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giovedì 22 agosto 2019

Il mio diario dall’ospedale di Senigallia. Attenzione: piatti forti!

Franco Giannini, "inviato forzato" nel nosocomio cittadino, ci parla di tagli, accorpamenti, "voci di corsia" e vitto.

Ci eravamo lasciati con il descrivere le mie esperienze al PS dell’Ospedale (ops… poliambulatorio, perché altro oramai non è di più) e credevo di averne viste in circa 7 ore di permanenza, assai, da rendere difficile l’ arricchire una ulteriore indagine.
Invece, mai dire mai.
Dopo pochi giorni eccomi ricoverato di nuovo, questa volta in Nefrologia e seppur credevo per una toccata e fuga, la permanenza si è protratta per 25 giorni.
Ordunque dopo quanto racconterò, premetto e sottolineo che rimane un profondo rispetto ed infinita riconoscenza per tutte quelle Organizzazioni che si battono affinché il nostro povero nosocomio non vada cancellato dalla lista degli Ospedali qualificati. Onore dunque al loro merito, seppur devo dire che analizzando ogni giorno e toccando con mano, ascoltando come se fossi un confessore, chi vi opera all’interno della struttura, confrontandolo con quello che “abbiamo” rispetto a quello che hanno “assegnato” alla struttura ospedaliera jesina, si comprende come il nostro sia in una speciale fase, come dire, di “concordato preventivo”. Senza se e senza ma! Solo un miracolo lo potrebbe salvare da una chiusura, e visto che sono ateo che più ateo non si può, io a due cose non ho mai creduto, né ai miracoli e né alle promesse dei Politucoli nostrani in principal modo alla vigilia di mandate elettorali. Dicevo che non ho mai creduto e non comincerò di certo ora. Pensare di capovolgere il processo innescato anni fa sarebbe un po’ come nascondere (ingenuamente) la testa sotto la sabbia. Una specie di battaglia contro i mulini a vento descritti dal Cervantes.
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Basterebbe vedere e raffrontarle con il nostro, le dimensioni dell’ingresso centrale del Carlo Urbani, che anche la Malpensa gli invidia, con quel box informazioni che si perde al suo interno. Non parliamo poi del numero delle casse e dei sportelli all’accettazione, che paragonarle con le sparute senigalliesi già da sè fa comprendere quanto siamo calcolati in Regione e quanto i politici si sono battuti perché l’ Ospedale di Senigallia restasse quello che era: se non quell’Eccellenza che riempie le bocche di tanti venditori di fumo e professionisti del taglio di nastri, quantomeno un punto di riferimento per i cittadini di Senigallia.
Seppur anche loro, parlo del Carlo Urbani, hanno di già i loro problemi, se non altro di comunicazione. Una stupidaggine se non fosse che risalta come un biglietto da visita mal riuscito: a quel che sembra il dialetto jesino è la lingua più usata nell’interno delle “stanze”. Le porte sono fermate a metà con fermi metallici nichelati e l’altra metà con fogli di cartone ondulato. Sembra quasi un avvertimento di non dare mai una Ferrari in mano a chi fino a ieri ha usato solo il carro trainato dai buoi, previo un lungo periodo di apprendistato.
Il nostro nosocomio, poverino, invece, “venduto” a suo tempo, “dimenticato totalmente” da quella gentucola che uscita dal portone, dopo aver creato solo danni in ambito sanitario regionale, ora ha anche la faccia tosta di sputare sul piatto di minestra su cui ancora mangia e spera di continuare a mangiare, cerca di rientrare, senza in benché minimo briciolo di dignità, dalla finestra. Le eminenze grigie (pura eufemia), sono affaccendate in altri affari personali di carriera (politica) e di quello che accade all’interno di queste camere di dolore, non gliene può fregar di meno, sempre che prima gliene avesse fregato qualche cosa ed avessero toccato con mano quanto accadeva!
Ci sarà tempo poi ad aprile 2020, insediatisi (io mi auguro di no!) in quegli scranni che contano, ritornare a prometterci quello che continueranno a mantenere solo a livello di parola, che vista da che bocche esce continuerà ad avere valore zero.
Si è già scritto sulla vergogna dei premi di fine anno ai dirigenti che hanno tagliato di più sulle spese sulla pelle dei pazienti. Si è già scritto della vergogna della limitazione del servizio di Aria condizionata, ritornata a funzionare solo dopo l’intervento dei Carabinieri sollecitato da parenti di pazienti ? Pazienti stessi? Forse dagli stessi operatori che non ce la facevano più a svolgere il loro lavoro nel migliore dei modi ?
Ma i tagli silenziosamente sono continuati in altre forme: esempio? Accorpamento di Nefrologia-Cardiologia a cui non soddisfatti, i settecervelli della nostra sanità locale, hanno pensato bene di aggiungere anche alcuni letti della medicina a lunga degenza. E per giorni, durante le ore notturne, ci siamo sciroppati il grido lancinante e ripetitivo di “Aiuto!” o di “Mamma vieni qui” (Non dico fesserie, ed ho le registrazioni!). Cosa che in un reparto di cardiopatici dove la quiete dovrebbe essere sovrana, era l’elisir delle nottate.
Incompetente quale sono, credo che forse sarebbe stato più indicato che i pochi letti (sempre che i tagli si dovessero fare!) si sarebbero potuti accorpare magari ad un reparto di “ortopedia” dove è meno necessario il silenzio (seppur è giusto precisare che in Ospedale nessun reparto è occupato da “vacanzieri”, ma solo da ammalati) . Ma poi questi accorpamenti sono stati fatti solamente perché il personale è già scarso da tempo, non lo si assume per raggiungere e garantirsi il “famigerato” premio, lo è diventato ancor più con il “problema” ferie (che non è un problema, bensì un diritto dei lavoratori!) e con la conclusione del periodo di apprendistato dei ragazzi della scuola infermieristica di Ancona. Certo che avere degli aiuti, per di più a costo zero a questi “speculatori” da quattro soldi, è una cosa che è sempre piaciuta. Ma è cosa risaputa, e come tale programmabile nel tempo, onde alla fine non fare la figura di “formaggini” piuttosto che Amministratori di provata esperienza.
Hanno raschiato il fondo quando hanno fatto interpellare (dalle coordinatrici di reparto) le persone in ferie per sapere se c’era qualcuno disposto a rientrare o magari fare qualche ora di straordinario. Persone coscienti e responsabili ce ne sono e qualcuna di queste ha accettato, dal momento che non era partita per lidi esotici (non tutti hanno il premio per il raggiungimento dell’obiettivo). Dopo però alcuni giorni queste persone responsabili (non so in quanti) si sono viste arrivare lettere dall’amministrazione che chiedeva (a colui che si era prestato con coscienza) se con le ore di straordinario rientrasse in non so quale tipologia di parametro che non inficiasse la questione economica. Prima l’Amministrazione chiede, poi, almeno questa è l’impressione che se ne ricava, è che si cerchi il cavillo per tirare indietro il lato “B” sostenuta da quella mancanza di riconoscenza che cervelli abituati a ragionare con “Aziende” e quindi “Utili” dimenticano che la Sanità non è un’Azienda bensi è (o dovrebbe essere) un “Servizio”. Tutto questo per cercare il cavillo per non pagare? Non lo credo e non voglio crederlo, ma certo è che l’impressione che se ricava, lascia l’amaro in bocca. Ma perché non si approfondisce prima, se la persona responsabile che ha accettato di offrire la sua presenza rientra nei parametri magari aggiunto ad un grazie (che non c’è mai) della Direzione per la Fattiva Collaborazione.
A proposito di voci…
Si parla, ma all’interno del nosocomio le voci sono quelle “anonime” (perché provengono dal precariato con contratti in scadenza; vorrei vedere i settecervelli come si comporterebbero posti nello stesso piano!) ma ben informate (quasi più di una voce di Dio!), che il servizio di trasporto (una persona per turno) all’interno dei reparti per portare un paziente a fare gli esami (es.: TAC. Eco, Risonanza, ecc) a settembre cesserà. Le persone adibite a questa mansione (precarie) non so quale fine faranno ed il servizio verrà affidato alle OOSS di reparto che saranno costrette ad accettare passivamente ed in silenzio questo nuovo incarico, sempre non perdendo di vista i loro contratti in scadenza. Una volta questi atteggiamenti si sarebbero definiti con un termine “forse” offensivo, ma che credo di poterlo sostituire con quello più educato di “carenza fisiologica del cuore di leone”.
Anche del problema “chiusura” del bar se ne è parlato e quindi non ritorno sulla cosa, ma mi offre la possibilità di parlare di una “Mensa” che non c’è (mancavano gli spazi per la locazione… si disse a suo tempo), della qualità, quantità e tipologia del vitto riservato ai pazienti.
Anche di questo, voci di popolo sussurrano, che anche le cucine che attualmente preparano dette vivande, forse… ripeto il forse… verranno sostituite con cibi sotto vuoto spinto, provenienti da cooperative non di certo a km. 0
Se dopo neppure tre, quattro giorni di permanenza in reparto, qualcuno mi avesse chiesto com’è il vitto, senza pensarci su tanto, avrei risposto, considerando che mi trovavo in un Ospedale e non in un ristorante a tre stelle, che era accettabile, se non altro perché arrivava sempre fumante e bollente. Del resto è senza sale, c’è una dieta da rispettare e di conseguenza le porzioni si basano sul numero quasi sempre ripetitivo degli 80 grammi. Le abbuffate ritornerai a farle a casa tua quando ti dimetteranno.
Poi, mi chiedono di compilare un modulo del menù preferenziale per l’intera settimana. Ed è da qui che cominciano i dolori, perché l’Economo proposto evidentemente sarà anche un “abile” amministratore, ma è monotono negli acquisti, forse scapolo, di conseguenza non essendo mai entrato in un supermercato ad accompagnare la compagna a fare acquisti.
Alla voce “frutta” era indicato “Frutta cotta polpa” ed io ingenuamente sono caduto a piedi pari credendo ingenuamente di trovarmi non una pera, mela, cotta bensì solo ed esclusivamente una mousse, ma non sempre e solo sempre quella, sia pranzo che a cena, di mela. L’economo evidentemente non sa che a pari prezzo le mousse al supermercato ci sono anche di altre tipologie di frutta. Non una questione di prezzo, ma di logica… lo so questa al supermercato, la logica, l’hanno terminata e non si sa quando rifaranno le scorte!
Non parliamo poi della pastina in brodo, che a quanto sembra, lo stesso Economo, non sa che oltre ai suoi quintali di “miarine”“pallini”“pepeti” (non so quale sia il termine esatto, di cui ha riempito la dispensa ospedaliera, esistono altre tipi di pasta (sempre allo stesso prezzo) come farfalline, conchiglie, fiocchetti, stelline, punte d’ago. Ohhh si guardi bene, che il brodo con queste nuove scelte di pastina non ne verrebbe a guadagnare, brodaglia è e brodaglia rimarrebbe, ma sarebbe solo un piccolo valore aggiunto a costo zero ad un vitto non di certo esaltante. Sarebbe come un sorriso il mattino quando ti augurano il buongiorno, non una cura, ma qualche cosa che ti fa sembrare di star meglio. Un pizzico di minor monotonia che potrebbe aiutare come quella operata (una genialità che va riconosciuta al Cesare di turno) nella scelta di certe voci di menù, altisonanti, ma che alla fine ti prendono, a lungo andare (logicamente per chi deve sopportare lunghe degenze) un po’ per i fondelli. Indubbiamente si presentano bene con il menù del giorno posto sul vassoio e con l’augurio di Buon Appetito, un apparire che surclassa come sempre poi la realtà dei fatti. Ecco le varie voci più eclatanti del menù che lasciano a bocca aperta: “Sogliola prezzemolata” – evidentemente sono cuochi, ma no di certo pescatori, non conoscendo come è fatta una sogliola, salvo che non provenga da lidi esotici – “verdure mediterranee al vapore”“coscette di pollo alla cacciatora”“cosce di pollo aromatiche al forno” – se non è zuppa è pan bagnato sostituendo al pomodoro il rosmarino – “Palombo Gratinato”… che per mangiarlo, si consiglia prima di scoperchiare il piatto di turarsi il naso per i “miasmi” dovuti al suo profumo per via della sua freschezza (surgelato, quindi più fresco di così si muore!), “sogliola alla Catalana” – ovvero lessa, con un po’ di pomodoro ed una sola oliva nera a guarnizione… per il termine “sogliola”, rimando a quello detto sopra.
Malgrado tutto credo che la cucina, visto quanto l’Economato le offre, si meriti un voto di piena sufficienza.
Quello che invece non avrei voluto sapere, è che sul vitto che resta non consumato, per dimissioni improvvise o per passaggi a miglior vita, o altro, c’è una specie di accaparramento degli “avanzi” che qualcuno fa (fortunatamente in pochi) per riservarli, non essendoci una mensa, a chi ne fa richiesta (diciamo così). Come sempre tutti sanno, ed essendo divenuta quasi un’abitudine, si gira la testa dall’altra parte. E si guardi bene, non sono scandalizzato da chi opera in questo modo, perché evita che vitto consumabile, alla fin fine finisca nei contenitori dell’umido. Provo solo vergogna verso chi non è ancora, da allora, riuscito a trovare uno spazio idoneo a creare uno spazio idoneo per allestire una mensa. Ma forse non è che non sia riuscito (meglio sarebbe parlare al plurale) se n’è strafregato dal farlo visto che il suo obiettivo è quello… di tagliare il traguardo di fine anno… ma poi se si deve chiudere, che senso ha ricrearci su una mensa.
Ho la documentazione, le foto, di quanto ho scritto, per le voci di popolo che restano tali, altri dovrebbero indagare se solo tenessero minimamente a cuore la dignità di un vecchio Ospedale oramai in coma e senza neppure una bombola di ossigeno che gli dia speranza di allungare di qualche ora la vita. Qui, quelli che contano, hanno preferito optare per il “Non Accanimento Terapeutico”.









di Franco Gianninj

lunedì 15 aprile 2019

FIABA : La carretta " SANITA' " ha lanciato SOS che nessuno raccoglie...

... e con l' inclinazione raggiunta, non c'è più speranza che neppure un miracolo possa raddrizzarla ...
Personaggi : Io, Voi e si salvi chi può !!!

 Non ci resta, quindi, che raccomandare le anime nostre a Dio per i credenti, agli dei per tutti gli altri. 
Ma per un sentimento altruista e religioso, vorrei raccomandare ancor più, quelle di coloro che ci hanno mandato, nel corso del tempo, a sbattere sugli scogli dell' imbecillità. 
Si lo so che erano a fior d'acqua e quindi forse per chi a corto di vista politica (figuriamoci quella marinara) quasi invisibili, ma erano segnate sulle carte nautiche che anche gli studenti del maestro Manzi avrebbero saputo leggere.
Ignoranza, dunque? Io non lo credo!!
Superficialità? Forse un pochino !
Pressapochismo ? Quanto basta !
Menefreghismo ? Se non ne fossero dotati, non sarebbero neppure dei politici!
Servilismo ? Ah questo tantissimo ! Come se in delle analisi il limite da non sconfinare fosse compreso tra l' 1 ed il 10 e costoro avessero toccato livelli a tre cifre.
Ognuno di loro genuflessi, con l'occhio vitreo e godente di piacere, mentre calpestando quelli che erano i loro doveri si pregustavano il premio pattuito.
Premio che doveva essere concesso al  raggiungimento dell' obiettivo preteso dal Partito e che grazie al becero servilismo nei confronti di quella tessera, ha fatto si che senza coscienza alcuna, oltraggiassero i diritti della povera gente. 
Purtroppo, a quel che sembra e che non si da mai per scontato in politica, le ciambelle non sempre riescono con il buco. 
All'ordine del Capo Supremo toscano, di qualche anno fa, si era risposto con il fatidico "Obbedisco". Seppur, inizialmente forse non si era d'accordo, ma si sperava che piegandosi in due e mostrando al Segretario del partito, il meglio di loro, sarebbero andati lontano, almeno in fatto di carriera politica.
Oddio, qualcuno riuscirà ugualmente a raccogliere qualche frutto, anzi c'è chi già ha raccolto il pomo delle sue malefatte politiche e come una "pantegana" ha abbandonato immediatamente la " Sanità " al suo triste destino e prima o poi a piangere, non appena attraccherà al nuovo porto, saranno altri cittadini con noi confinanti. Buona fortuna amici !!
Sul ponte traballante ed inclinato della " Sanita' " si sente suonare ancora l'orchestrina, ma sempre con un tono più dimesso e lontano. 
Intanto in molti abbandonano la nave chi può anche munito di un semplice salvagente (sgonfio), altri cercano di attaccarsi ad una scialuppa che (simile a Caronte) li traghetti nei porti (sempre che non risultino anch'essi chiusi) di Jesi e Fabriano, dove "capitani di ventura" anch'essi, ma più abili o forse meno ingordi di potere (i nostri sono di "Ventura", ma nel contempo, disgraziatamente, di "Sventura", simili a novelli re degli Unni)), potrebbero offrire minor delusioni seppur a caro prezzo per i meno abbienti. 
In pochi, e deve andare a loro il nostro sentito grazie e quello di chi è già a mollo, sono rimasti in sala radio, coraggiosamente (seppur ingenuamente) e continuano a lanciare SOS destinati però a restare senza risposta, perché non ci son più sordi di chi non vuol ascoltare.
Il nostro "Commodoro" d'acqua dolce, dall'alto del cassero, in precario equilibrio vista l'inclinazione del rottame, osserva con fare soddisfatto (o incosciente, bohhh) il disintegrarsi di quello che è rimasto del suo ben misero carico di tecnologia da terzo mondo: Una Risonanza Magnetica ancora nei cartoni d'imballo, perché troppo grande per essere usata in locali troppo piccoli,  una TAC con i fari gialli d'emergenza sempre accesi quasi che ci ritmassero "Funziono"... "Non Funziono" "Funziono" "Non Funziono", seguita a distanza da "Solidarnosc", la polacca, che sarà anche bella, ma pare che non balli anch'essa.
Di come finirà tutta quella gente che appena galleggia, gliene può fregar di meno a Lui o a Loro, se resterà senza aiuti e senza possibili porti di attracco, viste le dotazioni che la " Sanità" (che ci posso fare se la bacinella si chiama così?, aveva concesso.
Del resto un Commodoro che si rispetti, più è d'acqua dolce, più alto deve essere il livello della sua spocchia per imporsi.
Ogni tanto il suo sguardo però cade sul motoscafo con i motori accesi legato con una cima in fondo alla scaletta di corsa... si, perché sarà ignoranza, superficialità, pressapochismo, menefreghismo, servilismo vanno anche bene, ma mica scemo: la prima regola che insegnano nella scuola di partito, è salvarsi il c... lato "B" ed un motoscafo politico è quel che ci vuole... scappare in tempo, lavarsi le mani e gettare le colpe sugli altri: tre punti e si ritorna "vergini".
Attenzioneeeee però, perché prima o poi tutti i nodi vengono al pettine !!!
Le strumentazioni della colonscopia, gastroscopia, otorino, oculistica, cardiologia, hanno fatto una catena della fraternità e tenendosi strette le une alle altre (i problemi intanto sono identici per tutte) cercano di tenersi a galla per non affondare prima del tempo.
Il Pronto Soccorso, anche in questo frangente, dotato degli ultimi cerotti di plastica (fortuna, perché non si bagnano), qualche vaschetta di vaselina (può sempre risultare utile ad ogni richiesta di prestazione) cerca di soccorrere (questa è gente di cuore, mica come i commodori che se riescono a trovarlo se lo trovano foderaro di crine) quando e come può i loro compagni di sventura. 
Uno degli ultimi che sembra non voler abbandonare il quasi relitto è il CUP, l'Ufficio dei miracoli, dove per esaudire la tua richiesta di un esame che chiameremo ICS, anche se hai oltre 80 anni, ti mandano da Lucrezia a San Benedetto, o viceversa, raccomandandoti "a digiuno" ed alle "8 del mattino". 
L' Attenzioneeeeee, questa volta è diretto ai pensionati che non erano di certo in viaggio di piacere su questa battana, è infatti il gruppo più numeroso a bagno maria e che come tale alle prossime elezioni,  potrebbe se solo volesse, fare la differenza. 
Non facciano, quindi, visti che i panni si sono asciugati, orecchie da mercante.
Qualcuno ha detto che di Sanità, non il nome del piroscafo, deve parlare solo chi di Sanità ne capisce, ovvero, almeno dovrebbe essere inteso, come quella che si scrive con la S maiuscola, (ma poi la si legge vivendola sulla propria pelle con quella minuscola). 
Behhh, oddio, sarà anche vero, non ho studiato medicina, ma purtroppo devo spesso vivere, per ragioni di salute e di età, in quegli ambienti "malsani" che offre la nostra " Sanita' " e conosco bene, posso assicurarlo che in molte cose sono, se non a livello medico e ci mancherebbe, sarebbe la fine ! ma in quello organizzativo e sui tempi e sulla qualità delle prestazioni dovute alle attrezzature. 
Ed ancor io, nel mio piccolo,  quando vedo che qualcuno che con spocchia oltre il camice bianco indossa altri costumi, parla un mediocre italiano ed uno scarso dialetto, lancia il sasso ed in odore di nuove elezioni, nasconde la mano... behhh, tanta fiducia non me la da, non certo a livello medico, perché dovrei affidarmi alla sua professionalità. 
Sicuramente non me la offre a livello di Amministratore e politico.
Già l' accennare che un individuo dovrebbe evitare di parlare di un argomento che non conosce, non mi suona come un consiglio, ma quasi una minaccia, che in bocca poi ad un politico a me suona come un "inno alla divieto di democrazia". 








di Franco Giannini

lunedì 5 novembre 2018

Piove,... Governo voglio sperare da...

... ladro a furbo, meglio ancora se intelligente... mahhh...!!!


Vi ricordate i famosi “Nevoni” contrassegnati dall'anno in cui sono avvenuti? Ebbene io rammento come immediatamente (o quasi) i Sindaci organizzavano squadre di spalatori per pulire le strade dal ghiaccio.
Ricordate il crollo della diga del Vajont, in cui immediatamente scattavano i soccorsi basati oltre che sui soliti VF (osannati ogni qualvolta al bisogno e dimenticati il giorno a seguire per non rispolverare il problema economico!) sulle truppe di Alpini locate nelle caserme confinanti quel territorio.
Devo ricordare il Polesine o l'alluvione di Firenze per far presente come fossero intervenute le forze armate sia nel numero che velocemente, perché allora dislocate dentro le caserme in modo più fitto di quello attuale nel lungo stivale ?
Bene, anzi male, visto i morti ed i danni di quest'ultima settimana ed ancora le ferite non rimarginate dei vari terremoti. Ecco che allora mi augurerei che questo GOVERNO si facesse furbo ed approfittasse di questa catastrofica sfiga, in un evento economicamente fortunato per far ripartire l'economia con nuovi posti di lavoro.
Immediatamente, i sindaci delle località colpite dovrebbero quindi, richiamare tutti i disoccupati e dare loro opportunità di lavoro: dallo spalare il fango, togliere i detriti, a lavori più qualificati a seconda delle loro specifiche mansioni come il sopralluogo e la possibile abitabilità o meno (per ingegneri e geometri) delle case accidentate.
Stilare una lista di ditte (immediatamente e possibilmente non grosse escludendo drasticamente i Sub-appalti) per i lavori a breve e medio termine (e per medio intendo sei mesi al massimo!). Contributi attraverso buoni di acquisto alle famiglie per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici, nelle ditte con cui lo Stato abbia stipulato accordi con prezzi vantaggiosi sia per l'acquirente che per chi acquista (Ditte straniere escluse se queste non operano in Italia). Per gli interventi come il MOSE, iniziato nel 2003 e che ancora non è terminato e che si pensa non risolverà nulla, stendiamo un velo pietoso e i credenti preghino sperando in miracoli. Seppur sembra che anche il Padre Eterno si sia stancato di intervenire.
Sparare milioni, facendoli passare attraverso Regioni, province e comuni, significa che o questi non arriveranno mai e si perderanno negli innumerevoli meandri della politica amministrativa... o se nella migliore delle ipotesi dovessero arrivare, gli attuali neonati, saranno, nel frattempo, diventati maggiorenni.
Io lo voglio sperare, ma credo che invece, ancora per l'ennesima volta, si tornerà a parlare, parlare, parlare ancora di prevenzione come della scoperta dell'acqua calda e magari, nel mentre se ne parla, si torni a rituffarsi nell'acqua bollente, seppur timorosi di quella fredda.
E si, perché l'Italia, il famoso Bel Paese, altro non è che una nazione in cui la cosa che sappiamo realmente fare con indiscussa velocità è la sostituzione delle terminologie. Dopo il “geniale” Petaloso, ecco che la Treccani conia lo “stupendo” termine di Tottilatria.
Ecco che allora, i poveri intellettuali politici messi lì a salvaguardia delle strade (ed anche male in arnese viste le buche incolmabili) e non solo, hanno sostituito via via al termine “Intense precipitazioni” quello più allarmistico di “Bomba d'acqua”, allo “straripamento” di un corso d'acqua, quello più esotico e meno conosciuto da molti di “Esondazione”. La frana è divenuta smottamento, inondazione è diventata allagamento, le raffiche violente di vento sono cambiate in trombe d'aria o marine se queste si spostano sulla costa o sul mare, la valanga può prendere l nome di slavina, il terremoto di sismicità, ma alla fin fine se non è zuppa è pan bagnato. Per chi vi è coinvolto fisicamente è e resterà sempre una tragedia, mentre per coloro che lo sono, ma in maniera amministrativa, il cambiamento del termine è opportuno in quanto potrebbe fungere da “parafulmine” in merito alle loro responsabilità.
Poi oggi tutto è diventato “Eccezionale”, “Inaspettato”, “Improvviso”, ed effettivamente non è che non lo sia, ma il piangersi addosso sempre mentre si piglia la pillola del giorno dopo, lascia schifati e con l'amaro in bocca.
I comunicati stampa che dovrebbero avere lo scopo di salvaguardare le popolazioni dai cambiamenti meteorologici previsti 24 ore prima e classificati con un colore che va dal giallo al rosso suonano spesso come l'urlo di “al lupo al lupo”, perché poi l'evento non si verifica, o se si verificasse l'avviso è “rosso”, l'alternativa sarebbe (per chi crede) pregare raccomandando l'anima a Dio o sperando che i meteorologi, per l'ennesima volta, si sbaglino ancora.






di Franco Giannini

mercoledì 15 agosto 2018

Il dramma del Crollo del Ponte Morandi di Genova

Uomini senza paura, ed altri che dovrebbero averla...

A che cosa sto pensando ? Sto pensando che si parla di ridurre le maxi pensioni, togliere i vitalizi e che gli interessati sono super imbufaliti... Gente definita "Manager" che spesso conducono famiglie in disgrazia con il fallimento delle imprese e che conducono o con la loro incapacità (o interessi speculativi) a situazioni simili, quando qui, come in altre occasioni di catastrofi, c'è gente che senza pensarci su due volte, per neppure 2000 € al mese, infilano la testa sotto le macerie con la prima speranza di trovare qualcuno vivo e la seconda che tutto non gli crolli addosso I primi si chiamano sporchi EGOISTI, i secondi semplicemente EROI !! Eppoi come si dimostra schifosa la Politica in questi frangenti (altro che bella), che per salvare la faccia - e NON SI SALVA nessuna colorazione politica - dice con un falso animo mesto che in questi momenti non si deve fare polemica, perché ora bisogna solo pensare alle vittime ed al dolore dei famigliari, seguito dalla routine del bla... bla...bla istituzionale. O altri sempre con lo stessimo animo mesto, utilizzano questi momenti per una sporca speculazione a caccia di futuri consensi elettorali. Viviamo in una società, mi sia concesso il francesismo, di merda Allora se ne parla nelle dovute sedi e tutto cade nel silenzio fino al giorno del dramma. Nel dramma non se ne deve parlare perché si deve pensare a chi lo ha subito, dopo se ne ritornerà a parlare, ma per chiudere il cerchio, un nuovo silenzio la farà da padrone in attesa della prossima catastrofe annunciata. I colpevoli pagheranno (sempre se pagheranno !!) con la conosciuta celerità della nostra Giustizia, tra una decina di anni. Perché i meno protetti, in Italia - seppur tutto il mondo è paese - sono sempre dimenticati (Terremoti, alluvioni, frane, crolli, eternit, Thissen e l'elenco potrebbe continuare) attendono rimborsi e giustizia !!








di Franco Giannini

lunedì 23 aprile 2018

Diario del mio percorso Sanitario nell' "Eccellenza Locale" alla "Mash" , retrodatato di una decina di giorni...

... per dar modo ai pochi lettori qui presenti, il poter dire :" Brontolone ha ragione , ricordo anche io di questi problemi..."

Ecco allora i primi passi di questa storia che si presenta neppure troppo corta.
Un consiglio : non si perda mai di vista le date, neppure quelle segnate nel post precedente.
Dal momento che la tosse mi perseguitava in modo assillante tanto da non poter riposare e far riposare la notte, (ma anche durante il corso della giornata il quadro non è fosse migliore) ho ceduto ed ho optato per farmi fare una visita medica dal dottore di famiglia.
Conosco la validità professionale del mio medico di famiglia come conosco abbastanza bene la fatiscenza dei mezzi tecnici e la loro funzionalità a singhiozzo vista la data anagrafica. Mezzi messi a disposizione dalla Sanità Ospedaliera Senigagliese (la professionalità dei medici è assolutamente indiscussa) da politicanti incapaci che gestiscono con supponenza le tante marionette manageriali a capo delle varie direzioni (forse ci sarà anche qualche mosca bianca... che bugiardo!!). Incapaci i primi, succubi i secondi. Ed è proprio per questo motivo, che piuttosto che essere preso per i fondelli da questa feccia (con qualche rarissima eccezione) della "Società", preferisco rinunciare alle cure, se non quando, i dolori quali quelli di un ascesso dentale o il procurare disturbo a chi mi sta attorno (leggi famigliari e condomini) mi consiglia di abusare della pazienza del mio medico di famiglia. A proposito... nessun politico di tutto l'arco costituzionale regionale sapeva di questi oltre 700 figli di pie signore... non posso credere che fosse cosa impossibile e quindi siete tutti complici !!!
Lunedì 9 Aprile 2018 mi reco quindi nello studio medico, una visita accurata, anche perché reduce di una influenza senza febbre (ho fatto la vaccinazione in quanto portatore di Pace-Maker), ma con uno strascico bronchiale che malgrado gli antibiotici, mi ha accompagnato per dicembre-gennaio. Nuovo riscontro di una bronchite, nuovi antibiotici e la prescrizione Urgente di un esame Radiografico al Torace.
Sorridendo allora mi rivolgo al medico :"Ma Dr. Urgente a Senigallia che cosa significa ??? Tra tre mesi ???" e lui sorridendo ribatte :" tranquillo Franco, domani vai in radiologia e vedrai che la lastra te la fanno in giornata!!".
Per nulla tranquillo, il mattino di buon ora, 10 Aprile 2018, mi presento in Ospedale. Faccio le tre scalette ed apro la porta dell'ingresso della sala Accettazione, Cassa, Esenzioni... Una trentina, quaranta persone, in attesa di un visto, un timbro, una delle solite operazioni burocratiche che solo menti malate possono pensare ed obbligare.
Un attimo solo e penso che se sto lì ad attendere il mio turno, altro che urgenza e risposta in giornata... ed allora apro la porta a scorrimento che mi introduce nell'area ospedaliera e mi incammino, tra un colpo di tosse ed una benedizione a chi ha ridotto un Ospedale in un ambulatorio ed anche male attrezzato, verso l'altra reception del servizio di Radiologia e Diagnostica per immagini.
Non c'è un'anima di utente... solo una ragazza volontaria del servizio civile che chatta e due impiegate nei loro box. Prendo il numero vergognandomi di fare la figura del fesso... prendo il numero che mi evita di fare il "furbo" passando avanti o quello di evitare che qualcuno mi passi avanti. Scatta il numero di prenotazione, presento la richiesta ad una gentilissima impiegata, che visto che non c'è nessuno mi aggiorna anche l'esenzione, che avrei poi dovuto andare a porre fatto l'esame, in quella lunga fila di cui ho parlato sopra.
Sbrigata l'incombenza della registrazione con tutti i codici a barra che dovranno essere apposti sull'esame, mi reco nei locali di attesa per l'esame.
Tre persone che stanno attendendo. Appena arrivo il tecnico di laboratorio mi prende l'impegnativa e tutte le carte che mi hanno affidato in prenotazione e mi invita a seguirlo. 
Tempo di togliermi pullover e camicia, due immagini, cinque minuti ed è tutto fatto.
:" Si armi di pazienza, perché c'è da attendere un po', perché la Dr.ssa è sola e ci sono tanti esami da leggere..."
Rientro in sala di attesa e chiedo se anche le persone presenti sono in attesa della risposta. Affermativo, perché mi spiegano che il servizio radiologia del Pronto Soccorso non funziona (già da qualche giorno - Oggi 23 Aprile - voglio augurarmi che sia ritornato alla normalità... nel senso che funziona!!) e quindi i pazienti che ricorrono alle cure del PS vengono portate attraverso i tunnel da rifugi antebellici, nel servizio di radiologia in cui noi siamo tutti in "paziente" attesa, usufruendo, loro, di una giusta precedenza.
Sono le 11,26 come certificato sull'esame, quando ricevo la risposta (dalle 08 del mattino!), per un esame della durata di cinque minuti.
Nel pomeriggio sono nello studio del mio medico per portare l'esito e discutere sul da farsi. Al momento nulla di grave se non per la parola "Nodulo di 5mm....", che mette sempre in allarme. Non per me, e non per fare il coraggioso, forse il vigliacco, quello si, perché di questa vita mi sono rotto sinceramente e veramente le bipbip. Ecco che allora scatta la seconda operazione, quella degli accertamenti.
Ecco allora Analisi del Sangue e delle Urine, Visita specialistica dal pneumologo, TAC al torace... Volete conoscere altro... vi lascio, malignamente, come fanno in TV con la pubblicità
... Tra qualche giorno vi faccio sapere lasciandovi con la curiosità... 








di Franco Giannini

lunedì 13 novembre 2017

La storia di quei "nipoti Berlusconiani" che pensavano di imitare Bruto...

... ed invece sono rimasti feriti dalla loro stessa ingenuità ed incapacità politica.

Ma come recita il cartello a fianco, la Politica è stata sepolta, ma uno dei suoi protagonisti, ha beneficiato dello stesso miracolo di Lazzaro: Silvio Berlusconi è risorto. 
Avrei voluto scrivere io un simile articolo, come quello che un meraviglioso Marco DAMILANO , vice direttore ha riportato su L'Espresso , che conferma ancora una volta qualora ce ne fosse bisogno di essere veramente una penna eccelsa quale è ci ha regalato. Non so in quanti lo leggeranno qui sul blog o su FB. Peggio per loro!! Ma se si pensa che esso è stato scritto da uno che sicuramente di destra non è mai stato, dovrebbe far pensare ed essere un incentivo a riflettere. Soprattutto per tutti coloro (di ogni ordine, grado, corrente o scelta politica) che magari si ritengono " politici di "professione" solo perché leccando, elemosinando e pregando sono riusciti a raggranellare (logicamente parlo a livello locale) 300-400 voti compresi quelli dei famigliari. Boria tanta di costoro, come le loro limitate capacità, giornalmente palpabili. E' consigliabile che costoro, ne facciano una lettura senza la puzza sotto il naso, senza fretta, con umiltà, con passione, con la medesima piacevolezza di un intenditore di brandy che si centellina il biondo nettare. Ed una volta terminato di leggere, socchiudere gli occhi, poi andare di fronte ad uno specchio e fare autocritica. E chi dovrebbero farlo sono tutti quegli adepti appartenenti alle forze politiche prese in esame dal bravo Marco. Seppure penso che tale consiglio sarà destinato a cadere nel vuoto facendomi ritrovare nel mare del nulla. 
Immagino anche mio padre che in questo istante si starà rigirando nella fossa, pensando che stia osannando in qualche modo il Silvio Berlusconi redivivo. No, caro papà, tranquillo, sto osannando Damilano, un uomo che si è, forse, riuscito a scrollare di dosso certe etichette (destra-centro.sinistra), riuscendo a separare, da persona intelligente, culturalmente e politicamente preparata, le idee buone da quelle cattive e gli attuali politici (parola che risulterebbe offensiva per quelli di una volta che infatti li ricordiamo come "Statisti"), illusi (una miriade di stelle cadenti) da quello duro a cedere lo scettro, seppur avanti con l'età e (tanti) altri "problemucci".  Io cerco solo di imitarlo, il Damilano s'intende. Spero di riuscirci, papà. Sta di fatto, però, che piuttosto che rivotare questa masnada di incapaci, preferirei imitare il fabbro nudo rappresentato nelle "tue"vecchie 50 lire... proverei, ne sono sicuro, più appagamento. A chi leggerà l'articolo di DAMILANO e solo a questi, buona lettura !!







di Franco Giannini

lunedì 19 giugno 2017

... e comincio a pensare che quando arriva sarà, come quasi tutto in Italia, sempre in ritardo.

Ma dico io, almeno sulle montagne russe dopo le discese ci sono anche le risalite, ma in questi ultimi anni trovo sempre discese, sempre più ripide e veloci e con infidi muretti alla fine... ed allora...

Ricordo che mio nonno diceva ad "Ella"( lui la chiamava così ) :" Vieni avanti o Morte, non mi fai paura, perché mi trovi ancora vivo ." Ed io ho sempre creduto in questa sua massima (o spacciata come tale!) ed ho ritenuto che l'uomo dovesse tenere la mente lucida, vigile, atta al ragionamento fino alla fine all'esalare del suo ultimo respiro. Una maggiore attenzione alla mente che non al bel fisico allenato o palestrato. 
Tanto che appena sono andato in pensione, memore di quello che mi riproponevo, con un antipatico fare di quello con la puzza sotto il naso, definivo i miei coetanei con il vizio del bar, delle carte o delle bocce, persone che avevano interessi leggeri che non implicavano abbastanza impegno, ma erano, i loro, solamente dei passatempo. Da cui deducevo, spocchiosamente s'intende e per ciò me ne scuso, che per costoro, quando "Ella" sarebbe sopraggiunta, li avrebbe trovati già "trapassati".
"Io", invece, che avevo scelto la "passione Politica", il piacere della lettura, della scrittura, avrei mantenuto una elasticità mentale che mi avrebbe portato a sputare in faccia ad "Ella", quando se ne sarebbe presentato il momento, il motto suggeritomi dal mio progenitore.
Evidentemente non ero predestinato e preparato per questo tipo acculturato di attesismo , perché se fossi stato almeno furbo, non dico intelligente, avrei dovuto allora, tentare gli approcci prima, quando il lavoro era sudore, fatica, incazzature e malgrado tutto... miseria. Avevo però capito una cosa, seppure in ritardo, non appena andato in quiescenza, che una cosa rispondeva a verità, che "Il lavoro nobilitava (forse) l'uomo, ma lo rendeva simile ad una bestia", salvo nei rari casi in cui l'occupazione scelta non corrispondesse a quella che si era sempre sognati di fare.
Sentivo dire da dei miei coetanei pensionati, che gli mancava il lavoro, che si alzavano ancora all'alba e non sapevano che fare per tutto il giorno, che quasi quasi, vegetavano. Io invece stavo benissimo. Avevo un sacco di impegni, di appuntamenti, di incontri, avevo cominciato a scrivere articoli su giornali online ed il tempo mi scorreva via piacevolmente.
La POLITICA era diventata la mia passione, i politici locali tanti miei conoscenti ed avevo imparato che chi la esercita per vera ed unica passione (mosche bianche, ehh!), non le doveva risultare come uno sforzo, ma bensì come un piacevole divertimento. Come del resto la cosa avrebbe dovuto essere per gli sportivi, per gli artisti, logicamente quelli arrivati in cima alla vetta con una posizione anche economica tranquilla.
Ma più stai in quel mondo, parlo della POLITICA, ( quella locale è solo una proiezione di quella NAZIONALE), più impari di quanto essa ti attiri. Ma poi ti accorgi che quando entri nelle sue spire o ti adegui ai suoi sistemi o ne muori stritolato.
Quello che a livello locale può essere la soddisfazione di una partecipazione di stare vicino ad un Amministratore, del piacere di potergli dare del "tu", della pacca ricevuta sulla spalla, del bersi un caffè al bar, sotto gli occhi di tanti, a livello nazionale, invece, può essere una spinta per un posto di lavoro, un appalto (quanto va bene, pulito) o...
Per chi la segue di riflesso, come ho fatto io per tanti anni, scrivendoci su, alla fine si ha un rigetto. Perché scopri che ti hanno preso spesso per i fondelli, infinocchiando te e di conseguenza chi ti leggeva, con le promesse da marinaio servite su di un piatto con contorno di infinita spocchia.
Ti ritrovi anche che la stessa minestra della mensa locale è la stessa che ti offrono i ristoranti stellati statali. Vedi che la tua situazione famigliare, rispecchia quella nazionale. Analizzi quanto non sia vero che lo Stato è come una famiglia. Almeno non come la mia.
Una famiglia, quella statale, i cui componenti non sono tutti ugualmente partecipi delle sorti economicamente disastrose in cui versa l'apparato globale, bensì composta da tanti farabutti, che fanno dei loro privilegi una qualche cosa da distribuirsi tra i facenti parte della famigerata "Casta" debitamente tesserata.
E allora tu vedi spegnersi ad una ad una quelle fioche luci in cui avevi creduto e credevi fino a poco fa. Vedi le fabbriche locali chiudersi, le aziende che vengono delocalizzate, vedi esportare all'estero quel poco lavoro che c'era rimasto, gli stipendi impagati, e la politica locale farsi assente, sempre più assente. Ed ad ogni "cazzata" (mi si passi il termine!) intesa nel senso di piccola cosa, che un amministratore fa (che poi a volte sono delle vere e proprie cazzate anche nei risultati concreti ed inutili, o utili solo per facciata) te la vendono per delle "Eccellenze" che il mondo intero ci invidia. Quelle che si considerano le forze di opposizione, piagnucolano affermando che sono minoranza e che non possono quindi far nulla.
Essere preso per i fondelli non mi è mai piaciuto, figuriamoci poi oggi da vecchio. Ma che ho per far sentire il mio malcontento. Sono disarmato. Ho capito di aver perso non più le battaglie di quando scrivevo e magari venivo contestato perché mi lamentavo che la gente non leggeva e sapeva solo brontolare, ma ho perso, o meglio, abbiamo perduto la guerra.
Ma sembra che ai più stia bene così. Del resto questa è la denocrazia, ...almeno dicono!!
Con il mutare della famiglia in senso lato, anche quella in senso ristretto, per infiniti motivi legati alla prima, è stata costretta a modificare usi e costumi.
Oggi mi ritrovo, che sono passato dall'essere presente o dall'ascoltarmi dei  logorroici consigli comunali, leggere un libro (costa anche quello), scrivere un pezzo (per scrivere ci vuole cuore ed il mio si è inarridito) al seguire le ospitate della Barbara D'Urso, o i film delle cineteche anni '30 spacciate al pubblico come opere d'arte, o alle storie fumettistiche dei nipoti che reclamano Masha e Orso, Topolino, I Pigiamini, Alvin, il tutto sempre intervallato da "giuste" pennichelle abituali e non di certo solo pomeridiane o estive. Rincoglionimento allo stato puro.
C'è chi sta peggio, lo so. Ma ugualmente so che c'è chi sta tanto meglio. Io vorrei rientrare, se mi fosse possibile, tra le due categorie, magari anche con un occhio verso il basso. Sapendo che ciò non mi è possibile però, che non ho più lo spirito di adattamento che avevo da giovane, mi sono messo l'anima in pace e da novello Giuseppe Garibaldi, mi sono ritirato non certo a Caprera (magari ne avessi una!Magari un misero scoglio), ma nella mia "sala di attesa" della stazioncina casareccia, dove il campanello suona preannunciando l'arrivo di un treno che spero sempre sia quello buono. Quello che mi spiace, nonno, è che come dice il proverbio, purtroppo quando uno sputa in alto, prima o poi gli ricade addosso. Sembra che io non ne sia esente ed oggi, viste come vanno le cose, prevedo che se andiamo ancora avanti per troppo tempo non potrò più gridare in faccia ad "Ella" quanto tu mi avevi suggerito.
C'è solo da sperare che l'attesa non sia oltremodo lunga.








di Franco Giannini