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sabato 23 giugno 2012

Dalai Lama ed un "cameriere scomodo" che non è il suo, ma un certo Giuliano Pisapia.

Rivoluzionario da giovane ed ora rimbambito con il passare dell'età? 

E'caldissimo, è l'afa delle prime ore del pomeriggio. Vorresti riposare, ma la pelle del divano si surriscalda ed allora ti trascini fino al letto nella speranza di essere più fortunato e poter così schiacciare la classica pennichella, ed invece, le lenzuole ti si appiccicano al corpo, ti innervosiscono e l'unica cosa che puoi fare è vagare con il pensiero, magari sull'utimo avvenimento che avevi letto o ascoltato.

Nel mio caso, era la mancata concessione della cittadinanza onoraria di Milano, al Dalai Lama, da parte del Sindaco Pisapia.
Ecco allora il vagare del pensiero: ma come fa un "rivoluzionario" ha tramutarsi in un caprone, prono, con le braghe abbassate, pronto a soddisfare le "voglie dei cinesi", alla loro prima minaccia di boicottare l'Expo. Quell'Expo per cui aveva pochi giorni fa presentato anche le sue dimissioni da commissario straordinario e chissà se accompagnate pure dalla lettera del loro ritiro, vista l'immediatezza del suo voltafaccia.

Anche Alemanno, uomo in età giovanile anch'esso di piazza, era incorso in un altrettanto altolà da parte dei "cinesi", sempre per un problema di cittadinanza e sempre alla stesso Dalai Lama, ma seppure non mi sia assolutamente figura simpatica, devo dire che si comportò in ben altro modo. Da persona con gli attributi. Infatti sbattè le porte in faccia agli occhi a mandorla che tenerono il broncio alla Capitale, per tre anni, senza che nessuno se ne accorgesse.
Concesse orgogliosamente la cittadinanza romana al Dalai Lama.
Qualcuno dirà che a Roma non c'era l'Expo.

Bene, ma siamo certi che l'Expo porti utilità a noi e non invece ai cinesi che vengono ad esporre le loro cianfrusaglie frutto di sfruttamenti e tirrannie magari anche dietro sollecitudine di pseudi imprenditori occidentali (anche nostri) senza scrupoli, emigrati nel bel paese dove nel lavoro tutto è permesso (eccezion fatta per quelle regole che differenziano gli uomini dalle bestie? Ma solitamente chi va in un Expo, non ci va, come dice la parola stessa, per esporre, per far conoscere e farsi conoscere, per avere la possibilità di vendere? Appunto per vendere, per fare contratti. Ed è allora, proprio in virtù ed in nome di quei diritti umani che sempre i politici di tutto il mondo esaltano,  che dovrebbero dimostrare che il contenuto dei loro attributi non è costituito da taroccata segatura come i prodotti del sol levante.

Mi sarei atteso sia da Pisapia che dai suoi accoliti consiglieri, un atto da veri rivoluzionari: Concessione della cittadinanza al Dalai Lama seguita da una pernacchiosa quanto maschia, coraggiosa ed orgogliosa contro minaccia "...e chi se ne frega, se voi proverete a far dar di fiato ai vostri vecchi tromboni bavosi e sfiatati, noi suoneremo le nostre campane. E fin da oggi, preventivamente, in attesa della vostra decisione, blocco immediato delle vostre esportazioni. Quindi, virate la rotta di  tutte le vostre navi porta container ripiene di tutti i sporchi, inquinanti, infetti "barattoli", che pomposamente denominate "merce", contraffatti e pericolosi, che altrimenti verranno rispediti al mittente...e se decidete di non partecipare, peggio per voi!!".
La vita la si deve anche vivere anche spericolatamente, ma sempre a testa alta. 
Pisapia !!! E poi il rifuggiarsi sull'invito al Dalai Lama in Consiglio ! Mossa patetica da parte vostra, quanto apprezzabile quella del Dalai Lama nell'accettarla: non è cristiano, ma qualora non lo aveste capito, vi ha offerto l'altra guancia!

Ed io, illuso, che il 7 Agosto del 2008 accendevo candele per il Tibet! Rivoluzionario anche io, di una moda durata qualche ora.
Siamo purtroppo occidentali, uomini con tanti ideali, legati però al portafogli, ed allora come tanti cani da "paiaro", sappiamo solo abbaiare e subito dopo, alla prima voce del padrone di turno, con la coda tra le gambe, siamo imbattibili nel trovare la "giusta scusante ad effetto".

Dico ciò, perchè prima di Pisapia, per chi debole di memoria, a frenare l'abbaiare delle voci degli occidentali, c'era stata la scusante delle Olimpiadi di Pechino.

Attenzione però signori, cominciamo a prendere le misure, se non è già tardi (cosa di cui ho proprio paura!) i cinesi, non sono i comuni extraeuropei di cui tutti parlano e che molti temono. Questi sono dei silenziosi invasori economici, che invisibilmente spingono di gomito, si prendono spazi costi quel che costi.  Guardano solo ed escusivamente interessi manovrati dalla terra d'origine. Da chi non si sa, ma da esperti italiani lo si può solo immaginare.

Logicamente non mi riferisco all'oltre miliardo di esseri macilenti e sfruttati composto dal

popolo bue, sarebbe come scatenare una guerra tra poveri,  ma di quel milione di visitatori che hanno promesso di venirci a trovare a Milano, e che durante tale periodo, onde evitare spiacevoli contaggi (economici e commerciali) speriamo restino lì confinati fin al loro rientro in patria. 

Franco Giannini
di Franco Giannini

giovedì 4 giugno 2009

CINA - 20 ANNI GETTATI

di Franco Giannini

20 anni sono passati da quel 4 giugno. Mi ricordo perfettamente quel giovane in camicia bianca che osò sfidare i carri armati cinesi, con in mano, a mo di arma, un micidiale sacchetto di plastica, sulla piazza vuota di Tienanmen. Pensavo che quel carro non si fermasse ed invece i cingoli si arrestarono ad un metro dal petto del giovane studente. Si pensava che quel gesto fosse la chiave di volta di un periodo da dimenticare. Invece la "svolta" non c'è stata. Continuano le repressioni. Continuano a fregarsene delle contestazioni occidentali pro-Tibet, di cui tutti ci siamo dimenticati. Oggi due sono le bandiere esposte e scolorite...quella arcobaleno della Pace e quella del Tibet. Continuano ad usare la pena di morte come primo deterrente per la sicurezza del paese e contro la corruzione che anche là non si fanno mancare. Continuano a sbarcarci merce contraffatte e pericolose perché insicure e nocive, che noi occidentali, solo in parte, riusciamo a fermare, incapaci di usare, per motivi economici, quella stessa vigliacca determinazione che invece adoperiamo per "controllare" il flusso dei barconi degli emigranti. Quasi, anzi senza quasi, che la legge economica prevalga su quella umanitaria. Continuano incessantemente e con un lento stillicidio di emigrazione clandestina, la conquista dei mercati occidentali, schiavizzando i loro stessi individui, utilizzando la loro mafia gialla, molto più pericolosa che la nostra, per il controllo di traffici commerciali quasi mai rientranti nei canoni della legalità. Continuano ad acquistare, snobbando quelli che sono i normali prezzi di mercato, con denaro anonimo, senza provenienza, abitazioni, stabilimenti, quando non industrie automobilistiche come avvenuto in USA. 20 anni sono trascorsi da quel giorno, tante chiacchiere si sono spese in quel lasso di tempo che le Olimpiadi si sono rubate, facendoci credere che con esse i popoli occidentali e non, avrebbero avuto una rivincita su questi comportamenti incivili, anti commerciali, inumani. Ci siamo genuflessi, prostrati, ci siamo sentiti superiori a certi atteggiamenti, perché tutte le genti ne avrebbero avuto beneficio. Invece, siamo rimasti succubi, timorosi, di questa pericolosa "peste"che non è certo quella suina, bensì quella della "febbre gialla". Quel capitalismo che sparla ogni giorno del comunismo, in occidente, ogni minuto secondo, in oriente, è disponibile a cambiare casacca e vendere ideali figli patria e bandiere, per un contratto commerciale che gli procuri guadagni. Se siano lordi poi non interessa. Però domani, qua da noi, sai quanti discorsi carichi di retoriche falsità verranno sciorinati ben sapendo che resteranno solo parole al vento, perché i cinesi non le ascolteranno mai, in quanto ancora una volta, la censura è già scattata. Noi occidentali su questo, si sa, siamo i migliori. Un' unica speranza ci resta: le dittature, qualunque esse siano, la storia insegna, prima o poi, sono destinate a cadere...e con loro, in maniera impietosa, anche i dittatori.

mercoledì 6 agosto 2008

COMUNICATO STAMPA DI CANDLE FOR TIBET A SENIGALLIA


Candle for Tibet


la più grande protesta luminosa del mondo a Senigallia


Giovedì 7 agosto
a partire dalle ore 20.30 davanti alla Rotonda a Mare di Senigallia, in Piazzale della Libertà, veglia pubblica in solidarietà del popolo tibetano.
Senigallia, insieme a Roma, Milano, Trieste e Vicenza, in Italia, sarà uno dei numerosissimi luoghi al mondo in cui persone sensibili al tema dei diritti umani si incontreranno liberamente e pacificamente per accendere le candele che porteranno con sé in segno di protesta contro la violazione dei diritti umani in Tibet (l'elenco delle località nel mondo dove si terranno veglie pubbliche: http://www.candle4tibet.org/en/vigils).
La vigilia dell'apertura dei Giochi Olimpici di Pechino sarà l'occasione per manifestare tutti insieme con una veglia collettiva che si terrà in contemporanea con il resto del mondo: l'accensione generale delle candele è prevista per le 21 ora locale.

Si prevede che non meno di 100 milioni di persone in tutto il mondo accenderanno una candela e diranno SI alla libertà in Tibet!

I bloggers senigalliesi credono fortemente in questa iniziativa, per questo hanno deciso di portarla a Senigallia.

Confidiamo nella partecipazione della cittadinanza e degli ospiti della città di Senigallia.

Chi non potrà partecipare alla veglia pubblica è invitato comunque ad accendere una candela il 7 agosto alle 21, ora locale.

lunedì 4 agosto 2008

CANDLE FOR TIBET


Sono stato felicissimo questa mattina, di ricevere questo invito da Valeria Bellagamba del blog Librisenzacarta, che ritengo sia utile pubblicare, anche se il blog non è tra i più frequentati, onde potergli dare quanta maggiore pubblicità sia possibile.
Inutile dire, io ci sarò!
F.G.




Vuoi contribuire con un piccolo ma utilissimo gesto?
Vuoi lasciare un segno personale per le generazioni future?
Vuoi far attivamente parte di un evento che cambierà la storia?
Vuoi che la tua voce sia ascoltata?


Il giorno 7 agosto 2008 si apriranno I Giochi Olimpici di Beijing.

In questo giorno noi contiamo di istituire la più grande PROTESTA LUMINOSA del pianeta, quando non meno di 100 milioni di persone in tutto il mondo accenderanno una candela e diranno SI alla libertà in Tibet!

Giovedì 7 agosto ore 21 (ora locale)
Tutti i dettagli qui:
http://librisenzacarta.it/2008/08/03/7-agosto-2008-ore-21-una-candela-per-il-tibet/

Come blogger senigalliesi non possiamo rimanere indifferenti!

Con Michele Pinto stiamo organizzando una veglia luminosa davanti alla Rotonda giovedì sera: incontro previsto per le 19:30, per cominciare l'accensione puntuali (alle 21)
Quello che serve è che onguno porti con sé una candela (o anche più se vuole).

Non è una protesta contro il popolo cinese, bensì una manifestazione di solidarietà verso il popolo tibetano e contro tutti i soprusi e le violazioni dei diritti umani!
Abbiamo bisogno della vostra partecipazione, non costa nulla!!!
Se riusciamo ad organizzare una veglia luminosa saremo una delle poche località in Italia insieme a Roma, Milano e Trieste....!
Lista dei luoghi delle veglie pubbliche: http://www.candle4tibet.org/it/vigils

Vediamoci tutti insieme e portiamo chi vogliamo: la nostra pacifica protesta sarà più efficace se la facciamo in pubblico!

Grazie per l'attenzione!

domenica 27 luglio 2008

LA LINGUA BATTE....


di Franco Giannini


Sarò palloso, lo riconosco da solo, ma quando ho qualche cosa che a priori so che non riuscirò a digerire, ineducatamente, la sputo fuori.
Si stanno di già succedendo le partenze degli atleti per le Olimpiadi della Vergogna, ed allora ecco che la precisa, complessa, monumentale, organizzazione cinese, non si è fatta trovare impreparata. Inaugurazione quindi del Villaggio Olimpico. Villaggio si fa per dire, se si pensa che saranno disponibili 17000 posti letto, per "appena" 16000 tra atleti, accompagnatori, giudici.
Disponibili anche i luoghi di culto, per le varie credenze, con un occhio di riguardo (non nel senso di favoritismo ma da "Grande Fratello") per quelle relative al Buddismo. Controlli ai raggi X a partire dall' aeroporto, passando per gli incroci stradali, fino aggiungere negli alberghi, e negli stadi. Un timore spaventoso di attentati, dopo quello avvenuto giorni or sono, ha accentuato il loro pigmento abituale della cute. Gli unici a non avere timore per la loro vita, almeno finché dureranno i giochi, sono i pechinesi.... Ma no gli abitanti di Pechino,... i cani pechinesi. Perché sembra le autorità cinesi abbiano impartito disposizioni ben precise perchè nei ristoranti, onde non disturbare gli animi e gli "stomaci" degli ambientalisti occidentali, non venga servita, nella maniera più assoluta (ed in Cina quell' "assoluta" vale molto di più di un semplice nostro ordine), la carne di cane. L' unica cosa che avrebbero voluto ma ancora non sono riusciti a sconfiggere, è quella coltre nebbiosa che fa da sfondo a tutte le fantastiche coreografie che fanno da cornice alle manifestazioni preparatorie del grande evento e che si tengono all' esterno.
Lo stadio a nido di uccello, nelle riprese televisive, sembra un vero nido ripreso nella campagna della bassa Val Padana. Solo che nel Ferrarese e Rodigino trattavasi di nebbia e qua invece di Smog. Là reagivi all' inconveniente infagottandoti in abiti di lana ed al massimo ti beccavi i reumatismi, qua, le mascherine servono solo come look, il minimo che ti può capitare va dall' avvelenamento da sostanze inquinanti e tossiche, a una possibilità massima a cui è meglio non pensare. Mi chiedo solo se i tecnici internazionali avranno calcolato quanto di questo Smog, talmente denso che potrebbe tagliarsi con un coltello, respireranno le/gli atlete/i che prenderanno parte alla maratona di 42 km., pari a due ore due ore e mezzo di inspirazione a tutti polmoni, riscaldamento escluso, nel pieno di uno sforzo. Come del resto i calciatori, i ciclisti. Sport praticati all' aperto, prolungati nel tempo e con non comuni fabbisogni di ossigeno. A questi (ir)-responsabili, non resta che la preghiera che direbbe un buon cristiano, "Dio abbi pietà di loro chè non sanno quel che fanno".
Anche i nostri atleti sono sul piede di partenza. E l' Italia come al solito, che di organizzazione è immancabilmente deficitaria, è sempre però in primo piano quando c' è da far parlare di se se non con le medaglie almeno con le polemiche.
C' è riuscita anche questa volta. Non tutti gli atleti meritevoli partiranno, ma due resteranno con il naso all' insu a veder volare i loro colleghi verso la patria del sol levante.
Guarda caso due donne: Ester Balassini e Benedetta Ceccarelli. Entrambe in regola con i minimi richiesti dalla FIDAL, la prima perchè non perfettamente in forma, la seconda senza motivazioni.
Mi chiedo se la forma o gli sponsor ?? Quale sarà stata la forza che ha fatto pendere l' ago della bilancia dalla parte che ritengo errata ? Se penso che anche un Cunego reduce da un certo non lusinghiero Tour de France, pieno di cadute conclusosi con il suo non esaltante ritiro, parteciperà all' Olimpiade, penso che lo stesso diritto lo possegga anche chi quanto meno si è impegnata ed è riuscita a raggiungere almeno il traguardo...quello del minimo che avrebbe dovuto dar diritto di partecipazione. Che dire della Ceccarelli, ma poverina lei dovrà sottostare, correndo per l' Arma dei Carabinieri, all' ubbidir correndo, correndo ubbidir.

Altro nodo da risolvere, questa volta i premi di vittoria sono stati programmati (140 mila € per le medaglie d' oro) speriamo poi che trovino i fondi per pagarli, è se e quando il nostro "Santo Subito" parteciperà all' evento. Ma lui non sa quanto ciò ce ne possa fregar de meno.

domenica 20 luglio 2008

A PECHINO LA PRIMA MEDAGLIA D' ORO OLIMPICA


di Franco Giannini


I bar pechinesi, in special modo quelli nelle vicinanze degli stadi, sono stati diffidati dalle autorità locali, a servire bevande alle persone di colore ( vigliaccheria anche nell' uso della terminologia, per il timore di scrivere Neri) ed ai Mongoli in quanto ritenuti colpevoli di traffici di droga i primi e di prostituzione i secondi http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=18439 .
Sembra di essere ritornati in USA o in Sudafrica, il tempo passa inesorabile per gli altri, solo loro rimangono imperturbabili mummie viventi.
Un pò come se da domani gli occidentali non servissero più consumazioni ai cinesi, in quanto esportano prodotti contraffatti, pericolosi ed inquinanti, e come mano d' opera impiegano l' infanzia...questa non sarebbe una causale di discolpa (anche se rispondente al vero), ma una semplice ottusità mentale.

Dopo questa ordinanza, si appresteranno quanto prima, se ancora non lo hanno fatto, a definirla "non razzista ma di tutela dell' ordine pubblico". Credendo così di tutelare la loro immagine, e nel contempo salvaguardare anche quella di coloro che ci parteciperanno in nome della fratellanza tra i popoli, della pace universale, del progresso o "puttanate" del genere. Chiamarla retorica sarebbe troppo riduttivo.

Una cosa però sono riusciti a fare i "cinesi" ( e per cinesi non intendo di certo il popolo succube ), si sono aggiudicati, senza ombra di dubbio alcuno, per merito dei loro meriti, la prima Medaglia d' Oro Olimpica, quella della Vergogna. Ad applaudire e tutti in piedi, al suono dell' immancabile ed incolpevole inno, tutti i rappresentanti degli stati partecipanti di già colpevoli per la loro sola presenza, come pure tutti gli atleti schierati al centro dello stadio come la tradizione obbliga. Salvo che la dittatura cinese non sia riuscita a modificare anche questo. Chissà che qualche atleta "di colore" si sentirà "piccato" ed infischiandosene degli sponsor, dei guadagni, ma in nome dell' amor proprio ed orgoglio per il colore della sua pelle, rinuncerà all' ultimo istante a partecipare a queste che ci ostiniamo a chiamare Olimpiadi o salirà sul podio con il pugno chiuso in un guanto nero, alzato verso il cielo ?

Oltre a questo, c' è sempre da ricordare il problema del Tibet, che molti hanno di già dimenticato non per vuoti di memoria, ma per non procurarsi dei "vuoti di mercato" e di conseguenza perdite economiche.

Si era vociferato di un invito ed una presenza del Dalai Lama, subito però rientrata, quasi si fosse annunciata una grossa eresia.

Pechino, in pochi giorni risolverà il fattore inquinamento ambientale: pugno di ferro (dittatura) con targhe alterne per la circolazione delle auto ( e qualcuno ha approfittato di acquistarne un' altra con la targa diversa, a quanto pare l' occidente docet ), chiusura di oltre 300 fabbriche per due mesi (fregandosene del personale immagino), 300 mila vecchie auto a cui è stata vietata la circolazione ( i cui proprietari immagino non potranno permettersi di acquistarne un altra nuova), 10 mila apparecchi di ogni tipo che fungeranno da "grande fratello" per ogni cosa si vorrà sapere e controllare. 100 mila militari e poliziotti e 600 mila volontari controlleranno il tutto con innumerevoli posti di blocco. Che orientali sarebbero però, se non avessero chiesto pazienza ai loro "sudditi" per i disagi che stanno causando. Si disagi, due mesi senza lavoro in Cina lo chiamano disagio. A quanto pare a livello di terminologia si stanno adeguando a noi.

Si è parlato giorni or sono, anche della possibilità in mano a Pechino di poter intervenire, in caso di necessità, sulla situazione meteorologica sfavorevole, durante la cerimonia di apertura. Quello che ancora non sono riusciti a controllare e non pubblicizzano, sono le alluvioni causate dalla politica di deforestazione praticata incoscentemente in Tibet, ma intanto chi paga è il popolo.

Che dire del decalogo comportamentale per lo spettatore, e le disposizioni alla cittadinanza dettate dal timore di vedere scoperti i loro "scheletri" sospettati ma taciuti:
no striscioni, no pubblicità, no al tifo esasperato, no all' alcool (comprensibile), no alle nudità (come se ciò fosse cosa usuale in altri stadi), no agli ubriachi (comprensibile), no agli ombrelli, apertura dei negozi dopo le ore 9 e chiusura un' ora più tardi di quanto fanno ora (per combattere lo smog), fermo di opere in corso nella città, chiusura di numerosissime ditte che inquinavano, rispediti a casa migliaia di operai migrati a Pechino http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20080721/tso-pechino-olimpiadi-operai-89ec962.html .

Tutto ciò loro la chiamano "organizzazione", io la chiamo repressione, dittatura, timore d' insuccesso, inciviltà, incapacità, razzismo, violazione dei diritti civili soppressi, fallimento del vecchio sistema ormai obsoleto.

Come si concluderanno queste Olimpiadi ? Sicuramente con l' esaltazione degli atleti cinesi, che una volta che avranno "vinto" tutto quello che c' era da vincere, con le "loro straordinarie" prestazioni, susciteranno, ne sono convinto, "perplessità" e "dubbi" destinati a restare tali ma in bocca a falsi ben pensanti con delega al mugugno postumo che come si sa non fa male a nessuno.



sabato 5 luglio 2008

4 AMICI AL BAR ovvero i GiOtto a Saporo.




di Franco Giannini

Dal 7 al 9 del c.m., si riuniranno i "grandi" (almeno loro si credono) degli otto paesi più industrializzati (a cui crede ancora di far parte l' Italia e non solo). Non so neppure se siano otto, perchè è grande la confusione su chi deve partecipare, su chi vorrebbe partecipare, su chi sarà autorizzato a partecipare. Quella del G8 suona un pò come quella domanda circa quanti erano i sette re di Roma, a cui si rispondeva che i sette re di Roma erano 6, Anco Marzio e Tullio Ostilio.
Questi i dati certi almeno a livello di numeri:
Ubicazione del "Bar" ad una 50na di km. da Saporo. L' albergo dove avverranno i colloqui, per "questa volta" sarà di lusso e dal nome prettamente esotico "Windsor". 21 mila sono le persone preposte alla sorveglianza di un si simile patrimonio di intelligenza.
Nel lontano 1975, http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/07/tokyo-g8.shtml?uuid=eab61b60-4a78-11dd-9e1c-57ebb30ae515&type=Libero hanno di fondazione di questa comparsata turistico-conviviale, erano in sei, poi si passo a 7, ora siamo ad 8, ma i risultati sono rimasti fermi a Zero. No, qualche cosa è cambiato: il prezzo del petrolio da 70 dello scorso anno ai 140€ attuali a barile ben s' intende.
Fino a questo momento i Paesi partecipanti all' incontro di quest' anno sono in ordine alfabetico, onde non abbiano ad aversene male: Canada - Francia - Germania - Giappone - Gran Bretagna - Italia - Russia - Stati Uniti.
Se avessi dovuto fare un elenco per ordine di importanza, o come si usa dire popolarmente "di parole in Capitolo", le nazioni si sarebbero ridotte a 4 USA - Russia - Francia - Germania, tre semi-comparse GB - Canada - Giappone , ed una per il solo doveroso rispetto a chi è solito offrire i "suoi lidi" per rilassanti periodi di pausa lavorativa.
Anche quest' anno l' Italia parteciperà con il suo apporto di pacche sulle spalle all' americano, risate a 42 denti distribuite in parti uguali, un colpo di mitra portato con la mimica delle mani sul russo, un accenno di tocco dei "fondelli" all' amico della Ville Lumiere. Il tutto con il garbo e la signorilità che in queste cose ed in questi tempi, ci distingue.
Questo fuori del tavolo dei lavori, perchè poi quando proveremo a dire una sola parola in riunione, saremo redarguiti con un perentorio "Keep Silent" (non so se sia esatta ma a me l' inglese è ostico e soprattutto anche antipatico) Fai Silenzio!!
Intanto a Parigi manifestanti sfilano http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20080705/tts-g8-wrapup-foto-tv-grafico-ca02f96.html per far smettere questa comparsata, ed a Saporo, anche... che questi 8Cervelli (a testa!) pensano invece fatte a mo di moda.
Ma c' è chi vuole allargare il numero di partecipanti e chi questo lo ritiene superfluo, ma c' è anche chi vuole parlare solo di risorse energetiche, ma c' è anche chi vuol parlare di fame al mondo, dell' Africa (come se non se ne fosse parlato a Roma alla conferenza FAO pochi giorni fa con risultati Zero). Idee tante, confuse e racchiuse tutto in 3 giorni di colloqui pari a 72 ore, da cui vanno detratte le ore per saluti di arrivi e partenze, pranzi e cene, colloqui riservati in cui si parlerà di affari propri (intendendo non personali ma dei propri singoli stati), e vanno considerati gli orari di inizio che non coincideranno certamente con le 8 del mattino e le 14 del pomeriggio, le pause caffè necessarie soprattutto per i prostatici (tutti, consideratane l' età e visto il modo di camminare di molti). A dimenticavo che a questo tempo non andrà detratto quello perduto per redigere il comunicato finale perchè sarà ricopiato quello degli anni precedenti : "Gli incontri sono risultati positivi, ci siamo preposti all' unisono di rivederci il prossimo anno, valutando i risultati fin qui raggiunti ed in quel caso predisporremo le giuste iniziative da intraprendere."
Ma quest' anno ho la sensazione che uno scontro ci sarà, e so anche che questo scontro sarà vinto dalla Francia.
I giapponesi vogliono che il gruppetto rimanga circoscritto ad 8, mentreil nostro cugino d' oltralpe, lo vuole allargare alla Cina e all' India (e poi per scusante a qualche altro paese) non perchè simpatici ma perchè non si può negare una sedia al tavolo a chi porterebbe sul mercato 2miliardi e trecento milioni di clienti....ma che attenzione stanno iniziando ad essere anche affamati e non solo di risorse energetiche, ma soprattutto di natura alimentare! E la fame è stata sempre un gran brutta consigliera.


venerdì 27 giugno 2008

IL SIG. ROSSI E IL PICCOLO RICCARDO : CHI E’ PIU’ SPORTIVO ??


di Franco Giannini


Non è una lettera è un semplice sfogo, ma almeno per questa volta non tocco i politici, occupati come sono a risolvere i primari problemi del paese: Intercettazioni, Raccomandazioni, Lodo Schifani e Loro Sicurezza, PD o RED, Dimostrare ora o rimandare a Settembre con il fresco. Ed allora:
Caro Sig. Antonio Rossi,
mi dispiace doverglielo dire con tutta franchezza ma il suo comportamento, lo posso comprendere, ma non lo posso accettare.
Lei, un campione di canoa (manco uno sport d’ elite) ma proprio per questo ancor più campione, perché i suoi inizi, saranno stati fatti di sacrifici duri, veri, con alzatacce senza benefit, trasferte basate su pranzi al sacco (come li hanno fatti del resto un pò tutti i neofiti nati “dalla miseria” di questo nobile sport che è il canottaggio nel senso più ampio) di ritorni in sede in giornata con ore di pulmino con le canoe e barche al seguito sul carrello o nelle trasferte più impegnative, pernottamenti in alberghetti in quattro in una camera. Ma è grazie alla sua costanza, passione e serietà, ha avuto la “fortuna” (per merito ben s’ intende) di entrare a far parte del prestigioso gruppo sportivo delle Fiamme Gialle che le ha permesso e le permette una vita dignitosa (ed “invidiata” da tanti sportivi e non) e che lo sta conducendo verso la quinta Olimpiade. Non doveva però cadermi dove è caduto con l’ esternazione di andare all’ Olimpiade di Pechino, con un “Braccialetto per il Tibet”.
Può servire solo per lanciare una moda e venderne milioni di pezzi, magari perché no, in nome del Tibet e nell’ interesse degli speculatori. Le lotte si fanno, e lei me lo insegna, a forza di sacrifici, ed in questo caso il sacrificio stava nel non partecipare.
Spero solo, visto che per essere campioni occorre oltre che la forza muscolare, soprattutto intelligenza, che una frase simile, un’ idea si balzana, non sia uscita dalla sua bocca volontariamente, bensì le sia stata messa in bocca e lei come uomo immagine ne abbia riprodotto solo il suono, e magari invece come sportivo se ne sia sentito mortificato due volte : una prima perché incapace di opporsi e secondo perché ciò non da lei condiviso.
Oltre tutto un simile intervento lo avevo previsto e da dire che io non sono uno molto lungimirante ( http://scaloni.it/popinga/la-xxix-olimpiade-moderna-di-lhasa-o-di-pechino/ ) che qualche atleta “forzatamente” avrebbe trovato una soluzione facile facile per accontentare “Capra e Cavoli”.
Ma se ne faccia pure una ragione, lei è alla fin fine solo un atleta che ha “pensato” questa trovata. Immagini chi invece, e si tratta di una primaria azienda nazionale, che per un semplice spot televisivo, prima l’ ha fatto, poi ci ha ripensato e per non inimicarsi la Cina, gli ha chiesto scusa perchè il Richard Gere cinematografico (legato al Tibet) lascia le impronte delle sue mani sulla neve vicino a quelle di un bambino tibetano. Ecco come ci rende il dio profitto, genuflessi in modi sconci.
Ecco che allora il mio pensiero, corre verso quei 250 bambini che hanno disputato, giorni or sono, un torneo di calcio a Padova, dove tutti ne sono usciti vincitori, dove un ragazzino di nome Riccardo, è stato segnalato quale miglior portiere, dove lo stesso ragazzino per l’ emozione si è sentito male la notte, dove le pagine del giornale locale Il Gazzettino hanno dato evidenza a questo torneo giovanile, dove questo ragazzino, in ferie a Bibione con i suoi genitori è stato convocato a Padova per una nuova partita ma che appena terminatala ritornerà in vacanza nella stessa serata, dove il contorno di pubblico sarà composto dall' insieme di genitori e nonni: quelli di Riccardo non avranno contrassegni politici o militari, saranno semplicemente mamma Sandra, papà Fabrizio, nonna Olga e nonno Dario.
Se proprio poi vogliamo vederci degli sponsor, va beh !, per questa volta pizza e gelato pagato.
Ma caro Antonio, e questo lo sai anche tu anche se non puoi dirlo, è la vera essenza dello sport…ingenuità, passione, spensieratezza, e tanta onestà che i genitori inculcano nelle menti dei bambini e che a volte (ormai troppo spesso) viene influenzata in modo negativo da chi del vero sport ne ha fatto uno sporco Business, ed oggi anche sporche transazioni politiche.