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venerdì 29 marzo 2013

Che sia segno di buon auspicio anche per l'Italia ! Il Bar Italia si rinnova

Uno dei più rinomati e datati bar di Senigallia, il Bar Italia, rinnova la gestione, i suoi locali, gli arredamenti, mentre resta la vecchia affezionata clientela  rafforzata nel numero delle nuove presenze.                  
I tempi come le esigenze sono destinati a mutamenti lenti e costanti. Cambiamenti necessari che a volte, seppure ragionati, per i primi tempi lasciano un po' spaesati ed orfani delle vecchie abitudini.
Sparita la vecchia saletta biliardo dove nelle festività natalizie di anni or sono ci si giocava a tombola il panettone o il torrone "offerto dalla casa". Anche i volti dietro la macchina del caffè sono cambiati. O meglio ancora, la macchina del caffè non fa più da barriera tra il o la barista ed il pubblico, ma è divenuta un oggetto lucente e d'arredamento posto alle spalle di chi ci sorride accogliendoci ed offrendoci i loro servizi.
Erano altri tempi quando la scelta degli arredi era affidata al gusto del "padron'", oggi essa è affidata a dall' "Imprenditore-Gestore" ad un professionista che ne cura ogni dettaglio, dopo studi e ricerche dettagliati.
A rinverdire i vecchi locali del "Bar Italia" ci hanno pensato gli Architetti Matteo Carli, Anna Bonvini, Ilaria Arcangeli  del "Mai Studio" su commissione dei nuovi proprietari : Benedetta Mattei e Alessandro Mengucci.

Si signori, Benedetta è la stessa del Roxy Bar, stesso sorriso, stessa cortesia, stessa passione per questo tipo di lavoro.
Non so se oltre le qualità sopra descritte,  Benedetta possiede anche quella dell' ubiquità, perché da oggi dovrà vedersela con il far fronte a due clientele che le permetteranno però di rubare, modificandola solo in parte, la celebre frase di Carlo V : " sul mio regno non tramonta mai il sole", con il suo :"nei miei bar la stagione turistica non finisce mai!".  Dal sole estivo, dal profumo della salsedine, dallo struscio serale estivo, si passerà alla più rilassante quiete del centro storico. Nel periodo invernale invece, sarà il ribaltamento delle occasioni: la bellezza del Mare d'inverno, con i suoi pregi e difetti, mentre "in città" il locale darà maggior senso di accoglienza, sicurezza e calore. 
Quelli che resteranno immutati, per tutta questa stagione turistica interminabile che ha avuto inizio con il taglio del nastro ed auguriamo senza fine, saranno i servizi alla clientela, raffinati e sempre al top.
Nel prezzo dei servizi alla clientela non sarà calcolato il sorriso che Benedetta ed le sue collaboratrici, offrirà ai suoi fruitori indistintamente. Con i tempi che corrono non è cosa da poco, credetemi. Alzarsi il lunedì mattina, prima di andare al lavoro, passare al Bar Italia, chiedere ancora assonnati un caffè e vedervelo porre sul banco da un viso sorridente, può evitarvi di zuccherarlo risparmiando di ingurgitare calorie e nel contempo prendere la strada del lavoro con un po' più  di buon umore.
Evidentemente ad apprezzare la mossa coraggiosa di questi due giovani : Benedetta ed Alessandro, è stata anche l'Amministrazione Comunale, che non è voluta mancare dal partecipare all'inaugurazione dei locali, con la presenza del Sindaco Maurizio Mangialardi, del suo vice, Maurizio Memè, nonché dell' assessore all'ambiente, mobilità, trasporto pubblico, sport, politiche giovanili e frazioni Gennaro Campanile. Una nota particolarmente elegante e piacevole, il sottofondo musicale di un duo composto da Arpa e flauto. Chissà che non sia stato ad un auspicabile preludio per la creazione di giornate a tema dedicate alla cultura : musicale, letteraria, di poesia...potrebbe essere un'idea !

Invitato dai due proprietari, al consueto taglio del nastro, non poteva essere che il Primo Cittadino.

Questo il video della cerimonia

                 


Franco Giannini

                                                                                                                                                                    

lunedì 17 dicembre 2012

Francesco Bont Buontempi e le Le Navi di Senigallia

Quando anche il degrado diventa arte. Fotografica


Siamo nel periodo natalizio, tutti scrivono libri. Ed ecco allora che Francesco Buontempi, in arte “Bont”, ha pensato bene non di scrivere, ma di visualizzare, a suo modo, l’argomento di cui più si parla in questo periodo, nella marineria senigalliese e non: l’addio alle cinque navi dell’ex cantiere del Navalmeccanico. Un monumento alla burocrazia italiana, che dopo trent’anni di onorato servizio quale testimonial di degrado, abbandonerà definitivamente l’area portuale della nostra città.

“Bont”, forte del suo innato ed acuto spirito di osservazione e della sua sensibilità fotografica, ha voluto fissare per i posteri, in nove immagini questi mostri d’acciaio lasciati arrugginire alle intemperie climatiche, economiche, ma in principal modo politiche e quindi umane. Una specie di “cadeau” destinato ad appassionati della fotografia dai palati sopraffini. Una dimostrazione della veridicità del motto che afferma (io qui lo ingentilisco perché parliamo d’arte!) che “è dai rifiuti che nascono i fiori“.
Buontempi infatti è riuscito a ricavare da questo obbrobrio trentennale una testimonianza artistica, già di per se stessa di grande valore e che continuerà ad accrescerlo nel tempo, quando i ricordi, solitamente, tendono a sbiadirsi.
Anche il testo introduttivo posto sulla foto di presentazione della raccolta (vedi sopra), è stato scelto in modo centrato. E si guardi bene, non è stato scritto per l’occasione, ma è il testo (appunto anch’esso dal titolo Le Navi) di una canzone di Daniele Silvestri: “Che salpino le navi, si levino le ancore e si gonfino le vele, verranno giorni limpidi e dobbiamo approfittare di questi venti gelidi del Greco e del Maestrale, lasciamo che ci spingano al di là di questo mare, non c’è più niente per cui piangere o tornare“.
Francesco "Bont" Buontempi - Le NaviCome dicevo, nove foto, dunque, che vanno dalle morbidezze dei toni di grigio, alla decisa scelta dei bianchi e neri per soffermarsi, negli abili morbidi colori sfumati, ottenuti con un’abile distribuzione di tonalità pastello ed usati per una sola immagine. Definirla però foto è forse troppo riduttivo, ha sapore troppo di tecnica e meno d’arte. Meglio, quindi donarle il reale valore, classificandola come acquerello realizzato su carta fotografica attraverso l’uso di pennellate di luci ed ombre, sapientemente filtrate dall’obiettivo di una camera fotografica, regolato dalla mano artistica di Francesco.
A sottoscrivere la garanzia della qualità di quest’opera, è il fotografo, Nevio Arcangeli, che se ne è sobbarcato la distribuzione, conoscendo a priori le virtù di questo artista, a cui non possiamo che associarci nell’augurargli ambiziosi traguardi.

Franco Giannini
Già pubblicato Sabato 15 dicembre, 2012 su Senigallia Notizie. it  

Questi i commenti dei lettori di Senigallia Notizie.it :

giuseppe barrali
2012-12-15 12:06:18
Bellissime foto ma siamo sicuri di non aver usato qualche programma di foto ritocco ???? Anche io come tanti altri " vecchietti" come me ne ho fatte diverse per questo evento che aspettavo da una vita e mi sono divertito ad invecchiarle con PICASA con buoni risultati ma non per questo mi sento un artista. Andiamoci piano con l'arte con perche'qualcuno di quelli veri si potrebbe offendere
quilly
2012-12-15 15:15:11
1) Usare programmi di fotoritocco non è reato da codice penale. E' ammesso anche dalla convenzione di Ginevra e anche l'Onu ha dato il suo benestare... 2) Secondo lei Giacomelli e gli altri grandi della fotografia soprattutto digitale ma anche su pellicola non ritoccavano le loro foto? Magari non usavano Picasa ma agivano direttamente sulla pellicola eppure mi sembra vengano annoverati tra gli artisti allo stesso modo. Io non credo che l'amico Bont si senta un artista. Lo dico perchè lo conosco bene essendo suo compagno di scorribande. Francesco non è un artista ma ama la fotografia. E' un dilettante molto modesto. Addirittura più modesto di quello che invece le sue indubbie doti potrebbero permettergli di essere. E poi chi definisce chi è un artista e chi non lo è? E inoltre è proprio sicuro che gli "Artisti" si potrebbero offendere leggendo questo articolo del caro amico Franco? Secondo me gli artisti se ne sbattono altamente. Io e il Bont andiamo spesso in giro per le campagne a fotografare. Proprio ieri siamo andati nell'officina di un fabbro a fare foto agli operai al lavoro e agli attrezzi e ci siamo divertiti moltissimo. Questo conta per noi, essere dietro la macchina fotografica al momento dello scatto e vivere le situazioni che fotografiamo. Nessuno di noi vuole diventare famoso e nessuno di noi lo diventerà. Siamo due delle centinaia di fotografi dilettanti senigalliesi che amano la fotografia ed esercitano questa "arte" o meglio questa disciplina appena hanno un attimo di tempo libero. Comunque mi creda ci sono molti fotografi definiti artisti che (secondo me) sono ben peggio del Bont.... Saluti
Walter
2012-12-15 16:22:20
Preciso subito che conosco il Bont e non sono un intenditore di fotografia, in fatto di tecnica. So però la passione che mette in quell'attimo che corre tra il vedere il soggetto e il premere il pulsante del fermo immagine con l'impressione "finale" del risultato; un volta avveniva nella pellicola, oggi nella memoria di quella tanto cara macchinetta che permette a noi di seguirlo nei suoi viaggi: ora lungo il nostro fiume o sulle occasionali abbondanti nevicate sui monumenti e vie cittadine o le nostre colline durante i cambiamenti delle quattro stagioni. Basta fermarsi e vedere Francesco come si rapporta con il suo vero lavoro e da lì si comprende che l'arte si apprende anche dai gesti di tutti i giorni. Poi ognuno l'arte la definisce come meglio crede. Questo almeno per me, poi ognuno di noi la vede e la esprime a suo modo. Posso immaginare però che l'arte sia anche quella cosa che ti provoca sensazioni particolari. E spesso sono tanti che credono di possederla e che nella loro vita, sono alla continua ricerca di un'affermazione che non viene. Bravi comunque che s'impegnino! Fra... vedendo le foto ho provato quella sensazione di cui sopra che non è quella di Briatore,...si perchè tra un gelato alla fiamma e una foto passa tutto quello che metti in ciò che fai. In ciò che hai realizzato passa un pò quello che vorrebbero tutti ottenere dai propri hobby. Continua cosi.
guido calamosca
2012-12-15 16:40:38
concordo pienamente con quello che ha scritto simone
BONT
2012-12-16 01:59:55
Caro amico Giuseppe, Se lei mi conoscesse di persona penso che ritratterebbe quello che ha scritto ,perchè,come ha detto il mio Amico Quilly,io non mi sono mai definito ne un'artista ne tantomeno un fotografo professionista! MI piace fotografare!! Per fortuna non devo 'campare' con la fotografia.....schiatterei ben presto!Ho solo voluto mettere in mostra, cosi come le vedo io, le navi del Navalmeccanico, che hanno accompagnato la mia crescita da trent'anni ad oggi,essendo state parte integrante di questa città, questa magnifica città , e l'ho fatto per me, per i miei amici, per chi ha saputo e voluto apprezzarmi fino ad oggi, per chi ha voluto spronarmi nel metterMI in mostra, e per chi continua a farlo!Perche vede,caro Giuseppe, quello che per me conta in una fotografia...è quello che riesce a comunicare, sia essa tristezza, felicità,orrore,rabbia...e via dicendo,e capisco che non tutti la pensiamo alla stessa maniera,e non tutti abbiamo lo stesso scopo nel momento in cui fotografiamo !.....quando guardo una mia fotografia,vecchia di qualche anno e vedo che mi trasmette le stesse 'emozioni' della prima volta....behh...quello è il mio scopo ! Caro Giuseppe la saluto con una frase emblematica che ho appreso questi giorni: "La vita è come una fotografia...se sorridi, viene meglio".....anche senza fotoritocco !! @ QUILLY Grazie ! @Walter...quando mi verrai a trovare il gelato alla fiamma ...te lo offro io !!
Cristina Sbarbati
2012-12-16 13:14:22
Grazie Bont! Commossa e toccata da quanti ti conoscono e ti vogliono bene. Commossa e toccata dal modo in cui ti fai voler bene, da come sei. E le tue foto...be' sai quello che penso...è sempre un brivido lungo la schiena.
PAGO
2012-12-16 20:11:44
Conosco Francesco da anni e fin da quando eravamo poco più che adolescenti il mitico "Bont" fotografava dettagli o situazioni che a noi ragazzi rimanevano invisibili ma non al suo occhio che era già molto sensibile, e quando ce le faceva vedere rimanevamo colpiti!!!! Grande Bont continua così!!!
LorenzoMan
2012-12-17 08:04:44
Esiste una cosa che si chiama talento. E' quella dote particolare che permette di fare semplicemente e naturalmente cose che per altri sono difficili se non impossibili. Se vi capita di andare con Bont in giro in montagna, in campagna, sotto una nevicata o al molo durante un temporale, anche se comprate la sua stessa macchina fotografica, i suoi stessi obiettivi e qualunque programma di elaborazione di immagini vogliate, alla fine le sue foto saranno più belle delle vostre. Perchè lui ha talento.
paolo pierpaoli
2012-12-22 11:25:34
bont sei un grande punto e basta.... brutta cosa l'invidia.......

bobo landi
2012-12-26 19:49:07
beh!sicuramente non hai niente da invidiare a nessuno,le tue foto trasmettono qualcosa oltre l'immagine e che solo tu sai fare, immortalando la nostra senigallia. complimenti e grazie

martedì 11 settembre 2012

Tra poco conosceremo i pregi o i difetti della Complanare a Senigallia

Sei anni, o forse più, di dibattiti, studi, lotte che si sperano siano quantomeno servite a qualche cosa.

Eravamo nei primi mesi del 2007, se non vado errato, che in Commissione già parlavano di questa Complanare. A parlare erano i soliti nomi che ritroviamo ancor oggi, anche se qualcuno con incarichi diversi e più prestigiosi.

Sono trascorsi quindi quasi sei anni e di cose sotto i ponti ne son passate. Poi anche i ponti sono stati abbattuti, qualcuno da strenuo garibaldino ha preferito religiosamente prendere i “voti” e accettare certi compromessi, dopo averli valutati e ritenuti soddisfacenti. Altri, pochini in verità, hanno invece continuato e continuano a battersi in strascichi di una causa che credo (mio parere personale) oramai perduta.
Altri ancora, forse i più, sono stati colti da quel male che colpisce, oggi, la maggior parte dei cittadini: la rassegnazione. La vittoria di David su Golia resta solo una fiaba da leggere ai più piccoli che sono gli unici ancora a crederci, ma all’atto pratico, poi, le realtà dei nostri giorni ci insegnano che la verità è tutt’altra cosa.
Non ricordo esattamente la data d’inizio dei lavori, mentre mi sono rimaste invece impresse le varie lotte: le lenzuolate sui balconi delle case dei quartieri interessati, la nascita del Comitato Versus Complanare composto prevalentemente dagli abitanti dei quartieri di Borgo Coltellone e Ribeca (i più colpiti, anche economicamente, dai disagi che la Complanare avrebbe arrecato), le assemblee pubbliche, le “Biciclettate Ecologiche” lungo le strade cittadine, la raccolta di firme, le guerre ed anche le rinunce su quanto proposto in fase di espropri, fino a giungere alle quasi risse in Consiglio con foto in atteggiamenti poco educati dei componenti di qualcuno della Giunta, accompagnate da frasi liberatorie, ma poco eleganti, da curva da stadio, espresse fuori microfono, ma ugualmente giunte alle orecchie dei cittadini.
Ma si sa il tempo, porta consiglio, altre urgenze prendono posto sulle agende politiche, la rassegnazione, come dicevo, si impossessa dei più e ci si accorge anche che la lotta contro i mulini a vento è una battaglia persa in partenza.
Oggi, dopo la lunga pausa dovuta ai lavori, siamo quasi giunti al taglio del nastro del primo lotto, quello Nord. Immagino che questa festa dissotterrerà il giorno dopo l’”ascia di guerra”. Torneremo a leggere e continueremo a farlo per ancora un paio di giorni, allora, commenti, critiche, apprezzamenti per poi, magari, far tornare di nuovo tutto nell’oblio del silenzio.
Infatti se ci sono due cose semplici da fare per divertirsi, una è lo sparare sulla “Croce Rossa” e l’altro è costruire con un artificioso assemblaggio di parole piene di enfasi, la ingigantita bontà del lavoro appena inaugurato.
Trattandosi poi di una nuova arteria, colpirà maggiormente se si farà pressione, sia da una parte che dall’altra di sostenitori e denigratori, sulla qualità dell’aria, su quello acustico, sulla riduzione del traffico.
Ma chi potrà dire se era meglio ieri o lo è oggi con dati di fatto?? Solo i posteri e dopo un lungo rodaggio. E allora, che c’è di meglio che fornire i dati di ieri, utili a valutare quelli di domani??
L’apertura del tratto NORD prima era stata preventivata per Pasqua 2012, spostata a fine giugno, poi evidentemente c’è stato qualche intoppo che ne ha allungato ancora i tempi, ma oramai dovremmo essere prossimi all’inaugurazione.
Allora mi sono chiesto come si sarebbe potuto definire, quasi scientificamente e non con il solito mal di pancia di parte, se ‘sta “bretella” sarà servita a qualche cosa, quantomeno a compensare i sacrifici temporanei di tanti cittadini sia per i problemi abitativi, d’inquinamento, sia acustico che come qualità dell’aria, di quantità di polveri, di depauperamento delle sedi stradali, ecc.
Da tre mesi, allora, carta, penna e cronometro alla mano, mi sono armato di tempo e di pazienza e mi sono contato uno ad uno i mezzi che transitavano su via Cellini, che sarà poi la via (oggi arteria) che dovrebbe maggiormente beneficiare, di quella riduzione di traffico auspicata e che si dovrebbe ottenere con la trasfusione di questo sulla Complanare.
Numeri dunque i miei, non parole. E li comunico in anticipo. Carta canta, dopo sarebbe troppo facile. Anche i numeri, come del resto le parole, possono essere sempre rielaborati e rivisti come a qualcuno è più utile, ma io li denuncio prima, proprio per permettere a qualcuno di divertirsi andando a controllare “prima” e poter ribattere e correggere qualora i miei fossero “volutamente” errati.
La stessa cosa, sempre che qualcuno non mi chiami a miglior vita, mi riproporrò di fare, nelle vesti di postero, nello stesso periodo (dopo l’inaugurazione e una volta sfumata la sbornia della novità), prendendo in esame gli stessi giorni e le stesse ore, dopo l’apertura della Complanare.
Sarà solo così che potremo conoscere successo o insuccesso di questa nuova via di comunicazione comparando numeri e non parole.
Tre i mesi presi in esame: giugno-luglio-agosto, giorni feriali, compresi dalle ore 9 alle 12 e dalle 14,30 alle 17,30. Cioè nelle 6 ore della giornata, diciamo più normali, che non risentono dei flussi dovuti ai classici spostamenti per lavoro. La Complanare non dovrebbe servire solo ai pendolari un’ora il mattino ed un’ora la sera.
I veicoli presi in esame riguardano solo autovetture, motocarri, camion (ho tralasciato quelli che attraverso le scritte riportate sulle fiancate o la merce trasportata quale terra, bitume e rena, potevo valutare come mezzi utilizzati dalle Società appaltatrici dei lavori e che quindi avrebbero inficiato domani i dati raccolti).
La media dei mezzi transitati nelle sei ore sono stati di 19,53 al minuto pari a 1171 unità all’ora. L’ora di maggior intensità di traffico l’ho rilevata alle 10 con punte fino a 21,4 veicoli minuto. La “tranquillità” maggiore invece nelle ore pomeridiane dalle 15,30 alle 16,30 quando il traffico è sceso a 18,20 unità/minuto, per risalire verso le 17 a 21,6.
Nella giornata di venerdì 20 luglio si è avuta la maggior intensità di traffico in occasione (non so se per un puro caso, ma credo di no) dello sciopero dei Bus: 23,53 mezzi al minuto.
Logicamente al mattino dalle 7 alle 9 il traffico è notevolmente superiore, come è logicamente inferiore nelle ore serali che vanno dalle 19 in poi. Eccezion fatta nelle tarde serate dei giovedì, venerdì, sabato, quando questo si incrementa dalle 22,30 alle 24 sulla solo carreggiata mare e dalle 03 alle 04 sulla sola lato monte, per l’apertura e chiusura della discoteca ubicata al Cesano.
Lasciate invece fuori dal calcolo le biciclette, moto e motocicli, considerandole come un traffico cittadino che difficilmente prenderà la nuova arteria e che comunque anche lo facesse, non influenzerebbe la statistica in maniera importante.
Quindi la nuova valutazione, solo come dati, poi ognuno sopra ci costruirà i castelli che più potrà piacergli, a metà settembre del 2013… confidando sempre, che nel frattempo sia terminato il primo lotto!

Franco Giannini
Già pubblicato Sabato 8 settembre, 2012 alle 17:19 su Senigallia Notizie.it

Questi i commenti dei lettori di Senigallia Notizie.it :
Ci sono 13 commenti
Sergio Mallucci
2012-09-09 01:49:49
Devo farle davvero i miei complimenti per il paziente lavoro svolto che si rivelerà sicuramente utile. Pochi hanno chiara la situazione e cosa la complanare ha significato e significherà e tutti sono bravi a parlare e sparlare con paroloni privi di senso e fondatezza e questo lavoro permetterà di avere un riscontro, quasi scientifico, dell'effetiva efficacia, o non efficacia, della complanare. Un plauso alla pazienza e all'intelligenza dello studio. A settembre 2013, allora!
Rachele
2012-09-09 04:04:34
Il casus Complanare è stata una grave questione che ha danneggiato molte famiglie della zona, perchè quanto meno i costi dell'inquinamento ambientale e acustico saranno per lo più pagati dalle famiglie di Borgo Coltellone. Oltre che gli espropri. L'altro giorno ho visto il parchetto per bambini costruito a tempi di record a fianco di un sacco di macchine cje passano e che non produco fiori dal tubo dello scappamento. Mi domando se i nostri amministratori si aspettino che ci portino i bambini del Borgo. Che ci portassero i loro dopo che ci vivono. Mi domando poi se tutto quello snodo non poteva essere costruito più su, più in campagna. Ho finito le parole, è tutto molto triste.
Leonardo
2012-09-09 10:05:02
anche io plaudo al grande Franco Giannini, persona seria, che si documenta e non strilla commenti a priori. Grazie Franco e, abitando da quelle parti, aspetto con ansia i nuovi dati, anche se potrò farmi già un'idea personalmente appena l'apertura sarà operativa.
gio
2012-09-09 11:47:50
grazie franco per il lavoro e per l'articolo
Paul Manoni
2012-09-09 13:29:27
Porca l'oca che lavorone! Complimenti anche dal sottoscritto Franco! ;)
Adam
2012-09-09 13:33:31
Complimenti a Franco per il lavoro svolto, inoltre ha decantato la nuova strada come una delle migliore opere shackspiriane, scusate la domanda, oggi pomeriggio la posso provare con la macchina la tratta nord?
Gianluigi
2012-09-09 13:48:18
Franco Giannini dimostra ancora una volta, con i fatti, il senso civico e la concretezza din quanto poi scrive. Grazie. Complimenti.
minunno giovanni
2012-09-09 13:55:06
non so se la complanare finirà ma a mio avviso sara un altra incompiuta troppi ritardi e pochi soldi.....mario fiore saprà raccontare la solita bugia per non perdere la poltrona che ormai si è cucito.....mario fiore tu non rappresenti senigallia vattene
Bucaniere
2012-09-09 16:39:43
Dopo i meritati complimenti a Giannini per l'impegno, la fatica ed il senso civico ampiamente dimostrati da questo super-lavoro estivo, ora occorrerebbero dati più completi per una valutazione esaustiva sull'utilità della Complanare. Ai 3 mesi estivi occorrerà aggiungere i restanti 9, ed alle 6 ore della giornata le restanti 18, perchè la Complanare servirà a tutti, pendolari e non. Ed infine occorrerà aggiornare dati e valutazione al compimento di tutto l'organico tracciato previsto, quindi anche del lotto sud, per verificarne compiutamente l'uso e dunque l'utilità.
Bucaniere
2012-09-09 16:42:41
ps : naturalmente i dati li dovrebbe reperire il Comune !
Laura
2012-09-10 12:33:20
perchè dovrebbe reperirli il comune? l'amministrazione è già così spossata dai propri lavori che è sicuramente più opportuno che sia un residente della zona. inoltre trovo leggermente subdolo mettere già le mani avanti, tentativo astuto... mi spiego meglio: capisco essere a prescindere pro, però dire che il monitoraggio di 3 mesi per tot ore (che statisticamente fa media del periodo) non sia sufficiente, vale sia nel caso che il prox anno Franco dimostrerà che il traffico non è diminuito o anche nel caso contrario?
Alfio Romeo
2012-09-10 13:09:47
Esprimo innanzitutto l'apprezzamento per l'eccellente (!) lavoro e le idee che ne stanno alla base. Veniamo ora ai 'castelli', secondo il mio modesto parere (e sottolineo modesto) da senigalliese residente ma non 'praticante' (non sono amico nè conoscente di alcun 'padrone del vapore'; non sono al corrente dei perchè e percome siano state prese le decisioni, ecc. Doverosamente c'è da tener conto che i lavori non interessano il mio giardino...). Partiamo dal principio, il tratto nord della complanare: così com'è è un 'papocchio'; doveva iniziare prima, con un raccordo 'come si deve' dalla rotatoria del maestrale. Dover percorrere quelle 'carrarecce' della strada della Marina o via Mattei (brrr...) costituisce un valido deterrente alla percorrenza della complanare, la cui finalità principale dovrebbe essere quella di convogliare traffico al di fuori della Ss16 piuttosto che da Via Cellini. Vedremo 'empiricamente' dopo l'entrata in funzione quanto saranno lunghe le code ai semafori di Via Zanella (attualmente fino al piazzale Michelangelo) e del 'ponte rosso' (ben oltre l'imbocco del viale dei Gerani); code che si formano regolarmente in certi orari della giornata, a seconda se sia feriale o festiva. Cosa aspettarsi dalla prossima rilevazione, su via Cellini, semprechè la complanare sia in funzione: oggi transita un veicolo ogni 3 secondi, che non è poco. Mi sbilancio: per la prossima rilevazione di Settembre 2013, lei sig. Giannini vedrà passare più biciclette e motorini ed annoterà un moderato calo di traffico veicolare, (facciamo un -10%, da 20 veicoli al minuto attuali a 18). Un calo da attribuire all'utilizzo della complanare, ma solo in parte: l'altro fattore sarà il costo dei carburanti (stabilmente e definitivamente sopra i 2€/l) unito alla presa di coscienza generale (la gente ha solo iniziato a rendersene conto) che l'auto è diventata un bene di lusso.
N.H.ugo mascetti
2012-09-10 20:44:20
La rassegnazione sulla complanare è già qui, commenti zero, letture modeste; invece la certosina pazienza per l'applicazione di un metodo scientificamente corretto andrebbe amplificata su tutti i media-senigalliesi-regionali. Una domanda e una scommessa per il sig.Giannini: dom.) Chi è l'assessore che ha proclamato: la compl. ridurrà dell'80% il traffico sulla statale? scom. a favore di medici senza frontiere) La sfido mettere 10€ contro i miei 100€, che la complanare non sarà tutta finita (fino al Ciarnin) per Pasqua 2013!

giovedì 29 settembre 2011

Riccardo Gambelli e la sua mostra fotografica a Senigallia


di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

... tre stanze interamente destinate ad ospitare i suoi lavori!

L’ultimo giorno disponibile per poter apprezzare i lavori di Riccardo Gambelli, in arte Niny, sarà il 2 Ottobre del c.a. La logistica, le sale del Palazzo del Duca, sito nell’omonima Piazza. Riccardo mi aveva informato dell’avvenimento per tempo, invitandomi a vedere queste foto; molte di queste le avevo già vedute, in quanto pubblicate sul libro di cui Riccardo mi aveva fatto omaggio.

Ma vederle esposte nel loro formato naturale (credo un 30x40, ma non vorrei sbagliare) è tutt’altra cosa. La medesima differenza che c’è, per uno sportivo, nel guardare una partita di calcio in TV o assistere dal vivo all’incontro da una curva dello stadio!

Incontro Gambelli in cima allo scalone che introduce nella Stanza del Trono, quasi come un padrone di casa in ansiosa attesa di annunciati ospiti in ritardo. Appena mi vede, mi accoglie con un largo soddisfatto sorriso. Saluta porgendomi quella sua grossa mano che stringendo la mia, che neppure è piccola, quasi me la “impacchetta”.
Ciò mi porta a riflettere, sul come quelle grossa dita, abbiano potuto lavorare così delicatamente su quegli obiettivi di ieri, affidati alla sola manualità del fotografo. Eppure, i risultati, inequivocabilmente, sono lì, appesi ai muri di quelle tre sale, che finalmente sono state a lui totalmente riservate.

Mostra Fotografica di Riccardo Gambelli a Palazzo del Duca di SenigalliaLe immagini di campi coltivati si alternano a quelle di terreni brulli, estati assolate si contrappongono ad inverni rigidi e nevosi, marine tranquille a preludi di temporali, ruderi di case a barche sulla spiaggia e, nell’ultima sala non potevano mancare i ritratti ricordo della sua compagna di vita, sua moglie.
Non so se sia dovuto alla casualità, ma non credo, oppure, più probabilmente, ad uno specifico messaggio. Un voler significare, spiegare, che con la dipartita della sua consorte ebbe a cessare, quasi totalmente, la sua breve (una decina di anni), ma intensa carriera artistica. Il senso del dovere, della responsabilità familiare, prese il sopravvento su quella che era la sua passione artistica.

Terminate le prime tre stanze, la mostra prosegue con altre due dedicate ad altri fotografi artisti e, per una volta, il maestro Giacomelli sembra non certo relegato in secondo piano, ma pare quasi abbia voluto “far posto” all’amico Riccardo.
I due infatti sono stati legati da una profonda amicizia, tanto che Gambelli gli fece anche da modello: la foto che lo raffigura sul manifesto della mostra è infatti di Giacomelli ed il soggetto è proprio un Riccardo “giovane guascone”. In maniera reciproca, Riccardo diventava suo fotografo per i diversi fissi immagine in cui ritrae un Giacomelli dei primi tempi.
Ma Riccardo è stato anche suo assiduo compagno di esplorazioni ed escursioni fotografiche, quando non partecipava agli appassionanti scambi d’impressioni ed esperienze nel gruppo Misa, unitamente ad altri nomi celebri della fotografia del tempo. Basterebbe accennare solo a quello di Giuseppe Cavalli.

Mostra Fotografica di Riccardo Gambelli a Palazzo del Duca di SenigalliaArrivato che sono all’area dedicata alle opere di Giacomelli, con quelle sue immagini di terreni arati quasi in una geometria da lui studiata e voluta, quei suoi bianchi e neri forti, crudi, mi pongo una domanda: chi sia stato il primo che abbia potuto solo pensare che la fotografia di Gambelli “ricorda” quella di Mario e come, perché e per che cosa.

Torno a ripetermi, anche in questa occasione, che io non sono un critico, sono semplicemente un appassionato. L’impegno massimo in cui mi sono profuso, fotograficamente parlando, è stato quello di fermare qualche immagine e neppure con una macchina fotografica, ma con il telefonino. Per me gli Asa, i Din, la focale ed altri termini, li conosco solo per sentito dire. Però quando vedo una bella foto, mi soffermo a guardarla quasi dovessi scovarne chissà quali segreti. Una deformazione, diciamo, un po’ relativa allo scrivere a livello hobbistico, naturalmente, Ma mai e poi mai vorrei che le mie sensazioni fossero scambiate per un atteggiamento ambizioso di valutazione critica, perchè non ne ho assolutamente le capacità. Quindi, queste mie, sono solo impressioni di un semplice profano appassionato.

Fatto questo volo pindarico, ma doveroso, per evitare poi malintesi, ritorno al punto in cui mi formulavo la domanda sul chi fosse quel colui che per primo...
Ho sentito allora, per cercare di capirci di più, il bisogno di ritornare indietro a rivedermi i lavori di Gambelli.

Mostra Fotografica di Riccardo Gambelli a Palazzo del Duca di SenigalliaLe sue foto, mi sono sembrate immagini “istantanee”, genuine, cotte e mangiate. C’è il colpo d’occhio dell’artista, ma non ancora quella professionalità artistica del costruire la foto, con quella “malizia” che l’esperienza con il tempo, poi concede in dotazione, ma che lui non ha avuto il tempo per appropriarsene. La sua fotografia tende prima di tutto, quasi a preoccuparsi di fissare l’immagine che poi fungerà da narratrice al fatto di cronaca immortalato, come fu quella volta per “l’incendio in cascina”. Eppoi i bianchi e neri di Riccardo, sono solo delle scale di grigi che variando nelle loro intensità, donano alla fotografia tonalità variabili di una ricercata morbidezza.

La grandezza, invece, di Giacomelli, sta proprio nel fissare quelle costruzioni, che per la sua abilità di ricerca, come dicevo sopra, sembrano quasi commissionate per realizzare il suo lavoro. Immagini fermate con due soli colori: il bianco ed il nero, dove il colore grigio è perfetto sconosciuto. I soggetti, poi, sono quelli logicamente che il posto offre: campagne, marina, personaggi dell’entroterra e quelli cotti dalla salsedine, vele e relitti di barche...

Mostra Fotografica di Riccardo Gambelli a Palazzo del Duca di SenigalliaMa se quelle che saltano subito agli occhi sono quella cinquantina di opere fotografiche incorniciate ed appese nelle tre stanze, sarebbe come commettere un grosso sacrilegio se il visitatore si lasciasse sfuggire le vere chicche contenute nelle teche. Quasi che fossero opere di minore pregio, vengono definiti semplicemente “Provini”.
Per me ed esprimo sempre un parere personale, sono opere invece, ancora di maggior valore, perché istantanee, riprodotte con l’uso del bromografo attraverso il contatto pellicola-carta, di uno scatto al naturale, nudo e crudo, da tagliare poi, e tutto da lavorare. Ma anche vero è, che in quelle foto color seppia, ingiallite dal tempo, c’è la storia di Senigallia e dei suoi personaggi e fatti di 50 anni fa.

Terminiamo il percorso e mentre ci stiamo salutando, augurandoci di rivederci alla prossima sua mostra, magari con i suoi innumerevoli “provini”, lo lascio giusto in tempo per fare una nuova visita in compagnia del Sindaco ed alcuni Assessori appena giunti... ed allora uscendo mi chiedo se Gambelli avrà la forza di sfruttare l’occasione per auto-promuoversi con le persone adatte ad un nuovo evento: e questa volta per 3 stanze di “Provini”.

domenica 17 luglio 2011

Il dr. Raffaello Simonetti ci ha lasciati...


di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

Con lui Senigallia perde un altro tassello di un'immagine particolare…

Caro Dottore,
questa mattina apro il giornale e leggo che ci avete lasciato. In silenzio, senza pubblicità, a funerali già avvenuti… Voi, Dr. non dovevate farci questo ! Quasi che mi piglia un coccolone, Voi ben sapete che non sono più un ragazzino neppure io, appena dieci anni meno di Voi e forse, con qualche acciacco in più…

Appena un po' di tempo fa, mia moglie è tornata a casa e mi ha portato i Vostri saluti. So che Vi eravate informato della mia salute ed avevate rievocato i tempi passati, quando venivamo nel Vostro studio, al piano terreno della Vostra villetta.
Non è che mi sia facilissimo, ma cerco di rispettare per quanto posso il Vostro Voi, con cui eravate solito apostrofare tutti i vostri assistiti-pazienti.
Mentre scrivo mi vedo aprirsi quella porta laccata bianca dello studiolo e Voi che, sempre abbronzato come un somalo, impettito nel camice bianco e con le mani dietro la schiena, con molta calma, ma tanta risolutezza, chiedevate: “Chi è di voi che sta parlando… qui si fa silenzio…” e richiudevate la porta.
Oppure, se qualcuno era arrivato fuori orario e tentava di fare il furbo lo lapidavate con un inesorabile: ”Ancora altri due, poi io vado… !”.

Ricordo con nostalgia quello studiolo, anche se il frequentarlo, significava piccoli o grandi problemi (a volte anche drammi!), più raramente eventi felici come l'annuncio dell'arrivo di una nascita o l'esito di un esame che scongiurasse il peggio.

Eppure lo ricordo che Vi sedevate sulla sedia dietro la scrivania, sulla quale campeggiava la foto di “Lui” e con me, seppur sapendomi di tutt'altra corrente, intavolavate discussioni sempre iniziando con il chiedere: ”Voi che ne pensate?”.

Dietro le vostre spalle la foto, quasi una gigantografia, di una barca a vela in bianco e nero durante una Vostra regata. Foto di cavalli e la tenda in un deserto… E si, perchè ogni qualvolta ritornavate da un periodo di ferie, mi raccontavate che eravate stato in lidi esotici, ed ogni volta con un bagaglio di esperienze nuove.
La vita sedentaria non Vi piaceva.

Che dire poi di quando tutto impettito, spalle diritte, sulla bici, pedalavate e senza guardare la strada, dispensavate sorrisi a destra ed a manca. Moto ed auto poi… la vera vostra immensa passione!

Voglio sperare che anche oggi nel momento che sto qui scrivendo, siate salito sulla vostra spider Rossa con la cappotta abbassata e stiate scorrazzando per le strade della vostra nuova dimora, con la non dimenticata gioia di vivere questa nuova vita e sorridendo salutare coloro che stupiti lo continueranno ad ammirare.

Grazie Dottore dal Vostro ex assistito


Franco Giannini

Questi i commenti dei lettori di 60019

Amarcord
Scritto da Visitatore anonimo il 2011-07-16 11:57:46
Me lo ricordo il Dott. Simonetti.... ancor prima che fossi un suo assistito io l'ho conosciuto quando accompagnavo i nonni in quello studio al piano terra della villetta dove abitava.....Qualche volta, nei periodi in cui ero in vacanza al mare coi nonni, non solo li ho accompagnati ma ho anche avuto bisogno di lui per qualche malessere che accusavo durante le vacanze ed ho provato, io stesso, le stesse situazioni che hai raccontato .....
Mi dispiace molto che sia venuto a mancare e mi associo ai tuoi pensieri nel ricordo di un'altra brava persona che ci ha lasciato....
Roberto da Pioltello (MI)

lunedì 4 aprile 2011

"Machì non piove, chì non venta!" alla Casa Protetta Per Anziani di Senigallia


di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

"Provare per credere": e sono stati in tanti a seguire il suggerimento…

Non vorrei che se ne avessero a male gli assenti, ma sono convinto, non è nè una battuta, nè una forma retorica, che qualche cosa di importante da assimilare ed altrettanto piacevole da vedere ed ascoltare, costoro, proprio, se la sono perduta!

Ad aprire il pomeriggio di festa, dedicato alla presentazione di questo libricino che racchiude tutto il lavoro svolto dal progetto di animazione nell’anno 2010, ci ha pensato il nuovo Presidente della Casa, Dr. Michelangelo Guzzonato, che prima di rivolgere i suoi saluti a tutti i presenti, ai volontari, a tutto il personale ed alla Sig.ra Maria Grazia Sciocco che lo guida, ha definito questa raccolta come "…un lavoro che diviene sostanza scritta…". Presenti anche diversi esponenti del Consiglio di Amministrazione, la ex-presidente Dott.ssa Francesca Paci, il vice presidente della Casa Ferdinando Salvioni.

Questo del 2011 è il terzo volumetto di ricordi che le animatrici Dott.sse Laura Pedrinelli Carrara ed Alessandra Durastanti hanno raccolto con certosina pazienza ed altrettanta professionalità. Si professionalità, perchè il loro, non è solo frutto di semplice trascrizione, bensì il "risultato derivante da uno studio approfondito", come ha avuto modo di sottolineare la Dott.ssa Pedrinelli, "…di teorie scientifiche circa il recupero mentale dell’anziano".
Presentazione di "Machì non piove, chi non venta!" alla Casa Protetta Per Anziani di SenigalliaQuesto ottenuto attraverso ragionamenti ed esercizi ben precisi. Si pensi solo che alla richiesta formulata agli "Ospiti" di parole che iniziassero con la F, gli anziani ne hanno trovate ben 105, tutte ricavate attraverso ragionamenti ben precisi. Ma anche altri componenti, come la manipolazione del DAS, o lavori di gruppo con la Tombola o il Mercante in Fiera, sono serviti per sollecitare la mente, ma anche per sviluppare la socializzazione e la sensibilizzazione verso un aiuto reciproco che non lesinano di darsi. Il tutto inteso, sempre, come "esercizio fisico" per la memoria.

Alla Dott.ssa Durastanti è andato il compito di illustrare un Video, con un montaggio delle foto raccolte durante il lavoro e assemblate con sottofondi musicali, suddivise per attività e laboratori creativi. "Un tracciato – come si legge anche in copertina – del primo novecento attraverso episodi di vita e foto degli anziani della Casa Protetta". Anche da parte sua è andato uno speciale ringraziamento alle volontarie che hanno supportato il loro lavoro, al personale tutto, sempre presente e alla segretaria amministrativa che ha curato la stampa e la rilegatura del libricino. Toccante il suo ricordo di quegli Ospiti che hanno collaborato a questo progetto, ma che non ci sono più. "… e questo libro è anche un modo per sentirli ugualmente qui, vicini a noi!!"

Presentazione di "Machì non piove, chi non venta!" alla Casa Protetta Per Anziani di SenigalliaPoi l’annuncio della lettura di brani da parte di due "attrici" e volontarie ANDOS "prestate" dalla loro Presidente Sig.ra Maria Antonietta Muzi, anche lei presente per l’occasione.
Una delle due, Luciana Rocconi, era viso già noto alla Casa Protetta, sia quindi agli Ospiti che ai loro famigliari, avendo prestato servizio fino a poco tempo in qualità di OSS, ma che calcasse (o vorrà calcare ??) i polverosi tavolati di un palcoscenico … beh… questa è giunta del tutto nuova.
L’altra "attrice", Elena Fiorani, entrata in scena invece, claudicante in maniera così straziante, quanto veritiera, per un ginocchio malandato, almeno così diceva, da accorgermi di essere passato da fesso solo al momento del finale, quando si è alzata per ricevere i meritati applausi dei presenti, diritta e pimpante. Entrambe avvolte in scialli di lana e coperte sulle gambe, benchè la giornata primaverile non ne facesse sentire la necessità.

La loro è stata un’interpretazione sentita e partecipata, da vere "artiste dilettanti", ma dal piglio "professionistico": ridevano tutti e loro invece, impassibili nella loro recitazione, talmente erano entrate nei loro personaggi.
Ilarità, ma anche momenti toccanti quando si sono ricordati episodi di matrimoni freschi di 22 mesi venuti a cessare perchè la sorte maligna ha fatto mancare uno dei due, colpiti dal male che l’amianto regalò agli operai dell’Italcementi. Oppure quello della ragazza che perse il "fidanzato segreto" diciottenne in guerra e che per tale motivo si vide costretta a portare come lutto una fascia nera anonima attorno ai cappelli, di cui solo lei conosceva la motivazione.

I più orgogliosi di questo successo, e del resto non poteva essere che così, gli Ospiti, fieri del loro lavoro e delle foto che indicavano ai famigliari presenti, sfogliando delicatamente e ripetutamente il volume, quasi che fosse un cimelio.
La canzone di Toto Cotugno "L’Italiano vero" prima, ed in onore dei 150 anni dell’Unità d’Italia, l’ "Inno di Mameli", poi, concludeva il pomeriggio.

venerdì 4 marzo 2011

UN DONO ? MA VOCI BIANCHE PER I NONNI DELLA CASA PROTETTA!!!











































di Franco Giannini

Servizio Fotografico esclusivo di : Francesco “Bont” Buontempi

per ingrandire, cliccare sulla foto

un cadeau griffato Coro Voci Bianche “ Do, Re, Mi, Fa, Sol” di Scapezzano.


Ogni fine mese è ormai una consuetudine affermata, che alla Casa protetta, vengano festeggiati i compleanni degli “Ospiti” in un'unica giornata. Solitamente ad organizzare queste festicciole atte a rallegrare queste particolari giornate, pensano i volontari che seguono da sempre con infinita pazienza e bontà questi anziani. Ma ieri forse si trattava di un evento particolare, infatti se non vado errato, erano nove i festeggiati o meglio le festeggiate e quindi necessitava di un effetto speciale.

Effetto veramente speciale che è nato da un “gemellaggio” tra il Coro di Voci Bianche “Do,Re,Mi,Fa,Sol” facente parte dell'Associazione Culturale Giovanni Longarini di Scapezzano e gli Ospiti della Casa Protetta. Un coro composto da 11 elementi con età variabile che andava da Elena, la più piccina, di appena 5 anni, alla “matusa” del gruppo, Claudia, con i suoi 15, e guarda caso li compiva proprio ieri . In compenso, a dirigere il coro, non poteva che esserci un giovanissimo maestro, Davide Caprari, che più che il direttore del coro sembrava un loro fratello maggiore. Maestro ad interim, in quanto sostituiva la Direttrice ufficiale del coro: Ilenia Stella. Segretarie, presentatrici, accompagnatrici oltre alcuni genitori dei bimbi, del piacevole pomeriggio, le Sig.re Longarini Daniela e Pegoli Stefanella. Il concerto inizia e termina con l' Inno di Mameli, passando attraverso brani patriottici e montanari quale “Quel mazzolin di fiori”. Frutto della loro preparazione maturata per l'ultima loro esibizione il 12 febbraio nella Sala Consiliare del Comune di Senigallia, in occasione delle celebrazioni del 150° dell'Unità d' Italia. Ma non hanno tralasciato il solito impegnativo “Sole mio”, come pure l'allegra canzoncina de “La bella polenta”, rappresentata attraverso una simpatica coreografia composta da graziose mossette e piccoli salti.

A questo punto, venivano letti i nomi delle nove festeggiate, si scartavano i regali, si spegnevano le candeline sulle torte, mentre le voci bianche intonavano il “Tanti auguri a te”

Immancabili gli applausi ad ogni brano, ed uno più prolungato alla fine della recita come giustamente meritavano. Quale onorario per il lavoro svolto ... un doveroso quanto gradito rinfresco per tutti!