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giovedì 9 novembre 2017

Discriminatori, in Italia, persino gli Arresti Domiciliari.

... neppure in questi, i "parrucconi", riescono a dare una sembianza di dignitosa equità !!

E mi permetto di farne una colpa, anche ai titolisti dei giornali, che a volte si spacciano per giornalisti, che così facendo dimostrano di non esserlo, o al più possono facilmente rubarmi il titolo di giornalaio.
E' una battuta la mia, perché non voglio di certo offendere una categoria alla quale ho sempre ardentemente sognato di appartenere. Solo che a volte, quando la cosa si fa ripetitiva, si perde la pazienza leggendo titoli altisonanti per far vendere 10 copie in più, ma nel contempo pigliando per i fondelli migliaia di lettori.
Per l'ennesima volta leggo :" Arrestato" Pinco Pallino, poi nel sottotitolo :"... agli arresti domiciliari presso...".
L'ultimo di questi casi è quello che il De Luca siciliano, neo eletto, ha portato all'attenzione delle cronache, perché i festeggiamenti gli si sono interrotti nel mezzo di un cin cin con la coppa di spumante ed il braccio alzato.
Io il caso, però lo riprendo per un altro motivo. Che poi costui sia colpevole o meno, è cosa grave, anzi gravissima, ma diciamo che al momento, in verità, me ne può fregar di meno.
Si, perché il signore in questione, non è il primo e non sarà neppure l'ultimo, come politico a "trasgredire", ad essere indagato, arrestato, per finire poi prosciolto. Non ne faccio quindi un fatto di giustizialismo, di schierarmi con la curva del pollice alzato o in quella del verso, ma esclusivamente per un fatto di etica sia da parte di chi giudica che di chi riporta il giudizio.
Sono un assertore del fatto che i proverbi non sbagliano mai, ed invece anche questi, raramente, ma sbagliano. Ce n'è uno che non riporto interamente per decenza, ma è comprensibile seppur interrotto :" Chi ha fortuna? I gobbi, le pu**@** ed i cu@à+*tti", tre categorie che secondo il metro popolano "portano fortuna" , ma che a loro la fortuna li ha abbandonati fin dalla nascita. Invece costoro sono tutt'altra cosa: portano disgrazia ai più e o non li colgono con le mani sulla marmellata o se li colgono hanno un santo dalla loro parte, che si può dire senza timore di essere smentiti... che hanno un gran... fortuna.
Chi viene graziato dal tintinnio delle manette, dal disonore di sentirsi dire "E' dichiarato in arresto" (o almeno per molti una volta lo era, oggi un po' meno), o dall'ispezione personale all'entrata del carcere, non è un individuo "Arrestato", è, in generale, uno che ha avuto fortuna, o i quattrini per pagarsi un buon avvocato, o a volte anche la raccomandazione giusta al momento giusto indirizzata alla "persona" giusta. E tutto questo, forse anche per vergogna stessa di chi lo ha permesso e di chi lo ha pubblicato, lo si cela dietro due parole, scritte con caratteri più minuti rispetto a quelli di "Arrestato", che sono "...Ai Domiciliari...".
Ma evidentemente anche il mondo dei farabutti è suddiviso in caste. Ci sono i delinquenti in Porche difesi da Principi del Foro, ruba galline a loro volta difesi da avvocati ma vassalli dei Principi, ed infine Politici-Amministratori che costituiscono quell'élite "castaiola" a cui andrà tutto bene a prescindere di chi sarà il loro protettore, ma nel mondo falso in cui fluttuiamo oggi, ti vogliono dare a bere che i loro non sono misfatti, ma atti sostenuti alla stregua di un martirio.
Ecco che allora ai primi  si aprono le porte delle loro lussuose abitazioni complete di tutti gli agi, compresi figli e mogli (o mariti); ai secondi, abitazioni topaie, case protette o similari; ed alla Casta, villette, ville datate del '600 magari nei Castelli Romani con un occhio puntato sulla Capitale, oppure residenze con ettari ed ettari di giardino con piscine e vigneti ubicate nelle terre ridenti e colte della Toscana.
Ma le pene detentive o di restrizione, non dovrebbero essere eque, siano esse in fase di attesa che di definitiva condanna? Ed allora perché qualcuno usufruisce al massimo di una TV e di un fornelletto per scaldarsi la minestra o sniffarsene il gas, ad altri invece un semplice letto (quando non è una panchina sotto le stelle!), un pasto caldo ed il tetto sopra la testa seppur insicuro; quando poi ad altri è concesso tutto e più di tutto: da una piscina, ai famigli, dalla palestra ai famigliari, si, anche perché l'uomo n'è de legno?
Per carità, fattelo, continuate nell'indecenza a farlo, ma quantomeno abbiate almeno un minimo di rispetto, di decenza per voi stessi.  Non ci pigliate per i fondelli, cercando di volerci far credere che in questa "itaglietta" da due soldi (non da due €, sarebbe come dire che ci siamo lasciati la crisi alle spalle) in cui viviamo, almeno la "giustizia"  è cosa serie ed equa. Perché così non è, malgrado quel cartello assurdo ancora mantenuto sopra la testa dei giudici togati.







di Franco Giannini

venerdì 29 maggio 2015

Un elettore, io, sull’orlo di una crisi di nervi…

In verità credo di esserci già dentro ed anche in numerosa compagnia...

Quando i Partiti sono entrati in crisi d’identità, il malcontento nei confronti della Politica si è fatto sentire. Ed allora i Capi-Bastone ed i loro politologi, nel timore di perdere le poltrone, consigliavano, inculcavano, proponevano alle proprie truppe cammellate, di non lasciarsi influenzare dalla voci di uno sparuto numero di “Populisti”, ma di andare a votare. “Non vi piacciamo ? Vi comprendiamo, qualche cosa c’è da ritoccare, ma voi turatevi il naso e votateci”. Credo che sia cominciata da qui, da questo suggerimento, l’era dell’astensionismo.
Poi le cose, è risaputo, non sono assolutamente migliorate, tutt’altro. Se le persone sono rimaste quelle, i lati più sporchi della politica, invece pure! Nel frattempo, fresca di conio abbiamo conosciuto la parola Casta ed allora i professionisti della suggestione, gli imbonitori elettorali, i cacciatori di consensi, comprendendo il pericoloso bivio preso dai partiti, tra rettitudine ed il suo contrario, presagendo un nuovo disinteresse ed un maggior numero di astensionisti, non hanno scelto la strada della redenzione, bensì si sono inventati un nuovo slogan. Ed allora, oltre al solito “Vi comprendiamo, si, però stiamo esaminando le cause, ci stiamo lavorando per cercare di porvi rimedio – hanno aggiunto, prendendo così altro tempo - ma voi intanto, dovete ugualmente andare a votare scegliendo il meno peggio!.
Un invito della Comunicazione destinato anche questo a cadere nel classico buco nell’acqua. Non solo il fallimento della Comunicazione, ma ancor più un’attestazione che l’elettorato continua a disaffezionarsi nei confronti di questa politica e politici, sempre più corrotta, egoista, incapace ed insaziabile. Per cui il fenomeno Astensionismo e non so fino a quanto lo si possa poi chiamare così, è in una continua e sembra inarrestabile, lievitazione. Ma è giusto anche ammettere che l’astensionismo non fa perdere neppure la poltrona, è solo una questione di immagine. E loro, anche di questo si nutrono!
Ed allora per dimostrare che i Politici sono vicini, ascoltano la plebe, non sono tutti uguali, sono tantissimi quelli onesti, capaci, sensibili (il problema è che costoro sono facili da trovarsi come i funghi in una stagione di secca!) e forse anche perché nel frattempo il numero delle sedie si sono ridotte, hanno studiato una nuova presa per i fondelli. Si sono inventati, visto il progressivo fallimento dei partiti, le “Liste Civiche”, il cui tasso di riproduzione supera quello dei conigli.
Queste liste, falliti per l’appunto i partiti e per riverginizzare quei tanti visi appassiti dall’estenuante lungo percorso politico (per qualcuno, ma diciamo per i più!) sulle strade impervie della politica, sconnesse, lastricate di tentazioni, corruzioni, collusioni, sono state vendute per apartitiche, apolitiche, senza vertici ma costruite solo sulla “base”. In realtà invece sono solo delle modeste “vetture-scopa” come quelle usate nelle corse ciclistiche. Raccolgono in verità nelle proprie fila, voglio aggiungere bonariamente un rufiano “non sempre”, coloro che con un decoubertianamente sano senso del partecipare (ben custodito nel proprio io), si accontentano di questo, ben conoscendo le proprie limitate forze, vivendo come la luna, di luce riflessa. Scelgono così di apparentarsi con la lista del big del momento per poi gustare rispecchiandosi sulla di lui vittoria e salire così sul carro del vincitore nella remota speranza di assaporare la crocchetta e la carezza, che le potrebbe essere elargita dall’Eletto.
Questo sta accadendo in Italia, ma non è che la nostra realtà, Senigallia, se la passi meglio e si distanzi da quella nazionale. O se proprio vogliamo vederci una differenza, questa è forse ancor più grave. Visto che tutti conoscono tutti e che il rispetto delle persone dovrebbe prevalere sui fatti politici. Sempre! E se non si è in grado di autogestire i propri comportamenti, allora la politica non fa per voi. Invece!
Di nomi non ne faccio, raramente li faccio e li ho fatti. Ma credo che in questa particolare occasione non ce ne sia neppure bisogno. Voglio sperare da quello che ho scritto e come l’ho descritto, che l’interessato o meglio ancora gli interessati possano riconoscersi. A quel punto le strade sono due, criticarmi com’è giusto che sia o autocriticarsi ponendovi su un rimedio.
Dicevo che anche Senigallia non fa eccezione, anche qui sono spariti i partiti. O meglio c’è un PD che sembra si sia appropriato lo slogan di quella casa di preziosi che cantava: ”Divisi, ma sempre uniti!”. Per loro le “cagnare” sono solo “sani confronti”, le armi improprie (ovviamente, figuratamente parlando), sono le hashtag del tipo “caro amico stai sereno”. Attenti ai colpi alle spalle! Infatti si sussurra che in casa loro i tavoli rotondi sono stati aboliti e nelle riunioni i primi posti ad essere occupati sono sempre quelli a muro. Costoro affermano a denti stretti che sono di “sinistra”, ma non disdegnano di razzolare nelle aie del centrodestra, facendo moine ai vecchi scudo-crociati, non disprezzando di strizzare l’occhio a Forzisti delusi o schegge di passaggio lasciate dall’implosione della bomba Penta-stellata. Insomma per raccattare voti hanno rispolverato, riscritto, riveduta e corretta, la pubblicità di un famoso Carosello. Per loro infatti “Tutto fa brodo”.
E se Atene non ride Sparta piange.
Quelli della “vera” sinistra, i rossi, gli ex-comunisti, si sono disintegrati in liste e listine che li vedranno nelle imminenti elezioni locali e regionali, rasentare con le loro % numeri da prefisso telefonico. Anche questa “rossa-mancina”, come del resto tutti coloro che aspirano ad una poltrona o almeno ad uno strapuntino, da la sensazione del degrado a cui si è giunti con la politica. Continuano a dirci, e a forza di asserirlo se ne sono anche auto convinti, che scendono in campo per il puro senso civico, quando invece la sensazione che offrono è che lo facciano solo ed unicamente per insaziabili Ambizioni personali o remoti trampolini di lancio.
Una volta, ma neppure tanto tempo fa, erano le liste civiche che supportavano i partiti. Oggi si sta verificando una controtendenza, sono i Partiti a supportare le liste civiche, che confluendo così i loro consensi nella civica, le fanno perdere quella verginità su cui inizialmente puntavano, facendole riassumere una precisa connotazione e ricollocazione politica.
Ed allora, sputtanato anche questo sistema della “Lista”, si sta buttando la politica tutta sull’integrità morale della singola persona. Cosa difficile trovarla in campo nazionale, ma molto più facile scoprirla nella nostra piccola comunità senigagliese. Abbiamo e credo di poterlo affermare senza timore di alcuna smentita, 7 (sì sette) candidati tutti irreprensibili, quelli che si presenteranno alle elezioni Comunali per l’ambita poltrona da Sindaco. Ad affiancarli ben 14 liste composte da oltre 300 persone speranzose di aggiudicarsi uno strapuntino nel Consiglio Comunale. Candidati a Sindaco che ho conosciuto tutti personalmente uno ad uno e da cui ho tratto una mia impressione personale che rasenta la certezza, che si trattino tutte di persone, come si usa dire, più che per bene.
Ma vero è che un bravo atleta, non è detto che sia sempre ed anche un ottimo allenatore. In politica è la stessa medesima cosa. Ed allora una persona retta mi offre certamente sicurezza morale, ma non è detto che mi dia la garanzia che nel corso del mandato sappia assolvere al suo impegno nel migliore dei modi, per la mancanza di quel requisito che alcuni credono di scarsa necessità e che risponde al nome di “capacità”.
In fase di voto l’elettore allora dovrebbe controllare che colui su cui cadrà il suo consenso sia persona integerrima ed anche capace. Non solo, ma che gli ideali di base corrispondano con quelli suoi (o no? perché ci eravamo prefissati di spogliarceli di dosso per il bene cittadino?) ed inoltre chi sono i suoi amici sostenitori. Perché anche questo ha il suo peso!
E come mi ritrovo a Senigallia oggi? Dovrei guardare alla serietà e capacità della Persona, quella con la P maiuscola ed invece mi ritrovo dentro un stormo di personaggi simili a tante cavallette che dall’Opposizione passano nelle file della Maggioranza. Nella Maggioranza, individui che lasciano le liste civiche per entrare in quelle politiche. Liste dell’Opposizione che, come si usa dire oggi, implodono, scagliando i loro appartenenti in liste civiche, che da apartitiche, in corso d’opera, assumono connotazioni partitiche.
Per carità, come detto e ribadisco, sette brave persone, quindi da votare tutte, se si potesse e si prendesse in esame solo la qualità morale, con 7 croci, ma che sono a capo non di partiti, non di liste, ma passatemi il francesismo, in un casino che più casino non si può!
Un volgare imbastardimento della politica, che qualcuno ha il coraggio ancora di definire come il “bello della politica”. Una politica che si sente offesa perché qualcuno ha coniato un antipatico quanto nuovo termine “Casta”, ma che altrettanto offesa non lo si sente per essersi dimenticata dell’uso del significato di una parola in disuso che è “Etica”.
Ed allora si preferisce escogitare nuove forme politiche, piuttosto che indossare magari un fastidioso e doloroso busto ortopedico che aiuti a superare quelle distorsioni che la “scoliosi politica” arreca alla colonna vertebrale di nostri amministratori in pectore.
Ecco che allora si preferisce aggirare l’etica e trovare un’ulteriore scappatoia. Una volta erano le liste civiche, da brave devote gregarie, a portare acqua con i loro voti al proprio capitano. Ora, indegnamente, meschinamente, ipocritamente, pur di salvarsi un posto anche da semplice Consigliere Comunale, sono gli stessi partiti, oramai divenuti solo logore sigle, a chiedere di apparentarsi con quelle che si definivano Civiche senza legami di orientamento.
Ed il male che questo è avvenuto, sta avvenendo e magari continuerà nei meandri dei giochi dei compromessi, sfociando nel quasi certo, ballottaggio.
All’interno di questi elenchi, ancor prima del fatidico 31 maggio, purtroppo, osservo persone che si morderebbero il gomito per aver ceduto troppo precipitosamente a certe alleanze, credendo che sotterrata l’ascia di guerra e fumato il calumet della pace i problemi cittadini si sarebbero così risolti. Invece i bambini non nascono sotto il cavolo ed è stato sufficiente lo squillo di tromba della carica degli arrivano i nostri, per riportare le persone, tristemente alla realtà dei fatti. Innocenza, buona fede, chiamatela come volete, ma ora certe prese di posizione si pagano.
Come? Le si possono vedere dalle foto! I Capi Bastone, si fa per dire, perché oggi sono divenute tutte mezzecalzette, sono lì schierate e sorridenti e lui, invece, lo sconfitto comunque vada a finire, sconsolato, con le braccia conserte come a chiedersi “Ma dove cavolo sono finito?“. Forse solo chi scrive può comprendere e partecipare di cuore al suo dramma umano. Essendo anche io un residuato di quella vecchia, stessa sinistra, posso ed immagino come una persona, involontariamente, prematuramente, ingenuamente, venutasi a trovare in quella palude di sabbie mobili vorrebbe ritrovare, oggi, la sua collocazione iniziale, pur sapendo che ora più si agita e più la sua posizione si aggraverà.
Ma se c’è chi da sinistra si è portato in una Civica, mutatasi poi in Civica di centrodestra-destra, altri hanno fatto ancor di peggio. Perché oltre che aver cambiato mano, simbolo, idee, hanno ruminato senza il coraggio di ribellarsi ed oggi in quel piatto in cui hanno mangiato (politicamente s’intende!) per oltre dieci anni, osano sputare.
La stessa pessima e meschina sensazione la offre chi a quelli sopra si è contrapposto per oltre dieci anni quasi credendo di appartenere ad un sesso che non era il suo ed ora, tutto ad un tratto scopre quello suo vero (o almeno lo crederà per un altro quinquennio!), quello degli angeli.
Storie di Movimenti apolitici, dove si narra che nella famiglia convivevano tre fratelli di nome Caino, ma di cui solo uno è riuscito a passare attraverso le maglie della “rete” della sopravvivenza locale e che per dimenticare i trascorsi gli è stato sufficiente cambiare il suo nome in Abele con la benedizione del “Padre”.
Per non parlare poi di chi ha fatto il suo cavallo di battaglia, in barba alla modestia e travalicando a volte il limite della sopportazione, con l’abuso di termini quali: Eccellenze (seppur non rivolto ad organi ecclesiali) per ogni dato statistico amministrativo conseguito; per ogni problema di Sanità si parlava di Area Vasta, perché riempiva la propria bocca seppur lasciava amareggiata quella degli utenti sanitari. Risultati che erano sufficienti definire come soddisfacenti, seppur gli scarsi risultati elargiti sempre con parsimonia dagli organi regionali venivano suddivisi in modo “matrigno” tra noi e gli altri paesi nostri confinanti, senza aprire bocca se non per dire Grazie. Modalità che già a suo tempo molti “Gufi” contestavano; Non parliamo poi delle fanfare per il numero di Bandiere che si sono accantonate nel sacrario del buon fare ; Non parliamo del modo con cui si è gestito fantozzianamente nei confronti delle varie autorità di livello superiore a nostro comunale, nel periodo dell’alluvione e post alluvione. Erano personaggi regionali, provinciali, (lasciamo da parte quelli governativi!) che si dovevano ossequiare, non tanto per motivi Istituzionali, quanto perché della stessa corrente politica. E solo oggi ci si accorge che queste correnti erano pericolose, erano poco attendibili, e che hanno fatto poco e male.
Ma guarda un po’. Basta un cambio di un simbolo e ci si accorge che la persona con cui avevi convissuto ore idilliache, spartito successi strepitosi, condiviso le stesse idee, aiutato a far divenire le Marche un modello (di che?? Dell’imprenditoria non credo!) è invece una perfetta nullità, un incapace, uno di cui non ci si può fidare. Possibile che nessuno si chieda: “Ma così, tutto ad un tratto?” La risposta è no, ci son voluti almeno oltre 10 anni. Milioni di metri cubi di acqua sono passati sotto i ponti, tante cose anche belle si sono fatte, Senigallia ha cambiato volto, che a qualcuno piaccia ad altri meno, è doveroso ammetterlo, ma ad onor del vero quello che mi lascia veramente perplesso e con tanto amaro in bocca, è il segno più che evidente che lo si scopre solo oggi la scarsa affidabilità di un voltagabbana con il quale si è condiviso la stessa tessera, si sono difesi gli stessi programmi. Evidentemente ci si è nutriti sempre e solo con spaghetti alla amatriciana, non certo, almeno ogni tanto, con un bel consommé fatto con il brodo di sapiente aquila.
E del voltagabbana che vogliamo dire? Qualcuno l’ha scelto non per le sue capacità, ma per le mancate capacità dei suoi avversari. E questo mi porta alla mia adolescenza quando mio nonno, per spaventarci (ma sapevamo che scherzava e gli tenevamo la spalla) dalla tromba delle scale, mentre salivamo a casa dopo aver combinato una marachella ci urlava: ”Intanto che salite cominciate a pensare che morte scegliete!”. Il bello è che lui e noi scherzavamo, questo e chi lo spalleggia, purtroppo, fa sul serio.
I passaggi “Dal turarsi il naso” al “ Votare il meno peggio”, dalla “Lista Civica” prima maniera al “Non alla lista ma alla Persona” ci porta sempre all’ultima scelta, Astensionismo o Croce?
Io credo nella croce (non inteso come simbolo religioso), sia in ambito nazionale, regionale o comunale che sia. Una voce magari inascoltata la mia, ma che, se non apro bocca, non batto ciglio, sarà sempre ed ancor meno ascoltata. Non mi illudo però neppure, come intendono farmi credere, che in mano abbia un’arma. Spero solo che non sia un ennesimo proseguo di una croce (e questa volta non sulla scheda) ma quella che politicamente ci perseguita vista l’ incapacità risolutiva dei problemi che ci attanagliano dovuti all’incompetenza degli Amministratori, purtroppo, che mi sembrano più che dei novelli statisti dei modesti travet.
Come pure gradirei che il vincitore, almeno per una volta ed almeno in questo ci venisse incontro, non scimmiottasse come già qualcun altro ha fatto in modo patetico (ma il personaggio in questione non è in grado di offrire di più), che magari vincendo e toccando il 30-40-50%, esaltasse tale vittoria, magari facendo seguire il solito “di Tutti”. Perché sarà sempre da fare un calcolo tenendo conto del numero % di coloro che dimostreranno il loro dissenso, la loro disaffezione verso il modus operandi della politica, ovvero astenendosi dal voto. Che comunque vada è una sconfitta. Questa si che è di tutti!
Queste due ultime righe sono per me le più difficili da scrivere. Ma da persona anziana lo devo fare. L’ultima a morire deve essere però la speranza e per questo voglio augurarmi di essere smentito nel mio pessimismo.
Del resto domani è un altro giorno, e si vedrà! Speriamo non sia ancora un lumicino di falsità.

Allegati

Franco Giannini
Pubblicato Venerdì 29 maggio, 2015 su SenigalliaNotizie.it 

Questi i Commenti dei lettori di SenigalliaNotizie.it:

un povero tra i poveri (di politica)
2015-05-29 15:36:23
"CARO FRANCO" Condivido pienamente ii tuo pensiero e la tua speranza. Sappiamo benissimo che in queste elezioni non c'è una lista civica pura e apartitica come nel 2010. Sono tutte schierate come da fac-simile della scheda elettorale, ma anche se corrono da sole, con un loro candidato sindaco, sappiamo su che carro sono pronti a buttarsi per appoggiarli al ballottaggio. Quindi tirando le somme sono sempre gli stessi partiti politici e sempre le stesse persone, salvando un unico schieramento che per la prima volta si presenta a Senigallia ed ha tutto da provare a se ed agli altri. Nutro la speranza, in questo momento triste, politicamente ed economicamente, che i cittadini di Senigallia comprendano il valore del loro voto e vadano tutti ai seggi per far capire a quelle persone che ci governeranno che si può cambiare e bisogna aver fiducia nei cambiamenti e nei giovani. Sappiamo tutti cosa è stato fatto in questi anni e cosa ci aspetta. Inutile nasconderci la verità che contrasta notevolmente con i proclami politici di questi ultimi giorni. Notevolmente deluso da questa campagna politica, dagli schieramenti, dalle solite liste civiche, da molte persone presentate (credo che Senigallia ha e merita molto di meglio che la rappresenti)comunque andrò a votare cercando di non otturare il naso. Se posso fare un invito, a te ed alla redazione, scrivete un articolo, su come si vota e cosa è il voto disgiunto e come si fa, con la speranza che i presidenti di seggio lo leggano. Comunque lo scrivo : Come si vota nei Comuni superiori ai 15mila abitanti  Nei Comuni con più di 15.000 ( tra cui SENIGALLIA ) abitanti si vota sempre con una sola scheda, sulla quale si troveranno i nominativi dei candidati per la carica di Sindaco affiancati dal simbolo o più delle liste che lo appoggiano. L’elettore può esprimere il proprio voto secondo tre diverse modalità: 1. tracciando un segno solo sul simbolo di una lista, in questo modo la propria preferenza viene data alla lista contrassegnata e al candidato Sindaco da quest’ultima appoggiato; 2. tracciando un segno sul simbolo di una lista, con eventuale preferenza per uno dei candidati alla carica di Consigliere appartenenti alla stessa lista, e tracciando un segno sul nome di un candidato Sindaco non collegato alla lista votata: in questo modo si effettua il cosiddetto “voto disgiunto”; 3. tracciando un segno solo sul nome del Sindaco, votando così solo per il candidato Sindaco senza indicare preferenza per alcuna lista. Nei Comuni con più di 15.000 abitanti è eletto Sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno). Qualora nessun candidato raggiunga tale soglia si tornerà a votare il 14 Giugno per scegliere tra i due candidati che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti (ballottaggio). In caso di parità di voti al primo turno, verrà ammesso al ballottaggio il candidato alla lista più votata (maggiore cifra elettorale) e, in caso di ulteriore parità, verrà ammesso il più anziano di età (gli stessi criteri saranno usati in caso di parità nel ballottaggio).  Al secondo turno viene eletto Sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti. Per stabilire la composizione del Consiglio si tiene conto dei risultati elettorali del primo turno e degli eventuali ulteriori collegamenti nel secondo. In pratica, se la lista o l’insieme delle liste collegate al candidato eletto Sindaco nel primo o nel secondo turno non hanno conseguito almeno il 60% dei seggi ma hanno ottenuto nel primo turno almeno il 40% dei voti, otterranno automaticamente il 60% dei seggi. I seggi restanti saranno divisi tra le altre liste secondo il criterio proporzionale delle preferenze ottenute. Ciao Franco e grazie sempre.
 

sabato 6 dicembre 2014

Roma magna, intesa non certo come grande...

... anzi, tutt'altro!!!

Chissà che Ludovico Ariosto non abbia previsto tutto e  dedicato il suo verso : " Le donne, i cavalier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto,..." a questa penosa, vergognosa (solo per gli onesti!) attuale storia della nostra Capitale . Oggi anche in questo malfamato intreccio di delinquenza (dicono mafiosa... ma non ci credo!) e politica infatti abbiamo una donna segretaria e cassiera. E si sa che dietro ad un grande omino c'è sempre una grande donna, cosa del resto suffragata  anche qui, dal fatto che se ci sono queste non possono neppur mancare i cavalier. Neppure l'arme avrebbero potuto mancare perché servono per gestire almeno una parvenza d'ordine. Le "cortesie" poi, tra figli di Casta generati da buone donne non possono mancare, seppur la parola deve essere scritta tra le virgolette, ed è per proprio perché sono scambiate tra figli di... per questo non possono essere che audaci.
Ma ritornando alla novella storia della recente cronaca nera economica politica che ha colpito la Roma Capitale, troviamo coinvolti non solo personaggi della malavita, ma anche quelli dell'Amministrazione politica capitolina che così uniti in matrimonio con la prima, ne hanno assunto a tutto diritto la stessa nomea: MALAVITA.
Oggi ne sono indagati solo 100 (logicamente fino al terzo grado di giudizio tutti "Innocenti"), ma di certo c'è solo una cosa. Costoro sono tutti rispettabili facenti parte di una sospetta vita malavitosa. Ma si parla anche di legami di gente che si credeva al di sopra di ogni sospetto, che brevemente senza andare sullo specifico denomino come semplicemente degli artisti e degli sportivi in necessità di aiutini.
Tutta quella "povera gente" che non riesce a soddisfare le loro ESIGENZE (lecite ed illecite) nel corso della loro carriera, visti i loro "miseri cachè" a tanti zeri e che magari bisogna pure compassionevolmente comprenderli. Ed infatti ecco che lo Stato compassionevole con le Cicale, i Vip, le Caste non caste, si è inventata una legge per questi poverelli : la legge Bacchelli che alla fine dei loro giorni sarà sempre poi pronta a sostenerli con un vitalizio che noi Formiche paghiamo e continueremo a pagare. Ed a costoro, si guardi bene, non va di certo la pensione minima sociale, loro, seppur con pezze al culo virtuali, hanno del resto insaziabili esigenze e le stesse mani bucate con cui hanno gestito le immense fortune che le sono passate tra le dita e che purtroppo continueranno a gestire. Ma non solo, magari con grande falsità attingendo alle loro capacità artistiche cercheranno di impietosirci con le loro lacrime per malattie immaginarie. Le solite malattie fittizie in cui solitamente cadono i VIP delle varie CASTE quando colti con il topo in bocca dovrebbero andare ospiti delle patrie galere ed invece vengono locati da magistrati allo sbaraglio, ai domiciliari nelle loro magioni dorate. Si lo so, mi si dirà che non è facile ottenere il vitalizio. Ma non dovrebbe essere facile, dovrebbe essere impossibile. Perché? Semplicemente perché allora che cosa si dovrebbero attendere dallo Stato gli oltre 7 milioni di italiani attualmente disoccupati, cassa integrati, precari, ecc... ecc... che non certo per loro colpa o delle loro esigenze, ma al più, delle loro assolute irrinunciabili NECESSITA' vitali, che malgrado abbiano stretto la cinghia dei pantaloni oltre l'impossibile con impensabili rinunce con tutta probabilità non vedono nel loro futuro una pensione e quanto meno una legge fatta ad hoc per loro ?
  



di Franco Giannini

martedì 11 novembre 2014

Il "Bel Paese", cava di fango.

E la parola "Fango", si guardi bene, è solo un' eufemia.

La leggenda narra come re Mida, mitico re della Frigia, riuscisse a mutare in oro, qualunque cosa toccasse.
E' da supporre che simil dote, oggi, sia stata ereditata da ogni personaggio politico che si cimenti in cariche politiche, definiamole, "importanti".
Con una sola piccola differenza, che invece che mutare in oro, a qualunque cosa essi si approprinquano, non si tramuta nel giallo metallo, bensì in un "Fango" dal colore grigiastro e da un maleodorante odore. E se questa è già in oro, riescono a farla scomparire, impadronirsene e magari restituendoci l'alibi di un qualche "servizio" inzaccherato della loro nobile  fanghiglia.
Il Pascoli, ricordando la sua Romagna, cantava "...dolce paese cui regnarono Guidi e Malatesta, cui tenne pure il Passator Cortese, re della strada, re della foresta.".
E quei tempi di cui parlava il poeta romagnolo, non sono mai scomparsi, però con un termine in uso oggi possiamo dire che sono stati "razionalizzati" e plasmati a piacimento dei nostri signori attuali Passatori, che hanno dismesso il mantello del "Cortese" e sono rimasti incontrastati re delle strade, ma non delle foreste, perché se le son giocate con cattive gestioni ed ora non le posseggono più.
Hanno mutato la terra in cemento, le strade in autostrade, le case in grattacieli, i ruscelli in torrenti, i torrenti in fiumane ed i fiumi in discariche, logicamente autorizzate dalle proverbiali "tre scimiette".
E da queste idee geniali, nascono le premiate CIF : Cave Italiane del Fango.
Le piogge si tramutano in "Bombe d'Acqua", gli eventi metereologici che divengono come le targhe alterne vengono definiti eccezionali, improvvisi, impensabili, gli Interventi dopo 3 giorni sono definiti Immediati, i volontari, che fanno quello che dovrebbero fare i Manovratori della Macchina del fango di questa Italia in miseria, sono definiti persone con alto senso del dovere civico e se giovanissimi Angeli del Fango. E la fanghiglia politica guarda con spocchiosità e magari si incazza pure, se qualcuno si rivolge loro contro, perché la colpa non è loro, ma delle Istituzioni a loro vicine... sempre quelle vicine. E le uniche parole che riescono a proferire sono quelle del "MAI PIU'" a cui oggi hanno aggiunto "condoni edilizi". Come se questi venissero concessi dai parroci delle parrocchie comunali.

Avevamo una "Carta" di valore che, definendola superata, l' hanno variata mutandone i termini reali, quelli vecchi, i primari, quelli tracciati dai "padri" con quell'inchiostro della "Storia" che, fino ad ieri, si credeva indelebile. Non più quindi una Repubblica fondata sul lavoro, bensì, affondata nel fango.
Il Bel Paese, da terra di bellezze artistiche, da patria della cultura, di civiltà mediterranea, dal clima mite, dai paesaggi naturali, dai colori pastello, si è tramutato attraverso gli "Orchi" della politica, in una inesauribile cava di "Fango". Espressione intesa sia nel senso reale della parola (sopra citato), che in quello ugualmente infamante, se non ancor di più, del figurato.
Non abbiamo più il lavoro, i lavoratori sono in esubero, la "professione" più esercitata oggi è quella del precario, cassa integrato o "Disoccupato", con figli che "aiutano" in questa attività i genitori cinquantenni, oramai vecchi, seppur l'aspettativa di vita sia aumentata, tanto da farci, inconsciamente, gioire potendo parlare di "quarta età". Le carceri traboccano di delinquenti, come pure la Casta politica. Solo che costoro, i castaroli, godono del privilegio di poter usare un linguaggio più accondiscendente e meno incisivo. Ad esempio il verbo "Rubare", per costoro, è stata sostituito con "Distrarre". Quindi al più chi ruba di costoro, potrà sempre essere appellato, in modo soft, come "ladro distratto".
Di quel famoso "Bel Paese" fatto di Ducati, Marchesati, Gran Ducati, Regni, costituito da mille campanili e che il bravo Giuseppe Garibaldi si sforzò di riunire in un tutt'uno e che Massimo D'Azeglio ci ricordava come fosse stata fatta l'Italia, ma non ancora gli italiani, è rimasto sempre con mille campanili oggi rinominati con altri termini (Comuni-Province-Regioni) e gli italiani logicamente, per il piacere di pochi, sono rimasti divisi. Perché divisi, si è sempre dei perdenti!
Corruzione, Concussione, Speculazione, Appropriazione, Evasione, Mafia, 'drangeta, Camorra, Contrabbando, Droga, Ricettazione sono i termini non economici che ogni giorno compaiono sulle pagine dei quotidiani, con accanto il nome e la foto di qualche politico. E questo, non certo da ieri, ma da oltre cinquanta anni. E le facce sono quasi sempre quelle, perché si alternano, ma non scompaiono. I politici, si sa, sono tutti malaticci, per via delle imprecazioni che gli vengono inviate da un popolo supino, nonché dal fatto che vivono quotidianamente nel fango, per cui d'avanti alla Giustizia, quando e se vengono condannati, la pena è quella degli arresti domiciliari presso le loro "modeste" magioni in "Cliniche"  casualmente a volte di lusso, per recuperare le forze perdute.
Dopo l'ennesima "fortuita" alluvione, che ha colpito metà Italia, e che ha "fruttato" altre due vittime, oltre che ai soliti danni, dovremmo sopportarci ancora di ascoltare e leggere le "autorevoli" castronerie di gente che oltre non possedere gli attributi, manca di coscienza, ma non certo del dono di una immensa faccia tosta.





di Franco Giannini

domenica 2 giugno 2013

Alla mia nipotina insegno perchè si dice :"Piove, Governo Previdente !!!"











Quindi, non più " Piove, Governo Ladro...!!"

E' proprio vero, non si finisce mai d'imparare !!
Si spara ogni qualvolta scaricando così ad ogni occasione, tutte le colpe sui vari governi che si succedono nel nostro Paese. E anche le pioggie sono entrate a far parte dei proverbi e sono divenute un'ottima scusante politica per liberarci delle nostre frustrazioni, stress e malcontenti di carattere governativo. Ma effettivamente, poi, guardando le cose nel verso giusto, alla fin dei conti, non è che ci si possa lamentare dei nostri governanti. Si badi bene, che lo sto dicendo solo in chiave ironica!

Ecco alcuni motivi che mi portano a questa ironia . 
E' Il 3 maggio quando la mia nipotina, in un ospedale pubblico di una  cittadina (che lasciamo nell'anonimato!), decide di venire alla luce. Il tempo giusto da parte dell'ostetrica di informarci dell'avvenuto parto, i dovuti felici complimenti ai due genitori e poi la discesa negli scantinati, a vedere la piccola nuova arrivata, nelle "catacombe" dell'Ospedale, eehhh si !! dov' è posizionata la "nurse" con le relative incubatrici.
Perchè lì... ?? Volete capire più dei dottori? (anche questo detto ironicamente!!) No non ho detto medici curanti, ho detto dottori (nel senso di Amministratori!). 
Mia nipote è stata messa in incubatrice, per sicurezza, avendo preferito anticipare di qualche giorno la venuta in questo mondo (beata innocenza !). Dopo l'euforia e la felicità dell'evento, ecco che l'occhio va a soffermarsi sulle persone, sulle piccole cose che ti circondano ed ecco che da buon "ficcanaso" brontolone, l'occhio mi si sofferma sui cartelli allegati ad ogni incubatrice. Nome, Cognome, data ed ora di nascita, peso, misure, e .... guarda, guarda, la prima schedatura del Governo centrale. L'attribuzione del Codice Fiscale. Giusto il tempo del primo bagnetto, della prima visita pediatrica, una discesa con l'ascensore ai piani bassi, ed ecco che, cara la mia principessina, non potrai più sfuggire alle grinfie di questo "Governo Previdente".
Tessera Sanitaria

E no piccolina, oramai sei qui e non puoi più ritornare nella pancia di mamma, se fosse stato possibile l'avremmo già fatto prima tutti ! Ma poi devi sapere, ( è una balla, ma tu fai finta di crederci, intanto devi abituartici ), che ogni cosa che fa il Governo lo fa e lo farà sempre nel nostro assoluto ed immediato interesse. Infatti l'attribuzione del Codice Fiscale è il primo passo per avere la Tessera Sanitaria, che ben hai visto ti è arrivata immediatamente,...si fa per dire... dopo 25 giorni ! A che cosa serve la Tessera Sanitaria ? Bella domanda che mi fai piccolina! Credo che serva scaramanticamente ad aiutarti nel pensare di non stare veramente mai male. Perchè solo non avendone bisogno di utilizzarla, ti resterà sconosciuto che, se i tuoi genitori superano un determinato reddito (miserabile reddito), devono pagare il ticket per le prescrizioni di medicine, analisi strumentali e di laboratorio, non ti racconto poi i drammi da superare nel caso di malattie rare, devono pagare il latte in polvere con cui ti nutri, i pannolini che "incoscientemente" sporchi... Mi chiedi perchè? Semplicemente perchè hai la fortuna (o la sfiga?) di essere nata in una famiglia "fortunata economicamente" in bilico tra reddito minimo e qualche centinaio di € sopra il minimo (del resto si chiama Governo Previdente perchè certe cose le prevede e di conseguenza provvede che non gli si ripercuota contro), con un papà che lavora (non per un diritto costituzionale, ma perchè ha avuto il c...o (scusami principessa!) ha avuto il "popò" di non avere ancora perduto questo "previlegio" ed una mamma (altra beneficiata!) ex interinale in maternità per ancora due mesi e poi in disoccupazione... Ma intanto tu, con il tuo bel Codice Fiscale sei entrata a fare parte di questa sciagurata comunità, ti sei caricata sulle tue spalle da scriciolo di tre chili, un debito di soli 30 mila € che sarai chiamata a pagare in qualche modo, prima o poi... ma forse "più prima" che poi, di quanto tu possa solo immaginare. Dico tu, ma guarda bene, vale invece per tutti gli esserini che ad ogni istante vedono la luce. Ed altra cosa che ho capito, anche se in ritardo, perchè quando i bimbi vengono alla luce tengono gli occhi chiusi... Per non vedere quello a cui vanno incontro... ma è troppo tardi!! Come ??!! Di chi è la colpa ?? Piccolina,... lo sai che mi vergogno dirtelo! Sputami pure in faccia, perchè la colpa, almeno questo è quanto dice il Governo Previdente, è di nonno tuo! 

Di tutti i nonni. Ci dicono che ci siamo comportati tutti come degli irresponsabili. Come ho fatto a dilapidare tutti sti quattrini? In verità principessina, onestamente non lo so : non ho acquistato immobili, non sono andato mai in vacanza...MAI..., ho sempre lavorato per quarant' anni, non ho mai pagato una "Escort" ma solo Fiat, non ho soldi nè in paradisi fiscali nè in quelli nazionali, seppur sono stato disoccupato in due periodi per un totale di una decina di mesi non ho percepito mai l'assegno di disoccupazione ed il posto di lavoro me lo sono  cercato, trovato, seppur ripartendo da zero, ma è anche vero, e lo dico per dovere di onestà, che almeno un posto da manuale allora, ancora lo si trovava. Ed è con questo pensiero che vado a letto la sera e mi ci alzo il mattino, un dubbio che mi assilla tutta la notte, ancor di più ora che sei nata tu. Sarebbe bello scoprire come e dove ho buttato tutti questi soldi che una volta si chiamavano lire. Sai?, valevano di meno rispetto alla nuova moneta che si scrive così €, ma guarda caso ci compravi il doppio della merce. Comunque se lo dice il Governo Previdente, che tuo nonno o meglio tutti i nonni hanno sperperato queste cifre, sicuramente devi dargli ragione, loro hanno economisti e trilussiani che lavorano per loro, difficilmente sbagliano, al più possono edificare "cappelle maestose" i cui costi logicamente ricadono sui "fedeli sudditi". Ma quando sarai un po' più grande e nonno sarà passato a miglior vita (di questo son più che sicuro! di stare meglio di dove sono ora!) ti invito a chiederti anche... ma questo Governo Previdente o meglio tutti i Governi Previdenti, non sono formati anch'essi da nonni ?  Ed è possibile che costoro siano tutti senza macchia e senza paura... di aver sbagliato in "qualche" cosa? Ed un altra domanda che dovrai porti è quella del perchè non nascono più bambini... ma forse questa non te la porrai, perchè troppo stupida per una signorina troppo intelligente (voglio sperare) e proprio per questo, l'unico forse a porsela sarà ancora una volta il Governo Previdente di turno in quel momento. Perchè vedi, cambiano i Governi, si definiscono previdenti, ma quel che resta è la loro stupidità. Che sia qui la risposta al quesito ??
Franco Giannini

martedì 9 aprile 2013

Anche a "Piazza Pulita" tengono famiglia!!

Abbiamo perduto tutto, ci resta solo quel po' di dignità, ma credo per quel breve  lasso di tempo che vedo ogni giorno accorciarsi, che ci permette ancora di frenare per non cadere nel baratro di decisioni comprensive ma, col senno del poi, dolorose e vergognose.

Non ricordo esattamente di chi sia il pensiero e neppure le parole esatte, ma il concetto è questo :" Quando l'individuo arriva a perdere ogni cosa, guardandosi attorno si accorge di essere ritornato "libero".
E questa sensazione sono riuscito a viverla, guardando la trasmissione televisiva di ieri sera mandata in onda da La7 dal titolo "PiazzaPulita".
Corrado Formigli, ex giornalista collaboratore di Santoro ed ora conduttore e giornalista di questa trasmissione, ha aperto il suo programma, introducendo sensazionalmente il viso di un nostro conregionale: Andrea Cecconello, entrato nelle cronache nazionali per aver avuto il coraggio, a "brutto muso", durante i funerali dei suoi tre concittadini suicidatesi per i motivi economici che stanno attanagliando il Paese di urlare un "Omicidi di Stato" durante l'uscita delle bare dalla chiesa, indirizzato verso le personalità intervenute.
Non dico un pensiero condiviso da tutti, ma comincio a credere dei più !!
Andrea Cecconello
Troppo succulenta era l'occasione per farselo sfuggire e Formigli se l'è accaparrato e l'ha gettato subito all'apertura della trasmissione certamente per avere aperta la scaletta di quanto si sarebbe poi dovuto trattare in trasmissione ed avere argomenti da discutere e far scinolare con gli opinionisti e politici presenti.
Ben fatta la sua intervista, dettagliata nei particolari che ci hanno portato a conoscere chi è Andrea attraverso la sua ex attività, il suo ex reddito, come si mantiene ora, i suoi debiti e come vorrebbe che i politici, lo Stato, lo potrebbe aiutare per risolvere i suoi problemi. Poi una volta spogliatelo di tutto quello che voleva sapere e che l'avesse facilitato nel suo attuale primario lavoro,  l'innalzamento dello share televisivo, lo invitava a sedersi tra il pubblico.
Ma questa volta l'astuto Formigli, non si accontentava, perché l'invito a sedersi tra il pubblico era solo un modo per farlo rimanere in sala, come gli suggeriva, per ascoltare i salottieri presenti per riascoltarlo e sentire quelle che sarebbero state le sue conclusioni ampliando nel finale la spettacolarità di questo crescendo rossiniano.
Intanto il pubblico veniva invitato a chattare su Twitter alla domanda posta dalla redazione "lo stato che non ho" che cosa lo Stato non sta facendo, pubblicando discrezionalmente le "più migliori" risposte che non dessero troppo fastidio.
Come troppo fastidio sembra dessero le interviste degli operai di Torino. Non voglio pensare per via di una censura "redazionale", (oggi in Italia non esiste più!), ma una esigenza dovuta dai tempi previsti in scaletta e causati dalla "benedetta" pubblicità che non sente, purtroppo, nè santi nè ragioni. Ma guarda caso cade sempre ad hoc. Più puntuale di un orologio svizzero. Ai lavoratori, allora viene tolto il microfono, ai politici, stranamente, viene sempre concesso una manciata di secondi in più per concludere i loro sempre profondi  pensieri, quando poi non si tratta del conduttore che può interrompere quando vuole e magari fa a tempo a infilarci anche un "breve servizio".
Corrado Formigli
Non vorrei che si pensasse che chi scrive è legato ad astiosi giudizi di parte nei confronti di una rete televisiva sinistroide, perché lo sono anche io ed è una delle mie reti preferite. Solo che io, da un po' di tempo a questa parte, mi sono sciolto il collare ed ora vado in giro abbaiando e senza guinzaglio. Ho perso tutto e mi ritrovo libero, senza padroni.
Belli per carità, i servizi, drammatico quello sulla Siria. Onore al merito a chi l'ha girato e redatto. Ma quello che più mi ha infastidito, caro Formigli, è stato il finale che credevi ti portasse uno share ancora più in alto ed invece ... chi troppo vuole... Forse lo share sarà anche salito, non lo so e neppure mi interessa, ma il finale è stato, se mi permetti dirtelo, almeno per me, mal gestito.
Cecconello, ti ha risposto come gli italiani ti avrebbero risposto, dopo le "Cazzate" ascoltate, pazientemente, dalle tre "politichesse" presenti. Falsa la Gelmini, supponente la Bonafè, buonista e schifata la Ravera (anche se si è definita, malgrado sia assessore, non politica). Ad essere il provocatore di tale risposta sei stato proprio tu, anche un po' ingenuamente, perché più di di una volta la regia aveva inquadrato il marchigiano Andrea, con il viso che preludeva tale giudizio. Anche lui, un uomo ritornato ad essere libero dopo aver perduto tutto. E questo numero di persone stanno aumentando e non certo per inalzare gli share di programmi, ma proprio per l'esasperazione che si ascoltano dai loro racconti. E su queste cose non ci si deve preoccupare di crearci sopra dello spettacolo dove lo scandolo non sta di certo nella parola "Cazzate".
Ma non mi sei neppure piaciuto, quando hai cercato di prendere le distanze, scocciato, da quella parola. Non credo per il turpiloquio, oramai è entrata nell'uso comune, ma perché hai subito compreso che ti aveva fatto perdere dei punti, come Santoro nella trasmissione con Berlusconi.
Quello che più, invece, mi ha fatto piacere è vedere il gelo che è sceso nello studio, quando Cecconello andandosene, passando dietro le poltrone imbottite, delle stelle della politica, ha aggiunto il "Vergognatevi!!!". Evidentemente qualche cosa sta cambiando ed anche i politici, senza qualcuno che protegga loro le spalle cominciano ad aver paura. E si sono ben guardate bene dal replicare, per poi riprendere a sputare sentenze che oramai sanno di stantio.
Permettimi un consiglio, capisco che avete famiglia, ma perché non provi per una volta a rovesciare la trasmissione mettendo in tribuna i politici privi della parola e quattro o cinque cittadini (logicamente che sappiano parlare e nelle persone presenti tra gli operai di Torino ve n'erano!!) nelle poltrone, invece che chiedere suggerimenti di 120 o 140 caratteri su Twitter?? Chissà che non diano dei suggerimenti ai babbei in tribuna, discutendo dei loro argomenti, dei bisogni immediati di tutti i giorni e di come attuarli.

Franco Giannini

venerdì 11 gennaio 2013

Su La7 a "Servizio Pubblico" vincono e perdono tutti

Del resto, che volete, tutti teniamo  famiglia... 

Ho avuto l'impressione, ieri sera, che alla trasmissione del La7, più che ad assistere ad un incontro tra un anchorman ed un politico, si sia assistito a quello tra due cani preoccupati ad annusarsi vicendevolmente il posteriore, piuttosto che ringhiarsi arruffando il pelo, come del resto avevano promesso. Ma in politica, si sa, come qualcuno diceva, le promesse hanno valore solo nel momento in cui esse vengono illustrate.
Un Santoro, quindi, remissivo, pronto a prendersi, sorridendo ed incassando, anche dall'aver studiato alle scuole serali. Più che altro preoccupato invece, a tenere alto il numero di ascolti facendo la voce grossa solo sul finale. Quasi che tutto fosse stato concordato e programmato.
Dall'altro canto, un Berlusconi, sorridente solo sul finale, felice, quando ha compreso che non lo costringevano con argomenti atti a fargli perdere la calma. Anche qui come se tutto fosse stato pattuito, solo che lui, si vedeva, si fidava non più di tanto, temendo che gli facessero qualche scherzo "da prete". Nella prima parte della trasmissione il suo viso tirato (in tutti i sensi) denotava infatti, ansietà e timore. Nel finale invece, rinfrancato e sorridente, poteva perfino piazzare una delle sue solite sortite (come quando fece lo "spiritoso" cucù alla Angela Merkel!), quando con il fazzoletto spolverava la sedia su cui era stato seduto Travaglio fino a qualche istante prima, rimediando, come aveva previsto e volutamente cercato, un martiresco stuolo di "buuuu" proveniente (come avrà pensato sicuramente) da un pubblico composto bulgaramente di sole presenze di rossi marxisti"!!. Un goal a porta vuota fatto in trasferta e che  il Cavaliere avrà considerato doppio! Vale a dire quell'immagine di un cavaliere senza macchia (?) e senza paura che combatte come un leone (?) in terra nemica di cui da giorni parlava.

Perdente la presenza e non certo per colpa loro, belle ed intelligenti, delle due giornaliste Innocenzi e Costamagna, relegate a fare da belle statuine (soprattutto la Costamagna fatta intervenire da Santoro con una sola domanda sull'IMU), ha dimostrato come ancora sia arduo la via, piena di ostacoli maschilisti, posta lungo il cammino delle donne. Giulia Innocenzi era partita bene, forse troppo bene, per i gusti di Don Michele, che pensa di fermarla subito quando dopo aver posto una prima domanda cattiva : "Lei oggi affiderebbe le sue aziende ad un manager che ha governato per 8 degli ultimi 10 anni, periodo in cui si è palesata questa crisi?" aveva nella seconda sottolineato un grossolano errore di Berlusconi nel confondere la  Deutsche Bank con la Bundesbank.

Non credo che abbia vinto neppure Travaglio, facendo l'elenco della lavandaia dei nomi importanti e chiacchierati che vorticano ed hanno vorticato nelle aule giudiziare con il Cavaliere e che magari siedono e continueranno a sedere sui banchi parlamentari. Il viso è il suo solito, sorridente sardonico, solo un po' infastidito, ma sempre disteso, quando Berlusconi gli rende la pariglia con la lista delle sue vicissitudini giudiziarie, che Travaglio precisa, al termine della lettura, sono di carattere Civile e non penale come quelle dell'ex Presidente del Consiglio, concludendo con una battuta ironica, cattiva, ma di pregio : " Se fossi un delinquente abituale, lei mi avrebbe fatto Presidente del Senato!". Ma anche lui è "generoso", parla di mafia, ma mi risulta meno incisivo di tante altre volte, quando i suoi personaggi, rigirati come calzini, non sono però presenti. 

Mi sono chiesto allora se avesse vinto la Politica, ma la risposta che mi sono dato è stata anch'essa negativa. 
Allora mi son detto, forse è l' Informazione la vincitrice. Ma anche qui mi sorgono grossi dubbi. Si perché quanto è venuto a galla erano tutte cose che già si conoscevano e credo di non aver imparato nulla dalla lezione che costoro mi hanno dato, ho hanno creduto di poter dare al cittadino. Infatti ritengo di poter affermare, seppur è una mia impressione, che se questa è la Politica, ho assistito ad uno spettacolo di cabaret, anche modesto o meglio ancora una passerella finale di uno squallido avanspettacolo di periferia!

Ma forse a pensarci bene, a salvarsi sono stati gli ultimi presentati, ma non ultimi come ironia. Ancora una volta loro, Vauro e la sua matita parlante!
  
Franco Giannini
Franco Giannini
Questi i Commenti dei lettori di Senigallia Notizie.it:

Pau Manoni
2013-01-12 00:42:45
Caro Franco, apprezzo l'analisi che hai fatto e la condivido in massima parte. Ho solo la netta sensazione che la maggior parte degli italiani, non abbiano ancora capito che un "eroe" (nel caso, l'eroe Santoro o l'eroe Berlusconi a seconda della parte per cui si fa il tifo, quindi), ha il biologico e spasmodico bisogno di un "nemico" per poter essere considerato tale. Ciò che voglio dire, è che queste due "macchiette" - e mi riferisco sia al teleimbonitore di Arcore, che a quell'altro, che il teleimbonitore lo è da sempre, facente il "komunista" col C**O degli altri, si sono dati da mangiare reciprocamente negli ultimi 20 anni. Vuoi che smettano proprio ora, che hanno bisogno l'uno dell'altro, il primo per i consensi, ed il secondo per gli ascolti??? Per spostare sul piano vagamente politico i dibattiti che imperversano da qualche settimana in ongi dove, secondo me occorre valutarli da un'altra prospettiva, e riportarli su quello dei contenuti e dei programmi. Perchè se l'Italia soffre di "berlusconismo", è evidente che oggi la "Sinistra" soffre di "berlusconite acuta"...Forse sarebbe il caso che i partiti che aspirano a rappresentare questa parte politica, comincino a guardarsi intorno per localizzare, chi sono oggi i loro veri avversari alle prossime elezioni. Le "tre scimmiette" Monti, Casini e Fini, tanto per fare un esempio concreto. Sempre sul piano politico, alla "Destra", l'unica cosa che mi sentirei di consigliare spassionatamente, e di cercarsi al più presto un nuovo leader. Berlusconi non ha mai rappresentato e non rappresenterà mai nient'altro che se stesso. Per il "rilancio" di un partito che almeno "profumi" o abbia le vaghe sembianze di un partito conservatore occidentale, servono titoli migliori, serve credibilità, onestà intellettuale, e quel recupero di valori che sono sempre stati alla base di partiti di "Destra", che a Berlusconi, oggettivamente mancano. Detto ciò, non posso fare a meno di considerare il pessimo spettacolo di ieri sera, fortunatamente offerto da una rete privata e non pubblica, come una delle solite carnevalate che gli italiani archivieranno insieme a tutte le altre...Non chiamare tutto questo "informazione", è il primo passo verso un risveglio di coscienze civili collettive. Sono altre le "informazioni" di cui avrebbero bisogno gli italiani, per poter mettere la loro "X" sulla scheda elettorale. Ma per averle, occorre spegnere la TV, ed andarsele a cercare altrove.
Paolo
2013-01-12 14:20:50
La mia mamma, lucidissima 83enne, mi ha detto pochi giorni fa che a memoria (e la sua è molto meglio della mia) non ha mai visto un politico mantenere una sola promessa fatta in campagna elettorale, se non Berlusconi con l'abolizione dell'ICI (ma poi sappiamo i casini che ha combinato) ed il M5S in Sicilia che ha restituito i rimborsi elettorali, si sono autoridotti i compensi ed hanno rinunciato ai benefits quali auto blu, ecc. Mia mamma voterà M5S ed io, mia moglie ed i miei figli seguiremo il suo consiglio. Bisogna dare fiducia ai giovani e mandare a casa tutti, e dico tutti,questi personaggi che ci hanno ridotto in questo stato.

domenica 6 gennaio 2013

Se abolissero i "Gruppi Misti" ??

... cosa impossibile ! Non si possono cancellare, al più gli si può trovare un altro nome. 

Si puo' eliminare la Protezione Civile? No, perché è un corpo indispensabile per la sicurezza del Paese.
Ebbene i Gruppi o il Gruppo Misto sono la medesima cosa! Come gli antipasti, i fritti, gli arrosti o l'insalata  sono piatti prelibati per soddisfare palati fini, anche codesti gruppi sono simili alle su citate portate, ma costruiti ad hoc per palati invece grossolani, il cui organo da soddisfare non è tanto la gola, bensì il loro lato "B", meno esigente come papille degustative, ma ugualmente da tutelare salvaguardardandolo e posizionandolo, vista la delicatezza, sul velluto di uno scranno.
E' per questo che un posto nel "gruppo misto" non lo si nega mai a nessuno, come il bicchiere d'acqua o una mano a chi chiede aiuto.
Si perché, questo gruppo è un po' come ritrovare il calduccio e la sicurezza del ventre materno.
E' un po' come svegliarsi da un incubo e trovarsi di fronte il viso sorridente, accattivante e rassicurante di qualcuno che ti offre un alloggio confortevole, lontano da responsabilità dirette. Una grande casa, formata da tante stanze, con tanti colori, tanti ideali, tante sedie, dove ogni viandante politico spaesato, ritrova serenità e voglia di fare. Di fare come aveva fatto fin a quel momento, ma questa volta, senza esporsi troppo. Se ci fosse nella pulsantiera del voto un solo bottone, quello di astenuto, andrebbe di già più che bene, perché intanto sarà sempre quello che verrebbe premuto.
Gli indumenti non saranno monocromatici ma policromatici, giusto per non indispettire nessuno, restando buoni amici di tutti gli altri condomini.
Questo è quello che sta accadendo in questi giorni nella grande macchina impastatrice del nostro Parlamento Nazionale. E', non più il luogo per eccellenza dove si fa politica, ma una Hall straordinaria di una stazione ferroviaria, fatta di arrivi e partenze, dove anche le stazioni cambiano nome e posizione ed i viaggiatori sono dei piccioni a cui è stato tolto il dono dell'orientamento: Destra, Sinistra e Centro. Il Centro è divenuto l'ombelico del Mondo. Tutti sono di centro. Oggi si vergognano a dire, come facevano orgogliosamente un dì "sono di destra" e l'altro arto non è assolutamente meno vergognoso a dichiararsi "sono di Sinistra".
Quello che c'è di più bello, in queste camere prenotate per brevi o lunghi tempi, sono le porte comunicanti. Basta una promessa ed essa si apre come per incanto alla delicata pressione della manina della fata tentatrice del simbolo miglior offerente.
Volgarmente li si difinirebbero dei "Mercenari". Ma forse scrivendo questo si offenderebbe l'onorabilità di chi in cambio di "vil" denaro rischia la propria vita. Questi non rischiano nulla, se non uno stipendio con cui si potrebbero mantenere dieci famiglie di operai. Meglio definirli allora con il nome succitato di quella marca di profumo intenso e dozzinale che unanimemente costoro usano ed il cui olezzo aleggia nelle stanze ad ore che detti gruppi occupano. Una sorta di sala profumata di un centro per l'impiego per politici in attesa di una chiamata! Attualmente sono disponibili però, a quel che sembra, solo posti nella Magistratura, a cui si sono ridotti il numero dei Magistrati e non solo per i tagli governativi!
Ma non tutti hanno il dono della pazienza e si accontentano di attendere passivamente tempi migliori. Altri, quelli che riescono, grattando, spesso casualmente, a trovare in fondo alle tasche una briciola di quell'ON. orgoglio, no, non ritornano al loro lavoro... fondano un movimento, una corrente, raschiano dallo stemma di un vecchio partito un nome, danno una rinfrescata in qualche modo ad un tricolore e rientrano dalla finestra di quella abitazione da cui erano usciti dal portone. Tutti lo fanno non per proprie esigenze, bensì perchè hanno a cuore il bene di quell' Italia, che invece ne  farebbe tanto bene a meno.
Questa del resto però è la nostra politica italiana. La seconda Repubblica avrebbe dovuto essere migliore della prima, la terza della seconda, e dicono anche la quarta della terza. E sono certo che non ci fermeremo qui, perché quanto scritto sarà attuale anche tra un anno (o poco più) quando niente sarà mutato. Si faranno nuove elezioni, si continuerà a parlare di antipolitica e di populismo quando si parla contro, forse si parlerà di una quinta Repubblica migliore della quarta, ma a non mutare saranno sempre le stesse facce che purtroppo da quando sono nato mi accompagnano e che la "Divina Provvidenza" ha fin ad ora graziato. L'ultima speranza che abbiamo? E' che ad intervenire sia la Divina Provvidenza  per sfoltire, come sa fare, questi gruppi di nulla facenti ed i nuovi siano più facenti e giovani .


Franco Giannini

martedì 1 maggio 2012

1° Maggio 2012, non più una Festa...

.... oramai solo un mesto ricordo.

Non si festeggia, non si può festeggiare e neppure lo si dovrebbe fare. Il perchè è in questa lista, basta solamente fare click QUI

Non può esserci festa perchè la lista si allunga : anche ieri a Mammoiada nel Nuorese un imprenditore (imprenditore ma con i calli in mano, quindi lavoratore anch'esso!!) si è sparato un colpo di pistola, perchè costretto a licenziare anche i suoi due figli, per mancanza di lavoro. O ancora un portiere di uno stabile di Napoli, si è impiccato quando ha ricevuto la lettera di licenziamento che lo avrebbe costretto ad abbandonare l' "abitazione"... un basso in cui abitava!! Ma queste sono solo le ultime morti che su qualche coscienza dovranno pur pesare....sempre che qualcuno la possega.

Ma oggi a parlare, commemorare, festeggiare, urlare facendo finta d'incazzarsi, purtroppo, saranno ancora i soliti che non hanno mai lavorato manualmente e che di conseguenza nulla sanno di lavoro, di sudore, di fatica, di sacrifici, se non quelle misere scialbe teorie retoriche, sul problema lavoro, che ci hanno portato a questi vergognosi traguardi, senza però spendere, da parte loro, una benchè minima lacrima di reale sudore. Si continuerà a parlare di "domani", di un "Futuro", ma il tutto senza una data ben precisa. Continueranno a dire che non si può fare tutto in un breve lasso di tempo. Occorre pazienza. Non comprendendo che chi muore di fame, non ha bisogno nè di promesse, nè tantomeno di scadenze senza data. Il male, purtroppo, è uno solo: personalità di spicco come Di Vittorio, Lama, Carniti, ne nascono pochissimi esemplari, come del resto di veri statisti, ed a quanto pare, le mamme di costoro sono entrate tutte in una precoce menopausa. Con la conseguenza che oggi abbiamo una Repubblica portata avanti alla meno peggio con l'intelletto e le capacità di mezze calzette, per di più vecchie ed afflitte da demenza senile, che le portano a parlare, parlare, parlare... con l'unico obiettivo, che è quello di salvare la propria poltrona. Fuori dallo scranno non saprebbero far altro!! Mi si dirà che questo è populismo,  è antipolitica... no è solo che io mi sono rotto... e qui mi sfogo, mera soddisfazione, ma solo qui posso permettermi di scrivere ciò che più mi piace, "democraticamente" alla faccia di chi la pensa in modo diverso. Perchè la famosa "molletta al naso",  con cui si operano le scelte delle mezze cartucce, io l'ho portata, ma mi sono stancato, anche perchè oramai, dopo tanto tempo, comincia anche a far anche male e lasciare il segno. Meglio allora aspirarne i miasmi, speranzoso che questi provochino una specie di guizzo causato da quello spirito di sopravvivenza che tutti abbiamo e che faccia comprendere a questi signori che la pacchia è finita e che "osare ancora" potrebbe costare qualche cosa più della semplice poltrona. L'agricoltura ha bisogno di ripartire e servono braccia...ma non solo di quelle nere!!

di Franco Giannini