Visualizzazione post con etichetta Berlusconi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Berlusconi. Mostra tutti i post

martedì 27 settembre 2016

Matteo Renzi e gli scettri rubati...

... quello di bugiardo al Berlusca, quello di premier a Enrico Letta.

Indro Montanelli, conoscendolo abbastanza bene, affermava che :" Silvio Berlusconi è un mentitore professionale: mente a tutti, sempre anche a se stesso, al punto da credere alle sue stesse menzogne".
Chissà che cosa avrebbe detto oggi il bravo Indro del sosia intellettuale e politico del Cavaliere: certo Matteo Renzi, che già con una delle sue prime bugie :" O passi da un consenso popolare o non sei credibile" ci faceva comprendere da subito, come non avremmo rimpianto il suo maestro.
Un allievo che come spesso avviene nella vita, sembra abbia di gran lunga superato il suo maestro. Ho fatto una ricerca su Internet ed ho trovato alcune delle grossolane bestialità che la sua bocca e le sue azioni hanno partorito da quando con la pugnalata verbale del "Stai sereno Enrico" si liberò nell'unico modo che conoscono i vili, occupando quello spazio politico a spese del povero Letta.
Le riporto alla rinfusa come le ho trovate senza seguire una calendarizzazione da, a. Il mio vuole essere solo un ricordare quelle che le bugie più recenti fanno passare nel dimenticatoio le più datate. Un lavoro fatto per chi piace ricordare e nel leggere dire "Ahhh si questo non me lo ricordavo più...". Dove mi è stato possibile ho indicato anche dei link da dove si può approfondire la lettura di articoli di veri giornalisti e anche video dove si può ascoltare e vedere. Si perché anche il vedere come questo individuo si pone, ha la sua importanza che piccola non è.
Ed il perché ho fatto tutto questo lavoro di ricerca, è che ritengo possa essere un mio piccolo contributo affinché nel referendum costituzionale del 4 Dicembre 2016 (ultimo giorno valido per la consultazione popolare), data scelta direttamente dal LUI, frutto del lavoro d'ascia di mastro Geppetto che per quanto ben fatto sempre un burattino bugiardo resta, prevalga il NO. Un NO dal doppio valore, perché da un lato lascerebbe una Costituzione che se è la più bella e ben fatta del mondo, non ha ragione di essere infettata dalle intelligenze, eufemismo, di coloro che ci hanno messo su le mani. Dall'altro, con la vittoria del NO, salvo una fine del mondo preannunciata, si potrebbe (uso il condizionale perché sarà il risultato di un'altra delle sue bugie) verificare il suo abbandono dalla scena politica. (ma quando mai... come si dice... voj 'n occhio!!). Ed ecco allora l'elenco della lavandaia che da precaria quale sara anche lei, non riuscirà a lavargli tutti i panni sporchi racimolati in questi anni di premierato.
- :" Toglieremo le Slot da tutti gli esercizi Commerciali" 5 Settembre 2016 intervista rilasciata a  Vita (www.vita.it)

- :" Io, personalmente, un politico indagato per corruzione lo indagherei per alto tradimento". (infatti in seguito Verdini docet). Parlando del Mose il 5 Giugno 2014

- :" Abbiamo falcidiato 3000 poltrone pubbliche. Ci sono 3000 politici in meno". (a 8e1/2 del 14/9/2015)

- : http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/03/26/renzi-abolizione-province-3000-persone-proveranno-lebrezza-di-avere-proprio-lavoro/271652/  Da non perdersi il brano finale sulla scuola dove spiega ci deve essere la musica, lo sport... ma poi in effetti è già una fortuna se è a norma (non pericolante), magari manca la carta igienica, i genitori devono dipingere le pareti, o per fare le pulizie portano scope e detersivi.

- :" Aboliti i vitalizi ai condannati". http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/09/vitalizi-camera-li-taglia-10-ex-deputati-condannati-senato-lo-toglie-berlusconi-dellutri-e-cecchi-gori/1858487/ . Infatti su 1548 (dison)orevoli e senatori presi con le mani nella marmellata sono stati colpiti dal provvedimento solo in 18 (di cui 10 On. e 8 Senatori).

- :" Nell' Italicum non ci sono le preferenze, ma se toccherà a me scegliere, prendo l'impegno di ricorrere alle primarie". Era il 20 Gennaio del 2014 alla Direzione PD. Ma il ragazzo cambia idea con una certa facilità ed in fatti il 16 Giugno 2015 in una intervista concessa a Gramelli de La Stampa affermava :" Una cosa è certa: le primarie sono in crisi. Dipendesse da me, la loro stagione sarebbe finita".

- :" Legge elettorale. Le regole si scrivono tutti insieme, se possibile. Farle a colpi di maggioranza è uno stile che abbiamo sempre contestato". Sulla sua pagina di Twitter il 15 Gennaio del 2014. Il 4 Maggio del 2015 "Frottola", ligio alla promessa fatta, alla Camera dei Deputati pone la fiducia sulla Legge elettorale.

-:" Il tetto del 3% va superato " Il 29 Novembre del 2013 alle primarie del PD SkyTG24 affermava che :" Si è possibile superare il tetto del 3% ... dobbiamo mettere in discussione il Trattato di Maastricht" che veniva successivamente confermato il 2 Gennaio 2014 in una intervista al Il Fatto Quotidiano :" E' evidente che si può sforare: si tratta di un vincolo anacronistico che risale a 20 anni fa. Se all'Europa proponi un deciso cambio delle regola del gioco ... allora in Europa ti applaudono anche se sfori il 3%". Ma ecco che il 15 Marzo 2014 a Parigi, durante la conferenza stampa all'Eliseo alla presenza di Holland rettifica così :" Non ci sarà nessun sforamento del tetto del 3%. NES-SU-NO. Okay ?" https://www.youtube.com/watch?v=PRDYclTYBdI&feature=youtu.be 

-:" L'Europa deve garantire salario minimo in tutti gli stati membri" , il che denota anche una cattiva preparazione in materia di leggi europee, perché cliccando qui si può vedere che è l'Europa che sollecitava con una raccomandazione fin dal 24 Giugno 1992 :"... I. RACCOMANDA AGLI STATI MEMBRI:
A. di riconoscere, nell'ambito d'un dispositivo globale e coerente di lotta all'emarginazione sociale, il diritto fondamentale della persona a risorse e a prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana e di adeguare di conseguenza, se e per quanto occorra, i propri sistemi di protezione sociale ai principi e agli orientamenti esposti in appresso; ....
" http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX%3A31992H0441%3AIT%3AHTML . Salario minimo che hanno tutti i paesi europei, eccezion fatta per le cenerentole come Grecia ed Italia.

-:" Reintrodurre l'immunità parlamentare? No, oggi mi sembra più o meno una barzelletta. Sono contrario" Questo lo dice nel corso della trasmissione 8 e 1/2 sul La7 il 22 Febbraio del 2011 per sottolineare al TG3 del 14 Febbraio 2013 che :"Tecnicamente tutto è possibile, ma sarebbe un errore clamoroso non abbiamo bisogno di dare qualche garanzia in più ai parlamentari, ma farli diventare sempre più normali" per poi venire a sapere che l' 8 Agosto del 2014 i "nuovi Senatori" avranno l'immunità anche se non saranno eletti direttamente dai cittadini.

-: Circa il Pagamento dei debiti della PA che avverrà entro Luglio, ma che fortunatamente non ne viene indicato l'anno, perché questo è un valzer delle date che ancor oggi gli imprenditori ballano (qualcuno da una corda) e quella che uso è un'ironia macabra, che però non vuol essere irrispettosa verso costoro che non facendocela più, si sono lasciati andare, ma maggiormente per chi ha permesso e continua a permettere che questi eventi ancora si verifichino. Ed allora 25 febbraio 2014 nel corso della trasmissione "Ballarò" :" In 15 giorni permetterà di sbloccare i fondi che sono bloccati per i debiti della PA ... se tra 15 giorni non accade, lei mi viene a ricercare". 12 Marzo 2014 in Conferenza stampa del Consiglio dei Ministri :" Sblocco immediato e totale del pagamento dei debiti delle PA. 68 Miliardi entro luglio." 13 Marzo 2014 a Porta a Porta di Bruno Vespa :" Se il 21 Settembre paghiamo tutti i debiti della PA, Bruno Vespa fa a piedi Firenze-Monte Senario. Se non reggiamo la scommessa immagino dove mi possano mandare gli italiani". Mai più previsione fu così centrata !! Anche perché il 12 Aprile 2014 nel DEF 2014, sezione II, Parte I, pag. 26 si legge :"... disponibilità di ulteriori 13 miliardi di euro che si aggiungono ai 47 già stanziati dai precedenti governi ... Tempi Ottobre 2014" . Oggi gli imprenditori sono ancora senza fondi e senza più lacrime!

-:" Crescita del PIL a + 0,8% " è di questi giorni la risposta dei dati statistici forniti sia dal nostro Istituto Nazionale che da quelli europei ed internazionali che quindi neppure voglio commentare.

-:" La rivoluzione è appena iniziata con gli 80 euro e l' IRAP. Sono solo l'antipasto. Presto potremo intervenire su incapienti, partite IVA e pensionati" Era il 20 Aprile 2014 con un intervista rilasciata a Repubblica, da dove emergeva tutto l'ottimismo e la modestia che solo un Premier cieco e bocciato in matematica ed economia poteva esprimere. Ed infatti ecco che il 1 Agosto del 2014 nel corso della conferenza stampa in occasione di Sblocca Italia si vedeva costretto ad ammettere :" Non sono in grado di garantire l'estensione degli 80 euro". Altri lo avrebbero fatto con tanto di orecchie basse come i cuccioli quando sporcano casa, ma non certo un insensibile come lui. 

-:" 10 miliardi in 3 anni per l'edilizia scolastica ... per noi è la priorità, i soldi per prima cosa li diamo alla scuola" Ma non eseguire mai l'ordine finché non ti è giunto il contrordine, che infatti non tarda ad arrivare. E' il 4 Luglio del 2014 quando con un Comunicato Stampa del Governo si annuncia che ." Investimenti per 1 miliardo in due anni (biennio 2014-2015) per 20.845 edifici scolastici"

- Ed a proposito di scuole, vi ricordate non appena si insediò a Palazzo che promise che ogni settimana avrebbe visitato una scuola... dopo l'euforia delle prime settimane, un'altra sbornia di megalomania si è impadronita del suo corpo. Volete mettere il clima ovattato della scorta, le sirene che gli fanno largo, gli elicotteri che lo portano ovunque voglia andare, per non parlare dell'aereo presidenziale nuovo di zecca... "seconda mano", che gli ha fatto passare tutto il resto nel dimenticatoio. Non è colpa sua, se l'euforia dei piccoli uomini, che ad un tratto si trovano catapultati al vertice e non gli fa comprendere che più in alto salgono, senza essere abili rocciatori, tanto più terribile sarà la loro caduta in quel basso da dove son venuti.

Potrei continuare ad elencarne ancora delle altre, ma diverrei ancor più logorroico di quello che sono stato. Ne ricordo solo una. Che fine ha fatto la storia di bellezza@governo.it a cui neppure i suoi On. "Cavalier Serventi" (solo alcuni) ancora non mi hanno dato una risposta??
Ecco perché, mi ripeto, ma non me ne frega assolutamente nulla della ripetizione, voterò e consiglierò di votare NO . Un referendum che offre due occasioni, uno di non toccare quello che ha sempre funzionato fin dal 1945 e l'altro di togliersi un cancro dallo stomaco.




di Franco Giannini

lunedì 8 settembre 2014

Elezioni 2015 a Senigallia: Enrico Rimini, “anima vagante della politica”

Il confessionale di "don" Franco Giannini si apre per il consigliere del Gruppo Misto - VIDEO


Dopo aver visto ed ascoltato il VIDEO, come sempre consiglio di fare prima dell’inizio della lettura, passo alle successive domande. Spenta la luce della videocamera ecco accendersi quella del registratore per continuare la chiacchierata che si preannuncia simpatica, interessante e voglio sperare anche esplicativa per i dubbi che mi assillavano quando mi preparavo le domande da fare ad Enrico Rimini (Gruppo Misto).
La cortina fumogena, dopo l’incontro, si dileguerà o s’infittirà? C’è solo un modo per saperlo, bisogna armarsi di pazienza e … leggere!!.
GIANNINI – : “Riprendendo il tema dell’ultima domanda, il motivo perché gliel’ ho fatta, se lo immaginerà sicuramente. Visto che l’ho formulata anche a Cameruccio e credo quindi che avrà anche letto quella che è stata la sua risposta. Che poi è quella del NCD. Lei, che mi sembra ne sia uscito, o forse non ci è mai neppure entrato…”.
RIMINI – (NdR : sorridendo, puntualizza): “Non ci sono mai entrato e poi gli dirò anche il perché!”.
G – :“…allora come vede questa scelta, come vede la sua posizione nei confronti della candidatura di Liverani?”.
R – : “Personalmente le modalità, sia per quanto riguarda Marcello Liverani a livello politico…”.
G – Lo interrompo nuovamente per una precisazione: “Certo, qui si parla solo ed esclusivamente a livello politico. Le cose personali non mi interessano minimamente. A me piace la politica e in questa metto il naso e la faccia esprimendo miei personali pareri, cercando sempre quanto mi è possibile, da individuo pieno di dubbi, di non dare neppure mai giudizi definitivi. Infatti, chi mi legge avrà notato che nel mio pensiero alloggia sempre un forse”.
R – : “… Per quanto riguarda la modalità dell’azione politica, sia per quanto riguarda Marcello Liverani, che Roberto Paradisi, a me personalmente non interessa. Non interessano per un motivo molto semplice, per il modo come essi si espongono verso la città. Critica ma senza soffermarsi su di un critico propositivo, è una modalità critico aggressiva che praticalmente comprende un po’ tutto e va, a mio avviso, troppo avanti a quello che è il normale dibattito politico e quindi non mi ci ritrovo, non sarei a mio agio”.
G – : “E come giudica invece un’autocandidatura, in generale, anche se poi qui il discorso porta a ricadere su Liverani, dal momento che abbiamo, al momento, solo quella sua?”.
R – : “Lui si è candidato, si è buttato!. Io penso che quando uno si butta deve avere il seguito, perché un conto è buttarsi ed un altro avere dietro una determinata quantità di persone, sia nel fare le liste, sia nel comunicare alla gente. Ci vogliono persone, tempo, competenza nei vari settori, quindi non è una cosa che si possa improvvisare così. Ovviamente lui ha fatto questa scelta, si è messo in gioco, anche se poi dopo bisogna anche vedere nel concreto quello che ne viene fuori. Anche perché, buttarsi così, nell’ambito del Centro-Destra, oppure ai Moderati, chiamala come vuoi, la vedo più come una questione a livello di primarie, una maniera più democratica”.
G – : “Qualcuno mi ha detto che parlo sempre di Liverani, sarà anche vero, ma di che vuole che parli, del sesso degli angeli, dal momento che sembra tutti abbiano timore a scoprire le loro carte. Sempre che ne abbiano e questo anche tra i sostenitori della Maggioranza. Anche con lei, a questo punto, devo ripetermi in una domanda: che cosa ne pensa dei suoi colleghi di Opposizione?. Non le sembra che tolto qualcuno, gli altri si stiano un po’ sfaldando, sempre che ci sia mai stata una parvenza di coesione!. Ma ora come ora, non ritiene che oramai sia venuto il momento di togliere le “coperture dai cannoni” e “sparare” quello che realmente si pensa di costoro. Cosa che qualcuno ha fatto, francamente, nei suoi confronti e che qualora gli fosse sfuggito credo di doverglielo rammentare. La frase che estrapolo dal discorso è: “…devo dire che io non sprecherei troppe parole per Enrico Rimini in quanto non lo ritengo un Consigliere Comunale che possa in qualche modo esprimere una qualche visione politica per cui non vale la pena fare dei commenti. “Saprà chi l’ha detta, vero? Comprendo che sia una domanda un po’ cattiva, che però dovevo fare!”.
R – : “No, no, è una domanda che doveva fare ed ha fatto bene a farmela. Mah, sempre per questo discorso di Roberto Paradisi a livello politico, apprezzo il suo modo di fare politico, anche perché lo ritengo essere più di un conoscente, però diciamo che lui ha questa pecca del prendersela personalmente. Mi spiego meglio. Tutto è venuto fuori da quella volta quando lui fece quell’articolo e prese la delibera di Giunta di spesa per quanto riguardava la Sagra di Sant’Angelo, non guardando quello che c’era a monte e c’era da dire l’entrata che c’era stata di quasi un mese prima. Io mi sono sentito semplicemente in dovere di dire alla cittadinanza, guardate che questa è soltanto una partita di giro e quella metodologia lì che può non essere approvata è sicuramente una metodologia che rende il 100% di trasparenza e proprio per questo ribadivo il fatto di Paradisi. Siccome lui è una persona abituata a non ammettere mai quando sbagliamo, come tutti, anch’io per primo 500 mila volte al giorno. Forse per una deformazione professionale ed è forse anche per questo che non vedo bene gli avvocati che fanno politica anche nel contesto del mio stesso partito politico anche a livello nazionale fin dall’inizio in Forza Italia, dove ho militato e di cui dopo parleremo anche riguardo al livello partitico. Comunque sia, credo che il fatto per cui Paradisi abbia fatto questa affermazione che “Rimini è poco rilevante”, io di questo non mi preoccupo. Politicamente non voglio aver nulla a che fare con Roberto Paradisi. Riporto, se me lo consente, il rapporto dell’ultimo Consiglio Comunale con cui ho iniziato quando c’è stata la votazione del Bilancio di previsione, sia delle pratiche affini con l’astensione fino alla pratica finale. Il motivo l’ho esposto in Consiglio Comunale e l’ho esposto prima della pratica finale, come era da mio programma, se non che quando c’è stata la presentazione della pratica dell’IMU dove mi sono astenuto, il Consigliere Paradisi è intervenuto in Aula interessandosi sempre della mia persona… riprendo dal verbale: “…vorrei segnalare anche a chi ascolta a casa che il voto di astensione a tutte queste pratiche è del Consigliere Enrico Rimini, che è di fatto ormai entrato in Maggioranza. Quindi è bene che si sappia è entrato in Maggioranza ed ha l’accordo con il Sindaco Mangialardi per presentarsi alle prossime elezioni sia con la lista del Sindaco o con altra lista…”. Queste sono affermazioni fatte dal Consigliere Paradisi che lasciano il tempo che trovano. Cioè, vale a dire, lo vedo più come accanimento personale verso me che come fatto procedurale e politico. Perché in questo momento l’interesse suo è solo il fatto di dare addosso alla mia persona in tutto e per tutto ed io questo lo ribadisco, lo dico e se mi consente leggo un altro frangente: ” …nel frattempo ricordo al Consigliere Rimini che è da quasi un anno che vota con la Maggioranza – vorrei sapere le pratiche che ho votato con la maggioranza quali sono – che forse si è sbagliato, non si è reso conto che non stavamo votando il Bilancio di previsione, perché il punto 11, stavamo votando prima la Iuc…”. Poi praticamente mi rimprovera dicendo che non so leggere, comprendere neanche il Bilancio. Il mio voto in quel caso, è stato motivato anche per un anno in corso del tutto particolare e quindi per dare un segnale alla cittadinanza, perché a mio avviso in occasione di alcune situazioni che cadono in maniera fortunatamente sporadica, come è stata appunto quella dell’alluvione, la politica cittadina dovrebbe essere tutta unita. Io credo in questo principio!. Dovrebbe essere tutta unita per convergere tutta quanta in una richiesta unanime verso la possibilità di percepire più risorse, più occasioni possibili per quanto riguarda i cittadini, in modo di aiutarli a riprendersi. Questa è stata la mia motivazione!. Lui mi attaccato personalmente dicendomi del bilancio di qua e di là; quando invece ho spiegato semplicemente che sarebbe stato inadeguato se mi fossi astenuto sul Bilancio e non sulle pratiche prima, perché le pratiche prima fanno il Bilancio di previsione, perché definiscono le Entrate. Che poi dopo ribadisce che se uno sostiene il Bilancio comunque sia, da per scontato che sta con la Maggioranza perché è un atto politico, si è vero. Questa però è una metodologia politica che andava un po’ negli anni ’80. Oggi non è più così a mio avviso. Perché qui stiamo parlando di IUC, TARSU, TARI: in Consiglio Comunale ci si scanna – io uso questo termine e se lo riporta non è che io mi tiri indietro -, sul fatto di dare un’esenzione di 30 € in più sulla prima casa, per metterne 40 € in più sulla seconda, per togliere 100 € di tassa ai bagnini e metterne 100 € in più a chi ha i capannoni, per togliere 50 € agli albergatori e metterne 50 € in più a chi ha bar e ristoranti. Ma allora io mi chiedo di che cosa stiamo parlando a livello d’incisivo per la città?. Di nulla. Di nulla, perché il discorso a mio avviso va fatto più a monte. Se prendiamo ad esempio la TARSU, TARES – ogni due mesi cambiano nome – prendiamo ad esempio quella lì che ha un costo di 8 milioni di € all’anno a livello di Bilancio Comunale e deve essere coperto nella totalità con le Entrate della tassa, diciamo, del servizio, perché non è una tassa, ma è nel caso un servizio, ma noi ci andiamo a scannare su 100 € in più o 100 € in meno quando non andiamo a vedere a monte sul perché sono 8 milioni di € la spesa che riguarda i rifiuti solidi urbani a Senigallia e la pulizia delle strade?. Quando alla ditta Rieco fra tutto ne paghiamo 6 circa, quindi gli altri 2 milioni come vanno, è lì che dobbiamo incidere, dobbiamo andare a tagliare. Come dobbiamo andare a tagliare?. Li dobbiamo tagliare, togliendo il carrozzone che è il CIR33. Che faccia il Comune di Senigallia direttamente l’appalto con la Rieco. Togliamo la CIR33, togliamo il Presidente, togliamo il Consiglio di Amministrazione, togliamo i dirigenti del CIR33, così si taglia, così si può tagliare il costo del servizio e ridurre a tutti il costo della TARI. Tutto il resto, quello che si parla del Bilancio, in questo caso della TARSU, lascia il tempo che trova e quindi ripeto, se mi dai 50 € di più sull’esenzione sulla prima casa e poi me ne metti 100 € sulla seconda quando magari in molti hanno la seconda casa per eredità, tu praticamente non sposti niente. Non sposti niente. Serve per fare l’articoletto! E quindi sbaglia anche l’Opposizione, perché il problema è più a monte!”.
G – : “Diciamo che ad ogni intervistato, ho fatto domande specifiche in merito in quanto, a mio insindacabile giudizio e quindi magari erroneamente, li ritenevo ferrati sull’argomento. Per lei, Presidente della V Commissione consiliare permanente, con competenza in materia di Cultura, Promozione e Turismi, mi sono lasciato la domanda sul che cosa ne pensa, genericamente e specificatamente, nonché economicamente, come pure criticamente e magari anche propositivamente, del Turismo senigalliese, ed ancor più come addetto ai lavori e quindi con esperienze professionali che le danno la qualifica di più che esperto. Tante domande, e tante risposte in una. Ne dovrebbe avere da parlare ed immagino anche di sassolini da togliersi, ma anche di proposte da fare. Io ora ascolto buono buono e riporterò parola per parola, la sua “lectio magistralis”.
R – (Sorridendo): “In questo settore, possiamo parlare di tutto come parlare di niente. Questo settore qui è omni comprensivo. Allora per quanto riguarda il Turismo. Io sono stato, dall’inizio di questo mandato amministrativo, molto critico per quanto riguarda l’imposta di soggiorno, perché la ritengo una cosa vessatoria, perché mi riguarda direttamente, ma non mi riguarda direttamente perché ho una rilevanza economica tale, mi riguarda direttamente perché vedo tutti i giorni quello che è. Vale a dire: oggi il cliente che vuole venire a Senigallia, vuole venire ed avere”tutto compreso”. Quindi sia gli albergatori che i bagnini stanno facendo dei sacrifici, a livello generale in tutta Italia, per dare un pacchetto tutto compreso. Vale a dire dall’ombrellone, dalla spiaggia, alle bibite, al caffè, al…dare tutto nel compreso. Arrivi, prenoti, sai già prima di partire da casa quando spenderai per la tua vacanza. Senza sorprese! Ecco, dopo un sacrificio che praticamente si sta raggiungendo e quasi raggiunto, ti trovi a dover chiedere 14 €, un euro al giorno, per la tassa di soggiorno. Ecco che viene meno, che ritorna lo Stato non amico. Uno Stato nemico, visto come un Ente pubblico come un qualsiasi Ente. Che poi nel contesto senigalliese ha una incisività di 230/270 mila € all’anno, o al massimo poco più di 300 mila all’anno, dipende dagli anni. Ed è praticamente quasi irrilevante. E’ più la fatica che l’impresa, diciamo. Il discorso praticamente su questo settore, io avrei preferito – è vero che lo Stato ha tagliato i fondi, questo è inopinabile – però come dicevo avrei preferito che tu, Stato, Ente, Amministrazione, mi fossi venuto lì e ci avessi detto a noi albergatori “mi date 50 € a camera per ciascuno, un tot all’anno ciascuno”. Noi lo si versava e poi lo ricaricavamo sul prezzo. Invece tutta questa tiritera di inserire, fare la dichiarazione trimestrale, poi la dichiarazione annuale, fare la dichiarazione riassuntiva, la generale e poi collegarla e non sai come dedurla fuori campo IVA e quindi la devi mettere dopo. E’ stato più un trambusto enorme per poi praticamente niente.
Altro aspetto l’allungamento della stagionabilità. Personalmente da imprenditore, da commerciante turistico, la replica è: una grande balla!. Perché l’allungamento della stagionabilità non la fai per decreto, non la fai perché dici ti do la possibilità di tenere gli ombrelloni e potete tenere le attrezza ture sull’arenile, no!. La stagionalità la dà il fatto climatico, la danno altri fattori tra cui il più incisivo è la scuola, perché storicamente da quando inizia la scuola, si svuota il livello turistico, perché i nonni non vengono con i nipoti, i genitori non possono più venire perché, quindi cade tutto. Quindi l’allungamento della stagionalità è una cosa fantomatica che non la fai, o la fai con un percorso politico più ampio, a livello nazionale, dove le scuole erano come una volta quando iniziavano il 1° ottobre ecc. ecc.!.
Per quanto riguarda poi le manifestazioni turistiche, è cambiato tutto rispetto al ventennio scorso, troppo cambierà, e per essere appetibili devono avere delle strutture che attirano. Non è più il tempo che apro le strutture ricettive, apro i bagni, tiro su la serranda, arriva la gente. No. Devi lavorare tutto il resto dell’anno per trovar la gente e quando apri, devi aver già l’albergo pieno con le prenotazioni scritte e confermate ed in molti casi già riscosse. Perché se no non funziona. Oggi, ci stiamo avvicinando al 2020, è così e chi non si adegua, chi non fa questi determinati adeguamenti siano essi nel settore privato che in quello pubblico, sarà destinato a rimanere indietro ed a livello turistico a non incidere più e quindi a scomparire.
Da parte dell’imprenditoria senigalliese c’è un grosso sforzo in questo momento per fare un passo avanti. Per quanto riguarda il pubblico, che solitamente in Italia è sempre al contrario, dovrebbe arrivare prima per dare il sostegno ed invece arriva sempre dopo a pappa fatta. Dovrebbe dare una mano in questo, perché non è più il clou dell’estate, il clou della stagione, il ferragosto. Il clou dell’estate lo crei te con determinate manifestazioni, con determinati eventi, che possono essere due, tre, quattro, infatti ripeto, lo avevo ribadito anche su un giornale cartaceo, non è più il 15 agosto il clou del tutto esaurito.
Il clou è stato la sera della Festa Hawaiana, l’ultima sera del Summer Jamboree, perché?. Perché quella è una manifestazione che porta comunque sia, un indotto eccezionale. Ma quello deve essere un punto di partenza – che anche quello non dimentichiamo è arrivato da un privato, non è nato per iniziativa pubblica, è nato, va avanti, è sostenuto da soggetti privati i quali hanno avuto, come in questo caso, un appoggio, un consenso dovuto da parte del pubblico – quindi questo è uno, ma bisogna cercare non tanto di farli tutti con il pubblico questi eventi. Del resto non riuscirai mai a farli con il pubblico. A mio avviso devi cercare di captare, di rendere la tua città, la tua struttura, il tuo territorio, congruo a raccogliere, ed appetibile per chi vuole fare iniziative e manifestazioni di questo genere. Il pubblico deve far questo non deve fare lui le manifestazioni turistiche, deve spendere per rendere la condizione fattibile, possibile, appetibile. La nostra città questo offre, perché ha una posizione unica, ha un centro storico attaccato al lungomare – e questo consente di fare un tutt’uno – quindi le potenzialità le ha. Bisogna solo cercare di captarle in maniera ovviamente più decisiva e incisiva”.
G – : “Mi deve permettere di farle un’osservazione, ma lei mi ha parlato sempre e solo di estate, Ferragosto, Summer, ma non crede che se si vuol fare di Senigallia una città vocata al turismo, bisogna ampliare il discorso sui 12 mesi dell’intero anno?”.
R – : “Beh!!. Ma io con eventi intendevo per tutto l’anno. Certo serve altro riempitivo negli altri mesi. Ma se parliamo ad esempio di convegni, ed andiamo sul concreto: arriva che so il Prof. Veronesi per fare un convegno sanitario e chiede una sala per esporre quanto ha da illustrare?. Io non solo ti do la Rotonda gratis, ma te la pulisco, te la lucido, ti metto a disposizione un certo numero di parcheggi…tu pubblico devi far questo, non devi fare altro. Ma oggi è così ?. Ci sarebbe comunque tanto da dire su come prolungare il turismo a livello annuale, ma andrebbe allegato a contesti anche culturali che non vanno ridotti a semplici discorsi nel corso di questa chiacchierata, ma vanno legati a tanti altri aspetti”.
 G – : “Come ho fatto per tutti, magari mettendoci la faccia e facendo credere che sono miei pensieri, devo riportare gli echi della “piazza”. Sono vere le voci di Radio Scarpa, che lo vogliono con un piede dall’altra parte della “barricata”, per intenderci, nella Maggioranza, magari in maniera soft, mescolandosi in una lista civica di supporto al Sindaco – e per le sue idee ce ne sarebbe solo una – che verrà proposto o anche ri-proposto, visto che dove è locato ora sembra che stia un po’ stretto??. Sono solo delle malelingue o, seppur non confermandolo, la risposta potrebbe essere quella politichese del “no, ma mai dire mai”?”.
R – : “Di qua non è che sto un po’ stretto ed allora è bene spiegare un po’. Io nasco in Forza Italia da quando avevo 14 anni. Ho preso la tessera di FI. Ho incontrato più volte Silvio Berlusconi, ritengo di poter dire che è una persona a cui voglio bene e che stimo personalmente. Credevo e credo in quello che era FI. Quello che era prima FI come concetto innovativo e avanguardista per quanto riguarda il futuro del come far politica. Attualmente ho fatto questa scelta, qualcuno potrebbe dire allora potevi restare in FI perché stavi tanto bene in FI. Anzi è ritornata FI quindi sarai contento. Invece no, perché di FI praticamente mi sono reso conto che è rimasto il meccanismo del tirare a campare, quindi non è più la FI di prima. Quando tu vedi all’interno di un partito, perché oggi c’è Tizio e domani viene fuori Toti, capisci che è un modo di arrancare per poter essere presente, ma sicuramente non sarà più incisivo e liberistico come era e come è stata la sua indole iniziale. Si è perso tutto l’entusiasmo e vedi quello che è rimasto”.
G – Interrompo: “Una decadenza di Belusconi, magari dovuta anche all’età, o all’accerchiamento di cattivi consiglieri che pensano più che al partito ai propri interessi?”.
R – : “No. Berlusconi è un grande uomo. Il suo, se vogliamo, difetto di tanti, è quello di essersi circondato di gente che è stata vicina a lui, ha preso, ha arraffato il più possibile e poi alla fine lo ha lasciato solo. E’ una grande persona che si è fidata a mio avviso delle persone intorno a lui sbagliate.  Persone intorno a lui che si sono sempre preoccupate dei propri interessi e non di portare avanti l’ideologia all’interno del partito, di far crescere una classe dirigente, di inserirla. No. Tutto il loro operato è stato riportato nella gran parte di costoro, ad una riconferma personale. Qualcuno dirà, beh si è staccato Alfano, perché non sei andato al NCD. Ma io chiedo, quando uno vede Alfano, il NCD, ti può dare entusiasmo??. Ti può dare un significato di vita, un significato politico (NdR: dal tono di voce si comprende il vero e sincero senso di delusione che cova in lui!) una cosa in cui credere?. Tant’è che, io sono molto amico di Bugaro, al momento di decidere gli ho detto, guarda Giacomo – lui ci è rimasto anche un po’ male e mi è dispiaciuto perché è una persona che stimo – ma io non ce la faccio, personalmente proprio non ce la faccio. Farei una cosa controsenso che in politica, ancor più, non va fatto, perché la Politica è una cosa che fai per passione. NCD nasce con il nome NCD e crea un rapporto con il nuovo Centro Sinistra. Già questo è ingiustificabile. Anche qui, confermo di condividere e rispettare la scelta che hanno fatto i colleghi Cicconi Massi e Cameruccio, perché comunque sia è una scelta, la loro, coraggiosa, fatta da due persone competenti che sono là da tanti anni e che sanno come funziona la macchina amministrativa, soprattutto Cameruccio che praticamente conosce il Bilancio più lui che l’Assessore Paci. Ma lo dico convintamente e non certo per sminuire la Paci, ma perché è preparato in una materia che ha studiato e che segue con attenzione e passione. Per quanto riguarda il resto, le scelte per il futuro, la mia è il mio impegno per quanto riguarda la cosa pubblica che a me reca interesse ed entusiasmo mirata all’interessa esclusivo della sola cosa pubblica, ovviamente devi trovare il canale che più ti rappresenta, dove più hai possibilità di poter esprimere la tua idea, la tua opinione e come il tuo modo di incidere a livello di società. Perché oggi tu hai delle idee e poi devi metterle in campo e trovare il meccanismo per realizzarle. Non c’è più oggi il fatto che tu sei comunista, tu sei di destra, oggi c’è la persona”.
G – : “Allora cerco di semplificare ed aiutare per avere una risposta più chiara e netta ed andando per esclusione e prendendo il toro, come si dice, per le corna!. Liverani no, Paradisi no, qualcuno di Partecipazione immagino di no per le sue idee diametralmente opposte, del PD ancora non si sa che cosa faranno da grandi, ed allora chi rimane??”.
R – : “Non lo dico, ma non per tenerlo nascosto, ma proprio perché non so che cosa fare neppure io, come del resto non lo sanno neppure tanti altri!! Io sono a disposizione della città!”.
G – : “Si fanno sempre più insistenti le voci che nell’Opposizione, eccezion fatta per Liverani, non si fa avanti alcun schieramento, perché non ci sono (al momento!!) personaggi atti a svolgere il compito di Sindaco. Ma neppure nella Maggioranza si respira migliore aria, perché sostituti di Mangialardi sembra non vedersene all’orizzonte e, sembra, che il PD stia vivendo al suo interno una lotta esistenziale sul se sostituirlo con altro incarico più prestigioso o, visto la carenza di sostituti idonei in quello comunale, continuare a mantenerlo sulla piazza, seppur con quegli “abiti bagnati” dalla recente alluvione, che potrebbero impedirgli i movimenti che la campagna elettorale richiede. Io non ci credo e l’ho anche scritto. La strada, per lui, la vedo tutta in discesa e per le motivazioni che ho spiegato. Ma la mia è una valutazione che vale per quel che vale, ma la sua?. Vede qualche volontario valido da ambo le parti?. Si faranno le “primarie” con un “uomo solo consigliato” a vincerle?”.
R – : “Spiego perché a mio avviso il CD a Senigallia non funziona e non funzionerà neppure questa volta. Io avevo proposto – perché non si fanno le primarie? – Paradisi vuole candidarsi, bene, Cameruccio vuole candidarsi, bene, Tizio e Caio vogliono candidarsi, bene, chi prende più consensi nelle primarie fa il candidato a Sindaco. Fai un ragionamento del genere?. Metti in piedi un ragionamento simile? Io poi le conosco le persone e so che se dovessero vincere questa competizione, ad esempio X, so che poi non avrebbe l’appoggio, che so, magari di un Paradisi o di un Liverani o altri. Allora di che cosa stiamo parlando. Mi chiedevi qualche nome: uno dell’Opposizione potrebbe essere Cameruccio, si, una persona sicuramente abile e preparata e dall’altra, nella Maggioranza (NdR: con un gran sorriso) preferisco non esprimermi!!!”.
G – : “Ultima domanda che vado a fare a tutti. Nella Torre si trova con tutta la Giunta e ha la possibilità di salvare uno o più componenti del gruppo non buttandolo/i giù. Non mi dica tutti, non sarebbe un gioco corretto, sarebbe ruffianismo… allora…Chi salverebbe??”.
R – : “Giunta, quindi intesa come Sindaco più Assessori? (NdR : Sorriso imbarazzato!!) Mangialardi, Memè e… Volpini per amicizia!!”.

Allegati

Guarda il VIDEO dell'intervista a Enrico Rimini 
Franco Giannini
Già pubblicato Sabato 6 settembre, 2014 su SenigalliaNotizie.it
 
Questi i commenti dei lettori di SenigalliaNotizie.it :
Gnagnolo
Gnagnolo
2014-09-06 15:18:46
Stendiamo un velo.

venerdì 4 ottobre 2013

Lo Zoo Italia : tra Falchi, Colombe, Caimani e Struzzi...

Indovinello : Chi è la persona racchiusa nel cerchio ? Difficile ? No, dai ! Allora un aiutino...

E' un ibrido politico ottenuto da un innesto tra un "falco" ed una "colomba". Sempre politicamente parlando, il cui risultato finale è stato quello di risultare negli atteggiamenti e nell'esprimersi un artiglioso personaggio, lasciando però, il suo cuore pulsare come quello di una vergine, timorosa colombella. Il suo lavoro? Ma da quello che gli annali narrano di lui, le mani se l'è sporcate ben poco, se non negli ultimi venti anni, facendo il "badante" di un personaggio di spicco. 
Come?? Siii, è un politico? E grazie ve l'ho ripetuto io due volte... Si ma chi? Zoo Italia, politico, falco, colomba, badante, non vi dice nulla, no ? Allora vi aggiungo anche, voltagabbana. Scilipoti ? Nooo, sarebbe troppo facile e poi lo vedo far tutto, meno che con il fazzoletto rosso al collo.
Questo nasce nel '59, nel PCI fino al '91 e poi viene folgorato sulla via di Damasco, o meglio sarebbe dire su quella d' Arcore e nel '94 entra infatti in FI.
Ancora nulla??...Vabbè, allora vi metto la foto... Si è lui Sandro Bondi. 
Lo so che vi avevo teso un tranello, mettendovi fuori strada con questa sua foto. Era già con qualche capello in più e poi anche lui con quel fazzoletto rosso attorno al collo, non vi aiutava di certo. Noo, non è una foto fasulla, è proprio lui, quando ancora non faceva l'avvocato difensore del suo datore di lavore.
Lo so, fare il "badante" non è un lavoro simpatico, ma qualcuno lo deve pur fare. Qualcuno si chiederà magari il perchè. Ed allora ecco la risposta. Per il solito motivo che uno tiene famiglia... e lui poi è anche più comprensibile avendone due da mantenere!
In verità, è una persona "buona" ed anche sfigata. Diciamolo...
Giovane comunista, infatti, si laurea in filosofia facendo una tesi, indovinate voi su che cosa. La fa, nientepopodimenochè sulla vita di un frate, Leonardo Valazzana, suo concittadino ai tempi di Savonarola di cui era antagonista.
Sfigato, si, ed anche ingenuo, perchè appena questo, mi immagino, arrivò alle orecchie dei "compagni", nel frattempo lui passa alla guida della Segreteria Giovanile Comunista del paese, lavora, guarda caso, come assicuratore all'Unipol e viene anche eletto Sindaco di Fivizzano, questi lo "trombano", sempre politicamente parlando. Si dice anche che i compagni di partito, scherzosamente (non so fino a quanto!!) lo paragonassero ad un "Ravanello, rosso fuori e bianco dentro".
Permalosamente, da bianco dentro, infatti lascia il partito.
"Sfigatamente" per lui s'imbatte su Silvio casualmente ad Arcore mentre stanno edificando una "cappella funeraria" in quella che sarà poi meta, anche, di cene eleganti, diventandone segretario particolare e confidente "fidato".
Si sa che i dolori rafforzano coloro che sono vocati alla poesia e quindi anche il nostro Sandrino, viene colpito dalla luce che il suo illustre personaggio emana, tanto da scriverci su dei versi, che legge anche in TV. Cosa che da una parte gli procura il ricambio di stima del "Caimano", dall'altra l'illarità del pubblico.
La stima, o sfiga, dipende come la si guardi, gli procura l'incarico di stillare un documento che passerà alla storia come "una storia italiana" (la vita e le foto dell'imprenditore "B." imprestato alla politica) in occasione della campagna elettorale del '01. E dal momento che in politica i favori si ricambiano con i favori, viene eletto come deputato e successivamente nel '002 come portavoce di FI.
Ma oramai la cosa era fatta: su molti documenti, alla voce specifica di Professione, segue la parola "Politico".
Vero è che più che politico, perchè Wikipedia è questa che da come sua definizione :"Si definisce politico o personalità politica sia chi detiene cariche politiche negli organismi statali, a livello di governo centrale o ente territoriale sia gli esponenti degli apparati dei partiti politici con responsabilità di rappresentanza e/o coordinamento (esterni, interni) e/o gestionali della macchina partitica.", lui è solo ed unicamente  un umile "scendiletto".
Talmente umile, da fare si il difensore, strenuo del suo datore di lavoro, furioso con gli avversari, ma invece che sedere alla destra del suo cavaliere, come fanno tutti i scudieri più capaci e valorosi, lui lo hanno relegato a fianco di uno Scilopi.
Onestamente c'è poco da ridere. La cosa invece è talmente commovente, sfigatamente, ancora una volta, patetica.
Si perchè dopo il suo intervento, il "suo Cavaliere" lo applaude anche e lui orgoglioso del suo intervento si siede esausto, ma felice sul suo scranno, convinto della buon lavoro che ha fatto. Ma  non passano che pochi minuti e vede il "suo Capo" che scende dal cavallo per non cadere pesantemente nel terreno e si rimangia tutte le tesi che lui "poverello" aveva sostenuto. Una figura veramente di cacca che scrive fine al suo dolce ed educato poetare. Del resto chi nasce pecora non può diventare lupo, figuriamoci poi un Falco. Ha volato alto, le ali si sono sciolte al contatto del sole e lui è caduto assieme al suo "Cavaliere".
Peggio di lui, se gli può servire di consolazione, aveva fatto Brunetta, che aveva scritto su Twitter, quello che solo dopo due secondi era costretto a cancellare... ma si sa , dei bambini non è lecito parlare, anche quando si atteggiano da grandi.
Ma quello che lascia da pensare è l'atteggiamento di tanti altri presenti in quel momento al Senato che da
politici, forse, ma da uomini non sicuramente, di tutto si preoccupavano meno dei sentimenti che in quel momento attanagliavano lo stomaco del nostro Sandrino.
Immagino che comunque, lui vedendoli ridere, in cuor suo, avrà sicuramente, silenziosamente, benevolmente, inviato un avvertimento a tutti noi :" Attenti a questi due "!!


Franco Giannini

sabato 3 agosto 2013

"La Sentenza" : Magistrati, fuori togati di nero e dentro, foderati di un rossobolscevico

Ma quello che faceva presagire il brutto era l'oro dei cordoni ed i fregi sui cappelli: colori da catafalco.

La cosa più bella, nel senso che da grande soddisfazione, credo che stia farla in barba al nemico all'ultimo secondo. Quando non si era assaporata la vittoria ed anzi si era fatto buon viso alla cattiva sorte di una sconfitta data oramai per scontata.
Che soddisfazione quella palla in rete al 45°. Gioia in una curva, delusione nella curva dirimpettaia.
Ed è quello che dovrebbero aver provato, alle 19,30 del 1 agosto, tanti cittadini, pro e contro il miglior Presidente degli ultimi 150 anni che la Storia ci ha regalato (almeno dice lui!).
L'euforia per qualcuno dei pro-Lui. è durata però solo il tempo di poter permettere al giudice di pronunciare la parola "Assoluzione".
Si dice anche, che pure Lui, sia balzato in piedi, per poi ricadere subito sulla sedia, deluso, sconfitto, amareggiato, ascoltando il giudice che proseguiva nella lettura, perchè come il mitico Calimero di caroselliana memoria, ancora una volta tutti ce l'avevano con lui,  perchè era piccolo e nero. Invece questi giudici e quelli che li avevano preceduti, hanno ritenuto, appunto, che il nostro Calimero, era piccolo si (in molti sensi!), ma nero no (o forse, come avrebbe detto Walter Veltroni, anche si, nell'anima) , ma era in principal modo, soprattutto Sporco. Questo si! E il "suggerimento" che non consigliavano, ma obbligavano, non era quello di immergersi in una tinozza... Sicuramente lo avrebbe preferito, magari con qualcuna che gli lavasse la schiena.

Ho visto, attraverso le immagini che molti canali televisivi mandavano in onda, le orecchie basse e la coda tra le gambe dei pro-Lui che avvoltolavano le bandiere della lazzariana Forza Italia, mentre i contro stappavano tra gridi di gioia bottiglie di spumante per quel goal atteso, sperato, ma che la scaramanzia faceva temere di dare per scontato e festeggiare prima del tempo.
Ma, i nostri vecchi, ci hanno sempre insegnato che l'erba cattiva non muore mai, neppure con il diserbante.

Ed infatti, mentre da una parte si ritornava a casa desolati, e dall'altra si continuava a festeggiare e mettersi in primo piano con i giornalisti a soffiare sui vari fuochi, nelle stanze in broccato della Sua casa romana, si rileggeva e ritoccava il Comunicato Stampa, che Lui avrebbe rilasciato e letto totalmente e, ripetutamente, sui canali televisivi di casa .
Si, perchè come dicevo, i colori usati dai Giudici erano quelli da catafalco, come pure le pene confermate, la colpevolezza o meglio sarebbe dire quasi. Catafalco virtualmente pronto, ma mancava ancora la cosa più importante, il feretro con relativa salma.
Ma che cosa diceva il nostro mitico Trapattoni ? "Non dire gatto, se non cel'hai nel sacco".

Infatti, dieci secondi prima della lettura della sentenza tutti i politici intervistati dicevano che la stabilità del Governo non era da mettere in dubbio, neppure di pensare una simile cosa. L'Italia veniva prima delle cose personali. Mezz'ora dopo la lettura, del Comunicato Stampa lasciava intendere che forse tutto era rimesso in discussione. Si, No, Forse, stiamo trattando, discuttendo... i perdenti richiamati dal generale che giungevano alla spiciolata e neppure tanto, in caserma, con il capo pieno di cenere, pronti a tutto quello che il loro leader comandasse.
Un Comunicato che per i suoi contenuti, per la durezza con cui era reso pubblico, per i lineamenti del volto di chi lo leggeva, per le sue due fessure, alla cinese, al posto degli occhi gonfi, forse, per leggerlo, la location giusta sarebbe dovuta essere il balcone di Palazzo Venezia di trascorsa ed irripetibile memoria.

Colpito al cuore (sicuramente! troppo ambizioso), ferito mortalmente (forse), ma al momento neppure lassù o laggiù (dipende) lo vogliono, ed allora ancora non disposto a vendere l'anima, anche perchè, come per il milione dei posti di lavoro, i ristoranti pieni, ecc..con tutta probabilità, bluffa sul prezzo, neppure questa possedendola.
Insomma, però, lui sa quello che vorrà fare da "grande".
Rifondare Forza Italia per il bene dell'Italia, combattere i comunisti (quelli che lui solo vede e che sono tutti rimasti in Magistratura) a partire da subito.
Infatti la prima cosa che ha fatto è stata quella di riunire le anime del partito (eufemismo il mio) per definire un piano di guerra.

Quello che il PD, invece, non ha fatto. Che stia disorganizzandosi nuovamente per perdere anche questo confronto?  Sono degli uomini d'onore e come tali non infieriscono sul ferito mortalmente, con la speranza che muoia da solo senza alcun aiuto. Ed invece, mai covare la serpe in seno tenedosela calda. Mai offrire le spalle al nemico.
Ed il timore maggiore corre anche questa volta, e sarebbe l'ennesima,  che ci si affidi all'esperienza, alla "saggezza dei vecchi" e del "vecchio". Che poi alla fine ti porta a chiederti se la componente della scelta finale sia da imputarsi più alla saggezza o al timore di prendere una decisione che faccia scattare un possibile minacciato "ricatto". Attenzione però!!  E' colpevole colui che ricatta, ma questa è oramai cosa risaputa e confermata, visti la tipologia dei ricattatori, ma pure il farsi ricattare, a questi livelli, è da colpevolizzare.
Detto questo, non credo che con "La Sentenza" (potrebbe essere il titolo di un film!) sia rimasto, come qualcuno dice, tutto come prima. Qualche cosa è di certo cambiato, "qualcuno" ora si trova in difficoltà. Altri possono approffittarne, ce solo da chiedersi se qualcun altro lo saprà e vorrà fare. Sta tutto qui ! Vista che l'occasione ancora una volta viene offerta su un piatto d'argento. Si saprà rigettare il ricatto di barattare una qualsiasi forma di amnistia con la promessa da marinaio di continuare a mantenere in piedi un governo traballante posto e nato già su un tavolo con tre piedi? Chissà, forse mostrandosi più decisi, più di "sinistra", mostrando più rettitudine e decisione e meno " falsa-diponibilità", patrimonio delle bianche colombe del PD, a conversare con serpenti con lingue biforcute, chissà, dicevo, che non si ritorni ad avere fiducia da tutti coloro (non pochi) che l'avevano (oramai da tempo) e che l'hanno (recentemente) perduta.
Franco Giannini

martedì 26 marzo 2013

Volti e nomi della Senigallia celebre ma modesta n° 21: Maurizio Liverani

Maurizio Liverani
Adottato da Senigallia, celeberrimo, forse al più un po' schivo... 

Ad accompagnarmi in questo incontro, un altro “mio” volto e nome celebre : Ermanno Tarli, che, amico di Liverani, si è adoperato perché potessi conoscerlo ed apprezzarne le sue qualità di giornalista. Me lo aveva decantato più volte con parole che ritenevo dettate, in verità, più dalla sua immensa affettuosa amicizia, tanto che come un San Tommaso ero andato a documentarmi in rete anche per prepararmi un po’ a questo incontro.

La navigazione non è stata delle più facili, ma alla fine trovare il suo sito e leggere il suo Curriculum Vitae, mi ha procurato come una specie di blocco, facendomi per un momento sorgere il dubbio se declinare l’invito.
Ermanno, non aveva infatti esagerato, quando mi diceva: ”… vedrai che personaggio, un uomo di cultura…”. Effettivamente il solo abito di “giornalista”, scorrendo il suo Palmares, ho notato subito quanto gli andava stretto, molto stretto! Oramai però non potevo far macchina indietro, perché sarei apparso, oltre che persona impreparata, quale poi effettivamente sono, a dialogare con un personaggio di tale calibro, anche quella di imperdonabile individuo ineducato.
Ad accoglierci una gentilissima padrona di casa. Ho appreso poi, anch’ella un’eccellenza del mondo della cultura, più precisamente nel campo artistico dell’immagine ed ancor più dettagliatamente nel linguaggio-immagine : la Sig.ra Chiara Diamantini.
Finalmente dopo i soliti preamboli da persone civili, ho avuto il piacere di conoscere Maurizio Liverani. Già alla prima stretta di mano, mi sono sentito più a mio agio. Non certo per merito mio, ma perché appena ho fatto accenno ad un mio timoroso “Dottor Liverani…”, ho ascoltato la sua sincera e sorridente controfferta: ”ma che dottore e dottore, diamoci del tu…”.
Un onore che invece di sciogliermi dal mio imbarazzo, mi ha raggelato ulteriormente, ma lui non se n’è accorto o quanto meno ha finto, perché da questo momento Liverani si è tramutato, per circa due ore, in un “fiume” in piena.
Diciamo che il nostro colloquio nasce non dall’inizio, bensì dalla fine delle sue esperienze lavorative: la pubblicazione dei suoi libri che è iniziata pochi anni fa, quando ha conosciuto la sua “musa” letteraria nella curatrice delle sue opere, colei che ha scritto le prefazioni : Barbara Soffici. E’ così che parlando di queste sue opere mi fa dono di due volumi che sono sul tavolo di lavoro del salotto: ”Disamore” e “Le fuggevoli nuvole del divismo si dissolvono con Audrey”.
Senza attendere una mia domanda, comincia a raccontare: ”Senza l’incontro con questa Barbara Soffici che sa usare internet in maniera straordinaria, non ci sarebbe stata questa pubblicazione di “Disamore” che era stato pubblicato, ma non distribuito per il fallimento dell’editore. Quindi sono rimasto con casse di questi libri… poi si sa gli editori come sono, tu gli mandi i tuoi scritti e loro neppure ti rispondono. Fino a che un giorno non incontro questa Barbara che mi dice io ho letto una tua cosa bellissima… e così poi lei ha trovato il modo di ristamparlo attraverso internet”.
E continua con il raccontandomi come essendosi occupato per tantissimi anni di cinema, sia come critico che come inviato per “Tempo Illustrato”, “Settimana Incom”, aveva tutta una serie di ritratti di attori che oggi solo lui può conoscere per via dell’età e così dicendo fa l’elenco di quelli che ha conosciuto: Richard Burton, Liz Taylor, Tatì, Fellini… e qui quasi che parlasse dell’inquilino della porta accanto aggiunge: ”la mia amicizia con Fellini, sa, sono stato il primo ad intervistarlo…” Si ferma un attimo e su suggerimento di Ermanno comincia a raccontarmi i retroscena de “I Vitelloni”.
“Lui voleva fare questo film però siccome era un’epoca in cui da una parte si voleva i film realistici che guardassero la società, dall’altra parte c’era il moralismo dei cattolici, quindi c’era una specie di congiura contro questo film che praticamente da alcuni veniva considerato che usciva dai canoni di un realismo socialista e dall’altro dai canoni di un moralismo cattolico, Ed invece è attualissimo anche oggi. Poi un film non è che deve aderire a certe ideologie, devi sostenere qualsiasi cosa purché sia bello. Se è bello puoi anche non condividere. Insomma posso andarlo a vedere, ma non ne voglio sentir parlare. Chaplin, quando io l’ho incontrato (e così dicendo ci mostra la foto di lui tra Chaplin e la moglie Oona O’Neill) l’intervista con lui è stata una cosa inusuale perché mi diceva – se io avessi Cinecittà chissà quanti film potrei fare – e poi parlava sempre di soldi e di donne. Non voleva sapere nient’altro.”
E così parlando di Chaplin collega il discorso ad un fatto recente: “… quando ho sentito quel candidato della Cancelleria Tedesca che ha detto che noi abbiamo due clown (Grillo e Berlusconi), noi non dimentichiamo che l’umanità è stata guidata spesso da dei clown. Hitler, Mussolini, Stalin stesso era un clown, più clown di Napoleone che prende la corona e se la mette in testa da solo, che prende la Gioconda e se la mette nella stanza da letto… Ma perché Grillo ha successo, uno che si presenta e dice “Arrendetevi” ad una classe politica che ha rovinato il Paese, però lo fa da clown, tu gli credi, perché il paradosso diviene credibile. Il nostro è un paese che quando mai è stato mai unito… un Paese che è la patria dei clown, dai preti ai grandi intellettuali. Io ti posso dire dire che tutti quelli che ho conosciuto, facevano ridere in Parlamento, infatti Flaiano mi diceva – a De Gasperi gli puoi dar credito perché è un cattolico, ma non democristiano, perché se uno dice che è democristiano vuol dire che è un imbroglione, invece dice che è cattolico ed allora va bene. Ma a suo modo anche lui era un bugiardo perché faceva parte del Parlamento che approvò la fucilazione di Cesare Battisti…-”
E continua a raccontare senza fermarsi mai passando da fatti di carattere nazionale, per andare magari a ricordi locali sulle famiglie più altolocate di Senigallia dei tempi passati. Rievocando episodi di vita cittadina gli torna alla memoria un altro aneddoto quando: ”Zazzarini e Mussolini erano seduti qui davanti al Centrale. Mussolini era venuto a Senigallia per radunare un po’ di adepti da portare alla Marcia su Roma, se non ché mio zio passa di lì e Zazzarini gli fa – vieni qui che ti voglio presentare Mussolini –, ma no sai voglio andare al mare, non mi interessa – era l’agosto del 22 e nel settembre facevano la Marcia su Roma. Ma poi mio zio fece carriera (ministro delle comunicazioni della Repubblica di Salò e venne fucilato – NdR) e ricordo quando mi portò a Salò per farmi conoscere Mussolini, erano allora gli ultimi giorni, ed andammo. Ricordo che c’era una lunga tavolata e lui stava da una parte con già scolpito in faccia questo presentimento della fine. Ad un certo momento, ricordo, che mio zio mi disse – vieni che ti presento Mussolini – e rivolto a lui tutto un pezzo – Duce ti presento mio nipote Maurizio – ed allora Mussolini gli rispose – bel nome di anarchico! – Perché quella volta i fascisti erano anarchici. Poi quando presi la cittadinanza qui a Senigallia, venne fuori Maurizio Benito Liverani, – e ridendo ci dice – pensa se prevaleva il Benito”.
Mentre stiamo piacevolmente conversando ecco che arriva, ad hoc, la giovane Signora Barbara Soffici che Liverani, non tralascia cortesemente di presentarmi: “Questa signora è quella che ha praticamente scoperto la mia possibilità di esprimermi, una musa e non solo, ma è una specie di editrice, una scopritrice di talenti… oggi siamo arrivati a questo terzo libro che è da prima di Natale che ci stiamo lavorando.”
E sempre parlando si riprende il discorso su Fellini e racconta come dei primi tempi ed i rapporti amichevoli che aveva con Aldo Fabrizi che lo prendeva sempre in giro, a volte trattandolo anche un po’ male. Il primo sempre compassato e pensieroso e l’altro allegro, pacioccone, che borbottando e riprendendolo per il suo aspetto serioso lo costringeva coinvolgendolo in amichevoli quanto abbondanti spaghettate.
Ermanno trovandoci a parlare di Fellini, gli chiede se rispondessero a verità, le dicerie di un Federico un po’ bugiardo e che “prendesse” qualche idea dagli altri. “Beh lui deve tutto a Flaiano – risponde Liverani – anche perchè i famosi Vitelloni, non erano i perdigiorno di Rimini, ma erano i perdigiorno di Pescara, perchè è a Pescara che li chiamano Vitelloni, come pure i paparazzi che sono dei granchietti che al mattino andavano invadendo e disturbavano le passeggiate sul lungomare di Rimini. Io del resto questa storia l’ho spiegata diverse volte, ma la gente continua a pensare che i Vitelloni erano di Rimini… E devo aggiungere anche che contrariamente a quanto si crede, a Rimini non è che vedessero di buon occhio Fellini e questo fino alla sua morte! Non era in sintonia con la mentalità politica del posto e poi per il fatto che collaborava anche con Flaiano che non tralasciava battute ironiche nei confronti dei comunisti.”
E così parlando racconta anche della morte di Flaiano, del suo arrivo all’ospedale immediatamente dopo che era morto e della sua celebre frase in punto di morte che disse alla moglie: “Come sono contento”, frase di cui Maurizio Costanzo invece si appropriò con il dire, pur non essendo vero, di averla raccolta lui, in punto di morte e non la moglie. Un individuo, che da quel che posso intuire, anche per questi comportamenti, Liverani, non è che nutra gran simpatia.
Maurizio Liverani e Chiara Diamantini
Maurizio con la Sig.ra Chiara Diamantini
La discussione cade anche, e così non poteva che essere, sul degrado della nostra politica attuale, sul M5S, su Berlusconi e viste le sue innumerevoli argomentazioni sul personaggio, mi porta ad esclamare: “Ma conosce, ha conosciuto anche lui?”
“Sì lo conosco. E’ una persona generosissima. Pensi che se va a Murano, in una delle vetrerie, gli raccontano questa che non è una storia è verità. Era una annata che non avevano ordinazioni e lui, venutolo a sapere, dal momento che era Presidente del Consiglio, ha pensato che dal momento che doveva fare dei regali ai capi di stato, allora ha ordinato alla ditta in questione, vasi, lampadari ecc. fornendo lavoro a questi operai per un anno. Neppure dirlo se lei va lì c’è un 100% di berlusconiani perchè convinti che lui gli ha salvato la vita. Poi ha indubbiamente ha altri fattori meno positivi e comunque si è circondato da gente che lo ha rovinato. Una delle sue pecche è che non conosce ad esempio il materialismo dei comunisti. Il loro fine giustifica i mezzi.”
Ed è così che continuando a parlare, mi racconta che la sua mamma di era una personalità artistica di Senigallia in quanto affermata cantante lirica, un soprano di nome e di successo che ebbe modo di recitare anche nel nostro allora bellissimo teatro “La Fenice” del tempo. E sottolinea come non abbia mai avuto il coraggio di dirle quale mostruosità fosse stata poi ricostruita sulle rovine del tempo.
Ritornando alla sua vita di giornalista, mi permetto di rammentare la sua medaglia d’oro del giornalismo, sentendomi rispondere con modestia e non certo con la falsa: “Sono quelle cose che si conquistano, più che per merito, con l’età!”. Azzardo allora a chiedergli, come sia riuscito ad entrare nelle redazioni di tantissimi giornali, partendo dai sinistroidi di Paese Sera, per arrivare al Borghese, che era di corrente nettamente contraria. Anche qui mi dice che è solo il frutto di un lavoro maturato in quarant’anni di servizio, quando nei giornali invece basterebbe starcene 15 e l’unica cosa di cui si può vantare è che non si è mai asservito alle redazioni per cui nessuno è stato mai disposto a raccomandarlo e quindi è stato sempre e solo richiesto.
Ed è Ermanno, che lo conosce bene, che con il suo vocione da fuori campo, gli rammenta l’epoca della gavetta di quando dormiva dentro una vasca da bagno e si scambiava tale giaciglio con i colleghi turnisti montanti o smontanti.
Sollecitato nei ricordi mi rivela anche come ai fatti dell’Ungheria, allora era a Paese Sera ed era titolare della terza pagina, ingenuamente manifestò il suo rincrescimento per la cosa, che non piacque a Pajetta che immediatamente gli telefonò per dirgli di occuparsi di cinema e lui libero come si è sempre sentito, prese e se ne andò. Si definisce, in questa occasione, come un povero ingenuo, perchè tutti poi quelli che invece rimasero, i Gad Lerner, i Santoro ed altri hanno fatto la strada che hanno fatto.
Parlando di questo si lambiscono anche ricordi sportivi e si finisce con il parlare di sport, di calcio, di Juve, e chi mi tira fuori? Carosio, il Radiocronista, l’uomo che è passato alla storia per quel famoso “Quasi rete”. E dove si poteva trovare Liverani in quell’occasione, in quel preciso momento, se non alle spalle di Carosio. Ricorda allora che la postazione del radiocronista era dietro le righe che delimitavano il campo. Ma il bello è che non ti dice io ero lì o meglio ancora io conoscevo Tizio o Caio, ma semplicemente ti spiega i fatti che si svolsero e magari vi aggiunge allora un “gli ho detto”, o “ci siamo detti” pronunciati quasi sovrappensiero.
La stessa semplicità che usa quando mi narra di Mario Tedeschi direttore de “Il Borghese”, un giornale anarchico di destra, che lo volle con lui, quando uscì il suo film “Sai cosa faceva Stalin alle donne” presentato al XXX Festival di Venezia-Sezione Informativa. E parlandomi di questa assunzione mi racconta della telefonata, appunto di Tedeschi a cui fa seguito la successiva conoscenza con Almirante e l’assunzione al giornale. Fa presente a Tedeschi che non ritenendosi nè uomo di destra nè di sinistra scriverà sotto il pseudonimo di Ivanovic Koba, che per lungo tempo i lettori credettero che fosse un giornalista iugoslavo che scriveva in italiano.
Ma concatenato a quell’aneddoto fa seguito questo di quando scriveva con un altro pseudonimo, Mauro Lirani, su Paese Sera. Questa la sua riassunta spiegazione. Semplicemente per poter scrivere, dietro invito di Pallavicini, il direttore di “Settimana Incom”, anche su questo giornale oltre che su Paese Sera. E sempre legato al discorso Mauro Lirani, ridendo ricorda come nessuno ne sapeva nulla, ma una volta arrivato a Senigallia, questo risultò come il segreto di Pulcinella, lo sapevano tutti.
Potrei e vorrei dilungarmi ancora narrando tutti gli aneddoti, le storie, le verità ascoltate, però per la sola etica del rispetto che conosco, quella del buon senso, non certo quella del giornalista che non conosco non essendelo, non posso per due motivi: uno l’ironia di Maurizio Liverani, che io invece non possiedo, e l’altra, perchè quello che qui non racconto è contenuto tutto dentro il suo ultimo lavoro.
Anticipo solo il fatto, per invogliarvene alla lettura, di quando sedicenne, iscritto al PCI, partì partigiano e la mamma lo volle mandare in montagna non con la maglietta di lana, ma vestito con un Principe di Galles. O ancora il più esilarante incontro, a Venezia, per una specie di armistizio tra un ufficiale tedesco ed uno inglese, in cui lui faceva da terzo incomodo, mentre i due ufficiali, un colpo di fulmine, incontrandosi mettevano le prime basi alle “unioni di fatto”. Non una storiella, ma la pura verità.
Questi i primi tre libri già in vendita, mentre il quarto a cui facevo appunto riferimento sta per uscire, se non già uscito al momento di andare in pubblicazione. Comunque libri da non perdere per le verità narrate con la chiave ironica che è da sempre appartenuta a Maurizio Liverani.

Franco Giannini
Franco Giannini
Pubblicato Domenica 24 marzo, 2013 su Senigallia Notizie.it 
 
 
Questi i commenti dei lettori di Senigallia Notizie.it :
 
e39
2013-03-24 23:27:21
Complimenti Sig. Franco, conosco personalmente il Dott. Maurizio Liverani ed ho sempre ammirato la sua modestia nonostante i tanti riconoscimenti ottenuti a livello nazionale. La nostra amministrazione comunale mai si è curata di riconoscere le sue svariate eccellenze, forse perché non si è mai riconosciuto nell'appartenenza politica che ci ha sempre governato Senigallia. Spero che quanto prima gli vengano dati i dovuti onori.
giuseppe di mauro
2013-03-25 10:44:24
Caro Maurizio,data l'Amicizia che ci lega,sapevo già un pò tutto,ma se se Tu non sapevi come sei, ora lo sai...a Te Chiara e Barbara un caro e affettuoso saluto e i miei sinceri complimenti al signor Franco Giannini...Beppe

venerdì 11 gennaio 2013

Su La7 a "Servizio Pubblico" vincono e perdono tutti

Del resto, che volete, tutti teniamo  famiglia... 

Ho avuto l'impressione, ieri sera, che alla trasmissione del La7, più che ad assistere ad un incontro tra un anchorman ed un politico, si sia assistito a quello tra due cani preoccupati ad annusarsi vicendevolmente il posteriore, piuttosto che ringhiarsi arruffando il pelo, come del resto avevano promesso. Ma in politica, si sa, come qualcuno diceva, le promesse hanno valore solo nel momento in cui esse vengono illustrate.
Un Santoro, quindi, remissivo, pronto a prendersi, sorridendo ed incassando, anche dall'aver studiato alle scuole serali. Più che altro preoccupato invece, a tenere alto il numero di ascolti facendo la voce grossa solo sul finale. Quasi che tutto fosse stato concordato e programmato.
Dall'altro canto, un Berlusconi, sorridente solo sul finale, felice, quando ha compreso che non lo costringevano con argomenti atti a fargli perdere la calma. Anche qui come se tutto fosse stato pattuito, solo che lui, si vedeva, si fidava non più di tanto, temendo che gli facessero qualche scherzo "da prete". Nella prima parte della trasmissione il suo viso tirato (in tutti i sensi) denotava infatti, ansietà e timore. Nel finale invece, rinfrancato e sorridente, poteva perfino piazzare una delle sue solite sortite (come quando fece lo "spiritoso" cucù alla Angela Merkel!), quando con il fazzoletto spolverava la sedia su cui era stato seduto Travaglio fino a qualche istante prima, rimediando, come aveva previsto e volutamente cercato, un martiresco stuolo di "buuuu" proveniente (come avrà pensato sicuramente) da un pubblico composto bulgaramente di sole presenze di rossi marxisti"!!. Un goal a porta vuota fatto in trasferta e che  il Cavaliere avrà considerato doppio! Vale a dire quell'immagine di un cavaliere senza macchia (?) e senza paura che combatte come un leone (?) in terra nemica di cui da giorni parlava.

Perdente la presenza e non certo per colpa loro, belle ed intelligenti, delle due giornaliste Innocenzi e Costamagna, relegate a fare da belle statuine (soprattutto la Costamagna fatta intervenire da Santoro con una sola domanda sull'IMU), ha dimostrato come ancora sia arduo la via, piena di ostacoli maschilisti, posta lungo il cammino delle donne. Giulia Innocenzi era partita bene, forse troppo bene, per i gusti di Don Michele, che pensa di fermarla subito quando dopo aver posto una prima domanda cattiva : "Lei oggi affiderebbe le sue aziende ad un manager che ha governato per 8 degli ultimi 10 anni, periodo in cui si è palesata questa crisi?" aveva nella seconda sottolineato un grossolano errore di Berlusconi nel confondere la  Deutsche Bank con la Bundesbank.

Non credo che abbia vinto neppure Travaglio, facendo l'elenco della lavandaia dei nomi importanti e chiacchierati che vorticano ed hanno vorticato nelle aule giudiziare con il Cavaliere e che magari siedono e continueranno a sedere sui banchi parlamentari. Il viso è il suo solito, sorridente sardonico, solo un po' infastidito, ma sempre disteso, quando Berlusconi gli rende la pariglia con la lista delle sue vicissitudini giudiziarie, che Travaglio precisa, al termine della lettura, sono di carattere Civile e non penale come quelle dell'ex Presidente del Consiglio, concludendo con una battuta ironica, cattiva, ma di pregio : " Se fossi un delinquente abituale, lei mi avrebbe fatto Presidente del Senato!". Ma anche lui è "generoso", parla di mafia, ma mi risulta meno incisivo di tante altre volte, quando i suoi personaggi, rigirati come calzini, non sono però presenti. 

Mi sono chiesto allora se avesse vinto la Politica, ma la risposta che mi sono dato è stata anch'essa negativa. 
Allora mi son detto, forse è l' Informazione la vincitrice. Ma anche qui mi sorgono grossi dubbi. Si perché quanto è venuto a galla erano tutte cose che già si conoscevano e credo di non aver imparato nulla dalla lezione che costoro mi hanno dato, ho hanno creduto di poter dare al cittadino. Infatti ritengo di poter affermare, seppur è una mia impressione, che se questa è la Politica, ho assistito ad uno spettacolo di cabaret, anche modesto o meglio ancora una passerella finale di uno squallido avanspettacolo di periferia!

Ma forse a pensarci bene, a salvarsi sono stati gli ultimi presentati, ma non ultimi come ironia. Ancora una volta loro, Vauro e la sua matita parlante!
  
Franco Giannini
Franco Giannini
Questi i Commenti dei lettori di Senigallia Notizie.it:

Pau Manoni
2013-01-12 00:42:45
Caro Franco, apprezzo l'analisi che hai fatto e la condivido in massima parte. Ho solo la netta sensazione che la maggior parte degli italiani, non abbiano ancora capito che un "eroe" (nel caso, l'eroe Santoro o l'eroe Berlusconi a seconda della parte per cui si fa il tifo, quindi), ha il biologico e spasmodico bisogno di un "nemico" per poter essere considerato tale. Ciò che voglio dire, è che queste due "macchiette" - e mi riferisco sia al teleimbonitore di Arcore, che a quell'altro, che il teleimbonitore lo è da sempre, facente il "komunista" col C**O degli altri, si sono dati da mangiare reciprocamente negli ultimi 20 anni. Vuoi che smettano proprio ora, che hanno bisogno l'uno dell'altro, il primo per i consensi, ed il secondo per gli ascolti??? Per spostare sul piano vagamente politico i dibattiti che imperversano da qualche settimana in ongi dove, secondo me occorre valutarli da un'altra prospettiva, e riportarli su quello dei contenuti e dei programmi. Perchè se l'Italia soffre di "berlusconismo", è evidente che oggi la "Sinistra" soffre di "berlusconite acuta"...Forse sarebbe il caso che i partiti che aspirano a rappresentare questa parte politica, comincino a guardarsi intorno per localizzare, chi sono oggi i loro veri avversari alle prossime elezioni. Le "tre scimmiette" Monti, Casini e Fini, tanto per fare un esempio concreto. Sempre sul piano politico, alla "Destra", l'unica cosa che mi sentirei di consigliare spassionatamente, e di cercarsi al più presto un nuovo leader. Berlusconi non ha mai rappresentato e non rappresenterà mai nient'altro che se stesso. Per il "rilancio" di un partito che almeno "profumi" o abbia le vaghe sembianze di un partito conservatore occidentale, servono titoli migliori, serve credibilità, onestà intellettuale, e quel recupero di valori che sono sempre stati alla base di partiti di "Destra", che a Berlusconi, oggettivamente mancano. Detto ciò, non posso fare a meno di considerare il pessimo spettacolo di ieri sera, fortunatamente offerto da una rete privata e non pubblica, come una delle solite carnevalate che gli italiani archivieranno insieme a tutte le altre...Non chiamare tutto questo "informazione", è il primo passo verso un risveglio di coscienze civili collettive. Sono altre le "informazioni" di cui avrebbero bisogno gli italiani, per poter mettere la loro "X" sulla scheda elettorale. Ma per averle, occorre spegnere la TV, ed andarsele a cercare altrove.
Paolo
2013-01-12 14:20:50
La mia mamma, lucidissima 83enne, mi ha detto pochi giorni fa che a memoria (e la sua è molto meglio della mia) non ha mai visto un politico mantenere una sola promessa fatta in campagna elettorale, se non Berlusconi con l'abolizione dell'ICI (ma poi sappiamo i casini che ha combinato) ed il M5S in Sicilia che ha restituito i rimborsi elettorali, si sono autoridotti i compensi ed hanno rinunciato ai benefits quali auto blu, ecc. Mia mamma voterà M5S ed io, mia moglie ed i miei figli seguiremo il suo consiglio. Bisogna dare fiducia ai giovani e mandare a casa tutti, e dico tutti,questi personaggi che ci hanno ridotto in questo stato.