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lunedì 13 aprile 2015

Ostra Vetere: donata la tela di Brunella Romyo alla Casa dell’Accoglienza – FOTO

Il paese com'è oggi, riveduto e corretto del com'era "al tempo delle mele" degli Ospiti residenti.

A seguito delle festività pasquali solo ora sono a riportare la suggestiva cerimonia della donazione avvenuta il 2 aprile. Solitamente tutti questi tipi di cerimonie si è soliti etichettarle, con un filo di retorica, come appunto ho definito suggestive, commoventi, toccanti, coinvolgenti e chi più ne ha più ne metta.
Ma in questo caso, l’uso di tali aggettivi, non è certamente un farsi prendere dal facile uso dell’enfasi, perchè si è trattato veramente non di un semplice scoprimento di una tela. In quel gesto atto a far cadere quel drappo bianco consegnando un’opera d’arte ad una Comunità particolare, c’era molto di più.
Arte, ricordi, umanità, rispetto, nonchè l’invito ad sempre maggior fusione della Comunità anziana e non solo, interna alla Casa, con quella più giovane del Paese: il tutto racchiuso e custodito gelosamente dentro quegli appena due metri quadri di tela tenuta assieme da una leggera cornice, poco appariscente, in modo tale da non distogliere l’attenzione dal suo più importante contenuto.
Avrei voluto scrivere che alla cerimonia presenziavano anche Josè Feliciano o i Ricchi e Poveri che con le parole e la musica della loro canzone sanremese “Che sarà”, avrebbero potuto darla ad intendere che erano state pensate e scritte proprio per questa occasione e per questo quadro: “Paese mio che stai sulla collina – disteso come un vecchio addormentato – la noia l’abbandono il niente – son la tua malattia paese mio ti lascio e vado via…” ed ancora proseguiva con: “… gli amici miei son quasi tutti via – e gli altri partiranno dopo me – peccato – perche’ stavo bene in loro compagnia – ma tutto passa tutto se ne va – che sara’ che sara’ che sarà…”.
Infatti questo evento ha casualmente come titolo “Paese Mio”.
Ostra Vetere: donazione alla casa per anziani del quadro "Paese Mio" di Brunella Romyo Ostra Vetere: donazione alla casa per anziani del quadro "Paese Mio" di Brunella Romyo Ostra Vetere: donazione alla casa per anziani del quadro "Paese Mio" di Brunella Romyo
Un velo di malinconia dovuto a quel po’ di rimpianto che abbiamo tutti per i tempi trascorsi, ma che è durato solo una frazione di secondo, perchè l’autrice di quest’opera, la Signora Brunella Romyo, è riuscita a scacciare in un batti baleno, giusto il tempo della caduta del drappo. Poi osservando l’opera, ci si è ripresi e con l’apporto dei festosi caldi colori e l’aggiunta di immagini vive, seppur fantasiose (oggi scomparse e divenute inesistenti) di quei giorni passati, gli Ospiti della Casa, si sono sentiti riportare ai tempi della loro gioventù, quella di cui sono intessuti i loro discorsi quotidiani. Infatti gli Ospiti ricordano spesso e sempre con allegria, i ricordi della loro infanzia, della loro adolescenza: quell’età giovanile che proprio per questo rimarrà sempre bella nella loro memoria.
E questo quadro sarà lì, ogni mattina proprio quale stimolo per rammentare loro piacevoli momenti della loro gioventù.
A togliere il drappo sancendo così il definitivo dono dell’opera, due Ospiti della Fondazione, l’autrice Sig.ra Romyo ed il Dott. Sandro Sabbatini Presidente della Fondazione Casa dell’Accoglienza Federico Marulli accompagnati simbolicamente in quel gesto dalle principali autorità istituzionali e religiose del Paese.
Michele Garbin parla dell'opera "Paese Mio"Dopo la benedizione dell’opera a completarne la presentazione anche un puntuale e preciso intervento del nostro concittadino nonchè critico d’arte Dott. Michele Garbin, che ne ha spiegato le difficoltà tecniche di esecuzione nonchè le qualità artistiche dell’autrice.
Ed ora attendiamo i prossimi lavori dell’artista, che come promesso si cimenterà nella rivisitazione dei vecchi vicoli di Ostra Vetere e che saranno presentati in una nuova mostra.
Prima di chiudere, io invece mi scuso per la scarsa qualità delle mie foto e del mio video, fatte all’interno dell’atelier, che vista la limitatissima abilità del sottoscritto aggiunta alla fretta per i motivi già spiegati, ha portato ad un risultato poco entusiasmante (L’opera meritava molto di più!). Quelle invece relative all’interno della Fondazione, sono di altra mano e la cosa del resto ben visibile e palese.


La donazione del quadro: GUARDA il VIDEO su Facebook
Volti e nomi della Senigallia celebre ma modesta n°18: Brunella Romyo

Franco Giannini
Già pubblicato Domenica 12 aprile, 2015 su SenigalliaNotizie.it

lunedì 23 marzo 2015

Mostra della pittrice Brunella Romyo alla Casa dell’Accoglienza di Ostra Vetere…

... e donazione dell' opera: l' appuntamento per l' inaugurazione della tela è per il 2 Aprile.

Era da tempo che ogni qualvolta mettevo piede nel suo Atelier-Studio d’Arte di via Cavour, 34 a Senigallia per un saluto, vedevo la Sig.ra Brunella Romyo che mi guardava con un certo imbarazzo principalmente quando inevitabilmente lo sguardo mi cadeva, seppur con fare disinteressato, a quel “qualche cosa” di rettangolare nascosto sotto un lenzuolo bianco. Seppur fosse intuibile che di quadro si trattasse, le mie seppur scarse ed elementari nozioni di buona educazione mi hanno sempre evitato di chiedere in che cosa di nuovo e di tanto segreto stesse lavorando, dal momento che tutto era così accuratamente ben celato all’occhio del visitatore. Fintanto che, però, giorni fa, sono entrato casualmente a farle visita fuori dell’orario solito in cui normalmente la passo a visitare e l’ho trovata, come si è soliti ironicamente dire, con il “topo in bocca”.
In camice bianco, tutta indaffarata ed accaldata per l’operazione che stava facendo. E ci si può figurare come sia rimasta quando ho aperto la porta del suo Atelier.
Stava sistemando angoli protettivi di cartone su di una cornice di un quadro di ben 2 metri e 30 di lunghezza per 0.90 di altezza, tenuto in precario equilibrio tra le sue esili braccia. Un lavoro più da manovale che da pittrice. Lei che, al macro, preferisce immergersi nel micro delle sue miniature. Di conseguenza, all’apertura della porta un suo naturale motto di sorpresa, prima ancora del suo solito educato buongiorno. Scoperta, ha immediatamente fatto seguire delle scuse che assolutamente non necessitavano (ma lei è una donna gentilissima) per non avermi reso partecipe prima, di questo suo lavoro segreto. I perché di tanta segretezza e della immediata cortese richiesta (il suo bagaglio di educazione è da scuole alte, ben lontano dal mio) di tenermi tutto per me quello che avevo visto, ma che mi ha lasciato poi fotografare e filmare, almeno fino al giorno dell’inaugurazione. Da qui, è stato come se l’essere stata colta in flagrante l’avesse resa più libera.
Ed allora ecco che con il riposizionamento del lenzuolo immacolato sul quadro, simile ad una slavina, ha cominciato a raccontarmi la gestazione e la nascita di questa sua nuova ed inusuale creatura artistica che in questa particolare occasione, racchiude in una tela macrocontenitrice, tantissimi micro particolari.
Ma andiamo per ordine.
La Sig.ra Brunella Romyo alla fine del novembre scorso viene convocata dal Presidente della Fondazione Casa dell’Accoglienza Federico Marulli di Ostra Vetere, il Dott. Sandro Sabbatini, per sottoporle una proposta di incarico per eseguire un’opera pittorica, dietro rimborso delle sole spese vive, che rappresentasse la visione panoramica del paese di Ostra Vetere. Con l’accordo, che una volta poi terminata la tela, la donasse in via definitiva alla Fondazione. Il tema suggerito dal Presidente era quello di riprodurre su tela i luoghi del paese di Ostra Vetere, poiché la prossima manifestazione avrà come titolo “Paese Mio” con uno degli obiettivi principali, la presentazione alle Comunità, sia degli Ospiti della Casa di Accoglienza che dell’intera Ostra Vetere, della panoramica del paese a livello pittorico.
Era la fine di novembre, come si diceva, quindi con una stagione invernale senza foglie, senza colore, con una visione mesta ed abbastanza piatta. Una stagione con i suoi colori, belli anch’essi sotto certi aspetti, ma sicuramente poco allegri. Ed allora la Sig.ra Brunella ha pensato bene che a monte di questa richiesta formulata da parte del Presidente ci fosse anche una sua aggiunta, un suo tocco di fantasia, un’iniezione di colori più consoni all’età degli Ospiti e che con la loro visione fornissero gioia e calore.
Un quadro che amalgamasse in qualche modo sia la visione del Paese attuale con i ricordi di gioventù degli Ospiti di questa Fondazione. Una sapiente miscela di realtà e fantasia che rendesse ragione alla richiesta vera e propria da parte del Presidente ed alla singolare funzione della della motivazione che questa Opera d’ Arte dovrebbe muovere negli animi di questi amabili Ospiti.
Lascio l’autrice, la Si.ra Romyo, illustrare l’Opera con le sue stesse parole: “Quindi mi sono premurata di studiarla in maniera personale fino a realizzarla in versione estiva tanto da aiutare le persone Ospiti della Fondazione a rivivere in qualche modo, quelle situazioni che erano a loro familiari e quotidiane ai tempi della loro gioventù. Ho quindi aggiunto alla foto panoramica in mio possesso della visione del paese reale com’è oggi, aggiungendovi una chiave di lettura molto più personale. Ho quindi reso il paesaggio estivo con colori caldi e vivaci, affinché offrissero una sensazione più vicina ai loro ricordi, più belli di quelli che sono i ricordi del Paese d’oggi, proprio perché più vicini alla loro gioventù. Ho quindi aggiunto anche dei particolari che sicuramente in Novembre non ci sono, come uno spaventapasseri e un carrettiere con il carretto che si avvia lungo una strada ciottolosa verso il paese o le oche sull’aia di una casa che ancora oggi c’è, ma è disabitata. Di conseguenza la chiave di lettura per chiunque veda il quadro – vale a dire nessuno o pochissimi, prima del 2 di Aprile, aggiungo io – in qualche modo si ritrova nel periodo precedente al nostro, molto precedente, vale a dire nei tempi del primo periodo del ’900, ma diciamo in pratica dal ’900 in poi. Ma la cosa non finisce qui, perché unitamente a questa tela, abbinerò anche una prima presentazione della mia attività che come tutta la mia arte in particolare, ha una chiave di lettura ottocentesca. A cui faranno seguito successivamente nel tempo, altre mie presentazioni sempre con visioni dello stesso paese, o meglio dell’interno dello stesso paese, dei suoi vicoli in particolar modo, tratti da fotografie reali dei posti, ma sempre abbinati allo sviluppo aggiuntivo di quello che la mia fantasia mi suggerisce. Vicoli reali che saranno quindi trasformati, seguendo anche i discorsi delle persone che li abitano o che li frequentano aggiungendo quei particolari, come sono solita fare, di situazioni che ci riporteranno indietro nel tempo, ma sempre legate in funzione della prima opera ceduta in donazione. Voglio sperare che questa presentazione offra un sintomo di una continuità nella vita di questi Ospiti, molti dei quali ancora vivaci, mentalmente vivi e pronti a recepire qualsiasi tipo di manifestazioni siano esse culturali, siano esse folcloristiche o gastronomiche che servono a vivacizzare un po’ questo loro ambiente attuale e che fino ad ora è stato un pochino chiuso. Voglio sperare si possa dire che questa presentazione sia la chiave per aprire le porte alla Comunità tutta del Paese, confidando che possa utilizzare al meglio queste iniziative, cercando di rendere con la loro vicinanza, anche gli Ospiti della Casa di Accoglienza, ancora partecipi e vivi nell’attività del Paese. Si guardi bene che l’evento si chiamerà “Paese Mio”, ma sarà non soltanto mio, sarà, anzi dovrà essere, di tutta la Comunità ed è per questo che avrà anche delle iniziative culturali, funzionali, gastronomiche, tenendo presente e non dimenticando, mai, che anche gli Ospiti della Fondazione fanno parte di questa Comunità. Bisogna anche dire che l’iniziativa è partita da una visita occasionale del Presidente ad una Comunità molto simile alla nostra in Toscana, più esattamente Figline Val d’Arno. Una iniziativa raccolta e proiettata nella nostra realtà, che non dovrà essere da meno. Che altro dire? Vorrei che questa iniziativa potesse forse essere di stimolo e ripresa da altri artisti pittori in altre realta simili. Perchè poi, si sa, da cosa nasce sempre cosa”.
Aggiungo io, a conclusione, che l’appuntamento per il taglio del nastro e la visione delle Opere della Sig.ra Brunella Romyo, è fissato per il 2 di aprile alle ore 15,30 nei locali della Fondazione Casa dell’Accoglienza Federico Marulli di Ostra Vetere (ex Ospedale), sito nella Circonvallazione del Paese.

Franco Giannini
Già pubblicato Domenica 22 marzo, 2015 su SenigalliaNotizie.it