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lunedì 28 febbraio 2011

Questioni di sanità...ma non solo

di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

... alle prese con l'Ufficio Prenotazioni dell'Asur di Senigallia

Gent.mo Dott. Pesaresi,

ancora una volta sono ad importunarla, ma sempre in modo da intendere come costruttivo, per segnalarle non tanto un disguido organizzativo sul servizio prenotazioni, quanto un gesto di cattiva educazione che fortunatamente mi risulta personalmente, fin ad oggi, un caso isolato. Ma ritengo opportuno, appunto perchè isolato, di isolare anche colui che lo ha creato, dal momento che è persona al contatto con il pubblico.

Spiego il fatto da cronista presente al momento.

Il luogo è l’Ufficio Prenotazioni dell’Asur di Campo Boario. Il giorno è oggi 25 Febbraio 2011 ore 11.45. Gli sportelli attivi sono due. In uno c’è un’impiegata e nell’altro un impiegato. Una signora al suo turno fa richiesta allo sportello con l’impiegata di una medicazione per uno “Stoma” per lunedì 28 c.m. L’impiegata le replica che la prenotazione non può essere fissata prima del 14 Marzo. Al che la signora le fa presente che non si tratta di una medicazione di una semplice ferita, bensì di uno “Stoma”.

Lei Dott. Pesaresi sa certamente di che cosa si tratta, quando si parla di stoma, e può immaginare anche il perchè si è giunti a questo tipo di “sintomatologia” e quindi anche lo stato d’animo di chi si trova in simili frangenti. La signora fa presente che fino a poco tempo fa non c’era bisogno neppure di prenotazione. Uno si recava in reparto all’Ospedale, si sedeva, attendeva il suo turno e veniva medicata e supportata anche con i consigli del momento. L’impiegata replica alla signora con: ”… lo so, ma purtroppo sono le nuove disposizioni...”

Ed è in questo momento che interviene, senza essere interpellato, l’impiegato “maschietto” operante nello sportello accanto con una battuta disgraziatamente fuori luogo e non accettabile da una persona sempre e solo in contatto con un pubblico sofferente.

Gli sportelli Asur, infatti non sono quelli nè di una biglietteria di un cinema, né tanto meno quella di uno stadio. Questa la replica, che con un eufemismo chiamerò aria scocciata e supponente, dell’ impiegato: ”Siamo stanchi di ascoltare le lamentele del pubblico... sono sempre le stesse cose...!!
Chi ha più cervello lo adopera, infatti la signora gli risponde con un semplice: ”E’ proprio vero che il senso dell’umanità non esiste più...” prende il foglio prenotazione e senza attendere oltre se ne va.

Dott. Pesaresi, voglio sperare che nessuno abbia obbligato costui a svolgere tale incarico, e se qualcuno l’ha fatto, evidentemente ha sbagliato. Credo che comunque certe persone vadano sostituite e reimpiegate in lavori dove la sensibilità, umanità, buon senso, educazione, preparazione, non siano necessari.

Ma credo che lavori simili non esistano.

A lei comunque prendere i debiti provvedimenti.
Io come mio solito non mi nascondo e mi firmo e lo ringrazio anticipatamente per quanto andrà a fare.

Questi i commenti dei lettori di 60019.it :

Scritto da Ugo Bartolucci il 25/02/2011 ore 14:54
Non sono un infermiere né un medico, però, per esperienza, so che uno stoma non può essere disinfettato una volta ogni due settimane. Quando ancora mia madre era in vita anche lei aveva uno stoma da disinfettare. La nostra "fortuna" era quella d'avere una parente infermiera e un gruppo di volontari messi insieme dal dottor Marcellini dell'oncologia che ci aiutavano, con competenza e delicatezza, a mantenere pulito lo stoma. Posso immaginare come si senta quella signora che si è sentita rispondere in quel modo arrogante e stupido. Profondamente stupido. Anche io ho navigato, a causa della malattia di mamma, fra medici, infermieri, sportelli ASUR, centri oncologici e, debbo riconoscere, che quasi sempre mi son trovato bene. Molte persone sono comprensive. Capiscono la situazione e cercano di aiutarti come meglio possono. Talvolta, però, ci si incontra con gente assurda. Se penso però a tutti quelli che ci hanno aiutato mi commuovo. Mi commuovo ripensando a quel volontario che veniva a pulire lo stoma e faceva sorridere mia madre. Sapevamo tutti che la situazione era disperata, però un sorriso leniva per un momento quel dolore e quel senso di disperazione che avevamo. Non era poco.
si puó registrare??


Scritto da stancoinvacanzaasenigallia il 25/02/2011 ore 17:35
Di esempi di cattivo o arrogante attendimento al paziente ne ho subiti tanti alle casse, sportelli degli uffici delle strutture sanitarie senigalliesi. Bisognerebbe capire quali sono i limiti di ognuno (paziente-utente/addetto) e se la matrice di queste situazioni é una scia di disposizioni, regolamentazioni, normative dissennate di questi ultimi anni... E se é possibile cominciare a registrare nelle tasche le conversazioni...

povera sanita
Scritto da lucia pucci il 27/02/2011 ore 20:04
sono un operatrice sanitaria da tanti anni a volte e dura ascoltare capire il dolore di chi soffre la parola chiave per un comportamento piu umano e etica anche l omino delle prenotazioni dovrebbe averla potrebbe fare un corso per questo se solo si accorgesse che non ha davanti dei numeri ma malati e a volte gravi comunque non era la prima volta che faceva una cosa del genere caro franco

QUESTA LA RISPOSTA DEL DOTT. PESARESI PUBBLICATA DA 60019.IT martedì 22 marzo :

Il direttore Asur Pesaresi: "Presto nuovo CUP più efficace e confortevole"

Franco PesaresiGentile signor Franco Giannini,
qualche settimana fa, il 25 febbraio, mi ha scritto della sua esperienza con il nostro Centro prenotazioni. Purtroppo le scrivo con molto ritardo e di questo mi scuso ma non sempre ho il tempo per farlo.

Potrei incaricare qualcuno ma preferisco risponderle personalmente perché l’insoddisfazione dei nostri utenti merita il massimo della nostra attenzione. Serve anche a dare un segnale a tutti gli operatori della Zona Territoriale.

Desidero innanzitutto scusarmi a nome dell’azienda se un operatore non ha trattato con il dovuto rispetto una persona che si è rivolta al nostro CUP. Le garantisco che il personale è stato prontamente (non come questa mia risposta) richiamato ad operare con la consueta professionalità e cortesia.

Mi dispiace che sia accaduto un evento spiacevole ad un gruppo di operatori che invece in questi mesi molto difficili ha dimostrato abnegazione, cortesia ed impegno.

Questo periodo con il nuovo CUP è stato molto duro per i nostri operatori costretti a confrontarsi quotidianamente con un sistema di prenotazione non sempre all’altezza delle necessità. Nel complesso sono contento del lavoro che hanno svolto. Un errore va perdonato a patto che non si ripeta e sono convinto che non si ripeterà.

Quanto al sistema di prenotazione desidero informarla che stiamo cercando di migliorare tutto il sistema per creare degli ambienti più confortevoli e più efficaci.

Ospedale di SenigalliaI nostri due CUP (quello del distretto e quello dell’ospedale) si unificheranno e si sposteranno all’entrata dell’ospedale (ex radiologia) dove potranno disporre di locali molto più ampi, nuovi e moderni box per le prenotazione, di due ampie sale d’attesa (oggi carenti), di un sistema di gestione delle code, della presenza di tutti gli uffici che si relazionano con gli utenti (URP, ufficio cartelle cliniche, ecc.).

Il servizio tecnico è già all’opera per cui conto di poter partire con questa nuova organizzazione prima dell’estate.

Saluti molto cordiali.

da
Franco Pesaresi

sabato 22 gennaio 2011

TRE AMICI AL BUNGA BAR


di Franco Giannini

...in attesa delle scrofe

Eccheccevò”, esclamava il bravo Giobbe Covatta, in una pubblità per sottolineare la semplicità con cui lo si poteva aiutare a svolgere le sue opere umanitarie a fin di bene per i bambini africani.

E' forse, che ispirati da questo modello francescano, alcuni amici hanno pensato di imitarlo facendo, con altrettanta semplicità, del bene nei confronti di ingenue, spensierate quanto sfortunate ragazzine bisognose per lo più di tanto paterno affetto.

Del resto, agli amici non mancava nulla: i soldi sembra circolassero, frutto di vecchi craxiani sacrifici, l'amore paterno anche, vista la loro età, la logistica non era un problema grazie ai mq. che la “Milano che conta” metteva loro a disposizione, il reperimento, pardon, la ricerca di queste vergini bisognose da beneficare era affidata solo a gente di mestiere abituata a vivere ogni giorno tra “la gente del popolo”, tra “le miserie del mondo dei lustrini e paillettes”, la voglia poi... di arrivare al dunque, quella non mancava di certo.

Ma come ben si sa, l'invidia è una gran brutta bestia, e le anime buone, come quelle di questi filantropi amici, sono destinate, sempre, come le pecorelle, ad essere sbranate, prima o poi, dai famelici “lupi” del perbenismo e della Legge.

Ehhh!!! ma si sa, oggi i tempi son cambiati, non si affronta più la vittima sacrificale direttamente al pascolo, i “lupi” si sono tecnologizzati. Uno non è più libero di “pascolare” neppure tra le mura di casa sua, oltretutto quando completamente indifeso, ci si sta facendo del bene non egoisticamente, ma facendolo logicamente anche alle altre. Ohhh...non puoi più fare una telefonata organizzativa che ti intercettano e con una mentalità deviata, retrograda e bigotta vedono il male su tutto ciò che uno dice o fa... sputtanandoti come un qualsiasi farabutto.

Cene, balli, bagni, massaggi, canti, barzellette, battute, spiritosaggini, carinerie, qualche migliaio di euro per le spesuccie... del resto erano ragazze che soffrivano e comprensibilmente tutto ciò serviva per sollevare i morali. Morali che, per qualcuno, superata la settantina, non sono più così facili d' alzare come si vuol far credere e se non ci si fa aiutare con la bocca...

Ma nulla di nulla e mai comunque che si possano considerare delle sconcezze.

Tre amici di piacevoli, amene, benevole serate conviviali, che da benefattori, da uomini in odore si santità, sono stati mutati, dai persecutori Lupi cattivi in pervertiti puttanieri e pedofili.

Non sarà vero, ma io credo ai Lupi.

L'opinione pubblica deve sapere che sono 17 anni che i Lupi provano ad incastrare animi così “candidi” colpevoli di tali assurdità o simili, ma non sono mai riusciti ad incastrare il satiro satrapo principale, perchè sempre “unto” e “viscido” in modo tale da sgusciare dalle mani di una Giustizia a volte troppo lenta e con maglie troppo larghe.

ma visto mai che però questa volta quel 17 portasse sfiga (questa volta preceduta dalla S) a qualcuno e...fusse che fusse la volta b'na per levarci dai piedi definitivamente 'sti maiali con le sue scrofe e i suoi leccapiedi ?

mercoledì 9 luglio 2008

L' UMILTA' ED IL CORAGGIO DI CHIEDERE SCUSA

di Franco Giannini
Parlando oggi con un caro amico che avrebbe voluto partecipare alla manifestazione di Roma, e che all' ultimo momento ha dovuto rinunciarvi per motivi personali, gli chiedevo come sarebbe rimasto se invece fosse stato presente. "Mi sarei vergognato" è stata la risposta. Non so se il Tonino nazionale lo avrà pensato anche lui, nell' infuocata serata romana, e non solo per il caldo. Certo è che non lo dirà mai, in politica queste cose non si ammettono, al massimo ci sarà qualche caotico notiziario stampa con ammissioni non ammesse. Questa volta "Cià'zzecca" non ha preso il centro e l' ha fatta fuori dal vaso. In manifestazioni serie non possono essere assoldati attori che della comicità hanno fatto il loro successo, che della politica e dei politici fanno il loro strumento tecnico per l' amplificazione di risate di consenso. Loro che conoscono bene quanto più faccia ridere se il peto od un rutto nel silenzio di una sala gremita di persone, o la presa in giro di attuali personaggi di spicco.
Gente prezzolata, abituata agli applausi che è sempre indice della popolarità e di conseguenza dei vantaggi economici, e che è troppo oppressa dalla censura delle Radio e TV, che quando possono sbracarsi lo fanno sensa pudore reverenziale nei confronti dei derisi, incuranti dell' età, della carica, di ciò che essi rappresentano anche per chi non la pensa come i presenti dell' indegno spettacolo. Avevo un ammirazione titubante fino ad ieri sera per il Travaglio nazionale, ritenendo i suo faccino da persona pulita, elegante, per bene, ma con le sue esternazioni ha fatto si che ora abbia compreso l' esatto significato del suo nome, ed abbia rinunciato definitivamente a quella che era una "titubante ammirazione". I giullari sono e rimangono giullari di professione, anche si definiscono attori satirici quindi inutile il parlarne, sarebbe come aiutarli a far salire gli indici di ascolto. Unica cosa a loro che interessi.
In una serata, come se non fosse stato sufficiente quello fino a d' ora accaduto all' interno delle sinistre, altre speranze ed illusioni mi sono naufragate. Di un rosso politico mi è rimasto solo un rosso di vergogna, una rabbia di impotenza, un odio verso chi sente ma non vuole ascoltare, una sinistra che non indica più una via politica, bensì il colore della nostra vita, a cui anch' essa concorre non avendo ideali, ma solo placebo, confusione e lotte interne.
Un odio di una persona di sinistra, che mai ha creduto a personaggi "chiacchierati", falsi, intellettualmente preparati per "grazia ricevuta", ma che oggi deve gridare, con la voce rotta da un groppo in gola, che la battuta più elegante l' ha fatta il Premier dalla riunione dei G 8, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano cosa ne pensasse della manifestazione romana.
"di rifiuti, parlo solo di quelli di Napoli".