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lunedì 24 agosto 2015

26 - 3 - 10 su F ... come Franco o come Firenze ? Ma che c'entrano poi i numeri? Nulla... è solo per introdurre!

Un terno quasi secco sulla ruota di Firenze... che, vi avverto però non uscirà mai...

... si perché i numeri, quelli buoni e fortunati, li danno solo i morti che nella vita si sono comportati da persone serie ed attendibili. Quindi io non potrei per più ragioni: la prima almeno è che per questa volta, mi sono salvato e sono ancora in vita. Quindi quelli buoni, da me non ve li dovete attendere. Al più posso dare, eufemisticamente parlando, i "numeri", punto! come del resto è risaputo, ho sempre dato. Sinceramente, però, questa volta me la son vista brutta. Comunque è tutto bene quello che finisce bene ed il bello è poterlo raccontare e scrivere. Ohi, che sia chiaro, nulla di fisico, ma solo una scommessa con me stesso sul superamento di una crisi di astinenza da droga con la sola forza della volontà.
Anche qui è necessario un chiarimento : no droghe leggere e neppure quelle pesanti. Ma ora che ci penso non saprei giudicare il grado del peso che possa avere avuto l'oggetto della mia scommessa. Ed allora mi vien da chiedermi, Facebook, Internet, la Politica, gli Avvenimenti sono droghe leggere o sono pesanti?
La risposta è importante per me, perché più pesante risulterebbero queste droghe e più eclatante sarebbe il successo che ho ottenuto.
Il mio fisico, grazie anche (è giusto dirlo, non è farina solo del mio sacco!) cause di forza maggiore, per quasi una ventina di giorni è riuscito a sopportare l'astinenza dalla dose oraria giornaliera (assai abbondante) che assumevo ogni giorno di fatti altrui sulle pagine di FB, di bufale-scoop su internet, sulle vacanze a spese nostre dei nostri politici, delle loro gaffe, delle loro incapacità, della loro arroganza, o quelle dei nostri sportivi del cuore fiancheggiati da le solite quattro veline tuttetette di turno sdraiate sui ponti di meravigliose barche (quelle si!). E poi il nascondere volutamente (difficilissima questa prova!!) la testa sotto la sabbia, facendo finta di fregarsene di quello che il mondo mi riservava per il ritorno alla normalità. E per rendere la prova più difficile ha spento anche il telefonino. Tièh!!
E dopo " un'apnea" di una ventina di giorni eccomi che riaffioro in superficie (come il novello speleologo Montalbini dopo il suo isolamento nella grotta di Acquasanta). Un profondo respiro di ritorno alla normalità e posso giurare che il mio primo desiderio non è stato quello di fare di nuovo un click immediato sul PC riaccendendolo, bensì invece il piacere di gustarmi il successo per aver superato la prova.
Anzi, ora che ci penso, aggiungo che ho assaporato ancor di più la cosa, analizzando per altre dodici ore i pro dell'aver superato questo traguardo, ma anche i contro. Ed ai contro, confesso che ho provveduto a porre immediatamente un rimedio. Infatti il servizio dei messaggi privati di FB è quello che ho immediatamente scomodato per disturbare i destinatari, con cui qui, pubblicamente mi scuso, con problemi di cui da tempo mi occupo.
I pro di questa astinenza mi sono comparsi ad esempio, quando riprendendo lo scorrere della lista delle "Amicizie" ho potuto notare come di alcuni proprio non ricordavo neppure i nomi, il perché mi fossero "amici" ed in quale occasione me l'avessero richiesta. Ho potuto constatare come i nomi di coloro su cui mi sono soffermato a leggere commenti o post, non superassero la trentina su 281 schedati. Mi sono reso conto di non aver sentito la mancanza di foto di cibi, di menù, di animali, di condivisioni di frasi celebri, dei "mi piace" buonisti e frettolosi quasi a chiudere una pratica burocratica qualsiasi. Ma la cosa mi ha dato da pensare anche al disturbo che anche io certamente creerò a costoro quando posterò le mie condivisioni che a qualcuno potrà anche interessare, ma a tanti altri provocherà enorme disturbo magari per il solo fatto di dover mettere con un click un falso e disobbligante "mi piace".
Ora che mi sto leggendo quanto mi sono perso, vedo e credo che in venti giorni, di cose importanti me ne sono perse poche. Sto notando che su FB la storia è rimasta quella, dove o gli enigmi di qualcuna/o si ripetono, mentre altre/i narrano anche di quante volte sono dovuti ricorrere giornalmente al bagno. Vedo con un occhio critico come se uno scrive (mi si passi il francesismo, ma è solo perché si comprenda meglio!) "scoreggia" immediatamente compaiono 50 "Mi piace", 30 commenti con uno smile perché spendere una parola è da letterati, ed altri 40 con erudizioni tratte da studi sul come questi peti nascono, si sviluppano e dove e quando sia meglio proporli. Se poi l'argomento trattato invece rasenta il serio, behhh... ecchecavolo, ma sempre 'sti argomenti seri... tohhh piglia sto "mi piace" e non rompe!
E credo anche che sia giusto così. De gustibus!! Questo rientra nella democrazia!
La politica: appena rientrato di nuovo in questo mondo l'olezzo che avrei voluto dimenticare, mi ha ricolpito nuovamente le nari. Nulla è cambiato ed immagino che da qualche parte in questi venti giorni qualcuno avrà scritto che se ne riparlerà a Settembre, perché guarda caso avremo un autunno caldo, perché si prevedono nuovi tagli in tantissimi settori dei servizi e non solo.
Anche per gli avvenimenti, nulla è cambiato o quantomeno ben poco: della Grecia non se ne parla più almeno nei toni allarmati di fine luglio, in Ucraina sembra quasi che sia ritornata la pace, i migranti continuano ad arrivare, ma l'EU di questo se ne frega e la cosa forse più importante ed interessante è che il campionato di calcio anche questa stagione è incominciato e quindi eventuali sommosse del "rivoluzionario popolo italico" sono da considerarsi represse almeno fino alla conclusione dello stesso. Toglici tutto, aumenta il costo del pane e le tasse, ma non toglierci il pallone.
Comunque un dato incontestabile è emerso : senza l' "elisir di FB" si può vivere e non sopravvivere. Con gli amici si può dialogare anche con una mail, con una telefonata e meglio ancora se ci si incontra di persona. Internet è come una medicina, va usato a piccole dosi e sotto consiglio di un "medico ed anche bravo", perchè se usato in quantità smodate porta all'assuefazione ed al rincoglionimento.
Ma ora che ci penso, a proposito di tagli ai costi, sto analizzando che 281 amici mi sembrano tanti. E se cominciassi a tagliare quelli improduttivi?? Ohh, io ci provo con la speranza che qualcuno non si offenda, seppur userò il bisturi e non l'ascia! Ma quello che in più confido è che qualcuno, se avrà avuto la pazienza di giungere fin qui (ma la vedo dura) offesa/o si autosospenda aiutandomi nel mio spiacevole compito.






di Franco Giannini

mercoledì 20 febbraio 2013

RESPINTA al mittente.... ver go gna ti!!

La mattina, questa mattina, è cominciata proprio male, con l'apertura della cassetta delle lettere dove ho trovato una missiva gretta di cui avevo si, sentito parlare, ma che ritenevo solo destinata ad altri e non a me. Una volta apertala, ed iniziatene la lettura, mi sono sentito, ancor di più di quello che già non sia, UMILIATO ed OFFESO da questo personaggio che emana dai suoi pori, solo supponenza, arroganza, falsità. Una lettera in cui mi si promette un qualche cosa che non potrà mai mantenere, non solo per i problemi politici ed elettorali, bensì semplicemente perché io non ho pagato l'IMU non essendo proprietario di alcun appartamento. Quindi non ho assolto a questa incombenza non certo perché sono un rivoluzionario (lo vorrei tanto essere se solo ancora l'età me lo permettesse!!), ma perché semplicemente sono in affitto e quindi esente. Vale a dire sono diverso da come è lui, cioè un pensionato sfigato, un incapace, un fallito, che nella sua vita di 40 anni lavorativi, non è riuscito a costruirsi un tetto sopra la sua testa. Insomma, ma lui non può capire, una persona onesta.  Questo figlio di buona donna, invece, si permette di ricordarmelo nel modo più infame di cui è capace. Mi rimborsa, mi dice, ma che cosa ? Stupido, Incapace o Bugiardo. Che in questo caso specifico, scelga la sua giusta qualifica .
Ed allora che di spada ferisce di spada perisce...!! Mi si permetta di calarmi nelle vesti del buffone di corte anche a me, non certo provvisto delle sue insuperabili capacità divinatorie.
Totò detta la lettera a Peppino
Allora ci ho ripensato, l'ho riletta questa volta tutta, e colpito da un ricordo, una parentesi felice della mia vita adolescenziale,  ho fatto una ricerca su Internet e sono riuscito a trovare il testo della famosa lettera che Totò dettava a Peppino De Filippo nel film " Totò Peppino e la Malafemmina".
Uno dei passi più esilaranti della lettera credo che fosse questo "...  scusate se sono poche,  ma settecentomila lire, punto e virgola, noi, noi ci fanno specie che quest'anno, una parola, quest'anno c'è stato una grande moria delle vacche, come voi ben sapete! Punto! Due punti!! Ma si, fai vedere che abbondiamo. Abbondandis in abbondandum. Questa moneta servono, questa moneta servono, questa moneta servono che voi vi consolate..." ed ancora :"... Salutandovi indistintamente... salutandovi indistintamente... sbrigati!!! Salutandovi indistintamente, i fratelli Caponi che siamo noi...apri una parente e dici che siamo noi, i fratelli Caponi."
La lettera dettata, suppongo che portasse la stessa data di quella dell' uscita del film, il 1956, come pure immagino  che mai gli interpreti di tale parodia, potessero ipotizzare allora, che qualcuno, 57 anni dopo, a corto di battute ( ha consumato tutte le stron...te in dotazione), rubasse quelle loro. Attuale come non mai l'accenno alla "grande moria delle vacche", nè magre e nè sacre, bensì tutt'altro. Che il duo composto dai validi comici, fosse anche veggente??
Chi poteva fare simile furto d'idea, se non un saltimbanco da strapazzo, quale il persona"cc"io (l'errore è voluto!) in questione. Un nano che si crede gigante, un guitto che si crede artista della battuta, un volgarotto che si ritiene un "elegante" gentleman. La sua è una invidia insaziabile, infatti gli sarebbe piaciuto avere le qualità del mitico Avvocato Agnelli, neppure lui uno stinco di santo, ma un "vero elegante" in fatto di cultura,portamento, ironia  !! Il nostro uomo (si fa per dire!!) è stato partorito come un aborto, con l'aggravante di essere riuscito anche male. Uscito dal grembo evidentemente ha preso freddo e come le pizze che lievitano si è raggelato e la sua crescita si è interrotta. Furbo, quello si, un'amicizia sola, ma buona (quella di Craxi),  cinico, crudele, duro, senza cuore, spietato con i suoi avversari e con i suoi stessi fedeli leccapiedi, cultore del  "fine giustifica i mezzi". Ed anche in questo caso si è appropriato del metodo di scrivere una lettera che secondo lui avrebbe dovuto essere seria e che invece non è risultata neppure comica. Infatti è riuscito solo a farla risultare ridicola (come ridicolo è chi la firma!) e quando poi scrive :"L'Amministrazione finanziaria Le invierà una lettera firmata dal nuovo Ministro dell'Economia e dello Sviluppo (cioè dal sottoscritto!)..." anche penosa.
Troisi detta la lettera a Benigni
In fatto di lettere scritte da comici di valore, avrebbe dovuto leggere anche quella di due valenti artisti come Troisi e Benigni nel loro film del 1984 "Non ci resta che piangere" . Anche loro, già il titolo che la dice lunga, che fossero già dei veggenti ??
E questo "matrone" da strapazzo, gestore di "piccole case Eleganti" vorrebbe darci a bere, facendoci credere che lui  è un valido economista, un politico eccelso, il miglior  statista degli ultimi 150 di storia del nostro paese, l'industriale self-man, il costruttore edile più abile della nostra penisola e non solo, il re delle televisioni private... e chissà quanti altri record gli si potrebbero assegnare.
Io potrei aggiungerne altri titoli, ma sono certo che cadrei nell'ovvio del populismo.
Gli unici titoli comunque che non potrebbero essergli assegnati assolutamente, sono sicuro, potrebbero essere quelli della rispettabilità, della credibilità, dell'onestà e della sincerità. 

Franco Giannini

venerdì 17 giugno 2011

Christian, Emily, Sergio Cialona: tre persone, una famiglia, una storia...


di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

...che prosegue, superando tutti gli ostacoli che trovano sul loro cammino...

Sono circa le 15 di mercoledì 8 giugno quando apprendo da Sergio attraverso un avviso sulle pagine di Facebook: "Amici, finalmente possiamo dirvi che l’intervento che abbiamo dovuto rimandare da marzo in poi, è riuscito. Christian questa mattina è stato operato a Milano ed è andato tutto bene...". Non so quanti hanno seguito la storia di questo bambino raccontata su queste pagine, ma per quanti l’avessero seguita, questo è il suo proseguo. Un altro ostacolo superato e di cui ne ero anch’io all’oscuro, come, del resto dal tono del messaggio di Sergio ben si evince, tanti altri amici di Christian.

Essendo una storia che mi ha particolarmente toccato, mi sono affrettato a contattare Sergio, il papà di Christian per saperne di più. Infatti il non aver fatto trapelare minimamente nulla di quello a cui sarebbe andato incontro il piccolo Christian, nel corso della serata di cui ho parlato, rende ancor più onore a questa famiglia dotata di una grande dignità!

"L’intervento ci è stato consigliato (tanto per cambiare) in California dal Dr. Chambers un medico ortopedico del Rady’s Hospital di San Diego – mi spiega Sergio - che aveva un anno fa circa, operato un bimbo con la stessa malattia di Christian ed aveva notato in lui dei buoni risultati. Questo medico è stato molto gentile, in quanto ci ha dato l’indirizzo e il nome di un suo bravo collega, nonchè personale amico, di Milano (il DR. Motta) il quale dopo aver visitato Christian, ci aveva subito messo in lista per fare l’intervento.
Cosa che stata eseguita appunto oggi, dopo però un paio di tentativi andati male. L’intervento specifico è stato quello di applicare a Chri una pompa Baclofen che gli toglierà un pò della sua spasticità e rigidità degli arti
".

Gli chiedo allora i tempi dell’operazione ed il tipo di anestesia: "L’operazione – mi conferma - è avvenuta l’8 giugno, il pre-ricovero e il ricovero il giorno prima, nell’Ospedale Pediatrico "V. Buzzi" di Milano. La durata totale dell’intervento è stata di circa 45 minuti, in anestesia totale". A questo punto è logico che la domanda cada su Christian, su come sia stato il suo risveglio, se lo hanno riportato sulla sua cameretta, se sia con altri bimbi o da solo, o se lo abbiano messo in camera intensiva.
La risposta mi giunge rassicurante: "Lo hanno riportato nella sua cameretta (siamo soli in cameretta) ed il risveglio è stato tranquillo, dopo qualche ora dalla fine dell’intervento".

Rassicurato sulle condizioni del nostro piccolo eroe, chiedo allora come sono messi loro adulti, logisticamente parlando. Il modo di esprimersi è sempre quello pacato ed educato, ma è palpabile quel velo di amarezza che chiunque avrebbe e forse ancora più marcato e meno perbene del suo: "Ci siamo solo noi vicino a Chri. Gli infermieri vengono solo per cambiare flebo o portare medicinali e per vedere come procede il decorso. Emily (NdR: la mamma) dorme in camera con Chri, mentre io sono appoggiato ad una casa della Croce Rossa vicino l’ospedale".

Sono allora assalito dalla rabbia dell’impotenza e non sapendo come disimpegnarmi, preferisco ritornare sulle condizioni di Chri e chiedo se ha ripreso l’alimentazione, in quale modo o quando la riprenderà: "Ha ripreso a mangiare la sera stessa dell’intervento".
"Entro quali tempi, Sergio, i medici pensano di vedere i primi miglioramenti?". "I miglioramenti si inizieranno a vedere pian piano, ma già fin dalla prossima settimana".

E come vive Emily la degenza di Chri, sempre che tu voglia rispondere a questa mia domanda, considerando il suo essere mamma, ma nel contempo anche interessata al suo stesso problema come malata e quindi quanto è stressante per lei questa "duplice" attesa: "Emily in questo momento vive il dolore di vederlo sofferente per il dopo intervento, ma abbastanza bene e in maniera serena. Il sapere dei miglioramenti che ci saranno in Christian e tutto ciò la rassicura pensando che un domani dovrà fare lo stesso intervento".

Bhe!!! che fosse serena, nel suo dolore, non ne avevo il minimo dubbio. Una mamma doppiamente coraggiosa. Due genitori giovanissimi, che dovrebbero essere da esempio a tanti altri che in qualche caso dimenticano come svolgere l’antica arte di questo mestiere che si perde, realmente, nella notte dei tempi.
E la scusante che solitamente viene usata, è quella dello stress.

Ed allora che dovrebbero dire Emily e Sergio? Eppure con la loro compostezza morale, con il loro porgersi agli amici che tendono loro una mano, rivolgono sempre il loro dignitoso grazie facendo dono di un semplice, ma sincero sorriso. A cui si è unito sempre anche quello di Chri, ma che voglio augurargli ed augurarmi, da domani sarà ancora più aperto e gioioso.

Chi vuole intervenire per diventare amico di Chri, basta andare sul suo sito, giungere a fine pagina e mettersi una mano su quella coscienza, di cui, voglio sperare, ancora siamo tutti dotati...
Sono bene accette anche proposte di eventi sportivi, musicali (vedi il concerto di beneficenza a Senigallia o quello del 24 giugno al Chiostro di Chiaravalle, ore 21,30... ecc,) atti a raccogliere l’attenzione, ma non solo, verso queste malattie, che vengono definite "rare", ma che spesso il termine non viene inteso, bensì proprio "usato" per definirle dimenticate (e qui le virgolette non servono!).

Questi i commenti dei lettori su 60019.it :



Scritto da lorena il 14/06/2011 ore 20:57
Ho avuto il piacere di conoscere questa fantastica famiglia,prima virtualmente,e in un secondo tempo realmente.Nel mese di gennaio sono stati a casa mia,come sono arrivati c'è seubito stato ungrande feeling.Chry mi ha rapito il cuore.Il suo sorriso è penetrante.Ora ci siamo rivisti in occasione dell' intervento, sono contenta che tutto proceda bene.Spero con tutto il cuore che trovino aiuti concreti, se lo meritano.Sono una bellissima famiglia e Chry percepisce tutto l'amore..è un bambino sereno nonostante la malattia.lorena

venerdì 3 giugno 2011

"Cammina con Stefy", una delle tante storie finite bene...

di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

La vicenda di Stefania Vanini "introduzione" per una di uguale drammaticità: quella di Christian Cialona

Venerdì 27 maggio la sala del Cinema Gabbiano era abbastanza affollata, considerando il tipo di evento che si sarebbe andato a presentare. Pubblico composto in maggior parte, da persone, definiamole così, non più giovanissime. Ma evidentemente con l’animo maggiormente preparato e predisposto ad ascoltare e recepire problemi di alcuni fisicamente meno fortunati di noi.

Anfitrioni della serata, Luca Pagliari, giornalista e concittadino, nonchè il Presidente del Lions Club di Senigallia, il Sig. Loris Cucchi.
Comprensibilmente, Luca, la prende un pò alla larga, affermando che una storia non fa spettacolo, è solo una storia. Che la comunicazione vive per obiettivi e che quello che conta alla fine è il così detto indice di ascolto: lo share. Uno share che tende ad appiattire il mondo della comunicazione qualitativamente parlando.
Oggi fa più notizia una vicenda di Corona, che un omicidio come quello del Sindaco Angelo Vassallo, che dovrebbe farci riflettere e domandarci come e perchè invece, non scopriamo maggiormente quegli eroi che lavorano, in silenzio, per la legalità.

Le "storie" acquistano interesse si per i loro contenuti ma anche, a volte, dal come e da chi ci vengono raccontate.
E’ la "storia" di Stefania Vanini di Baceno (Domodossola) anno di nascita 1970. Non è per un caso che ci viene presentata da Pagliari con delicatezza, pudore, ma senza pietismo, perchè sa che così facendo, riuscirà a soffermare su questo racconto 90 minuti di assoluta e partecipata attenzione. Ci racconta dei primi anni d’infanzia di Stefy, della scoperta dei primi problemi fisici che vanno di anno in anno peggiorando, del trasferimento dal suo Baceno, incastonato a 700 metri sulle sue montagne, per scendere in città dove i suoi genitori ritenevano di trovare medici più preparati. Ed il tutto viene intercalato da diapositive e filmati di una natura incontaminata, ma che ai fini comunicativi, da quel senso di leggerezza, allegria e caparbietà, che i montanari e la nostra l’eroina, hanno nel loro DNA.
Poi i vari passaggi che la portano dal sostegno sotto braccio nel corso della deambulazione, alle stampelle ed infine a quella sulla sedia a rotelle. Sedia che logicamente, anche se ha sempre mal digerito, non le ha però impedito di girare il mondo.

La malattia che i medici le avevano diagnosticato era "atassia" ovvero perdita del coordinamento dei muscoli e da qui la difficoltà di deambulazione.
Sapientemente, Luca, sa inserire nei momenti opportuni tra le pieghe del racconto, personaggi che hanno fatto parte della vita di Stefy. Flash allegri quali ad esempio, la sua capretta Pepe che incorna il fondo schiena di chiunque gli giri le spalle o il suo cane fedele. Ma anche ricordi che, se da un lato sono curiosi, dall’altro fanno riflettere sul problema dell’handicap, come quello del rifiuto ricevuto all’ingresso di una pizzeria, perchè il suo incedere sulle gambe era insicuro ed aveva fatto ritenere al titolare che fosse ubriaca. Cosa che una volta chiarita, lo stesso titolare aveva riparato con il dire che lui agli handicappati la pizza la dava gratis.

Poi si giunge alla connessione di Baceno ad Internet. Un avvenimento insignificante per alcuni, ma che sarà di basilare importanza per la nostra eroina, perchè le permetterà di fondere la tecnologia con tutta quella sua determinazione nel non rinunciare all’idea di rimanere per tutta la vita su quella sedia a rotelle. Non dandosi per vinta col piangere sui suoi dolori, ma iniziando un periodo di ricerca tecnologica. Anche se il tempo passa, il sorriso rimane sempre vivo sul suo viso, mai intaccato dalla rassegnazione.

Ed ecco che un bel giorno, navigando su internet appunto, aggiunge nelle sue ricerche o meglio antepone alla parola "Atassia" quella che sarà poi fondamentale alla sua diagnosi la parola "Sospetta". Scopre così che se questa fosse la sua reale malattia, "Sospetta Atassia", il suo problema avrebbe potuto essere superato con la semplice assunzione di una pasticca.
E qui c’è una specie di comunicazione di servizio per i navigatori della rete: un suo invito a non assumere mai e poi mai, medicinali di cui si fa menzione, se non dopo averne parlato con un medico e solo dopo aver ricevuto la sua autorizzazione. Assumere medicine fai da te è assolutamente sconsigliabile e può solo aggravare la situazione. Importante è il colloquio tra medico e paziente attraverso lo scambio di informazioni.

Stefania Vanini a SenigalliaLa sua storia continua con la richiesta, come suggerito su internet, dell’esame del DNA, che la porta però ad una attesa di altri due anni e poi il ricovero in ospedale, perchè solamente in struttura sanitaria i medici si prendono l’impegno a testare la somministrazione del farmaco, voluta dalla Stefy con caparbietà.
Dopo poche ore dalla somministrazione della prima pasticca di "Madopar" (un farmaco usato dai malati di Parkinson) ecco il miracolo di poter camminare sulle sue gambe, anche se ancora traballanti, lasciando definitivamente, dopo 32 anni, si trentadue, non è un errore di battuta, la sua sedia a rotelle.

Come ha modo di sottolineare a fine racconto Luca, Stefania ha sempre provato un gran fastidio a parlare di lei, avere l’attenzione dei media. E se alla fine ha accettato tutto questo, lo ha fatto affinchè le sue esperienze fossero messe a disposizione e giungessero utili ad altri nelle sue stesse condizioni. Impegno, il suo, che ha dato i suoi frutti.
Attraverso le sue esperienze e suggerimenti infatti, hanno tratto beneficio una bambina di Roma ed una signora di Verbania. Tantissimi sono coloro che le telefonano per avere suoi suggerimenti. Ecco quindi il perchè di queste sue presenze alle rappresentazioni giornalistiche-teatrali, malgrado la sua riservatezza le consiglierebbe di non apparire.

E questa di Stefania è una storia reale che si è conclusa bene, come del resto si vorrebbe che si concludessero sempre tutte le storie, quasi che fossero delle fiabe.

Ma a volte, ed anche spesso, la realtà della vita di tutti i giorni non si conclude in modo positivo, e quelle che si vorrebbero fossero fiabe per l’inevitabile positiva conclusione, invece si scoprono che sono delle tragiche realtà. Realtà che vanno affrontate con coraggio, senza abbattersi, lontani da pietismi che vanno rigettati sempre al mittente.

E la nuova storia, introdotta da Luca, riguarda il piccolo Christian, o meglio l’intera famiglia di Christian. Sei anni, nato a Senigallia e residente con mamma e papà a Montemarciano. Pagliari li invita a salire sul palco tutti e tre. Per loro non c’è il fondale con le montagne, come pure non c’è né il mare né la nostra immancabile Rotonda.
Christian, mamma Emily e papà Sergio, con la loro immensa dignità ed il loro grande coraggio occupano tutto quel palco rendendo quasi piccolo lo spazio a disposizione.
"Rubano" quasi (e la cosa non è che sia poi così facile) la parola al bravo Luca, che si adegua al ruolo di spettatore, quando Sergio prende a spiegare la sua o meglio la loro storia.
Christian è un bambino disabile, affetto da una malattia rara da un nome per noi difficile da scrivere e ancor più pronunciare: Malattia di Pelizaeus-Merzbacher e per la serie, le sfortune non vengono mai da sole, anche una delle forme più rare.
Dopo pochi mesi di vita, le sensibilissime, naturali, onde magnetiche che legano sempre la mamma al proprio figlio fanno percepire ad Emily, la strana sensazione che in Christian ci siano strani sintomi che la preoccupano e la mettono in agitazione.
Una mamma ed un papà che fanno in questi casi, se non portare il piccolo dal loro pediatra di fiducia? Pediatra che però li rassicura: i sintomi riscontrati rientrano nella normalità per i bambini di quell’età.

"Fortuna" vuole, che la famiglia cambi residenza e, di conseguenza, anche il pediatra di fiducia. I problemi che perdurano portano il piccolo dal nuovo pediatra che appena lo visita nota delle irregolarità e prescrive una serie di accertamenti. E da quel momento, comincia quello che viene definito da Sergio il nostro "Lungo Calvario".
I ricoveri nei vari ospedali regionali e nazionali, esami, risonanze fecero si che si diagnosticasse la sospetta Paralisi Cerebrale Infantile: la terapia? semplicemente il consiglio di fare fisioterapia. Ed a questo per due anni si sono attenuti, ma, come Stefania, non si sono chiusi in loro piangendo sulla loro disgrazia, non si sono mai dichiarati domi e non hanno accettato, mai, i giudizi definitivi della nostra classe medica.

Decidono allora di portare Christian in California a San Diego dove hanno modo di incontrare la D.ssa Viola Frymann (che Emily e Sergio battezzano affettuosamente con l’appellativo di "nonnina" vista l’età) che è una seguace della medicina osteopatica che sembra procurare dei miglioramenti.

Si ritorna quindi in Italia e si continua a seguire queste cure dagli osteopati nazionali; ma questi genitori vogliono di più per il loro Christian. Avendo quindi dei parenti in Canada decidono di andare a Toronto dove c’è una clinica all’avanguardia il "Sick Children".
Ed è qui che si scopre, grazie all’esame del DNA, che il piccolo non è affetto da Paralisi Celebrale, bensì dalla forma di leucodistrofia sopra accennata, una malattia degenerativa ovvero destinata ad aggravarsi con il tempo.

Sergio, Emily e Christian CialonaDal momento del referto definitivo, tante cose sono venute a mutare nella vita di questa famiglia, ma sia Sergio che Emily le raccontano con il viso sorridente di chi è in pace con la propria coscienza e di chi vive questo disagio (non più disgrazia) con quell’ottimismo, quel coraggio e quella dignità che forse solo la loro giovane età gli permette di possedere.
Sergio ha perduto da diversi anni il lavoro, quando dovette andare in Canada. Emily invece ha voluto battere il record da Guinness dei primati in materia di mala sorte famigliare. Infatti anche a lei viene riscontrata la stessa malattia di Christian. Considerando che trattasi di già di malattia rara e come tale le casistiche si contano in una mano in Italia e nel loro caso hanno colpito nella stessa famiglia due di loro; considerando che solitamente la donna è solo colpita come portatore sano; considerando che solitamente, ad essere colpiti sono soggetti maschili, non rimane che dire che la fortuna è cieca, ma la "sfiga" è dotata di una mira infallibile.

Descrivere i loro volti mentre raccontano tutto questo, è impossibile, visto la pacatezza dei toni, le loro espressioni sorridenti, quasi che raccontassero amene curiosità accadute ad altri, senza però mai tralasciare la continua attenzione che rivolgono a Christian impegnato, anche lui, nel voler parlare al microfono ed a sorridere felice quando gli riesce. Emily, ha già raggiunto un’invalidità dell’80%, ma è una giovane di bellissimo aspetto, con un fisico invidiabile, che fa la sua figura su quel palco. Ancor più quando prende il microfono per ringraziare il suo datore di lavoro che le ha permesso di trasferire quello che era il suo incarico, a suo marito.
E quando Luca gli pone la domanda su che cosa provi il mattino quando si sveglia, la sua naturale risposta mi porta ad avere la pelle d’oca: "Vedere il sorriso di Christian è per me un miracolo. Ogni mattina alzarsi, andare nella sua cameretta e vedere che respira è una vittoria. Che devo dire su di me, se non che devo combattere per me, per mio figlio e per la mia famiglia. Il non fare nulla sarebbe come dichiararmi vinta".

Una frecciata indirizzata ai "senza volto", alla fine, però Emily la vuol mandare egualmente specificando perchè anche la sua famiglia, come Stefania è lì: "Siamo qui per sensibilizzare l’Opinione pubblica. Per la Ricerca, noi delle malattie rare, siamo il Nulla. Questo perchè da noi, non c’è ricerca. Noi rispetto a quanto ho visto negli altri paesi siamo in notevole ritardo. Vogliate scusarmi per la mia nota polemica".

Cara Emily e caro Sergio, la vostra non è polemica è semplicemente un’analisi dei nostri comportamenti, come aveva cominciato a dire Luca, quando parlava dell’indice di ascolto.

Oggi viviamo in questo tipo di mondo fatto di "belle storie", perchè portate avanti con infinita dignità e silenzioso sacrificio da "belle persone". Magari mentre il nostro vicino spende e spande quattrini in beni voluttuari, inconsistenti, inutili quando non... peccaminosi o anche illegali.

Ma è vero che così dicendo, sembrerebbe che l’insegnamento impartitoci nel corso della serata, a me non sia assolutamente servito.
Invece assolutamente no! Mi è servito eccome, perchè sono riuscito a vedere che tra le innumerevoli mosche nere, fortunatamente ce ne sono alcune eccezionalmente di colore bianco. E nei casi trattati nel corso della serata, il Lions Club di Senigallia, nella persona del Sig. Loris Cucchi ne è il debito esempio. Grazie!

domenica 9 gennaio 2011

FACEBOOK : più amici o solo condomini ?


di Franco Giannini

...più il fascino di una moda, oppure una vera utilità ?

Era da non poco che mi formulavo intimamente questa domanda!
Devo subito dire con la massima sincerità, che non sono mai stato un sostenitore di questa moda del momento. Si, perché per me è e resta una moda.
Un'utilità, indubbiamente esiste, inutile il negarlo! Ma a chi ? Per la maggior parte di chi ci naviga è solo un modo per vivere di luce riflessa. Un link, un video rubato da qualche sito internet, seguito da esclamazioni goderecce con una coda di ooooo, di hhhhhh, risate espresse in lettere ed immancabili turpiloqui perché fanno più trend e provocano sicuramente gratuita ilarità, sono quelli che occupano più spazi.
I secondi maggiori usufritori di FB, sono i politici o di chi politica ne mastica. Alla caccia, nel tempo, di "amici" e perennemente in continua campagna elettorale. Ed ecco la prima falsità ... ve lo vedete voi un "Presidente" di un qualche cosa di governativo, o comunque un Amministratore , che abbia tempo, durante la giornata, di chattare con il sotto scritto ? A me puzza di "sub-appalto", altro che di amicizia!
Non parlo poi del modo di esprimere una condivisione con il "mi piace". Un evento luttuoso, una frase di condoglianze e sotto questa, la condivisione "mi piace"... a me fa sentire tanto disagio.
Non parliamo poi di "Privacy" ... E questo suggerimento mi è stato dato oggi leggendo i commenti di due miei veri "Amici", che si sono scontrati proprio sulle pagine di FB, perché uno dei due ha sentito invasa la sua "privacy" dai commenti dell'altro. Spero solo siano rimasti amici!!
Io ho circa 150 "amici", ma pochi di questi effettivamente lo sono, gli altri sono solo conoscenze ed il più di essi semplici anonimi di cui ho accettato l'amicizia, per educazione, perché ad essa non si può rispondere in modo negativo. Oggi ho iniziato il metodo silenzioso, ma riconosco anche antipatico, di non rispondere.
Quello che più mi duole, forse da qui l'antipatia e forse una mia mancanza di adeguarmi ai tempi, è che a me FB, gli amici me li ha fatti perdere!
Infatti due anni fa, avevo aperto il blog ed attraverso questo ero entrato in contatto con diversi bloggers ed avevo intercorso con loro un "percorso di amicizia e di interessi comuni".
Con l'entrata in servizio di FB, piano piano sono scomparsi tutti o quasi, unitamente ai loro blog.
Il motivo è, o almeno io lo ritengo, che sia perché qui, si ha una più larga visibilità.
Sicuramente una più "frettolosa" e "nervosa" visibilità, non so però se la stessa "tranquilla" ed "accurata" attenzione che si aveva sui blog.
Credo anche, che a rimetterci siano stati anche i giornali on-line, che da quello che osservo, hanno visto diminuire drasticamente i commenti dei loro lettori.
Sarà sufficiente solo avere pazienza ed attendere che la moda passi o ... dovrò ingoiare la pillola?

sabato 16 maggio 2009

SENIGALLIA 2.0 - FACEBOOK IN PESCHERIA


di Franco Giannini

Quando avevo letto il calendario degli eventi programmati di Senigallia 2.0, mi ero evidenziato la data del 15 di Maggio, perché l'avevo ritenuta, se non la più importante, sicuramente interessante perchè forse chiarificatrice di quello che è oggi il fenomeno mediatico di Facebook. Quando poi avevo letto i nomi di coloro che sarebbero intervenuti ed avrebbero dovuto prendere parte alla discussione, ho pensato che una volta per tutte, sarei riuscito a comprendere l'utilità e la magnificenza di questo apparato, di cui onestamente, ancora, riesco ad individuarne quelli che per me sono solo difetti. Quando però, ieri sera, sono entrato nella Pescheria del Foro Annonario, ho subito avuto sensazione che questo mio desiderio di apprendere i misteri di Facebook, sarebbe svanito. La pescheria era nell'oscurità più assoluta, salvo il palchetto dove si sarebbe poi esibito il trio di Sam Paglia e su di una specie di mescita di birra. Due lampade per illuminare i PC di Senigallia 2.0 e sullo sfondo di un muro, neppure piano ma concavo e manco bianco perché pieno di macchie di umidità ed incrostazioni, le immagini azzurrate ed alterate, della web-cam del blog con la diretta della serata. Forse per motivi di ordine pubblico o chissà perché, neppure una sedia, solo le vecchie panche della rivendita di pesce, con qualche plaid a far da poggia schiena. Già come aspetto organizzativo dava molto da pensare. Che fosse stato creato in economia per rispetto ai momenti economici attuali del Paese? Si sarebbe dovuto iniziare alle 21,30 ed invece non si sono rispettati neppure i fatidici 15' accademici di ritardo andando oltre, perché l'introduzione di Andrea Garbin è iniziata alle 22. Dopo le solite parole di prammatica, ha presentato l' Assessore Campanile, questa volta più spaesato che sorridente del solito e che in un audio che andava e veniva, ha illustrato le sue esperienze di frequentatore di Facebook. Ci ha illustrato l'uso che ne fa per contattare la sua numerosa famiglia e i suoi 400 "amici". Ma tutto con un tono talmente soporifero, che le note del concerto di Sam Paglia ci ha riportato quasi ad un brusco risveglio. Pensavo che i brani del concerto di Sam, ci avrebbero fatto da interludio tra un' esperienza e l'altra di relatori Facebookiani, invece si è trattato di un vero e proprio mini-concerto sciorinato per circa un ' oretta. Non posso certo, perché non ne ho la competenza, di dare un giudizio sulla qualità della tecnica e sui brani scelti, del resto, poi, bello è tutto ciò che piace...sicuramente sull'impegno si...lusinghiero. Terminato il concerto, mi sono guardato attorno. Gli amici blogger che avevo incontrato prima, avevano disertato. Alcuni dei fotografi, fatto il loro lavoro avevano dato forfait. C'era un ricambio di pubblico continuo, indifferente all'evento, forse solo una curiosità di passaggio. A resistere ostinatamente, l' assembramento attorno al banchetto della birra, qualche coppia che si scambiava effusioni grazie alle penombre, un ballerino che avevo dato, da prima, per colpito improvvisamente da un attacco di epilessia, poi di invasato dalla musica ed infine, vedendolo con una birra in mano, forse con il gomito un po' più alto del normale. Poi ancora, un individuo tutto di bianco che con le mani in tasca navigava, anziché su FB, lungo la pescheria quasi che fosse un modello in sfilata. In un angolo anche il sottoscritto, che ormai, vista come si era messa la serata, masochisticamente, voleva vederne il finale. Il Garbin alla fine riusciva a riguadagnare il microfono cercando di coinvolgere la Presidente della Provincia Patrizia Casagrande. Mi scuso con lei, ma non sono riuscito a comprendere nulla di quanto abbia detto, non certo per il contenuto, ma per la cattiva sonorizzazione, il brusio...ma che dico brusio, per il casino che c'era. Mi sono sentito, per una volta, dalla parte di un politico a far fronte alla ineducazione della gente ed alla sua difficoltà a parlare ad individui che ti girano le spalle, non per un senso di contestazione, ma per semplice menefreghismo: interessati a parlare dei cavoli loro, bevendo, ridendo e fregandosene altamente di tutto e di tutti. Lei parlava non so di chi e di cosa, ma soprattutto a chi. Altri si sono poi susseguiti alla Casagrande, ma tutti con lo stesso risultato. Solo il ballerino sembrava interessato: sdraiato su di un fianco, su una panca della pescheria, come fosse un pesce spada in vendita, con un bicchiere di birra in mano. Infine Garbin, quasi volesse sgravarsi dal peso di questa serata, credeva giusto ripassare la palla o meglio il microfono a Sam Paglia, non prima però di chiedere a quel pubblico apatico ed "assente", una quasi autorizzazione ad un bis di musica. Veniva dal pubblico un si risecato espresso con dieci applausi. A quel punto, facendo una manovra a ritroso, mi sono anche io eclissato. Qualche verità su facebook l'ho imparata questa mattina: vi aleggia tanta falsità. Perché ? Basta leggere i dati relativi a questo evento: 90 ospiti avevano confermato l'adesione (Non li ho veduti?), 308 erano in forse (e così sono rimasti), 530 hanno confermato che non avrebbero partecipato (e sono stati i più onesti!!), 568 devono ancora rispondere. In totale quasi 1500 "amici". Io, se questi sono gli amici", preferisco rimanerne senza. Un dato solo mi è sembrato sia emerso... che mai come in questa occasione gli unici, forse, ad aver ragione, sono stati proprio gli assenti.

venerdì 24 aprile 2009

SENIGALLIA 2.0 - IL LAVORO NEL WEB


di Franco Giannini

Visto l'esiguo numero delle persone presenti, si sarebbe potuto pensare ad una serata noiosa, relatori pesanti, interventi privi di contenuti. Tutt'altro. Certo che la validità del detto "Cerco lavoro...sperando di non trovarlo", visto l'esiguo pubblico, non è stata smentita. Di lavoro se ne parla oggi, ancor più di ieri visti gli attuali momenti di crisi, ma ieri sera ho avuto la spiacevole sensazione che ci sia anche tanto...come dire, non trovo la giusta parola...menefreghismo è troppo forte..., sfiducia... è troppo buonista, forse "mancata conoscenza dei mezzi per la ricerca" ... Io, ancora una volta, mi sono trovato un po' nel posto sbagliato, dal momento che dal problema ormai sono fuori per ragioni anagrafiche, ma ho ascoltato con interesse ed enorme piacere, perché ho veduto oltre quel tavolo, il rovescio della medaglia di quei giovani del succitato detto popolare. Una volta introdotta da Andrea Garbin, ho assistito estasiato alla valanga di entusiasmo con la quale Eleonora Voltolina ci ha illustrato il suo Sito-exBlog La Repubblica degli Stagisti al servizio dei giovani universitari alla ricerca di stage garantiti (dal suo bollino) in aziende altrettante sicure. La sua è stata un' esposizione dettagliata, interessante, frizzante, piena di suggerimenti, impegnata, che ha reso onore a lei in primis, alla sua giovane età, ed a tanti giovani (sono poi tanti ?) come lei. Ha fatto poi seguito seguito la relazione di Marco Scaloni, che ci ha meravigliato (neppure tanto conoscendo in tanti la sua preparazione in materia!) con l'elenco dei numerosi siti (es. jobcrawler.it , Monster ) che si occupano di cercare opportunità di lavoro, ma ancor più le modalità per proporsi ( claimID ) , intese sia "come" e soprattutto "dove". Con la sua solita modestia, ci ha anche dimostrato, con documenti in rete, anche i frutti che tale sue ricerche gli hanno prodotto personalmente ( Linkedin ) , come le richieste di collaborazione da parte di alcune aziende conosciutissime, sparse per il mondo. Concludeva la serie di interventi, con la voce pacata e distensiva (che credo faccia parte degli attrezzi del suo mestiere), Gianluca Antoni, con l'illustrazione del suo Trovareillavorochepiace . E tra le tante sue spiegazioni ed affermazioni, me ne sono appuntata in memoria una che mi ha maggiormente colpito: la rete è si interessante, aiuta, ma non dobbiamo mai dimenticare che chi ha veramente in mano le nostre sorti è sempre l'uomo, perché è dall'intelletto dello stesso che dipende poi anche quelle programmazioni virtuali, sempre frutto delle esperienze di tutti i giorni. Ma malgrado sia convinto che questa del Web sia una ulteriore possibilità per cercare lavoro o migliori condizioni per chi già lo possiede, ritengo che, almeno ancora oggi sia circoscritto a chi beneficia di un' istruzione superiore, conoscenze di altre lingue (dove l'inglese la fa da padrone), titoli di studio particolari con specializzazioni ricercate e conoscenza della navigazione in rete. Per il povero "diavolo", l'operaio, l'artigiano, o similare, a cui viene mancare tutti questi supporti , beh... per costoro non la vedo poi così facile come si vuol far credere. E' con questo dubbio, del resto tutto mio, che ho lasciato la sala, con un arrivederci alla prossima discussione e con la sola certezza che gli unici ad avere torto, nella serata, sono stati solamente gli assenti.

sabato 4 aprile 2009

SENIGALLIA 2.0 - Puntata n° 5 -


di Franco Giannini
Se qualcuno, qui, pensa di leggere un resoconto tecnico della serata di ieri, beh, può interrompere la lettura. Basti solo il dire che per me quel "Linux e dintorni" , più che un qualche cosa attinente alla rete, al PC, mi richiamava a qualche cosa di editoriale o al personaggio DJ (anche se poi ho potuto prendere visione di un finale con la S.
La mia preparazione tecnica è di basso livello, anzi è proprio sotto il "piano stradale" : accendere e spegnere il PC, entrare in internet, pigiare sulla tastiera! Le parole in inglese di cui riesco a comprendere il significato e l' uso sono Blog, Chat, Enter, Account, Wikipedia, Youtube, e recentemente anche Facebook. Figuratevi quindi ieri sera, quando per tutta la serata mi sono trovato di fronte a persone dai visi pallidi, ma che parlavano con lingua biforcuta. Mi sembrava di essere capitato nel posto sbagliato in un' ora sbagliata tra persone di un altro pianeta. Ho avuto la stessa sensazione che può provare un giapponese nell' ascoltare un' aria lirica cantata in italiano...ne ho, come poi ho avuto modo di dire, apprezzato la "musica". Si, perchè, se di buona parte mi sono perduto i reali contenuti, però penso di aver anche appreso qualche cosa (una goccia nel mare) su quanto di nuovo c'è in questo mondo in continua evoluzione. Lorenzo Franceschini, intanto, mi ha aiutato ad avere una rivalsa sulla lingua inglese, affermando che parola "Free" può indurre in inganno in quanto utilizzata nell'indicare sia quelle italiane di "Libero" e "Gratuito", che non sono poi la stessa cosa. Infatti i programmi liberi sono una cosa e quelli gratuiti un' altra.
Da David Fabbri, invece, sono venuto a conoscenza, che in settembre si terrà un corso relativo a quanto trattato per coloro che come me attendono una nuova versione di "non è mai troppo tardi" per apprendere anche come usare il PC.
Ma la parte della leonessa, l' ha fatta la Sig.ra Flavia Marzano, quando ci ha introdotto nella giungla delle "amministrazioni" che potrebbero (anzi dovrebbero!!) guadagnare economicamente usando programmi liberi evitando quelli "privati", ma che non si sa per quale motivo (e qui stendiamo un velo pietoso preferendo fare la parte dei finti tonti) tutte o qusi l' esaltino ma poi alla fine preferiscano "battere il passo"sul posto. Ed a rimetterci, come sempre, sono solo i contribuenti.
La Marzano ci forniva anche una serie di link, per un eventuale approffondimento dei disegni di legge riposanti in parlamento, che non elenco perchè disponibili sul Senigallia 2.0 , a dimostrazione che molto se ne parla o meglio si "disegna", ma poi tutto resta nei cassetti del dimenticatoio.
In Europa le cose vanno un pò meglio che in Italia, anche se poi nella Comunità Europea nei concorsi vengano preferiti (semplice eufemismo) i software proprietari.
Una lezione che più di rete sapeva di sana economia politica....e guarda caso i politici che avrebbero potuto ampliare il discorso tecnico-economico e politico, in questa serata erano in altre faccende affaccendati. Sarà per un' altra volta!!