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domenica 1 ottobre 2017

Il Salato ed il Dolce della Sanità Senigagliese...

L'alta tecnologia del nuovo reparto di pedicure
... Tra il dramma del vero e il dolce, ma di una forzata ironia...

Ed il tutto ciò nasce leggendo quanto giustamente scrive uno dei Comitati sorti in difesa dell'Ospedale, parola troppo grossa.., dell' ambulatorio senigagliese.
"...Direzione della UOC Oculistica a Fabriano; Direzione UOC Otorinolaringoiatria a Fabriano; Direzione UOC Radiologia/diagnostica per immagini a Jesi; Direzione UOC Laboratorio analisi – a Jesi; Direzione UOC Oncologia a Fabriano; Ingegneria clinica – direzione Fabriano; Direzione personale ed amministrativa a Fabriano ; ecc. Oltre alla nota soppressione dell’UTIC in atto..."
Una lista delle sozzure con le quali i nostri politici regionali governanti siano essi passati, sia quelli succedutisi (che fino a ieri hanno sostenuto i vecchi ed oggi come tanti Bruto li accoltellano vigliaccamente alle spalle non sapendo far di meglio) e che simili ad avvoltoi rifocillati, attualmente siedono negli scranni "alti" del carrozzone marchigiano guardando in basso alla ricerca di nuovi cadaveri. Presto avranno il loro macabro cibo. E per far ciò, hanno imposto ed impongono ai loro sottopancia locali (Il loro premier nazionale li ha definiti più che giustamente come si meritano, con un francesismo ad hoc), rassegnati volontariamente a stare al gioco, di fare i finti guerrieri, piegati su se stessi a 90 ° come la loro posa abituale li obbliga. E per una volta non è l' Europa che lo chiede, ma un Partito politico che lo impone, o meglio "il Partito". Tutti costoro hanno famiglia, sono affamati di ambizione, fin da giovani l'unico lavoro che hanno conosciuto è stato e resta quello offerto dalla politica, quindi se per un "militare al quale viene impartito un ordine manifestamente rivolto contro le istituzioni dello Stato o la cui esecuzione costituisce comunque manifestamente reato, ha il dovere di non eseguire l'ordine", costoro, vigliaccamente, si nascondono dietro il non essere militari e il non andare contro le Istituzioni, al più vanno contro i cittadini che oggi però sono considerati la spazzatura di quella "Casta" a cui loro appartengono e che quindi il loro incondizionato "Obbedisco" è d'obbligo.
Vomitato però tutto questo mio magone di suddito del marchesato del Grillo, con una dolorosa  ironia costruita a denti stretti, faccio presente che non tutto è stato detto. Alla parte Salata e drammatica della lista dell' ubicazione delle varie Direzioni, andava aggiunta anche la parte Dolce (ma so gente modesta che rifugge dal mettersi in mostra) che riguarda, come si sussurra, la creazione di un nuovo Utilissimo quanto indispensabile reparto, una vera Eccellenza, quello di Pedicure, che andrà a rimpiazzare quell' UTIC oramai inutile, obsoleto e superato. La collocazione del nuovo reparto è stata prevista nei locali dove doveva andare quella risonanza i cui macchinari non entrano in quanto le misure prese sono state fatte in yards per l'apparecchiatura ed in metri per la stanza. Tanto la Risonanza sarà possibile farla in altri nosocomi dove la tecnologia è ancora alla preistoria ed i loro locali sono disponibili in quanto vuoti. Altra creazione di cui si parla sottovoce (è ancora un segreto!!) è quella di una Direzione Fissa, (non nel senso di fissata, di maniaca) nel senso che qui metterà radici nel Nostro Nosocomio e che sarà preposta a presenziare con coriandoli e cotillons ad ogni Festa e Taglio di nastro per qualsiasi evento, macchinario, elezione di Sanitario ecc. che dovesse essere aggiudicato ad un altro Ospedale (oramai questa è una certezza) fuori del nostro comune. Insomma non ci si dovrà più chiedere "E' qui la Festa ??" perché così sarà in via definitiva, che poca cosa non è, essendo noi che dovremo fornire (che c..fortuna !)  orchestra e suonatori sempre e solo di casa nostra!!.
Ma non finisce qui !!! Sembra poi, che verrà ampliata l'area edificabile Ospedaliera, con il taglio degli alberi situati dietro il vecchio monoblocco, che vista la loro vetustà (e tutto ciò che è vecchio, si sa, è anche malato se non moribondo) potrebbero anche cadere, non solo, ma poi si eviterebbe che il guano delle tortore che vi nidificano insozzi il sottobosco. Così facendo, dicevo, si otterrebbe lo spazio per far posto ad un nuovo ampio padiglione che nel progetto (non so chi lo ha firmato, spero solo che le misure questa volta siano state prese tutte a metri) sarà diviso in due parti, in cui nella prima dovrebbe (il condizionale è d'obbligo!) sorgere un ampio locale dove appunto si celebreranno i tagli dei nastri, le orazioni, i rinfreschi, le tavole rotonde, ove le "cinque primedonne" giocheranno a fare i "Paladini" dei cittadini (seppur in verità sarà destinato ad essere occupato solo da qualche loro cortigiano) e nella seconda una speciale palestra in cui saranno piazzati (sempre si dice) un solarium, cyclette, tapis rullant, sala massaggi e monitor per video conferenze. Quest'ultima (una vera chicca!) per evitare ai paladini (ed ecco perché preferiranno questa sala alla prima), mentre saranno impegnati in lunghe (quanto inutili) videoconferenze,  che il loro prezioso tempo non vada perduto inutilmente.
Un augurio finale dopo la presa per i fondelli (ma il mio riso è amaro, quanto godereccio è il loro), che l'abbronzatura sia durevole, la pedalata sia lunga e distesa, la falcata con il ginocchio alto ed il busto diritto, il ventaglio che apporti sempre il giusto fresco al dolce far nulla, il saper continuare a raccontare fregnacce, a sperare che si creda ancora che un politico possa essere anche ecologista.
Lo so, qualcuno definirà questo mio sfogo come la classica lingua che batte dove il dente duole, a cui va la mia replica che è sempre meglio di altre nate con lo scopo che non è quello di leccare il dente, ma qualche cosa d'altro e d'altri.








di Franco Giannini

lunedì 5 ottobre 2015

La Lorenzin, ovvero la ministra che con quella bocca può dire ciò che vuole...

... non li perse quando ancor una giovincella di 40 anni li aveva legati con il fil di ferro, figuriamoci oggi da ministra della sanità.

Solitamente rifuggo dal chiedere l'aiuto in quello che spesso sulle pagine di FB considero come la Catena di San Antonio" del "Condivi se sei d'accordo". Ma questa volta, mi cospargo la testa di cenere e invito gli amici, per una volta, ad aiutarmi, perché questo mio grido, che non è più di dolore, ma di rabbia ed esasperazione, riesca, visto mai, ad arrivare alle orecchie della ministra o di qualche suo lecchino sottopanza. Ho fatto già una lettera aperta, che non ha avuto seguito, come del resto non ne avrà questa. Sono del resto codardi nel rispondere, quanto in egual misura della loro alterigia, arroganza e spocchiosità.

Povera crista, le son piovuti addosso un sacco di rimproveri. Il primo che come ministra della sanità, non ha neppure in mano una laurea breve da infermiera. Vabbè, è vero, ma è anche vero che ha però un bel diploma di liceo classico. Che cosa ci fa? Del resto non è un pezzo di carta (come lo chiamava mio padre!) a fare intelligente un imbecille.  Agli altri mortali (intelligenti e capaci) solitamente serve quale buona preparazione per affrontare studi universitari, ma a lei non è servito perché conseguito il diploma è stata rapita. Rapita da chi o da che cosa? Sembra che sia stata folgorata nella via di Damasco e che la prima cosa che abbia abbracciato sia stata la politica. Una cosa che ti fa credere di divenire una specie di padreterno in qualsiasi cosa tu ti voglia cimentare. Vero però è, che lei anche dopo la scuola ha sempre continuato a studiare, tanto che oggi, arrivata dove è arrivata, con i risultati sotto gli occhi di tutti, si può ben dire che continua a studiare, ma sul come prendere per i fondelli i comuni cittadini, con un occhio di riguardo particolare a quelli con la salute a rischio ed a quelli meno giovani. Insomma, una specie di accanimento nei confronti dei più deboli. Un po' sadica, direbbe qualcuno. Ma no, è una ragazza che ha bruciato i tempi della carriera politica e si è ritrovata proiettata senza accorgersene dagli anni della dolorosa macchinetta dei denti agli anti estetici mandarini sotto gli occhi più difficili da curare (a pagamento, perchè il SSN non passa le cure estetiche).
Del resto, che volete, almeno una volta in una cosa siamo tutti uguali, negli anni (presi come spazio temporale, non certo di qualità di vita) che passano impietosamente nello stesso modo.
Non avrà ancora sostenuto gli esami per la qualifica d'infermiera, però non si può dire che di materia odontoiatrica non ne mastichi (battuta!) qualche cosa o che non potendola masticare ne sia completamente digiuna.
Se il nostro bravo premier "orzobimbo" ha creduto che le quote rosa dovessero essere rappresentate da questa mediocre tipologia intellettuale di signore quali appunto la Lorenzin, la Madia, la Giannini, la Mogherini, la Pinotti, la Guidi... per scendere al di sotto della mediocrità fino a toccare l'insufficienza e con tanto di tutore di sostegno, come la Picierno in primis, la Bonafè, la Moretti, la De Micheli ed altre di cui non mi sovviene il nome, certamente l'ha fatta fuori del vaso. Del resto non è la prima volta e neppure sarà l'ultima. Non politiche, non intelligenti o quanto meno non fanno nulla per dimostrarlo, solo forse delle piaccione (e poi mica tutte) intrattenitrici TV o ragazze da copertina nei giornali patinati.
Ma quello che mi lascia di sasso è che le donne, quelle intelligenti, lontane dalla politica (e ce ne sono tantissime e forse anche in maggior numero degli uomini), non si sentano offese da tali scelte che ledono l'intelligenza di chi la materia grigia l'adopera ogni attimo della giornata, non certo per giocare a fare la politica di turno, ma per mandare avanti la baracca (leggi famiglia!).  

Bisogna riconoscere che la Lorenzin conscia della sua limitatezza, ha scelto diversi tutori circondandosi di professionisti in materia. Medici e professori che lasciano in verità qualche dubbio sulle loro effettive conoscenze del problema Sanità.
Ricordo che quando ero militare, ci chiedevamo perché il medico della caserma (eccezion fatta per i Sten di complemento che erano di leva come noi) avesse scelto di vestire una divisa guadagnando quattro lire, rispetto a quanto avrebbe potuto racimolare lavorando in privato o in una struttura ospedaliera. E la risposta ci arrivava puntuale quando marcando visita questi ti prescrivevano, tanto chee avessi il mal di denti o il mal di stomaco o una influenza, la solita miracolosa supposta che guariva tutti i mali. I padri, delusi, immagino che dicessero "poveri quattrini miei".
E questo pensiero mi torna alla mente quando si parla di questi consiglieri, di questi esperti la cui preparazione, almeno vedendo i consigli che propongono a questa signora, è sotto gli occhi di tutti. Con i loro genitori accomunati nel dolore di quelli di cui sopra, con i figli in Sanità.
Ed oggi la Lorenzin, più che vederla come una valida, preparata, efficiente, ministra della Sanità, mi appare come una dolce, innocente, patetica sartina anni '30 a cui per ammodernizzarla, qualcuno le ha riservato uno stand al Salone della Moda di Milano. Ma lei  rimane un anticaglia identica a quella specie di antica immagine della Madia (che moderna non diverrà mai!), con le forbici in una mano e l'ago nell'altra ed alla quale di nuovo e moderno gli hanno solo cucito un sorriso governativo d'ordinanza a 42 denti che rispecchia tutte le falsità del suo partito e del suo premier. Quello stesso sorriso imposto per raffigurare l'emblema di quell'ottimismo con il quale si dovrebbero risolvere tutti i mali del paese, sempre che il paese ne abbia.

Oltre 200 esami, tra analisi di laboratorio ed immagini,  che se li vogliamo, da domani, dovremo pagarceli. Ed in un certo qual modo devo dire che concordo nel fatto che fino ad oggi se ne facevano forse troppi ed in maniera incontrollata. E l'ho anche scritto a suo tempo. Il medico di famiglia non ti visita più. E' diventato un burocrate della Pubblica Amministrazione senza più il camice bianco, ma con le mezze maniche nere.
Ora entri nell'ambulatorio e dopo il saluto gli dici "Dottore, ho un dolorino qui..." e gli indichi il fianco, ed immediatamente ti senti rispondere "Faccio fare l'impegnativa per una TAC all'infermiera e poi vediamo! Arrivederci". Si sono dimenticati a come si fa una visita, al vecchio dica 33, faccia un bel respiro o ai vecchi raggi X per i dolori di stomaco o i fegati ingrossati. La vecchia visita a domicilio è rimasta solo quella dei giorni festivi se ti piglia un colpo e sei costretto a chiamare la solita, comprensivamente spaurita, guardia medica alle sue prime armi.
Ma vedi quante volte ho usato la parola vecchio? E' tutto lì l'arcano. Il progresso avanza, ma non è per tutti. Oggi a quel che sembra ci sono tecniche più moderne che ti garantiscono sicurezza e celerità superando anche le liste d'attesa. Come? Basta che paghi. Se non puoi, crepi! Anzi, poco prima di chiudere gli occhi ti fanno anche usare questi accorgimenti di ultima generazione, perchè magari avendo certezza che intanto sei sotto la pensilina in attesa dell'ultimo treno, puoi servire da cavia per qualche medicinale da testare che qualche casa farmaceutica in cambio di un bel viaggio ha promesso al primario.

Sordi, nel suo "Il medico della Mutua" ha preceduto i tempi. Una sua visita era arrivata a non superare i 3 minuti ed oggi abbiamo realmente raggiunto quel tempo. Quindi  controlli e non i tagli ci volevano. Tagli poi che chiamano con un altro termine: Razionalizzazione, ma non venite a prenderci per i fondelli.
I posti letto sono diminuiti, gli interventi sono oggi tutti ambulatoriali o in day hospital, le medicazioni poi anche per  quelle più dolorose, alzi le chiappe e te le vai a fare al poliambulatorio. E per i deficienti che ci governano invece queste sarebbero razionalizzazioni: ovvero si spende meno, perchè si offrono maggiori servizi. Ma a quel che mi risulta anche i servizi funerari fanno acqua ed hanno i loro problemi. Il fatto che non vi mandi a farvi benedire è perchè cerco di restare una persona educata. Non so però per quanto tempo ancora.
Un conto è un controllo sull'uso abuso di un qualche servizio, un conto è però usare l'arma del ricatto nei confronti dei medici minacciandoli che se l'esame non è indispensabile lo dovranno pagare loro.  Chi è che lo deciderà, un medico in frontiera o un rincoglionito medico ministeriale con le piaghe da decubito sotto il deretano dovute alle quantità di ore che passa in poltrona e che ha preferito quel posto perché allergico alla vista del sangue ed incapace di fare anche un'iniezione?
Ma invece oramai la dittatura ha occupato le stanze del Governo.

Ma la stronzata peggiore (e si scusatemi, sto diventando volgare, ma lasciatemi almeno sfogare ) che è uscita dalla bocca della Lorenzin (lei con quella bocca si può permettere di dire ciò che vuole grazie ai "fil di ferro" dolorosi, ma utili, usati nell'età giovanile), ha insinuato che la gente va dal dentista come fosse un diletto. Sarà inesperta, sarà ingenua, sarà consigliata male, ma oramai ha un'età adulta, ha due figli, occupa una carica importante, cose che non gli permetteno più di vomitare castronerie senza usare la materia grigia che ha  a sua disposizione. Prima ragioni e poi dai fiato alla bocca.

Io, e si passo a darti del tu, perchè sono prima cosa più anziano e di tanto di te e poi sono uno dei 60 milioni dei tuoi datori di lavoro che ti pagano profumatamente per svolgere un lavoro che tu invece esegui in maniera arruffata e qualitativamente scadente. Devi sapere mia cara che io ho rinunciato a curarmi nel modo da te imposto. Ma non da oggi, solo perchè tu me lo imponi, ma da tanto tempo. Rinuncio a fare esami del sangue, delle urine, a quelle per immagini seppur sia cardiopatico e portatore di Pacemaker. Perchè ti chiederai ? (ma che fesso che sono. So che non te lo chiederai perchè della vita degli altri, tolti forse i tuoi cari, te ne può fregar di meno!). Semplicemente perchè quella che tu e quell'orzobimbo di quello che credi sia il tuo superiore (I tuoi superiori sono i cittadini! Ricordalo e non solo da accattoni quali siete voi politici, al momento delle elezioni), mi proponete, non è più una vita dignitosa, è una vita da pezzenti. Una vita a cui io preferisco rinunciare ancor prima di arrivare a darvi la soddisfazione di sentirmi negare anche di staccare la spina di una eventuale macchina che mi continui a tenere in vita. Perchè alla fine è quello a cui andremo incontro.

Ma quando parlavo di stronzata a cui avevi dato vita, mi riferivo alle cure odontioiatriche che la gente, secondo te, si divertirebbe a farsi fare.
Io anche qui ho rinunciato e da tanti anni, causa il costo di queste cure. Non avevo i quattrini prima quando avevo uno stipendio, figurati oggi con una pensione da operaio ed un affitto da pagare. E forse sarà perchè i costi sono salati che tu credi nella tua voluta ingenuità che la gente ne approfitta?
Ma sai quanto costa una sola pulizia dentale? Sai che cosa comporta la pulizia dentale a livello di  sicurezza per il fisico che non sia solo un igiene orale? Sai che cosa comporta la perdita dei denti e non parlo come fattore estetico? Bene anche in fatto di malattia orale, io mi sto "curando" da me e come puoi ben vedere dalle foto che mi sono scattato con un selfie puoi vedere in che condizioni ho la bocca. Ed io, tu non di certo e non perchè non hai uno straccio di diploma da infermiera, sono consapevole che ci sono tante persone con bocche in condizioni più pietose. Ma vedi i due denti, quelli me li sono estratti da solo o meglio sono caduti da soli, Molto probabilmente Piorea. E se così fosse, cosa di cui ho quasi una certezza, questi due sono solo i primi di una lunga serie.

Tra la tanta sfiga delle tante carie,  che fortuna, mi son caduti proprio i due che forse erano i meno peggio.
Gli altri però sono stati intelligenti e per non farmi trovare orripillante oltre a quello che già sono, anzicchè lasciarmi una finestra sopra ed una sotto, intelligentemente si sono spaziati. Un gran culo (pardon!). Il tartaro ha occupato quasi tutta la superfice dentale, una ciste di non so quale natura sta nascendo tra i due incisivi superiori e tu mi vieni a dire che la gente va dal dentista, così, quasi per divertimento. Paradontax, Listerin e spazzolino sono le uniche cure che mi posso permettere. Del resto tu le cure gratis le proponi alle persone economicamente disagiate (7 mila € annue?) ma ci fai o ci sei?
Però attenzione, con la bocca che mi ritrovo sono in possesso di un'arma impropria. Quasi da dencia alle autorità preposte. Con una mia espirazione incontrollata e di primo mattino potrei procurare dei guai irreparabili a chiunque mi si pari di fronte e la colpa se ciò dovesse avvenire, dovrebbe ricadere sulla tua persona.
 
Come dici? Le foto fanno un po' schifo? Condivido, hai ragione, ma vedi e credimi che non sono solo le immagini a fare schifo, ancor più sono i comportamenti.
A questo punto chiudere con un "Vergogna" sarebbe da populisti, ed allora io chiudo invece, anche perchè lo sento veramente, mi spiace, perchè provo per te una gran pena !







di Franco Giannini

martedì 28 luglio 2015

Manco podologa e già ministra sanità, mamma e con il modesto dono dell'infallibilità.


Siamo in buone mani, però non vorrei trovarmi impreparato ed allora, io, comincio a prepararmi. A voi, intanto, gli Auguri sperando non ne abbiate mai bisogno!

Ill.ma Ministra 
Beatrice Lorenzin,(se solo lo conoscessi un titolo non lo si nega a nessuno!)
sono andato nella sua pagina di FB. Ma ho potuto constatare (le fa onore!) che a differenza di altri suoi colleghi, sarà perchè ha due gemelli che la impegnano ora un po' di più (seppur con gli aiuti che sicuramente non le mancheranno), su queste pagine viene di rado. Infatti scrive poco, sono tutte bloccate, per cui mi resta difficile farle arrivare tutta la mia rabbia. Meglio così, dirà
Quindi una lettera aperta è forse l'unico modo per dirle quello che penso... e non solo io. Già l'articolo di cui allego sotto il link, la dice lunga sulle innumerevoli vessazioni morali che ogni giorno indirizzate a tutti i cittadini. Quell'individuo del PD (con cui è destinata a dover trattare), di cui mi rifiuto anche di scrivere il nome, parla di porre un taglio di 10 MLD di € al bilancio Sanità di cui lei è ministra occulta. Si occulta perchè non si sente mai la sua voce se non per mettere delle pezze alle corbellerie che il suo "Premier" le procura con le proprie alzate d'ingegno. Razionalizzazioni le ha chiamate il settecervelli economico, economizzazzione della spesa l'ha definita Matteo il bugiardello, lei invece gentilmente ha precisato che gli introiti da queste economie saranno utilizzate per la ricerca. Ma che brava a fare rinacci. Poi ha negato anche che non ci sarà alcun taglio da 10 MLD. Ma da una signora, mamma, tutta sorrisi da educanda, non si sarei mai atteso di essere preso per i fondelli all'età di 73 anni.
Però senza nulla dire conferma che queste "razionalizzazioni economiche" ci saranno e quindi a beneficio di chi se non dell' Assistenza Privata. Complimenti signora, è diventata mamma, ma il suo DNA politico non si è di certo ammorbidito. Le altre mamme certamente la sapranno ringraziare al momento e nella maniera giusta. Certamente non quelle con il suo reddito
Quello che vedo le è scappato o sta scappando a molti dei suoi cari preparati, intelligenti colleghi di partito e non è che intanto potreste portare domani mattina stessa un taglio agli ambulatori del Parlamento e del Senato. 
Zac e da domani se qualcuno di voi tutti 1000 che bazzicate in quell'area, non dovreste star bene, consiglio di tenere sotto mano il telefonino per chiamare il 118. La vostra vita del resto, ha lo stesso valore (o dovrebbe averlo) di quella di noi cittadini. "Nevvero?" diceva il bravo Pertini. 
Se poi Roma dovesse avere problemi e disservizi con ambulanze, medici, Sanità in genere... meglio per noi. No detto così può suonare male ed allora mi spego meglio. Potrebbe esservi utile quale esperienza personale, per migliorare il servizio e magari se c'è da tagliare, partite con le forbici togliendo quello che di superfluo avete notato nel corso della vostra esperienza. Di tempo ne avrete a sufficienza visto che le permanenze ai PS generalmente durano ore, salve che non si tiri le cuoia prima.
Sono consapevole che non la riceverà e qualora la ricevesse qualche suo/a sottopancia, non la leggerà e quindi non risponderà, ma se anche la dovesse leggere, c'è poco da replicare. Il silenzio è più rinfrancante moralmente delle medicine (logicamente per lei intendo, visto il peso che ha sulle spalle, seppur nessun medico glielo abbia consigliato!). Un politico del resto mai direbbe avete ragione, mi dimetto e ritorno a lavare i piatti o i pannolini a casa. La ringrazio quindi virtualmente come se fosse arrivata fin qui a leggersi anche gli auguri ed i miei più cortesi saluti.
Auguri, termino così come avevo iniziato, perchè anche lei ne avrà tanto, ma tanto e poi tanto bisogno.







di Franco Giannini

PS : Io ci ho provato, visto mai che gli arrivi almeno questo, ai censori piacendo!
Twitter :
tutti più contenti di curarci a casa, ma si è preoccupata di destinare degli spazi all'ampliamento delle Camere Mortuarie?
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giovedì 25 giugno 2015

Anziani, Vecchi, terza e quarta età:

...questa è la ricchezza dell'Italia!

Si guardi bene, è solo un titolo scherzoso!
Si, perché mettetela come vi pare, ma l'Italia è, che vi piaccia o meno, solo un paese di vecchi. Un peso altro che ricchezza!
Lo so, nessuno vuole ammetterlo, sarà perché tutti sanno che è un passaggio della vita che non si può evitare e quindi si cerca un by pass per evitare di risultare dei pesi. Ci si illude di non essere dei pesi calandoci magari l'età credendo di spostare in avanti la scadenza del divenire un “gravume”.
Infatti ogni qualvolta ne parlo in questi termini , i miei interlocutori mi controbattono affermando che i vecchi non è vero che siano un peso per la società, ma tutt'altro. E mi sciorinano i loro perché, con una sequenza di termini retorici da cui emerge alla fine del discorso, quasi sempre, che la vecchiaia è una ricchezza che rientra tra quelle più grandi che l'umanità possieda. Ma cala roscio, direbbero ad Ancona. Ma quanto o quando mai?? Andatelo a chiedere a Tito Boeri attuale presidente dell'INPS.
Forse, può darsi, dico io. Ma solo se sapessimo individuarla quando ancora essa viene intesa interpretata come saggezza di cui farne un debito bagaglio per poi utilizzare le sue esperienze maturate nel tempo ed evitando di ricadere magari negli stessi errori.
Invece quasi sempre, dopo l'incensazione al ruolo che ha la vecchiaia, si viene però spesso anche additati, (uso il plurale perché anch' io rientro in questa categoria) in maniera neppure troppo sotto intesa, come dei pesi. Ci vengono rinfacciati gli errori (giustamente) e le nostre esperienze sono definite superate, da rivedere, perché nel frattempo il progresso è andato avanti. Come si potrebbe dare torto a queste osservazioni?
Per non usare il termine “vecchi”, “vecchiaia”, “pensionati” “pensioni” (in politica ci sono dei geni nel trovare termini nuovi, solo quelli!) si sono inventati, per risultare più eleganti e meno invasivi nelle loro profonde elucubrazioni quello di quiescenti, quiescenza, anzianità di servizio, ma addirittura sono andati a operare la scissione dell'ultimo scampolo di vita che ci attende classificandolo in terza e quarta età. Solo le sedie sono vecchie!
Diciamocelo francamente, saranno anche più eleganti, ma il risultato è il medesimo. Decantano tanto con infinita e mielosa compiacenza che la scienza ha allungato l'aspettativa di vita, si vive meglio e più a lungo, ma poi, quelli stessi che hanno scoperto questa fonte di ricchezza, ci ricorda genericamente che il costo delle quiescenze (o pensione come volgarmente la chiama chi parla come magna e che con questa non riesce ad arrivare neppure alla seconda settimana del mese) è una delle voci principali della spesa che lo Stato sostiene.
Ed in Italia gli amici pensionati sono circa 14 milioni di cui il 70% con questa sopravvivono cercando di non morire e magari aiutano anche qualche familiare che il lavoro non l'ha trovato o l'ha perso. Ed anche questa è la motivazione del perché cercano di sopravvivere.
Dell'altro 30% neppure conviene prenderlo in esame, perché si cadrebbe nella solita facile esamina (che seppur vera) verrebbe definita con un termine che oggi va di moda “populismo”.
Ecco che allora, quando leggi queste cose, ti senti come i francesi definiscono elegantemente una “merde”! Anche perché accostano al nostro club di nulla facenti “, i 12 milioni e 500 mila circa di lavoratori in attività che pagando i loro contributi Inps, ci anticipano le nostre. Quindi al francesismo ti senti di dover aggiungere il termine “parassita”.
E pensando che al termine parassita si accosta quello di pidocchio, pulce, zanzara, zecca e che queste ti riportano a quella di sanguisuga, beh credo che saremmo in diversi a rinunciare a questo titolo ed a quella sporca elemosina che dopo 40 anni di lavoro ci hanno concesso, se non fosse per il fatto che quel titolo, almeno io, lo rimando ai mittenti perché assolutamente non mi appartiene.
A questo punto saranno diversi coloro che avranno già interrotto la lettura con un sospiro seguito da un pensiero del tipo “...che palle questo!”, altri invece concorderanno sul punto che siamo effettivamente un peso ancor più se con una salute cagionevole, con pensione sociale, petulanti e un po' rimbambiti. Forse più disponibili alla sopportazione coloro che cristianamente ti giudicano una “ricchezza”, perché ancora magari indipendente, con la testa bene o male che ragiona e il bracino che corto non è.
Ciò non toglie però che alla fine i nodi arrivano al pettine e ti trovi che coloro che sono i benpensanti istituzionali, nelle loro filippiche istituzionali, prima si dicono ammirati di quello che ancora a 80/90 ed anche nei centenari di nascita, si sbrodolano in ridicole retoriche sulla miniera di risorse che vedono in questi poveri esseri, magari in carrozzina, in attesa nella sala d'aspetto che il treno passi. Non si accontentano solo della retorica, ma aggiungono controsensi come l'ampliare della spesa del sociale, come se dipendesse da questi componenti della “quarta età” in odore della quinta, il definire quanto e come.
Mangiata la fetta di torta, spenta la candelina, consegnata la finta pergamena con la medaglia, ritornati nelle loro sedi istituzionali, seduti dietro i tavoli rotondi, ecco che immediatamente rinfacciano che quegli stessi esseri, appena salutati, sono una “spesa”.
Numeri, non più persone, dati di bilancio e non ricchezza, parassiti e non persone che hanno a suo tempo anticipato, non dimentichiamolo mai, a suo tempo i loro contributi ai loro genitori, Vengono definiti approfittatori, per via di calcoli errati che uno Stato incapace ed affamato di consensi ha elargito per comperare la loro simpatia e le cui colpe oggi le si vuol far ricadere e scaricare non sulla vecchia politica (qualche componente ancora in queste stanze), ma su di noi, aizzando i figli contro i padri.
L'arma che costoro hanno trovato (e che vogliono farci credere sia quella giusta) per ristabilire l'equilibrio pensionistico e non solo, è quella del taglio. Taglio delle pensioni, taglio sulle prestazioni, taglio dei posti di lavoro, taglio alla spesa sociale, taglio a quella sanitaria, con l'esito sotto gli occhi di tutti di aver creato milioni di disoccupati, cassaintegrati, precari, imprese fallite, delocalizate con l'esito che guardandoci attorno possiamo definire inutile e dagli effetti catastrofici. La medicina salutare, oltre quella fatta di parole retoriche e da Settimana Incon del ventennio che fu e che vogliono farci prendere, è fatta di promesse, come il taglio delle Province, quella del Senato, quella delle auto blu, quella degli emolumenti ai politici, quella del finanziamento ai partiti, quella dei vitalizi, quella delle Maxi-pensioni (queste si da Parassiti). Ma si sa il popolo bue, ha la memoria corta, basta promettere, allungare i tempi e...domani seppur sarà un altro giorno, nulla cambierà, ma noi del ieri ce ne saremo scordati.







di Franco Giannini

Per chi vuol saperne di più :






venerdì 20 dicembre 2013

Il vero, originale, quanto meno attuale, albero di Natale degli Italiani !

Cosa?? N'è Bello?? Ma vero, si !!

In questi giorni che precedono di poco il Natale, c'è chi va ad acquistare le statuine per i presepi, chi va per fare shopping, chi si dedica agli addobbi natalizi, chi in prossimità della fine dell'anno, tira le consuete somme (anche se già ne conosce il risultato) e...  va semplicemente aaaa farsi... come dire... benedire!
Mario, questo il nome di fantasia dell'artista seguace del nuovo movimento della "pop-new economy,  collega di San Giuseppe falegname, quest'anno ha voluto abbandonare le tradizionali raffigurazioni del Presepe, oramai scontate, optando per questo attuale e caratteristico albero di Natale che, qualcuno con la puzza sotto il naso, definirà non bello. Però sicuramente balla o per lo meno fa ballare, viste l'incaz... di questo periodo sfigato di cui tutti attendono la fine. Giuseppe un falegname di terra, Mario, invece falegname di mare.
In questo albero,  terra o mare che sia, è racchiusa tutta la storia economica di questo paese dove anche le Facoltà universitarie di Economia e Commercio sono state costrette a mutare il nome in solo Economia... onde far fronte ai famigerati e scellerati tagli. 
Questo Natale, quindi, più che negli ultimi anni, tutto si basa sulla politica del "taglio". Ed anche Mario ne è stato influenzato. Addobbare un abete, con tanti lustrini e pajette e palle multicolori a gogò, con le infinite luci che in questi ultimi tempi hanno fatto di tutto per  farci credere di vedere, sarebbe stata la cosa più semplice di questo mondo. Però avremmo avuto solo un albero bello, ma che in fatto di sincerità, visto quello che stanno attraversando gli italiani, non avrebbe di certo ballato. Forse sballato si ! 
Ed ecco allora che Mario, ha studiato, disegnato, progettato e costruito con le sue mani ed i suoi avanzi di lavoro, questo albero che ha due funzioni: di cui una concreta ed una sottintesa. La concreta, la si vede subito ed ognuno la può giudicare come meglio ritiene. L'altra, la sottintesa, assai pungente, radiografa la situazione del Paese.
Mettiamo allora questa radiografia sullo schermo illuminato e cerchiamo di individuare che cosa ci può dire !

*Lo scheletro dell'albero si regge per scommessa, perché nasce da  una "Base" invisibile o meglio non la possiede proprio (come dicono anche gli esponenti del "Movimento dei Forconi"), infatti i "Vertici" della cima, sono strettamente legati al tetto, come dei condannati all'impiccagione.

*La stella Cometa augurale non è posta sulla punta dell'albero, bensì, Mario, ha pensato bene di posizionarla alla base. Perché sono solo i cittadini dei piani terra, quelli che hanno bisogno degli Auguri. Non certo chi abitando ai piani alti, al vertice governativo, ha già confermato spudoratamente, con spocchiosità e senza alcun ritegno, il suo privilegio nel mangiare il panettone sia in questo Natale che in quello del 2014. E se si può, seppur non lo abbia detto, immaginare alla faccia di chi.
Da parte della base, allora quale tacita risposta espressa come desiderio, si spera solo che esso sia stato prodotto e confezionato da qualche pasticceria cinese. Buon appetito e buona digestione! Come dire: gentili e falsi ! Ma certi insegnamenti, del resto s'imparano, da chi più sa!

*Il tricolore per ricordarci che siamo in Italia e la scritta Gabon rovesciata, per indicare che la strada tra un po' e neppure molto distante sarà questa per molti italiani.
*Il timone (del Paese) sistemato nel posto destinato alle radici, come dovrebbe essere nella vita di tutti i giorni e non nelle mani schettinizzanti di marinai d'acqua dolce, pronti a genuflettersi, ma non altrettanto ad evitare le nostre scogliere.
*Le palle non sono state appese, perché divenute, anch'esse, oramai troppo grandi e sproporzionate alle dimensioni dell'albero ed incompatibili alla portata del suo scheletro. Il solo appenderne anche una avrebbe potuto solo anticipare il crollo della struttura, ancor prima del fatidico 6 Gennaio.
Ecco che il nocchiero Mario, abituato ai marosi, al posto di legarci le pericolose palle in procinto di scoppi improvvisi, ha allora optato per la scelta di una curiosa specie di accessori, di attrezzi, di avanzi di legno, di corde, riciclate, come ad officiare il funerale dell'artigianato, o per meglio generalizzare e per dovere di precisione, la morte del lavoro.
*Ed essendo il suo DNA legato al mare, come una Venere uscente dalla spuma della risacca, non poteva non ricordare il dirimpettaio Adriatico. Un pannello di plastica con su riportati tre pesci. Quelli che sono rimasti per l'appunto, ancora gli ultimi da pescare ed immortalati a futura memoria per i posteri. Poi, dulcis in fundo, da pescare resteranno solo fogli di plastica!
Le luci promesse
*Ma, Mario, voce grossa, cervello fino, è un acuto osservatore che da sotto ai baffoni alla Sor Peppone seppur con le sue frecciatine, si augura ed augura a tutti gli italiani (sempre e solo quelli della base) un impercettibile senso dell'ottimismo.
Allora neppure questo è bello! Per di più, pure bugiardo.
Come si può vedere dalla foto a lato in un tubo di gomma, di quelli usati per travaso del nettare degli dei, ha posto un filo di lucine  (Gente, ohi, non son mica da confondere con i neutrini della Gelmini!!), che rappresentano l'inizio della ripresina, che, promette lui, ci sarà sicuramente!! (attenzione però che lui è si falegname, ma pure marinaio!! Con l'aggravante della nomea, di essere un gran pigliaingiro!)





di Franco Giannini

martedì 10 dicembre 2013

Ortopedia di Senigallia: un grazie a tutto il personale

...piano, parliamo di Personale. non di dirigenti politicizzati dei piani alti !

Riporto la lettera che ho ricevuto dalla mia amica Claudia Girolimini, che sono felicissimo di pubblicare, anche perché ritengo che sia doveroso informare il cittadino: oltre quelle di cui andrò poi a parlare sotto, ci sono persone che vanno al di là degli obblighi di un semplice contratto di lavoro, e che meritano di essere conosciute.

“NON SOLO NERO
Dato il pessimismo imperante da anni, che ci ha televisivamente schiacciato, ferito e privato di speranze, sento l’obbligo di sottolineare una positività del nostro sistema. Quando capitano disavventure ospedaliere, già oggettivamente difficili, tutto può essere più o meno complicato o facilitato dalla gestione della struttura. Nell’Italia della spending review (traduz. da bing: morte del servizio pubblico), trovare un reparto ospedaliero che funziona a dispetto di tutto, può essere un’ancora di salvezza per un malato. ORTOPEDIA DI SENIGALLIA, con carenza di personale, di letti, sottoposto anch’esso ai feroci tagli statali, lavora con grandissima professionalità e sempre col sorriso sulle labbra. Mai una mossa sbagliata, mai un gesto fuori posto, sempre con gentilezza, sempre con cortesia, a qualunque livello di assistenza che va dalla padella alla prestazione specialistica. A me son bastati tre giorni per essere k.o., spesso chi lavora in ortopedia ha forzatamente turni appiccicati, smonta la sera, fa una capatina a casa, dorme e rimonta il turno la mattina, col sorriso. Son quasi tutte donne, quindi col doppio lavoro, a casa ci sono i figli, la cena, il bucato, e vai con le incombenze… Una situazione intimamente tragica mi è stata alleggerita da queste persone, che ringrazio di cuore per essere come sono. E onore e gloria a chi porta la fascia di Capitano (tutti la conosciamo come Dodi), davvero meritata, per come conduce la sua squadra in porta e segna il gol. A questo fiore all’occhiello cittadino, un affettuoso ringraziamento da parte mia e di tutta la mia famiglia.
Claudia Girolimini”

Ora sarà meglio precisarlo. Altrimenti sarebbero tutti pronti a salire, come sono sempre abili fare, sul carro dei meritevoli. Non facciamo, allora, come spesso loro stessi lamentano che li si valutino, di tutta l’erba un fascio. Come ben spiega la mia amica, gli elogi sono quindi destinati ed intesi “a qualunque livello di assistenza che va dalla padella alla prestazione specialistica“. Punto. 
Ai piani alti della Sanità, nazionale, regionale e locale, ci sono individui più specializzati nel campo dei “tagli”. Non certo usando il bisturi, strumento medico per lo più sconosciuto ai “big” dell’attuale Sanità, ma l’ascia, quella più prettamente indicata alla (in)sensibilità del politico.
Infatti pur parlando di Sanità, la loro professionalità strettamente legata a questo termine, ha ben poco con cui vedere. Molto di più ne ha con l’attinenza allo scranno politico, alla tessera, o più ancora all’obiettivo personale di riduzione della spesa su cui “lavorare” e non certo per il bene civico comune, bensì per quel premio (vergognoso?) economico riservato ai dirigenti che riusciranno nell’intento. Non interessa come, non interessa a discaspito di chi, interessa solo che riescano a tagliare il traguardo (ed il più delle volte, naturalmente a discapito dell’efficienza dei servizi!).
Ma oggi ci continuano a dire, rassicurare, (forzatamente) farci credere che i servizi non sono stati tagliati, che i cittadini in fatto di assistenza sanitaria devono dormire tra due cuscini. Solo che dobbiamo imparare a convivere e ragionare non più con l’assistenza sotto casa, ma intesa per aree vaste. Quello che non comprendono è che il cittadino è un “Paziente” paziente, ma non stupido, come vorrebbero che fossimo. Noi, con la nostra Area Vasta 2, infatti, tranquilli non lo siamo affatto.
Senigallia, fino ad oggi, ha ricevuto solo e semplici false promesse. Fatte, ritirate, modificate e ripresentate. Solo che – o per ragioni di appartenenza, opportunità politica – chi può o meglio dovrebbe, non si schiera contro il governo regionale, o al massimo, se lo fa, con un timoroso NI e una velata, ma molto velata “attenzione che vi controlliamo”. Chi perché vivendo all’interno delle strutture e “mangiando” quella minestra preferisce fare, invece, il pesce in barile guardando il dito invece della luna; e chi invece, e sono molti, tanti, troppi, vorrebbe parlare. Ma mettersi contro politica e azienda di questi tempi è pericoloso per il posto lavorativo occupato e fare gli eroi, oggi, significherebbe come giacere domani “sotto terra” (logicamente solo in senso figurato!).
Queste “efficienze“, lor signori, le vadano a spiegare a quei figli con genitori anziani (quando poi non sono già anche loro anziani!), costretti a consumarsi le ferie (e già si tratta di fortunati) o perdere ore e ore di lavoro per accompagnare i loro genitori in strutture lontane da casa, perché quelle del proprio comune sono state “tagliate” (e non perché non ci siano soldi!!) per chiudere le vergognose falle di bilancio regionale causate dagli sprechi per pranzi, mutande verdi, viaggi, regali alle segretarie e via dicendo. E credo che non mi si possa neppure colpevolizzare che stia facendo di tutta l’erba un fascio, perché coinvolte in questi intrallazzi ci sono quasi tutte le regioni e in queste tutti i partiti. Ma si sa male in comune mezzo gaudio!
Oppure a coloro che fatto un esame, fuori provincia e non proprio indolore, si vede costretto a riprendere l’auto e farsi di nuovo km e km di strada. Quando poi non ci si trova, come nel caso di Claudia, con un genitore al reparto oculistica all’ospedale di Torrette di Ancona (c’era una volta a Senigallia…!) e un altro in ortopedia a Senigallia e a doverli gestire entrambi contemporaneamente, perché ambedue i genitori ultra ottantenni.
Bene, se questa è la Sanità 2.0, cari i miei politici, amministratori gerarchi, (so che a voi della mia scelta potrà fregar de meno, ma almeno la misera soddisfazione di dirvelo in faccia!), vi faccio un bel regalo, una promessa! Io mi auguro egoisticamente la medicina per me migliore, il servizio per voi meno costoso: un “colpo” e via e godetevi, sono certo che ci riuscite, il risparmio che otterrete con la mia decisione.

Franco Giannini
Già Pubblicato Lunedì 9 dicembre, 2013 da SenigalliaNotizie.it

sabato 12 ottobre 2013

La 12°edizione del Premio Zamenhof non si farà.

Un ulteriore nuovo e crudo taglio, questo destinato alla Cultura

E quando i tagli riguardano la Cultura, questi non sono crudi, ma crudeli.
Le barbare forbici, quest'anno, hanno tagliato  questo evento, per soddisfare le esigenze di bilancio che la fredda contabilità dei numeri pretende, vista la penosa situazione di cassa derivante da anni di incopetenti ed incapaci gestioni amministrative.
E queste ora ne sono le conseguenze. Conseguenze che ricadono anche su quella tanto osannata, a parole, cultura che tutti auspicano, ma, da povera Cenerentola dei bisogni, in pochissimi sostengono.

Sono venuto a conoscenza di questo fatto, solo casualmente, in quanto, come curatore di un blog esperantista  , non ricevendo notizie in merito a questo evento, ho cominciato a chiedere in giro se qualcuno fosse informato delle motivazioni di tale silenzio.
Ma forse qualcuno si chiederà che cosa sia (ottimisticamente mi auguro di non dover usare il verbo al passato!) questo premio Zamenhof di cui sto parlando e a chi viene assegnato. Dubbio questo, che mi porta giustamente a fornire qualche ragguaglio.

Il Premio Zamenhof viene assegnato ogni anno e questo fin dal 2002, a quei cittadini italiani che si sono distinti nella cooperazione fra i popoli, nella vocazione alla pace, nell’aiuto ai paesi in via di sviluppo e alle lingue cosiddette minori. Appunto lingue minori, ed ecco perchè è intitolato a L. L. Zamenhof, ideatore dell’esperanto, la sola ed unica lingua internazionale. Si prefigge infatti un duplice intento: quello di segnalare all'opinione pubblica, esempi di vita, alternativi a quelli che ci circondano e in secondo luogo di offrire una migliore conoscenza del Movimento Esperantista attraverso quelli che sono i suoi valori fondanti: la pace, la solidarietà tra i popoli, il rispetto per tutte le lingue e tutte le culture. 
Credo che sia giusto anche si sappia che questa manifestazione, dall'alto contenuto etico-civile, aveva raggiunto le 11 edizioni, aveva premiato uomini e associazioni importanti e altri con minor visibilità ma sempre impegnati nel sociale, aveva impegnato notissimi artisti (il premio era una scultura appositamente creata), aveva riempito il teatro sperimentale "Lirio Arena" di Ancona, aveva interessato i mezzi di comunicazione (RAI3) non solo locali e regionali, aveva coinvolto anche le scuole.
Quindi la paternità di questo premio è da assegnare alla FEI - Federazione Esperantista Italiana che ne cura l'organizzazione. Affiancata a questa manifestazione, da non dimenticare anche il premio "Umberto Stoppoloni", figura di grande esperantista, che si propone di premiare persone ed "iniziative di solidarietà sociale che soltanto il coraggio e la dedizione di pochi riescono a trar fuori dal regno dell'impossibile".
Dr. Carlo Urbani
Dal 2002, anno del primo premio, sono saliti sul palco a ritirare l'ambita scultura, illustri personaggi ed associazioni quali : la Comunità di Sant'Egidio, Medici Senza Frontiere,  Carlo Urbani (alla memoria), Luca Zingaretti, Amnesty International, Claudio Abbado, Emergency, Claudio Baglioni, solo per dire quelli più noti al pubblico. Il premio è andato anche ad altri nomi meno noti al pubblico, ma ugualmente meritevoli per i traguardi raggiunti nei loro campi.
Anche il Comitato d'Onore che aggiudicava (aggiudicherà?) i premi vanta(va) nomi quali il M.o Bruno Bartoletti, Direttore Artistico Emerito del Teatro dell’Opera di Chicago, il Prof. Tullio De Mauro dell’Università “La Sapienza” di Roma, Mons. Antonio Riboldi, Vescovo di Acerra, il Dr. Saverio Tutino, giornalista, il Prof. Antonino Zichichi della Fondazione “Ettore Maiorana”.
Ed ora, ad un tratto, tutto si ferma per il venir meno dei finanziamenti da parte dei maggiori patrocinatori, quali la Provincia di Ancona, la Regione Marche e lo stesso Comune.
Così pure il Museo Omero, altro patrocinatore importante, ma il più "piccolo" della manifestazione, che improvvisamente si è sentito "orfano" trascinato nella costrizione, con enorme rammarico, a seguire tale scelta, seppur restando sempre disponibile qualora si rivedessero le decisioni prese.
Immagino anche i perchè : magari la Provincia, trincerandosi dietro il dubbio amletico "essere o non essere", la Regione ed il Comune più semplicemente perchè le Casse sono vuote, perchè il Governo Centrale ha tagliato a sua volta. Logicamente ritirandosi le Istituzioni regionali, anche i pochi privati hanno fatto macchina indietro.

E così, la decantata cultura, continuerà ad essere tale, solo nei discorsi politici, nelle tavole rotonde, nei convegni. E sapete perchè? Perchè, come diceva "Barigelo" il filosofo di strada anconetano che i dorici ben conoscono dei primi del secolo trascorso, che noi dorici ben conosciamo :"a discore n'è fadiga...". E' appunto questa, invece,  l'unica fatica che intende e sembra sia solo in grado di sostenere, chi dovrebbe aprire i cordoni della borsa, ma non lo fa. L'unica dimostrazione per contraddirmi e farmi riavvedere dal mio giudizio, che sarà come sempre in questi casi definito "populistico", sarebbe solo quella di ripristinare questo benemerito premio, il cui costo, tra l'altro, non rientra neppure nell'ordine di milioni.

di  Franco Giannini


giovedì 25 luglio 2013

Consiglio Comunale del 24 Luglio c.a., si parla ancora di mattone

Si parlerà, infatti, di PORU, che non è un insulto, bensì, come viene specificato da chi s'intende ...

:"...la discussione sull’approvazione dell’atto di indirizzo contenente la strategia di riqualificazione urbana e paesaggistica per le trasformazioni da introdurre con il programma operativo per la riqualificazione urbana (PORU) e approvazione dell’avviso pubblico." A relazionare dovrebbe essere Ceresoni e voglio sperare, o meglio ne sono certo, sarà molto, ma molto più chiaro, come del resto la sua quasi maniacale precisione esige, di quanto invece riportato nel comunicato stampa.
 
Intanto, prima che mi dimentico, vorrei dire che è stato aggiunto all'ultimo momento un altro OdG :“Riorganizzazione del sistema socio sanitario Marche”, che vista l'importanza, voglio sperare che qualcuno si alzi a chiedere al Presidente Monachesi che il punto venga anticipato prima di quello del "romanzo" che ci dovrebbe illustrare Ceresoni.

Sono le 16,50 quando invece Monachesi fa l'appello, introduce la pratica relative alle interrogazioni ed interpellanzee mi appunto via, via mentre registro gli interventi:
BUCARI fornitura domestica dell'acqua. Risponde il Vice Sindaco MEME' 
GREGORINI chiede a Campanile perchè ancora ci siano i cassonetti nei pressi di via Zanella 
REBECCHINI interroga  Ceresoni riguardo l'area Sacelit
GIROLAMETTI, rivolgendosi a Memè, formula una richiesta da portare in Commissione  anche lui sul tema dell'acqua
SARDELLA, anche lui si rivolge a Memè per togliere le barriere architettoniche nei sottopassi delle FS che portano al mare
CICCONI MASSI per Campanile solleva il problema guano dei colombi urbani
ALLEGREZZA, anche lei per Memè, sollecita il taglio dell'erba della rotatoria dell'uscita autostradale e la sistemazione (che in verità è già iniziata da una settimana!!) del sottopasso di via Perilli.

Ma ecco il bello di possedere un blog, puoi cancellare tutto, puoi scrivere ciò che vuoi (sempre rientrando nella massima correttezza ed educazione), puoi sottolineare gli argomenti che vuoi e menzionare chi ritieni, sempre secondo chi scrive, più opportuno.
Infatti ho lasciato gli appunti delle interrogazioni ed interpellanze, astenendomi per una volta, di evitare di problemi cittadini interessanti si, ma fino ad un certo punto, se non fosse per il problema dell'acqua. Ma essendoci anche un problema di guano di colombi a far da controppeso ed avendo ascoltato l'ultimo punto all'OdG che riguardava la “Riorganizzazione del sistema socio sanitario Marche”, ho optato per riportare e sottolineare questo, che ritengo, almeno a mio insindacabile giudizio ( e mi ripeto con un - almeno qui sul mio blog!!-) il più importante dell'intera serata.
Non mi attendo certamente delle risposte, ma sta di fatto, come vede, caro Dr. Girolametti, come temeva nel suo intervento, almeno io (lo so, poca cosa, pochissima, quasi nulla in questa vastissima Valle di Lacrime ) non mi rassegno e non mi do per vinto. Sarà forse, anche perchè, ho, come dire, un "conflitto d'interessi", con la materia Sanità, vista l'età e qualche problemino ad essa dovuto. Sarà forse, come diceva, se non vado errato Mancini, perchè magari si trattasse di un motivo politico, quello in cui annaspa il nostro sistema sanitario senigalliese, ma bensì partitico. Questo motivo partitico che magari fa dire a qualche assessore appena dimesso dal nostro nosocomio, ed a cui mando per l'occasione i più sinceri auguri d' immediata guarrigione, che la sua esperienza gli ha fa dire che la Sanità locale è un servizio che funziona come ha potuto provare di persona. Evidentemente senza chiedersi (almeno un dubbio) se non abbiano usato nei suoi confronti un occhio di riguardo.  Ma io fortunatamente non sono legato a tessere di partito e sono libero di esprimere i miei giudizi (sempre consapevole che potrebbero essere anche lacunosi).
Questa sera ho avuto la sensazione che l'argomento Sanità, è come le "feci" (mi scuso, se uso la volgarità, ma almeno siamo certi che tutti comprendono!), che più le tocchi e più emanano cattivo odore. Se ne è ulteriormente parlato e per l'ennesima volta. Ho notato solamente una introduzione blanda, di un buonista democristiano volemoce bene iniziale (almeno per gli oratori di maggioranza) per poi planare sulla lista delle cose che il defunto Presidente Scalfaro avrebbe chiuso con un volitivo " Non ci stò!!).
A presentare questo OdG sulla Sanità è SARDELLA :"
Grazie Presidente della parola. L' OdG che proviene di fatto dal precedente Consiglio Comunale poi ritirato e ripresentato con alcune modifiche in questo Consiglio Comunale per tornare con forza all'interno di questa assise per parlare di Sanità. Perchè? Perchè i tempi sono ancora di estrema attualità e sono di estrema attualità anche in seguito al Consiglio che abbiamo specificatamente dedicato alla tematica della Sanità Locale, con particolare riferimento alla nostra ex Zona territoriale dell'Ospedale di Senigallia.... Noi con questo OdG vogliamo fare in modo che gli impegni presi dall'Ass. Mezzolani e dal Dr. Ciccarelli nel Consiglio Comunanale di cui pocanzi parlavo non rimangano impegni sulla carta , non  rimangano impegni, per quanto verbalizzati, ma impegni senza un immediato effetto applicativo, ma che questi impegni siano oggetto di un preciso atto amministrativo condiviso da tutto il Consiglio Comunale e che quest'atto amministrativo, o per lo meno l'auspicio che sia condiviso da tutto il Consiglio Comunale e che quest'atto amministrativo, che ha una sua anche e se vogliamo..., valenza prescrittiva, sia di supporto al Sindaco del Comune di Senigallia, nell'interlocuzione con i vertici amministrativi e politici della nostra Area Vasta, affinchè vengano fissati determinati punti fermi, che per quanto ci riguarda, non possono essere superati. Non può essere messa in discussione l'attuale articolazione dell'Ospedale di Senigallia in nome di un generico e assolutamente improprio piano industriale che riduce il paziente da persona che soffre ed ha bisogno di una cura a mero numero che può essere spostato secondo criteri di economia di città da un Ospedale ad un altro, da un luogo ad un altro senza tener conto che dietro quel paziente, dietro quel numero c'è una persona, c'è un paziente che sta soffrendo, ci sono dei famigliari che per andare a Fabriano, a Jesi o anche alla stessa Senigallia, dovranno affrontare le spese anche, non secondariamente, di trasporto... sempre come sappiamo, più ingenti.  E quindi con troppa semplicità si affronta il caso di Area Vasta, con troppa semplicità si affronta la riorganizzazione del sistema sanitario senza pensare, senza considerare che al centro c'è sempre il paziente che soffre. faccio riferimento a due articoli che sono apparsi sulla stampa, uno delle interminabili file di attesa al Pronto Soccorso... ed un altro apparso di recente... in cui annunciava che un Ecodoppler viene fissato addirittura nel 2015...."
Per CICCONI MASSI il problema consiste tra l'altro, che :" ...le nostre strutture ospedaliere, che i nostri medici, che il nostro personale paramedico non ha nulla da invidiare in niente... rispetto a quello delle altre strutture  della nostra regione e della nostra provincia. No il fatto ed il dato tragico è che la Sanità della nostra regione, in gran aprte delle regioni italiane, perchè questo è un dato di fatto reale, è che la sanità è legata anch'essa a logiche politiche, ed è la politica che gestisce il tutto. Le scelte sono scelte di natura politica. Ed allora è su un piano politico che è giusto fare le battaglie.... Abbiamo fatto tanto, ma non abbiamo fatto abbastanza, abbiamo fatto, ma dobbiamo e possiamo fare di più... E' un documento debole, è un documento questo che non serve a nulla nel merito delle questioni, ma nel merito forte delle questioni..."
Il mio desiderio di ascoltare un addetto ai lavori si esaudisce con la richiesta di prendere la parola del Dr. GIROLAMETTI :" Si, prendo la parola con un certo disagio, perchè mi rendo conto, credo tutti gli altri, che il momento è veramente delicato rispetto al 2000/2002, qui siamo proprio in un'altra fase. Chi pensa come Cicconi Massi, che quello di cui si sta parlando oggi sia le stesse cose di cui si parlava nel 2000/2002, è fuori strada...oggi è in discussione il peso del nostro Ospedale all'interno dell'Area Vasta. Quello che non mi piace è il modo come ci siamo arrivati a questo OdG, perchè questo OdG non è l' OdG del PD, non è l'OdG della maggioranza. Noi dovevamo arrivare ad un OdG del Consiglio Comunale di Senigallia. Eravamo partiti bene con un Consiglio dedicato alla Sanità, abbiamo concluso, diciamo, molto meno bene, perchè arriviamo ad un OdG  che non è così forte sarebbe dovuto essere ed avrebbe dovuto impegnare il Sindaco a rappresentare quelle che sono le aspettative dei cittadini di Senigallia e della vallata del Misa e del Nevola... L'area Vasta come ci era stata presentata era funzionale, una visione della Sanità pensata a livello nazionale che fortemente penalizzava il territorio delle Marche, così come dell'Umbria, della Toscana, dell'Abruzzo, cioè quei territori con una popolazione diffusa ... con una sanità parcellizzata ma funzionale se come si dice che le Marche è ai primi posti per il rapporto costo-efficienza del servizio. E non era poi organizzato così male e non era neanche così costoso, come oggi si voglia poi far credere. ma la cosa per cui ci rivolgiamo al Sindaco, perchè questo Consiglio Comunale, vada come vada, che raccolga l'adesione di tutte le forze politiche o solo quelle della maggioranza, impegnerà il Sindaco in una iniziativa politica... il punto è che il nostro Ospedale, forse l'unico, in base al sistema delle reti cliniche, in questa Area Vasta, se fosse stata applicata, e sottolineo, se fosse stata applicata la riconversione seria dei piccoli ospedali, potrebbe essere addirittura potenziato e dare una risposta eccellente non solo al nostro territorio, ma a quello intero dell'Area Vasta... dopodichè ci sono piccoli fatti, ma grandi per chi lavora in Sanità, fatti che ci creano molta preoccupazione. Parliamo dell'Elettrofisiologia della Cardiologia... Senigallia ha un'esperienza di elettrofisiologia e terapia in acuto, notevole, che altri ospedali... non hanno.... Senigallia però viene pensata per la riabilitazione...sono scelte politiche che non tengono presente della specificità e la preparazione del personaleche ci sono nei singoli ospedali. L'indebolimento della Radiologia, era stato detto più volte è funzionale a l'indebolimento di una struttura ospedaliera. Credo che questo sia alla portata di qualunque cittadino, senza essere operatore sanitario.... andarre a ridurre 37 posti letto... va ad indebolire un altro settore determinante in una struttura di un ospedale.... ma indebolire radiologia, indebolire la ginecologia, indebolire la medicina, questo mette a rischio l'intera struttura ospedaliera. Questo è quello che oggi è in gioco... non possiamo essere velleitari e per non esserlo dobbiamo però cercare di andare a cogliere tutte quelle opportunità che ci consentiranno di mantenere questi livelli assistenziali che il territorio di Senigallia ha sempre avuto, mantenerli anche nella nuova organizzazione...Non so se sarà utile un Consiglio Comunale a settembre in piazza, se si, forse si perchè io noto, come dire, una certa assuefazione, C'è una rassegnazione, anche tra i cittadini, ormai si parla di queste cose e ne abbiamo parlato in modo talmente negativo, talmente scontate le nozioni, che è passata l'idea che intanto il Servizio Sanitario a Senigallia sarà assolutamente squalificato rispetto agli attuali..."
Altro addetta ai lavori, ed è per per questo motivo, oltre che per "cavalleria" concedo la precedenza rispetto alla politica, alla Dr.ssa ANGELETTI :" Grazie Presidente. Io accolgo favorevolmente questo OdG come Consigliere Comunale e come medico. Accolgo le sue richieste favorevolmente. La Regione ha realizzato finora un percorso virtuoso che l'ha portata ai primissimi posti in Italia per qualificazione dei servizi sociosanitari ai cittadini. Purtroppo questo non basta più di fronte al quadro dei pesanti tagli nazionali. mentre gli stringenti vincoli di bilancio ci impongono delle necessità è cambiato lo scenario della popolazione sempre più anziani sempre più bisognosi di un efficiente  sistema sociosanitario. Dobbiamo prepararci a questa nuova realtà, quindi io non posso pensare ad una riduzione di 37 posti letto in medicina. penso alla stagione invernale quando gli anziani spesso manifestano quadri di infezioni respiratorie e malgrado la buona volontà dei medici di famiglia, non è possibile curarli a casa, perchè molti di loro vivono soli e dovrebbero essere monotorizzati e seguiti costantemente. In questa ottica è inoltre necessario un potenziamento dei servizi alla persona sul territorio in modo che possano essere diminuiti i ricoveri ospedalieri, potenziando l'Assistenza Domiciliare con un particolare riguardo alla prevenzione ed offrendo ai medici di famiglia i mezzi per evitare i ricoveri ospedalieri. mantenendo la possibilità di effettuare prelievi a domicilio, cercando di diminuire i tempi di attesa per gli esami diagnostici. Non è più possibile anche con tutta la nostra comprensione e la nostra buona volontà ad attendere circa sei mesi per una visita cardiologica o gastroenteriologica o nefrologica richiedere al collega specialista, quasi come un favore personale una visita un esame diagnostico in tempi più brevi. Mantenere a Senigallia un DEA di primo livello o dipartimento emergenza, urgenza accettazione che osservi le funzioni di emergenza breve e di rianimazione ed assicuri interventi disagnostico terapeutici di medicina generale, di cardiologia... è condizione essenziale.... quindi tagliare i rami secchi e riconvertire..."
Altro addetto ai lavori GREGORINI che specifica come non entra in merito a quanto hanno espresso già altri colleghi Consiglieri, per di più medici, ma solo per esternare quanto non gli fu permesso di fare nel Consiglio sulla Sanità alla presenza dei due inviati del Governo Regionale, visto il loro tempo ridotto per ascoltare. Il problema riguarda il personale amministrativo :" ...per i nostri amministrativi (la scelta di essere spostati a Fabriano: ndr) per tutte quelle persone che dovranno trasferirsi tutti i giorni per andare a lavorare, che dovranno pertanto e sono prevalentemente donne e mamme di famiglia ed ogni giorno trea viaggio di andata e ritorno, non parliamo poi nella stagionalità invernale le ore di lavoro e rientri passeranno giornate lontane da casa. Questi dipendenti sono ancor oggi fortunati ad avere un salario garantito, ma comunque si ritroveranno davanti così all'iniziativa del nostro direttore generale con un potere d'acquisto ridotto a causa dell'aumento dei costi sostenuti per il tragitto oltre percorrendo a tanti km. al giorno avranno più sicuramente elevate probabilità di infortuni...."
E' la volta di un altro Consigliere ed ex Camice Bianco dell 'Ospedale,
Dr. QUAGLIARINI, uno che seppure siede nei banchi della maggioranza non te le manda a dire usando la tromba ed anche senza "sordina" :" Grazie Presidente. Un argomento che noi qui stiamo dibattendo da tanto tempo, abbiamo fatto tante battaglie insieme, però la realtà è che il nuovo Piano Sanitario di ristrutturazione, a questo piano tutti si stanno lamentando. Tutti, in qualsiasi città, a partire dai Sindaci, agli operatori sanitari, e dalle stesse organizzazioni sanitarie, tutti si sentono defraudati della propria salute. Questo ne dobbiamo prendere atto, ma anche questo Piano sicuramente nel mese di Settembre-Ottobre sarà approvato dalla Regione così come c'è stato detto in tutte le riunioni sindacali, l'ultimo proprio il 18 scorso, i quali ci hanno riferito che questo è il Piano, queste sono le Reti Cliniche e chiaramente noi a queste, purtroppo o volenti o dolenti ne dobbiamo prendere atto. Ne dobbiamo prendere atto. Io ho cominciato due anni fa a dire che non andava bene, a fare una guerra diversa, va bene, ma la realtà è questa. Tutti abbiamo lottato insieme, maggioranza ed opposizione, Giunta e Sindaco. Tutti abbiamo lottato per portare a termine le nostre iniziative, ma la realtà è questa, che noi secondo questo Piano ... avremmo le seguenti strutture complesse una per tutte le Are Vaste..."

Insomma, per la quest'ultima "Bocca della Verità", a cui io più credo, all'ingresso del nostro nosocomio, sarà posto lo stesso cartello all'entrata dell'Inferno dantesco : "Lasciate ogni speranza o voi che entrate".

Qualcuno si chiederà perchè non ho riportato quanto detto dall'opposizione.  Ma quale? Ci sono quelli che fanno l'amore con i dirimpettai e che quando sono "arrabiati" si astengono o al massimo escono prima, poi ci sono  gli assenteisti per professione, quelli assenteisti presenti (in quanto seduti), gli occasionali "mena e fuggi" e poi. A fare opposizione, veramente, anche a costo di non risultare simpatici ai più ben pensanti della politica locale,  c'è rimasto solo il "trio Lescano" : REBECCHINI-BATTISTI-MANCINI, che hanno parlato anche in questa occasione, posso giurarlo, con toni assai caldi e come sempre giudicati dalla maggioranza sopra le righe. Volutamente, per loro merito ne faccio solo il nome, ma non riporto quanto hanno detto, talmente è immaginabile e se si pensa persino che si sono dichiarati insoddisfatti quelli della maggioranza, con altri toni diciamo da educanda, però si sa, al CapoPopolo non si ha il coraggio di alzare il tono della voce.
Ho ascoltato il Sindaco, al quale va il merito della presenza in Aula dopo una giornata di lavoro fuori Senigallia (altri politici magari se ne sarebbero andati direttamente a casa a riposare), abbastanza imbufalito nel replicare a delle accuse di Mancini.
Nella chiusura della discussione, l'ho visto stanco, sentito invece più remissivo, più pacato, più malleabile;  voglio sperare che ciò sia stato dovuto ad un calo di zuccheri, alla pesantezza della giornata e alla successiva stanchezza che si faceva sentire, vista anche l'ora, nel promettere di portare ai piani alti della Sanità, quanto richiesto nella seduta.
Voglio sperare, nell'interesse di tutti i cittadini, che quel giorno il Sindaco, faccia le sue rimostranze sia all'Assessore Mezzolani che al Direttore generale Ciccarelli, con la stessa "in....tura" che i politici di classe chiamano "passione", magari sbattendo il pugno sul tavolo e nell'uscire se ci sarà bisogno anche la porta. Non sarà elegante ed educato, lo so, ma quanto meno potremo andar fieri sapendo di non essere considerati dei codardi. Anche perchè, non ci farebbero caso a simili atti da burini. Io non mi dimentico, neppure masticare il chewingum è da persone educate, quanto più poi durante un Consiglio Comunale, quindi ...