venerdì 17 giugno 2011

Christian, Emily, Sergio Cialona: tre persone, una famiglia, una storia...


di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

...che prosegue, superando tutti gli ostacoli che trovano sul loro cammino...

Sono circa le 15 di mercoledì 8 giugno quando apprendo da Sergio attraverso un avviso sulle pagine di Facebook: "Amici, finalmente possiamo dirvi che l’intervento che abbiamo dovuto rimandare da marzo in poi, è riuscito. Christian questa mattina è stato operato a Milano ed è andato tutto bene...". Non so quanti hanno seguito la storia di questo bambino raccontata su queste pagine, ma per quanti l’avessero seguita, questo è il suo proseguo. Un altro ostacolo superato e di cui ne ero anch’io all’oscuro, come, del resto dal tono del messaggio di Sergio ben si evince, tanti altri amici di Christian.

Essendo una storia che mi ha particolarmente toccato, mi sono affrettato a contattare Sergio, il papà di Christian per saperne di più. Infatti il non aver fatto trapelare minimamente nulla di quello a cui sarebbe andato incontro il piccolo Christian, nel corso della serata di cui ho parlato, rende ancor più onore a questa famiglia dotata di una grande dignità!

"L’intervento ci è stato consigliato (tanto per cambiare) in California dal Dr. Chambers un medico ortopedico del Rady’s Hospital di San Diego – mi spiega Sergio - che aveva un anno fa circa, operato un bimbo con la stessa malattia di Christian ed aveva notato in lui dei buoni risultati. Questo medico è stato molto gentile, in quanto ci ha dato l’indirizzo e il nome di un suo bravo collega, nonchè personale amico, di Milano (il DR. Motta) il quale dopo aver visitato Christian, ci aveva subito messo in lista per fare l’intervento.
Cosa che stata eseguita appunto oggi, dopo però un paio di tentativi andati male. L’intervento specifico è stato quello di applicare a Chri una pompa Baclofen che gli toglierà un pò della sua spasticità e rigidità degli arti
".

Gli chiedo allora i tempi dell’operazione ed il tipo di anestesia: "L’operazione – mi conferma - è avvenuta l’8 giugno, il pre-ricovero e il ricovero il giorno prima, nell’Ospedale Pediatrico "V. Buzzi" di Milano. La durata totale dell’intervento è stata di circa 45 minuti, in anestesia totale". A questo punto è logico che la domanda cada su Christian, su come sia stato il suo risveglio, se lo hanno riportato sulla sua cameretta, se sia con altri bimbi o da solo, o se lo abbiano messo in camera intensiva.
La risposta mi giunge rassicurante: "Lo hanno riportato nella sua cameretta (siamo soli in cameretta) ed il risveglio è stato tranquillo, dopo qualche ora dalla fine dell’intervento".

Rassicurato sulle condizioni del nostro piccolo eroe, chiedo allora come sono messi loro adulti, logisticamente parlando. Il modo di esprimersi è sempre quello pacato ed educato, ma è palpabile quel velo di amarezza che chiunque avrebbe e forse ancora più marcato e meno perbene del suo: "Ci siamo solo noi vicino a Chri. Gli infermieri vengono solo per cambiare flebo o portare medicinali e per vedere come procede il decorso. Emily (NdR: la mamma) dorme in camera con Chri, mentre io sono appoggiato ad una casa della Croce Rossa vicino l’ospedale".

Sono allora assalito dalla rabbia dell’impotenza e non sapendo come disimpegnarmi, preferisco ritornare sulle condizioni di Chri e chiedo se ha ripreso l’alimentazione, in quale modo o quando la riprenderà: "Ha ripreso a mangiare la sera stessa dell’intervento".
"Entro quali tempi, Sergio, i medici pensano di vedere i primi miglioramenti?". "I miglioramenti si inizieranno a vedere pian piano, ma già fin dalla prossima settimana".

E come vive Emily la degenza di Chri, sempre che tu voglia rispondere a questa mia domanda, considerando il suo essere mamma, ma nel contempo anche interessata al suo stesso problema come malata e quindi quanto è stressante per lei questa "duplice" attesa: "Emily in questo momento vive il dolore di vederlo sofferente per il dopo intervento, ma abbastanza bene e in maniera serena. Il sapere dei miglioramenti che ci saranno in Christian e tutto ciò la rassicura pensando che un domani dovrà fare lo stesso intervento".

Bhe!!! che fosse serena, nel suo dolore, non ne avevo il minimo dubbio. Una mamma doppiamente coraggiosa. Due genitori giovanissimi, che dovrebbero essere da esempio a tanti altri che in qualche caso dimenticano come svolgere l’antica arte di questo mestiere che si perde, realmente, nella notte dei tempi.
E la scusante che solitamente viene usata, è quella dello stress.

Ed allora che dovrebbero dire Emily e Sergio? Eppure con la loro compostezza morale, con il loro porgersi agli amici che tendono loro una mano, rivolgono sempre il loro dignitoso grazie facendo dono di un semplice, ma sincero sorriso. A cui si è unito sempre anche quello di Chri, ma che voglio augurargli ed augurarmi, da domani sarà ancora più aperto e gioioso.

Chi vuole intervenire per diventare amico di Chri, basta andare sul suo sito, giungere a fine pagina e mettersi una mano su quella coscienza, di cui, voglio sperare, ancora siamo tutti dotati...
Sono bene accette anche proposte di eventi sportivi, musicali (vedi il concerto di beneficenza a Senigallia o quello del 24 giugno al Chiostro di Chiaravalle, ore 21,30... ecc,) atti a raccogliere l’attenzione, ma non solo, verso queste malattie, che vengono definite "rare", ma che spesso il termine non viene inteso, bensì proprio "usato" per definirle dimenticate (e qui le virgolette non servono!).

Questi i commenti dei lettori su 60019.it :



Scritto da lorena il 14/06/2011 ore 20:57
Ho avuto il piacere di conoscere questa fantastica famiglia,prima virtualmente,e in un secondo tempo realmente.Nel mese di gennaio sono stati a casa mia,come sono arrivati c'è seubito stato ungrande feeling.Chry mi ha rapito il cuore.Il suo sorriso è penetrante.Ora ci siamo rivisti in occasione dell' intervento, sono contenta che tutto proceda bene.Spero con tutto il cuore che trovino aiuti concreti, se lo meritano.Sono una bellissima famiglia e Chry percepisce tutto l'amore..è un bambino sereno nonostante la malattia.lorena

giovedì 16 giugno 2011

Al via la 46a edizione a Senigallia di Senafil


di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

… discreta l'affluenza di pubblico fin dal momento dell'inaugurazione…

Organizzata, come ormai consuetudine, in maniera sempre impeccabile, dall’Associazione Numismatica SenigallieseLuigi Zampini” presieduta dal Sig. Paolo Negri e dai suoi collaboratori. Tra un annullo ed un altro e la richiesta di qualche cartolina commemorativa, riesco ad avere qualche informazione dal Segretario dell’Associazione, il sig. Alfonsi Alfio.

Manifestazione SenafilI commercianti che hanno aderito all’iniziativa provengono da diverse regioni quali la Toscana, il Lazio, L’Emilia-Romagna, L’ Abruzzo, la Lombardia ecc.., con un tocco di esterofila che ci viene regalato dalla partecipazione della Repubblica di San Marino e della Slovenia.

Una mostra ed un convegno, tutto da archiviare negli annali, considerando che questo è l’anno del 150° dell’Unità d’Italia ed anche il 150° della fondazione del Liceo Classico Perticari, che ne ospita la manifestazione nei suoi locali e nel porticato.

Manifestazione SenafilQuindi gli amanti della filatelia potranno beneficiare oltre degli annulli delle nostre PT, anche quelli della Repubblica di San Marini e di quelli della Slovenia, a cui vanno aggiunti quelli dei 150 anni dell’Unità e del Perticari.

Come si diceva, discreto l’afflusso degli appassionati e dei curiosi e se ne attende ancor più domani (sabato 11) con l’arrivo già annunciato di ulteriori commercianti. Malgrado la crisi, mi si fa notare, che lo spazio a disposizione degli espositori è andato completamente esaurito.

Per chi volesse visitare la mostra, questa resterà aperta Venerdì 10 (orario 15-19) e Sabato 11 (orario continuato 09-19).

lunedì 13 giugno 2011

Consiglio comunale del 6 giugno: variata la geometria della Rotonda














di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

… a forza di parlarne ce l'hanno fatta diventare (non solo quella), non più Rotonda, ma Quadrata!

Per tutta la nottata, mi sono rintronate nei timpani le parole: "Presenti 24, votanti 24..." ripetute in maniera ossessiva per oltre 50 volte dal Presidente Monachesi. Un gregario di lusso, che unitamente all’Arch. Serenelli in qualità di tecnico illustratore, nella serata del Consiglio Comunale del 6 giugno, si sono sobbarcati il lavoro "manuale" maggiore, nella serata dedicata in maggior parte alla Variante al PRG per la trasparenza e la riduzione del consumo di suolo. E se Monachesi e Serenelli, si sono assunti il ruolo di gregari, quello dell’investitura di "campioni" è andato a Ceresoni, Mangialardi, Mancini, Battisti e Rebecchini.

Dicevo "campioni", non certo di "savoir faire", perchè se le son suonate, verbalmente parlando, in un clima acceso che da una parte veniva definito "nervoso" e dall’altra "influenzato dalla passione".

A fare da uditori, assente il pubblico in aula (i dati dello share radiofonico fortunatamente mancano!), da un lato i banchi semivuoti della minoranza (come oramai è d’abitudine) e dall’altra, quelli di una maggioranza "silenziosa", che a vederla sembra priva di emozioni, sentimenti, reattività, se non quando vengono invitati a premere il pulsante del voto. Solo allora, riescono a girare la testa verso il pannello dei risultati per vedere il risultato prodotto dal loro lavoro, poi ritornano nella loro abituale apatia.
Eppoi ci si chiede perchè i cittadini si allontanano dalla politica? Forse perchè questa è lontana dai cittadini? Mah! Eppure anche in questo gruppo non è che manchino le eccezioni positive, solo che per giungere al giusto "bollore" sembra necessiti ancora del tempo.

Ma andiamo per ordine.
Sono le 16,45 quando, come ormai uso, il Presidente Monachesi agitando la campanella dichiara aperta la seduta e con l’appello nominale controlla che le presenze raggiungano il numero legale. Il primo a cui viene concessa la parola è GIACCHELLA, promotore unitamente a Pergolesi e Girolametti di una interrogazione rivolta a Ceresoni, che riguarda Il tema dell’informazione al pubblico delle modifiche apportate all’arenile fronte Rotonda. Fa presente come la città sia in continuo movimento, una continua ricerca che porta a cambiamenti. Cambiamenti che non tutti apprezzano, che qualcuno ha definito come un o scempio urbanistico con nuove strutture che hanno procurato un oscuramento del panorama della costa anconetana. Molti cittadini si accorgono di questi restyling solo al momento che questi vengono attuati. Si chiede, quindi, se sia il caso di renderli più pubblicizzati.
Risponde logicamente CERESONI: "Questo è stato uno dei temi più dibattuti qui...Lei è stato gentile, ma da altri, sono stati usati altri termini...forse alcuni erano presenti-assenti in Consiglio, perchè qui se ne è parlato per due volte...". Si lancia poi nella descrizione dei lavori apportati con la demolizione delle "lamiere grigie" (edicola) e della "struttura rosa" (gelateria) ricollocate in altre aree. Del suggerimento di adeguare la propria attrezzatura alla "Terrazza Marconi" e parlando dell’accusa di disparità di trattamento: "Falso, perchè la normativa è uguale per tutti gli operatori di spiaggia..." ed ancora in merito alla vasca idromassaggio: "... non sarà il tipo di stabilimento che frequenterò, ma … per i cittadini che amano quel luogo".
Giacchella replica con il dire che il suo era solo una interrogazione per riportare in aula il problema.

Una seconda interrogazione viene promossa dalla BUCARI ad un Volpini però assente giustificato, relativamente alle difficoltà di accesso al servizio socio-sanitario, da parte di utenti stranieri. Il disagio agli sportelli derivante dal problema della lingua è evidente e si accentua maggiormente se a questo si aggiunge quello della modulistica da compilare. Chiede quindi l’agevolazione attuando l’introduzione di moduli tradotti in più lingue.
A darle risposta è il SINDACO che si dice disponibile ad accogliere il suggerimento, perchè l’adozione di moduli plurilingue rappresenta un atto di civiltà. Si dovrà trovare un modo per dar maggior respiro a questa iniziativa che non rappresenta solo un problema di Senigallia, ma anche a livello regionale: "Comunque un primo piccolo passo sarà l’impegno di sollecitare questa sua istanza".
La Bucari si dichiara soddisfatta della risposta ed attende che questi provvedimenti vengano attuati.

E’ poi la volta di PAZZANI che unitamente a Paradisi e Marcantoni al momento assenti, presenta la sua interrogazione circa la loro visita alla Casa Protetta ex IRAB. Tende subito a precisare che il loro: "Non è stato un blitz, ma siamo stati sollecitati da alcuni famigliari" e tende ancora a far presente come: "...Questi problemi non sono stati sollevati solo a noi, ma sono stati trasmessi anche ad altri consiglieri...". Fa anche presente come abbiano ascoltato sia i famigliari, ma anche il personale della Casa. Come sia emerso le carenze del servizio di fisioterapia e l’"assenza" del Presidente Guzzonato, come quella dei vari Consiglieri di Amministrazione. Tende poi a sottolineare come non abbia mai fatto nessuna irruzione violenta e quanto mai abbia mantenuto un comportamento offensivo nei riguardi delle persone con cui ha parlato. Cosa che invece viene riportata su uno scritto che uno dei Consiglieri (IDV) della Casa ha pubblicato e di cui legge alcuni passi. Al termine del suo intervento, Monachesi gli fa presente come il suo intervento abbia "sforato" di 4 minuti e 28 secondi, il che può far dire tutto, ma non che il Presidente del Consiglio non sia il Presidente di tutti.
A rispondere è il SINDACO: "... anche con i carabinieri si è entrati negli uffici comunali, ...sempre legali, ma che io non condivido...". Non si adentra su responsabilità tecniche e gestionali che non conosce. Se c’è stata poca presenza, invita il Presidente della Commissione, Sardella, a voler convocare ed organizzare un incontro con gli amministratori della Casa e i parenti degli Ospiti, al fine di trovare un punto d’incontro. Pazzani si dice disponibile a prendere contatto con Sardella.

Sulla lista di attesa è segnato a parlare MANCINI che chiede lumi sulla veridicità del fatto che a capo del progetto di lottizzazione dell’area di Via Cellini, compaia il nome dell’Arch. Colocci, che è anche Assessore ai Turismi: "...questo fatto mi fa sorgere qualche problema … ve ne chiedo quindi le ragioni".
Ad aiutarlo a risolvere i suoi dubbi interviene il SINDACO: "Per me sarebbe una sorpresa se non si sorprendesse... l’Amministrazione non ha dato incarico a nessuno... Il consorzio privato lo ha commissionato allo studio nel 2008 quando Colocci non era assessore nè tanto meno ai turismi... l’architetto è un valido professionista dalla massima integrità morale..."
Ribatte Mancini con il dire che il Sindaco è andato al di là, perchè lui non si riferiva alla professionalità di cui non esiste alcun dubbio. Solo che l’incarico è stato affidato nel 2008, ma il progetto è stato presentato e riporta la data del 7 Aprile del 2011, quindi sarebbe stato più opportuno che altri lo presentassero. Sarebbe stato opportuno, insomma, fare un passo indietro.

Prenotato per un’altra interrogazione c’è SARDELLA che prendendo la parola, si rivolge in primis a Pazzani, dicendosi disposto a dargli tutta la sua disponibilità per organizzare un incontro relativo al caso Amministratori-famigliari Casa Protetta. Poi rivolge la sua interrogazione a Campanile, relativamente al filmato apparso su un giornale on-line, in cui si mette in luce un comportamento, da parte di un operatore della raccolta differenziata, troppo disinvolto e molto più da indifferenziata. Chiede se l’Amministrazione ne è a conoscenza, se ha fatto indagini in merito, se intende promuovere indagini sulle ditte che vi operano.
Con quel velo di finta timidezza CAMPANILE comincia la sua risposta prendendola alla larga, come fa solitamente, partendo dai ringraziamenti per la domanda che gli è stata fatta, passando per la storia della vita della differenziata dalla nascita nel 2007, arrivando alla pubblicità per averla portata anche alla strada del Giardino e alla fine rispondendo alla domanda. Si, un dipendente arbitrariamente ha ritirato da un ristorante i rifiuti che si vedono nel filmato. Cosa grave. L’operatore è stato sospeso dal suo incarico e successivamente si farà conoscere i successivi sviluppi della cosa.
Breve replica, ma precisa, da parte di Sardella: "Soddisfatto, anche se non condivido che lei critichi la pubblicazione del video...importante la verifica nelle ditte che operano la differenziata..."

A questo punto è BATTISTI a riportare l’attenzione sull’area della Rotonda, accentrando il discorso sul nuovo manufatto della "Terrazza Marconi" e chiedendo l’attenzione dell’Assessore: "Scempio visivo" lo definisce. Ed ancora: "...capanni che così posti non permettono di vedere al di là … non si vede più la punta del Conero per una decisione votata dalla maggioranza..., ma io non l’ho votata … anche sulla gelateria si può discutere...ora non c’è più un casotto, ma una fabbrica di gelati...".
CERESONI ribatte: "...le sue parole sono pietre, siamo stati accusati di essere dei palazzinari … quando poi scrive Re Mangialardi I … è offensivo. Io lo ascolto e lo leggo... parla di coni visivi ...ma questi variano con il variare della posizione di chi guarda..."
Breve la replica di Battisti che sottolinea che i suoi giudizi vengono dettati per quello che si fa e non da livori personali.

Terminano qui le interrogazioni e si passa al primo Ordine del Giorno presentato dai Consiglieri Pazzani, Paradisi, Cicconi Massi, Marcellini e Marcantoni per l’uso dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) in ambiente extraospedaliero. A presentarlo è PAZZANI, vista l’assenza degli altri, eccezion fatta per Cicconi Massi. Evidentemente la lettura del suo intervento, non interessa a nessuno, vista la confusione che c’è in Aula, cosa che costringe Monachesi ad un richiamo ufficiale a cui fa seguito uno scarso risultato. Un defibrillatore ha un costo, corso compreso, di 1500 € : 1000 il defibrillatore e 500 per il corso. Con questa cifra non impossibile si potrebbero dotare stabilimenti balneari, luoghi pubblici, associazioni, campi sportivi. Nell’EU già vige la legge che li obbliga nei luoghi pubblici, ed allora perchè non iniziare ad adeguarci?
Interviene a parlare, l’unica che potesse dire qualche cosa al riguardo, vista la sua professione: la Dr.ssa ANGELETTI , che spiega le sue perplessità per la delicatezza del tipo di intervento, per il particolare tipo di professionalità richiesta, tanto che la formazione dello stesso personale viene regolata attraverso corsi organizzati dalla Regione. Quindi propone di portare e discutere la cosa in Commissione prima ancora di portarla in Aula. Proposta che viene passata ai voti e come tale viene approvata.

Dulcis in fundo, ma è solo un modo di dire, con le osservazioni e controdeduzioni per giungere all’adozione definitiva della Variante al P.R.G. per la trasparenza e la riduzione del consumo di suolo. Già è pesante il titolo, figuriamoci il resto. Ad illustrare l’operazione è di nuovo CERESONI. Parla della bontà della informatizzazione del Piano Regolatore che aumenta la trasparenza degli atti che i cittadini potranno visionare 24h su 24. La seconda parte, quella destinata alla riduzione del consumo del territorio è fatta di frasi come "Un atto che lascerà la città in un modo migliore", oppure, "un atto unico nella storia della nostra città", o ancora, "400 mila mq che verranno riconvertiti come terreni agricoli". Per poi far presente come tanta gente senza casa beneficerà di edilizia popolare, mentre non vogliamo più tante case senza gente. A Senigallia non servono più miniappartamenti. Si deve mettere mano su quello che già abbiamo, recuperando e restaurando.

Chiede la parola a questo punto MAGI GALLUZZI. Due le possibilità. O dire No su qualche cosa, ma non mi pare il momento, visto chi lo ha preceduto, o per chiedere un’interruzione. Infatti è la seconda delle due tesi. Per discutere il problema. Chiede così 10 minuti di sospensione per discutere con la sua maggioranza. Sono le 18,35. Intanto i cittadini o possono attendere o se vogliono, democraticamente, possono anche spegnere la radio.
L’incontro salottiero termina, alla faccia della buona educazione, alle 19,15 dopo 40 minuti di attesa.

A prendere la parola è il Presidente della Commissione che ha lavorato alla Variante, DONATIELLO che va sul tecnico illustrando la tipologia dei lavori svolti in commissione. Ma in Aula c’è disattenzione, brusio, gente che passeggia e gira le spalle a chi parla. Donatiello allora si ricorda di essere un insegnante e rivolgendosi chiede al Presidente Monachesi che venga rispettato il silenzio, altrimenti smette il suo intervento. A conclusione della sua lettura fa presente come delle 43 osservazioni, lui ne abbia condivise 42.

A CAMERUCCIO invece sta a cuore il problema di chi ha terreni di dimensioni ridotte ed inseriti in aree edificabili, che per la loro superficie minima vengono solitamente destinati ad orti, ma nel contempo sono soggetti al pagamento dell’ICI. Fa altresì presente che l’Atto non è arrivato a tutti i cittadini mentre si era prefissato che questo sarebbe stato pubblicizzato al massimo.

MANCINI definisce il consumo del suolo "Atto dovuto, doveroso" come con il ritorno da area edificabile a area agricola, comporti la soppressione dell’ICI. Questo è l’aspetto positivo, ma c’è anche quello negativo ereditato dalla giunta precedente. E porta l’esempio della Rotonda che ha fatto scomparire la veduta del Conero e del suo golfo.: "Molta credibilità di questa Amministrazione subirà delle crepe... E’ finito il tempo dei miniappartamenti? Ma del Cesano mi sembra che se ne sia parlato poco tempo fa..."
Interviene MAGI GALLUZZI per rassicurare Mancini sulle opere al Cesano a cui fa eco REBECCHINI con un "come fa a saperlo" ed ancora Magi Galluzzi "Perchè lavoro, ho il piacere di lavorare in un ente pubblico".

REBECCHINI
prende la parola per dire che il loro è un modo di governare diverso da questa maggioranza, perchè questo è il modo di amministrare alla Berlusconi, vale a dire senza confronto. Ed anche lui riporta la discussione sull’area della Rotonda, sulle file degli ombrelloni che davano fastidio alla veduta, oggi sostituiti da manufatti fissi o che sembrano fissi ma che stoppano maggiormente la visibilità del Conero. Una delle prime regole dell’Architettura (e prende a testimone Lorenzo Bernini) è quella di non costruire mai vicino a cose importanti.
Riprende la parola CERESONI per rispondere ai gruppi Partecipazione e Rifondazione, con "Voi non avete nulla da dire. Sulle osservazioni non avete detto nulla. Delle 43 osservazioni, Zero...avete parlato di tutto di Arceviese, di Rotonda, di complanare....Mi sarei atteso un sostegno pur mantenendo le vostre criticità..."
Gli ribatte MANCINI: "Rispondo come fatto personale, quindi non mi viene concesso nulla (rivolto a Monachesi e inteso come tempo di replica)... Un intervento pieno di sé, di arroganza e prepotenza...Tu non puoi dire che l’opinione diversa dalla tua è nulla...è il contrario della democrazia. Il nostro gruppo è quello che presenta più emendamenti … questo è un autoritarismo che fa male a te..."
Gli fa eco REBECCHINI: "Ceresoni, lei ci accusa che ci siamo lavati le mani. Oggi abbiamo più di dieci emendamenti, che non si fanno sulla teoria".

RIMINI dichiara: "Abbiamo una forte perplessità, sembra di chiudere la stalla quando i buoi sono usciti, o forse non c’è più neppure la porta...ci devono essere delle programmazioni in fase di alienazioni.... Una cosa una volta venduta è venduta".

Si sospende la seduta alle 20,30 con l’intenzione di riprenderla alla 21,15 e che avviene infatti come di consueto con 30 minuti di ritardo alle 21,45. Un balletto che dura 2 ore e 41 minuti fatto di letture e votazioni. L’unico punto in cui la seduta si ravviva, quando si parla dell’osservazione 41 che riguarda l’area Goldengas e la cui osservazione è stata fatta dall’attuale semplice cittadino Andrea Bacchiocchi, che fu però a suo tempo consigliere comunale nella giunta Angeloni. Quindi da una parte i favorevoli e dall’altra i contrari.

La chiusura della serata spetta a MANGIALARDI che termina con i ringraziamenti d’uso per Ceresoni per l’arch. Serenelli e a quanti hanno lavorato a questa variante. L’ultima stoccata la riserva al banco avversario della serata, a Mancini e soci con: "Presentate voi una proposta di variante...Via Cellini ad esempio...".
Sono le 24 e 48, quando Monachesi dichiara chiusa la seduta, saluta ed augura a tutti la buona notte.

FOTO panoramiche di efFeGi

Questi i commenti dei lettori di 60019.it

PRECISAZIONE
Scritto da EMMA B. il 09/06/2011 ore 09:46
Vorrei, in primo luogo ringraziare il sig. Franco Giannini, per la sua cronaca attenta e puntuale di quello che succede in Consiglio Comunale. Solo una precisazione. Il Consigliere della Lega Nord Pazzani ha detto che non si sente rappresentato dal Presidente del Consiglio, Enzo Monachesi, perchè quest'ultimo non si è dissociato dalle dichiarazione false e infamanti di un consigliere IDV della Casa Protetta, non perchè lo ha richiamato per avere sforato il tempo a disposizione per l'interpellanza.
Pura disattenzione...
Scritto da Franco Giannini il 09/06/2011 ore 10:55
Gent.ma Sig. EMMA B. Confermo il suo appunto. Ho effettivamente saltato nello trascrivere dagli appunti presi in Consiglio il passo da lei accennato. Ringrazio lei per la segnalazione (che però ha modo di constatare come si cada facilmente in errore, quando definisce la mia una "cronaca attenta e puntuale" :-)) e me ne scuso con il Consigliere Pazzani.

Scritto da EMMA B. il 09/06/2011 ore 16:14
Gent.mo sig. Giannini, La ringrazio per la Sua risposta e le rinnovo le stima per il lavoro che svolge.

domenica 12 giugno 2011

Volti e nomi della Senigallia celebre, ma modesta n°14: Riccardo Gambelli

di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it


Solamente otto anni dedicati all'arte della fotografia, poi l'intera vita alla famiglia…



"Senza titolo", 1956. Foto di Riccardo Gambelli. Tutti i diritti riservatiSolamente dopo aver letto le note biografiche e critiche di due "Penne" quali quelle di Silvano Bicocchi e di Marcello Sparaventi, che accompagnano la raccolta di fotografie dal titolo "Niny, del gruppo Misa - Riccardo Gambelli fotografie dal 1952 al 1960", ho compreso immediatamente in quale avventura mi ero cacciato. Difficile competere con loro, se non addirittura impossibile, nell’usare termini più consoni e lusinghieri atti ad illustrare la sua figura.

Che cosa dire di più di quello che loro già non hanno rivelato, per come lo hanno fatto e senza correre il pericolo di cadere in inutili ripetizioni. Ma del resto mi sono assunto questo impegno, ho fatto pressione per conoscerlo, per fargli domande, conoscere i segreti che avevano influenzato la sua arte. Non potevo, alla fine, tirarmi indietro.

Riccardo Gambelli, "Provino", 1953. Foto di Mario Giacomelli. Tutti i diritti riservatiAvevo poi, due buoni motivi che ritenevo e ritengo, fossero più che validi: il primo, perchè Riccardo Gambelli, il 7 giugno ha tagliato il traguardo delle sue prime Ottanta primavere, portate con un invidiabile spirito giovanile. Di conseguenza ritenevo giusto porgli in questo modo, gli Auguri di tutta una città, la sua; che seppur nel corso di un breve periodo, l’ha immortalata nei suoi lati più artistici, fissando sulla pellicola dei suoi rullini fotografici, usi, costumi, paesaggi, personaggi e tradizioni di un tempo, che sarebbero andati perduti, restando così, sconosciuti alle nuove generazioni.

Secondo, perchè nei giorni antecedenti questo suo compleanno, si è fatto un gran parlare di fotografia. Si sa bene, che quando a Senigallia si parla di "foto", è assolutamente impossibile non parlare di Mario Giacomelli. E’ anche vero però, che se oggi Senigallia è considerata come "Città della fotografia", questo merito è da si imputarsi tutto, al grande Giacomelli, ma è anche vero che diversi sono i tasselli del mosaico, che hanno contribuito a foggiare questo appellativo.
E credo che Riccardo Gambelli rappresenti, per l’appunto, uno di questi.

"Colline", 1954. Foto di Riccardo Gambelli. Tutti i diritti riservatiInfatti il suo interesse ed i suoi primi scatti, nascono nel lontano 1952, quando, come mi dice durante il nostro incontro: "… a quei tempi la fotografia era ritenuta cosa da ricchi, se non proprio da snob. E non è neppure che così non fosse, almeno per quel che riguarda i costi. Infatti non è che si fa come oggi, nell’era del digitale, che si spara una serie di click in successione a mitraglia… quella volta si centellinavano gli scatti… il rullino costava non poco, relativamente allo stipendio di quei tempi. Allora prima si doveva studiare lo scatto dentro la testa ed era lì che nasceva l’immagine. Poi si valutava la luce, il soggetto… insomma si costruiva la foto e se tutto non quadrava come si voleva, magari si ritornava il giorno dopo…
Devi sapere che Ferroni (altro fotografo del gruppo, Ndr) voleva fotografare la "Fontana delle Anatre" e per via della luce ci è andato avanti per un mese e poi alla fine non so neppure se l’abbia fatta
".

"Mietitori", 1956. Foto di Riccardo Gambelli. Tutti i diritti riservatiIn quei tempi conosce vari personaggi che faranno poi la storia della fotografia a Senigallia, siano essi locali o forestieri. Tra i locali, conosce appunto il Mario Giacomelli ancora più "tipografo" che fotografo. Anch’egli era alla ricerca ed alla scoperta di quest’arte che sarebbe entrata poi come droga nel loro sangue giovanile.
Mi racconta, ma ormai questa è storia risaputa, della foto che campeggia sull’ultima di copertina del suo citato libro, dove Mario immortalò un giovane Riccardo nei panni di precursore di quelli che sono i nostri "modelli" d’oggi.
"… era la stessa cosa che poi facevo anch’io con lui – dice Gambelli – ci serviva per provare la luce, le ombre, le pose… ".

"Nei vicoli di Castelvecchio", 1953. Foto di Riccardo Gambelli. Tutti i diritti riservatiIl personaggio però che li ha indirizzati, influenzati, arricchiti nel e per fare il balzo di qualità è un avvocato forestiero che passava il periodo estivo nella "Spiaggia di Velluto": Giuseppe Cavalli, che fa comprendere loro come l’Arte ha la necessità che l’artista possieda anche un bagaglio culturale variegato e come questa non fosse da confondersi con la semplice tecnica. E solo quest’ultima si poteva insegnare. L’arte era un qualche cosa di più nobile che nasceva dentro.

"Nomadi", 1956. Foto di Riccardo Gambelli. Tutti i diritti riservatiParlando mi avventuro a domandargli, come gli è venuto in mente, dopo anni di silenzio, di pubblicare questa raccolta di foto: "Devi sapere che nel 2006 o 2007, non ricordo con esattezza, mi dicono che su Internet ’giravano’ una decina di mie foto. Allora per pura curiosità mi sono messo alla ricerca di chi le avesse pubblicate. E così sono risalito al fatto che a Fermo, c’era un fotografo, un certo Crocenzi, che scriveva, anni addietro, sul giornale di fotografia "Ferrania" e possedeva un archivio con migliaia di foto. Quando ha cessato l’attività, l’archivio è stato acquistato dalla CRAF (Centro Ricerca Archiviazione della Fotografia). Tra queste, ce n’erano diverse anche mie, una decina, scelte da non so da chi, perchè o come. Poi a sua volta un editore di Lestans (PN), ne ha pubblicata una sul suo catalogo che ha fatto, senza esagerazione, il giro del mondo".

E già di per sè, che questa scelta su migliaia di foto, fatta da chi se ne intende, sta ad indicare come la ’classe di Gambelli, come si usa dire, non fosse acqua’!

"Imbro", 1952. Foto di Riccardo Gambelli. Tutti i diritti riservatiOsservando le foto contenute nel libro, l’occhio mi era caduto sulla loro didascalia, che la maggior parte delle volte riporta come descrizione "Senza titolo" seguito dall’anno ed infine "provino". La mia curiosità mi spinge allora a chiedergli delle spiegazioni. Sorridendo mi risponde "Semplicemente perchè sono effettivamente dei provini, nient’altro che la stampa del negativo. A pensare che li avevo giudicati come degli scarti, che avevo dimenticato in una scatola, ed oggi, dopo tanto tempo li ho recuperati e me li hanno pubblicati… ma sai quanti altri ne ho…??"

E’ sempre difficile creare una graduatoria di preferenza su delle opere d’arte, tanto più per uno come me che non è di mestiere e ancor meno un critico. Quindi la mia attenzione è stata attratta solo dalla curiosità di conoscere, sapere, stuzzicare una risposta.

"Poveri alla finestra", 1953. Foto di Riccardo Gambelli. Tutti i diritti riservatiUna di queste foto, appunto, titolata "Poveri alla finestra" del 1953, agli esordi quindi della sua carriera, mi suggerisce la domanda: "Se dovesse fotografare la povertà d’oggi, che certamente è cambiata rispetto quella di ieri, come o dove andrebbe a scegliere il soggetto?"
Con la pacatezza che distingue le persone sagge: "A Senigallia non vedo più una giusta inquadratura, forse in qualche vecchio paese, forse un qualche ritratto particolare di persona… sicuramente sarebbe più facile fotografarla, che so, in India o in altri paesi del terzo mondo".

Chiedo ancora: "Gambelli che cosa ne pensa delle nuove tecnologie del mondo della fotografia moderna? Secondo lei, sviluppano o frenano la fotografia intesa ovviamente come Arte dell’immagine?"
"Vedi, ho come la sensazione che l’Arte della fotografia, con questi potenti mezzi, come arte, ben s’intenda, vada avanti piano, quasi che facesse un passo indietro!"

"Senza titolo", 1956. Foto di Riccardo Gambelli. Tutti i diritti riservatiMi avventuro allora in un’altra domanda che vuole essere tecnica, ma come quella del fotografo della domenica: "Una foto da sbandierare poi l’indomani come "artistica" è meglio realizzarla in Bianco e Nero o a colori… non sarà mai artistica se a scattarla non è un artista, come diceva Cavalli… ma un suo consiglio per farsi belli l’indomani?"
"Certamente, senza dubbio, il B/N. L’effetto del colore è più immediato e d’impatto. Ma il B/N non si creda che sia facile da realizzare. Io preferivo usare il tono più delicato e morbido del grigio, senza le prevalenze di neri o di bianchi: un esempio? la foto "Incendio alla Cascina" (1952)".

"Il Principe", 1956. Foto di Riccardo Gambelli. Tutti i diritti riservatiChiacchierare con Gambelli, più passa il tempo, più fa si che gli argomenti si allontanino da quelli che vertono sulla "sua fotografia". Diventa un ripercorrere le tappe della sua vita, che lo hanno portato da giovane e semplice fattorino di telegrammi, ad artista, responsabile capofamiglia, impiegato ai telegrafi ed infine dirigente di Poste e Telegrafi nella sede senigagliese.
Orgogliosamente, e ne ha più di un motivo, mi dice: "Vedi, in tutto quello che ho fatto nella mia vita, ci ho messo entusiasmo e passione e sono riuscito a farlo nel migliore dei modi".

"Provino", 1955. Foto di Riccardo Gambelli. Tutti i diritti riservatiOtto anni nel mondo del bianco e nero, con risultati più che soddisfacenti, che ha saputo però abbandonare perchè la famiglia che voleva crearsi, chiedeva giustamente la precedenza. Poi la precedenza più assoluta la ebbero i due figli adolescenti, quando l’immatura scomparsa della moglie Vittoria, lo rese vedovo.
Figli di cui mi parla con l’orgoglio di un padre felice dei risultati da loro raggiunti: Anna a suo tempo laureatasi e Luigi, oggi al "Timone", mi si permetta il gioco di parole, dell’azienda che ha vinto tante "regate" nel mondo commerciale e tante altre si appresta a vincerle. Figli di cotanto padre, tanto generosi e riconoscenti anch’essi, da dedicargli e curare l’edizione del volume di cui si è parlato sopra.

E mentre mi racconta tutto questo, facciamo quattro passi e mi porta sul molo dove è attraccata la sua barca a vela e con la quale ha vinto, realmente, diverse regate. Quattro posti letto, un bagno, motore ausiliario… con un solo rammarico: vorrebbe usarla più spesso! Eh si, perchè Riccardo Gambelli, è stato anche un abile velista.

"Tre barche sul greto", 1956. Foto di Riccardo Gambelli. Tutti i diritti riservatiNon so valutare, per mia ignoranza in materia, le qualità di Riccardo Gambelli artista-fotografo. Mi sarebbe anche facile, buttare giù degli aggettivi, magari copiandoli, che però suonerebbero falsi ed irriverenti, nei suoi confronti, proprio perchè artefatti ed espressi da uno che non è un addetto ai lavori. Altri, ben più preparati, hanno assolto questo compito descrivendone i giusti suoi meriti artistici.
Mi si permetta, però, di spendere, da semplice uomo, due parole sul Riccardo Gambelli, anch’esso uomo, marito e padre. Con lui ho parlato per quaranta minuti circa di fotografia, ma per ben oltre un’ora, sul molo del porto turistico, si è discusso di giovani, di famiglia, di figli, di barche, di politica. E la scoperta che ho fatto, almeno ai miei occhi, è stata quella di aver incontrato più che un amante della fotografia, ma non un fanatico, un uomo entusiasta della sua famiglia, della vita che lo circonda, di tutto quello che ha fatto e soprattutto per come lo ha fatto.


Testo di Franco Giannini

Foto in B/N tratte dal libro "Niny, del gruppo Misa - Riccardo Gambelli fotografie dal 1952 al 1960" a cura di Anna e Luigi Gambelli e Omnia Comunicazione Editore. Ottobre 201

giovedì 9 giugno 2011

DIVERSI SI NASCE ? O SI DIVENTA ? OPPURE ...SI MUORE?!!

di Franco Giannini

... Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive: nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"

Eppure sembra che l'opera del grande Totò, vada riveduta e corretta.
Il tempo passa e con "isso" anche gli insegnamenti dettati dalla buona creanza. E non certo per i personaggi raffigurati nella poesia, ma per quelli meno seri che appartengono al regno dei vivi.
Di questi giorni, sei morti sul lavoro in 24 ore. E l'attenzione sui giornali per costoro è relegata a ritagli di spazio, quale costretto adempimento che va fatto, al pari di una semplice pratica burocratica. Ci sarà qualcuno che dirà che non è vero. Allora posso affermare che se lo si è fatto lo si è pubblicizzato, ma certamente con una minore risonanza di quella allora riservata agli operai caduti nel lavoro nella fabbrica della Thyssen Krupp, o in altre occasioni in cui il plurale e ferale avvenimento avveniva in uno stesso stabilimento, o impresa. Non sono stati neppure pronunciati i soliti falsi "Basta...". O se c'è stato forse, solo un silenzioso "basta", inteso come "...che non se ne parli...più di tanto!". Morti erano quelli della Krupp e morti sono questi, anche se dislocati in province diverse, ma ugualmente degli operai, sempre dei padri di famiglia, certamente dei figli. Ma gli ultimi sembrano ancor più sfigati, sempre che anche in una morte si riesca a trovare un indice superiore di disgrazia. Ma questo è solo la conseguenza che a tutto ci si fa il così detto callo. E finché questo cresce nelle dita delle mani è un apparato di difesa per la pelle, ma quando cresce dentro le coscienze di ognuno di noi, diviene un apparato di offesa per la pelle...quella degli altri. Offesa intesa non certo come difesa, ma come insensibilità ai problemi che viviamo ogni giorno, tutti i giorni, 24 ore su 24.
Abbiamo fatto il callo nel vedere il sangue sulle strade per gli incidenti, lo abbiamo fatto con quello dei partigiani che lottano per avere la democrazia nei loro paesi, lo abbiamo fatto nei riguardi delle morti per overdose, lo abbiamo fatto per le morti dovute alla fame, alla siccità, agli affondamenti delle carrette del mare, ai nostri militari impegnati in una guerra pacifica(?) in terre straniere, ai terremoti, ai tsunami, alle radiazioni delle centrali nucleari sicure fin a quando non si verificano problemi, ai morbi quali quello della mucca pazza, o la peste dei suini o a quello del cetriolo....grande pericolo questo, per l'intera umanità, il cui vero accorgimento per salvaguardarsene e il non girargli mai le spalle, tenendo sempre la mascherina sulla bocca... E la lista si potrebbe allungare all'infinito.
Fortuna vuole, per chi reputa il non parlarne una fortuna, che un nuovo argomento, ma senza morti e senza sangue,subentri a qualcuno di questi e disorienti il pubblico spettatore, cittadino e nel contempo bue: ecco che allora si parla di Bunga-Bunga, di evasione fiscale(ma appena un poco...ehh!!), di elezioni amministrative, di Magistratura sottoposta a chemioterapia, dei militari che dichiarano guerra all'immondizia, delle nozze del secolo a cui si possono corredare disquisizioni su quanto è costato l'abito (chi lo ha pagato non interessa allo spettatore), del fondoschiena di pippa, per giungere poi allo scandalo attuale, corsi e ricorsi della storia: quello sul mondo del calcio e delle scommesse. Anche qui la mente del pubblico è corta...tutti scandalizzati per le scommesse e nessuno che legga le quotazioni di certi calciatori e le rapporti con le promesse e gli intenti che si erano ripromesse le società di contenersi (si fa per dire) su quotazioni sopra cui l'etica (che strana parola per certi figuri...) esigeva che non si andasse. Ma ora siamo in estate, le argomentazioni che interessano l'opinione pubblica, sono innumerevoli...ed allora se dovesse accadere, tocchiamoci quel che si deve e facciamo i debiti scongiuri, si dovesse scrivere o parlare di qualche disgrazia sul lavoro, ecco gli argomenti "sfolla-lacrima": che cosa devono mangiare gli anziani con il caldo...e giù a parlare di frutta e verdura in abbondanza (detto da chi al mercato non ci va e non sa neppure l'importo medio delle pensioni!) e tanta acqua. Ma è pronto, fin da ora, anche un "nuovo inedito comunicato" quello che a luglio nelle autostrade ci sono 9 milioni di automobilisti che si stanno muovendo per raggiungere i luoghi di villeggiatura, altri 3 milioni hanno optato per il treno, per 2 milioni la scelta è caduta sull'aereo. Gli stessi comunicati logicamente, verranno riproposti ad agosto. A settembre sarà invece la volta del piagnisteo delle statistiche che vedrà da una parte i soddisfatti (i governativi del momento!!) dall'altra quelli che in vacanza non ci sono stati e prepareranno, come si fa ormai usualmente il Settembre Caldo, a parole ben s'intende, o gli evasori di turno con le lacrime del "è stata una stagione da dimenticare". E per i martiri del lavoro, purtroppo, neppure più un pensiero!!

sabato 4 giugno 2011

Un consiglio grande, ma solo di nome

di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

... e ci son venuti da Ancona! Per fortuna che nessuno, visti i "segreti rivelati", ce li ha (ri)mandati

La prima cosa che mi sono chiesto, non appena entrato in aula, è stato il perchè non si fossero disposte un maggior numero di sedie. Cosa che mi sarei atteso, considerando l’importanza dell’argomento che si sarebbe andato a trattare e che di conseguenza avrebbe richiamato un discreto numero di cittadini ad assistere.
Evidentemente mi sbagliavo.

Ad assistere i sindaci dei vari comuni con qualche loro accompagnatore, qualche personaggio dei sindacati, qualche altro delle opere assistenziali, l’immancabile gotha della politica nostrana per le foto di rito che attestassero "Io c’ero", ed in fatto di cittadinanza... rien... eppure il tempo era disturbato.
Voglio sperare allora che tutti abbiano seguito le vicende alla radio, anche se dubbioso che tutti siano giunti ad ascoltare i ringraziamenti ed i saluti finali del Presidente Monachesi. Ma credo che da domani, autorizzati a criticare nelle varie sale di attesa della "sofferenza", non dovrebbero essere in tanti!

Alle 9,45 il via alla grande kermesse. Monachesi concede la parola al Sindaco Maurizio Mangialardi, all’Assessore Regionale alla Sanità Almerino Mezzolani ed al Direttore di Zona ASUR ZT4 Franco Pesaresi.
Alla fine dei tre interventi, mi ritrovo con le pagine del blocco completamente in bianco. Le cose dette e le più scontate, sono quelle ufficiali, di Mangialardi in merito a ringraziamenti e saluti. Gli altri due, qualcuno potrebbe definirli "aria fritta". Io, più benevolmente, le definisco prologhi utili solo come ruba tempi.

E mentre nei banchi della maggioranza hanno preso posto tutti i Consiglieri, in eleganti abiti da cerimonia, in quelli dell’opposizione ci sono evidenti assenze.

Ad ogni intervento viene concesso un tempo massimo di 3 minuti.
Il primo prenotato ad intervenire è il Dott. Umberto Solazzi del Tribunale del malato che entra subito nel merito della questione chiedendo a brutto muso: "Siamo a chiedere in modo formale e sostanziale che cosa ci togliete e che cosa confermate", ed elenca una serie di servizi e problematiche quali: liste di attesa, colonscopia, autosufficienze, personale, Pronto Soccorso. Tenendo a precisare ai presenti che sono risposte dovute perchè i primi azionisti di questa Sanità siamo proprio noi utenti; non perdendo di vista neppure che quando si parla di razionalizzare significa che si intende aumentare la qualità e non il taglio di servizi.
I tre minuti a disposizione sono stati abbondantissimamente superati cosa che procurerà da ora in poi un precedente a cui il povero Presidente Monachesi dovrà adattarsi.

Il secondo a prendere la parola è il sindacalista Cisl Maurizio Andreolini, a cui preme sapere quali siano i "confini" che delimitano quella che si continua a definire come Area Vasta. Punta il dito sulle liste di attesa ed i servizi ad esse collegati, che viste le lungaggini (una risonanza al 2012) i cittadini sono costretti a chiedere a chiedere al "Privato" che riduce (quando non annulla del tutto) questi tempi.

Per Rossetti, Coordinatore RSU Zona Territoriale 4, il problema sembra essere quello del modello direttivo che dovrebbe essere rivisto anche a livello del numero personale. Si chiede anche come si possa migliorare la qualità riducendo il numero di addetti.

Consiglio grande a Senigallia sulla sanità pubblica: la maggioranza sui banchiIl Sindaco di Arcevia Andrea Bomprezzi si fa portavoce di un documento sottoscritto all’unanimità dal Consiglio Comunale con il quale si chiede, forti di convivere con la popolazione più anziana della comunità: il mantenimento della Casa della Salute senza che questa struttura venga depotenziata; la conferma e la medicalizzazione della postazione del 118; il ripensamento sui percorsi stradali tenendo conto che il turismo non è solo a Senigallia.

Nella lista di attesa, predisposto a parlare troviamo Massimo Olivetti, Sindaco di Ostra. Che chiede e si chiede a che cosa andranno incontro i cittadini di Ostra. E rivolgendosi a Pesaresi gli chiede: "... Vivremo più a lungo, ma come?". Si dice anche che c’è la volontà di fare un passo indietro, purchè tutti i cittadini abbiano una pari dignità. Non bisogna discriminare zona con zona e cittadino con cittadino. Eppoi, un ripensamento va fatto sulle automediche...

Il Sindaco di Ostra Vetere, Massimo Bello, inizia il suo intervento con un deluso: "Mi attendevo qualche cosa di più! Un Consiglio Grande per non capire poi quello che si farà! Mezzolani vogliamo capire quello che verrà – ed ancora - ... quando viene qui ci viene con molta serenità cosa che non fa da qualche altrea parte... Perchè c’è questa disparità di trattamento?". E prosegue precisando perchè a domande ben definite di altri Amministratori come quelli di Pesaro, vengono date altrettante precise risposte dalla Regione: chiede il perchè nella nostra zona non si usi allora lo stesso metro.

A prendere la parola a questo punto è il Vice Presidente del Consiglio Regionale Giacomo Bugaro. Prende la rincorsa e comincia con il fare la storia della nascita delle ASUR dal ventre delle ASL, tralasciando e lo ringrazio per questo, del periodo di quando c’era l’INAM... ma forse perchè, vista l’età, ancora portava i pantaloncini corti. Intanto i 3 minuti concessi passano subito. Risultato finale per dire che lui la creazione così fatta la contesta e che ad aggravare la cosa oggi ci sono queste 5 Aree Vaste. Un cambiare tutto per non cambiare nulla. Denuncia anche come l’utile derivante dalla vendita dell’Umberto I° non è stato utilizzato per opere di carattere sanitario, ma è stato inserito in Bilancio.
Assolve Pesaresi, perchè non è da lui che deve venire chiarezza, ma da decisioni Regionali, perchè poi alla fine il pesce puzza sempre dalla testa.

Quando viene invitato a parlare Lorenzo Magi Galluzzi in qualità di Capo gruppo del PD, essendo teminati gli interventi degli esterni al normale Consiglio Comunale, ho compreso come il Consiglio Grande, ancor prima che terminasse, non fosse servito a granchè.

Magi Galluzzi punta tutto sul fatto che a Senigallia durante la stagione estiva le utenze triplicano e che quindi necessitiamo di un occhio di riguardo.
Roberto Paradisi ironicamente fa presente che: "... Mezzolani è venuto qua per ascoltare e noi siamo qui per ascoltare Mezzolani e quindi rimarremo con il saperne quanto prima...". Fa presente come si sarebbe dovuta creare un’alleanza tra tutti i sindaci, magari anche capeggiata da Mangialardi, ma invece questa si è rotta ancor prima di nascere. Un suggerimento finale, a non togliere i presidi medici di Ostra ed Ostra Vetere, che potrebbe creare azioni simili a quelle che a suo tempo prese Rubinacci.

L’introduzione di Luigi Rebecchini è questa: "Provo amarezza ed indignazione". Perchè a suo tempo venne tacciato di procurare allarmismi strumentali per il solo fatto di aver osato denunciare le realtà critiche che non si erano inventati i consiglieri senigalliesi di opposizione, ma che avevano descritto gli stessi operatori dell’Ospedale. Si chiede perche la determina 240 sia rimasta nascosta ai sindaci e nessuno abbia parlato loro dei tagli.

Interviene a questo punto Paolo Battisti con: "Non può essere accettabile la pesante riduzione della rete di emergenza e assistenza sul territorio... ad Arcevia l’ambulanza avrà a bordo solo infermieri (invece del dottore) e dovrà occuparsi forse anche di Sassoferrato.
Ad Ostra viene soppressa la guardia medica in ossequio alla previsione di una sede ogni 20.000 abitanti. Per l’Ospedale, l’ipotesi di accorpamento dei reparti resta indeterminata e priva di qualsiasi progetto di qualità, mentre nei prossimi mesi estivi… verranno sperimentate forme di accorpamento più lunghe rispetto gli anni scorsi, per evitare di sostituire il personale in ferie. E chissà che non si rimanga così per sempre....
".

Tocca poi a Mario Fiore far sentire il pensiero del suo gruppo: "Auspichiamo… che da questo Consiglio allargato scaturiscano proposte costruttive nella speranza che alla fine di questa giornata si arrivi a dei punti fermi senza dover assistere da qui a qualche tempo a fughe in avanti che non servono a nessuno, né alla città e tantomeno al malato... non sono qui a sostenere l’assenza totale di criticità, sarei un visionario distaccato dalla realtà… le attese nella diagnostica e la carenza del personale delle quali tutti noi siamo consapevoli. Queste però sono questioni annose e di difficile soluzione, la coperta è corta e se mancano i mezzi economici i miracoli non si possono fare.
Siamo in questa sede a chiedere ai vertici della Regione di sostenerci con forza mantenere e se possibile potenziare la nostra struttura ospedaliera...
"

Consiglio grande a Senigallia sulla sanità pubblica: l’opposizione in aulaCon Alessandro Cicconi Massi si chiudono gli interventi dei Consiglieri Capigruppo: "Ringrazio Partecipazione e Rifondazione per aver dato modo di fare questo Consiglio Grande... Non vorrei che fosse una passerella politica... Non vorrei che gli esponenti regionali sollevino degli alibi: il nostro è un territorio che ha già pagato. Vogliamo la consistenza del nostro Ospedale e risposte chiare e precise e che queste siano le risposte date dal Direttore e dall’Assessore … Vogliamo risposte certe sul laboratorio di analisi, su quelli che saranno i tempi di attesa, sulle riduzioni del personale...non ci bastano più le rassicurazioni che ad oggi non hanno portato alcun miglioramento... Campanilismo, si un sano campanilismo...".

Giunto in ritardo, a prendere la parola è l’On. Carlo Ciccioli che si chiede che cosa ci sia dietro l’angolo. Intanto un provvedimento governativo di questi giorni che vedrà discutere in Parlamento come modificare l’organizzazione dell’Azienda Sanità, come cambiare le modalità dei concorsi. Da tener presente che non solo da noi per ogni 5 che lasciano il posto di lavoro per sopraggiunti limiti di età, solo 1 viene rimpiazzato. Anche negli USA si parla di 800 mila dipendenti statali che verranno tagliati, forse qualcuno in meno, ma ciò sta ad indicare che anche altri paesi non stanno meglio che da noi. Se un terzo delle regioni italiane sono state commissionate e le Marche no, non significa che i servizi vengano ridotti, da come sembra che risulti. Se il personale fa dei turni impossibili i disservizi devono andare ugualmente recuperati, non si trovano specialisti e così le liste di attesa si allungano e non vengono soddisfatte.
Per Ciccioli la stretta finanziaria obbliga a delle ristrettezze ma ai servizi non si può rinunciare.

A prendere la parola un altro ritardatario, il Presidente della Commissione Regionale Sanità, Francesco Comi che denuncia come il modello di Welfare locale possa incrinarsi, possa allentarsi. C’è il timore che il sistema della Sanità Pubblica ceda il passo all’iniziativa di altri operatori (insomma quella Privata).
A questo punto, in una mano ho la penna, nell’altra il blocco notes e mai come ora, ho provato la necessità di una terza mano necessaria per fare gli scongiuri. Il suo intervento lo fa in piedi, ma solo un occhio particolarmente attento lo percepisce: abito scuro, moro, calmissimo nel parlare, sembra una novella Cassandra, inviataci dal Governatore per spaventarci su quanto ci potrà cadere tra capo e collo a partire... da ieri.
Si sofferma nel ricordarci che avevamo 100 milioni di deficit e oggi siamo una regione con un bilancio sano, ed è da questo punto che dobbiamo partire. Il tema è come tenere questo dibattito nei binari più produttivi e per garantire i servizi adeguati. L’Area Vasta deve, per Comi, servire a risolvere questi problemi. Il piano ancora non è stato approvato e lo si deve concertare con i sindacati. Comi si dice anche non concorde sulla creazione di una Sesta Area Vasta, perchè la conformazione delle nostre vallate è orizzontale e non longitudinale rispetto all’Appennino.
Poi rivolgendosi a Ciccioli gli dice che non è che serva o quantomeno sia sufficiente regolare l’assunzione dei primari, quando ci sono 30 mila richieste di aiuto ai servizi sociali e di già si sa che non se ne potranno accontentare più di 8 mila.

Franco PesaresiComunque sia per l’Ospedale di Senigallia, non ci sono rischi. L’unico ad avere il coraggio di dare delle risposte, condivisibili o meno, ma sempre delle risposte, non è certo un politico, bensì un tecnico: il Direttore Pesaresi. Quasi a domanda risponde, senza troppi lustrini inutili, ma un tono caloroso, appassionato di chi crede in quel che dice, asserisce che ci saranno 50 nuove assunzioni, gli investimenti ammonteranno a 3,6 milioni di € che serviranno all’ammodernamento delle sale parto, delle tecnologie per la cardiologia, le sale operatorie, per una TAC da adibire solo per il Pronto Soccorso, all’ammodernamento degli spazi richiesti per la Guardia medica, per il CUP, per il laboratorio analisi, per la farmacia ospedaliera. Ci sarà inoltre una formazione del personale del Triage del Pronto Soccorso in modo di abbreviare anche qui i tempi di attesa e creando un trattamento atto ad evitare di dover emigrare all’Ospedale di Torrette i colpiti da ictus.

Dopo il caloroso intervento di Pesaresi, è duro da ascoltare quello di Almerino Mezzolani e non certo per i contenuti. Quelli non ci sono! Cerca di salvare la sua figura dagli attacchi di chi lo ha tacciato di campanilismo per Pesaro, dicendosi che per lui Pergola è come Osimo.
Risponde a Bugaro replicando che se le risorse ricavate dall’Umberto I° sono state messe a bilancio, questo ha anche fatto si che però oggi siamo in pareggio (ed aggiungo io che se continueremo di questo passo, dando poco o quasi nulla, il prossimo anno andremo anche in attivo! Ma da chiedersi è saranno bravi o …?)
Poi una stoccata anche per Cicconi Massi sul fatto del "campanilismo". Non lo condivide perchè dietro questo, al pensare a se stessi porta a qualche cosa che potrebbe farci affogare irrimediabilmente. Le Marche hanno bisogno di altri 6/7 ospedali, hanno bisogno di una serie di investimenti, però si chiede un senso di responsabilità a tutti gli amministratori.

A chiudere la seduta è il Sindaco Mangialardi, che con un crescendo rossiniano, rivolgendosi al Presidente Monachesi, al Consigliere Sardella in qualità di Presidente della Commissione comunale sulla sanità, invitandoli a mettere agli atti, quanto affermato in sede durante il Consiglio Grande dichiara: "Si parlava che l’Ospedale potesse chiudere, che i conti fossero in rosso... Questo territorio non ha pagato, questo territorio è stato organizzato... Abbiamo avuto la capacità di guardare avanti..."

La mia impressione, per quel che può valere, è che come cittadini non ne sapiamo più di quel che già ne sapevamo e non riesco quindi a comprendere neppure tanto entusiasmo da parte di qualcuno.

Questi i commenti dei lettori di 60019.it
Il mio invece, un consiglio...piccolo
Scritto da Franco Giannini il 31/05/2011 ore 14:39
Io credo di aver assistito, venerdì sera, al Gabbiano, i veri problemi della Sanità. http://www.60019.it/index.mv?senigallia=%26quot%3BCammina+con+Stefy%26quot%3B%2C+una+delle+tante+storie+finite+bene...&fname=60019rubriche_leggi&num_rubr=6&num_art=1306831585 I vari "oratori" che si sono succeduti l'indomani al Consiglio Grande sui banchi riservati alla Giunta, avrebbero da che riflettere ... e neppure poco!! Le parole sono come l'acqua bollente, evapora e ricadrà non si sa dove e quando, quindi anche sulle nostre teste.

Scritto dall' I.P. 79.43.65.221 il 31/05/2011 ore 15:50
bell'articolo ! io sabato ero presente come cittadina e mi stava per partire l'embolo vedendo quelle facce e sentendo quegli orrori tra Comi, Mezzolani , pesaresi, ecc..... bellissimo il documento proposto da movimento e partecipazione ..... indignata della maggioranza , mi sembrano un gruppo di burattini .... per non parlare della "mafia" che c'è nel settore ospedaliero, dal locale al regionale .... dispiaciuta per la non presenza dei senigalliesi , tutti bravi solo a lamentarsi e non ad agire ma presto ... se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto ....... spero che si riesca a farlo presto! Cittadini senigalliesi ! svegliatevi !!! siamo governati da un branco di burattini con Mangiafuoco che li comanda !



angiafuoco che li comanda !

venerdì 3 giugno 2011

"Cammina con Stefy", una delle tante storie finite bene...

di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

La vicenda di Stefania Vanini "introduzione" per una di uguale drammaticità: quella di Christian Cialona

Venerdì 27 maggio la sala del Cinema Gabbiano era abbastanza affollata, considerando il tipo di evento che si sarebbe andato a presentare. Pubblico composto in maggior parte, da persone, definiamole così, non più giovanissime. Ma evidentemente con l’animo maggiormente preparato e predisposto ad ascoltare e recepire problemi di alcuni fisicamente meno fortunati di noi.

Anfitrioni della serata, Luca Pagliari, giornalista e concittadino, nonchè il Presidente del Lions Club di Senigallia, il Sig. Loris Cucchi.
Comprensibilmente, Luca, la prende un pò alla larga, affermando che una storia non fa spettacolo, è solo una storia. Che la comunicazione vive per obiettivi e che quello che conta alla fine è il così detto indice di ascolto: lo share. Uno share che tende ad appiattire il mondo della comunicazione qualitativamente parlando.
Oggi fa più notizia una vicenda di Corona, che un omicidio come quello del Sindaco Angelo Vassallo, che dovrebbe farci riflettere e domandarci come e perchè invece, non scopriamo maggiormente quegli eroi che lavorano, in silenzio, per la legalità.

Le "storie" acquistano interesse si per i loro contenuti ma anche, a volte, dal come e da chi ci vengono raccontate.
E’ la "storia" di Stefania Vanini di Baceno (Domodossola) anno di nascita 1970. Non è per un caso che ci viene presentata da Pagliari con delicatezza, pudore, ma senza pietismo, perchè sa che così facendo, riuscirà a soffermare su questo racconto 90 minuti di assoluta e partecipata attenzione. Ci racconta dei primi anni d’infanzia di Stefy, della scoperta dei primi problemi fisici che vanno di anno in anno peggiorando, del trasferimento dal suo Baceno, incastonato a 700 metri sulle sue montagne, per scendere in città dove i suoi genitori ritenevano di trovare medici più preparati. Ed il tutto viene intercalato da diapositive e filmati di una natura incontaminata, ma che ai fini comunicativi, da quel senso di leggerezza, allegria e caparbietà, che i montanari e la nostra l’eroina, hanno nel loro DNA.
Poi i vari passaggi che la portano dal sostegno sotto braccio nel corso della deambulazione, alle stampelle ed infine a quella sulla sedia a rotelle. Sedia che logicamente, anche se ha sempre mal digerito, non le ha però impedito di girare il mondo.

La malattia che i medici le avevano diagnosticato era "atassia" ovvero perdita del coordinamento dei muscoli e da qui la difficoltà di deambulazione.
Sapientemente, Luca, sa inserire nei momenti opportuni tra le pieghe del racconto, personaggi che hanno fatto parte della vita di Stefy. Flash allegri quali ad esempio, la sua capretta Pepe che incorna il fondo schiena di chiunque gli giri le spalle o il suo cane fedele. Ma anche ricordi che, se da un lato sono curiosi, dall’altro fanno riflettere sul problema dell’handicap, come quello del rifiuto ricevuto all’ingresso di una pizzeria, perchè il suo incedere sulle gambe era insicuro ed aveva fatto ritenere al titolare che fosse ubriaca. Cosa che una volta chiarita, lo stesso titolare aveva riparato con il dire che lui agli handicappati la pizza la dava gratis.

Poi si giunge alla connessione di Baceno ad Internet. Un avvenimento insignificante per alcuni, ma che sarà di basilare importanza per la nostra eroina, perchè le permetterà di fondere la tecnologia con tutta quella sua determinazione nel non rinunciare all’idea di rimanere per tutta la vita su quella sedia a rotelle. Non dandosi per vinta col piangere sui suoi dolori, ma iniziando un periodo di ricerca tecnologica. Anche se il tempo passa, il sorriso rimane sempre vivo sul suo viso, mai intaccato dalla rassegnazione.

Ed ecco che un bel giorno, navigando su internet appunto, aggiunge nelle sue ricerche o meglio antepone alla parola "Atassia" quella che sarà poi fondamentale alla sua diagnosi la parola "Sospetta". Scopre così che se questa fosse la sua reale malattia, "Sospetta Atassia", il suo problema avrebbe potuto essere superato con la semplice assunzione di una pasticca.
E qui c’è una specie di comunicazione di servizio per i navigatori della rete: un suo invito a non assumere mai e poi mai, medicinali di cui si fa menzione, se non dopo averne parlato con un medico e solo dopo aver ricevuto la sua autorizzazione. Assumere medicine fai da te è assolutamente sconsigliabile e può solo aggravare la situazione. Importante è il colloquio tra medico e paziente attraverso lo scambio di informazioni.

Stefania Vanini a SenigalliaLa sua storia continua con la richiesta, come suggerito su internet, dell’esame del DNA, che la porta però ad una attesa di altri due anni e poi il ricovero in ospedale, perchè solamente in struttura sanitaria i medici si prendono l’impegno a testare la somministrazione del farmaco, voluta dalla Stefy con caparbietà.
Dopo poche ore dalla somministrazione della prima pasticca di "Madopar" (un farmaco usato dai malati di Parkinson) ecco il miracolo di poter camminare sulle sue gambe, anche se ancora traballanti, lasciando definitivamente, dopo 32 anni, si trentadue, non è un errore di battuta, la sua sedia a rotelle.

Come ha modo di sottolineare a fine racconto Luca, Stefania ha sempre provato un gran fastidio a parlare di lei, avere l’attenzione dei media. E se alla fine ha accettato tutto questo, lo ha fatto affinchè le sue esperienze fossero messe a disposizione e giungessero utili ad altri nelle sue stesse condizioni. Impegno, il suo, che ha dato i suoi frutti.
Attraverso le sue esperienze e suggerimenti infatti, hanno tratto beneficio una bambina di Roma ed una signora di Verbania. Tantissimi sono coloro che le telefonano per avere suoi suggerimenti. Ecco quindi il perchè di queste sue presenze alle rappresentazioni giornalistiche-teatrali, malgrado la sua riservatezza le consiglierebbe di non apparire.

E questa di Stefania è una storia reale che si è conclusa bene, come del resto si vorrebbe che si concludessero sempre tutte le storie, quasi che fossero delle fiabe.

Ma a volte, ed anche spesso, la realtà della vita di tutti i giorni non si conclude in modo positivo, e quelle che si vorrebbero fossero fiabe per l’inevitabile positiva conclusione, invece si scoprono che sono delle tragiche realtà. Realtà che vanno affrontate con coraggio, senza abbattersi, lontani da pietismi che vanno rigettati sempre al mittente.

E la nuova storia, introdotta da Luca, riguarda il piccolo Christian, o meglio l’intera famiglia di Christian. Sei anni, nato a Senigallia e residente con mamma e papà a Montemarciano. Pagliari li invita a salire sul palco tutti e tre. Per loro non c’è il fondale con le montagne, come pure non c’è né il mare né la nostra immancabile Rotonda.
Christian, mamma Emily e papà Sergio, con la loro immensa dignità ed il loro grande coraggio occupano tutto quel palco rendendo quasi piccolo lo spazio a disposizione.
"Rubano" quasi (e la cosa non è che sia poi così facile) la parola al bravo Luca, che si adegua al ruolo di spettatore, quando Sergio prende a spiegare la sua o meglio la loro storia.
Christian è un bambino disabile, affetto da una malattia rara da un nome per noi difficile da scrivere e ancor più pronunciare: Malattia di Pelizaeus-Merzbacher e per la serie, le sfortune non vengono mai da sole, anche una delle forme più rare.
Dopo pochi mesi di vita, le sensibilissime, naturali, onde magnetiche che legano sempre la mamma al proprio figlio fanno percepire ad Emily, la strana sensazione che in Christian ci siano strani sintomi che la preoccupano e la mettono in agitazione.
Una mamma ed un papà che fanno in questi casi, se non portare il piccolo dal loro pediatra di fiducia? Pediatra che però li rassicura: i sintomi riscontrati rientrano nella normalità per i bambini di quell’età.

"Fortuna" vuole, che la famiglia cambi residenza e, di conseguenza, anche il pediatra di fiducia. I problemi che perdurano portano il piccolo dal nuovo pediatra che appena lo visita nota delle irregolarità e prescrive una serie di accertamenti. E da quel momento, comincia quello che viene definito da Sergio il nostro "Lungo Calvario".
I ricoveri nei vari ospedali regionali e nazionali, esami, risonanze fecero si che si diagnosticasse la sospetta Paralisi Cerebrale Infantile: la terapia? semplicemente il consiglio di fare fisioterapia. Ed a questo per due anni si sono attenuti, ma, come Stefania, non si sono chiusi in loro piangendo sulla loro disgrazia, non si sono mai dichiarati domi e non hanno accettato, mai, i giudizi definitivi della nostra classe medica.

Decidono allora di portare Christian in California a San Diego dove hanno modo di incontrare la D.ssa Viola Frymann (che Emily e Sergio battezzano affettuosamente con l’appellativo di "nonnina" vista l’età) che è una seguace della medicina osteopatica che sembra procurare dei miglioramenti.

Si ritorna quindi in Italia e si continua a seguire queste cure dagli osteopati nazionali; ma questi genitori vogliono di più per il loro Christian. Avendo quindi dei parenti in Canada decidono di andare a Toronto dove c’è una clinica all’avanguardia il "Sick Children".
Ed è qui che si scopre, grazie all’esame del DNA, che il piccolo non è affetto da Paralisi Celebrale, bensì dalla forma di leucodistrofia sopra accennata, una malattia degenerativa ovvero destinata ad aggravarsi con il tempo.

Sergio, Emily e Christian CialonaDal momento del referto definitivo, tante cose sono venute a mutare nella vita di questa famiglia, ma sia Sergio che Emily le raccontano con il viso sorridente di chi è in pace con la propria coscienza e di chi vive questo disagio (non più disgrazia) con quell’ottimismo, quel coraggio e quella dignità che forse solo la loro giovane età gli permette di possedere.
Sergio ha perduto da diversi anni il lavoro, quando dovette andare in Canada. Emily invece ha voluto battere il record da Guinness dei primati in materia di mala sorte famigliare. Infatti anche a lei viene riscontrata la stessa malattia di Christian. Considerando che trattasi di già di malattia rara e come tale le casistiche si contano in una mano in Italia e nel loro caso hanno colpito nella stessa famiglia due di loro; considerando che solitamente la donna è solo colpita come portatore sano; considerando che solitamente, ad essere colpiti sono soggetti maschili, non rimane che dire che la fortuna è cieca, ma la "sfiga" è dotata di una mira infallibile.

Descrivere i loro volti mentre raccontano tutto questo, è impossibile, visto la pacatezza dei toni, le loro espressioni sorridenti, quasi che raccontassero amene curiosità accadute ad altri, senza però mai tralasciare la continua attenzione che rivolgono a Christian impegnato, anche lui, nel voler parlare al microfono ed a sorridere felice quando gli riesce. Emily, ha già raggiunto un’invalidità dell’80%, ma è una giovane di bellissimo aspetto, con un fisico invidiabile, che fa la sua figura su quel palco. Ancor più quando prende il microfono per ringraziare il suo datore di lavoro che le ha permesso di trasferire quello che era il suo incarico, a suo marito.
E quando Luca gli pone la domanda su che cosa provi il mattino quando si sveglia, la sua naturale risposta mi porta ad avere la pelle d’oca: "Vedere il sorriso di Christian è per me un miracolo. Ogni mattina alzarsi, andare nella sua cameretta e vedere che respira è una vittoria. Che devo dire su di me, se non che devo combattere per me, per mio figlio e per la mia famiglia. Il non fare nulla sarebbe come dichiararmi vinta".

Una frecciata indirizzata ai "senza volto", alla fine, però Emily la vuol mandare egualmente specificando perchè anche la sua famiglia, come Stefania è lì: "Siamo qui per sensibilizzare l’Opinione pubblica. Per la Ricerca, noi delle malattie rare, siamo il Nulla. Questo perchè da noi, non c’è ricerca. Noi rispetto a quanto ho visto negli altri paesi siamo in notevole ritardo. Vogliate scusarmi per la mia nota polemica".

Cara Emily e caro Sergio, la vostra non è polemica è semplicemente un’analisi dei nostri comportamenti, come aveva cominciato a dire Luca, quando parlava dell’indice di ascolto.

Oggi viviamo in questo tipo di mondo fatto di "belle storie", perchè portate avanti con infinita dignità e silenzioso sacrificio da "belle persone". Magari mentre il nostro vicino spende e spande quattrini in beni voluttuari, inconsistenti, inutili quando non... peccaminosi o anche illegali.

Ma è vero che così dicendo, sembrerebbe che l’insegnamento impartitoci nel corso della serata, a me non sia assolutamente servito.
Invece assolutamente no! Mi è servito eccome, perchè sono riuscito a vedere che tra le innumerevoli mosche nere, fortunatamente ce ne sono alcune eccezionalmente di colore bianco. E nei casi trattati nel corso della serata, il Lions Club di Senigallia, nella persona del Sig. Loris Cucchi ne è il debito esempio. Grazie!

giovedì 2 giugno 2011

2 GIUGNO: LA TRINITA' IN UNA FESTA















































di Franco Giannini

Oggi con la Caduta della monarchia si ritorna a festeggiare quella della Repubblica

Era da tanto che collezionavo queste foto e finalmente posso metterci una didascalia...Da sinistra a destra e dall'alto al basso mi viene da dire:
Non gli è stato sufficiente vestire i panni altrui,
come neppure fare gli scongiuri.
Dopo l'abbraccio frettoloso tra Giuda,
scintille, che producono un divorzio all'italiana.
Ora lui è preoccupato,
lo schiaffo che ha preso gli ha fatto male.
Ora per Antò...fa caldo...
Mentre invece per gli Italiani, guardando 'sta faccia...
è "Allegria"
e tanta speranza...ma che l'esempio sia da monito.

Se oggi però il "Sire" piange...ohhh ragassi...schersiamo mica!! Noi non abbiamo da ridere !! Io m'arcord ancora lo sganassone preso con il buon Prodi ...

Intanto però oggi, 2 GIUGNO è la Festa degli Italiani, la Festa della Repubblica, la Festa dei 150 dell'Unità d'Italia ed un pò, come una Festa della (Ri)Liberazione.
E guardate le bandiere come svolazzano...il vento sembra cambiato!