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domenica 6 aprile 2014

La chiamano Agricoltura Sociale… ma in effetti è molto di più

Se n'è discusso nel seminario: Carlo Ponzio ce la illustra - FOTO e VIDEO 

Le relatrici M.Cristina D’Arienzo nonchè Loreta Menghi, hanno tenuto, la prima “lezione” sulle reti d’impresa intese come nuove opportunità di aggregazione e la seconda sull’innovazione, la ricerca e la formazione nei programmi europei. Riassumere dati, pensieri, insegnamenti tecnici è già di per sè difficile per un addetto ai lavori, figuriamoci poi per chi come me, è digiuno e profano in materia.
Correrei, se solo tentassi di farlo, il rischio di scrivere baggianate da sommare a quelle che già normalmente mi sfuggono in cose molto più semplici. Quindi, preferisco scrivere solo che il seminario è stato più che interessante, confidando sul sentito dire dei presenti, quasi tutti addetti ai lavori.
Però, dopo la lunga passeggiata fatta per arrivare al luogo d’incontro, andarmene a mente vuota mi sembrava lasciare un lavoro in sospeso. Ed allora ho voluto ascoltare, capire, informarmi e certamente non solo per non gettare alle ortiche un pomeriggio di sole, di natura, di verde.
Lasciata la sala del seminario ancora in corso, ho preferito avvicinare, conoscere, dialogare, scoprire, il mondo composto da persone, cose, idee, di cui si discuteva all’interno, ma sull’aia di questa casa che una volta si sarebbe definita “di campagna”. Che poi se lo si guarda da vicino, sono andato alla ricerca del motivo dominante per cui ci si è creato su il seminario!
I miei due validi e di questi tempi “valorosi” interlocutori sono stati: il dott. Carlo Ponzio (per me semplicemente Carlo!), coordinatore tecnico della Cooperativa UNDICESIMAORA, ed il suo presidente, il dott. Giovanni Bomprezzi che mi ha rilasciato invece l’intervista VIDEO che è possibile vedere ed ascoltare alla fine del testo.
Seminario sull'agricoltura sociale a SenigalliaSarà un caso che lunedì 31 marzo si parlava di Agricoltura Sociale ed oggi, 1 Aprile 2014, data in cui scrivo, quanto vorrei che si trattasse veramente di un pesce d’aprile, ma purtroppo non lo è, i dati oramai tristemente scoraggianti dell’ISTAT ci indicano che: in Italia abbiamo 1.000 senza lavoro ogni giorno, 365.000 all’anno!
Quindi cade proprio ad hoc parlare di queste piccole realtà che diventano smisuratamente grandi, incoraggianti ed atte a lenire, seppur lievemente, il dolore di quella dignità strappata con la perdita di un lavoro o la sua invana ricerca: non è solo interessante ed utile da conoscere, ma è e diventa ogni giorno di più, obbligatorio parlarne e diffonderne gli sforzi ed i loro successi.
E sempre putacaso, il 16 maggio 2011, pubblicavo la prima intervista a Carlo Ponzio e l’ultima domanda che gli facevo in quell’occasione era questa: “Che cosa suggeriresti per veder crescere l’orticello di casa nostra a Senigallia? Una medicina in due righe, che aiuti a dare in parte una boccata di ossigeno all’economia, da affiancare a quel po’ di turismo che ancora ci resta, sfruttando le terre un giorno abbandonate con il miraggio di diventare tutti ricchi, industriali e senza calli nelle mani“.
Questa era stata la sua risposta: “… le Marche già sono tra le prime regioni a vantare il maggior territorio nazionale per produzione biologica e Senigallia ha già delle realtà in tal senso, che però per crescere devono essere ulteriormente aiutate“.
Forse eravamo due sensitivi nel pensare che la giusta via da seguire fosse questa? Chi lo sa!!
Bene, sono trascorsi tre anni da quell’intervista, l’aiuto di chi doveva non c’è stato o se c’è stato nel solito modo all’”italiota”, poco incisivo e molto lento. Fortunatamente però, oltre gli “italioti”, abbiamo anche gli “italiani”, quelli che parlano invece molto meno ed operano tanto di più in silenzio. E i risultati poi piano, piano, sembrano si intravedano ed i benefici pure cominciano a sentirsi.
Ed in questo fare, la maggior coinvolta è stata la sola CARITAS, sia emotivamente che economicamente parlando, affiancata come sempre da quello stuolo di giovani volontari. Si, la CARITAS, quella che dovrebbe essere principalmente occupata a salvare “anime” piuttosto che occuparsi di – mi si passi i bisticci di parole – “occupazione”, di redigere bilanci cercando di far quadrare i conti. Che detto da me, noto “mangiapreti” fa assumere ancora un maggior valore a quest’opera che non chiamerei più “caritatevole”, ma di alto valore civico. Da chi se ne dovrebbe occupare invece, in altre faccende affaccendati, come spesso avviene in questi casi, come con le temperature, il silenzioso “Non pervenuta”.
Ma andiamo a scoprire questa che è oramai una realtà:
Seminario sull'agricoltura sociale a SenigalliaGiannini – Carlo, come e quando nasce la Cooperativa Sociale UNDICESIMAORA Onlus?
Ponzio – Devi sapere Franco, intanto, che questa è una Cooperativa Sociale di tipo B, quindi non è una cooperativa agricola. Praticamente è una modalità per poter dare lavoro alle persone. Obiettivo di queste cooperative è l’ inserimento lavorativo, che in pratica è poi la mission per aiutare le persone che hanno dei disagi, chiaramente per poter entrare nel mondo del lavoro. E ce ne sono tante di queste cooperative tipicamente con ragazzi che hanno dei problemi di varia natura, che non sono normodotati. Insomma, persone che hanno problemi. Questa cooperativa sociale nasce come espressione della fondazione CARITAS che è una Onlus. E’ insomma la Caritas la grande Madre! La Caritas si trova ad affrontare regolarmente problemi con persone che hanno carenze di mezzi. Poi oggi con la crisi le persone che sono senza lavoro sono sempre di più. Praticamente tu vai alla Caritas e loro ti pagano anche la bolletta del Gas. Se hai bambini ti danno anche da mangiare. Se sei senza soldi ti aiutano in un qualche modo. Però, in questi periodi, hanno sentito l’esigenza di fare, di andare oltre ed allora si sono detti “inventiamoci qualche cosa”. E sono giunti a ritenere che invece di dare dei soldi, forse dare un lavoro fosse molto più dignitoso.
Dare lavoro, Franco, significa dare, oltre che denaro, la Dignità. Non tralasciando che questo è anche un modo per capire se uno ha o non ha veramente bisogno d’aiuto.
Questa cooperativa nasce nel 2012. Su questo campo che comincia da qui (vedi video) – e mi indica con il dito – e finisce lassù, dove è stato fatto un frutteto. E’ nato tutto con un grosso investimento da parte della CARITAS, la quale non ha pensato, fin dall’inizio, a fare profitto e tantomeno a porre dei limiti ai costi. E’ nata con il solo ed unico obiettivo di far lavorare la gente.
Cosa è accaduto dopo: è cresciuta questa realtà ed è stato realizzatto quel piccolo casotto che vedi là, multicolore, dove ora abbiamo creato un punto vendita. C’è proprio un negozio che è aperto tutte le mattine e dove si vende : Frutta, verdura, prodotti lattiero caseari, ecc, tutto e solo frutto di cultura biologica. I nostri clienti sono la clientela del passa parola ed i GAS i Gruppi di acquisto solidale”
G – Intanto, qualcuno, come del resto anche il sottoscritto, si chiederanno il perchè di tale nome “UNDICESIMAORA”
P – Il Motivo lo si evince dal retro della brochure che hai in mano: “Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa il quale, uscito ancora verso l’undicesima ora, trovò degli operai in piazza e disse loro: “perchè ve ne state qui tutto il giorno inoperosi”? “Perchè nessuno ci ha presi a giornata”. Egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. (Vangelo secondo Matteo, cap. 20, 6-7).
Il lavoro alla cooperativa sociale Undicesimaora onlusG – A quante persone attualmente date lavoro e qual è il numero globale a fine anno dei beneficianti.
P – Attualmente abbiamo circa 10 persone. Comunque l’essere sempre sopra organico, piuttosto che sotto, ci crea problemi anche a livello organizzativo. Ma dobbiamo farlo. Nel senso che ci sono persone che fanno quel poco che possono per ovvi motivi, ma che sono lì alla fine che ti aiutano. E noi abbiamo solo la CARITAS, ma anche il Comune che ci manda le persone che hanno bisogno. Come pure l’ASUR, che ci manda persone con problemi psichici. Poi abbiamo anche qualcuno che ha qualche precedente penale. Nel 2013 comunque sono transitate ben 100 persone con il Contratto Agricoltura.
G – Cos’è questo Contratto Agricoltura?
P – Devi sapere che questo Contratto ha una peculiarità che è quello della chiamata. Tu fai un contratto, ad esempio, ad una persona per sei mesi e tu in questi sei mesi almeno per 10 giornate lo devi far lavorare. Poi se non ti serve non lo chiami più. Vero è però che tu, con tanti contratti, puoi chiamare a turno un po’ tutti. Certo che se poi hai più lavoro li puoi far lavorare per più di dieci giorni, ma comunque mai non meno! E’ un contratto molto flessibile… è un contratto per qualsiasi imprenditore che fa agricoltura e non un contratto particolare solo per noi cooperative sociali.
Cooperativa Gaia ci ha dato in commodato d’uso illimitato senza pagamento 3 ettari di terreno e da settembre l’abbiamo cominciato subito a coltivare a Frutteto e cavoli, perchè la natura del resto ha i suoi tempi.
G – Ma tutta la vostra produzione viene assorbita dai GAS e dai clienti occasionali che vengono qui al Punto Vendita?
P – No, assolutamente!! I nostri maggior clienti sono i supermercati delle coop, che ci comperano quasi tutto. Infatti se vai alla Coop delle Saline troverai un nostro piccolo angolo che ci hanno riservato ed in cui vendono tutti gli articoli della nostra produzione, assolutamente biologica.
Il nostro è un lavoro complesso fatto di rapporti con persone tutte diverse, con una difficile gestione perchè i conti non tornano perchè quando le spese sono più degli introiti. Cosa che avviene – e me lo dice ridendo – avviene sovente.
G – E tu, solito modesto, che compiti svolgi all’interno della cooperativa?
P – Io faccio un po’ il coordinatore tecnico. Il coordinatore di tutte le attività agricole della cooperativa. Perchè come ti dicevo, abbiamo si, questa attività oramai consolidata, ma questa stessa cooperativa ha dei terreni anche a Filetta dove abbiamo un seminativo ed un oliveto. Ci andiamo, questo è vero, ogni tanto, ma è anche vero che c’è la fila dietro questo tipo di iniziative, anche da parte di altri comuni che hanno tante persone che hanno disagi. Un esempio: Corinaldo nella figura del sindaco ci ha offerto 11 ettari di terreno a novembre però visto che ci è stato dato a novembre e come dicevo la natura ha le sue stagioni e devi sottostare ai suoi “voleri”, non sapevamo che cosa piantarci ed allora per il momento l’abbiamo destinata a grano. Ed al coordino tecnico di tutto questo ci sono io.
Il lavoro alla cooperativa sociale Undicesimaora onlusG – E dove lo trovi tutto il tempo per fare tutto questo, considerando che per gran parte dell’anno lavori all’Estero?
P – Diciamo che lo trovo! Ma è onesto anche dire che ho delle brave persone con cui collaboro, non mi piace usare il termine “ho sotto di me” che è già infelice per se stesso ed ancor più lo sarebbe in questo caso, che mi seguono, mi sopportano e supportano.
Ricordo che ho letto sul giornale questa estate a luglio, un articolo in cui si parlava di questa cooperativa biologica. Ci siamo sentiti, ci siamo incontrati ed oggi sono felice di essere qui e far parte della squadra. E quello che più mi entusiasma è che devi sapere che ci sono tanti che sono disposti a cedere ettari di terra al vescovo per la nobile causa. Quindi voglio sperare di essere solo all’inizio di questa bella avventura sociale. Tu ricorderai l’altra esperienza che abbiamo vissuto entrambi, in cui si diceva che non c’erano soldi ed alla fine hanno lasciato un discorso in sospeso, optando solo per qualche orto sociale.
Noi, invece, abbiamo anche fatto una convenzione con la Facoltà di Agraria dell’Università Politecnica delle Marche. I ricercatori e tecnici stanno formando un gruppo dei nostri “ragazzi” per farli diventare degli esperti potatori di alberi da frutta e olivo. A far da “cavie” i nostri terreni, l’esperto in quest’arte è il prof Davide Neri che insegna ai nostri novelli agricoltori l’uso delle forbici e le tecniche di potatura, con la speranza di, una volta completata la formazione, “affittarli” ad altre aziende.
Quindi, Franco, come ben vedi UNDICESIMAORA non produce solo frutta e verdura biologica, ma anche formazione e costruzione di nuove competenze, che poi sfoceranno, ne sono e ne siamo certi, in altri posti di lavoro.
Giunto alla conclusione di questa intervista, vi suggerisco di non perdervi neppure quella in video del presidente della Coop. Sociale Undicesimaora Onlus, Giovanni Bomprezzi. e già che ci sono un invito a visitare il loro Punto Vendita. Buoni, biologici i prodotti, e meritorio l’acquisto, visto il fine. Il punto vendita è aperto ogni mattina in Via delle Saline 58. Vista la segnaletica ancora in fase di installazione, cento metri passata la rotatoria direzione Senigallia-Ciarnin, sulla destra prendere ancora l’indicazione Via delle Saline, e 150 metri avanti il passo sempre sulla destra.
Testo, Foto e Video di Franco Giannini

Allegati

Volti e nomi della Senigallia celebre ma modesta n°13: Carlo Ponzio  
Guarda il VIDEO del seminario sull'agricoltura sociale del 31 marzo 2014
Franco Giannini
Già pubblicato sabato 5 Aprile, 2014 su SenigalliaNotizie.it

lunedì 23 settembre 2013

I Rifiuti rifiutati della "Terra dei Fuochi".

Ho detto la terra dei fuochi, no la terra per i cuochi... intesa come genitrice dei suoi genuini prodotti ... 'na volta!  

No, se qualcuno pensa che stia parlando dei rifiuti di casa nostra può interrompere la lettura qui. Di Senigallia, non si parla. Non ci sono argomenti. O meglio ci sono, se ne potrebbe parlare, ma visto che le risposte si conoscono a prescindere da quello che uno può dire o scrivere, preferisco, simile ad un guardone, osservare ciò che fanno gli altri.
L'Italia, credo che in molti ce ne siamo accorti, è il produttore principale, se non mondiale, sicuramente europeo, a livello di "Problemi". Ed è questa variegata produzione che ci salva da buona parte di possibili contestazioni, che altrimenti avremmo giornalmente e contemporaneamente in tantissime piazze del paese, con le immaginabili conseguenze.
Invece per un problema che nasce e che la gente contesta, c'è n'è subito un altro, più o meno eclatante che prende il suo posto e mette la sordina su quello precedente. Come ?  Occupando i titoli dei giornali, dei TG ed in cui il politucolo di turno può sciorinare la sua critica su quanto detto dal suo collega della corrente opposta due istanti prima. magari suggerire la sua proposta, specificando comunque a guisa di paracadute, come essa sia sempre legata a decisioni non sue.

Ed allora si alternano sovrapponendosi ed annullandosi problemi quali l' IMU si o no? L' IVA si, no, forse? "B" in galera o ai servizi sociali ? La TAV avanti piano quasi indietro ? Si vede il Lumicino si o no ? La caduta del Governo ci sarà oppure no? Il PDL ha le doglie, sta nascendo Forza Italia. E per par condition non possiamo non ricordare che ci sarànno le Primarie ed un Congresso del PD : ed allora quale sarà la data? E l'Italia è ancora sovrana rispetto alle imposizioni dell'EU ? Della stuazione dell'ILVA di Taranto (anche se interessa da quel che si intravede fin ad oggi, purtroppo, solo a chi ci lavora!) ne vogliamo parlare, anche se nulla si fa, si guardi bene, oltre questo! Anche il Papa, da lodare i suoi pensieri, ci mette del suo ! Intanto i 35 saggi, (loro sono saggi, siamo noi che li manteniamo che siamo dei cretini!) si riuniscono in un "4 stelle" per studiare come risolvere sta crisi, accelerando la "fine" e non certo della crisi; il conto? prego, come sempre a Pantalone ! Poi ci sono i fatti di cronaca nera, quelli rosa, le alluvioni, temporali, gente che va, o meglio che ritorna a vacanze terminate (sempre espressi con numeri a sei zeri!), e non ci facciamo neppure scappare magari qualche fatterello che avviene all'estero, dandogli quel giusto risalto che, giusto o meno,  necessita al momento per l'intensificare della notizia fumogena.
L'area della terra dei Fuochi

Non soffermandocisi più di tanto, si è parlato,  giorni or sono, anche dei rifiuti della Terra dei Fuochi, del termovalorizzatore che ivi dovrebbe sorgere, delle manifestazione dei cittadini che invece non lo vogliono, dei depositi di  sei milioni (si parlava nel lontano 2007) di ecoballe giacenti a Taverna del Re e che inesorabilmente si stanno spaccando, con l'inevitabile perdita di percolato e proprio come con una toccata e fuga, si è rivelato come la zona sia inquinata non solo sopra la superfice, ma anche nel sottosuolo, dove la Camorra, a sotterrato per anni i rifiuti nocivi e non solo locali (almeno si dice!!). Si parla di una superfice di oltre 20 km quadrati le cui colture agricole rappresentavano la bontà e la genuinità dei prodotti agricoli che la terra offriva: Frutta e verdura di primo ordine, che i grandi chef consigliavano e mettevano, ma non solo loro, nei piatti. Io ho scritto "rappresentavano", ma molti operatori agricoli negano e continuano a considerare sia i frutti che le verdure prodotte, come ancora le migliori che il "mercato" possa offrire. 
Lo Stato, come sempre in questi casi, non si schiera, dice di controllare, indagare, prelevare, analizzare creando matriosche che a fine indagine relazioneranno a chi di dovere preposto a trasmetterlo più in alto, dove del doman non v'è certezza, per cui tali incartamenti vengono accuratamente posti in cassetti  però senza chiave. Ed è lì che restano, sperando che gli spifferi del palazzo faccia volare, durante qualche controllo, alcune delle pagine. 

Se ne è parlato, dicevo, ma poi il giorno dopo tutto era stato superato, offuscato, da altre notizie che colpivano l'attenzione della gente. 
Mi permetto allora di riprendere il discorso perdutosi dietro ai fumogeni, dicendo che quei stimati 20 km quadrati, potrebbero anche essere bonificati, ma comunque non prima di una ventina di anni.
Ed allora, siamo in Italia!!, campa cavallo che l'erba cresce, ma nelle praterie americane, non certo in quelle dove la Camorra l'ha sempre fatta e continua a farla da padrone. Ecco che allora mi si è accesa una lampadina... alogena ben s'intende.
Le balle della Taverna del Re

Ma devo fare un passo indietro con una dovuta precisazione.

La mia è solo un'idea, aggiungerei dal sapore provocatorio, non logicamente scientifica, ma che potrebbe essere solo una formula buttata lì, ma che potrebbe essere ripresa da chi ne capisce più di me (cosa non difficile!), senza essere però di parte ecologicamente e naturalisticamente parlando. Perchè dico questo, perchè spesso all'occhio dell'opinione pubblica sembra che il carbone non lo voglia nessuno,  del nucleare neppure parlarne, degli inceneritori nemmeno, l’eolico snatura il paesaggio, il fotovoltaico ruba la terra all'agricoltura. Concordo e sottoscrivo molti di questi pensieri! 
Però, perchè c'è un però !, qui siamo a Giugliano, una realtà distante anni luce da quella che è il resto d'Italia. 

La gente, qui, non è che non vuole l'inceneritore così perchè un mattino si è alzata ed  ha deciso di non volerlo, ma non lo vuole perchè quei milioni di balle di cui parlavo sopra e che dovrebbero essere smaltite in questo, si dicono contengano di tutto e di più, quindi bruciarle sarebbe oltremodo pericoloso per la salute dei cittadini.

Allora, anche in considerazione che  il recente decreto legislativo n. 28 del 3 marzo 2011 (in vigore dal 29 marzo 2011) ha introdotto restrittivi vincoli per gli impianti fotovoltaici a terra su terreni agricoli e che altrettanto pericolosa per la salute sarebbe la comercializzazione dei prodotti agricoli di queste terre contaminati dalle acque del sottosuolo e dalle discariche interrate, suggerirei questa soluzione:
- Dichiarerei questi 20 kmq. di terreno (o anche più, sarà da accertare!) non più agricoli, ne tantomeno edificabili.
- Destinerei l'uso di questi terreni, esclusivamente ad uso di impianto di pannelli fotovoltaici.
- Lasciando logicamente, abitazioni, realtà produttive, strade, alberi, senza nulla togliere alle realtà cittadine.
- Lo Stato se ne dovrebbe far carico a livello di spesa.
- Il controllo dovrebbe essere affidato al èproprietario del lotto, unitamente ad un ufficiale dei Carabinieri o della Guardia di Finanza. Fuori, personaggi politici di qualsiasi tipo e rango!
- Gli utili serviranno allo Stato, una volta rientrato delle spese, a pagare mensilmente i proprietari del mancato
 guadagno, facendoli però impegnare nei lavori di manutenzione come personale (unitamente ai tecnici) per la bonifica dei terreni.
- Dal momento che ritengo che gli utili derivanti da questo servizio dovrebbero essere notevoli, quelli che avanzeranno dovranno essere destinati esclusivamente all'operazione di bonifica.
- Dopo 20/25 anni o quello che sarà, ad operazione di bonifica avvenuta, i terreni potranno ritornare ai loro proprietari, riportandoli (obbligatoriamente) al loro primario utilizzo, logicamente con il rismontaggio dei pannelli.
Pannelli fotovoltaici

Lo so, l'impatto di 20 kmq di specchio, non sarà bello a vedersi, ma non sarebbe neppure bello osservare bambini, o comunque esseri umani, soffrire negli ospedali colpiti dal cancro. Come scellerato sarebbe solamente affermare che i terreni sono inquinati, le falde acquifere ugualmente e magari far finta di dare inizialmente un finanziamento con la destra, ritirandolo con la sinistra e lasciando poi che il tutto, italianicamente, finisca nel dimenticatoio.
Non certo per la Camorra, che ringrazierebbe e continuerebbe a fare il lavoro che ha fin qui spudoratamente svolto. Tra questo la sorveglianza che i prodotti agricoli continueranno ad essere venduti, magari a multinazionali estere dell'alimentare, che provvederanno alla commercializzazione dopo avergli fatto fare il giro di mezzo mondo. Ai voglia a dire di controllore le etichette! Si diceva che sia il $ che l' € erano monete e banconote a prova di falsificazione, ed invece! E se falsificano quelli, falsificano quadri che l'esperto più esperto rimane in imbarazzo, non volete che non sappiano falsificare un'etichetta? Ma intanto vige la legge, occhio non vede cuore non duole.
Ma questo detto deve valere per tutto, anche per il non prendere un'iniziativa che potrebbe, sicuramente, scontentare qualcuno, ma salvare tantissime vite umane.

Ed in questo caso la colpa del "Non Fare", non sarebbe solo della Camorra, ma sarebbe "anche" della Camorra.

Franco Giannini





martedì 1 novembre 2011

I MIEI BENEFIT...ME LI FACCIO "PAGARE" IN PRODOTTI BIOLOGICI











di Franco Giannini

... marmellate, confetture, liquori, preparati solamente con i prodotti della terra, distillato di sugo di gomito e immensa passione per questo lavoro ...


Alcune sere fa, mi sento bussare alla porta. Apro e vedo il viso sorridente di Laura Mengucci. "Ciao Franco, scusa se ti disturbo, ma volevo lasciarti questo pacchetto con alcuni dei miei prodotti, per fartene gustare la loro bontà... e sapere che ne pensi". Una volta entrata, mi ha fatto vedere il contenuto della busta, me ne ha illustrato da perfetta manager commerciale le qualità, la preparazione, ci siamo fatti la solita chiacchierata panoramica sui fatti ed i personaggi locali, e dopo averla ringraziata, mentre l'accompagnavo alla porta, le ho promesso che le avrei fatto conoscere con tutta sincerità le mie impressioni.
Leggendo nei giorni successivi i giornali, scorrendo velocemente i commenti su FB, e guarda caso, anche partecipando all' ultima seduta del Consiglio Comunale, ho potuto constatare che l'argomento più gettonato era sempre quello dei "Benefit" della spudorata "Casta"... che tutto è ma sicuramente non certo casta.
Io non faccio parte certamente a questo tipo di gentaglia, ma forse è proprio per questo motivo che mi sono sentito in un certo qual modo, parte in causa tanto di sentirmi in dovere di denunciare pubblicamente alla Agenzie delle Entrate i Benefit di cui anche io ho "abusato" in 7/8 anni di onorata carriera di "hobbysta scribacchino" e che mi sono silenziosamente portato a casa.
Un libro, una maglietta, un toner per il PC, diversi chili di tagliatelle fatte con sfoglia tirata a mano e dulcis (è il caso proprio di dirlo!!) in fundo, con i quattro vasetti di AMALTEA .
Ecco, confessato il mio peccato, ora mi sento leggero come....come...come si sentono coloro che si "appropriano onestamente" dei tanti benefit, alle spalle della povera gente, perché ciò che fanno, così si scusano, è lo Stato che glielo consente. Non ci sono commenti da fare, perchè costoro non sono più uomini, ma solo dei "cessi" di uomini.
A differenza di costoro, non so se i donatori, di questi cadeaux per me tutti di grandissimo valore perché indicano la stima immeritata che nutrono nei miei confronti, appartengono ai così detti FANS. Perché mi resterebbe difficile comprendere dove registrarli se sulla lista dei "Fans convinti" o più in quella di "Fans illusi" e prossimamente, magari anche dei delusi.
Ma ritornando alle ultime delizie, qui lo dico e qui lo... confermo, sono 4 gusti che meriterebbero il voto accademico di trenta e lode, ma potrei essere frainteso magari apparendo come il solito facile buonista. Allora fermo, falsamente, almeno mi salvo un pò la faccia, il mio voto sulla media del 26...
La marmellata è di Ciliegie si!, ma è semplicemente divina... certamente la migliore tra le altre (voto 29,9...con però l'abbraccio accademico!!).
E quella di pera allo zenzero ?, indicata per uno spuntino con i formaggi molli... ma naturalmente ... una raffinata sciccheria.
Per quella al Limone, non trovo gli aggettivi, si prenda uno a caso degli altri già sopra usati...
Ma la regina dei quattro vasetti è lei. Lo dico subito...non piace a quelli della LEGA, perché è fatta con prodotti terroni, forse indicato più per i gusti da premier : Sua Altezza ATENA, un dono prodotto da una fuitina, con relavivo accoppiamento, della Cipolla di Tropea con un Pistacchio Siciliano. Una confettura che si presta ad essere "sacrificata" su arrosti e carni alla griglia, ma anche su formaggi.
Oramai ci sono, quindi mi confesso di tutti i miei peccati... l'analisi dei vari prodotti, però, l'ho fatta un pò superficiamente, perchè operata solo raschiando e leccando il barattolino... i famigliari che c'erano arrivati prima, si erano dimenticati del sotto scritto... scusandosi per essersi fatti prendere la mano (meglio dire la gola) e non pensando a me, ma concludendo che erano veramente "bone...". Ahhh... vi ci mettete anche voi...dite che il mio è solo buonismo ... beh allora non vi resta che fare la prova del 9, cliccare su AMALTEA, chiamare e ... provare per credere.

lunedì 26 settembre 2011

Volti e nomi della Senigallia celebre ma modesta n°15: Laura Mengucci

Inserisci link
di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it ...

con
"Pacchiarotta" il biologico è di casa... anche a Pane Nostrum!!

Era il 1985, quando i Righeira cantavano "L’Estate sta finendo, e un anno se ne va, sto diventando grande e sai che non mi va. In spiaggia di ombrelloni non ce ne son più, è il solito rituale...". Ed anche Senigallia non si può discostare dalle altre località balneari, anzi noi siamo all’avanguardia, precorrendo i tempi.

Pane NostrumInfatti l’estate turistica vacanziera da noi sembra già terminata il 30 di Agosto, visti i "rompete le righe degli esercenti". Ma grazie all’evento di "Pane Nostrum", qualche tendone di biologico, i due soliti mattatori pluri stellati della gastronomia locale, si è riusciti a chiudere questo gap facendo credere che la "stagione" ancora "dura".

Pane NostrumUna tre giorni di pout pourri, un caleidoscopio di pani salati e sciapi, lingue, sapori, profumi, novità, esperienze, ma il tutto con un’ unica condivisione : i prezzi... solo salati! Per carità, non voglio scendere sull’importanza della manifestazione, del successo ottenuto, delle masse "smosse", dell’incremento economico ottenuto.

Pane NostrumIl colpo d’occhio avuto è già anticipatore dei risultati più ancora dei dati statistici.
Posso affermare, senza timore di essere smentito, che le cassandre che denunciavano una soppressione della mostra del biologico, hanno, diciamo, un po’ esagerato.

Pane NostrumNell’area di piazza Manni, infatti, un po’ distaccata dai forni e quindi penalizzata, chissà forse nel timore che il caldo di questi o qualche contagio OGM avesse ad infettare la bio-genuinità, gli stand del biologico. Stand due in uno, per abbattere i costi, ma nel contempo e maggiormente la riservatezza commerciale.

Pane NostrumCon tutta sincerità, del premiato panificio di Piazza del Duca, non è che mi interessasse più di tanto, anche per la ripetitività dell’argomento trattato, ma stavo soprattutto cercando una cara ragazza-amica, che mi aveva invitato, con quell’entusiasmo che fortunatamente ancora riesce a coinvolgere qualche giovane, nel suo stand di prodotti biologici.

Laura Pacchiarotta Mengucci a Pane NostrumLaura, questo è il suo vero nome, è riuscita a concretizzare con l’aiuto anche della socia Cinzia e tanti sacrifici, quello che è sempre stato un suo desiderio: produrre e commercializzare prodotti biologici. Obbiettivo che è riuscita a centrare con la realizzazione di Amaltea snc.

Dopo qualche giro per la piazza finalmente sono riuscito a trovarla e tra i profumi delle marmellate e delle varie confetture, tra i ritagli di tempo tra un cliente ed un altro sono riuscito a farle qualche domanda.

Laura, che cosa farai dopo che "Pane Nostrum" avrà chiuso i battenti?
Devo dire intanto che "Pane Nostrum" è stata una vetrina importante in quanto non avendo potuto fare un’adeguata inaugurazione, come avrei desiderato, visto i costi elevati, in questa fase di start up, abbiamo optato per la partecipazione alla fiera.

E’ nostra intenzione creare sempre qualcosa di nuovo con i frutti della terra che arrivano a seconda della stagione, quindi a breve lavoreremo arance e marroni. Le nostre lavorazioni rispetteranno rigorosamente la stagionalità dei prodotti.

Quando ad esempio terminerà la confettura di fragola aspetteremo il prossimo maggio. Nulla viene prodotto dalla terra spontaneamente per tutto l’anno 12 mesi su 12.
Vogliamo inoltre creare un qualcosa di speciale per la ns città, per Senigallia. Ma per questo la mia bocca è cucita...

E la logistica di tutto questo...?

Amaltea è un progetto tutto made in Senigallia con sede operativa in Via Canaletto 42/b zona art.le Cesanella; il nostro sito web è www.amalteasnc.it

E quali sono o saranno i prodotti trattati?

Al momento la produzione riguarda liquori, confetture e marmellate tutti rigorosamente biologici e con ingredienti provenienti per la maggior parte dalla regione Marche. Pochi selezionati fornitori che conosciamo di persona che scrupolosamente e con passione svolgono il loro duro lavoro.

Impresa a carattere famigliare o allargata ad altro personale?
Siamo due donne a portare avanti il lavoro con il supporto morale di mariti e figli.
Il primo passo, se l’ attività andrà nel verso giusto, è quello di acquistare un’ azienda agricola e dare vita ad un sogno che ho fin da quando ero bambina... Il ritorno alle origini, alla Madre Terra.

Ma che cosa ti ha spinto e che come hai iniziato?
La "Passione" con la P maiuscola, la voglia, da sempre, di fare qualcosa per Madre Terra e mai contro di essa. Di valorizzare il lavoro di chi giorno dopo giorno è a contatto con la natura e per questo penalizzato da illogiche regole di un mercato che non ci appartengono.
Il riappriopriarsi del gusto dei prodotti della natura, riscoprendoli nell’aroma e nella fragranza. Natura vera in gusto vero.

Ho, meglio abbiamo, iniziato per scherzo e proseguito con determinazione unendoci una buona dose di tenacia E’ in questo modo che ha preso forma il nostro progetto e siamo riuscite a diventare il primo liquorificio biologico delle Marche tutto made in Senigallia.

L’affluenza del pubblico, allo stand, mi fa comprendere che sono solo d’ostacolo a chi sta lavorando e che è ora di un saluto ed un sincero augurio di buon e proficuo lavoro, perchè Laura e Cinzia se lo meritano veramente.

Questi i commenti dei lettori di 60019.it

Scritto da laura il 23/09/2011 ore 11:12
brava laura, complimenti e tanti auguri!!!!!!!!!!