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mercoledì 21 settembre 2016

Quei nostri "VERI EROI" ritornati da Rio...

... e che da domani, non dovranno lottare contro altri concorrenti, ma ritorneranno a scontrarsi contro le insidie giornaliere delle barriere architettoniche e della burocrazia.

Spente le luci di tutti i riflettori mediatici e non, ritornata la normale calma, mi piace riflettere, analizzare e pormi delle domande che il più delle volte restano senza risposta lasciandomi nel dubbio. Lo sfarzo della cerimonia di apertura dei più dotati fisicamente se da un lato ha superato quella delle Paralimpiadi, non è riuscita di certo a toccarle per quanto riguarda l'entusiasmo, la vera gioia di partecipare. La cosa più toccante della cerimonia di apertura la tenacia della tedofora Márcia Malsar, atleta cerebrolesa, che  inciampa e cade sulla pista e si rialza. Ed anche lo stadio in quel momento si (ri)alza con lei con tanto di pelle d'oca e lei che riprende la corsa come se nulla fosse accaduto, accolta da una standing ovation che restituisce quel  sapore della determinazione e della voglia di vincere che hanno i paralimpici (e non solo gli atleti) sempre e comunque.  La stessa cosa dicasi per la chiusura. E' stata una conclusione Paralimpica con "Chiusura Bagnata" quella di Rio, cosa che fa scaramanticamente ripromettere che Tokyo sarà ancora per tutti i partecipanti una Paralimpiade fortunata. E se lo meritano, tutti e sempre!
Márcia Malsar
Un finale ineccepibile quello scelto da Luca Pancalli, capo della spedizione italiana, che non poteva fare cosa più intelligente optando per portabandiera in quel peperino di Bebe (Beatrice) Vio: un concentrato di esuberanza, combattività, ma nel contempo dolcezza, serenità, gioia di vivere, nonché involontaria donatrice di speranza, quella che parte di noi italiani normodotati da tempo abbiano perduto.  Beatrice Vio, già tedofora ai Giochi Paralimpici di Londra nel 2012 nonché campionessa mondiale di scherma nel 2015 e plurimedagliata in queste olimpiadi ha seguito le orme di un altro campione che non è più tra noi, Vittorio Loi, schermitore ( che quella scherma sembra avergli salvato la vita dopo quell'incidente a cui sembrava non volersi rassegnare) e che superò questo suo impedimento, vincendo diverse medaglie d’oro dal ‘62 al ‘74.. Ma non vorrei cadere anche io sulla strada sdrucciolevole costruita sulla retorica delle parole.
Beatrice Vio
Ma sono i gelidi numeri a parlare : Medagliere Italiano delle "Normolimpiadi"  : 9° posto  con 8 Ori, 12 Argenti, 8 bronzi,  per un Totale di 28 medaglie ; Medagliere Italiano delle Paralimpiche :  9° posto con 10 ori, 14 Argenti, 15 bronzi, per un totale di 39 medaglie che valgono il doppio. Nelle prime gli atleti impiegati sono stati ben 297, contro i 102 delle seconde. Un pool di professionisti-semiprofessionisti e forse, ma vedo assai difficile trovarla/o qualche puro dilettante. Nei Paralimpici, invece, la situazione è completamente capovolta : tutti dilettanti e forse (vallo a trovare!) qualche semiprofessionista.
Da una parte l'esibizione ed a volte associato "all'esibizionismo", il dar spettacolo in ogni modo ed il calcolo interessato (oramai anche lo sport è business e denaro) di quanto tutto questo, alla fine potrebbe portare nelle casse personali. Nei Paralimpici c'è la vera gioia del partecipare, c'è la soddisfazione di gareggiare oltre che con l'avversario, con la propria patologia, sapendo che già che l'essere lì significa che ques' ultima è stata sconfitta. Negli occhi degli intervistati poi si legge anche il piacere di poter trasmettere a chi si trova nei loro stessi panni e non sa farsene una ragione, che si può superare queste difficoltà, solo che lo si voglia. E loro lì sorridenti ne sono i testimonial!! Il piacere di sapere che se già per qualcuno di questi, toccato dal messaggio e ammaliato dai risultati, l'uscire di casa, per andare ad iscriversi in una piscina, in una palestra, o scendere in pista (qualunque essa sia) significherà aver più valore di una medaglia e di aver battuto di un record.
Martina Caironi, Monica Contrafatto
 Li ho definiti nel titolo 102 veri eroi, senza timore di aver usato un termine eccessivo. In questa decina di giorni i nomi che si sono rincorsi sono stati quelli dei medagliati per via di quel giusto e meritato riconoscimento che hanno ottenuto attraverso tantissimi sacrifici non solo fisici, ma anche con il superamento di pregiudizi, di barriere ed altre innumerevoli difficoltà che incontrano giornalmente. Dietro i nomi di (ne accenno solo alcuni per brevità non certo per importanza!) Alessandro Zanardi, Francesco Bettella, Federico Morlacchi, Martina Caironi, Monica Contrafatto, Giulia Ghiretti, Vincenzo Boni, Arjola Dedaj, Oxana Corso, Federica Maspero (Omero Runners Bergamo), Elisabetta Mijno, Eleonora Sarti, si celano storie di vita vissuta, di drammi superati, di dolorose esperienze personali che oggi, anche attraverso le loro attività professionali, hanno messo a disposizioni di tutti.
la sfilata d'apertura
Ma credo che oltre le medaglie metalliche, tutti i 102 componenti della spedizione, ne porteranno a  casa una virtuale, la più preziosa ed importante perché in quel suo "virtuale" c'è racchiuso il pensiero di Giusy Versace che mi ha veramente colpito e che come una ruspa voglio sperare che serva ad abbattere una delle tante barriere architettoniche che incontrano nella loro strada :"...Magari si vergognano, o non hanno la forza di uscirne. Invece ci dobbiamo mettere in mostra, ci dobbiamo far vedere. La disabilità è intesa come diversità perché nel quotidiano non la vedi. Quando io vado al mare, non mi offendo del fatto che la gente mi guardi: lo comprendo, perché non si è abituati. E quindi voglio proprio invogliare la gente a farsi vedere....".
E la domanda che mi sono posto ed alla quale non so dare risposta è questa :" Ma che forza d'animo, che coraggio, possiedono questi Eroi? Ma dove la trovano ?? Se solo si potesse conoscerne la formula forse l'intera umanità sarebbe più serena".





di Franco Giannini
 

lunedì 22 agosto 2016

Gli dei ringraziano Rio, ma più fiduciosi guardano Tokio.

... e noi mortali immaginiamo con che gran sospiro di sollievo le autorità brasiliane avranno consegnato quella bandiera olimpica ai colleghi giapponesi! 

Ma si sa, comunque la si veda, fatto si che critiche ed elogi siano permessi ed accettati, la cosa principale è che "tutto è bene quel che finisce bene". Ed allora visto che non ci sono stati attentati, gli stadi sono rimasti in piedi, gli atleti si sono adeguati facendo buon viso  a quello che hanno trovato, l'organizzazione bene o male ha tenuto e seppur non passerà alla storia per essere stata "L'Olimpiade", questa sarà ricordata per essere stata una delle tante olimpiadi.
O se sarà ricordata per qualche cosa di particolare, forse lo si farà considerandola come l'Olimpiade dell'Amore: per quelli promessi, maturati, sia a livello di pubbliche sceneggiate, che a quelli più sinceri, riservati scoperti solo perché alla vigilia di nozze a suo tempo annunciate. Ma sono tutti giovani e quindi compresi e perdonati nelle loro esternazioni, essendo anche logico che dopo astinenze prolungate (sempre che ne facciano ancora :-) ) qualche cosa debba prima o poi esplodere !Una XXXI° Olimpiade dove chi conferma ancora una volta la sua globale potenzialità sportiva sono gli USA (121 medaglie), che l'ha strappata alla sua eterna rivale Russia ( solo 56) dopo che questa però ha perduto la sua unità di vecchia CCCP/URSS lasciando libere le tantissime repubbliche oggi autonome e che nel corso di queste gare ne hanno totalmente racimolate ben altre 86.

Ma la nazione che si prepara a fare il "Tutto suo" e neppure tra tanto tempo, è il drago Cina che dalle olimpiadi di Los Angeles del 1984 è passata dalle 32 di quella apparizione alle 89 di Londra, per toccare l'apice (come solito quasi sempre da parte dei paesi organizzatori) alle 100 di Pechino e scendere (si fa per dire!), alle attuali 70. Però c'è anche da riconoscere che la Cina ha un serbatoio umano in cui attingere di ben un miliardo e 400 milioni di abitanti! Comunque il loro dato di forza non è di certo l'entusiasmo: vincono l'oro ed hanno espressioni da eterni scontenti. Quasi che al loro ritorno in patria dovessero, come facciamo noi al ritorno dalle ferie, riprendere a ritornare in miniera!! 
Anche se va considerato, a quel che sembra, che non sia neppure il numero a fare la sostanza, bensì è l'essere disposti o meno ad una semplice predisposizione sportiva, neppure del singolo, ma della mentalità della moltitudine: e l'India qui insegna, appena un argento ed un bronzo sempre con una popolazione di 1 miliardo e 400 milioni.
Che dire invece di noi italiani ? Considero che lo sport sia come i cani, i migliori amici dell'uomo, che a lungo andare prendono le somiglianze del padrone che li guida nelle passeggiate giornaliere.
Gli sportivi, altrettanto, sembrano risentire delle pressioni politiche, governative, economiche, del paese che in quel momento si sono lasciati alle spalle. 
E noi, come facciamo ed abbiamo fatto sempre, ci siamo saputi aggrappare a tutto quello che potevamo aggrapparci uscendo a testa alta da ogni difficoltà ed alla fine abbiamo portato a casa 28 medaglie e tantissimi quarti posti. Qualcuno li chiama medaglie di legno, io preferisco definirli "Pianterreno del podio" (infatti in diversi sport premiano anche il quarto a pari merito con il terzo e per di più senza disputare la gara!) e che non significa meno capacità, meno impegno, meno grinta. A volte, anzi il più delle volte, è solo sfiga!! E noi da questa, sembra siamo sponsorizzati o abbonati. Viene il dubbio che siamo circondati da individui che governativamente parlando, più che essere dei ministri sono degli iettatori patentati e "plurimedagliati" sul campo.
Confermo le parole del Presidente del Coni, quando dice che la nostra è una popolazione di 60 milioni di abitanti (il più sedentari o occupati nelle attività sportive che non vadano oltre il livello di semplice tifo vocale) che riesce ad imporsi sportivamente parlando, su paesi molto più popolati del nostro. Apprezzo molto meno per come lo fa e non per quello che dice, quasi timoroso nei confronti di un Governo che tutto fa, meno che incrementare lo sport nelle scuole.
Un Governo pronto a salire sul carro dei vincitori e magari da domani dimentico di saldare quanto promesso economicamente a chi nel corso di quattro anni si è fatto un "mazzo" con infiniti sacrifici, considerando che non tutti sono dei professionisti o legati a organismi di carattere militare.
 Ricordiamo che ad una medaglia d'oro spetterà 150 mila € lordi, agli argenti 75 mila € ed infine ai bronzi %0 mila €. Io mi attenderei che questi ragazzi, immeditamente, al loro ritorno in patria, siano richiamati dal Presidente Mattarella il quale, in questa occasione, invece della bandiera tricolore lasci loro l'assegno a vista di quanto si sono guadagnati... Ahhh !!!! conoscendo con chi si ha a che fare, ripeto che l'assegno, come vuole del resto la legge e quindi desumo per tutti, deve essere a VISTA e non a babbo morto... (non importa chi sia il firmatario dell'assegno se la federazione o il governo, tanto la cassa di partenza è sempre e solo una!)
Se poi vogliamo chiudere questa esperienza dei nostri ragazzi in modo ironico, potremmo dire che se volevamo sconfiggere l'ISIS con la spada, la cosa ci è risultata difficile e fortunatamente a difenderci ci ha pensato la polvere da sparo con tutti i nostri cecchini delle armi sia al chiuso che in campo aperto, e "per fortuna" (si fa per dire!!) che i nuotatori non hanno bagnato loro, le polveri, e perfino la Cagnotto ha capito l'antifona e tuffandosi nell'argento non ha fatto tanti spruzzi. Fortunatamente (anzi qui una gran sfiga ci ha perseguitato non poco!!!!) non abbiamo avuto bisogno di scappare da nulla, altrimenti anche il settore Bici non è che ci avrebbe aiutato sempre parlando a livello di medaglie... ripeto, ma non per colpa dei ragazzi, ma della sfiga e di chi l'ha lì attirata, che so chi è, ma non lo dico per un rispetto a noi stessi, un rispetto che lui, assolutamente, neppure si meriterebbe. 
Comunque sia andata, grazie ragazzi!!

 


di Franco Giannini

lunedì 9 luglio 2012

Mentalmente con gli "Azzurri" ai XXX° Giochi dell'Olimpiade di Londra

solamente una preghiera, si blocchino, almeno qui, i passaporti agli sfigati ed ai piagnoni "ufficiali"

Si parla di Giochi, e che tali essi siano. Si parla di una materia atta ad essere compresa quantomeno dai e per i soli giovani o al più per chi giovane non lo è più, ma ha avuto reminiscenze sportive in gioventù. Quindi gli anziani, i decrepiti, gli inesperti, i non appassionati, i non addetti ai lavori, sono pregati di restarsene in casa, tendo ben celata tra le quattro mura il loro viso sfigato, come abbiamo recentissimamente avuto modo di osservare e criticare. Di sfiga, in questo periodo l'Italia ha i "Magazzini" pieni, da poter aspirare al primo posto della statistica mondiale, quale maggior esportatore. Per cui l'unica cosa di cui le nostre squadre possono fare a meno, in questo particolare momento, sono di questi visi scocciati, musi lunghi, sbiascicanti e vergognosi nel canto del "Fratelli D'Italia" e che "dovrebbero" rappresentare quella Ufficialità che sta nel titolo, ma non alloggia nel loro animo.

27 luglio, 12 Agosto, 17 giorni di Giochi, 30 esima Olimpiade, e chi sa quali e quanti altri numeri si possono e si potrebbero ricavare dall'evento, ma i numeri sono solo numeri e come tali sono validi solo per definire e quantificare. Per il resto credo che siano così poco attendibili anche per giocarli al lotto. Saranno solo giornate di sport, di spettacolo, di sensazioni, di emozioni, tutto frutto di sacrifici protrattisi per 4 anni e che in una frazione di tempo assegneranno gioia o delusione.
Ho parlato di delusione, non di dolore, quindi non di pianti. Le lacrime dovranno essere lasciate a chi e per cose ben più tragiche che non la vittoria o meno di una gara, per una medaglia di un colore piuttosto che di un altro, o per una eliminazione piuttosto che un passaggio al turno successivo.
L'essenziale, almeno io lo credo, per un atleta, è l'essere convinto di giungere al momento della gara, essendosi impegnato al massimo negli allenamenti ed essere arrivato al traguardo senza più un briciolo di forza, avendo profuso tutto ciò che si aveva. Questa consapevolezza dunque, dovrebbe ricacciare indietro ogni eventuale lacrima: la serenità di essere a posto quanto meno con la propria coscienza.
Poi gli sportivi, gli atleti lo sanno, è uno solo che vince, ed almeno negli sport dove a far da arbitro ed a giudicare è un metro, un cronometro, un gol, un canestro alfine a decretare la vittoria è sempre (o quasi) l'abilità. Dove invece interviene un giudizio espresso dalla mente dell'uomo-giudice, non sempre è così, l'essere umano del resto non è perfetto come si vuol credere, sbaglia e spesso lo fa perchè influenzato anche da fattori esterni a quelli prettamente sportivi. Nello Sport (almeno quello come lo intendo io e non quello che chiamo Industria Sportiva, tutt'altra cosa), a costo di cadere nella retorica, credo che si dovrebbe accettare sempre il verdetto, anche se platealmente errato o influenzato, perchè anche questo fa parte del gioco. Come del resto la "Fortuna" o la "Sfortuna". Quando si abbraccia inizialmente questi sport, si sa a priori le anomalie che essi comportano nel giudizio, ed è per la sola passione che ad essi ci si avvicina. Ed allora bisogna accettare anche centesimi di punto non concessi, o sviste volute e non. Io ancora sono un De Coubertiniano convinto, anche se con caparbietà gli sponsor cercano di offuscare il suo pensiero.

Sono terminati i Campionati Europei di Calcio, con l'esito che tutti conoscono. Un esito che ritengo positivo nel risultato e su cui nessuno avrebbe puntato una sola lira fin dall'inizio. Con il senno del poi, tutti sono diventati CT ed avrebbero fatto... Quindi, con tutta sincerità, non riesco a comprendere quelle lacrime. Le avrei più comprese se avessimo vinto, allora sarebbero state lacrime di commozione. Ma essere arrivati ad una finale avendo lasciato dietro di noi nazioni quali Francia, Germania, Inghilterra, il gotha del calcio, proprio non lo capisco. Salvo che dietro quelle lacrime non si celassero altri dolori e malanni !! Comunque sono state lacrime sprecate!
La cassa di risonanza di questo evento ha coperto quello già di per sè meno eclatante, dei Campionati Europei di Atletica Leggera di Helsinki appena conclusisi e per i nostri colori,in verità, un pò sotto tono: Tre le medaglie (in podi diversi, ma giuste a completare i tre metalli). Oro a Fabrizio Donato campione Europeo nel triplo, Daniele Meucci argento nei 10.000 metri e Chiara Rosa bronzo nel getto del peso.

Ciò non toglie però che alla vigilia di un evento sportivo, come le Olimpiadi, così importante, non si facciano delle previsioni e solitamente quelle dei dirigenti, onde pararsi il solito "scranno", sono poco attendibili, perchè giocano al ribasso, anche perchè intanto di nomi non ne fanno. La previsione degli organi ufficiali della Nazionale Olimpica Italiana hanno affermato che dovremmo/potremmo aspirare ad un bottino vicino alle 25/28 medaglie. Insomma qualcuna in meno rispetto a Pechino, colpa anche questo, dei soliti "tagli" che si sono fatti sentire e che procureranno i loro effetti anche sullo sport.
Ma quello che più mi ha lasciato sbalordito, è che su queste cabale, c'è invece chi ci studia seriamente e non prende in esame le sole fisicità degli atleti, la loro preparazione psicofisica, bensì tutt'altri parametri come il reddito pro capite o il fatto che la nazione abbia o meno ospitato la manifestazione in passato. Cose di questo genere. Ed il bello sta nel fatto che costoro sembra anche che ci azzecchino, o quanto meno vadano assai vicino al risultato giusto, con uno scarto del 7% sul numero totale delle medaglie ed un 15% sul numero degli ori.

Scaramanzie a parte, tocchiamo quello che vogliamo, ma all'Italia hanno così pronosticato: 9 Ori, 11 argenti e 14 di bronzo.
Ma fanno anche i nomi, con il tipo di sport e medaglia. I nomi dorati? Paolo Pizzo, Andrea Cassarà, Valentina Vezzali, la squadra del fioretto femminile, Massimo Fabbrizi, Domenico Valentino e la squadra femminile di ginnastica ritmica, Federica Pellegrini, Martina Grimaldi. Tra gli argenti fanno il nome di Aldo Montano nella sciabola, del supermassimo già oro a Pechino Roberto Cammarelle e della Pellegrini sui 400m. I nomi favoriti a salire il terzo gradino dei podi dovrebbero essere quelli di : Tania Cagnotto e Francesca Dallapè, della pallanuoto maschile. Tra i bronzi, gli analisti vedono, per l'Atletica Leggera solo quello di Antonietta Di Martino nel salto in alto che può sperare nella medaglia, perchè per il resto della squadra di atletica, le notizie non sono certo entusiasmanti.
Ma è vero anche che mai affermare una cosa, perchè c'è sempre il caso di essere clamorosamente smentiti. Ed è questo che vorrei, in chiave logicamente positiva!!

Infatti, anche dell'Italia del pallone si erano dette tante cose, poi ribaltate dai risultati, quindi quando una nazione come la nostra non ha più nulla da perdere, l'unica possibilità è che si riprenda e cominci a vincere. La rabbia e la volontà di riscatto, a volte sono il migliore dei doping.

Franco Giannini

sabato 23 giugno 2012

Dalai Lama ed un "cameriere scomodo" che non è il suo, ma un certo Giuliano Pisapia.

Rivoluzionario da giovane ed ora rimbambito con il passare dell'età? 

E'caldissimo, è l'afa delle prime ore del pomeriggio. Vorresti riposare, ma la pelle del divano si surriscalda ed allora ti trascini fino al letto nella speranza di essere più fortunato e poter così schiacciare la classica pennichella, ed invece, le lenzuole ti si appiccicano al corpo, ti innervosiscono e l'unica cosa che puoi fare è vagare con il pensiero, magari sull'utimo avvenimento che avevi letto o ascoltato.

Nel mio caso, era la mancata concessione della cittadinanza onoraria di Milano, al Dalai Lama, da parte del Sindaco Pisapia.
Ecco allora il vagare del pensiero: ma come fa un "rivoluzionario" ha tramutarsi in un caprone, prono, con le braghe abbassate, pronto a soddisfare le "voglie dei cinesi", alla loro prima minaccia di boicottare l'Expo. Quell'Expo per cui aveva pochi giorni fa presentato anche le sue dimissioni da commissario straordinario e chissà se accompagnate pure dalla lettera del loro ritiro, vista l'immediatezza del suo voltafaccia.

Anche Alemanno, uomo in età giovanile anch'esso di piazza, era incorso in un altrettanto altolà da parte dei "cinesi", sempre per un problema di cittadinanza e sempre alla stesso Dalai Lama, ma seppure non mi sia assolutamente figura simpatica, devo dire che si comportò in ben altro modo. Da persona con gli attributi. Infatti sbattè le porte in faccia agli occhi a mandorla che tenerono il broncio alla Capitale, per tre anni, senza che nessuno se ne accorgesse.
Concesse orgogliosamente la cittadinanza romana al Dalai Lama.
Qualcuno dirà che a Roma non c'era l'Expo.

Bene, ma siamo certi che l'Expo porti utilità a noi e non invece ai cinesi che vengono ad esporre le loro cianfrusaglie frutto di sfruttamenti e tirrannie magari anche dietro sollecitudine di pseudi imprenditori occidentali (anche nostri) senza scrupoli, emigrati nel bel paese dove nel lavoro tutto è permesso (eccezion fatta per quelle regole che differenziano gli uomini dalle bestie? Ma solitamente chi va in un Expo, non ci va, come dice la parola stessa, per esporre, per far conoscere e farsi conoscere, per avere la possibilità di vendere? Appunto per vendere, per fare contratti. Ed è allora, proprio in virtù ed in nome di quei diritti umani che sempre i politici di tutto il mondo esaltano,  che dovrebbero dimostrare che il contenuto dei loro attributi non è costituito da taroccata segatura come i prodotti del sol levante.

Mi sarei atteso sia da Pisapia che dai suoi accoliti consiglieri, un atto da veri rivoluzionari: Concessione della cittadinanza al Dalai Lama seguita da una pernacchiosa quanto maschia, coraggiosa ed orgogliosa contro minaccia "...e chi se ne frega, se voi proverete a far dar di fiato ai vostri vecchi tromboni bavosi e sfiatati, noi suoneremo le nostre campane. E fin da oggi, preventivamente, in attesa della vostra decisione, blocco immediato delle vostre esportazioni. Quindi, virate la rotta di  tutte le vostre navi porta container ripiene di tutti i sporchi, inquinanti, infetti "barattoli", che pomposamente denominate "merce", contraffatti e pericolosi, che altrimenti verranno rispediti al mittente...e se decidete di non partecipare, peggio per voi!!".
La vita la si deve anche vivere anche spericolatamente, ma sempre a testa alta. 
Pisapia !!! E poi il rifuggiarsi sull'invito al Dalai Lama in Consiglio ! Mossa patetica da parte vostra, quanto apprezzabile quella del Dalai Lama nell'accettarla: non è cristiano, ma qualora non lo aveste capito, vi ha offerto l'altra guancia!

Ed io, illuso, che il 7 Agosto del 2008 accendevo candele per il Tibet! Rivoluzionario anche io, di una moda durata qualche ora.
Siamo purtroppo occidentali, uomini con tanti ideali, legati però al portafogli, ed allora come tanti cani da "paiaro", sappiamo solo abbaiare e subito dopo, alla prima voce del padrone di turno, con la coda tra le gambe, siamo imbattibili nel trovare la "giusta scusante ad effetto".

Dico ciò, perchè prima di Pisapia, per chi debole di memoria, a frenare l'abbaiare delle voci degli occidentali, c'era stata la scusante delle Olimpiadi di Pechino.

Attenzione però signori, cominciamo a prendere le misure, se non è già tardi (cosa di cui ho proprio paura!) i cinesi, non sono i comuni extraeuropei di cui tutti parlano e che molti temono. Questi sono dei silenziosi invasori economici, che invisibilmente spingono di gomito, si prendono spazi costi quel che costi.  Guardano solo ed escusivamente interessi manovrati dalla terra d'origine. Da chi non si sa, ma da esperti italiani lo si può solo immaginare.

Logicamente non mi riferisco all'oltre miliardo di esseri macilenti e sfruttati composto dal

popolo bue, sarebbe come scatenare una guerra tra poveri,  ma di quel milione di visitatori che hanno promesso di venirci a trovare a Milano, e che durante tale periodo, onde evitare spiacevoli contaggi (economici e commerciali) speriamo restino lì confinati fin al loro rientro in patria. 

Franco Giannini
di Franco Giannini

giovedì 14 giugno 2012

Anche la Scuola di Taekwondo va in vacanza, nel vero senso della parola

Quindi batterie in ricarica, anche se...

L’anno scolastico di taekwondo si è concluso con la comunicazione ufficiale dell’allenatore, Christian Magnoni, che, da atleta ed uomo di poche parole, mi ha rilasciato queste poche parole, piene però di significato : “In generale non posso che dirmi soddisfatto del percorso di tutti i miei mini-atleti, perchè da settembre ho visto netti miglioramenti in tutti, e anche un entusiasmo ed una buona partecipazione a tutti gli eventi programmati. Sicuramente, non è sufficiente riposarsi su questi ‘allori’, quindi alla ripresa dell’attività, terminate le vacanze, ci sarà bisogno di un grande impegno, a partire dai primi di settembre.
Questo al fine di crescere sempre più. Anche perchè, e questo è un punto focale sul quale si concentra la mia attività, voglio che i miei atleti siano prima di tutto campioni fuori dalla palestra, nella vita di tutti i giorni, a scuola, voglio che spicchino per educazione e voglia di fare e vincere quelle gare a cui siamo obbligati a partecipare quotidianamente nel corso della vita.
Meno eclatanti di quelle sportive, ma sicuramente più importanti. Poi se vincono anche quelle sportive, inutile nasconderlo, logicamente sarò anche più orgoglioso e felice di loro e per loro.
In queste occasioni, nel corso del “rompete le righe”, si è soliti porgere dei ringraziamenti, che non sono i soliti formulati dalla circostanza,ma veramente sentiti, sinceramente dovuti.
Cosa che Christian, per bocca o meglio attraverso la penna del sottoscritto, fa, indirizzandoli così.
Uno speciale ringraziamento va a tutti i genitori, per aver fornito la “materia prima”, senza la quale la “Scuola” non potrebbe esistere: i loro figli.
Per la fiducia riversata sia sull’allenatore e la Società, avendogli lasciato sempre prendere decisioni e scelte autonome nell’interesse di tutti.
Ed infine per l’enorme pazienza dimostrata negli incontri-esami e stage al seguito dei mini-atleti.
Ma diciamola tutta, una pazienza che è scaturita da quella che era una iniziale fiammella di passione per questo sport e che piano piano ha preso sempre più corpo e vigore ad ogni giorno che passa.
Non possiamo certamente non rivolgere un sentimento di gratitudine alla direzione del Liceo Perticari, che come sempre si è resa disponibile oltre il dovuto, offrendo la logistica della sua palestra.
Parlando di palestra, non possiamo, saltando la cosa subito agli occhi, il non sottolineare, il modo impeccabile per come essa viene gestita e mantenuta dalla sig.ra Oriana: pulita ed ordinata – oserei dire – in modo pignolescamente impeccabile.
L’ultimo della lista, ma certamente il primo sulla scala dei valori, ove del resto è abituato a “soggiornare”, visto il suo regale palmarès, è il Maestro Giovanni Berardi, cintura nera 7° DAN, a cui va una particolare riconoscenza per la sua immancabile disponibilità dimostrata nel dispensare consigli a tutti questi suoi atleti, ogni qual volta ne ha percepito l’esigenza, permettendo a questa Scuola, unitamente a tante altre persone volenterose della società di taekwondo, di evolversi e crescere.
Mi si permetterà di fare ancora due nomi, quelli delle  Sig.re Anna Paola Pallotta e Oriana Scarponi, che non hanno (ancora) maturato il palmares del Maestro Berardi, ma sicuramente hanno dimostrato che in questo sport, non certo a livello competitivo, l’età non conta.
E’ il cuore, la passione che deve essere gettata al di là dell’ostacolo, e come premio si ricevono benefici fisici e mentali.
Non è detto poi che anche in fase di esame di cintura, non si raggiungano anche risultati che invoglino a proseguire.
E’ anche per questi risultati, maturati dalle deue signore, che si è giunti all’intenzione della Società e di Christian, di promuovere, a settembre, un corso riservato anche agli adulti.
Nel sottotitolo, mettevo un sibillino “anche se…“, perchè quest’anno la cosa non finisce qui.
Infatti la Società di Taekwondo ha pensato bene di organizzare un campo estivo.
Campo che si svolgerà dal 12 al 15 luglio a Senigallia. Si mangerà e dormirà presso l’ostello della Uisp e anche gli allenamenti si terranno lì, ma anche sul Lungomare.
A partecipare si sono già iscritti 15 atleti con età compresa tra 6 e 14 anni.
Gli atleti saranno impegnati tutto il giorno in attività attinenti al Taekwondo, senza però togliere spazio al relax e ai giochi in acqua.
Saranno seguiti per tutto il periodo di soggiorno da alcuni allenatori dell’ Associazione (Stefania Venturi, Francesca Pisani, Ludovica Fioriti e Christian Magnoni).
Ogni giorno affronteranno un diverso aspetto del Taekwondo, dalla tecnica, alla preparazione atletica, alle simulazioni di gare di forme e combattimento.
Sarà sicuramente un’esperienza di crescita per gli atleti che durante l’anno si sono allenati assiduamente sia a Senigallia, che in Fabriano e Sassoferrato.
L’invito resta aperto anche a tutti coloro che sono curiosi di conoscere questo sport e che potranno tranquillamente andare ad assistere agli allenamenti, siano essi di mattino, che pomeridiani, con la possibilità di chiedere anche eventuali informazioni a riguardo o soddisfare proprie curiosità.
Vorrei inoltre ricordare che quest’estate ci saranno le Olimpiadi di Londra (periodo dal 27 luglio al 12 agosto), e il Taekwondo (divenuto Sport Olimpico solo nel 2000 a Sidney) avrà due suoi rappresentanti italiani, Mauro Sarmiento categoria -80 kg (già argento a Pechino 2008) e Carlo Molfetta +80 kg.
Per questa ragione, Christian, avrebbe pensato (il condizionale è d’obbligo) di raccogliere tutti gli atleti ed i simpatizzanti di questa disciplina, per seguire il cammino dei nostri italiani in diretta. Come solitamente in molti fanno per le partite di calcio.
Il dove e il come è ancora tutto da decidere, magari davanti ad un bel gelato è un maxischermo, ma sicuramente è un’idea da portare avanti, un’occasione da non perdere ed un motivo per stare uniti al gruppo e seguire gli eventuali sviluppi.
Intanto, buone vacanze a tutti, ed agli atleti e seguaci di questa disciplina un buon… “sambodero” e… mi raccomando che esso sia eseguito alla perfezione.


Franco Giannini
Pubblicato Domenica 10 giugno, 2012 su Senigallia Notizie.it

mercoledì 6 agosto 2008

LA POLITICA...AL BAR DELLO SPORT


di Franco Giannini


Leggendo le notizie flash che le agenzie di stampa mandano in onda fin da ieri, se non riguardassero cose serie ed a noi vicine, farebbero solo sbellicare dalle risa. http://it.notizie.yahoo.com/ansa/20080805/tts-boicottare-apertura-olimpiadi-scontr-97cd5f9.html
Personaggi politici, quali ex ministri, parlamentari semplici e graduati della politica, che scoprono che tra circa 48 ore (giochi di fuso orario non calcolati ) si apriranno i Giochi Olimpici di Pechino.

Ecco allora che Gasparri, la Meloni, lo stesso Fini, Frattini, Bossi, e tante altre "mezze cartucce" della Politica Italiana si sentono autorizzati a esprimere il loro parere circa il comportamento "giusto" da tenere nella manifestazione di apertura.

Berlusconi, intanto, comportamentalmente molto vicino ai tentennamenti del Prodi dei tempi migliori, dopo tanti "Ci vado", "Non ci Vado", "Forse che si", "Forse che no", ha estratto da una tasca un certificato medico che, alla faccia di Brunetta, ha sbattuto sul tavolo, dicendo di non poter andare per cause di salute (non sopporta il caldo!!! Allora in autunno farà meglio a trasferirsi in Alaska). E ha posto la patata bollente sulle mani di un povero Franco Frattini, quasi a dirgli ora sono c...i tuoi. Ma non è perchè Silvio non sapesse come risolvere il problema è solo per far fare le ossa ad un "ragazzo" che deve fare esperienza.

Dicevo allora, che Gasparri non poteva che invitare (sempre tenendo conto delle famose 48 ore) gli atleti italiani a boicottare l' apertura (non sfilando) puntando, non poteva dir altro del resto, ad un "Gesto Forte" ed aggiungendo, chissà se con voce più flebile, in favore dei diritti umani.

La Meloni, la "matricolina" ministeriale, non poteva che scimmiottare quando detto dal suo collega di partito, fidandosi a prescindere che quanto da lui affermato, navigato com' è non potesse che da essere sottoscritto, aggiungendo ''il presupposto di questi Giochi era proprio quello di cercare di chiedere con maggiore forza alla Cina passi avanti in materia di diritti umani e civili.... non si e' mosso nulla ed anzi il problema sembra del tutto dimenticato''.

Loro se ne sono ricordati solo 48 ore prima, quando i "giochi" organizzativi erano stati già programmati. Mi sembra tanto come "Io l' avevo detto...ma era troppo tardi...pazienza, sarà per un' altra volta."

Fini, invece scimmiotta il Berlusca. Lui in questo momento, con la carica che ha, preferisce fare il pesce in barile e quindi non va più in là di un ''il boicottaggio non raggiunge l'obiettivo che ci si prefigge'', una lavata di mani e tutti in ferie...

E Frattini cosa doveva dire, lui là ci dovrà andare, purtroppo..., se non un ''non politicizzare'' . E si sarà meglio, io avrei aggiunto anche "non facciamo stupide polemiche", che ci sarebbe stato anche bene.

E l' ex celodurista-federalista Umberto Bossi, risvegliatosi di soprassalto, non poteva che dire, su suggerimento, con la voce da basso "parole ipocrite", gli spiegheranno poi a cosa si riferivano...

Sfilare o non sfilare è una scelta individuale che a secondo di cui uno ne pensi può essere criticabile o meno, la falsità è un' altra cosa.

Apprezzo quindi non la scelta ma il coraggio e la sincerità di alcuni nostri atleti che la dicono come la pensano:"Certi politici, anche se sono vicini alle mie idee, sono incompetenti: non capiscono certe cose al di fuori del loro mondo....Non vedo perche' disertare la cerimonia di apertura, allora tanto valeva boicottare i Giochi....E poi alla ministro Meloni chiedo, ma lei diserterebbe l'occasione della vita? "(pugile Clemente Russo).

"Mi offendo quando un politico parla di sport. Perché' certi gesti dimostrativi non li fanno loro o non li chiedono ad altri? Perché' sempre a noi sportivi?'' (Ct pallavolo Andrea Anastasi).

''Disertare la cerimonia d'apertura? Non ci penso proprio...Non sono qui solo per tentare di vincere.... ma anche per partecipare alla cerimonia d'apertura. Alle Olimpiadi e' un momento molto importante, e io voglio assolutamente esserci" (campione mondiale Roberto Cammarelle).

Grossa "fregnaccia", passatemi la parola, il fatto che tutti dicano che lo sport non deve essere politicizzato. Non si sono accorti o hanno fatto finta, che la politica è entrata a far parte dello sport, quando lo stesso si è lasciato colonizzare dagli sponsor, passando da attività sportiva a attività industriale del settore sportivo. Dipendenti quindi e non più atleti, soggetti come tutti i lavoratori a sottostare alle regole di contratti più o meno capestro.

Mentre sto scrivendo, sto scoprendo già il primo controsenso cinese: Le Olimpiadi sono già iniziate con due giorni di anticipo. Si sta giocando, infatti, trasmesso su Eurosport-Live la partita di calcio femminile tra Germania -Brasile che al 57°, per i patiti di calcio, è sullo 0-0.

lunedì 4 agosto 2008

CANDLE FOR TIBET


Sono stato felicissimo questa mattina, di ricevere questo invito da Valeria Bellagamba del blog Librisenzacarta, che ritengo sia utile pubblicare, anche se il blog non è tra i più frequentati, onde potergli dare quanta maggiore pubblicità sia possibile.
Inutile dire, io ci sarò!
F.G.




Vuoi contribuire con un piccolo ma utilissimo gesto?
Vuoi lasciare un segno personale per le generazioni future?
Vuoi far attivamente parte di un evento che cambierà la storia?
Vuoi che la tua voce sia ascoltata?


Il giorno 7 agosto 2008 si apriranno I Giochi Olimpici di Beijing.

In questo giorno noi contiamo di istituire la più grande PROTESTA LUMINOSA del pianeta, quando non meno di 100 milioni di persone in tutto il mondo accenderanno una candela e diranno SI alla libertà in Tibet!

Giovedì 7 agosto ore 21 (ora locale)
Tutti i dettagli qui:
http://librisenzacarta.it/2008/08/03/7-agosto-2008-ore-21-una-candela-per-il-tibet/

Come blogger senigalliesi non possiamo rimanere indifferenti!

Con Michele Pinto stiamo organizzando una veglia luminosa davanti alla Rotonda giovedì sera: incontro previsto per le 19:30, per cominciare l'accensione puntuali (alle 21)
Quello che serve è che onguno porti con sé una candela (o anche più se vuole).

Non è una protesta contro il popolo cinese, bensì una manifestazione di solidarietà verso il popolo tibetano e contro tutti i soprusi e le violazioni dei diritti umani!
Abbiamo bisogno della vostra partecipazione, non costa nulla!!!
Se riusciamo ad organizzare una veglia luminosa saremo una delle poche località in Italia insieme a Roma, Milano e Trieste....!
Lista dei luoghi delle veglie pubbliche: http://www.candle4tibet.org/it/vigils

Vediamoci tutti insieme e portiamo chi vogliamo: la nostra pacifica protesta sarà più efficace se la facciamo in pubblico!

Grazie per l'attenzione!

domenica 27 luglio 2008

LA LINGUA BATTE....


di Franco Giannini


Sarò palloso, lo riconosco da solo, ma quando ho qualche cosa che a priori so che non riuscirò a digerire, ineducatamente, la sputo fuori.
Si stanno di già succedendo le partenze degli atleti per le Olimpiadi della Vergogna, ed allora ecco che la precisa, complessa, monumentale, organizzazione cinese, non si è fatta trovare impreparata. Inaugurazione quindi del Villaggio Olimpico. Villaggio si fa per dire, se si pensa che saranno disponibili 17000 posti letto, per "appena" 16000 tra atleti, accompagnatori, giudici.
Disponibili anche i luoghi di culto, per le varie credenze, con un occhio di riguardo (non nel senso di favoritismo ma da "Grande Fratello") per quelle relative al Buddismo. Controlli ai raggi X a partire dall' aeroporto, passando per gli incroci stradali, fino aggiungere negli alberghi, e negli stadi. Un timore spaventoso di attentati, dopo quello avvenuto giorni or sono, ha accentuato il loro pigmento abituale della cute. Gli unici a non avere timore per la loro vita, almeno finché dureranno i giochi, sono i pechinesi.... Ma no gli abitanti di Pechino,... i cani pechinesi. Perché sembra le autorità cinesi abbiano impartito disposizioni ben precise perchè nei ristoranti, onde non disturbare gli animi e gli "stomaci" degli ambientalisti occidentali, non venga servita, nella maniera più assoluta (ed in Cina quell' "assoluta" vale molto di più di un semplice nostro ordine), la carne di cane. L' unica cosa che avrebbero voluto ma ancora non sono riusciti a sconfiggere, è quella coltre nebbiosa che fa da sfondo a tutte le fantastiche coreografie che fanno da cornice alle manifestazioni preparatorie del grande evento e che si tengono all' esterno.
Lo stadio a nido di uccello, nelle riprese televisive, sembra un vero nido ripreso nella campagna della bassa Val Padana. Solo che nel Ferrarese e Rodigino trattavasi di nebbia e qua invece di Smog. Là reagivi all' inconveniente infagottandoti in abiti di lana ed al massimo ti beccavi i reumatismi, qua, le mascherine servono solo come look, il minimo che ti può capitare va dall' avvelenamento da sostanze inquinanti e tossiche, a una possibilità massima a cui è meglio non pensare. Mi chiedo solo se i tecnici internazionali avranno calcolato quanto di questo Smog, talmente denso che potrebbe tagliarsi con un coltello, respireranno le/gli atlete/i che prenderanno parte alla maratona di 42 km., pari a due ore due ore e mezzo di inspirazione a tutti polmoni, riscaldamento escluso, nel pieno di uno sforzo. Come del resto i calciatori, i ciclisti. Sport praticati all' aperto, prolungati nel tempo e con non comuni fabbisogni di ossigeno. A questi (ir)-responsabili, non resta che la preghiera che direbbe un buon cristiano, "Dio abbi pietà di loro chè non sanno quel che fanno".
Anche i nostri atleti sono sul piede di partenza. E l' Italia come al solito, che di organizzazione è immancabilmente deficitaria, è sempre però in primo piano quando c' è da far parlare di se se non con le medaglie almeno con le polemiche.
C' è riuscita anche questa volta. Non tutti gli atleti meritevoli partiranno, ma due resteranno con il naso all' insu a veder volare i loro colleghi verso la patria del sol levante.
Guarda caso due donne: Ester Balassini e Benedetta Ceccarelli. Entrambe in regola con i minimi richiesti dalla FIDAL, la prima perchè non perfettamente in forma, la seconda senza motivazioni.
Mi chiedo se la forma o gli sponsor ?? Quale sarà stata la forza che ha fatto pendere l' ago della bilancia dalla parte che ritengo errata ? Se penso che anche un Cunego reduce da un certo non lusinghiero Tour de France, pieno di cadute conclusosi con il suo non esaltante ritiro, parteciperà all' Olimpiade, penso che lo stesso diritto lo possegga anche chi quanto meno si è impegnata ed è riuscita a raggiungere almeno il traguardo...quello del minimo che avrebbe dovuto dar diritto di partecipazione. Che dire della Ceccarelli, ma poverina lei dovrà sottostare, correndo per l' Arma dei Carabinieri, all' ubbidir correndo, correndo ubbidir.

Altro nodo da risolvere, questa volta i premi di vittoria sono stati programmati (140 mila € per le medaglie d' oro) speriamo poi che trovino i fondi per pagarli, è se e quando il nostro "Santo Subito" parteciperà all' evento. Ma lui non sa quanto ciò ce ne possa fregar de meno.

sabato 5 luglio 2008

4 AMICI AL BAR ovvero i GiOtto a Saporo.




di Franco Giannini

Dal 7 al 9 del c.m., si riuniranno i "grandi" (almeno loro si credono) degli otto paesi più industrializzati (a cui crede ancora di far parte l' Italia e non solo). Non so neppure se siano otto, perchè è grande la confusione su chi deve partecipare, su chi vorrebbe partecipare, su chi sarà autorizzato a partecipare. Quella del G8 suona un pò come quella domanda circa quanti erano i sette re di Roma, a cui si rispondeva che i sette re di Roma erano 6, Anco Marzio e Tullio Ostilio.
Questi i dati certi almeno a livello di numeri:
Ubicazione del "Bar" ad una 50na di km. da Saporo. L' albergo dove avverranno i colloqui, per "questa volta" sarà di lusso e dal nome prettamente esotico "Windsor". 21 mila sono le persone preposte alla sorveglianza di un si simile patrimonio di intelligenza.
Nel lontano 1975, http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/07/tokyo-g8.shtml?uuid=eab61b60-4a78-11dd-9e1c-57ebb30ae515&type=Libero hanno di fondazione di questa comparsata turistico-conviviale, erano in sei, poi si passo a 7, ora siamo ad 8, ma i risultati sono rimasti fermi a Zero. No, qualche cosa è cambiato: il prezzo del petrolio da 70 dello scorso anno ai 140€ attuali a barile ben s' intende.
Fino a questo momento i Paesi partecipanti all' incontro di quest' anno sono in ordine alfabetico, onde non abbiano ad aversene male: Canada - Francia - Germania - Giappone - Gran Bretagna - Italia - Russia - Stati Uniti.
Se avessi dovuto fare un elenco per ordine di importanza, o come si usa dire popolarmente "di parole in Capitolo", le nazioni si sarebbero ridotte a 4 USA - Russia - Francia - Germania, tre semi-comparse GB - Canada - Giappone , ed una per il solo doveroso rispetto a chi è solito offrire i "suoi lidi" per rilassanti periodi di pausa lavorativa.
Anche quest' anno l' Italia parteciperà con il suo apporto di pacche sulle spalle all' americano, risate a 42 denti distribuite in parti uguali, un colpo di mitra portato con la mimica delle mani sul russo, un accenno di tocco dei "fondelli" all' amico della Ville Lumiere. Il tutto con il garbo e la signorilità che in queste cose ed in questi tempi, ci distingue.
Questo fuori del tavolo dei lavori, perchè poi quando proveremo a dire una sola parola in riunione, saremo redarguiti con un perentorio "Keep Silent" (non so se sia esatta ma a me l' inglese è ostico e soprattutto anche antipatico) Fai Silenzio!!
Intanto a Parigi manifestanti sfilano http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20080705/tts-g8-wrapup-foto-tv-grafico-ca02f96.html per far smettere questa comparsata, ed a Saporo, anche... che questi 8Cervelli (a testa!) pensano invece fatte a mo di moda.
Ma c' è chi vuole allargare il numero di partecipanti e chi questo lo ritiene superfluo, ma c' è anche chi vuole parlare solo di risorse energetiche, ma c' è anche chi vuol parlare di fame al mondo, dell' Africa (come se non se ne fosse parlato a Roma alla conferenza FAO pochi giorni fa con risultati Zero). Idee tante, confuse e racchiuse tutto in 3 giorni di colloqui pari a 72 ore, da cui vanno detratte le ore per saluti di arrivi e partenze, pranzi e cene, colloqui riservati in cui si parlerà di affari propri (intendendo non personali ma dei propri singoli stati), e vanno considerati gli orari di inizio che non coincideranno certamente con le 8 del mattino e le 14 del pomeriggio, le pause caffè necessarie soprattutto per i prostatici (tutti, consideratane l' età e visto il modo di camminare di molti). A dimenticavo che a questo tempo non andrà detratto quello perduto per redigere il comunicato finale perchè sarà ricopiato quello degli anni precedenti : "Gli incontri sono risultati positivi, ci siamo preposti all' unisono di rivederci il prossimo anno, valutando i risultati fin qui raggiunti ed in quel caso predisporremo le giuste iniziative da intraprendere."
Ma quest' anno ho la sensazione che uno scontro ci sarà, e so anche che questo scontro sarà vinto dalla Francia.
I giapponesi vogliono che il gruppetto rimanga circoscritto ad 8, mentreil nostro cugino d' oltralpe, lo vuole allargare alla Cina e all' India (e poi per scusante a qualche altro paese) non perchè simpatici ma perchè non si può negare una sedia al tavolo a chi porterebbe sul mercato 2miliardi e trecento milioni di clienti....ma che attenzione stanno iniziando ad essere anche affamati e non solo di risorse energetiche, ma soprattutto di natura alimentare! E la fame è stata sempre un gran brutta consigliera.


venerdì 27 giugno 2008

IL SIG. ROSSI E IL PICCOLO RICCARDO : CHI E’ PIU’ SPORTIVO ??


di Franco Giannini


Non è una lettera è un semplice sfogo, ma almeno per questa volta non tocco i politici, occupati come sono a risolvere i primari problemi del paese: Intercettazioni, Raccomandazioni, Lodo Schifani e Loro Sicurezza, PD o RED, Dimostrare ora o rimandare a Settembre con il fresco. Ed allora:
Caro Sig. Antonio Rossi,
mi dispiace doverglielo dire con tutta franchezza ma il suo comportamento, lo posso comprendere, ma non lo posso accettare.
Lei, un campione di canoa (manco uno sport d’ elite) ma proprio per questo ancor più campione, perché i suoi inizi, saranno stati fatti di sacrifici duri, veri, con alzatacce senza benefit, trasferte basate su pranzi al sacco (come li hanno fatti del resto un pò tutti i neofiti nati “dalla miseria” di questo nobile sport che è il canottaggio nel senso più ampio) di ritorni in sede in giornata con ore di pulmino con le canoe e barche al seguito sul carrello o nelle trasferte più impegnative, pernottamenti in alberghetti in quattro in una camera. Ma è grazie alla sua costanza, passione e serietà, ha avuto la “fortuna” (per merito ben s’ intende) di entrare a far parte del prestigioso gruppo sportivo delle Fiamme Gialle che le ha permesso e le permette una vita dignitosa (ed “invidiata” da tanti sportivi e non) e che lo sta conducendo verso la quinta Olimpiade. Non doveva però cadermi dove è caduto con l’ esternazione di andare all’ Olimpiade di Pechino, con un “Braccialetto per il Tibet”.
Può servire solo per lanciare una moda e venderne milioni di pezzi, magari perché no, in nome del Tibet e nell’ interesse degli speculatori. Le lotte si fanno, e lei me lo insegna, a forza di sacrifici, ed in questo caso il sacrificio stava nel non partecipare.
Spero solo, visto che per essere campioni occorre oltre che la forza muscolare, soprattutto intelligenza, che una frase simile, un’ idea si balzana, non sia uscita dalla sua bocca volontariamente, bensì le sia stata messa in bocca e lei come uomo immagine ne abbia riprodotto solo il suono, e magari invece come sportivo se ne sia sentito mortificato due volte : una prima perché incapace di opporsi e secondo perché ciò non da lei condiviso.
Oltre tutto un simile intervento lo avevo previsto e da dire che io non sono uno molto lungimirante ( http://scaloni.it/popinga/la-xxix-olimpiade-moderna-di-lhasa-o-di-pechino/ ) che qualche atleta “forzatamente” avrebbe trovato una soluzione facile facile per accontentare “Capra e Cavoli”.
Ma se ne faccia pure una ragione, lei è alla fin fine solo un atleta che ha “pensato” questa trovata. Immagini chi invece, e si tratta di una primaria azienda nazionale, che per un semplice spot televisivo, prima l’ ha fatto, poi ci ha ripensato e per non inimicarsi la Cina, gli ha chiesto scusa perchè il Richard Gere cinematografico (legato al Tibet) lascia le impronte delle sue mani sulla neve vicino a quelle di un bambino tibetano. Ecco come ci rende il dio profitto, genuflessi in modi sconci.
Ecco che allora il mio pensiero, corre verso quei 250 bambini che hanno disputato, giorni or sono, un torneo di calcio a Padova, dove tutti ne sono usciti vincitori, dove un ragazzino di nome Riccardo, è stato segnalato quale miglior portiere, dove lo stesso ragazzino per l’ emozione si è sentito male la notte, dove le pagine del giornale locale Il Gazzettino hanno dato evidenza a questo torneo giovanile, dove questo ragazzino, in ferie a Bibione con i suoi genitori è stato convocato a Padova per una nuova partita ma che appena terminatala ritornerà in vacanza nella stessa serata, dove il contorno di pubblico sarà composto dall' insieme di genitori e nonni: quelli di Riccardo non avranno contrassegni politici o militari, saranno semplicemente mamma Sandra, papà Fabrizio, nonna Olga e nonno Dario.
Se proprio poi vogliamo vederci degli sponsor, va beh !, per questa volta pizza e gelato pagato.
Ma caro Antonio, e questo lo sai anche tu anche se non puoi dirlo, è la vera essenza dello sport…ingenuità, passione, spensieratezza, e tanta onestà che i genitori inculcano nelle menti dei bambini e che a volte (ormai troppo spesso) viene influenzata in modo negativo da chi del vero sport ne ha fatto uno sporco Business, ed oggi anche sporche transazioni politiche.