Visualizzazione post con etichetta natale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta natale. Mostra tutti i post

venerdì 9 novembre 2018

Noooo !!!! tra 45 giorni è già Natale un'altra volta !!!

... ma che palle !!! 

Sarà meglio, vista la particolare religiosità della festa, che precisi che esse sono solo intese rigorosamente come primario addobbo natalizio annunciatore di tanta serena felicità.
Però poi se penso che mancano solo 45 giorni a Natale (festa esclusiva che dovrebbe essere sentita nel suo vero valore effettivo che è quello religioso dai soli Credenti VERI e PRATICANTI), non me se ne voglia, ma io mi intristisco. Per fortuna però che io, con il passare degli anni e divenendo sempre più scorbutico ed insofferente, ho imparato a contare solo (al momento della scrittura ancora 58)  quelli che restano per riportarmi alla normalità di tutti i giorni... che visti i tempi che viviamo, non è che sia poi una gran cosa, ma almeno, lasciatemelo dire, non c'è la falsità pressoché obbligatoria (quasi a discolpa per non sentirti fuori corso) del buonismo e consumismo obbligatorio ad orologeria !!
Il Natale da Festa religiosa, nel corso dei secoli, si è mutata in una corsa consumistica, valida se non per risollevare le anime di tutti noi poveri peccatori, almeno quella del motore economico. 
Oddio, per un Paese come il nostro, abitazione di tutti noi componenti della sua famiglia, con le pezze al culo e pieno di debiti (salvo l'eccezione di alcuni fortunati venuti al mondo con la camicia), questo consumismo dovrebbe essere ben pensato e gestito per le necessità della sopravvivenza.
Invece con l'andar dei secoli (del resto noi siamo stati e continuiamo ad esserlo un popolo di sfigati  e masochisti) l'unica cosa che siamo riusciti a modificare è stata quella di credere che  il significato del termine necessità e quello di esigenza siano gli stessi.
Ecco che allora il Natale da festa Sacra è divenuta Profana, da un consumismo atto a soddisfare impellenti necessità si è passati a quello voluttuario dell'esigenza del non essere, bensì dell'apparire.
E si che le tredicesime erano state a suo tempo, una conquista dei lavoratori, affinché potessero almeno a Natale, acquistare un paio nuovo di pantaloni passando i vecchi con le pezze, ai figli minori, con l'intervento di un sarto che allora "rigirava" le pezze ed anche a lui la festività riempiva il piatto. Poi, qualcuno ha pensato che scimmiottando i nati con la camicia di cui parlavo sopra, avrebbero raggiunto gli agi di questa classe sociale. Allora su richiesta dei creatori del consumismo (gli industriali) supportati sulle ali di una Pubblicità sempre più assillante, venne coniata la parola esigenza. Ed allora non fu più sufficiente cambiare i pantaloni, ma questi dovevano portare il marchio  del momento decantato dalla Pubblicità. Oggi non si parla più neppure di marchio (sa di vecchio, di stantio, di superato ecchecavolo), bensì di Griffe, e solo perché il termine straniero fa più "figo". 
Ma la colpa di tutto questo, alla fin fine, lo sapete di chi è ?? Nooo... allora ve lo dico io!
La colpa è dei bambini... Si perché la Festa di Natale è loro (VERO o meglio DOVREBBE essere la loro!!). La festa di Natale del resto non la si fa per loro? Che rispondere se non con un patetico SI giusto perché è festa, ed è la festa che ci porta ad essere tutti più buoni (o Falsi ?).
Si acquistano giocattoli super accessoriati e dal costo esorbitante, solo perché piacciono ai genitori che sanno a priori che ci giocheranno loro vista la difficoltà dell'uso e che magari s'incazz.... se i piccoli glieli dovessero rompere per vedere quello che c'è dentro. 
Si fa festa facendo le orine, ma i bimbi alle 22 devono andare a nanna, perché questa è la regola (giusta nei giornali normali... ma una eccezione...), ma in verità perché scassano quelle famose palle (degli addobbi di cui accennavo a priori). 
Si, i bimbi vorrebbero i dolci, ma fanno male, seppur li si comprano ma perché i genitori sono adulti e loro si lavano poi i denti senza fare storie.
Si potrebbe andare tutti al ristorante, ma invece i bimbi, uno dorme, l'altro ha la diarrea, uno vuole il giocattolo che solo il papà può far partire ed il genitore attualmente sta analizzando il nuovo Smart che gli ha regalato mamma e che a sua volta è impegnata a studiare all'uso del Tablet che il compagno le ha consegnato nella scatola legata con il fiocco rosso.
Si, si fa per loro l'Albero di Natale, seppur si implora poi di stare alla larga, perché se cade un addobbo, si rompono poi sempre quelle già menzionate "palle festive" impegnate a dover spazzare i cocci...
Si, sempre per loro si fa anche il Presepio, ma stanno sempre lì a toccare le statuine e ... noi a rimetterle a posto, mentre magari suona il telefono e arriva il selfie  di qualcuno che ci ha anticipati, con il viso sorridente, la linguaccia e nello sfondo l'albero...
Si, la festa è dei bimbi, che però avendo anche quell'altra della Epifania, che lasciassero ai grandi (papà mamma e i loro amici) di godersi almeno la Festa dell'ultimo dell'anno... in cui giungi al cenone ed al trenino brasiliano di mezzanotte, come uno zombi, stanchi come solo può esserlo chi ha fatto stressanti acquisti di fine anno curando l'abbigliamento per la notte del 31 non dimenticando le mutande rosse, poi le corse dai coiffeurs, le telefonate importanti con gli amici con la frase storica :" ... ohh allora? Cosa si fa? Dove andiamo? Ahh...c'è anche lia... (siamo sotto le feste di Natale !!) ... noo mejo sto a casa allora e me sopporto i mj soceri con i mj fioli...). Due consigli per un Natale sereno (?), pensate quello che volete, ma democrestianamente tenetevelo per voi e scegliete come interlocutori possibilmente i bambini !! Io, intanto, per evitare di essere più falso di quello che mi sono già imposto a tutt'oggic, il giorno prima del fatico 25, spengnerò il telefono. Però qui, come faccio a non sussurrare "Evviva il Natale" ?? !!!







di Franco Giannini

lunedì 18 dicembre 2017

Come ci si augurava IL BUON NATALE...

... ben 174 anni fa... E come lo vorrei  fare, oggi, io con la storia della cartolina. 

Siamo nel 1843 quando viene disegnata la prima  cartolina natalizia ufficiale, che la storia ricordi.
Il disegnatore, come ci viene ricordato da Wikipedia, era un certo John Callcott Horsley.
Ma il padre dell'idea fu invece un  certo Sir  Henry Cole, impiegato delle poste britanniche, nonché imprenditore e disegnatore anche lui, che commissionò all'amico Callcott, di eseguirgli un bel disegno da mandare ai suoi amici per le festività. Venne fatto il disegno, ne vennero stampate in litografia 1000 copie che vennero poi dipinte a mano da un certo Mason, pittore di professione. Costo di ciascuna cartolina fu di 1 scellino. Una vera opera d'arte manuale.
L'avvento dell'industrializzazione fa si che, diminuiscono i costi della produzione, si allarga la moda di scambiarsi gli auguri in questo modo, aumentando logicamente la richiesta di tale servizio.
Per andare ai giorni nostri, forse si toccò l'apice del numero delle cartoline spedite, ogni anno, intorno agli anni '90, quando le cartoline scambiate nei soli USA toccarono la cifra di oltre 2 miliardi e mezzo di pezzi.
Oggi, questa tradizione, non certo degli auguri, bensì del veicolo artistico del come scambiarseli, va via via scemando. Internet ha preso bene o male (per me forse troppo impersonalmente e prepotentemente) il suo posto.
Non ci si ferma più davanti alla vetrina  espositiva con tutta la gioiosa mercanzia di colori, disegni, suddivisa con immagini di presepi, alberi e Babbi Natale, Renne e chi più ne ha più ne metta. Non si osserva più in silenzio quelle cartoline multicolori calcolando nel contempo, magari in silenzio o chiedendo a chi ci accompagnava, il numero delle cartoline da acquistare necessarie per soddisfare il numero degli amici e dei parenti, che magari in quello stesso momento facevano altrettanto.
Ricordo che la scelta era una cosa lunga, meditata. Magari se ne prendeva una che poi si rimetteva al suo posto, perché una più "bella" aveva colto la nostra attenzione, o supponevamo fosse più indicata al personaggio a cui avevamo deciso di inviarla.
Si acquistavano poi qualche cartolina in più, non si sa mai che non ci venisse a mente, all'ultimo momento, qualche nome che avevamo dimenticato di inserire nell'elenco?, perché intanto a male non andava, in quanto l' avremmo usata l'anno prossimo. Cosa che poi non avveniva mai, perché l'anno prossimo ritenevamo che fosse superata e "antica".
Poi, da prima il telefono, e poi il computer con la sua posta elettronica, poi le Poste che hanno ridotto il ruolo del portalettere e che oggi ti consegnerebbero (sempre che non vada perduta nel corso dei  passaggi dei vari appaltanti) a Pasqua, per non dimenticare poi gli Smart.
Quello che non è scomparsa è l'usanza di scambiarsi gli auguri, solo che oggi con l'avvento degli Smart, dei PC, dei Social Networks, non sai mai se si tratta di un atto dovuto, quasi amministrativo, uguale per tutti e che con un semplice click mandi al mondo intero, oppure un'espressione di un sentimento vero e sentito, che una volta ti mettevi a pensare con tutta la famiglia che ti faceva da contorno e che poi veniva scritto da chi aveva una bella calligrafia.
Io i miei, seppur non attraverso una cartolina, li posto qui in fondo, destinati a chi avrà avuto la pazienza di arrivare a leggerli. A chi non ha il PC provvederò, logicamente, in altro modo.

A TUTTI VOI, 
I MIEI PIU' CARI SINCERI 
AUGURI DI UN 
FELICE E SERENO 
N  A  T  A  L  E,
 UNITAMENTE ALLE VOSTRE FAMIGLIE







di Franco Giannini

martedì 23 dicembre 2014

Buon Natale,... comunque esso sia !

... religioso, laico, ricco, povero, solitario o in compagnia,... Buon Natale a chicchessia !

Purché esso sia, almeno per la maggioranza degli italiani, l'ultimo con le pezze al culo.
E che anche i Babbi Natale Precari, possano ritornare a guidare le slitte di un tempo, con qualche modesto dono, senza il timore di pigliarsi una multa per divieto di sosta, fintanto che frugano tra i cassonetti della spazzatura con la speranza di rimediare qualche giocattolo per i propri figli, meno fortunati ( oggi, la maggioranza!!)
Mi ero ripromesso che come data d' armistizio, l'ultimo e penoso Consiglio Comunale, (da prima sospeso e poi con la seduta sciolta definitivamente per mancanza del numero legale di Consiglieri) che mi sarei astenuto da qualsiasi commento di carattere politico, semipolitico e populista. Non per nulla se non per rispettare quella finta bontà, con una scadenza controllata da uno stillicida conteggio alla rovescia, che però il Natale sempre esige. Buoni fino al 6 di Gennaio e poi l'Epifania con un colpo si scopa spazzera le Feste e  si ritornerà ad essere quelli di sempre.Sicuramente più veri malgrado la "cattiveria"!

Ma c'è sempre chi soffia sul fuoco ed infatti ho ricevuto qualche telefonata da parte delle "anime maligne" che mi sollecitavavano (malgrado il periodo del "volemose bene") a "digliene due a sta gente...". Insomma il solito italiota del "va avanti te che a me, me viè da ride". Per essere buono ed in linea con il periodo di false promesse e non deludere il sobillatore ho ceduto alle sue lusinghe.

Ecco che allora mi sono ripromesso di essere "acido" al minimo sindacale, ma non con gli assenti del Consiglio. Perché per questo c'è OpenMunicipio che li "sputtana" tutti con l'elenco dei presenti ed assenti. Anche se poi ci sono sempre le solite benigne giustificazioni, alcune vere, altre para-politiche o a volte solo "para". E poi diciamolo, costoro bene o male che se ne parli, a loro fa sempre piacere, perché alla fine ci guadagnano quella vivibilità pre-elettorale disposti come sono a tutto pur di essere ricordati nel fatidico election day. Figuriamoci che  alcuni dei presenti, nella speranza di avere nella prossima legislatura uno "zuccherino", gratuitamente si sono prestati a piccoli lavori di "cortigianeria", pur di restare fino all'ultimo vicino al proprio "sire". Ed ad uscirne umiliato da simili atteggiamenti pecoroneschi, credo di essere stato più io di loro. Ma si sa, loro so ragazzi!!

Ma almeno, se non in quelle locali, un po' di sale sulle ferite dell' Italia anonima dei mille comuni, mi sia concesso metterlo. Che poi c'èst la meme chose, l'identica cosa, perché si sa che i "piccoli" sono soliti scimmiottare i "grandi" ( con la g minuscola proporzionata al loro valore!). Quindi Stato Assente e Comuni anonimi, come anonimi sono le loro Amministrazioni e i personaggi che vi pullulano all'interno e che sono stati posti a capo di quella Greppia rappresentante il Presepe di un paesello qualunque che preso ad esempio potrebbe rispondere al nome di Ponziopilonia. Paese dove le mani sono pulite(?) ma le coscienze un po' meno!
Solitamente, in ogni Presepe Politico, l'unico personaggio riconoscibile dietro il Bambinello è sempre e solo il somaro. Una figura che nessuno vuol rappresentare apertamente, ma che in cuor loro sanno di impersonare tacitamente. Tutte le altre statuine, invece, sono sempre, volutamente, molto irriconoscibili. Ed il bello consiste che più si va avanti nel tempo e più queste cercano di camuffarsi. E più esse gridano ai quattro venti che politicamente il tutto deve essere fatto, scritto, discusso, promulgato, legiferato ecc, ecc, sempre alla luce del sole, più tendono a defilarsi con mille artifizi, nascondendo, camuffando, infrattando, miscelando lecito ed illecito sul precario crinale periglioso della legalità. E le vedi che cercando rocambolescamente di restare a galla sui laghetti fatti con spezzoni di specchio, o magari rubandosi a spintoni e colpi bassi, il posto in prima fila di qualche collega pastore, che piegato in due è intento a radunare le pecorelle smarrite. Innumerevoli le pecorelle, tutte uguali, tutte pazienti, tutte belanti. La rappresentazione del popolo.
Potrebbe essere il quadretto di una allegoria di un qualche partito politico nostrano, che visto che siamo in clima natalizio e quindi di falsi buonismi, evitiamo di farne il nome.
E tutte le figurine che girano attorno ad esso dovrebbero avere una identificazione politica, che invece non hanno, perché seguendo gli insegnamenti del loro Pinocchietto hanno imparato che in politica, la priorità principale è quella di tirare il sasso nascondendo il più velocemente possibile la mano colpevole. Ed allora per non saper né leggere e né scrivere, molti indossano, in previsione dell'imminente campagna elettorale di maggio, magliette anonime di liste non definite o meglio definite "civiche", qualcuna delle quali anche "de-vota" per "Lui". Sono tutti dei Nessuno, come il mitico Ulisse, che non possedendo una tessera di partito, si definiscono non politici. Tessera, quindi, che sembra solo l'unica ad identificare una persona immersa in un ruolo "Politico" o con un certo ideale.
Un po' come vergognarsi delle proprie idee e quindi identificarsi con un apoliticismo ridicolo ed un po' vigliacco. Un atteggiamento che funziona come quella risposta che danno i "timidi" a chi  chiede loro "per chi hai votato?" e la risposta sorridente, rispettabile quanto altrettanto pusillanime del "Il voto è segreto!". Ma visto che è Natale e siamo tutti quasi buoni, un alibi a questi signori glielo vogliamo dare? Si, fortunatamente non sono tutti uguali! Alcuni sono peggio di quanto e come li ho qui descritti.
Mi sento a questo punto come se Eduardo De Filippo la rivolgesse a me quella sua battuta inserita nella commedia "Natale a Casa Cupiello" con il suo :"Te piace 'o Presepe?". La mia risposta in questo caso sarebbe identica alla battuta del copione :"A me non mi piace..." anzi, aggiungerei "neppure un po' ".
Auguri, comunque a tutti. Quanto meno a chi al taglio del Panettone, c'è arrivato !





di Franco Giannini

martedì 24 dicembre 2013

L'antivigilia di Natale nella Redazione di SenigalliaNotizie.it ...

... ed a casa Netservice per i tradizionali AUGURI di BUON NATALE 2013. 

A presenziare all'evento, come oramai uso, il nostro benevolo "boss" Massimo Mariselli affiancato dalla sua signora Manuela Miriam Winter e dai due loro figli, nonchè logicamente i redattori, i collaboratori, gli amici, i clienti, ed occasionali, eventuali ed inaspettate, ma sempre comunque gradite presenze. Insomma la Netservice & SenigalliaNotizie.it lascia la porta aperta a tutti per tutte le informazioni e non solo. E come si può vedere ed ascoltare dal video qui sotto riportato, non poteva essere che il nostro Massimo a porgerci ed a porgere ai lettori tutti, a cui va la nostra riconoscenza per l'assiduità e la costanza con cui ci seguono, questi AUGURI NATALIZI, in modo particolarmente simpatico, come dovuto in questi periodi.
A questo punto, chi scrive, si associa al messaggio di Massimo esprimendo altri auguri particolari (sarò de parte, ed anche un po' ruffiano, ma le pubbliche relazioni bisogna curarsele!!) ai miei personali lettori, che saranno pochi, ma sono sicuramente e qualitativamente "i più migliori" intenditori. Ovviamente sto scherzando: Auguri, invece, sinceri ed a tutti, veramente a tutti!!
Una raccomandazione... !! Non perdetevi il video  !!




Testo e video di Franco Giannini


AUGURI di NATALE 2013


Il blog non è che sia molto frequentato, sono solo io che mi sono montato la testa a forza di sentire dai politici di turno, che bisogna abolire le frontiere e guardare avanti. Allora per sentirmi al pari con i tempi, almeno qui, provo a guardare avanti.
Il bello è che non vedo nulla di nuovo.
Vedo si il solito tunnel e dentro tanto buio. Le lucine?  Solo quelle dell'alberello di Natale. Ma che sarebbe un Natale senza gli auguri. Che almeno la piccola speranza ci illumini e ci riscaldi un po' i cuori !!!!!!
...ed allora eccoli qua in tante lingue ed altrettanta sincerità! Non poteva mancare però, l'ultimo, ma solo in senso di posizione, in esperanto: la lingua della pace e della fratellanza tra i popoli ed indirizzati a tutti i miei cari amici lettori e non, vicini e lontani, conosciuti e che spero di conoscere:

Feliĉan kristnaskon kaj prosperan novjaron




di Franco Giannini






















































venerdì 20 dicembre 2013

Il vero, originale, quanto meno attuale, albero di Natale degli Italiani !

Cosa?? N'è Bello?? Ma vero, si !!

In questi giorni che precedono di poco il Natale, c'è chi va ad acquistare le statuine per i presepi, chi va per fare shopping, chi si dedica agli addobbi natalizi, chi in prossimità della fine dell'anno, tira le consuete somme (anche se già ne conosce il risultato) e...  va semplicemente aaaa farsi... come dire... benedire!
Mario, questo il nome di fantasia dell'artista seguace del nuovo movimento della "pop-new economy,  collega di San Giuseppe falegname, quest'anno ha voluto abbandonare le tradizionali raffigurazioni del Presepe, oramai scontate, optando per questo attuale e caratteristico albero di Natale che, qualcuno con la puzza sotto il naso, definirà non bello. Però sicuramente balla o per lo meno fa ballare, viste l'incaz... di questo periodo sfigato di cui tutti attendono la fine. Giuseppe un falegname di terra, Mario, invece falegname di mare.
In questo albero,  terra o mare che sia, è racchiusa tutta la storia economica di questo paese dove anche le Facoltà universitarie di Economia e Commercio sono state costrette a mutare il nome in solo Economia... onde far fronte ai famigerati e scellerati tagli. 
Questo Natale, quindi, più che negli ultimi anni, tutto si basa sulla politica del "taglio". Ed anche Mario ne è stato influenzato. Addobbare un abete, con tanti lustrini e pajette e palle multicolori a gogò, con le infinite luci che in questi ultimi tempi hanno fatto di tutto per  farci credere di vedere, sarebbe stata la cosa più semplice di questo mondo. Però avremmo avuto solo un albero bello, ma che in fatto di sincerità, visto quello che stanno attraversando gli italiani, non avrebbe di certo ballato. Forse sballato si ! 
Ed ecco allora che Mario, ha studiato, disegnato, progettato e costruito con le sue mani ed i suoi avanzi di lavoro, questo albero che ha due funzioni: di cui una concreta ed una sottintesa. La concreta, la si vede subito ed ognuno la può giudicare come meglio ritiene. L'altra, la sottintesa, assai pungente, radiografa la situazione del Paese.
Mettiamo allora questa radiografia sullo schermo illuminato e cerchiamo di individuare che cosa ci può dire !

*Lo scheletro dell'albero si regge per scommessa, perché nasce da  una "Base" invisibile o meglio non la possiede proprio (come dicono anche gli esponenti del "Movimento dei Forconi"), infatti i "Vertici" della cima, sono strettamente legati al tetto, come dei condannati all'impiccagione.

*La stella Cometa augurale non è posta sulla punta dell'albero, bensì, Mario, ha pensato bene di posizionarla alla base. Perché sono solo i cittadini dei piani terra, quelli che hanno bisogno degli Auguri. Non certo chi abitando ai piani alti, al vertice governativo, ha già confermato spudoratamente, con spocchiosità e senza alcun ritegno, il suo privilegio nel mangiare il panettone sia in questo Natale che in quello del 2014. E se si può, seppur non lo abbia detto, immaginare alla faccia di chi.
Da parte della base, allora quale tacita risposta espressa come desiderio, si spera solo che esso sia stato prodotto e confezionato da qualche pasticceria cinese. Buon appetito e buona digestione! Come dire: gentili e falsi ! Ma certi insegnamenti, del resto s'imparano, da chi più sa!

*Il tricolore per ricordarci che siamo in Italia e la scritta Gabon rovesciata, per indicare che la strada tra un po' e neppure molto distante sarà questa per molti italiani.
*Il timone (del Paese) sistemato nel posto destinato alle radici, come dovrebbe essere nella vita di tutti i giorni e non nelle mani schettinizzanti di marinai d'acqua dolce, pronti a genuflettersi, ma non altrettanto ad evitare le nostre scogliere.
*Le palle non sono state appese, perché divenute, anch'esse, oramai troppo grandi e sproporzionate alle dimensioni dell'albero ed incompatibili alla portata del suo scheletro. Il solo appenderne anche una avrebbe potuto solo anticipare il crollo della struttura, ancor prima del fatidico 6 Gennaio.
Ecco che il nocchiero Mario, abituato ai marosi, al posto di legarci le pericolose palle in procinto di scoppi improvvisi, ha allora optato per la scelta di una curiosa specie di accessori, di attrezzi, di avanzi di legno, di corde, riciclate, come ad officiare il funerale dell'artigianato, o per meglio generalizzare e per dovere di precisione, la morte del lavoro.
*Ed essendo il suo DNA legato al mare, come una Venere uscente dalla spuma della risacca, non poteva non ricordare il dirimpettaio Adriatico. Un pannello di plastica con su riportati tre pesci. Quelli che sono rimasti per l'appunto, ancora gli ultimi da pescare ed immortalati a futura memoria per i posteri. Poi, dulcis in fundo, da pescare resteranno solo fogli di plastica!
Le luci promesse
*Ma, Mario, voce grossa, cervello fino, è un acuto osservatore che da sotto ai baffoni alla Sor Peppone seppur con le sue frecciatine, si augura ed augura a tutti gli italiani (sempre e solo quelli della base) un impercettibile senso dell'ottimismo.
Allora neppure questo è bello! Per di più, pure bugiardo.
Come si può vedere dalla foto a lato in un tubo di gomma, di quelli usati per travaso del nettare degli dei, ha posto un filo di lucine  (Gente, ohi, non son mica da confondere con i neutrini della Gelmini!!), che rappresentano l'inizio della ripresina, che, promette lui, ci sarà sicuramente!! (attenzione però che lui è si falegname, ma pure marinaio!! Con l'aggravante della nomea, di essere un gran pigliaingiro!)





di Franco Giannini

giovedì 6 gennaio 2011

RICONOSCIMENTI "NATALIZI"


di Franco Giannini
Appena ricevuto la telefonata di Enrico, con infinita gioia ed immensa soddisfazione, rendo pubblica la notizia della sua vincita del premio indetto dal blog "blanc de la nuque" per la migliore poesia sul Natale 2010 già qui postata. Questa è la motivazione che comunque è possibile trovare sul sito linkato.

Chi ha vinto il "Concorso di Natale" di Blanc?

Talvolta la poesia salta fuori inaspettata e non è mai come la vorremmo. Capita così che un poeta scriva una poesia sul Natale piena di luccichii, di parole scientifiche ma a due dimensioni, capita che scriva una poesia come tante, ma che poi, per scrupolo, apra il meccanismo e mostri a tutti gli ingranaggi del suo pensiero, mostri che dentro l'albero c'è il crudo muoversi dell'intelligenza, capace però di additare direzione, simile alla cometa. Là dove ci si aspetta il gesto veritiero, scavando, si trova l'ingegnosa orchestrazione dove i musicisti sono tutti automi, mossi dal gran puparo: senza volerlo, Enrico Dignani ha mostrato l'artificio dell'evento, l'inautentico che muove la patina del dono. Dico "senza volerlo" perché, mi pare, era sua intenzione chiosare i propri versi, dare ragione delle parole: scelta sbagliatissima da fare a priori perché viene a sostituirsi all'immaginario del lettore, viene a sminuirlo, diffidando del suo ingegno. Eppure questa poesia di secondo grado, mi pare quella che meglio illumina l'albero del senso, per cui l'ho scelta quale vincitrice del "Concorso di Natale".

venerdì 24 dicembre 2010

Auguri di Buone Feste



A tutti i lettori i nigliori AUGURI di Buone Feste, con l'ulteriore augurio di Trovare anche un attimo di riflessione sulle parole di questa poesia di Madre Teresa di Calcutta, a cui un anonimo ha aggiunto dei suoi pensieri.



Iscrizione sulla Casa dei Bambini di Calcutta

Trova il tempo

Trova il tempo per pensare,
è la fonte del potere.

Trova il tempo di pregare
è il più grande potere della terra.

Trova il tempo di ridere
è la musica dell’anima.

Trova il tempo di giocare,
è il segreto dell’eterna giovinezza.

Trova il tempo di amare e di essere amato,
è il privilegio dato da Dio.

Trova il tempo per donare,
La giornata è troppo corta per essere egoisti.

Trova il tempo per leggere,
è la fonte della saggezza.

Trova il tempo di essere amico,
è la strada della felicità.

Trova il tempo per lavorare,
è il prezzo del successo.

Trova il tempo di fare la Carità
è la chiave del Paradiso.

martedì 21 dicembre 2010

NATALE 2010



Non certo perchè oggi sembra far tendenza dirsi amanti della poesia, ma solamente perchè mi sembra un modo molto sobrio e diverso per fare gli auguri di BUONE FESTE ai lettori di questo blog e nel contempo per soffermare un pò di attenzione su di un poeta, scultore, incisore, pittore...un artista completo, un artigiano dell'arte, con un solo difetto, almeno oggi, quello della troppa modestia: Enrico Dignani





NATALE 2010


Natale,
santo ricorrere ricorrente
nella ricorrenza
...nel misterioso frattale
dove il possibile
sembra magico
e lo stupore è vitale.
Nella spirale tempo
delle cento dozzine
cento luci
cento sfere
cento volte la festa:
prima dell’adDio.
Intermittente cromatica
artificiale allegria nell’essere
dei participi:
lo stato festeggia l’essente,
fa l’albero della gioia,
lo rinnova con cose
che parlano di noi:
ci appendo
questo linguaggio inusuale
poco natalizio,ma prevedo
con santo sdegno pochi baci,
me li fo bastare,
i comunisti se li fanno bastare,
l’autosufficiente torre
dello spirito
è educata dal bonario
santo bastone del Natale
ad avere pazienza.
La gaudente eroticaleggiante
compostezza natalizia, vola scintillante
nella tradizione
nei televisori nei supermercati
nei frattali di Mandelbrot
e nel mondo quasi facile di internet
bello e affollato di auguri.
Angelo santo stammi vicino
dammi la mano che sono piccino.

di Enrico Dignani
NOTE:

= elevato agli onori degli altari e della tradizione\\ ricorrere = verbo infinito \\Quando?\\ricorrente=participio presente \
Dove?\ nella ricorrenza
\ Dove? \ nel misterioso frattale = vedere su YouTube: frattale di Mandelbro...t\
dove il possibile sembra magico=tecnologia\
e lo stupore è vitale = il cervello ha bisogno di gratificazioni \
(Il frattale e l'albero di Natale a me sembrano spirali, vortici come il tempo che ci è dato di vivere.)
Nella spirale tempo
delle cento dozzine = cento anni
cento luci
cento sfere
cento volte la festa = cento anni
prima dell'adDio= la morte:siamo enti finiti.
Intermittente cromatica = luci colori
artificiale allegria nell'essere
dei participi:
lo S\stato festeggia l'essente,= la cultura la tradizione si conferma, si impone utile al sistema.
fa l'albero della gioia, = di natale
lo rinnova con cose
che parlano di noi: = stato sociale
ci appendo
questo linguaggio inusuale = credo lo sia
poco natalizio, ma prevedo
con santo sdegno pochi baci, = lagnanze esistenziali tipiche.
me li fo bastare,
i comunisti se li fanno bastare, = ironia tipica
l'autosufficiente torre = torre d'avorio, esilio intellettuale tipico.
dello spirito
è educata dal bonario
santo bastone del Natale = manganello con lo stipendio per lagnanze esistenziali tipiche.
ad avere pazienza.
La gaudente eroticaleggiante = l'erotico e perfino il porno lo vedo sempre più deliberato.
compostezza natalizia, vola scintillante
nella tradizione
nei televisori, nei supermercati,
nei frattali di Mandelbrot = vedi su Google
e nel mondo quasi facile di Internet = io sono poco pratico
bello e affollato di auguri.
Angelo santo stammi vicino
dammi la mano che sono piccino.

martedì 2 dicembre 2008

SENIGALLIA COME LA POESIA DI VALENTINO...VESTITA DI NUOVO!!























































Foto di Patrizia Tardelli
Gli artisti: Fidia Falaschetti, Moon-8 FSA CREW, Michele Santini, Miche Droghini, Marco Bortolin, Fabio Ferretti, Associazione Romagna in Fiore.

di Franco Giannini

Sabato 29 novembre è stata una giornata di nuovi eventi per la città di Senigallia: l' anticipo al 29 Novembre rispetto al consueto 8 Dicembre, dell' accensione delle luminarie natalizie, lungo le principali vie e piazze del centro; l' inaugurazione della pista on ice di pattinaggio, montata per le imminenti festività all' ombra della Rocca Roveresca; ed infine ma non ultima come valore di iniziativa, l' inizio delle fase di affrescatura delle pareti del sotto passo Perilli con soggetti disegnati dai migliori writers regionali e non, mutandone così l' uso: da un semplice passaggio pedonale, ad una Galleria d' Arte permanente.
Sotto le luminarie accese fin dal tardo pomeriggio, a Piazza Del Duca si sono andate assiepando lungo le mura, sul ponte d'ingresso alla Rocca, lungo le scale, nonchè attorno alla pista di pattinaggio, centinaia di persone desiderose di assistere all' inaugurazione di un evento sportivo, inusuale, considerando che la nostra è una città di mare e dove gli sport invernali sono praticati da pochi intimi.
Comunque più che una inaugurazione di una pista di pattinaggio su ghiaccio, si è trattato, viste le innumerevoli presenze di personaggi conosciuti nell' ambito dell' Amministrazione Comunale, quasi un Consiglio Straordinario suo generis, tenutosi fuori sede, perchè così ambientato su di un terreno non certo caldo, sarebbe servito a freddare anche gli animi dei più focosi consiglieri ed Assessori.
Molti, dicevo, i presenti sugli "spalti", a guardare, criticare, lodare e divertirsi in particolar modo per le evoluzioni dell' Assessore "dal sorriso che non conosce confini" che senza la classica "puzza sotto il naso" di chi impegnato solitamente a salvaguardare le apparenze, perchè riveste ruoli pubblici impegnativi, si spogliava di questi per assumere quelli di un semplice e felice padre di famiglia, intento solo a divertirsi con la figlioletta, almeno per una giornata.
Sembrava un pò l' orso buono, un pò il Cecchi Paone reduce dalla scorsa Isola dei Famosi, e che con uguale simpatica faccia tosta, non ha deluso il pubblico presente, deliziandolo con una sua scivolata che faceva assaggiare il fresco della pista al suo lato B.
Un sorriso, il berretto di lana della figlia sulla testa, l' incerto rimettersi in piedi sulle due gambe e via di nuovo a macinare giri, inappuntabilmente in giacca e cravatta, come le istituzioni chiedono.E mentre questo spettacolo andava avanti, sotto un cielo che si era fatto nel frattempo stellato, a poche centinaia di metri, al coperto, aspirando un aria pregna del caratteristico odore di colori acrilici, alcuni giovani stavano passando un colore celeste-azzurro sulle pareti del sotto passo Perilli, che l' indomani avrebbe fatto da sfondo ai loro lavori artistici.
Lavori artistici che porterà, da domani appena il tutto sarà terminato a chiamarlo con un nome più appropriato: Galleria d' Arte Perilli.
Non più solo un passaggio pedonale, ma un corridoio di una mostra d' arte permanente.
Sono ritornato l' indomani a vedere il proseguo dei lavori. Dire solo "bravi" ai ragazzi sarebbe riduttivo. Hanno lavorato senza interruzione dal mattino presto fino a sera tardi, per circa 12 ore, in piedi, al freddo, riscaldati solo dalla forza della loro età e dalla passione con cui si fa e nella volontà di chi crede in quello che fa.
La cosa unica da farsi è lo scimiottare il loro comportamento, poche parole e molti fatti.
Ecco che allora ho pensato giusto utilizzare le foto scattate dall' infaticabile organizzatrice di tutto il lato artistico di questo evento, Patrizia Tardelli, per dare una visione reale di quanto è stato fatto.
Grazie ragazzi, e tenetevi pronti per la primavera... perchè forse qualche altra cosa bolle in pentola ed avremo sicuramente bisogno nuovamente di voi!!

giovedì 27 novembre 2008

PROVE DI NATALE... MA NATALE PER CHI ?


di Dario Petrolati

Ieri sera per fare 5 km., dall' ufficio a casa, ho impiegato più di un' ora.
Strada diritta, tutta in città, lavori in corso perenni per la nuova tranvia, eppure sono stato fermo, dietro una interminabile colonna, a respirare questi gas che anche se non si vedono arrivano prima o poi a colpire le nostre vie respiratorie.
I mezzi pubblici tanto pubblicizzati fanno un servizio da schifo, sempre colmi e cari e senza orari fissi, sarà che non mi fa di sentirmi un pacco, ma diffido viaggiare accanto a persone che non troppo si lavano e spingono e spingono e noti meglio come tutti siamo indifferenti al vicino chiunque esso sia, i ragazzi con le orecchie tappate da auricolari e fili intrecciati per isolarsi ed ascoltare altro, cose per loro, seduti indifferenti al precario equilibrio di qualche anziano e via ancora poche simpatiche cose da vedere.
C' è sui bus un mondo ineducato, che preferisco non giudicare anche perchè fare il moralista è brutto e sa di falso. Bisognerebbe dare l' esempio noi più anziani, genitori, nonni, scuola, ma allora il discorso diventa lungo e difficile, e se questa è la società in cui viviamo la responsabilità di un qualcosa l' abbiamo un poco tutti ed allora il resto sono anche comode scuse.
Comunque il blocco automobilistico di ieri sera aveva una ragione: un'incidente automobilistico tra più auto, una fuga dopo una rapina, e tante macchine di carabinieri e croce rossa relativa. Succede allora che i famigliari, a casa, vedendo il ritardo dei congiunti, cominciano ad agitarsi si preoccupano e si usa il cellulare per dire sono vivo, sono quì.
Allora chiuso dentro la vettura ascolto un poco la radio per farmi compagnia, penso e vedo i negozi che si truccano per le vendite di Natale.
Si lamentano tutti, ma disordinatamente: i negozianti chè dicono di non vendere, noi-molti a chiederci come e cosa poter comprare per regalare, far contenti almeno i bambini e le persone care.
Regali utili non quelli che luccicano , io di solito sono monotonissimo regalo sempre e solo libri o dischi, chi mi è vicino o si aspetta un regalo da me sa già che arriva il prevedibile "mattone", cominciano allora a prevenirmi e raccomandarsi: niente libri per favore ( non abbiamo posto ).
Che disagio cado allora in uno stato antipatico a me stesso, chè il posto per un libro almeno per i bambini ci deve essere sempre per forza, a meno che la terribile umiliante parola non prenda il sopravvento : povertà. E' triste tristissimo assistere alle liti della nostra classe politica che per TV urlano cifre fanno calcoli e danno ricette per risolvere i problemi dei poveri, cosa significa essere tali e quando si comincia a toccare il confine tra chi può e chi non può.
Alcuni gridano che dobbiamo essere ottimisti, comprare-comprare, altri provano che adesso si sta avvicinando un periodo assai disdicevole, anzi ci siamo già dentro e forse manco ci accorgiamo.
Il brutto deve ancora venire, se per radio si ascoltano consigli di luminari dell' economia allora si va in tilt.
E' un momento disdicevole, antipatico, aleggia ovunque paura e disagio nascosto, eppure a Cortina, quassù nei locali, già cominciano ad essere esauriti i posti per i cenoni di Natale e Capodanno.
Ho amici compagni che vestono come me, fanno la mia vita, ma quando si va alla Wiennese o in un bar qualsiasi se aprono il portafogli hanno carta moneta viola -rossa, fogli di euro i cui colori io ho solo visto in mano ad altri.
Ma come fanno?.
Secondo lavoro, in due su due che lavorano anche la domenica, insomma io qualcosa non ho capito, le banche le finanziarie, insomma io non sono stato ai tempi, non mi sono adeguato.
Mistero, c' è però qualcosa di poco chiaro ed ognuno ha diritto ad avere i propri segreti.
Comunque auguri a chi se li merita.