Visualizzazione post con etichetta vita di città. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vita di città. Mostra tutti i post

sabato 3 dicembre 2011

Senigallia, un Consiglio comunale con l'orologio in mano

di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it
le vignette invece sono di GiòVikyDì

A pensar male si farà anche peccato, ma spesso ci si azzecca!

Non lo so se posso dire di aver visto giusto. Però leggendo i commenti sulle pagine di Facebook di due esponenti del Consiglio Comunale, alla vigilia del Consiglio, qualche sospetto già me lo aveva fatto sorgere. Uno scriveva così: "Neanche un presidente granata avrebbe avuto il coraggio di mettere consiglio nel giorno del recupero di Napoli-Juve. Presenteremo mozione per l’abbonamento a sky calcio con effetto dalle 20:30 di oggi". E l’altro gli replicava: "tutto dipende da noi... obbiettivo chiusura consiglio ore 20... possibile!".

Onde per cui certi atteggiamenti e certe prese di posizione nel corso del Consiglio di martedì 29 novembre, mi hanno portato a pensare che quello che era un semplice indizio, si potesse tramutare in una quasi prova.

Da un po’ di tempo a questa parte, mi sento dire, che quello che io ritengo sia un mio hobby, è invece un lavoro, un servizio che il sottoscritto rende alla cittadinanza. Io non ci credo, anzi ritengo che il mio sia più una soddisfazione dettata da un egoismo personale.
Vero è però che a forza di sentirmelo ripetere... sono quasi costretto a crederci.

Allora è proprio per questo motivo, che voglio subito informare i sparuti lettori di questa mia cronaca, che, seppure la riporterò come faccio sempre, come appunto è dovuto per un servizio civico, è quasi tempo perso, vista la monotonia ed il disinteresse mostrato in questa seduta consigliare.

Letto quindi il preambolo, si è informati di tutto il nulla che è stato detto.

Decisamente sopporto malvolentieri le tiritere del Sindaco Mangialardi quando si ostina ripetutamente, con una monotonia indigeribile, a descrivere Senigallia come una ECCELLENZA, una STELLA POLARE, un COMUNE VIRTUOSO, che seppur fosse anche vero, viene voglia di ricordargli che la modestia, quella vera non la falsa, è una gran virtù che oggi spesso cade nell’oblio del dimenticatoio. Ma è anche vero che l’altra sera, ascoltando le interrogazioni, le interpellanze ed i dibattiti, mi sono detto che Mangialardi ha ragione di vantarsi a volte così platealmente. Infatti se i soli argomenti che interessano Senigallia sono quelli tirati fuori, durante la seduta, dal cappello delle necessità che attanagliano il nostro Comune, è da ritenersi che "va tutto bene madama la marchesa".

Da cui si deduce quindi che a Senigallia non ci sono problemi di Sanità, non ci sono problemi di abitazione, non ci sono problemi di carattere ambientale, né di trasporti pubblici su gomma né tanto meno quelli su rotaia, la sicurezza non mostra crepe, l’economia va a gonfie vele, i problemi viari sono sconosciuti, non conosciamo che cosa sia la disoccupazione, il commercio e l’artigianato godono di un periodo rigoglioso e le nostre industrie (quali? Ma il Comune e l’Ospedale!) non hanno mai riscontrato utili così soddisfacenti.

Opulenza questa, che ha indotto martedì sera, a dover rispolverare, giusto per ammazzare il tempo, il problema dell’antenna delle Saline, del Distretto di Economia Solidale, dell’alienazione della Ex Casa del Custode, delle telecamere che sorvegliano l’ingresso veicolare nel centro storico. Si salva, tra questi, solo l’intelligente interrogazione della BUCARI, anche perché portatrice di un utile suggerimento.

Dovevano esserci altri due punti, che però si è preferito ritirare. Una interrogazione che doveva essere fatta da FIORE, ma evidentemente chiarita ed annullata prima ancora dell’inizio della seduta (come risultava dalla prenotazione sulla lavagna luminosa) con l’interrogato in questione.

L’altra, una mozione, invece prevedeva la proibizione nel territorio comunale dell’allestimento di spettacoli che sfruttino gli animali, e doveva essere presentata da CICCONI MASSI, che chiedeva invece che venisse anticipata rispetto all’OdG per essere passata in Commissione per una più ampia discussione, anche perché poi non avrebbe potuto essere presente ad un eventuale dibattito in quanto doveva assentarsi per un altro impegno.

Vignetta di GiòVikiDìA questo punto non restava altro che far relazionare alla PACI il suo Assestamento al Bilancio ed un’altra pratica urgente di natura burocratica sempre attinente a questo.
Alla richiesta, del Consigliere Anziano Simeone Sardella che faceva le veci di supplente del Presidente del Consiglio in sua temporanea assenza, se ci fosse qualcuno che volesse intervenire nella discussione, la risposta è stata un imbarazzante silenzio.
L’argomento evidentemente non interessava a nessuno. I banchi dell’opposizione, salvo la sola presenza dell’Antonacci erano completamente vuoti. 5 minuti di attesa, nessuno prenotato a parlare, per cui Sardella passa ai voti l’OdG. A chiudere le tre noiose ore "ore di lavoro", gratuita eufemia, la nuova nomina alla poltrona del direttivo della Scuola di Pace, dopo le dimissioni da parte della Ramazzotti.

Si era nei tempi giusti, anzi, anche un pò in anticipo, questa volta, sui tempi prefissati, quando è arrivato, anche lui in ritardo, ma sempre in tempo per rompere le così dette "uova nel paniere", PARADISI, che quanto meno è servito a mettere un po’ di pepe ad una serata che stava mutandosi in acqua e come questa era divenuta incolore, insapore, inodore con l’aggravante dell’inutilità. Paradisi la riprendeva fornendogli un’altra ì, quella dell’ilarità… almeno quella per svegliarci!

Ed ora, per i soli pazienti masochisti, questo il resoconto dettagliato (se così lo vogliamo pomposamente chiamare...!).

Apertura del Consiglio, con il solito Appello Nominale, alla solita ora (17:03), con i soliti 30 minuti di ritardo. Presenti solo 12 consiglieri. Assenti giustificati Memè e Mancini. Quello che noto subito è un’assenza strana e quindi ancor più particolare (dopo i fatti avvenuti nel precedente Consiglio) di VOLPINI, che a quello che mi risulta, salvo mi sia sfuggita la sua presenza, non si vedrà per tutta la durata della seduta. Forse il lavoro, forse la partita di calcio, forse una pausa di riflessione, forse motivi personali. Io comunque noto la sua assenza e come tale qui la riporto.

La prima a parlare è la BUCARI con la sua interrogazione scritta che le dà la precedenza su tutti gli altri iscritti a parlare. La sua è una richiesta di maggiore attenzione ai problemi dei migranti con la concessione, ai figli di costoro che raggiungono la maggiore età e che sono nati nel nostro comune, della cittadinanza. Cittadinanza che deve essere richiesta entro il 19° anno di età pena la decadenza dei diritti di tale richiesta. Però non tutti ne sono informati. Chiede quindi all’Amministrazione che tale diritto venga garantito, quanto meno con una informazione dettagliata e personale.
A risponderle è il SINDACO che dice di condividere pienamente quanto esposto dalla Bucari, che anche l’Amministrazione si sta adeguando in questo lavoro di sensibilizzazione nei confronti di quello che rappresenta il raggiungimento del diritto alla cittadinanza per un migrante, tanto da averla fatta divenire una vera e propria cerimonia con giuramento ed inno. Ritiene utile il suggerimento e si vedrà di attuare con gli Uffici Competenti un sistema affinché si avvisi coloro che andranno a maturare tale diritto.
Logicamente la Bucari in fase di replica non può che dirsi soddisfatta.

GIACCHELLA porge invece la sua interrogazione alla Curzi, sempre con il suo stile ultra telegrafico, per conoscere a che punto è il Distretto di Economia Solidale.
La CURZI fa presente come esso sia già in avanzata fase di percorso avendo coinvolto anche altri sindaci delle zone interessate. Non ci si sta interessando solo di Agricoltura, ma l’occhio è anche puntato sulla pesca, sul turismo. Un primo percorso è gia stato attuato con il coinvolgimento di 5/6 aziende durante la manifestazione di Pane Nostrum e che rientravano nella Filiera Corta.
Anche Giacchella si dice soddisfatto.

Vignetta di GiòVikiDìREBECCHINI pone la sua interrogazione a Ceresoni, in merito all’Alienazione dell’ex casa del Custode del Liceo Scientifico. Fa presente, e dice di averlo anche ricordato in Commissione, di valutare il fatto che il Liceo Scientifico comincia stare stretto nell’edificio. Che ci sarebbe bisogno di una palestra e che non avendo spazio a sufficienza gli studenti al mattino devono recarsi con un bus di Bucci in quella del Campo Boario: "Credo che un buon politico debba non solo guardare al presente, ma avere gli occhi rivolti al futuro". Chiude quindi chiedendo: "Avete ripensato su questa alienazione?".
CERESONI replica dicendogli: "Ripensare su tutto non si addice ai tempi attuali... potrebbe essere una scelta, ma non in questi periodi... dopo un’analisi ed una sintesi bisogna giungere ad una conclusione...". E continua con l’elencare che oggi per motivi di necessità che tutti conosciamo le scuole sono più strette, i termosifoni più freddi, gli assessori camminano con i loro mezzi e conclude con un lapidario: "... rispetto la sua battaglia monotematica, ma non la condivido...".
Rebecchini allora dichiara la sua completa insoddisfazione, anche perché prima in Commissione, Ceresoni aveva detto che nessuno aveva fatto tale richiesta ed ora si trincera dietro la crisi economica, ma il vero è che: "... la mia gatta guarda la TV, ma non la comprende e lei fa la stessa cosa". E Ceresoni da fuori microfono prontamente risponde a tono con: "Io non guardo la TV, ascolto la radio!".

CICCONI MASSI interpella Campanile sull’accesso alle aree del centro storico precluse al traffico veicolare. Evidenzia che ci sia in questi varchi una carenza di segnalazione ed informazione. In altre città ci sono semafori e luci che indicano a chi non del posto, che si sta oltrepassando un’area soggetta a controllo. Non essendoci alcuna segnalazione si può cadere nel rischio che l’Amministrazione intende colpire a sorpresa. Chiede anche di conoscere i dati di tali relativi al numero delle infrazioni.
CAMPANILE fa l’elogio delle nostre piazze senza più auto e si giustifica con il fatto che oggi tutti i paesi si stanno orientando in tal senso. Da domenica è partita dopo 60 giorni di sperimentazione l’ufficialità dei varchi. Dà il suo impegno, non avendoli al momento, a fornire i dati richiesti e nel contempo a discuterne con gli uffici competenti per migliorarne la qualità.
Cicconi dice di attendere i dati e nel contempo fa presente come i varchi siano fatti a groviera, essendocene alcuni in prossimità delle aree pedonali superabili senza essere individuati.

SARDELLA con la sua interrogazione diretta a Ceresoni, rispolvera, dopo aver visto la trasmissione Report sui danni derivanti dalle emissioni dei telefoni cellulari, il problema antenne telefoniche ed in special modo quella delle Saline, chiedendo se è sempre sotto controllo.
CERESONI lo tranquillizza sciorinandogli una serie di dati tecnici e con l’assicurazione che il tutto è sempre sotto costante monitoraggio dell’Arpam.

GREGORINI interroga invece il Sindaco sulla sosta dei Camper chiedendo di mettere dei parcometri in considerazione dei consumi di acqua e degli scarichi che questi utilizzano durante la loro permanenza. Suggerisce inoltre di individuare anche un’area al nord della città.
SINDACO si dice soddisfatto del fatto che Gregorini abbia orientato il suo discorso sul livello economico della cosa, del resto come presidente della Commissione in materia, non poteva essere diversamente. Giusta quindi la richiesta quindi di proporre ed adeguare il prezzo della sosta al tempo di permanenza. Si propone quindi di mettere in bilancio per il 2012 il progetto per una colonnina.
Gregorini si dichiara soddisfatto anche perché si verrebbe ad eliminare il fenomeno di accampamenti occasionali.

A questo punto terminata l’ora prevista per le interpellanze ed interrogazioni, Monachesi richiede purtroppo di alzarsi in piedi per commemorare con un minuto di silenzio le morti causate dall’alluvione nel Messinese, nonché il giovane dipendente comunale recentemente deceduto, ed amico di tanti dei presenti: STEFANO COSTANTINI.

A questo punto si passa a discutere il punto che doveva essere il più importante e complesso, quello "sui due punti successivi all’ordine del giorno, entrambi relativi al bilancio di previsione per l’esercizio 2011: prima l’assestamento generale ex art. 175 del T.U.E.L. e quindi la ratifica di un atto della Giunta Municipale (n° 199 del 4 ottobre scorso) per una variazione in via d’urgenza sulla base del comma 4 dello stesso articolo".
Quindi Monachesi passa la parola alla PACI che sciorina puntualmente tanti numeri, che già sono difficili da seguire con i fogli sotto mano, figuriamoci quindi solo verbalmente. Non sto quindi a scrivere nulla, perché già mi è difficile l’evitare di scrivere castronerie nel riportare un normale dibattito, figuriamoci poi se mi avventurassi nei numeri, codici, leggi!
I consiglieri evidentemente la pensano allo stesso modo, perché sciamano piano piano fuori dall’Aula, tanto che alla conclusione del suo illustrare, nei banchi della minoranza resta solo la Consigliera della Lega Nord e su quelli della maggioranza, ligi al compito della presenza, ma non presenti, perché tutti "in altre faccende affaccendati".
Conclusione: al termine della relazione, non si trova un’anima disposta a discutere l’argomento relazionato, tanto che si passa direttamente alla votazione.
Ed è proprio in questa fase che CAMERUCCIO, rientrato, si lamenta perché non può più intervenire.
SARDELLA allora dal suo banco, dove nel frattempo è ritornato, gli fa presente come abbia atteso inutilmente, per ben 5 minuti, che qualcuno gli chiedesse la parola.
PARADISI dice di non poter contestare la mancata discussione perché anche lui arrivato in ritardo, solo che intende puntualizzare che l’Assestamento viene fatto quando c’è stato qualche errore che si intende modificare: un mancato gettito, una gestione che doveva essere più oculata. E così dicendo preannuncia che il suo voto sarà contrario.
CAMERUCCIO sfrutta l’occasione della "dichiarazione di voto" per asserire che la sua sarà una dichiarazione di voto più politica che tecnica. Sottolinea come in questi anni il contenzioso abbia comportato ingenti costi con le sue 300 cause in corso e i 120 ricorsi. Costi dovuti a parcelle per gli avvocati e le spese di legali. Anticipa quindi che il suo sarà un voto negativo.
Il SINDACO a questo punto prende la parola e si scontra con PARADISI.Il contenuto non lo riporto in quanto già anticipato dettagliatamente nell’articolo di Carlo Leone.

Vignetta di GiòVikiDìL’ultimo punto all’OdG riguardava la surroga del Consigliere Ramazzotti all’interno del Comitato Direttivo della Scuola di Pace intitolata a Vincenzo Buccelletti.
Ma quando Monachesi fa il nome della BUCCI che i Capigruppo hanno scelto come sostituta, BATTISTI chiede la parola per conoscere le motivazioni delle dimissioni della Ramazzotti.
MONACHESI fa presente che se solo se lei vuole può parlare, ma le dimissioni sono cosa personale, che non obbligatoriamente devono essere giustificate.
PARADISI chiede una votazione a scrutinio segreto che MONACHESI accetta seppur facendo presente che fino ad oggi ci si era attenuti alle volontà dei Capigruppo. Alla votazione, neppure dirlo, su 24 votanti, 16 voti vanno alla Bucci e 8 alla Ramazzotti.

Sono le 19,42 quando la seduta si chiude, giusto in tempo per assistere alla partita di Juve-Napoli, chi davanti alla TV con il gatto, chi alla radio con chi vuole!


Questi i commenti dei lettori di 60019.it

Scritto da piero il 01/12/2011 ore 21:12
mai visto un consiglio comunale di livello cosi basso

Scritto da luca il 01/12/2011 ore 23:52
Fortuna che sono gli scelti dal popolo con centinaia di preferenze ciascuno. Ma eletti per cosa? Per andare di corsa al bar a vedere le partite?

sabato 19 novembre 2011

Giù il muro delle probabilità: di nuovo l'autovelox in via Cellini a Senigallia

di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

"Non lo faccio per piacer mio, ma per dare un figlio..." recitava quella religiosa

Dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Iddio... figuriamoci poi se mi dovessi fidare di coloro che si dicono nostri numi tutelari civici.
Qualcuno di questi aveva detto che l’autovelox non è uno strumento che serve a fare cassa.
Vorrei crederlo, ma non ce la faccio.

Premetto, comunque, che esso è il benvenuto sia per la pericolosità di questa strada, per l’incoscienza di chi la percorre a velocità sostenuta, per la quantità di traffico divenuto insostenibile, per l’inquinamento causato in special modo dai camion che la percorrono in entrambi i sensi da che ci sono i lavori autostradali e della Complanare.
Ben venga quindi e sia benedetto l’autovelox.

Autovelox in via CelliniPerò, per cortesia ed ancor più per una buona civica educazione (mai un amministratore dovrebbe dire bugie!), non ci si venga a dire che non è per fare ANCHE cassa.
Vediamo di essere sinceri.

Si è voluto fare un connubio tra Sicurezza & Cassa? Bene. Altrimenti c’è da chiedersi, perchè due controlli in una manciata di giorni, contro una dimenticata trascuratezza di anni in simile prevenzione su questa arteria?
Se proprio poi si vuole fare qualche cosa di ottimale, suggerisco di ripetere, negli entrambi interessi, questo servizio, alle 24 nel senso nord e verso le 3 nel senso sud, nelle giornate del giovedì, sabato e domenica.

Questi i commenti dei lettori di 60019.it

Autovelox vietato nelle strade secondarie
Scritto dall' I.P. 82.55.70.15 il 17/11/2011 ore 23:53
Si gradirebbe sapere se nelle nostre strade urbane di scorrimento il recente uso dell'autovelox sia stato individuato con apposito decreto del prefetto.

TUTTO CHIARO
Scritto dall' I.P. 151.76.91.184 il 18/11/2011 ore 15:44
Mi chiedo il perchè delle cose, perchè sempre li, la risposta è solo una. Con tutte le strade di Senigallia, a scorrimento veloce, sempre li? chiaro chiedetevi chi abita proprio li di fronte!!!!! IL SINDACO, che ridere!!!!!!!!

venerdì 9 settembre 2011

Svolta a Senigallia la premiazione del VI concorso di poesia "C. Vedovelli"

di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

Tre le sezioni, sette i premiati, venti gli attestati, tantissimi i poeti partecipanti

Prima di tutto le cose belle, poi in fondo le "critiche", che poi critiche non sono, perché non si possono o meglio non si devono fare osservazioni polemiche a chi mette tutta la propria passione ed il suo tempo libero su quello in cui crede, ama ed infine realizza. Quindi solo rispetto ed ammirazione, verso tutti coloro che con la loro opera, qualunque essa sia stata, da quella manuale a quella più intellettuale, hanno partecipato alla realizzazione di questa Sesta edizione del Concorso di poesia Cesare Vedovelli.

Mi ero ripromesso di non fare nomi, invece quasi senza volerlo mi ci vedo costretto. Chiedo però scusa fin d’ora a quanti involontariamente per dimenticanza o proprio per il mio ignorare, tralascerò di nominare.
Impossibile non iniziare quindi con Oliviano Sartini, il Presidente dell’ACLI di San Silvestro, che ha tenuto a sottolineare come ogni qual volta si ricorda Cesare Vedovelli, si commuove, perché era uno della famiglia della piccola comunità di San Silvestro.

Operativa manualmente, organizzativamente, intellettualmente, ma sempre distante dalla scena principale che lascia ad altri, Anna Maria Bernardini, artefice indispensabile per la realizzazione di ogni edizione. Rubo solo una frase del saluto del Sindaco Mangialardi che calca a pennello questa figura: "... non è difficile costruire un evento, il difficile è poi proseguire...", e se siamo arrivati alla VI° edizione, qualche merito, Anna, lo avrà di certo.

Non posso dimenticare l’eloquio forbito, la malleabilità nelle varie dizioni dialettali regionali, del Presidente di giuria Antonio Maddamma, il tutto con l’ "aggravante" della sua giovane età.

A questi pilastri "Vedovelliani" non va dimenticato di aggiungere il nome di un altro celebre poeta concittadino in veste, qui, di co-presentatore di questa edizione: Mauro Marcellini.

Malgrado cerchi di passare inosservata altro personaggio di spicco di questa festa della poesia, anche lei membro della giuria, Valeria Bellagamba, curatrice letteraria nonché poetessa.

A declamare le venti opere finaliste in modo impeccabile e professionale, si sono alternate: Laura Mosconi, Elena Principetti, Maria Vittoria Chessa, Anastasia Ramazzotti.
L’accompagnamento del sottofondo musicale è stato affidato al musicista che si è autodefinito "cantante della doccia che appena svolto il lavoro lì ritornerà": da tutti conosciuto in arte semplicemente come "Baldo", ma all’anagrafe registrato, sembra, con quello di Gabriele Baldini.

Dicevo che venti sono state le poesie segnalate di cui dieci nella sezione dialetto e dieci in quella della lingua italiana.

Questi i lavori premiati, i loro autori e la motivazione:

DIALETTO

1° "RazeJelle" di Michele Micunco di Altamura (BA)
"Struggente poemetto sull’abbandono, quello più doloroso. La vita racchiusa in un giorno, non diverso dai tanti altri trascorsi "senza na stòrie" insieme, eppure il giorno che chiude una vita, il cui ricordo condensa, come su un vetro, l’alone dei sogni ancora aperti".

2° "Ucchiuzzi birbanti" di Giuseppe Bellanca di San Cataldo (CL)
"Canzonetta di infinita grazia e compostezza, densa di preziosismi fonici e stilistici, capace di soffondere in tono elegiaco i sentimenti già lievi, ora gravi, di una innocenza strappata".

3° "Fiùm ch’avònta" di Daniela Gregorini di Fano (PU)
"Poesia dal ritmo di una canzone popolare, come popolare è la saggezza che vi è racchiusa e la sferza della denuncia, fatta della stessa corda del fiume umanamente offeso".

LINGUA ITALIANA

1° "La porta socchiusa" di Rodolfo Vettorello di Milano
"Poeta di ispirazione classica, tradizionale nella metrica, antinovecentista nella prassi, su quella linea che da Leopardi e Saba conduce a Sbarbaro, Rodolfo Vettorello, con la "porta socchiusa", ci ha offerto un miracolo raro di bellezza".

2° "Visioni a Istambul" di Giacomo Giannone di Torino
"Elegante poesia di fascinazione orientale, pienamente simbolista, nella quale astrazione e metafora sconfinano arditamente nell’allegoria".

3° "Su un unico binario" di Letizia Greganti di Marina di Montemarciano (AN)
"Se la vita ha compagni di strada, compagni non ha, di strada, il pensiero: "...è un treno che va / entro e oltre il mondo / avanti, indietro solitario / su un unico binario / senza scambio / e un solo passeggero". Parola d’autore".

Qualcuno si chiederà: "e la sezione RAGAZZI?" Il premio quest’anno è andato ai ragazzi della scuola elementare (o primaria si dice oggi??) G. Pascoli di Senigallia. Un premio speciale a questa classe coordinata dal prof. Luciano Montesi, "per il lavoro collettivo di teoresi e prassi della poesia, felice incontro, da sempre, di genio ed arte".
Un prof. che, grazie anche all’amicizia, io continuerò a chiamare "sor maestro", che non definisco coordinatore, bensì insegnante concreto, genuino, anticonformista e anticipatore dei tempi. La sua genialità è stata quella di importare poeti adulti a scuola esportando le poesie fresche ed attuali dei suoi alunni. Il merito di questo successo va alla sua perspicacia, ma anche alla disponibilità dei poeti concittadini ormai affermati come Simone Tranquilli (in arte Quilly), Leonardo Barucca e Enrico Dignani, resisi disponibili nel tenere lezioni di poesia nella lingua "bambinesca", destando il piacere e la curiosità verso quest’arte.
Cosa facile, fino a poco tempo fa, solo per Luciano!

Ultimo nome che volevo e dovevo fare, ed ultimo non certamente per importanza, è quello di un altro amico di Vedovelli. Quello di Lorenzo Marconi, colui che fornisce i premi di alto artigianato senigagliese quale la bottega dell’Orientexpress.

E siamo giunti così alla fine...
Concorso di poesia C Vedovelli a SenigalliaDicevo non critiche, assolutamente, ma solo alcuni benevoli suggerimenti, formulati da chi forse, anche per via dell’età, rimane attaccato romanticamente alle cose passate... Ricordo con piacere, anche se scomode, le panche della ex scuola elementare, le edizioni scorse lì all’aperto sotto il cielo stellato, nelle calde serate, ma programmate alle 21, sempre più fresche di quelle organizzate al chiuso, alle 17, in una stanzetta che non riesce più a contenere il folto pubblico. Fa male vedere persone che vorrebbero entrare e non possono!

L’assessore Stefano Schiavoni, nel suo saluto, ha detto giustamente tra l’altro che "la cultura è quella che esprime il territorio, ed è su questa base che poi nasce la Cultura...". Quindi cultura del territorio, quasi come qualche cosa da custodire gelosamente per poi lievitare ed essere divulgata.
Però poi Maddamma parlando del numero delle presenze che hanno partecipato a queste edizione e che sono venute dall’Italia, ma anche dall’estero, dal nord come dal sud, è stato lapidario con il suo "casa nostra è una sola: è la poesia!".

Fa sì che ad uno venga allora da chiedersi che cosa vorrà fare da grande, se fermarsi qui o guardare avanti. Immagino che la risposta sia progredire. Ed allora ritengo che sarà opportuno rivedere alcune cose: logistica, acustica, orari, validità del premio sezione dialettale.
Ora è aperto a tutte le regioni, ma la traduzione in italiano di un dialetto, diciamocelo francamente, perde "aroma" e diviene come bere un caffè freddo e fatto con un surrogato. Quegli applausi fiacchi, carichi solo di gentilezza, sono il frutto dell’incomprensibilità dei loro contenuti. Allora non sarebbe meglio rendere obbligatoria la partecipazione e la lettura da parte degli stessi autori (almeno di quelli premiati)? o in seconda ipotesi rendere aperta la partecipazione solo a quelli regionali o delle regioni confinanti (più comprensibili)?

Comunque sia, sono queste, solo osservazioni formulate dal solito "brontolone", mentre a voi tutti, invece, vanno nuovamente i miei apprezzamenti per quanto ogni anno riuscite a fare, regalando alla città quella cultura necessaria per crescere e vivere, migliore sicuramente di quell’aria che oggi respiriamo.


Questi i commenti dei lettori di 60019.it

Scritto da Laura il 06/09/2011 ore 14:32
sono una sola, mi inginocchio sui ceci e mi batto il petto (più del dovuto) dopo questo solenne mea culpa, hai i soldini per venirmi a trovare?? :-) sono sicura che il caribù ti piacerà! :-)))
premio Vedovelli
Scritto da enrico dignani il 07/09/2011 ore 16:44
é un interessante sguardo sul vario territorio del Comune di Senigallia, sulle colline marchigiane e le comunità che le abitano, l’adattamento degli usi e costumi appare lento e in cerca di modalità dello spirito discrete e funzionali. Doverosa e benemerita credo la presenza Sindaco e l’assessore alla Cultura li dove lo spirito cerca di farsi laboratorio, occuparsi di poesia non è facile e la frazione di S. Silvestro lo fa e crea attenzione,cosa può voler di più il buon senso non saprei.Bella serata con tanti amici e belle coscienze. Grazie

martedì 9 agosto 2011

PENSIONATI RAMPANTI:ROBERTO COSTANTINI...CHI E' ??? LEGGETE
























































































di Franco Giannini

...un concentrato di uomo, simpatia, musica, che si manifesta attraverso il suo clarinetto, ma non solo !!

Uno dei problemi di FB, almeno per me che poi lo uso raramente, è che appena vi entro, trovo sempre qualcuno, che sembra mi stia aspettando per chattare. Non che mi disturbi, ma mi fa trovare solitamente a disagio. Perchè ? Ma perchè le domande a volte sono le più scontate, ripetitive, monotone...come quella del chiederti come stai o di come è il tempo, pur essendoci visti qualche ora prima ed abitando nella stessa città. Poi c'è quello o quella che non sapendo che dire, apre il discorso con un “...Allora??!!”. Allora che cosa??

Ma questa mattina è stato diverso con quel un semplice “”Ciao Franco” da parte di Roberto che da tempo non sentivo. Ed ecco che allora abbiamo dato il via a rispolverare i nostri vecchi ricordi (oh, ma mica tanto vecchi!!). Ho rievocato, abbiamo rievocato, i tempi di quando entrambi lavoravamo nella stessa azienda e nello stesso turno. Accoppiati come le Forze dell'Ordine nei pattugliamenti. Loro magari in auto e noi invece tra due presse, intenti a tirare giù anche qualche moccolo, quando le cose non andavano come volevamo ( e neppure tanto di rado!!) E dopo diversi svariati anni, sempre spalla a spalla, ci si conosce meglio che con le proprie mogli e ci si sente un po' legati gli uni agli altri. E noi poi, ancor di più, perchè eravamo divenuti come si usa dire papa e bumba...(anche in senso pratico!) Ma nessuno dei due è mai stato uno “la spalla” dell'altro. Potevamo definirci due “solisti”, non di certo un coro... Poi io sono andato in pensione prima e lui ancora al lavoro, fino a che un bel giorno mi dice che anche lui, ha attaccato il “Taglierino” al fatidico chiodo. O meglio da professionista qual' era nell'arte del rifilo, lui lo chiamava, da doctor, “Bisturi”.

Le nostre strade da quel momento, si sono divise e l'unico modo ora per seguirci un con l'altro, abitando in due città diverse anche se vicine, ci è rimasto internet. Io mi sono buttato a seguire l'informazione in genere, con maggior attenzione su quanto ruota sul mondo cittadino in cui vivo e sono divenuto un... “brontolone”. Lui da artista nato qual' era ed è, ha spolverato spartiti, è ritornato a studiare musica ed invece di riprendere a (S)battere sulla batteria come faceva da ragazzo, ha preso a studiare il clarinetto (è diventato un musicista “guzzo”) e forza di soffiarci sopra, si è trovato anche un posto in una banda. Nooo... di disgraziati, neppure di farabutti, siiii proprio una banda musicale!!! E soffia che te soffia, oggi su FB lo puoi vedere che sta girando le principali piazze (non so se...delle Erbe ??) del Paese. Incontra i maggiori artisti Europei del settore...insomma il “ragazzo” si sta facendo nome ed onore.

E pensare che la prima foto che ho rintracciato di questa lunga strada che ha percorso, lo raffigurava, appena un anno fa, come semplice pastore randagio ciufolante durante le feste natalizie in quel di Ancona...poi da cosa diventa cosa ed oggi, come si può vedere dalle foto che sono andato a rubare, scattate durante le sue tournée, come avviene del resto nella nostra Politica, ne ha cambiate di “Casacche”, non tralasciando neppure le classiche “Magna te che magno anch'io”. Del resto anche nel lavoro era un professionista serio, preciso e puntuale negli impegni.

Personaggio, Roberto Costantini, sempre riflessivo, come da documentazione fotografica, serio (quando si sveglia!!), attento e con un portamento innato, da vero divo, immortalato in quelle rare immagini artistiche che sono riuscito a scovare. Le lingue, per lui, non sono di certo un ostacolo. Altrimenti come potrebbe interferire con i musicisti stranieri con i quali viene a contatto ? (vedere la sua immagine tra i componenti della banda portoghese...non so se prima o dopo l'arresto...della musica!!).

Beh! C' ho voluto scherzare sopra, un onore il mio per averlo come amico! E' evidente, dal materiale fotografico che ho potuto rintracciare, e dal sorriso dei volti delle persone meno giovani, che affiora però anche un elemento utile, che deve servire da monito a coloro che a volte dicono che i pensionati non sanno che cosa fare per ammazzare il tempo...in caso ancora di qualche dubbio su come e cosa fare, telefonate a Roberto Costantini, che non ve le canterà, ma sicuramente ve le suonerà … ed allora buon divertimento!

mercoledì 2 marzo 2011

ORE 17,30 - ...PASSATA E' LA TEMPESTA...






























di Franco Giannini

... Che almeno le foto servano a tranquillizzare...

Sembra che l'allarme sia rientrato, e che siano pochi coloro che abbiano subito danni, ma che ,comunque sia, dovrebbero essere risarciti con la medesima velocità con cui si è provveduto a riportare tutto alla normalità. Da parte chi ? Eh!! Questo non lo so. So solo che tornano a riemergere isole a fare da spartitrafico in mezzo al Misa...e siamo a Senigallia e non sul Tevere di Roma. Speriamo che qualcuno "spigolato" da quel rompiballe del solito pensionato "brontolone, si rimbocchi le maniche e si faccia sentire con qualcuno sopra di lui con un :" Voglio la pulizia del fiume, fatta bene e subito, pena uno sputtanamento su tutti i giornali !!"
Come dicevo e con l'onestà che credo di possedere, posso confermare però il sicuro impegno profuso dai servizi preposti (VVFF ed Amministrazioni varie) per la pulizia e lo sgombero immediato delle sotto arcate dei ponti e delle strade allagate, come si possono vedere.
dalle differenze delle foto della piena e del post piena. E tutto questo entro 12 ore.

ANCORA UN'EMERGENZA !!







































di Franco Giannini

... e speriamo che si tratti solo di una "semplice piena"

E' molto semplice ed a volte anche antipatico, esclamare, quando un fatto spiacevole poi avviene, "... te l' avevo detto??" . Ma questa volta, pur non avendomelo specificatamente proferito qualcuno, mi è rintronato nelle mie orecchie e mi sono sentito colpevole e mortificato per non aver ascoltato, chi si faceva forte della sua esperienza, per segnalarmi, con mesi di anticipo, quello a cui stiamo andando incontro.
Il Misa era stato "pulito" da poco, taglio del canneto ed un po' di erbacce. Il mio amico Alfio, un vecchio cacciatore, mi aveva suggerito allora di scrivere che la ripulitura era stata fatta in modo approssimativo (anzi lui mi disse inutile!) e che quello di cui il Misa necessitava, non era il taglio delle canne, bensì un lavoro di dragaggio, perchè se non andava errato, l'ultimo era stato eseguito negli anni '50.
Mi aveva portato davanti al Circolo dei Cacciatori e da lì, mi aveva fatto osservare i detriti ben visibili dopo il taglio delle canne. "Ecco, vedi...è tutta quella roba ma lì che dev'n levà, perché se no alla prim' pianara...". Ricordo che avevo replicato giustificandomi, che forse si volevano tutelare le specie animali del lungofiume, non so, tipo la galinella...e lui ridendo mi aveva risposto :" ...ma che c... dici Franco...io è dal '70 che nun ne ved' più una. Dev'n levà le isole in mez' al fium" . Mi scuso ora con lui, non ci avevo creduto ed invece aveva ragione!!
Ed ecco che da ieri, è scattata l'emergenza. Poco tempo fa c'era stata quella del Cesano, anche qui il solito scarica barile, le solite promesse, le solite polemiche ed alla fine i soliti risultati: Il nulla.
Qui ancora, si parla di "piena", anche se qualche esercizio è stato allagato e quindi farà sentire la sua voce quanto prima. Già da oggi invece, si ascolterà la voce dell'Amministrazione che ci inonderà con i soliti "Siamo stati i primi a fare...", "E' uno straordinario evento naturale che non si verificava da 40 anni", "E' un evento che non si poteva prevedere". O si cercherà di abbandonare la "nave" quando affonda, con l'usuale scarico delle colpe, dimenticandosi l'uso della parola "coesione delle forze" adoperata in casi di esaltazione per eventi positivi :" Ma è preposta la Provincia al lavoro di dragaggio e manutenzione dei fiumi...Noi non possiamo fare nulla..." Al che a questa farà eco la Provincia "... I fondi che la Regione ci mette a disposizione sono quelli che sono...". A sua volta la Regione scaricherà il tutto nei confronti del Governo con i problemi venutisi a creare con la Finanziaria... Insomma sempre la solita questione di quattrini!!
Tutto vero, per carità, ma è anche comprensibile che se il cittadino s' inc...a, ha ragione. A noi di chi sia la competenza o da che cosa derivi la mancanza del servizio "ce ne può fregar de meno". Le tasse si pagano, anche se non tutti, e chiediamo di essere tutelati e rispettati. Per questo credo che sia necessario : 1-) riconoscere che ci sono delle colpe, 2-) denunciarne pubblicamente i colpevoli, 3-) evitare i proclami trionfalistici per come si è gestita la cosa... (Ridicoli personaggi, con casacche con su la scritta Regione Marche, nel lungo fiume prendevano foto ... sempre chiudendo quella stalla dopo la fuga dei buoi!! Voglio augurami inoltre che non beneficiassero di una diaria supplementare per la trasferta.), 4-) sembrerà una stupidaggine, ma va eliminata dal vocabolario dell'Amministrazione, qualunque essa sia, la parola EMERGENZA, perchè in Italia se ne sta abusando in un modo vergognoso, quale sgravio di colpevolezze ed incapacità a risolvere. L'unica emergenza che abbiamo in Italia oggi, è quella, purtroppo, della mancanza di Cervelli Capaci ed Indipendenti, ragionanti autonomamente 5-) ed ultimo, usufruire, con umiltà, sfruttando queste disgrazie, cercando di ricavarci il massimo delle esperienze per il futuro e, nel contempo, facendo sentire la propria voce, senza il timore di pestare, in certi casi, i piedi magari agli stessi amici di partito., che siedono in qualche poltrona più alta. Quindi non dimostrandosi "papagallini tifosi," bensì dei validi amministratori nudi da simboli ed imposizioni del proprio partito politico, con il solo obiettivo: il bene e la sicurezza dei propri cittadini. E non mi si venga a dire che già questo lo si sta facendo...ulteriormente penalizzante sarebbe un mentire sapendo di mentire!