lunedì 7 luglio 2008

ESTATE VIOLENTA, ovvero LA QUIETE DOPO LA .....




di Dario Petrolati

Un gran fragore acqua, tantissima e vento caldo, tanto da non vedere fuori. Eppure è estate le previsioni del tempo, quelle che dicono sempre il contrario del vero, avevano annunciato alte temperature e bei giorni, almeno quassù nel famoso (?) NORD-EST. Che faccio aspetto, o mi preparo lo stesso, mi metto qualcosa che non stoni, scarpe di certo, quelle portate pochissimo, senza calzini, logicamente, pantaloni di cotone chiari come la camicia larga fintamente trascurata, ma bella e comoda, ed in mano una delle giacche sahariane, tanto per precauzione. Per andare dove poi, che se non smette, ed anche dovesse cessare, per strada e lassù a Piazzola nel Parco di Villa Contarini come sarà ridotto, tra acqua per terra, sul palco e le poltroncine. Meglio telefonare, cercare il servizio organizzativo ed avere confermato o meno se il concerto si terrà lo stesso, oppure hanno deciso per altra data. Difficile trovare liberi i telefoni, nonostante la liberalizzazione, quando servono ed è urgente la chiamata, li trovi occupati o c' è la vocina registrata che ti fa sentire scemo od anche peggio, ti suggerisce di chiamare più tardi e si scusa , dato il notevole traffico di chiamate. Quando sento queste risposte registrate che provengono da chissà dove non puoi rispondere nemmeno che dall' altra parte ove hai chiamato non c' è nessuno, nemmeno un chiarimento, un saluto, tutto automatico, previsto, sono i call - center, inventati sfruttati dalla finanza internazionale che rende ricchissimi oscuri volti senza anima, senza nome, sigle lontane in paesi dai nomi difficili a rintracciare. Pare un gioco tutto siglato in un approssimativo inglese e se capisci capisci altrimenti fa lo stesso. Tu di quà loro di là e via veloce l' offerta per il nuovo contratto vantaggioso che regala ..., regala, perché tu parli, tante ore gratis ,e giù belle ragazze seminude che dicono non so cosa dicono , solo ridono e aprono la bocca che tanto è tutto gratis. Che bluff, eppure c'è il così detto garante, che dovrebbe tutelare il consumatore, ma anche se non firmi in piccolo o perchè hai capito male, la multinazionale ha sempre ragione , ed allora vedi poveri sciocchi, famiglie intere su" Mi manda Rai Tre" invocare strillare , sono sempre spettacoli poco edificanti, gente truffata che non sa come e che fare. Oh ecco finalmente, dopo un'ora di tentativi Piazzola risponde: Il concerto causa temporale è rinviato a data che comparirà domani sui quotidiani locali. Oggi, allora, tutti a prendere Il Mattino o il Gazzettino per sapere a quale data è stato fissato il concerto. La cosa mi dà prurito in quanto mi costringono a spendere un euro in più, solo per sapere il giorno fissato, chè già ho il mio quotidiano affidabile La Repubblica. Gli altri giornali locali o regionali mi danno fastidio chè oltre ad essere concepiti male sono molto pettegoli e superficiali, pieni zeppi di pubblicità per roba che non posso acquistare, per roba inutile dai colori stupidi che riempiono le scaffalature dei supermercati. Logicamente o per rabbia, aggiro l' acquisto obbligato del locale quotidiano, poichè ho in mano ogni mattina l' intero pacco dei giornali della Federazione, del Centro Studi, della Fondazione etc., prendo il Mattino che è tutto interessato sulla tempesta di ieri, con nomi di località e foto di alberi caduti, tetti scoperchiati, ed appare la foto tra l'altre di Piazzola, con un servizio-evento: Rinviato il concerto....., ed allora faccio una fotocopia del tutto e rimetto a posto il foglio che ho usato per interesse personale. Con l' euro risparmiato dall'acquisto del quotidiano ci berrò un caffè ed avrò anche il resto. Questi sono i conti che debbo fare per sentirmi anche meno sfruttato-irreggimentato-stupido. Passata la tempesta, a sprazzi violenta e che a volte interrompeva come svogliata, per poi riprendere quasi dispettosa più forte chè pareva doversi sfogare contro una ingiustizia immaginaria. Invece è la natura, tutto e solo natura, i desideri, i programmi di noi esseri viventi vengono poi, la natura deve fare il suo corso. Ma c'è sempre qualcuno poi che tira fuori il problema ecologico, il buco dell'ozono, la memoria dell'uomo corta irrispettosa. Allora quasi sereno, nella pausa, sono uscito di casa per andare a farmi 4 passi sui marciapiedi bagnati, sotto gli alberi che gocciolavano un poco, per arrivare alla pasticceria d'angolo che sa fare il caffè saporito come quello della Wiennese, quasi. In giro solo macchine veloci che schizzavano acqua da tutte le parti, strade allagate chè i tombini subito si chiudono sulle grate per le foglie cadute, la carta, il di più che seppur pagato-prodotto non serve a nulla. C' è Silvia nel giardino, ha appoggiato il monopattino al muro e mi racconta i successi di scuola, le materie preferite, mentre cerca la lumaca che prima in strada ha raccolto con le mani " per salvarla dalle macchine " e l' ha nascosta nella siepe del giardino per farla vivere. Sorride educatamente come può e sa fare una bambina serena di 11 anni, canticchia sempre e le piace suonare la chitarra. Così invece di trasferirmi a Piazzola e passivamente assistere ad un concerto ho chiacchierato, ascoltato le parole , le belle sorridenti espressioni di questa bambina che mi da del lei anche se ci conosciamo da tanto tempo. Tutto ha una misura, per Silvia chissà quanto saranno 11 anni ?, per me un lampo. Tutto qua, auguri per il tuo futuro bella bambina, ciao Silvia.

domenica 6 luglio 2008

QUANDO VERRANNO GARANTITE LE GARANZIE ?


di Franco Giannini


Moltissime oggi sono le aziende "Certificate", senza le quali certificazioni difficilmente otterrebbero quegli appalti e commesse che ne richiedono l' attestato (cioè quasi tutte). Dicono che questi fogli di carta finta pergamena, pieni di timbri, articoli di legge, firme illeggibili ed ancor più di pregio se redatti in Inglese, tutelino i consumatori sulla qualità del prodotto.

Bugia. Questo potrebbe risultare vero se l' azienda producesse tutto al suo interno, ma molto meno quando delega alla produzione dei suoi articoli, altri produttori (sub-appalto) che non hanno le attestazioni richieste e la produzione subappaltata, viene solamente controllata non logicamente in toto ma con casualità. Inoltre più facili sarebbero i controlli se il subappaltatore ha la sua logistica vicino alla ditta firmataria, molto meno se l' ubicazione è posta in capo al mondo, un esempio a caso, in Cina.
Vigliaccamente non farò il nome dell' azienda produttrice ne tanto meno del supermercato dove ho effettuato l' acquisto, per ovvi motivi (buono si, ma non stupido): ti rompono...i timpani finché non comperi, poi una volta fatto l' acquisto e soprattutto una volta pagato, tutti si scordano dei loro obblighi e si rimpallano le responsabilità.
C' è si una garanzia che dovrebbe tutelare il cliente per due anni, è vero però che se trovi delle difficoltà, dovresti affidarti ad un legale, impostare un causa, e solo considerando i tempi e le spese processuali occorrenti ti accorgi che l' hai perduta per questi motivi ancor prima di iniziarla.
Acquisto una macchina da "caffè espresso" di una nota azienda, spesa 50 € perchè super scontata, garanzia allegata di 2 anni (con un sacco di scritte microscopiche di ciò che non rientra nella copertura della garanzia) e con la scritta prodotto in Cina per conto di....
Caffè ottimi, quasi quanto quelli che consuma giornalmente Petrolati alla Wiennese (il rinomato caffè-pasticceria di Padova), solo che dopo neppure un mese, si verifica un inconveniente. Perdita del caffè dal blocco nel momento della massima pressione. Sicuramente una rottura della guarnizione. Nulla di strano, può accadere, un pezzo difettoso.
Imballo tutto, porto la macchina al supermercato, spiego il guasto, mi rilasciano un foglio dicendomi che provvederanno ad inviarlo all' officina autorizzata e che mi faranno sapere.
Passano 25-30 gg. che mi arriva la telefonata che la macchina è stata riparata e che posso andarla a ritirare. La vado a prendere, e mi pregusto finalmente un buon caffè, ma quando la rimetto in funzione ecco che si ripresenta lo stesso difetto. Ora sarò costretto a ripetere tutta la stessa storia, con le stesse perdite di tempo, che nessuna garanzia tutela, con nessuna azienda che ti chiede scusa per il disturbo, con un prezzo che oggi dubito anche sia scontato. Il fatto che l' inconveniente si sia ripetuto al primo nuovo caffè dimostra, la mancanza di professionalità di chi ha eseguito la riparazione, il mancato controllo dopo l'aggiustamento, l' inadeguatezza del servizio qualità e del servizio clienti. Allora mi chiedo, alla luce di questi fatti, se questo è il risultato delle "certificazioni" (che costano tantissimo sia per il rilascio che per la burocrazia che le stesse richiedono come documentazione e personale) che fanno lievitare i costi, perchè allora rinunciare ad essere tutelato, pagare il prodotto una miseria, ricevere in cambio consapevolmente una "ciofeca", ma almeno favorire chi lavora realmente e non chi fa di spudorato sfruttamento, speculazione per guadagni senza una stilla di sudore.
Facili le campagne contro il lavoro minorile a suon di spot, e poi la concessione di commesse ai stessi datori di lavoro di quei bimbi, facendo finta di nulla sapere.
Basterebbe una semplice legge che abolisse passaggi di qualsiasi tipo, obbligando chi assume la commessa di portarla a termine in modo totale e rendendosene responsabile in prima persona. Ma chi è quell' oste che farebbe una legge che obbligasse a non mettere l' acqua nel suo vino ??
Insomma un barbiere, non dovrebbe essere autorizzato ad insaponare la barba a Reggio Calabria, operare la rasatura a Shanghai affidandone poi il tocco di classe con una frizione griffata da un coiffeur di Via Montenapoleone a Milano.

PAESE DELUSO (...ed il tempo stringe!!!)


di Dario Petrolati


A quest'ora dovrei essere altrove.
Invece sono quì davanti al personal, con ritardo stamattina, chè la notte insonne, confusa e senza colori sempre agitato tanto che ogni mezz'ora mi alzavo, a tentoni arrivavo in cucina e bevevo acqua di fonte che conservo in frigo.
Non avevo sete solo per spezzare l'angoscia il ritmo dell'irrequietezza. Mi sono illuso tutta la lunga pesante notte di vincere od almeno non soccombere sotto i pensieri colmi anche di rimorsi sparsi per le regioni d' Italia in anni di lavoro, proselitismo politico,e tante sempre domande a persone più grandi ed esperte di me.
Conclusioni, quali conclusioni, perchè si credeva allora che il male, la corruzione , i ladri fossero sempre col segno dei democristiani, i mattonari che demolivano antiche testimonianze storiche che il mondo intero ci invidiava, le conclusioni non ci sono state o per lo meno siamo arrivati alla globalizzazione tra l'ignoranza ed indifferenza generale.
Ci vengono creati miti nelle persone di chi ha dignità ed a noi sembrano caduti dal cielo, arriva una Signora dall'aspetto aristocratico con nome francese-Betancourt che non ha fatto altro che resistere all'impossibile prigionia nella giungla Colombiana, in silenzio rannicchiata coi suoi lunghi capelli a pensare, pensare non impazzire, bensì continuare a credere in ideali che a noi borghesi piccola gente, derubata da ogni nostro valore passato, senza futuro, pare difficile capire ed infatti facciamo confusione chè le verità adesso sono tante e noi intimamente siamo in dubbio, ma taciamo.
L'anno scorso ci fu la ventata, sempre francese, per Segolene Royal. Abbiamo sperato , tifato per questa magnifica Signora, madre di 4 bambini, concepiti con lo stesso uomo, ma senza sposarsi.
Da compagni, col retaggio ancora insito sino all'anima dell'insegnamento della loro Rivoluzione, Egalite-Fraternite-Liberte, ha salutato col palmo aperto levato al cielo, i tacchi a spillo, i poulloverini rossi, mentre con la voce spigliata, aperta da donna emancipata intonava la Marsigliese ed i giovani dietro allegri fiduciosi di cambiare il mondo.
Non si vinse. La destra, quella acculturata però, chè in Francia per fare politica si studia anche, non è come altrove che si vince magari coi soldi, magari rubando, o magari anche mentendo. E non si urla o tocca il sedere alle signore credendo di essere seduttori.
La donna è il complemento indivisibile dell'uomo e non un oggetto concepito orizzontale per fabbisogni corporali del maschio.
E che non si può scordare Benazir Bhutto ,col suo manto bianco,il suo fascino-culturale misto euro-asiatico violente mente uccisa eppoi fatta martire. La sua eredità politica lasciata al figlio ancora minore.
E' una continua speranza che ogni tanto ci arriva da un angolo di mondo, per noi ancora prigionieri-incatenati ( leggere la Questua di Curzio Maltese, sottotitolo quanto ci costa la chiesa) http://www.feltrinellieditore.it/IntervistaInterna?id_int=2323 http://it.wikipedia.org/wiki/Curzio_Maltese ,speranze che poi vengono mortificate senza riguardo, sensibilità alcuna da questa pessima casta che gira il mondo a spese nostre umiliandoci sino all'impossibile.
Apri il giornale stamattina (il giornale cui si fa riferimento è la Repubblica di oggi, domenica 6 c.m. n.d.r.), saltiamo per gusto l'ossessivo titolo che riguarda sempre l'incubo per le toghe rosse, ed a sinistra appare il volto sorridente del giovane Zapatero: via i crocifissi dagli uffici.
La lezione di Madrid viene sviluppata poi ampiamente con foto e servizi alle pagine 10 ed 11.
In Giappone mentre si pasticcia sulle aspettative del mondo apprendiamo degli scontri no-global e sul caro petrolio.
Sta montando sorda e paurosa la voce FAME.
Sta arrivando la FAME globale e la razza padrona che comanda il mondo oltre che infingarde stupidaggini non sa, non è in grado di sapere cosa fare per fermare questa minaccia che si sta facendo sempre più grave e quasi irreale.
Noi , italiani?, nel nostro ex bel paese continuiamo a litigare battaglie da ballatoi, destra (quale?) sinistra(quale?), ed il vecchio Napolitano che conosco, a Roma era mio vicino di casa dalle parti di Via Serpenti, con il poco fiato che gli resta pontifica e suggerisce ancora sacrifici.
Ma come ho capito bene o questo presidente dà i numeri ?.
Per Kossiga si parlò di impicement allora ed ora in mezzo a tanta gazzarra confusione depressione, viene fuori con questa trovata del volemoce bene, pazienza ed un pò di sacrifici per risollevare il paese.
Non è stato mai una "cima", ma stavolta ha semplicemente contribuito ad umiliarci ancor più.
E' l'Italia,nelle graduatorie europee ormai all'ultimo posto.
Quando avremo più fame e paura cosa faranno - diranno i nostri politici?-
Saranno ancora questi o un gesto normale, un vomito generale li farà fuggire tutti?.
Sino a che ora dovremo aspettare?.

sabato 5 luglio 2008

4 AMICI AL BAR ovvero i GiOtto a Saporo.




di Franco Giannini

Dal 7 al 9 del c.m., si riuniranno i "grandi" (almeno loro si credono) degli otto paesi più industrializzati (a cui crede ancora di far parte l' Italia e non solo). Non so neppure se siano otto, perchè è grande la confusione su chi deve partecipare, su chi vorrebbe partecipare, su chi sarà autorizzato a partecipare. Quella del G8 suona un pò come quella domanda circa quanti erano i sette re di Roma, a cui si rispondeva che i sette re di Roma erano 6, Anco Marzio e Tullio Ostilio.
Questi i dati certi almeno a livello di numeri:
Ubicazione del "Bar" ad una 50na di km. da Saporo. L' albergo dove avverranno i colloqui, per "questa volta" sarà di lusso e dal nome prettamente esotico "Windsor". 21 mila sono le persone preposte alla sorveglianza di un si simile patrimonio di intelligenza.
Nel lontano 1975, http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/07/tokyo-g8.shtml?uuid=eab61b60-4a78-11dd-9e1c-57ebb30ae515&type=Libero hanno di fondazione di questa comparsata turistico-conviviale, erano in sei, poi si passo a 7, ora siamo ad 8, ma i risultati sono rimasti fermi a Zero. No, qualche cosa è cambiato: il prezzo del petrolio da 70 € dello scorso anno ai 140€ attuali a barile ben s' intende.
Fino a questo momento i Paesi partecipanti all' incontro di quest' anno sono in ordine alfabetico, onde non abbiano ad aversene male: Canada - Francia - Germania - Giappone - Gran Bretagna - Italia - Russia - Stati Uniti.
Se avessi dovuto fare un elenco per ordine di importanza, o come si usa dire popolarmente "di parole in Capitolo", le nazioni si sarebbero ridotte a 4 USA - Russia - Francia - Germania, tre semi-comparse GB - Canada - Giappone , ed una per il solo doveroso rispetto a chi è solito offrire i "suoi lidi" per rilassanti periodi di pausa lavorativa.
Anche quest' anno l' Italia parteciperà con il suo apporto di pacche sulle spalle all' americano, risate a 42 denti distribuite in parti uguali, un colpo di mitra portato con la mimica delle mani sul russo, un accenno di tocco dei "fondelli" all' amico della Ville Lumiere. Il tutto con il garbo e la signorilità che in queste cose ed in questi tempi, ci distingue.
Questo fuori del tavolo dei lavori, perchè poi quando proveremo a dire una sola parola in riunione, saremo redarguiti con un perentorio "Keep Silent" (non so se sia esatta ma a me l' inglese è ostico e soprattutto anche antipatico) Fai Silenzio!!
Intanto a Parigi manifestanti sfilano http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20080705/tts-g8-wrapup-foto-tv-grafico-ca02f96.html per far smettere questa comparsata, ed a Saporo, anche... che questi 8Cervelli (a testa!) pensano invece fatte a mo di moda.
Ma c' è chi vuole allargare il numero di partecipanti e chi questo lo ritiene superfluo, ma c' è anche chi vuole parlare solo di risorse energetiche, ma c' è anche chi vuol parlare di fame al mondo, dell' Africa (come se non se ne fosse parlato a Roma alla conferenza FAO pochi giorni fa con risultati Zero). Idee tante, confuse e racchiuse tutto in 3 giorni di colloqui pari a 72 ore, da cui vanno detratte le ore per saluti di arrivi e partenze, pranzi e cene, colloqui riservati in cui si parlerà di affari propri (intendendo non personali ma dei propri singoli stati), e vanno considerati gli orari di inizio che non coincideranno certamente con le 8 del mattino e le 14 del pomeriggio, le pause caffè necessarie soprattutto per i prostatici (tutti, consideratane l' età e visto il modo di camminare di molti). A dimenticavo che a questo tempo non andrà detratto quello perduto per redigere il comunicato finale perchè sarà ricopiato quello degli anni precedenti : "Gli incontri sono risultati positivi, ci siamo preposti all' unisono di rivederci il prossimo anno, valutando i risultati fin qui raggiunti ed in quel caso predisporremo le giuste iniziative da intraprendere."
Ma quest' anno ho la sensazione che uno scontro ci sarà, e so anche che questo scontro sarà vinto dalla Francia.
I giapponesi vogliono che il gruppetto rimanga circoscritto ad 8, mentreil nostro cugino d' oltralpe, lo vuole allargare alla Cina e all' India (e poi per scusante a qualche altro paese) non perchè simpatici ma perchè non si può negare una sedia al tavolo a chi porterebbe sul mercato 2miliardi e trecento milioni di clienti....ma che attenzione stanno iniziando ad essere anche affamati e non solo di risorse energetiche, ma soprattutto di natura alimentare! E la fame è stata sempre un gran brutta consigliera.


FERIE PER GLI ANZIANI


di Dario Petrolati


Nulla di più fastidioso ingannevole.
Si trascinano questi vecchi davanti la Basilica del Carmine, tirano valigie, prendono fiato, fanno due passi eppoi aspettano che gli autisti carichino il loro bagaglio , per due giorni.
Sono spaiati, difficili le coppie, sempre più le donne, noi uomini siamo meno duraturi, il tempo, è sempre inclemente per il nostro sesso, le vedove sono più forti , hanno più tigna e prima di andarsene per sempre vogliono recuperare quanto la vita ha loro negato prima, quando erano più giovani, prima di diventare anziane eppoi, ora , vecchie.
In giro si chiama terza età, anche quì si usano eufemismi, come se non si capisse cosa significa la parola impropria, sempre un voler sembrare gentili meno violenti o per dirla brutalmente bugiardi.
Ecco allora l'espressione " operatore ecologico ", "il non vedente" evvia così bella è la nostra lingua che proprio non si sente o capisce la necessità di prenderla alla larga nell'usare tanti eufemismi-parole tipo ok occhei, invece di dire grazie, va bene, ho capito, si, ed altre e ancora che una volta a scuola i nostri bravi insegnanti avrebbero sottolineato con una croce , raccomandandoci di evitare barbarismi.
Altri tempi , forse superati in tutto, ma il moralismo tacito sempre tenta di sbucare all'improvviso e dare, almeno ci prova, lezione di vita, comportamento leale umano solidale.
Partono fra poco questi autobus ripuliti lucidi ma vecchi , vengono usati sempre e solo per queste gite per anziani, a prezzi apparentemente convenienti, stracciati, prezzi per chi non si può permettere gite di famiglia, coi figli, nipoti, con vetture proprie e passare giorni di meritata serenità assieme a consanguinei , un poco di meritato regalo come se fosse premio per l' attività svolta di genitore e da nonno poi.
Stanno in moto e buttano fumo dai tubi di scarico, i bus, aspettano sempre i ritardatari, c'è sempre quello che preso dall' emozione o nervosismo prima di salire per precauzione cerca un bagno, chè se poi scappa la pipì , oltre al disagio, vengono fuori altri doloretti , tra risatine e commenti dei compagni di viaggio, amici per due giorni nell'avventura di fine settimana.
Tra poco partiranno e già cominceranno le richieste e rimproveri, c'è sempre qualcosa , qualcuno che si scopre poi durante il tragitto.
La stanchezza subitanea prenderà immediata il sopravvento e a poco a poco qualcuno si addormenterà, a bocca aperta, sbilanciati a destra, a sinistra appoggiati fianco a fianco, anche se c'è sempre qualcuno che tiene duro e continua a chiacchierare, raccontare le solite barzellette e giù dietro risate compiacenti.
Ci saranno fermate lungo il viaggio, alle piazzole, ai bar dell'autostrada per bere qualcosa, fare la fila per le toilettes, sono l' oggetto più prezioso in gita, vedere cartoline controllare i prezzi degli oggetti luccicanti, un pensiero da portare a casa.
Poi la chiamata, l' appello, il controllo e via di nuovo rimessi un poco a posto.
Si controllano gli orari , si calcolano i tempi e qualcuno più moderno tira fuori il vecchio cellulare che un nipote o figlio ha prestato per la gita, si prova con emozione se si ricordano le istruzioni, ma si che poi c'è sempre qualcuno più pratico.
Un pò di panorama e magari la paura di non avere chiuso bene la porta di casa,spento il gas, la luce, tutte adesso arrivano eppure si è controllato più volte.
Uno sguardo al vecchio usato giornale che si è portato da casa,e il tempo lento passa mentre ormai si avvicina la meta.
Quando esco dalla mitica Wiennese, il caffè a Padova come lo fanno quì nessuno se lo sogna, i bus sono spariti, hanno lasciato nell'aria ancora un'odore di nafta-gas aria bruciata.
Spero che proprio possano vivere due giornate piene, serene, per molti di loro sono questi gli ultimi viaggi, alcuni erano emozionati come bambini .
Buon viaggio generazione di poco più avanti della mia, auguri a tutti anche se individualmente non vi conosco.

venerdì 4 luglio 2008

Scoperte mentali


di Dario Petrolati


Con quest' aria che tira me ne andavo così alla Wiennese pel primo caffè della giornata.
Appena chiuso il cancellone in ferro del cortile amato, in Via Beato Pellegrino, ove si trovano gli uffici dove lavoro, sento una voce amica di donna alle spalle che mi saluta con gioia fresca che ben si addice al posto ed alla giornata felice.
Ancora non è passata l'emozione in giro per la liberazione di Ingrid Betancourt, chiunque, anche chi non sapeva ora conosce la Storia di questa Signora coraggiosa, bella, aristocratica, madre, che abbraccia composta i suoi figli dopo sei lunghi anni di terribile prigionia.
E' Rosetta Molinari http://www.centrostudiluccini.it/attivita/resistenza/pdf/donne.pdf che mi saluta e si ferma sul marciapiedi aspettando di raccontarmi cose di vita sua, sempre da imparare, vita impegnata nel Partito , nell' U.D.I., nel Sindacato,cose e parole sempre nuove come se fosse una scuola per strada.
Quando Rosetta parla e va dagli Stati Uniti all' U.R.S.S., dice episodi di storia vissuta sempre in prima persona, menziona nomi di persone che ha conosciuto, coi quali ha lavorato, nomi che ora si trovano anche sui libri di storia.
Parte sempre da Parma, dove trascorse la sua infanzia, ove era nata, ed imparò dalla madre ed il padre antifascista, al tempo in cui la gloriosa Città intera si oppose all'invasione dei moti rivoluzionari fascisti con materassi, letti, camere intere per barricate. Io non conoscevo il fatto storico e con stupore e per ricordo presi delle cartoline in bianco e nero che ricordavano il coraggio e la gloriosa resistenza della Città .
Eppoi presa dal solito entusiasmo che sempre la caratterizza Rosetta mi raccontò della galera che il padre subì a Padova, lavorando come prigioniero politico per la Rizzato, che costruiva biciclette.
E la Resistenza e la casa al Portello ove tra osterie e" case povere " i comunisti si scolarizzarono per preparare la Liberazione e la cacciata dell' invasore.
Fresca nelle idee e per la passeggiata mattutina , Rosetta scivolò sulla guerra di Spagna, con tanto ardore che mi promise a prestito un libro del periodo scritto da Pino Cacucci.
E' stata la seconda persona che con dovizia di particolari mi ha parlato dello scrittore-storico-imbelle: Pino Cacucci.
Come in un lampo mi è venuto in mente il ricordo e lo stupore in cui la sera di un anno fa, Maria dalla Rizza mi regalò un libro con dedica su Tina Modotti http://www.ibs.it/code/9788807818301/cacucci-pino/tina.htmlhttp://www.comitatotinamodotti.it/tina.htm, scritto proprio da Cacucci.
Eravamo al Centro Studi (Luccini n.d.r.) e prima di partire per Madrid passò a salutarmi regalandomi quel libro ove pose una larga dedica che sembra un disegno.
Si stupiva Maria che io non sapessi i nomi, i luoghi, i fatti, che lei sciorinava con sveltezza, quasi scandalizzata della mia ignoranza, in fretta mi raccontò la vera storia della morte di Tina,ci suoi amori, le battaglie, ovunque ci fosse da portare un seme di speranza per i soccombenti.
Fu una lezione fatta in un angolo del tavolone nel mio ufficio, mentre Giovanni e Tosi parlavano contenti di essersi ritrovati.
Dovetti quasi chiudere la porta, chè per l'età e l'entusiasmo più che parlare, i due personaggi della storia veneta di 50 anni fa, urlavano quasi come due bambini irrispettosi.
Così di mattina presto, piuttosto che bersi le note televisive, capita a chi esce di casa di fare incontri inaspettati e di conseguenza rinfrescare la memoria per fatti e persone che per poco magari stavano supini.
Dopo l' abbraccio di saluto ho tirato diritto per la Wiennese, mi sembrava per un pò di udire ancora la voce di Rosetta e dietro a lei ricordi inquieti, sole che cominciava ad illuminare le mura e gli archi di Padova.

giovedì 3 luglio 2008

LA BETANCOURT LIBERATA..."VIVA" LO E' SEMPRE STATA


di Dario Petrolati


Oggi è veramente una giornata solare, ha ragione Franco.
Lasciamo da parte i piccini, logori politici, che si credono furbi,in realtà solo poca roba sono.
Bisogna gioire ed emozionarzi, partecipare e capire l' evento : tifare BETANCOURT. Quell' immagine inginocchiata esile tanto da parer dipinta da un maestro rinascimentale sembra una madonna per una nuova religione universale.
Sei anni è durata la sua prigionia nella foresta separata lontano da amici, famigliari, da chi la sera ha continuato a dormire a casa sua.
Magrissima, avvolta da dignità inarrivabile, Ingrid appare bella e come donna intelligente ha pure sedotto i suoi carcerieri , come con la sua amica di sventura Clara Rojas,poi liberata.
Chissà che voce, quale tono ha, questa donna rubata, quali parole ed accenti usa mentre svolge la sua attività politico-sociale.
Sappiamo che ha studiato e si è laureata in Francia, ora dovrebbe avere una età anagrafica di 47 anni, ma il suo aspetto aristocratico , nonostante le vessazioni subite durante la prigionia, le rende giustizia e come una icona aleggia intorno ad Ingrid un non so che di favolosamente pulito che ci spinge ad invidiare chi le può stare accanto, tutti coloro che possono direttamente imparare dalla sua viva voce come si deve vivere, se si hanno ideali che oltrepassano anche la nostra occidentale solidarietà.
Auguri e vita serena per Ingrid Betancourt

mercoledì 2 luglio 2008

OUI, OUI,... LA GRANDE BOUCLE


di Franco Giannini


Oggi sono due le notizie che appaiono sui giornali e che al leggerle non ti rovinano la giornata.
Una riguarda le "mamme over anta" che sembra che stiano preparandoci ad un "risveglio" dell' indice della natalità italiano, da troppo tempo assopito.
L' altra, invece, è un' anticipazione di natura sportiva. Infatti sabato prossimo, verrà dato il via al 95° Tour di France.
Uno riveste l' aspetto di un sociale di cui spesso parlo e che dal momento che l' evento di per se è un qualche cosa di bello, non vorrei rovinare con pessimistici commenti che salterebbero fuori (anche perchè inconfutabilmente veri, perchè attuali e vivibili nella loro quotidianità).
Ecco perchè allora preferisco, per una volta, celare la testa sotto la sabbia, dimenticare i problemi giornalieri, andandomi a confondere telematicamente, tra le maglie multicolori dei corridori, tra le "ammiraglie" strombazanti per chiedere strada, gazebo pubblicitari che distribuiscono, quanto meno, sorrisi gratuiti di bella gioventù, gente che si sentirà importante per almeno 20 gg, perchè indossa la stessa divisa del suo campione. Poi ci sono i cercatori di autografi, che con in mano un blocchetto, sgaiattolano nei posti più impensati, con una dose di faccia tosta da far invidia a chiunque, per raccimolare qualche firma scarabocchiata con sufficenza e stanchezza.
L' erre moscia della lingua francese, si mescola con il gutturale dei belgi, dei tedeschi, con il gorgoglio degli olandesi, del quasi ballo della lingua spagnola e finalmente qualche vocabolo d' italiano, mescolato al bergamasco.
Quest' anno, leggevo, gli italiani saranno solamente 21. Non è certo la quantità che conta, ma la qualità, anche perchè nel ciclismo tanto o meglio tutto è cambiato. Solo le due ruote sono rimaste quelle, almeno per l' uso che se ne fa.
Mi ricordo quando al giro di Francia, a difendere i colori dell' Italia c' era la Nazionale. Si correva con la maglia azzurra ed il mio corridore preferito era De Filippis, che se non erro era di Torino e aveva per sopranome "CIT". Non sono mai riuscito a sapere il perchè. Era un corridore con il cuore di fantino, sempre pronto a gettarlo oltre l' ostacolo, a volte forse anche troppo...infatti partiva in fughe disperate, che non giungevano sempre a buon fine.
Erano i tempi in cui il ciclismo aveva ancore le riminiscenze storiche epiche di questo sport. I distacchi erano ancora sull' ordine dei 15 minuti tra i primi tre in classifica, erano ancora i tempi dell' opera manuale del gregario, con carichi di bottiglie di bevande regolarmente di vetro, "saccheggiate" nel Bar che aveva la sfortuna di essere ubicato lungo il percorso.
Che dire dei tornanti delle montagne dei Pirenei, di tutto quel riverbero della luce estiva, che il caldo torrido, e le ore del primo pomeriggio rendevano, rendono e renderanno le fatiche della fuga sempre maggiori più si sale. Poi raggiunta la vetta, il tempo neppure di un sorso d' acqua, un foglio di giornale sotto la maglietta (malgrado le mantelline di plastica, il vecchio foglio di giornale resta sempre di gran moda) e giù verso il fondo valle per poi magari risalire.
Ma almeno non si prendono quelle pacche sulle spalle che in salita bloccano la pedalata e non aiutano se non a far correre il rischio di una caduta.
Oggi il ciclismo è si meno epico, ma sempre bello e entusiasmante e per come viene fatto oggi anche pericoloso. Bici superleggere, tubolari altrettanto, velocità sostenutissime in discesa, grazie anche alla tipologia stradale migliorata, con asfalti autodrenanti in caso di pioggia, che permettono di toccare e superare anche gli 80 km/h.
E quello che fa pensare, che anche qui ci sono cose per me, da vero sportivo, inspiegabili.
Un capitano, con nove cavalier serventi...una cosa che mi ha sempre disturbato. Poi alla fine, il capitano che divide i premi con la squadra...come quasi che fosse un' elemosina.
Ma mi fermo qui, perchè andando avanti dovrei anche a toccare il problema "doping", ma mi ero riproposto di parlare di una imminente festa e voglio mantenere, come è giusto fare, la promessa.

SENSAZIONI


di Dario Petrolati


Anche oggi pare sia una giornata afosa.
Che squallido, triste, limitato, cominciare il colloquio quotidiano e prendere per soggetto il clima, più fuggitivi col pensiero di così credo proprio non si possa essere, è da vigliacchi anche rifugiarsi nella luce del cielo o scappare dalle improbabili pozzanghere.
Ci sono fatti e misfatti, sensazioni, vaghe voci di persone, rumori da suoni diversi e arrugginiti eppure la mattina, la sera, durante la giornata vuota ci perdiamo dietro alle previsioni del tempo a parlarne come se fosse avvenimento degno da impiegare pensieri e umori come se la vita o quella che ci scivola tra le dita non potesse offrirci, a pagamento s' intende, altro di più interessante, logico, intelligente, umano.
Aprire la finestra la mattina ed osservare quanto ci appare per primo all'orizzonte, senza sentirsi subito miseramente prigionieri del cielo , se grigio o foriero di probabile caldo, sciocca la vita e forse scolorita, chè se pensassimo almeno ad una persona più o meno cara, vicina o lontana, se magari fossimo percorsi da una sensazione di quelle anche vaghe, ma che fanno muovere la testa organizzare ricordi di tempi lontani quando si pensava di avere tempo per andare da qualche parte desiderata, incontrare luoghi, eccitarsi per l'emozione sana di poter comprare un libro o programmare una serata in qualche cinema per evadere , conquistare avventure che poi ci sembravano sempre belle od anche misteriose.
Ecco tutto sarebbe anche logico e renderebbe meno complicata la giornata.
Invece siamo arrivati ad un punto tale che siamo distratti perennemente oppure cupi con pensieri senza ritorno e debolmente cerchiamo d' incolpare questo o quello, persone o avvenimenti che magari nulla hanno a che fare con il nostro comportamento.
Ascoltando le notizie per radio, o credendo di vedere quello che accade nel mondo, assorbiamo grigi colori e sensazioni mosce influenzano il nostro poco nobile ragionare. Cerchiamo sempre i malevoli che sono la causa dell' incipiente cupezza che poi temiamo possa avvolgere la nostra giornata, ed è anche vero che le notizie dal mondo sono sempre colme di accidia, ma noi come individui o collettività non meritiamo tanto di più, le lezioni scolastiche e quanto avremmo potuto carpire attraverso la lettura di libri mitologici non le abbiamo saputo o voluto mettere a frutto.
Scioccamente abbiamo creduto nelle benevolenza del cielo e pigramente, troppo spesso ci siamo occupati solo del nostro assoluto egoismo, davanti allo specchio un giorno abbiamo scorto le prime rughe e irati abbiamo trovato ingiusto quanto il così detto destino ci ha riservato.
Usciamo allora il prima possibile di casa osserviamo disponibili quanto c' è nell' aria e magari così come se ci meritassimo un premio è facile che si incontri un amico di cui si era perso il ricordo.
Ci accorgeremo allora che ci sono anche gli altri,una umanità in cerca di noi e qualcos'altro.

martedì 1 luglio 2008

UNA GIORNATA DI VITA

di Dario Petrolati

Penso che poche situazioni possano essere più incresciose della esistenza che conduce un pensionato.
Parlo di un pensionato normale, di chi per tutta la vita lavorativa ha dato il suo apporto fisico e mentale in cambio di danaro per comprare di che vestire, mangiare ,provvedere a pagare l'affitto di casa, se non è proprietario delle stanze ove abita, onorare le imcombenze che un normale cittadino è tenuto.
Pagare le tasse, mettere da parte "qualcosa" per la vecchiaia, tanti piccoli dovuti, che ogni giorno spuntano improvvisi , anche se pareva di aver pensato a tutto.
La vita è sempre piena di sorprese, diritti e doveri, ogni giorno ci sono parole capite male oppure espresse in modo poco chiaro.
Le piccole esigenze che se si esce di casa diventano tali.
Si vede un amico, si fanno quattro chiacchiere innoque e non sempre si può essere brillanti nell'anticipare una " offerta al bar ", alla romana spesso si dice, ma si prova anche piacere offrire un caffè ricambiare nel mentre si ricordano cose e fatti più o meno lontani nel tempo.
C' è il piacere di acquistare il quotidiano che magari si fa durare di più leggendo anche le inserzioni o pezzi che proprio non ci interessano, ma tutto il giornale è stato pagato-comprato ed allora si cerca di sfruttarlo rileggendo magari con spirito diverso la stessa notizia, dura di più nel tempo è come se avessimo fatto un migliore investimento.
Magari per un pò ci dimentichiamo che oggi l' Istat o la Confcommercio ci sbattono in prima pagina cifre stampate in caratteri grandi ove ci avvertono che dalle ore 0,7 del 1 luglio ( oggi ) il costo della vita è arrivato a superare il 3,8 per cento,che mai da 12 anni a questa data la pasta è aumentata di prezzo,così il pane ed il latte.
Le nostre esigenze pare aumentino spaventosamente, invece ci accontentiamo, ci farebbe piacere magari, staremmo più tranquilli se il minimo indispensabile non continuasse a schizzare verso l'alto, pare quasi che uno spirito maligno ci segua anche nel sonno rendendo così anche più travagliato il riposo notturno.
E la mattina mentre ci si lava, sciacqua il volto, le mani,con la piccola radio accesa
sentiamo piccoli rumori, del giorno che avanza, mescolati alle notizie del mondo dove uomini fanno guerre, muoiono, pregano.
Calcoliamo il tempo che impiegheremo per andare a piedi sino ai portici, andata e ritorno, oppure magari passare dal ciclista per sentire se era proprio indispensabile cambiare la copertura di una gomma, quanto costa, vedere, guardare gente come me, come noi, ognuno coi suoi pensieri senza comprare, guardare le vetrine e non quelle che sempre ci piacevano che ci facevano volare.
Da queste parti, ove sono le case dei pensionati, non esistono librerie novità, al massimo dall' edicola dei giornali si trova qualche edizione economica di una scusa di libro, solo in apparenza, il cui autore mai sentito, molte volte anche inventato.
Può piovere oppure essere una bella giornata, tutto diventa oggetto di un discorrere, parlare per farsi compagnia sentirsi vivi mentre gli anni passano indifferenti, così come mai si pensava potesse accadere proprio anche a noi.
Invece la vita è fatta di sorprese non sempre colorate in carta patinata.
Di questi tempi duri in cui aleggia indifferenza, volgarità, arroganza viene spesso in mente il film Umberto D.
Il prof. Battisti, la dignità quasi perduta, il timore di essere di troppo, quel bastardino che complice cercava di aiutarlo, d' incoraggiarlo insegnadogli a chiedere la carità.
Ma l' immortale personaggio creato da De Sica già solo nel porgere le mano, quando si accorse che stavano per mettergli un soldo addosso, girò il palmo fingendo di cercare la pioggia.
Quel gesto indignò i politici del dopo guerra. I panni sporchi si lavano in famiglia gridò Andreotti, la povertà delle persone per bene deve stare nascosta.
La mattina quando in chiesa sembrava parlassero con Dio certo pensavano solo a se stessi.