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martedì 4 giugno 2019

La PLASTICA figlia di 7 Sorelle troppo chiacchierate !!

guardando la foto verrebbe da chiedersi ed i tappi dove sono ?? perché non sono fatti con il PET ma solitamente in PE polietilene!

Una mia riflessione e quasi un mia culpa, avendo sempre lavorato in questo settore fin dal 1968, quando le buste di plastica e gli shoppers sembrava la scoperta del secolo e che questo prodotto avrebbe salvato l'umanità per la sua duttilità, la sua esaltazione del pulito, dell'ordine, del suo prezzo a buon mercato... poi oggi i nodi stanno arrivando al pettine.
Letto quest'articolo  mi son detto che era tutto vero seppur, a mio dire mancava qualche cosa.

Infatti alle giuste cause elencate nell'articolo ritengo andasse aggiunto che:

si ricicla solo il 10% della plastica, solo perché non va dimenticato che la plastica si ottiene da petrolio e le "7 sorelle" su questo lucrano. Tanti sono i tipi di plastica e non tutti sono facili da selezionare per poi riciclarli. La bottiglia della minerale essendo fatta con il PET ed il tappo con il PE (polietilene) vorrei vedere a togliere i tappi ogni volta. Mi chiedo allora come e dove finiranno. Ma infatti quelli che solitamente vengono riciclati sono il PLT, il PET, il PS, PP, e PVC, gli altri finiscono dove finiscono... perché macinandoli assieme si otterrebbe un composto definito nel gergo di fabbrica "contaminato" che non si amalgama. 
A questo aggiungiamo in quanti lavorano, nel mondo, su questo prodotto, le cattive abitudini alle quali la plastica ci ha abituati. E si sa che le cattive abitudini, qualunque cosa si dica, sono difficili (per non dire impossibile) a mutarsi. 
Oggi si vive in un mondo in cui lo "sport" più praticato è il correre (attenzione però che il podismo è tutt'altra cosa). Si corre per andare al lavoro, per prendere un mezzo pubblico, per mangiare, per trovare il tempo per correre, come se quello fatto fino a quel momento non lo si fosse fatto. 
Ad esempio, riempiendosi la bocca, si parla di biologico, ma pur di non lavare la verdura, la si compra già tutta pronta, per guadagnare tempo e ci si affida credendoci ed adattandoci a mangiare me@@@, come spesso si legge sulle pagine dei giornali. 
Si parla di eliminare i piatti, bicchieri, posate di plastica... ma lo si rimanda al 2021, guarda caso qui non si corre, c'è tempo. 
E questo perché da quella data si dovrà ritornare poi a lavare i piatti o a mano o con la lavatrice, ed il tempo non ce lo permette (o sarà la cattiva abitudine a lavorare di meno?), inoltre si consumeranno più detersivi e con essi più bottiglie, più plastica... insomma un cane che si morde la coda... 
Allora che si fa ? due articoli, qualche fiaccolata, diversi giorni di vacanza nelle scuole, l'oratore o oratrice di turno paludati di retorica che esaltano l'ambiente, benedicono la Santa Ecologia, perché tanto il 2050 (qualche tempo fa la data ultima era relegata al 2030) è ancora lontano. 
Poi dicono che i ghiacci si sciolgono, che gli orsi bianchi muoiono di fame, ma siamo a Giugno ed ancora qua fa un freddo della madonna... c'è da chiedersi se sti scienziati ce la raccontano giusta.
Si guardi bene che questa mia battuta finale è solo ironica, dolorosamente ironica, perché ignoranza ed interessi ci... meglio dire vi (vista la mia età e mi spiace per i miei nipoti che per motivi anagrafici non rientrano né tra gli ignoranti, nè tra gli interessati) porteranno, sempre se si farà a tempo, a morderVi i gomiti ! Ma voglio sperare, sempre per i motivi racchiusi in parentesi, che non sia ancora troppo tardi !!








di Franco Giannini

venerdì 15 febbraio 2019

L' "Isola sull'Oceano di Plastica" galleggia su di un mare di falsità... altrettanto grande !

... e quello che una volta i latini appellavano come "Mare nostrum", dovremo rivederlo e ribattezzarlo in un catastrofico "Mare Monstrum" !

Quella grande isola di spazzatura composta da materiali plastici e galleggiante a Nord dell' Oceano Pacifico (Pacific Trash Vortex) si dice (ma voce di popolo è voce di Dio) che i rilevamenti satellitari l'abbia scoperta fin dagli anni '70 quando cominciava a formarsi tra la California e le Hawaii. E da allora sono trascorsi appena appena 50 anni e che cosa è cambiato da quella scoperta? Nulla. O meglio, l'isola, contrariamente a quelle in terra che si riducono per via delle erosioni, questa ha aumentato di densità e superficie. 
Il problema, sembrava isolato in quel contesto e localizzato lontano da noi, quindi a noi sembrava non interessare (l'egoismo, disgraziatamente è innato nell'uomo),
Oggi invece un grido di dolore lanciato in italiano sta preoccupando anche noi. Intanto gli uomini quello che hanno saputo fare è stata quella di creare una giornata mondiale ad hoc (che oggi non si nega a nessuno per qualsiasi problema). Nasce così la World Cleanup Day. Una giornata in  cui tantissimi volontari in circa 150 paesi nel mondo, si fanno una passeggiata lungo le coste o immergendosi nelle acque del globo, armati di sacchetti per raccogliere quintali di spazzatura. Ma poi trascorsa l'euforia delle 24 ore, tutto passa nel dimenticatoio.
Questa volta a lanciare quel grido d'allarme di cui sopra che sarà destinato a durare forse (almeno lo voglio sperare) un po' più delle tradizionali 24 ore sono stati gli studiosi e gli Amministratori Sardi, che hanno visto la loro costa Ovest ed alcuni centri turistici invasi da spazzatura composta prevalentemente da rifiuti di plastica, che il mare ci ha restituito. Ben si sa che quando si tocca la tasca, i nervi si scoprono e si pretendono (giustamente) che vengano presi dei provvedimenti. E toccare il turismo ai Sardi e come togliere l'odda dalla bocca ad un cane.
Ecco che allora gli Amministratori locali, si sono rivolti a quelli Nazionali che a loro volta non potendo colpire certe lobby per ovvi motivi hanno scaricato (o tentano) la colpa dei rifiuti sui cittadini ineducati, insensibili, antiecologisti e chi più ne ha più ne metta che dopo aver pranzato vanno in riva al mare a sparecchiare gettando bottiglie vuote della minerale e posate e piatti di carta. Oddio, non dico che non ci siano certi elementi nella nostra "Società", ma che l'inquinamento sia da addebitarsi a pochi casi isolati, mi  fa pensare.
Si pensi allora a quante alluvioni ci sono state in Italia e più dettagliatamente in Sardegna (visto che parliamo del suo grido specifico). Di media se ne sono avute negli ultimi anni 1,5 all'anno. Pensiamo allora a quanti cassonetti contenenti plastica e rifiuti di ogni genere finiscono in mare. E di chi la colpa se avvengono queste alluvioni. Con molta probabilità da imputarsi agli Amministratori Locali e Nazionali che non hanno preso le dovute precauzioni affinché la natura non si ribellasse e non scaricasse in mare tutte le nostre immondizie.
Poi ci sono le lobby, che con l'abituale spudoratezza fanno chiudere gli occhi a chi invece dovrebbe essere preposti al controllo che le loro produzioni non siano pericolose alla salute non solo umana, ma anche a quella della natura. 
Ad esempio quelle del tabacco e degli imballaggi in genere, dettano legge. Ed i controllori, (sembra) chinano il capo e con l'aumento dei prezzi del prodotto, fanno credere che sono dalla parte dell'ecologia, ma in verità si nascondono dietro il dito. I tabagisti bestemmiano, ma poi il vizio è vizio ed i mozziconi delle bionde continueranno a essere lasciati dove li lasciavano prima. Si, è vero, indubbiamente è anche una questione di educazione, ma vero è che bisogna anche trovare un sistema perché una cicca si decomponga prima dei 1-5 anni. Ma i "più inquinatori" sono di certo le industrie di plastica e più dettagliatamente quelle che si occupano della produzione di imballaggi. Ma mai colpevoli quanto lo sono chi non alza un dito per limitarli se non eliminarli.
Un accendino in plastica per degradarsi impiega dai 100 ai 1000 anni, un cerino o un fiammifero soli 6 mesi... Perché non il vietare allora gli accendini ? Però si scoprono ad un tratto ecologisti e vietano la circolazione delle auto diesel dei poveretti che non se ne possono comperare una nuova... e mi si dica che è per fare un favore alla natura, che vi programmo un viaggio per quel paese che immaginate...
Potrei continuare con simili esempi, ma quello che più mi fa domandare del perché non si metta un immediato veto è quello legato al consumo delle capsule di caffè visto che i numeri legati all'inquinamento sono questi : 10 miliardi di capsule vendute nel mondo, 120 mila Tonnellate di rifiuti (la cialda vuota pesa dai 4,5 ai 5 gr.), di cui 70 mila ton. nella sola Europa, 12 mila in Italia.
Una domanda agli Amministratori, perché si lascia che le lobby del caffè continuino a fare a loro piacimento quando esistono già sul mercato delle cialde che sono compostabili ?
Il bello (si fa per dire ehh!!) che poi, oltre che non fare nulla nell'immediatezza se non prendere tempo (come fa chi non sa che fare o per motivi segreti come quelli di Pulcinella) leggi che queste capsule oltre che inquinare l'ambiente, che poco non è, fanno male anche alla salute.
Infatti per rendere più flessibile e modellabile la plastica di queste capsule si usa in fase di plastificazione dei composti chimici denominati  "Ftalati" che potrebbero produrre effetti analoghi a quella di ormoni estrogeni, che potrebbero (quanto è utile il condizionale!) causare una femminilizzazione dei nati maschi, disturbi nei genitali o nello sviluppo dei genitali. Però nel caffè questi Ftalati sono sorvegliati speciali e quindi basta che queste concentrazione rientrino nei range consentiti, paure e pericoli (riecco il condizionale) non dovrebbero fare male. Ed anche la "schiuma" sembra che abbia i suoi problemi...
Non sarà vero, ma intanto io spargo la voce, visto mai che non faccia un servizio pubblico e visto che qualcuno si è detto pentito di averle inventate !! E visto lo scarso interessamento ed i magri risultati conseguiti, dagli Amministratori-Ecologi locali e nazionali, il consiglio per loro sarebbe quello di sottoscrivere un abbonamento con qualche confessionale, ma autogestito da "eminenze", che potrebbe salvare, se non altro, quanto meno le loro anime.

Per saperne di più :
https://it.wikipedia.org/wiki/Ftalati
http://www.meteosardegna.it/1052-cronistoria-degli-eventi-alluvionali-dal-1975/
https://it.wikipedia.org/wiki/Capsula_di_caff%C3%A8
https://www.wired.it/attualita/ambiente/2016/04/07/capsule-compostabili/
http://ec.europa.eu/environment/life/project/Projects/index.cfm?fuseaction=search.dspPage&n_proj_id=5228
https://ecozema.com/focus/biodegradabilita-e-compostabilita/







di Franco Giannini  

martedì 31 maggio 2016

Inquinamento, quella cosa di cui tutti parlano, ma che poi …

… per non rompere le balle alla “Finanza”, i più girano le spalle e se ne fregano.

"Inquinamento" il cui significato è alterazione, o meglio ancora contaminazione dell'ambiente o sostanza nociva che procura poi le cause esterne, è quello a cui, nella maggioranza delle volte, viene imputata la causa con falsa genericità dovuta "all'opera dell'uomo".
Opera, chiamiamola "manuale" da parte dell'uomo della strada che non utilizza il senso civico e la buona educazione per la gestione finale, e chiamiamola "Criminosa Intellettuale" per chi produce le sostanze infischiandosi, perchè poi così finirà, di lasciare ai suoi eredi oltre che i beni economici accomulati, anche un mondo avvelenato in cui quella " A livella" di Totò ritornerà a restituire l'ugualianza senza guardare in faccia nessuno.
Si sa che le cose semplici non piacciono a tutti e prendere decisioni immediate, a partire dalle più elementari, ancor più da questi uomini che hanno avuto ed hanno in mano le sorti passate, presenti e future del nostro pianeta, non piace. E comincio a credere, non perché non ne siano capaci, ma perchè gli interessi propri o di chi li supporta mantenendoli saldamente ai loro posti di comando prevalgono su tutto e su tutti. Anche sui loro figli. Ed allora il primo loro compito non diventa il dover risolvere, ma il prendere tempo, lanciando argomenti di eloquenza fumogena, nel corso dei colloqui a livello internazionale, barricati, riservati quanto inutili, che servono a distogliere l'attenzione dal nucleo centrale del problema per frazionarlo in innumerevoli schegge di argomenti. Tanti temi di cui parlare. Parlare appunto.
Ed allora ecco che l' Inquinamento lo si analizza in base al sito : ed allora si parlerà di inquinamento Atmosferico, Idrico, del Suolo, Urbano, del luogo di Lavoro, Domestico, ecc.
Oppure in base all'agente Inquinante, suddividendolo in : Chimico, Fotochimico, Biologico, Acustico, Elettromagnetico, Luminoso, Termico, Radioattivo, Industriale, ecc...
Quello che non troverete mai, se non in maniera generica, sarà di chi sono le colpe.
Strano è, che quegli stessi che in Politica chiedono con forza che non si faccia di tutta l'erba un fascio, poi in questi frangenti, i soliti Politici, che son sempre loro a gestire questi problemi, in fase di denuncia, generalizzano che la colpa è dell'Uomo.
Ma chi c'è a capo di una Chimica, della gestione del Nucleare, dell'Industria, ecc... sicuramente un uomo si, con tanto di nome, cognome e ragione sociale, che non corrisponde a quello della strada che è l'ultimo anello della lunga catena (che sicuramente avrà anche le sue colpe, ma mai grandi quanto uno sversamento di carburante in mare!), poiché come dice anche il proverbio, il pesce puzza sempre dalla testa.

A confermare questa mia teoria populistica (e l'aggettivo non mi offende, tutt'altro) sono gli Stati come gli USA, la CINA, l' INDIA, (per dire solo i maggiori e più importanti economicamente) che ad ogni incontro salottiero (e non c'è altro aggettivo con cui definirlo se non scendendo nell'offesa) sono pronti, nel corso di quelli che loro chiamano “Trattati” - “Accordi”, a trovarsi concordi sui “Protocolli”, che la situazione è drammatica, che non c'è più tempo da perdere, ma poi magari sono recalcitranti nei tempi e nei modi di agire. E solitamente quello che chiedono è proprio "Tempo" per attuare.
Prendiamo il Protocollo di Kioto relativo all'Ambiente ed al Surriscaldamento Globale : si comincia a parlarne nel 1997, entra in vigore nel 2005. Se ne riparla ancora nella conferenza di Doha, perché visti che gli sforzi che si erano fatti (molto relativi senza che alcuna loro ernia avesse a soffrire) per contenere il surriscaldamento si è deciso di prolungare i tempi (appunto) di entrata in vigore fino al 2020. E si guardi bene, che detta Conferenza sui mutamenti climatici (la 18°ma!) si è conclusa con un' insoddisfazione di molti dei Paesi intervenuti. 


La causa principale del malcontento, non lo si crederà, l'aspetto economico : ovvero il confronto si è arenato sull'entità dei finanziamenti da devolvere, da parte dei Paesi sviluppati, a quelli in via di sviluppo onde possano affrontare le conseguenze del surriscaldamento globale; che poi sarebbero loro stessi ad influenzare maggiormente, con le loro industrie e la produzione di CO2 (Anidride Carbonica).
Ma comincio a pensare che in queste organizzazioni e le loro “sottopanze” con un numero sempre maggiore di occupati, sedi sparse per il mondo ed incontri annuali, abbiano scoperto l'elisir del posto fisso, del lieve lavoro e dei lauti guadagni.

Si pensi che la sola ONU sotto le sue direttive ha 27 altre sigle. Sotto il suo Segretariato, un altro organo dalla stessa costituito (il più importante), gravitano a sua volta, come tanti satelliti, ben 14 Enti creati a sua volta. Al Segretariato, hanno affiancato un Consiglio Economico e Sociale, il quale ha partorito altre 28 sigle, tra cui la famosa FAO che solo a mo' di esempio ha alle sue dipendenze 8 Dipartimenti dove lavorano oltre 1600 funzionari e 2000 impiegati impegnati nei servizi generali.
Ecco perché ritengo che le conferenze, le riunioni, la stesura di trattati, la partecipazioni alle giornate mondiali, internazionali, europee, saranno anche noiose ed inconcludenti, ma purtroppo è uno “sporco lavoro” (alcuni dicono anche pagato male! Ma sempre meglio di una Cassa Integrazione o una Messa in Mobilità!) che le grandi potenze economiche e finanziarie impongono e pretendono.
Avete mai sentito parlare male delle famose 7 ricche sorelle benzinaie, malgrado i danni procurati all'ambiente? Pagano in silenzio le loro multe che sembrano "salate" per l'uomo comune della strada quello (fortunato!) che campa con 500/1200 € di stipendio. Mentre invece per questi colossi della Finanza e del degrado ambientale, sono solo dei bruscolini. 
Avete mai sentito parlare della chiusura di qualche fabbrica di sigarette. Gli Amministratori statali spalleggiati dai legislatori, fanno finta di proteggere la salute del cittadino, con la proibizione di fumare nei luoghi pubblici. Ecco che allora vedi questi poveri fumatori (e da ex fumatore mi fanno anche una certa pena vederli fuori dalle porte dei locali commerciali, degli uffici come dei cani - anzi oggi ai cani è permesso entrare - fumare al freddo o sotto al sole la sigaretta. 

Una volta il fumare la sigaretta era un piacere, un gustarsi cinque minuti di beato rilassamento, oggi è diventata sofferenza, lo stress della tirata!! Ma allora se tutto ciò è pericoloso per la salute (e lo è!!), sia di chi fuma che di chi lo aspira passivamente non ne si vieta drasticamente la produzione da oggi al domani? Non dove e come usarlo. Le industrie del settore di questa legislazione ringraziano, sempre ben disposte a lasciare una mancia sotto forma magari di “grossa” multa.
Vogliamo parlare di prodotti chimici in cui racchiudo pesticidi, concimi, detersivi, farmaceutica ecc. per non tralasciare quello del settore volgarmente chiamato della “Plastica”.
Chi non ricorda o fa finta di non ricordare la battaglia dei sacchetti di plastica (gli shoppers) che dovevano essere messi al bando ed eliminati dalla faccia della terra? 
Era il 2007 quando la Legge Finanziaria aveva previsto il divieto, a decorrere dal 1 Gennaio del 2011, della commercializzazione di sacchi non biodegradabili per l’asporto delle merci che non rispondessero, entro quella data, ai criteri fissati dalla normativa comunitaria e dalle norme tecniche approvate a livello comunitario. 
Dal canto suo, per l'occasione, la Federazione di questo settore fece sapere che :” NON ESISTE NESSUNA NORMATIVA EUROPEA CHE PREVEDA IL DIVIETO DI PRODUZIONE E COMMERCIO DI SACCHETTI NON BIODEGRADABILI. La EN 13432 (spacciata per direttiva comunitaria) è, in realtà, uno standard tecnico volontario, quindi non una direttiva! Al contrario, proprio la direttiva europea sugli imballaggi vieta espressamente l’introduzione di norme atte a creare distorsioni di mercato.”. 
Ed infatti a tutt'oggi nulla è cambiato o se qualcosa è mutato, questo è ben poca cosa. Oggi queste buste o portano la dicitura che il sacchetto è composto con materiale degradabile oppure biodegradabile da riusarsi per la raccolta dei rifiuti dell'”umido”. Cosa che induce a chi non è del ramo a cadere in errore perchè: il degradabile dopo 36 mesi si deteriora frantumandosi in minuscoli frammenti, ma il prodotto non si annienta, resta mescolato al terreno, vola nell'aria, ma non si distrugge! Il biodegradabile invece si.
Il terreno, come pure il mare, gli oceani sono la discarica di questi polimeri. Il Pacific Trash Vortex è un accumulo di spazzatura galleggiante dell'Oceano Pacifico delle dimensioni della Spagna e non è il solo, perché sembra che se ne siano formati altri quattro nei vari oceani. Oggetti in plastica che occupano i fondali, le medie profondità e la superfice.
Ma anche in questo caso, gli industriali e politici ambientalisti con il portafoglio pieno e lo stomaco con il pelo, ce la danno nuovamente a bere. Hanno creato la giornata a tutela dell'ambiente dove le varie associazioni ambientaliste, si prodigano nella raccolta dei rifiuti nelle spiaggie, nelle profondità del mare, per poi scandalizzate evidenziare la quantità di rifiuti recuperati e che la mano dell'Uomo (sempre questo sconosciuto) ha abbandonato incivilmente. Poi magari sono le stesse organizzazioni che concedono attestati all'Amministrazione amica per la cura delle acque, della spiaggia, della raccolta dei rifiuti, del riciclaggio degli stessi. Ma detto questo c'è anche da dire (e c'è da chiedersi il perchè la tipologia della raccolta, per dirne una, varia da comune a comune già dal solo colore dei contenitori). 

Basterebbe ad esempio, una legge da applicare da oggi a domani, che tutti i contenitori di plastica per detergenti siano messi al bando. I detergenti vengano venduti in polvere e non più sotto forma di liquido. Ecco che miliardi e miliardi di oggetti galleggianti non si troverebbero più in mare. Ehhh... si lo so, si andrebbe a pistare i piedi delle industrie di polimeri ( e delle 7 sorelle benzinaie da cui i polimeri derivano) che venderebbero di meno, delle imprese di rigenerazione e di riciclaggio, che con la pubblicità e l'invito alla raccolta differenziata oltre che lauti guadagni mostrano il volto sorridente di chi ci vuole bene e lavora per noi. Loro con la raccolta differenziata si stanno arricchendo, ed i cittadini per contropartita si sono ritrovati la tassa dei rifiuti più pesante ed il mondo che li circonda più sporco e non solo di immondizia, ma anche moralmente parlando.
Ed anche qui verrebbe da farsi una domanda. Ma perchè anche per la plastica non viene richiesto di riciclare tutti gli elementi, ma solo alcuni, ad esempio le bottiglie dell'acqua minerale si e, che so, una sedia da giardino (in plastica!) no? 

La spiegazione sarebbe lunga. Alro ci sarebbe da dire sulla raccolta e l'inquinamento che produce il riciclo cartaceo, ma mi dilungherei ancora e so che a non tutti pace leggere ed approfondire. Poi ci sono quelli che preferiscono non sapere per ... non soffrire. Ed a questa tipologia di persone l'avvertimento è che così continuando a fare può succedere di ritrovarsi nella situazione del volatile di quest'ultima foto.  







di Franco Giannini

PER SAPERNE DI PIU' :






mercoledì 25 febbraio 2015

Le sostanze che il "Progresso" ci regala, ma che uccidono l'Umanità !

e già da tempo hanno iniziato il loro lento ed inarrestabile (?) lavoro.

E' un tardo pomeriggio invernale. Gaia, la nipotina più grande, si fa per dire non avendo ancora compiuto due anni, è seduta sulle mie ginocchia e sta ascoltando estasiata la sigla della sua eroina, Heidi, sul mio PC. L'altro nipotino, il piccolino, Luca, due mesi, sta succhiando avidamente la sua porzione di latte dal biberon tra le braccia della mamma. Il suo verso ripetitivo affannoso del suo succhiare ingordamente bisticcia con l'audio della TV, sintonizzata su un' emittente che oramai, come è uso, sforna notizie 24 h. su 24 e tutte una meno incoraggiante dell' altra. Ma sembra,  purtroppo, che ci siamo abituati. Siamo come assuefatti, ed è triste e vergognoso dirlo, sorvolare su omicidi, furti, ruberie, fino alla visione di decine di morti che galleggiano sul mare, deceduti senza un perché, o alle pozze di sangue di gente ferita in conflitti anche a noi vicini, che ci lasciano, se non nell'indifferenza assoluta, ma quasi. L'occhio ogni tanto cade sullo schermo e la voce del velinaro di turno fa da sottofondo, come una triste nenia.
Figuriamoci quindi allorquando il conduttore della trasmissione introduce un nuovo capitolo non di certo più allegro che tocca i rischi sanitari, soffermandosi a parlare, in un nuovo servizio, di  "Bisfenolo A", di Teflon, e su quella che tutti definiamo genericamente come " PLASTICA".
Alla parola "BIBERON" però, ecco che l'attenzione dalla sigla di Heidi, mi si è spostata prima sulla bocca di Luca e poi sullo schermo. Chissà perché? Forse perché toccato dalla correlazione di tale immagine con tale argomento? Ho la certezza che sia così!

Ora, pungulato da quanto ho ascoltato nel corso del servizio, andrò a riportare le mie impressioni con parole mie e che a chi legge potendo risultare poco chiare ed incomplete, ho voluto correlarle con link che potrebbero avvallare, chiarire e completare i miei pensieri. Poi, i più interessati, da questi link, potrebbero anche salpare, quali novelli navigatori solitari, per "rotte" più lunghe, impegnative e anche scioccanti. Almeno per me lo è stato.
Riprendendo il racconto : Si stavano elencando i vari prodotti oggi in commercio contenenti questo "Bisfenolo A" come appunto i biberon, i rivestimenti epossidici dei contenitori per cibi, le bottiglie in plastica per l'acqua minerale, i piatti ed i bicchieri di plastica, ecc.
Un additivo, questo, che fin dagli anni trenta, era stato riconosciuto dannoso alla salute e che solo nel 2009 molti paesi lo hanno bandito dalle loro produzioni e solo l'Italia ha invece pensato bene di continuare ad usarlo, perché sempre succube di quello che dice l' UE. Ed allora come è sempre sua abitudine si è nascosta dietro al "dito dell' EFSA" che  definisce invece sicuro un limite di 0,05 mg/Kg di questa porcheria, come dose giornaliera tollerata dal fisico umano, con la conseguenza che se non farà bene, non dovrebbe neppure far male. Paesi lungimiranti, almeno per me ed invece per il nostro Ministero della Salute forse ritenuti troppo timorosi,  come il Canada, USA, Australia, ma anche Francia e Danimarca, hanno preferito non correre rischi. l'Italia invece èèèèhhh ... l'Italia, la solita Italia, i problemi non li affronta con coraggio, ma li aggira, da abile cerchiobottista, navigata pesce in barile, Paese di eccellenti "furbacchioni" quali riteniamo di essere.
Giusto per mettere in allarme a chi tiene  di voler continuare ad appartenere al sesso maschile che madre natura ha assegnato alla nascita, attenzione a questo Bisfenolo A perché c'è poco da stare tranquilli, almeno dai studi fin qui fatti sembra che... ma leggete direttamente dal link. Ohhh!!! può anche darsi che non sia vero, ma intanto sarà meglio cominciare con lo spargere la voce e preoccuparci! Del resto siamo o non siamo (o almeno lo eravamo!) patria di "Latin Lover?"

Ma attenzione, non c'è solo il problema Bisfenolo, abbiamo un problema TEFLON. Che cosa è? Avete presente le padelle antiaderenti? E' quello strato di materiale che rende la padella antiaderente e sembra... io non ci credo èhhh..., ma sembra dicano sia cancerogeno. Le frittate vengono perfette, non si attaccano al fondo padella, se poi sono cancerogene, questo è di secondaria importanza. Se poi il fondo padella è rovinato, i rischi aumentano, come se foste in una pista da sci. Anche qui si parla di abolire l'additivo che rende cancerogeno il teflon... Ho detto si parla!!!! Entro il 2015 "dovrebbe" essere dichiarato bandito. Voi intanto, che siete giovani, segnatevelo in agenda. Sarà come per le buste di plastica da asporto (i famosi shopper e non solo) ? Ci furono leggi, proposte, emendamenti, proroghe ed anche qui l'ultima normativa ha visto la firma di Napolitano, Monti e Clini, Cristo li ha fatti e poi li ha messi assieme ed io quindi ve li raccomando caldamente. Ed infatti siamo arrivati nel 2015 con un nulla di fatto. Il dubbio: ci sarà anche qui un perché?
Però anche qui tutti parlano e sparlano di ecologia, di riciclo, della natura ed intanto abbiamo un oceano di "merde" (scritto alla francese fa meno volgare!). Un oceano nel vero senso della parola (la foto all'inizio sta a conferma) e quello che è più tragico che tutti questi veleni sono entrati nella catena alimentare umana. Come? Attraverso pesci piccoli che mangiano la plastica ed a loro volta i pesci più grandi che mangiano i piccoli contaminati e noi che ci mangiamo i pesci più grandi. Uno tra questi il tonno!

 Tra i regali del progresso da non dimenticare c'è l' AMIANTO che si scrive con la A, ma si dovrebbe leggere con la V : ovvero Veleno, Vergogna, Vigliaccheria.
Ovvero un Veleno che ha provocato la morte di tantissime persone,  la Vergogna di una Società Industriale che per i soliti maledetti interessi economici ha fatto sempre finta di non sapere, di non vedere, di non parlare e cosa ancor più grave di non far parlare. Ed infine la lettura sotto forma di Vigliaccheria di coloro che giudicando questi farabutti, (che seppur infagottati nel perbenismo delle loro giacche blu a righine chiare con cravatta di seta rimarranno sempre dei farabutti almeno finché la falce mortale non colpirà anche loro) " dall'alto " delle loro toghe nere, quasi un presagio funereo, assolvendoli, si sono autodichiarati rei anch'essi con una seconda uccisione delle vittime avvelenate con l'Asbesto.
I  Magistrati hanno preferito tutelare le tasche degli industriali svizzeri aggrappandosi a qualche comma di qualche leggina compiacente che solo gli alti "Cultori della Legge" (Legge che dovrebbe essere uguale per tutti, ma che così non lo è mai ancor più quando a scontrarsi sono cani di grossa taglia contro dei chihuahua) riescono a scoprire un salvaggente per i farabutti da una parte e la beffa del non concedere ai parenti delle vittime alcun Risarcimento sia economico che morale. Ma loro son loro e voi non siete un...nulla!
Qualcuno ottimisticamente potrà pensare che quantomeno queste denunce e queste cause hanno fatto si che l'Amianto sia stato bandito, in Italia, dalla produzione e dalle produzioni. Ma quando mai. Si è fatto un po' di rumore per tacitare qualche animo caldo ed esasperato e poi si è aggirato l'ostacolo. Come? Tacitando quelle coscienze granitiche ed impermeabili, Importandolo da Paesi in cui la vita umana è considerata alla stessa stregua di quella di uno scarafaggio. Ma del resto non è che il nostro Paese sia più umanitario di questi. Si fa finta di esserlo poi magari si prendono provvedimenti quale quello assunto dal nostro Premier nei confronti dell'ILVA di Taranto. Anche in questo caso, non certo per rendere giustizia alle persone decedute, alla salute dei cittadini, ma ancora una volta per tutelare industria, finanza, economia, speculazione.
Ma per chiudere il cerchio e ritornando da dove ero partito quando scrivevo PLASTICA, a parlare di questi argomenti, a fornirci le raccomandazioni sui comportamenti da tenere sono sempre loro, i presidenti delle Associazioni di categoria che vorticano attorno a questi mondi. E che cosa volete che vi dica l'Oste a cui chiedete un litro di "quello buono"? Che il suo sa di tappo??
Infatti si può vedere che sulle stesse pagine di denuncia, compaiono pubblicità relative alla produzione di macchinari ed altro facenti parte della catena della PLASTICA. Un po' come chi predica la castità e poi assassina la gloria.
Detto questo e concludo, fintanto che a parlare di questi "scabrosi" argomenti, investiti nei ruoli unici di accusati, accusatori, difensori e dispensatori di pene, saranno sempre le facce dei soliti Squali della produzione, dell'economia, della Politica, noi come cittadini-consumatori saremmo sempre in una continua lotta per la sopravvivenza. E per antidoti contro questi veleni, prese in dosi massicce, solo PAROLE! PAROLE! ed ancora PAROLE.





di Franco Giannini

Altri link utili :
http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/11951-teflon-sostanze-tossiche
http://www.saluteme.it/news/salute/2445-plastica-pericolo-salute.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Polietilene
http://it.wikipedia.org/wiki/Cloruro_di_polivinile
http://it.wikipedia.org/wiki/Poliuretano
http://www.csabonificheamianto.it/rischi-amianto.htm
http://www.ispesl.it/amianto/amianto/leggi/normat/L_257_2.htm  
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