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mercoledì 27 agosto 2014

Arte, Acqua, Petrolio: patrimonio di tutti. O di chi se li può permettere?

Il clamoroso furto di dipinti al Castello Sforzesco di Milano induce a qualche riflessione...

L’Arte, l’Acqua, il Petrolio, la Natura: patrimonio di tutti. O solo per coloro che se li possono permettere??.
A muovermi questo interrogativo è la notizia del furto dei tre dipinti al Castello Sforzesco.
C'è da dire che quando leggo notizie simili, preso da rabbia e sconforto, mi vien da dire a caldo, meglio così, almeno c'è qualcuno appassionato che se ne occupa, le cura e se ne gode le bellezze. Sono infatti furti su commissione, fatti da chi ha ingenti possibilità, ma amanti dell'arte seppur farabutti. Un po' come i mafiosi-camorristi: ladri, spacciatori, omicidi, ma con tanto di Bibbia sul comodino e con la benedizione ossequiosa da parte, se non della Chiesa, di prelati con comportamenti quantomeno "abbondiniani".
Poi, a bocce ferme, più civilmente, penso che è un capitale di tutti e che andrebbe salvaguardato per il bene economico del nostro Paese.
Ma a questo punto dovrei infuriarmi di nuovo, pensando a come tutte le nostre fortune artistiche vengano salvaguardate, custodite, tutelate, per poterle "sfruttare" in maniera economicamente impeccabile, in modo da poter dare quella boccata di ossigeno che i nostri amministratori ci promettono, inutilmente, da una vita.
Lo stesso metodo, che se fosse usato da una banca, sarebbe quello che invece di una cassa con apertura automatica e porte e finestre blindate, l'avesse aperta e posizionata, in un giorno di mercato, in una pubblica piazza.
Il mio pensiero, sarebbe invece quello di tutelarlo, renderlo sempre più appetibile, per far fruttare questo Capitale Artistico di cui siamo padroni, anzi di sfruttarlo speculandoci su, come altri fanno con capitali azionari o di natura cartacea.
Poi leggo, ascolto, che chi ne sa più di me su questa materia e che non risponde al nome del ministro ai beni culturali (questo è un politico e come tutti costoro sono dei tuttologi esperti in nulla!), bensì di un nientepopodimenoche di Vittorio Sgarbi.
Di costui credo che si possa dire che sarà simpatico o meno, esibizionista o meno, comparsista o meno, ma non certo che non sia un valente esperto in materia artistica.
E purtroppo le sue affermazioni mi fanno cadere, di nuovo, in una angosciosa riflessione, quando afferma che l'arte deve essere aperta a tutti, che è un patrimonio di tutti e che, quasi quasi, i Musei dovrebbero essere aperti a tutti e magari, perché no, con ingresso libero.
Insomma secondo il critico, l'Arte non è un nostro Patrimonio, non è un Patrimonio di chi lo possiede, ma lo è dell'Umanità.
Ed io che esperto non lo sono, che devo dire? La cosa mi induce nuovamente a rifletterci su. Ma malgrado ci rifletta non mi trova d'accordo. Anche, perché allora, lo stesso si dovrebbe dire per l' Acqua bene di tutti, lo si dovrebbe ancor dire per il Petrolio, per le riserve di gas del sottosuolo, per le miniere, per le bellezze naturali e che madre natura ci offre allo stato libero. Invece non è assolutamente così che va la vita!
Invece l' "Acqua bene comune" va sprecato e sfruttato da pochi, il "Petrolio" finisce in poche mani, del resto sempre unte e occupate ad aprire "stoltamente" rubinetti in oro in grattacieli dalle mille ed una notte, lasciando però camminare, ancora nel 2014, i più dei loro stessi compaesani a dorso di mulo; la "Natura" poi, tanto decantata ed osannata da Enti, Associazioni, Organizzazioni armati di bandiere e loghi assistono incapaci ed impotenti, alla sua deturpazione che avviene in mille modi, ad ogni secondo ed a cui essa si ribella facendoci pagare ogni volta un pegno salato sia come vite umane che come danni economici.
Ecco che allora una prima risposta che riesco a percepire è quella che il motto :" Quel che è mio è tuo e quel che è tuo è anche mio!" sia passato di moda, se mai c'è stato. Oggi è l'interesse quel che conta e chi più ne ha, più ha parola in capitolo ed allora forse il motto di moda (non di oggi, ma anch'esso di sempre!) è quello del :" Quel che è mio è mio e quel che è tuo è...mio!!" e potrebbe avere anche una firma: l'egoismo mondiale. Non certo il "Patrimonio" !!
Ed allora il cerchio si chiude. Se le mani unte vogliono vedere le "Bellezze Pure" dei "Bronzi" o la "Nascita di Venere", che paghino, profumatamente, anzi di più, come del resto loro ci fanno pagare il loro "unto" Petrolio. E non solo in occasione dell'EXPO !! Ma la stessa qual cosa dicasi per coloro che speculano sulle gocce d'acqua o il legno delle foreste amazzoniche.
Insomma, Dio ce l'ha data, l'Arte, e guai a chi ce la tocca!!

Franco Giannini
Già pubblicato Martedì 26 agosto, 2014 su SenigalliaNotizie.it

lunedì 23 settembre 2013

I Rifiuti rifiutati della "Terra dei Fuochi".

Ho detto la terra dei fuochi, no la terra per i cuochi... intesa come genitrice dei suoi genuini prodotti ... 'na volta!  

No, se qualcuno pensa che stia parlando dei rifiuti di casa nostra può interrompere la lettura qui. Di Senigallia, non si parla. Non ci sono argomenti. O meglio ci sono, se ne potrebbe parlare, ma visto che le risposte si conoscono a prescindere da quello che uno può dire o scrivere, preferisco, simile ad un guardone, osservare ciò che fanno gli altri.
L'Italia, credo che in molti ce ne siamo accorti, è il produttore principale, se non mondiale, sicuramente europeo, a livello di "Problemi". Ed è questa variegata produzione che ci salva da buona parte di possibili contestazioni, che altrimenti avremmo giornalmente e contemporaneamente in tantissime piazze del paese, con le immaginabili conseguenze.
Invece per un problema che nasce e che la gente contesta, c'è n'è subito un altro, più o meno eclatante che prende il suo posto e mette la sordina su quello precedente. Come ?  Occupando i titoli dei giornali, dei TG ed in cui il politucolo di turno può sciorinare la sua critica su quanto detto dal suo collega della corrente opposta due istanti prima. magari suggerire la sua proposta, specificando comunque a guisa di paracadute, come essa sia sempre legata a decisioni non sue.

Ed allora si alternano sovrapponendosi ed annullandosi problemi quali l' IMU si o no? L' IVA si, no, forse? "B" in galera o ai servizi sociali ? La TAV avanti piano quasi indietro ? Si vede il Lumicino si o no ? La caduta del Governo ci sarà oppure no? Il PDL ha le doglie, sta nascendo Forza Italia. E per par condition non possiamo non ricordare che ci sarànno le Primarie ed un Congresso del PD : ed allora quale sarà la data? E l'Italia è ancora sovrana rispetto alle imposizioni dell'EU ? Della stuazione dell'ILVA di Taranto (anche se interessa da quel che si intravede fin ad oggi, purtroppo, solo a chi ci lavora!) ne vogliamo parlare, anche se nulla si fa, si guardi bene, oltre questo! Anche il Papa, da lodare i suoi pensieri, ci mette del suo ! Intanto i 35 saggi, (loro sono saggi, siamo noi che li manteniamo che siamo dei cretini!) si riuniscono in un "4 stelle" per studiare come risolvere sta crisi, accelerando la "fine" e non certo della crisi; il conto? prego, come sempre a Pantalone ! Poi ci sono i fatti di cronaca nera, quelli rosa, le alluvioni, temporali, gente che va, o meglio che ritorna a vacanze terminate (sempre espressi con numeri a sei zeri!), e non ci facciamo neppure scappare magari qualche fatterello che avviene all'estero, dandogli quel giusto risalto che, giusto o meno,  necessita al momento per l'intensificare della notizia fumogena.
L'area della terra dei Fuochi

Non soffermandocisi più di tanto, si è parlato,  giorni or sono, anche dei rifiuti della Terra dei Fuochi, del termovalorizzatore che ivi dovrebbe sorgere, delle manifestazione dei cittadini che invece non lo vogliono, dei depositi di  sei milioni (si parlava nel lontano 2007) di ecoballe giacenti a Taverna del Re e che inesorabilmente si stanno spaccando, con l'inevitabile perdita di percolato e proprio come con una toccata e fuga, si è rivelato come la zona sia inquinata non solo sopra la superfice, ma anche nel sottosuolo, dove la Camorra, a sotterrato per anni i rifiuti nocivi e non solo locali (almeno si dice!!). Si parla di una superfice di oltre 20 km quadrati le cui colture agricole rappresentavano la bontà e la genuinità dei prodotti agricoli che la terra offriva: Frutta e verdura di primo ordine, che i grandi chef consigliavano e mettevano, ma non solo loro, nei piatti. Io ho scritto "rappresentavano", ma molti operatori agricoli negano e continuano a considerare sia i frutti che le verdure prodotte, come ancora le migliori che il "mercato" possa offrire. 
Lo Stato, come sempre in questi casi, non si schiera, dice di controllare, indagare, prelevare, analizzare creando matriosche che a fine indagine relazioneranno a chi di dovere preposto a trasmetterlo più in alto, dove del doman non v'è certezza, per cui tali incartamenti vengono accuratamente posti in cassetti  però senza chiave. Ed è lì che restano, sperando che gli spifferi del palazzo faccia volare, durante qualche controllo, alcune delle pagine. 

Se ne è parlato, dicevo, ma poi il giorno dopo tutto era stato superato, offuscato, da altre notizie che colpivano l'attenzione della gente. 
Mi permetto allora di riprendere il discorso perdutosi dietro ai fumogeni, dicendo che quei stimati 20 km quadrati, potrebbero anche essere bonificati, ma comunque non prima di una ventina di anni.
Ed allora, siamo in Italia!!, campa cavallo che l'erba cresce, ma nelle praterie americane, non certo in quelle dove la Camorra l'ha sempre fatta e continua a farla da padrone. Ecco che allora mi si è accesa una lampadina... alogena ben s'intende.
Le balle della Taverna del Re

Ma devo fare un passo indietro con una dovuta precisazione.

La mia è solo un'idea, aggiungerei dal sapore provocatorio, non logicamente scientifica, ma che potrebbe essere solo una formula buttata lì, ma che potrebbe essere ripresa da chi ne capisce più di me (cosa non difficile!), senza essere però di parte ecologicamente e naturalisticamente parlando. Perchè dico questo, perchè spesso all'occhio dell'opinione pubblica sembra che il carbone non lo voglia nessuno,  del nucleare neppure parlarne, degli inceneritori nemmeno, l’eolico snatura il paesaggio, il fotovoltaico ruba la terra all'agricoltura. Concordo e sottoscrivo molti di questi pensieri! 
Però, perchè c'è un però !, qui siamo a Giugliano, una realtà distante anni luce da quella che è il resto d'Italia. 

La gente, qui, non è che non vuole l'inceneritore così perchè un mattino si è alzata ed  ha deciso di non volerlo, ma non lo vuole perchè quei milioni di balle di cui parlavo sopra e che dovrebbero essere smaltite in questo, si dicono contengano di tutto e di più, quindi bruciarle sarebbe oltremodo pericoloso per la salute dei cittadini.

Allora, anche in considerazione che  il recente decreto legislativo n. 28 del 3 marzo 2011 (in vigore dal 29 marzo 2011) ha introdotto restrittivi vincoli per gli impianti fotovoltaici a terra su terreni agricoli e che altrettanto pericolosa per la salute sarebbe la comercializzazione dei prodotti agricoli di queste terre contaminati dalle acque del sottosuolo e dalle discariche interrate, suggerirei questa soluzione:
- Dichiarerei questi 20 kmq. di terreno (o anche più, sarà da accertare!) non più agricoli, ne tantomeno edificabili.
- Destinerei l'uso di questi terreni, esclusivamente ad uso di impianto di pannelli fotovoltaici.
- Lasciando logicamente, abitazioni, realtà produttive, strade, alberi, senza nulla togliere alle realtà cittadine.
- Lo Stato se ne dovrebbe far carico a livello di spesa.
- Il controllo dovrebbe essere affidato al èproprietario del lotto, unitamente ad un ufficiale dei Carabinieri o della Guardia di Finanza. Fuori, personaggi politici di qualsiasi tipo e rango!
- Gli utili serviranno allo Stato, una volta rientrato delle spese, a pagare mensilmente i proprietari del mancato
 guadagno, facendoli però impegnare nei lavori di manutenzione come personale (unitamente ai tecnici) per la bonifica dei terreni.
- Dal momento che ritengo che gli utili derivanti da questo servizio dovrebbero essere notevoli, quelli che avanzeranno dovranno essere destinati esclusivamente all'operazione di bonifica.
- Dopo 20/25 anni o quello che sarà, ad operazione di bonifica avvenuta, i terreni potranno ritornare ai loro proprietari, riportandoli (obbligatoriamente) al loro primario utilizzo, logicamente con il rismontaggio dei pannelli.
Pannelli fotovoltaici

Lo so, l'impatto di 20 kmq di specchio, non sarà bello a vedersi, ma non sarebbe neppure bello osservare bambini, o comunque esseri umani, soffrire negli ospedali colpiti dal cancro. Come scellerato sarebbe solamente affermare che i terreni sono inquinati, le falde acquifere ugualmente e magari far finta di dare inizialmente un finanziamento con la destra, ritirandolo con la sinistra e lasciando poi che il tutto, italianicamente, finisca nel dimenticatoio.
Non certo per la Camorra, che ringrazierebbe e continuerebbe a fare il lavoro che ha fin qui spudoratamente svolto. Tra questo la sorveglianza che i prodotti agricoli continueranno ad essere venduti, magari a multinazionali estere dell'alimentare, che provvederanno alla commercializzazione dopo avergli fatto fare il giro di mezzo mondo. Ai voglia a dire di controllore le etichette! Si diceva che sia il $ che l' € erano monete e banconote a prova di falsificazione, ed invece! E se falsificano quelli, falsificano quadri che l'esperto più esperto rimane in imbarazzo, non volete che non sappiano falsificare un'etichetta? Ma intanto vige la legge, occhio non vede cuore non duole.
Ma questo detto deve valere per tutto, anche per il non prendere un'iniziativa che potrebbe, sicuramente, scontentare qualcuno, ma salvare tantissime vite umane.

Ed in questo caso la colpa del "Non Fare", non sarebbe solo della Camorra, ma sarebbe "anche" della Camorra.

Franco Giannini