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domenica 30 dicembre 2018

L'Anno che verrà ...

... sarà,... sarà... sarà, quello che so di certo è che sarà di 365 giorni e che per noi italiani (almeno la maggior parte) sarà (purtroppo) da vivere nel nostro Paese...

Si dice che diventando vecchi, si divenga più saggi. Non so se ciò sia vero, so solamente (ma nel mio caso ne ho la certezza) che per ottemperare la saggezza devi contare fino a dieci e poi trattenerti dal dire ciò che pensi. Ma così facendo passi dalla riva della sincerità all'altra sponda: quella della falsità. Tanto che io, oggi, mi ritrovo, per ovviare di guardarmi allo specchio ogni mattina quando mi faccio la barba con una certa dose di schifo di aver trovato quale sanatoria del guardarmi allo specchio con minor frequenza. Ovvero ho deciso di radermi un giorno si ed uno (o anche due) no.
Domani sarà l'ultimo giorno di un altro di quegli ennesimi anni da tempo carichi di disgrazie, di miseria, di asti e di rancori.
Gli unici anni che non sono stati di questo tenore, almeno per il sottoscritto, sono quelli che non ricordo, vista la mia tenera età di allora.
Ed allora leggere già da qualche giorno quante siano le persone che sembrano essere in gara per guadagnarsi il maggior numero di like con la frase o il disegno animato di Buon Anno, non mi entusiasma gran che, al più, lasciatemelo dire e mi guadagnerò il potermi radere domani, mi rattristiscono.
Del resto però, seppur le statistiche hanno la veridicità del pollo di Trilussa, vedo che sono in buona compagnia. A chi vorrà sapere di più su questo mia asserzione dovrà leggersi il contenuto di questo link che descrive il club dei pessimisti. Anche se io mi escluderei da quel terzo posto ufficiale, ma mi sentirei di occupare il primo gradino del podio di questa statistica.
Non credo di essere assolutamente uno iettatore, ma più semplicemente un italiano che vive in Italia, Paese dove fare previsioni di catastrofi di ogni tipo (comunque quindi realtà non ottimistiche) è la cosa più semplice da prevedere e senza indossare le vesti di Cassandra.
Quindi fare Auguri a chi e per che cosa? 
Già il fatto che si scriva o si legga, per chi ama la vita (non è il mio caso) è già un successo di cui dovrebbe accontentarsi. Chi ha un lavoro che se lo tenesse stretto. Chi ha una salute discreta è un gran fortunato che non deve chiedere nulla. Chi economicamente "sopravvive" si guardasse alle spalle ed osservasse chi sta peggio. Non sono di certo degli Auguri, quindi i miei, sono solo consigli per sopravvivere che si osservavano ai tempi fortunatamente andati. Mai guardare chi stava meglio... sarebbe stata solo invidia. Accontentarsi dunque !! 
A disoccupati, malati, indigenti, che dire... visto come tutto sta andando in una strada stretta malmessa e senza  illuminazione (alla faccia del leggendario lumino, oramai stagionato come un buon vino DOC d'annata, in fondo al tunnel), fare loro auguri di che cosa? in un'Italia gattopardesca dove tutto cambia per restare com'era? Mi puzzerebbe o mi puzza tanto sia di una (involontaria, incosciente) presa per i fondelli sia di un gesto di bontà (lodevole quanto si vuole) seppur inutile !! Al più, allora, il grido di "Si salvi chi può" attaccandosi se non agli auguri alla scaramanzia del "non è vero, ma ci credo" 








di Franco Giannini   

giovedì 19 gennaio 2017

L'Italia non è in Emergenza è solo una nazione "Sfigata"...

... non riuscendo a cambiare i politici, forse ci converrà modificare lo stemma della stella circoscritta nell'alloro...

GENTILONI : "Si è creata una "tenaglia senza precedenti" tra terremoto e maltempo e "di fronte a questa morsa tutte le istituzione dello Stato si sono mobilitate, civile e militari"
BOLDRINI : "Le istituzioni devono assolutamente collaborare a tutti i livelli, perché non sono tollerabili inefficienze e ritardi sugli aiuti". Ma poi aggiunge incontrando i presidenti dei consigli regionali delle regioni terremotate (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) "sarebbe bene evitare inutili polemiche"
CURCIO : "Dal 24 agosto ad oggi nessuno ha risparmiato energie per affrontare i problemi e trovare delle soluzioni".
Poi tutti e tre, colpiti da una eccessiva permalosità e non standoci nell' essere criticati, perchè, dicono, che così inveendo, si andrebbe contro chi lavora e sono impegnati al freddo, sotto la neve, mettendo a repentaglio la propria vita. Facendo finta di non accorgersi che la invece la "GENTE" non è assolutamente incazzata contro chi è lì per aiutarla, lavorando a rischio della propria vita, per attenuare i loro infiniti disagi, ma proprio contro "LORO" che rappresentano uno Stato ASSENTE "incapace" in tutto e sempre vergognosamente pronto a nascondersi dietro il fatto che tutto questo è dovuto ad una eterna Emergenza che colpisce un' ITALIA che tra poco dichiareranno anche una nazione solo "SFIGATA". Ma forse si, in questo avrebbero sicuramente ragione : un'Italia sfigata ad averli come suoi dirigenti. Sono persone terremotate, sono dei montanari, allevatori, contadini, ma non sono assolutamente scemi, come vorreste (e qui suona come un' altra offesa!!) convincere a chi non è di quei posti. Oltre che proibire le foto dei parlamentari durante le sedute, per censurare i loro atteggiamenti poco professionali, o quelle degli ammalati nei Pronto Soccorsi distei in terra per viua della mancanza delle barelle, forse vi converrà proporre di mettere foto e filmati di queste ripetitive Emergenze. E solo dalla promulgazione di questa "leggina" potrete tornare a "farci credere" che milioni di baionette saranno pronte a proteggersi da qualsiasi calamità.
Mio caro permaloso Trio (Il presidente silenzioso lasciamolo fuori...), lasciare un mezzo di soccorso, con la spia del serbatoio della riserva accesa, quale la Turbina-spazzaneve senza Gasolio nel mentre cercava di raggiungere l'albergo spazzato via dalla valanga, e quindi successivamente rifornita con le taniche a braccia, non è dovuta ad un'altra emergenza, ma ad una assoluta incapacità organizzativa.
E se le popolazioni s'incazzano e "VI" criticano, non lo fanno ASSOLUTAMENTE nei confronti degli operatori, a cui andrà sempre invece il loro immenso GRAZIE, quali sono i VF, i volontari della PC, di quelli della CRI, delle varie Associazioni Assistenziali, dei CC, della GdF e di quanti (mi sfuggono le sigle) altri con i calli sulle mani spalano e rischiano. Lo fanno invece proprio contro le vostre persone che oltre che aver fallito per la carenza di aiuti, le dimenticanze e le parzialità tra comune e comune, non siete riusciti neppure a convincerli con le vostre patetiche bugie fatte delle solite mielose parole, ma che gli Italiani hanno imparato a sbattersele dove voi sapete o quanto meno dovreste immaginare.





di Franco Giannini

sabato 5 novembre 2016

Credere, Subire, Sperare... !

... che la partita politica, termini con un "nulla di fatto".

Ed ad augurarselo, immagino che siano i primi gli abitanti che sono locati sotto la diga di Castreccioni e che fin dal 2011 ascoltano impotenti, il grido di "al lupo, al lupo" che il Sindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, continuamente lancia alle varie Istituzioni.
Il lago di Castreccioni, alias di Cingoli (Mc),  occupa una superficie di oltre 2 Kmq. La sua profondità maggiore la raggiunge nei pressi della diga, fino a toccare i 55 metri, ha una lunghezza di 280 metri per una altezza di 67. La sua costruzione  iniziata nel 1981 e terminata nel 1987 e la sua destinazione fu proposta per l'irrigazione dei campi, per l'uso potabile delle sue acque, nonché per regolare il flusso delle piene del fiume Musone.  
Quello che, almeno per me, rappresenta una forma ridicola di gestione, è la proprietà di tutto il complesso dell'opera: infatti, sembra, il dubitativo in questi casi è d'obbligo, che la proprietà del lago sia del Demanio, il Ponte invece, del Consorzio di Bonifica e la strada sul viadotto del Comune di Cingoli.
Il che, fintanto che va tutto bene, magari a denti stretti le varie istituzioni vanno o cercano di andare di comune accordo, ma poi ai primi problemi (leggi le prime spese) le mani corrono sull'elsa della spada e le spalle si appiattiscono al muro.
Nel 2011 il primo grido di all'erta del Sindaco circa alcune crepe rilevate sui piloni di sostegno del viadotto. Immediato il sopralluogo di tecnici  della Protezione Civile, che dopo l'ispezione hanno evidenziato che in caso di un evento sismico, il pericolo di un crollo poteva toccare una probabilità dell'84%.
Non so se lo hanno "chiamato", ma questo evento si è avuto il 24 di Agosto di quest'anno e immediatamente si è provveduto a costituire un pool di esperti e di andare a vedere come era messo il viadotto.
I tecnici scomodati per questa occasione sono quelli del Comune,  della Protezione Civile, del Consorzio di Bonifica e della Regione. Il referto del "consulto dei medici", dopo la visita al capezzale del viadotto ammalato, è stata all'unanimità (ripeto il sembra!) quello di anomalie crescenti rilevate rispetto a quelle del 2011. Il pilastro N° 10 già lesionato, ha peggiorato la sua lesione ed i pilastri N° 11 e 13 ora presentano anch'essi dei problemi di crepe. 
A questo punto, non da dei condomini litigiosi, ma come il cittadino si attenderebbe da delle "Intelligenti", "Collaboranti", "Responsabili" Istituzioni ed Enti, la messa della mano al portafoglio per dare il via ai lavori di messa in sicurezza, ed invece le mani corrono all'elsa delle spade e cominciano ad estrarle...
Il Presidente del Consorzio di Bonifica, l' Avv. Netti afferma che (come si può leggere qui)  :"...La verità è che la diga non ha registrato il benché minimo problema ed anche un eventuale crollo del viadotto, ascrivibile all'incuria del Comune, non provocherebbe alcun danno allo sbarramento...".
E se da una parte suonano le trombe il Sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini non può far che squillare le sue campane (leggere qui) :" Come sindaco posso solo emanare un’ordinanza di chiusura del traffico sul viadotto ma, anche se chiuso, il ponte potrebbe crollare comunque, creando un’onda che si abbatterebbe sulla diga con danni apocalittici. Non vorrei evocare il Vajont, ma insomma, io non ci dormo la notte. Dovrei svuotare la diga, ecco che cosa dovrei fare".
Immagino i cittadini che quantomeno lo penseranno :"E fallo allora, che cosa aspetti ??"
Quello che c'è di più grave è che sotto la diga c'è un ristorante, lo dice il sindaco, in cui è andato anche Benigni. Ahhhh Sindaco, ma si rende conto che se fosse solo per questo non è che il danno sarebbe poi così infinitamente grave?
Io comunque se avvenisse l'irreparabile due nomi in agenda li avrei segnati ed altri ne potrebbero uscire da chi ha inviato quei tecnici, hanno letto i loro rapporti e fin ad oggi nulla hanno fatto.





di Franco Giannini

giovedì 1 settembre 2016

Quando in Italia la terra trema, le prime a tremare dovrebbero essere certe coscienze...

questa è Amatrice...
... dovrebbero, ed invece, quelle sembra che siano l'unica cosa più antisismica che possediamo.

Ehhh nooo... cari i miei “Signori” !!!! E' ora di farsela finita con le vostre orazioni funebri fatte di belle parole commoventi, falsi abbracci e baci che al vostro cospetto Giuda lo fate risultare come l'ultimo dei dilettanti. Basta con quei vostri urlati “Basta, mai più il ripersi di simili situazioni”, come basta anche il sentirmi dire che questo è il momento del fare, ma non del fare polemica. Come pure basta affermare, falsi come monete da tre €, che “nessuno verrà lasciato indietro e dimenticato dallo Stato”. E' troppo comodo il vostro modus vivendi da pusillanimi. Se la polemica non vi piace, se le critiche dei vostri oppositori non vi soddisfano, dovete sapere che nessuno vi ha imposto di mettervi in lista per essere votati ed occupare quei posti di “prestigio”. Come nel momento del bisogno non potete neppure chiedere alle “Opposizioni”, come se foste su FB l'amicizia di costoro per il semplice fato che vi trovate con la merda fino al collo. Fare così politica credo che sia troppo facile. Avete ottenuto in regalo quella bicicletta che tanto sognavate ed ora per restare in equilibrio e dimostrare che la fiducia che i cittadini hanno riposto in voi è stata ben riposta, l'unica cosa che vi resta da fare è dimostrare le vostre capacità in quella che è non è più un'emergenza, bensì un evento che si ripete periodicamente. E lo dovete fare in silenzio e con la massima modestia, pedalando a testa bassa. Gli onori vi saranno dovuti se assolverete ai vostri oneri con onestà e competenza. E se qualora decideste di non essere all'altezza di assolvere a questo pesantissimo compito, perché le vostre spalle sono troppo limitate a sopportare tali responsabilità, potete sempre dare le dimissioni da tale incarico. E tra questi oneri, purtroppo per voi, ci sono anche quelli dell'essere contestati da gente stanca che per oltre un secolo (108 anni), dopo simili catastrofi, si sente ripetere le stesse cose, si sente fare le stesse promesse, sente i soliti comizi retorici il giorno dei funerali di Stato, di quello Stato che terminata la cerimonia li abbandona a se stessi dimenticandoli totalmente fino a riesumare le loro presenze, dotate di facce di bronzo, nelle mandate elettorali.
Questa è Messina. Dove sta la differenza?
No, io, che vi piaccia o meno, seppur senza poter fare nulla , polemizzo, eccome, anche con termini cattivi, sia in qualità di cittadino, che di ex terremotato e per dare voce a coloro che da sotto le macerie, dall'aldilà esigono qualche cosa di più di semplici, pietosi, discorsi retorici.
Messina, il Belice, l'Irpinia già da soli dovrebbero insegnarci. Ma anche tutti gli altri sisma che si sono succeduti non è che siano stati risolti in modo migliore. Fa eccezione forse solo quello del Trentino, ma non certo per la bontà delle azioni che lo Stato avrebbe dovuto promuovere, ma perché questa Regione ha affidato la Ricostruzione (termine sconosciuto a tutti i governi che si sono succeduti da Messina in poi), seguendo la tesi di Montanelli, più al buon senso, alla buona volontà, al genio degli italiani presi singolarmente, che a quelli dell'Italia sciatta delle limitate intelligenze governative.
In Italia, e credo solo da noi o in altri pochi paesi bananieri, non sono solo i colpiti dai crolli a tremare, ma dovrebbero esserlo anche quelli che spesso sono complici nel procurare quelle macerie. Delinquenti dediti allo sciacallaggio morale ancor prima che materiale, che il più delle volte, diciamo sempre, riescono invece a farla franca senza finirci mai, sotto quelle macerie da loro stessi procurate, come invece sarebbe auspicabile e che ogni qualvolta si verifica un evento, auguriamo loro. Ma seppur la mia è una maledizione di un malvagio non credente, resta ogni qual volta solo un pio desiderio ed un motivo di rabbia in più. Nei processi sembra che costoro, posseggano un dio loro protettore, un paracadute per faccendieri-sanguisughe, che, a quel che sembra, riesce sempre ad evitar loro rovinose ed irreparabili cadute, ed il toglierli dai guai, sempre con le mani pulite, come pure le loro coscienze, solo perché impossibilitati a sporcarsele, essendone privi.
A partire dai terremoti di Messina, per terminare all'ultimo dell'Emilia-Romagna, in ogni evento è logica del momento oltre il dover pensare a come far fronte ai danni, a come asportare montagne di macerie, a come sistemare i terremotati, a quando far ripartire la “satira” sulla ricostruzione e le economie dei luoghi, anche e soprattutto a trovare un controllore onesto che eviti processi che solitamente fanno seguito alla concessione degli appalti sulla ricostruzione.
Qualcuno, nel penultimo terremoto, e non si tratta di un “si dice”, si vantava di ridere di gioia mentre la terra tremava perché faceva calcoli su quello che i danni avrebbe a lui fruttato, parlandone al telefono con un ugual “pezzente” moralmente parlando. Sciacalli che pur oggi continuano a ridere fuori dalle patrie galere. Non solo, ma è anche onorata, riverita e rispettata, da chi ha permesso loro di poter restare “fuori” e cavarsela con poco semplicemente nulla, in cambio di particolari favori di stampo politico ed economico. Fuori i nomi, qualcuno certamente caineggiante potrebbe gridare. Nomi che tutti conoscono e che sono stati riportati per qualche tempo sulle pagine dei quotidiani e che poi con il tempo sono passati dagli onori della prime pagine a quelli del dimenticatoio. Non si dovrebbe fare un nome, ma un elenco di nomi che si sono succeduti in oltre un secolo di mal governi, dovuti ad incapacità, o poca onestà. Ed oggi i capibastone attualmente sulla piazza, cercano di salvare la loro reputazione guardando al comportamento ed a quanto hanno ereditato dai loro simili del passato. E coperti da questo alibi proseguono in questa miserevole, oscena, insensibile, vigliacca tradizione. Si dice che anche i coccodrilli piangano, ma non per un dolore morale, bensì per favorire la digestione... quante attinenze con i coccodrilli.
Ma se non ci riesce Lui a porre un freno, la vedo brutta.
In oltre un secolo di sismi le colpe di questa gente immonda, si sono talmente sovrapposte , che i loro misfatti aggiunti a quelli ereditati, sono ingigantiti sia come spese che come incompiute, ed il bello è che non puoi incolparne una specifica, perché la capacità del “Malaffare” e l'incapacità nel “Saper o Voler Fare” si sono sempre incrociate, aiutate, surrogate, sovrapposte l'una all'altra, favorendo i “Marioli” ed assolvendosi in quella generalizzata dell ' “Amministrazione Politica” . Dal secolo passato, poco è cambiato e le previsioni per quello in corso e per il futuro, non è che suggeriscano una visione ottimistica: la gente ad ogni sisma, è rimasta a sopravvivere nelle baracche prima, nei contenitori poi (anzi moduli abitativi altrimenti si arrabbiano), finché non abbiamo avuto la svolta storica delle “CASE” dell'Aquila. Abitazioni che dopo pochi anni dal salto del turacciolo di spumante, svanite le ultime bollicine, si è vista cadere i balconi e non certo per un movimento sismico. Semplicemente per la cattiva qualità dei materiali. Ed a pagare ? Ma il sig. Nessuno o il solito Pantalone! O meglio gli italiani. Le colpe ? La cattiva manutenzione, anzi nessuna manutenzione. E qui a sputarsi addosso le colpe sono più di uno.
In questo abbondante secolo di storia, documentata purtroppo per “Loro”, oltre che dalle carte anche dalle immagini che non si possono correggere con i soliti “siamo stati fraintesi”, riportano come in questa Italia gattopardiana, nulla sia cambiato, se non i volti di quelli che si sono succeduti al potere. Sono tutti con le spalle al muro, seppure se ne fregano, perché quelli che li sostituiranno, a loro volta, li assolveranno per poter tramandare il cancro del malaffare.
Tolti i progressi della tecnica comunicativa delle immagini, quella politica amministrativa è rimasta invariata ed avviene sempre in questo modo.
I sismi italiani fatalmente, sono sempre classificati di 6° grado di magnitudo, decimale più o meno. E sembra anche esserci un perché. Non essendo un addetto ai lavori mi astengo dall'approfondimento potendo cadere in una bufala. Ma voce di popolo...
Dicevo che i primi minuti dopo il sisma, scatta la macchina dei soccorsi. Più o meno veloce a seconda, logicamente della località, accessibile o meno, dove il terremoto è avvenuto. Passano qualche decina di ore ed ecco che la visita del Ministro blocca per qualche decina di minuti la macchina dei soccorsi per permettere alla sua scorta personale di svolgere degnamente il suo lavoro protettivo. Il Lui di turno è lì a distribuire gli abbracci e le parole strappalacrime sempre pronte per ogni occasione, ed in primis con quell'immancabile “nessuno verrà lasciato da solo!”. Poi la riunione in Comune (sempre se non sia crollato) con il Sindaco, la richiesta di quello che maggiormente gli necessita con la promessa che la lista consegnatagli “sarà presa in esame” e “possibilmente soddisfatta”. Il che tradotto nella lingua di chi ha fatto le scuole basse, sta a significare :” chiesto 10, dato 2”.
60/70 anni fa c'erano i documentari della Settimana Incom ad illustrarci quanto era accaduto, a riportare (come allo Stato era più gradito) magari rielaborando con enfasi i discorsi dei vari Parlamentari. Oggi, con la TV, possiamo fare molto di più. Sappiamo creare, in diretta, dei veri spettacoli pomeridiani e serali. Interviste a persone che partecipano ai soccorsi o ai famigliari che hanno perduto i loro cari, meglio se piangenti perché fanno più audience, magari avendo la sfacciataggine di chiedere anche come si sentono e che cosa provano in quel momento.
Fortunatamente non sono tutti così. Ci sono alcuni cronisti che si commuovono, che confessano di aver dei ricordi che preferiscono non rivelare, perché a loro affidati e che come sacerdoti conserveranno nel loro intimo. Cronisti che alla domanda di che cosa li ha più colpiti, è stata quella della dolorosa quanto obbligata richiesta, ai famigliari, da parte di imbarazzati soccorritori, di trattenere quei naturali urli di dolore per non disturbare il silenzio necessario per poter ascoltare i flebili segnali di chi si supponeva fosse ancora in vita sotto le macerie.
Come si vede l'animo malvagio non risiede solo nei politici. Lo hanno certi cronisti, lo hanno certi produttori TV e sicuramente lo abbiamo anche noi spettatori, a cui nel corso degli anni le immagini cruente dei fatti documentati, ha indurito, abituato e foderato lo stomaco non di semplice pelo, ma di setole. Il dolore, la morte, i crolli, il sangue, i funerali in pompa magna, è diventato tutto uno spettacolo.
TV listate a lutto ed accompagno pubblicitario
Nel corso di questi show pomeridiani, s'informa il pubblico che il Consiglio dei Ministri è in riunione per decidere e decretare quelli che saranno gli aiuti immediati per far fronte alle prime esigenze. E' poi nei seguiti delle “Edizioni Speciali” della prima serata, s'informa il pubblico che il “Consiglio” è ancora in corso e solo verso la fine (in modo che qualche ingenuo possa esclamare “ma quanto lavorano anche loro”), quasi che si fossero accordati, ci si collega per il Comunicato Stampa del Primo Ministro che con la faccia sconvolta dalla fatica e per il dolore, informa che è stata stanziata la classica goccia d'acqua per dissetare un cammello assettato.
Se siete sensibili, “E' poco”, direte. “Ma sono solo per le prime necessità, anzi le primissime”, vi sentirete rispondere, perché dicono sempre così ed aggiungendo, “poi a bocce ferme “vedremo” di farne seguire altre più ad “hoc”. Il “campa cavallo!”.
Intanto si allestiscono le tendopoli, il Volontariato (l'arma più potente quando si ha uno Stato assente) prende in mano la situazione, ciascun settore per ciascuna loro specialità.
Nel Palazzetto si allestisce intanto la camera ardente, le bare schierate, i funerali di Stato, quello Stato presente solo per alcune ore: Il tempo della S.S. Messa, l'Omelia del Vescovo, gli abbracci delle personalità ai famigliari in lacrime, una bambolina in regalo da parte del Capo dello Stato, i corazzieri che portano una corona con il nastro tricolore, un tocco perfezionista del Personaggio di ruolo su quei fiori, le macchine blu che si allineano pronte a raccogliere il peggio della società, appena terminato il tutto. Più su intanto, nella zona classificata rossa, gli uomini, quelli si veri uomini, non come quelli più in basso, continuano a lavorare con le teste infilate sotto le macerie che di tanto in tanto sono mosse da quelle che gli addetti ai lavori chiamano scosse di assestamento.
Una volta, ricordo, si faceva le raccolte di fondi pro terremotati-alluvionati ed altre calamità, nelle scuole. Ognuno dava quello che voleva o poteva. Oggi a livello di partecipazione nulla è mutato, se non lo sfruttare il più velocemente, possibile, con gli strumenti tecnici attuali l'onda del fermento dei sentimenti quando la terra ancora trema e le vittime sono ancora la sotto in procinto di essere intercettate ed estratte. Sentimenti toccati maggiormente quando magari ad essere estratto è un minore che non sa che è rimasto l'unico vivo della sua famiglia. Ed ecco che allora si usano le nuove tecnologie: non più file davanti alle Poste, agli Istituti di credito, bensì tutto più velocemente e senza fatica tramite accrediti attraverso PC, Cellulari, Telefoni fissi e ben si guardi che il tutto (sottolineano) è a costo zero. Ad organizzare e gestire il tutto sono le Banche, i Gestori delle telefonie mobili, Giornali e TV, fino a giungere anche ad un apparato dello stato, la Protezione Civile. Si chiedono “Offerte” che però non devono essere inferiori ai 2 € e magari seguite dalla preghiera di sospendere la raccolta di alimenti, seppur in scatola o a lunga conservazione, prodotti igienici, giocattoli per i bambini, perché non è di quello che sia ha necessità... bensì quello che è sempre invece un gradito regalo sono gli EURI !!! Miserabili... e non parlo degli €!!
Passate le esequie, superato questo momento di solidarietà assoluta e sentita, proveniente dal basso, quella che viene dall'alto è fatta di sole riunioni, delle decisioni unilaterali del dove mandare gli sfollati senza casa “convincendoli a spostarsi per il loro bene” dove meglio aggrada ai signori ministri, per motivi di logistica dicono, con la promessa che i paesi e le case saranno immediatamente ricostruiti. Nei giornali cartacei e TG, intanto più passa il tempo e più diminuisce il corpo del titolo ed aumenta il numero della pagina in cui leggere la notizia. Identica sorte anche nelle giornate e nelle decisioni parlamentari. Altre notizie più fresche e altrettanto gravi si accavallano ed essendo quasi sempre esse di natura politicamente, economicamente, di sicurezza, preoccupanti, prendono il posto di coloro che non dovevano essere lasciati soli.
"mai più lasciati soli". Vorrei crederci ma non posso...
Ed è da questo momento, che la parte del sisma inesorabilmente passa nel dimenticatoio, non prima di aver proferito l'ultima bugia che le prime volte suonava con : Non avverrà come l'ultima volta, poi rielaborata in “faremo il possibile, perché ciò non si ripeta”. Un non impegno
Intanto si sa che i vecchi muoiono nell'attesa della ricostruzione. I giovani invece se ne vanno non potendo diventare vecchi nell'attesa. I terremotati più furbi comprendono l'antifona e si “adattano” a vivere in albergo a costo zero (e vorrei vedere!), altri stanno in albergo puntando ad avere una casa, dove, quando non importa, ma la vogliono e prima o poi la otterranno, i più fessi (io sono stato uno di quelli!) per quella famose parole quali “dignità, onestà, senso civico” che ti fanno sentire un uomo vero, ma non riempono le tasche, si rimboccano le maniche, prendono una casa in affitto e con il nulla in mano si ricostruiscono un'ulteriore vita di sacrifici in qualche comune limitrofo. E quei paesi demoliti dalla furia della natura, vengono dimenticati dalla memoria di quegli uomini, che fino a pochi giorni prima si erano barricati dietro le loro spudorate promesse non mantenute.
Ed anche in questo terremoto credo che non potremmo dire come Rossella O'Hara domani è un altro giorno. Da noi nulla cambia se non per mutarsi in peggio. Ma la mia si sa, è la visione di un pessimista incallito. Ed io invece vorrei godere, per una volta, nell'essere smentito in questo senso, solo che visto il tempo che mi resta ancora per vedere, non credo che potrò assistere al seguito della vicenda di questo sisma e come andrà a finire la “Rinascita” di Amatrice (seppur credo che questo comune proprio grazie alla sua conosciuta amatriciana in tutto il mondo non sparirà). La vedo invece molto più dura, per i paesi di Accumuli, di Arquata del Tronto e Pescara del Tronto e per tutti quelli loro confinanti, più piccoli e sconosciuti, inerpicati tra le montagne, che seppur danneggiati materialmente, non hanno avuto vittime, in cui il solo provvedimento sarà quello di togliere le macerie (sempre che lo si faccia!) e in silenzio, a differenza del sisma che lo ha fatto con fragore, cancellarli dalla viabilità e dalle carte geografiche.





di Franco Giannini

mercoledì 17 settembre 2014

Italia: l’orgoglio del proprio lavoro nelle immagini di un Video

Dai tecnici agli operai tanta fatica ed altrettanta abilità, senza strumentalizzazioni.

L‘orgoglio del proprio lavoro, visto attraverso un video…… “Dai, dai, dai!!! Dagli una spinta! Dagli una spinta, vedrai che partirà!”..

Ripeteva il ritornello di una canzoncina dello Zecchino d'oro di tanti anni fa. 
Ed anche in questo caso, è la "spinta" una delle note più interessanti del video di cui riporto il link su cui, chi vorrà, dovrà cliccare o vedere direttamente in fondo allo scritto, prima ancor di proseguire con il resto della lettura .  https://www.youtube.com/watch?v=emQbhW51VS8 . Quando l'ho visto ho pensato si trattasse di qualche altra diavoleria Giapponese del tipo "dopo il terremoto ricostruita un'autostrada in 6 giorni", ed invece questa volta riguardava la manualità lombarda.
Un video realizzato con una infinità di foto, poi proiettate a mitraglia ed accompagnate da un sonoro ad hoc, composto di sola musica. Un video per pochi intimi: colleghi, addetti ai lavori, amici, parenti. Un video da cui traspare l'immenso orgoglio per la bontà e la riuscita del proprio lavoro eseguito con la massima professionale abilità.
E', detto brevemente e semplicemente, il lavoro della "Spinta di un monolite di 16.000 TON Gessate per la TEEM " (Tangenziale Est Esterna Milanese).
Ma più complessamente, anche senza scendere troppo su dettagli spiccatamente tecnici in cui da profano poi mi perderei, il video mostra un manufatto in cemento armato di un pezzo di galleria della costruenda Tangenziale Est Esterna Milanese, che viene spinto nel sua giusta ubicazione. In pratica, questo manufatto, non essendoci state le possibilità tecniche per costruirlo nel posto dove poi è stato collocato (ad esempio c’erano i binari della linea 2 della Metropolitana Milanese) è stato costruito a pochi metri dalla posizione da occupare e poi al momento opportuno, per mezzo  di martinetti idraulici, è stato spinto e collocato dove doveva stare.
Ma dove è stato spinto quel monolite, si è dovuto prima fare spazio per preparare il tutto. Ci sono voluti circa 8-9 mesi in quanto:
1)      Si è reso necessario realizzare tutti i diaframmi perimetrali che si vedono nel video a fianco del monolite (muri in cls alti circa 25 mt)
2)      E' stato necessario quindi sbancare il terreno fino a una certa quota   

3)      Si sono dovuti applicare dei tiranti permanenti sui diaframmi (muri perimetrali)
4)      Si è reso necessario eseguire tutto un consolidamento del terreno sotto il piano del monolite per tutto il tratto autostradale (lavoro chiamato jet-grouting) perché, al di fuori della zona dove si vedono lavorare gli operai, al di là dei muri, c’èra l’acqua di una falda acquifera. E se non fosse stato fatto ciò, al posto del monolite ora ci sarebbe una piscina
5)      E' stato necessario consolidare il terreno nel luogo dove erano presenti i binari,
6)      e solo a questo punto è stato fatto lo sbancamento del terreno, costruito il monolite e spinto al posto dei binari e ricoperto di nuovo e ripristinato il tutto.
Nel mese di Agosto la Metropolitana è stata soppressa in questo tratto. Sono stati tolti tutti i binari e quant’altro, per poter posizionare questo pezzo di galleria. Per fare tutta questa operazione sono serviti 4 giorni, 24 h. su 24 di lavoro ininterrotto, complesso, pesante e stressante anche sotto il punto di vista mentale. Non un attimo di disattenzione. E poi  al di sopra di questo manufatto sono stati riposizionati i binari e quanto altro, per far riprendere il 1 di Settembre il servizio alla Metropolitana Milanese. Questa è la vera celerità del fare e non solo del dire!
Vedere quegli operai, quei tecnici, al lavoro su quegli immensi macchinari, quei muri di calce struzzo altissimi, tanto da rendere uomini e macchine simili a tante laboriose formiche al lavoro, mi ha indotto a rapportare questa colossale opera, alle più conosciute ed ammirate Piramidi Egizie.
E deve essere la stessa orgogliosa sensazione che ha provato l'esecutore del VIDEO, nel rendersi conto che anche quest'opera, seppur realizzata con alta tecnologia allora sconosciuta, non è da meno dei più rinomati cimeli. Assolutamente non è da meno ! Ed il video ne è un documento atto a certificarlo. Ma il fatto che esso sia un motivo d' orgoglio è costituito anche dal fatto che abbia avuto fin qui la visione di poco più di 380 persone : con molta probabilità, tutti coloro che in questo progetto hanno lavorato, sofferto, lottato e finalmente gioito per avervi partecipato ed oggi poter dire :" anch'io vi ho messo il mio piccolo sigillo". Ma alla maggioranza ciò è sconosciuto. E qui devo dire che provo delusione, perché i meriti, come sempre, non vengono apprezzati come si dovrebbe.
Ed allora giunto fin qui, mi si permetta, dopo un attimo di fugace bontà, riprendermi la mia solita vena di opinionista polemico. Giusto o no che sia, quindi giustamente criticabile o meno, questa, del resto è la mia indole.
Chissà in quanti avrebbero, al mio posto, detto, scritto o commentato, sottolineando "La Bontà del Lavoro Italiano" , "L'orgoglio dell'intelligenza Italiana" , " Il come i Cervelli Italiani dimostrano ancora una volta di essere i migliori" e via a seguire. Invece l'Italia, come Paese, qui, non ha nulla a che vedere. Il patriottismo assolutamente non c'entra. Si parla di Orgoglio Personale. Si parla di Orgoglio per il lavoro, la professione, gli studi fatti e per coloro, i genitori, che con sacrifici hanno permesso che costoro giungessero a dei risultati di cui sono andati, vanno ed andranno orgogliosi per aver fatto. Ma la parola Italia, italiani è assolutamente fuori luogo. L'Orgoglio, è solo delle persone che dai Vertici fin o a giungere all'ultimo  manovale, si sono impegnati con dedizione ed orgoglio in questo ambizioso progetto.
Anche questo lavoro di collegamenti auto stradali, sono di supporto a quello che è ed ancora sarà il cantiere dell' EXPO Milanese di cui già da tempo si parla e che fin ad oggi si è fatto tanta pubblicità, ma in tutt'altro modo che non con l'uso dell'intelligenza, e, fatemelo dire, anche  con molto meno orgoglio, anzi, proprio con una "punta" di vergogna. Quindi, mi si perdoni, ma lasciamo da parte il Bel Paese e gli aggettivi ad esso correlati.
Non parliamo poi quando si legge che i nostri Presidenti quelli con le P, più o meno maiuscole, provano l'orgoglio nazionale e sono in grado di saggiarlo per l' elezione di una qualsiasi Mogherini perché eletta quale alto rappresentante per gli affari esteri per l'Ue. A quel punto non provo orgoglio, ma provo risentimento e proprio verso quelle P che ritengo minuscole e minuscole ed in tutti i sensi.


Questo il VIDEO





di Franco Giannini
già Pubblicato Martedì 16 settembre, 2014 su SenigalliaNotizie.it

sabato 14 luglio 2012

La beneficenza per i terremotati dell’Emilia trasportata sul veicolo della musica…



...grazie al contributo dei Nomadi Fans Club, che interverranno anche in favore di Christian Cialona


Quest’oggi, mi è pervenuto dall’amico Sergio Cialona, uno che conosce bene il termine “beneficenza” in ogni suo dettaglio, chiedendomi di pubblicare quello che solitamente viene definito “Comunicato Stampa”.Leggendolo però mi sono reso conto che definirlo in tal senso sarebbe stato riduttivo, per tutti coloro che umilmente, con determinazione e senso di altruismo si sono prodigati affinchè il progetto potesse realizzarsi.

Da qui quindi il termine “canzone, non per le parole usate, ma per il contenuto morale del gesto:
Il giorno 17/06/2012 alcuni membri del Nomadi Fans Club “Stop the world” di Chiaravalle e dintorni, hanno portato gli aiuti raccolti nei giorni 09/06/2012 e 16/06/2012 davanti ai supermercati SI CON TE ed EUROSPIN di Chiaravalle.
Gli aiuti sono stati portati al campo 6 di Finale Emilia.
Ringraziamo tutti i cittadini per averci aiutato in questa raccolta di prodotti alimentari e giocattoli.
Ringraziamo i supermercati SI CON TE ed EUROSPIN di Chiaravalle per averci permesso di fare questa raccolta e un ringraziamento particolare alla DITTA ABD di Jesi che ci ha offerto il mezzo ed il trasporto (gasolio ed autostrada) per portare la merce a destinazione.
Io e la Redazione di Senigallia Notizie non potevamo che unirci ai ringraziamenti, ma estendendoli principalmente a tutti coloro che ci hanno messo braccia e cuore: i Fans del Nomadi Club “Stop the world promotori dell’ idea, della raccolta e del trasporto.
Visto che sto parlando di beneficenza, permettetimi di anticipare, che la cosa non è finita qui, perchè a settembre (data da destinarsi), ci sarà anche un concerto a Montemarciano, sempre per raccogliere ulteriori fondi da destinarsi alle popolazioni terremotate.
Ho fatto due, non potevo che fare tre.
Concerto "Ma noi no" in favore di Christian CialonaQuesta “nota” è anche per il piccolo Christian della famiglia Cialona, che tiene ad informare a quanti vorranno partecipare, che si svolgerà venerdì 20 Luglio alle ore 21,30 (ma che sto a riportare, c’è tutto scritto sulla locandina!).
Del resto il tempo ed il luogo per fare beneficenza lo si trova sempre ed ancor meglio se sulle note della musica dei Nomadi, questa volta suonata da “Ma noi no“.
Ohi… sempre se uno lo vuole.

Franco Giannini
Pubblicato Venerdì 13 luglio, 2012 su Senigallia Notizie.it e su Ancona Notizie.it
Questi i commenti dei lettori di Ancona Notizie.it

Grazie
Scritto da Visitatore il 2012-07-18 13:07:14

Cara redazione e caro signor Giannini sono il pressidente del nomadi fans club stop the world di chiaravalle vi ringrazio per aver pubblicato il nostro comunicato

lunedì 6 luglio 2009

G8 - LE "STELLE" CI STANNO A GUARDARE...



di Franco Giannini

Già da giorni, ma oggi in principal modo, i notiziari delle TV, con un maggior scassamento quelle non governative (che oggi c'è da chiedersi quali esse siano) ci danno le più ampie assicurazioni di come i "grandi" vivranno sonni tranquilli ed altrettanto sarà il loro soggiorno. Tutto tranquillo, tutto sicuro, pasti ottimi ed abbondanti, la veduta dalle loro suite si aprirà a perdita d'occhio sulle miserie di questa popolazione silenziosa, educata, civile, comprensiva....ed invisibile. Chissà se si chiederanno, non vedendola :"...ma dove sono gli uomini, le donne, i bambini..." Chissà se qualcuno avrà il coraggio di rispondere :"...per sicurezza ...li abbiamo relegati nelle loro tende, ma hanno assicurata l'ora d'aria dopo la mezzanotte...del resto è da un po' che li alleniamo...ormai sono dei campeggiatori professionisti!". La Roccaforte del Perfezionismo è situata in quel condominio della Scuola della Guardia di Finanza che si dice non più di proprietà dello Stato già dal 2004 quando un certo sig. Siniscalco mise sul mercato per conto del Governo (credo con un governo non di sinistra) più di 300 beni. Tra questi anche la caserma che fu ceduta ad un Fondo Immobiliare costituito da nomi celebri (il si dice è sempre d'obbligo!!!!...ma è anche vero che voce di popolo è voce di Dio!): Srg spa, del gruppo Finnat, Imi, Barclays, Royal Bank of Scotland, Leheman Brother, venute quest'ultime, alla ribalta anche per altri motivi. Ed il fatto che non ci siano smentite in tal senso, fa supporre che almeno se non tutto qualche verità sia stata centrata. Chissà se è centrata anche la notizia del "..quanto mi/ci costi.." di affitto questo "monolocale". Si parla di 13 milioni di € annui, più un 10 milioni per ristrutturare, stuccare, adornare, imbottire gli occhi degli ospiti che verranno con l'ostentazione di cui si nutre il nostro puffo. Ma quello che non è stato mai smentito, quindi da ritenere se non vero almeno in odore di verità, è anche tutto l'apparato sotterraneo di questa caserma di cui si parla. Contiene i caveau della Banca d'Italia con fondi di riserva della Zecca, è talmente vasto che si gira in auto (si parla di 23 ettari ??), un bunker sostitutivo di quelli romani in caso di attacco di un ipotetico nemico...anche informatico, un eliporto per far atterrare oltre che gli elicotteri anche gli aerei a decollo verticale, una santa barbara, ed altro ancora. I costi per tenere in piedi in questa occasione irripetibile ce li suggerisce Bertolaso in una delle sue tante dichiarazioni ":...Alla Maddalena il solo costo per la sicurezza dei Grandi era quantificato in 118 milioni, e là avremmo dovuto affittare due navi, che ci sarebbero costate altri 10 milioni, per ospitare i 3000 giornalisti accreditati. Con il trasferimento all’Aquila queste cifre vengono ricondotte a numeri risibili. A spanne - ha proseguito Bertolaso - le spese che dovremo affrontare saranno quelle per interpreti, mezzi di trasporto e opere leggere per l’adattamento della caserma Giudice di Coppito. Una somma che dovrebbe oscillare tra i 10 e i 30 milioni di euro..." ed ancora "...«si renderà questo summit molto più sobrio e più serio". Alla faccia.... So solo che già mi vedo il finale di questa sceneggiata dall'alto di questo palco, queste "star" che ci guarderanno con quel pizzico di compassione istituzionale che mai guasta in questi casi, e come negli altri precedenti incontri salottieri dei G (il numero varia a seconda degli umori) tenutesi per altri problemi, uno a caso la Fame, i risultati conseguiti saranno i soliti: Il Nulla. So anche che il nostro piccolo ciambellano dopo essersi sbracciato con pacche a destra e manca, tra sorrisi a 56 denti e schiamazzi in prima fila, ostentando la ormai demenziale ripetitiva battuta sull'altezza, si getterà in pasto delle TV, più gonfio del solito, per annunciare al popolo intero :"...che sono state gettate basi solide, ci siamo trovati tutti coesi (è impossibile tralasciare oggi questa parola in un'intervista) affinché si faccia qualche cosa di veramente serio per sollevarci da questi problemi che attanagliano il mondo" per poi dimenticarsene e successivamente chiedere magari all'Africa un falso SCUSA!!. Mi ricorda tanto quella barzelletta che girava tanti anni fa circa la ripartizione di una sottoscrizione fatta per lenire la fame in India: erano stati sorpresi dei tizi che intorno ad una montagna di soldi si distribuivano le banconote e dicevano: "questo è per te, questo è per me e questo è per l'India...." e giù manico ad ombrello. Non me ne vogliano gli indiani...è logicamente una stupida barzelletta che non offende certo la loro dignità, ma quella di chi si spartiva i soldi. Lo stesso risultato lo si è avuto con la FAME, con l'AFRICA, con l'ANIDRIDE CARBONICA, con la PACE nei paesi dimenticati e lo sarà anche per i SACRIFICI AQUILANI, per i problemi MONDIALI il risultato è di già di per sè scontato.

sabato 20 giugno 2009

UN ALTRO COMPLOTTO...PRIMA DEI G8...


Leggo sul blog di MISS KAPPA e pubblico, come da richiesta finale, la lettera inviata al Quirinale.
Se c'è qualcuno interessato oltre alle elezioni anche ai veri problemi reali del paese, può ulteriormente fotocopiare e spedire alla sede ed al numero segnato sotto la lettera. (FG)




Sabato 20 Giugno 2009


Al Gentilissimo Giorgio Napolitano Presidente della RepubblicaAlla Segreteria Generale del Capo dello Stato - (rif.Dott. Marra e Dott. Ruffo).


Gentilissimo Presidente,
stiamo, in questi momenti drammatici, istituendo coordinamenti di cittadini e Sindaci che chiedano a lei un incontro ufficiale per istituire un reale tavolo Istituzionale da insediare al Quirinale e da lei guidato, che porterà a buon fine la ricostruzione in ogni minimo dettaglio soprattutto in merito al capitolo trasparenza investimenti e gare d'appalto.Si intravedono cordate di ditte nordiste che con finte gare d'appalto vengono già inserite nel decreto stesso in discussione in queste ore. Presidente le chiediamo di non firmare il Decreto, di non permettere che attraverso il bavaglio del Parlamento come ormai prassi antidemocratica di questo Governo, si giunga al ricatto verso le popolazioni, basando il decreto sul principio anticostituzionale e di palese violazione del Titolo Quinto della Costituzione. Le chiediamo inoltre di permettere l'apertura di un fascicolo penale e civile per accertare le responsabilità del Governo in merito ai mancati controlli sismici dell'area come erano stati richiesti da Ingegneri dell'Enea in data 12/02/09 (lettere originali pubblicate su La Repubblica in Aprile 2009), attraverso documenti ufficiali inoltrati al Ministro Matteoli.L'accavallarsi di strane anomalie e forti incompetenze da un punto di vista tecnico e scientifico nella protezione civile ormai carrozzone di corruttele dei partiti, ne ha fatto di Bertolaso un capo carismatico indiscusso ed ecco le conseguenze reali di una reale strage di Stato preannunciata anche dalle foto del satellite del CNR scattate sempre tra Dicembre e Febbraio 2009 dove si notava la faglia già in fase di scorrimento la profonda frattura constesso epicentro dove poi si è verificata la catastrofe. Chiediamo giustizia soprattutto perché qualcuno aveva da anni pensato di sciogliere la Commissione Grandi Rischi e in Italia come mi ha precisato il Prof.G.Evangelista di Pisa, membro ed esperto licenziato probabilmente da quella Commissione affinché divenisse nel tempo appannaggio e strapotere esclusivo della finta protezione Civile carrozzone di corruttele e strane assunzioni clientelari (da tempo).Attendiamo celeri riscontri e risposte da lei come sempre all'altezza del ruolo di Rango Istituzionale che ricopre con dignità e nel rispetto delle regole sancite dalla Costituzione. Con stima, la ringraziamo per l'attenzione rivoltaci ieri nel contattarci personalmente e direttamente attraverso la sua Segreteria Generale.

Coordinamento nazionale " Aiutiamo L'Abruzzo" Rocco Carlomagno - progetto solidarietà Basilicata aiuta L' Abruzzo cell.348/5312034
-Manuela Tanturri -Stefania Pace cell 3200245059- Romina e tantissimi studenti , donne e uomini delle istituzioni locali dell'Abruzzo.

Aggiungete il vostro nome stampate e inviate un fax al Quirinale al numero 0646993041

Il Quirinale ci ha contattato ieri pomeriggio chiedendo di fare un fax con i contenuti

Fate girare. Più siamo e più forza abbiamo

giovedì 4 giugno 2009

LETTERA APERTA - ASSE L'AQUILA / ROMA

Del cavalier, l'arme, gli amori, io non canto... Leggo e pubblico quasi di contrabbando una missiva a Lui indirizzata da una pulzella maggiorenne, che in attesa di partire, con altri suoi concittadini, per una crociera rigenerante, da tempo promessa, a bordo di una suggestiva caravella, a Lui rivolge un pubblico invito. Chissà se accetterà ? (F.G.)
Dal blog di Miss Kappa
copio ed incollo:
Egregio Cavalier Berlusconi, sono una terremotata, Aquilana dalla nascita. Vivo da due mesi la condizione di sfollata, senza la prospettiva immediata di una casa e di un lavoro. Purtroppo non sono nella possibilità di organizzare una gran festa. Vivo in un container di 10 mq, acquistato a mie spese, per scongiurare la triste realtà delle tendopoli, provata nei primi giorni dal sisma, e per eludere anche quella dell'alloggio sulla costa, che mi avrebbe portata lontana dall'unica cosa che mi resta: la mia terra. So che Lei passa spesso dalle mie parti e tutti noi Aquilani gliene siamo grati. So che tornerà, in vista del G8. Spero che voglia continuare a farlo anche dopo, ad elezioni e riflettori spenti sui potenti. Mi piacerebbe, se riuscisse a trovare del tempo libero, invitarLa ad una festa che vorrei organizzare espressamente per Lei. Dispongo di un grande spazio all'aperto, per altro bellissimo, circondato dalle nostre splendide montagne. Troverebbe tanti terremotati come me, persone piene di aspettative e di domande. Troverebbe anche nonni e nonne, zii, cugini, nipoti, e cuochi, camerieri, operai, artigiani,disoccupati. Si potrebbe festeggiare. Si potrebbero fare tante foto.Lei, con la sua verve, sono certa riuscirebbe a sollevare il nostro morale. E forse a darci qualche speranza, rispondendo alle nostre domande. Domande semplici, di persone che soffrono. E che hanno paura per il loro futuro. Domande che chiedono risposte altrettanto semplici: questo è quello che posso darvi, questo è quello che mi aspetto da voi.Son certa che nessuno potrebbe strumentalizzare la Sua graditissima presenza. Chi La invita è una donna più che matura e Le garantisco che nessuna delle nostre ragazze ha ambizioni di diventar velina o personaggio politico. Ogni malinteso sarebbe scongiurato all'origine e sia la sinistra che la stampa, italiana e straniera, non potrebbero che elogiare un atto tanto generoso.La Sua immagine personale, qualora servisse, ne uscirebbe ancor più rafforzata.Venga Presidente a saggiare i nostri umori reali, troverà anche qualche comunista come me, ma non mangiamo più bambini. Soprattutto ora, terremotati, vorremmo solo delle risposte concrete ed un piano reale di ricostruzione delle nostre vite e delle nostre case e della nostra identità, al quale contribuire con tutto l'impegno personale. Venga a prendere i suoi impegni con noi,gente comune, come noi prenderemo i nostri con Lei. Sarebbe un regalone per tutti noi, e di piccante ci sarebbe solo il nostro peperoncino, sulla salsa per gli spaghetti.
Buttato giù da Anna alle ore 09,11 di Giovedì 4 Giugno 2009

mercoledì 27 maggio 2009

TERREMOTO : IN ATTESA DI SMENTITE



Si sconsiglia la lettura a tutti coloro in debito di tempo. Una veloce "sguardata" non sarebbe sufficiente alla dovuta analisi che il blog originale merita.
Se i "papi", devono ritenersi innocenti, fintanto che non riceveranno una condanna in un regolare processo, credo che la stessa cosa si possa dire di chi scrive in un suo blog delle situazioni riscontrate di persona e fin ad ora mai confutate. Non parlo del sottoscritto né tanto meno del suo blog, ma di quello di una donna coraggiosa, che non doma, continua giornalmente a scrivere sul suo blog Miss Kappa il diario di bordo di quello che si vive a L'Aquila sotto le tende, nei meandri di una organizzazione militarizzata, a tratti arrogante ed a volte anche "indagatrice". Il tutto poi amplificato o accentuato, dipende dalla parte da cui si guarda, dall'imminente visita degli 8 salvatori del mondo e delle disgrazie (almeno così si dice e si spera!) in cui è caduta L'Aquila. FG.


Riporto qui di seguito l'ultimo post. Degli altri, invece, sotto riporto solo i link.
Facce nuove nelle tendopoli abitate da ragazzi. Facce di persone che non devono dare spiegazioni. E non si capisce chi siano. Le libere assemblee nei campi sono vietate.Case agibili nei pressi della scuola della GF, vera cittadella militare con bunker sotterraneo di 38 ettari, che verranno requisite. Servono tetti e terrazzi. Nuove vie di fuga dalla caserma approntate in tempi record. Mentre i palazzi storici si sgretolano.Alberghi del centro cittadino, centro fantasma, che vengono riattati. Non per noi Aquilani, noi siamo in mezzo alla strada. Assembramenti di più di quattro persone che si vedono spiate da militari che non nascondono il fatto di venire lì ad ascoltare cosa stai dicendo. E, già da una settimana prima del summit, le vie di accesso alla città saranno bloccate. Noi dentro, come topi nella tagliola. Noi sempre più schiacciati. Ed è solo l'inizio. Il G8 è una violenza che non meritiamo. Datemi una sola ragione per la quale dovremmo essere beneficiati da questa vetrina dei potenti della terra. Sulla nostra terra. Il mio è un grido di allarme. La democrazia non abita più qui.
Suggerisco anche di leggere sul blog originale anche i commenti ai post:
Lunedì
Piccole Cose
Di Bertolaso e della Protezione Civile e tanti altri ancora precedenti, a partire da quel 6 Aprile, tutti interessantissimi per chi si vuol documentare o per chi è in grado di smentire.

mercoledì 29 aprile 2009

TERREMOTATI... O.... MILITARIZZATI ???


Pellegrinando ancora sul Web...:
Con beneficio d'inventario, come si dice nei casi non verificati o verificabili di persona, leggo sul blog TERREMOTO un post dal titolo "Il campo di Arischia" che riporto. Ognuno poi può approffondire ulteriormente e farsene una sua opinione personale.
F.G.

Il campo di Arischia
29 Aprile 2009 at 14:03 (Terremoto)
Il campo di Arischia è gestito dalla protezione civile del Molise, dai vicini di casa. È gestito in maniera militare. Abbiamo già mostrato foto dei cartellini che ogni abitante deve portare al collo, senza di questi non si entra e non si esce. E ora ci sono le regole.Delle regole ci vogliono: non è certamente semplice far convivere in pace persone che nemmeno si conoscono o, peggio, si conoscono e non si sopportano, in certi casi.Le regole del campo di Arischia sono assurde, però. Il presupposto di partenza è che nel campo ci sono 450 persone, e si conoscono tutte: un estraneo non passerebbe mai inosservato. L’identificazione tramite numero, e non tramite nome e cognome, ricorda tanto, troppo, altri numeri tatuati sul braccio: al campo ti chiedono solo il numero, per trovarti prima negli elenchi. La gente sente di non avere più un nome, in questa situazione. Senza cartellino non si entra nel campo, nemmeno se al cancello c’è tuo cugino o un tuo amico, che sanno benissimo chi sei.Inoltre la notte, dalle 23 alle 6 del mattino successivo, il campo è chiuso. La Protezione Civile sorveglia il cancello in quell’orario, tenendolo chiuso con tre giri di catena e lucchetto. Catene e lucchetti ad un cancello, ed intorno al campo almeno tre ingressi non sorvegliati ed aperti. Intorno campi e boschetti. Un ottimo sistema di sorveglianza.Al campo di Arischia chiuso, però, succede che Santino Pesce sia fuori a mezzanotte e la sorella, che è al campo gli telefona: la mamma sta male e forse devono portarla via in ambulanza. Santino va al cancello, ma non lo fanno entrare. Spiega della madre, ma nulla da fare: il campo è chiuso.Santino circumnaviga il campo ed entra dal retro. Apriti Cielo! La Protezione Civile gli scaglia addosso la Polizia. Viene segnalato (?) e gli dicono che la prossima volta prenderà una denuncia. Ma denuncia per cosa? Per voler soccorrere la madre? E’ assurdo.Non volevo scrivere delle persone, ma qui le storie sono tante, storie di ordinaria follia. Non si può organizzare militarmente un campo di sfollati. È come se, a casa vostra, vi si impedisse di rientrare dopo le 23. Il campo è la casa degli aquilani ora. La Protezione Civile deve controllare, non giocare al calcio balilla come facevano alcuni dei suoi ieri sera. C’ero anche io, con Santino Pesce, ieri notte. Mentre controllavano lui io sono entrata nel campo, sono rimasta con sua mamma.Non si può bloccare con tre giri di catena un cancello che è l’unica via agevole: gli altri accessi prevedono di scavalcare un fossato, piccolo, ma troppo grande per un anziano. E se una tenda prendesse fuoco, cosa succederebbe? Dentro ci sono stufe, prese elettriche volanti, non è un’ipotesi così remota. La gente come potrebbe mettersi in salvo, di fronte ad un cancello sbarrato saldamente? Per me questa è follia. Si sta meglio da Marco, a Spogna, e di lui vi parleró presto.
Monique (revisionato da Marta)
Seguono diversi commenti che è meglio però leggere direttamente sul blog originario anche perchè aggiornati continuamente.

lunedì 27 aprile 2009

IL TERREMOTO VISTO DA CHI LO VIVE...


E' da subito dopo il terremoto che ha colpito L'Aquila, che ho cercato sul web, chi mi avrebbe potuto fornire notizie da chi si trova sul posto. Mi sono imbattuto casualmente su Miss Kappa ed altri blog ad essa collegati. L'ultimo è stato questo giornale online

Sulle pagine di EFFEDIEFFE, è infatti, che ho letto l'articolo, forse più veritiero, della situazione in cui vivono gli abitanti delle tendopoli aquilane. Più che un articolo, una sequenza fotografica. O come dice l'autore, una lettera di "supplica", inviata al Direttore Maurizio Blondet.

F.G.


"Stimato direttore,

a distanza di diversi giorni, anzi di oltre due settimane dal sisma che ci ha messo in ginocchio, a L’Aquila c’è già qualcuno che ha il modo di riutilizzare internet e scrivere a EFFEDIEFFE. Con tutte le cose che ci sono da fare... non è una cosa scontata, ma il troppo è troppo. In pochi giorni a L’Aquila, sono arrivati tutti... il presidente del consiglio e tutta la pletora di figuranti di destra sinistra e centro... martedì verrà il Santo Padre... e ora... anche il G8.Cosa siamo diventati? Un luogo di pellegrinaggio? So che siamo pittoreschi... lo vedo coi miei occhi... gente vestita di stracci o abiti usati distribuiti dalla caritas, che sguazzano in campi di fortuna allestiti in ex campetti di calcio di periferia o paese... scarpe lorde di fango, occhi spauriti, anziani malati, donne incinte, bambini... ammassati in tende da 12, come animali da stalla, o in palloni ad uso sportivo. Donne anziane che debbono spogliarsi e lavarsi davanti a decine di persone, mamme che debbono fare la fila anche per portare in bagno i bambini, poi bagno... che parola grossa... un lurido cesso di plastica piazzato alla meno peggio... con il serbatoio chimico, puzzolente, malfermo, stretto... Intanto sui giornali tutto va bene... è tutto ripartito... sembra abbiano riaperto le scuole... gli uffici... ... la verità è che siamo come eravamo dopo tre giorni dal sisma: “in mezzo alla m…!!!”.Intanto i media dopo i primi giorni di pietismo e lacrimucce stanno spegnendo le luci... la gente sui loro salotti cambia canale, perchè ci sono le finali di qualche “reality”… (ahahahah che cosa è la realtà???). La gente nei discoris da bar dice già: “Cambiamo discorso ti prego... non ci voglio pensare...” ... ebbene lo si faccia... lasciateci in pace se non volete o potete aiutarci... almeno lasciateci in pace... viviamo in una città distrutta... l’intero centro storico è devastato, presidiato dall’esercito e blindato. Non possiamo tornare neppure a scavare sulle nostre case alla ricerca delle foto dei nostri figli o del nostro gatto di casa... io ho la casa ridotta ad una bottiglia rotta… inagibile... l’ufficio devastato... oltre un decennio di mutui da pagare su immobili da rottamare... una attività in proprio che non beneficerà dei mega appalti che già si stanno approntando a Roma, e qualche poveraccio di dipendente... disperato… spacciato… come me... come noi tutti.Ma il governo che fa??? Ci rompe i c… invece di mandare container e baracche... che sono brutte; i cialtroni che ci governano... ci fa stare accampati, lontani da telecamere indiscrete e filtrando interviste non allineate... la città già blindata diventa totalmente bloccata ... ora pure il G8… perchè??? Per avere ancora più disagi...??? Per far arrivare anche qualche altro elemento di dissesto??? Non basta quello che ci ha riservato la vita? Il nostro destino non è già abbastanza miserando??? Dobbiamo rassegnarci anche alle più sordide e becere strumentalizzazioni bipartisan???Sono arrivati a decine... a centinaia di volontari... con le loro telecamerine e fotocamere amtoriali... ridevano quando arrivavano… poi iniziano a parlare con noi... il loro sorriso sparisce… ne ho visti molti piangere... pediatri nelle tende pediatriche... piangere come vitelli, davanti a bambini che svengono ad ogni minima scossa dello sciame sismico che continua inesorabile... ho visto due bambini un bimbo di sei e una bimba di 8, che hanno perso la parola... semplicemente... non parlano più... Ho visto il terrore negli occhi di mio figlio, mentre i suoi giochi e i suoi mobili gli crollavano addosso, mentre le pareti si fratumavano e la polvere invadeva la casa, ho sentito le grida di terrore di mia moglie che nel buio del black out che è arrivato quasi subito non iusciva ad aprire la porta finestra che dà in girdino perchè gli infissi si sono deformati...Mi sono spaccato i piedi camminando scalzo sui vetri della sala... bottiglie di vino, pezzi di mobili, ho dovuto sfondare tutto usando il mobile su cui allora mettevamo i CD... siamo usciti che la terra aveva smesso di tremare... e intorno la gente urlava nelle scale o fuori in strada... mentre l’odore di metano dalle condutture spaccate aveva invaso il quartiere. Ho visto tutto questo… e ringrazio il Signore, lo ringrazio perchè pur avendo perso tutto, non ho perso nulla... ho con me mia moglie e mio figlio, non ho avuto lutti tra i parenti più stretti... m’è andata di lusso... e la cosa assurda è che non ho perso nè la lucidità, nè il disincanto… nè il coraggio... andremo avanti... siamo vivi... ripartiremo dal niente.... Se mai ci daranno soldi per ricostruire o meglio rabberciare quel che è scomparso per sempre... passeranno per banche, interessi agevolati, bonifici, fatture autorizzate da periti e finanzieri... siamo terremotati... non possiamo chiedere... possiamo solo accettare… o meglio subìre... ma subìre il nostro destino... non essere strumentalizzati in modo indegno... C’è chi di noi ha subito morti strazianti... poche dicono… sul totale delle popolazioni... (che bravi esperti...) poche... perchè solo 300 morti... non sono niente...…ma Cristina.. faceva l’infermiera nell’ospedale che è crollato... era al pronto soccorso... e ora è sotto terapia psichiatrica... non lavora più... è sconvolta... ha visto gente lasciata morire in rianimazione... perchè era troppo malmessa... o anziana... mettevano a questi disgraziati un foglio di carta addosso attaccato col cerotto... e una X rosssa a pennarello... il segno della condanna... c’erano troppi bambini... emorragie... teste spaccate, toraci schiacciati... e ora lei non dorme più... piange... piange sempre... non mangia... non sa più sorridere... Un mio vicino di casa, si è covinto di essere il prefetto questore... chiama i ministeri... parla da solo... è alloggiato in un campo nello stadio! del rugby... e veste lo stesso vestito doppio petto che indossa un dirigente in ufficio... con scarpe da ginnastica rosse però... da settimane... dice di non poter andare da altre parti o con parenti... perchè come prefetto è sempre reperibile…Il dottore del terzo piano lavorava al sert... ora lavora in una tenda blu… dorme in macchina da settimane... lavora a turni, gira i campi a somministrare droghe ai tossici mischiati alla gente comune, per tenerli buoni… e somministra psicofarmaci a palate... neppure per lui ci sono posti in container... e ora però arriva il G8.Non è giusto tutto questo... questo è troppo... scrivo da una roulotte davanti casa... ho collegato un tubo di acqua e un cavo di fortuna, passano attraverso una delle crepe che si sono squarciate sul mio muro di casa... ho collegato internet ricollegando la mia linea dalla chiostrina in strada... ho un bambino che mi ha detto: “papà... quando aggiusti la casa rotta???” Io gli ho risposto... che è troppo rotta… verranno dei signori tra un po’... e ne faranno scempio... hanno già iniziato le demolizioni... ruspe enormi... che spianano tutto... vicoli antichi… ricordi... suoni... mio figlio ha fatto quattro anni... e dice per telefono ai nonni... “nonno... nonno... io abito nella casa di plastica... perchè la casa di mattoni è troppo rotta... domani forse papà torna in casa coi pompieri e mi riprende il cartone dei mostri pelosi...”.Capite il nostro nuovo mondo surreale??? No... so che non potete e forse non volete... so anche che in fondo è inesorabile... persino giusto... chissà... ma almeno chiedo il rispetto del nostro dolore... e per la p… ... lasciateci in pace... lasciateci dignitosamente abbandonati a decisioni più grandi di noi... soli coi nostri drammi, le nostre paure... i nostri rimpianti... ma almeno ci si lasci la dignità. Gli aquilani non hanno l’indole dei piagnoni... non siamo un popolo di sciatti questuanti... siamo un popola chiuso, malfidato, ma onesto, coraggioso... saremo ex pecorai transumanti e contadini di pedemonte... ma non siamo gente vile... rivendichiamo il diritto alla verità... alla dignità... porca p…!!!Io direttore le chiedo un favore... venga a L’Aquila anche Lei... venga a vedere... usi la sua redazione perchè non si spenga la luce su questa nostro unico bisogno... non chiedo una raccolta fondi del c… ... non chiedo aiuti per me o per la mia famiglia in roulotte... (ho dovuto pagarla in contanti... usata... settemilatrecento euro e per fortuna che li ho racimolati tra parenti e amici...) chiedo un suo articolo... dopo che avrà visto i nostri sguardi... sentito le nostre voci... se vorrà venire... cercherò di farla stare meglio che si potrà... magari non in tenda... perchè ci sono già gastroenteriti e polmoniti virali... ma la prego... prego la redazione... non dimenticateci... date voce alla nostra prima necessità... la dignità di esseri umani.Grazie per quello che vorrà fare.


Luca D’Antonis"