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sabato 13 agosto 2016

Titolo ed articolo : letto il primo, bisognerebbe leggere anche il secondo...

Alexa Moreno (ginnasta messicana)
... quanto meno per scoprire se il primo c'azzecca con il resto del contenuto!

Ed invece, poi oggi sui network è diventato come nei cento metri piani, "capisce di più" chi impiega di meno a metterti su un "Mi piace" sulla parola. C'è chi riesce ad inviarti il pollice alzato, anche nello spazio di due secondi dopo la tua condivisione, malgrado il pistolotto che hai scritto si compone di 4 pagine formato A4 con caratteri corpo 13. E le mode, si sa, coinvolgono tutti. Figuriamoci quindi in casi di mala titolazione, come potrebbe salvarsi la carta stampata, che sovente riesce a campare proprio sulle vendite dovute ai titoli sensazionalistici a sua volta riportati sulle locandine esposte nelle edicole. Non è più la oramai "pallosa" pubblicità, l'anima del commercio, ma la curiosità (a volte incrementata da non poca dabbenaggine), la morbosità nel farsi i fatti altrui, il "Gossip" su chi e per che cosa è quello che più piace!
Teresa Almeida
Alcuni titolisti, hanno una innata ed eccezionale abilità ed esperienza nel saper stuzzicare la curiosità del lettore facendo affidamento sul dire e non dire, sfruttando il gioco delle parole. Altri invece spingono l'acceleratore sull'ironia telegrafica della battuta, altri ancora mettono una didascalia avvalendosi della "fortuna" di aver trovato una foto "particolare". E solitamente sono questi i meno professionisti e quelli che il più delle volte sbattono il naso sui commenti di quell' Opinione Pubblica che  "non sbaglia mai", non conoscendo le difficoltà in cui spesso s'imbatte il povero, ed il più delle volte, onesto creatore di titoli. O crede di non sbagliare mai.
Si è fatto un gran parlare dell'uso del termine "Cicciotelle" su un quotidiano nazionale che ha portato come conclusione finale del giudizio dei ricercatori della giustizia facebocchiana, al licenziamento del direttore responsabile del quotidiano, per non aver pensato (o per essergli sfuggito visivamente parlando) che questo termine era offensivo, razzista, ineducato e chi più ne ha più ne metta. Come ho letto succesivamente da parte di chi ha scritto questa "imperdonabile" offesa, il termine usato non era inteso in senso offensivo, ma voleva essere usato come termine famigliare del tutto affettuoso. E se mi viene permesso, ma se me lo si vieta lo dico ugualmente, io credo nell'affermazione di questa seconda ipotesi. Sfido chiunque a non averlo detto a qualche suo famigliare dopo gli stravizi post natalizi o pasquali... suvvia dai!! Infatti c'è chi del loro peso ci ha fatto su una risata (vedi la ginnasta  messicana Alexa Moreno o la guardiana della porta della pallamano angolana Teresa Almeida).
Certo che chi lo ha usato, ha fatto la classica pipì fuori dal vaso ed avendo sbagliato si sarebbe dovuto assorbire tutti gli sghignazzamenti del mondo di FB, di Twitter e quant'altro, ma da qui al licenziamento, beh devo dire o che siamo diventati tutti orbi o che del puritanesimo ci stiamo nutrendo.
A questo punto ritengo che gli è andata anche "grassa" visto che se invece di cicciotelle avesse usato il termine "ciccione" o "grassone" o "obese", si sarebbe ripristinata la pena di morte, altro che licenziamento.
Non voglio andare contro corrente (già mi sta diventando sempre più difficile galleggiare sulle acque placide del bon-ton che fin a ieri preferivo), ma per dovere di onestà, molti dei "pennaroli" commentatori facebocchiani locali, allora avrebbero dovuto e dovrebbero scrupolirsi ogni qual volta si usano espressioni nel corpo dell'articolo, o immagini che fissano degli sgarbi, o quando atteggiamenti descritti o immortalati in una immagine riportino a volgarità, razzismo, ineducazione. Quando la Sig.ra Merkel (persona che non mi è assolutamente simpatica!) fu chiamata più di una volta "culona" se non anche con definizioni più volgari, se non ricordo male, provocò risate. Vogliamo parlare dei termini usati nei confronti della Presidente della Camera Boldrini (anche lei molto autorevole ed infallibile nei suoi atteggiamenti) ed anche in questo caso nessuna testa è caduta sotto la ghigliottina. Ci siamo dimenticati l'abbinamento del termine "scimmia" con quello dell' europarlamentare Cecile Kyenge e quali teste sono state recise? Per l'uso del termine "mammo" indirizzato a Vendola, chi è che ha pagato pegno? Per non parlare poi di tutti quelli usati per il calciatore Balotelli ad ogni sua balatollata che non sono poche.
Io, ma è un mio particolare punto di vista, sono più infastidito nel vedere atteggiamenti che offendono l'etica di un individuo (sia essa di natura lavorativa, sportiva, religiosa, razziale, ecc.) che non il semplice e misero titolo di giornale. Le Olimpiadi di Rio non passa giorno che non mi (ci) dia occasione per dare risalto (che non viene invece dato come, negativamente, meriterebbe).
Nel beach volley con due nostre atlete (professioniste) che esultano eccessivamente ad ogni punto ottenuto contro due ragazze intabarrate dalla testa ai piedi, per il loro credo religioso: la raffigurazione dello spot "Ti piace vincere facile!". Come non ho assolutamente apprezzato il gesto della Di Francisca nello sventolare la bandiera europea, per ricordare le vittime di Nizza. Un gesto che i Politici (e chi se non quelli!) hanno apprezzato e che io (ma se non giudico posso almeno pensarlo?) credo che sia stato pensato a priori essendo un atleta delle FFOO che intende proseguire quando la spada verrà attaccata al chiodo, seguendo la carriera di chi prima di lei ha tracciato il solco ed ora è ancora la spada a difenderlo (leggasi Vezzali!!).
 Nell'antica Grecia si fermavano le guerre quando iniziavano i giochi olimpici, qui, in quelle moderne (mi si dica se è questa la modernità ?) ci troviamo di fronte al rifiuto di una stretta di mano da parte di due atleti judoisti divisi da una banale (almeno per me!) lotta politico-religiosa. Se ne è parlato del fatto anche a livello della Dirigenza Olimpica, ma forse non scatterà l' espulsione dell'atleta egiziano, perché nelle leggi olimpiche non è contemplato che si sia obbligati a stringere la mano all'avversario.
i due Judoisti Israeliano ed Egiziano
Nessuno o pochi a parlarne, o quantomeno non si da quella sottolineatura data alla parola "cicciotelle" che il Comitato Olimpico sta chiudendo troppo gli occhi, o meglio sta facendo troppo l'occhiolino alla politica, agli interessi economici ed allo "sporco" che questi riversano  sul mondo dello sport Che a quel che pare sia ben accetto ai dirigenti che presenziano a tutte le sigle dei comitati e sottocomitati creati per coloro che dal ruolo di atleta è passato a quello di dirigente.
Alex Schwazer
E a quel che sembra ci si lava le mani di fronte ad un caso quale quello dei due Judoka e invece si fa i duri con una squalifica di otto anni contro il nostro marciatore per il solo fatto di punire (oramai è sulla bocca di tutti e non solo di noi italiani) un uomo come il suo allenatore, da sempre in lotta proprio contro quel doping di cui è stato incolpato il suo allievo.

Se poi non fosse sufficiente, ci sarebbe da parlare anche razzismo di atleti che hanno proibito di far salire su di un pulmino altri loro colleghi sportivi, per il semplice fatto di essere di altra nazionalità ed appartenenza religiosa. Fatto che mi ricorda tanto ai bagni o ai mezzi di trasporto proibiti ai black di americana e sudafricana memoria (neppure tanto distante!!). Ed a ricordarmelo è anche un po' la spocchiosa accoglienza ricevuta dall'atleta Yulia Efimova sul podio
da parte delle sue colleghe e dai fischi di un pubblico impietoso.
Ecco di carne su fuoco, mo vengo licenziato dal pensionamento (?), oltre alle "cicciotelle" ce n'è tantissima di cui parlare, sicuramente altra ce ne sarà ancora più importante, come la mancanza di lavoro, la povertà, la fame, le guerre...insomma le solite cose di cui tutti conosciamo le gravità, ma preferiamo parlare di altro, perché poi da una parte ci si sente accusati di populismo, da un'altra che bisogna pensare anche positivo, poi c'è quello, forse il più intelligente, che riassume tutto con faciloneria affermando, ma basta parlare di politica... ed allora l'unica è pensare che in Italia il 20 inizia il Campionato di Calcio con Juve-Fiorentina e Milan-Torino e... chi si è visto si è visto...
Ohhh a Settembre poi qualcuno provvederà!!





di Franco Giannini

domenica 6 gennaio 2013

Se abolissero i "Gruppi Misti" ??

... cosa impossibile ! Non si possono cancellare, al più gli si può trovare un altro nome. 

Si puo' eliminare la Protezione Civile? No, perché è un corpo indispensabile per la sicurezza del Paese.
Ebbene i Gruppi o il Gruppo Misto sono la medesima cosa! Come gli antipasti, i fritti, gli arrosti o l'insalata  sono piatti prelibati per soddisfare palati fini, anche codesti gruppi sono simili alle su citate portate, ma costruiti ad hoc per palati invece grossolani, il cui organo da soddisfare non è tanto la gola, bensì il loro lato "B", meno esigente come papille degustative, ma ugualmente da tutelare salvaguardardandolo e posizionandolo, vista la delicatezza, sul velluto di uno scranno.
E' per questo che un posto nel "gruppo misto" non lo si nega mai a nessuno, come il bicchiere d'acqua o una mano a chi chiede aiuto.
Si perché, questo gruppo è un po' come ritrovare il calduccio e la sicurezza del ventre materno.
E' un po' come svegliarsi da un incubo e trovarsi di fronte il viso sorridente, accattivante e rassicurante di qualcuno che ti offre un alloggio confortevole, lontano da responsabilità dirette. Una grande casa, formata da tante stanze, con tanti colori, tanti ideali, tante sedie, dove ogni viandante politico spaesato, ritrova serenità e voglia di fare. Di fare come aveva fatto fin a quel momento, ma questa volta, senza esporsi troppo. Se ci fosse nella pulsantiera del voto un solo bottone, quello di astenuto, andrebbe di già più che bene, perché intanto sarà sempre quello che verrebbe premuto.
Gli indumenti non saranno monocromatici ma policromatici, giusto per non indispettire nessuno, restando buoni amici di tutti gli altri condomini.
Questo è quello che sta accadendo in questi giorni nella grande macchina impastatrice del nostro Parlamento Nazionale. E', non più il luogo per eccellenza dove si fa politica, ma una Hall straordinaria di una stazione ferroviaria, fatta di arrivi e partenze, dove anche le stazioni cambiano nome e posizione ed i viaggiatori sono dei piccioni a cui è stato tolto il dono dell'orientamento: Destra, Sinistra e Centro. Il Centro è divenuto l'ombelico del Mondo. Tutti sono di centro. Oggi si vergognano a dire, come facevano orgogliosamente un dì "sono di destra" e l'altro arto non è assolutamente meno vergognoso a dichiararsi "sono di Sinistra".
Quello che c'è di più bello, in queste camere prenotate per brevi o lunghi tempi, sono le porte comunicanti. Basta una promessa ed essa si apre come per incanto alla delicata pressione della manina della fata tentatrice del simbolo miglior offerente.
Volgarmente li si difinirebbero dei "Mercenari". Ma forse scrivendo questo si offenderebbe l'onorabilità di chi in cambio di "vil" denaro rischia la propria vita. Questi non rischiano nulla, se non uno stipendio con cui si potrebbero mantenere dieci famiglie di operai. Meglio definirli allora con il nome succitato di quella marca di profumo intenso e dozzinale che unanimemente costoro usano ed il cui olezzo aleggia nelle stanze ad ore che detti gruppi occupano. Una sorta di sala profumata di un centro per l'impiego per politici in attesa di una chiamata! Attualmente sono disponibili però, a quel che sembra, solo posti nella Magistratura, a cui si sono ridotti il numero dei Magistrati e non solo per i tagli governativi!
Ma non tutti hanno il dono della pazienza e si accontentano di attendere passivamente tempi migliori. Altri, quelli che riescono, grattando, spesso casualmente, a trovare in fondo alle tasche una briciola di quell'ON. orgoglio, no, non ritornano al loro lavoro... fondano un movimento, una corrente, raschiano dallo stemma di un vecchio partito un nome, danno una rinfrescata in qualche modo ad un tricolore e rientrano dalla finestra di quella abitazione da cui erano usciti dal portone. Tutti lo fanno non per proprie esigenze, bensì perchè hanno a cuore il bene di quell' Italia, che invece ne  farebbe tanto bene a meno.
Questa del resto però è la nostra politica italiana. La seconda Repubblica avrebbe dovuto essere migliore della prima, la terza della seconda, e dicono anche la quarta della terza. E sono certo che non ci fermeremo qui, perché quanto scritto sarà attuale anche tra un anno (o poco più) quando niente sarà mutato. Si faranno nuove elezioni, si continuerà a parlare di antipolitica e di populismo quando si parla contro, forse si parlerà di una quinta Repubblica migliore della quarta, ma a non mutare saranno sempre le stesse facce che purtroppo da quando sono nato mi accompagnano e che la "Divina Provvidenza" ha fin ad ora graziato. L'ultima speranza che abbiamo? E' che ad intervenire sia la Divina Provvidenza  per sfoltire, come sa fare, questi gruppi di nulla facenti ed i nuovi siano più facenti e giovani .


Franco Giannini

venerdì 7 dicembre 2012

Dopo Lazzaro, ci prova Silvio !

-Ma è un refuso ??!!! Io sapevo che Stalin era morto !! 
-Si, si, hai ragione... ma non è un refuso, è solo una mezza bugia (o quasi)... ma intanto tu comincia a spargere la voce, visto mai! 
 

I Cavalier serventi (meglio sarebbe dire le sgallettate "amazzoni serventi" visto il loro numero) del fantino "senese" (senese solamente perché a suo dire, lui, cavalca ancora a pelo...aiutami lingua!!) si stanno agghindando con i vestiti della festa di un anno fa. A qualcuno sembra vadano stretti ed allora si stanno guardando attorno nella speranza di trovare qualche occasione in qualche mercatino di oggetti parlamentari riciclati. LUI è al settimo cielo, sente (dice) voci mistiche che gli suggeriscono di tornare, ma non solo. In questi momenti di semi lucidità mentale assapora quegli attimi indimenticabili in cui la voce regale di Elisabetta chiedeva chi fosse il bifolco che urlava "Sig. Obama", oppure si rivede fare uno spassoso divertente CU-CU all'Angela, non dimenticando di etichettarla con il termine amichevole di "culona". Ora queste rimembranze gli sembrano possano ripetersi. Anche perché è trascorso un anno, ma i personaggi storici sono rimasti quelli, eccezion fatta per quel francese di cui non ricorda più quasi nulla, se non che aveva la moglie "bona" e per quel beduino che aveva il suo stesso hobby, quello di cavalcare a "pelo", ma che poi ha fatto una brutta fine. Intorno sente uno strano  profumo di Passera, che sembra avergli stuzzicato certi appetiti e rinverdito vecchi ricordi sopiti, ma mai dimenticati totalmente. I vecchi amori, del resto, non si dimenticano mai totalmente. Passera, un nome, una garanzia di peccato che ti irrita e ti sveglia certi richiami. Ecco che allora come per incanto torna a sognare un(a) Mora che con un po' di Fede, malgrado emani cattivi odori e non sia il massimo della bellezza, (ma ha dalla sua parte la spensierata esuberanza di una ancora minorenne gioventù), con l'autorizzazione del suo zio faraone, si è assunta il compito di organizzare  nella "dacia" dell'hinterland milanese, delle piacevoli serate fatte a base di gradevoli  cenette e spettacoli eleganti, come solo lei sa proporre. L' Anfitrione, perdurando quel cattivo odore, appurando di persona che deriva da una trascurata alitosi, si ricorda di avere tra le sue conoscenze chi potrebbe risolvere quel problema. Una giovane, prosperosa, bella e brava igienista dentale. Esperta in problemi dell'uso gestionale dell'apparato orale, che può aiutare la nostra minorenne ad una gestione più consona e meno disturbante del suo cavo faringeo nel corso delle eleganti serate.
Immagino che da questa mattina, dopo che una "nebbia" d'uomo, a mo di ambasciatore che non porta pena, è salita all'Alto Colle a minacciar mari e Monti, di chiudere bottega, ha iniziato a far rinfrescare le pareti delle cento camere e del salone dei Bongo-Bongo, in attesa che le danze (eleganti) ricomincino di nuovo.
Ma la senilità non lo aiuta a vedere oltre i suoi occhi a mandorla, che il botulino gli ha semichiusi, ha perduto il pallottoliere per fare i conti dei sudditi rimastigli al fianco, la scatola del Viagra è vuota, i suoi due amici di merende hanno altre cose a cui pensare. I gioielli di casa (quelli economici, gli altri riposano tra la pace dei sensi) hanno perso valore, ed il ragioniere del night-club ha altro a cui pensare. Solo le agenzie di statistica, finché qualcuno le paga, continuano a fornire dati a lui positivi ed incoraggianti. Ma tra un po' si sveglierà, e la fase del risveglio questa volta non spaventerà più di certo gli italiani, oramai dallo stesso vaccinati a queste situazioni,  ma solamente questo "ometto" (sosia dell' "Alieno" di Bonolis di Avanti un altro), ambizioso, a cui si augura tutto quello che lui non desidererebbe: in primis l'essere abbandonato e deriso. Destino, del resto, di tutti coloro che credono di dettare le proprie leggi (ad personam) e che vendono sempre come "democratiche" e per il bene del popolo!
Franco Giannini

giovedì 23 agosto 2012

I Foghi bruciano...ohhhh come bruciano !!!

A chi??? Anche se dicono di no, bruciano un pò a tutti! 

Quindi, si, anche al sotto scritto. E neppure poco!
Ognuno avrà le sue buone motivazioni, a partire dal primo portavoce ufficiale dell'Amministrazione, che si era assunto il compito, all'ultimissimo momento, di far conoscere ai suoi 300 mila amici di FB conosciuti attraversi i recenti avvenimenti mondani che ha fatto conoscere la nostra città al mondo intero.
Nella lista degli ustionati, anche gli operatori turistici del Lungomare dei Dimenticati. Uno di costoro, poi nell'irritazione del momento, l'ha fatto due volte. Come dire "Curnuto e mazziato" confessando che per via di questi fuochi invisibili, ben 80 clienti avevano disdettato la prenotazione per la cena. Chi ha ricevuto la confessione, logicamente, come farebbe qualsiasi prelato, non rivelerebbe mai neppure sotto tortura, agli organi preposti, il nominativo di tale "sfigato". Nella lista comparirà immagino anche il nome della ditta che ha allestito il tutto, come quelli dei QUI, QUO e QUA dell'amministrazione. Sorpreso a mettersi l'unguento sulle bruciature, dopo le critiche generali e personali, ancora lui : il portavoce, costretto prima a dire una cosa, poi con un quasi ritrattarla facendo presente che in seguito se ne potrà anche riparlare e subito dopo ancora smentito  dalla voce del padrone : qui comando io e se non vi sta bene, possibile che dal prossimo anno nessuno si ustionerà più, perché i fuochi, sempre che ci siano i soldi, si faranno sempre lì alla Rotonda, o non si faranno per niente. Va bene!! Augh!! Il Vanno Marchi della costa senigalliese (lunga ben 200 mila centimetri) ha parlato. Da quello che ho potuto sapere, le bruciature hanno raggiunto anche il Ciarnin, i cui lamenti sono giunti fino a 500 metri dalla Rotonda soffocati poi dall'intensità della musica.
Anche io, dicevo, sono rimasto bruciato dall'evento, ma non per i fuochi. Concordo con il Sindaco, se mi fossi trovato al suo posto, sapete che vi dico? Non li avrei fatti. Vergognoso, in questi momenti, bruciare 6/7/8/9... quello che volete (il numero esatto intanto non lo si saprà mai, anche se verbalizzato!), quando si è chiesto scusa alle famiglie dei disabili per servizi venuti a mancare perché non ci sono fondi. Sto strumentalizzando questo evento ?  Chiamatelo come vi pare, ma questo è il dato di fatto che se anche non fosse vero, almeno agli occhi della cittadinanza così appare.
Dicevo che sono rimasto scottato quindi, non per i petti, più che per i petardi ...pardon i fuochi, ma per quanto è stato poi detto da chi, se voleva parlare, avrebbe dovuto solo dire, usando il plurale maiestatis, abbiamo sbagliato. Invece si sa, che chi cerca di scusarsi in modo poco sincero, alla fine non fa che accusarsi.
Non mi assolutamente piaciuto leggere, che magari questi fossero i problemi d'affrontare o ancor più impertinente l'invito a non rovinare il modello senigagliese considerando il solo nostro particolare punto di vista. Quale nostro ? Il suo? E chi ce lo dice che il suo è giusto. Dobbiamo credere sulla parola?? Eppoi ancora se questi non sono i veri problemi cittadini, quali sono quelli di cui la gente dovrebbe parlare? Delle sole eccellenze immagino! Tempo fa qualcuno dei ben pensanti, aveva scritto che la politica non si fa parlando delle buche, delle strade da asfaltare. Allora quale sono le argomentazioni autorizzate a poter essere discusse sulle pagine dei giornali o al massimo su FB divenuto oramai l'organo ufficiale di stampa del comune? Manutenzioni cimiteriali no, merda canina no, viabilità no, complanare per carità si fa solo polemica, sevizi sociali? solo strumentalizzazione, parcheggi no, manutenzione piste ciclabili no... vogliamo parlare di che cosa ha intenzione di fare la Giunta negli atteggiamenti da far prendere a Senigallia nei confronti della Siria? Oppure far firmare le regole di Economia  alla Merkel, che siano più consone alla Spiaggia di Velluto, pena la dichiarazione di ospite indesiderata o la dichiarazione di guerra alla Germania.
Abbiamo perduto tutto, non ci permettevano di parlare assolutamente prima, poi ci hanno permesso di parlare pur non ascoltando a quanto dicevamo, ed ora vogliamo cambiare anche questa scelta ?
Sono appunto certi atteggiamenti che mi hanno bruciato e che mi hanno riportato a pagine di storia che fortunatamente ho vissuto, ma non posso ricordare perché ancora ero in fasce... Fasce... si ho scritto bene...non fascio!
 
Franco Giannini

mercoledì 14 ottobre 2009

IL CAFFE’ CORRETTO E’ SERVITO….!!


Certezze, dubbi, meriti, demeriti o…cos’altro?

di Franco Giannini
Già pubblicato su 60019.it del 13.10.2009



A volte basta un semplice input per farti rimuginare pensieri che poi vanno e vengono nella mente per giorni e giorni. Solo il fatto di leggere che a Senigallia, si apre o si dovrebbe aprire un caffè con la prerogativa di chiamarsi “Letterario” solo perché l’intenzione è quella di mescere “Cultura” oltre che servire caffè, mi ha dato da riflettere non poco. Infatti il locale dovrebbe essere alla moda (il che di già offre delle riflessioni), non vi si berrà il solito caffè o le solite bevande, non vi si degusterà solo pasticcini accompagnati da tè esotici, non ci saranno solo sfiziosità gastronomiche, ma in principal modo in questo suggestivo ambiente, almeno così io deduco e mi raffiguro, dovrebbero venire a rifocillarsi tutti gli “assetati ed affamati” di cultura. E sono quasi certo, a Senigallia sarà un’ iniziativa che farà successo. Che allora se ne sentisse il bisogno ? Non saprei dirlo, ma so quasi per certo che, almeno nei primi giorni, sarà sempre affollato. Solo che se da una parte ho quasi questa certezza assoluta (ed è cosa strana per me, persona sempre piena di dubbi), dall’altra mi sorge il dilemma: ma da chi sarà composta questa “clientela”: più da modaioli che da intellettuali, predominerà più l’apparire o più l’essere ?
E codesta riflessione, me ne fa nascere un’altra. “Letterario” è come dire cultura, cultura è come dire interesse, interesse come dire partecipazione. Ed uno dei termometri della partecipazione fanno parte anche le letture delle testate giornalistiche, televisive ed ancor più quelle on-line. Si perché quest’ultime hanno inventato i famosi “commenti”. Ma è anche vero che al discreto numero di lettori di questi giornali on-line non risponde mai un altrettanto congruo numero di commentatori. E questi quando appaiono, sono sempre firmatari con gli stessi nomi, cognomi, nick-name di cui poi tutti i navigatori hanno scoperto le reali paternità. Si leggono a volte anche infinite partite di batti e ribatti tra due o tre commentatori, ma il loro numero, malgrado la quantità dei commenti, è sempre irrisorio. Mi viene da chiedere allora, se tutta questa sete di cultura, di bisogno di conoscere, di sapere, di partecipare, sia dettato da un bisogno interiore reale o invece generato da una sola morbosa modaiola curiosità, una sfacciata necessità di scovare un gossip magari inaspettato anche all’interno di impensabili argomentazioni. Dico questo, perché allora mi spiegherei le innumerevoli letture al verificarsi di eventi luttuosi, o di cronache delittuose cittadine, che salgono notevolmente e che se vengono affiancate da commenti, essi risultano sempre lapidari, brevi e privi di contenuto. Alle letture di argomenti politici, rispondono poi quei pochissimi preparati in materia a cui si frappongono battute che a volte nulla hanno a che fare né con essa e neppure con altro, semplicemente senza senso. Tutte le altre argomentazioni sembrano ridestare noia, sia come letture e figuriamoci come commenti. Ma allora vien da chiedersi perché c’è interesse a leggere e poco a scrivere. Per incapacità nello scrivere ? Per questioni di tempo ? Per tenersi fuori dalla mischia timorosi di sbilanciarsi ? Per mancanza di cultura ? Eppure in quell’evento mediatico odierno che è Facebook, sembra che la moda di commentare abbia invece preso piede. Tutti sembrano che nel corso della giornata non facciano altro che pubblicare link, sottoscrivendoli con telegrafici messaggi. Sembra che il boom di questa moda non faccia più dormire sonni tranquilli al Brunetta e non solo a lui. Qualcuno mi suggerirà, che ci sono anche degli articoli interessanti, utili, ben fatti. Concordo con costoro, ma sono casi molto sporadici che più salgono con il loro contenuto, meno commenti hanno. I commenti su Facebook, se posso dirlo, con i loro contenuti, sono il più delle volte, non voglio dire demenziali, ma molto limitati nella loro telegraficità e forse rappresentano la difficoltà dell’italiano medio nell’esprimersi, in principal modo tra i giovani. Con questo non voglio dire che il commentare debba essere un’arte, che il commentatore debba avere una conoscenza grammaticale da Accademia della Crusca. Tanto più non lo posso pretendere io orfano di entrambe le qualifiche, ma dimostrazione che se lo faccio io lo possono fare tutti. Ma quantomeno un minimo di capacità che vada oltre al solito TVB. Ecco allora che ritornando ai commenti sui giornali on-line, credo siano carenti di questo “interesse” perché, primo, i lettori, hanno il timore a scrivere. Timore inteso come sinonimo di “sporcare” il foglio di carta, quel timore che ha il disegnatore nel porre il primo tratto sulla pagina bianca. Secondo, perché la Rete è un mondo sconosciuto ai non più giovanissimi o se appena conosciuto, si hanno remore di sbagliare, di non saper fare, di fare cattive “figure”. Terzo, i giovani hanno scarso interesse a ciò che viene riportato su detti giornali, salvo coloro che in Rete navigano abitualmente, possiedono dei blog, e che sono poi alla fine quelli che commentano.
Ed ecco che qui quel cerchio che avevo aperto inizialmente si chiude. I più leggono, almeno io così suppongo, perché pruriginosi dello scoop, qualunque esso sia, discreto il numero di quelli della toccata e fuga sul solo titolo per esigenze di tempo, Buono anche quello di chi legge attentamente, ma si sente impreparato per diverse ragioni ad intervenire, pochi infine i reali lettori partecipanti. Mi vien allora, quasi da risvegliarmi da un sogno, e di vedere quel caffè letterario come una stanzetta con le pareti adorne di autografi, foto, locandine di chi di cultura fu maestro, un grande tavolo coperto da un drappo, una platea di sedie, dei tavoli stile Belle-Epoque, qualche avventore che con attenzione segue un conferenziere….ma le altre sedie sono vuote! Perché forse manca l’interesse ? Spero proprio di no, mi auguro solo di essermi risvegliato da un incubo!