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mercoledì 7 agosto 2019

Le incertezze delle nuove elezioni comunali senigagliesi : tutte

O ne vedremo delle belle, o vincerà ancora il Gattopardo...

Siamo di già alla vigilia delle Elezioni Comunali e Regionali : In questo momento avrei problemi personali ben più importanti di salute da risolvere (sempre poi che mi si risolvano), ma da dove mi trovo e nei rari momenti che funziona internet, leggere i nomi dei "volontari" pronti a sacrificarsi per il bene della città (mai che fossero personali o di partito), credetemi mi fa bene alla salute, perché (scompisciare)...mi favorisce la minzione. Il problema che si pone ora tra i due primi "eroi" pronti a sacrificarsi per il bene della cittadinanza (mai un briciolo di sincerità) sta tutto nuovamente dal votarli con la molletta al naso scegliendo il meglio del peggio (un vero rebus). Se così fosse uno continuerà ad aver bisogno di una badante contabile, l'altro, ascoltando quello che di lui pensa il personale ospedaliero, dovrebbe fare come fanno i gamberi: un bel passo indietro. 
Ma esiste un problema ! Quale ? E' che guardando attorno, dall'altro lato della sponda (nell' opposizione), se Sparta piange Atene non ride... Non vedo un'unione tra loro, cosa che potrebbe o non potrebbe decretare la svolta e senza la quale ritorneranno a perdere voti, ma vincere nuovamente le elezioni. Comunque sia e comunque vada, Senigallia la vedo ancora una volta, come quella vecchia che, guardandosela allo specchio, mestamente esclamava : "Come me la vedo brutta" !! Io mi auguro solo una cosa di poter essere ancora lì, nel periodo elettorale, per poter ascoltare ancora promesse da mercanti senza ritegno da politucoli con un gran coraggio o meglio faccia tosta da vendere. Seppur Il loro primo problema sarà quello della comunicazione di cui entrambi (i primi di cui ho parlato senza fare nomi) non sono solo un po' carenti, ma sono totalmente digiuni (salvo che non abbiano un novello, seppur attempato, Gabriele d'Annunzio che scriva loro i testi). Mai come in questo caso, la chiusura di queste quattro righe poteva essere più ad hoc, con un "chi vivrà vedrà" 









di Franco Giannini

martedì 23 dicembre 2014

Buon Natale,... comunque esso sia !

... religioso, laico, ricco, povero, solitario o in compagnia,... Buon Natale a chicchessia !

Purché esso sia, almeno per la maggioranza degli italiani, l'ultimo con le pezze al culo.
E che anche i Babbi Natale Precari, possano ritornare a guidare le slitte di un tempo, con qualche modesto dono, senza il timore di pigliarsi una multa per divieto di sosta, fintanto che frugano tra i cassonetti della spazzatura con la speranza di rimediare qualche giocattolo per i propri figli, meno fortunati ( oggi, la maggioranza!!)
Mi ero ripromesso che come data d' armistizio, l'ultimo e penoso Consiglio Comunale, (da prima sospeso e poi con la seduta sciolta definitivamente per mancanza del numero legale di Consiglieri) che mi sarei astenuto da qualsiasi commento di carattere politico, semipolitico e populista. Non per nulla se non per rispettare quella finta bontà, con una scadenza controllata da uno stillicida conteggio alla rovescia, che però il Natale sempre esige. Buoni fino al 6 di Gennaio e poi l'Epifania con un colpo si scopa spazzera le Feste e  si ritornerà ad essere quelli di sempre.Sicuramente più veri malgrado la "cattiveria"!

Ma c'è sempre chi soffia sul fuoco ed infatti ho ricevuto qualche telefonata da parte delle "anime maligne" che mi sollecitavavano (malgrado il periodo del "volemose bene") a "digliene due a sta gente...". Insomma il solito italiota del "va avanti te che a me, me viè da ride". Per essere buono ed in linea con il periodo di false promesse e non deludere il sobillatore ho ceduto alle sue lusinghe.

Ecco che allora mi sono ripromesso di essere "acido" al minimo sindacale, ma non con gli assenti del Consiglio. Perché per questo c'è OpenMunicipio che li "sputtana" tutti con l'elenco dei presenti ed assenti. Anche se poi ci sono sempre le solite benigne giustificazioni, alcune vere, altre para-politiche o a volte solo "para". E poi diciamolo, costoro bene o male che se ne parli, a loro fa sempre piacere, perché alla fine ci guadagnano quella vivibilità pre-elettorale disposti come sono a tutto pur di essere ricordati nel fatidico election day. Figuriamoci che  alcuni dei presenti, nella speranza di avere nella prossima legislatura uno "zuccherino", gratuitamente si sono prestati a piccoli lavori di "cortigianeria", pur di restare fino all'ultimo vicino al proprio "sire". Ed ad uscirne umiliato da simili atteggiamenti pecoroneschi, credo di essere stato più io di loro. Ma si sa, loro so ragazzi!!

Ma almeno, se non in quelle locali, un po' di sale sulle ferite dell' Italia anonima dei mille comuni, mi sia concesso metterlo. Che poi c'èst la meme chose, l'identica cosa, perché si sa che i "piccoli" sono soliti scimmiottare i "grandi" ( con la g minuscola proporzionata al loro valore!). Quindi Stato Assente e Comuni anonimi, come anonimi sono le loro Amministrazioni e i personaggi che vi pullulano all'interno e che sono stati posti a capo di quella Greppia rappresentante il Presepe di un paesello qualunque che preso ad esempio potrebbe rispondere al nome di Ponziopilonia. Paese dove le mani sono pulite(?) ma le coscienze un po' meno!
Solitamente, in ogni Presepe Politico, l'unico personaggio riconoscibile dietro il Bambinello è sempre e solo il somaro. Una figura che nessuno vuol rappresentare apertamente, ma che in cuor loro sanno di impersonare tacitamente. Tutte le altre statuine, invece, sono sempre, volutamente, molto irriconoscibili. Ed il bello consiste che più si va avanti nel tempo e più queste cercano di camuffarsi. E più esse gridano ai quattro venti che politicamente il tutto deve essere fatto, scritto, discusso, promulgato, legiferato ecc, ecc, sempre alla luce del sole, più tendono a defilarsi con mille artifizi, nascondendo, camuffando, infrattando, miscelando lecito ed illecito sul precario crinale periglioso della legalità. E le vedi che cercando rocambolescamente di restare a galla sui laghetti fatti con spezzoni di specchio, o magari rubandosi a spintoni e colpi bassi, il posto in prima fila di qualche collega pastore, che piegato in due è intento a radunare le pecorelle smarrite. Innumerevoli le pecorelle, tutte uguali, tutte pazienti, tutte belanti. La rappresentazione del popolo.
Potrebbe essere il quadretto di una allegoria di un qualche partito politico nostrano, che visto che siamo in clima natalizio e quindi di falsi buonismi, evitiamo di farne il nome.
E tutte le figurine che girano attorno ad esso dovrebbero avere una identificazione politica, che invece non hanno, perché seguendo gli insegnamenti del loro Pinocchietto hanno imparato che in politica, la priorità principale è quella di tirare il sasso nascondendo il più velocemente possibile la mano colpevole. Ed allora per non saper né leggere e né scrivere, molti indossano, in previsione dell'imminente campagna elettorale di maggio, magliette anonime di liste non definite o meglio definite "civiche", qualcuna delle quali anche "de-vota" per "Lui". Sono tutti dei Nessuno, come il mitico Ulisse, che non possedendo una tessera di partito, si definiscono non politici. Tessera, quindi, che sembra solo l'unica ad identificare una persona immersa in un ruolo "Politico" o con un certo ideale.
Un po' come vergognarsi delle proprie idee e quindi identificarsi con un apoliticismo ridicolo ed un po' vigliacco. Un atteggiamento che funziona come quella risposta che danno i "timidi" a chi  chiede loro "per chi hai votato?" e la risposta sorridente, rispettabile quanto altrettanto pusillanime del "Il voto è segreto!". Ma visto che è Natale e siamo tutti quasi buoni, un alibi a questi signori glielo vogliamo dare? Si, fortunatamente non sono tutti uguali! Alcuni sono peggio di quanto e come li ho qui descritti.
Mi sento a questo punto come se Eduardo De Filippo la rivolgesse a me quella sua battuta inserita nella commedia "Natale a Casa Cupiello" con il suo :"Te piace 'o Presepe?". La mia risposta in questo caso sarebbe identica alla battuta del copione :"A me non mi piace..." anzi, aggiungerei "neppure un po' ".
Auguri, comunque a tutti. Quanto meno a chi al taglio del Panettone, c'è arrivato !





di Franco Giannini

mercoledì 20 agosto 2014

Accontentare tutti è un’arte, che si tramanda da padre in figlio…

"...ma essere ruffiano è una professione difficile, meglio starsene all' Opposizione!" 

Vietato parlarne male, vietato parlarne bene. Ma è vietato pure non parlarne? Del resto accontentare tutti è un’arte difficile, che si tramanda da padre in figlio.
Solitamente a chi non ha nulla da dire, si consiglia lapalissianamente di non aprire bocca, se non per il respirare.
Se poi, invece, si ha qualche cosa da svelare, riferire, divulgare, insomma rendere pubblico, ma non si conosce quale sia il momento giusto, la persona giusta con cui condividere ed anche il come annunciarlo, il consiglio è sempre quello di cui sopra.
Ed il consiglio non varia neppure se i termini usati saranno mielosi per una pietosa o meritata incensazione. Come non muterà se essi saranno critici ed ironici. Identico suggerimento se l’eventuale scelta cadrà su un apprezzamento critico, perché allora si verrebbe classificcati come cerchiobottisti o personaggi dai piedi in due staffe.
Se poi malaguratamente il pensiero ti dovesse cadere sulla scelta di “non parlarne” lasciando la cosa cadere lì, questo ti porterebbe a sentirti come un’ “ameba” di persona.
Figuriamoci poi se il tema da trattare sono i problemi di una città, la sua Amministrazione e con l’aggravante di respirare in questi mesi aria di clima pre-elettorale.
Se poi questa è una cittadina anonima, di un’anonima provincia di un’anonima regione, dove nulla è però anonimo, perché tutti si conoscono, si apprezzano, si criticano, diventa un esercizio anche più difficile. Ed allora che fare. L’eroe o il codardo?.
Nessuno dei due, perché l’obiettività non è di parte. Il difficile è convincere chi ti legge, ascolta, che non sei di parte e che la tua onestà intellettuale ne è la garanzia. Hai detto niente!!
Quindi a questo punto mi verrebbe da dire, “costi quel che costi, nessuno potrà tacitarmi”.
Ed invece, non sarei onesto. Perché, come qualcuno ha avuto modo di dire prima di me con parole più appropriate, ma il concetto grosso modo è questo, quando uno non ha più nulla da perdere, ritorna ad essere di nuovo un cittadino, una persona, un essere del tutto libero.
Libero quindi, non certo però un eroe! Ed io avendo raggiunto quell’età della pace dei sensi di qualsiasi tipo essi siano, con il raggiungimento della pensione, dei figli adulti, della non più necessità di prendere il cappello in mano per “chiedere”, ho riabbracciato quella libertà.
Un po’ di tempo fa, infatti, avevo messo su una rubrica che pensavo avrebbe raccolto accoliti e forse anche collaboratori. Invece evidentemente mi sbagliavo. Non so, se perché qui, in questa cittadina, le cose vadano tutte bene come quelle di Madama la Marchesa, o se perché la gente preferisce solo l’arte del “borbottare”, oppure se predilige quella classica, che non passa mai di moda, all’italiana “de fasse ‘na sforcinata de …affari suoi”.
Nella rubrica avevo cominciato a parlare, logicamente, di piccole cose cittadine che secondo la mia ottica o di chi me le segnalava, notavamo delle anomalie: ora le buche sulle strade, ora il verde cittadino poco curato o assente, la pulizia della città, le difficoltà nella raccolta differenziata, la viabilità poco scorrevole, le barriere architettoniche da abbattere.
A parte il fatto che le risposte non le ho mai avute (il politico del resto è come un amico, lo vedi al momento del bisogno…il suo logicamente, quando è in campagna elettorale. Non fai neppure a tempo a vederlo che è lui ti saluta, allungandoti il suo “santino” accompagnato da un sorriso a 64 denti!). Se qualche cosa ho percepito, questo mi è giunto attraverso interrogazioni di qualche consigliere “musoduro” della maggioranza (a dire il vero pochi) o il solito “masochista” dell’Opposizione, che sollevati i problemi, si sono sentiti dare queste due possibili risposte: “non ci sono soldi”, o quella più “politica” del “il Patto di Stabilità ce lo impedisce”.
Ed è allora, dopo un po’ di queste repliche, ascoltate, sentite e risentite (in entrambi i sensi: sia quello di scocciato che di riascoltate), ho preferito, desistere. Perché buoni si, pazienti si, ma è vero anche che il risultare troppo buono, poi ti fa aggiudicare il diploma di fesso, ed allora saggia fu la decisione di tirare i remi in barca e passare per rinunciatario.
Come dicevo però buoni si, fintanto che non ti salgono diciamo, sopra i piedi, magari sul fastidioso calletto sul mignolo, perché allora l’urlo di dolore esce dal petto e ti fa aprire quella bocca che ti eri riproposto di tenere chiusa.
La molla che fa scattare il congegno è la classica stupida goccia d’acqua che fa traboccare il vaso e che nel caso in questione sono i termini usati, sono gesti, sono frasi che comunque le pronunci sono prese sempre come fa più comodo prenderle a chi ascolta.
Si, perché, almeno io credo, che i due “mestieri”, chiamiamoli così, più difficili sono il primo quello di essere una persona coerente (non il simularlo!) ed il secondo quello d’individuo privo di puzze sotto il naso (ed anche qui non il solo far finta!!).
E l’ho scoperto tutto ad un tratto quando sono stato abbracciato come da una strana sensazione di abitare in una cittadina di “Eccellenze”. Una cittadina quale “Stella Polare” di qualsiasi cosa in essa avvenga, una città autoproclamatasi punto di riferimento per ogni cosa si faccia. Un esempio tra tanti: la cittadina dalle innumerevoli bandiere acquisite in anni di battaglie ecologiche e non solo. Quasi come fosse divenuta una “reale fornitrice di drappi” agli sbandieratori del Palio di Siena, visto il notevole deposito che ha di questi svolazzanti “Cenci”.
Mi si passi la forzata ironia, ma tra un po’ si pulirà la pista ciclabile dei celeberrimi suoi Portici dagli escrementi canini pubblicizzando l’avvenimento non certo come una dovuta ordinaria manutenzione, ma come un qualche cosa di eccezionale che l’EU tutto ci invidia.
Ecco che allora, mi chiedo, ma di che cosa dovrebbe, oggi, parlare l’informazione?. Giunti a questo punto, immagino, solo dei comunicati stampa emessi e distribuiti dall’apparato governativo, magari variandone qualche termine, ampliandoli nei loro contenuti, incensati quel tanto che basta, arricchiti di qualche link, e perché no, mettendoci su in neretto i nomi dei patrocinatori delle iniziative o delle cose di cui si parla, quali che siano dalle bellezze della natura, all’arte, allo spettacolo, a varianti edili-archittetoniche neppure dirlo sempre di notevole pregio,  a quelle idem viabilistiche. Ma buttato però lì, mi raccomando, con una certa nonchalance e con preghiera di non firmarlo per rendere il più credibile possibile la “genuina” falsa modestia del contenuto e dei promotori.
Degli eventi estivi poi, meglio evitare proprio di parlare. Del resto portano tanta gente e nella moltitudine si sa, ci sono i civili, ma anche gli incivili; vero è poi, che sono sempre pochi questi casi d’inciviltà e che vengono sempre immediatamente circoscritti. Viviamo o no di turismo? Ed allora bisogna anche saper ingoiare qualche rospo che le Notti Bianche inevitabilmente ti portano con il tanto pubblico, che a sua volta porta tanto lavoro e malaguratamente anche a chi ne farebbe meno. Certo, si poteva organizzare meglio, ma intanto abbiamo fatto qualche cosa. Il prossimo impegno, sulle basi di queste esperienze, ci vedrà più preparati.
Qualcuno dirà che questo è il classico scritto “ruffiano”. Perché questo vi sembra? Io direi invece, sincero. Anzi ne sono quasi talmente convinto, che lo stesso discorso potrei proporlo per i prossimi fuochi artificiali l’ultimo dell’anno. Del resto piccoli, grandi, farli o meno sono sempre decisioni su cui qualcuno avrà sempre qualche cosa da criticare e ridire.
Ruffiano però no. Del resto oggi essere un abile ruffiano è una seria professione, che va esercitata con passione, con perizia, con infinita modestia, con  un pizzico di masochismo che non guasta, insomma bisogna avere una certa vocazione unitamente ad una forma mentale e fisica che unisca l’atto sportivo a quello più politico di stare sempre proni.
Come potrei esserlo io, quindi, vista la concorrenza che ho sulla piazza.
E’ più facile trovare costoro tra la gente molto più preparata, indottrinata e vicina a quelle forze di maggioranza che si dichiarano di sinistra ed a cui una volta mi sentivo e credevo anch’io vicino. Ma nella vita si sbaglia o meglio ti fanno ricredere pensando di sbagliare. Basta accorgersi in tempo e porre rimedio, perché la cosa peggiore non è errare, ma il perseverare nell’errore. A volte il rimedio, come nel mio caso è una toppa momentanea con la speranza che qualche cosa avvenga!.
Oggi quel PdR (Partito di Renzi) non è più di sinistra. Si è spogliato della giubba rossa comunista e con essa ha gettato nel cesto della biancheria sporca, anche quegli ideali e quelle conquiste che i nostri nonni ed avi, avevano strenuamente e lungamente lottato per portare a casa. Ed oggi gli accoliti di questa novella setta hanno posto bella, lavata e stirata sulla nuova gruccia di Renzi, la nuova giubba bianca della vecchia DC.
Qualche anziano, prudentemente e furbescamente, è stato lasciato fuori a torso nudo, a cuocer salsicce nelle feste di quelle che una volta (prima che gli facessero la festa!) si chiamavano de L’Unità, per far credere che ancora la sinistra esiste. Invece è oramai un partito ambidestro, con ascendente molto centro-destra, composto di gente felice ed orgogliosa di essere pesce in barile. Del resto: de gustibus!!.
La città dell’Eccellenze, non è stata da meno. Non poteva essere da meno. E’ la segreteria che ordina, ed i sottopanza cittadini “obbediscono”. Neppure in un anno, la maggioranza ed i suoi chierichetti servimessa, sono passati dal carro vittorioso di Bersani, a quello applaudente di Letta Jr., ed ora a quello, manco a dirlo, entusiastico di Renzi.
Anche i toni, le pause, i termini, sono ora gli stessi, così come pure le promesse, la formulazione delle date di scadenza, e se poi qualche ciambella esce senza il foro – beh!! – le causali sono sempre quelle: “è il Governo che ce lo chiede, ce lo impone”, oppure “Tutto è migliorabile, ma intanto siamo partiti” e se qualche data non è rispettata, c’è sempre un perché motivato da causa di forza maggiore.
Mi vien da pensare che allora, le notizie dovrebbero essere redatte in questo modo: “Oggi, addì … è stato inaugurato il sottopasso di…., la ciclabile di,…. alla presenza del Sig. Pincopallo con gli Assessori Tizio, Caio e Sempronio. Dopo lunghi lavori la città ha acquisito una perla di servizio che permetterà di collegare il… al… attraversando l’arteria stradale che sarà superata agevolmente attraverso….”.
Qualcuno magari potrebbe o vorrebbe aggiungere che ancora non è in sicurezza, ma sarebbe una fesseria, perché si sa che l’asfalto ha le stesse peculiarità dell’uva e del frumento. Ha bisogno del sole perché i lavori possano essere eseguiti a regole d’arte ed un normale prodotto, possa cingersi, così e solo da noi, di una corona DOC d’ Eccellenza.
Se un parcheggio porterà qualche giorno di ritardo sulla data di inaugurazione, la colpa è di un muro dalle “ginocchia” instabili. E chi se l’aspettava?.
Se un caseggiato vetusto doveva essere abbattuto l’indomani di un Consiglio Comunale e dopo oltre un mese è ancora lì, ecchecavolo, un motivo ci sarà pur stato.
Ci vogliamo creare su allora delle inutili polemiche?. C’è da chiedere a che cosa servirebbero e soprattutto a chi?.
C’è solo una domanda che però sorge spontanea: ma perché promettere fatti e date per poi non mantenerle, anche a causa di forza maggiore?. Magari imprevedibili, ma sempre possibili e quindi preventivabili e da mettere nel conteggio quando si promettono fatti e si danno delle date che nessuno ha preteso.
Perché quando tutto va bene, è vero che portano giustamente dei meriti e con essi anche consensi elettorali, ma quando le frittate escono brucciachiate le critiche fanno parte del gioco, seppur antipatiche, non tanto per la critica, quanto per quello che potrebbe far perdere in fase di campagna elettorale. Che poi, alla fine, tutti parlano sempre che viene fatto per il “bene della città”, ma la cosa alla fine a cui tutti mirano è quel dato matematico di un voto in più che farà dire un’altra falsità: ”Sarò il condottiero di tutti”.
Ora, chi mi legge, penserà, anche questo predica bene e alla fine razzola male, dal Cremilino ha preso casa in Vaticano o a Palazzo Giustiniani. Mai! I miei punti di riferimento si rivolterebbero nella fossa!!.
Solamente che quella molletta con cui mi avevano consigliato di turarmi il naso che già storcevo ai tempi di “baffetto” votando il meno peggio, questa volta sono io a consigliarlo a questi suggeritori di mettersela da qualche altra parte più indicata. Se devo continuare a sbagliare, allora questa volta preferisco farlo da solo, lasciare il voto nel surgelatore e con la scheda pulirmici il naso.
Anche perché credo che sia scontato che questa Amministrazione, bistrattata da una parte, adulata dall’altra, che piaccia o meno festeggerà un bis. E non credo neppure per suoi meriti, ma per demerito dell’avversario.
L’Opposizione si dice tutta contraria logicamente, a questa Maggioranza. Ma la prima guerra che si è autodichiarata è quella tra i vari schieramenti che la compongono, mentre la Maggioranza, seppur di malavoglia, la domenica mattina preso in mano il messale, a capo chino, visi imbronciati, ma come piace loro dire “coesi”, varcano il portone della chiesa e vanno a messa. Tutta qui la differenza!!.Ricordo che la seconda guerra mondiale, quella vinta contro i nazifascisti, vide vincitrici paesi con bandiere rosse con la falce e martello uniti ad altri di mentalità completamente opposta. Poi una volta battuto il nemico comune, hanno preso di nuovo ognuno per il suo itinerario politico. E’ l’unione che fa la forza!.
Qui invece si sta rigirando un nuovo film di cui però si conosce sia la trama che il finale. E’ un vecchio filmato in cui la storia si ripete. E come dicevo sopra errare è umano, ma perseverare è diabolico.
Non lo so se vero, ma da quello che qualcuno dell’Opposizione si è lasciato sfuggire, sembra che nell’Opposizione albeggi il timore, il dubbio di non avere una “testa” migliore ed in concorrenza con quelle dell’intero arco istituzionale cittadino. E non c’è da stare allegri!!.
Da qui allora la mia decisione, anche se non lo so a quanti possa fregare, ma questa volta ancor di più, di restare dove sono ora: nella Mia di Opposizione, di personaggio amico e nemico di tutti, perennemente all’Opposizione, ma mai pecorone!.

Franco Giannini
Già pubblicato Martedì 19 agosto, 2014 su SenigalliaNotizie.it 
Questi invece i commenti dei lettori di SenigalliaNotizie.it :

Mirella
2014-08-19 10:34:14
Errore...l'opposizione a Senigallia non è mai esistita e mai esisterà fino a quando non usciranno di scena le teste attuali....definirli opposizione, tutti, è ridicolo...sono dei semplici personaggi senza arte e ne parte, inconcludenti e senza la minima cognizione di come si fa politica e opposizione...messi tutti insieme sono una semplice brigata Brancaleone...Alle prossime elezioni però accadrà qualche cosa che cambierà molte cose a Senigallia, perchè la nuova compagine denominata "Nuova Senigallia" ha in Marcello Liverani una persona capace e con gli attributi veri. Una persona che non guarda in faccia a nessuno e ha fatto terreno bruciato intorno a loro...chiaramente nessuno lo ha capito proprio perchè non hanno le capacità per fare una seria politica di opposizione al partito che da sempre comanda e impone tutto, il PD. Tutti chiacchierano, tutti parlano e Liverani invece ha lavorato sodo da più di un anno arrivando dove nessuno era mai arrivato...il 2 ottobre l'opposizione capirà di non essere più "nessuno" sul territorio senigalliese...
Franco Giannini
Franco Giannini
2014-08-19 11:26:20
Credo che mi possa permettere di dire la mia sulla vostra "Nuova Senigallia" essendo stato uno dei primi, se non il primo a scriverci su. Vede, dunque, chi scrive è Mirella, ma poi la faccia ce la mette Liverani. Ed a mio giudizio, però, da come lei lo incensa, infangando tutti gli altri (cosa sempre poco elegante!), credo che le faccia solo un servizio antiproducente. Cadere nell'adulazione è già una prerogativa di "altri" e va lasciata proprio a questi. Dire che chi non fa altrettanto con Liverani non ha le capacità, credo che sia un po' troppo da vanitosetti. Lasciamo prima che riesca nel suo intento, gli faccia pure una campagna elettorale credibile, per carità! ma senza troppe certezze. Perchè poi a rimanerci male alla fine, mi creda, brucerebbe anche di più!
Mirella
2014-08-19 12:27:49
Egregio Sig. Giannini, forse mi sono espressa male e Lei ha travisato i miei pensieri, quindi cerco di esaporli meglio..."infangando"? Assolutamente no, ho deciso la situazione attuale e da sempre di questa città. Le risulta forse che sia mai esistita una opposizione seria? No, non è mai esistita, è esistita invece una "barzelletta" (e non è una offesa) che è sotto gli occhi di tutti. Non voglio ricordarLe le "ammucchiate" che si sono succedute con il risultato pari a zero. Se la memoria non mi inganna nel 1998 il centro destra, allora vincitore, "regnò" per 10 mesi proprio perchè era una bolla di sapone. MArcello Liverani la "faccia" l'ha messa da tanto tempo e non ha di certo timori o paure varie, chi sta scrivendo ora ha avuto il piacere di conoscere una persona seria, motivata, onesta e molto determinata che, cosa che era impossibile fare a Senigallia, lascia sempre carta bianca ai suoi collaboratori proprio perchè è una persona diversa non accentratrice. Nessuna adeluzioni, perchè se le mie sono adulazioni mi dica Lei cosa sono i continui "sbrodolamenti" che il Sindaco continua a fare ovunque, cosa che Lei ha giustamente ben argomentato nel suo articolo. Per ultimo una piccola "nota"...non avevo scritto che l'opposizione non ha le capacità perchè "non fa con Liverani", avevo scritto che non hanno le capacità a prescindere che viaggino da soli o in compagnia. Penso che sia innegabile il fatto che tutti vogliono marciare da soli mentre Liverani aveva provato ad aprire a "destra" e a "manca"...e questo, mi scusi l'ardire, denota solamente una formamentis più liberale e onesta che andava ben oltre i soliti steccati ideologici dei "bambini". Nessuno di noi rimarrà male se non ce la dovessimo fare, ci rimarrano male e saranno nuovamente "castigati" i senigalliesi tutti, stretti da un "ventennio" in una "dittatura oligarchica" che ha levato ogni barlume di democrazia intimorendo il popolo, anche con mezzi non propriamente idonei. Nessuno quindi adula Marcello Liverani, e, come già scritto prima, il 2 ottobre forse i senigalliesi potranno meglio capire che persona è... Cordiali Saluti. Mirella P.S. Prima di risponderLe, proprio per non arrecare danni a Liverani ho parlato con lui il quale, come sempre, mi ha lasciato campo libero nella risposta senza "impormi" nulla come invece avviene da un ventennio da qualche altra parte.
Mirella
2014-08-19 12:51:59
Chiedo scusa....terza riga: "ho descritto", e non "ho deciso"...
Franco Giannini
Franco Giannini
2014-08-19 15:16:52
Intanto grazie, sig.ra Mirella, per avermi replicato. E dopo questa che ritengo una doverosa precisazione, mi astengo dal continuare, questo che sarebbe una piacevole e civile scambio di idee, perchè poi qualcuno magari potrebbe dire che ce le cantiamo e ce le suoniamo. Ma volevo solo puntualizzare : l'Opposizione è fatta prima che da "ideali politici" da persone. Quindi la conclusione : Persone che io conosco personalmente tutte, una per una e con le quali ho parlato anche di quello che concerne la politica cittadina e non. E posso confermarle senza timore di essere smentito, che sono tutte persone "Serie". E altrettanto dicasi, almeno per quelle che ho avuto il piacere di conoscere personalmente, anche della Maggioranza. Poi sono i mumeri che danno il totale e fanno uscire le ciambelle con o senza buco. Se i senigalliesi esaudiranno il suo pensiero, avrà modo di accertarsene di persona. Cordiali saluti.
NuovaSenigallia
NuovaSenigallia
2014-08-19 16:08:44
Poiché siamo stati tirati in ballo da commenti precedenti, Crediamo sia il caso di specificare che "Nuova Senigallia" è un movimento nato dall'ascolto dei cittadini, che non ha legami politici ne' poteri forti alle spalle. Per comprendere la portata delle nostre idee, occorre svincolarsi dalle logiche che hanno sempre governato questa città e con questo intendiamo logiche in seno ai Partiti, fossero essi al Governo o all'opposizione, ma pur sempre Partiti. Chi come noi lavora per la comunità ha un solo obiettivo: quello di creare una città sempre più vivibile, trasparente, un luogo dove memoria e futuro possano camminare insieme per costruire la Senigallia 3.0. Perché solo uniti si vince e le idee che portiamo avanti sono il "canovaccio" per le azioni future. Perché di parolai siamo stanchi e presto questo nostro modo di intendere il cambiamento sarà visibile a tutti leggendo il nostro Programma Elettorale. Ps. Ci consenta ora il Sig. Franco Giannini una boutade: Invece che "di padre in figlio" il titolo dell'articolo dovrebbe essere "di tessera in tessera". ;-)

sabato 3 maggio 2014

Elezioni Comunali 2015: la “lastra ai raggi X” è per il consigliere Rebecchini


 ... ed a fungere da "radiologo -fotografo - regista - giornalaro", anche questa volta è : brontolone! - VIDEO

 Paziente lettore che ti appresti a scorrere
queste righe, vorrei suggerirti, prima di iniziare la lettura della
cronaca di questo incontro, di andare in fondo alla pagina e visionare prima il video. Questo perché è da lì che comincia questo colloquio con il consigliere comunale Luigi Rebecchini e che poi prosegue qui sotto, con il solo scritto.Un colloquio dal tono del tutto amichevole, come piace a me e come ho raccomandato al consigliere Rebecchini, affinché tutto fosse comprensibile a tutti, proprio perché lontano dal quel linguaggio istituzionale e tecnico, che invece solitamente e spesso si usa in politica.
Giannini – Lei non sa Rebecchini, quanto mi sia difficile abbinare il suo nome a quello di “Gruppo Misto“. Lei, mi disse una volta, che col non avere più un partito a cui rispondere si è più liberi. Immagino che ciò sia vero. Ma che farà, ora, durante questo periodo elettorale, senza un partito dietro le spalle? Farà come il sottoscritto? Si divertirà solo a vedere le notti dei “lunghi coltelli”, che se ne diranno di tutti i colori? Non è che alla fine farà come quegli allenatori di calcio esonerati, che alla domenica si mangiano le dita vedendo le partite alla TV, senza poter gridare dalla panchina ordini e schemi? Penso infatti che continuerà ad avere le sue idee, i suoi ideali da portare avanti, ma, nel bene o nel male chesia, lei resta sempre senza un partito ufficiale!
Rebecchini – Bella domanda. Si, devo dire la verità, io mi sento in questo momento orfano di Partito. Allora racconto anche brevemente il perché ho lasciato Rifondazione. Io penso che il Partito a cui ho appartenuto, anche lui diceva nei congressi di voler costruire di nuovo una sinistra di alternativa. Invece dopo, e questo spesso e volentieri, si è dimostrato ruota di scorta per il PD. Beh, allora quando non c’è chiarezza di linea, c’è disorientamento negli elettori, i risultati alla fine non premiano e non hanno premiato questo Partito che per me è ormai un Partito finito. Ma quello che mi dispiace è che io non vedo al momento in Italia un Partito della Sinistra. Non che gli ideali del socialismo non siano più validi, anzi, io, non so quando, non so se tra un secolo o tra poco, tra qualche anno, oggi nella politica le cose cambiano anche velocemente, penso e prevedo che ci sarà un cambiamento. Io ritengo che certi valori come l’Uguaglianza, per esempio, siano valori sicuramente per il bene del mondo e mio auspicio, che essi tornino in auge. Altrimenti questa guerra fra gli uomini, per il predominio di uno sull’altro, continuerà ad abbrutirci. Lei mi dice praticamente – e me lo fa notare sorridendo – che farà da grande? Sicuramente continuerò a fare politica. Però non è detto che la politica bisogna farla sempre e solo nelle Istituzioni. No, infatti anche lei, scrivendo, fa politica, perché leggo i suoi interventi. Io quindi non lo so in che modo lo farò, se dentro o fuori le Istituzioni. Al momento, mi sento orfano di Partito, ma certamente andrò a votare, e tra tutti i“partiti” sceglierò quello che ritengo a me più vicino, che opera in maniera corretta. E quindi mi esprimerò comunque. Un voto ed una
vicinanza, se vuole.
G - Già mi ha fornito in un certo qual modo la risposta alla mia seconda domanda che avevo preparata, ovvero mi dica, che tanto non ci ascolta nessuno, si presenterà a candidato a Sindaco?
R - Noooo – e si lascia andare ad una risata – guardi, proprio non credo…
G - Allora è ufficiale il No. Lei non si presenterà. Ma allora a quale componente della minoranza, dell’opposizione, o per quale candidato o per quale lista o partito, inviterà a votare i suoi elettori, o meglio a quale lista offrirà il suo nominativo per una sua eventuale riconferma a quel minimo sindacale che è un posto in Consiglio Comunale?
R - Dicevo che penso di no, ma sa in politica mai dire mai. Io mi auguro che il Gruppo “Partecipazione” continui la sua esperienza, perché ci vedo delle persone valide all’interno sia del Consiglio Comunale e che sono Roberto Mancini e Paolo Battisti, ma anche fuori. Un gruppo abbastanza attivo. Quindi io credo, mi auguro che loro possano continuare. Vedo questo gruppo, che
merita già attenzione e, si, può far paura. Un gruppo che non dimentichiamo nella volta elettorale precedente ha toccato un discreto 13% di consensi. Io voglio sperare che questo gruppo riesca a coalizzare forze anche più ampie. Ritengo comunque a questo punto si renda necessaria una discontinuità dal punto di vista politico, perché sempre quello che governa una città, un paese, io penso che dal punto di vista democratico, sia un fatto buono. E’necessaria una alternanza. E credo
che ormai i tempi siano maturi per questo tipo di alternanza. Se il Gruppo Partecipazione dovesse fare qualche cosa, mi dichiaro quindi disponibile a dare una mano, anche perché politica l’ho fatta da sempre, da bambino quasi. Non che io comunque campi o abbia mai campato di politica. Lei lo sa, ma sarà bene che anche i cittadini che leggono lo sappiano. Ho infatti lavorato a Pesaro prima e per trent’anni poi nella Scuola.
G - Ho parlato di “Opposizione“, ma a parte quella che ha fatto lei, ma che cosa mi può dire di quella
degli altri componenti . Mi dica sinceramente, come è suo solito, ma l’Opposizione a Senigallia in questo quinquennio che va concludendosi, c’è mai stata veramente? O se c’è stata, è stata all’acqua di rose,oppure trattasi solo di una mia sensazione? Questo mia perplessità credo che risponda al vero, almeno dalle voci di popolo che sembranoconfermare il mio interrogativo?
R - Io penso che la mia opposizione e quella degli amici di “Partecipazione” sia stata in questi anni un’ “Opposizione” molto ferma, molto precisa, molto puntuale. Posso fare anche un esempio: La variante urbanistica approvata dal Consiglio Comunale un mese fa che ha visto il mio voto contrario, unico voto contrario. Contrari anche Mancini e Battisti, ma erano assenti uno per motivi di salute e l’altro per un impegno con il giornale che dirige. Voto contrario, unico voto contrario, mentre le altre “Opposizioni” o si sono astenute o mi pare uno sia stato anche a favore. Faccio questo
esempio, ma ce ne sarebbero tanti altri. Non è una Opposizione preconcetta. Ci sono state decine e decine di Commissioni. Era una variante che inalzava nella prima proposta l’altezza degli alberghi
tutti a 26 metri. E lì noi ci siamo ribellati, con articoli con interventi in Consiglio Comunale. E devo dire che ci ha seguito anche qualche Commissario di Maggioranza e ci è stata una correzione che però non è stata sufficiente a mio parere, perché per gli alberghi della parte centrale, per alcuni alberghi può anche essere possibile, secondo me, alzare le altezze è deleterio. Infatti Senigallia ha questa caratteristica di avere un Lungomare gradevole e quindi variare le altezze vuol dire renderlo meno vivibile, meno piacevole. Dal mare non si vedranno più le colline. Comunque si è moderata, si è mitigata la prima proposta. E questo io penso anche al contributo forte dell’Opposizione. Non abbiamo votato poi quella variante perché si prevedono parcheggi, cosa positiva, sei parcheggi sulla statale sud, ma fatto assai negativo, che questi devono essere legati a dei Centri Commerciali. Capannoni che rovinano l’ambiente! Invece fatto positivo che abbiamo giudicato, che abbiamo cercato è che sono state accolte le richieste dei cittadini, di trasformare i terreni che avevano, o delle
porzioni di terreno che avevano magari vicino alla casa, da edificabili a verde privato o agricolo. Anche qui però una critica ci sta. Questa opportunità doveva essere data a tutti i cittadini di Senigallia. Non tutti i cittadini di Senigallia seguono, ed aggiungo purtroppo, e leggono i giornali, seguono le vicende del Comune, quindi molti non hanno saputo di questa opportunità. perché i cittadini hanno chiesto questo, perché oggi l’IMU grava molto sui terreni edificabili, quindi questa opportunità di trasformare i terreni non edificabili doveva essere data a tutti e per essere data a tutti, bisognava che come arrivano i bollettini per i pagamenti vari doveva ugualmente arrivare ai cittadini tutti una lettera nella quale ci doveva essere scritto che coloro che si trovavano in queste situazioni su descritte, aveva questa opportunità. Però questo non c’è stato. Non mi piace di quella variante neppure che il Comparto di via Cellini, anche se si riduce la superficie degli edifici che andranno ad insistere, avremo però edifici di cinque piani. E già sulla collina avere edifici di cinque piani in via Cellini è una cosa non buona. Come può vedere, opposizioni dure si, ma anche propositive!
G - Comunque questo mio “J’Accuse” era indirizzato più che a lei, agli altri componenti dell’Opposizione…
R - Riconosco anche il ruolo impegnativo svolto da Paradisi nell’Opposizione. Paradisi, lo riconosco, è una persona preparata, molto corretta che spesso conduce, ha condotto delle battaglie in maniera esemplare. Ruolo di Opposizione che riconosco meno, invece, lo devo dire con tutta sincerità, al centro destra, a codesto Nuovo Centro Destra. E’ un’ Opposizione spesso di facciata, fatta sui giornali, ma quando si va sul pratico, il voto è spesso di astensione o di favore verso la Giunta. Ed anche le ultime vicende che stanno accadendo, sembra lo stiano confermando, dove parte di quell’Opposizione si riconosce nel Nuovo Centro Destra ed un’altra è confluita nel Gruppo Misto. Non so se ora il Consigliere Rimini simetterà in Opposizione con la Giunta, ed allora potremmo lavorare assieme, se invece si prepara per fare il salto in braccio alla Maggioranza, beh!! lui allora starebbe per conto suo. Diciamo che nel secondo caso, conviveremo nel Gruppo Misto, ma in maniera, molto separata.
G - Da quello che mi consta, se l’Opposizione “piange”, si può affermare che la Maggioranza ha poco da ridere. Dico questo, perché, a quel che mi risulta, nella pancia della maggioranza, si dice ci siano “fermenti”, “brombolii”… e qualche nome – Pulcinella tiene, in un segreto caveau di cui però tutti posseggono la chiave, il nome o i nomi – che prima o poi dovrebbe o dovrebbero, venire allo scoperto. Quindi, come le chiamano, ci saranno, s’immagina, di nuovo le “Primarie”. Sa quelle cose che si fanno “democristianamente”, con il sorriso sul viso ed il “coltello” nella tasca? Ci sarà, magari,
anche un terzo nome che fungerà però solo da “agnello sacrificale”. Chiedo allora a Lei, gli risulta tutto ciò? Ma non mi dica però, anche lei, che non sa nulla ? Non sarebbe da lei!
R - Sorride e quindi già di per sé è una conferma ! – Sinceramente, devo dire la verità, non m’importa. Non vado dietro a questi fermenti, a questi giochi.
G - Ma qui il mio gioco, il mio compito, è quello di conoscere dei nomi… su non faccia ora anche lei il “politico”!!
R - Si, so anche io di proposte nel PD di candidati che si vorrebbero proporre a sindaco… – e continua a sorridere-
G - Allora questo che mi dice mi conferma che le voci di popolo, stanno diventando voci di Dio!!
R - Si ci sono malumori … ma sono fatti di casa loro! Non mi perderei insomma su queste vicende.
G - E se quello che gli ho rivelato fosse vero, i voti dell’Opposizione come pensa verrebbero distribuiti, Pro o Contro questa stessa Amministrazione. Ha detto che i suoi sarebbero “no pro”, ma certo è che anche contro, sarebbe dura da scegliere chi, perché se guarda l’ideologia è all’opposto della sua. Salvo allora si guardi i nomi dei singoli. Ed allora quale sarebbe la sua scelta?
R - Francamente io mi auguro che ci sia, come dicevo prima, una coalizione di alternativa a questa Giunta. Praticamente al PD che governa oramai da un decennio in questa città. Quindi una coalizione chiaramente orientata a certi valori. Io mi auguro che questa proposta possa avere un successo. Che abbia un programmamolto semplice, molto chiaro, la vicinanza con i cittadini, con dei punti fondamentali e chiari. Programma che sintetizzerei in tre punti principali, che poi chiaramente possono avere una sottoelencazione dialtri punti. Ma i tre punti principali su cui orienterei il programma di questa alternativa al PD, quindi questa coalizione, sono : Turismo,…
G - Mi scusi, ma lo fermo subito qui, perché sembra che mi abbia letto le domande successive che mi ero preparato e che quindi passo subito a rivolgerle.
Anche se non aspira alla carica di primo cittadino, però può provare a divertirsi nel fare una lista delle priorità che ha Senigallia tra quelle che le elencherò, facendoci su un’analisi telegrafica del
perché e di come le si potrebbero migliorare: Commercio, Sanità, Economia, Rifiuti, Ecologia, Sicurezza ? Nell’elenco, come avrà potuto vedere non ho inserito Urbanistica,Viabilità, Edilizia, Cultura, Turismo, perché ho imparato a conoscere, da quando lo seguo in Consiglio, quanto questi argomenti le stiano a cuore, quanta sia la sua preparazione e quanto le piaccia di conseguenza parlarne più ampiamente.
R - Ecco un’altra bella ed interessante domanda. Io direi quindi tre temi grandi che poi racchiudono in essi altri sottotitoli che sono l’Economia, che poi racchiude anche il Turismo, il Sociale e poi l’Urbanistica ed Edilizia. Turismo. Comprende molte di queste voci: Cultura, Commercio, Agricoltura. Quindi questo è fondamentale per la città di Senigallia. A me il settore del turismo è sempre piaciuto. Fin da quando ero già studente all’Università di Firenze, sia nella tesi di laurea che in altri esami, ho sviluppato dei piani per il turismo. Sul turismo, la sinistra ha molte colpe, per non averlo sviluppato in Italia in maniera adeguata. A parole la sinistra, nei programmi, nei dibattiti, nei
convegni, anche nei congressi, metteva sempre la parola “Turismo”. Si diceva che esso era lo sviluppo economico, era l’industria pulita. Nei fatti, invece, ho visto, ed ho toccato con mano, l’esatto contrario. Quando poi si andava a livello locale a parlare di turismo, venivano fuori dei luoghi comuni non accettabili. Si, non accettabili. Io penso che solo una regione in Italia abbia lavorato per il bene del turismo e sia la regione Toscana. E posso affermarlo, perché sul turismo in Toscana, c’ho studiato. Per il resto niente. Dicevamo i luoghi comuni. Quando si va sul locale si parla sempre di albergatori che lavorono poco, che lavorano tre mesi, la stessa cosa si dice per i bagnini, la stessa cosa per i ristoratori. C’è una sorta di avversione verso chi, poi dopo, deve essere per forza, un anello importante per favorire il turismo. E non si può avere questa avversione verso suddette categorie!
E’ come dire io voglio che l’industria funzioni però voglio che poi vada male. Sul turismo, in Italia, si è fatto molto, molto poco. Il turismo può essere veramente il nostro “Petrolio”. Io sono convinto di questo, perché abbiamo delle ricchezze culturali, architettoniche, di paesaggio, veramente grandi e le Marche per esempio, è una regione che può veramente offrire molto al turismo. In questi ultimissimi anni vedo che le Marche qualcosina in più, lo devo riconoscere, fa, però deve esserci una strategia molto chiara di valorizzazione, perché poi il turismo si lega alla Cultura, si lega pure
ai prodotti del territorio e si lega al Commercio ed all’Artigianato.
Quando sono stato Assessore al Turismo, ho tenuto sempre questa strategia. Ogni iniziativa era legata a questa strategia. C’è un rischio per Senigallia, visto che parliamo della nostra città, che io ho detto anche in Consiglio Comunale ed ho anche scritto e pare che anche lo stesso Sindaco sia d'accordo con me, non trasformare il nostro turismo, nel “Turismo dello Sballo”. In cui, durante l’estate, arrivano orde di giovani per fare chiasso e basta. Deve essere un turismo di alto livello culturale, penso, perché è questo che richiama anche i giovani. Nell’ultima Commissione Turismo ho proposto un nuovo evento che ha avuto l’approvazione da parte di tutti i membri della  Commissione ed anche dello stesso Sindaco a cui questa proposta è piaciuta molto ed ha detto che ci vuole lavorare su : la proposta era di caratterizzare Senigallia, come città dalla vista culturale avanzata. La creazione del “Giorno delle Viole e dei Violini”. Cioè riempire la città di Senigallia di musica classica nelle  varie piazze, fatta da giovani che frequentano il Conservatorio o altre scuole di musica, dal mattino fino a tarda notte. E questo può essere un evento che può assumere dimensioni molto grandi, perché se ci sono degli sponsor o delle risorse economiche, la serata si può concludere con la presenza di
una persona importante, di un artista importante nel campo musicale che può richiamare turisti anche dall’estero, con un grande concerto. E’ accaduto già in Sardegna, a Cagliari mi sembra di ricordare, dove mi sembra un violinista, ha richiamato turisti fin dal lontano Giappone.
Però è una città che vive, dove anche le piccole cose possono diventare grandi e farla diventare grande. 
Poi il Sociale. Molta attenzione va rivolta alla Sanità, sia per quanto riguarda l’Assistenza alle  persone più svantaggiate, come diversamente abili, sia economicamente parlando e qui allora entra in gioco l’attenzione al non aumentare i tributi. Mi riferisco ad esempio a quando poco prima che cadesse il Governo Letta, o fatto cadere, il Comune aveva preparato una lettera contro il Governo Letta dove si diceva che al Comune si sottraevano risorse e questo si traduceva nel depauperamento generalizzato della cittadinanza tutta. Io non ho visto cambiamenti, il giorno dopo la lettera non è più
partita. Quindi dicevo, non depauperare più i cittadini, perché i cittadini non ce la fanno più neppure a Senigallia. Tarsu, Tasi, tributi vari, Addizionali Irpef dove il cittadino non si accorge immediatamente, ma lo vede quando arriva la pensione che l’importo del cedolino si riduce.
Già negli anni passati abbiamo avuto una forte stangata dalla Regione sull’addizionale Irpef. Quindi su questo c’è da fare molta attenzione.
Dell’Urbanistica ed Edilizia ne abbiamo parlato prima. Dico solo una cosa : anche qui bisogna snellire certe pratiche, perché stanno troppo negli uffici comunali. Il regolamento edilizio era partito – e come vede devo richiamare in causa l’Assessore Ceresoni – che giustamente diceva che il regolamento non è più valido. Che è un regolamento vecchio. Sono venute leggi nuove, nuove norme, nuovi regolamenti che lo rende non più valido. Lo abbiamo trasformato in piccola parte sulle monetizzazioni, il resto era venuto in discussione nella Commissione, lo stavamo discutendo, c’è stata la delibera N° 60 di Giunta dove nel 2013 si dava anche un termine, ma non se n’è parlato e non se ne parla più e temo che questo sia dovuto alla vicinanza delle prossime elezioni comunali. E
questo non va bene. Il regolamento è una palla al piede per l’edilizia.
G - Quali sono le proposte o gli argomenti che ha trattato in Consiglio e che magari sono stati osteggiati all’inizio, ma poi alla fine hanno ottenuto quell’attenzione in cui sperava?
R - Alcune proposte che hanno trovato una forte opposizione nostra era la privatizzazione delle Farmacie.
Ci siamo mossi in maniera molto ferma. Non capivamo quale know how il privato potesse portare a Farmacie che erano e sono redditizie. Dopo, finalmente, il Comune ho visto che ha fermato, per il momento, questo progetto di vendita. E’ stata una battaglia dura, dove sono intervenuto sia con uno scritto che con un video che ho lanciato su FB. Poi anche la battaglia che stiamo conducendo contro la privatizzazione dei Servizi Cimiteriali. Anche qui il Comune, al momento, sta esaminando il progetto e nulla è stato ancora deciso.
G - Abbiamo iniziato la chiacchierata con un apprezzamento sulla miglior cosa fatta da questa Amministrazione. Per chiudere sarei a chiederle… e la peggiore, invece, per cui sarà ricordata?
R - Mahh, io direi la peggiore per cui sarà ricordata questa Amministrazione… – e dal momento che si lascia andare ad una lunga pausa di riflessione, gli faccio…
G - … gli verrebbe da dire che sono tante??? – e lui allora si lascia andare ad un sorriso … -
R - No, voglio essere concreto! Potrei dire tante si, ma una è principalmente il modo di porsi, la vicinanza con i cittadini, a come si prendono i provvedimenti, non solo con i tagli dei nastri, ecc. Io penso una vicinanza particolare ai cittadini di Senigallia che in questo momento stanno male. Sarà una piccola cosa, una minima cosa, però penso che questa ci deve essere e deve essere un tratto d’unionetra l’Amministrazione ed il cittadino.
Comunque la cosa peggiore, continuo a pensare e ritorno sull’edilizia: ho parlato di ex-Arena Italia,
non è cambiato il parere su Via Rodi, anche se è un lascito del passato, non sono cambiate le responsabilità di questa Amministrazione su Palazzo Gherardi, che si è lasciato andare in degrado. Non si è mai cercato fondi, mentre sarebbe stato possibile cercarli come si è fatto per altri edifici storici. E questa poteva essere veramente una sede museale importante per Senigallia ed invece… !
Poi c’è il problema della Sacelit-Italcementi: avevamo detto che era un progetto faraonico, non adeguato ai tempi. Già nel 2008 c’era questa crisi edilizia. Io leggo una relazione della stesso proprietario Lanari in cui diceva: io inizio una scommessa… e da cui emerge che già lui stesso era scettico, ma voleva scommettere. E l’Amministrazione è andata dietro a questa sua scommessa perdente. Noi l’abbiamo detto chiaramente che era perdente, che non poteva farcela, che il mercato stava cambiando. E’ un’area che è nata male ed è finita peggio!!
G - Ultima domanda, questa volta veramente. Forse anche un po’ cattiva, non nei suoi confronti!! Allora: Non sarebbe corretto chiederle, prima di tutti nei suoi confronti, anche per non metterlo in imbarazzo, e secondo nei confronti dell’intera Giunta, i nominativi degli Assessori “meno brillanti”. Però vorrei chiederle, che per un solo istante indossasse i panni del Briatore nella trasmissione su Sky. A quanti di costoro, badi bene no a chi, mi basta solo che dica un numero, tenderebbe lateralmente il braccio destro, per esclamare, ” Tu per me, sei Fuori!!”. Attenzione però a non dirmi 7, oppure 8 considerando che il Sindaco è anche Assessore al Turismo.
R - Non dico né un numero né tanto meno indico i meno brillanti. Dico invece con chi ho lavorato bene, anche in Commissione, e ci tengo anche a farne il nome: l’Assessore Stefano Schiavoni, con il
quale ho sempre avuto un buon rapporto. Ho notato in lui molta sensibilità in ambito culturale, artistico e credo che non sia considerato in questo settore dalla Giunta, come invece dovrebbe e messo nelle condizioni migliori per operare.

Allegati :
Intervista a Marcello Liverani, neo candidato a sindaco di Senigallia

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Franco Giannini
già pubblicato Venerdì 2 maggio, 2014 su SenigalliaNotizie.it 
Questi i commenti dei lettori di SenigalliaNotizie.it :

NuovaSenigallia
NuovaSenigallia
2014-05-02 14:01:56
Il Consigliere Rebecchini, insieme ad altri 3, è sicuramente una persona onesta e coerente che si è sempre battuta per i cittadini e la città tutta. Il suo impegno è noto a chi frequenta la politica locale, e tra persone oneste come noi pensiamo di essere, non abbiamo nessuna remora a riconoscergli i giusti meriti. Non lasci la politica, la politica vera ha bisogno di queste persone, ormai mosche bianche. Vada avanti con le sue idee e le sue proposte che sono sempre decisamente buone, sicuramente troverà un valido appoggio/aiuto. L'onestà delle persone deve superare le barriere ideologiche oggi morte e sepolte, perchè quando una cosa è giusta è giusta, al di là del colore politico. Al Consigliere Rebecchini un "in bocca al lupo" di cuore!