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giovedì 6 settembre 2018

... e se si studiasse anche un Vaccino contro l'ignoranza ?? Io sarei il primo ad offrirmi come cavia

... sarà forse perché a me è rimasta davanti agli occhi questo strumento (vedi foto) che allora ( nei miei anni dell'infanzia) era di cura e nel contempo di tortura.

Era un "tutore" che manteneva diritta e rigida la gamba del colpito da poliomielite, permettendogli di camminare e che si allungava con la crescita. Ce n'erano anche per braccia e per piedi. Andavano indossati al mattino quando il paziente si alzava dal letto e veniva tolto quando la sera, finalmente, si coricava. 
Poi è venuto il Dr. A. B. Sabin con il suo vaccino, che con le sue gocce nella zolletta di zucchero ha sconfitto questa malattia, la poliomielite, che quando andava male provocava la morte e quando non ci riusciva, rendeva paralizzati per il resto degli anni ancora da vivere. Ricordo le difficoltà, di una mia coetanea nonché vicina di casa di quel tempo (da diversi anni passata a miglior vita), colpita da questa malattia e che mi sono rimaste indelebili nella memoria del bambino che ero allora. 
Ed ogni volta che si parla di vaccini, ecco che mi compare le scene di gioco con Titti (così si chiamava la bimba) che adattavamo sempre alla sua infermità.
Dr. A. B. SABIN
Già da qui si può comprendere come io veda, quindi, di buon occhio le Vaccinazioni. Seppur comprendo i timori di qualcuno. Ma il rapporto benefici-svantaggi pende tutto dalla parte del giovamento, indi per cui vedo con occhio benevolo gli studiosi che si impegnano in queste opere di ricerca.
Confesso che avendo due nipotini in età di vaccinazione, finché non le hanno fatte (per il momento le prime) sono vissuto con il terrore in una decisione dei genitori che fosse contraria ai vaccini, cosa che  mi avrebbe portato a tenermi dentro il timore perenne che fossero colpiti da qualche virus. Seppur non mi sarei permesso di obiettare  ai genitori, perché prima di tutto son figli loro,  per mantenere la pace famigliare ed il buon vivere, optando, come spesso avviene, per la regola del silenzio.
Superato quindi il frangente del vaccino SI o vaccino NO, ecco che si legge sia su FB, il Vangelo dei Poveri, che in quello Politico, altrettanto obsoleto, altalenante, ignorante, impreciso, per di più in politichese, dei governanti nostrani. 
Si va a scuola, quindi, solo se vaccinati. Autocertificazione SI poi sembra NO, non più sufficiente, forse un NI. Il tutto onde evitare, dicono, per possibili, eventuali, contagi.
Ed è qui che comincio ad avere dei grossi dubbi, che la mia limitata cultura in generale ed ancor più in materia sanitaria, non riesce a risolvermi. Quindi non mi schiero, però ciò non toglie che mi ponga delle domande.
Se le autocertificazioni sono state messe fuori legge per punire quelle signore "che si ritenevano furbe" solo per aver falsificato le auto-documentazioni con l'aiuto di Internet, la cosa mi fa piacere e la sostengo con forza. Ma se così non fosse, mi chiedo a che serve dimostrare che si siano o non si siano vaccinati i propri figli. Se in una classe sono tutti vaccinati, meno uno, dove sta il problema? Quell'uno non verrà infettato perché tutti gli altri sono vaccinati e viceversa quell'uno non potrà essere contaminato dai suoi compagni in quanto vaccinati. Salvo che non ci possa essere il problema del portatore sano. Se poi ci fossero un 50% vaccinati ed il restante no il problema riguarderebbe solamente i genitori (e purtroppo i figli ) di quel 50% che ancora, per puri motivi politici, non si sa se si devono considerare in regola o no, con le disposizioni di legge. 
Ma se in tanti si sono posti questi quesiti, voglio pensare che il problema di non comprendere sia solo mio e che prima o poi riuscirò a risolvere leggendo ed informandomi da chi professionalmente è preparato e non certo da chi mastica o crede di masticare materia sanitaria.
Dove invece sono quasi certo ( quasi, perché l'infallibilità sembra non abitare più neppure in Vaticano), è il perché si fa tanto chiasso solo ed unicamente nell'area scolastica e non si solleva questa questione anche nelle "scuole" di calcio, nel minibasket, nei corsi di rugby, di judo, di atletica, di ginnastica e quanto altro? Anche lì ci sono bambini che si incontrano, si scontrano, giocano, compartecipano e che se non erano in regola nella Scuola Statale o Privata di pura istruzione, non lo saranno neppure in quella ludico-fisica.
Ed allora che si fa? Si chiude un occhio all'italiana? O ci si dovrà comportare come ci si comporterà nei banchi di scuola? Oppure proprio non ci si è neppure pensato che esista anche questo problema? Il che sarebbe cosa altrettanto grave, come il non vaccinare !!







di Franco Giannini

mercoledì 5 ottobre 2016

Se la Lorenzin, come oramai risaputo, non beve di certo il brodo d'aquila ....

... la nostra sanità regionale, che è un'eccellenza (loro si dicono!), ma nei fatti non è migliore della Beatrice, al più può bere quello di guatto.

Abitando nel Bel Paese, quello delle contraddizioni, e nella Regione delle Eccellenze, le Marche, leggo in una nota http://www.linkiesta.it/…/meningite-piu-di-400-euro-…/31841/ che :" Nelle Marche, invece, il vaccino costa 74 euro, a cui bisogna aggiungere 12 euro per la prestazione sanitaria. Anche se, come raccontano molti genitori, il vaccino non sempre è disponibile. Quindi c’è da aspettare. Senza dimenticare che il vaccino richiede tre richiami sotto un anno di età. Per cui il costo è da moltiplicare per tre". Voi non crederete quanto vorrei che questa notizia riportata fosse solo una bufala da FB... ma non credo, perchè dovendo vacinare i miei due nipotini ho sentito sparare cifre di 180 € a testa ?? Se fosse così, mia cara LORENZIN, eccoti una delle ragioni per cui le coppie di giovani preferiscono non mettere più al mondo dei figli, mentre tu scialacqui milioni per stupide campagne pubblicitarie senza senso proprio per incrementare le nascite scopiazzando in malo modo quello che faceva Benito con i suoi Oro e Figli alla Patria. Ovvio che invece quella sponsorizzata dalla toccante e nel contempo bella immagine di Beatrice Vio olimpionica e nazionale (da non confondere quindi con la ridacciana ministra), non l'ha di certo ideata la nostra Sanità... pardon, mi scuso per l'errore di battuta, perché sanità, la nostra sanità, si scrive con la lettera minuscola. Non certo per chi in esso lavora, bensì solo per chi ha il privilegio economico di dirigerla.


Beatrice Vio
Ma ecco che passa qualche ora e mi vedo arrivare un Comunicato Stampa Comunale in cui mi si annuncia che il professor Roberto Burioni sarà a Senigallia per presentare il suo libro “Il vaccino non è un’opinione”. Ritengo che sia un appuntamento da non perdere domenica 9 alla Rotonda a mare della spiaggia di velluto, in principal modo per quei genitori che non credono sulla assoluta necessità delle vaccinazioni, con la speranza che essi si riavvedano.
Quindi il mio è un SI convinto alle vaccinazioni e lo dico senza mezzi termini nel timore di essere magari frainteso. Perchè c'è un perchè. Se il vaccinarsi è cosa non consigliabile, perchè non dovrebbe essere tassattivamente obbligatoria come per altre? Perchè la si fa pagare? E perchè in alcune regioni è gratuita ed in altre no? Figli e figliastri? E perchè i costi del siero variano da paese a paese? Ma quanto tempo ci vorrà perchè quella famosa siringa costi lo stesso prezzo in tutta Italia?
Mi sta bene che vengano organizzati simili incontri, anzi doveroso ed utile, ma ben più importante sarebbe richiedere nel corso di queste tavole, alla Ministra che sembra sorda in questi frangenti da entrambe le orecchie, ai Sindaci responsabili della salute del cittadino, agli Assessori Comunali e Regionali preposti a tale servizio, che non facciano solo la solita comparsata, il solito discorso composto di belle parole, bensì diano una risposta immediata che non sia quella che oggi è in uso e che credo lo resterà fino al 4 di Dicembre.
Infatti sono convinto che come sarò considerato io, il solito popolista, alla fine la colpa ricadrà anch'essa a chi non voterà SI al prossimo referendum costituzionale, la panacea di tutti i mali, perchè qualora vincesse il SI ci sarebbe un avvicinamento tra le Regioni e lo Stato. Ma le Regioni che l'hanno già gratuita o hanno degli amministratori scienziati esse, o abbiamo dei rincogl@@@@ noi? Quindi io voterò ho un ulteriore motivo per votare NO, perchè nelle file del SI, siedono coloro di cui io non ho assoluta fiducia, nè su quello che fanno, nè per come lo fanno. Individui, tutti con la stessa targa della città patavina, incapaci, insensibili, spocchiosi, convinti della posità delle loro decisioni scaturrite dalla loro arrogante presunta saggezza. Ed a farne le spese poi dei mediocri risultati, sono come sempre, le spalle della povera gente.


Perchè se da questo incontro con il Professor Roberto Burioni studioso ed esperto di microbiologia e virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano si riuscisse a far superare i timori di tanti genitori e soprattutto far capire loro la necessità della vaccinazione poi si andrebbe a sbattere sul secondo problema, secondo solo in ordine cronologico, sulle difficoltà economiche che troverebbero famiglie al cui intermo si combatte con il precariato, la disoccupazione, con redditi da sopravvivenza. Ed allora in questo caso, come si suol dire, le parole non riempono la dispensa e lasciano, purtroppo, il male che trovano.
Cari amministratori, lo sapete voi quanti giorni o quante ore deve lavorare un operaio (da ritenersi fortunato perchè ha un lavoro) per raccimolare 360 € per salvaguardare la vita dei propri due figli? Non parlo degli altri  casi appena accennati e quindi con maggiori difficoltà. 

Credo che dopo un giro di carattere scientifico, ne siano necessari ancor più alcuni di carattere organizzativo ed economico per chiarire la questione da me sollevata. E prima che qualcuno dei presenti lasci il tavolo per "improcrastinabili impegni assunti". E se non ne doveste parlare non sarebbe questione di SI, sarebbe questione del solo non sapere che pesci prendere. Ovvero uno dei motivi, per i quali gli elettori vi hanno sistemato in quella sedia con il compito di disfare quei nodi che il cittadino non è in grado di risolvere, ma che vuole siano risolti.  





di Franco Giannini