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giovedì 26 ottobre 2017

Fai del male ? Pensaci... Fai del BENE ? SCORDATI !!!!

... Ma sembra un motto, che qualcuno in questi giorni, almeno qui, a Senigallia, non conosce, o fa finta o gli fa comodo di non conoscere.

Si è buttata là l'idea di "aiutare" il volontariato con un "tot" annuo, cosa che assolutamente condivido, onde poter aggiornare maggiormente, attrezzature o quanto altro serva per svolgere mansioni a cui donne ed uomini delle Associazioni offrono con il loro lavoro disinteressato. O almeno lo era fino ad oggi.
Ma si è voluto allegare (furbescamente) alla prima, anche una seconda proposta che condivido molto meno, anzi proprio la aborro. E' il tentativo di voler concedere a chi fa il "volontario", un gettone, un rimborso, chiamatelo come vi pare, ma che alla fine sempre quattrini sono. 
Capisco che in un momento come questo con una Italia in brache di tela (come tantissime famiglie che la compongono e non perdendo di vista che tutti teniamo famiglia) tutto fa brodo, anche se l'importo è piccolo. Ma in questo campo, dove il primo requisito richiesto e che si adopera nelle necessità improvvise è l'altruismo, allora a dover frenare questa sciocca (eufemismo) idea, dovrebbe intervenire non un veto imposto, bensì l' ETICA MORALE. 
Spero anche, la speranza deve essere l'ultima a morire, anche se la vedo difficile, che in ipotetico volontario politico che aspiri a divenire anche un Politico (si noti la p e la P), quell' ETICA morale dovrebbe prendere più forza da quella Professionale, facendogli inserire un "macchine indietro a tutta forza". Una scusa, intanto, un bravo politico la trova sempre a sua discolpa, magari il solito essere stato frainteso.
Io mi permetto solo di sottolineare l'enorme "castroneria" della proposta suggerita che puzza tanto di una cosa ideata ad personam e per rinfrescare le memorie di quanto sia inopportuna, vado a riportare quanto WIKIPEDIA ci regala e dove è possibile, tra l'altro, leggersi che:
"Il volontariato è un'attività di aiuto e di sostegno messa in atto da soggetti privati o associazioni, generalmente non a scopo di lucro, per varie ragioni che possono essere di altruismo, di generosità, interesse per l'altro o di qualsiasi altra natura. Il volontariato può essere operato individualmente o in associazioni organizzate....." 
E poi circa la spesa di deve pensare che in Italia i volontari sono oltre 6 milioni!!
Aggiungo anche che c'è molto altro da leggere. 
Voglio aggiungere, ma non so in quanti saranno coloro che andranno a leggersela, il link della legge 11 Agosto 1991 n. 266 da cui traggo solo il brano relativo all'art.2 comma 2 :" L'attività del Volontariato non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall'Organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l'attività prestata entro limiti preventivamente stabiliti dalle Organizzazioni stesse."
Quello che mi induce a pensare con ottimismo che la cosa sfumi come umidità sotto l'afa agostana, è che persone facenti parte di quel volontariato che "fa del bene e si dimentica" rispettose, coscienti e veramente altruiste, si sono dette anche loro stesse contrarie e si sono allontanate da chi vorrebbe far divenire il volontariato un altro dei tanti "carrozzoni"  dispensatori di un posto di lavoro per gli amici degli amici parcheggiati nel garage Italia.
Grazie a queste ultime persone di cui ho parlato e che sono certo siano la maggioranza.








di Franco Giannini

venerdì 29 settembre 2017

Oltre che la cassa famigliare, fanno piangere anche il telefono...

... ed alla classica domanda del commercialista del "A chi destina l'/il ..." perché ciò è richiesto nella denuncia dei redditi, nel corso dell'anno dobbiamo sopportare anche il lacrimevole "Dona"... "Dona" ... "Dona"...

Ma è anche vero che se la cassa di famiglia è vuota, quella dello Stato lo è ancor di più. Questo perché quando in famiglia si evidenziano ristrettezze economiche, la prima cosa da farsi sono i "sacrifici" (tagli) per arrivare, onestamente, alla fine del mese. In ambito statale, essendo questa una grande casa, però non funziona così. Superiamo la parola "Onestamente" dandola  bugiardamente per cosa ovvia e scontata. Diciamo quindi che per arrivare a tappare i buchi da loro stessi creati (gli Amministratori) per incapacità (e non solo, ma abbiamo detto di non parlare di questo) usano anch' essi la soluzione "sacrifici", con la sola variante che non li fanno in prima persona, ma te li fanno fare. E mungi oggi che mungi domani, alla vacca si sono seccate le mammelle e gli si è accesa la spia della riserva. Di qui i tagli di spesa governativi oltre che quelli di casa.
Solo che se in una sala operatoria ci sono dei bravi chirurghi provenienti dai migliori atenei, l'operazione di taglio, viene eseguita in anestesia locale o totale e con dei bisturi, ma se invece abbiamo, come nel nostro caso, dei macellai che si sono laureati nella bottega di Mastro Titta ed hanno avuto come tutor qualche insegnante di università croate o albanesi, l' anestetico usato, sempre che lo usino, sarà l'acqua e lo strumento di resezione sarà un' ascia per di più usata al grido di "Ndo cojo, cojo". E questo è quando si usa democraticamente la forza posseduta dal Marchese del Grillo. Però a lungo andare questo modus governandi crea malumori, scese di cortei in piazza (ancora va bebe perché armati di fischietti !), cali di consensi elettorali, evasione fiscale con un minor gettito fiscale e logicamente meno servizi. Ecco che allora le conseguenze sono le deficienze assistenziali di ogni ordine e grado a partire da quelle della Sanità per arrivare alla salvaguardia sismica, come quella delle frane e delle messa in sicurezza delle acque o la manutenzione in generale. Ed allora per non rendere la situazione meno scottante, ecco che l' Ospedale con le sue piaghe chiede aiuto alla misericordia della Chiesa. Dove Ospedale è inteso come Stato e la Chiesa come Assistenza Popolare.
Ecco che allora a tappare tutte queste lacune statali, nascono (fortunatamente) un'infinità di organizzazioni volontaristiche che si mantengono con i contributi volontari di privati. Come? Ma semplicemente con la "scoperta" (del resto siamo italiani e come tali pieni di inventiva!) del contributo telefonico attraverso: numeri così detti Verdi, oppure con semplici SMS o da quelli contrassegnati dal 455 seguiti a sua volta da altri due a seconda del periodo e del che cosa o chi si intende aiutare. Sempre più spesso, poi, legati a comparsate televisive di Vip con gli adesivi al petto sponsorizzanti la giusta causa ed il numero a cui "donare". E sono questi  interventi a cui si ricorre oramai spesso, forse troppo spesso e sempre più assillanti che fa sorgere il sospetto che siano gestiti in maniera dubbia. Principalmente quando a chiedere quel "Dona", sono bambini o foto o video di persone in stato di un profondo ed imbarazzante disagio, che invece dovrebbe essere, per la dignità di chi impersona la scena, tutelato proprio da una legge che è, in questi frangenti, o assente o con la l minuscola. 
Ricordo che una volta si era partiti con una donazione volontaria anche sull'importo, senza l'obbligo di un minimo, poi si è passati ad 1 €, ed oggi si è arrivati a 2€ ed oltre. Cioè come se avessi la disponibilità di un solo € , mi dovessi ritenere un pezzente del quale si può fare a meno. Cosa questa che mi fa pensare che qualcuno, evidentemente non ha così necessità come vogliono farci credere. Per la legge dei piccoli numeri, infatti tutto dovrebbe far brodo ! E' come se una persona mi chiedesse un obolo perché ha fame ed io offrendogli un panino, mi sentissi rifiutarlo perché pretende 2€, non solo dubiterei non poco sulla sua prima dichiarazione, ma gli rifiuterei la seconda.
E c'è poi da dire che a sponsorizzare concedendo spesso la qualifica tutelante di Organizzazione Non Governativa e lavandosene quindi le mani è proprio quello Stato che dovrebbe invece accollarsi queste spese. E sono così nati per ogni tipologia di fabbisogno, statale e non, l' 8%°, il 2%°, il 5%°, i numeri verdi, gli SMS, i 455.. con migliaia di aderenti che spesso entrano in servizio (Alluvioni - terremoti - Frane -...) ancor prima (ironicamente parlando!) del verificarsi dell'evento... e poi dopo non si sa più nulla che fine abbiano fatto le donazioni, salvo che non ci si crei su dei scoop politici.
E qui, seppur lodo ogni forma di volontariato, sarei a chiederne ancor più trasparenza di quella che si ha oggi, dove spesso non si sa che fine abbiano fatto i fondi, a chi ed a che cosa siano stati destinati e che magari dopo qualche anno siano fermi nelle casse delle banche in attesa di un qualche "benestare" (e così dicendo lo si fa cercando di vedere tutto roseo, senza alcuna nebulosità)
E quindi la nostra bella, sana, democratica Repubblica tanto decantata dalla nostra Costituzione, si è  ridotta ad un grosso e rottamato contenitore di Organizzazioni che nel bene o nel male ( cominciando ad affiorare anche sentiti dire che non fanno di certo bene alla causa) riescono a sopperire a quei mali che essa stessa si procura, sempre più spesso, a volte per incapacità (quando va bene!) e purtroppo non di rado, per corruzione. Un male tumorale che se continua a persistere nelle nostre Istituzioni senza trovare una cura idonea, inizio a pensare che ce lo troveremo anch'esso, tra poco, magari in occasione delle festività natalizie, quando si sfrutta la bontà pelosa fatta ad ore, sponsorizzato da qualche imbonitore TV con il numero 455XX seguito dalla richiesta di un "Dona 5€ per #mettiamolingalera". Tranquilli che in galera non ci andranno, ma almeno qualcuno (un' altra organizzazione ?) ne beneficerà (?) economicamente.








di Franco Giannini

sabato 14 luglio 2012

La beneficenza per i terremotati dell’Emilia trasportata sul veicolo della musica…



...grazie al contributo dei Nomadi Fans Club, che interverranno anche in favore di Christian Cialona


Quest’oggi, mi è pervenuto dall’amico Sergio Cialona, uno che conosce bene il termine “beneficenza” in ogni suo dettaglio, chiedendomi di pubblicare quello che solitamente viene definito “Comunicato Stampa”.Leggendolo però mi sono reso conto che definirlo in tal senso sarebbe stato riduttivo, per tutti coloro che umilmente, con determinazione e senso di altruismo si sono prodigati affinchè il progetto potesse realizzarsi.

Da qui quindi il termine “canzone“, non per le parole usate, ma per il contenuto morale del gesto:
“Il giorno 17/06/2012 alcuni membri del Nomadi Fans Club “Stop the world” di Chiaravalle e dintorni, hanno portato gli aiuti raccolti nei giorni 09/06/2012 e 16/06/2012 davanti ai supermercati SI CON TE ed EUROSPIN di Chiaravalle.
Gli aiuti sono stati portati al campo 6 di Finale Emilia.
Ringraziamo tutti i cittadini per averci aiutato in questa raccolta di prodotti alimentari e giocattoli.
Ringraziamo i supermercati SI CON TE ed EUROSPIN di Chiaravalle per averci permesso di fare questa raccolta e un ringraziamento particolare alla DITTA ABD di Jesi che ci ha offerto il mezzo ed il trasporto (gasolio ed autostrada) per portare la merce a destinazione.”
Io e la Redazione di Senigallia Notizie non potevamo che unirci ai ringraziamenti, ma estendendoli principalmente a tutti coloro che ci hanno messo braccia e cuore: i Fans del Nomadi Club “Stop the world“ promotori dell’ idea, della raccolta e del trasporto.
Visto che sto parlando di beneficenza, permettetimi di anticipare, che la cosa non è finita qui, perchè a settembre (data da destinarsi), ci sarà anche un concerto a Montemarciano, sempre per raccogliere ulteriori fondi da destinarsi alle popolazioni terremotate.
Ho fatto due, non potevo che fare tre.
Concerto "Ma noi no" in favore di Christian CialonaQuesta “nota” è anche per il piccolo Christian della famiglia Cialona, che tiene ad informare a quanti vorranno partecipare, che si svolgerà venerdì 20 Luglio alle ore 21,30 (ma che sto a riportare, c’è tutto scritto sulla locandina!).
Del resto il tempo ed il luogo per fare beneficenza lo si trova sempre ed ancor meglio se sulle note della musica dei Nomadi, questa volta suonata da “Ma noi no“.
Ohi… sempre se uno lo vuole.

Franco Giannini
Pubblicato Venerdì 13 luglio, 2012 su Senigallia Notizie.it e su Ancona Notizie.it
Questi i commenti dei lettori di Ancona Notizie.it

Grazie
Scritto da Visitatore il 2012-07-18 13:07:14

Cara redazione e caro signor Giannini sono il pressidente del nomadi fans club stop the world di chiaravalle vi ringrazio per aver pubblicato il nostro comunicato

sabato 16 aprile 2011

Ben 110 gli attestati della Croce Rossa ai volontari di Senigallia



di Franco Giannini gia pubblicato su 60019.it

Si era aperto e si è ugualmente concluso nel migliore dei modi, questo 30° Corso di Primo Soccorso per reclutamento di volontari, con rilascio del brevetto Europeo di Primo Soccorso. Si sono iscritti in 151 e solo 110 hanno superato l’esame e di questi 107 hanno fatto richiesta di divenire Volontari.

A fare gli onori di casa, da buon anfitrione, il Delegato alla Comunicazione ed immagine Mauro Petrucci, che dopo l’esecuzione dell’inno di Mameli e di quello della Croce Rossa, invita il Commissario del Comitato Locale Dott. Gianrico Maria Giacchetta a prendere la parola per un saluto al numeroso pubblico presente ed ai comandanti delle stazioni cittadine dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Stradale e Vigili Urbani.

Oltre ai saluti ed ai ringraziamenti, tiene a sottolineare che la Croce Rossa con i suoi volontari non si occupa solo del Primo Soccorso, ma si adopera anche nel Sociale, concretamente e senza fermarsi al primo ostacolo. Essa non conosce confini politici, opera sia all’estero che nel nostro Paese, in tempi di guerra ed in quelli di pace, affrontando alluvioni, terremoti, frane, tenendo presente però che la fretta è un male ed il suggerimento è quello di non farsi prendere da questo, perchè non si deve mai dimenticare che il volontario ha a che fare, sempre, con delle persone.

Numeroso pubblico al San Rocco per la consegna degli attestati di volontario di primo soccorsoE’ poi la volta dei saluti e dei ringraziamenti espressi dal Sindaco Mangialardi che intende anche precisare il ruolo primario dei volontari della Croce Rossa, il loro donarsi agli altri. Sono sotto gli occhi di tutti, in questi giorni, il compito che svolgono in quel di Lampedusa, senza guardare il colore della pelle, l’etnia, la lingua.

Per il Commissario Provinciale Christian D’Accardi, il passato, il presente ed il futuro è stato, è e sarà, per i volontari, fatto delle emergenze di tutti i giorni. Emergenza è come dire che la cittadinanza chiede e fortunatamente la Croce Rossa c’è per rispondere, sempre ed ovunque. Fa presente anche come la sala del San Rocco sia bellissima, ma in questa serata lo è maggiormente perchè è affollata dai corsisti con il loro entusiasmo e disponibilità. Conclude con l’affermare che la serata è importante, perchè si riceve una "investitura", ma con essa anche l’impegno a diventare dei veri volontari.

La Sig.ra Giuliana Solfanelli Commissario del Comitato Femminile ringrazia il Sindaco che è stato sempre vicino ai problemi della Croce Rossa, anche perchè dice: "Abbiamo bisogno sempre di mani e di cuore… in un clima di grande energia positiva".

Il Commissario dott. Gianrico Giacchetta consegna l’attestato ad una volontariaBrevi cenni di saluto e gli immancabili ringraziamenti anche da parte dell’Ispettrice Infermiera Volontaria S.lla Carmen Gregoretti, dell’Ispettore Pionieri Francesco Paolini, del Cap. Commissario Corpo Militare NAAPRO Renato Pizzi e del Commissario Volontari per Soccorso Andrea Marconi.

Poi la consegna ad ognuno, degli attestati da parte del Dott. Giacchetta, le strette di mano e le congratulazioni del Sindaco e dei vari commissari ed infine la foto di gruppo.

110 volti da non dimenticare, perchè da subito saranno i 110 nuovi angeli custodi su cui la cittadinanza di Senigallia sa di poter contare.

domenica 21 novembre 2010

Volti e nomi della Senigallia celebre ma modesta n°9: Mario Pizzi


di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

Maestro di scacchi e geometra senigalliese giramondo, volontario e frate ma senza saio… "in borghese"


Doveva essere la storia, a scacchi bianchi e neri, dell’attività scacchistica di Senigallia, narrata dalla voce di uno dei maestri di questo sport della mente, ed invece ne è uscito un quadro della sua vita fatto di tinte forti ma anche color pastello. Questo è Mario Pizzi, un uomo grande, grosso e buono come del resto lo sono in maggior parte tutti coloro con masse imponenti. Insomma, come dire il volto di un buon frate Francescano ma senza saio… "in borghese"!

Figlio del titolare di uno dei storici alberghi e Bar di Senigallia, il famoso "Columbia", inizia il suo racconto di scacchista, aprendo il suo libro di "memorie", alla pagina "Servizio Militare". Infatti è lì che durante questo periodo, incontra la sua prima scacchiera e scopre quella che sarà la sua attività futura di atleta della mente. L’appetito vien mangiando, per cui inizia il suo lavoro di approfondimento attraverso lo studio di manuali scacchistici, riviste di settore, soluzioni di problemi posti da Maestri e Campioni.

Terminato il servizio militare, ritorna a Senigallia e si ritrova con alcuni amici nelle sale del Senbhotel, dove il Dr. Perini, il medico odontoiatra deceduto una decina di anni fa che abitava di fronte al Caffè Centrale, dava lezioni di scacchi. Con lui c’era anche un giovanissimo studente liceale, aveva allora solo 17 anni, ma tanto sale nella zucca: Paolo Turchi, destinato poi a raggiungere anche lui la qualifica di Maestro dietro la guida e sotto l’ala protettrice di un altro grande senigalliese in questo sport: Arrigo Guzzonato.
Ma si sa che certi sport, sono destinati, per restare in piedi, a continue sofferenze di carattere logistico ed economico.
Ezio Montalbini, Gennaro Campanile, Giacomo Cicconi Massi e Mario PizziCome del resto è comprensibile che chi ha una attività deve guadagnare per andare avanti. Quindi non coglie di sorpresa più di tanto la decisione del Senbhotel, che fa comprendere educatamente a questi giocatori, presi più dalle loro riflessioni che dall’interesse a "consumare", che forse sarebbe stata cosa migliore, lo scegliersi un altro luogo di incontro. Ad ospitarli, però trovano il Circolo La Fenice che apre le sue porte ed offre i suoi locali.

Intanto la vita continua. Mario già volontario della CRI e con il diploma di Geometra si avvicina al mondo del lavoro che lo porta a fare un’esperienza lavorativa in Algeria e più precisamente ad Annabà (l’antica Ippona città natale di S. Agostino), per conto di una ditta di Parma che stava costruendo un gasdotto. Lascia quindi gli amici scacchisti di Senigallia, ma non di certo la sua scacchiera che porta con sé ben stretta.
C’è da chiedersi che cosa volesse farci con quella scacchiera in mezzo a tutte quelle dune di sabbia. Ma il solo pensiero di una probabile astinenza da "Pedoni", "Alfieri" ecc, lo fanno divenire tanto "sfacciato" da entrare in un campo di lavoro inglese con la scacchiera sottobraccio facendo comprendere che era disposto a sfidare qualcuno di loro. Dopo qualche momento di sorpresa da parte degli inglesi, trova chi sa cimentarsi in questo sport, ed accetta la sfida ma viene battuto.

Gli inglesi non ci stanno ad essere battuti, prevale il loro nazionalismo, quindi vanno alla ricerca e trovano altri volontari disposti a sfidarlo. Il servizio che il nostro "Marione" serve anche a quest’ultimi è sempre quello di sonore sconfitte. E’ allora che i sudditi di sua maestà, regolarmente battuti, ritengono di dover andare a cercare altre cavie in altri campi di lavoro forestieri, qualcun’altro da battere che non siano però loro inglesi. Scovano così due svizzeri che big Mario batte ancora regolarmente con grande soddisfazione degli inglesi, che prendono gusto a questi incontri e gli vanno a trovare due dell’Est, dove lo sport degli scacchi è più sentito. Gli trovano così due cecoslovacchi che riescono a vincere qualche partita giocando un po’ sporco… facendo partite in "doppio" con uno che giocava al tavolo mentre l’altro faceva da suggeritore!

Alla mia domanda di che cosa ricordasse con piacere di questo periodo, mi attendevo che rispondesse con "…le innumerevoli partite a scacchi…" ed invece mi risponde in un modo inaspettato, che nulla ha a che vedere nè con il lavoro, né con gli scacchi o il volontariato. Mi risponde con un "…le rondini…". E mi racconta come le abbia viste arrivare tutte in massa, simili ad un’immensa nuvola e superare il bagnasciuga e con l’ultima, ma immensa e visibile fatica, alzarsi per superare quel leggero altipiano, di appena qualche decina di metri, dove sorgeva il campo. Ma per loro un ultimo sforzo, evidentissimo, dopo il lungo viaggio. E le ricordava anche quando ripartirono per il vecchio continente, ricordandone perfettamente la data, perché era il 21 di marzo, l’entrata della primavera.

Corso di Scacchi a SenigalliaRitornato a casa, fa il libero professionista per tre anni in qualità di geometra ed intanto partecipa alle emergenze post terremoto del ’72 di Ancona, poi a quello dell’80 in Irpinia, a varie alluvioni. Da queste sue esperienze maturate sul campo diviene un esperto in emergenza, cosa questa che lo porta a frequentare a Roma il 1° Corso di Diritto Internazionale Umanitario (Convenzioni di Ginevra), ed ancora al Corso di Aggiornamento per Delegati Internazionali della Lega della Croce Rossa e della Mezza Luna Rossa.

Dopo il Corso, siamo nel 1985, viene chiamato a Ginevra per il briefing prima della partenza per il Ciad, paese in guerra in quel periodo con la Libia, in quanto ritenuto tra i più idonei ad operare in quei terreni sahariani. E qui oltre che in qualità di Delegato Logistico di raccolta e distribuzione viveri in principal modo ai rifugiati, concorrerà anche alle operazioni di contatto con le autorità del posto per il rilascio della Sig.ra Maria Pia Fanfani una signora molto famosa allora impegnata nel volontariato, arrestata e detenuta temporaneamente nelle carceri locali, per incomprensioni di natura burocratica venutesi a creare durante le operazioni di distribuzione degli aiuti umanitari.

Ma anche in queste estese sahariane, il richiamo dei pezzi della scacchiera si fa sentire e si va sempre alla ricerca di qualcuno che calmi i sintomi di questa astinenza. Ed anche qui trova scacchisti dell’Est Europa e neppure gli ultimi arrivati, con cui gioca, vince, ma perde pure!

E ridendo sotto la sua barba, mi racconta il curioso aneddoto dello Scacchista Volante: una specie di "Barone Rosso" o meglio "Bianco e Nero" della scacchiera. Si trattava di un pilota francese che nell’approssimarsi alla base dove Mario si trovava, annunciava il suo arrivo oscillando d’ala più volte a mò di segnale. Nel loro gergo da quando si erano conosciuti, stava a significare "…prepara la scacchiera…". E la sera interminabili partite che si vincevano, ma anche si perdevano, perché il francesino non era affatto male!

Non fa a tempo a ritornare a casa, che parte nuovamente, con destinazione Olanda in qualità di capo delegazione e caposquadra di primo soccorso gare del D.I.U. (Diritto Internazionale Umanitario). E qui a Naarden ha modo di conoscere, simpaticamente, durante una cerimonia, la Regina Beatrice, con cui scambia anche qualche battuta poiché si scoprono come "due italiani tra una folla di stranieri".

Ritornato in Italia, non è che vi rimanga per molto, perché si trova spedito da prima in Romania e poi ancora in Albania con un carico di scarpe che la Donatella Raffai aveva raccolto per quelle popolazioni.

Ma non sono questi i tempi esatti, perché prima di queste due esperienze, è riuscito a soli 36 anni ad entrare nel guiness dei primati, con beneficio d’inventario, in qualità di più giovane (o tra i più giovani sicuramente) Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Proposta fatta dal Sindaco di allora Oddo Galavotti dopo che Mario era ritornato dal Ciad, al Presidente della Repubblica di allora Giuseppe Cossiga e al Presidente del Consiglio Bettino Craxi. Proposta per l’appunto che venne confermata.

Torneo di Scacchi a SenigalliaNon è facile seguirlo nella suoi movimenti cronologici delle sue esperienze, perché salta da una data all’altra e da un argomento all’altro ed infatti così facendo si porta all’anno ’84 e l’argomento ritorna sugli scacchi.
Sono gli anni in cui in collaborazione con gli alunni, gli insegnanti ed i genitori della scuola di Pianello d’Ostra crea corsi di scacchi che sfociano poi nello spettacolo indimenticabile degli Scacchi Viventi. Suggestivo l’intervento degli sbandieratori di Corinaldo con la loro uscita dalla Rocca e la sfilata fino a giungere in Piazza Saffi dove era stata allestita la scacchiera. Poi l’anno successivo, l’85, la sua partenza per il sunnominato Ciad, lo costringe ad istruire e passare la mano per la seconda manifestazione degli Scacchi Viventi.

Il 1988 è l’anno del suo successo al Torneo di Soluzioni di Problemi Scacchistici, organizzato da Panorama. Il premio, ricorda, consisteva in un viaggio e soggiorno in Costa d’Avorio dove era stato organizzato un altro torneo tra i vincitori di soluzioni di problemi scacchistici.

Nel ’90 quindi è in Romania mentre come dicevo nel ’91-’92 è in Albania.
Non mi vuol raccontare delle cose orribili che ha veduto in Romania, alla bellezza del bel Danubio si contrappongono brutture che al solo loro pensiero, un groppo alla gola lo assale, gli occhi gli diventano rossi ed umidi e dopo un attimo di silenzio mi dice: "… ti basti solo pensare che un bambino di tre o quattro anni è morto di crepacuore dalla gioia di sentirsi coccolato… un’infermiera ha pianto per questo tre giorni… li ho ancora davanti agli occhi! Morire di gioia dopo mille tribolazioni…".

Quello che ricorda con orgoglio sia in qualità di Ispettore Regionale Volontari Regione Marche (incarico che conserverà per 12 anni) che di Senigalliese, è la creazione ed organizzazione, negli anni ’93,’94,’95, con il sindaco Mariani di una Associazione italo-albanese per far studiare i bambini albanesi in Italia. E qui ricorda come appunto nel ’93, assieme ad altri volontari si sia recato a Bari a prendere dei bambini albanesi che vennero poi ospitati da famiglie senigalliesi.

Altro ricordo quello del reperimento, dopo sondaggi in loco, di materiali ed attrezzature obsoleti dell’Ospedale senigalliese ed il loro trasporto via mare Ancona-Durazzo nella città di Corroda e le varie esperienze condivise e maturate con un altro volto conosciuto di Senigallia: Mauro Bedini dei Vigili del Fuoco nonchè volontario CRI.

Nel frattempo continuano i corsi scacchistici fino al ’94 ed organizza presso il portico della Palazzina del Turismo un torneo di scacchi semilampo, divenuto poi una tradizione a livello regionale, sponsorizzato da quell’AVIS presieduta dal Dr. Massacesi.
Nel ’96, sempre con il Dr. Massacesi - per ciò che riguarda la location - e l’Associazione Albergatori - in qualità di sponsor -, si organizza il 1° festival scacchistico.
Nel ’97 ancora un terremoto lo vede portare il suo contributo a Serravalle del Chienti in qualità di Responsabile Regionale della Componente dei Volontari del Soccorso.
Nel ’98 lascia gli incarichi e nel ’99 lascia il vecchio lavoro di autista del 118 ed entra nel CED dell’Ospedale di Senigallia.

E proprio in questo periodo novembrino di 11 anni fa, va a Monte Fiorentino, dove il Terzordine Francescano della Fraternità di Senigallia organizzava un incontro per e tra le famiglie. Si alloggiava dentro il convento e ricorda che una notte non è riuscito a dormire perché impegnato in una battaglia interna con i diavoli che sentiva dentro sè. E da lì, dopo quella tempestosa ed estenuante nottata è nata in lui una sensazione di pace che lo ha spinto verso un percorso, un cammino di Fede che qui inizia, che prosegue con la visita a Megiugorja e con la frequentazione dal 2006 al 2009 attraverso il corso per Ministeri, al Seminario Vescovile di Senigallia tutti i mercoledì sera, per i tre anni.
Percorso che al momento si è concluso il 31 ottobre del 2010, in occasione delle festività di Ognissanti dove è stato insignito del ministero di Accolito della diocesi di Senigallia dalle mani del Vescovo Giuseppe Orlandoni.

L’Arrocco Roveresco… e per il momento io mi fermo qui, ma sicuramente non Mario, le sue storie di vita, fatte non solo di scacchi, sicuramente continuano e continueranno…

E’ di poche settimane fa, infatti, l’apertura su questo giornale, della sua rubrica di Problemi Scacchistici. Perfino a me è riuscito ad inoculare questo virus, quando durante l’intervista ha trovato anche il tempo di farmi un corso accelerato, spiegandomi "la differenza tra Arrocco corto e quello lungo".

Però alla fine, come i romantici che si rispettano, ha concluso il nostro incontro porgendo un gentile pensiero e ringraziamento a sua moglie che lo ha sempre lasciato fare sopportando in silenzio e con pazienza tutte le sue assenze per le innumerevoli peregrinazioni fatte. Questo suo ultimo pensiero però, in questo caso, non mi ha colto di sorpresa… infatti ciò è solo un’ulteriore conferma della bontà d’animo del nostro Mario!

Questi i commenti dei lettori di 60019.it

Scritto da Leonardo il 18/11/2010 ore 22:36
Mario Pizzi è un grande uomo e il bell'articolo di Franco rende bene alcuni aspetti della sua molteplice personalità. Grazie Mario per tutto quello che sei e che fai

venerdì 16 ottobre 2009

PENSIONATI SENIGALLIESI...UNITEVI !!



di Franco Giannini
Pubblicato anche su 60019.it del 16 c.m.

Quando è giusto alzare la voce per farsi sentire.

Con tutta sincerità, era da tantissimo tempo (diciamolo francamente, da quando avevo ancora tutti i capelli ed il profumo di “borotalco” accendeva desideri ormai sopiti), che l’invito ad un incontro non mi faceva provare una tale emozione. In questa occasione, però, non si trattava di un incontro “galante”, ma un invito che l’editore di questo giornale mi aveva gentilmente formulato a mo di commento, sotto un mio articolo a cui aveva concesso benignamente lo spazio.
Più che articolo era una stesura di una mia idea su come gli amministratori locali, potrebbero utilizzare i tempi liberi di noi pensionati. Creando controllori che seguissero da vicino i lavori cittadini, che segnalassero le disfunzioni, che richiedessero un occhio di attenzione a qualche necessità dei cittadini passata magari inosservata o cose similari. Come dicevo sull’articolo, nulla di polemico o di antipatico, ma solamente partecipativo e fattivo di positività sia verso la cittadinanza, sia verso la stessa Amministrazione. La cosa evidentemente è stata considerata come semplicemente ed eufemisticamente parlando “priva di utilità e di fondamento” e di conseguenza volutamente trascurata. Ma forse anche trascurata visto che è coincisa con il periodo preelettorale relativo alle elezioni del nuovo Sindaco. Programmi, elenchi di quello che si è fatto, seguiti da quello che si vorrà fare. Insomma cose grosse, priorità che non lasciano più una briciola di tempo per null’altro. Chi termina il mandato, sta preparando i pacchi per il trasloco ed ormai è troppo impegnato in questa attività, ed i nuovi inquilini sono troppo in lotta tra loro nel timore di perdere quell’unico appartamento per una stupida svista. Figuriamoci quindi, quanta attenzione possono aver dedicato a questa mia piccola idea. Forse mi chiedo se ciò non sia anche perdonabile! Chi invece ne ha abbracciato subito la causa ed è convinto della sua utilità e bontà, è stato il Sig. Massimo Mariselli, l’editore appunto, che ha voluto incontrarmi per unificare le sinergie atte a portare in porto questa iniziativa. Non voglio parlare del come sono stato accolto in redazione, del come tutti i presenti si sono prodigati per farmi sentire uno di loro, dell’offerta formulatami di andare in redazione ed usufruire di tutte le attrezzature, perché ciò interesserebbe a ben pochi. Ma le due ore che ho trascorso con tutta la redazione sono state proficue, per gettare le basi, anche se in modo abbozzato, di quello che vorremmo fare: dei volantini o dei cartoncini in cui andremo a spiegare i nostri intenti, corredandoli con numeri telefonici, mail, ecc, a cui il cittadino potrà rivolgersi, per avere qualcuno che lo ascolti e che gli offra il megafono per poi ampliare la sua voce. Logicamente, essendo attualmente io solo, chiedo l’aiuto di altri PENSIONATI VOLONTARI che si sentissero di voler aderire a questa iniziativa. Non è importante il saper scrivere, l’importante è il saper segnalare con obiettività, saper documentare con foto (basta già il telefonino!). Per il redigere i comunicati poi le persone non mancano certo. L’intento che ci proponiamo è quello di far sentire sempre il fiato della cittadinanza sul collo dell’Amministrazione, con l’intento di far comprendere si, che deve esserci una collaborazione tra la stessa ed il cittadino, ma anche che non si dimentichi mai che essa è al suo servizio e per tale motivo controllata in ogni suo processo amministrativo, anche se questo può risultare antipatico in quanto comportamento da malfidati. Ma la cura migliore è la prevenzione, anche se questa ha volte ha i suoi costi. A chi volesse, dunque, mettersi in contatto con il sottoscritto per un’adesione o segnalazione questa è la mia mail brontolone42@yahoo.it e a chi non avesse la possibilità di contattarmi in rete, questo è mio numero di cell.: 3473572600 Non si può e non si vuol garantire nulla circa il risultato della segnalazione, se non la sicurezza che esso venga divulgato piccolo o grande che sia, purchè sempre documentato. I “si dice”, di conseguenza, non saranno presi in considerazione.