di Franco Giannini
sabato 21 luglio 2018
Ma allora aveva ragione Rita : Viva la Pappa con il pomodoro...
di Franco Giannini
lunedì 11 aprile 2016
Il verme biricchino, non ultimo e neppure il primo !
lunedì 6 luglio 2015
Ostra Vetere, alla fondazione Marulli si è parlato di movimento e alimentazione…
A questo evento non potevano mancare i componenti del consiglio di amministrazione con in testa il suo infaticabile presidente Sandro Sabbatini, che si è assunto l’onore del taglio del nastro. Dopodiché don Mauro Baldetti ha impartito immediatamente la benedizione sia dei nuovi letti che degli ospiti, nonché del personale tutto.
Dicevo amici, ma sono invece molto di più. Infatti è quasi un tacito gemellaggio quello che unisce le due “case”, che per facilità comunicativa, chiameremo più brevemente “di riposo”. Una specie di gemellaggio anche tra due paesi, Ostra Vetere e Figline Valdarno, dal quale è nata, oltre a una sincera amicizia, anche un promettente ed interessante scambio di studi e di esperienze relative al mondo dell’anziano: siano esse legate alle sue esigenze motorie, di alimentazione, nonché di occupazione del suo tempo libero.
Tante del resto sono le problematiche che accompagnano l’anziano ovunque esso risieda, vero è però che i due centri sono in incessante studio, sempre pronti a fornire continue, intelligenti e simpatiche soluzioni, quali, ad esempio ed una per tutte: l’ortoterapia.
Ad entrambi gli eventi, va ricordato, come abbiano partecipato, portando le proprie esperienze, anche gli amici toscani di Figline. Questo perché la realtà toscana è ben nota a livello europeo, proprio nell’ambito di questo tipo di assistenza, nel quale anche la Fondazione F. Marulli sta investendo, per la finalità prioritaria che è il benessere degli ospiti, proprio l’introduzione di un nuovo sistema alimentare. Si è discusso di come questa innovazione abbia prodotto benefici sull’anziano e sul miglioramento della sua qualità di vita in struttura.
Le diete consigliate e studiate già da tempo dal centro residenziale Martelli, con discreto successo, sono quelle vegane e vegetariane per i motivi pratici che tutti conosciamo, quali mancanza di grassi e digeribilità.
Ecco che allora qualche suggerimento per rendere la vita un po’ più allegra: ad esempio non parliamo più di succhi di frutta, monotoni ed anonimi nel loro imballo di cartoncino, esaltiamoci quindi parlando di “spremute”, con il loro frutto in primo piano, il bicchierone ed il colore naturale ed allegro che solo la natura sfoggia.
Ma fintanto che non siamo entrati nel cuore della fase finale, quella del reale assaggino della degustazione, molti erano i visi perplessi. Poi invece, gli innumerevoli mini-assaggini tutti saporiti, piacevoli e deliziosi al palato, ci hanno portato a ricrederci sulle nostre primarie tesi troppo cariche di un prevenuto sciocco scetticismo. Ed il termine “reale” non stava più per concreto, bensì come quello di regale, sontuoso, per palati sopraffini.
sabato 4 gennaio 2014
MasterChef Italia3 : lo spettacolo televisivo su Sky canale 109 del giovedì, alle ore 21...
Ecco che allora se il Grande Fratello è arrivato alla 13°ma edizione, significa che in Italia, si, sono, siamo in tanti coloro che non "vanno a prostitute", come pure non guardano certi "programmucci nazional popolari privi di contenuto", ma altrettanti, evidentemente, sono quelli che ci vanno... e questo vale anche per i Reality ed i Talent visti che tanti sono gli sponsor che "fanno la fila" ed a che prezzi, per entrare a far parte del cast. Viene allora da pensare che qualcuno dice bugie !
Ieri sera, Giovedì, "non essendoci nulla" in TV, confesso pubblicamente (ma l'ho fatto anche con i primi Grande Fratello e così ora, dopo la confessione, ho la coscienza più tranquilla) sono andato su Sky e sintonizzato sul canale 109 che offriva come spettacolo alcune "lezioni" di cucina.
A portare avanti la serata tre Chef : Bruno Barbieri e Carlo Cracco entrambi italiani ed un italoamericano Joe Bastianich. Si dice, che in una coppia di piccioni, solitamente almeno uno è bello ( si parla in senso gastronomico visto anche quello di cui andrò a parlare!!). Qui, di tre, e parlo di "digeribilità" in fatto di immagine, di simpatia, di educazione, di cordialità, di modestia, parlo logicamente di una mia sensazione personale, neppure un amaro dei più forti, seguito da due Alka-Seltzer, sarebbero riusciti nell'impresa.
I partecipanti goderecci nel farsi maltrattare, posso anche comprenderli, seppur non li giustifico, visto che c'è gente disposta a tutto pur di farsi vedere in TV. Ci sono i patiti che nei collegamenti durante catastrofi, ridono come dei ... dietro le spalle dei reporter agitando la manima, con il telefonino all'orecchio in chiamata con "mamma", per farsi notare. Non sapendo che un cretino riesce sempre a farsi notare. Qui, poi, tra i concorrenti, tanti sono i disoccupati e quindi tentare non nuoce, anche perchè chi vince prenderà un assegno di 100 mila € ed un contratto per la stesura e pubblicazione gratuita di un suo libro di ricette. Qualcuno di questi, li posso capire, ma altri, professionisti, con un lavoro, con una reputazione da mantenere anche dopo la comparsata televisiva, farsi insultare da questi tre, ritengo che sia la forma massima di masochismo.
I tre, su quel piedistallo, sembrano l'incarnazione del Padre, del Figliolo e dello Spirito Santo.
Tutti pendono dalle loro labbra, dal loro giudizio e sembra quasi che godano, quando il giudizio è negativo ed ancor più quando gli impongono di togliersi il grembiule e devono abbandonare il gioco. Si, perchè di gioco si tratta. Non è una scuola. A scuola si impara e lì, quello che s'impara da questi tre cerberi (saranno anche bravi nel maneggiare i loro intrugli nelle loro trattorie "esclusive", ma non sono certo nè simpatici, nè tantomeno educati!!) e l'essere dei perfetti cafoni. Sarà questo che lo spettacolo e chi lo ha impostato vuole e che loro recitano alla perfezione, ma non mi si dica che da un simile spettacolo uscirà un "talento".
Usare questo termine è come offendere tutti quei ragazzi che nelle scuole alberghiere studiano anni ed anni per raggiungere risultati che costoro, soprattutto in altri tempi, supportati anche da un gran colpo di c...fortuna che gli ha fatto vedere le stelle "Michelin" li ha portati dove sono.
Non parliamo poi dell'italoamericano... Chi si è fatti il c... sono stati i suoi nonni e genitori, poi lui ha proseguito tutto in discesa... mo è arrivato a fare l'americano in Italia ed è legato per un piede al pavimento, perchè gonfio di ambizione può essere soggetto a volare come appunto i palloni gonfiati.
La sua spocchiosità gli permette perfino di prendere una polpetta in mano e sbatterla sul tavolo, in senso di sfregio nei confronti della concorrente, perchè è troppo dura, è troppo morbida, è troppo unta, è troppo asciutta... ma non solo, prende anche due grossi pezzi di carne cruda che sazierebbero una famigliola e le sbatte sul tavolo quasi con schifo. Lo stesso schifo, del resto, voglio sperare (ma credo che resterò deluso!!) avranno provato anche gli spettatori nei suoi confronti, pensando a quanta gente nel mondo ogni giorno muore di fame.
Certamente uno spettacolo, in uno spettacolo, indecoroso, che se ne frega altamente della fame nel mondo, che sbatte in faccia le dispense piene di ogni ben di Dio, in un momento particolarmente sofferto da molte famiglie italiane e non solo. Supermarket a disposizione dei concorrenti, che poi usano questi prodotti, con ben visibili i logo delle marche degli sponsor, alla faccia di un consumismo (e qui è proprio il caso di dirlo!!) Usa e Getta. Magari quelle stesse griffe, che aiutano i paesi del terzo mondo a scavare i pozzi d'acqua, a creare la scuola o l'Ospedaletto in mezzo alla foresta. Ma intanto qui chi li vede??
Quaranta concorrenti all'inizio della gara, oggi ridotti, dopo poche puntate a 19, che hanno cotto, e gettato quantità di alimentari, che dovrebbe umiliare coloro che hanno reso solo possibile la presentazione di questo spettacolo, che ho definito e ripeto, a mio parere reputo In.de.co.ro.so!!
Non parlo della riuscita artistica, della professionalità dei partecipanti. Parlo dello sciupo delle risorse alimentari in ogni puntata, buttate lì senza riguardo alcuno che sono virtualmente, ad ogni puntata, un vero e sonoro schiaffo alla miseria.
E malgrado tutto (e ritengo ancora più grave!) è che se ne dovrebbero essersene accorti anche gli stessi autori. Anche se se ne fregano altamente per doveri di share. Tanto che hanno pensato di metterci su una pezza, sistemando capra (trasmissione) e cavoli (le loro coscienze), facendo apparire, ad ogni fermo pubblicitario, prima della visualizzazione dell'elenco con i logos di tutti gli sponsor (ugualmente colpevoli), una scritta in cui compare quanti Kg. di alimentari sono stati recuperati... Ancora una offesa, questa diretta agli spettatori, buongustai e non, ma comunque non fessi.. ma a chi credono di darlo da intendere?? La carme sbattuta sul tavolo e le polpette recuperate... i cassonetti dei rifiuti traboccanti degli "esercizi" dei concorrenti... ma vergognatevi !! Se questa è Arte !! Se questo è spettacolo... meglio che per TV questa sera non ci sia nulla da vedere!!
di Franco Giannini
giovedì 12 aprile 2012
Pasqua: agnelli, messaggi, riflessioni, ma infine le solite lacrime da coccodrillo
Però a qualche cosa è servito...Sarei un falso, che più falso non si può, se cominciassi con il dire, che il messaggio sulla “mattanza degli agnelli“ mi ha rovinato la Santa Pasqua, o la digestione stessa. Sarei stato ancor più falso, però, se mi fossi ritrovato qui a scrivere, dicendo di non aver toccato una bistecchina di sì simile tenera carne e magari ora sto sciogliendomi in lacrime da coccodrillo di forleana memoria.
Vero è però, che mentre centellinavo un divino Limoncello, fatto artigianalmente dalla compagna di mio figlio con limoni campani, onde favorire il processo digestivo un po’ impegnato, sprofondato in poltrona, sorseggiavo e sinceramente riflettevo sui contenuti ed i commenti che avevo prima letto, sul consumo di questa carne.
Dirò allora subito il mio pensiero in merito. “In medio stat virtus“, ovvero la virtù sta nel mezzo. Per cui la locuzione è un invito nel ricercare un equilibrio che ci ponga all’infuori di ogni esagerazione. Ed ho la netta convinzione che in questo caso un po’ di esagerazione ci sia. Una esagerazione che oggi tende a volte a farne anche una quasi “moda“, prima che ancora di un comportamento.
Libertà di pensiero quindi agli animalisti, ai vegetariani, a chi non la pensa come non la pensiamo noi. Cerchiamo però di non combattere, ma di controbattere quelli che sono gli altrui pensieri, senza però eccessive esasperazioni.
Tante sono oggi le cose che si fanno e che sappiamo non dovremmo fare.
Vorrei sapere quanti sono i Cristiani, che con la mano sul loro cuore potrebbero giurare di rispettare, clero compreso, quei dieci Comandamenti con i quali il Padreterno ci ha regolamentato la nostra vita. Figuriamoci poi quelli che non si sentono obbligati a questa regolamentazione.
Eppure oggi i NO sembrano prevalere sempre sui SI. Ma poi se si guarda bene in fondo è una mera illusione “ottica“, perchè non è così. Il SI solitamente è abilmente, furbescamente, malignamente mascherato da manovre dettate da interessi Politici, Economici, Egoistici e Colonialisti (anche se si vuol far credere che il colonialismo è cessato, ma è subentrata al suo posto la speculazione economica che compera tutto, come un nuovo Lucifero, anche le anime degli abitanti dei paesi poveri).
No allora alla carne di balena, no alla carne di agnello, no a qualsiasi carne, ed allora per par condicio neppure quella di pesce, perchè anch’esso è un essere vivo che ha diritto alla non sofferenza, ma anche vero allora neppure più l’uso del cuoio per le scarpe, la lana per i maglioni, i tappeti per le case signorili, NO alla caccia alle foche e No alle pellicce, ma NO neppure ai vari manufatti in Cashemire, NO all’uso di Delfini in campo militare, ma allora anche NO ai carburanti, NO al Nucleare, NO alle auto, NO Alla cementificazione, NO agli allevamenti intensivi, No alle disposizioni impartite dalla FAO per alleviare quella che dovrebbe essere la fame nel mondo e quindi NO anche alla FAO stessa.
Si potrebbe proseguire con i NO e se si creassero dei comitati, delle associazioni contro ognuno di questi No, si potrebbero inscenare manifestazioni giornaliere nelle metropoli, con lancio di volantini specificando che sono in carta riciclata (tanto per fare scena), con fiaccolate, sceneggiate a tette nude come usano fare nei paesi della EX Cortina di Ferro, o usando il corpo nudo giovane femminile di veline per la battaglia contro l’uso delle pellicce, sit in nelle piazze con blocchi ed intralcio del traffico e di quella poca economia rimasta. Folkloristici, ma indubbiamente anche utili, inutile negarlo.
Risultati encomiabili, come del resto quelli ottenuti dagli attivisti di Greenpeace nella lotta alla caccia alle balene. Risultati positivi, ma diciamolo francamente, anche in dosi omeopatiche.
Però, c’è sempre un però alla fine di ogni riflessione, tutto questo movimento per invogliare a fare un passo indietro che cosa ci comporterà? Se si tratta solo di adeguare un sistema di alimentazione, non è che sia poi una cosa tanto difficile da adeguare, sempre se parliamo a livello di un’ economia locale. Ma di posti di lavoro, ne vogliamo parlare? Quali saranno le novità, sapremo organizzarci e se si, in quali tempi? Non vorrei che scemassero il numero di manifestazioni degli animalisti, con l’aumento di quelle di padri di famiglia e giovani senza più lavoro in quei settori in cui il NO avrà avuto ragione.
La Sardegna, potrebbe insegnarci…oggi non più fabbriche, il turismo in mano agli arabi, l’allevamento già oggi ridotto, scomparirebbe.
Un motto della FAO invita a “Pensare globalmente, agire localmente“. Essendo un organizzazione “politica“, affidata furbescamente a personaggi di paesi sottosviluppati, più facilmente adomesticabili, dai suoi primi tentativi di fondazione risalenti al lontano 27 giugno 1905 per interessamento del nostro Vittorio Emanuele III, il quale,unitamente a 74 delegati di Stati partecipanti, sottoscrisse una prima bozza di quella che poi divenne la Fao. Sotto i ponti ne è passata di acqua, di tempo, di promesse e di denari in immense quantità, ma con scarsissimi risultati. Alcuni personaggi ci si sono arricchiti. Si sono costruite sedi faraoniche in tanti paesi, con decine di migliaia di persone che operano al suo interno, con risicati risultati (che però ai paesi evoluti sono più che sufficienti!!). Si continua a morire di fame e non solo.
Allora mi stanno bene tutti i no, con i buoni propositi, mi stanno bene coloro che si dichiarano vegetariani, mi stanno bene tutti coloro che si dichiarano disponibili a fare un passo, anche due, indietro, adeguandosi al “se mi mangi, sei tu che mi uccidi“, ma vorrei che anche alcuni di quei NO che alla fine silenziosamente producono sottobanco dei SI, venissero sputtanati con la massima sincerità all’opinione pubblica.
Allora è meglio uccidere un agnello o far crepare un umano dentro le carceri cinesi? Che cosa viene fatto per evitarlo? Qual’è la priorità da assegnare tra il benessere del criceto e quella del nonno ottantenne con l’alzheimer? Parlare solo dicendo che va bene il nonno ma anche il criceto, mi fa sorgere il dubbio, perchè per il nonno non vedo fiaccolate! Meglio che passeggiano indisturbate le vacche sacre per le vie di Nuova Delhi o che i Paria continuino silenziosamente a morire di fame? Anche di questo non si parla e non si combatte ! Chi è pronto ad armarsi ed andare a combattere i cinesi e gli indiani (tre miliardi di persone) che hanno cominciato a scoprire gli allevamenti intensivo, di tutti gli animali commestibili (i cinesi anche cani e gatti) assorbendo quasi totalmente le produzioni di mais, soia. Hanno scoperto che il riso non è più sufficiente al loro nutrimento, o quanto meno ci scimmiottano, non sapendo a che cosa andranno incontro. Altro allora e riprendo da dove ero partito, alla bistecchina d’agnello, ai 700 mila agnelli che vengono uccisi oggi in Italia…
Non aspettatevi neppure l’aiuto da parte dei nostri politici, impegolati con salamelecchi, genuflessioni, viscide e schifose, nei confronti di questi due paesi emergenti. Dietro lo scudo della globalizzazione, degli egoistici sistemi economici, a questi popoli tutto è permesso. Siamo, come dicevo sopra, colonizzati dalla loro potenzialità economica. E’ il dio quattrino che la fa da padrone. Siete troppo distanti perchè Il vostro urlo di “Se mi mangi, sei tu che mi uccidi“, giunga a destinazione. Se poi pensate che si potrebbe far meglio ma basta intanto con l’iniziare, allora chi si accontenta gode!
I vostri sentimenti sono condivisibili, ammirevoli, encomiabili, rispettabili, tutto quello che volete, ma non vorrei che alla fine risultassero anch’essi una “tradizione” del periodo pasquale. Una goccia sull’oceano.
Questi i Commenti dei lettori di Senigallia Notizie.it :







