore. Vedi Gennaro, non è assolutamente una critica, è un consiglio, che in precedenza mi sono permesso di dare anche ad altri: del resto, e non c’è neppure da vergognarsene, non tutti hanno il dono dell’oratoria. Il pensiero è una cosa, il saperlo trasferire senza annoiare, è ben altro. Ceresoni, Paci, Curzi, Memè, Sardella, Paradisi, Girolametti, Cicconi Massi, sono tutte persone che conosci e che credo condividerai, con il loro saper comunicare, indipendentemente dalla condivisibilità dei contenuti, fanno si che ascoltarli diventi quasi un piacere.” Franco Giannini
Paul Manoni
2012-07-22 00:02:19
Maurizio, a parte il tuo solito copia/incolla, cosa ci vedi di terribilmente sbagliato in ciò che ha scritto Franco? Per come la vedo io l'articolo di Giannini è più che buono. Molto simpatico direi. Se per te il "Giornalismo", quello con "G" maiuscola, è quello che pubblica notizie FOTOCOPIA uguali l'una all'altra indipendentemente dal giornale o dal sito, che fanno la cronaca impersonale e stucchevolmente speculare dei fatti accaduti in un Consiglio comunale cittadino, puoi benissimo andartelo a leggere altrove, anzi ovunque, no? Invece se vuoi sapere come sono andate le cose, da un punto di vista personale (quello di Franco Giannini), o da una prospettiva diversa dal solito, magari un pò ironica, velatamente irriverente e criticamente obbiettiva, allora accetta questo articolo, senza lamentartene così eccessiamente da arrivare a chiedere la "messa in croce" del giornalista. Soprattutto perchè penso che Franco sia il primo a non volersi arrogantemente fregiare dell'ambitissimo titolo di "giornalista", e perchè alla fine, il "telecomando" in mano ce l'hai tu...Libero di cambiare canale eventualmente, o in questo caso, di non aprire nemmeno i suoi articoli. Da Travaglio a Montanelli, da Ferrara alla De Gregorio, passando per Telese, Amicone, Sechi, Introvigne, Porro, Feltri, Bordin e via dicendo, devi spiegarmi QUALE giornalista scrive un suo articolo o un suo commento, senza metterci un pò del suo punto di vista... personale...Giornalismo con la "G" maiuscola dicevamo.
Maurizio Tonini Bossi
Maurizio Tonini Bossi
2012-07-22 08:08:17
Montalelli e Scalfari possono, sono, giornalisti; Vespa è un servile leccapiedi; più sottile del comico Fede- Altrochè simpatia, ironia, e dispensatore di consigli. Ora è più chiaro ?!

enrico dignani
2012-07-22 17:12:45
Questo sig.Tonino Bossi, ha il grande merito di evidenziare (cosa che non fa nessuno)il meritorio e discutibile per lui, lavoro del quasi santo Franco Giannini, per il quale il gettone di presenza, immagino voglia lui alludere sacrosanto.

Paul Manoni
2012-07-23 06:21:27
Siamo al bainstorming prima delle critiche vedo...Vabbè. 3/4 dei giornalisti citati da Maurizio, io non li ho citati di proposito. Per pietà più che altro, e perchè sarebbe stato troppo facile. Ad ogni modo la domanda rimane sospesa nel limbo...Come al solito.

 Maurizio Tonini Bossi
Maurizio Tonini Bossi
2012-07-23 11:15:48
" Non dire mai « l’obiettività non esiste ». È l’alibi di chi vuol raccontare palle.

sabato 14 luglio 2012

La beneficenza per i terremotati dell’Emilia trasportata sul veicolo della musica…



...grazie al contributo dei Nomadi Fans Club, che interverranno anche in favore di Christian Cialona


Quest’oggi, mi è pervenuto dall’amico Sergio Cialona, uno che conosce bene il termine “beneficenza” in ogni suo dettaglio, chiedendomi di pubblicare quello che solitamente viene definito “Comunicato Stampa”.Leggendolo però mi sono reso conto che definirlo in tal senso sarebbe stato riduttivo, per tutti coloro che umilmente, con determinazione e senso di altruismo si sono prodigati affinchè il progetto potesse realizzarsi.

Da qui quindi il termine “canzone“, non per le parole usate, ma per il contenuto morale del gesto:
“Il giorno 17/06/2012 alcuni membri del Nomadi Fans Club “Stop the world” di Chiaravalle e dintorni, hanno portato gli aiuti raccolti nei giorni 09/06/2012 e 16/06/2012 davanti ai supermercati SI CON TE ed EUROSPIN di Chiaravalle.
Gli aiuti sono stati portati al campo 6 di Finale Emilia.
Ringraziamo tutti i cittadini per averci aiutato in questa raccolta di prodotti alimentari e giocattoli.
Ringraziamo i supermercati SI CON TE ed EUROSPIN di Chiaravalle per averci permesso di fare questa raccolta e un ringraziamento particolare alla DITTA ABD di Jesi che ci ha offerto il mezzo ed il trasporto (gasolio ed autostrada) per portare la merce a destinazione.”
Io e la Redazione di Senigallia Notizie non potevamo che unirci ai ringraziamenti, ma estendendoli principalmente a tutti coloro che ci hanno messo braccia e cuore: i Fans del Nomadi Club “Stop the world“ promotori dell’ idea, della raccolta e del trasporto.
Visto che sto parlando di beneficenza, permettetimi di anticipare, che la cosa non è finita qui, perchè a settembre (data da destinarsi), ci sarà anche un concerto a Montemarciano, sempre per raccogliere ulteriori fondi da destinarsi alle popolazioni terremotate.
Ho fatto due, non potevo che fare tre.
Concerto "Ma noi no" in favore di Christian CialonaQuesta “nota” è anche per il piccolo Christian della famiglia Cialona, che tiene ad informare a quanti vorranno partecipare, che si svolgerà venerdì 20 Luglio alle ore 21,30 (ma che sto a riportare, c’è tutto scritto sulla locandina!).
Del resto il tempo ed il luogo per fare beneficenza lo si trova sempre ed ancor meglio se sulle note della musica dei Nomadi, questa volta suonata da “Ma noi no“.
Ohi… sempre se uno lo vuole.

Franco Giannini
Pubblicato Venerdì 13 luglio, 2012 su Senigallia Notizie.it e su Ancona Notizie.it
Questi i commenti dei lettori di Ancona Notizie.it

Grazie
Scritto da Visitatore il 2012-07-18 13:07:14

Cara redazione e caro signor Giannini sono il pressidente del nomadi fans club stop the world di chiaravalle vi ringrazio per aver pubblicato il nostro comunicato

giovedì 12 luglio 2012

Mestieri che vanno scomparendo : Gli impiegati postali

quelli con esperienza nella vendita, verranno riciclati nei supermercati ed ipermercati.

"L'Italia è in un percorso di guerra, ma non ho dubbi che la crescita verrà...nel 2013 saranno colti i frutti degli sforzi compiuti...ma il percorso di guerra pacifica non è finito...". Le parole riportate sono di Monti, che da professore, piglia gli italiani tutti per degli sprovveduti imbecilli.
Prima di tutto, l'uso della parola, Guerra di questi tempi ed in simili occasioni dovrebbe andare quanto meno evitato. Non parliamo quindi dell'espressione guerra pacifica. Perchè allora i comportamenti usati dalla Polizia Spagnola intervenuta contro i minatori, secondo il Mariolino nostro, dovrebbero andare interpretati come un involontario, casuale, non voluto "fuoco amico". Ah...che centra la Spagna ? Ma non eravamo in una guerra? Allora prima sono arrivati i bollettini dalla Grecia, dove le Armate della Merkel  gli hanno spezzato le reni, ora ci giungono quelli dalla Spagna e tra non molto leggeremo e vedremo quelli che provengono dalle nostre piazze. Ma ... ssss ... il nemico ascolta e le critiche alzano lo Spread. Alzasse anche qualche altra cosa, farebbe risparmiare economicamente anche le casse della sanità con minor prescrizioni di Viagra. Ed allora anche io "me ne frego", come pensa cuor di tecnico e come diceva anche buonanima, e urlo, almeno qui, dove nessuno mi sente, che sti tagli, fatti così sono tecnicamente riusciti come quelli di quel marito che voleva fare un dispetto alla moglie. Prendo in esame gli ultimi, quelli relativi alla decisione di sopprimere alcuni uffici postali.
Attiggio - Avacelli - Castelfidardo - Cabernardi - Castel D'Emilio - Castelbellino - Castellaro - Castelplanio - Castiglione D'Arcevia - Domo - Gallignano - Loreto Stazione - Monterado - Monterosso Stazione - Palazzo D'Arcevia - Poggio di Ancona - Paterno - Rosora - San Donato - Sant'Elia - Sasso. Se li contate sono 21 e sono i Comuni, che salvo qualche "Santo" particolarmente ammanigliato al ministero che potrà intercedere in maniera positiva, vedranno chiudere l'unico sportello postale che avevano sulla piazza, perchè non sono più "redditizi".
Se questo è il metro di valutazione, da domani, ogni servizio prima di essere effettuato , dovrà essere analizzato e certificato se economicamente conviene o meno assolverlo: incidente in parapendio, un ferito in mezzo ai monti, intervengono i volontari che chiamano l'eliambulanza, i VF, il 118. Facile analizzare che la spesa è alta, la decisione da prendere è veloce ed immediata... "l'uomo del Monte" ha detto che resti lì a crepare, non sei redditizio.
Ma ritornando alle Poste! Hanno obbligato, ripeto obbligato, i pensionati ad aprire quella farsa che è il conto postale per il ritiro della pensione, per evitare che nonna evadesse il fisco con i suoi intrallazzi e che qualche delinquente gli rubasse la pensione, prima ancora che ci riuscisse a farlo i beceri dello stato. Dicevano agli sportelli, che sarebbe stato tutto più facile e sicuro. Oggi di sicuro c'è che nonna, se vorrà prendere la pensione, dovrà aprire, sempre che esista uno sportello bancario in paese di 3 - 5 mila anime, dove farsi accreditare, non usando più la parola pensione, ma i suoi emolumenti, che lascia la cifra invariata, ma la rende più importante, solo perchè Luisa, la "postina" è stata sbattuta in città - sempre se ha c...fortuna e non verrà esodata!- eh...?? no nonna, non sfollata, e-so-da-ta. Si, si...è una parolaccia che sta sempre sulla bocca della Fornero. Ehh ??? No nonna, non ho detto fornaro, quello è sempre bianco per la farina, quest'altra invece è solo e sempre perchè inc....ta.
Ora leggeremo che non è stato deciso nulla di definitivo, che se ne può discutere, che si sta cercando di ottimizzare un servizio e non di eliminarlo, ed alla fine, i tecnici, quelli che operano ad anni luce dalle esigenze dei "fruitori" (azz... come parlo guzzo anche io!) e che quindi hanno necessità, dopo le "cappelle" di correre ai ripari, sapranno trovare un punto d'incontro.
Allora io che non sono un tecnico, ma sono solo uno che ogni mese va alla posta centrale di Senigallia (almeno al momento questa non viene tagliata e mi sento di già un privilegiato), fa la fila come in tempo di guerra (come dice il sor Mario), ed osserva. Osserva che non ha lo spazio per sedersi, perchè i posti a sedere sono limitati visto che quel poco spazio viene utilizzato per la vendita al dettaglio degli oggetti del PTsupermarket, che gli sportelli sono tanti, ma che funzionano non in base al numero delle richieste di un certo servizio in quel determinato momento, ma a compartimenti stagni, come stagni ci si augura che siano sempre gli "attrezzi degli anziani" in attesa del loro turno, e che nel caso proprio non ce la facessero più, l'unico modo per espletare tali necessità sarebbe quella di uscire, e una volta più leggeri, riprendere il numero ed iniziare una nuova attesa.
Sempre che tutto non sia stato deciso, suggerisco allora, perchè non creare degli uffici mobili, che girino per i paesi, con orari ben definiti, assolvendo le necissità di nonna e salvaguardando quello che più interessa al ragioniere di turno: la redditività!! Credo che 5/6 mezzi per le 21 sedi in bilico, per le  8 ore lavorative giornaliere siano sufficienti. Almeno 5 Luisa si potranno salvare dall'essere toccate da quell'orrendo termine che l'"acida" s'è inventata.
Si, lo so, è giusto!  E' un' idea semplice e posso comprendere, che  proprio perchè troppo semplice, non potrà essere presa in considerazione.

Franco Giannini

pubblicato anche su Senigallia Notizie.it del 15/07/2012

Questi i commenti dei lettori di Senigallia Notizie :

Federico
2012-07-15 12:36:03
Li tempi delle vacche grasse son terminati. Se chiudono qualche ufficio periferico che magari non era aperto nemmeno quotidianamente non ci vedo nulla di strano. Non fanno altro che adeguarsi, un pò in ritardo, al primo comandamento del Capitalismo: taglia i costi a discapito di tutto e di tutti per massimizzare il profitto.
pacchiò
2012-07-15 23:14:03
Togliere un ufficio postale ad una località come Monterado o inferiore significa togliere una identità, un punto di riferimento culturale/sociale per una frazione anche con pochi ultimi paesani rimasti. Intanto però tre comuni scorreggia come Ripe, Castelcolonna, Monterado che distano meno di 1km. in linea d'aria rimangono quando se ne potrebbe fare uno solo, affinchè quei 3000 abitanti complessivi vedano le facce di 3 sindaci, 20 assessori, 30 consiglieri e rimangano con l'amaro in bocca.
Giovanni Gregoretti
2012-07-15 23:39:34
La privatizzazione delle Poste è uno di quegli errori macroscopici che fanno rabbrividire. I servizi fondamentali e oserei dire sacri per il cittadino non possono e non devono essere sottoposti all'insano principio del profitto a tutti i costi. Mettere i servizi fondamentali nelle mani di manager che devono realizzare profitti per dimostrare quanto sono bravi è quanto di peggio si possa fare. Con buona pace delle necessità della Nonna del signor Giannini e di tutti gli altri anziani. In estrema sintesi sostengo a gran voce che viviamo in un mondo sbagliato.

venerdì 29 giugno 2012

Lo sport del Calcio ? Vaselina e Oppio per la Nazione

Una volta si sarebbe detto "Panem et circenses". 

Appunto, una volta lo avrebbe detto in chiave ironica il poeta latino Giovenale esclamando (l'ho copiato su internet, non è che voglia fare il professorino, già quelli che ci sono bastano ed avanzano) :"...duas tantum res anxius optat panem et circenses..." che tradotto sarebbe come dire che il popolo due sole cose ansiosamente desidera il pane e i giochi circensi. Quello una volta, perchè a quel che sembra, oggi, la cosa importante, indispensabile, di primaria importanza, è il solo "Gioco" visto in senso lato.
Sia quindi visto sotto il complesso mondo del gioco d'azzardo (il cui primo sostenitore è lo Stato) che quello, ad esempio, esercitato da 22 individui che si rincorrono per 90 minuti, contendendosi un pallone da sbattere dentro un vano racchiuso da pali, traversa e reti, denominata "porta". Solitamente a seguire tutte le fasi di questo gioco, sono solo i così detti fans di questo gioco e che prendono l'appellativo, a seconda del loro grado di affezione, di "sportivi", "tifosi" ed "Ultrà".
Ma il curioso sta nel fatto che quando l'evento si veste dei panni del Campionato Europeo o di quello Mondiale, le cose cambiano totalmente.
Tutti si diventa come per magia, fans. E si badi bene, questo non avviene solo per noi italiani.
Si diventa tutti campanilisti, tutti nazionalisti, tutti orgogliosi del nostro Vessillo e del nostro Inno. Si indossa la maglia azzurra con o senza nome o  numero del nostro campione di riferimento, ci si munisce giorni prima di una bandiera tricolore, ci si organizza sia attraverso "professionisti di questo mestiere", ma anche in maniera autonoma, per godere di quelle due ore di condivisione sperando di socializzare la gioia della vittoria.
I titoli di giornali allora cominciano per tempo ad ampliare l'attenzione sulle squadre ed i loro atleti, creando dubbi sulla "formazione", sullo stato fisico dei contendenti e condendo il tutto con i gossip dell'ultima ora, fatti di scandali sul "calcio scommesse" o farciti dalle telenovele, più pruriginose, di amori documentati da sfocate foto che nulla dicono, ma che però creano discussioni sotto l'ombrellone.
Intanto, mentre alcuni preparano le piazze per farci sentire tutti partecipi e più stretti ai nostri colori nazionali, altri nella quiete ed il fresco delle stanze asettiche dei bottoni, preparano gli ingredienti medicamentosi, difficili da ingoiare vista la loro amarezza cogliendo l'occasione al balzo, di codesta distrazione nazionalpopolare, per somministrarci (eufemismo indolore) il medicamento giusto per noi italiani : una spalmata di vasellina nella parte critica ed un pizzico di oppio.
E c'è anche chi, per unirsi alla sarabanda delle trombette pensa che sia utile (o furbo) ricorrere stupidamente, allo  sciopero pilotato, scendendo in piazza si, ma con tutti altri obiettivi della lotta sindacale.
Tra i titoli che esaltano i nostri novelli gladiatori, tra quelli che esplicano le tattiche di gioco o quelle più idonee per fermare i nostri avversari, tra il riportare virgolettato delle frasi dei commentatori assurti al ruolo occasionale di super CT dell'ultimo momento, ecco che in un angolino, sui giornali, compare anche un trafiletto che, quasi si vergognasse,  riporta la notizia che a luglio le bollette di luce e gas avranno rialzi dello 0,2% la luce e del 2,6% il gas. A stabilire ciò, l'Autorità per l'energia. Pubblicati, è vero, ma senza il rilievo dovuto, gli "scandali" che più toccano nomi definiti "eccelsi", e che più  lo sonoe, maggiormente vengono riportati in caratteri minuscoli e senza neretti ; prezzi in aumento a giugno con gli alimentari a farla da padrone (ma oramai non fa più notizia!); la Confindustria denuncia come questa crisi sia una guerra. (Solo che in guerra si conosce il nemico, in economia si presume, ma non lo si sa di certo, chi siano i figli di quelle pie donne che ci sono dall'altra parte della barricata!) ; 22 arrestati per droga con intercettazioni che chiamano in causa Vips ; si cominciano a smontare le tende a Modena suggerendo (o obbligando?) al rientro nelle case agibili ; nel mercato delle costruzioni si sono perduti 22 mila posti di lavoro in appena 3 mesi...Qualcuno dirà, ma una notizia buona, bella, che sa di ottimismo? Perbacco... basta andare sulla prima pagina!
Foto varie della marea di gente sulle piazze, titoli a caratteri cubitali che esaltano la prestazione dell'Italia pallonara e altre foto, invece, del pianto dei nostri avversari tedeschi, ancora una volta messi Kaputt!!.
Il "Panem"? immagino di già la risposta, chi se ne frega!! Per il momento godiamoci questo momento!
Allora per parlare di tutto il resto, vorrà dire che ne parleremo a settembre!! Infatti dal 27 luglio al 12 agosto ci sono le Olimpiadi di Londra e questo socializzare festoso sarà riproposto ed anche in modo più consistente, viste le ore di spettacolo ... poi si vorrà andare in ferie ad Agosto o no??  
L'unica speranza, quindi, è che la nostra ingenuità non ci porti a rimanere in ferie anche controla nostra volontà, visto che anche una delle nostre maggiori banche taglierà oltre 400 sportelli con un taglio di 4600 posti di lavoro.
Bisogna essere ottimisti? Va bene! Ed allora, non pensiamo ad altro. Sempre forza Italia in questo nuovo evento che sarà ricordato, non solo per il valore sportivo, per il il titolo che verrà assegnato di Campione d'Europa, ma come la sfida tra due paesi poveri, in lotta per il derby dello "Spread".  Che non è un gran cosa!

Franco Giannini
di Franco Giannini
  

venerdì 22 giugno 2012

Cerco tra le pieghe del masochismo un minimo di utilità

solo che, malgrado le buone intenzioni, non è facile trovarla...

Caro Paolo, ti rubo una tua battuta circa l'utilità di possedere un blog :" Avere un blog personale ti consente di "pisciarti addosso" senza che gli altri ti possano dire nulla. Al limite è loro permesso scrivere, ma debbono fermarsi lì, alla distanza consentita...". Invece, scrivere per un giornale (o nel mio caso, su di un giornale), anche se on-line ed appunto, a puro titolo hobbystico, comporta quanto meno, l'obbligo di seguire determinate regole.
La prima che credo abbia sempre rispettato e voglio continuare a farlo, è quella del rispetto, sia delle persone che delle loro idee. La seconda è quella della sincerità e della correttezza, in cui credo che sia importante far rientrare anche il dovere di cronaca. Dovere che racchiude in se stesso e che credo debba essere rispettato quanto meno la novità della notizia, un riporto di ciò che è avvenuto entro un breve lasso di tempo. Ho cercato all'inizio, nel mio piccolo, di riportare nelle mie "cronache consiliari", tutto quello che avveniva all'interno dell'Aula. Poi con l'avvento e la diffusione delle nuove tecnologie (leggi FB), (e dell'antipolitica) gli addetti ai lavori hanno scoperto che il divulgare prima i loro interventi in aula, attraverso queste pagine, procurava "rumore". Ed il "rumore o musica" a secondo di chi legge, porta sempre però alla fine, consensi per un eventuale "domani". Ed allora, anche io, mi sono adeguato ed ho ristretto il mio "riportare", solo su quello che gli altri "non dicevano", ma che forse alla cittadinanza, invece, interessava di più conoscere: le sole Interpellanze ed Interrogazioni.
Ma, strada facendo, anche a quest'ultimo adeguamento, ho dovuto apportare una modifica. Non più quindi la pubblicazione su di un giornale, proprio per la mancanza di "contenuti freschi". Non più, perché anche il mio "lavoro" è divenuto assolutamente inutile. Infatti se si vuole leggere contenuti datati e "rifatti" come il pane del giorno prima, basta cliccare sui link datati e riportati sotto e leggere quanto annunciato in anticipo, o navigare su FB (facile entrare, gli addetti ai lavori sono "amici" di tutti) esempio:
Non ci siamo fatti mancare neppure il solito "assist" per fare dire al Sindaco quello che con molta probabilità voleva proprio dire, sul problema Referendum Acqua , sulla Multiservizi e sull'interessamento profuso dallo stesso al problema, con chi di dovere, sul piano tariffario con quel 7% indigesto.
La Bucari, a sua volta, ha sollevato un problema anch'esso dibattuto in questi giorni : Piazza Saffi o Piazza Cesarini da Senigallia? Come la vogliamo chiamare?
Gli unici due elementi veramente nuovi, sono stati sollevati, da Rebecchini, che ha puntato il dito, dietro segnalazione di un cittadino (del resto ricevuta il giorno prima), dell'esistenza di cartelli di divieto di balneazione ed altro, su quella che una volta era ritenuta una spiaggia libera e centrale, tra il molo ed i bagni "Bora-Bora". Il secondo, dalla Angeletti che ha fatto presente al Sindaco, che il 20 Giugno ricorre la giornata mondiale del rifugiato, richiedendo, se a partire dal prossimo anno possa essere celebrata anche in Senigallia.
Una volta avrei trascritto il sunto delle risposte degli interpellati. Ora capisco quanto inutile lo sia stato prima e lo sarebbe ancor più oggi, se continuassi a farlo. Allora spogliatomi della veste "de giornalaro" ed avendo la possibilità, come dice il mio amico Paolo, di scrivere qui, come e quello che voglio, riporterò solo telegraficamente quello che ho ascoltato e percepito a pelle. Allora!!
Quello che ho capito, ascoltando la risposta fornita a Rimini, ma io sono duro di comprendonio e certamente ho capito male, è che dei morti non frega assolutamente nulla agli addetti ai lavori, che vedono, nelle attività cimiteriali, non un servizio da curare prediliggendo il fattore della sfera umana con la sua sensibilità in certi particolare momenti, bensì quella dell'aspetto contabile, economico, statistico, quello insomma dei numeri. 
Sulla movida ho capito, si fa per dire, che invece sia chi interrogava sia chi rispondeva, erano entrambi concordi di scaricare il problema sui gestori del lungomare. Che costoro verranno chiamati a rapporto e saranno posti di fronte al problema e che come tale dovranno risolverselo.
A Rebecchini è stato fatto presente che quell'area cui si riferiva era fuori della "normativa del piano degli arenili" e che era stata data in concessione alla Gestiport.
Alla Bucari, invece, che ancora nulla è stato deciso, ma che la piazza della nuova area Sacelit (suggerita dalla Consigliera) ha già un nome : Mario Giacomelli.
Ed infine alla Angeletti, una promessa (intanto non costa nulla), che anche Senigallia, per il 20 giugno del 2013 si costruirà un... "Progetto".
Ora, sono solo a chiedermi se tuttociò, in parte risaputo e risolvibile con una lettera di risposta agli articoli apparsi, valeva la pena di stare sotto la canicola di "Scipione" fin dalle 16,30 ?? Si perchè anche il proseguo, io non sono nè staccanovista nè masochista, ho preferito non ascoltarlo. E dal comunicato Stampa Comunale con l'esito globale della seduta, ho capito (eufemismo??) che mi sono perduto ben poco.