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martedì 11 dicembre 2018

E se partissimo da questa foto...

... prima di dire che " Siamo Tutti Colpevoli ?? "

Prima di cominciare a scrivere queste mie osservazioni, mi sono chiesto se non stessi facendo cosa sbagliata, dal momento che ancora le vittime di questa tragedia giacciono su di una piana di marmo in attesa di un probabile esame autoptico. Sarà anche un errore il mio, ma in verità è che poi a funerali avvenuti, l'esperienza mi insegna, che questo caso verrà archiviato (come altri di cui non ricordiamo neppure nomi, fatti e condanne) in quel voluminoso tomo del dimenticatoio come è usa purtroppo fare la nostra editrice: l'Italica Abitudine.  
Ed i sintomi di questo mio dubbio è dettato dal fatto che già sul dramma se ne sta sovrapponendo un altro che se non gravissimo è altre sì preoccupante: quello di affibbiare la colpa generica a tutti, con lo scopo finale che non lo sia (o possa sembrare) di nessuno.
Da uomo della strada, consapevole di non possedere di certo la chiave per la risoluzione definitiva di certi drammatici episodi, a stento riesco a condividere che la colpa sia di tutti o quanto meno della stessa gravità per tutti. Come pure mi sembra assurdo dover ascoltare personaggi pubblici e con responsabilità sulle loro spalle che ci vengono a dire che i controlli (forse) non hanno risposto alle procedure come la Legge prescrive. Evidentemente costoro erano assenti allora, come lo sono anche oggi. E' un po' mettere le mai avanti nel timore di battere il viso sul selciato. Riconoscere tacitamente le proprie colpe, senza però ammetterle.
E sembra quasi che costoro confermino il detto "chi si scusa si accusa" quando si leggono  le loro solite patetiche frasi di circostanza quali "dico ciò, perché simili episodi non si abbiano a ripetere", oppure "servono delle nuove leggi".
E forse quest'ultima richiesta, nuove leggi, uscita poi dalla bocca di parlamentari, indigna ancora maggiormente.
Se non si possono far partecipare o presenziare dei minorenni dopo la mezzanotte a programmi televisivi, al coperto, con un servizio di prevenzione di ogni tipo, mi domando e domando a chi ne sa sicuramente più di me, a quei signori che con tanto di titolo di On. o Sen. o di qualsiasi altro previsto dalle Amministrazioni locali, perché sia possibile farlo fare a figli e nipoti in queste roulette russe mascherate da spettacoli e gestite da individui che rocambolescamente cavalcano la legalità in equilibrio sulla lama di coltello. La mia carta d'identità mi permette di ritornare indietro negli anni 60/70 quando a Senigallia i giovanissimi andavano a ballare al Karibù o al Maurizius se non perfino alla Rotonda, ma di pomeriggio, subito dopo appena pranzato. Ed alla sera era difficile staccarsi dagli amici ed ancor più dalle amiche, ma si ritornava a casa per cenare, evitando ai nostri genitori nottate in bianco attendendo, come oggi, quella chiave che venga inserita nella toppa. E non mi si venga a dire che oggi sono altri tempi e che la colpa è dei genitori che non sanno dire o non vogliono dire di no. Così non fai. Se solo si facesse rispettare quella legge che i minorenni non possono partecipare a trasmissioni televisive oltre le 24. Non conosco ad litteram la legge, e se c'è qualche scappatoia da togliere per renderla più ferrea. Ma che quei personaggi che richiedono nuove leggi, sappiano che già esiste ed al più sarà da perfezionare, anche perché potrebbe aiutarli a dormire (si anche a loro) sonni più tranquilli sia che abbiano o non abbiano figli. Difficile, allora, nascondere in famiglia che avevi bevuto, perché dalle 14 alle 19 la sbornia non faceva a tempo a passare, cosa più facile al giorno d'oggi quando cominciano a bere (seppur 14/15enni perché per il gestore pecunia non olet e non lo vieta come invece dovrebbe) alle 23/24 per terminare alle 3 del mattino e se le gambe reggono infilarsi a letto ed alzarsi magari per l'ora di pranzo adducendo che il viso affranto è dovuto solo al "quanto ce semo divertiti".
Troppo facile e falso, per quei adulatori del siamo tutti colpevoli, quando ci si imbatte in questi casi dolorosi, cercare una spalla pietosa che mescoli un po' le carte come quelle di psicologi, psichiatri, sociologi che giustamente da studiosi del problema, lo prendono assai alla larga, partendo da Adamo ed Eva, toccando gli insegnamenti che la famiglia dava ieri e da oggi, la valutazione genitoriale del proibire o del concedere, la richiesta sociale del tutto e subito, del come non far sembrare un ragazzo inferiore al suo coetaneo perché privo di motorino o telefonino. Che poi alla fin dei conti mette sempre in esame l'abilità educativa del genitore. 
Giunto a questo punto, qualcuno si chiederà, ma tu che faresti ? Io sono anziano e non certo psico qualche cosa, ma ritengo che le cose devono essere modificate seguendo le esigenze dei tempi, seppur non di certo stravolte o cancellate. Se un genitore dice NO oggi è (può apparire!!) un genitore cattivo; ieri non discutevi, mettevi la coda tra le gambe ed accettavi in silenzio. Oggi dire di NO implica problemi che solo, a quel che sembra, la psicologia e Telefono Azzurro, possono risolvere. Ed allora avere una Legge che vieti di fare le "orine" a chi ha neppure 16 anni ( che rischiano quello che rischiano) affianchi così il NO dei genitori, credo che sia un rafforzativo salutare per tutti. Ma, attenzione, il mio è solo un giudizio di  un vecchio !!








di Franco Giannini

domenica 9 dicembre 2018

Vite spezzate !!

... fiori recisi in una notte, prima che l'alba facesse dischiudere i loro petali...

Il fatto che sia qui a scrivere, mi fa pensare a quanto la fortuna mi abbia favorito. 
Si perché, di fortuna se son qui, si è solo trattato.
Analizzandomi a freddo ed a distanza di tanto tempo, posso dire che non sono mai andato in discoteca, non ho mai assunto droghe, ne pesanti e neppure leggere, non ho mai fumato, non mi sono mai ubriacato, ma con questo non mi reputo di certo un santo, tutt'altro, anzi nell'eventualità di un analisi fatta oggi, posso dire che allora ero un emarginato del mondo giovanile, un rincoglionito Però che posso dire, ad esempio, che ho fatto "cazzate" con le auto, mi tuffavo dagli scogli del Passetto per fare il "bello" e se sono qui a raccontarlo non è perché ero un "bravo ragazzo", ma solo perché la fortuna ha girato sempre a mio favore. Avevo timore dei miei genitori, come lo avevano  un po' tutti i miei coetanei, perché i tempi erano diversi e certi principi dovevano essere seguiti, perchè ancora non c'erano i psicologi o telefono azzurro a difenderci e le sberle arrivavano frequenti. Ma  ripensando che a scuola andavo male eppur non avevo paura delle sberle che prendevo, mi fa dire che se non andavo in discoteca o che bevevo, non era dovuto al timore delle rappresaglie casarecce. Quindi era solo una mia scelta e non un merito esclusivo dei miei genitori.
Oggi dopo la disgrazia di Corinaldo, dove in discoteca hanno perduto la vita cinque giovani il cui più "vecchio" aveva 16 anni più una mamma di 39 che aveva accompagnato con il marito, la figlia undicenne ad un concerto (che concerto poi noi non era se non una comparsata di pochi minuti), le colpe vengono analizzate approfonditamente sulle pagine (almeno io ho veduto quelle degli "amici" locali) del solito Facebook, dove centinaia di persone salgono sulla balconata dei giudici minacciandola di farla crollare (anche questa) con il peso delle stupidaggini contenute in post di tre righe (quelli più acculturati). 
Italianamente i tuttologi si schierano nelle solite due curve da tifoseria che come queste sono solitamente, poco obiettive o meglio spesso affatto obiettive. Non si analizza serenamente, con il cuore e la testa, bensì con il solo obiettivo che è quello del record del numero dei like, 
Le maggiori cause della disgrazia credo di poter pensare siano ben evidenti, sono state due, a cui poi si possono anche aggiungerne altre di carattere più sociale e colpiscono purtroppo i nostri tempi : la prima, l'imbecillità o meglio la delinquenza da ladri di galline (perché altro non sono che ladri) di chi ha creato il panico con lo spruzzare dello spray al peperoncino allo scopo di rubare telefoni, portafogli, oggettini preziosi, magari da scambiare poi con dosi di droga. La seconda, il problema della mancanza di sicurezza. Punto !
Se non ci fosse stato inizialmente l'atto dello stronzo, scusatemi se uso un termine troppo nobile per un simile individuo e se la sicurezza avesse funzionato a dovere, queste sei vite ancora sarebbero tra noi. 
Leggo invece su FB che invece di mettere alla gogna principalmente questi responsabili primari ci si arrischia in pericolose arrampicate su specchi unti, atteggiandosi in novelli psicologi umilmente dotati di quel dono dell'infallibilità che oggi mette in dubbio anche il Papa, che nulla hanno a che fare con la tragedia.
Le colpe sono quasi di quei ragazzini che a quindici anni vanno in discoteca da soli, il che porta a criticare i genitori che non li accompagnano. Se poi ci vanno accompagnati la colpa allora è dei genitori che ce li accompagnano. Il che cosa concedere ed il che cosa proibire. Non parliamo poi quando si arriva a giudicare (a voler giudicare!) la tipologia di musica o dell'artista. 
Oddio, anche io potrei asserire che la musica che si sarebbe dovuta suonare in quel locale, è lontana dai miei gusti personali, ma non faccio testo, anzi mi chiedo se non lo sia perché è distante dai loro 14 anni che questi ragazzini hanno rispetto la mia di vecchio rimbecillito. 
Se poi andiamo a leggere ed analizzare le parole volgari (anche io non condivido la volgarità, il sessismo, l'esaltazione alle droghe) contenute nelle canzoni che il rap-trapper e vogliamo farle passare per colpe della disgrazia, beh, credo che qualcuno dei commentatori, debba ricorrere, lui si, a qualche strizzacervelli, ma bravo eh ! Altro discorso è proibirne la pubblicazione, ma il discorso porterebbe fuori del tema a cui si potrebbe legare allora quello del costume...
Anche ai miei tempi c'erano le discoteche e ricordo se non vado errato che il Piper di Roma era degli anni '60 e la cantante del tempo che ivi si esibiva era Patty Pravo. Anche allora si beveva, si fumava, si faceva altro... ed anche allora erano i "vecchi" che criticavano preannunciando(ci) "... ma de stu passo in du andremo a finì!". Ecco ... appunto qui dove siamo arrivati oggi, cari signore e signori. Un mondo dove etica, educazione, buon senso, rispetto, onestà, gentilezza, modestia e potrei dilungarmi, sono termini sconosciuti, che rendono, ogni giorno che passa, più difficile vivervi.
Però tutt'altra cosa è fare un' analisi del mondo incivile in cui nuotiamo ed altro è incolpare di queste morti in cui i veri  responsabili possono contarsi sulle dita di una mano. 
Responsabili, che nel mondo purtroppo corrotto e nel contempo "buonista" (mi chiedo se non sia un altro difetto odierno)  egoista e legato al Dio quattrino, cui sopra parlavo come principali colpevoli, eviteranno le patrie galere, perché il loro non verrà considerato un omicidio volontario (nessuno ha sparato mirando al cuore), bensì come già si sussurra (seppur il processo, mettiamo la solita formuletta che ci fa tutti più obiettivi, si fa nelle aule giudiziarie e nessuno è colpevole fino al terzo grado di giudizio) bensì preterintenzionale o colposo. Da sperare è solo che abbiano una coscienza che fino al resto dei loro giorni li perseguiti ricordando il loro reato.
Sarebbe ciò, veramente biasimevole, come lo sarebbe se malgrado il ripetersi delle frasi di circostanza "che non si debba ripetersi ancora simili morti", nessuno controllasse, a partire da oggi, se nei luoghi di ritrovo "sicuri" dove l'abitabilità è di 100, in caso di concerti o interventi di Vip, il numero di presenze dovrebbe essere ridimensionato, in nome della Sicurezza, fregandosene di quello dell'interesse, a 50.
Vogliamo poi parlare di Controlli e di Controllori... ma meglio di no, sappiamo tutti del resto come funzionano oggi... speriamo solo, è l'unica cosa che ci resta, che domani siano "più" migliori.








di Franco Giannini

giovedì 21 giugno 2018

Personalissime Riflessioni : Toccato il fondo, con una spinta delle gambe (chi sa nuotare) risale in superficie a respirare...

... una similitudine per dire che sia sulle macerie di guerra che di catastrofi naturali, l'uomo ha gettato (quasi sempre) le fondamenta per la ricostruzione.

Almeno questo ci ha insegnato il Giappone colpito dalle atomiche e da continui terremoti. La Germania, seppur con l'aggiunta delle difficoltà causate dal più che giusto  isolamento in cui l'avevano relegata i paesi vincitori a guisa di un'appestata e nel contempo costretta a vivere per anni tra le macerie causate dai  bombardamenti a tappeto degli alleati, è riuscita nel tempo, con caparbietà, (forse oggi oserei dire anche troppo e male chi lo ha permesso !) sacrificio, senso del dovere, orgoglio nazionale che ai tedeschi non è mai mancato, a ricostruirsi politicamente ed economicamente.
Non credo sia necessario andare indietro nei tempi, per trovare altri popoli che sono rinati dalle loro macerie: la storia, la leggenda ci ricorda l' Egitto con la leggendaria piaga dell'invasione delle cavallette, o la mitica Troia ricostruita sulle macerie, sembra per ben 10 volte.
Sembra che però questa attitudine al ricostruire, sia moralmente, politicamente, economicamente, materialmente, sia una scienza a noi sconosciuta.
Noi infatti. gli Italiani poeti, navigatori, intellettuali, scienziati ecc. ecc., nonché abitanti del "Bel Paese" siamo usciti anche noi dalla guerra con le pezze al culo, forse anche con meno toppe dei tedeschi, con il risultato però che noi con quelle siamo rimasti. Un respiro di una decina di anni lo abbiamo tirato subito dopo la fine della guerra. Del resto, non avendo più un tetto e ci pioveva sopra la testa, se volevi ripararti, per forza di cose ti dovevi rimboccarti le maniche. Il fatto è che sull' abbrivio di questa volontà di fare, i nostri politicanti di allora (che oggi riteniamo siano stati tutti degli immensi "Statisti", invece forse solo qualcuno), credendo di fare il bene del popolo, con il concedere tutto, subito e magari più bello e costoso, ma senza poterselo permettere: era nato il consumismo!! Avevi la 500 ? la Fiat ti suggeriva la 600 e poi il 1100...  Ecco allora buffi su buffi, cambiali su cambiali. E ben si sa (oggi più che mai) che quando si movimenta tanto denaro, la tentazione colpisce l'individuo e l'uomo si sa è debole. Ecco allora emergere il caso nazionale di "Mani Pulite" che mette in primo piano il vero male dell'Italia: la Corruzione.
Le organizzazioni malavitose (Mafia-'ndrangheta-Sacra Corona Unita-Camorra, non trovano di meglio che infiltrarsi nel mondo economico, grazie all' inquinamento delle zone del Centro Nord (che non conoscevano tale cancro), che ne subirono il contagio, allorché la Magistratura pensò bene di esiliare questi loschi figuri ogni qual volta venivano catturati, fuori dai loro comuni.
E da quel caso non solo non ci siamo più ripresi, a quelli che credevamo statisti (però molte erano persone se non statisti, ma almeno serie - sempre con le debite eccezioni), si è avvicendata gente ancora più incapace e spesso neppure onesta - facendo sempre le debite, ma forse più ridotte eccezioni.
Per farla breve, da allora il debito è sempre lievitato, e consequenzialmente sono aumentate a tutt'oggi l'ampiezza ed il numero delle pezze da metterci sul fondo dei pantaloni.
Ma credo che con grande onestà (almeno noi popolo della strada), dovremmo avere il coraggio di sommare alle indubbie incapacità dei nostri governanti, quale il riconoscere quei mali di cui no siamo mai riusciti a scrollarci di dosso: l' apatia, il logorroico parlare, l'incapacità di prendere una posizione, il coraggio d' imporsi, un timore reverenziale atavico verso chi giudichiamo più alto in grado solo magari perché è elegante e porta la cravatta. Sono "doti", purtroppo, che appartengono all'indole dell'italiano medio.
E così è che forse per questi motivi, gli sfollati del terremoto del 1908 di Messina si siano  sistemati, via via che passava il tempo, grazie all'interessamento del Padreterno che li ha ospitati nelle sue immense praterie. Stessa medesima sorte sarà destinata ai pochi centenari, se ce ne sono ancora, del sisma Marsicano, come anche quelli dell'Irpinia, fino a giungere ai giorni nostri le cui lungaggini sono sotto gli occhi di tutti con il contorno di scandali che si sovrappongono ogni giorno ed i cui intrallazzatori , per di più vergognosamente per chi così li chiama quasi con ammirazione per aver buggerato Stato-Fisco-Magistratura, vengono definiti "italianamente" Furbetti, piuttosto che delinquenti.
A salvarsi da questa situazione, ma perché i montanari alpini sono stati sempre abituati a risolversi le cose da loro senza attendere la benedizione dello Stato, viste che alla lentezza governativa si aggiungeva quella delle difficoltà dovute alle impervie (quando ci sono e non sono franate) vie di comunicazione, il Trentino Alto Adige e Friuli: In silenzio senza troppi strombazzamenti sono usciti dal terremoto e dal Vajont... ma nel loro sangue c'è qualche cellula di germanicità !!   
Neppure siamo stati capaci di affiancarci, sostenendolo fisicamente e scendendo in Piazza, quando la furia di un Sandro Pertini si scatenò nei riguardi di un Governo incapace ed irresponsabile. Questo si che era uno "Statista": Capace, coraggioso, umano, sensibile ed onesto. Ma anche lui malgrado le sue grandi doti, non  riuscì né a modificare gli atteggiamenti dei governanti di allora né a scalfire l'indolenza popolana. Noi italiani non saremo mai dei rivoluzioni, troviamo sempre una scusa per tirare in tempo la gamba indietro, speriamo sempre che qualcuno vada avanti al posto nostro in quanto a noi vien da ridere o non abbiamo mezzi di trasporto che ci portino in piazza all'ora X o perché nel nostro comune non c'è una linea di servizio.  
Altro problema poi che abbiamo oggi, è quello che dove trovi più le rovine materiali su cui riedificare. Non sono più visibili, perché le guerre attuali non si disputano più su cruenti campi di battaglia, ma al chiuso di sale climatizzate, seduti su comode poltrone, armati di PC, Tablet e Smartphone. che mandano ordini di distruzione alle Borse e Bande con essi collegate. I morti ci sono ugualmente, ma non sono più quelli con le carni devastati da raccapriccianti ferite sanguinanti, sono morti di fame e sicuramente in maggior numero di quella che una guerra espansionistica procurava allora.
Preciso, qualora non mi fossi spiegato a sufficienza, che il termine che ho fin qui usato di "Macerie" è solo figurativo, perché in esso sono racchiusi problemi come : Miseria, Disuguaglianza Economica dalla forbice sempre più ampia, Disoccupazione con scandalose percentuali nelle fasce dei giovani, delocalizzazione delle Aziende, Mancanza della Domanda Interna (frutto di un cane che si morde la coda!), una Sanità anch'essa malata da mille problemi, Anarchia comportamentale dei residenti nei Palazzi Alti romani, una percezione di Sicurezza che solo gli addetti ai lavori credono di avvertire, pratiche bloccate nel loro iter da una scandalosa Burocrazia di cui la nostra classe dirigente parla di ridurre ed invece ogni che ora che passa invischia sempre più aziende e cittadini. A cui poi dobbiamo aggiungere il grave problema di un nuovo esodo biblico (che nessuno a mai potuto fermare anche in altri tempi vista la sua dimensione) di chi ha ancor meno di noi e che come tante civette abbagliate dalle allodole, di nostre false illusorie pubblicità irradiate da un reo internet, partono e rischiano la vita, credendo di trovare di meglio. Poi è troppo tardi quando qualcuno di questi, toccata terra, si rende conto che la vera patria considerata del Bengodi è quella dove devono raccogliere pomodori ad 1,5€ all'ora riposando poi le membra stanche sotto una tenda di plastica tra rifiuti e animali.
Potrei proseguire nell'elenco, ma sarebbe tempo e parole perdute nel vuoto, perché tutti conosciamo questi problemi atavici, che nessuno, dalla fondazione dello Stato Italiano da prima monarchico e poi repubblicano è mai riuscito a risolvere o non ha voluto risolvere. E l'Italia tra tutti questi malanni, sguazza seppur rabbrividendo. Ma l'italiano ha, non so come giudicarlo se difetto o pregio, un gran spirito di adattamento e la speranza che domani qualcosa cambi.
Ma purtroppo anche la speranza sta divenendo una specie di miraggio. Ed i giovani, infatti più sensibili e lungimiranti, stanno creando un nuovo esodo non orientato verso un singolo Paese, ma nel mondo intero.
Oggi, dicevo, le guerre si combattono, volendo dare l'idea che il proletariato è ancora di moda, in maniche di camicia, di colore bianco e con i polsini rigirati. Non certo con la tuta mimetica, con i  fucili, con le bombe (tanto meno atomiche, visto che poi alla fine usciti dai rifuggi ci si troverebbe in tele di braga. Oggi allora si combatte, vestiti in doppio petto blu a righine bianche, nei locali delle Borse, ove non si parla di atomica, bensì di Guerra Economica Finanziaria. Le armi di cui sono dotati sono Bot, CCT, azioni, spostamento di capitali, Spread. Non si usano i gas né si indossano maschere antigas, perché quello che lanciano costoro sono Titoli Tossici che affibbiano a Banche che a loro volta consigliano, delinquenzialmente promettendo e logicamente non mantenendo a clienti sprovveduti affari d'oro, speranzose che ricoverati in questo rifugio si possano salvare dal disonore del fallimento. E dei clienti turlupinati e lasciati in mezzo ad una strada ?? E chi se ne frega ! Italianamente urleranno per un po', i sindacati li forniranno di fischietti, gli organizzeranno pullman con un panino con mortadella da consumare durante il sit in sotto i palazzi che contano e poi il tempo provvederà a calmare gli animi.
E purtroppo devo ammettere con infinito rammarico che non vedo assolutamente nessuna via di uscita da questa globale situazione che più chi meno colpisce la quasi totale globalità dei Paesi, ma in modo spropositato il Nostro. Non ho neppure una ricetta da suggerire, se non quella, almeno credo, che il rendersi conto, dopo vani tentativi di voler fare seppur senza riuscire, faccia maturare la consapevolezza dell'essere incapaci a svolgere tale incarico e per questo lasciare tale incarico a chi vuol provare. Se poi si fosse incapaci ma profondamente onesti, sarebbe già un piccolo successo.
Se fossimo stati più fortunati avremmo dovuto prospettarci l'entrata nell'era glaciale, che tutto iberna ma, si dice, non uccida. Cosicché al ritiro dei ghiacci, avremmo potuto sperare in qualche possibilità di nuova vita, di nuove menti con nuovi ideali, nuovi sentimenti, nuovi buoni propositi, nuove ed infinite capacità manageriali, politiche ed economiche. Insomma un auspicare che sotto la neve, come dicono i nostri agricoltori, nasce sempre abbondante e buon pane, frutto di genuine messi.
Ed invece, guarda quanta sfiga!; stiamo marciando a tappe forzate, purtroppo, verso un Surriscaldamento Globale, che porterà alla catastrofe ambientale  del nostro pianeta. Il notevole rialzo delle temperature sarà destinato a rendere la nostra terra una distesa infinita di terra bruciata e senza vita. Il caldo del resto, da prima provoca intorpidimento fisico e intellettuale (e già a quanto sembra questo è il periodo che stiamo vivendo) ed infine ci sarà la morte per asfissia...
Ma, voglio sperare che il quadro che mi sono fatto, non sia solo che frutto di un brutto incubo, causato da una leggera cena a base di "Carbonara" e gustosa "Porchetta", da cui mi sogno svegliato giusto in tempo per leggere, su qualche quotidiano, che qualche cosa sta cambiando.
Sempre poi che alla fine non sia l'ennesima presa per i fondelli o come dicono gli intellettuali della domenica una Fake News. Chi vivrà, vedrà !!


  





di Franco Giannini

giovedì 30 aprile 2015

1° Maggio 2015 - Una Festa che non c'è

... e non solo. Ancora per quest'anno, quindi, non si festeggia.

Sappia però che chi non festeggia, come del resto fa il sottoscritto, sarà schedato nella lista dei "GUFI", che non sono adepti appartenenti ad una immaginaria Gioventù Universitaria Fascista Italiana, ma solo dei semplici iettatori (dicono loro) che non pensandola come i nostri governanti, sono da questi, a dir poco, mal visti. Comunque loro dicono che tra breve (conoscete se esista per caso un misuratore che analizzi la lunghezza del loro "breve"?) questo nostro Paese pieno di pezze al culo, diverrà opulento per tutti. Si vedono già i primi lumicini in fondo a quel tunnel inaugurato due anni fa circa da un certo Monti e che poi ci ha lasciato invece in un mare di guai portando agli onori degli altari governativi una sconosciuta Elsa Fornero fatta poi santa e protettrice dei disoccupati, precari ed esodati. Con tale ascesa al soglio governativo, la festa del 1° Maggio veniva per forze di cose, tacitamente soppressa.
Al momento però non sono per tutti periodi economicamente catastrofici, perchè a quel che sembra, per pochi privileggiati, corrotti, concussi e comunque quasi sempre amici degli amici, le cose vanno a gonfie vele. Ed anzi in un momento che di lavoro ce n'è poco per molti, c'è chi è costretto a del super lavoro come le F.O. e le Magistature italiane. Le carceri, casualmente invece no, perchè gli implicati in questo processo di involuzione all'italiana, sono quasi sempre composte da individui malaticci che vengono posti, per ragioni di salute, quasi tutti, agli arresti domiciliari nelle loro magioni.
Quest'anno però a confondere le acque di questi festeggiamenti del 1° Maggio, ci sarà fortunatamente (?, bohhh... staremo a vedere!) il taglio del nastro dell'EXPO di Milano, sempre che si trovi in tempo, visto l'andamento dei lavori e di quelli giudiziari, un nastro ed un paio di forbici. Sicuramente i chi dovrà tagliarlo sono pronti ed in abbondante numero, tanto che si stanno spintonando senza ritegno e forse si dovrà ricorrere all'estrazione estrarre a sorte del "baciato dalla fortuna" o dello "sputtanato dell'occasione", che vedrà apparire la sua foto sui giornali di tutto il mondo. Quale sarà il titolo che sarà riservato al tagliatore del nastro dipenderà solo da quanto EXPO sarà pronto il 1° Maggio e da quanto lo sarà "a breve" dopo l'inaugurazione.
Ed allora io per non farmi il sangue amaro e non pensarci su a come era il 1° Maggio tanti anni fa, anni di speranza seppur non di certezze, mi sono divertito a spolverare vecchie vignette satiriche di puro stampo GUFIano, che fino ad oggi, non sono risultate iettatrici, bensì verità anticipate e che butto lì sensa una calendarizzazione (parola che piace tanto ai politici!) precisa. Divertitevi anche voi.









martedì 19 marzo 2013

A Senigallia sabato di festa al Palazzetto dello Sport con il Giocagin 2013

Quasi tre ore di divertimento tra musica, balli e ...solidarietà! FOTO   

Non più una geniale idea, non più una trovata per divertirsi, non più un modo per far conoscere le varie scuole di danza o sportive.E neppure più un’escamotage per far vedere le proprie bravure acquisite ai propri genitori o parenti o amici ed ai più grandini di età – perchè no – ai fidanzatini e per quelli più avanti con il “programma famiglia”, magari il chilo in meno ottenuto andando in …palestra, ma si può affermare senza ombra di dubbio che è divenuto un appuntamento, anzi, l’appuntamento classico oramai imperdibile.
La sagra del buonumore, il festival dei colori, una mescolanza di balli che vanno dal classico al moderno. Un moderno a sua volta sfaccettato nei suoi vari stili e nelle sue varie scuole.
Una qualche cosa che richiama le tradizionali scuole di Samba brasiliane. Ed a fare da amalgama in tutto questo spettaccolo, da traduttrice del pomeriggio, la musica.
Giocagin 2013-esibizione atleti ataekwondoMa a conquistare il parquet anche quest’anno – e sono convinto anche quelli a seguire – sono state e sempre quindi saranno, le atlete e le ballerine più piccole, nei loro costumini variopinti e luccicanti di strass.
Il pallone che sfugge dalle mani, il nastro che s’impiglia sotto i piedi, il cerchio non addomesticabile che se ne va per suo conto, l’andare fuori tempo, fermarsi, guardare la sua compagna e ripartire a muso duro, questo è il vero spettacolo.
L’audacia, che gli dona solo la loro ancora intatta innocenza, al massimo può essere interrotta da due lacrimoni, ma poi si riparte di nuovo, orgogliosi di far parte del gruppo variopinto.
Ma quello che fa più piacere è vedere gli spalti pieni, la gente divertita, lo spettacolo riuscito e lo scopo principale centrato: una sorta di utile e dilettevole con un occhio particolare alla solidarietà.
L’UISP, organizzatrice di questa manifestazione, infatti devolverà parte dell’incasso al Ciofega Claun Senigallia (che opera in campo ospedaliero e non solo) ed ai progetti per i bambini del Senegal.
Ma tra i tanti colori, anche il bianco degli immacolati “dobok” della scuola di taekwondo fabrisenigalliese cinti dalle cinture di vario colore che indicavano il grado raggiunto dall’atleta. Scuola che sta ogni anno riscuotendo sempre più consensi.
Guidati dal loro allenatore Christian Magnoni, cintura nera terzo dan, i più piccoli si sono impegnati in una serie di “forme”, mentre le due “veterane” (per età e faccia tosta – e le due cose sono dette in senso meritorio!) Oriana e Paola che hanno dimostrato come uscire da uno spiacevole incidente oggi purtroppo neppure tanto inverosimile.
Giocagin 2013-esibizione atletiL’assalto da parte di un malvivente che inscena un borseggio, ma che grazie alle loro cognizioni di difesa personale riescono ad affrontare avendo la meglio su di lui. Una maniera autorevole per le donne, per cercare di contrastare, con un fai da te, il dilagante femminicidio.
Alla fine della loro dimostrazione di difesa personale, mi è rimasto solo il dubbio se ad emergere nei confronti del pubblico sia stata più la loro atleticità o se sia emersa maggiormente la loro predisposizione alla recitazione.
Ma a parte le battute, questa disciplina di seria arte marziale può senz’altro essere un’arma invisibile che fornisce alla donna quella sicurezza e freddezza necessaria in determinati momenti, anche senza essere delle cinture nere. Consiglio ai maschietti con idee malsane, di tenersi alla larga da quella donna…
A decretare comunque l’importanza di questa annuale manifestazione, che si ripeterà domenica 17 marzo in quel di Fabriano, la presenza del Sindaco Maurizio Mangialardi, accompagnato dal suo Vice Maurizio Memè e dall’Assessore allo Sport Gennaro Campanile.
L’appuntamento – visto il nuovo successo – credo che sia doveroso, di conseguenza, fissarlo per il 2014.









Franco Giannini
Già pubblicato Martedì 19 marzo, 2013 su

domenica 11 novembre 2012

Il taekwondo senigalliese a Falconara per il Campionato Interregionale di Forme

Christian Magnoni e vari atleti della scuola si preparano a difendere il titolo conquistato nel 2011 

Passando in questi giorni davanti la porta, rimasta aperta viste le temperature permissive ancora primaverili, della Palestra dell’Istituto Perticari, si sentono fuoriuscire i caratteristici urli di fine azione, scaricati dagli atleti in fase di preparazione rifinitiva, alla vigilia di quella che sarà la gara per l’assegnazione dei titoli di Campioni Interregionali di Forme.

Appuntamento previsto per domenica 11 novembre al Palazzetto Badiali di Falconara a partire dalle ore 8,30 del mattino per protrarsi fino al tardo pomeriggio ed in cui vedranno cimentarsi in questo Campionato Regionale Marche-Umbria di Forme, tantissimi atleti.
Non poteva quindi mancare nell’impegnativo compito la squadra di Taekwondo di Fabriano-Senigallia-Sassoferrato anche perché sarà impegnata per difendere quel titolo a squadre seniores appartenentegli in quanto conquistato lo scorso anno.
Il gruppo senigalliese, guidato da Christian Magnoni, è cresciuto notevolmente sia come tecnica che come numero di praticanti. Infatti, l’impressione immediata che ho ricevuto entrando in palestra è stato quello di una crescita tecnica dovuta alla maturazione dei più piccoli.
Non più i ragazzini chiassosi e spensierati che prendevano la cosa solo come semplice gioco, ma piccoli atleti che stanno maturando la consapevolezza che più si va avanti e più, oltre il sano divertimento, si trovano regole comportamentali che impongono loro il massimo impegno, sia per il raggiungimento di traguardi personali, ma anche e principalmente, per dovere di rispetto nei confronti di tutti gli altri componenti la squadra. Un po’ il famoso “uno per tutti e tutti per uno“.
Questi i nominativi degli iscritti al Campionato facenti parte del sodalizio senigalliese con il relativo esercizio che andranno ad eseguire.
Per la categoria Esordienti (i più piccoli) parteciperanno Davide Marchetti ed Elisa Magi (che deve difendere, speriamo migliorare, quel terzo gradino del podio conquistato lo scorso anno) che eseguiranno la prima forma, e Michele Magi che eseguirà la quarta forma.
Per la categoria Cadetti parteciperanno: Sofia Passoni (che ho trovato notevolmente migliorata a livello scioltezza atletica rispetto l’anno trascorso) che eseguirà la seconda forma e Paolo Fiorentini che eseguirà la quarta forma.
Per la categoria Seniores parteciperanno: Oriana Scarponi e Anna Paola Pallotta che eseguiranno la terza forma. La parola “Seniores” non è la più indicata per classificare queste due “atlete”, che prima di essere “atlete e seniores” sono semplicemente due “signore mamme” che in questo sport hanno trovato oltre che una grande passione per questa disciplina, anche una splendida amicizia. Ed il loro impegno, il loro metterci la faccia, ce le fa vedere già vincitrici morali, tra tanti giovani, a prescindere da quello che sarà il loro risultato finale.
Poi ho avuto il piacere, dopo che ne ero venuto a conoscenza, di vedere in azione il nuovo acquisto di cui la scuola si è arricchita con l’ingresso un’altra cintura nera secondo Dan. Una giovane, che vista in azione mentre eseguiva un laterale in volo, mi ha fatto pensare di rivolgere un avviso ai giovani papagallini senza ali: “attenzione gli occhi sono belli, sono grandi, sono azzurri… e vi potrebbero risultare invitanti a sfarfallare intorno… ma… questa “mena” e volendo potrebbe tramutare i vostri, venendovi a mancare magari un briciolo di “signorilità”, di un bel cerchio nero!!”. La neo “cerulea” acquisizione, risponde al nome di Federica Torresan e parteciperà alla gara eseguendo la forma Koryo (la prima forma delle cinture nere).
Come al solito, invece, Christian Magnoni, celato dietro la sua proverbiale modestia e timidezza (è un “duro” timido… quello che alle donne piace definire come “un tenerone”), cercava di nascondermi che parteciperà anche lui alla gara, eseguendo il Taebaek, la terza forma delle cinture nere.
Quando gli chiedo un pronostico su quello che saranno i risultati dei senigalliesi, mi risponde: “Abbiamo organizzato anche allenamenti a Sassoferrato e Fabriano presso le altre nostre sedi, come viceversa, gli atleti di Fabriano e Sassoferrato sono venuti a Senigallia, in maniera di stringere maggiormente le conoscenze tra i gruppi creando così lo spirito di gruppo necessario al raggiungimento dello scopo finale. Personalmente sono molto contento del cammino che stanno affrontando tutti gli atleti – li ha chiamati proprio tutti così, anche i più piccoli e le “Signore Senior” - e della passione che ci mettono, ma per i giudizi – va con i piedi di piombo – aspettiamo la gara“.
Tra gli ultimissimi acquisti, che sono andati ad ingrossare le file della categoria “seniores” anche quello di un giovane atleta, Danilo Battistoni, proveniente da un altra disciplina, la Thai Boxe, quasi una cugina di questa disciplina. Logicamente quello a cui lui non manca assolutamente è la preparazione atletica, mentre per la tecnica, dovrà logicamente imparare. Ma da quello che si è potuto già vedere, la strada dei primi risultati credo che non sarà lunga.
In attesa di conoscere l’esito di questo campionato, è d’obbligo rivolgere a tutti i migliori auguri ed un “In bocca al lupo“.

Franco Giannini
Già pubblicato Giovedì 8 novembre, 2012 su SenigalliaNotizie.it

venerdì 17 agosto 2012

Svolto il 6° Torneo Nazionale di Scacchi “Città di Senigallia”

Un successo immeritatamente concluso nel silenzio di una rumorosa città in altro indaffarata. FOTO

Il Torneo di scacchi "Città di Senigallia" 2012Il sottotitolo è già di per sè polemico, cosa che la manifestazione non si merita, perché riuscitissima anche oltre le aspettative. Tanto è vero che per carenza di spazio si sono dovute rifiutare diverse richieste di partecipazione. Me ne assumo però tutte le responsabilità, scagionando fin d’ora l’organizzatore, quell’anima buona e francescanamente remissiva di Mario Pizzi (anche troppo remissiva!!), che per il suo modo di pensare, neppure gli sarebbero mai balenate in testa certe mie critiche. Ripeto, a scanso di equivoci, che sono solo mie ed a me solo ne va imputata la paternità.

Ma considerando la bontà e la riuscita di questo evento, prima di ogni cosa sarà bene ringraziare, prima di perdere lettori lungo il percorso, chi ha organizzato il tuttoe di cui ho già rivelato nome e cognome; alla sua consorte Sig.ra Rosa, che ha gestito con determinazione l’antipatica incombenza amministrativa (ma qualcuno li deve pur chiedere i soldi) ed al suo “delfino” Riccardo Mandolini, che lo affianca sempre, lo supporta e …sopporta in ogni sua iniziativa; nonchè tutti i soci del Circolo La Fenice, che hanno concesso l’utilizzo dei loro locali permettendo lo svolgimento di questo torneo nel massimo dei comfort (aria condizionata compresa).
Mi sia però concesso di rivolgere un particolare rigraziamento ad uno di loro, il Consigliere Sig. Leonardo Leoni, che nel suo ruolo di occasionale anfitrione (nonchè di fotografo e pure bravo!) mi ha aperto ogni angolo di questo Circolo, mostrandomi la qualità, l’organizzazione, la cortesia e l’educazione su cui è basato il clima societario.  Un piacevole viaggio, non avendo mai avuto la possibilità di visitarlo prima, compiuto in maniera dettagliata, nelle varie sale da gioco (da quella delle carte all’altra destinata ai biliardi), dal bar alla cucina (tutta in inox), da quella della lettura alla consultazione d’Internet fino a terminare prima nell’ufficio di segrateria e dulcis in fundo (si fa per dire) nei bagni. Si, nei bagni, perché se sono sempre i luoghi più nascosti, è anche vero che sono il livello indicatore di come un padrone di casa poi curerà gli spazi più visibili. Del resto anche questo è un servizio, anche se l’utente ne comprende l’utilità solo in determinati momenti. Ma se è curato l’ultimo di questi, figuriamoci poi tutto il restante.
Altro doveroso ringraziamento agli arbitri, i Sigg. Bruno Forlivesi arbitro Fide (1° livello internazionale) ed Alessandro Palmizi, Candidato arbitro Nazionale e fiduciario arbitri delle Marche nonchè in veste, per l’occasione, di “premiante”.
Una parola, positiva, voglio spenderla quindi, anche nei loro confronti. Nella mia immensa ignoranza, anche in materia scacchistica, immaginavo che la “vita” arbitrale, almeno tra “Donne” e “Pedoni”, fosse priva di problematiche.
Invece anche nel silenzio garbato del torneo ho visto emergere “educate contestazioni” con altrettanti “corretti chiarimenti”, come pure un severo quanto giusto, dare partita persa per il trillo di un cellulare ad uno dei concorrenti che si era dimenticato di spegnerlo. Questo prevedeva il regolamento, questo è stato applicato e questo è stato accettato senza obiezione alcuna dal concorrente in difetto seppur con un comprensibile pizzico di amaro in bocca.
Un grazie anche all’unico sponsor della manifestazione il “supermercato SI Simply” che aveva provveduto al confezionamento dei prodotti: come dire che a livello di sponsorizzazioni non sempre è la quantità che poi fa la qualità.
I tornei senza partecipanti non potrebbero realizzarsi e quindi è doveroso ed obbligatorio anche in questa occasione inviare 82 singoli ringraziamenti, uno a ciascuno dei concorrenti, per quanto hanno offerto con la loro presenza.
Premi ai primi 10 classificati nelle 4 categorie (Trofeo e cesto gastronomico ai primi 3, megaglie e prodotto gastronomico ai restanti (agli under 16, solo trofeo e medaglie).
Questi coloro che sono saliti sui primi tre gradini del podio (tra parentisi la provincia di provenienza):
- UNDER 16: 1°REGGIANI Marco (FE); 2°VETRUGNO Luca (LE); 3°RAMELLO Giorgio (AN); Prima delle donne 4° Pizzicotti Virginia (AN);
- Torneo C: 1°CIRELLI Alessandro (PU); 2°BORZI’ Rosario (PU); 3°ROSSI Andrea (AN); Prima delle donne 12° Albi Bachini Conti Silvia (PG);
- Torneo B: 1°BELLAGAMBA Luciano (AN); 2°CALZOLARI Marco (TO); 3°GIRI Giovanni (MC); Prima delle donne 12° Giovagnetti Chiara (AN) nel 2011 già campionessa giovanile under 10;
- Torneo A-Open: 1°ANGELINI Marco (NO); 2°PEDINI Dario (PU); 3°SANGUINETTI Edoardo (PU); Prima delle donne Scarpa Silvia (RN). Da dire che Pedini 3 anni fa conquistò il titolo di campione italiano “Lampo”.
Ed ancora qualche altra curiosità!
I partecipanti sono stati 82, le regioni di provenienza 8: oltre logicamente alla nostra, Campania – Piemonte – Emilia Romagna – Lazio – Umbria – Lombardia – Toscana – Puglia. Lecce la provincia di provenienza più lontana.
La famiglia con il numero più alto di partecipanti quella del Sig. Scarpa, la quale evidentemente nutre le loro figlie a “pane e scacchi”, visto che ha portato qui Silvia (campionessa nazionale under 12) Claudia (campionessa nazionale under 10) ed Alessandra (solo – si fa per dire- 2à ai nazionali under 8), ma ne ha lasciata anche una a casa, più piccola, ma giocatrice anche lei, come del resto, diciamolo, anche il papà, il loro primo maestro!
Il giocatore più piccolo, BOARI Alessandro (11°), non poteva che provenire da Senigallia, vista la sua età, 7 anni ma con oramai circa 4 mesi di allenamenti alla “scuola” del Maestro Pizzi. Ma all’atto della premiazione, è sorto un piccolo problema. Con la medaglia già appesa al collo, chissà perché, si è commosso ed è scappato tra le braccia della mamma. Solo dietro richiesta si è ripresentato per la foto di rito con gli occhi ancora umidi e per questo anche più belli. Si sarebbe meritato il primo dei premi solo per l’innocenza di queste sue lacrime!
E qui invece le note polemiche“, che qualcuno definirà, del “solito Giannini”.
Allora prima ancora delle note, una precisazione: Ogni evento, ogni manifestazione, ogni spettacolo che porti pubblico in una città che si definisce Turistica, sono per me i benvenuti per l’incremento che essi portano nelle casse vuote del Comune unitamente a quelle altrettanto piangenti (attualmente) di tutti coloro che di questo vivono. La moltitudine, si sa, comporta anche certi oneri di sicurezza, di buon costume, di pulizia, di rumore, di viabilità. Ci sta tutto, una è legata all’altra, anche se come dicono coloro che se ne intendono “…certo tutto è migliorabile!!”.
Detto questo, quindi, quello che vado a far notare non va ‘contro a‘ quanto sopra ma è da intendersi come un ‘di più‘ a quanto sopra.
Come ho fatto dei ringraziamenti qui sono ora a fare delle scuse (polemicamente!) a chi si dovrebbe sentire non in colpa, ma un po’ in difetto. Chissà che al mattino, qualcuno facendosi la barba o qualcuna mettendosi un filo di trucco, davanti allo specchio, ripensando magari a quanto ho scritto venga a dire sottovoce “non è che poi ‘sto rompi ha tutti i torti!!“.
Credo che mi debba scusare perché:
- il 6° Torneo di scacchi non è stato pubblicizzato nel giusto modo, tanto che, sia in fase di apertura che di chiusura e premiazione, non si è veduto un solo viso istituzionale. Evidentemente non se lo meritava (il Torneo!!).
- malgrado l’impegno profuso, per mancanza di spazi, i partecipanti sono stati solo 82 effettivi e non 300 mila virtuali.
- malgrado si sia pranzato e cenato in loco, alla Fenice, i partecipanti non sono riusciti a lasciare traccia di sporco.
- malgrado l’evento, nessuno si è approfittato alzando i prezzi dei listini, ma anzi evidenziandoli a grosse lettere.
- malgrado 70 persone in una stanza e 12 ragazzi in un’altra, non si è riusciti a rompere la tranquillità degli abitanti della via, con frastuoni vari, se non con leggeri cigolii delle porte, che malgrado lievi sono serviti solo a disturbare la concentrazione di qualcuno dei partecipanti.
- Bisognerà anche scusarsi, se i bagni di cui ho parlato sopra sono stati usati e nessuno si è quindi servito della spiaggia.
- Sarà disdicevole anche dire che sui tavoli ho veduto solo bottigliette di acqua minerale, come fossero tutti maledettamente astemi.
- Non ci sono state neppure le rimozioni forzate di automezzi che avrebbero fatto tanto “in”, ed invece i parcheggi di Piazza Garibaldi sono stati sufficienti.
Voglio pensare allora che tutte queste “mancanze positive” non possano essere d’ostacolo al gioco degli scacchi e mi compiacerei se fosse visto, o meglio rivisto non in in un modo, come dire un pò superficiale, come avvenuto fin ad oggi, senza cogliere e valutare nel giusto modo due cose: la prima, il valore del gioco di per sè visto come “cibo per la mente“, ancor più per quelle ancora verdi e non inquinate dei giovani; il secondo di natura economica, perché se portato avanti come già fanno altre località turistiche quali Cesenatico, Arco, Cortina d’Ampezzo, Firenze, Gabicce, Civitanova M., Novara, Sogliano etc. (da notare che diverse sono nella “antagonista” Romagna) potrebbe essere un ulteriore incentivo per l’economia un po’ asfittica di cui soffre ultimamente, la nostra città.
Mi si dirà che non sono certo questi 82 partecipanti, quelli che possono risolvere certi problemi (anche se tutto fa brodo!), ma potrebbero esserlo però (e lo ritorno a segnalare per l’ennesima volta, sperando che non sia destinato a cadere ancora nel vuoto) assumendo l’organizzazione del torneo federale giovanile di 1500 partecipanti (considerando che saranno accompagnati dai genitori, trattandosi di ragazzi) che si sfideranno sulle scacchiere per 9 giorni.
Due le città fin ad oggi che l’hanno organizzato e continuano ad organizzarlo ogni anno: Palermo e Saint-Vincent. Ne manca una al Centro Italia. Lo facciamo noi o ci facciamo fregare questa occasione? Albergatori, ristoratori, bagnini…se ci siete battete un colpo… L’Amministrazione, beh… quella aiuta ma se anche voi vi aiutate!!
Quello che serve è lo spazio dove ospitare tutte le 750 scacchiere in uno o al massimo due locali con aria condizionata. Io avrei pensato ad una tensostruttura comequella che si sta allestendo al campo sportivo per la Fiera Campionaria. Il periodo potrebbe essere luglio, in una settimana priva di eventi di un certo rilievo. Gli interessati, ma veramente, possono prendere contatti con Pizzi via mail a: pixario@alice.it
Ci sono 365 giorni di tempo per agire, molti meno quelli per pensare, riflettere, aspettare che altri si facciano avanti al posto nostro…il troppo pensare, a volte, fa solo venire il mal di capo e lascia tutto come stava.



Franco Giannini
Già pubblicato Lunedì 15 agosto, 2012  su Senigallia Notizie.it

Questi i commenti dei lettori di Senigallia Notizie.it :


e39
2012-08-15 21:39:15
Concordo pienamente su quanto pubblicato dal sempre gent.mo e correttissimo Sig. Giannini. Il torneo di scacchi potrebbe rivitalizzare la stagione turistica nel mese di luglio 2013... e la tensostruttura sarebbe ideale per ospitare partecipanti ed amanti degli scacchi. Penso che l'amministrazione comunale ne prenedrà atto, come le varie associazioni di categoria commerciali e di servizi.
Laura
2012-08-16 17:30:26
Gli articoli di questi giorni spaziano dalle chiavi perse al summer al fantasma biondo sulla spiaggia. Con tutte queste "notizione" è normale che non ci sia spazio per dare risonanza ad altro... ps mannaggia a me che ho ricominciato a leggere i giornali!!!!!


venerdì 22 giugno 2012

Cerco tra le pieghe del masochismo un minimo di utilità

solo che, malgrado le buone intenzioni, non è facile trovarla...

Caro Paolo, ti rubo una tua battuta circa l'utilità di possedere un blog :" Avere un blog personale ti consente di "pisciarti addosso" senza che gli altri ti possano dire nulla. Al limite è loro permesso scrivere, ma debbono fermarsi lì, alla distanza consentita...". Invece, scrivere per un giornale (o nel mio caso, su di un giornale), anche se on-line ed appunto, a puro titolo hobbystico, comporta quanto meno, l'obbligo di seguire determinate regole.
La prima che credo abbia sempre rispettato e voglio continuare a farlo, è quella del rispetto, sia delle persone che delle loro idee. La seconda è quella della sincerità e della correttezza, in cui credo che sia importante far rientrare anche il dovere di cronaca. Dovere che racchiude in se stesso e che credo debba essere rispettato quanto meno la novità della notizia, un riporto di ciò che è avvenuto entro un breve lasso di tempo. Ho cercato all'inizio, nel mio piccolo, di riportare nelle mie "cronache consiliari", tutto quello che avveniva all'interno dell'Aula. Poi con l'avvento e la diffusione delle nuove tecnologie (leggi FB), (e dell'antipolitica) gli addetti ai lavori hanno scoperto che il divulgare prima i loro interventi in aula, attraverso queste pagine, procurava "rumore". Ed il "rumore o musica" a secondo di chi legge, porta sempre però alla fine, consensi per un eventuale "domani". Ed allora, anche io, mi sono adeguato ed ho ristretto il mio "riportare", solo su quello che gli altri "non dicevano", ma che forse alla cittadinanza, invece, interessava di più conoscere: le sole Interpellanze ed Interrogazioni.
Ma, strada facendo, anche a quest'ultimo adeguamento, ho dovuto apportare una modifica. Non più quindi la pubblicazione su di un giornale, proprio per la mancanza di "contenuti freschi". Non più, perché anche il mio "lavoro" è divenuto assolutamente inutile. Infatti se si vuole leggere contenuti datati e "rifatti" come il pane del giorno prima, basta cliccare sui link datati e riportati sotto e leggere quanto annunciato in anticipo, o navigare su FB (facile entrare, gli addetti ai lavori sono "amici" di tutti) esempio:
Non ci siamo fatti mancare neppure il solito "assist" per fare dire al Sindaco quello che con molta probabilità voleva proprio dire, sul problema Referendum Acqua , sulla Multiservizi e sull'interessamento profuso dallo stesso al problema, con chi di dovere, sul piano tariffario con quel 7% indigesto.
La Bucari, a sua volta, ha sollevato un problema anch'esso dibattuto in questi giorni : Piazza Saffi o Piazza Cesarini da Senigallia? Come la vogliamo chiamare?
Gli unici due elementi veramente nuovi, sono stati sollevati, da Rebecchini, che ha puntato il dito, dietro segnalazione di un cittadino (del resto ricevuta il giorno prima), dell'esistenza di cartelli di divieto di balneazione ed altro, su quella che una volta era ritenuta una spiaggia libera e centrale, tra il molo ed i bagni "Bora-Bora". Il secondo, dalla Angeletti che ha fatto presente al Sindaco, che il 20 Giugno ricorre la giornata mondiale del rifugiato, richiedendo, se a partire dal prossimo anno possa essere celebrata anche in Senigallia.
Una volta avrei trascritto il sunto delle risposte degli interpellati. Ora capisco quanto inutile lo sia stato prima e lo sarebbe ancor più oggi, se continuassi a farlo. Allora spogliatomi della veste "de giornalaro" ed avendo la possibilità, come dice il mio amico Paolo, di scrivere qui, come e quello che voglio, riporterò solo telegraficamente quello che ho ascoltato e percepito a pelle. Allora!!
Quello che ho capito, ascoltando la risposta fornita a Rimini, ma io sono duro di comprendonio e certamente ho capito male, è che dei morti non frega assolutamente nulla agli addetti ai lavori, che vedono, nelle attività cimiteriali, non un servizio da curare prediliggendo il fattore della sfera umana con la sua sensibilità in certi particolare momenti, bensì quella dell'aspetto contabile, economico, statistico, quello insomma dei numeri. 
Sulla movida ho capito, si fa per dire, che invece sia chi interrogava sia chi rispondeva, erano entrambi concordi di scaricare il problema sui gestori del lungomare. Che costoro verranno chiamati a rapporto e saranno posti di fronte al problema e che come tale dovranno risolverselo.
A Rebecchini è stato fatto presente che quell'area cui si riferiva era fuori della "normativa del piano degli arenili" e che era stata data in concessione alla Gestiport.
Alla Bucari, invece, che ancora nulla è stato deciso, ma che la piazza della nuova area Sacelit (suggerita dalla Consigliera) ha già un nome : Mario Giacomelli.
Ed infine alla Angeletti, una promessa (intanto non costa nulla), che anche Senigallia, per il 20 giugno del 2013 si costruirà un... "Progetto".
Ora, sono solo a chiedermi se tuttociò, in parte risaputo e risolvibile con una lettera di risposta agli articoli apparsi, valeva la pena di stare sotto la canicola di "Scipione" fin dalle 16,30 ?? Si perchè anche il proseguo, io non sono nè staccanovista nè masochista, ho preferito non ascoltarlo. E dal comunicato Stampa Comunale con l'esito globale della seduta, ho capito (eufemismo??) che mi sono perduto ben poco.