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sabato 21 luglio 2018

Ma allora aveva ragione Rita : Viva la Pappa con il pomodoro...

... sempre che non sia di origine cinese !!

Tanto tuonò che piovve !!! Rettifica, Smentita, insomma la solita colpa non dei giornalisti, eventualmente dei Giornali o dei loro editori ;-) Comunque si parla con toni scettici di prodotti che rientrano in quella dieta mediterranea che ci invidiano e poi copiano in modo grossolano supportati dalla chimica, spacciando la loro spazzatura con nomi italianizzanti ma imbastarditi. Ed ora vogliono regolamentarla perché contiene troppo sale ? Ma allora perché citare prosciutto e non salumi ? L'Olio italiano e non quello extracomunitario con cui è prodotto il vergine che è sverginato in terra straniera e solamente imbottigliato da industrie italiane e che per le sue qualità di ciofeca viene venduto a 4 € e che d'italiano ha quindi solo l'etichetta ed il vetro? Ho l'impressione che si stia guardando la pagliuzza evitando di vedere la trave che ha nell'occhio l'ONU l'OMS. Non dimentichino lor signori, che siamo, dopo il Giappone il popolo con l'indice più alto in fatto di longevità. Gli americani invece con i loro cibi spazzatura dei loro Junk-Food, Fast-Food fatti d'immondizia come hamburger - wurstel - hot-dog - patate fritte - bibite zuccherate (della CocaCola non si parla per non pestare i piedi a nessuno) - dolci - Pizza fatta a modo loro e con i loro oli, se continueranno su questa strada si vedranno costretti ad allargare le porte delle abitazioni, dei vagoni delle metropolitane, delle auto, ecc, perché con la loro obesità non riusciranno più ad entrare. E l' ONU e OMS con tanti c@@@@ che c' è nel mondo più importanti vengono a "SUGGERIRCI" che cosa sia meglio mangiare? Sarebbe meglio che allora cominciassero con il pulire le loro cucine? Ma andate a farvi fottere. L'industria alimentare internazionale immagino che sia esente da ogni colpa, che non soffi nel fuoco? Mi ricorda quel gay che al suo compagno cercava di convincerlo che fare l'amore con le donne faceva venire il cancro. Al che l'altro rispondeva che non era vero. Ed il primo nuovamente "Lo so che non è vero, però tu intanto comincia a spargere la notizia!" Ecco qualcuno ho la sensazione che ci stia marciando. Magari in Italia tutti potessero mangiare il Prosciutto di San Daniele, il fatto è che da noi purtroppo, per profonda miseria (non di tutti, ma di tanti!) si mangia pane e Mortadella. Ma questo all' ONU ed all' OMS gliene può fregar di meno. Anche perché in molti paesi più disgraziati dell'Italia, Africa-Asia-Sud America, si mangia ancor più male e poco... e magari avessero quei prodotti che vogliono far crederci facciano così male.







di Franco Giannini

lunedì 13 giugno 2016

Il Mondo è stretto tra l' abbraccio dell' Inciviltà e quella del Fanatismo

In occasioni simili, ci si chiede a chi negare l'attenzione onde togliere quella visibilità di cui gli infami si nutrono.

E così, mentre negli USA, ad Orlando, veniva attuata l'ennesima carneficina ad opera di un fanatismo religioso, nella vecchia Europa, in Francia e più precisamente a Marsiglia il motto repubblicano di "Libertè, Egalitè, Fraternitè" veniva privato del suo ultimo termine: Fraternità.
Dovevano essere dei campionati europei di Calcio, dove lo Sport, mi ripeto nel dovrebbe, farla da padrone quale sinonimo di Amicizia e Fratellanza ed invece è stato sotto gli occhi di tutti il grado di inciviltà in cui si è sguazzati.
Se si fosse trattato di un incontro tra Fanatici Vs Incivili, l'esito della partita sarebbe terminato senza alcun dubbio sullo 0-0 e con tutti i giocatori in coma pseudo o totalmente etilico: i primi ubriachi di sudditanza ed una esaltazione che di religioso non ha assolutamente nulla se non in un fanatico indottrinamento, gli altri solo gonfi e posseduti dal dio lupolo mescitore dei boccali di birra e gestore incontrastato della loro immensa imbecillità.
Ma quello che più mi spaventa in queste occasioni, è l'andare a cercare, da parte di chi sono certo non rientra in questo genere di individui, tutt'altro, ma solo per un loro inconfessato perbenismo d'élite, le possibili scusanti. Quasi timorosi di chiamare con il loro vero nome gli artefici di queste atroci criminalità.
Ad Orlando, oggi, ci si chiede se l'atto è stato compiuto, visto che il locale era anche luogo di ritrovo di Gay, se l'azione sia stata compiuta da un Omofobo più che da un simpatizzante dell'Isis. Magari si andrà a vangare sulla sua infanzia, sui suoi genitori e non certo per condannarlo definitivamente, ma per trovare il cavillo che ce lo restituisca se non come un santo, ma almeno un essere la cui colpevolezza sia da dividere con la solita "Società" che lo ha respinto e che ora per riabilitarsi (la Società) vorrebbe scusarlo a denti stretti : Si, perché è sempre così che si finisce!
E quest' altri "Pallonari" che nel vecchio continente per un risultato cambiato a tempo partita scaduto, se la son data di santa ragione, a che cosa daremo la scusa? Al razzismo, al diverso colore della pelle (ma sono bianchi!), alla religione? Una parte dei contendenti, si guardi bene, provengono da quella vecchia Inghilterra, patria dell'Illuminismo, di civiltà, del self-control che a tutti gli altri Paesi vicini di condominio ha sempre tentato di dare (e spesso riuscendoci) sempre lezioni di correttezza, di civiltà, di comportamento. Forse, allora, più giustificabili sarebbero i Russi (ma non lo sono!!) che le loro pagine di storia galleggiano su fiumi di Vodka bevuta per mandar giù il freddo e la miseria con cui hanno sempre dovuto lottare. 
Anche qui, la scusa del giorno dopo, getterà le sue basi sul fatto che il colpevole è l'alcool. Un male che non è un male, se usato in "modiche quantità".
In entrambi i casi il colpevole è l'uomo. I colpevoli siamo noi.  Si, noi, che per un nostro intrinseco egoismo (aggravato da un falso buonismo e pietismo), preferiamo assolverci più che condannare condannandoci.
Troppo lungo, troppo difficile (neppure tanto), troppo costoso (secondo come lo si guarda), troppo lontano (una volta, ora non più!) da noi il problema Fanatico Religioso. Tanti sono i "troppo" e finché si crede che certe situazioni si verifichino sempre distanti da noi, che accadano solo agli altri, si sopporta, magari, perché no, magari disposti anche a farci su una fiaccolata (oggi divenuta di moda) e mentre sul televisore panoramico scorrono immagini cruente di visi e corpi bagnati di sangue, noi, innocenti, consumiamo un fresco "Tiramisù" facendo seguire un sospiro, il cui indirizzo resterà segreto.
Da quest'altra parte, la Federazione dal braccio braccio forte, minaccia agli alcolizzati delle due nazioni che se si ripeteranno in queste "incivili scene", le squadre d' Inghilterra e Russia verranno eliminate dalla manifestazione.
Come se la Federazione, che è composta da uomini che dovrebbero essere pensanti, non abbiano mai sentito pronunciare la parola Hooligans e le storie di cui costoro sono artefici. Ma si rimanda, cogliendo l'invito a non fare nulla oggi di quello che potrà fare qualcun altro al posto tuo, domani.

"Alla prima che mi fai ti licenzio e te ne vai" era la frase creata da Sergio Tofano "padre" del personaggio del Sig. Bonaventura sul Corriere dei Piccoli dei tempi che fu. Ma la decisione degli Organizzatori molto simile a quella ironica del Sig. Bonaventura ha poco con cui spartire visto come essa suoni patetica sulla bocca di chi di Sport (di quello vero, in cui dovrebbe vincere il migliore) non gliene frega assolutamente nulla a nesuno. Se non fosse che "Quelli" devono proteggere prima di tutto gli "Interessi" dei produttori di birra, di alcolici, degli Organizzatori, delle Federazioni di ogni Paese, dei cartellini dei vari giocatori posseduti in molti casi (mimetizzate o meno) da banche. Perché se così non fosse, già le Squadre o sarebbero fuori dalla competizione o questa l'avrebbero persino sospesa. Invece i contenitori in vetro non si dovrebbero usare e chissà come le aree dei campi di battaglia ne erano tappezzati, l'alcol non si sarebbe dovuto vendere e al contrario ci facevano la doccia... Segno evidente che i "trasgressori autorizzati" non erano casi isolati, ma se non supportati, sopportati certamente.
Ma intanto, tra una fiaccolata e una ridicola minaccia, domani è un altro giorno.
Certamente non per le vittime di Orlando e per le loro famiglie, per le quali le sfere degli orologi si sono fermate con il rumore dei primi spari e li resteranno inchiodate.
Per le mamme dei secondi imbecilli, gli sportivi come loro si ritengono, l'orologio invece continuerà a camminare eternamente e loro mamme, cullate dal tic-tac, continueranno a restare incinte ed a generare la parte peggiore di questa feccia umana.
E "noi", eterni Ponzio Pilato e ritenute persone per bene, tutti lì a versare fiumi di lacrime di coccodrillo ed instancabili rabdomanti alla ricerca di un perché, più di un percome far cessare tutto ciò!





di Franco Giannini

mercoledì 2 dicembre 2015

Alla Cop21 :"Dai, copritevi bene, che usciamo a fare quattro passi e respirare una boccata di ossigeno!"

Anche la scelta della sigla Cop21 suona come farlocca ! 

Ma ancor più deludente è di già per sé l'altolà dei primi due grandi inquinatori mondiali : la Cina e l'India. Non vogliono e non accetterebbero mai di sentirsi imporre una qualche regola a loro non soddisfacente.
E mentre affermano queste loro idee, seppur si dicono disposti a collaborare, a Pechino sembra che sia stato emanata l'ordinanza di coprifuoco: si raccomanda di non uscire di casa, alcune fabbriche sono chiuse, i camion hanno divieto di circolazione e le persone che circolano per le strade sono tutte mascherate. Lo SMOG si taglia con il coltello! Gli studiosi del problema dicono che gli abitanti di Pechino è come se si fumassero una sigaretta ogni ora e mezza. In compenso, tra 4 o 5 anni, continuando così, i cinesi risolveranno il dilemma di come contenere il loro aumento demografico. Il problema è che lo faranno contenere anche a chi, come noi italiani, da tempo l'abbiamo risolto con l'avvento della "televisione e della miseria".  
Ma l'arrendevolezza di questa terra e di questo popolo, credo che la possa essere raccolta tutta in una foto simbolica (tratta da Ansa.it)  di questo artista di strada, che ha pensato bene di prendere per i fondelli i suoi politici, intentandosi questo sistema per purificare l'aria.
                                                                     
Ogni "grande" dei paesi partecipanti al vertice di Parigi, hanno suggerito la loro Aspirina contro il Cancro, nel tempo consentito a ciascuno di 3 minuti. Un problema grande per l'Umanità regolato con un Pic indolore e il sospiro del piacere espresso in "Già fatto?".
E per riepilogare in breve come hanno fatto loro in tre minuti, possiamo dire ed immaginare tanti di quei interventi a chi saranno serviti, chi li avranno ascoltati e magari qualcuno derisi.
Pensiamo a che cosa avrà pensato il cinese, quando il nostro Matteo avrà letto il suo temino : "Ma che cavolo sta a dile questo. 84 mila molti per causa delle polveli, fumo ed ozono, plimo in Eulopa e ha tutte le fabbliche chiuse. Almeno noi le abbiamo apelte ed abbiamo anche quelle che una volta elano di lolo..."
La Germania, ci segue a ruota. Che avrà potuto dire la Merkel? Avendola fatta sotto la neve e non sapendo che non la si fa perché al primo disgelo la si scopre, Ed i tedeschi poi oltre alla propria nazione, sono andati ad inquinare anche a casa degli altri.
Il Giappone non ha partecipato perché il suo "grande" era impossibilitato a letto colpito da una indigestione di carne di Balena in quanto offertosi quale cavia, a suo tempo, per studi scientifici programmati, su tale tipologia di alimento.
Obama, da Zio d'America, ha pensato di risolvere i problemi dell'Umanità, impugnando come al solito i suoi verdi $  e ventilandoli sotto gli occhi dei paesi con le pezze al culo.
I suddetti paesi con le pezze al culo, che si preferiscono chiamare con il termine "Emergenti" lanciando occhiate sensuali a quelle banconote, con l'acquolina alla bocca sono riusciti a malapena a mormorare :" A noi va bene tutto purché per continuare ad emergere non ci tagliate il Petrolio ed il Carbone!". E guarda caso, ma che ci frega, sono i due fattori più inquinanti.
Ed a ringraziare, immagino, saranno stati i principali paesi  produttori di queste risorse "indispensabili" ... si, ma per accelerare il processo di morte del nostro pianeta e dei suoi abitanti.
Poi c'erano anche i paesi poveri, ma senza neppure le pezze al culo. Gli ultimi della lista, i diseredati! Questi, visto il loro anonimato nei confronti di tutti gli altri, avranno i loro bei problemi già per ritornare a casa, sempre che riescano a vedere nel mappamondo da dove sono partiti e sempre che sia indicato, figurarsi quindi quanto saranno stati ascoltati nel corso del vertice...
E nel 2030, che non è neppure tanto distante, si inizieranno a vedere i risultati di tale incontro salottiero. Perchè di più non si è trattato. Ora a svolgere le pratiche burocratiche ci sono rimasti i "peones" dei grandi, che equivale, per costoro, a dieci giorni di vacanza nella "Ville Lumière". E quando gli potrà ricapitare??
Ora concludendo, visto la fine che i Giapponesi fanno fare alle balene, non so quale valore potrà avere l'augurio che solitamente si fa tra noi uomini della strada (non certo tra i "grandi" della terra) in previsione di tale data, ma io mi azzardo ugualmente ad inviarlo a tout le monde:" In culo alla balena!!"






di Franco Giannini

lunedì 12 agosto 2013

S, come Senigallia e Summer Jamboree

Scrive chiudendo Francesco : Il Summer Jamboree è finito !!.....viva il Summer Jamboree!! 

Ma sai Francè dove sta il problema? Nella sincerità della gente. Allora devo dire che anche a me il SJ non mi è simpatico, ma non perchè non "me piace". Ma perchè so vecchio e come tutti ai rompiballe dei vecchi piace la tranquillità, il silenzio, la pace. Qualcuno ha giustamente suggerito... educatamente (perchè si poteva suggerire anche qualche cosa di più sconsigliato, ma sarebbe stato poco educato) di andare in qualche paesotto dell'entroterra. Ma anche la risposta è da immginarsela, sempre nel limite del rispettoso corretto di un discorso tra persone civili : "Se avessi i soldi per il trasferimento, l'avrei già fatto". Allora, considerando che Senigallia è una cittadina vocata al turismo e che per richiamare gente qualcosa bisogna pur fare, perchè altrimenti senza mangiare, sul lato B ci crescono le ragnatele... ecco che allora ben venga Carterpiller, SJ, la Notte Bianca, Rumori, strombazzi, tutto fa brodo. Conosco anche quelli che sono i rischi... ma chi bello vuole apparire, un poco deve pur soffrire. Del resto tre mesi son corti da passare! Suggerirei solo di lasciare da parte i sogni sugli alberghi a 5 stelle, che non si nutrono di queste cose da pora gente normale. Anzi neppure la vogliono. I miliardari hanno altre esigenze, eliporti, boutique di alta moda, areoporti "veri", porti turistici con pescaggi non per batane, ma per yacht veri, casinò, spiagge riservate per le portatrici di veli (e di milioni), Escort di classe (non parlo di modelli di auto). Ecco che allora bisognerebbe si continuare a fare questi di eventi "internazionali" per gente comune, però cercando anche di regolamentare il tutto con più servizi, quei servizi di cui la gente (bisogna ogni tanto ascoltare anche i non addetti ai lavori) lamenta la mancanza. E questo va organizzato a partire da domani, senza attendere il mese di Aprile, quando magari si pubblicizzerà il nuovo SJ come la nuova Eccellenza del 2014. Intanto io mi sono organizzato, ho trovato il metodo per evitare la calca, i rumori, a costo zero, non è l'elisir di lunga vita, ma aiuta a vincere almeno temporaneamente un po' lo stress : una visita al cimitero, oh... ritornando indietro però!! Lì c'è pace, tranquillità, silenzio, quello che cercano gli anziani o che ragionano come gli anziani. Garantisco per la mancanza di rumore, non per le zanzare, non per la pulizia, che anche qui lascia a desiderare (soprattutto in taglio erba) e neppure per il traffico. Ma non si può avere tutto dalla vita. Comunque da questa sera consiglio, messa al duomo, recita del Rosario, cena leggera ed ai più viveur un filmetto in TV, ai più stressati la nanna subito dopo "Carosello".... ed ora apriti cielo... 

Franco Giannini

venerdì 21 giugno 2013

Volti e nomi della Senigallia celebre, ma modesta n°22: Gabriele Tesfa-Guma

Ancora un artista (ballerino, musicista, chitarrista) che ha trovato lavoro non proprio sotto casa!

Sono trascorsi, senza accorgermene, quasi 4 anni da quando nel 2009 iniziai la carrellata di “chiacchiere” con i personaggi celebri, ma modesti della nostra città. Ricordo che la prima con cui parlai fu Luisanna Gresta alla quale, anche oggi, va tutta la mia riconoscenza perché mi ha messo a disposizione quel suo magnifico parco di suoi ex allievi, alcuni dei quali divenuti oggi, celebrità nel loro campo.
Andando a rileggermi il vecchio articolo che riporta il n°1 ed a lei dedicato ho trovato nell’accenno che faceva della lista di alcuni dei suoi allievi, alcuni sparsi per il mondo, proprio quello di GABRIELE GUMA, che qualificava allora, con un involontario e riduttivo: “… danza a Filadelfia…“.
Si, involontario e riduttivo perché nel frattempo le cose sono cambiate e l’operatività artistica di “Gab” si è non solo estesa, ma pure affermata in maniera esponenziale ed internazionale.
In molti, a questo punto si chiederanno chi sia questo Gabriele Guma, ma qualcuno già lo conosce per averlo ascoltato anche via radio, mentre altri lo ricorderanno come amico studente o come frequentatore del vecchio “Nirvana”. Per coloro ai quali poi fossero sfuggite queste occasioni, vengo io a soddisfare le loro eventuali curiosità, con ricordi scritti e foto.
Gabriele Tesfa-Guma con la mamma NinaGabriele Tesfa-Guma, chiamato Gab Guma, è nato in Etiopia, ma è cresciuto a Senigallia. E’ quindi un Senigalliese, come dire… di adozione. Infatti si trasferisce qui alla tenera età di tre anni dove è poi risieduto con sua madre fino all’età di diciannove anni.
Causa dell’abbandono della sua patria nativa, la rivoluzione che aveva devastato l’Etiopia ed aveva portato a questa dolorosa decisione, sia la mamma che tutta la sua sua famiglia, costringendoli a trasferirsi altrove. Dopo una breve residenza in Sud Africa, Gab e sua madre, Nina Simegn, una bellissima signora dal portamento regale, cosa innata nel popolo etiope, arrivarono in Italia per cominciare una nuova vita.
- GAB in Italia
Da bambino, Gab è stato sempre un po’ timido, ma ha sempre avuto un amore verso ogni tipo d’arte. Mi racconta che la sua prima passione fu il disegno, ma successivamente Calliope, la musa della poesia, gli fa volgere il capo verso di lei, perché è quest’arte che attira al momento la sua attenzione. Ma i suoi interessi non si interrompono qui, perché Gab, giovane adolescente, proseguendo nelle sue ricerche artistiche, scopre un suo innato talento ed un profondo interesse per altre muse quali Tersicore della danza, Calliope del canto ed Erato della musica.
Gabriele ricorda come, da giovane, abbia sempre coltivato dei sogni speciali, come un po’ tutti nella nostra gioventù, ma lui mi sottolinea come i suoi sono stati sempre portati avanti con uno spirito un po’ contro corrente. Ricorda con nostalgia i tempi in cui studiava danza con Luisanna Gresta e con Andre De La Roche al Nirvana e come nel giro di pochi anni diventò un “discreto” ballerino jazz e di hip hop in compagnia di altre ballerine di talento tra le quali le sue amiche Valeria Chiarini, Debora Formica e Francesca Gambelli (oggi in arte Francesca Maria, ballerina e cantante di livello internazionale che vive da molti anni a New York e con la quale Gab è rimasto grande amico).
Non può fare a meno di svelarmi che è di questo periodo la sua partecipazione in una produzione del musical “Jesus Christ Superstar” nel ruolo principale di Giuda e ciò successivamente lo portò a far parte del cast di danza di Mirabilandia nonché per varie sfilate di moda.
Gabriele Tesfa-Guma, in arte "Gab" Guma ai tempi del Nirvana di SenigalliaGabriele Tesfa-Guma, in arte "Gab" Guma ai tempi del Nirvana di SenigalliaGabriele Tesfa-Guma giovane ballerino a Senigallia
A questo punto lo interrompo per chiedergli quand’è che la musica fece la sua irruzione nei suoi già tanti interessi. E resto un po’ stupito quando mi rivela che “scopre” la musica a tredici anni, innamorandosi subito della chitarra.
Ed il pensiero va allora al periodo nel quale sotto la guida e l’insegnamento del rinomato batterista jazz ed amico Massimo Manzi nonché dei chitarristi ed insegnanti straordinari quali Andrea Conti e Andrea Celidoni, imparò velocemente, non a strimpellare, ma a suonare discretamente, tanto che nel giro di due anni, ricorda Gab, “formai vari gruppi e cominciai a suonare professionalmente. Allora frequentavo le scuole geometri Corinaldesi ed è lì che incontrai altri musicisti con la mia stessa passione per il rock. Tra loro rammento con piacere Francesco Veroli, un bassista che faceva parte di un gruppo di musica rock originale di San Lorenzo chiamato D.E.N.O.S. (Direzionare Energia Non Ostruibile Semplicemente). Francesco mi invitò a far parte del suo gruppo e insieme iniziammo ad esibirci e in poco tempo mi sembra di sovvenire, che il gruppo diventò molto popolare a livello locale. Pensa Franco, che arrivammo secondi ad una competizione regionale (scusami, mi spiace, ma non ricordo più il nome) di gruppi rock, non solo, ma il nostro gruppo, i D.E.N.O.S. suonarono, in quel bel e fortunato periodo, anche in uno spettacolo televisivo (di cui mi sfugge anche qui il nome) mandato in onda dalla RAI e presentato dalla famosa Rita Pavone. Grazie a questa positiva esperienza televisiva, suonammo poi in varie città italiane“.
Volantino di uno spettacolo con la scuola di danza di Philadelphia "Philadanco"La strada artistica di GAB GUMA possiamo dire che era stata tracciata. Serviva qualche cosa che amplificasse le sue chance. Ed ecco che l’occasione arriva poco prima che Gab si diplomasse sotto forma di opportunità. La possibilità di un trasferimento negli USA dove suo padre viveva. “Questa notizia mi ha cambiato la vita – confessa – era un sogno che si realizzava con la possibilità di poter andare a studiare nel paese nel quale erano nati o quanto meno vivevano sia gli stili musicali che gli artisti a cui facevo allora riferimento“.
- GAB negli USA
Gabriele, come anche ricordo che fece la nostra Francesca Maria Gambelli, appena diplomato dalle scuole superiori, lascia l’Italia e si trasferisce negli States. Comincia a studiare e seguire subito quelle che erano le sue maggiori passioni. Vive prima nella capitale Washington DC, poi va a New York dove studia danza, mentre oggi la sua residenza, ma con lui non si può usare il termine “definitiva”, è la città di Filadelfia (in inglese: Philadelphia).
La prima decisione che presi, ricordo – continua con la sua narrazione – fu quella di concentrarmi per un po’ sulla danza. Anche se bruciai subito le tappe, perché ricevetti quasi subito, delle borse di studio da varie e rinomate scuole di New York quali la David Howard Dance School, la Joffrey School e la Ballet Academy East“.
Infatti GUMA, grazie a questi suoi risultati, diviene un ricercato ballerino professionista. Questo lo porta a lavorare con varie e famose compagnie di New York, tanto da ricevere un importante contratto che lo porta ad esibirsi in Giappone, con un musical dal titolo “Aladdin in New York”, in qualità di ballerino, nel ruolo principale di Aladino, su coreografia del rinomato Takashi Watanabe (Osaka). Ma altre sono le compagnie internazionali che se lo contendono, come la Compagnia Classica Joffrey II e poi la rinomata Compagnia Contemporanea Filadelfiana “Philadanco”, con la quale ha viaggiato per tutto il mondo per vari anni.
Gabriele Tesfa-Guma, in arte "Gab" Guma, durante uno spettacoloGabriele "Gab" Guma, durante uno spettacolo in piazza Roma a SenigalliaGabriele "Gab" Guma, durante uno spettacolo
Evidentemente però – prosegue nel suo racconto - dopo seppure una bellissima carriera nel campo della danza, mi accorgo che questo mondo mi andava un po’ stretto ed ecco allora il ritorno alla mia prima passione: la musica“.
Oggi infatti “GAB” non è solo un musicista molto conosciuto e rispettato nella scena musicale filadelfiana, bensì è anche un quotatissimo insegnante, si è guadagnato una buona reputazione come chitarrista solista, compositore e produttore grazie al successo di vari gruppi indipendenti che ha avuto negli ultimi dieci anni, tra i quali la sua band rock/neo-soul GAB GUMA & Tangible Truth (qui nel live at Sputnik, Brooklyn NY) composta di musicisti tra i migliori di Filadelfia. Ha raggiunto il successo su radio internazionali con la canzone “Saturday”. Altri gruppi, quello hip-hop Tangled Thoughts, molto popolare, a cui si è aggiunto, negli ultimi tre anni l’altro gruppo hip hop/hard rock Grind City (qui nel live @ SilK City -Phila.PA), una banda carismatica dal suono unico ed energico, che ha procurato innumerevoli fans.
Ma Gabriele Tesfa-Guma è un artista, uno a cui piace sperimentare, uno che ha cancellato la parola “sedentarietà”, non solo fisica ma anche mentale, dal dizionario, uno a cui quindi piacciono continuamente i cambiamenti e legati a questi i momenti di crescita e di sviluppo artistico: ed ecco allora prefiggersi un nuovo itinerario artistico, una missione più grossa di tutto quello che aveva fatto fino qui. Ora che è un artista affermato e con esperienza ed una forte identità artistica, si è voluto cimentare nella carriera di solista impegnandosi a registrare i suoi “progetti solisti”, a filmare una serie di video di lezioni di chitarra (è anche un insegnante di chitarra nella rinomata scuola musicale School of Rock) nonché a formare una cover-band del grande Jimi Hendrix, con la quale andrà in turnèe esibendosi in tutta l’America.
Ma troviamo un GAB anche come Session man, ovvero il “turnista”, che – per i digiuni in materia musicale – altro non è, che un musicista assunto per suonare su commissione, in appoggio ad un artista o altro gruppo musicale di cui non fa però parte. Artisti e band affermate, che cercano, logicamente, altrettanti artisti affermati.
Gabriele "Gab" Guma, durante uno spettacolo a SenigalliaDa quando è nato non ha fatto che viaggiare e la vita del turnista non era per lui quindi una cosa nuova ed impossibile.
Seppure durante il lungo periodo di lavoro con “Philadanco” fosse in turnèe per la maggior parte dell’anno, questo non gli proibisce di provare questa nuova esperienza. Ecco che allora, nel 2011 Gab indossati gli abiti di “turnista”, parte al seguito della turnèe internazionale, suonando la chitarra solista, per la leggendaria cantante e rapper Hip hop/soul Ms. Lauryn Hill (Fugees, Sister Act) chiamata anche “L-Boogie” e “La regina dell’Hip Hop” considerata da tutti come una delle migliori del mondo. A fargli compagnia nella turnèe il suo caro e mitico amico, la star bassista Doug Wimbish (Tuckhead, SugarHill Gang, LIVING COLOUR). A dire il vero anche in passato Gab era andato in turnèe, come gruppo spalla, per artisti vincitori dei Grammy come il gruppo rock Living Colour e il gruppo hip hop N.E.R.D..
Gabriele, infatti, è sempre stato musicalmente molto versatile e questa sua prerogativa gli ha offerto l’opportunità di condividere il palco con altri artisti di livello mondiale nei vari generi musicali. Opportunità che non si è mai lasciato scappare. Ed infatti tra questi ricordiamo alcuni di quelli con cui ha lavorato come: Method Man, Nas, Mob Deep, Ciara, Jarule, The Roots, Kindred, Take 6, Wayna, Syleena Johnson, Eric Gales, Silvertide, Marc Rizzo (dei Soulfly), Carol Riddick, Bryant Pugh e Floetry.
- GAB in studio
Dicevamo che è anche un compositore, produttore, direttore, molto prolifico e con uno spassionato amore per la creatività che lo spinge ad imparare, ricercare ed assimilare suoni nuovi e diversi con le prospettive diverse che magari sorgono attraverso gli altri artisti che incontra e con cui lavora. E’ forse anche per questo, che Gab continua a collaborare con artisti di vari stili musicali, nazionalità e culture. Registrare è un’altra passione di Gab. Lo dimostra il fatto che non appena mise piede negli States una delle prime cose che fece fu per l’appunto quelle di registrare brani di chitarra per la cantante jazz etiope Hana Shenkute. Logicamente poi vivendo a Filadelfia, Gab si immerse nella scena musicale, artistica e sociale durante gli anni mitici del movimento Neo-Soul portandolo a lavorare con tanti artisti indipendenti di grande talento più o meno famosi. Inoltre ha registrato per vari artisti come la cantante R&B etiope Waina (nominata per un Grammy), cantanti soul come il legendario Freddie Jackson e la rinomata Carol Riddick,cantante e violinista jazz/soul Owen Fiidla Brown, DJ e poeta Rich Medina e vari produttori conosciuti come Sean Bryant, Tekneek, Bonnie Milner, Danny Bernini e molti altri.
Gabriele "Gab" Guma con il suo gruppoL'articolo su uno spettacolo a SenigalliaGabriele Tesfa-Guma, in arte "Gab" Guma, durante uno spettacolo
- GAB l’insegnante
Mi dice anche: “Ho sempre avuto anche una forte passione per l’insegnamento e per condividere quello che so ed ho imparato. Sono un insegnante “anziano” sia nei campi della danza che in quelli della musica e dopo la carriera di ballerino, ho insegnato balletto e danza jazz nella rinomata accademia di danza classica Rock School for Dance Education, al Kimmel Center, al Mann Center for the Performing Arts e molte altre. Inoltre sono un mentore per tanti studenti di chitarra ed istruttore dell’arte dell’esibizione dal vivo. E questo sia con studenti privati che quando insegno alla famosa scuola di musica School of Rock. Altre scuole includono le scuole superiori Frerie Charter School (Phila.PA), Eastern University Charter School (Phila.PA)“.
E’ anche un uomo al passo con i tempi se si pensa che sfrutta anche l’informatica per offrire i suoi servizi con video attraverso lezioni per studenti di vari livelli, utilizzando Skype.
Gabriele Tesfa-Guma, in arte "Gab" Guma, premiato dopo uno spettacolo- GAB e il suo stile
Sapete come è conosciuto Gab? Come “the guy with the big afro” il ragazzo con un grande afro e anche con l’accento italiano. Però a Cesare quel che è di Cesare! E lo afferma lui stesso: “Si, la mia formazione musicale è iniziata veramente proprio a Senigallia negli anni 90, quando ho studiato sotto la guida di mentori come il conosciutissimo batterista Jazz Massimo Manzi che spese molto tempo suonando per me i dischi di Miles Davis, Charlie Parker e John Coltraine. Come posso non menzionare anche i grandi chitarristi e miei insegnanti quali Andrea Conti e Andrea Celidoni di Senigallia che mi hanno insegnato la teoria, la tecnica essenziale ma anche la disciplina e la versatilità. A tutti va la mia stima e ringraziamento, perché è con loro che debbo condividere i successi che ho fino ad oggi maturato. In America poi ho proseguito negli studi per un po’ di tempo nella chitarra classica con Jad Azkul al’ American University (Washington DC) e successivamente ho continuato a perfezionarmi da autodidatta“.
La stampa di Filadelfia lo ha definito: “Gab’s a guitarist who uses the guitar as his second language” Gab è un chitarrista che usa la musica come un’altra lingua. Da giovane era un ragazzo come gli altri, ascoltava la musica di Vasco Rossi, Ligabue, Pino Daniele e Jovanotti, ma Gab l’ha esplorata maggiormente. Iniziò ad ascoltare anche i Pink Floyd e i Led Zeppelin e gli AC/DC, però quando lui sentì Jimi Hendrix, il mondo della chitarra si aprì per lui. Tra i vari musicisti che hanno ispirato Gab ci sono Jimi Hendrix senz’altro, Steve Vai, Stevie Ray Vaughan, Carlos Santana, Eddie Van Halen, Slash, Tom Morello e anche musicisti jazz come Miles Davis e John Coltraine, compositori classici come J.S. Bach e Nicolò Paganini e artisti di varie culture.
La dedica di Gabriele Tesfa-Guma, in arte "Gab" Guma, ai lettori di SenigalliaNotizie.itCon l’innata passione nel fare concerti, Gab si trova molto a suo agio sul palco ed è conosciuto per la sua energia, fisicità atletica, carisma ed abilità tecniche, suscitando nel pubblico quelle sensazioni e quelle esperienze che poi restano indimenticabili nel tempo. Gab è in una costante evoluzione artistica ed ha un forte desiderio di raccontare la sua storia unica attraverso la musica che lui compone e suona. E’ per questo che lui lavora costantemente per portare la sua musica a nuovi fans di tutto il mondo.
E questo mio scalcinato sunto del suo lungo e piacevole racconto, me lo ha voluto regalare affinché lo trasferissi agli amici senigalliesi conosciuti duranti i suoi circa vent’anni di permanenza in questa città, che ricorda sempre con immenso affetto. Da qui la foto con dedica riservata a tutti i lettori di SenigalliaNotizie.it e quelle di quando “era più giovane”. Si perché un artista come Gab rimane, nella sua arte, sempre un giovane.

Allegati

Per chi volesse poi approfondire ancora la conoscenza ecco quanto mi ha fornito (lui stesso) per Trovare musiche video e lavori di Gab Guma, su Internet: Per musica e video: www.Reverbnation.com/GabGuma www.Reverbnation.com/GrindcityPhilly www.Soundcloud.com/GabGuma *Il sito di Gab è in via di costruzione. Gab sui social networks: www.Facebook.com/GabGuma www.Youtube.com/GabGuma www.Twitter.com/GabGuma (@GabGuma) www.Pinterest.com/GabGuma www.Myspace.com/TangibleTruth ______________________________________________________ CATALOGO VIDEO: * Con Ms. Lauryn Hill: - "Ex Factor" - live in Jamaica @ Shaggy & Friends Jam 2012 (With solo) - Lebron James' New Years Eve Bash 2012 (Miami,FL), Lauryn Hill Live @ the Shalborn Hotel, featuring Nas - Live at the Mohegan Sun "Could you be loved" * Con GrindCity: - GrindCity live @ SilK City -Phila.PA - GrindCity live @ Wimbash>>Hartford 2011- "Grindzilla" - Grindcity on tour with Living Colour, promo video-journal - Documentary A.I.R. (episode 2,part 3), GrindCity recording at Long View Studios * Col suo gruppo Gab Guma & Tangible Truth Live at Sputnik (Brooklyn NY)

Franco Giannini
Già pubblicato Martedì 18 giugno, 2013 su SenigalliaNotizie.it 
Questi i commenti dei lettori di Senigallia Notizie.it :
 
Gab Guma
2013-06-18 20:48:31
Grazie mille Franco! E anche Francesca Maria, Luisanna Gresta e la mia mamma! Bacioni e abbraccioni a Senigallia!!! Gab

mercoledì 21 gennaio 2009

YES WE CAN...ORA NON CI RESTA CHE SPERARE!!



di Franco Giannini

Mamma mia che settimana!!! Siamo passati dall' inaugurazione pre-elettorale di un tappeto di erba sintetica dell'ante campo sportivo di Marzocca, al giuramento del Presidente degli USA. Intervallati da una serie di eventi che ci hanno coinvolto, quanto meno emozionalmente, in pari misura: vedi tra i tanti il caso eclatante del Kakà calcistico, terminato poi come tutti sanno, in una bolla di sapone o peggio ancora in mare di ... per le casse di tutti coloro che si auspicavano ( però solo dopo) che il fattore umano prevalesse su quello economico. Mi ricorda tanto la storiella della volpe e l' uva!! o quello, ancor più emotivo, del cieco entrato nella Casa del Grande Fratello. Io, simile ad un ladro, ho partecipato alla cerimonia, non quella dell'erba sintetica, ma quella del giuramento, incollato su Rai Tre, in qualità di semplice "comparsa", con il volume basso, quasi come se ascoltassi la Radio Londra degli anni di guerra, timoroso di andare contro corrente ai suggerimenti del nostro Lui, impartitici con il solito suo sorriso d'ordinanza che non conosce confini.
Non ho avuto modo di ascoltare i Suoi "proclami", ma immagino che se oggi ci saranno, in quel che differiranno da quelli ufficiali, sarà solo sul numero del pubblico presente: 2 milioni di presenze il dato ufficiale americano, 20 mila appena per quello azzurro. Per il resto sicuramente concorderà in tutto, anzi il discorso, mi sia consentito almeno immaginarmelo, glielo aveva suggerito a brevi linee, in parte proprio Lui, telefonicamente, l' indomani dell'esito delle elezioni americane. Comunque tutt' altra cosa sarà il suo insediamento al Quirinale!! Ho ascoltato il discorso di Obama e nella simultanea, un pò per la traduzione, un pò perchè distratto dalle immagini, avevo perso alcuni passi e la prima sensazione che ne avevo ricevuto era stata quella che si fossero spese tante parole di retorica. Oggi, però leggendolo con calma e ritornando su alcuni punti, mi sono totalmente ricreduto ed mi sono augurato, in cuor mio, che i nostri politici possano accogliere anche essi, certi suggerimenti. Questi mi sono sembrati i migliori passi del discorso di Obama alla Nazione e non solo: "...Che siamo nel mezzo della crisi ora è ben compreso. La nostra nazione è in guerra, contro una rete di vasta portata di violenza e odio. La nostra economia è duramente indebolita, in conseguenza dell'avidità e dell'irresponsabilità di alcuni, ma anche del nostro fallimento collettivo nel compiere scelte dure e preparare la nazione a una nuova era. Case sono andate perdute; posti di lavoro tagliati, attività chiuse. La nostra sanità è troppo costosa, le nostre scuole trascurano troppi; e ogni giorno aggiunge un'ulteriore prova del fatto che i modi in cui usiamo l'energia rafforzano i nostri avversari e minacciano il nostro pianeta." "...Dovunque guardare, c'è lavoro da fare. Lo stato dell'economia chiama all'azione, consistente e rapida, e noi agiremo: non solo per creare nuovi lavori, ma per costruire una nuova base per la crescita. Costruiremo le strade e i ponti, le reti elettriche e le linee digitali che alimentano il nostro commercio e ci tengono legati. Rimetteremo la scienza al suo giusto posto, e useremo le meraviglie della tecnologia per aumentare la qualità della sanità e ridurre i suoi costi. Incanaleremo il sole e il vento e il suolo per alimentare le nostre auto e far funzionare le nostre fabbriche. E trasformeremo le nostre scuole e i college e le università per rispondere alle richieste di una nuova era. Tutto questo possiamo farlo. E tutto questo lo faremo." "....Quello che i cinici non riescono a capire e che il terreno gli è scivolato via: che gli argomenti politici stantii che ci hanno consumato così a lungo non funzionano più. La domanda che poniamo oggi non è se il nostro governo è troppo grande o troppo piccolo, ma se funziona: se aiuta le famiglie a trovare lavoro e uno stipendio decente, cure su cui possono fare affidamento, una pensione dignitosa. Dove la risposta è sì, significa che andiamo avanti. Dove la risposta è no, i programmi finiranno. E quelli di noi che gestiscono i dollari del pubblico devono essere ritenuti responsabili - di spendere saggiamente, di riformare le cattive abitudini, e di condurre le nostre attività alla luce del sole - perché solo allora possiamo ripristinare la fiducia vitale tra un popolo e il suo governo." "...Ricordate che le generazioni precedenti hanno sconfitto fascismo e comunismo non solo con missili e carri armati, ma con solide alleanze e con convinzioni durevoli. Avevano capito che il nostro potere da solo non ci protegge, non ci dà il titolo di fare quello che ci piace. Al contrario, sapevano il nostro potere cresce attraverso il suo uso prudente; la nostra sicurezza promana dalla giustezza della nostra causa, dalla forza del nostro esempio, dal misto di umiltà e moderazione." "...Siamo una nazione di cristiani e musulmani, ebrei e indù, e non credenti. Siamo modellati da ogni lingua e cultura, portati da ogni angolo della Terra; e siccome abbiamo provato l'intruglio amaro della guerra civile e delle segregazione, e siamo emersi da quel capitolo buio più forti e più uniti, non possiamo non credere che i vecchi odi un giorno passeranno; che le linee della tribù presto si dissolveranno presto; che mentre il mondo diventa più piccolo, la nostra comune umanità si rivelerà a se stessa; e che l'America deve giocare il suo ruolo inaugurando una nuova era di pace." "...Alla gente delle nazioni povere: ci impegniamo a lavorare al vostro fianco per far prosperare le vostre fattorie e permettere che le acque scorrano pulite; per nutrire i corpi affamati e le menti che hanno fame. E a quelle nazioni come la nostra che godono di una relativa abbondanza, diciamo che non possiamo sopportare più l'indifferenza verso chi soffre al di fuori dei nostri confini; né possiamo consumare le risorse del mondo senza riguardo per gli effetti. Perché il mondo deve cambiare, e noi dobbiamo cambiare con esso." "...Questo è il significato della nostra libertà e del nostro credo: perché gli uomini e le donne e i bambini di ogni razza e di ogni fede possono festeggiare insieme in questa magnifica spianata , e perché un uomo il cui padre meno di sessant'anni fa non sarebbe stato servito in un ristorante ora può stare di fronte a voi per pronunciare un giuramento quasi sacro." Ora, memori della fine che ha fatto il nostrano weltroniano "Yes we can", non ci resta che augurarci che quello americano sia più veritiero e realizzabile. Ma solo il tempo ce ne potrà dare conferma. Intanto, noi, a conferma che ognuno ha ciò che si merita, da oggi, in Italia, sappiamo, grazie ad una lezione di economia comprensibile a tutti, impartitaci dal nostro Lui, che: il nostro calo del PIL non pregiudica nulla!! E se lo dice un Interprete Principale, le comparse dovrebbero solo prenderne nota! Yes (???) we can (???)