Visualizzazione post con etichetta Servizio Sanitario. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Servizio Sanitario. Mostra tutti i post

lunedì 15 aprile 2019

FIABA : La carretta " SANITA' " ha lanciato SOS che nessuno raccoglie...

... e con l' inclinazione raggiunta, non c'è più speranza che neppure un miracolo possa raddrizzarla ...
Personaggi : Io, Voi e si salvi chi può !!!

 Non ci resta, quindi, che raccomandare le anime nostre a Dio per i credenti, agli dei per tutti gli altri. 
Ma per un sentimento altruista e religioso, vorrei raccomandare ancor più, quelle di coloro che ci hanno mandato, nel corso del tempo, a sbattere sugli scogli dell' imbecillità. 
Si lo so che erano a fior d'acqua e quindi forse per chi a corto di vista politica (figuriamoci quella marinara) quasi invisibili, ma erano segnate sulle carte nautiche che anche gli studenti del maestro Manzi avrebbero saputo leggere.
Ignoranza, dunque? Io non lo credo!!
Superficialità? Forse un pochino !
Pressapochismo ? Quanto basta !
Menefreghismo ? Se non ne fossero dotati, non sarebbero neppure dei politici!
Servilismo ? Ah questo tantissimo ! Come se in delle analisi il limite da non sconfinare fosse compreso tra l' 1 ed il 10 e costoro avessero toccato livelli a tre cifre.
Ognuno di loro genuflessi, con l'occhio vitreo e godente di piacere, mentre calpestando quelli che erano i loro doveri si pregustavano il premio pattuito.
Premio che doveva essere concesso al  raggiungimento dell' obiettivo preteso dal Partito e che grazie al becero servilismo nei confronti di quella tessera, ha fatto si che senza coscienza alcuna, oltraggiassero i diritti della povera gente. 
Purtroppo, a quel che sembra e che non si da mai per scontato in politica, le ciambelle non sempre riescono con il buco. 
All'ordine del Capo Supremo toscano, di qualche anno fa, si era risposto con il fatidico "Obbedisco". Seppur, inizialmente forse non si era d'accordo, ma si sperava che piegandosi in due e mostrando al Segretario del partito, il meglio di loro, sarebbero andati lontano, almeno in fatto di carriera politica.
Oddio, qualcuno riuscirà ugualmente a raccogliere qualche frutto, anzi c'è chi già ha raccolto il pomo delle sue malefatte politiche e come una "pantegana" ha abbandonato immediatamente la " Sanità " al suo triste destino e prima o poi a piangere, non appena attraccherà al nuovo porto, saranno altri cittadini con noi confinanti. Buona fortuna amici !!
Sul ponte traballante ed inclinato della " Sanita' " si sente suonare ancora l'orchestrina, ma sempre con un tono più dimesso e lontano. 
Intanto in molti abbandonano la nave chi può anche munito di un semplice salvagente (sgonfio), altri cercano di attaccarsi ad una scialuppa che (simile a Caronte) li traghetti nei porti (sempre che non risultino anch'essi chiusi) di Jesi e Fabriano, dove "capitani di ventura" anch'essi, ma più abili o forse meno ingordi di potere (i nostri sono di "Ventura", ma nel contempo, disgraziatamente, di "Sventura", simili a novelli re degli Unni)), potrebbero offrire minor delusioni seppur a caro prezzo per i meno abbienti. 
In pochi, e deve andare a loro il nostro sentito grazie e quello di chi è già a mollo, sono rimasti in sala radio, coraggiosamente (seppur ingenuamente) e continuano a lanciare SOS destinati però a restare senza risposta, perché non ci son più sordi di chi non vuol ascoltare.
Il nostro "Commodoro" d'acqua dolce, dall'alto del cassero, in precario equilibrio vista l'inclinazione del rottame, osserva con fare soddisfatto (o incosciente, bohhh) il disintegrarsi di quello che è rimasto del suo ben misero carico di tecnologia da terzo mondo: Una Risonanza Magnetica ancora nei cartoni d'imballo, perché troppo grande per essere usata in locali troppo piccoli,  una TAC con i fari gialli d'emergenza sempre accesi quasi che ci ritmassero "Funziono"... "Non Funziono" "Funziono" "Non Funziono", seguita a distanza da "Solidarnosc", la polacca, che sarà anche bella, ma pare che non balli anch'essa.
Di come finirà tutta quella gente che appena galleggia, gliene può fregar di meno a Lui o a Loro, se resterà senza aiuti e senza possibili porti di attracco, viste le dotazioni che la " Sanità" (che ci posso fare se la bacinella si chiama così?, aveva concesso.
Del resto un Commodoro che si rispetti, più è d'acqua dolce, più alto deve essere il livello della sua spocchia per imporsi.
Ogni tanto il suo sguardo però cade sul motoscafo con i motori accesi legato con una cima in fondo alla scaletta di corsa... si, perché sarà ignoranza, superficialità, pressapochismo, menefreghismo, servilismo vanno anche bene, ma mica scemo: la prima regola che insegnano nella scuola di partito, è salvarsi il c... lato "B" ed un motoscafo politico è quel che ci vuole... scappare in tempo, lavarsi le mani e gettare le colpe sugli altri: tre punti e si ritorna "vergini".
Attenzioneeeee però, perché prima o poi tutti i nodi vengono al pettine !!!
Le strumentazioni della colonscopia, gastroscopia, otorino, oculistica, cardiologia, hanno fatto una catena della fraternità e tenendosi strette le une alle altre (i problemi intanto sono identici per tutte) cercano di tenersi a galla per non affondare prima del tempo.
Il Pronto Soccorso, anche in questo frangente, dotato degli ultimi cerotti di plastica (fortuna, perché non si bagnano), qualche vaschetta di vaselina (può sempre risultare utile ad ogni richiesta di prestazione) cerca di soccorrere (questa è gente di cuore, mica come i commodori che se riescono a trovarlo se lo trovano foderaro di crine) quando e come può i loro compagni di sventura. 
Uno degli ultimi che sembra non voler abbandonare il quasi relitto è il CUP, l'Ufficio dei miracoli, dove per esaudire la tua richiesta di un esame che chiameremo ICS, anche se hai oltre 80 anni, ti mandano da Lucrezia a San Benedetto, o viceversa, raccomandandoti "a digiuno" ed alle "8 del mattino". 
L' Attenzioneeeeee, questa volta è diretto ai pensionati che non erano di certo in viaggio di piacere su questa battana, è infatti il gruppo più numeroso a bagno maria e che come tale alle prossime elezioni,  potrebbe se solo volesse, fare la differenza. 
Non facciano, quindi, visti che i panni si sono asciugati, orecchie da mercante.
Qualcuno ha detto che di Sanità, non il nome del piroscafo, deve parlare solo chi di Sanità ne capisce, ovvero, almeno dovrebbe essere inteso, come quella che si scrive con la S maiuscola, (ma poi la si legge vivendola sulla propria pelle con quella minuscola). 
Behhh, oddio, sarà anche vero, non ho studiato medicina, ma purtroppo devo spesso vivere, per ragioni di salute e di età, in quegli ambienti "malsani" che offre la nostra " Sanita' " e conosco bene, posso assicurarlo che in molte cose sono, se non a livello medico e ci mancherebbe, sarebbe la fine ! ma in quello organizzativo e sui tempi e sulla qualità delle prestazioni dovute alle attrezzature. 
Ed ancor io, nel mio piccolo,  quando vedo che qualcuno che con spocchia oltre il camice bianco indossa altri costumi, parla un mediocre italiano ed uno scarso dialetto, lancia il sasso ed in odore di nuove elezioni, nasconde la mano... behhh, tanta fiducia non me la da, non certo a livello medico, perché dovrei affidarmi alla sua professionalità. 
Sicuramente non me la offre a livello di Amministratore e politico.
Già l' accennare che un individuo dovrebbe evitare di parlare di un argomento che non conosce, non mi suona come un consiglio, ma quasi una minaccia, che in bocca poi ad un politico a me suona come un "inno alla divieto di democrazia". 








di Franco Giannini

giovedì 28 febbraio 2019

Si parla sempre di Mala Sanità e mai di Carenze Comportamentali dei Medici...

... invece e perché ?!


Ogni qualvolta mi si para davanti un caso come quello odierno, non so a chi devo ringraziare, perché la mia scelta è invece caduta su quella del mio attuale (da quasi 20 anni) medico di famiglia. Professionalmente è bravo, anzi di più, ma ancor meglio (ed è un'impresa esserlo) a livello umano. Ogni volta che mi si presenta qualche piccolo problema, che conoscendomi sa quale sarà la mia risposta, mi dice sempre :” Franco, io per carattere, consiglio, ma non impongo”. E' un professionista che ha capito che prima ancora delle medicine il paziente ha necessità di qualche cosa d'altro, che non siano farmaci, ma che gli dia la sensazione di sentirsi meglio a prescindere.
Io, per questo, da tempo rifuggo dai quei soliti medici (ce ne sono bravi, ma anche di quelli con la puzza sotto il naso, specie se costoro esercitano la professione privata!) che appena ti vedono messo un "po' male", ti indorano (si fa per dire) la pillola con un :” Ma perché si è rivolto solo ora...”. Come se non lo sapessero!!
Però la storia che vengo a narrare, non tratta dei comportamenti di sanitari privati (che sono gravi perché pago), ma di quello di un medico che esercita la sua professione in ambito pubblico (più grave perché a contatto con i socialmente più "deboli") . Quindi mai dire mai !!
Più che per un dovere di riservatezza, non farò il nome di questo medico, solo e semplicemente perché non lo possiedo. Ma sarebbe facilmente individuabile dal momento che so che si tratta di un uomo e che svolge la sua attività in un pronto soccorso e quale, solo che per pudore nei suoi confronti lo classificherò come uno della nostra provincia. 
Racconto la storia con la speranza che leggendola casualmente, attraverso quello che riporto, si riconosca e riconosca principalmente il suo immorale (per un medico ancor di più) comportamento.
Vado a fare una visita di cortesia con mia moglie a casa di una nostra anziana conoscente con gravissimi problemi di salute: più volte ricoverata in Ospedale, a seguito di una recente ricaduta della malattia del secolo. Radioterapia, di nuovo chemio e quant'altro che gli ha procurato il manifestarsi di un aggravamento dell'asma ed altri malanni. Vive seguita da una badante straniera che parla appena qualche parola d'italiano, i parenti sono distanti e quindi, questa mia conoscente, non appena sente che i problemi stanno uscendo fuori da quelli che sembra siano i binari di una sua “normalità”, ricorre alle cure del PS che chiamerò X.
Quando mi ha raccontato il fatto, la signora, che ci crediate o no, ci piangeva su. Ogni giorno che passa è uno di meno di quei pochi che dovrà ancora soffrire e se mi posso permettere di scriverlo, è perché tanto lei non lo leggerà mai, perché non ha né il PC né tanto meno un telefonino di ultima generazione, bensì solo di quelli usi a fare esclusivamente telefonate. E tra una soffiata di naso e l'asciugarsi delle lacrime, alla domanda un po' scontata di mia moglie del come si sentisse, la signora ha così risposto :” Fisicamente male, ma che vuoi, alla fin fine il dolore impari a gestirlo e condividerlo. Moralmente invece sono già come deceduta, sono un peso per tutti, lo sapevo, ma me lo ha confermato anche il dottore e spero solo che mi resti poco a dare ancora fastidio”.
Al che abbiamo chiesto dei chiarimenti del perché di questa sua esternazione. E da qui la confessione, quasi che la vergogna fosse la sua, riferendoci come nell'ultimo suo recarsi al PS abbia trovato questo medico (per carità sarà anche bravo professionalmente) che a livello umano ha dimostrato di possedere invece lo stesso valore di un calzino bucato, visto che appena l'ha vista entrare, ha esclamato :” Di nuovo qui signora !!!? Quanti anni ha 86 ??? (immagino l'abbia detto guardando le carte di ricovero)” al che lei lo ha corretto con un :” No dottore, me ne da uno di più, ne ho 85” e lui ancora più cafonescamente ha replicato con un .:”... bene, ma anche così, che cosa pretende ?”.
Premetto che quando ha sputato questa sentenza (l'ho chiesto alla signora) non sorrideva (come se avesse scherzato), anzi era, diciamo, arrabbiato.
Non sono un leone della tastiera, per cui sono solito riportare il fatto, per come mi è stato riportato, ma non ad offendere non conoscendo la persona di cui ho parlato.
Spero solo che possa leggere quanto ho riferito e riconoscendosi nel virgolettato, comprenda di averla fatta fuori del vaso e magari quando la signora tornerà a “visitarlo” sempre nella speranza che ritorni, la riceva in modo più gentile, educato, ovvero umano. Forse suggerirle delle scuse sarebbe pretendere troppo, ma voglio sperarci scaricando la colpa di quanto accaduto non alla poca umanità, ma solo al frutto di quello stress in cui lavorano gli operatori di tutti i Pronto Soccorsi italiani che seppur non giustificabili, certi atti possono anche risultare, con un certo sforzo, anche comprensibili.








di Franco Giannini

mercoledì 18 aprile 2018

Da "Eccellenza" ospedaliera a "ridicola" immagine di quanto accadeva sotto la tenda di "M.a.s.h." di datati telefim

... e se così fosse l'Eccellenza" di oggi, come rappresentata nella foto, già rientrerebbe nei canoni dell'efficienza, ma così, purtroppo non è...

E quello che accadeva sotto la tenda di Mash era contrassegnata dalla voluta ironica, ridicolaggine del voler far sorridere per cui era nato a quella serie di telefilm.
Ben altra cosa è quando la realtà non rasenta l'immaginario, ma perfino lo supera senza alcuno sforzo.
Era il 4 Agosto del 2017 quando scrivevo di una mia iniziale esperienza nell'Eccellenza della Sanità pubblica locale. Una specie di inchiesta "alla buona" la cui conclusione della "prima puntata" terminava con un "Per il momento fermiamoci qui, ma la storia continua e malgrado essa possa servire a pochi, vi terrò informati."
Ed invece non mi sono più fatto leggere, perché ritenevo che nel giro di pochi giorni il servizio che richiedevo sarebbe stato assolto nel migliore dei modi. Ed invece, al momento in cui sto scrivendo, ho ancora un appuntamento in sospeso previsto per venerdì 27 aprile ore 12,30. Consiglio il memorizzare tale data, perché ha la sua importanza  in fatto di disorganizzazione ed incapacità nella gestione di Complessi Sanitari.
A svolgere il compito di "Crociati", ultimi, strenui difensori. sono pochi anziani di correnti politiche più disparate, quando non sono persino di idee contrarie tra loro o quando non sono assolutamente apolitici. Gli ultimi combattenti (anziani in maggior numero!! purtroppo) che hanno compreso che la "malattia" non ha colore politico (e neppure età...!!). Gli unici a credere di essere esenti da tali disgrazie,  lo sono ancora quella manciata di incoscienti e disponibili ad apparire anche incompetenti (ma io non credo che lo siano) perché il loro dispotico partito di appartenenza glielo chiede o meglio glielo impone. Ma ricordino costoro, mi si permetta la ripetizione, la "Malattia" non ha colore politico, come pure l'età e la cura della fisicità di un corpo ben allenato ed oliato. E ricordino anche che i nodi prima o poi sono destinati ad essere trattati dai denti del pettine... ed allora saranno dolori. O meglio per i loro  volgari spocchiosi, arroganti atteggiamenti comportamentali, un esempio ad hoc, più alla portata della loro sensibilità : non si fa sotto la neve ché prima o poi la si scopre. Le "feci" degli addetti ai lavori, malgrado i fogli di carta che i loro assessorati, dirigenze, presidenze, pongono a copertura, grazie a quei pochi "Crociati" si stanno scoprendo.
A dicembre 2016 sono stato colpito da una influenza senza febbre, ma con tanta tosse ed una lunga bronchite che ad Aprile 2017 ancora mi sto trascinando. Da qui logicamente è partita, da parte dei medici, una ricerca della motivazione del perché le cure non hanno il sopravvento sulla sconosciuta malattia.
Come sotto la naja: l'Eccellenza della supposta guarisce tutto
E da qui logicamente è partita una serie di indagini cliniche sia a livello di analisi che di immagini.
E si sa, come in questi casi, l' Eccellenza tecnica nostrana (la professionalità è tutt'altra cosa!!) scivola ridicolmente su quella alla M.A.S.H. e devo dire senza neppure eccessiva fatica.
Questo è solo un antipasto di quello che un "Paziente", che ogni giorno diventa sempre più incaz@@@@@o, deve sopportare per poter accedere ai servizi che più che "Eccellenti" da oggi rasentano più quelli limitati ai bisogni corporali... tradotto ?? cessi.
Prima di narrare quella che sarà questa nuova "storia" vissuta, mi sono fatto vaccinare da tentazioni di raccontare tutto sulle pagine di FB, oramai risaputa residenza di intellettuali de "casa nostra", leccac@@@i di parte, contalike di professione... e solo uno su mille, ogni tanto il miracolo, persona affidabile moralmente culturalmente professionalmente attendibile.
La scelta quindi che ho deciso di seguire, onde non farmi trascinare dal vortice del nulla, è quella di pubblicare quello che mi piace definire come "diario senza data", su questo mio blog, che ha un minimo di lettori amici e molti di questi "Pazienti" incazzbipbip
Non vi rimando quindi a domani, ma a quando riterrò opportuno farvi conoscere qualche altra "Eccellenza" e con dati veritieri. Alla prossima.







di Franco Giannini

venerdì 12 gennaio 2018

La Sanità Provinciale ? una lotta tra poveri...

...dove una politica (con la p  minuscola, come del resto è il loro misero operato)  che "pilota" Amministratori - marionette, e nel contempo assiste imperturbata, distaccata e quasi con un fare piacevole a questo loro  azzuffarsi.

Ma a quanto pare, diciamo fortunatamente, non tutti sono concordi a lasciarsi manovrare come costoro vorrebbero. 
Strano però, come sulle pagine di FB, dove ogni banalità viene discussa (discussa forse è una parola grossa) ampliata, enfatizzata, tanto più quando si tratta della salvaguardia del nostro Ospedale, questa volta nessuno abbia fatto tutto questo. Evidentemente o già il problema, o meglio l'uso del plurale "i problemi" sull' Ospedale sono superati o gli articoli gli articoli apparsi e di cui di seguito allego i link, sono sfuggiti:



http://www.centropagina.it/jesi/continua-questa-deriva-dellospedale-non-piu-disponibili-vedere-li-nome-carlo-lettera-aperta-della-famiglia-urbani/

Non voglio neppure pensare, che la disattenzione sia dovuta, perché essi riguardano i nostri vicini, quindi ritenuta cosa che a noi non interessa ! Perché così non è ! Se noi Senigagliesi, siamo messi male, questi non stanno assolutamente meglio. Diciamolo francamente : è la storia di due Comunità Sanitariamente sfigate. Anche gli Jesini, hanno avuto promesse, come le hanno fatte anche a noi e poi alla fine, senza neppure pensarci, per via della loro leggerezza, gli amministratoti tecnici e politici hanno, sono sicuro senza neppure volerlo, ridicolizzato un nome illustre della storia della medicina che ha pagato con la sua vita gli studi sulla SARS. Ed ecco che infatti i suoi famigliari si sono fatti sentire.
E' così che si apre la lettera della Famiglia del Dr. Carlo Urbani alle personalità (si fa per dire) regionali :" “È sempre più insistente l’ipotesi di ulteriore ridimensionamento dei servizi dell’ospedale “Carlo Urbani” di Jesi, una realtà che nelle intenzioni della Regione doveva essere un fiore all’occhiello della Sanità Marchigiana..."
Nel leggerla, se non fosse stato per il nome del Dottore e per la localizzazione cittadina dell'Ospedale, avrei potuto pensare che si parlava di Senigallia : Ridimensionamento a cui fa da sponda anche un'intenzione della Regione di farlo diventare un fiore all'occhiello della Sanità Marchigiana.
Da quello che risulta, quindi, è che promettono sempre e poi non mantengono mai.
La Sig.ra Giuliana Chiorrini, moglie del Dr. Carlo Urbani, a quanto si può leggere, non ci sta a questo comportamento annunciando di togliere il nome del marito dall' Ospedale Jesino.
Sembra che appena la lettera della Sig.ra sia giunta ai destinatari, qualcosa si sia immediatamente mosso ed addirittura per il 15 del c.m. ci dovrebbe essere un sopralluogo, con la Sig.ra presente, onde prendere visione sul posto delle reali situazioni dell'Ospedale di Jesi.
Intanto si prendono qualche giorno, per buttare sotto il tappeto quanto più polvere possa essere possibile, a cui farà seguito un ulteriore richiesta di tempo per sistemare tutto quello che ancora non era stato fatto, ma che era da tempo, diranno, in agenda.
Ma la Sig.ra, a quel che sembra, non è una persona disposta a farsi prendere in giro, e quindi voglio pensare, che almeno i cittadini di Jesi possano avere tra un po', grazie e solo al nome del Dr. Carlo Urbani e alla determinazione dei suoi famigliari, una struttura adeguata alle promesse fatte. 
Cosa che invece l' Ospedale di Senigallia non potrà mai avere, non avendo, purtroppo, nei suoi annali nomi di medici celebri.









di Franco Giannini

giovedì 21 dicembre 2017

Sembrerà strano, ma qui non è l' UTIC, bensì il servizio CUP...

... a far parlare di se.

Se vuoi un giudizio qualitativo su di un servizio che sia il più vicino possibile alla realtà, il consiglio è quello di stare in mezzo alla gente, ascoltandola con grande interesse ed incentivandola a parlare e cercando di entrare nei dettagli. A questo esame deve poi essere tolta, come si fanno in alcuni sport del voto più alto e quello basso, nel nostro caso la parte dei responsi contrassegnati da termini come  "eccellente" o quelli come "pessimo". Il dato che ne verrà fuori, sarà la percezione, quasi esatta, che l'opinione pubblica ha di quel servizio. Come in fatto di ripresa che dicono che ci sia, ma la gente, che è la cosa più importante, non se ne accorge
Per tastare il polso a come vanno le cose in Sanità, basta sedersi in una sala di aspetto di un qualsiasi reparto ospedaliero e buttare lì la solita frase, che fa da passepartout di una conversazione, come la giornata fredda, piovosa o altra similare. Poi da quella si passa al "...hanno iniziato a chiamare ?...".

Io ieri, invece, sono stato più fortunato, perché non ho avuto bisogno di intavolare questi convenevoli. Entrando ho trovato una conoscente, che da tempo non vedevo e che dopo avermi relazionato sulla salute dei componenti della sua famiglia (lei ed il marito entrambi anziani e con non pochi acciacchi) ha cominciato a lamentarsi del sistema sanitario. Le lunghe file alla cassa per un timbro di esenzione, il fatto che se hai bisogno di una visita devi aspettare un anno... insomma le solite lamentele, tutte vere per carità, ma che rientrano in quelle che sono oramai di carattere cronico e che saranno sempre più difficili (almeno qui a Senigallia, degli altri posti me ne può fregar di meno) da far scomparire.
Poi dopo una pausa di silenzio, eccola che ritorna a bomba :
" Vuoi sapere l'ultima Franco ? Ma a proposito, te scrivi ancora sul giornale ?...". Ed io di rimando :
" Si e No, non sono più assiduo come una volta, oramai anch'io so vecchio,  ma perché che cosa ti è accaduto, raccontami ?".
:" Ma io dico che questi stanno a dare i numeri... Vedi, questa macchiolina ? E' da un po' di tempo che ce l'ho, ma giorni fa sono andata dal mio medico di famiglia per farmi prescrivere le medicine per mio marito e con l'occasione gli ho fatto vedere la macchia. Mi ha guardata e mi ha detto che non dovrebbe essere niente di grave, per non dirmi la parola tumore, ma mi ha fatto l'impegnativa per una visita specialistica. Oggi oramai i dottori di famiglia si lavano le mani, non si prendono responsabilità e ti sbattono o a fare gli analisi, le tac o come nel caso mio in mano agli specialisti. Mi sta bene, se fossero tutte cose possibili subito... Ohhh, dico subito, no oggi per domani, ma manco oggi per 12 mesi, che fa tempo a nasce un somaro o a pjam' 'n colpo. E te dicevo, allora mi fa questa impegnativa che ieri pomeriggio porto al Poliambulatorio di Campo Boario per prenotare una visita, e guarda senza scegliere un medico di preciso... el primo che capitava. L'impiegata guarda e me fa - a Senigallia non ci sono posti può andare in uno di questi comuni... - e mi fa una lista dei paesi qui intorno sempre voti perché non ce va nessuno. No no, grazie, vedrò come posso fare. E chi mi ci porta poi, te sai come sta mi marito. Però non me do per vinta, te sai come so fatta. Prendo la bici e vado al CUP dell'Ospedale, visto mai. Anche li la solita procedura con l'aggiunta comprensiva dell'impiegata che mi suggerisce di sentire magari il medico di famiglia se posso attendere o se si tratta di una urgenza. Ringrazio, saluto, ma credi pure, ero furibonda.
La mattina prendo la bici per andare a fare la spesa al mercato, apro la borsa e me ritrovo sta ricetta e così, non so né perché e né come, mi sono detta, ritorno al Poliambulatorio e se c'è l'impiegata del pomeriggio, vorrà dire che vado via, ma se c'è qualcun altro, io ci riprovo, visto mai?
Guarda il caso, c'era un'altra impiegata. Senza dire nulla, con la faccia tosta che mi ritrovo, presento la ricetta, vedo che guarda sul Computer e mi fa - le va bene per il giorno X di Gennaio ? - ed io incredula - ma a Senigallia ? - si signora - mi conferma l'impiegata. Lascio passare che svolga tutte le sue pratiche e poi ritirando le mie carte, faccio, fregandomi di passare per scema - Ma chissà perché al CUP dell'Ospedale mi hanno detto che non c'erano posti ? 
L'impiegata di rimando - possibile signora, perché loro hanno un altro sistema. - Onestamente me l'ha spiegato, ma non ci ho capito niente. Ma quello che mi premeva l'ho ottenuto ed il perché facciano così passa, per me in secondo piano. Però non mi vengano a dire che sono organizzati."

Io invece, potrei anche parlare, se non mettessi in luce persone facilmente rintracciabili, di quanto avveniva un paio di giorni fa con  le impegnative non possibili da convalidare alla cassa (hanno un mese di validità e poi decadono) perché l'agenda 2019 non era (non so se l'abbiano poi aggiornata) ancora attivata.

Ma a qualcuno molto probabilmente, più che i fatti in se stesso, immagino interesseranno l'uso dei congiuntivi, o magari il parlare bene di una ciofeca di ministra da "do soldi" tra le peggiori mai avute in questo campo, altri metteranno in dubbio la verità del fatto, altri ancora si arrampicheranno sugli specchi magari scaricando le colpe sugli impiegati (pazienti e gentilissimi) che colpe non ne hanno. Io invece, da povero "zuppo di terra", mi auguro  che almeno uno che conosca il mio stesso linguaggio popolare, lo usi per spiegarmi il perché avvengono questi misteri in così tanto splendido mare (o male??) organizzativo.
Altrimenti, consiglio, quando avvengono questi fatti, di non abbattersi, ma essere ogni giorno lì a rompere i... (a scocciare) chi alla fine non ha alcuna colpa, con la possibilità che qualche cosa si sblocchi.







di Franco Giannini  


venerdì 15 dicembre 2017

DOVEROSE LE SCUSE, non di certo i Grazie.

Mantenere le promesse, anche per me, è un punto fermo.

A volte la rabbia, ancor più quando dettata dall'impotenza del poter fare, ti toglie la luce dagli occhi e ti porta a vedere il buio più assoluto.
E quello che mi ha fatto perdere la luce dagli occhi è stata da prima la paventata soppressione dell'UTIC del nostro nosocomio e per secondo il modo di porsi, un po' da primi della classe, dei cinque personaggi che hanno sempre gestito tutta la situazione. Avevano parlato di congelamento della determina nel corso di una commissione ad Agosto, ma parlato e si sa come in politica il parlare vale ben poco, perché il mai dire mai è sempre dietro l'angolo. A cui ha poi fatto seguito un seminare di date espresse in mesi, alla scadenza dei quali, si sarebbero veduti i risultati. Ed anche a queste io ho creduto poco, anzi con tutta onesta, nulla. Però, evidentemente, mi sbagliavo e proprio perché sono solito metterci la faccia su ogni cosa che faccio e dico, avevo anche io promesso che sarei stato oltremodo felice se Babbo Natale, mi avesse portato per regalo la notizia che il mio pessimismo era sbagliato. A quel punto avrei chiesto pubblicamente ed umilmente scusa, come sarebbe stato giusto che facessi.
E qui, dunque, sono a farlo nei confronti di quei cinque signori, che come non avevo nominato prima, non nomino neppure ora (Ma loro sanno chi sono). Anche perché, proprio direttamente nei miei confronti, uno di questi signori, piuttosto che usare una normale dialettica e magari cercando di spiegarmi dove sbagliavo, ha preferito tagliare i ponti su di un social network, e con spocchiosità neppure mal celata ha espresso con il suo gesto il suo pensiero offensivo di :" Ma stai zitto tu che sei un povero imbecille". Per quanto riguarda gli altri quattro o non mi hanno neppure letto oppure ritenuto giustamente solo uno dei tanti insoddisfatti. 
Vorrei però far notare che sia le scuse che i grazie, possono essere di due tipi: le sentite (e sincere) e le false (o più che false dettate dalla buona educazione).
Le mie scuse appartengono alla prima tipologia, se dovessi esprimere il grazie, cadrei nella seconda. Ma io tra i tanti difetti che ho, non conosco quello della falsità.
Ecco perché non dico grazie! Quando andavo al lavoro e smarcavo il cartellino puntualmente, nessuno giustamente mi ha mai detto grazie, perché svolgevo  solo unicamente e coscienziosamente il lavoro per cui ero pagato. Idem quindi per chi si è impegnato a portare a termine i problemi di cui ho parlato e che ancora, però, non sono stati portati a termine nella loro totalità.
Ieri sera seguivo il Consiglio Comunale, o meglio ne ho seguito solo degli spezzoni, per via di interruzioni audio-video causati da motivi tecnici, ed ho potuto ascoltare che si ritornerà di nuovo in Commissione Sanità, perché ancora si lamentano dei disservizi.
E quello proprio di cui si parlava maggiormente, era la gestione del flusso di utenti al Laboratorio analisi, con lunghe file. Cosa che proprio questa mattina ho potuto toccare personalmente con mano.
Sarà stato un caso fortuito, ma ieri essendo venuto a conoscenza che era passata al Senato la legge sul Biotestamento  che la determina UTIC era stata riscritta e che il mattino dopo (oggi 15 c.m.) dovevo sottopormi ad un intervento (piccolo) per l'asportazione di una ciste dentale, mi son detto rorridendo che male che fosse andata mi sentivo più protetto. Visto il ritorno ufficiale del supporto dell'Unità di Terapia Intensiva e vedendola proprio nera, avrei potuto rifiutare di prolungare questo vivere male, barattandolo con una morte almeno dignitosa.
Fatto è che questa mattina mi sono sottoposto all'asportazione. Perfetto tutto il servizio offerto, partendo dalla puntualità rispettata, dalla professionalità del medico a quella dell'infermiera. Del resto in tutto il reparto altri non c'erano. Comunque tempo effettivo tra preparazione, intervento, pratiche burocratiche e saluti al medico: totale, 27 minuti.
Passaggio alla cassa del Laboratorio Analisi per timbro di esenzione e rilascio della busta contenente il campione prelevato per gli esami di routine, tempo effettivo 43 minuti, poi considerando che non era ora di punta, perché erano le 11,45. E questo, dopo il mini intervento, in piedi, in fila, con il dolore che si faceva strada, terminando l'effetto dell'anestesia.
E questa è solo una delle problematiche, piccola per carità, che ancora sono da risolvere, alle quali si devono aggiungere i problemi della TAC un giorno funzionante e due no, la Risonanza Magnetica con gli imbianchini ancora in casa, l'Ottorino, l'Oculistica, il PS e potrei continuare, basterebbe ascoltare chi è in prima linea ogni giorno.
Potrò essere considerato anche un ficcanaso, seppur mi ritengo più un mediocre osservatore, ma mi mi piace soffermarmi sempre a considerare i piccoli aspetti per poi proiettarli in grande esaminando il risultato. 
Nella sala d'aspetto (4x4) ho contato ben 12, dico dodici cartelli con avvisi vari, rivolti al pubblico, fermati sul muro con pezzi di adesivo (in qualche altro reparto, usano perfino pezzi di cerotto). Ma dico, possibile mai che non sia venuto a mente a nessuno, di far costruire  una specie di bacheca di cartone (ci sono quei ragazzi e ragazze del servizio civile in radiologia che ne hanno di tempo disponibile !) dove porli tutti uniti. Sarebbe una dimostrazione di organizzazione, di ordine e di pulito Non parlo poi dell'ubicazione del bagno (1,5x1) con la porta in sala di attesa...
Uno di questi cartelli, parola più o parola meno, chiede scusa agli utenti motivando che, se suonano alla porta e nessuno risponde, è perché a volte sono solo in due in reparto e non possono abbandonare il paziente sulla sedia, e quindi si prega di attendere e riprovare. Una conferma, qualora fosse necessario, che il numero di personale è ridotto, anzi di più.
Dicevo io per primo, che questi sono piccoli problemi, ma vero è anche che se non si ha la capacità di risolvere questi che sono piccoli, figuriamoci quelli più complessi. Ed infatti è sotto gli occhi di tutti la realtà !!








di Franco Giannini

domenica 1 ottobre 2017

Il Salato ed il Dolce della Sanità Senigagliese...

L'alta tecnologia del nuovo reparto di pedicure
... Tra il dramma del vero e il dolce, ma di una forzata ironia...

Ed il tutto ciò nasce leggendo quanto giustamente scrive uno dei Comitati sorti in difesa dell'Ospedale, parola troppo grossa.., dell' ambulatorio senigagliese.
"...Direzione della UOC Oculistica a Fabriano; Direzione UOC Otorinolaringoiatria a Fabriano; Direzione UOC Radiologia/diagnostica per immagini a Jesi; Direzione UOC Laboratorio analisi – a Jesi; Direzione UOC Oncologia a Fabriano; Ingegneria clinica – direzione Fabriano; Direzione personale ed amministrativa a Fabriano ; ecc. Oltre alla nota soppressione dell’UTIC in atto..."
Una lista delle sozzure con le quali i nostri politici regionali governanti siano essi passati, sia quelli succedutisi (che fino a ieri hanno sostenuto i vecchi ed oggi come tanti Bruto li accoltellano vigliaccamente alle spalle non sapendo far di meglio) e che simili ad avvoltoi rifocillati, attualmente siedono negli scranni "alti" del carrozzone marchigiano guardando in basso alla ricerca di nuovi cadaveri. Presto avranno il loro macabro cibo. E per far ciò, hanno imposto ed impongono ai loro sottopancia locali (Il loro premier nazionale li ha definiti più che giustamente come si meritano, con un francesismo ad hoc), rassegnati volontariamente a stare al gioco, di fare i finti guerrieri, piegati su se stessi a 90 ° come la loro posa abituale li obbliga. E per una volta non è l' Europa che lo chiede, ma un Partito politico che lo impone, o meglio "il Partito". Tutti costoro hanno famiglia, sono affamati di ambizione, fin da giovani l'unico lavoro che hanno conosciuto è stato e resta quello offerto dalla politica, quindi se per un "militare al quale viene impartito un ordine manifestamente rivolto contro le istituzioni dello Stato o la cui esecuzione costituisce comunque manifestamente reato, ha il dovere di non eseguire l'ordine", costoro, vigliaccamente, si nascondono dietro il non essere militari e il non andare contro le Istituzioni, al più vanno contro i cittadini che oggi però sono considerati la spazzatura di quella "Casta" a cui loro appartengono e che quindi il loro incondizionato "Obbedisco" è d'obbligo.
Vomitato però tutto questo mio magone di suddito del marchesato del Grillo, con una dolorosa  ironia costruita a denti stretti, faccio presente che non tutto è stato detto. Alla parte Salata e drammatica della lista dell' ubicazione delle varie Direzioni, andava aggiunta anche la parte Dolce (ma so gente modesta che rifugge dal mettersi in mostra) che riguarda, come si sussurra, la creazione di un nuovo Utilissimo quanto indispensabile reparto, una vera Eccellenza, quello di Pedicure, che andrà a rimpiazzare quell' UTIC oramai inutile, obsoleto e superato. La collocazione del nuovo reparto è stata prevista nei locali dove doveva andare quella risonanza i cui macchinari non entrano in quanto le misure prese sono state fatte in yards per l'apparecchiatura ed in metri per la stanza. Tanto la Risonanza sarà possibile farla in altri nosocomi dove la tecnologia è ancora alla preistoria ed i loro locali sono disponibili in quanto vuoti. Altra creazione di cui si parla sottovoce (è ancora un segreto!!) è quella di una Direzione Fissa, (non nel senso di fissata, di maniaca) nel senso che qui metterà radici nel Nostro Nosocomio e che sarà preposta a presenziare con coriandoli e cotillons ad ogni Festa e Taglio di nastro per qualsiasi evento, macchinario, elezione di Sanitario ecc. che dovesse essere aggiudicato ad un altro Ospedale (oramai questa è una certezza) fuori del nostro comune. Insomma non ci si dovrà più chiedere "E' qui la Festa ??" perché così sarà in via definitiva, che poca cosa non è, essendo noi che dovremo fornire (che c..fortuna !)  orchestra e suonatori sempre e solo di casa nostra!!.
Ma non finisce qui !!! Sembra poi, che verrà ampliata l'area edificabile Ospedaliera, con il taglio degli alberi situati dietro il vecchio monoblocco, che vista la loro vetustà (e tutto ciò che è vecchio, si sa, è anche malato se non moribondo) potrebbero anche cadere, non solo, ma poi si eviterebbe che il guano delle tortore che vi nidificano insozzi il sottobosco. Così facendo, dicevo, si otterrebbe lo spazio per far posto ad un nuovo ampio padiglione che nel progetto (non so chi lo ha firmato, spero solo che le misure questa volta siano state prese tutte a metri) sarà diviso in due parti, in cui nella prima dovrebbe (il condizionale è d'obbligo!) sorgere un ampio locale dove appunto si celebreranno i tagli dei nastri, le orazioni, i rinfreschi, le tavole rotonde, ove le "cinque primedonne" giocheranno a fare i "Paladini" dei cittadini (seppur in verità sarà destinato ad essere occupato solo da qualche loro cortigiano) e nella seconda una speciale palestra in cui saranno piazzati (sempre si dice) un solarium, cyclette, tapis rullant, sala massaggi e monitor per video conferenze. Quest'ultima (una vera chicca!) per evitare ai paladini (ed ecco perché preferiranno questa sala alla prima), mentre saranno impegnati in lunghe (quanto inutili) videoconferenze,  che il loro prezioso tempo non vada perduto inutilmente.
Un augurio finale dopo la presa per i fondelli (ma il mio riso è amaro, quanto godereccio è il loro), che l'abbronzatura sia durevole, la pedalata sia lunga e distesa, la falcata con il ginocchio alto ed il busto diritto, il ventaglio che apporti sempre il giusto fresco al dolce far nulla, il saper continuare a raccontare fregnacce, a sperare che si creda ancora che un politico possa essere anche ecologista.
Lo so, qualcuno definirà questo mio sfogo come la classica lingua che batte dove il dente duole, a cui va la mia replica che è sempre meglio di altre nate con lo scopo che non è quello di leccare il dente, ma qualche cosa d'altro e d'altri.








di Franco Giannini

giovedì 6 luglio 2017

Dopo la chiusura della Cardiologia ecco il prossimo cancello che dovrai superare...

... SENIGALLIESI, sveglia !!! E questo, malgrado lo svendano per un'altra delle loro "Eccellenze" non è che sia di gran lunga migliore!!

Ho letto dei provvedimenti che verranno presi nel nosocomio di Senigallia: meglio definirlo MANICOMIO. Abbiamo fatto fino ad oggi un'indigestione del termine "Eccellenza". Chissà se qualcuno avrà ancora il coraggio o meglio, sfacciataggine per definirlo con tale aggettivo, perché da oggi sarà tale solo per la cura dei calli e delle emorrodi. Non me ne vogliano, logicamente i professionisti di tali settori, perché uso tale esempio come termine disprezzo verso coloro che si riempono la bocca di tali esaltazioni, per una manciata di voti in più. Incapaci, irresponsabili, menefreghisti, insensibili ed in periodo elettorale patetici nel loro vendere la poca dignità forse mai avuta.
Io in qualità di portatore di Pace-Maker mi sento autorizzato, come addetto ai lavori, super inc@@@@to perchè come tale mi sento due volte preso per il c. i fondelli. Ma attenzione cari i miei signori, nessuno è indenne da tali mali e con il cuore, non fai neppure a tempo a mettere la mano in tasca per tirare fuori il portafoglio e pagare il “meglio”. E' initile che ora te le metti in tasca per toccare il talismano di famiglia... non serve a nulla. Devi sapere che per un infarto, cantava uno spot pubblicitario, anche un minuto di tempo può salvarti la vita... Ed allora cari concittadini, non potendo fare altro, voglio solo ricordare/Vi ai tanti che dimenticano purtroppo facilmente, quanto riportavo nella relazione di uno degli innumerevoli consigli comunali che allora seguivo parola per parola. La data di pubblicazione da cui http://www.senigallianotizie.it/1327350745/al-consiglio-comunale-riqualificazione-riduzione-rilassamento-urbanistico ho tratto questo brano è del 19 Febbraio 2014. E' lungo, lo so, ma questa volta la colpa non è mia, dal momento che io riporto solo una trascrizione della loro sdolcinata logorrea.
Riguarda un' interrogazione dell'allora consigliere Dr. Girolametti, oggi Assessore al Welfare e protezione sociale, edilizia sociale e sanità al Sindaco, che invece era sempre Lui, in cui si legge che cosa doveva essere, o meglio sarebbe dovuto diventare, il Reparto Cardiologia.
….“Sindaco avrà pazienza se da un po’ di tempo mi sono autoassegnato un ruolo di promemoria della riorganizzazione del Sistema Sanitario nel nostro territorio. Allora qualche giorno fa ho sentito il Sindaco esprimere soddisfazione per l’imminente concorso per la nomina del primario di cardiologia e per il concorso di due dirigenti medici in gastroenterologia. Allora, anch’io sono assolutamente soddisfatto, credo non solo io che tutta “Città Futura”, ma tutti i cittadini di Senigallia lo siano. Però tengo a precisare che non era mai stata messa in discussione la nomina di queste importanti figure, addirittura erano scritte nella proposta, addirittura Ceccarelli era venuto qui a dircelo a Giugno, in Consiglio Comunale, anzi io posso dire finalmente arrivano, perché era, forse arrivano con notevole ritardo rispetto a quello che doveva essere. Comunque ne prendiamo atto che sia così, siamo decisamente soddisfatti. Così come lo saremo e mi auguro in tempi brevi, so che il Sindaco si sta attivando, per far ritornare il primario di Neurologia sui suoi passi e quindi avere l’Unità Complessa con tanto di primario a Senigallia per quanto riguarda la neurologia anche perché ribadisco una volta di più, perché avere un primario non significa avere una persona in più con funzioni primariali, significa avere una struttura complessa che si porta dietro tutta una dotazione organica e quindi di risorse umane e tecnologiche che una Unità Operativa Semplice non ha e non avrà mai. Quindi avere il Primario significa non tanto avere una persona in più a cui pagare lo stipendio, ma significa avere una struttura assolutamente di ordine diverso rispetto ad un’altra. Il punto che ci sta a cuore è che venga realizzato quello che io ho inteso come un programma e che sottoscrivo pienamente così come è uscito sulla stampa verso la metà di Gennaio che il Sindaco e l’assessore Volpini hanno, come dire, inteso proporre al nuovo Direttore Generale e soprattutto al Direttore dell’Area Vasta 2 e cioè quella serie di richieste nelle quali mi ritrovo pienamente e che hanno nella loro parte più importante proprio la richiesta di quei 20 posti letto che ci sono stati tolti nella degenza post acuzie che è un vulnus per l’assistenza sanitaria della nostra città, del nostro territorio perché ribadisco se c’è bisogno di incrementare l’assistenza è proprio in quel settore e che va incrementata oggi e in futuro. Togliere 20 posti letto, lasciarne solamente 8, come oggi è veramente creare un grosso disagio ai cittadini senigagliesi. E l’altra cosa, e chiudo, è quella che, l’avrò ripetuto fino alla noia, del mantenimento dell’Unità Complessa di Radiologia, perché come più volte ribadito l’UCR è a prescindere da primario attuale o futuro quello che sarà, quello che ci interessa è di avere una dotazione di risorse umane e di tecnologia che solo una UC può avere e che è fondamentale per le ricadute su tutte le UC dell’ Ospedale. Tutte le UC dell’Ospedale faranno per definizione riferimento alla Diagnostica e quindi alla Radiologia. Mi fermo qui“.
Il 
SINDACO, invitato, non si fa desiderare: “Sono particolarmente felice il fatto che lei abbia avocato a sé un timing così preciso e che mette nelle condizioni non tanto il Sindaco e l’Assessore di… di…di… di aggiornare di stare sempre sulle questioni in modo puntuale. Questo non lo nascondo è un grande ausilio e una modalità in confronto precisamente corretta. Poi, come dire, mi fa piacere che registriamo dei passaggi che dal Sindaco erano stati richiesti e che non erano così scontati, così scontati che se poi dovessi rifare ora la cronistoria delle interrogazioni che sono pervenute le posizioni quelle ho visto questi giorni sulla stampa bisogna avere, come dire, il quadro, sempre il quadro d’insieme su scala di Area Vasta e su scala regionale. Ed allora i temi che lei pone che saranno oggetto anche di un ulteriore confronto in Commissione proprio qualche minuto fa il presidente mi ha risollecitato la presenza in Commissione Consigliare, il presidente Sardella, ed al quale si deve aggiungere una disponibilità del Direttore di Area Vasta 2 il Dott. Stroppa che salutiamo, e che salutiamo anche in modo positivo. Ecco qui, perché quando c’è un interlocutore diretto, non c’è più un Direttore Generale che aveva avocato a sè, c’è un interlocutore al quale abbiamo presentato l’elenco delle questioni immediate che andavano affrontate ed altre che fanno invece parte di quel percorso che attiene al Direttore Generale e che però sono nelle nostre corde, nelle nostre sottolineature. Allora intanto l’aggiornamento è di oggi purtroppo ho preso impegno di indire entro la prossima settimana, quindi il percorso per una individuazione del primario di cardiologia, che avrà tutte le caratteristiche che ha la cardiologia UTIC compreso. Quindi non serve, non serve dove le cose vanno a posto rimettere il paletto che può distrarre che può fare confusione. Allora dovevamo avere l’Unità Operativa Complessa di Cardiologia indispensabile, che come ha detto il Consigliere Girolametti, nessuno ha mai messo in discussione, il Primario deve essere fatto il Primario dentro quel processo. Io spero nel Primario più bravo, più capace, più competente, perché meritiamo questo per valorizzare anche le competenze che ci sono dentro. Quindi un percorso che mi fa piacere che venga risottolineato come i due dirigenti medici di gastroenterologia che sono al di là delle polemiche elettorali che ci sono con gli altri comuni. L’UOC è della Gastroenterologia di Senigallia deve essere non solo realizzata, ma deve anche essere scritta bene. Io faccio il contrario, realizzata nella, nella impostazione delle reti ma anche scritta bene mettendola nelle condizioni il personale di senigallia deve avere quella valenza dipartimentale indispensabile. Noi consiliere penso che stiamo mettendo in fila le cose, stiamo rimettendole in fila rispetto ad un progetto generale che ha visto la Regione inevitabilmente ridisegnare l’Offerta Sanitaria in questo territorio però il ruolo di Senigallia, come abbiamo sempre detto, deve stare dentro una rete e oggi, oggi, alcuni tasselli li stiamo mettendo a posto. Ovvio che quella della neurologia è un tema, quella della Radiologia è un altro tema, soprattutto sulla dotazione degli strumenti, soprattutto, e dove ovvio che c’è anche, e qui un impegno del Direttore di provvedere al più presto per la risonanza magnetica. E spero che ci sia una piena condivisione di tutti su questo percorso, non può essere messo in discussione la senologia di Senigallia, così metto un pezzo di più io, perché magari potrebbero in questi giorni avere delle valutazioni diverse e ci sono altri servizi che devono tener conto del ruolo estivo di questa città. Penso uno su tutti la dialisi, che ha bisogno del potenziamento della strumentazione e non può essere rinviata come non può essere rinviata e non programmata per tempo la dotazione del Pronto Soccorso. Quindi continuiamo a lavorare così. Io sa che l’Ass. Volpini ce ne stiamo occupando quasi a tempo pieno, però se ci sono ritorni come questo Consiglio ha dimostrato senza strumentalizzazioni con riferimenti che ci possano aiutare penso facciamo una cosa utile per la città, facciamo una cosa utile soprattutto per i pazienti, per i pazienti che sono sempre, sono sempre nella attenzione principe del Sindaco. E vorrei che tutti votano e giurano su, giurano fedeltà a Ippocrate ed allora vorrei che ci fosse questo afflato con i cittadioni che sono sempre al centro dell’azione dell’Amministrazione al centro dell’azione dei medici, al centro dell’azione di tutto il personale e che deve essere per forza anche al centro della Regione che è quella che fa quelle scelte pensando a loro e niente altro“.
Dulcis in fundo la replica di Girolametti: “
Grazie Sindaco, vede non è che io lo ribadisco per lei che lo sa benissimo, ma lo ribadisco per i tanti cittadini di Senigallia che magari ci ascoltano. La mia, come dire, ossessione quasi per l’UC ribadire alcune UC fondamentali è perché avere delle tecnologie è importante è fondamentale avere operatori che poi gestiscono e fanno funzionare queste tecnologie ed è chiaro a tutti che in una UC ha una dotazione organica di un certo tipo ed una US ne ha tutt’altra. Quindi non è solo questione di tecnologie di cui si può disporre o non disporre, a parte che ho i miei dubbi che in un concetto generale di distribuzione delle risorse, le risorse vengono distribuite in una US, sarebbe un controsenso, no, abbiamo detto per quanto ci riguarda in gastroenterologia, abbiamo detto no, le risorse servono a noi perché siamo UC di Gastroenterologia e non ad altri che sono US. Bene lo stesso discorso ci verrà fatto se non riusciremo ad avere UC di Radiologia, nel momento in cui noi chiederemo organici e tecnologie ci diranno ah, Alt! Prima all’UC tu sei una US. Quindi eccolo il motivo perché avere una risonanza magnetica in più è fondamentale, ma è fondamentale avere il personale che poi la faccia funzionare su un periodo lungo della giornata. Ma questa era una precisazione per quei pochi volenterosi o tanti che ci possano ascolate. Chiaro? Così come noi siamo contenti che sia stata assegnata L’UC di Otorinolaringoiatria, però è vero che questa cosa noi non l’avevamo chiesta. Onestamente non l’aveva chiesta neanche gli altri, allora perché, perché in dieci anni noi riuscivamo anche a fare in modo che i nostri cittadini fossero seguiti a Fano o a Torrette per i problemi di Otorino. Avere una cosa in più ci fa piacere, ci mancherebbe, però il Sindaco sa bene che non si da nulla gratuitamente. Se abbiamo avuto questa UOC ovviamente questo nella distribuzione delle varie risorse in Area Vasta conterà per Senigallia e questo è chiaro. Ed allora queste e lo cito solo come esempio, perché a me fa piacere di avere una UOC di Otorino, ci mancherebbe, ma lo cito come esempio che di queste sottigliezze nel riordino della Sanità di questa Area Vasta ne sono state fatte e non molto a vantaggio di Senigallia, anzi assolutamente no, anche se il Sindaco di Jesi un giorno si ed un altro pure sui giornali sbraita nonostante che poi l’Ospedale di Jesi sia l’Ospedale capofila della Area Vasta 2. Io non chiedo al Sindaco di fare altrettanto sarebbe poco serio e non mi permetterei di chiederlo, però io chiedo al Sindaco non il massimo impegno perché son convinto che ci sia il massimo impegno sulla Sanità, di coinvolgere, questo lo faccio a titolo personale, il più possibile, non me, ma l’Ass. alla Sanità che della Sanità sia per quanto riguarda il territorio sia per quanto riguarda l’Ospedale lo metta sotto sferza, lo coinvolga, faccia si che si impegni. Lui conosce negli intimi i meccanismi della Sanità Senigaliese. Grazie“.


PS: Non so quanti addetti ai lavori arriveranno a leggere questo punto, ma se qualcuno degli intervenuti dovesse rileggere quanto dagli stessi espresso, li inviterei ad un esame di coscienza e ritenere quante parole hanno speso solo per dare inutilmente fiato alla bocca. Inviterei non certo a coloro che sono destinati a rispondere, ma a coloro che interrogano a scriversi in anticipo 4 righe evitando di “distrarre” spazio ai loro stessi colleghi di interpellanze ed interrogazioni. Intanto, in “odore di oratoria”, siete in numero limitato. Credetemi, ma nel contempo, vi prego di scusarmi per la franchezza....”

Prevedevo, e non sono un veggente, solo che guardo sempre oltre il naso ed ho imparato a conoscere certi individui, quanto oggi dobbiamo lamentare. E mi arrischio anche a dire che se l'Assessore o anche lo stesso Sindaco, con coraggio e non ce ne vuole tanto, si sentiranno in dovere di prendere una posizione, getteranno il “cuore” oltre l'ostacolo ed al massimo RICHIEDERANNO un'altra comparsata del “bello” (ed inutile!!) della Sanità, l'Ing. BEVILACQUA (una qualifica che giustamente c'azzecca con la Sanità come quella della Lorenzin – neppure laureata - ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti) in Commissione, obbligando il Presidene ad un invito e con il solito risultato finale di sempre: un solo fiume di parole e di promesse da marinaio. Ma sappiate fin d'ora che con queste i cittadini oramai hanno imparato che ci si pulisce solo le terga... Ed il conto primo o poi vi arriverà. Mi mordo i gomiti, credetemi, ma non ci riesco !!








di Franco Giannini



Ma che velocità... evidentemente erano solo le voci dei soliti gufi.
Speriamo solo che non siano solo altre nebulose promesse a cui farebbero seguito altre reazioni dei notturni uccellacci predatori.
Comunque sia, ecco il COMUNICATO STAMPA del Comune. Un documento che posto qui a futura memoria in caso che..., perchè c'è una frase finale che non mi tranquillizza :"...su questo vigileremo attentamente!". Una frase che potrebbe indicare che neppure Lui, è del tutto tranquillo. E fa bene, perché neppure a me fa fare sogni d'oro.

"COMUNICATO STAMPA

Incontro con i vertici della sanità regionale sul futuro del reparto Cardiologia di Senigallia, Mangialardi: “A livello operativo non vi saranno sostanziali modifiche all’attuale attività svolta, né depotenziamento del reparto”

SENIGALLIA – Si è svolto questa mattina all’ospedale di Senigallia un incontro tra il presidente della commissione regionale Sanità, Fabrizio Volpini, il sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi, il direttore generale dell’Asur, Alessandro Marini, il direttore dell’Area Vasta 2, Maurizio Bevilacqua, insieme a una rappresentanza del personale sanitario dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia.

Oggetto della riunione, il confronto sull’applicazione pratica delle disposizioni contenute nella delibera 361 del’Asur dello scorso 23 giugno.

“Un incontro positivo – afferma il sindaco Mangialardi – che ha fatto emergere la comune volontà di salvaguardare tutti i percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali di presa in carico del paziente cardiopatico acuto e cronico. A livello operativo non vi saranno sostanziali modifiche all’attuale attività svolta, né depotenziamento del reparto, tanto che al reparto Cardiologia rimarrà la presenza del cardiologo 24 ore su 24 per far fronte a qualsiasi evento acuto di pazienti provenienti dal pronto soccorso o già ricoverati in reparto. Inoltre, rimarrà inalterata l’attività di degenza differenziata per intensità di cure dal livello elevato a quello riabilitativo. In ogni caso, tutte le proposte comprese nel processo di riorganizzazione dovranno essere volte a rendere sempre più efficiente il nostro ospedale. Su questo vigileremo attentamente”.

In tal senso, il dottor Bevilacqua ha già condiviso con il direttore sanitario dell’Asur, Nadia Storti, e il personale dell’Unità operativa di Cardiologia, la decisione di avviare già a partire da lunedì 10 luglio un tavolo tecnico per codificare e realizzare tutti i percorsi della rete cardiologica, al fine di continuare a rispondere alle esigenze dei cittadini per garantire appropriatezza, efficienza ed equità dei servizi.

“Importante – aggiunge Mangialardi – è anche al nomina che arriverà nei prossimi giorni dei primari di nefrologia e del centro trasfusionale. Per quanto ci riguarda, d’accordo con la presidente della quarta commissione Margherita Angeletti, e come richiesto questa mattina dal consigliere Paradisi, tutto ciò verrà approfondito in una riunione ad hoc della stessa commissione, che procederemo a convocare per lunedì 24 luglio”.

Senigallia, 6 luglio 2017

Ufficio stampa del Comune di Senigallia
Telefono 071 66 29 301
Cellulare 339 163 39 39
Sito web www.comune.senigallia.an.it 

martedì 7 marzo 2017

Da quella famosa e simpatica Pubblicità TV sul logorio, si è scivolati ad una patetica sul comportamento di un prostatico

... come ? Ma semplicemente "suggerendo" un farmaco, o meglio..., ("lo spacciano") per un integratore alimentare.

La simpatica figura di Calindri, è stata sostituita da un insonne signore in maglietta e pigiama boxato che passeggia per la camera da letto. Una volta perché ha sete, un'altra perché sente dei rumori in garage o perché la TV era rimasta accesa. E così con queste sua alzate, logicamente sveglia la moglie che viste le fastidiose ripetizioni, dubita su queste scusanti ed alla fine comprende che il suo uomo ha bisogno di un aiuto farmaceutico per riportare alla normalità una prostata "affaticata". Ordunque, si penserà, una medicina ed invece no. Su un lato dello schermo, infatti, per una frazione di secondo si può leggere che si tratta di un "Integratore Alimentare". 
Ma da un po' di tempo a questa parte, sto notando, che gli spot pubblicitari sulle varie emittenti televisive sono contesi oltre che dai modelli di auto, da prodotti da banco farmaceutici. Insomma, sembra che andare dal medico di famiglia sia diventato un surplus, una scocciatura inutile, in quanto ci si può curare "provando" i prodotti che suggeriscono immediati vantaggi.
Avete un "Colon Irritabile", soffrite di "Flatulenza", l' "Irritabilità" vi assale, il vostro problema è il "Colesterolo", se avete "Diarrea" non ci sono problemi, abbiamo la soluzione, come pure per chi ha "Stitichezza". Se i dolori sono dovuti al "Ciclo", anche in questo caso la soluzione è stata scoperta e portata alla conoscenza di chiunque. Il "Mal di Gola" non può più spaventare, come tutti i disturbi causati dall' "Influenza", prendi un bicchierino di elisir chimico e dimentichi i tuoi acciacchi. Per la "Tosse" poi, i segreti non esistono più: sia essa "Secca"o "Grassa". Anche per i problemi artritici la soluzione si è cercata ed infine trovata e va dal così detto generico  "Mal di Schiena" al "Ginocchio della Lavandaia". Se poi i "Denti" sono il tuo problema, oggi non lo è più: basta andare in un supermercato e troverai nei negozi che compongono la sua Hall, lo "Studio Dentistico" che fa per te, con tanto di medici, odontotecnici e assistenti bancari, si assistenti finanziari che vi consiglieranno sul come ottenere il mutuo per l'intervento a cui dovrete sottoporvi.
Io mi fermo qui, ma potrei proseguire, anche perché quello che voglio sottolineare non è la tipologia della malattia o le marche dei medicinali (e di già ce ne sono di più marche in concorrenza tra loro per stesse tipologie di malanni !!), ma perché cominciavo a pensare che sotto sotto, come si fa in Italia, ci fosse una "regia" lobbistica.
Fino a poco fa si suggeriva, se ricordate bene, di non curarsi mai da soli, di evitare tassativamente dall' assumere magari medicinali senza il consiglio medico. In farmacia si dovrebbero vendere medicinali sempre e solo dietro presentazione di una ricetta medica (e lo fanno!!), che da un valore ripetibile di sei mesi, se non sbaglio, ora è passata ad una validità mensile (per dire la severità delle leggi). Logicamente per i prodotti da banco, in cui rientrano anche gli "Integratori Alimentari", questa regola non vale. Ecco che allora, qualche cosa mi fa fare peccato pensando il male, perché tra quei prodotti pubblicizzati in TV spesso rientrano negli "Integratori". Fatta la legge, trovato l'inganno? Forse, ma non certo per quello che si può pensare sulla ripetibilità della ricetta... magari fosse solo per quello !! 
Ho chiesto lumi allora ad un farmacista il quale mi ha smozzicato una verità che immaginavo, ma che avrei preferito ignorare restando nei miei dubbi.
Ricordate che vi parlavo della pubblicità circa le cure dentarie? Bene, si tratta di un tipo di rodaggio, sul cominciare ad abituarci sul come usufruire dell' Assistenza Privata a pagamento. 
Idem, come mi suggeriva a denti stretti, il farmacista contattato, sono questi "integratori" che venduti a prezzi accessibili e che in molti per pigrizia, per abbreviare i tempi di attesa in un ambulatorio o per credulità di risolvere agevolmente il proprio problema, provano. Poi magari se usati in fasi infiammatorie iniziali, vedono il recesso, quindi ripetono questa auto cura ad ogni verificarsi di qualche altro malanno.
Ma devo dire che un sentore lo avevo provato, già da diverso tempo, quando avevo ascoltato "radio ambulatorio", in cui alcuni anziani raccontavano, lamentandosi, che uno di loro aveva chiesto un collirio per la lacrimazione di un occhio, un altro di una pomata per le emorroidi, un altro ancora si aggiungeva per narrare la sua esperienza in una richiesta di una pomata per un gonfiore reumatico in una mano e tutti si erano veduti staccare una ricetta (definita bianca per distinguarla da quelle rosa del SS) di medicinali da acquistare a pagamento i farmacia.
E mi replicava, quel farmacista, raccontandogli quest'ultimo fatto, che i medici di famiglia, (anche loro tengono famiglia), "sembra" abbiano ricevuto da Servizio Sanitario, il "consiglio" a voler eliminare quanto e come il più possibile i costi farmaceutici, onde contenere quelle spese (e queste lo dico io) che il Servizio tende ad avere difficoltà a gestire, in quanto spesso usate male e per scopi che con la Sanità hanno poco o nulla a che fare: un esempio ? Pagare a chi al lavoro non ci va ma smarca il cartellino. Ma si lo so, questo, il mio, é solo un altro discorso e del resto populista.





di Franco Giannini