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venerdì 24 aprile 2015

IL 25 APRILE ancora per molti questo sconosciuto !!

Quando il silenzio è più rumoroso delle parole :


....perchè di lavoro, Poletti dice un milione di posti, non sembra, ma ce n'è da fare !!!Guarda qua....


e qualora non fosse sufficiente ci sono altre ore di straordinario da fare ...

lunedì 19 agosto 2013

"Lassù sulle Montagne con il Principe di Galles" il quarto libro di Maurizio Liverani.

che riporta come sottotitolo... "ovvero come farsi tanti nemici"

Non saprei come definire questo quarto lavoro di Maurizio Liverani. Romanzo? Racconto? Diario storico? Analisi politica? vizi, pregi e difetti di alcuni personaggi degli anni passati? Credo di non sbagliare se definisco questo libro un raccoglitore di un po' di tutto quanto elencato, che ben shakerato ci offre un fresco cocktail di quanto accaduto dagli anni del fascismo ai giorni nostri.
Un lasso di tempo che va dalla sua vita adolescenziale, trascorsa a Venezia, sul velluto, anche se non proprio identica, un po' simile a come i personaggi di"vestivamo alla marinara", a quelli più drammatici di giovane partigiano un po' figlio di mammà, vestito appunto, con un impeccabile "Principe di Galles". Poi la caduta del Fascismo, il riconoscimento del cadavere di suo zio a Piazzale Loreto, le sue peregrinazioni nei vari quotidiani della Capitale, la sua vita di critico cinematografico, le conoscenze importanti e perchè no, gli amori e il definitivo disinteresse per il mondo della Politica. Abbandono racchiuso in questa sua frase: "Dopo queste mie esperienze sono arrivato alla conclusione che per mantenersi una certa libertà di spirito devi scegliere di essere messo al bando dalle due parti." E le due parti sono la Destra e la Sinistra. I motivi identici per entrambe. Se non sei con me è perchè sei contro di me. Ecco il perchè del sottotitolo e del perchè ha scelto una frase di Paul Valéry per iniziare il suo lavoro :"I libri hanno gli stessi nemici dell'uomo: il fuoco,l'umidità, il tempo e il contenuto.". Ed è appunto i contenuti dei suoi scritti e delle sue idee, che davano fastidio alle forze politiche del paese ed a loro capibastone. Non certo a quelli intelligenti, che lo hanno accolto nelle loro redazioni pur sapendo che...
E' un libro che si legge tutto di un fiato, pieno di aforismi, detti, concetti, pensieri, che richiedono a volte al lettore, di  posizionare il dito indice tra le pagine e ritornare indietro di qualche passo, fermandosi poi a riflettere.
Ma con questo non è che sia un libro dal contenuto pesante, per gli addetti ai lavori. 
Momo, questo il nome autobiografico scelto dall'autore - come del resto lo chiamavano in famiglia - ci descrive personaggi cinematografici del calibro di Federico Fellini, Luchino Visconti, di Roberto Rosellini, Sergio Leone, Ennio Flaiano, Richard Burton, Pasolini - solo per nominarne qualcuno - e di Politici, come Togliatti, Andreotti, la ministra della cultura russa Ekaterina ed i vari editori e direttori di giornali con cui ha lavorato, collaborato e si è pure scontrato. 
Liverani mentre mi scrive la dedica
Non semplice conoscenze, ma amicizie legate al lavoro e che sono durate anni. Non mancano neppure i suoi amori di giovane indipendente e giramondo. Non macano i ricordi di Senigallia, una città che l'ospitava ogni qual volta decideva di staccare la spina dalla vita dell'Urbe.
Un uomo, il cui padre era anarchico, il fratello appartenente alla X-Mas, lo zio ministro della Repubblica di Salò e poi fucilato con Mussolini e lui inizialmente comunista per dissenso e poi convinto, fino a che... Ma uno spirito libero, resta libero solo per breve tempo. Intervengono fatti, nella politica, che ti obbligano o a prostituirti o ad optare a delle rinunce. 
E lui, come si definiva anche Pasolini, ha scelto di classificarsi come un "Ateo Politico". 
Come si dice:" Dietro ad un grande uomo c'è sempre una grande donna" e dietro al grande Maurizio Liverani non potevano essercene allore, almeno due. Se questo libro è nato ed è giunto alle stampe lo si deve appunto a due animi femminili : una è Barbara Soffici, valente giornalista, poetessa e che seppur desiderosa di restare dietro le quinte, io ho profanato questo suo desiderio, ritenendo cosa giusta riconoscere e dare a Cesare quel che è di Cesare facendo conoscere colei che ne ha curato la prefazione, il progetto grafico e i contatti con l'Editore. L'altra, la signora Chiara Diamantini, uno scricciolo di donna, piccola, con un temperamento dolce ma risoluto che con infinita pazienza si è sobbarcata il grave compito di stare vicino ad un personaggio così importante, ma anche lui da sorreggere nei momenti particolari di stanchezza e di voglia di rinuncia, ricordando i momenti trattati, che malgrado uno tenti di cancellarli dalla mente, alla fine diviene compito ingrato, difficile e pesante.
Come? ne volete sapere di più? E mica vi posso raccontare tutto il libro! Del resto è in vendita ed anche ad un prezzo modesto.

Maurizio Liverani - Lassù Sulle Montagne Con Il Principe Di Galles. Ovvero come farsi tanti nemici-
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=996600
http://www.distampa.it/news.asp?id=2298

Franco Giannini
Franco Giannini 
Questi i commenti dei lettori di SenigalliaNotizie.it :

e39
2013-08-20 22:52:14
COMPLIMENTI DOTT. LIVERANI, IL SEGUITO LO SAPRO' SENZ'ALTRO ANDANDO IN LIBRERIA AD ACQUISTARE QUESTA SUA ULTIMA OPERA.
giuseppe di mauro
2013-08-21 07:55:37
caro Maurizio,i tuoi libri,e tuoi films li conosco tutti e sai quanto li apprezzi e sopratutto quanto apprezzi la tua conversazione sempre così nuova,così diversa e imprevedibile..ogni volta sei una sorpresa...auguri bellissimi e a presto, Beppe

mercoledì 1 agosto 2012

Era il 2 agosto 1980 alle 10,25 ...

... in unsa sala d'aspetto di seconda classe, della stazione di Bologna.

Quest'anno a sciorinare parole, vuote, piene di solo di stupida ed inutile retorica, di circostanza, senza senso, sembra sia stata incaricata dal Governo, il Ministro Anna Maria Cancellieri. Confidando così di evitare ancora un bagno di fischi, come coloro che l'hanno fin ad oggi preceduta, visto il buon rapporto sempre intercorso tra il Presidente dell'Associazione dei parenti delle vittime, Paolo Bolognesi ed il Ministro dell'interno, fin dai tempi in cui ricopriva a Bologna la poltrona di Comissario del Comune. Un volemose bene politico? Mahh!!...staremo a vedere!!
Per me, è sufficente un onesto, semplice, ma sincero ricordo a quegli 85 nomi e cognomi che compaiono nella targa della foto e che riporto :

Antonella Ceci, anni 19 - Angela Marino, anni 23 - Leo Luca Marino, anni 24 - Domenica Marino, anni 26 - Errica Frigerio In Diomede Fresa, anni 57 - Vito Diomede Fresa, anni 62 -  Cesare Francesco Diomede Fresa, anni 14 - Anna Maria Bosio In Mauri, anni 28 - Carlo Mauri, anni 32 - Luca Mauri, anni 6 - Eckhardt Mader, anni 14 - Margret Rohrs In Mader, anni 39 - Kai Mader, anni 8 -  Sonia Burri, anni 7 - Patrizia Messineo, anni 18 - Silvana Serravalli In Barbera, anni 34 - Manuela Gallon, anni 11 - Natalia Agostini In Gallon, anni 40 - Marina Antonella Trolese, anni 16 - Anna Maria Salvagnini In Trolese, anni 51 - Roberto De Marchi, anni 21 - Elisabetta Manea Ved. De Marchi, anni 60 - Eleonora Geraci In Vaccaro, anni 46 - Vittorio Vaccaro, anni 24 - Velia Carli In Lauro, anni 50 - Salvatore Lauro, anni 57 - Paolo Zecchi, anni 23 - Viviana Bugamelli In Zecchi, anni 23 - Catherine Helen Mitchell, anni 22 - John Andrew Kolpinski, anni 22 - Angela Fresu, anni 3 - Maria Fresu, anni 24 - Loredana Molina In Sacrati, anni 44 - Angelica Tarsi, anni 72 - Katia Bertasi, anni 34 - Mirella Fornasa - Flavia Casadei, anni 18 - Giuseppe Patruno, anni 18 - Rossella Marceddu, anni 19 - Davide Caprioli, anni 20 - Vito Ales, anni 20 - Iwao Sekiguchi, anni 20 - Brigitte Drouhard, anni 21 - Roberto Procelli, anni 21 - Mauro Alganon, anni 22 - Maria Angela Marangon, anni 22 - Verdiana Bivona, anni 22 - Francisco Gomez Martinez, anni 23 - Mauro Di Vittorio, anni 24 - Sergio Secci, anni 24 - Roberto Gaiola, anni 25 - Angelo Priore, anni 26 - Onofrio Zappala', anni 27 - Pio Carmine Remollino, anni 31 -  Gaetano Roda, anni 31 - Antonino Di Paola, anni 32 - Mirco Castellaro, anni 33 - Nazzareno Basso, anni 33 - Vincenzo Petteni, anni 34 - Salvatore Seminara, anni 34 - Carla Gozzi, anni 36 - Umberto Lugli, anni 38 - Fausto Venturi, anni 38 - Argeo Bonora, anni 42 - Francesco Betti, anni 44 - Mario Sica, anni 44 - Pier Francesco Laurenti, anni 44 - Paolino Bianchi, anni 50 - Vincenzina Sala In Zanetti, anni 50 - Berta Ebner, anni 50 - Vincenzo Lanconelli, anni 51 - Lina Ferretti In Mannocci, anni 53 - Romeo Ruozi, anni 54 - Amorveno Marzagalli, anni 54 - Antonio Francesco Lascala, anni 56 - Rosina Barbaro In Montani, anni 58 - Irene Breton In Boudouban, anni 61 - Pietro Galassi, anni 66 - Lidia Olla In Cardillo, anni 67 - Maria Idria Avati, anni 80 - Antonio Montanari, anni 86.

non dimenticando di inviare un doveroso pensiero anche agli oltre 200 feriti coinvolti nell'attentato e di cui alcuni di loro portano ancora i segni dell'imbecillità dell'uomo e della complicità della politica .
Una delle tante pagine vergognose della nostra storia volutamente rimaste irrisolte!
85 vittime che chiedono non vendetta (quello è un sentimento che i morti non conoscono!) ma certamente GIUSTIZIA! Un grido che purtroppo non arriva alle orecchie di coloro che non vogliono ascoltare, figuriamoci poi oggi, 2 agosto 2012, che abbiamo a rappresentare il Paese, dei Tecnici con la valigia pronta in mano...!

Franco Giannini

mercoledì 25 aprile 2012

25 Aprile 2012


« Era giunta l'ora di resistere; era giunta l'ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini. »Piero Calamandrei

Voi ci siete riusciti, per fare il nostro bene. Altri, dopo di voi, hanno cercato di mantenere i successi conseguiti. Noi, invece, ci siamo sbragati, abbiamo rovinato quanto da voi creato e ci stiamo ritrovando sotto un nuovo, impensato dominio economico dei novelli crucchi dell'Angela Merkel. Stessa fame, stessa sudditanza (psicologica!), stessa miseria, stesse pezze al culo, stessa disoccupazione, ma contrariamente ad allora, una strana rassegnazione. Qualcuno crede di scimmiottarvi, solo perchè ha preso o scelto la strada dei "Monti"... si "Mario". A parte la battuta, immagino che, ovunque vi troviate, a sentire le belle parole, oggi ormai inutili e vuote vista la luce dei fatti, che verranno elargite "a piene mani" in queste 24 ore di patriottismo retorico, nei vostri confronti, immagino dicevo, a come vi rigirerete nelle vostre tombe. Scusateci, scusateli !! Sanno quello che fanno, solo che se ne fregano! E noi, quella "carne da macello", con il marchio indelebile di  popolaneità verace e genuina, forse avremo di nuovo il coraggio di ritornare a guardarvi negli occhi, in quelle vostre vecchie sbiadite foto del tempo, solo quando riusciremo ad essere più indipendenti e meno sottomessi al dominio straniero che oggi viene chiamato EU, facendo fede a quell'articolo 1 della Costituzione, al quale tutti si ispirano, ma che nessuno poi mette in pratica ! Democraticamente ??? Allora credo che per questa vita ciò resterà un miraggio...almeno per me! Auguri ai posteri!
di Franco Giannini

lunedì 25 aprile 2011

Oggi 25 APRILE ancora una Festa non solo una data !!
















Una FESTA che, per le affermazioni di pochi, che siamo obbligati a sentire (ma non ad ascoltare), è condivisa da tutti quelli che vedono il nostro come un Tricolore e considerano il verde, no un vessillo, ma solo ed esclusivamente uno dei tre colori. (FG)

mercoledì 6 maggio 2009

I CORSI ED I RICORSI DELLA STORIA


di Franco Giannini

Non sempre è facile identificare un primo corso storico relativo ad un qualche evento, mentre è poi più facile individuarne il ricorso. Solitamente il ricorso si succede dopo tanti anni per non dire secoli, ma non sempre è così. Con tutt'altri scopi, almeno per i credenti e lungi da me il voler essere blasfemo ed irriguardoso nei confronti della religione, prendo ad esempio gli insegnamenti, l'organizzazione, i comportamenti di Gesù Cristo, nella Sua breve vita di Maestro. Si circondò di Discepoli, parlava con il popolo attraverso Parabole, stupiva la gente con i Miracoli, beatificava i poveri, i perseguitati e gli emarginati, condannava il potere e la ricchezza, osannava l'amore verso Dio e verso il Suo prossimo. Nasceva, la prima forma di socialismo, o almeno mi sembra di vederlo, che si affermava ulteriormente con la dettatura a Mosè delle tavole dei dieci Comandamenti. Dopo quasi due millenni, ecco che, nello spazio di neppure cinquant'anni, altri due individui si rincorrono e scopiazzano quanto da Cristo predicato ma contrariamente a come solitamente si usa fare, rimettono in pratica quanto già in uso, non migliorandolo bensì ritrascrivendolo in "brutta copia". Dei due individui, di cui si sono persi i nomi ed i cognomi e forse è meglio che sia così, si sa solo che uno nasce in Romagna, a Predappio alla fine del 1800, l'altro a Milano, 53 anni dopo. Entrambi, in giovinezza (per uno questa parola, divenne un inno), si sentirono attratti dall'ideologia socialista, che però presto abbandonarono. Uno per ideali megalomani e l'altro, il milanese, per essergli venute a mancare le condizioni economiche privilegiate, fin allora riservategli, per la caduta in disgrazia del suo "mecenate". Entrambi vogliosi d'indossare divise, galloni, cappelli. Entrambi di bassa statura, entrambi, malgrado le panciere per tenere indietro le pance ed il petto in fuori, di corporatura non certo esile. Entrambi "assatanati", ma fedeli alle loro consorti, almeno così si definivano. Entrambi votati per famiglie con prole numerosa. Entrambi appassionati cacciatori di prede non da penna bensì da pelo. Entrambi legati a promulgazioni di leggi dallo stesso contenuto democratico e libertario. Del primo si ricorda la legge dell' Aprile del '24 per favorire la maggioranza fascista in Parlamento, del secondo, il milanese, per quella meglio ricordata con il nome del suo estensore, un certo Alfano, atta a garantire l'immunità penale alle 5 più alte cariche dello Stato, per una maggior sicurezza di tutti noi cittadini. Entrambi colpiti da alopecia androgenetica, già in età giovanile, che il lombardo è riuscito a mascherare, si fa per dire, con ridicoli trapianti, sfruttando quel progresso dovuto all'avanzare dei tempi moderni. Entrambi con manie di grandezza: il romagnolo alla ricerca continua di "territori al sole" da conquistare sul suo cavallo bianco, il "lumbard", non da meno in quella di battere "Paperon dei Paperoni" con la "conquista facilitata" e per questo inarrestabile, di giornali , TV, banche e mattoni. Il primo sognava l'impero, quest'ultimo sogna di passare agli annali della storia, oltre che per la Milano 2, per la costruzione di un Ponte, che non sarà come quello delle famose chewing gum, ma che delle stesse avrà l' utilità: languidezza di stomaco per gli italiani... di già ora con la pancia vuota. Entrambi amavano ed amano i bagni di "folla oceanica". Entrambi come Gesù Cristo, amavano ed amano circondarsi di discepoli. Entrambi arringavano ed arringano il popolo con proclami e parabole di cui solo i creduloni si sono nutriti o si nutrono. Entrambi amano comunicare con il popolo: il più datato dal balcone di palazzo Venezia, il più giovane (si fa per dire), molto più umilmente, da un predellino di un'auto. Per entrambi, forse, i dieci comandamenti erano e sono troppi. Per entrambi forse la metà sarebbe stata più che sufficiente. Certamente, per entrambi, gli ultimi due, sarebbero da abrogare. L'unica cosa in cui essi si differenziano, dovuta non certo al loro modo di pensare, ma grazie a quell'emancipazione femminile che le donne hanno raggiunto con il tempo , sono i diversi comportamenti tenuti dalle loro signore. La romagnola, polsi grossi da lavandaia, addolorata, remissiva e sottomessa, sempre in silenziosa attesa del ritorno del "cacciatore-guerriero". L'altra, regina di Arcore, principessa di Macherio, invece, attrice, più moderna, reazionaria, ed inc....ta, ha proferito quel "...non ci sto" (inteso come, ben s'intende, a queste condizioni), come ebbe a dire qualcuno, mandando il barzellettiere-cacciatore-frainteso, definitivamente e meritatamente a "scornarsi" dove meglio riterrà opportuno, ripensando a come potrà punire quelle forze rosse che hanno minato il suo menage famigliare.
Chissà che l'amenità della laguna non faccia al caso suo...

sabato 25 aprile 2009

OGGI E' IL 25 APRILE


« Era giunta l'ora di resistere; era giunta l'ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini. »
Piero Calamandrei




di Franco Giannini

...Aggiungere altro sarebbe incomprensibile, per chi vuol restare sordo e cieco, oppure sarebbe definito come solo uno sfogo generazionale, retorico, annuale, dai più giovani. Ma solo i volutamente inconsapevoli non sanno che il poter beneficiare di questo "lusso", chiamato Libertà, di cui non possono apprezzare a pieno i benefici, perchè resi assuefatti dal suo uso quotidiano ed abitudinario tanto da farle perdere il suo vero valore, va ricercato sul sacrificio vitae di tanti conosciuti e sconosciuti. Sappiano però, che la bontà ed il valore nutritivo di un pezzo di pane, anche se secco, lo si comprende solo quando la fame diventa quella reale del terzo mondo. I veri valori, di cose e persone, li si comprendono solo quando esse vengono a mancarci . Ma attenzione, quando ci accorgiamo della loro perdita, però, è sempre troppo tardi !!

giovedì 24 luglio 2008

ANCORA ESTATE.


di Dario Petrolati


Pare sia estate.
Almeno sul calendario, segna la fine quasi del mese di luglio.
Eppure mi pare non sia passata, venuta quella stagione assordante giovane allegra.
Dipende dal cielo a volte colorato male, quasi per dispetto da pittore della domenica o dalle meste novità che giungono di traverso dai mezzi di comunicazione, che in una parola estranea accorpiamo e pronunciamo ognuno a modo nostro.
Deriva dal latino, ha origine anglofona, comunque sia "mass-media" non mi piace ha l'impressione di un falso colto barbarismo e a forza di pronunciare parole-espressioni nuove, finisce che ci scordiamo il bellissimo "CIAO !" anche se pare derivi, venga dall' altra sponda dell' Adriatico, ed abbia ancora catene silenziose per far capire udire lo strascico dei servi catturati e resi schiavi quando la "Serenissima" comandava e rubava a destra ed a manca portando ori e riti nell' isole qua davanti, rendendo la città unica, fatta di cultura che aveva per bandiera un leone alato reggente un libro semiaperto ove le scritte latine Pax et Bellum sfidavano fedi e preghiere di gente anche dalla pelle scura.
Ci voleva Napoleone, finalmente per togliere tanto orgoglio e far prevalere la laica ragione su religioni sanguinarie che in nome di un non creduto dio era permesso rubare e giudicare infedele chi la pensava in altro modo.
Molto rimane ancora però dell' antico ricordo, quando l' Oriente misto all' Occidente produceva arricchiva e depredava creando modi di vivere ineguali con ricchi signori-ricchissimi e dame-cortigiane che con furbizia, arte e bellezza facevan moda e leggi convincendo con l' odore del corpo l' antico guerriero che nulla spaventava ma si asserviva al pensiero di donne anche intelligenti che doppiamente operavano passando di letto in letto.
Saltavano teste, si usava la cipria piuttosto che l'acqua, ed invece di assorbire l'esempio delle antiche civiltà orientali che avevano il culto dell' acqua che sempre scorreva e creava musica e rendeva i corpi sempre puliti davvero, non falsamente profumati e colmi di pulci, ridevano e comandavano, era l' eterno inganno.
Furono anni in cui chi sapeva leggere anche e scrivere, la raccontava come più faceva comodo, la religione dominante permetteva accumulare ricchezze in nome di Dio, e litigando sotto sotto le famiglie facevano carriera sino a mandare a Roma il preferito figlio che diventava Papa-cardinale e che se si innamorava generava figli e figlie spargendo corti e parentele dove si stava meglio e la gente aspettava ordini per sempre ubbidire.
Corti ovunque imparentate che non facevano scandalo, solo i propri comodi,allargando il potere spirituale a quello temporale e chi non ubbidiva finiva male in ogni senso.
C' era l' aldilà eppure l' aldiquà, bastava ubbidire e pagare.
Le caste di quei tempi avevano cognomi che poi finirono su libri e fecero storia.
Le stagioni della vita erano concepite ed organizzate secondo il potere, si viveva, lavorava, pregava, ubbidiva, sempre ai voleri delle divise che ornate di ori e ricchezze predicavano umiltà per avere diritto alla pace eterna.
Quassù, da queste parti il seme è rimasto e la gente non so se quello che fa altro non è che il ricordo o il sangue ormai mescolato a tutte le calate dei barbari poi produce effetti che paion fuori stagione, a loro sembra stia bene così.
Tutti si sentono padroni della propria terra, la Regione spetta di diritto quasi divino, non si discute, anzi si litiga se un italiano, magari di Matera, vuole aver diritti pari agli altri abitanti.
Questo anche è il Nord-Est, ove il miracolo economico gestisce forse, pure le stagioni dell' anno.