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giovedì 15 gennaio 2015

Michele Droghini, alias Geos, all’Osteria del Tempo Perso di Senigallia

Quando l'arte pittorica incontra quella culinaria: ecco "Nice to meet you"

Quando due arti s’incontrano, il risultato che si ottiene assume quasi sempre un doppio spessore. O quantomeno così dovrebbe essere. E nel nostro caso, almeno a mio modesto parere, è avvenuto. L’arte pittorica di Geos (Michele Droghini) si è “sposata” con quella culinaria di Ale (Alessandro Capomagi), il proprietario, nei locali dell’Osteria del Tempo Perso. E da questa strana, laica unione, a guadagnarci, oltre ai due artisti ognuno nel suo specifico campo, credo sia stata l’intera città.
Ritengo infatti che questo nuovo modo di porgere Cultura non sia troppo invasivo rispetto ad altri eventi certamente più eclatanti e seguiti, ma non per questo, meno interessante, meno appagante, meno coinvolgente, meno emozionante. Un luogo ed una occasione in cui i cittadini si ritrovano, degustano e nel contempo discutono anche di cultura, ben miscelando i piaceri della gola con quelli del sapere.
Ad innescare questo nuovo metodo di fare Cultura riproponendosi al suo pubblico con le sue ultime opere, è di nuovo Geos, che sembra abbia compreso che il suo “atelier” non è più solo la “strada”, che non ci sono solo i muri grigi ed anonimi da rendere parlanti e vivi con le sue opere. Bensì deve guardare ad un’altra tipologia di luoghi e di materiali in cui fermare le sue impressioni, rappresentare i suoi sogni, testare le sue ricerche.
Il “ragazzo” sta, finalmente, acquisendo coscienza della sua continua maturazione artistica e non è più solo l’iniziale artista di strada. Ruolo che deve continuare a coltivare, perché non si deve mai rinnegare i propri “natali” tanto più quando sono di natura artistica. Seppure non sia un critico d’arte, credo di poter affermare che il titolo di “urban art” gli vada, oggi, un po’ stretto e che invece il nostro Michele può, anzi deve, aspirare a vestire degli abiti più a sua misura, salendo su di un gradino sempre più alto. GUARDA LA FOTO GALLERY
Opera pittorica di Michele Droghini, alias GeosE di questa sua maturazione deve essersene accorto anche il nostro Assessore alla Cultura il Prof. Stefano Schiavoni, esperto conoscitore della materia e figlio d’Arte, che già un anno fa inaugurò una mostra di Droghini nei locali della Expo-Ex (Ri-tratti di donna). Oggi, quasi a conferma della mia tesi, è ritornato ad inaugurare anche questa di mostra, e questa volta accompagnato per il taglio del nastro, anche dal Sindaco Mangialardi e dall’Assessore all’Urbanistica Simone Ceresoni, che in fatto di disegno, proprio digiuno non dovrebbe essere. Voglio sperare a convalida della mia opinione e non solo di una mia “visione”!
Anche questa volta Geos Droghini, si è ripetuto nel proporci dei ritratti, ma in questa occasione principalmente con volti di bimbi. Ma quello che più mi ha colpito è il particolare dell’espressione dei loro occhi. Ho fatto una prova ed ho scoperto che coprendo (mi si perdoni il bisticcio di parole!) il resto delle immagini e lasciando visibile solo la parte considerata lo specchio dell’anima, dalla luce che emanano le pupille, si riesce quasi ad indovinarne lo stato d’animo del personaggio raffigurato.
Due chicche, poi, i ritratti faunistici dell’oca e del maiale, posti tra quelli degli umani, in cui, anche qua gli occhi sembrano ripetere il loro verso.
Oggi lo studio si è fermato agli occhi (o almeno io credo), domani forse sarà posto sulle bocche, più in là nel tempo si soffermerà nei nasi, anche se la l’arma vincente di Michele “Geos” Droghini sono, da sempre e più ricercate, le sfumature che ti invitano quasi ad accarezzare, quella che a me vien da chiamare dipinto, ma che lui, con immenso affetto, invece, chiama la “opera”, qualunque e ovunque sia locata.

martedì 7 gennaio 2014

La prima mostra personale di Michele Droghini...

... alias, in arte GEOS!!! -  FOTO

In arte ?? Secondo Wikipedia l' artista generalmente è una persona la cui attività si esprime nel campo dell' arte.
Nel senso più ampio, l'artista è una persona che esprime la sua personalità attraverso un mezzo che può essere un'arte figurativa, come la pittura, la musica, l'architettura, il disegno, la scrittura, la scultura, la danza, la regia nei suoi vari aspetti,la fotografia, la recitazione. Insomma è il sinonimo di creativo. 
Ed invece, sempre secondo Wikipedia l'arte, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che porta a forme creative di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza. Nella sua accezione odierna, l'arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere "Emozioni" e "Messaggi" soggettivi. Tuttavia non esiste un unico linguaggio artistico e neppure un unico codice inequivocabile di interpretazione. Poi c'è quest'altra definizione, quella di artista di strada con la quale si definisce chi si esibisce in luoghi pubblici gratuitamente o richiedendo un'offerta. Le esibizioni sono molto varie e l'unica costante è quello di offrire al pubblico uno spettacolo d'intrattenimento quali giocoloreia, musicali, clown, mimo, arte circense, cantastorie, mangiafuochi, trampolieri. Poi si sa, c'è l'arte che piace e quella che non piace. Ma fa parte della soggettività di ognuno di noi , del nostro metabolizzare ciò che è bello e ciò che, sempre secondo noi, non lo è.
Geos, non chiede offerte nè fa spettacolo pubblico. E' uno spettacolo vederlo lavorare. Questo si!
Quindi escludendolo dalla terza delle definizioni esposte si desume, senza ombra di dubbio, che si possa, da questo punto in poi, usare per il mio, il nostro amico GEOS il titolo di "Artista", senza il timore che qualcuno si stizzi per l' uso del termine.
L'inaugurazione della sua mostra è avvenuta venerdì 3 Gennaio nei locali della Galleria EXPO-EX dei Giardini della Rocca Roveresca e resterà aperta fino al 12 del c.m. dalle ore 18.00 alle 22.00
 I primi a visitarla, gli Assessori Gennaro Campanile e Stefano Schiavoni. Quindi anche il fatto che siano intervenuti ad aprire i battenti di questa mostra due rappresentanti dell'Amministrazione Comunale, la dice già lunga sulla qualità di quanto esposto e di chi espone. Si pensi poi che l'Assessore Stefano Schiavoni è anche un "addetto ai lavori", sia per il posto che occupa in Giunta come Ass. alla Cultura e sia per tradizioni artistiche di famiglia del papà scultore. Credo che questo sia un attestato, quindi, ancor più valido. Un motivo atto ad assicurare tutti coloro che considerano invece i Writers non solo, non artisti, bensì individui che procurano danni al patrimonio urbano pubblico, con i loro graffiti. Con questo non bisogna negare ed escludere che non  ci siano dei cretini anche tra i writers, ma ce ne sono come in ogni campo delle attività umane, purtroppo!
Devo dire che osservando queste opere, si sottolineo, opere, che piaccia o non piaccia a qualcuno, io ho provato emozioni e ricevuto messaggi. Quali? Ma ognuno, davanti ad una qualsiasi creazione artistica, credo che provi qualche cosa di personale. Quindi esporre il proprio messaggio ricevuto o l'emozione provata, sarebbe cosa utile solo se ci fosse un dibattito, una discussione da portare avanti. Anche se però debbo dire che quello che mi ha colpito con immediatezza, è stato il come GEOS ci ha posto sul "piatto di portata" le sue opere". I suoi lavori "appoggiati" su materiali poveri e riciclati, quali cassette della frutta, pallets di imballaggi, assi spezzate.

Insomma oggetti che richiamassero la povertà in cui e con cui è solitamente abituata a lavorare quest'Arte. Ma devo dire, con ammirazione, non ci è riuscito. Si, perché le luci, la location, la cura dei particolari, la scelta anche di inserire letture di poesie, ha ingentilito ancor di più, tutto quanto ha disposto con oculatezza, oserei dire maniacale. E poi tutti quei volti femminili hanno completato la sua opera in toto! Sul che cosa ha voluto dire poi lui, con le sue opere, oltre il lapalissiano ricordare quest'anno maledetto costellato di episodi di femminicidi, eventualmente sarebbe interessante conoscerlo direttamente dall'autore, dal creatore, dall' Artista. E per sentire il suo parere basta contattarlo direttamente nei locali della mostra. Del resto è disponibile, con il suo sempre enorme entusiasmo, a parlare di quello che è il suo lavoro, il messaggio che le sue opere intendono dare, delle tecniche che usa... 
La sua tecnica, logicamente, è quella dell'aerosol, come del resto lo è per tutti i Writers. La loro maggior dote, almeno io lo ritengo, è il dono delle proporzioni è il trovare il punto di fuga in fase di prospettiva e proiezione. Poi indubbiamente, bisogna anche e soprattutto avere dentro qualche cosa da esternare, la voglia di esternare, come esternarlo e dove esternarlo. Dove si, perché per questi artisti, la "tela" è un oggetto sconosciuto, quasi misterioso.
Sono perennemente alla ricerca di muri, ampie pareti, spazi grigi cittadini, dove far esplodere la loro vitalità, oppure la loro rabbia, o le delicate sfumature dei visi come per l'occasione di Ri-Tratto di Donna, o la vivacità di colori piatti che usa Geos quando i soggetti invece sono dei Cartoons.

Ed infine vorrei chiudere con un invito a pensare rivolto a quei "mancati prelati" che si sono accaniti come "cicciolinomani" contro l'immagine riprodotta da Geos a suo tempo e banalmente contestata. Solo perché essa richiamava dei morbosi sentimenti nei cuori dei più giovani impegnandoli poi a vigliaccheggiare in giochi quali "cinque contro uno"che li avrebbe portati alla sicura cecità... Beh dico loro, compassionevolmente, che hanno avuto visioni personali che però confermano, con le loro stesse critiche, che Geos è un artista. Si perché è riuscito ad impartire "Messaggi" ed "Emozioni" anche a loro, seppur evidentemente costoro lo hanno però recepito in modo del tutto personale, ... come del resto è giusto che sia nell'arte.















di Franco Giannini

Tutte le foto cliccando QUI tratte da FB

giovedì 19 luglio 2012

Arrivo Tardi, vado via presto e non pulisco il water...

potrebbe essere una pubblicità, ma anche l'esito del sunto di un Consiglio sfigato.

Fa caldo, Antò!! Ed è cosa quindi comprensibile che si arrivi alla spicciolata, anche se si comincia ugualmente questa assise del 18 c.m. con i soliti 20 minuti di ritardo, ma con il numero legale come richiesto da regolamento.

Consiglio Sfigato dicevo, perché con un elevato numero di assenze giustificate comunque anche a causa di queste, con Ordini del Giorno rinviati a data da destinarsi. Come dire che la Programmazione è un optional.

Già in lista di attesa fin dal 20 Giugno, in quanto allora il tempo concesso alle interpellanze era terminato, il primo a cui viene concessa la parola è MANCINI che rimette sui fornelli una minestra oramai fredda, ma che vale la pena di riscaldare vista l'importanza dell'argomento. No signori, non si parla di Fuochi e neppure di Notti Bianche, rosa o celestinorosa pallido. Non si parla di divertimento! Si discute un argomento che sta a cuore a tutti (almeno a parole), ma poi sembra quasi che infastidisca il parlarne: infatti anche nel comunicato stampa comunale, sfido a trovare sola mezza parola sull'argomento. Sotto voce, piano piano, allora mi avventuro a dire che l'argomento era quello sul taglio dell'assistenza estiva domiciliare alle persone disabili. E' da un mese che se ne parla sulla "rete", se n' è continuato a parlare anche in Commissione ed ora se ne ritorna a parlare anche in questo Consiglio. Per Mancini si è trattato di un problemino a livello scuola elementare, la cui soluzione stava nel fare una semplice operazione di divisione (risorse diviso il numero di richiedenti). Ma sembra che malgrado la sua semplicità qualcuno non sia riuscito a risolverlo, non vedendo che il risultato era al di là della propria punta del naso. L'altra versione, quella portata da MEME', nelle sue effettive funzioni di Vice Sindaco, essendo assente MANGIALARDI, non poteva che essere quella del buon difensore d'Ufficio.  Non poteva far altro che negare anche l'evidenza affermando che non sono stati portati dei tagli, bensì sono solo aumentati il numero degli assistiti nel 2012 ferme restando le risorse a disposizione. Però tutto, assicura, ritornerà alla normalità a partire da Settembre, con il ritorno a scuola. Se a settembre si ritornerà alla normalità, sta a significare che oggi qualche cosa sta mancando. O no? Memè ha anche detto che Volpini si è detto disposto  a riconvocare gli addetti per discutere dell'argomento. Mancini non è sembrato proprio d'accordo su quel Ri-convocare, perché non c'è stata mai una convocazione. Quello che c'è stato, sempre per Mancini, una evidente negligenza ed incapacità nel risolvere un problemino elementare.

PERINI, chiede a CAMPANILE che cosa intenda fare questa Amministrazione per ricordare FALCONE e BORSELLINO. Domanda retorica che ricorda si un avvenimento doloroso, ma è sotto gli occhi di tutti, il lavoro che il Comune ha autorizzato al Bubamara. Campanile non credeva alle proprie orecchie, tanto che è stato spiazzato dalla possibilità di questa golosa occasione per poter narrare la storia dell'attentato, tanto da aprire il suo intervento con un ringraziamento "...agli ascoltatori che ascoltano...". E' un cucciolone, 'nu buono guaglione, uno che si impegna, ma che si dovrebbe affidare, come altri già hanno fatto, alle cure di un addetto stampa che gli scriva (e lui dopo averlo letto ed approvato) semplicemente legga. Anche io scrivo tante castronerie, ne sono consapevole, ma vero è che non faccio neppure il politico nè tantomeno l'Assessore. Vedi Gennaro, non è assolutamente una critica, è un consiglio, che in precedenza mi sono permesso di dare anche ad altri: del resto, e non c'è neppure da vergognarsene, non tutti hanno il dono dell'oratoria. Il pensiero è una cosa, il saperlo trasferire senza annoiare, è ben altro. Ceresoni, Paci, Curzi, Memè, Sardella, Paradisi, Girolametti, Cicconi Massi, sono tutte persone che conosci e che credo condividerai, con il loro saper comunicare, indipendentemente dalla condivisibilità dei contenuti, fanno si che ascoltarli diventi quasi un piacere.

REBECCHINI invece invita il povero CAMPANILE, di nuovo sugli scudi, a dare una rispostacirca la concessione di permessi di parcheggio su di un'area dietro il ristorante Uliassi, in cui gli stalli disegnati dovrebbero essere solamente disponibili solo per gli aventi diritto già ben individuati e specificati sugli appositi cartelli. Ci sono foto che sembrano aver fissato questo comportamento che, Rebecchini, vede lesivo degli interessi (aifini della concorrenza) di altri ristoratori che non hanno questa disponibilità di permessi. Campanile dichiara che questa concessione di permessi esula da quelli che sono i suoi compiti, ma che comunque provvederà subito ad informarsi per poi successivamente rispondere al Consigliere.

La RAMAZZOTTI si rivolge alla CURZI per sapere poi gli sviluppi circa le difficoltà paventate dagli espositori alla Fiera di Sant'Agostino, con minacce di non partecipazione. Minacce che a detta della Curzi sono rientrate anche perché a settembre si rivedrà con gli addetti al settore per riparlare di tariffe.

ANGELETTI riporta sul terreno di nuovo CAMPANILE, lamentando una carenza del servizio urbano di Bus, per chi deve andare a fare prelievi al mattino all'Ospedale. Il Bus ferma alla stazione e gli anziani in principal modo, hanno difficoltà a scendere e risalire nel sotto passo della Statale, per prendere la coincidenza per l'Ospedale. Campanile lancia l'idea di creare un passaggio pedonale sulla nazionale (evitando così le scale agli anziani), anche se fa presente che gli anziani possono usufruire del prelievo a domicilio. Non lo avesse mai detto! L'Angeletti ringrazia per la pedonale, ma pacatamente, bonariamente, con decisione, lo riprende facendogli presente come tale servizio di prelievo a casa, non è per tutti, ma solamente per gli ammalati più gravi che non possono muoversi dalla propria abitazione, e poi ancora precisa "... tanto che a noi medici di famiglia raccomandano di usarlo con moderazione".

GIROLAMETTI per MEME', vista l'assenza di Volpini, ricorda come qualcuno abbia intenzione di ripristinare la Ruota degli Esposti. Suo suggerimento sarebbe quello di creare una maggiore informazione sui diritti elencati sulla legge 194, che non parla di solo aborto. Memè conferma che in giunta è arrivata una tale richiesta, ma che la legge 194 è un'ottima legge che offre garanzie, a chi si trova in queste particolari occasioni, che tutelano mamme e nascituri. Comunque ritiene che non possa essere difficile ampliare il servizio d'informazioni a partire già proprio dai locali del Consultorio.

A questo punto l'ora è volata, MONACHESI fa scendere inflessibilmente il vetro dello sportello dell'ufficio Interpellanze ed Interrogazioni con su scritto CHIUSO, lasciando fuori sicuramente Sardella e forse anche qualche altro Consigliere.
Ma  ampliare a due ore questo spazio delle interrogazioni ed interpellanze, proprio no??!! Disinteresse che non riesco proprio a comprendere!

Il resto della seduta, con le votazioni che sembra stiano più a cuore dei contenuti, lo si può trovare nel comunicato stampa del Comune.

Franco Giannini
Franco Giannini 

Questi i commenti dei lettori si Senigallia Notizie.it


Maurizio Tonini Bossi
Maurizio Tonini Bossi
2012-07-21 08:32:41
… se questo è giornalismo …!!! …. Veramente insopportabile: Questo signor Giannini certo non manca di coerenza; dichiara di essere consapevole di “scrivere tante castronerie” ma continua a scriverne tante ma tante; qualcuno deve pur consiglirgli di dedicarsi ad altro !!! http://www.senigallianotizie.it/1327321230/senigallia-ecco-lesito-di-un-consiglio-comunale-sfigato Ecco alcune sue incredibili sottolineature : Senigallia, ecco l’esito di un consiglio comunale “sfigato”...dove la programmazione è un optional ma i ritardi sono di serie! (Franco Giannini) “MANCINI rimette sui fornelli una minestra oramai fredda, ma che vale la pena di riscaldare ………….. MEME’, nelle sue effettive funzioni di Vice Sindaco, essendo assente MANGIALARDI, non poteva che essere quella del buon difensore d’Ufficio. Non poteva far altro che negare anche l’evidenza ………….. “ “PERINI, chiede a CAMPANILE che cosa intenda fare questa Amministrazione per ricordare FALCONE e BORSELLINO. Domanda retorica……….. è stato spiazzato dalla possibilità di questa golosa occasione per poter narrare la storia dell’attentato ……E’ un cucciolone, ‘nu buono guaglione, uno che si impegna, ma che si dovrebbe affidare, come altri già hanno fatto, alle cure di un addetto stampa che gli scriva (e lui dopo averlo letto ed approvato) semplicemente legga. ………..” “ Anche io scrivo tante castronerie, ne sono consapevole, ma vero è che non faccio neppure il politico nè tantomeno l’Assessore. Vedi Gennaro, non è assolutamente una critica, è un consiglio, che in precedenza mi sono permesso di dare anche ad altri: del resto, e non c’è neppure da vergognarsene, non tutti hanno il dono dell’oratoria. Il pensiero è una cosa, il saperlo trasferire senza annoiare, è ben altro. Ceresoni, Paci, Curzi, Memè, Sardella, Paradisi, Girolametti, Cicconi Massi, sono tutte persone che conosci e che credo condividerai, con il loro saper comunicare, indipendentemente dalla condivisibilità dei contenuti, fanno si che ascoltarli diventi quasi un piacere.” Franco Giannini
Paul Manoni
2012-07-22 00:02:19
Maurizio, a parte il tuo solito copia/incolla, cosa ci vedi di terribilmente sbagliato in ciò che ha scritto Franco? Per come la vedo io l'articolo di Giannini è più che buono. Molto simpatico direi. Se per te il "Giornalismo", quello con "G" maiuscola, è quello che pubblica notizie FOTOCOPIA uguali l'una all'altra indipendentemente dal giornale o dal sito, che fanno la cronaca impersonale e stucchevolmente speculare dei fatti accaduti in un Consiglio comunale cittadino, puoi benissimo andartelo a leggere altrove, anzi ovunque, no? Invece se vuoi sapere come sono andate le cose, da un punto di vista personale (quello di Franco Giannini), o da una prospettiva diversa dal solito, magari un pò ironica, velatamente irriverente e criticamente obbiettiva, allora accetta questo articolo, senza lamentartene così eccessiamente da arrivare a chiedere la "messa in croce" del giornalista. Soprattutto perchè penso che Franco sia il primo a non volersi arrogantemente fregiare dell'ambitissimo titolo di "giornalista", e perchè alla fine, il "telecomando" in mano ce l'hai tu...Libero di cambiare canale eventualmente, o in questo caso, di non aprire nemmeno i suoi articoli. Da Travaglio a Montanelli, da Ferrara alla De Gregorio, passando per Telese, Amicone, Sechi, Introvigne, Porro, Feltri, Bordin e via dicendo, devi spiegarmi QUALE giornalista scrive un suo articolo o un suo commento, senza metterci un pò del suo punto di vista... personale...Giornalismo con la "G" maiuscola dicevamo.
Maurizio Tonini Bossi
Maurizio Tonini Bossi
2012-07-22 08:08:17
Montalelli e Scalfari possono, sono, giornalisti; Vespa è un servile leccapiedi; più sottile del comico Fede- Altrochè simpatia, ironia, e dispensatore di consigli. Ora è più chiaro ?!

enrico dignani
2012-07-22 17:12:45
Questo sig.Tonino Bossi, ha il grande merito di evidenziare (cosa che non fa nessuno)il meritorio e discutibile per lui, lavoro del quasi santo Franco Giannini, per il quale il gettone di presenza, immagino voglia lui alludere sacrosanto.

Paul Manoni
2012-07-23 06:21:27
Siamo al bainstorming prima delle critiche vedo...Vabbè. 3/4 dei giornalisti citati da Maurizio, io non li ho citati di proposito. Per pietà più che altro, e perchè sarebbe stato troppo facile. Ad ogni modo la domanda rimane sospesa nel limbo...Come al solito.

 Maurizio Tonini Bossi
Maurizio Tonini Bossi
2012-07-23 11:15:48
" Non dire mai « l’obiettività non esiste ». È l’alibi di chi vuol raccontare palle.

venerdì 16 marzo 2012

Volti e nomi della Senigallia celebre ma modesta n°16: Michele Droghini


Ai più sarà sconosciuto questo nome, ma non certo sotto quello più noto di "Geos". FOTO


Via Margutta è una piccola viuzza al centro di Roma, conosciuta come una specie di galleria d’arte, anche a cielo aperto, per le tantissime opere di artisti ivi esposte, oltre che per i ristoranti alla moda o le abitazioni di personaggi “In” dello spettacolo e della Roma “Bene“.

A fornirgli tanta celebrità fu il film, forse neppure conosciuto dalle attuali generazioni, del 1953 “Vacanze Romane” diretto da William Wyler, interpretato nientepopodimenoche dalle due celebrità di allora: Gregory Peck e Audrey Hepburn.

Ecco, via Cellini, non avrà i ristoranti di nome, i suoi abitanti non saranno “In“, al più possono essere solo “in casa“, non ci sono botteghe d’arte, non sarà una viuzza del centro storico, bensì è una lunga arteria di traffico continuo ed esasperante, però… c’è un però che l’accomuna: l’arte.
Si, perché ritengo che anche la pittura murale, che piaccia o meno, deve essere interpretata come un modo di fare arte, quindi cultura. Un modo suo generis per esprimersi e inviare messaggi, con l’intenzione di chi li manda, che il passante o l’automobilista, osservandoli, provi una qualche sensazione e che magari venga invitato a riflettere.

"Invasioni Esotiche" in via Cellini a Senigallia, di Michele DroghiniRicordo bene che una decina di anni or sono, quando divenni uno degli abitanti “in casa” di via Cellini, sul lato monte c’era un fosso che divideva il pendio della collina, con la strada. Poi venne costruito un muro che contenesse i possibili smottamenti. Utilissimo, ma tetro nel suo grigiore, fintanto che non cominciarono a decorarlo con graffiti, devo dire, non sempre gradevoli.

Fintanto che un giorno è arrivato lui, Michele Droghini, in arte “Geos“. Che pian piano si è impossessato di quasi tutta quella superficie iniziando a rinfrescarla da prima con fumettistici quanto allegri, ma inesistenti personaggi per i comuni mortali, ma ognuno una storia disegnata ed esistente nella sua testa.

Ma oramai per lui quelle opere erano superate ed allora a fine novembre ha cominciato a passarci sopra una mano di fondo per metterci su una nuova storia.
Freddo e vento non lo hanno fermato, perché solo la pioggia gli può far rinunciare al non presentarsi per completare quella sua arte che sembra interpretata a metri lineari o mq.

Lo avevo conosciuto qualche hanno fa quando noi di “Cittadinanza Fattiva” avevamo ripulito e tinteggiato il sottopasso di via Perilli, e lui con altri suoi amici, lo avevano poi affrescato con loro opere. Ricorda ancora quei giorni con piacere e ricorda La Piaga, Leo (infatti mi ha chiamato sempre con quel nome fino a quando non gli ho fatto notare l’errore), ma soprattutto Patrizia, per la sua enorme energia.
Ora, ritrovandomelo sotto casa, non ho potuto far a meno di andarci a scambiare qualche parola, tanto che ne è nata questa specie di intervista.

D – Allora… chi è Geos?
R – Nasco semplicemente come Michele Droghini…

D – Come nasce il tuo talento artistico? Hai fatto degli studi nel settore della grafica o similari?
R – No. Allora partiamo dall’inizio. Io ho avuto questa idea diversi anni fa: sono nato a Mondolfo, mio padre era un dipendente delle Ferrovie dello Stato per cui avendo i viaggi gratis in treno mia madre spesso la domenica ci “caricava” me e mia sorella sul treno e ci portava in giro. In queste trasferte ci capitava spesso di fermarci su queste stazioncine di provincia e ogni volta venivo colpito dai colori con cui erano state affrescate le fiancate dei treni o i muri di cemento che delimitavano la stazione. Guardavo quei disegni e la mia fantasia galoppava.
"Invasioni Esotiche" in via Cellini a Senigallia, di Michele DroghiniLa sera poi, quando ritornavo a casa, provavo a riprodurre sulla carta quanto mi era restato impresso, correggendolo da quanto la mia fantasia esigeva. Poi all’età di circa 15/16 anni, anziché fermarmi a bighellonare nei bar del paese, ho pensato che fuori di queste porte c’era il mondo il mondo dei graffiti, a cui nel frattempo mi ero sempre più affezionato.

D – Quindi dietro le tue spalle non c’è una base di studio?
R – Al 90% sono un autodidatta, sto studiando da solo, quando ho tempo… le luci, le sfumature, le proporzioni, anche se devo dirti che sono un po’ pigro con lo studio! Appena vedo un soggetto, ecco che zac!, mi entra nell’ottica e butto giù subito l’idea sul primo pezzo di carta che trovo. Sono stato per circa un anno ad abitare nella bassa Marca, tra Loreto e Recanati, fuori quindi da Senigallia ed è in quell’occasione che mi si è offerta l’occasione di frequentare un corso di grafica anche se maggiormente aperto all’uso del computer. Però ho appreso alcune nozioni sull’uso dei colori ed altre cose utili per chiunque disegni.

D – Disegnare è la tua passione. E questa tua passione, immagino che ti porterà ad inseguire anche un tuo sogno speciale. Del resto sogno e fantasia sono un tutt’uno, non credi?
R – Il mio sogno, non da oggi, ma da tanti anni sarebbe quello di creare un ambiente migliore, sanato, dove la gente possa passare, soffermarsi a guardare, dialogare, discutere e criticare perché no, l’opera che ha di fronte, con l’autore. Una specie di mostra all’aperto, dove anche una piazza fa al caso suo, magari con pannelli intercambiabili o qualche cosa di similare.

D – Vedo che stai coprendo cancellando con una mano di pittura coprente quei visi che avevi disegnato tempo fa, sostituendoli, con dei pesci partoriti dalla tua mente fantasiosa. Che cosa significa tutto ciò? C’è un messaggio in tutto questo tuo “lavoro”?
R – Certamente! Gli squali che vedi rappresentano un fatto avvenuto tempo fa a Senigallia: la cattura di uno squalo. E la gente giù a parlarne per diverso tempo. Poi questi ultimi, rappresentano le varie invasioni che l’Italia ha subito e che intitolerò, “Invasioni Esotiche”. Ogni pesce indica una nazione o un continente con la loro cultura, con i loro colori, i loro costumi… questo con il bastone, ad esempio è il “Pesce Profeta” con i colori degli ebrei; questo rosso è un pesce africano, dove il rosso indica l’esotico; questo che si vede spina e testa rappresenta la fame dell’Africa; il polipo con il turbante rappresenta l’India, le braccia delle loro divinità; l’orca indica i popoli europei con la bandiera multicolorata, a rappresentare tante nazioni e la ferocia del consumismo, e così via…

D – L’ultima cosa che ti chiedo. C’è anche un costo, in tutto questo. Tu offri un servizio gratis alla città, che ti dovrebbe essere grata e, visto che di arte non si vive, anche vicina! Allora ti chiedo: l’Amministrazione ti è in qualche modo “vicina”?
Michele Droghini alle prese con la serie "Invasioni Esotiche"R – Posso solo dirti che con il Comune si lavora, mi hanno preso in considerazione e sono contento. Io sono quello che li faccio, ci metto la testa, lavoro alla luce del sole.

E devo dire che questa sua affermazione mi ha rasserenato!

Ma terminata la parte di domande e risposte, lo vedo estrarre il suo telefonino per mostrarmi le foto di altri suoi lavori in cui i soggetti (visi, corpi femminili, animali) sono riprodotti quasi in maniera maniacalmente fotografica, dove l’arte della sfumatura la fa da padrone. Totalmente diversa dal suo disegnare fumettistico! Veramente un artista poliedrico.
Mentre ho colloquiato con lui per circa un’ora e mezza, siamo stati fatti segno di continui strombazzamenti di auto con amici di Michele che lo salutavano. Segno della sua enorme popolarità.

E per favore, quindi, dopo quanto ho raccontato, non sognatevi di chiamarlo “artista di strada“, perché questi non esistono: ci sono solo ARTISTI, che poi possono essere più e meno abili, ma Geos appartiene solo alla prima tipologia, quella dei migliori.
E più che le parole sono le immagini colme di colori e sfumature a parlare da sole.


Franco Giannini
Già pubblicato su Senigallia Notizie.it