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lunedì 28 gennaio 2019

"AIUTIAMOLI A CASA LORO...", dice qualcuno, ma arriviamo ultimi...

... perché a rubarci l'idea, aiutati dal cuore peloso di chi sa nutrirsi di egoismo, sono, ora, i Cinesi..., che si trovano, bisogna però dirlo, in ottima compagnia.

Si è sempre pensato che un muretto, una mura o una muraglia, la Grande Muraglia come quella edificata dai cinesi, avrebbero contenuto orde di popoli in fuga da calamità, vessazioni economiche e politiche, guerre, carestie o quant'altro. Poi ci si è accorti che come dice il proverbio "Quando un popolo si desta, Dio si mette alla sua testa" e che quindi i muri servono al più per rallentare delle invasioni e che di conseguenza prima o poi essi sono destinati ad essere abbattuti. La Pira nel 1970 scriveva, tra l'altro, a Paolo IV :"Unificare il mondo: ecco il problema -unico- di oggi: unificarlo facendo ovunque ponti ed abbattendo ovunque muri..." Sono trascorsi 50 anni da allora, qualche muro è crollato più per vetustà che per credenza, più rari quelli abbattuti per convinzione. Anche di ponti ne sono stati edificati e guarda caso il ponte più lungo appartiene, come pure la Muraglia, proprio alla Cina. Ma il pensiero di La Pira, volutamente, non è stato compreso: il suo avrebbe dovuto essere costruito con i mattoni della morale cristiana di aiutare il tuo prossimo, ma l'egoismo dei vari Paesi "benestanti" hanno preferito far finta di non aver compreso e i loro ponti li hanno edificati con i peggiori materiali: quelli prodotti dall'egoismo. C'è poi chi ha continuato a primeggiare con i record di lunghezza di questi ponti è di nuovo ritroviamo lei, la Cina, che non paga di aver unito la città di  Macao con quella di Hong Kong, sembra stia riuscendo a collegare le rive di Pechino con gli innumerevoli Stati del Continente Africano.

Ottima compagnia dicevo nel sottotitolo, perché, solo per fare un piccolo esempio, un Paese, GIBUTI, di appena 23 mila Kmq, una popolazione di 900 mila abitanti, 1523 $ di PIL ( La nostra Italia con le pezze al culo ne ha circa 30.000 $) in cui nel 1977 la Francia gli ha "concesso" l'Indipendenza (grazie al buon cuore!!) da ex colonizzatrice, povera era e povera è rimasta seppur avendo la sfiga di sorgere sulla punta del Corno d'Africa, simil a foruncolo purulento, ma di grande importanza strategica, è stato "legalmente" rioccupato da basi militari Cinesi, Giapponesi, USA, Francesi, Turche, Tedesche e non poteva mancare neppure quella Italiana. La scusante di tutti costoro è quella di lottare contro la pirateria ed oggi anche contro la Jihad. In effetti però, tutti hanno voluto spostare la chiave d' ingresso nella casa dell'oro nero, dal canale di Suez, in mano agli egiziani, un po' più giù ed a costo zero per le popolazioni indigene del posto. Infatti GIBUTI continua a rimanere un paese povero, con un 50% di disoccupazione e con la pastorizia come prima risorsa economica del Paese. Ed i sei o sette paesi tra i più economicamente importanti del mondo, non sono riusciti, non riescono (o non vogliono) risolvere il problema di appena 800 mila persone che dovrebbero vivere di rendita solo con i canoni di affitto per offrire asilo alle basi militari. Viste queste premesse con una piccola "comunità" quanto quella su accennata, si pensi a quanto e quanti sono e saranno i Paesi interessati a farlo con tutte le altre nazioni, molto più popolose, che compongono questo ricco ma sottomesso da sempre, checché se ne dica, Continente Africano.
Ma, nonostante l'evidenza, c'è chi vuole dar da bere al mondo intero, che aiutare questi popoli a casa loro, seppur, ben s'intende, seguendo disegni ben precisi, non si tratta di una nuova forma di colonialismo, ma una forma di mecenatismo che nel tempo darà i suoi frutti, a chi non è specificato, ma è intuibile. Intanto il primo "Mecenate" del Continente nero è la nazione dei Mandarini : la Cina, con un impegno, si parla, di 60 MILIARDI di $ . E dal momento che per niente non fa niente nessuno, ecco che a GIBUTI hanno piazzato una base militare, in KENIA nel 2021 nelle scuole si comincerà a studiare il Mandarino, ma non come si studia l'Inglese o il francese nelle nostre, ma con l'invio in loco di docenti cinesi.
In NIGERIA, lo yuan la moneta cinese, dal maggio del 2017, è la seconda dopo il $ e la Sterlina. Ma non si tratta di un caso isolato, perché già ad usarla sono anche Paesi come l' Angola (dal 2015), il Sudafrica, lo Zimbabwe ed altri tra cui lo Zambia, il Rwanda, Namibia ecc, stanno studiando le modalità per adottare tale moneta. Ma il cordone ombelicale che unisce strettamente la Nigeria alla Cina è l'affiancamento militare per combattere Boko Haram, ma più concretamente con il commercio d'armi e tutto quello che essa comporta.
Il CONGO, in qualità di maggior produttore di mondiale di COBALTO (60%), materiale per la costruzione delle batterie al Litio e quindi anche per auto. telefonini, PC, Tablet, è il primo partner del goloso Dragone, che ne assorbe quasi il 90% della produzione.Unico paese che qualche beneficio lo ha ricevuto... ma si veda anche il perché!! Impiegandosi anche manodopera minorile, nell'estrazione mineraria di questo materiale e vedute le condizioni di escavo che definirle disumane è solo un eufemismo, la supervisione delle miniere è affidata a chi di diritti umani negati ne è valido artefice. Ma anche qui bisogna precisare che ci vuole sempre quello disposto a fare il lavoro sporco, ma poi ci sono quelli più vigliacchi che il lavoro lo fanno fare e loro si nascondono dietro un dito facendo gli gnorri. Apple, Vodafon e Samsung, giusto per dare a Cesare quello che è di Cesare si sono tirate fuori criticando e condannando questa forma di lavoro fatta senza sicurezza e l'utilizzazioni di minori. Poi c'è uno sparuto gruppo di quelli che non hanno fatto molto, ma qualche cosa hanno fatto: BMW, Tesla, HP, LG, ecc, seguiti da chi ha fatto poco, molto poco, per non dire nulla, come : Sony, FCA (si... proprio lei!!!), GM, VW, ecc. Lenovo (colpevole anche io che non sapevo nulla di tutto ciò al momento dell'acquisto), Renault, Microsoft e guarda guarda Huawei (quella che in poco è divenuta un colosso!! ed anche in questo caso colpevole di usare un suo prodotto).
XI Jinping (pres. Cina)
Proseguendo, il Dragone, fin dal 1996 ha il monopolio del Petrolio estratto e raffinato in SUDAN .
Ma si sa bene che per importare ed esportare servono delle specifiche logistiche, come lo sono i porti. Ecco che allora, che la Cina ha aperto i cordoni della borsa (solo 11 Mld di $) e con l'occhio lungo ha cominciato a costruire in TANZANIA un porto (Bagamoyo) che quando sarà terminato nel 2025, sarà in grado di movimentare annualmente ben 20 mln di container.
In e con l' EGITTO la Repubblica Popolare sta studiando il modo di ampliare notevolmente la fornitura elettrica, che con la costruzione in SUDAFRICA, di una città da 8 MlD di $ per dar spazio ad un quartier generale di tutte le industrie che andranno ad investire ( leggi occupare) chiuderà il cerchio della New-Colonizzazione del Continente Nero.
Altre nazioni africane sono sotto l'occhio itterico dei nuovi colonizzatori a fin di ben, basta cercare sulle pagine di internet, magari cliccando semplicemente il nome del Paese Africano seguito da Cina. Indubbiamente è un Paese che guarda non solo all'oggi, ma al domani del suo popolo, seppur fregandosene non poco di fare la figura (siamo del resto in Africa) di un elefante in un negozio di cristalli. Aiutarli a casa loro, è infatti tutt'altra cosa.
Per chi ne volesse sapere di più e dove io ho reperito le notizie :

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/11/la-cina-per-battere-la-fame-compra.html
https://www.africa-express.info/2019/01/14/a-partire-dal-2020-il-mandarino-diventa-materia-curricolare-nelle-scuole-del-kenya/
https://www.linkiesta.it/it/article/2017/05/30/perche-in-cina-hanno-cominciato-a-studiare-le-lingue-dellafrica/34383/
https://www.agi.it/blog-italia/africa/lafrica_gi_una_colonia_cinese-1643289/news/2017-04-02/
https://ilbolive.unipd.it/it/news/cina-approda-africa
https://www.ilsalto.net/lafrica-la-cina-e-il-colonialismo-sostenibile-di-pechino/
https://www.africa-express.info/2018/02/21/la-cina-sale-al-primo-posto-tra-gli-sponsor-finanziari-del-kenya-e-pura-filantropia/
http://www.asianews.it/notizie-it/La-Nigeria-abbandona-il-dollaro:-%C3%A8-lo-yuan-la-nuova-%E2%80%98moneta-africana%E2%80%99-44174.html
https://ilprogressonline.it/2018/02/cina-africa-neocolonialismo/
https://en.wikipedia.org/wiki/Zhejiang_Huayou_Cobalt  (COBALTO)
https://www.wired.it/economia/business/2018/03/24/africa-cobalto-litio-metalli/








di Franco Giannini

sabato 4 gennaio 2014

MasterChef Italia3 : lo spettacolo televisivo su Sky canale 109 del giovedì, alle ore 21...

... che definiscono Talent Show Culinario.

Siamo sotto il periodo natalizio e quindi le emittenti televisive pubbliche, raschiano i fondi di magazzino, che loro chiamano con spocchiosità "reperti di cineteca" e quelle private, invece pure. Solo che quest'ultime non avendo reperti storici prorio da museo, vista la loro minore età, offrono magari una più ampia scelta in fatto di film e telefilm. Magari anch'essi un pò datati,  ma si rivalgono su nomi famosi di attori defunti "resuscitati" in occasione dei loro annuari di nascita o di morte.
Ma all'atto pratico, tanti sono i canali oggi a disposizione, ma l'offerta per trascorrere la serata, alla fin fine è ben magra. Tanto, che dopo aver scorso la programmazione, laconicamente ti trovi ridotto a pronunciare la solita banalità :"anche questa sera non c'è niente da vedere!!".
Mentre ero con la famiglia a tavola in occasione del primo dell'anno, ed appunto si parlava di questo argomento, mi è stato suggerito il programma riportato sul titolo. Niente di eccezionale, per carità. Una scelta come quella "in mancanza di meglio si va a dormire con la moglie" (o per, par condition, con il marito!).
Doveva partire sulle reti Mediaset anche la nuova edizione del Grande Fratello, se non ci avesse salvato, il rogo causato da un cortocircuito (Non si sa se di un fiammifero!?) che ha mandato in fumo casa e spettacolo. Ma non gioite, perchè stanno alacremente lavorando per far partire tutto entro il 23 gennaio. Dovremo, purtroppo, farcene una ragione; si fa per dire anche perchè poi, si sa, che questi Reality, questi Talent show, chi li guarda?  Nessuno ! Come con le prostitute, chi ci va? Nessuno ? Intanto però le città ne sono piene ed i loro magnaccia scorazzano sui BMW. Un vero mistero!
In TV è un po' la stessa cosa! Chi paga lo spettacolo si sa, sono gli sponsor, ovvero la pubblicità. Chi sono costoro? Assolutamente non sono dei mecenati! Ma dietro la pubblicità chi c'è? Ci sono le industrie, che, se la pubblicità non porta loro cospicui affari, rescindono il contratto. E la pubblicità, quindi, a che cosa è legata ? E' legata al numero degli ascolti, a quella parolina che gli addetti ai lavori, ad ogni puntata dello Show, sono costretti, con timore reverenziale a sottostare : lo Share ovvero l'indice di ascolto televisivo. E' lui che decreta se lo spettacolo va avanti o si ferma lì.
Ecco che allora se il Grande Fratello è arrivato alla 13°ma edizione, significa che in Italia, si, sono, siamo in tanti coloro che non "vanno a prostitute", come pure non guardano certi "programmucci nazional popolari privi di contenuto", ma altrettanti, evidentemente, sono quelli che ci vanno... e questo vale anche per i Reality ed i Talent visti che tanti sono gli sponsor che "fanno la fila" ed a che prezzi, per entrare a far parte del cast. Viene allora da pensare che qualcuno dice bugie !
Ieri sera, Giovedì, "non essendoci nulla" in TV, confesso pubblicamente (ma l'ho fatto anche con i primi Grande Fratello e così ora, dopo la confessione, ho la coscienza più tranquilla)  sono andato su Sky e sintonizzato sul canale 109 che  offriva come spettacolo alcune "lezioni" di cucina.
A portare avanti la serata tre Chef : Bruno Barbieri e Carlo Cracco entrambi italiani ed un italoamericano Joe Bastianich. Si dice, che in una coppia di piccioni, solitamente almeno uno è bello ( si parla in senso gastronomico visto anche quello di cui andrò a parlare!!). Qui, di tre, e parlo di "digeribilità" in fatto di immagine, di simpatia, di educazione, di cordialità, di modestia, parlo logicamente di una mia sensazione personale, neppure un amaro dei più forti, seguito da due Alka-Seltzer, sarebbero riusciti nell'impresa.
I partecipanti goderecci nel farsi maltrattare, posso anche comprenderli, seppur non li giustifico, visto che c'è gente disposta a tutto pur di farsi vedere in TV. Ci sono i patiti che nei collegamenti durante catastrofi, ridono come dei ... dietro le spalle dei reporter agitando la manima, con il telefonino all'orecchio in chiamata con "mamma", per farsi notare. Non sapendo che un cretino riesce sempre a farsi notare. Qui, poi, tra i concorrenti, tanti sono i disoccupati e quindi tentare non nuoce, anche perchè chi vince prenderà un assegno di 100 mila € ed un contratto per la stesura e pubblicazione gratuita di un suo libro di ricette. Qualcuno di questi, li posso capire, ma altri, professionisti, con un lavoro, con una reputazione da mantenere anche dopo la comparsata televisiva, farsi insultare da questi tre, ritengo che sia la forma massima di masochismo.
I tre, su quel piedistallo, sembrano l'incarnazione del Padre, del Figliolo e dello Spirito Santo.
Tutti pendono dalle loro labbra, dal loro giudizio e sembra quasi che godano, quando il giudizio è negativo ed ancor più quando gli impongono di togliersi il grembiule e devono abbandonare il gioco. Si, perchè di gioco si tratta. Non è una scuola. A scuola si impara e lì, quello che s'impara da questi tre cerberi (saranno anche bravi nel maneggiare i loro intrugli nelle loro trattorie "esclusive", ma non sono certo nè simpatici, nè tantomeno educati!!) e l'essere dei perfetti cafoni. Sarà questo che lo spettacolo e chi lo ha impostato vuole e che loro recitano alla perfezione, ma non mi si dica che da un simile spettacolo uscirà un "talento".
Usare questo termine è come offendere tutti quei ragazzi che nelle scuole alberghiere studiano anni ed anni per raggiungere risultati che costoro, soprattutto in altri tempi, supportati anche da un gran colpo di c...fortuna che gli ha fatto vedere le stelle "Michelin" li ha portati dove sono.
Non parliamo poi dell'italoamericano... Chi si è fatti il c... sono stati i suoi nonni e genitori, poi lui ha proseguito tutto in discesa... mo è arrivato a fare l'americano in Italia ed è legato per un piede al pavimento, perchè gonfio di ambizione può essere soggetto a volare come appunto i palloni gonfiati.
La sua spocchiosità gli permette perfino di prendere una polpetta in mano e sbatterla sul tavolo, in senso di sfregio nei confronti della concorrente, perchè è troppo dura, è troppo morbida, è troppo unta, è troppo asciutta... ma non solo, prende anche due grossi pezzi di carne cruda che sazierebbero una famigliola e le sbatte sul tavolo quasi con schifo. Lo stesso schifo, del resto, voglio sperare (ma credo che resterò deluso!!) avranno provato anche gli spettatori nei suoi confronti, pensando a quanta gente nel mondo ogni giorno muore di fame.
Certamente uno spettacolo, in uno spettacolo, indecoroso, che se ne frega altamente della fame nel mondo, che sbatte in faccia le dispense piene di ogni ben di Dio, in un momento particolarmente sofferto da molte famiglie italiane e non solo. Supermarket a disposizione dei concorrenti, che poi usano questi prodotti, con ben visibili i logo delle marche degli sponsor, alla faccia di un consumismo (e qui è proprio il caso di dirlo!!) Usa e Getta. Magari quelle stesse griffe, che aiutano i paesi del terzo mondo a scavare i pozzi d'acqua, a creare la scuola o l'Ospedaletto in mezzo alla foresta. Ma intanto qui chi li vede??
Quaranta concorrenti all'inizio della gara, oggi ridotti, dopo poche puntate a 19, che hanno cotto, e gettato quantità di alimentari, che dovrebbe umiliare coloro che hanno reso solo possibile la presentazione di questo spettacolo, che ho definito e ripeto, a mio parere reputo In.de.co.ro.so!!
Non parlo della riuscita artistica, della professionalità dei partecipanti. Parlo dello sciupo delle risorse alimentari in ogni puntata, buttate lì senza riguardo alcuno che sono virtualmente, ad ogni puntata, un vero e sonoro schiaffo alla miseria.
E malgrado tutto (e ritengo ancora più grave!) è che se ne dovrebbero essersene accorti anche gli stessi autori. Anche se se ne fregano altamente per doveri di share. Tanto che hanno pensato di metterci su una pezza, sistemando capra (trasmissione) e cavoli (le loro coscienze), facendo apparire, ad ogni fermo pubblicitario, prima della visualizzazione dell'elenco con i logos di tutti gli sponsor (ugualmente colpevoli), una scritta in cui compare quanti Kg. di alimentari sono stati recuperati... Ancora una offesa, questa diretta agli spettatori,  buongustai e non, ma comunque non fessi.. ma a chi credono di darlo da intendere?? La carme sbattuta sul tavolo e le polpette recuperate... i cassonetti dei rifiuti traboccanti degli "esercizi" dei concorrenti... ma vergognatevi !! Se questa è Arte !! Se questo è spettacolo... meglio che per TV questa sera non ci sia nulla da vedere!!





di Franco Giannini

sabato 20 ottobre 2012

I colonizzatori del 21° secolo... a ore....!!!!

...e per fortuna che questa è la nostra crema !!

Sono scappati dal loro Paese, come topi che abbandonano la nave quando l' istinto suggerisce loro che c'è pericolo che la nave affondi.
Ricordate gli eroi della Spigolatrice di Sapri. Eran trecento, eran giovani e forti. Chiederete, invece questi chi sono? Sono coloro che dopo un secolo tentano di "ri-colonizzare", ma questa volta con uno spirito carico di umanità e senza bramosie di interessi (termini usati sarcasticamente), quei paesi che una volta si chiamavano sotto sviluppati ed oggi ribattezzati dal vocabolario della politica internazionale, per dargli maggiore enfasi, Paesi Emergenti. Questo almeno è quanto cercano di far credere agli  indigeni, i quali se la bevono pure ...! Da parte italiana, queste anime pie, sono oltre 400,  non sono proprio  giovani ed a quanto pare,  neppure forti "moralmente" parlando, ma solo degli egoisti incoscienti, dotati di stomaci foderati con tanto di  irsuto pelo. Quello proprio che ci vuole per queste "sporche" invasioni di carattere umanitario.
Si sono spogliati della loro appartenenza alla nostra italianità, non tutti, ma la maggior parte, imbastardendosi con quegli imprenditori "scalcagnati" locali, dando origine a quelle Joint Ventures fondendo le nostre eccellenze tecniche con le loro leggi permissive, che tanto piacciono loro, chiudendo entrambi gli occhi quando, queste sfociavano e sfociano nel degrado e nello sfruttamento umano ed infantile.
A fare da apripista, nei lontani anni '50 e '60, ad esempio in INDIA non potevano essere che loro, la crema dell'industria italica, vale a dire la solita Fiat, la Piaggio, a cui sono poi seguite senza osservare un ordine cronologico, la Magneti Marelli, la Brembo, Graziano Oerlikon, Valvitalia, Fontana Fasteners e Officine Meccaniche Piemontesi, Dayco, Apicom, Perfetti Van Melle, Lavazza, Ferrero, Bauli, Tecnimont, Italcementi, Impregilo, Todini, Ferrovie, Astaldi, Autostrade, Artsana, Interpump Group SpA, Luxottica, Merloni Termosanitari, Pirelli, De Longhi, Danieli, Bisazza, Saipem/Snamprogetti, il Gruppo Generali, Benetton, Zegna,  Armani, Tod's, Cavalli, Versace, Natuzzi, Veneta Cucine ed Artemide, gruppo Finmeccanica, Fincantieri, Avio ed Elettronica, Beretta. E potevano mancare le banche ?? Ecco che allora troviamo UBI Banca, Unicredit-Banca di Roma, Intesa-San Paolo, Monte Paschi di Siena, Banco Popolare di Verona e Novara, Banca Popolare di Vicenza, BNL-BNP Paribas. Non sono tutte logicamente, ma sono le più importanti italiane, quelle che hanno ricevuto tanto dall'Italia e dagli italiani, sia come aiuti economici da uno Stato forse troppo "amico", sia come braccia e teste di un popolo forse troppo "bue". Ed alle prime avvisaglie di venti di burrasca, invece di restituire, se non tutti, almeno qualcuno dei benefici ricevuti, inscenando il caratteristico pianto del coccodrillo, hanno abbandonato il paesello natio, lasciando quelle braccia a sorreggere le teste appensantite dai problemi economici famigliari di cui entrambe sopra parlavo.

E' proprio vero, che negli affari la riconoscenza vale meno di zero. Come è vero che questa gentaglia, non soddisfatta di aver, come sanguisughe, succhiato quanto c'era da succhiare, economicamente parlando e dopo aver inquinato quanto più non potevano fare nel Bel Paese, hanno fatto la valigia e sono emigrati con l'intento di fare altrettanto, ed anche di più, in terra straniera. Consapevoli dell'aiuto su cui potevano contare offerto dai  boss politici corrotti di questi paesi che li avrebbero supportati, servendogli su di un piatto dorato le loro leggi, che definirle permissive, sarebbe solo un eufemismo.
Sono divenuti così i nuovi colonizzatori del 21° secolo a tempo determinato, visto che sanno che la partita si giocherà tutta sulla velocità ed il vincitore finale sarà colui che oltre più lesto sarà anche il maggiore lestofante; arrafferà tutto quello che c'è da arraffare, ritirandosi dal gioco ed emigrando in altri lidi da "colonizzare" non appena avrà centrato il suo obiettivo. Si perchè anche questi popoli, appunto definiti emergenti, stanno uscendo dalla loro immersione prolungata per prendere respiro. Qualche tecnologia serve anche a loro. I gattini stanno aprendo gli occhi, stanno estraendo le unghie e stanno cercando di graffiare...questione di tempo. Il tempo che da gattini si trasformino in tigri!
Ricordo che cinquant'anni fa, sul sussidiario elementare, apprendevo nelle pagine della geografia economica dell'India, chi erano i paria, che le ceneri dei morti che bruciavano sulle pire, venivano gettate sulle acque del Gange. Leggevo che il fiume era inquinato per via degli escrementi delle mucche sacre, delle persone che in esso religiosamente si bagnavano per la purificazione religiosa, per le ceneri dei defunti ivi gettate, per i corpi in putrefazione non completamente bruciati. Ma le cause dell'inquinamento finivano lì. E si diceva anche che l'acqua, come quella di Lourdes, per motivi religiosi, fosse esente da batteri.  Oggi invece è tutto cambiato. In peggio logicamente. I paria continuano ad essere paria, solo che il loro numero è aumentato proporzionalmente all'incremento demografico e forse anche di più, non guardando la "Televisione" . Le acque limacciose del Gange continuano ad essere inquinate in maniera esponenziale non solo per il maggior numero di indiani che le utilizzano come cloaca a cielo aperto, ma per l'uso di "discarica ecologica" che l'uomo bianco, con le sue tecnologie, ha portato loro e che gli indiani, facendo per l'appunto gli indiani, con le loro leggi permissive, accettano di buon grado. E mentre il loro PIL aumenta, mentre si continua a dire che l'acqua del fiume sacro è misteriosamente miracolosa e potabile, le morti per cancro, anche queste "misteriosamente", raddoppiano. Il Gange continua ad essere nell'ignoranza, il fiume sacro, le cui acque sono esenti da contaminazioni come quelle di Lourdes,  ma in effetti le sostanze nocive, gettate nel fiume dalle industrie            
come arsenico, fluoruro, cloruro ed altri materiali pesanti non trattati ed altamente cancerogeni, aumentando in modo esponenziale le morti per tumore.
Non parliamo poi di tutela del lavoro, di cui non conoscono (perché non vogliono conoscerlo!!) neppure il significato. Evitiamo di parlare dell'impiego di mano d'opera minorile di cui tutti, noi occidentali, sappiamo l'uso che ne viene fatto, ma facciamo i "finti tonti" acquistando questi prodotti, solo perchè "griffati".
E mentre in Italia, a Milano, si fanno sceneggiate compiacenti per abolire la scolorizzazione dei Jeans con l'uso della sabbiatura nociva e vietata, nei paesi "emergenti" come Cina, India, Pakistan e Nord Africa, la gente non manifesta, continua a praticarla e senza sapere il perché, muore.
Nella terra dei Mandarini, che non è né la Sicilia né la Calabria, ma la Cina, sono invece attraccate oltre 1000 imprese, in cerca di quelle tre scimmiette (non vedo, non parlo, non sento) tanto incentivanti quel business che permette di poter fare lauti guadagni in tempi brevi, proprio grazie a  quelle carenze di leggi vigenti in materia di lavoro, di sindacati, di diritti civili o quanto altro "possa nuocere" alla "sana" produzione, al "giusto" profitto. Profitto ricavato non dal sudore del lavoro di questi poveri diavoli, ma dal loro stesso sangue, parola che non viene certo usata in modo retorico, bensì reale. 
Non sto logicamente ad elencare tutti i benemeriti dello sviluppo di questi paesi, anche perchè  quasi sicuramente cadrei in noiose ripetizioni.
Posso solo dire che dove, l'uomo bianco (con l'anima nera) ha portato quello che lui chiama "progresso", ha portato con il lavoro, soprattutto inquinamento, sfruttamento ed anche l'estinzione di intere popolazioni indigene. Come sta avvenendo in Brasile, altro paese emergente, dove, con la deforestazione,  si  sta causando l'estinsione della tribù Awà.
Un progresso che ci ha riportato, per tantissimi aspetti, indietro negli anni, quando l'uomo bianco, lottava contro i pellerossa in America per "civilizzarli", in Sud Africa per donare loro il benessere, e che dire degli aborigeni australiani...? 
Un Progresso fatto prigioniero dall'Egoismo e dall'ingordigia di pochi a discapito di tutti gli altri.
Se non mi fossi riuscito a spiegare, questa frase che ho trovato in rete, sintetizza in maniera superba il concetto. Credo che provenga dalla saggezza possa di un detto indiano (pellerossa) :" Uomini bianchi, quando avrete abbattuto l' ultimo albero, avrete ucciso l' ultimo animale ed avrete inquinato l' ultima sorgente, vi accorgerete che non potrete né mangiare né dissetarvi con  il vostro denaro!"

Franco Giannini

sabato 22 agosto 2009

MOTOVEDETTE ALLA LIBIA




di Franco Giannini

Di quanti mesi sono le notizie che campeggiavano sui giornali... "Motovedette Italiane alla Libia", che risuonava quasi come un vecchio adagio "Oro alla Patria", ed ancora "Fine dell'incubo degli sbarchi", "L'Emigrazione Controllata dalla Libia". Poi ad un tratto, sembra che sta rete posta al termine delle acque territoriali, come se fosse già marcita dall'uso e dal tempo, presenta dei fori. Fori però intelligenti. quasi come quei famosi bombardamenti sui civili inermi. Qui queste enormi smagliature funzionano solamente in senso unico: si restringono fino a chiudersi bloccando i nostri pescherecci, e si divaricano irrimediabilmente per lasciar passare coloro che sarebbero solo bocche da sfamare nel territorio quando se non nelle carceri libiche. Pensiamo che cosa sono le nostre carceri a livello di spazio e proiettiamo il problema nella dimensione di quelle libiche. Il colonnello cammelliere, si sarà detto :"...ma chi me lo fa fare? Dar da mangiare a tutta sta gente...le motovedette le ho avute, le strade me le devono fare altrimenti chiudo i rubinetti del petrolio, mo ce facciamo anche il gemellaggio e se non sono d'accordo ritornerà giù quel tizio che te fa due "marroni", ma poi lascia il tempo che trova" . E noi, da soliti italiani oltremodo furbi, anche questa volta, ci siamo scappellati di fronte alla marionetta di turno, gli abbiamo regalato le barche, gli abbiamo promesso le strade, in cambio dell'ennesima presa in giro: insomma Cornuti e Mazziati. Ma il ridicolo è che il nostro governo se la prende con Malta perché si è comportata da irresponsabile nei confronti di questa povera gente (come se il nostro lavaggio delle mani alla Giuda fosse un comportamento più elegante), ce la prendiamo con i vescovi perché hanno definito il nostro comportamento similare a quello usato nei confronti degli ebrei. Non una parola nei confronti della Comunità Europea che se ne frega, perché il problema è distante dai confini degli stati che pilotano la comunità e che se hanno avuto a che fare con problemi analoghi, lo hanno avuto con etnie diverse e sono più preparati ed organizzati di noi, perché li hanno affrontati nel tempo e con un'organizzazione migliore. Noi quando non sappiamo come affrontare un problema, usiamo quello della repressione. Ma neppure quella sembra che sappiamo attuare se non in modo confuso e disorganizzato. Parlando di barche e quindi di mare, vien da dire che i mali partono sempre da quella famosa testa di pesce, il puzzo proviene sempre da lì. Basti pensare alla trovata di quella "testa di pesce" di quel figlio di ...un buon uomo di un nostro governante, che ha avuto l'idea di partorire un nuovo gioco "dedicato" ai migranti e divulgato su facebook. Solo una testa che non è riuscito a prendere un diploma neppure dopo il terzo tentativo, definito dallo stesso genitore, manco lui un gran bevitore di "brodo d'Aquila", non un suo delfino ma al più una trota, poteva promuovere tale iniziativa. A proposito, la trota è di già un pesce di discreta qualità organolettica e di gusto, sto povero figlio al più poteva essere paragonato a un guattolo, moscio e pieno di spine...ma si sa cuore di padre e manco messo bene...

lunedì 17 novembre 2008

CONGO : LA GUERRA DEGLI ALTRI


di Franco Giannini


E’ proprio vero che non bisognerebbe pronunziare la parola “Mai”.
http://lospigolatore.blogspot.com/2008/11/guerre-dimenticate.html
Infatti mai, mi sarei pensato di usare parole di apprezzamento nei confronti di una comunità religiosa e nei confronti di quelle persone che la compongono.
Infatti, come ateo o meglio ancora ( forse per altri punti di vista peggio ancora) come agnostico,se pur distante da preconcetti, mai mi sarei aspettato di assistere con tanto interesse all’ incontro promosso da Padre Silvano Ruaro con l’ ausilio dell’ amico Gianluigi Mazzufferi
http://mambasa.blogspot.com/
, circa i mali in cui sta vivendo le popolazioni congolesi.
Dicevo, distante da preconcetti, perché se invitato mi sarei presentato per ascoltare quanto aveva da dire un mussulmano o un buddista, perché ritengo che nell’ascoltare, nel voler ascoltare, nel saper ascoltare, sta il vantaggio di chi vuol comprendere, analizzare e farsi una sua idea.
Padre Silvano, mi ha entusiasmato con la sua chiacchierata, proprio perché formulata in questo modo, una chiacchierata. Non una conferenza, non una predica, non una richiesta esplicita di fondi.
Una piacevole carrellata fotografica
http://www.flickr.com/photos/mambasa/show/
con un suo sottofondo verbale che ci illustrava le bellezze dei luoghi ma nel contempo con intelligente esperienza dovuta al suo “mestiere”, sottolineava quello che poteva sfuggire a prima vista.
Quante cose utili sono state costruite ed organizzate dalla missione a Nduye, quante se ne stanno facendo e quante se ne vorrebbero ancora fare, ma….purtroppo c’ è sempre un “ma” che ostacola, rallenta, burocratizza. Un semplice “ma” che in Congo si chiama semplicemente Guerra.
Padre Ruaro, riportava un passo di una lettera scritta dai vescovi congolesi in cui si parlava di una “Guerra degli Altri”.
Perché è giusto dire, che queste guerre non sono guerre volute dai congolesi, ma da noi bianchi, ed oggi anche dagli asiatici, per l’ accaparramento di quei minerali di cui è ricco il sottosuolo e non solo, dello stato congolese.
Padre Silvano ha tenuto a sottolineare con calore, quanto bugiarda sia l’ affermazione che, spesso si sente, circa il fatto che se questa gente acquista le armi è perché hanno evidentemente dei soldi.
Mai più bugirda e stolta fu questa osservazione. Le armi vengono passate dagli stessi interessati a che la guerra continui, distribuendole alle due fazioni in lotta, che fino “a ieri” avevano convissuto pacificamente e che sono state aizzate l’ una contro l’altra dopo che si è scoperto l’ “affare economico”.
Ci spiegava come si sviluppa il commercio, un esempio, a caso, del cacao: le multinazionali lo pagano pochissimo rispetto a prima della guerra, facendo giocoforza proprio perché c’è la guerra.
Ciò che acquistavano prima a 100, oggi lo acquistano a 40, forti del “prendere o lasciare” (ricatto ??), ma quando viene importato nei nostri “paesi civili”, viene rivenduto a prezzi esorbitanti perché “laggiù” c’ è la guerra, ed allora il prezzo che era prima di 200 si lievita fino a divenire 400.
Non parliamo poi come con sorrisolini accattivanti, come solo i cinesi sanno dispensare, unitamente alla costruzione di qualche strada in terra battuta di una decina, al massimo qualche centinaia di km. di un valore solo simbolico, sono sufficienti ad ammorbidire il despota locale o il dittatore del momento, per ottenere la prelazione su i benefici minerari su cui hanno posato i loro occhi a mandorla.
Dalla parte congolose, del resto, manca la scolarizzazione, l' istruzione.... E ben si sa quanto l’ ignoranza faccia male. Come una guerra, forse anche di più. Qualcuno pensa persino di voler frammentare il Congo, concedendo la parte mineraria ai paesi confinanti...sarebbe la fine del Congo!
Ed è qui che ho potuto ammirare, quanto di buono abbia fatto il creatore di questa missione con la sua immensa opera: Padre Bernardo Longo,
http://scaloni.it/popinga/wp-content/uploads/2007/08/padre-longo-e-la-sua-opera.pdf
trucidato in una di queste guerre, ucciso non dai congolesi, ma dalla loro involontaria ignoranza. Ora Padre Silvano Ruaro, ne sta continuando l’ opera. E vorrei dire che l’ onore di tutto ciò, non va ai vari personaggi intesi sacerdoti come tali, ma solo e semplicemente come donne ed uomini votati al bene di altri uomini.
Gente che crede fermamente che la guerra, le violenze, la fame, le si possono sconfiggere solo con l’ istruzione, e con l’ apprendimento delle varie arti lavorative, dell’ agricoltura, dell’ allevamento, della tessitura, della meccanica. Ed è in questo che è concentrato il loro sforzo.
E di bello c’ è anche che non tutti gli abitanti della comunità di Nduye sono cattolici, ma ci sono altre religioni eppure vivono tranquillamente tutti in pace.
Non posso dire certamente che questo incontro mi abbia portato verso una conversione, ma posso senz’altro dire ed affermare di essere rimasto piacevolmente sorpreso di si tanto lavoro, dove le preghiere sicuramente ci sono, ma è il lavoro fisico e mentale quello che occupa più tempo e la fa da padrone. Come il dire "Aiutati che Dio ti aiuta".
Sinceri e sentiti auguri Padre Silvano e buon lavoro, da uno che crede che non tutti gli uomini siano uguali (voi ne siete un esempio), soprattutto tra quelli dei paesi che si auto-proclamano (vergognosamente!!)civili.
http://www.progettomambasa.it/default.asp

lunedì 3 novembre 2008

GUERRE DIMENTICATE

di Franco Giannini

In quel lontano 1960, io raggiungevo la maggiore età e l' allora Congo Belga, credeva di aver raggiunto l' indipendenza. Un' illusione che durò solamente poche settimane. Ricordo che allora, come molti ragazzi del tempo, facevo collezione di francobolli di tutto il mondo, e ricordo che contrariamente a quanto si può immaginare, erano più facilmente reperibili di quanto possano esserlo di questi tempi. Oggi è vero, il progresso ci ha reso più pigri nello scrivere, di quanto lo fossimo allora e c' erano più flussi migratori dai paesi così detti evoluti, verso i paesi sottosviluppati o meglio sarebbe dirsi colonializzati. E ricordo che attraverso questi francobolli, vissi questa guerra atroce. Patrice Lumumba http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761559104/Lumumba_Patrice.html , colui che aveva lottato per il raggiungimento di questo traguardo, dovette renderse immediatamente conto, andando incontro ad una cruenta guerra civile. A Lumumba, successee il colonnello Mobutu, che lo fece arrestare e condannare a morte. Ma sotto, come sempre accade e continuerà ad accadere, c'era chi soffiava sul fuoco. Lumumba vedeva di buon' occhio la Russia che lo sosteneva, (erano i tempi della "guerra fredda"), dall' atra parte c' erano gli USA che simpatizzavano per Mobuto ed in mezzo c' era un esercito composto da congolesi però con comandanti belgi. Mobuto, oltre tutto aveva fatto amicizia con un altro esponente che avemmo poi modo di conoscere in seguito anche noi europei, certo Nicolae Ceausescu http://it.wikipedia.org/wiki/Nicolae_Ceau%C5%9Fescu. Come a dire che le idee di quest' uomo erano poche, e per di più quelle poche erano anche confuse. Un dittatore che seppe solamente essere tale e che sarà ricordato solo per i suoi misfatti, per aver cambiato nome alla nazione dandole quello di Zaire e per aver cambiato anche il suo che, tradotto, suonava con infinita modestia come "Mobuto il guerriero che va di vittoria in vittoria senza che alcuno possa fermarlo". Era evidente che si sbagliava. Le dittature infatti, tutte, sono destinate prima o poi a cadere, ma sono anch' esse, nella loro infinita ottusità, spesso lacerate da guerre intestine per l' ambizione di assaporare quel piacere che evidentemente da il potere quando serve per sottomettere. Ecco che, per farla breve, compare un altro generale che sostituisce al potere Mobuto. Costui è un certo Laurent-Désiré Kabila che quale vincitore di altra guerra civile, si proclama Presidente. Mobuto scappa e si rifuggia in Marocco dove cessa di vivere nel 1997. Nel 2001, però anche Kabila passa a miglior vita, in quanto assassinato, ma gli succede il figlio Joseph jr. Da quel lontano 1960, le cose non sono mutate. Il Paese, uno dei più ricchi dell' intero continente africano, ha uno dei redditi pro capite più bassi del mondo. Difficile riuscire a definire i ribelli e le truppe governative. Difficile potersi schierare con uno degli schieramenti investendolo dei panni del giusto, mutevoli ogni giorno. Solo facile è poter asserire che non c' è guerra civile, perchè tutte le guerre sono incivili a prescindere. Un paese produttore tra i primi al mondo di rame, di diamanti (2° al mondo), cobalto (1° produttore al mondo), a cui si aggiungono importanti estrazioni di minerali quali l' uranio, lo stagno, l' oro, lo zinco, il manganese, il tungsteno, il cadmio, mentre al largo delle sue coste ci sono giacimenti di petrolio, c' è da chiedersi come faccia ad avere un PIL pro capite di solo $ 140,90 ed un tasso di inflazione del 2000%. C' è solo da chiedersi il perchè tanto silenzio su queste guerre distanti dai "popoli evoluti", mentre su quelle a noi più vicine subito scattano congegni che se non le annullano, almeno le fermano. Quella della Georgia-Russia, non se ne sente più parlare. In quei giorni si erano mobilitati tutti i capi di stato europei...paura di un conflitto che si potesse allargare e potesse toccarci da vicino! Qui in Congo invece, "si pensa" di fare consultazioni, ci "si impegna" ad inviare aiuti , tutti sono "ben disposti" a fare qualche cosa per risolvere i problemi di questo, come di tanti altri a noi lontani, con quella "giusta calma" che accompagna sempre queste popolazioni dei paesi climaticamente caldi. Insomma ci adeguiamo. Si legge che sono stati inviati una ventina di carri di aiuti (Viveri-acqua-medicinali ecc.) atti al sostentamento di una popolazione di 50-60 mila persone. Poi si legge magari più avanti, che c' è un esodo di 1 milione e mezzo di persone che vagano nella foresta equatoriale senza sapere esattamente da che parte andare. Un esodo che a lungo andare, quelli che almeno riusciranno a sopravvivere, si riverserà poi sulle nostre coste. Ecco quindi la dimostrazione, che alla stupidità dei dittatori locali, si unisce quella altrettanto mastodontica dei governanti dei paesi evoluti. Il loro punto debole è che mentre io 48 anni fa facevo collezione dei francobolli e si sentiva solo parlare alla televisione di questi fatti, magari in modo pilotato, come pure pilotato potevano essere gli articoli di giornale, oggi tutto ciò, con l' avanzare della tecnica è visibile, giudicabile e senza più tante censure. L' inciviltà dei civili, da quello che si vede, è macroscopica ed il menefreghismo e l' egoismo è dirompente. Ed anche la Chiesa che non è esente da questi mali (potrebbe e dovrebbe fare molto di più) cerca di salvarsi "la coscienza" affidandosi alle iniziative di pochi coraggiosi missionari e volontari.

venerdì 5 settembre 2008

AFRICA NERA, COME LE COSCIENZE DEI POPOLI BIANCHI. - 2


di Franco Giannini




Mi rifaccio alle notizie di questi giorni, quasi rievocative, di quegli anni in cui, un ometto a cavalcioni di un cavallo bianco, scorazzava per le terre del costituendo Impero, fatte di sola sabbia, capre ed escrementi delle stesse. La località, l’ epoca, i personaggi, gli scopi non sono gli stessi, ma identica ne è la suggestione che se ne ricava. Questa volta non siamo andati per colonizzare, bensì per pagare i frutti di quelle epiche gesta. Siamo andati però con atteggiamenti baldanzosi di petto in fuori e gambe larghe, seppur senza il cavallo sotto, per chiedere scusa anche se a mezza bocca. Abbiamo bussato piano piano alla porta, con la punta del piede, avendo un presente in mano. Consuetudine si dirà, come segno di cortesia. No invece, rossi in volto, per la vergogna di dover rendere, dopo tanti anni, il rubato, per di più sotto la luce dei riflettori delle telecamere. Il cadeau consisteva in una statua rappresentante una Venere, di cui ce ne eravamo impossessati quale bottino di guerra.
Una vergogna malcelata, in sorrisi a 42 denti, con promesse….oh quante promesse. Costruzioni di autostrade, edilizia abitativa popolare, collaborazione della loro Marina con la nostra per eliminare il flusso degli emigrati, il tutto per la modica spesa di 5 miliardi di $...si però rateizzati in 20 anni…come dire “…un successo!!”.
Ecco, tutto questo solo per dire, che non credo che il flusso migratorio sarà fermato, perché primo, non lo si vuole fermare e secondo, non lo si può fermare.
E’ stato stilato, dagli stati così detti “Civili” un elenco dei 50 paesi a basso sviluppo umano. Non sto a riportarne l’ elenco, ma mi sono preso lo sfizio di andarli ad analizzare uno ad uno e vedere di trovare una ragione del perché proprio questi.
L’ ubicazione di questi paesi è situata nell’ intero continente Africano, seguito da quelli ubicati nell’ area asiatica dell’ Oceano Indiano.
Gli economisti valutano tutto con i loro soliti strumenti: il famigerato, illusorio PIL, il rapporto tra Esportazione-Importazione, l’ indice di natalità, quello della mortalità. Insomma i soliti dati che emergono dalle statistiche, che sono utili ai fini di una gestione amministrativa, ma che servono ben poco a frenare gli animi di chi ha le pance vuote. Con questo non voglio assolutamente addossare le colpe agli economisti (per lo meno non a tutti), ma a tutti coloro che hanno fatto della speculazione (quella sporca) la loro prima attività.
L’ analfabetismo, l’ indice di scolarizzazione, il tipo di governo, gli avvicendamenti governativi in brevissimi lassi di tempo, la superficie, il numero di abitanti totali e quelli per kmq, le vie di comunicazione e le ricchezze del paese, anche questi sono fattori da considerare.
Ecco, le ricchezze del paese, qui sta proprio il punto !
Leggevo tempo fa di come vennero scoperte le cause del “Diabete”. Si parlava di un' era pionieristica della medicina, quando gli ospedali erano quel che erano e dove l’ igiene lasciava a desiderare non poco. Un giorno, si raccontava, un medico osservò che su degli indumenti sparsi in una lavanderia, sporchi di orina, le mosche ne “prediligevano” solo alcuni capi. Poi si comprese il perché. Venivano attirate dallo zucchero in essi contenuti, il cui proprietario era stato colpito dalla malattia.
Questa divagazione per dire, che l’identica cosa avviene con i “Paesi Civili” nei confronti dei paesi poveri, o come vengono chiamati a ”basso sviluppo umano”.
Tutti questi paesi, fatte le eccezioni di quelli con esigui numeri di abitanti, o piccole superfici o solo attività agricole per una sopravvivenza locale, circa una decina, oppure che vivono di introiti per coltivazioni illegali (uno su tutti l’ Afghanistan), posseggono ingenti ricchezze nel sottosuolo (lo "zucchero"), che attirano l’ uomo bianco ("le mosche"). Si vedrà che più è alta la concentrazione di mosche, più è ricco il “paese povero”.
Se si dovesse compilare una lista dei minerali che sono custoditi nel sottosuolo africano o asiatico, paese per paese, si avrebbe un ripetersi di voci come: Petrolio, Gas Naturali, Oro, Argento, Platino, Diamanti, Uranio, Radio, Rame, Ferro, Manganese, Stagno, Zinco, Nichel, Bauxite, Potassio. Non certo tutte in tutti i paesi, ma sono abbastanza motivato a pensare che potrebbero essere sufficienti a modificare il tenore di vita di quei popoli.
Ma le ricchezze, in Africa, sono anche a portata di mano, in superfice, basti pensare alle potenziali risorse idroelettriche di alcune nazioni, a quelle del legname di pregio (Tek, Ebano ecc.), all’ allevamento, all’ agricoltura, ai parchi naturali, al turismo.
Malgrado tutte queste ricchezze, l’ Africa non cresce. Gli sforzi degli uomini bianchi per aiutare a crescere gli uomini poveri, sono caduti, cadono e sono certo che ancora per un po’, non so ancora per quanto, cadranno nel vuoto.
Gli uomini bianchi hanno terreno facile nelle popolazioni indigene, analfabete non certo per loro scelta, e con l’ aiuto di Kapò Governativi altrettanto decultorizzati come del resto tutto il popolo, ma foraggiati di potere fasullo ed armati di ferrovecchi, rimasugli di guerre passate, hanno dispensato pochi spiccioli, in cambio di capitali immensi che spiluccano però lentamente, perché lamentano vie di comunicazione inesistenti o nel migliore dei casi insufficienti, popolazioni inadatte a lavori qualificati, se non quelli più pesanti, umilianti e pericolosi, o perché i governi (quelli stessi da loro gestiti) non garantiscono quella stabilità (che loro non vogliono).
Un esempio: CIAD: Africa Centrale. Circa 10 milioni di abitanti. PIL pro capite di $ 1519 che lo pone al 156° (dato 2005) posto mondiale. Colonia Francese dal 1891 ed indipendente dal 1960. In guerra con il Sudan, senza che il popolo ne conosca neppure il perchè e con una serie di problemi interni. Un paese che galleggia sul petrolio, si pensi che solo nel circondario di Doba ci sono 3 giacimenti. Le “mosche” sono tante. Solo sul CIAD, i colossi dell' estrazione portano nomi come Exxon, Mobil, Chevron, Texaco, Petronas.
La Banca Mondiale a suo tempo aveva insistito che venisse introdotta una legge che voleva che l’80% dei redditi da petrolio fossero spesi, giustamente, per progetti di sviluppo interno del paese.
Si dice, il si dice è d’ obbligo, che chi emanò la legge, ne operò anche la sua abrogazione. Quando Deby, presidente in carica al tempo, minacciò di chiudere i rubinetti alla Elf e alla Exxon, ci fu una ribellione del popolo (fa sorridere pensando a questo popolo politicizzato, analfabeta, preparato però in tesi economiche tanto da esserne pronto ad offrire la propria vita pur di avvalorarne i principi) ma repressa dai francesi. Ciò non ha evitato che la dittatura subentrante, si accordasse con la Exxon e la Elf e la Banca Mondiale (WB) per raddoppiare le estrazioni.
Di recente, si è aggiunto allo sciame, anche la Cina…ma nel paese continuano ancora a non esserci strade, perdurare l’ analfabetismo, a coltivare le terre con gli aratri di legno.
C’ è solo una parvenza di miglioramento nei dati statistici : Il PIL, sempre lui, nel 2004 è aumentato del 40% per raddoppiare nel 2005.
Ma non dicevo sopra, che erano state raddoppiate anche le estrazioni ? E’ logico che migliorasse anche il PIL. Ma le condizioni di vita, perché restano sempre quelle.
Forse perchè la "carne da cannone" migliore che c’ è, è quella ignorante….pensa qualcuno !
….continua

giovedì 31 luglio 2008

SE LE COSE STANNO COSI'




di Dario Petrolati

Eh...!!! si, pare proprio che le dette "cose" stiano così.
Era negli anni solari, quando Endrigo incantava per spiagge e locali, e c' erano canzoni che pare più nessuno sia in grado di comporre, musiche ispirate da sentimenti onesti e testi spesso composti da Pasolini.
Noi, ragazzi sciuponi, pensavano che fosse logico, naturale , che le bellezze delle ragazze durassero sempre e che il tempo passasse solo per le generazioni di già vissute, si credeva scontato che i sacrifici altro non fossero che parola ormai segnata solo sul vocabolario e che il nostro futuro sarebbe logicamente stato intarsiato di allegre serate , traguardi che nei rotocalchi si vedevano in foto gigantesche commentate da futili bugiarde chiacchiere, superficiali pure.
Invece il tempo passò, anche per noi, come per chi ci aveva preceduto , i giorni furono veloci e non ci furono riguardi, anzi stava arrivando un mondo nuovo per il quale non eravamo preparati.
L' apparire ed i colori solo tali erano, ad uno ad uno arrivarono i conti da saldare, onorare. Ci furono i più svegli, coloro che senza troppi scrupoli si adeguarono e cambiando vestito restarono a galla e diversi di loro fecero la così detta "strada".
Cambiarono valori e simboli, l' unica vero irrinunciabile divenne il capitale, nel senso di "potere finanziario", chi più ne aveva ebbe ragione e la corsa all' accumulo tanto frenetica si fece che le distanze temporali e fisiche cambiavano con velocità che nessun pensiero riusciva quasi nemmeno ad immaginare.
Davanti a luci e specchi si scoprirono disperazioni e povertà che erano rimaste nascoste , sotterrate, sconfitte da guerre che sempre diedero ricchezza e ragione a chi sapeva e poteva agire con meno scrupoli.
L' eterna Africa, continente perduto, depredato dalle guerre coloniali, cominciò a reagire e misteriosi popoli disperati cominciarono a fuggire dal deserto , dalle loro capanne,ove l' uomo bianco sapeva estrarre ricchezze per diventare sempre più arrogante e mendace.
Le grandi sconosciute religioni orientali, sempre da noi avversate cominciarono a muovere popolazioni che parevano primitive e barbare, tutto perchè il monoteismo doveva regolare l' intero globo, cominciarono o meglio continuarono guerre misteriose in luoghi ove sempre aveva regnato la violenza locale.
Così l' Afganistan, l' Iraq, l' Iran, l' immensa Cina, l' affamata India, cominciarono ad attirare i così detti "paesi più civili" , quelli che possedevano le armi tecnologicamente più avanzate, le borse ove vengono quotate le ricchezze naturali e non, da distanze e tempi inimmaginabili, tutto un subbuglio che di giorno in giorno contribuisce a rendere la globalizzazione ( termine assurdo senza pietà alcuna)la vera spina giustificatrice di fatti e misfatti in nome di falsità mascherate da un unico interesse: dominare il mondo.
Cambiano nomi di nazioni con velocità senza giustificazione apparente e si finisce col credere che un battito d' ali di farfalla nell' estremo est possa causare turbamenti all' ovest del pianeta.
Paura, confusione generale, fuga da luoghi ove prima c'era un qualcosa di diverso, il mondo intero si sta scontrando, da sponda a sponda cambiano diritti e valori.
Siamo nell' era dei barconi sfasciati ove affogano tutti i giorni uomini, donne e bambini che scappano, di notte, di giorno, da ovunque e noi cominciamo forse ad abituarci.
Come chiamarli : CLANDESTINI ?
E quali sentimenti nuovi ci turbano ?,cosa sta succedendo ?.
Ho tentato stamane di porre alcune domande ad alcuni conoscenti del Maldura, chè non posso restare indifferente, purtroppo sono argomenti che fanno pensare, irritano. Non... ho... avuto... risposte!!!!
Ecco: Le cose stanno cosi!.

mercoledì 18 giugno 2008

PERCHE’ PER CHI PER COSA MUOIONO….??


di Franco Giannini


Si fronteggiano con gli occhi iniettati di sangue, vestiti sommariamente con abiti civili e militari, senza scarpe, il mitra in mano alzato al cielo e con l’ altra mano con le dita indice e medio aperte a V in segno di vittoria. Quale ? Di chi ? Per che cosa ?
Non ne parlano, ancora, radio TV, ma al confine tra Etiopia ed Eritrea, ci si fronteggia a non più di 100-150 metri una forza dall' altra. Ci si guarda in cagnesco al massimo ci si spara qualche fucilata. Come animali capi branco, si fronteggiano e si mostrano i denti, si estraggono gli artigli, alla vigilia di quella che sarà la lotta per la supremazia del territorio o della femmina. Qui invece vigliaccamente i capi branco neppure ci sono, sono ad Asmara e a Addis Abeba (come del resto sono usi fare tutti capi branco della razza umana), seduti nei loro scranni, con in mano i bastoni di comando, imitando i vecchi (ed onesti) veri umili capi villaggio o tribù.
Nessuno di questi (capibastone da strapazzo), cerca un vero e proprio conflitto, che viste le condizioni economiche in cui versano entrambi i loro stati, sarebbe una guerra senza ritorno. Solo scaramucce più o meno cruente che servono però a mantenere in piedi i loro “regimi autoritari”.
Etiopia: 823 $ di PIL pro capite nel 2005 – 179° posto tra i paesi più poveri77milioni di abitanti.
Eritrea : 858 $ di PIL pro capite nel 2005 – 175° posto tra i paesi più poveri4,5milioni di abitanti.
Entrambe hanno una economia che si basa su una agricoltura e pastorizia di sopravvivenza, i paesi sono entrambi senza strade, senza industrie (o quasi). Solo l’ Etiopia esporta un po’ di caffè, frumento, cotone e tabacco, tenendo però presente che le coltivazioni vengono condotte con metodi arcaici con conseguenti scarsi risultati.
Guarda caso però i sottosuoli sono ricchi di platino ed oro in Etiopia, e di giacimenti di potassio, oro, ferro e petrolio l’ Eritrea.
Quando c’ è profumo di formaggio, se guardi bene, trovi tracce di topi….
Ci si chiede come fanno questi popoli a sostenere le spese per gli armamenti di questi eterni conflitti, quando non hanno neppure di che sopravvivere. E’ presto detto, i “presidenti autoritari” mettono la “carne da cannone” che nulla costa, ed i cosidetti “stati civili-democratici” offrono “forniture alimentari” e armi.
In cambio di che cosa ? Ma l’ opzione, vista la posizione strategica del Corno d’ Africa, di eventuali stazioni militari in caso di necessità e opzioni sullo sfruttamento del sottosuolo.
Poi c’ è il dover tenere sotto pressione addossandosene le responsabilità in prima persona, quando invece lo si fa per conto di chi "portatori di pace" si autodefiniscono, in modo continuo, quelle “Corti Islamiche” che tanto pensiero danno ai paesi occidentali, tanto che l' Etiopia si è creata anche inimicizie con l’ altro paese confinante, prevalentemente islamico, che è il Sudan.
Ma questo fronteggiarsi attuale tra Etiopia ed Eritrea, secondo i bene informati incaricati dell’ ONU, è dovuto ad incomprensioni di carattere territoriale, insomma questioni di confini di un pezzo di terra arida e polverosa.
Fino a ieri questi confini di circa 1000 km di lunghezza, erano controllati da circa 2000 peacekeeper dell’ ONU, che con una banale motivazione li ha ritirati, rimettendo in gioco il precario equilibrio dei due paesi.
Lanciato il sasso e nascosta la mano.

lunedì 16 giugno 2008

Sensibilità perduta.

di Dario Petrolati

Erano uomini.
Bambini anche, vecchi e donne.
Quotidianamente sbarca la flotta dei diseredati, degli avanzati, di coloro che senza diritti, nomi, terra, vengono ad imbruttire le nostre rive , fatte per i turisti, per gli amici, tanti, ricchi da vomitare, del dott.( dicono sia geom. come me ) Briatore. Vergogna-vergogna, Destra e Sinistra, ho letto i nomi degli invitati ed ancora come un allocco mi sono stupito di leggere nomi che fanno spettacolo (e sono anche pagati per farlo !) disdicevoli sempre anche dovessero tacere ed invece c'è stato quella che chiamano festa , o al maiuscolo, CASINO.
Parlamentari di tutti i colori, sino a sbavare per un sorriso di Berlusconi nessuno si è tirato indietro, e probabilmente qualcuno sarà stato dimenticato, sai che umiliazione non vedersi fotografato, menzionato ! Ma perchè stiamo perdendoci dietro a queste miserrime cose che solo vergogna arrecano e non piuttosto organizzarci, ribellarci , andare ad aiutare chi non sa più che fare, prestare aiuto, non basta il volontariato , le onlus ormai si sprecano, muoverci piuttosto che provare solo pietà e turbamenti, fare qualcosa da uomini veri senza sprecarci in giudizi e parole che suonano ormai inutili.
Ogni giorno arrivano, di notte senza bussola, stracciati gonfi impauriti, con bottiglie di plastica che avevano riempito di acqua per il viaggio.
Che spettacolo, e proprio all' ora di pranzo, vengono piazzati in recinti momentanei, in attesa di decisioni-leggi che possano ricacciarli indietro, da dove sono scappati.
Non provo più tristezza ma tanta vergogna. Anche io mi sento colpevole e lo sono.
Vivo in giorni in cui uomini dal colore della pelle più scura della mia arrivano sulle sponde dell' Italia Meridionale, in isole ormai strapiene e parlano gridano urlano piangono fuggono muoiono.
C'è chi parla di sparare, usare le armi, altri più furbi suggeriscono di rabbonire , corrompendo i capi degli Stati di quelle terre dalle quali sono fuggiti, od altri accordi , pur di pulire le nostre amate sponde, chè sono nostre come dice Bossi. Via a casa loro.
I viaggi della vergogna del terrore proseguono con tanta foga che ormai nemmeno più ci si fa caso,non c' è telegiornale che non ne parli e se manca la notizia degli sbarchi quasi ci si sente privati di un diritto.
L' altro secolo, quello appena passato, i filosofi perditempo lo definirono " secolo breve ".
Questo, l'attuale, così vergognosamente ingiusto, come lo chiameremo, che meriti avrà per essere ricordato ?.
Forse fa parte di un gioco ibrido che la natura sta preparandoci mentre noi sempre distratti ed anche egoisti guardiamo tramonti e sognamo pane bianco.




domenica 8 giugno 2008

RELIGIONE, SUPERSTIZIONE, SATANISMO O SOLO IGNORANZA ??


Una giovane donna congolese, viene malmenata da suoi connazionali, durante il funerale del marito deceduto per cancro ai polmoni. Potrebbe essere un titolo di giornale, ma è un fatto realmente accaduto nel nostro territorio. Più esattamente a Serra dei Conti, cittadina con una zona artigianale fortemente attiva, a pochi chilometri da Senigallia. Ed era qui per l‘appunto che la famiglia congolese si era insediata e dove il defunto lavorava in uno di questi laboratori. Il perché dell’ aggressione, avviene, secondo quanto afferma la moglie del defunto, per motivi di carattere superstizioso. L’ uomo si era rinchiuso in casa, durante il periodo della malattia, ed in se stesso e non voleva vedere assolutamente nessuno. Di questo fatto, “i tre vendicatori” hanno colpevolizzato la moglie, adducendole il potere di chissà quali malefici impartiti al marito.
La religione, solitamente, può portare ad una esaltazione ma non credo che sbocchi nella superstizione che tra l’ altro, almeno la nostra, rifugge.
La superstizione è un insieme di credenze che influiscono su quello che è il pensiero e che sfociano poi sui modi comportamentali dell’ individuo a volte con gesti sempre ridicoli ma innocui, altre volte pericolosi, trasgressivi e che possono anche raggiungere livelli drammatici e delinquenziali.
Si potrebbe dire che il fatto di cui ho parlato riguardano persone di altre tradizioni, legate a leggende o chissà quali altri “esotici” pensieri, ma non è così.
La Toscana non ha nulla di esotico, anzi è la patria della cultura e della nostra lingua, eppure anche li, quattro giovani sono stati indagati per omicidio. Delinquenza, certo, ma non comune, altrimenti non avrebbe fatto più notizia, per come ci siamo assuefatti a leggere di ciò tutti i giorni. C’ è la possibilità infatti che trattasi di riti satanici sfociati in un sacrificio umano. Quindi il passo tra Superstizione e Satanismo (le due iniziali S e S mi riportano ad orrendi ricordi) è breve. La madre che genera questo parto gemellare omozigoto, credo che non sia difficile identificarla nel nome e cognome d' Ignoranza e Stupidità.