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lunedì 17 marzo 2014

Qualunque sia il suo reale valore, per me è sempre un traguardo!


 1° Maggio 2008 - 17 Marzo 2014

 LO SPIGOLATORE 
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Franco Giannini

lunedì 9 luglio 2012

Mentalmente con gli "Azzurri" ai XXX° Giochi dell'Olimpiade di Londra

solamente una preghiera, si blocchino, almeno qui, i passaporti agli sfigati ed ai piagnoni "ufficiali"

Si parla di Giochi, e che tali essi siano. Si parla di una materia atta ad essere compresa quantomeno dai e per i soli giovani o al più per chi giovane non lo è più, ma ha avuto reminiscenze sportive in gioventù. Quindi gli anziani, i decrepiti, gli inesperti, i non appassionati, i non addetti ai lavori, sono pregati di restarsene in casa, tendo ben celata tra le quattro mura il loro viso sfigato, come abbiamo recentissimamente avuto modo di osservare e criticare. Di sfiga, in questo periodo l'Italia ha i "Magazzini" pieni, da poter aspirare al primo posto della statistica mondiale, quale maggior esportatore. Per cui l'unica cosa di cui le nostre squadre possono fare a meno, in questo particolare momento, sono di questi visi scocciati, musi lunghi, sbiascicanti e vergognosi nel canto del "Fratelli D'Italia" e che "dovrebbero" rappresentare quella Ufficialità che sta nel titolo, ma non alloggia nel loro animo.

27 luglio, 12 Agosto, 17 giorni di Giochi, 30 esima Olimpiade, e chi sa quali e quanti altri numeri si possono e si potrebbero ricavare dall'evento, ma i numeri sono solo numeri e come tali sono validi solo per definire e quantificare. Per il resto credo che siano così poco attendibili anche per giocarli al lotto. Saranno solo giornate di sport, di spettacolo, di sensazioni, di emozioni, tutto frutto di sacrifici protrattisi per 4 anni e che in una frazione di tempo assegneranno gioia o delusione.
Ho parlato di delusione, non di dolore, quindi non di pianti. Le lacrime dovranno essere lasciate a chi e per cose ben più tragiche che non la vittoria o meno di una gara, per una medaglia di un colore piuttosto che di un altro, o per una eliminazione piuttosto che un passaggio al turno successivo.
L'essenziale, almeno io lo credo, per un atleta, è l'essere convinto di giungere al momento della gara, essendosi impegnato al massimo negli allenamenti ed essere arrivato al traguardo senza più un briciolo di forza, avendo profuso tutto ciò che si aveva. Questa consapevolezza dunque, dovrebbe ricacciare indietro ogni eventuale lacrima: la serenità di essere a posto quanto meno con la propria coscienza.
Poi gli sportivi, gli atleti lo sanno, è uno solo che vince, ed almeno negli sport dove a far da arbitro ed a giudicare è un metro, un cronometro, un gol, un canestro alfine a decretare la vittoria è sempre (o quasi) l'abilità. Dove invece interviene un giudizio espresso dalla mente dell'uomo-giudice, non sempre è così, l'essere umano del resto non è perfetto come si vuol credere, sbaglia e spesso lo fa perchè influenzato anche da fattori esterni a quelli prettamente sportivi. Nello Sport (almeno quello come lo intendo io e non quello che chiamo Industria Sportiva, tutt'altra cosa), a costo di cadere nella retorica, credo che si dovrebbe accettare sempre il verdetto, anche se platealmente errato o influenzato, perchè anche questo fa parte del gioco. Come del resto la "Fortuna" o la "Sfortuna". Quando si abbraccia inizialmente questi sport, si sa a priori le anomalie che essi comportano nel giudizio, ed è per la sola passione che ad essi ci si avvicina. Ed allora bisogna accettare anche centesimi di punto non concessi, o sviste volute e non. Io ancora sono un De Coubertiniano convinto, anche se con caparbietà gli sponsor cercano di offuscare il suo pensiero.

Sono terminati i Campionati Europei di Calcio, con l'esito che tutti conoscono. Un esito che ritengo positivo nel risultato e su cui nessuno avrebbe puntato una sola lira fin dall'inizio. Con il senno del poi, tutti sono diventati CT ed avrebbero fatto... Quindi, con tutta sincerità, non riesco a comprendere quelle lacrime. Le avrei più comprese se avessimo vinto, allora sarebbero state lacrime di commozione. Ma essere arrivati ad una finale avendo lasciato dietro di noi nazioni quali Francia, Germania, Inghilterra, il gotha del calcio, proprio non lo capisco. Salvo che dietro quelle lacrime non si celassero altri dolori e malanni !! Comunque sono state lacrime sprecate!
La cassa di risonanza di questo evento ha coperto quello già di per sè meno eclatante, dei Campionati Europei di Atletica Leggera di Helsinki appena conclusisi e per i nostri colori,in verità, un pò sotto tono: Tre le medaglie (in podi diversi, ma giuste a completare i tre metalli). Oro a Fabrizio Donato campione Europeo nel triplo, Daniele Meucci argento nei 10.000 metri e Chiara Rosa bronzo nel getto del peso.

Ciò non toglie però che alla vigilia di un evento sportivo, come le Olimpiadi, così importante, non si facciano delle previsioni e solitamente quelle dei dirigenti, onde pararsi il solito "scranno", sono poco attendibili, perchè giocano al ribasso, anche perchè intanto di nomi non ne fanno. La previsione degli organi ufficiali della Nazionale Olimpica Italiana hanno affermato che dovremmo/potremmo aspirare ad un bottino vicino alle 25/28 medaglie. Insomma qualcuna in meno rispetto a Pechino, colpa anche questo, dei soliti "tagli" che si sono fatti sentire e che procureranno i loro effetti anche sullo sport.
Ma quello che più mi ha lasciato sbalordito, è che su queste cabale, c'è invece chi ci studia seriamente e non prende in esame le sole fisicità degli atleti, la loro preparazione psicofisica, bensì tutt'altri parametri come il reddito pro capite o il fatto che la nazione abbia o meno ospitato la manifestazione in passato. Cose di questo genere. Ed il bello sta nel fatto che costoro sembra anche che ci azzecchino, o quanto meno vadano assai vicino al risultato giusto, con uno scarto del 7% sul numero totale delle medaglie ed un 15% sul numero degli ori.

Scaramanzie a parte, tocchiamo quello che vogliamo, ma all'Italia hanno così pronosticato: 9 Ori, 11 argenti e 14 di bronzo.
Ma fanno anche i nomi, con il tipo di sport e medaglia. I nomi dorati? Paolo Pizzo, Andrea Cassarà, Valentina Vezzali, la squadra del fioretto femminile, Massimo Fabbrizi, Domenico Valentino e la squadra femminile di ginnastica ritmica, Federica Pellegrini, Martina Grimaldi. Tra gli argenti fanno il nome di Aldo Montano nella sciabola, del supermassimo già oro a Pechino Roberto Cammarelle e della Pellegrini sui 400m. I nomi favoriti a salire il terzo gradino dei podi dovrebbero essere quelli di : Tania Cagnotto e Francesca Dallapè, della pallanuoto maschile. Tra i bronzi, gli analisti vedono, per l'Atletica Leggera solo quello di Antonietta Di Martino nel salto in alto che può sperare nella medaglia, perchè per il resto della squadra di atletica, le notizie non sono certo entusiasmanti.
Ma è vero anche che mai affermare una cosa, perchè c'è sempre il caso di essere clamorosamente smentiti. Ed è questo che vorrei, in chiave logicamente positiva!!

Infatti, anche dell'Italia del pallone si erano dette tante cose, poi ribaltate dai risultati, quindi quando una nazione come la nostra non ha più nulla da perdere, l'unica possibilità è che si riprenda e cominci a vincere. La rabbia e la volontà di riscatto, a volte sono il migliore dei doping.

Franco Giannini

lunedì 12 marzo 2012

Dalla scuola di Taekwondo di Senigallia, promosse 6 nuove cinture gialle













Come dire, quando capacità, passione e costanza iniziano a dare i suoi frutti migliori


L’appuntamento era per lunedì 5 marzo, alle ore 16:30 nella ben tenuta, una delle poche, palestra dell’Istituto classico Perticari di Senigallia.

Quando sono arrivato credendo di essere il primo, visto che ancora non erano le 16,30, mi sono trovato invece, l’ingresso della palestra ancora chiusa, ma con tanti genitori (ed anche qualche parente) degli esaminandi. E già da qui la piacevole sensazione, che qualche cosa, nella scuola, sta cambiando in senso positivo. Sta nascendo quello che si chiama Entusiasmo.

Quello che si sentiva a pelle e che emergeva con più evidenza era la tensione e l’emozione. Da quali pori fuoriuscisse non mi era dato di capire, se più da quella dei remigini taekwondiani o da quella dei propri genitori.
So solo che i primi camuffavano il loro nervosismo, con piccole corse, sorrisini forzati e scherzi ai loro colleghi d’ansia; i secondi invece con richiami continui per frenare l’esuberanza nervosa dei figli, tra la messa a punto della macchina fotografica o della telecamerina.

Poi l’arrivo di Oriana, la custode della palestra e la loro prima fan, che veniva quasi accolto come un rimedio, una medicina, un sollievo per le loro ansie. Sollievo che durava poco, però, giusto il tempo di indossare il “dobok“. Infatti, usciti dallo spogliatoio si sono trovati la figura dell’esaminatore, il Maestro Giovanni Berardi, 7° dan di Taekwondo nel 2009, nel frattempo arrivato ed i cuori hanno ricominciato a battere con frequenze sempre più alte, seppure il viso sereno, pacifico del maestro non incuteva alcun timore.

Dopo un breve riscaldamento, i sei esaminandi sono stati messi di fronte al Maestro, pronti a dimostrare quanto avevano appreso da Christian Magnoni, il loro allenatore.

Per i digiuni di quest’arte marziale devo far presente che le voci che concorrono a formare il voto sono:
- la frequenza: cioè il loro comportamento durante gli allenamenti, il loro impegno;
- le forme: memoria, precisione, ritmo,equilibrio nell’ eseguire le forme;
- le tecniche: precisione nell’eseguire calci, pugni e parate;
- combinazioni/combattimento: all’esame non conta chi vince, ma bisogna far vedere cosa si è appreso durante le lezioni per quanto riguarda tecniche e tattiche.

I punteggi che vengono assegnati dopo l’esame sono: punti 30 (minimo per superare l’esame), mentre con 35 punti in su, si passa di ben due cinture. Però è molto difficile fare più di 35, sopratutto per dei bambini.

I sei candidati erano: Rebecca Serfilippi, Michele Serfilippi, Gianmarco Agostinelli, Riccardo Di Re, Davide Marchetti e Paolo Fiorentini. Tutti alla fine promossi con il passaggio alla categoria superiore di cintura gialla, con questi voti e le relative motivazioni:

Rebecca Serfilippi (p. 30): Brava nelle tecniche, precisa ed elegante.
Michele Serfilippi (p. 32): Buone le combinazioni di attacco e difesa
Gianmarco Agostinelli (p. 32): Concentrato, tranquillo e preciso.
Riccardo di Re (p. 30,5): Tenace, pacato, tranquillo ed impegnato nell’esecuzione delle forme.
Davide Marchetti (p. 34): Benissimo in tutto ciò che ha fatto.
Paolo Fiorentini (p. 35): Abile in tutto quello che ha fatto, ancor più nel portare i calci e i pugni in cui ha mixato precisione, velocità e potenza, quello che serve nel taekwondo.

Mentre questi invece sono stati i commenti riflessivi che Christian mi ha rilasciato dopo l’esame, analizzando le motivazioni di cui sopra:

Rebecca, non per niente è anche una ballerina, in allenamento ci mette più grinta, ma al termine dell’esame mi ha confessato che stava sudando per la grande emozione. Sicuramente adesso che il ghiaccio è stato rotto non avrà più problemi, perchè quando vuole è un tipo che dimostra tutto quello che sa fare.

Michele, il fratello, invece ha soli 6 anni. Non sentiva, o almeno non dimostrava di sentire l’emozione per l’esame. Infatti ha fatto tutto meglio di quanto non faccia in allenamento, comprese le combinazioni di attacco e difesa che per un bambino di questa età non è semplice nè da imparare nè tantomeno da eseguire in maniera precisa E lui invece c’è riuscito ed anche bene.

Gianmarco ci teneva tantissimo a fare bella figura (lo dimostra il fatto che nel momento in cui ha saputo di esser stato promosso ha cominciato a festeggiare saltando per tutta la palestra). In allenamento dà sempre il 120% delle sue possiblità, e all’esame i risultati si sono visti. Anche se, con un pizzico di precisione in più, avrebbe potuto ottenere un punteggio maggiore.

Riccardo si è impegnato molto, sopratutto nelle forme. Solitamente è un ragazzo sereno e tranquillo, che però al momento giusto ha saputo tirar fuori la tenacia necessaria per portare bene le tecniche. Anche per lui era il primo esame, quindi un pò di tensione ci sarà stata sicuramente, ma che ha saputo affontare e fronteggiare in maniera ottimale.

Davide proprio per un nulla, non ha raggiunto il punteggio di 35, punteggio che gli avrebbe valso il doppio passaggio di cintura. La sua prestazione comunque è stata ottimale, ha dato il meglio di sè sia nelle forme che nelle combinazioni, dimostrando una precisione che pochi hanno (però con il senno del poi, ce lo saremmo dovuti aspettare, visto che esce sempre per ultimo dallo spogliatoio, perchè impegnato a piegare meticolosamente il suo dobok).

Paolo, che dire di Paolo. Una prestazione grande e rara per un bambino. Anche lui come tutti gli altri era al suo primo esame, e non poteva fare di meglio visto che il punteggio ottenuto gli ha permesso di raggiungere direttamente il grado superiore della cintura gialla. Un evento che avviene raramente! Nel portare i calci e i pugni ha inoltre mixato precisione, velocità e potenza, quello che serve nel taekwondo. Mentre nella forma ha saputo correggere bene delle piccole imprecisioni che avevo visto e gli avevo suggerito di correggere fino a poco prima dell’esame“.

Ora il prossimo appuntamento, a cui sono invitati tutti i lettori ed appassionati di arti marziali, ed a cui parteciperanno tutti gli allievi di Christian Magnoni è previsto per Sabato 17 marzo in occasione del GIOCAGIN, al Palazzetto dello Sport di Via Capanna, con replica il giorno successivo, il 18, sempre con il GIOCAGIN però in quel di Fabriano.

Anche se mi ripeto, vorrei ricordare che gli allenamenti si solgono nelle giornate di lunedì dalle 16,30 alle 18; mercoledì dalle 17 alle 18,30; venerdì dalle 16,30 alle 17,30 sul parquet sempre lucido ed accogliente della Palestra del Liceo Perticari, che resterà aperta a chiunque desidererà prendere visione di come si svolgono le lezioni.


Franco Giannini
Già pubblicato su Senigallia Notizie.it

martedì 9 agosto 2011

PENSIONATI RAMPANTI:ROBERTO COSTANTINI...CHI E' ??? LEGGETE
























































































di Franco Giannini

...un concentrato di uomo, simpatia, musica, che si manifesta attraverso il suo clarinetto, ma non solo !!

Uno dei problemi di FB, almeno per me che poi lo uso raramente, è che appena vi entro, trovo sempre qualcuno, che sembra mi stia aspettando per chattare. Non che mi disturbi, ma mi fa trovare solitamente a disagio. Perchè ? Ma perchè le domande a volte sono le più scontate, ripetitive, monotone...come quella del chiederti come stai o di come è il tempo, pur essendoci visti qualche ora prima ed abitando nella stessa città. Poi c'è quello o quella che non sapendo che dire, apre il discorso con un “...Allora??!!”. Allora che cosa??

Ma questa mattina è stato diverso con quel un semplice “”Ciao Franco” da parte di Roberto che da tempo non sentivo. Ed ecco che allora abbiamo dato il via a rispolverare i nostri vecchi ricordi (oh, ma mica tanto vecchi!!). Ho rievocato, abbiamo rievocato, i tempi di quando entrambi lavoravamo nella stessa azienda e nello stesso turno. Accoppiati come le Forze dell'Ordine nei pattugliamenti. Loro magari in auto e noi invece tra due presse, intenti a tirare giù anche qualche moccolo, quando le cose non andavano come volevamo ( e neppure tanto di rado!!) E dopo diversi svariati anni, sempre spalla a spalla, ci si conosce meglio che con le proprie mogli e ci si sente un po' legati gli uni agli altri. E noi poi, ancor di più, perchè eravamo divenuti come si usa dire papa e bumba...(anche in senso pratico!) Ma nessuno dei due è mai stato uno “la spalla” dell'altro. Potevamo definirci due “solisti”, non di certo un coro... Poi io sono andato in pensione prima e lui ancora al lavoro, fino a che un bel giorno mi dice che anche lui, ha attaccato il “Taglierino” al fatidico chiodo. O meglio da professionista qual' era nell'arte del rifilo, lui lo chiamava, da doctor, “Bisturi”.

Le nostre strade da quel momento, si sono divise e l'unico modo ora per seguirci un con l'altro, abitando in due città diverse anche se vicine, ci è rimasto internet. Io mi sono buttato a seguire l'informazione in genere, con maggior attenzione su quanto ruota sul mondo cittadino in cui vivo e sono divenuto un... “brontolone”. Lui da artista nato qual' era ed è, ha spolverato spartiti, è ritornato a studiare musica ed invece di riprendere a (S)battere sulla batteria come faceva da ragazzo, ha preso a studiare il clarinetto (è diventato un musicista “guzzo”) e forza di soffiarci sopra, si è trovato anche un posto in una banda. Nooo... di disgraziati, neppure di farabutti, siiii proprio una banda musicale!!! E soffia che te soffia, oggi su FB lo puoi vedere che sta girando le principali piazze (non so se...delle Erbe ??) del Paese. Incontra i maggiori artisti Europei del settore...insomma il “ragazzo” si sta facendo nome ed onore.

E pensare che la prima foto che ho rintracciato di questa lunga strada che ha percorso, lo raffigurava, appena un anno fa, come semplice pastore randagio ciufolante durante le feste natalizie in quel di Ancona...poi da cosa diventa cosa ed oggi, come si può vedere dalle foto che sono andato a rubare, scattate durante le sue tournée, come avviene del resto nella nostra Politica, ne ha cambiate di “Casacche”, non tralasciando neppure le classiche “Magna te che magno anch'io”. Del resto anche nel lavoro era un professionista serio, preciso e puntuale negli impegni.

Personaggio, Roberto Costantini, sempre riflessivo, come da documentazione fotografica, serio (quando si sveglia!!), attento e con un portamento innato, da vero divo, immortalato in quelle rare immagini artistiche che sono riuscito a scovare. Le lingue, per lui, non sono di certo un ostacolo. Altrimenti come potrebbe interferire con i musicisti stranieri con i quali viene a contatto ? (vedere la sua immagine tra i componenti della banda portoghese...non so se prima o dopo l'arresto...della musica!!).

Beh! C' ho voluto scherzare sopra, un onore il mio per averlo come amico! E' evidente, dal materiale fotografico che ho potuto rintracciare, e dal sorriso dei volti delle persone meno giovani, che affiora però anche un elemento utile, che deve servire da monito a coloro che a volte dicono che i pensionati non sanno che cosa fare per ammazzare il tempo...in caso ancora di qualche dubbio su come e cosa fare, telefonate a Roberto Costantini, che non ve le canterà, ma sicuramente ve le suonerà … ed allora buon divertimento!

giovedì 24 luglio 2008

...EVVIVA, SIAMO ARRIVATI AL 100°....


di Dario Petrolati


Al gentile lettore,
il cui nome non conosco,
vada il mio più vivo ringraziamento per il tempo che dedica a scorrere queste righe quotidiane sul Blog di Franco Giannini, amico e persona che purtroppo ho conosciuto troppo tardi e col quale dialogo, quassù da Padova, mentre lui risiede a Senigallia, mio paese di origine e che sempre penso, ricordo.
Ringrazio la pazienza di non so chi , chè leggere quanto getto sul " diario" non sempre è ottimamente impiegata,anche perchè la mia collaborazione con Franco si basa su fiducia reciproca, tento di toccare argomenti e sensazioni, parlare di persone-cose che vedo, sento, di queste parti, mentre ho sempre il pensiero alla mia terra di origine, ove vissi gli anni di mia gioventù.
Tanto, troppo tempo è passato e se mi volto indietro mi dicono che le persone che menziono non ci sono più, anche per ragioni anagrafiche, i posti ed i nomi degli stessi o sono cambiati oppure hanno costruito-cambiato, insomma Senigallia che io rimpiango è cambiata come tutto sempre cambia ovunque.
Gli argomenti che "sento" di stendere e rimettere a Franco sono dei più vari, quello che provo ed ho paura di scordare scrivo, di laggiù-ancorato a quassù, e parlo di gente minima, benestante, istruita e non, insomma del mondo reale ed immaginario anche abitato, e con diritto da quelli che sono minoranze da terzo mondo.
Se vado a Venezia e la sensazione unica di riflesso, le mura antiche colme di storia, spesso dimenticata, di questa Padova ove vivo e vedo tanta gioventù che in Università si prepara fiduciosa per un futuro.
C' è gente che parla molto diversamente da noi marchigiani, ed il dialetto, la cadenza che quasi sembra sempre uguale è differente tra Padova e Venezia, una ha un retaggio colto anche se cantilenante, mentre nel padovano si sente l' humus della terra , in testa e sotto le unghie, l' attaccamento al lavoro dei campi viene ricambiato dai soldi che quassù non mancano proprio.
Tutto ha un peso-valore-apparenza.
Io che vivo dal 1968, proprio quell' anno, da queste parti non mi sono integrato, colpa mia, sono prevenuto contro questo modo di vivere grasso sempre mirato al tornaconto e siccome sanno a Padova che scrivo poesie, la Università, il Sindacato, l' ex.Partito, la gente che legge insomma, allora quando la buttano in politica vogliono avere sempre comunque ragione. Sia quelli di quà che gli altri di là, ed io , io che mi chiamano poeta non posso sapere, chè la verità appartiene a chi urla di più ed ha di più.
Appartengo ad una casta di sognatori che non può decidere, ci sono gli altri che prendono direttive e sanno come destreggiarsi nell' interesse di chi sanno bene loro.
Tutto questo preambolo a chè direte voi ?, solo per cercare di spiegarmi e forse ho fatto il contrario, ho cercato di presentarmi alla meno peggio spiegando il perchè , come e quando collaboro con Franco; chè un giorno mi disse di sfuggita, qualora avessi avuto voglia e tempo c'era il suo nuovo Blog, bellissimo, che mi avrebbe ospitato ed a lui come persona avrebbe fatto piacere.
D' istinto, ho avuto fiuto e fortuna nel conoscere Franco, quasi ogni mattina gli mando qualcosa di me, anticipando lui ed i lettori, così che le mie poesie stese sul mio blog patavino passano in un secondo tempo, praticamente mi ha strappato dalle mie "confessioni" ed ora mi trovo a festeggiare, il n° 100, degli interventi-articoli de Lo Spigolatore.
Franco e voi tutti da laggiù, io da quassù, complimenti ad ogni persona nota ed ignota, amica, che ha permesso di raggiungere questo primo traguardo.
Spero nel coinvolgimento anche fattivo di sempre più anche giovani idee, la soddisfazione deve essere reciproca e donare qualcosa di positivo a tutti , lettori e collaboratori.
I suggerimenti sono sempre accettati anzi graditi e cercati.