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giovedì 12 luglio 2018

RICORDI di estati spensierate...

... eravamo nel '56/57. E non credo che fossero spensierate solo perché ero giovane, ma forse perché allora ci si accontentava di poco.

Le migliori estati della mia vita, le ho trascorse qua, in una delle grotte con i cancelli variopinti, solo che la "mia" (o meglio di uno zio - Albino - che, una volta costruitala, non ci andava mai) era più spostata (guardando la foto, più a destra) verso il Faro, il "Cagò, il Cantiere Navale. Lo stradello che portava alla "Grotta Azzurra" (che si vede nella foto che dall'alto a sinistra scende fino ad unirsi alle grotte) ora tutto rimodernato ed in sicurezza, allora non c'era, o meglio c'era ma non più largo di 50/60 cm, aperto, senza protezione e fatto più per capre che per i grottaroli ed i loro familiari e bagnanti. Dai 15 ai 19 anni, appena le scuole chiudevano ed andavo in vacanza, giù in grotta (almeno il sabato e la domenica). Da prima infatti accompagnato e poi quando diventato un po' più grande, da solo e quando decidevo di andarci...ovvero giornalmente Un senso di libertà non più provato. Ricordo la batana, i barattoli legati con la cordicella uno all'altro a guisa di catena, con il fondo bugato per la fuoriuscita dell'acqua quando li salpavi, adibiti alla pesca dei guati. Le anguille tenute nella vasca piena di acqua di mare affinché si spurgassero. La bombola del gas con il fornello che pensandoci oggi, dopo tanti anni, mi sembra che non siano stati mai usati. Un tavolino scorticato, con i quattro zampi con sotto una zeppa per farlo spianare seppur senza riuscirci quasi mai, quattro sedie sgangherate e scompagnate nei colori, dimensioni e piano, una brandina munita di sola rete. Il mare a fungere da frigorifero. Portavo la bottiglia dell'acqua ben turata, scavavo una buca nella rena tra gli scogli, la immergevo lasciandone fuori solo il collo, controllavo che fosse all'ombra ed ogni tanto sorvegliavo che il sole girando, non ci battesse su. E l'azione logicamente veniva di tanto in tanto ripetuta. Oddio, l'acqua non che rimanesse gelata, ma fresca sicuramente. I panini che mamma mi preparava li riponevo su di un cestello a sua volta legato con una cordicella e pendente dalla chiave della volta, per evitare che quando non ero in grotta, le pentegane me li portassero via. Lo so che non era di certo Ibiza, che io allora neppure sapevo che esistesse, ma anche oggi credo, leggendo dei suoi sfarzi, posso dire senza ombra di dubbio, che non ce l'avrei scambiata. Quando si avvicinavano le sette di sera, il sole era scomparso, guardavo l'orologio e mi si gelava il sangue. Facevo la glupa con i rimasugli e le bottiglie vuote, prendevo il bidoncino con i guati, o i moscioli o qualche sgombro (ancora c'erano!!) o i pesci da sasso (sbaratole, bavose, capochioni...) che avevo pescato con la lenza e mi inerpicavo di nuovo per un svogliato ritorno a casa, seppur felice ed orgoglioso che poi sarei stato costretto a bussare con i piedi, visto che avevo le mani impegnate a portare il frutto del lavoro di pescatore di quella giornata. Aggiungo anche, per sincerità del racconto, che l'unico a gradire era mio padre, altrettanto appassionato di pesca e di mare, invece mia madre non è che ne fosse sempre felice, tanto che per farsi più un regalo a se stessa che per farne ad altri il più delle volte regalava il pescato ai vicinati. L'indomani, anche se piovoso, purché non ci fosse un temporale o il diluvio, ripartivo felice. E non è che fossero le dieci del mattino, ma le 5 o al massimo le 6... ma sinceramente la cosa non è che mi pesasse più di tanto, anzi mi piaceva proprio respirare l'aria ancora frizzantina. Non era questione di aria, credo che forse il piacere consistesse nel fatto che nessuno mi obbligava a farlo. Ed infatti credo che questo senso di infinito piacere della libertà (perché alla fine si trattava solo di questo), nel corso delle mie tante primavere, non sia più riuscito ad assaporarne il particolare gusto.

lunedì 16 giugno 2014

Quando gli € finiscono nel mare dell'Inutilità...


... Assolutamente non siamo nella Luna, siamo sulla terra.

Infatti non siamo allunati, dopo un volo partito da Cape Canaveral, nel cratere del Mare dell'Inutilità. Non sono serviti giorni e giorni di viaggio. Noi non ci siamo mai mossi dalla nostra Terra, dalla nostra Italia, in cui beatamente nuotiamo tutti i giorni nei mari che non ci circondano, ma ci sommergono: quelli appunto delle Inutilità, delle precarietà, delle difficoltà, delle emergenze e che qualcuno con un'infinita fantasia e vanagloria riscopre anche delle Eccellenze.
E tra le tante inutilità dei giorni nostri, ci sono anche alcuni spot pubblicitari. L'ultimo di questi, la cui unica utilità che ha, è l' immensa penetrazione nello scassaggio della pazienza dell'utente televisivo. Uno di questi regali, quasi quotidiani, e come se non fosse sufficiente, con diversi passaggi ravvicinati nelle ore di punta, è quello della Fincantieri.

Mi sembra di aver letto da qualche parte la necessità e gli obblighi di legge che la pubblicità deve rispettare. Il dover essere palese, veritiera e corretta. Il significato di palese: che appare chiaro, indubitabile. Quello di veritiera : che appare chiara, indubitabile, rispondente a verità. per concludere con corretta : che non presenta errori, ineccepibile per lealtà, irreprensibile. E ad onor del vero, seppur navigando pericolosamente ed arditamente sulla cresta dell'onda, a questo spot si potrebbero fare delle osservazioni, ma non certo dei rimproveri per non aver rispettato le regole.

Ma almeno qualche osservazione mi sarà permessa ?
La prima è quanto ci ( è un'eccellenza italiana pubblica? e quindi di tutti noi!) è costata la creazione, realizzazione concreta e materiale in sé di questi 30" di "Eccellenze Italiane".
La seconda è quanto alla fine ci verrà a costare, a campagna terminata, tutti i vari passaggi sui vari Canali TV, visto i costi che QUI sono relativi al 2013 e quindi sicuramente adeguati al costo della vita.
La terza, e per me la importante, a chi cavolo è indirizzato questo messaggio, a che cosa servirà, se non a far parlare di sé, perché è la politica lo richiede.
Quarta ed ultima : ma siamo proprio certi che non ci fosse un modo migliore per impiegare queste risorse? Dal momento che leggevo questa mattina che la Fincantieri per 3 anni non distribuirà dividendi. C'è poco da fare gli "spacconi" con il dire "ora siamo forti"
O l'uno o l'altro... ma forse una "sforcinata" ogni tanto di modestia a certi manager non farebbe male.
Ed un'osservazione vorrei farla partendo proprio da questa ultima considerazione. Non dimentichiamo che appena due anni fa si parlava a casa Fincantieri di ESUBERI e, visto che si parla di mare, c'era molta maretta. 

Io che non sono né esterofilo, né nazionalista amante delle scarpe con il sughero di lontana memoria, però in un momento di crisi, come quello attuale che colpisce l'Italia, anziché scegliere l'Agenzia Pubblicitaria Inglese  Saatchi & Saatchi  una tra le più grandi al mondo (ed immagino anche tra le più care!) a cui affidare questo compito, non abbia puntato su una delle tante italiane. Non serviva cercare neppure molto, una su tutte ed anche lei a livello mondiale il Gruppo Armando Testa. Non che ci avrebbe il messagio, ma almeno, fermo restando l'inutilità della cosa, il denaro speso sarebbe rimasto, come dire, in famiglia.
Capisco l'Enel, capisco la Coca Cola, Capisco gli spot della Ferrero e potrei continuare. Capisco i messaggi e capisco a chi sono indirizzati. Ma quanto vorrei sapere a chi era indirizzato quel "i più ambiziosi sulla superficie, i più eleganti tra le onde, i più coraggiosi ad esplorare gli abissi...." Non certo a noi italiani di oggi che con l'economia attuale, ambiziosi proprio non lo siamo perché non possiamo neppure permettercelo. Vorrei conoscere chi saranno costoro che sublimati dal messaggio dello spot telefoneranno all' AD della Fincantieri per dirgli che dopo aver visto il video e non conoscendo altri a cui rivolgersi, ha deciso di acquistare un Mega Yacht da 150 mt alla Fincantieri (che magari neppure accetterebbe l'ordine, perchè non rietra nelle loro ambizioni) ?  Agli italiani con le pezze al culo che l'eleganza se la sono dimenticata per forza di cose? Agli italiani che l'unica cosa che esplorano quotidianamente sono le loro tasche sempre più vuote? 

Gli unici o forse l'unico... ad essere ambizioso è forse ed esclusivamente l'ideatore del video. Forse uno di quei megalomani positivisti che vede sempre gli aerei pieni, le strade intasate di milioni di vacanzieri, i ristoranti e le pizzerie intasate. Quello stesso individuo che quando legge i giornali, il suo è il solo Sole 24Ore (carino il bisticcio di parole) e non certo quelli che riportano le cronache di suicidi maturati per crisi di carattere economico, o nel timore di perdere il lavoro in quei "famosi" casi di esubero. Chissà se questo genio della pubblicità e della vendita facile, oltre che il sentimento dell'ambizione ha mai provato anche quello della curiosità. 
Ad esempio, quello di aprire un porta bagaglio di una di quelle auto che intasano le Autostrade nei ponti festivi ? Chissà che non trovi tra i cappelli da lupo di mare, da comandante di Yacht usati nello spot, tante valige vuote all'andata e piene al ritorno. Valige che una volta, negli anni 60, erano legate con lo spago per tenerle chiuse e sistemate sopra portapacchi sul tettino delle Fiat 500. Oggi, se l'auto fosse anch'essa di ambiziosa cilindrata,  potrebbe essere imbottita solo di verdi biglietti da 500 € e sarebbe vuota al ritorno. Ma anche l'itinerario sarebbe totalmente diverso: al nord, fuori confine diciamo da "emigranti del lusso di evasione". Invece, se di modesta cilindrata con il motore asmante e l'itinerario verso i mari del sud, da "Vacanzieri alla ricerca di cibi genuini"sarebbero vuote all'andata e piene al ritorno, di prodotti alimentari. Altro che vacanzieri!!! I pendolari della scorta alimentare a casa dei "nonni". Perché è così che ancora sopravvivono molte famiglie italiane.

Quello a cui ci si deve "armare" per sopravvivere a certe comparsate ed alle frasi di spicciola retorica che seppur con video più chiari, limpidi, brillanti, contengono i toni enfatici della stessa propaganda italiota degli anni dello "spezzeremo le reni alla Grecia" o le sfilate da un milione di baionette lungo via dei Fori Imperiali.
Se dovessi dare un mio giudizio sincero allo Spot sarebbe: Inutile quanto Patetico o anche Patetico quanto Inutile. All'ambizioso l'ardua sentenza. L'unica cosa che salverei è il bel viso di quel bambino sorridente!! Salviamo almeno questo lampo di 3 secondi di vera innocenza!






di Franco Giannini

martedì 5 agosto 2008

SARA' SOLO L' AFA ??




di Dario Petrolati

Pochi cristi si aggirano per strada.
Nemmeno i taxi per le evenienze o necessità probabili.
Ogni giorno attaccati alla radio od abbarbicati al verbo delle tele, aspettiamo le previsioni del tempo come se per pietà o compiacenza arrivassero nuove per farci sperare in una giornata più vivibile.
Si diventa esperti in cartine geografiche dell' Italia che ci viene sbattuta in prospettive non subito famigliari, tra nuvole, mari e nebbie, dapprima si fatica a riconoscere il nostro Paese ed un pezzo d' Europa ancorata.
Siamo noi anziani, la età più debole, che sempre spera e si lamenta poi durante la giornata.
Non è il caldo di per se stesso, ma la così detta "Cappa", che ci fa respirare con fastidio e sudare e cercare un pezzo d'ombra che manco a pagarlo a peso d' oro, si trova e per poco ci fa scomparire il disagio, quasi vergognoso, ci toglie di dosso la maschera di chi quasi supplica una pietà nascosta, senza ottenere alcuna risposta.
Le facciate delle case portano imbullonate tutte quelle enormi macchine giapponesi che dovrebbero rendere l' aria degli interni fresca, adatta ai nostri desideri come se un dio pietoso avesse capito che non è giusto, motivato, infierire così,pro oltre a tutte le altre prove che giorno dopo giorno rendono le nostre giornate troppo colme di perchè senza risposta.
Ci si consiglia di non uscire di casa durante le ore più calde, le così dette "ore a rischio" . Ma anche la mattina presto, quando ancora c' è poca luce, fuori non si trova nè riposo, nè quell' aria appena frescolina che ci faccia recuperare le energie sciupate di notte, sempre sudando o cercando quell'angolo di casa ove ci pare di soffrire meno. Insomma vaghiamo come uccelli senza nido o stranieri in terra ingrata e le preoccupazioni che durante il giorno poi ci assaliranno, cominciano a fare peso e confusione originando tristezza e fiaccando ancor più sia il corpo che la mente non più al nostro servizio.
Poveri cristi e pochi a quest'ora in giro per la città.
Pare che tutti siano andati al mare, a divertirsi, ed allora viene anche il dubbio che sia questione di età, siamo anziani, siamo vecchi, il di più insopportabile da dei calcoli fatti, che qualcuno ha disposto senza informarci, ed ora arriva quello stato di cose che, inebetiti, aspettiamo fermi o muovendoci a caso come automi senza un filo dignità.
Che fare,... dire.
Si spera in un qualcosa di indeterminato che possa far cessare questa faticosa prova, si spera in una pioggia, nel vento che muova magari l' aria, si spera .
Che brutta umiliante situazione, noi sudditi di tutto, allora si entra anche al primo bar aperto e si ordina ( per favore e pagando logicamente) un bicchiere di qualcosa di fresco che ci dia la sensazione bella di un respiro giovane, allegro, che il peggio è passato, insomma la speranza che ancora una volta abbiamo superato un disagio che a parole ci pare anche umiliante descrivere.
Passando sotto i portici, rasentando mura antiche, col fresco della bevuta al bar riacquistiamo quel poco di fiera dignità umana e ricominciamo ad interessarci del prossimo, dei fatti del mondo e forse anche della globalizzazione mista alle tanto detestate Olimpiadi di Pechino.
Chi si alza a quest' ora per andare a lavorare, chi già esce per andare al mercato, comincia a svegliarsi la città ed assieme ci sentiamo più coraggiosi, forse, diventiamo gente.
Quassù a Padova da ieri si aggirano sperduti dei militari, mandati ridicolmente in avanscoperta, dovrebbero servire per proteggerci, infame e tragica bugia, stanno davanti alla stazione e la gente li guarda come se fossero oggetti o stranieri appoggiati per un gioco stupido.
Verrà più tardi il caldo vero che filtra per le nubi spesse e bianche, sono ragazzi mandati in 10 città del nostro Paese che debbono osservare e vedere quando in autunno scoppierà la rabbia della gente che non sopporta più questo andazzo pio e bugiardo della Casta sparsa ovunque.
Intanto noi piccola umanità speriamo in una immediata boccata d' aria fresca.

sabato 2 agosto 2008

GIRO DEL MONDO GRATUITO CON I LOW COST




di Dario Petrolati




Forse per l' ora o anche, più semplicemente, potrebbe trattarsi di un autista sciocco.
Peccato, proprio sopra Ponte Molino andare a quella velocità, strombazzare col claxon e lanciare una sguaiata risata " all'americana ".
Mi ero fermato quasi a metà e stavo pensando, osservando, il pennone vuoto, senza alcuna bandiera, pareva quasi una piccola antenna se non fosse stato per il colore azzurro dell'asta e la punta romboidale ove di solito si allaccia il fiocco.
Mi ero fermato come un turista, quasi, che osserva il pulito cielo di mattina presto e ruba con lo sguardo tetti e mura di una città che sempre più confusamente mi affascina e turba per le troppe cose che ignoro, fatti che scopro ogni giorno aiutandomi con la lettura di pietre incise e murate, mai senza una ragione.
La scena volgare ed inaspettata quasi mi gelò, ma poi pensando al significato di questo giorno ( La Strage di Bologna ) mi mossi andando ad acquistare il quotidiano sotto l' Arco, dentro anzi, Ponte Molino.
Geniale il giornalaio, bisogna anche avere tempo da perdere, notai sotto la valanga di carta esposta per attirare gli acquirenti, si era ricavato l' edicola da un complicato enorme buco nell'antico muro,come se fosse il segno lasciato da una bomba di un aereo.
Il pensiero durò poco chè ancora dovevo pure passare a sentire il sapore del caffè alla Wiennese.
Ho ritrovato in ufficio degli appunti stesi in un momento di pausa, ascoltando la radio ieri alcuni sociologii su Radio 24 dissertavano sui voli aerei, costo e influenza sul come passare il tempo.
Facendo nomi e cognomi siamo arrivati ai low cost, voli che ci permettono di girare per il mondo a prezzi stracciati, basta fare prenotazioni almeno 15 giorni prima e con trucchi di spazio e piccoli sacrifici estetici ormai si vendono-comprano luoghi sempre assolati dai nomi esotici per rendere tutto più facile, regalare la vita, sempre sognata.
Signori, si viaggia, pare, i soldi non servano più.
Da Orio al Serio si arriva a Capo Nord.
Anche se non ci si deve andare, basta recarsi in un aeroporto anche per fare quattro chiacchiere, passare del tempo con aria condizionata ove non si sbuffa per l' afa, ci sono super negozi, vetrine, luci.
Dolori e preoccupazioni quasi scompaiono.
Sono i meriti di questa " civiltà" che l'apparire e l'esistere formano cocktail inebrianti quasi a renderci la vita un sogno da cinema.
Si parla di calorie, come si possono sostituire cibi con altri,che dimentichi dei redditi reali costringerebbero a ridere di meno, chè i conti matematici anche se rateizzati, arriva il giorno che debbono essere onorati.
Si cambia facilmente argomento, si passa rapidamente dalle riserve petrolifere a quelle di uranio,o altre fonti energetiche.
Siamo diventati tutti specialisti, non per altro la categoria dei tuttologi aumenta di giorno in giorno, solo piccoli particolari, ogni tanto all' improvviso sbucano fuori, allora si cambia discorso.
La pietra che sempre sbarra la strada di ogni piacevole ed intelligente conversazione è sempre là, improvvisa, ed ancora una risposta convincente nessuno è riuscito a darla: " Ma le scorie, le scorie poi, come e quando si eliminano, a che prezzo ? ".

lunedì 16 giugno 2008

Tempo d'estate,di speranze.


di Dario Petrolati


Oggi invece piove.
Piove e tanto, forse per recuperare la bella mezza giornata di sole quasi rosso regalatoci ieri.
Padova assume allora un' aria pesante e frettolosa chè servono ombrelli e cappucci per non bagnarsi, solo i ragazzi non fanno caso alle buche e ridono, ridono e fanno bene.
Laggiù da Voi invece se piove, specie al mare, " alla sempre ricordata marina" l'acqua inzuppa la sabbia , la rende pesante , le cambia colore.
Di certo gli albergatori saranno in pensiero, vedo questi quassù sempre col muso, Iesolo e Bibione sono deserte e se va avanti così il turismo balneare comincia a dar pensieri: certo mi pare che ancora non sia stata chiesta " cassa integrazione ", in fine dei conti quì nel Veneto si arrangiano e bene col turismo culturale, mostre e musei abbondano e gli stranieri fanno sempre file. Ma a Senigallia che mi pare campi coi " forestieri " come farà mi chiedo e se va male la stagione estiva, per quello che ricordo, allora sono guai.
Spero che questo tempo voglia mettere giudizio e si possa pensare e parlare di luci e rumori della gente che allegra ingombra i " lungomare "e spende quello che d' inverno si è messo da parte per le vacanze.
Oltre al tempo che non vuol mettere giudizio ci sono i prezzi della roba che ogni giorno diventano più onerosi, tra carburante-metano-gasolio e richieste dei produttori dei beni alimentari la situazione si fa pesante e malinconica.
Scalfari su Repubblica esprime i suoi dotti messaggi, Diamanti con le sue " Mappe "ci parla di Nord-Sud e relativi pesanti problemi; la Destra ha sue ricette mentre il PD ne ha altre , i Sindacati capiscono e fanno equilibrismi difficili.
I Soldati, 2,500 soldati dovrebbero aiutare a risolvere-rendere più vivibile le giornate, chè tra paure reali e supposte le persone normali hanno dubbi grossi come una casa, dubbi e malinconie, sfiducia e interrogativi a mezza voce, che fare .?.
Tranquilli, tranquilli
chi ci governa e chi fa ombra ripete il verso che rende invece sempre più confusi anche chi ancora un soldo di speranza non l'ha speso.
L'atomica, i missili, ad alcuni si ad altri no, i telegiornali , ci subissano di notizie che paiono fantasie di menti malate malvagie.
Ma cosa bolle in pentola veramente ?, possibile che così come se nulla fosse i giorni d'estate tardino a venire ?.
Quanto malumore c'è in giro, una fase di stasi surrealista Kafkiana, si teme, si è pessimisti, si attende nella speranza che un colpo di sole riporti le coscienze e la realtà cambi all'improvviso facendoci tornare il nostro " Paese d'o sole" .
Potrebbe essere stato solo una prova , un incubo passato, giusto per farci diventare persone più serie e solidali.
Chissà, più tardi quando apriranno i portoni del Maldura, assieme ai ragazzi sparirà magari quest' aria , questo brutto sogno e la sabbia delle nostre spiaggie a poco a poco tornerà ad essere asciutta , si apriranno ombrelloni e la Spiaggia di Velluto, giù a Senigallia, gareggerà con queste immense del Veneto sempre pronte industrialmente ad accogliere turisti negli alberghi costruiti dove fino a ieri c'erano pini, pinete immense.
Ora bisogna riempire le camere e rifornire le cucine.
Via, diamoci una mossa e stendiamo bandiere della Lega Ambiente, arriva musica anni 60 e la voglia di vivere prende il sopravento su supposti malinconici pensieri.