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giovedì 18 settembre 2014

Ballarò e diMartedì con un Giannini per parte

Nella  boxe il verdetto sarebbe stato quello di vittoria per manifesta inferiorità : ma lo scontro non c'è stato

Entrambi avevano un Giannini per parte (Floris aveva per ospite il Ministro alla PI) ed io che vanto lo stesso cognome, non certo le stesse qualità professionali, non ho potuto far a meno di non parlare della serata, anche per non tagliare fuori la mia "casata".
La mia è quindi solo l'impressione personale di uno "zipparolo" ed a quel che è risultato poi oggi (il giorno dopo) è quella di un bastian contrario, che mi induce ancor più, motivare questa mia pecca.
Massimo parte con, come avrebbe detto l'indimenticabile Gianni Brera, un pistolotto buonista e lacrimoso, come solo la politica Renziana e la sua penna, almeno fino a ieri, difendeva su Repubblica.
Poi qualche cosa s'inceppa, evidentemente, quando vedi tanti soldi, che ti inducuno magari ad invitare al posto di tuoi colleghi fino a qualche ora prima, invece qualcuno dalla firma importante, ma di altra testata.
Seppure i pistolotti sono pallosi e non invitano di certo gli ascolti o le letture (ne so qualche cosa, ma io non avendo la ghigliottina dello share, me ne posso anche infischiare!), il suo ha avuto la fortuna di aprire la trasmissione con una decina di minuti di anticipo su La7. E credo che la grande differenza di share sia dipesa da quei pochi minuti. Perchè forse se ci si fosse basati sui contenuti fatti anche quelli di promesse sulla quella che sarà l'assoluta indipendenza e equidistanza del nuovo "Ballarò" dalle varie fazioni politiche, sarebbe venuto da dire scetticamente :"Staremo a vedere!!".
Però intanto La7 era impegnata a coprire una Gruber raffredata con una replica di "Otto e mezzo" del 9 di Settembre, nientepopodimenoché con la Boschi, la bella del reame, ma non altrettanto simpatica. Ed in molti, evidentemente allergici alla Boschi ed alla pubblicità, in attesa del Giova, sono scivolati sulla 3 di Mamma Rai e lì sono rimasti o si sono addormentati sull'introduzione.
(migliorata poi la situazione l'indomani - 17 c.m. - con la sostituzione della Lilly nazionale con il Direttore Mentana attraverso il suo Faccia a Faccia)

Perché si sa, siamo diventati talmenti pigri, che anche la comodità del telecomando è divenuta stancante e di già anche il semplice cliccare e stato inserito nelle manovre da evitare per il sedentario professionista. E così diMartedì è partita in ritardo ed ha pagato pegno.

E chi ne ha fatto le spese è il povero Giova, che ha pagato il fio di colpe non certo sue perdendo assieme all'attimo fuggente anche tantissimi spettatori e punti di share.  Con un povero Crozza che malgrado le sue imitazioni non è riuscito più a recuperare il tempo perduto.
E così il Ballarò di mamma RAI vince la sfida con il contributo di 2 milioni 503 mila spettatori e con un 11,76% di share. Ed il povero Giova con il suo rielaborato Ballarò "diMartedì" seppur con la stessa ambientazione, con le stesse scomode poltrone proletarie, con lo stesso entusiamo, le stesse interruzioni ai suoi ospiti, gli stessi collaboratori, ha però fatto un clamoroso flop, con appena 755 mila spettatori con un 3.47% di share.
Non voglio andare nè controcorrente, nè tantomeno difendere l'indiffendibile di una sconfitta netta e dolorosa. Però mi si permetta di esprimere una mia personale opinione : per me il verò "Ballarò" è e rimane quello diMartedì su La7. A RAI 3 rimane un nuovo professionista, quale Massimo Giannini, resta il logo storico di "Ballarò", un numero maggiore di spettatori, tutto quello che si vuole, ma Massimo ha voluto dare, in questo suo nuovo lavoro, la sua impronta, che è apparsa, almeno a me, più che quella di un giornalista, quella di novello Showman. "Ballarò" nelle sue mani è un "Ex-Ballarò". Come ritengo giusto che sia è un nuovo programma da lui creato a sua immagine e somiglianza. Ma allora, perchè continuarlo a chiamare "Ballarò"?? Del resto, ha fatto quello che altri hanno già fatto prima di lui nel corso dell'annata precedente, in altri canali ed in altre trasmissioni. Uno bravo tra questi, ad esempio, è Nicola Porro. Del resto è diventato un si salvi chi può. La carta stampata sta scomparrendo con la mancanza dei sostegni statali. La Rete, la TV, le immagini in genere, stanno prendendo il posto dell'inchiostro. La gente, per il motivo che indicavo quando parlavo di telecomando, sta impigrendo sempre più. Leggere e scrivere è sempre più faticoso e i commenti sui social network con il numero delle battute obbligate lo stanno ad indicare. La Rete offre inoltre l'immediatezza della notizia. Immediatezza, meno fatica, stravaccati in poltrona, al più infastiditi dalla pubblicità, ed oggi anche con la possibilità di rivederli quando si vuole, portano i nostri migliori personaggi della carta stampata, ad affiancare i veterani del mezzo busto, portando l'esperienza acquisita sul campo, più che davanti ad una velina. Ed ecco che abbandonano, allora, il piatto su cui fino a ieri hanno mangiato e corrono ai ripari gettandosi nelle braccia di queste nuove possibilità di carriera.

Il povero Floris, mi spiace dirlo, ma ha perduto anche sul finale. Massimo Giannini ha fatto strike anche sulla formula di chiusura con uno slogan ad hoc che se non è il "massimo" della novità, però ha centrato l'obiettivo, visto che gli italiani oggi sono quasi tutti in braghe di tela :" Buona notte e buona fortuna!". Colpiti come siamo dagli incubi dei pagamenti, delle tasse, dalla mancanza di un posto di lavoro o dall'insicurezza se lo hai, chi non ha bisogno dell'augurio di un po' di fortuna?? Ed invece di rimando da parte di Floris quel vetusto, ma oramai suggello del vecchio "Ballaro" originale, fatto di un semplice, banale : "Alè" che nulla vuol dire se non "finalmente ho finito sta puntata!". Ma quando lo diceva non aveva concorrenza !! E questa volta, quindi, la sua prima gli è andata male.
Che la battuta di Crozza in sembianze renziane " Giova, ti ho fatto fuori in 20 minuti" abbia portato effettivamente iella??
Vedremo comunque alla prossima puntata, io sono fiducioso, anche perchè Floris è una capa tosta, è un sardo. Sarò anche di parte, ma a me i sardi sono simpatici, leggermente di più dei toscani e quindi rimango con la speranza che come nei campionati di calcio, le partite, nel nostro caso i due programmi, abbiano inizio alla stessa ora.
Poi si vedrà. E che vinca non colui che fa più spettacolo, ma che ci informerà di più, sia per quanto non viene fatto, sia per i passi che verranno compiuti. Del resto questa è informazione!






di Franco Giannini
Già pubblicato Mercoledì 17 settembre, 2014 su SenigalliaNotizie.it

mercoledì 20 ottobre 2010

mercoledì 30 settembre 2009

QUANDO CULTURA EQUIVALE LAVORO


ovvero: Si potrebbe anche a Senigallia. Montpellier ci insegna


di Franco Giannini


“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Comincia così, con il suo primo articolo, la nostra Costituzione. E forse su quel verbo al presente sta l’errore. In una Italia, composta di italiani, che la storia nei tempi ci insegna, sempre certi solo a parole, un condizionale sarebbe stato più indicato. In una Italia di questi periodi burrascosi economicamente parlando, dove tutto il mondo è un paese, dove noi, almeno dicono e purtroppo ci crediamo, stiamo un pochino meglio degli altri, perché formiche risparmiatrici e non avvezze al rischio, il lavoro è il vero problema di tutto. E proprio perché il lavoro è il fondamento su cui si basa un paese che qui si deve puntare e non certo tamponare con la formula dell’attendismo della cassa integrazione. Cassa Integrazione che non tutti coloro che non lavorano hanno e che per cui nella sua miseria viene veduta da chi non l’ha come una chimera quasi il raggiungerla. Si parla di industria in crisi, di consumi in ribasso, di espatrio di capitali, di un Italia priva di ricchezze del sottosuolo, priva di forze energetiche e quindi succube di chi ciò possiede e che ci vende a caro prezzo per permetterci una sopravvivenza industriale. Io ho sempre ritenuto, invece, che da sempre, gli italiani fossero cittadini privilegiati del mondo, che vivessero in un Eden senza saperlo. Questa mia tesi è stata suffragata domenica 27 settembre dalla trasmissione su Rai Tre di Domenico Iannone “Presa Diretta” titolata, e questo di già la dice lunga, “Oro Buttato” . http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f10cea7e-5374-4f4a-9cde-01cedee93c5a.html?p=0
Dicevo poc’anzi che l’Italia non ha risorse nel sottosuolo, ma dicevo una grossa bestialità seppur non lo credo. Il sottosuolo e le profondità marine italiane custodiscono una vera miniera di diamanti, con tutti i suoi reperti archeologi custoditi gelosamente. E gli unici che ne hanno saputo quantificare il valore, come sempre non sono i nostri politici, sempre affaccendati in altri problemi, ma i “tombaroli” che se non sono persone affidabili, almeno dietro guadagni, salvaguardano pezzi pregiati della nostra storia a chi sa godere della loro bellezza. Non mi si venga a dire che dilapidano, così facendo, i Beni Culturali del paese, perché poi ne spiegherò il motivo. Non dovremmo far altro che costruire una Repubblica fondata su questo tipo di lavoro: scavi di archeologia, restauro, musei, cultura, industria del turismo e quanto altro ad essi collegati. Invece è emerso dall’inchiesta di Iannone solo enormi sprechi, menefreghismo, i soliti intrallazzi politici: La Reggia di Caserta con i suoi viali pieni di buche, i suoi giardini senza alcuna cura lasciati prigionieri di erbaglie incolte, nella Baia di Napoli un museo archeologico tenuto aperto per solo 9 giorni in un anno (no, non è un errore…solo per 9 giorni l’anno!), a Pozzuoli la Piscina Mirabilis http://www.ulixes.it/italiano/i_pg01.html?http://www.ulixes.it/italiano/i_pg02afr06a.html
lasciata in custodia ad una signora ultra settantenne che la apre solo su “ordinazione” e che però ha una reperibilità ubicata solo nella sua abitazione e che il visitatore deve cercarsi. Pubblicità scarsa, ma fatta su costosi-preziosi volumi (vorrei vedere chi sono gli editori!!) stampati a spese di chi?, ma poi mal distribuiti e a sua volta malamente pubblicizzati. Inesistenza di (ne sono solo 4 in tutto!!!) restauratori, archeologi catalogatori che lavorano a progetto, immersi in un precariato sostenuto solo dalla loro passione e volontà. Altro che le battute strumentalizzate e lillipuziane di Bunetta. Scuole di Restauro chiuse da anni. Decine di migliaia di casse, contenenti oltre 300 pezzi ciascuna, con reperti lasciati marcire nei depositi, senza catalogazione e senza sapere quindi neppure il loro valore (Ecco il perché non assolvo i tombaroli, ma in parte li giustifico) . E questo è solo la punta di un iceberg emerso solamente da una inchiesta che riguardava una piccola fetta dello spaccato italiano: Campania. Negli altri paesi fuori dei nostri confini, che nulla o poco hanno, quell’esigue materiale viene valutato come oro e curato in modo diametralmente opposto a quello nostro e gli inviati di questo documentario portavano ad esempio la cittadina di Montpellier http://www.saintclub.it/Montpellier/guida/1996/museo/Fabre un paesino francese che utilizzando le sue limitate ricchezze artistiche, in questo modo ha incrementato turismo e posti di lavoro.
E sulla base di tutto questo, vorrei agganciare il discorso teorico con quello pratico applicandolo alla nostra Senigallia. Era il 24 di febbraio del 2008, quando usando lo spazio che un blog senigalliese mi aveva concesso http://lapiagadivelluto.splinder.com/post/16077900#comment scrivevo una lettera aperta all’assessore Velia Papa, che evidentemente non è giunta a destinazione, suggerendole l’iniziativa di creare un sito archeologico dove ospitare mostre o dove creare posti di restauro di un capitale archeologico che il Sig. Maurizio Landolfi, Funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, studioso dei Piceni, composto da oltre 3000 reperti, non sapeva dove più mettere e come restaurare. Io avevo suggerito come espositore la Rotonda, altri avevano suggerito Palazzo Gherardi, poi successivamente si è liberato l’Hotel Marche. Ora non mi rivolgo specificatamente più a nessuno, perché politicamente siamo in fase di smobilitazione ed in odore di nuove elezioni per il rinnovo della Giunta e gli interessi sono diversi da questi. Però ritengo che per chi si sente in odore di “santità”, per chi sta preparando il suo “Programma” forse dovrebbe leggere, modificare quanto vuole e ritenga opportuno, ed inserirvi la valorizzazione della vera cultura, con la creazione di una mini scuola di restauro, di un museo archeologico da allargare continuamente con i pezzi restaurati, facendo in modo così di creare nuovi posti di lavoro, con il risultato di incentivare il turismo. Si ricaverebbe anche l’utilizzo di qualcuno di quei monolocali di cui tutti parlano non bene e che ora sono utilizzati speculativamente solo 60 giorni all’anno esentasse. Un suggerimento ancora: nulla si fa logicamente gratis, ed il creare quanto sopra illustrato, aiutando magari strutture archeologiche, ma chiedendo come contropartita, raduni, congressi, studi, con cadenze fisse annuali, di studiosi, Archeologi internazionali o di attività correlate. Ritengo che alberghi e ristoranti in primis ne potrebbero solo che beneficiare. Forse sarà solo utopia la mia, ma credo che possa avere la stessa valenza utopica di chi pensa che il turismo si sviluppi solo con alberghi a 5 stelle, circondati dal nulla e quindi poi occupati da chi ?

lunedì 8 settembre 2008

NON SOLO MUSICA !!!


di Dario Petrolati

Troppo difficile per capire.
E' Valentina Lo Surdo (foto)
http://www.mrsphilharmonica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=17&Itemid=32
Ho fatto a tempo !
Senza bagnarmi nemmeno un poco, chè ha una voglia indecisa di piovere, come se fosse finita l’ estate, di cui non ho assaporato il piacere e manco mi spiace.
Giusto per sentire la voce che ormai pare quasi aver superato quella di Anna Menichetti
http://www.conservatorio.firenze.it/index.php?id=422
Le prime volte provavo quasi fastidio nell' udire quanto saccente fosse sta donna che osava togliere il posto unico sempre riservato ad Anna.
Poi piano piano con spirito di sopportazione unito a curiosità ho fatto semplici ricerche sulla nuova conduttrice del " terzo anello" di radiotre : http://www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello/musica/
http://www.radio.rai.it/radio3/palinsesto_full.cfm?canale=3&giorno=6&fascia=m
Non volevo crederci quasi : porta la data di nascita 11 maggio 1976 ed oltre ad avere un volto solare con occhi chiarissimi celesti una faccia da ragazza sportiva, bella, come le nostre spadaccine che sempre vincono e volano in aria come se avessero ali di farfalla, Valentina ha sempre posseduto una passione sfrenata per la musica-musica e sin da bambina si è impegnata nel costituire varie associazioni per la diffusione e l' insegnamento della musica a livello mondiale.
E studiando e sempre studiando oltre alla musica ha assorbito una cultura umanistica-filosofica che una persona così giovane ancora non capisco come possa aver fatto.
Il tempo, noi diciamo sempre il tempo quando qualcuno ci parla di un libro appena uscito, un avvenimento culturale-politico, il tempo sempre la stessa giustificazione "ci manca il tempo".
Ed allora dubito che le risposte così espresse nascondano una mendacità ed anche qualcosa di più vergognoso chè le ore sono 24 per tutti i mortali, se qualcuno sa sfruttarle ed impiegarle eppoi raccoglie quelli che superficialmente chiamiamo frutti allora c' è qualcosa che non torna.
La natura umana è semplice e complessa contemporaneamente, composta di tanti angoli e rette racchiude misteri e dubbi, umiltà e sacrifici, intelligenza e presunzione, quando la sensibilità unita all'onestà intima esplode uno speculare rivoluzionario bisogno di sapere e dire , coinvolgere il vicino eppoi il vicino del vicino.
Ecco che il tempo assume un' altra dimensione, le ore 24 , le mie ore non sono più tali che se vengono coinvolte anche l' anime vicine il peso del tempo non è più tale .
Scopro così la logicità che se parlo ed ascolto uomini e fatti parole composte ed usate non superficialmente buttate così tanto per dire tutto diventa più facile ed interessante , la mente si allena diventa elastica ed assorbe atmosfere che mai avremmo immaginato.
Piano senza violenza di sorta sto imparando come si possa gemellare letteratura-poesia-musica, capire attraverso la voce di Valentina Lo Surdo, così come avevo iniziato con Anna Menichetti http://www.dariopetrolati.it/?q=node/885
e pertanto provare emozioni che sino a ieri ignoravo.
Davvero le sorprese, senza prezzo poi, non finiscono mai.
Peccato mi sia accorto solo ora che sono quasi vecchio.

NdR : Per i veri melomani ho voluto inserire, quasi che fosse un inserto, questo link che ritengo interessante:
http://www.limantiqua.it/upload/cataloghi/200804281445430335375.pdf

lunedì 28 luglio 2008

INNO NAZIONALE GRECO: UN INNO ALLA LIBERTA'




di Dario Petrolati

Quando, e mi succede sempre, accompagno il tentativo di addormentarmi senza litigare con me stesso-il mondo intero- , sintonizzo la mia esausta radiolina a pile su radiotre.
Piano pianissimo a me pare, arrivano note e voci come regalate, da Saxa Rubra, sono sempre fidate, calme, educate anche, raramente, succede forse senza ragione, che mi sia più facile o comodo cercare radiouno e subito trovarla, come se aspettasse proprio me che magari per fortuna, proprio quella sera, capita uno di quei programmi inseriti e voluti da persone che mai avrei supposto avessero tali debolezze-passioni.
Ai campionati europei di calcio nell' anno 2004, celebrati in Grecia,non potevano mancare le voci storiche dei radiocronisti Rai , primo fra tutti Riccardo Cucchi.
Fortuna volle che gli entusiasti corrispondenti fossero anche preparati ed appassionati cultori di musica.
Tenne la guida delle serate pre avvenimenti sportivi proprio il Cucchi che oltre a spiegare il perchè dei simboli delle bandiere e la storia relativa, sempre affascinante, si soffermava senza mai eccedere nel raccontare ogni perchè degli Inni Nazionali dei Paesi Partecipanti.
Quando fu la volta della Grecia allora Riccardo Cucchi parve quasi raccomandarsi-consigliare un attenzione particolare chè l' Inno del Paese ospitante aveva una Storia che doveva essere conosciuta sotto ogni profilo.
Allora parve quasi che le gare attendessero per la lezione che mai supponevo potesse avere un simile fascino.
Imparai allora di Dionysios Solomos http://it.wikipedia.org/wiki/Dionysios_Solomos http://it.wikipedia.org/wiki/Zante , della importanza come poeta della lingua moderna greca, nato come Foscolo a Zante, della sua vita trascorsa in Italia e dopo nove anni, tornato nella terra d'origine, rimase affascinato dall' ideale della " rivoluzione ellenica" http://it.wikipedia.org/wiki/Fanarioti . Di li allora cominciò a comporre nella sua lingua materna. Tra le opere in lingua divenne subito celebre, L' Inno alla Libertà http://www.culturaspettacolovenezia.it/index.php?iddoc=9378&filter=Mostre , che limitatamente alle prime strofe fu accolto subito come Inno Nazionale.
Fu poi musicato e mai più cambiato dai regimi che si seguirono dalla data di composizione.
Forse se quella sera non fossi capitato sulla preziosa lezione accorata di Riccardo Cucchi, mai avrei notato quanto è sentito dal popolo ellenico il canto che tutti li unisce, sotto quella splendida bandiera a strisce bianche ed azzurre e le parole e la musica tutto
è stato un imparare nuovo un rinverdire la storia di una nazione che non solo è stata maestra di ogni civiltà antica per poi soccombere alle arroganze guerriere delle nazioni che seppure conquistandola materialmente, dalla Grecia ogni popolo, ogni arrogante dominatore ha imparato cosa significa la civiltà che anche sotto le antiche demolite mura si è sempre sentito come un' alito di cultura impagabile. Ho imparato anche sotto quanta e quale diaspora dovette subire con gli Ottomani http://it.wikipedia.org/wiki/Ottomani , la polverizzazione delle isole Elleniche, le repubbliche e la monarchia assoluta, le guerre interne per ideali mai sopiti, le leggi marziali, il tentativo del partito comunista greco, messo fuori legge dalla Regima Federica, per riportare un ideale spirito di indipendenza e libertà.
Non ricordavo, non sapevo forse quanto la meravigliosa, istruita Grecia avesse sofferto per raggiungere una indipendenza limitata, almeno, chè le nazioni del mondo tutto ricordassero caratteri affascinanti ed il nome di quella nazione dal nome colto, sparsa in piccole isole, che sia per il mare che per i maestosi superbi ruderi emana sempre un fascino odoroso come quando si sfoglia un libro antico.
Ed allora da quella sera dei campionati europei di calcio, ho anche imparato il fascino ed il rispetto per quella musica coltissima accompagnata dai versi, che atleti eretti con la mano dalla parte del cuore, sempre commuovono.
Da quella notte ho ricordato, ripassato la storia dell' intero Mare Nostrum. Grazie alla Rai Sport ho saputo di note e poesie che prima nemmeno conoscevo.