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giovedì 21 giugno 2018

Personalissime Riflessioni : Toccato il fondo, con una spinta delle gambe (chi sa nuotare) risale in superficie a respirare...

... una similitudine per dire che sia sulle macerie di guerra che di catastrofi naturali, l'uomo ha gettato (quasi sempre) le fondamenta per la ricostruzione.

Almeno questo ci ha insegnato il Giappone colpito dalle atomiche e da continui terremoti. La Germania, seppur con l'aggiunta delle difficoltà causate dal più che giusto  isolamento in cui l'avevano relegata i paesi vincitori a guisa di un'appestata e nel contempo costretta a vivere per anni tra le macerie causate dai  bombardamenti a tappeto degli alleati, è riuscita nel tempo, con caparbietà, (forse oggi oserei dire anche troppo e male chi lo ha permesso !) sacrificio, senso del dovere, orgoglio nazionale che ai tedeschi non è mai mancato, a ricostruirsi politicamente ed economicamente.
Non credo sia necessario andare indietro nei tempi, per trovare altri popoli che sono rinati dalle loro macerie: la storia, la leggenda ci ricorda l' Egitto con la leggendaria piaga dell'invasione delle cavallette, o la mitica Troia ricostruita sulle macerie, sembra per ben 10 volte.
Sembra che però questa attitudine al ricostruire, sia moralmente, politicamente, economicamente, materialmente, sia una scienza a noi sconosciuta.
Noi infatti. gli Italiani poeti, navigatori, intellettuali, scienziati ecc. ecc., nonché abitanti del "Bel Paese" siamo usciti anche noi dalla guerra con le pezze al culo, forse anche con meno toppe dei tedeschi, con il risultato però che noi con quelle siamo rimasti. Un respiro di una decina di anni lo abbiamo tirato subito dopo la fine della guerra. Del resto, non avendo più un tetto e ci pioveva sopra la testa, se volevi ripararti, per forza di cose ti dovevi rimboccarti le maniche. Il fatto è che sull' abbrivio di questa volontà di fare, i nostri politicanti di allora (che oggi riteniamo siano stati tutti degli immensi "Statisti", invece forse solo qualcuno), credendo di fare il bene del popolo, con il concedere tutto, subito e magari più bello e costoso, ma senza poterselo permettere: era nato il consumismo!! Avevi la 500 ? la Fiat ti suggeriva la 600 e poi il 1100...  Ecco allora buffi su buffi, cambiali su cambiali. E ben si sa (oggi più che mai) che quando si movimenta tanto denaro, la tentazione colpisce l'individuo e l'uomo si sa è debole. Ecco allora emergere il caso nazionale di "Mani Pulite" che mette in primo piano il vero male dell'Italia: la Corruzione.
Le organizzazioni malavitose (Mafia-'ndrangheta-Sacra Corona Unita-Camorra, non trovano di meglio che infiltrarsi nel mondo economico, grazie all' inquinamento delle zone del Centro Nord (che non conoscevano tale cancro), che ne subirono il contagio, allorché la Magistratura pensò bene di esiliare questi loschi figuri ogni qual volta venivano catturati, fuori dai loro comuni.
E da quel caso non solo non ci siamo più ripresi, a quelli che credevamo statisti (però molte erano persone se non statisti, ma almeno serie - sempre con le debite eccezioni), si è avvicendata gente ancora più incapace e spesso neppure onesta - facendo sempre le debite, ma forse più ridotte eccezioni.
Per farla breve, da allora il debito è sempre lievitato, e consequenzialmente sono aumentate a tutt'oggi l'ampiezza ed il numero delle pezze da metterci sul fondo dei pantaloni.
Ma credo che con grande onestà (almeno noi popolo della strada), dovremmo avere il coraggio di sommare alle indubbie incapacità dei nostri governanti, quale il riconoscere quei mali di cui no siamo mai riusciti a scrollarci di dosso: l' apatia, il logorroico parlare, l'incapacità di prendere una posizione, il coraggio d' imporsi, un timore reverenziale atavico verso chi giudichiamo più alto in grado solo magari perché è elegante e porta la cravatta. Sono "doti", purtroppo, che appartengono all'indole dell'italiano medio.
E così è che forse per questi motivi, gli sfollati del terremoto del 1908 di Messina si siano  sistemati, via via che passava il tempo, grazie all'interessamento del Padreterno che li ha ospitati nelle sue immense praterie. Stessa medesima sorte sarà destinata ai pochi centenari, se ce ne sono ancora, del sisma Marsicano, come anche quelli dell'Irpinia, fino a giungere ai giorni nostri le cui lungaggini sono sotto gli occhi di tutti con il contorno di scandali che si sovrappongono ogni giorno ed i cui intrallazzatori , per di più vergognosamente per chi così li chiama quasi con ammirazione per aver buggerato Stato-Fisco-Magistratura, vengono definiti "italianamente" Furbetti, piuttosto che delinquenti.
A salvarsi da questa situazione, ma perché i montanari alpini sono stati sempre abituati a risolversi le cose da loro senza attendere la benedizione dello Stato, viste che alla lentezza governativa si aggiungeva quella delle difficoltà dovute alle impervie (quando ci sono e non sono franate) vie di comunicazione, il Trentino Alto Adige e Friuli: In silenzio senza troppi strombazzamenti sono usciti dal terremoto e dal Vajont... ma nel loro sangue c'è qualche cellula di germanicità !!   
Neppure siamo stati capaci di affiancarci, sostenendolo fisicamente e scendendo in Piazza, quando la furia di un Sandro Pertini si scatenò nei riguardi di un Governo incapace ed irresponsabile. Questo si che era uno "Statista": Capace, coraggioso, umano, sensibile ed onesto. Ma anche lui malgrado le sue grandi doti, non  riuscì né a modificare gli atteggiamenti dei governanti di allora né a scalfire l'indolenza popolana. Noi italiani non saremo mai dei rivoluzioni, troviamo sempre una scusa per tirare in tempo la gamba indietro, speriamo sempre che qualcuno vada avanti al posto nostro in quanto a noi vien da ridere o non abbiamo mezzi di trasporto che ci portino in piazza all'ora X o perché nel nostro comune non c'è una linea di servizio.  
Altro problema poi che abbiamo oggi, è quello che dove trovi più le rovine materiali su cui riedificare. Non sono più visibili, perché le guerre attuali non si disputano più su cruenti campi di battaglia, ma al chiuso di sale climatizzate, seduti su comode poltrone, armati di PC, Tablet e Smartphone. che mandano ordini di distruzione alle Borse e Bande con essi collegate. I morti ci sono ugualmente, ma non sono più quelli con le carni devastati da raccapriccianti ferite sanguinanti, sono morti di fame e sicuramente in maggior numero di quella che una guerra espansionistica procurava allora.
Preciso, qualora non mi fossi spiegato a sufficienza, che il termine che ho fin qui usato di "Macerie" è solo figurativo, perché in esso sono racchiusi problemi come : Miseria, Disuguaglianza Economica dalla forbice sempre più ampia, Disoccupazione con scandalose percentuali nelle fasce dei giovani, delocalizzazione delle Aziende, Mancanza della Domanda Interna (frutto di un cane che si morde la coda!), una Sanità anch'essa malata da mille problemi, Anarchia comportamentale dei residenti nei Palazzi Alti romani, una percezione di Sicurezza che solo gli addetti ai lavori credono di avvertire, pratiche bloccate nel loro iter da una scandalosa Burocrazia di cui la nostra classe dirigente parla di ridurre ed invece ogni che ora che passa invischia sempre più aziende e cittadini. A cui poi dobbiamo aggiungere il grave problema di un nuovo esodo biblico (che nessuno a mai potuto fermare anche in altri tempi vista la sua dimensione) di chi ha ancor meno di noi e che come tante civette abbagliate dalle allodole, di nostre false illusorie pubblicità irradiate da un reo internet, partono e rischiano la vita, credendo di trovare di meglio. Poi è troppo tardi quando qualcuno di questi, toccata terra, si rende conto che la vera patria considerata del Bengodi è quella dove devono raccogliere pomodori ad 1,5€ all'ora riposando poi le membra stanche sotto una tenda di plastica tra rifiuti e animali.
Potrei proseguire nell'elenco, ma sarebbe tempo e parole perdute nel vuoto, perché tutti conosciamo questi problemi atavici, che nessuno, dalla fondazione dello Stato Italiano da prima monarchico e poi repubblicano è mai riuscito a risolvere o non ha voluto risolvere. E l'Italia tra tutti questi malanni, sguazza seppur rabbrividendo. Ma l'italiano ha, non so come giudicarlo se difetto o pregio, un gran spirito di adattamento e la speranza che domani qualcosa cambi.
Ma purtroppo anche la speranza sta divenendo una specie di miraggio. Ed i giovani, infatti più sensibili e lungimiranti, stanno creando un nuovo esodo non orientato verso un singolo Paese, ma nel mondo intero.
Oggi, dicevo, le guerre si combattono, volendo dare l'idea che il proletariato è ancora di moda, in maniche di camicia, di colore bianco e con i polsini rigirati. Non certo con la tuta mimetica, con i  fucili, con le bombe (tanto meno atomiche, visto che poi alla fine usciti dai rifuggi ci si troverebbe in tele di braga. Oggi allora si combatte, vestiti in doppio petto blu a righine bianche, nei locali delle Borse, ove non si parla di atomica, bensì di Guerra Economica Finanziaria. Le armi di cui sono dotati sono Bot, CCT, azioni, spostamento di capitali, Spread. Non si usano i gas né si indossano maschere antigas, perché quello che lanciano costoro sono Titoli Tossici che affibbiano a Banche che a loro volta consigliano, delinquenzialmente promettendo e logicamente non mantenendo a clienti sprovveduti affari d'oro, speranzose che ricoverati in questo rifugio si possano salvare dal disonore del fallimento. E dei clienti turlupinati e lasciati in mezzo ad una strada ?? E chi se ne frega ! Italianamente urleranno per un po', i sindacati li forniranno di fischietti, gli organizzeranno pullman con un panino con mortadella da consumare durante il sit in sotto i palazzi che contano e poi il tempo provvederà a calmare gli animi.
E purtroppo devo ammettere con infinito rammarico che non vedo assolutamente nessuna via di uscita da questa globale situazione che più chi meno colpisce la quasi totale globalità dei Paesi, ma in modo spropositato il Nostro. Non ho neppure una ricetta da suggerire, se non quella, almeno credo, che il rendersi conto, dopo vani tentativi di voler fare seppur senza riuscire, faccia maturare la consapevolezza dell'essere incapaci a svolgere tale incarico e per questo lasciare tale incarico a chi vuol provare. Se poi si fosse incapaci ma profondamente onesti, sarebbe già un piccolo successo.
Se fossimo stati più fortunati avremmo dovuto prospettarci l'entrata nell'era glaciale, che tutto iberna ma, si dice, non uccida. Cosicché al ritiro dei ghiacci, avremmo potuto sperare in qualche possibilità di nuova vita, di nuove menti con nuovi ideali, nuovi sentimenti, nuovi buoni propositi, nuove ed infinite capacità manageriali, politiche ed economiche. Insomma un auspicare che sotto la neve, come dicono i nostri agricoltori, nasce sempre abbondante e buon pane, frutto di genuine messi.
Ed invece, guarda quanta sfiga!; stiamo marciando a tappe forzate, purtroppo, verso un Surriscaldamento Globale, che porterà alla catastrofe ambientale  del nostro pianeta. Il notevole rialzo delle temperature sarà destinato a rendere la nostra terra una distesa infinita di terra bruciata e senza vita. Il caldo del resto, da prima provoca intorpidimento fisico e intellettuale (e già a quanto sembra questo è il periodo che stiamo vivendo) ed infine ci sarà la morte per asfissia...
Ma, voglio sperare che il quadro che mi sono fatto, non sia solo che frutto di un brutto incubo, causato da una leggera cena a base di "Carbonara" e gustosa "Porchetta", da cui mi sogno svegliato giusto in tempo per leggere, su qualche quotidiano, che qualche cosa sta cambiando.
Sempre poi che alla fine non sia l'ennesima presa per i fondelli o come dicono gli intellettuali della domenica una Fake News. Chi vivrà, vedrà !!


  





di Franco Giannini

mercoledì 12 dicembre 2012

13 Dicembre 1982 - La Frana Barducci

nella foto di Omar Abbondanza il cartello che ti annunciava la frazione


Vissuta da un anconetano emigrato a Senigallia. Ovvero le ferite si rimarginano, ma lasciano il segno! Qui, quelle nei ricordi...

Delle tre gravi calamità che ha colpito Ancona, posso dire "Io c'ero" solo nelle prime due. Fortunatamente ho evitato di dire "non c'è due senza tre", solo perché 10 anni prima, "Terry", sfasciandomi la casa, mi aveva "consigliato" di espatriare in quel di Senigallia. Ma, già da diciasettenne, avevo messo i piedi a bagno durante l'alluvione del 5 settembre del 1959. Quasi un apprendistato per la partecipazione (come militare) a quella, di ben diversa gravità, di Firenze.
Alluvione, terremoto e frana, tre eventi catastrofici, di eguale gravità, ma credo, con un impatto diverso nei confronti dell'opinione pubblica. Sarà perché l'alluvione portò via con la furia dell'acqua una decina di vite umane? Sarà che il terremoto stressò gli anconetani per oltre un anno con scosse continue? Sarà perché il raggio d'azione solitamente è più ampio e coglie impreparate molte più persone O sarà forse perché l'alluvione ed il terremoto, non si preannunciano, non bussano alla porta,...la sfondano senza concederti il tempo di pensare. Ecco che allora ne rimani più impressionato. Della frana, spavento si, ma riesci a metabolizzare tutto il giorno dopo, constatando la gravità dei danni e magari con le mani nei cappelli, ti ritrovi a ringraziare "la buona sorte" perché ti ha permesso di raccontare la storia.
Le frane solitamente, qualche avviso, magari piccolo, lo danno come crepe, scricchiolii, spostamenti magari millesimali. E qui in questi casi dovrebbe intervenire immediatamente il tecnico. Ma si sa come sono andate sempre le cose in Italia. Il tecnico interviene, ma poi la decisione spetta al politico del momento, che magari rimanda per non colpevolizzare decisioni prese magari avventatamente.
E questa infatti è anche la storia della Frana Barducci. Tutti gli abitanti dei quartieri di Palombella, Borghetto, Torrette e Posatora, conoscevano la storia di quel lembo di terra di circa 1700 metri di larghezza per oltre 200 ettari di estensione, che è stato da sempre denominato frana Barducci, per la sua instabilità. Eppure si continuava ad abitarci e a rilasciare nuove licenze edilizie, perché la gente era abituata a convivere con questi fenomeni. Ed anche l'attuale Ospedale di Torrette non è che sia stato edificato molto distante dalla frana !!
Ma quello che fu ancor più grave è che questi permessi vennero rilasciati anche per costruire in quei terreni, due grossi Ospedali, un pensionato per anziani di lusso come il Tambroni, il distaccamento della Polizia Stradale e la sede della Facoltà di Medicina.
La cittadinanza, invece in proprio, pagò (i dati sono disponibili in rete) con oltre 850 abitazioni distrutte e con l'evacuazione immediata di oltre 3500 persone.
E mentre scrivo mi salgono alla mente i ricordi sbiaditi dai 30 anni trascorsi, che via via però si fanno più nitidi.  Allora ricordo che il giorno successivo andai di persona a vedere i danni di cui parlavano tutti e che ritenevo fossero ingigantiti. Ricordo che alla visione della strada ribaltata, delle voragini venutesi a creare, delle mura dei palazzi spaccati, delle colonne di cemento armato spezzate in due, il primo pensiero che mi venne alla mente fu quello di una "immensa fortuna", se la frana non si fosse portata via delle vittime.
Ricordo che osservando come era ridotto l'Oncologico, pensai subito a quale immenso lavoro siano stati chiamati il personale degli ospedali, i volontari, i VF, e tutte le Forze dell'Ordine, tra i pericoli dei crolli da una parte e la tempestività delle operazioni nelle fasi concitate dell'evacuazione dei pazienti. Si guardi bene, non uno, bensì due gli Ospedali da evacuare nonchè un ricovero per anziani !!
Ricordo la caserma del distaccamento della Polizia Stradale, con finestre e pareti cadenti, come pure la Facoltà di Medicina con i suoi muri, le sue colonne oramai fuori squadro ed i pavimenti sollevati ed obliqui.
Ricordo lo Stabilimento Angelini senza più un vetro intatto nei finestroni.
L'autolavaggio-foto di Omar Abbondanza
Ricordo quell'autolavaggio all'ingresso del Borgetto, uno dei primi "spazzoloni" del tempo, "affogato" tra macerie e zolle di terra piovuta dall'alto.
Ricordo il gran numero di persone che sia aggiravano tra le macerie senza proferire una parola. Gli unici rumori quelli dei motori dei camion, che si adoperavano al salvataggio della mobilia di coloro che avevano, buon per loro, dove poterle custodire.
Ricordo le rotaie della ferrovia, che erano riuscite a mettere in pratica quel progetto politico di moda di cui si parlava in quel periodo (o giù di lì): quella famosa "convergenze parallele". Rotaie che la forza della natura era riuscita a piegare in tante esse continue.
Ma le conseguenze della frana, come per il terremoto,  non si fermarono e proseguirono ancora per lungo periodo. E tra i ricordi del post evento ricordo personalmente, abitando io a Senigallia ed avendo i miei genitori e parenti in Ancona, il giro che dovevo fare ogni qualvolta dovevo raggiungere la città. Perché  la Statale Adriatica s'interrompeva, a Sud, all'altezza del vecchio stabilimento ACRAF medicinali di Angelini, per ritornare ad essere percorribile, a Nord, dal ristorante Carloni. Si doveva allora passare dietro le spalle della frana, salendo verso Posatora, per poi uscire al Pinocchio e scendere in città. Finchè non vennero colmate le voragini, costruita una nuova strada sempre in continua manutenzione perché soggetta a "mòvese", come dicevano gli anconetani.
Ricordo come gli edifici pubblici (ospedale, pensionato, caserma) nel loro assoluto abbandono, divennero per lungo tempo, fino ad esaurimento merce, un supermercato gratuito, per il recupero di arredamenti, laterizi, infissi in alluminio, sanitari... C'era il rischio che qualche cosa potesse venir giù, ma c'era chi incurante rischiava per guadagnarci su qualche cosa.
Ricordo come in queste aree, il silenzio da quel  fatidico 13 dicembre del 1982, non si sia più interrotto.
Ora la zona di Posatora colpita dalla frana è stata destinata a parco, quella verso mare e stata messa in sicurezza. La frana, come si usa fare quando la stalla è stata aperta e gli animali sono usciti, viene costantemente monitorata 24 ore su 24.

Alcuni link utili per chi volesse saperne e vedere di più:

http://multimedia.quotidiano.net/?tipo=photo&media=48897
http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/Esclusivo-le-immagini-della-terribile-frana-di-Ancona-del-13-dicembre-1982/7236/
http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Ancona
http://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/index.html?pg=1&idart=5229&idcat=3
http://digilander.libero.it/snowingtime/barducci.htm     (in questo link le foto di Omar Abbondanza)

e cliccando su video esplicativo i danni reali, attraverso un montaggio fotografico di Guidi Paolo.

Franco Giannini

venerdì 30 novembre 2012

Consiglio Comunale: Doveva essere un 2° Atto...

teatrino delle marionette
                                        "frittura" mista  ...e...                                                               












qualche errore di troppo!!






... ed invece c'è stato il replay della prima rappresentazione !!

che a dire il vero, era stata di già pesante quanto il film di fantozziana memoria quale "La Corazzata Potemkin". Eppure ieri sera o meglio questa notte, si è riusciti, a candidarsi all'Oscar politico di pesantezza ed inutilità, forti del detto "Che si può fare meglio". Sicuramente ci si è riusciti !
Durata del film "Via col Vento" 3 ore e mezza circa, durata della mozione per la richiesta di dimissioni del dirigente dell'area turismo dott. Mattei, comprensiva della votazione, due ore e quaranta minuti. 
Solo che il film si concludeva con la battuta finale, ma speranzosa, di Rossella O'Hara: "Domani è un altro giorno", mentre la mozione, dopo tutto questo tempo, si chiudeva con una votazione che sanciva la  bocciatura di tale proposta, come già si presumeva e questa senza alcuna speranza.
Il Consigliere Avv. Paradisi, chiedeva di anticipare il suo Ordine del Giorno che vedeva richiedere le dimissioni del Sindaco. La sua richiesta veniva passata ai voti e come si poteva immaginare dichiarata bocciata. Ritirata quindi, ma con la promessa, da parte dell' Avvocato, che sarà immediatamente ripresentata nel prossimo Consiglio.
L'interruzione dei lavori (si fa per dire!!), per la cena, non portava a migliori risultati. I presentatori delle nuove mozioni, "Avviso Pubblico" e "Carta di Pisa", Mancini Rebecchini ed il relatore Battisti, partivano carichi di entusiasmo, frenati subito da errori di procedure difficili da comprendere, ma che sono così utili per mettersi in luce a chi replica per dimostrare di essere preparati. Le regole fatte di fili di lana caprina, battono sempre le sostanze. Ed anche in questo caso i risultati si sono visti : rinviata in Commissione quella relativa ad "Avviso Pubblico" e respinta la seconda mozione relativa alla "Carta di Pisa".
Anche questo dibattito che ha visto impegnato tutto il Consiglio (o meglio i pochi soliti che partecipano da ambo le parti ai lavori, perché gli altri fanno solo numero!) e il supporto tecnico del Segretario Comunale, ha portato via un'altra ora e mezza destinata a quello che avrebbe potuto essere destinato al giusto riposo notturno.
Poi, vista l'ora oramai tarda, alcune mozioni "sveltine" : Regolamento per la concessione di Contributi, due mozioni sull'acqua poi riunite in un'unica, Misure di contrasto sul femminicidio ed infine l' Introduzione della sosta gratuita nei parcheggi del Centro storico. Approvate le prime tre (la prima passata solo in Commissione come richiesta formulata dalla Ramazzotti che, come non mai, ha fatto sentire la sua voce come novella Capogruppo PD) e respinta la quarta, presentata dal PPE-PDL, malgrado prima della votazione avevano dichiarato che si sarebbero anche accontentati della sola area parcheggi relativa a Piazza Garibaldi.
Grande sacrificio per tutti i partecipanti, vista l'ora piccola che si è fatta, piccoli i risultati! Il Sindaco ha parlato anche di spesa di questa seduta. Ieri era stata definita "Teatrino". Dopo questa notte, aggiungerei "Sceneggiata". Ma tranquilli tutti... non lo so infatti, in quanti l' abbiamo seguita fino in fondo.
L'ho detto tanto tempo fa è stato ribadito da qualcuno in Aula ieri e quindi anche io torno a ripeterlo: Se ci sono leggi che fanno perdere tempo con dibattiti inutili e logorroici, vanno cambiate, ma immediatamente. Come pure che in Consiglio COMUNALE, ripeto il COMUNALE, che si parli di cose attinenti la vita, il lavoro, l'economia, il turismo, la società, tutto quello che volete, ma che riguardi il COMUNE.
E una preghiera al Presidente del Consiglio: I tempi vanno rispettati, e visto anche i voli pindarici che alcuni "Consiglieri ed Assessori filosofi" usano per loro piacere, forse andrebbero accorciati. 
Doppio questa due giorni di teatro, si arriva anche a comprendere meglio il perché la gente si allontana dalla politica e speriamo che i Senigalliesi che sono andati a votare alle primarie, abbiano tra mercoledì e giovedì preferito sintonizzarsi su canali TV piuttosto che su Radio Duomo... anche perché lo streaming ancora continua a non funzionare, malgrado i sorrisi ironici, in Aula, del responsabile comunale addetto a questo servizio!

giovedì 29 novembre 2012

Senigallia : Al Consiglio Comunale come i capponi di Renzo

La Neo-Consigliera Comunale Allegrezza tra "ieri ed oggi"
Ed è solo la prima parte... poi dopo questo... figuriamoci !!

"Sono rimasto francamente sconcertato dall’andamento del Consiglio Comunale di ieri sera.
È stata l’apoteosi del teatrino della politica, un susseguirsi di richieste di dimissioni di assessori presentate dalle minoranze, di uscite dall’aula, di accuse e controaccuse; tutto all’insegna di un dibattito autoreferenziale lontano anni luce dai problemi drammatici che le persone stanno vivendo ogni giorno." Sono le prime righe di una lettera-comunicato stampa, inviata dal Sindaco alla stampa ed a chi si occupa di comunicazione. Mi ha anticipato, quasi a leggermi nel pensiero. Si, condivido con lui che ieri è andato in scena il teatrino della politica. Solo che forse cade nell'errore, quando scrive quel "Ieri" che mi suona di troppo. Teatrino lo è sempre stato da finché mi son messo a seguire le varie sedute di questo Consiglio. Ed è anche il motivo, ma questo può fregar di meno a tutti, per il quale mi sono ripromesso di continuarlo a fare, ma molto più defilatamente, via radio e quando funziona, via  streaming.
Si quando funziona, perché anche ieri sera, che sarebbe stato interessante vedere oltre che ascoltare, casualmente, chissà per quali motivi tecnici, non è stato possibile farlo. Ma chissà, che non sia stato meglio così !
Le cose salienti elencate come i conti della lavandaia sono state : Surroga (fa istituzionalmente più figo chiamarla così che non con il termine più popolano di "Sostituzione") della Consigliera Allegrezza, nomina a capogruppo del PD della Consigliera Ramazzotti, suo voto contrario (che ribelle... se si sapeva!!!) al rimescolamento degli Ordini del Giorno rispetto a quello inizialmente previsto in agenda, puntualizzazioni non gradite seppur esposte educatamente del Consigliere Sardella, emozioni contenute nel puntare l'indice accusatore, ma anche, dalla parte opposta per contenere un' ira (mal celata da un blocco nell'esprimersi e dal tremore della voce) nel difendere e contestare.
Un Consiglio Comunale dove c'è un 'inflazione del termine "democrazia" e dove poi alla fin fine andando ad analizzare, questa non è che manchi, ma a volte c'è la sensazione che se ce ne fosse di meno a qualcuno potrebbe fare ulteriormente comodo.
Effettivamente, la voce di Cameruccio nel chiedere la sfiducia dell' Ass. Paci, era indecisa ed impacciata, come lo faceva notare anche il Sindaco Mangialardi. Come del resto lo era la sua, segnata oltremodo anche da un certo forte nervosismo, quando guardando i banchi della sua maggioranza, difendeva a spada tratta (apprezzabile sia come donna, che come suo Assessore e come elemento della sua Giunta) la Dott.ssa Paci.
Quello che ancora una volta, si è distinto di saper camminare senza il guinzaglio che lo lega al suo gruppo di appartenenza, dimostrando di saper ragionare con il proprio cervello e non succube di una matrice politica, è stato il Consigliere Avv. Simeone Sardella. Ha espresso quello che pensava, non ha accusato la Paci, non nè ha chiesto le dimissioni, ma ha sentito l'esigenza di saperne di più, ritenendo che forse si era incorsi in alcuni errori. Beh, questi dubbi si è potuto presumere che non sono stati graditi. Ed un'altra sensazione, che ho provato nell'ascoltare i vari interventi, le varie repliche ed in linea di massima leggendo questa mattina i vari comunicati stampa, che l'unione della maggioranza c'è ... ancora, ma le cime che tiene unite le varie "caravelle" del gruppo, sembrano si stia sfilacciando. E quel sembrano, al sottoscritto, amico di tutti e di nessuno suona quasi come una certezza. E forse quel voto palese se non è l'elisir di lunga vita, può risultare quale medicamento per continuarne il "galleggiamento".

martedì 20 marzo 2012

Senigallia, lettera aperta a Massimo Marcellini sul matrimonio con l’UDC


Svelato dopo tre mesi il segreto di Pulcinella: "l'UDC è andato al supermarket"


Caro Massimo,
immagino che conoscendo la tua ritrosia nei confronti del Web, saranno forse alcuni tuoi collaboratori a fornirti la stampata di questa mia per fartene prendere visione. E già in questo, caro amico, dovrai modificare da oggi le tue abitudini. Oggi i politici, ovunque vadano, sono sempre collegati con Facebook o con Twitter.

Comunque credo che alla luce dei fatti, dopo tre mesi di “voci“, si è giunti (non posso dire finalmente) alla conferma. Ed allora come non cominciare questa lettera se non rubando le parole alla canzone di Lucio Dalla che sembrano scritte proprio per l’occasione: “Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’ / e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. / Da quando sei partito c’è una grossa novità, l’anno vecchio è finito ormai / ma qualcosa ancora qui non va.”

Alla conferenza stampa di venerdì 16 ho provato una piacevole sensazione, nel vederti e per di più attorniato dai tuoi inossidabili collaboratori e comuni amici di un’esperienza che per me è stata veramente indimenticabile. E guardandovi ho rivissuto in una frazione di secondo il periodo di passione politica che aveva scatenato in me e credo non solo, quella febbre quasi giovanile, di voler cambiare il mondo.

In quella frazione di secondo ho rivissuto la tua prima telefonata di invito a partecipare, il primo incontro, la prima conferenza stampa, la mia titubanza ad aderire nel timore di “scontrarmi” con idee e persone distanti dal mio pensiero di uomo di sinistra. Ma anche la tua persuasione ad entrare nella lista, dimostrandomi come in questa ci fossero personaggi dell’intero arco costituzionale. La creazione di un movimento giovanile ed entusiasta creato in una frazione di tempo, una cosa mai avvenuta a Senigallia.

Ma ricordo anche che motivo della persuasione furono le parole, che quasi fossero scritte in grassetto, campeggiavano ed a me campeggiano ancora vive nella memoria, “Siamo una lista apartitica“.
Poi le elezioni, il 5,5% di adesioni, un seggio in Consiglio Comunale, che per una lista civica poco non era. Ed ora, nella saletta della conferenza stampa il brusco risveglio.

Io mi ero già da tempo fatto da parte, ho preferito fare la mia piccola parte politica, a modo mio, mettendoci la mia faccia, e cercando di fare quel poco che posso fare e per come lo so fare. Ascoltando la gente, scrivendo e segnalando a chi il più delle volte sente seppur non ascolta, rompendo le scatole agli addetti ai lavori. Fare cioè una specie di Consigliere Comunale fantasma. Ciò non toglie però che quell’esperienza mi ha aiutato a maturare. Pensa alla mia età!!

Eppure ho imparato ad aprire gli occhi, mi ha aiutato a spogliarmi di parte di quella tifoseria politica che avevo, insegnandomi che gli uomini si apprezzano e si valutano non per il loro distintivo politico, ma per la bontà delle loro idee, la loro intelligenza e in principal modo per la loro onestà. Cosa quest’ultima ogni giorno sempre più difficile da trovare.

E come sopra dicevo, caro Massimo, il brusco risveglio. L’aggettivo brusco però è una bugia, perchè come vedi dal sottotitolo, avevo parlato di segreto di Pulcinella, perchè erano diversi mesi che le voci di popolo correvano nelle pagine dei giornali e per il corridoio dell’Aula Comunale e non posso neppure dimenticare l’incontro di qualche tempo fa conclusosi con la tua decisione che era suonata come un NI.
Franco poi ti farò sapere, per il momento non scrivere nulla!” mi avevi gentilmente chiesto. Appunto, non ho scritto nulla, sono rimasto in attesa con un filo di speranza che quel NI si tramutasse in NO.

La speranza di un piacevole risveglio e ripensamento non c’è stata, ed ha fatto posto invece ad una piccola delusione, che proprio perchè annunciata, non mi colpito più di tanto.
Mi chiedo però che cosa ne penseranno quanti ti hanno dato la loro fiducia, credendo di fornire un voto all’antipolitica, all’antipartitismo di allora.
Hai parlato di nasi storti, all’interno di “Insieme per Senigallia” come di una cosa normale che ciò avvenga in una simile decisione, ma hai anche parlato che in molti saranno più felici di questo tuo orientamento politico che è anche quello che più ti appartiene perchè lo senti a te più vicino.

Diciamo che forse lo hai sempre sentito a te vicino ed ora solo perchè incoraggiato dall’offerta, riesci a confessarlo apertamente. Cosa che comunque non può farti solo che onore.

Voglio augurarti solo che quei tuoi consiglieri che ti hanno suggerito e favorito in questa tua (o vostra) scelta, l’abbiano fatto da vere eminenze grigie della lista, più che da veri amici quali essi sono per te.
Dico questo perchè a volte gli amici, non quei pochi così detti del cuore, che per non darti dispiacere, cercano sempre di indorare la pillola. Allora spero, anche per loro, che a sbagliare in questo caso sia il sottoscritto, la solita Cassandra che non vede oltre la punta del suo naso.

Hai parlato del piacere che hai provato nel sentirti cercato da un partito, hai parlato che l’UDC ha trovato valido il Programma di “Insieme per Senigallia“, che pur con questa fusione la lista resterà sempre una lista civica.

Beh, diciamo che l’UDC è andato al supermarket e, con due aggettivi superlativi, è riuscito a ritagliarsi un angolo in Consiglio. Ma anche vero è che a questo punto non puoi pretendere di avere la botte piena e la moglie ubbriaca.

Capisci a me“… da uno come te e dai tuoi amici UDC, non può esserci che un “matrimonio consacrato” e non solo una semplice “unione”. Matrimonio in cui l’UDC, come partito politico nazionale, non prenderà mai il tuo nome e, il tuo di lista lo manterrai fino alla fine del mandato, dopodichè sarai sacrificato sull’altare della politica alle prossime elezioni.

Mio caro amico, per l’UDC comunale la campagna elettorale è già iniziata, forse fai finta di non essertene accorto, ma attenzione, tu più che un valente politico, sei una bravissima persona ed un medico talmente umano, a cui tutto è permesso anche di sbagliare nel prendere questa decisione, perchè alla fin fine lascierà i mali come li trova.

Del resto alla maggior parte dei cittadini senigalliesi interessa più il tuo operare di medico che quello di politico, devi credermi. Però non vorremmo neppure, ed intendo quest’ultima tipologia di cittadini, più vicini a te ed un pò meno alla politica, che tu ci metta la tua faccia pulita ed in cambio tu venga ripagato come agnello sacrificale… questa è la politica, ed è per questo, per sola scaramanzia che non posso farti il solito augurio che si fa di “In bocca al lupo“, ma più semplicemente “solo il tempo ci darà risposte” che nel tuo caso vorrei fossero positive per tutti.


Franco Giannini
Già pubblicato su Senigallia Notizie.it

Questi i Commenti dei Lettori di Senigallia Notizie:

conte l.mascetti
2012-03-18 20:35:37
Sig. Giannini deluso dal marcellini, mi farà almeno lei sapere se l'oncologo era con lei all'inaugurazione burla-elettorale del monoblocco dell'ospedale il 17/gennaio/2009? Se ne vergogna? L'ultimo piano è ancora disastrato dopo 26 mesi!
quilly
2012-03-18 23:42:14
Grande Franco. Dici quello che pensi con educazione ma senza tentennamenti e non è facile. A 70 anni hai ancora voglia di imparare e di "crescere". Per me sei un esempio da seguire. Quilly
Franco Giannini
2012-03-19 10:02:05
@ conte.l.mascetti gentile lettore, non posso parlare per Marcellini, perchè in quel periodo collaboravo con lui, ma come credo che non gli sarà difficile comprendere, non ero la sua governante e di conseguenza non conosco in quel giorno del 17 gennaio del 2009 quali fossero i suoi (di Marcellini) gli impegni. Con molta probabilità, da ottimo professionista quale è, posso immaginare che mentre altri tagliavano i nastri, lui era di turno nel suo studio nel reparto di Oncologia. Per quanto mi riguarda posso dirgli che assolutamente NO, non mi vergogno, semplicemente perchè ai tagli dei nastri non sono uso partecipare. Lei ha il click facile, vada a vedere se nel suo archivio possiede un mio scatto in simili sceneggiate. Le spiego anche i motivi. Credo che l' inaugurazione di un'opera al servizio del pubblico, salvo che non lo si faccia per un comparsata pubblicitaria ai fini di una visibilità elettorale, ma allora è un altro discorso (e vedrà che troverà sempre i soliti volti con su il sorriso usa e getta), sarebbe una cosa assolutamente da abolire. Senza dare fiato alle trombe dovrebbe semplicemente entrare in servizio.
Franco Giannini
2012-03-19 10:13:40
@ Quilly a parte il caffè pagato... ma sai Simo, come si dice ad Ancona ? "...a mangiare la m...a ci vuole coraggio" nel senso che a dir la verità a volte si perdono gli amici, ma sai quelli del valore di Facebook. Ho scritto quello che ho scritto, invece perchè so di non perdere quella, a cui tengo, di Massimo che stimo come uomo, punto!! Del resto già glielo avevo preceduto verbalmente più volte il sopra detto contenuto, e conoscendolo so che non si sarebbe offeso, ma avrebbe valutato e poi alla fine avrebbe fatto quello che riteneva più opportuno. E così è avvenuto!! Ma almeno la mia coscienza è a posto.

venerdì 9 marzo 2012

A Senigallia il famoso “Pollo di Trilussa” in cerca degli aggiornamenti




















Solo che neppure il Salustri del tempo si sarebbe sognato di presentarsi con quel ridicolo "Ella"!

Come si fa a non ridere, leggendo ai giorni nostri su di una lettera “Per qualunque chiarimento o informazione Ella potrà comunque rivolgersi a questo Ufficio Statistica…” con un solerte funzionario firmatario che non soddisfatto replica ancora con ostinazione “…Le ricordo che i dati che Ella fornirà saranno tutelati dalle disposizioni sul segreto statistico…

Chi scrive è un mandante dell’ISTAT, un funzionario del Comune di Senigallia che, per conto del suddetto Istituto, sta eseguendo una rilevazione campionaria per comprendere i comportamenti di consumo delle famiglie italiane.
Bene, per la seconda volta, la fortuna non mi ha abbandonato in queste scocciature burocratiche. Sono stato sorteggiato a rispondere obbligatoriamente alle domande che mi saranno poste, sia verbalmente dal rilevatore, che attraverso una compilazione giornaliera nell’arco di un’intera settimana, di un modulo in cui si deve elencare tutti i consumi, dal pane che si mangia fino alla carta igienica che si acquista. Un po’ come mettere in relazione… l’entrata con l’uscita…
La prima esperienza, ricordo, fu a carattere nazionale, ovvero la lettera mi pervenne dalla Centrale, ora sono stato invece “declassato“, a quanto pare, ai consumi comunali.

Quando l’Italia ancora non era stata declassata, arrivò una semplice lettera avvisandomi di chi, quando e come avrebbero fatto l’intervista. Oggi, che agli italiani non sono rimasti più neppure gli occhi per piangere, mi è arrivata prima la lettera, con l’affrancatura con tanto di timbro comunale e postale di 0,60 centesini di €.

Poi martedì 6 marzo, la gentile incaricata alle rilevazioni dei dati mi ha portato una cartellina con marchio ISTAT contenente:
- una penna a sfera serigrafata anch’essa con il marchio ISTAT,
- una brochure dal titolo “I Consumi delle famiglie in Italia” (con i dati 2010) composta da 12 pagine in carta patinata stampata in quadricromia,
- un questionario di 18 pagine sempre stampato in quadricromia formato A4 con disegnini,
- un volantino di due pagine stampato in bianco e nero con l’elenco delle voci di spesa ed infine
- un blocco per appunti formato sempre A4 stampato a quadretti. Da considerare che poi il rilevatore a sua volta avrà da compilare un altro modulo, di una decina e più pagine, per l’intervista orale.

Materiale per il questionario IstatPerché ho scritto tutto questo? Ma semplicemente perché leggo sulla prima pagina della brochure “…condotta su un campione di 24.000 famiglie estratte in modo casuale dalle liste anagrafiche, l’indagine rivela la spesa sostenuta per l’acquisto dei singoli beni e servizi, potendo così fornire informazioni anche sull’ammontare complessivamente destinato a ciascuna categoria di consumo (alimentari, abbigliamento, trasporti…)“.
Oggi nel 2012 abbiamo i risultati del 2010. Come dire che l’ISTAT, come del resto l’Italia, è in ritardo di due anni… su tutto!

Ed infatti con un Governo che incolpa i cittadini di aver speso troppo e di trovarci perciò in questo contesto economico catastrofico, nello svolgere questa inchiesta, questo sondaggio, questo studio – lo si chiami come uno vuole – i cui risultati si conosceranno tra due anni, offrono nella loro palese inutilità, la modalità per comprendere quello che le Alte Cariche intendono per tagli della burocrazia e delle spese statali.
Ed è giusto che i cittadini questo lo sappiano e ne traggano le loro giuste riflessioni.

Mi chiedo solo, se il gioco (perché di gioco si tratta) valga la candela.


Franco Giannini
Già pubblicato su Senigallia Notizie.it

Questi invece i commenti dei lettori di Senigallia Notizie :
Massimo Mariselli
Massimo
2012-03-10 09:48:09
Gianni sei grande.
mariangela
2012-03-10 10:04:12
Franco, a parte il ridicolo pronome "Ella", le rilevazioni Istat - non sono sondaggi, ma rilevazioni! - sono fondamentali. E non c'è nessun ritardo. Conoscere all'inizio del 2012 i dati 2010 va benissimo. Dunque, giù le mani dall'Istat. O vogliamo che l'Italia sia solo il televoto dell'Isola dei famosi?

giovedì 9 giugno 2011

DIVERSI SI NASCE ? O SI DIVENTA ? OPPURE ...SI MUORE?!!

di Franco Giannini

... Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive: nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"

Eppure sembra che l'opera del grande Totò, vada riveduta e corretta.
Il tempo passa e con "isso" anche gli insegnamenti dettati dalla buona creanza. E non certo per i personaggi raffigurati nella poesia, ma per quelli meno seri che appartengono al regno dei vivi.
Di questi giorni, sei morti sul lavoro in 24 ore. E l'attenzione sui giornali per costoro è relegata a ritagli di spazio, quale costretto adempimento che va fatto, al pari di una semplice pratica burocratica. Ci sarà qualcuno che dirà che non è vero. Allora posso affermare che se lo si è fatto lo si è pubblicizzato, ma certamente con una minore risonanza di quella allora riservata agli operai caduti nel lavoro nella fabbrica della Thyssen Krupp, o in altre occasioni in cui il plurale e ferale avvenimento avveniva in uno stesso stabilimento, o impresa. Non sono stati neppure pronunciati i soliti falsi "Basta...". O se c'è stato forse, solo un silenzioso "basta", inteso come "...che non se ne parli...più di tanto!". Morti erano quelli della Krupp e morti sono questi, anche se dislocati in province diverse, ma ugualmente degli operai, sempre dei padri di famiglia, certamente dei figli. Ma gli ultimi sembrano ancor più sfigati, sempre che anche in una morte si riesca a trovare un indice superiore di disgrazia. Ma questo è solo la conseguenza che a tutto ci si fa il così detto callo. E finché questo cresce nelle dita delle mani è un apparato di difesa per la pelle, ma quando cresce dentro le coscienze di ognuno di noi, diviene un apparato di offesa per la pelle...quella degli altri. Offesa intesa non certo come difesa, ma come insensibilità ai problemi che viviamo ogni giorno, tutti i giorni, 24 ore su 24.
Abbiamo fatto il callo nel vedere il sangue sulle strade per gli incidenti, lo abbiamo fatto con quello dei partigiani che lottano per avere la democrazia nei loro paesi, lo abbiamo fatto nei riguardi delle morti per overdose, lo abbiamo fatto per le morti dovute alla fame, alla siccità, agli affondamenti delle carrette del mare, ai nostri militari impegnati in una guerra pacifica(?) in terre straniere, ai terremoti, ai tsunami, alle radiazioni delle centrali nucleari sicure fin a quando non si verificano problemi, ai morbi quali quello della mucca pazza, o la peste dei suini o a quello del cetriolo....grande pericolo questo, per l'intera umanità, il cui vero accorgimento per salvaguardarsene e il non girargli mai le spalle, tenendo sempre la mascherina sulla bocca... E la lista si potrebbe allungare all'infinito.
Fortuna vuole, per chi reputa il non parlarne una fortuna, che un nuovo argomento, ma senza morti e senza sangue,subentri a qualcuno di questi e disorienti il pubblico spettatore, cittadino e nel contempo bue: ecco che allora si parla di Bunga-Bunga, di evasione fiscale(ma appena un poco...ehh!!), di elezioni amministrative, di Magistratura sottoposta a chemioterapia, dei militari che dichiarano guerra all'immondizia, delle nozze del secolo a cui si possono corredare disquisizioni su quanto è costato l'abito (chi lo ha pagato non interessa allo spettatore), del fondoschiena di pippa, per giungere poi allo scandalo attuale, corsi e ricorsi della storia: quello sul mondo del calcio e delle scommesse. Anche qui la mente del pubblico è corta...tutti scandalizzati per le scommesse e nessuno che legga le quotazioni di certi calciatori e le rapporti con le promesse e gli intenti che si erano ripromesse le società di contenersi (si fa per dire) su quotazioni sopra cui l'etica (che strana parola per certi figuri...) esigeva che non si andasse. Ma ora siamo in estate, le argomentazioni che interessano l'opinione pubblica, sono innumerevoli...ed allora se dovesse accadere, tocchiamoci quel che si deve e facciamo i debiti scongiuri, si dovesse scrivere o parlare di qualche disgrazia sul lavoro, ecco gli argomenti "sfolla-lacrima": che cosa devono mangiare gli anziani con il caldo...e giù a parlare di frutta e verdura in abbondanza (detto da chi al mercato non ci va e non sa neppure l'importo medio delle pensioni!) e tanta acqua. Ma è pronto, fin da ora, anche un "nuovo inedito comunicato" quello che a luglio nelle autostrade ci sono 9 milioni di automobilisti che si stanno muovendo per raggiungere i luoghi di villeggiatura, altri 3 milioni hanno optato per il treno, per 2 milioni la scelta è caduta sull'aereo. Gli stessi comunicati logicamente, verranno riproposti ad agosto. A settembre sarà invece la volta del piagnisteo delle statistiche che vedrà da una parte i soddisfatti (i governativi del momento!!) dall'altra quelli che in vacanza non ci sono stati e prepareranno, come si fa ormai usualmente il Settembre Caldo, a parole ben s'intende, o gli evasori di turno con le lacrime del "è stata una stagione da dimenticare". E per i martiri del lavoro, purtroppo, neppure più un pensiero!!

domenica 8 maggio 2011

I GIOVANI DI IERI RACCONTANO - Capitolo 1° - 3° puntata


"MACHI' NON PIOVE, CHI' NON VENTA!"

Raccontandosi

AURORA

Da bambina avevo poche amiche, me ne ricordo una che si chiamava Maria e aveva un giorno meno di me, poi s'è sposata. Andavamo a zappà il grano e a scarpì l'erba, altro che diverticce ! Non c'erano tanti bambini che giocavano, si lavorava, io andavo la mattina a badà alle pecore, la sera mia sorella e io andavo sulla chiesa che c'era il rosario, avevo 7 o 8 anni, anche se ero piccola se lavorava. Facevamo anche il formaggio, le forme da un chilo, mamma era svelta, sia col latte di pecora che di mucca. C'era 'na mucca che se faceva il fiolo c'aveva le pocce fino a terra, allora papà le mungeva alla mattina e ci preparava la colazione col pane abbrustolito sul fuoico. Ce n'era troppo però, allora papà ha detto a mamma de facce anche il formaggio, la mamma lo faceva talmente liscio che non ce se credeva.
Io sono di Serra Sant'Abbondio in provincia di Pesaro, ne ha parlato pure Dante Alighieri. Una volta c'è venuto, passeggiava con una mantella nera sulle spalle e un cappello, i ragazzi del paese, che stavano badando alle pecore, l'han preso per uno zingaro e l'han preso a sassate ! E lui ha scritto:
"Valle che fai notte avanti sera Con gente da basto e da galera."
Fa notte prima di sera perchè è in mezzo a due monti, per cui il sole va via prima e la gente è da basto cioè bastone perchè lassù 'na volta c'era i montanari che facevano la legna e, per trasportarla, la mettevano sull'asino, un pò da una parte, un pò de là.
Da ragazza andavo a ballare a Frontone, c'era uno che suonava l'organetto, quella volta se diceva così. C'andavo con mamma e li m'ha imparato a ballà e quando eravamao più grandi ce portava dappertutto, bastava un pò di musica e si ballava.
Io so stata vedova di guerra, la mia prima figlia aveva sette o otto mesi quando è successo e tutti mi dicevano che dovevo risposarmi perchè poi, quando lei sarebbe cresciuta, io sarei rimasta da sola, ma a me non me ne fregava. Il primo marito è morto in guerra, un amico suo quando scriveva alla fidanzata metteva sempre un saluto o due parole per me da parte sua. Quella volta non me diceva niente, io non capivo e le chiedevo che c'è. Alla fine me l'ha detto che era morto. Per tre anni ho portato sempre il lutto, vestita di nero e col fazzoletto legato sotto il mento. Una volta mi han detto che tutto quel nero portava scarogna, ma mi avevavno costretto a metterlo, io dicevo che il lutto va tenuto dentro. Dopo ho conosciuto il secondo marito, era un gagarino, era sempre in mezzo alle donne e portava il cappello.
L'ho conosciuto una volta che so andata al mare. Lui faceva un pò il galletto in motorino e andava forte, me portava in giro, ma quella volta c'era le buche nelle strade e 'na volta so cascata e me so rotta tutta ! L'ho conosciuto al mare, ma non c'ero andata per lui, c'ero andata così, lui ha lasciato la fidanzata per me, io avevo un difetto, ero magra e avevo gli occhi all'infuori, me chiamavano occhialona !
Mia mamma mi ha insegnato che bisogna lavorà, la mattina ce diceva:"Alzateve che già i Pedaletti è pe i campi!", erano tre fratelli figli dei vicini di casa, e ai Pedaletti la mamma ie diceva:"I Caimai stan a lavorà e a cantà", i Caimai eravamo noi. Sai perchè ce chiamavano così ? Una volta Serra Sant'Abbondio e Frontone erano insieme, solo dopo han fatto i comuni separati e per decidere se San Secondo doveva far parte di Cagli o di Pergola han preso due vitelli, li han messi col tragino davanti a un incrocio e se andavano a destra era Cagli, a sinistra Pergola. Passati davanti a una casa co 'sti vitelli, una signora urlava "cai mai" che in dialetto significa Cagli mai. Quello è il posto dove poi ho vissuto io, allora a noi ce chiamavano i Caimai! E' 'na storia di casa mia!
Babbo era più vecchi di mamma, me lo ricordo poco, è morto presto, mi ricordo solo che quando è morto e c'è stato il funerale, c'era la neve e io camminavo ad occhi chiusi per il sole, mi ricordo solo questo.
I giovani d'oggi han più libertà, penso che i valori li avran pure, ma li omi soprattutto van troppo in giro, ma, se volen, se sta insieme lo stesso.

BIANCA

Da piccolina non c'era un cavolo, giochi non mancavano, ma non come adesso, meno giochi, meno tutto. Da mangiare non è mancato mai, a 9 o 10 anni si andava a ballare perchè sennò non c'era niente. Una volta, raccoglievamo il granturco e facevamo tutte le strisce e la gente veniva a pulirlo, le persone stavano attente a far presto che volevano andare a ballare. C'era il mese di Maria, allora si andava in chiesa e poi si stava con gli altri ragazzi e ragazze, mica si faceva niente di male, solo che ti divertivi con quelle cose quelle.
Una volta mia madre ha detto a mia sorella che, invece di venire dove pulivano le pannocchie a portarci da mangiare, la cena, dovevamo andare a casa a mangiare e noi le abbiamo detto che non avevamo fame altrimenti non potevamo andare a ballare.
A scuola c'era un maestro bravo, ma ho fatto fino alla terza elementare perchè poi c'era da lavorà.
Mia madre era brava, sapeva fare tutto, mi ha insegnato tutto, anche a fare il pane. Mia sorella invece era una dormiona e così lei chiamava sempre ma me, perchè il pane, dopo che era lievitato tutta la notte, lo faceva presto, fuori ancora era scuro. Mio padre è morto presto, mi ricordo si e no, io ero piccola.
Oggi è tutta un'altra vita, per un conto è meglio adesso, per un conto no. Una volta si facevano le cose quelle, ora si droganoi, è un macello. Quella volta si lavorava e basta, ammucchiavamo il grano poi c'era chi lo legava, capace che era mezzanotte e ancora eravamo tutti qui per il campo, poi dopo tornavamo a casa e giocavamo, mamma bronbtolava perchè facevamo tardi e dovevamo alzarci presto.
Nel mese di Maria, finita la messa, rimanevamo a giocare con gli altri amici e quando tornavo a casa con mia sorella, mamma ci brontolava e ci diceva:"tutto questo tempo?" e noi rispondevamo:"si perchè il prete è arrivato tardi!" perchè se dicevamo la verità non ci avrebbe più mandate. In qualche modo bisognava che l'aggiustavi, mica è come adè che non tornano neanche a casa!
Mio marito l'ho conosciuto quando si stava tra ragazzi e non è che tutti vanno bene, ne scegli uno, quello che ti piace di più. Tutto il divertimento è stato 'ste cose queste.
Mia sorella, e semo gemelle, non aiutava mai, dormiva come un ciocco, una volta c'è stato il terremoto, il tetto tremava e lei è uscita tutta nuda da quanto è fuggita veloce, quella volta s'è svegliata eccome!
Il rapporto con mia sorella era bellissimo perchè eravamo sempre tutte e due d'accordo perchè, una sola, mamma non ci mandava. Lei è morta di malattia poco prima che mi sposassi, allora ho aspettato e mi sono sposata dopo due anni, sempre sa quel eh!
Dopo sposata ho fatto due figli, ma abitavo vicino al fiume e avevo paura che, quando andavo a lavorare, si potessero fare del male. Così ho chiesto al maestro che faceva scuola a quello più grande, faceva la prima elementare, se poteva tenere anche il piccolo, lui ha detto di si e gli ha messo un banchetto anche per lui. Poi loro tornavano a c asa con due ragazzini che stavano proprio vicino a casa mia, gli facevo trovare da mangiare e loro mangiavano da soli, bravi bravi
Dopo ho imparato che andavano a giocare al fiume, era otto metri profondo e grande e ho avuto paura che s'affogassero.
Così gli ho detto che dovevano andare dalla nonna. Una volta ho sentito che due bambini erano stati presi nel fiume e stavano annegando, ho avuto tanta paura, ma per fortuna non erano i miei figli. Dopo mio marito ha iniziato a star male e non c'è stato niente da fare.

BRUNA

Io c'ho 90 anni. Da bambina giocavo all'altalena, oh tanto! E più andavo in alto più mi piaceva, ce n'avevo una anche in casa più piccolina perchè papà mi toglieva tutti i desideri. Giocavo con molte compagne, ma a mio fratello non piacevano due mie amiche e se ci giocavo si arrabbiava.
Avevo 6 anni e andavo a scuola alle Comunali, lì ho tanti bei ricordi a parte la maeswtra che era cattiva, ma spesso ero io che la facevo sporca, mi aggrappavo alla striscia di legno dietro alle sedie e mi ci incastravo! La maestra per scastrarmi mi ha dato due scapezzotti! Era brava per carità, ma era cattiva come il diavolo e aveva due figli brutti come il diavolo!
Ero tanto legata a mio fratello e lui a me, anche stamattina mi ha portata a fare le analisi, è sposato e ha due figli.
Volevo più bene a mamma che a papà, lui fumava il sigaro e quando entravo era una puzza! Ma era bravo. Mamma ce l'ho qui (indica il cuore), faceva la maglierista e io così a 10 anni facevo la sarta, ho lavorato un bel pò mi svegliavo alle quattro della mattina. Ho guadagnato sì, ma ho lavorato tanto.
Non ho mai avuto un marito, ma tante dichiarazioni (sorride) ! A porta Fano ad ogni angolo c'era un ragazzo per me, ma mio fratello non voleva, voleva che prima andassero da lui, era geloso! Però di nascosto avoja se le avevo le storie, uno era un soldato. C'era la guerra, avevano bombardato Scapezzano, è venuti giù tutti i soldati. Io coi bombardamenti so andata via di casa e so andata a casa di gente che aveva una gran bella casa con un grande prato. Il figlio dei padroni di casa era questo soldato, aveva il padre severo e non voleva nemmeno spostà il fiasco del vino, glielo dovevamo fa noi. A me piaceva questo ragazzo, a lui piacevo io. Gli ho voluto bene, ma la guerra è andata avanti, poi si è ammalato ed è morto. E' stato un gran dolore per me e da allora nella testa ho avuto solo lui e nel cuore non c'è stato più amore. Lui è stato il più grande amore, era bello un bel pò! Ecco cos'è stato l'amore per me.
Di ricordi belli ne ho tanti ... mi ricordo un Primo Maggio, eravamo quattro donne e quattro uomini, qui vicino, a Fano o Pesaro non lo so, non mi ricordo bene. Ad un certo punto mi è uscito l'elastico delle calze, che poi faceva anche male, e io sai che ho fatto? Ho tirato su tutta la sottana (ride)! Oh poi quella volta avevo anche delle belle gambe, mica come adè che enne un casino!

sabato 23 aprile 2011

I GIOVANI DI IERI RACCONTANO - Capitolo 1° - 2° puntata



"MACHI' NON PIOVE, CHI' NON VENTA!"
Raccontandosi

ANGELA M.

Ho un ricordo da bambina, quando avevo15 anni, andavo a scuola ancora, ho fatto le superiori, c'era un uomo e, la verità, voleva far l'amore. Mia mamma voleva mettermi con questo, una volta ci siam messi dietro ad una porta, lui continuava che voleva baciarmi e io dicevo di no. Lui insisteva, dicendo che anche la mamma diceva che avrei potuto. La verità? lui mi ha detto vado via e ci vediamo quando decidi. Non si è fatto più vedere. Mia mamma voleva poer forza che prendessi quel ragazzo perchè era del nostro paese, io un bel giorno sono uscita, ho trovato una donna anziana che mi ha detto se volevo lavorare a Bari. Mi ha portato da un dottore bravissimo che mi disse: " Ti do 30.000 lire al mese per lavorare qui.". FFacevo che la mattina il dottore riceveva i pazienti ed io stavo davanti alla porta ed indicavo se potevano entrare. Ho vissuto tre anni a lavorare con quel dottore, poi ho conosciuto mio marito. Eravamo quattro amiche che andavamo a lavorare, si usciva solo la domenica, mio marito si affiancava a noi alcune di quelle sere. Poi, una di quelle domeniche, mi si avvicina da solo e mi dice che dovevo lasciar stare tutte le mie amiche e io gli ho risposto di no. Lui ha insistito, ha detto dobbiamo essere marito e moglie ... a venti annio eravamo sposati.
Da bambina non avevo un'amica, sempère da sola come qua. Abitavo in provincia di Bari, mi piaceva il silenzio come ora, che vengo in questa stanza e sto in silenzio o vo sopra e sto sola.
I miei genitori ... mio padre era bravao, mia madre invece mi sgridava spesso per via di quel ragazzo che vi dicevo prima. Io e mio papà eravamo che non ti dico, andavamo in campagna, sempre mi voleva, ero la preferita. Ho fatto una vita! Non mi posso lamentare e l'uomo che ho trovato era una meraviglia.
Il mio ricordo più bello è il mio papà, non lo posso dimenticare. Quando mi dovevo sposare è venuto solo lui, poi quando è morto, so io come ho sofferto.
I genitori devono volersi bene. Mio papà quando ho sposato questo uomo ha detto: "Voglio voi a casa. Se vuoi mangia sennò no, fai come vuoi, ma voglio che ci sei". Allora gli ho detto che saremmo andati il pomeriggio, io avevo già il primo figlio. Lui ha detto a mia madre che mi voleva aiutare e le ha fatto prendere il portafoglio e mi ha dato 600.000 lire e non l'ho mai dimenticato. Gli ho voluto tanto bene e ancora, se vieni in camera mia sul comodino, vedi che c'è la sua foto. Papà mi veniva sempre a prendere a scuola, non si dimenticava mai. Quando ero piccola ci siamo trasferiti a Roma con tutti, solo mamma è rimasta a Bari, papà lavorava, ha fatto la guerra.
La gioventù di oggi è diversa, ha cambiato.
Quando è salito al potere Mussolini ha detto: " Figli cari, voglio dire una cosa: la donna ha messo i pantaloni, peggio per voi, son cambiate le cose!" (fa il gesto delle corna) . L'uomo quando vuole bene ad una donna la deve portare nel cuore, oggi non è più così, oggi esce e ne trova un'altra. Lì bisogna chiudere il matrimonio perchè il marito deve volere bene alla moglie. Oggi secondo me la donna sta peggio.
Anche Mussolini diceva che aveva sia la moglie che la patacca. Ma quando è morto, l'amante moica è venuta, solo la moglie, la Rachele. Io l'ho conosciuta, una brava donna, bravissima proprio e a lui gli voleva bene, anche se lui si trattava con questa patacca. Io l'ho conosciuta durante le scuole.

ANNUNZIATA

D a bimba non giocavo, ero contadina. So gita imparà a fare la sarta sui 15 anni perchè a scuola si andava poco. A 8 o 9 anni givo a scola, poi a casa non c'era divertimenti. Le bambole ne avevo parecchioe, je facevo i vestiti, mi piaceva. Non c'era un bel pò di amiche, si andava alle feste per vedere gente, a piedi perchè non c'era neanche la bici, adesso hanno tutti la macchina.
Eravamo otto figli, io sono nata il mese di giugno ed ho un fratello gemello, sono gemella del segno dei gemelli, mio fratello è morto, eravamo tanto legati, ci volevamo bene, sai quando non c'è niente ci si vuole più bene. Eravamo tutti legati in famiglia, eravamo contadini, quel poco che c'era si divideva per tutti: pane e vino, l'olio ce n'era poco. La frutta solo se c'era per il campo e per andare ad una festa dovevi fare chilometri e chilometri a piedi per stare un pò in compagnia. Ho iniziato ad andarci che ero grande, in compagnia eh! Mica da sola! Il mio fidanzato non viveva distante, ero innamorata un bel pò, mi piaceva tutto di lui, era anche bello un bel pò.
Da ragazza se giocava a non giocà (ride), c'è poco da ricordasse! La campagna non era come la città, non vedevi la gente a spasso. S'andava a mietere e a battere anche perchè c'era compagnia, ma era faticoso, noi donne lo facevamo a gambe nude, te piccava tutto, eh quanto s'è tribolato!
Il ricordo più bello è quando mi sono sposata, ero felice e mio marito lo stesso. Ho avuto due femmine ed un maschio, che però è morto. La più grande sta bene, è sposata, l'altra pure, lavora, ma adesso col mutuo c'han da fa.
Con mio marito sono andata a vivere a Borgo Bicchia, ma sul più bello è morto, quando stavamo bene, la vita è così!
Quando mi sono sposata avevo un vestito bianco, c'erano i parenti. Con mio marito sono andata sempre d'accordo. Ogni tanto se stizzava e io, per farlo calmare, gli sistemavo la cravatta per andare alla festa!
I miei genitori mi han dato l'educazione, ero brava e li rispettavo. Erano severi tanto e quanto, ma poi cosa potevo fare di male ? Nemmeno la bici c'avevo!
I giovani d'oggi sono più svegli, vanno in giro, vedono di più, non gli do nessun consiglio, tanto poi fanno come je pare! Io solo dopo sposata mi son fatta il motorino, facevo i servizi, l'ho fatto per quindici anni, mio marito pescava. Si stava bene e ho sofferto tanto quando è andato all'ospedale, aveva mal di cuore.

continua....

domenica 10 aprile 2011

I GIOVANI DI IERI RACCONTANO.... Capitolo 1° - 1° Puntata


Senza seguire una ben definita data di pubblicazione, mi impegno fin d'ora, anche per questo nuovo lavoro, di renderne fruibile la lettura a tutti coloro che sono sprovvisti di questo "testamento" cartaceo che i nostri anziani, i giovani di ieri, vogliono consegnare ai giovani di oggi. (FG)
Terzo volume di ricordi raccolti da Laura Pedrinelli Carrara ed Alessandra Durastanti, alla Casa Protetta per Anziani.

"MACHI' NON PIOVE, CHI' NON VENTA!"
Raccontandosi

ANGELA A.
Di quando erobambina ricordo i giochi, di quando ho mangiato tutta la colla di pane a mio fratello. Era il giorno di Sant'Antonio, il santo delle bestie, siamo andati alla messa e una volta davano il santino d'attacà nella stalla e per taccallo ci voleva la colla fatta con farina e acqua. Io l'ho vista, che mio fratello l'aveva preparata, avevo fame e l'ho mangiata tutta (ride)! E' venuto oltre, il barattolo era vuoto, ma non mi ha detto niente, anzi mi ha abbracciata e mi ha portata in cucina, ha trovato un pò di pane, me l'ha bagnato nell'acetella e me l'ha dato da mangiare perchè ha capito che avevo fame.
Della scuola mi ricordo di quando andavo alla prima classe, avevo tipo 5 o 6 anni. A quei tempi si andava per i campi a cercà le foglie da mangià, la Sulla si chiamava. I grandi avevavo meno fame di noi perchè andavano nella zolla a lavorà e loro lì mangiavano, magari quello che trovavano, ma dovevavno sta attenti che la dovevavo vendere questa roba, non ne dovevavo mangiare troppa. Noi più piccoli non potevamo andarci perchè c'erano le bisce.
Quella volta noi piccoli dovevamo vestirci con la divisa che voleva Mussolini, noi ragazze la gonna nera e la blusa bianca, mentre i maschi calzoni grigi e camicia bianca. Ma babbo non aveva i soldi per comperare 'ste cose, eravamo sette figli, poi stava anche male, sicchè non potevamo andare a scuola perchè senza la divisa non si poteva e avem tribolato anche la fame. Io ero la più brava a scuola e anche tra i miei fratelli, ma non potevo andarci perchè non avevo la veste di Mussolini. Da ragazza invece mi ricordo che non sono uscita tanto copn le amiche perchè le mie sorelle erano più grandi, io ero la più piccola e dovevo lavorare anche pere loro, mi mettevano a lavà i piatti.
Una volta mi ricordo che sono andata al cinema alla Fiera di Sant'Agostino ... adè vi faccio ridere! Un giovane voleva mia sorella, aveva i pantaloni bianchi e una camicia bianca a righe celesti. Era appoggiato n'te 'na bancarella, mio fratello aveva deciso di passare dov'è il Politeama così potevamo vedere tutta la fiera e poi arrivare a piedi fin giù a casa. Arrivati da piedi del porticato c'era sto giovane, un cane gli si è avvicinato e gli ha fatto la pipì nei pantaloni! Tutto un momento, tutti i cani sono andati intorno a lui, tutte le femmine a fare la pipì!
Mio freatello provava a cacciarli, ma rideva pure lui. Dopo c'ha portato al cinema e io avevo paura che mi venivano le macchine addosso mentre guardavo il film! Ero fiola ed era la prima volta che c'andavo e che vedevo queste cose, non sapevo cosa fosse, avrò avuto 12 anni e mi pareva una scena reale. Non ho detto niente, ma ho avuto paura davvero (ride). Ci sonoandata solo altre due volte col mio fidanzato, una volta c'è venuta anche un'infermiera, che era un'amica , e pure mio fratello. Poi quando sono tornata a casa e mi han chiesto com'era il film, io mica me lo ricordavo e nemmeno mio fratello perchè eravamo distratti, eravamo preoccupati per i nostri genitori che stavano male.
Mamma non era una che insegnava le cose, ma se uno di nopi parlava male c'era il granatello e se si tornava a casa dopo l'Ave Maria, che era verso le otto di sera, prima di buio, pam pam e ci punivano! E basta! Papà ci voileva bene, gli sono andati bene quelli con cui ci siamo fidanzate.
Il ricordo più bello è quando mi sono sposata. Mi sono fidanzata a 23 anni il giorno di Pasqua e a 27 mi sono sposata sempre il giorno di Pasqua. Siamo stati alla messa al Portone, mi ha accompagnato mio fratello anche se si era operato da poco; era ben vestito, aveva un vestito solo, ma lo teneva da conto, era bello lui. Invece la fidanzata aveva un vestito invernale col collo alto, ma non aveva i soldi per comprallo per l'estate e pure il prete la guardava. Quando sono uscita dalla chiesa, c'erano tutte le donne del Ciarnin che mi hanno baciato e a lui han detto che mi doveva tenere da conto perchè an'altra come me non l'avrebbe trovata. Prima mi han fatto il regalo, poi mi han dato delle buste con dentro 1000 lire o 4 soldi, così. Una bella festa e tutti ce dava la bustina col ricordino. C'era un amico che quel giorno ha chiesto a mio marito se mi poteva baciare, lui ha detto :" Va bene, basta che non la magni!". Mi ha dato un borsone con con 50.000 lire, che quella volta erano tanti. Il ricordo più brutto invece quando è morta mia figlia e non doveva morire. Il nome gliel'ho dato lo stesso, Giuseppina, non so perchè, mi è venuto così. Non l'ho voluta vedere in quel momento, ma poi con gli anni mi sono pentita (piange). E i piccoli giva nel limbo, non in Paradiso, il posto dove vanno i bambini piccoli piccoli. Al cimitero a trovarla mi ci hanno portato tardi, non ce la facevo.
Per i giovani d'idea mia, è uno scandalo perchè oggi sanno resistere più gli uomini che le donne. In tutti gli anni che sono stata fidanzata, se mio marito m'avrà dato dodici o tredici baci è tanto. Mi fermava e mi diceva che non voleva andare avanti. Mi voleva troppo bene, non voleva mettermi incinta per non ferire mamma e papà. Non so, ma mi sembrano meglio i maschi delle femmine, perchè oggi so le donne che chiedono agli uomini, so sfacciate.

continua...