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domenica 24 febbraio 2019

Volti e nomi della Senigallia celebre ma modesta, n° 24 : Oriana Scarponi ...


...un volto di certo conosciuto dagli sportivi o anche semplici frequentatori delle palestre e palazzetti senigagliesi : atleta che personifica la modestia, di certo però né di Senigallia, né quantomeno celebre (...almeno fino a ieri !!).

Ecco che allora i "precisini", gli analizzatori di notizie, seppur non me lo chiederanno, sicuramente però se lo domanderanno, perché allora io abbia scelto questo titolo per il mio racconto, che, preciso subito, tutto sarà meno che un articolo.
In effetti il titolo, in prima lettura, potrebbe sembrare che contenga dei controsensi, ma poi continuandola si converrà con chi scrive, che alla fin fine quanto enunciato potrebbe anche essere considerato veritiero
Ad onor del vero, con questo mio racconto, voglio rendere un omaggio anche a tutte quelle persone anonime Modeste e Caparbie, che riescono a cogliere il frutto, qualunque esso sia, con infiniti sacrifici. Escludendo da costoro però i "falsi modesti" ed i biasimabili "illusi" consapevoli delle loro illusioni, che sovente sono soliti scaricare le colpe dei loro insuccessi, sulle spalle altrui, ma i sulle loro e magari accompagnandole anche dal patetico piangersi addosso.

Oriana Scarponi, non è di certo appartenente a queste due famiglie, come pure non è una senigagliese puro sangue de "machì", perché ha i suoi natali nel "vallao". Nasce infatti in quel di Jesi, da mamma Pasquina, jesina verace e dal papà osimano, nel mese di giugno (attenzione è di conseguenza del segno dei  gemelli!! : gente grintosa, esuberante ed eternamente giovanile) di un anno "senza numero" perché non lo potrei mai rivelare per rispetto della sua privacy e perché per una signora l'età è segreta come l'altra faccia della luna.  
La prima palestra che inizia a frequentare è quella della scuola elementare G. Mestica di Jesi e non perché sente il richiamo del caratteristico "profumo" del sudore di chi si allena, bensì per porre rimedio ad una scoliosi attraverso la ginnastica correttiva che hanno consigliato a mamma Pasquina di far seguire. Ed è qui che incontra fortuitamente una valida allenatrice di Ginnastica Ritmica che ritenendola predisposta naturalmente, l'indirizza verso questo sport. 
Ma erano altri tempi quelli dei nostri genitori, altri tipi di culture, fatto è che la Sig.ra Pasquina, sopporta con pazienza ed in silenzio che Oriana si rafforzi la colonna vertebrale, si raddrizzi le spalle, ma poi a guarigione avvenuta, vedendo non certo di buon occhio l'attività sportiva intrapresa dalla figlia come se si trattasse di tempo perso, senza sentire né si, né ma, la fa smettere.
Ma da giovani si sa, il tempo cura velocemente i dolori. Altri sono gli interessi che prendono il posto della Ginnastica. Incontra quello che sarà poi suo marito costruendo quello che è stato il percorso che abbiamo fatto quasi tutti. Dimentica gli attrezzi della ritmica, si fidanza e si sposa e da questa nuova esperienza famigliare ecco nascere la piccola Vanessa.
la vanessa

Nel frattempo le mentalità genitoriali si sono più emancipate, seppur Oriana non ne ha mai avuto bisogno ed anzi sente la necessità di far prendere quel posto che lei aveva con sofferenza abbandonato, nel mondo della ritmica, alla sua piccola a cui ha dato il nome di una farfalla: infatti nella ritmica se non hai la leggerezza di una farfalla non sei destinata ad andare distante. Sarà un caso fortuito, sarà la sua vecchia passione che fuoriesce da ogni suo poro? Fatto è che con l'iscrizione di Vanessa alla Polisportiva Senigallia il Presidente nella persona del conosciutissimo ed apprezzato Pasqualino Belenchia, gli cuce su misura la carica di presidente del settore Ginnastica Ritmica. 
Nel 2000 incontra la celebre coreografa Natalia Solodova, e con la medesima fonda, essendo la specialità della Ritmica una quasi gemella della Danza Classica, la scuola per future "Etoille" denominata "Passi di Danza". Tra le "piccoline" c'è anche una certa Sofia Giordani di cui in seguito avrò modo di parlare.  La location della scuola di danza viene ubicato nella palestra del Liceo Classico Perticari. Una "Eccellenza" di Liceo (non è una mia incensazione, ma è il tempo e la storia che l'ha così blasonato) e che quindi non può avere che una palestra eccellente in cui riescono a convivere sport  considerati erroneamente "minori" grazie a maestri, educatori di assoluto prim'ordine. Ed è qui che, la nostra Oriana, ha la fortuna d'incontrare un altro personaggio assai conosciuto a Senigallia non solo per la veste dirigenziale sportiva in quanto fondatore (siamo nel 2000) e direttore Tecnico della U.S. Pallavolo Senigallia : l'Avv. nonché Consigliere Comunale Roberto Paradisi, a cui non sfugge quanto le sue piccole pallavoliste si siano affezionate velocemente, nei brevi incontri di cambio attività, alla nostra Oriana. E' così che l' Avvocato pensa bene di proporle una collaborazione con il nuovo gruppo appena costituito.

Tra un impegno ed un altro si giunge così all'anno del Signore 2010, quando un bel giorno ad Oriana si presenta in palestra un ragazzo timido, educato, che dall'accento si comprende forestiero. Si tratta di quell' "incontro galeotto" che farà nascere nella Sig.ra Scarponi la passione per il Taekwondo. Il ragazzo altro non era che Christian Magnoni alla ricerca di una palestra in cui piantare la succursale fabrianese di questo esotico sport. 
I "gemelli" zodiacalmente parlando (si dice) siano anche persone dal cuore nobile, per cui Oriana che crede in questi segni, non li smentisce e si offre senza farsi pregare tanto, aiutandolo affinché le venga concessa la disponibilità della palestra Perticari nonché di fargli un po' di pubblicità per trovare degli adepti a tale disciplina.
A conferma di quel che dico, c'è anche la mia intervista a Christian datata 4 Marzo 2011, grazie proprio all'intercessione di Oriana nei miei confronti (allora ero un assiduo collaboratore di SenigalliaNotizie.it ), e nel frattempo aiuta anche a fare volantinaggio e con il solito "passa parola".
E grazie a questo loro assiduo lavoro di divulgazione la scuola senigagliese di quest'arte marziale coreana apre i suoi battenti grazie all'iscrizione dei primi 4 tesserati, tutti giovanissimi. Ma da questo momento, la nostra Oriana viene come folgorata su di una sua personale via di Damasco che dalle ali della farfalla della ritmica, dai vaporosi tutù delle  sue "etoilles", dal volteggiare delle sue  piccole pallavoliste, la porta a scoprire quello che potrebbe risultare (ma così poi non è) uno sport di contatto : il Taekwondo. Infatti è uno sport si di difesa personale, ma anche frutto di esercizio di meditazione e filosofia.
Intanto la "scolaresca" aumenta con i suoi componenti. Le classiche urla nelle varie fasi di allenamento le entrano nelle orecchie, quella compostezza richiesta al corpo nell'esecuzione delle "Forme" la affascina. Ma alla fine "galeotta fu l'amicizia" di Oriana con la sig.ra Annapaola (mamma di due dei primi tesserati) che le fa proporre (non so però realmente da chi sia partita l'idea) "se t'iscrivi te lo faccio pure io". E è così che Orianna diventa "cintura bianca" ed inizia il suo percorso con Annapaola. Un percorso che attraverso le sei stazioni dei colori basilari di questa specialità sportiva, in 7 anni la porta a fregiarsi di quella "Nera". Apice di una carriera, che proprio perché impensata, non è che  se la fosse proposta fin dall'inizio. Ma l' appetito però le è via via aumentato, fino a mangiarsi, come si è visto, tutti i colori. 
Le spiegazioni, per dovere d' onestà, di che cosa rappresentino i colori delle cinture nel Taekwondo non sono mie, ma le ho dovute rubare su internet. Però mi sembravano intelligenti, veritiere, create appositamente per chi è riuscito a tagliare ogni tappa del percorso. E Oriana mi è sembrata l'indossatrice che potesse personificare ogni colore: Il "Bianco" che rappresenta l'ingenuità dell'atleta, Il "Giallo" la fertilità della terra in cui l'allievo metterà le sue radici, Il "Verde" i primi germogli del suo lavoro, il "Blu" la maturità della pianta, il "Rosso" il tramonto di una giornata di lavoro, ma anche la presa di coscienza del pericolo che s'incontrerà nei combattimenti ed in fine il "Nero", la notte, ovvero il passaggio dalla vecchia alla nuova tipologia di allenamento fisico e mentale ed inoltre esso è il frutto della sovrapposizione di tutti i colori. Perché poi con il nero gli esami, come ebbe a dire l'indimenticabile Eduardo De Filippo, non finiscono mai. 
Ora che è diventata cintura nera, seppur un confessore non dovrebbe mai rivelare quanto ha raccolto in confessionale, voglio rivelare i "dolori della nostra non più giovane Werther", non certo per il piacere di svelare un segreto personale, ma per far comprendere la correttezza, la compostezza, il rispetto, la considerazione che ha sempre nutrito Oriana nei confronti dei suoi Maestri. Avrebbe potuto partecipare e forse ottenere, vista la sufficiente preparazione già raggiunta che le avevano garantito, ancor prima dell'attuale esame di cintura nera, se il Maestro Giovanni Berardi (Nera 8° Dan) l'avesse consigliata (e non certo proibito di partecipare) di rimandare l'esame onde migliorare nei dettagli l'esibizione delle sue "forme". Un passo che le è costato non poco, ma che a capo chino ha accettato con il classico e rispettoso "Obbedisco". Un "Nero" arrivato con un poco più di ritardo, ma con tanta più grinta ed alla fine con maggior soddisfazione : Il piacere dell'attesa è esso stesso piacere, o no? Mi aveva confessato nei momenti di sconforto, che se fosse riuscita a raggiungere quel traguardo della cintura nera, avrebbe toccato il cielo con un dito ed avrebbe attaccato il dobok al chiodo. Ma non vedeva la cintura nera, vedeva solo nero... ed infatti !!
Ora verrebbe da pensare, che questo sia stato l'ultimo canto del cigno ? Ma quando mai !!
Dopo 7 anni la Scuola di Taekwondo Senigallia, gestita dal grande Christian Magnoni, per esigenze lavorative del suo fondatore, ha dovuto essere consegnata nelle mani di qualche Maestro di valore. La scelta di Christian allora è caduta su di un suo collega di Ancona il Maestro Paolo Barboni (Nera 6° Dan) Tkd Olympic Ancona. A Senigallia è stata inviata in qualità di Allenatrice la cintura nera 4° Dan Sarah Zannini.  Ma guarda caso, chi pensate sia ancora lì a fare da "chioccia" a tutti, Maestri, allenatori, atleti, neofiti, medici, se non quella che come nella Forza del destino canta partiam, partiam, partiam e resta sempre lì, se non la Nostra Oriana Scarponi.

Posso aggiungere che in questo clan così ben amalgamato, oggi troviamo anche la Dr. Sofia Giordani, che in quest'inizio di storia era raccontata come ancora una bambinetta raccolta in un tutù quasi più "pesante "del suo fragile corpicino inscritta in quella scuola denominata "Passi di Danza". Oggi, con quella costituzione fisica non eccessivamente cambiata, non poteva che divenire una Espertissima Biologa Nutrizionista, che ha voluto entrare nel clan della Scuola di Taekwondo senigagliese offrendo agli atleti le sue notevoli doti professionali consigliando a questi ed ai loro genitori la sana alimentazione da seguire. 
Non lo so per certo, ma immagino che anche qui con la Sofia, ci sarà stato lo zampino della solita Oriana, che oggi, dopo qualche giorno dalla consacrazione ufficiale, già non mi parla più di appendere il dobok al chiodo, chissà perché? forse perché si sentirebbe "nuda"? ed allora mi ha cominciato sottovoce a parlare, ma così, ben s'intenda, senza alcun impegno eh!!, poiché oramai è felice di dove è arrivata, però perché fermarsi... 
Te lo dico io, fai bene Oriana, perché fermarsi ?, ma unitamente a me te lo dicono tutti coloro che ti vogliono bene e ti sono vicini.    









di Franco Giannini

mercoledì 26 giugno 2013

Anche per la scuola di taekwondo, la campanella è suonata...

le 2 gemelle del tkw
l'anno scolastico è terminato!!!
Beh?? Dov'è la stranezza?? Semplicente nel fatto  che mentre i ragazzini se ne sono andati, in fin dei conti, soddisfatti e felici di prendersi un po' di riposo, senza più impegni, con la prospettiva di tanto sole, mare, bagni e divertimento, c'è qualcuno, o meglio alcune, che hanno concluso la stagione con i visi imbronciati. Anche se per motivi diversi!
Si Paola, una sei proprio tu! Posso comprendere che Arezzo abbia lasciato in te un po' di amaro in bocca, ma lo sport è fatto anche di questo. Ed il saper cadere, pronti a rialzarsi, fa parte proprio delle regole dello Sport ed in principal modo nel taekwondo, dove scatto, riflessi e concentrazione sono gli ingredienti basilari . 
in fase di concentrazione
Anzi, voglio dirti di più, quando uno comincia un'attività sportiva, nel borsone contenente tutto quell'abbigliamento, che all'inizio non si vede l'ora di indossare perchè fa tanto fighi, uno dovrebbe metterci anche, ma non in un angolino, ben visibili, le possibilità negative, i momenti negativi che un atleta può incontrare durante le sue esperienze. So anche che leggendomi, non mi dirai che ho ragione, anzi forse mi manderai anche a farmi benedire, ma devi sapere che anche le sconfitte, fanno parte del bagaglio tecnico positivo di uno che vuole diventare atleta (ed atleta lo si può essere a qualsiasi età e relativamente a questa!). Voglio solo sperare che dopo avermi letto, spedito in quella mia Ancona, passato un po' di tempo (mica tanti giorni ehh!!) tu vada a rileggerti e magari osservare che ho usato ad esempio il termine "esperienze" (mamma mia quante te ne sto chiedendo...) e sai perchè? Semplicemente perchè queste, a parte le positive che come tali, sono sempre soddisfacenti se non trionfali, anche le  negative, o tali si valutano, alla fine sono anch'esse con un segno + . Insomma l'esperienza , un'esperienza è di per sè sempre positiva.
Tu poi, non puoi assolutamente permetterti abbattimenti di alcun genere, prima per motivi professionali, poi per quelli di mamma, nel tuo caso doppi avendo due figli anch'essi atleti a cui devi insegnare le regole sportive sopra enunciate ed infine, non puoi tradire il sodalizio instaurato con Oriana, la tua gemella del "calcio in bocca!", assai diverso dai "saltimbocca alla romana".
cintura non aggiornata!!
Ed ora  signora cintura verde, si parlo proprio con te Oriana, devi spiegarmi il tuo non saperti godere la promozione, perchè... perchè... perchè!!!
Immagino cher la prima cosa che sei andata a vedere sarà la foto a lato, che come vedi l'ho però sottotitolata per non essere criticato (anche se in qualche modo lo farai ugualmente!), in quanto non sono ancora in possesso di una aggiornata con i colori della speranza.
E tu invece da Arezzo, con un attestato pieno di buoni voti, di critiche positive degli stessi giudici di gara, stai a mangiarti le mani per un centimetro che sei fuoriuscita dalla pedana e che ti ha fatto prendere 15 centesimi di penalizzazione e forse una migliore qualifica se non addirittura la medaglia.
Va bene, si, capisco, nello sport non bisogna mai sapersi accontentare, bisogna essere dei perfezionisti, bisogna chiedere al corpo ed alla mente sempre il massimo, Ma questo va fatto, confesso che non sono un allenatore e quindi potrei dire delle corbellerie, ma credo che questa "pignoleria"  deve esserci sia in fase di allenamento che al momento della performance. Poi però, alla fine della gara, si accettano i responsi (a volte anche a denti stretti, ma fanno parte del gioco, anche gli errori di chi valuta!), qualunque essi siano. Domani è un altro giorno, si ricomincia di nuovo e non ci si può portare dietro il ruminare continuo dei rimpianti, dei "se avessi fatto". Hai sbagliato, non l'hai fatto, domani valuteremo il come, dove e perchè dell'errore, dell'imperfezione, della cattiva concentrazione, ma per il momento... punto!! Intanto però oggi gioiosamente mi rigiro tra le mani il mio piccolo successo colorato di verde... è così che credo si possano anche ricaricare le batterie e partire sparati per il superamento del prossimo scalino. 
 le due gemelle "Pappa & Bumba"
E poi c'è un fatto morale. Che non è poca cosa!!
Se piangi "lacrime" tu, che cosa dovrebbe dire la tua gemella??
Fareste bene entrambe, ad andarvi a rivedere quello spezzone di filmato
che ho girato al Giocagin 2013, dove due signore della borghesia venivano assalite da un bruto... una di loro due cadeva e l'altra dopo aver respinto l'attacco dell'uomo, si avvicinava alla sua amica per allungarle la mano e aiutarla a rimettersi in  piedi per poi, in quell'unione che crea la forza, "finire" definitivamente l'impersonificazione del male.
Ecco, è questo che mi auspico di poter rivedere, ma non attraverso dei freddi fotogrammi, ma attraverso una visione reale, quando la scuola aprirà nuovamente i battenti.
Per il momento, non posso che farvi i complimenti, seppur i miei possono avere un ridicolo valore, per come riuscite (quando non "piangete insofferenza"!), sempre (tolto in questo caso!) caricate ed entusiaste in ciò che fate. Buone ferie quindi (o buone vacanze ? come si può dire nel vostro caso?), e arrivederci a settembre.
Franco Giannini