domenica 11 maggio 2014

Senigallia, l’alluvione vista a bocce ferme

"Dopo la devastazione e il rimboccarsi le maniche, direi che ferme proprio non sono, anzi girano..." 

Oh si e come girano, trascinando tutto in inevitabili polemiche. I primi che sarebbero autorizzati a farle ed invece non le fanno, sono i Giovani! Quella parte buona di loro che viene generalizzata con quella un po’ meno, facendo di tutta l’erba un fascio, solitamente il giorno successivo alle varie notti bianche senigalliesi.

E per questo motivo dovremmo tutti chiedere loro scusa. Io per primo. Giovani che hanno ascoltato, assimilato e fatto buon uso degli insegnamenti ricevuti dai loro genitori e che in occasione di questa triste, disgraziata occasione hanno avuto modo di mostrare i loro sentimenti ed il loro alto senso civico. Molti di costoro, chiuse le scuole, hanno impugnato la pala e sono andati ad affiancare chi aveva bisogno del loro aiuto e del loro sorriso. Sì, sorridenti e nel contempo orgogliosi ed appagati di questa esperienza di vita, che difficilmente, credo, dimenticheranno. E questa non è retorica, è semplicemente la pura verità.
Passato lo spavento per il timore di perdere oltre le cose, anche la vita, tra una palata di melma e una secchiata d’acqua pulita buttata con disperazione sulle pochissime suppellettili ancora recuperabili, le prime domande che la gente colpita dalla catastrofe si pone sono: “Perché proprio a me ?”. Accompagnata subito dopo da quella più specifica: “Ma come è potuto accadere?” a cui fa immediatamente seguito quella assolutamente inquisitoria: “Di chi la colpa?”, prima ancora di quella finale e più che comprensibile: “Ed ora chi ci ripagherà dei danni”.
Non che vengano formulate sole queste domande e neppure che vengano poste in questi termini! A volte i toni sono sopra le righe e le parole usate sono taglienti più di un rasoio, i perché si sprecano. Alcuni sono quesiti dettati da osservazioni giuste, altri forse meno, ma dettati dal momento, dalla rabbia, dalle necessità, dall’immediatezza dei bisogni, dagli aiuti che magari tardano ad arrivare o così loro sembra.
Ed allora ci si chiede il perché a cui si aggiungono i forse: perché il ritardo con il quale è stata comunicata l’allerta, se ritardo c’è stato, forse avrei salvato l’auto, o il perché non sia intervenuto l’Esercito, o il perché dell’assenza del Reparto Mobile della Polizia di stanza proprio qui a Senigallia, il perché del ritardo dell’intervento dei mezzi del Dipartimento della Protezione Civile? Perché? Perché? Perché?
E sono tutte domande comprensibili che s’inseguono e servono anche per scaricare la tensione, lo choc che si è accumulato nell’arco di poche ore e che piano piano abbandona il fisico e si tramuta in rabbia, in risentimento verso quelle Istituzioni, che consapevoli della difficoltà del momento, spesso preferiscono definire questa ricerca della verità come inutili polemiche, magari anche risultando agli occhi dei più con una certa non simpatica sufficienza, che rende ancor più gli animi accesi.
Superati i momenti di paura, fortunatamente, si ricomincia a ragionare correttamente. Ma è proprio questo ritorno alla ragione, ad una nuova specie di “normalità” che porta a fare l’inventario dei danni materiali e non e chi ha avuto delle perdite umane vuol conoscere se ci sono delle responsabilità ed a chi imputarne eventualmente la o le colpe.
Tutti, indistintamente si chiedono, visti i disgraziati precedenti eventi nazionali, se le varie Amministrazioni: locale, provinciale, regionale o statale saranno loro vicini. Un dubbio atroce che assale gli alluvionati e che rende difficilissimo, se non impossibile, il compito a chi è preposto a tranquillizzare, rassicurare, rasserenare.
Ed è però da qui che nascono le inevitabili “Polemiche”. Del resto i proverbi insegnano: Chi si scusa si accusa!
Si, anche perché quando si parla genericamente di “Amministrazione” tutti sanno che dietro a questi fatti c’è sempre o quasi la responsabilità della solita tanto chiacchierata, vituperata Politica. E quando c’è la Politica di mezzo, non ci sono purtroppo risposte esaustive.
Ci sono solamente verbi al futuro, cifre approssimative che se concesse, verranno elargite intanto sotto forma di acconto per le prime necessità e poi il saldo a babbo morto sempre se verrà, l’attesa della decretazione dello Stato di Calamità, le visite come quelle “del dottore”, mordi e fuggi, delle personalità istituzionali di turno.
Ma a queste mancanze di certezze, quello che fa imbufalire oltremodo gli alluvionati, sono le parole che vengono usate per definire questa avversità: evento naturale, inaspettato, imprevedibile, bomba d’acqua. Ed ancora “Un evento ingestibile anche se ci fosse stata più manutenzione degli argini o del letto del fiume” assicurano dalla Protezione Civile e dai Vigli del Fuoco. “Argini che non sono stati abbattuti dall’’uomo ma scavalcati dall’’acqua ed erosi”. E tra le tante voci istituzionali ancora: ““Siamo dispiaciuti -– dice il Sindaco Mangialardi - ed affranti per le vittime e per i danni alla città, ma un evento così non si poteva prevedere né fermare. Certo è che non solo ci siamo messi subito al lavoro, ma lo faremo anche per ripartire al più presto e ripensare a tutti gli strumenti che abbiamo per risolvere situazioni mai viste prima”“.
E ci mancherebbe anche che così non fosse! Ma il cittadino comune in cuor suo pensa: bisogna anche vedere quali provvedimenti prenderà il Governo! A rendere la gente ancor più diffidente è il vedere come sia iniziata la guerra dello scarica barile politico conoscendo a priori che chi subirà i danni di questa “guerra”, sarà sempre lui, il cittadino, dolente o volente che sia.
Ad esempio, si chiede, a chi deve dar ragione l’alluvionato circa i moduli per la stima dei danni? A chi, al Consigliere Paradisi o al Comunicato Stampa comunale? Se uno poi legge quanto dice l’Assessore Regionale Giorgi, lascia molto da pensare, spiegando come norme urgenti (legge regionale n. 31 “Norme in materia di gestione dei corsi d’acqua”, del 2012) – per il politico, come ben si vede l’urgenza non ha mai un metro di comparazione – stabilivano che le Province assicurassero la manutenzione attraverso progetti finanziati anche con le risorse che derivavano dalla valorizzazione del materiale litoide e della massa legnosa residuale, provenienti dagli stessi interventi sui fiumi. Appunto, Le Province, questo oggetto misterioso assente o presente?!
Sempre secondo l’’assessore Giorgi, “nelle Marche le disposizioni ci sono e vanno nella giusta direzione prevedendo anche la possibilità di ricorrere al project financing attraverso la vendita del materiale derivante dalla pulizia dei fiumi. Ma i progetti vanno realizzati in un’’ottica di sistema e di sinergia istituzionale, per garantire le migliori pratiche, evitare sovrapposizioni, ottimizzare le risorse pubbliche. Il vero nodo resta quello delle disponibilità da mettere in campo: occorre che lo Stato faccia la sua parte, consentendo agli enti locali di disporre di fondi adeguati e di poterli investire nella difesa del territorio“. Ecco ancora l’indice accusatorio, che lo Stato faccia la sua parte e così dicendo Ponzio Pilato si è lavato le mani e messo il cuore in pace: il dito puntato su Provincia e Stato!!
Non vado a ripetere quanto già riportato nei vari Comunicati Stampa emessi dagli organi d’informazione circa gli orari del “minuto per minuto” Ufficiale dell’alluvione e delle disposizioni impartite, in quanto fatto anche in sede di Conferenza stampa degli organi preposti, completi con dovizia di particolari compreso l’elenco degli uomini e mezzi adoperati. Uomini, che bensì sia questo il loro mestiere, si sono prodigati, come del resto sempre fanno, oltre quanto loro richiesto, incessantemente e con i pochi mezzi che hanno a loro disposizione viste le continue “Razionalizzazioni” che subiscono. A loro tutti, il massimo riconoscimento ed un grazie da parte di tutti.
Immagino che anche il fare una breve storia di dove è stato costruito l’allargamento, lo sviluppo residenziale della città di Senigallia nel passare degli anni, potrebbe essere interpretato e bollato come di natura polemica. Cosa che non intendo assolutamente fare. Ma seppure non vero, credo che me ne farò una ragione.
Infatti dopo una piccola ricerca in Rete (Wikipedia ed altro) ho potuto constatare di chi siano le colpe e neppure troppo recenti, di queste alluvioni:
1) da http://www.lasciabica.it/passaparola/87_ilpassaparola_2012.02.04.pdf
“… La strada viene più comunemente definita appunto Ciambottara (Ciambuttàra in dialetto), probabilmente dovuto in tempi lontani alla presenza copiosa di rospi (ciambòtti), lì presenti per i tanti acquitrini ed umidità, poiché a pochi metri c’è il fosso Traponzio, o Triponzio, un tempo portatore di molta acqua, a volte stagnante, che impaludava la zona… “;
2) da Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Senigallia):
“…A peggiorare la situazione contribuì la presenza a sud della città di una vecchia salina che, abbandonata a se stessa, divenne una malsana e insalubre palude salmastra: a seguito di tutto ciò la città si ridusse a poco più di un borgo arroccato attorno ad un vecchio fortilizio edificato sui resti di un’antica torre romana…”;
3) Ed ancora sempre da Wikipedia:
“… Nel frattempo la città continuava a svilupparsi urbanisticamente con i primi quartieri popolari fuori le mura e, segno dei tempi di pace, si decise per l’interramento del vecchio fossato esterno tutto attorno alla città e anche del canale Penna, situato là dove oggi passa viale IV novembre e che fino ad allora era servito a regolare il flusso delle fiumane che costantemente allagavano la città: ora queste si erano notevolmente ridotte con l’allargamento e l’arginamento del fiume come lo vediamo oggi, avvenuto agli inizi del Novecento” ;
4) E continua:
“…fu per facilitare ed incentivare la funzione turistica che ci si dotò del Piano Regolatore, che stabilì la vicinanza dell’autostrada alla città (per permettere la vista sul mare agli attraversatori, si disse) Gli ultimi anni hanno visto eventi “urbanisticamente storici” per la città: l’ingrandimento del porto turistico verso il mare, la sua definitiva separazione dall’alveo fluviale che, fin dalla fondazione della città, è stato “il porto” e la demolizione dell’immenso complesso di edifici dell’ex cementificio “Italcementi”, sempre nella zona porto” ;
5) Sempre dall’enciclopedia della Rete una chicca:
“Proprio negli anni tra Settecento e Ottocento ha inizio la crisi della “Fiera franca”, causata da molteplici fattori: lo spostamento sempre maggiore dei principali commerci nell’Atlantico, con conseguente notevole calo dell’interscambio (fu anche operante il blocco continentale economico istituito da Napoleone per “sconfiggere” economicamente l’Impero britannico), il passaggio di epidemie ed il continuo progressivo interramento dell’alveo fluviale. Per rendersi conto di quanto quest’ultimo incidesse, basti pensare che al tempo il molo era vicino all’attuale Foro Annonario, che venne realizzato proprio in quegli anni, cioè circa 500 metri dalla punta del molo attuale”.
Ecco dunque scoperto di chi la colpa? Dell’interramento? ;
6) Ma cercando ho scoperto anche il perché la zona del “Portone” si chiama così. Per il semplice fatto che lì, qualche tempo fa, esistevano delle chiuse che regolavano lo scorrimento delle acque del torrente Penna. Di qui il nome di “portoni” e del conseguente “Portone”.
Ciambottara, Saline, Portone, insomma il problema alluvione, allagamenti, non è solo il Misa, è che si è costruito, meglio si è dato il permesso di costruire, non certo in questi ultimi anni, più che delle case, visto il luogo, delle palafitte, su aree che sono esposte alla volontà di fare e disfare di Giove Pluvio!
Ho trovato su FB alcune regole che un anziano suggerisce ad uno più giovane, per evitare, dice lui e non so quanto efficaci, affinché ciò non si abbia più a ripetere:
a) il letto del fiume più profondo di 3-4 metri e gli argini più alti.
b) non devono crescere alberi negli argini interni e tanto meno nel letto.
c) bisogna ripristinare la figura del Protettore del fiume che con la bici passa (passava!) sull’argine e tra l’altro uccide, – animalisti permettendo!! – (uccideva!) tassi ed istrici, perché con le loro tane sugli argini tendono ad indebolirlo.
Cose, che a leggere quello che scrivono dei veri esperti, sarebbero invece deleterie per il corso del fiume.
E allora suggerisco, da ignorante in materia, ma se assumessimo due geologi in Comune ed affidassimo a loro la gestione di questi terreni? E qualora non ci fossero i mezzi, magari si potrebbe fare un avvicendamento con altri due dirigenti meno indispensabili! E, ad onor del vero saprei anche chi. Che sia proprio un’idea balzana la mia??
Ed invece, per farsi un’opinione propria sulla tempestività o sul ritardo, a seconda dell’opinione che ciascuno ha sugli avvisi di emergenza, suggerisco, onde approfondire, per chi dispone di 6 minuti e 59 secondi – la durata del video – , di visionare il progressivo innalzamento delle acque che si è avuto a Pianello di Ostra a partire fin dalle 5,47 del 3 maggio fino alla fine del filmato che riporta segnato le le ore 9,20.
I link che allego, riportano i video non del post alluvione, delle opere di soccorso, bensì delle località allagate con gli orari a volte indicati, dell’avanzamento delle acque, onde per cui è facile poi farsi un’opinione personale ufficiosa, da comparare con quelle ufficiali, senza dar adito alle tanto temute polemiche. Ma quello che resta da comprendere è quel “Alle 7, la protezione civile di Senigallia ha ricevuto la prima telefonata da parte del dipartimento regionale che annunciava un primo ingrossamento del fiume Nevola…”. Nessun riferimento al Misa che già alle 5,27 a Pianello sembra avesse, anch’esso qualche problema!

Franco Giannini
Già pubblicato Sabato 10 maggio, 2014 alle 9:30 su SenigalliaNotizie.it


Questi i commenti dei lettori di SenigalliaNotizie.it :
api manuela
api manuela
2014-05-10 16:00:03
FACCIO PRESENTE CHE ANCHE LA ZONA INDUSTRIALE DI PONGELLI ALLE SEI ERA GIA' COMPLETAMENTE ALLAGATA....
vicking973
2014-05-11 00:14:55
Le responsabilità politiche sono evidenti, enormi oltre che documentate. Assurdo e irresponsabile fare aprire le scuole a Senigallia quando prima delle 6 del mattino già il Misa era uscito nella zona di Pianello. E ringraziando il cielo era un Sabato e gli asili erano chiusi. Il vero problema è capire se c'è la volontà di andare a fondo e smascherare i colpevoli. Sicuramente non volontà politica, e si sente dalle conferenze stampa del sindaco che ha già dato tutta la responsabilità dell'accaduto a madre natura, ma ci dovrà essere una grande forza civile da parte di tutta la popolazione colpita dall'evento ad andare a fondo e pretendere che i colpevoli umani vengano trovati. Sicuramente alla luce di quanto accaduto ed in particolare a causa delle tre vittime, il sindaco dovrebbe solamente dimettersi, chiedere scusa alla popolazione (invece di fare gli autoscatti con Renzi) e mettersi a disposizione della magistratura. E questa sono sicuro non è solo una mia opinione.
galileo
2014-05-11 10:01:25
spero che quanto accaduto serva almeno a: 1. non costruire più nelle zone esondabili (o almeno in quelle sotto il livello del fiume/mare); 2. adottare un serio piano di protezione civile per il rischio idrogeologico contenente azioni concrete, attuabili ed efficaci

mercoledì 7 maggio 2014

MANGIALARDI: "ALLUVIONE, QUESTA E' LA RISCOSTRUZIONE DEI FATTI"

COMUNICATI STAMPA del Comune di Senigallia, che come ricevo pubblico:

MANGIALARDI: ”ALLUVIONE, QUESTA E’ LA RISCOSTRUZIONE DEI FATTI”
La terribile alluvione che ha colpito la nostra città ha visto tutti noi impegnati 24 ore su 24 nel prestare soccorso alle persone colpite. Una mobilitazione collettiva che vede impegnati insieme Istituzioni e cittadini mossi dalla volontà di aiutare la popolazione.
Questo è il primo fondamentale impegno che ha assorbito  ogni altro mio compito istituzionale.
Mi accorgo che rispetto alle dinamiche dell’alluvione fioriscono in rete e sulla stampa le più diverse ricostruzioni. Un atteggiamento più che comprensibile per i cittadini che stanno vivendo un’esperienza di dolore così intenso. Loro possono dire quello che vogliono. Gli altri invece farebbero meglio ad attenersi di più ai fatti.
In attesa della conferenza stampa programmata per questo pomeriggio con tutte le forze che insieme a noi gestiscono l’emergenza, cerco di fornire una ricostruzione dell’evento sintetica ma fondata su elementi riscontrabili e documentabili.
Evento calamitoso di eccezionale portata verificatosi con modalità imprevedibili ed anomale rispetto al passato
Imprevedibilità assoluta ed assoluta eccezionalità. Questi sono i termini più appropriati per spiegare la vera e propria onda anomala del fiume Misa che lo scorso 3 maggio ha scavalcato ed eroso gli argini all’altezza dell’area artigianale di Borgo Bicchia (dietro Bigelli Marmi), travolgendo Borgo Bicchia, Borgo Mulino, via Capanna,  la zona dell’ex Piano Regolatore, zona di via Rovereto, lungomare nelle zone adiacenti alla Rotonda e a Ponte Rosso, oltre a via della Chiusa e zona Cannella.
Non un fiume che esonda  continuando a seguire il suo alveo ma piuttosto un fiume che fuoriuscendo dagli argini cambia letteralmente rotta alimentando un nuovo fiume e disegnando un nuovo alveo all’interno delle vie cittadine.
Qualcosa che per potenza modalità ed estensione del fenomeno non si era mai visto prima a Senigallia, credo superiore perfino alla famigerata alluvione del 1940.
L’intensità molto forte dell’alluvione che ha colpito Senigallia sarà descritta nel rapporto di evento, il documento scientifico elaborato dal Centro Funzionale Regionale sulla base di elementi oggettivi e misurabili che rappresenta il fondamento per la richiesta al governo nazionale da parte della Regione Marche dello stato di emergenza.
La fase di allarme e il piano di evacuazione previsti dal Piano di emergenza idreologica approvato dal Consiglio Comunale  sono stati regolarmente attuati il 3 maggio nelle aree che in base alle precedenti esperienze erano  considerate maggiormente a rischio
Il Comune di Senigallia ha messo in campo una serie di misure concrete per prevenire il rischio idrogeologico. Dal 2005 si è dotato di un piano d’emergenza idrogeologica elaborato sulla base della perimetrazione contenuta nel Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Marche che divide il territorio in classi di rischio. Si va dalla zona a massimo rischio di esondazione, R4, con una classificazione a scendere come indice di pericolosità. Il piano d’emergenza prevede per le aree individuate come a massimo rischio tutta una serie di misure che vanno dall’invio di sms di allerta all’informazione casa per casa attraverso megafono fino all’evacuazione dalle abitazioni a rischio ed al ricovero delle persone sfollate in centri di raccolta. Le aree qualificate in base alle esperienze passate come a massimo rischio di esondazione sono sette.
La mattina del tre maggio queste azioni di comunicazioni ed evacuazione nelle aree di Cannella e Bettolelle sono state regolarmente eseguite, così come informazioni attraverso megafono con le  pattuglie della Polizia Municipale e della Protezione Civile a disposizione sono state regolarmente diramate. Eravamo pronti cioè all’evacuazione per esondazioni nelle aree adiacenti al corso naturale del fiume ma nessuno poteva prevedere la ramificazione di un braccio del Misa che ha seguito un percorso autonomo di enorme violenza dentro a quartieri residenziali. Non a caso  né Borgo Bicchia né Borgo Mulino né l’ex Piano Regolatore sono censite come zone a massimo rischio di esondazione e questo testimonia l’anomalia dell’alluvione rispetto ad esperienze passate, sia quelle recenti che quelle più antiche.
Cosa è accaduto nelle prime ore del mattino del 3 maggio
La protezione civile con sms del 30 aprile e del 2 maggio aveva diramato una pubblica allerta meteo per la giornata del 3 maggio. Avviene puntualmente per ogni previsione di precipitazione che ha una anche minima possibilità di sfociare in un evento grave. Dall’inizio dell’anno ne sono state diramate 16.
Il mattino del 3 maggio la protezione civile di Senigallia ha ricevuto alle ore 7,00 la prima telefonata da parte del dipartimento regionale  che annunciava un primo ingrossamento del fiume Nevola. Come Comune abbiamo subito attivato il Centro Operativo Comunale ( C.O.C.) e  alle 7,15 abbiamo dato il preallarme con sms nelle zone classificate R4 a massimo rischio di esondazione con la contestuale mobilitazione dei volontari.
Alle 8, 19 abbiamo diramato un nuovo preallarme con livello di fiume alto nelle zone di Cannella Bettolelle, procedendo all’evacuazione nelle abitazioni e negozi. In questo momento il livello del fiume in città era ancora molto basso.
Alle ore 8,30 il livello del fiume Misa era nella norma come attestato dalle telecamere della Polizia Municipale.
Alle 8,30 la strada Arceviese era ancora libera e percorribile;
Alle 8,35 abbiamo proceduto con megafono a comunicare alle popolazioni di Cannella e Bettolelle l’inizio dell’evacuazione ed abbiamo aperto le scuole di Cannella e Vallone che secondo il piano di emergenza sono deputate ad accogliere gli sfollati.
Il fiume Misa si è ingrossato con una velocità impressionante ed intorno alle 9,30 circa ha scavalcato l’argine all’altezza dell’area artigianale di Borgo Bicchia e si è indirizzato verso la città  travolgendo Borgo Bicchia, Borgo Mulino, via Capanna,  la zona dell’ex Piano Regolatore, zona di via Rovereto, lungomare nelle zone adiacenti della Rotonda e Ponte Rosso, oltre a via della Chiusa e zona Cannella ed investendo anche il distaccamento di Senigallia dei Vigili del Fuoco.
La situazione è precipitata in poco tempo. Nelle  vie interne di Borgo Bicchia l’altezza dell’acqua ha toccato quota 2 metri e mezzo circa. Nella zona dell’ex piano regolatore la violenza del fiume e la velocità con la quale ha invaso le vie ha di fatto lasciato pochissimo tempo alla protezione civile per dare comunicazione ai residenti.
Il Fosso Sant’Angelo che non era esondato per la pioggia ricevuta è andato sotto pressione ( nell’ultimo tratto tra Via Mercantini e Ponte Rosso) a causa dell’enorme quantità d’acqua arrivata dall’onda anomala del fiume Misa.
L’acqua con un percorso anomalo ha investito la zona del Campus scolastico quando le lezioni erano già iniziate e solo la disposizione data tempestivamente dal Comune di non far uscire gli alunni rimasti negli edifici e di mettersi in sicurezza ai piani alti ha evitato guai peggiori.
Blocco delle comunicazioni
Immediatamente dopo la fuoriuscita del Fiume Misa si sono interrotte tutte le possibilità di comunicazione, visto che  è saltata l’energia elettrica, le linee di telefonia fissa e la maggior parte di quelle di telefonia mobile. Un blocco di circa 34 ore. Un black out che ha reso inevitabilmente più gravoso il coordinamento delle informazioni necessarie per la gestione dell’emergenza.
Le prime operazioni di soccorso sono state rivolte a salvare le vite umane in pericolo e a mettere in salvo gli studenti rimasti negli Istituti scolastici.
Ecco, questo è quello che è accaduto. Ora non resta che continuare insieme a lavorare incessantemente con quella straordinaria generosità ed impegno che tutti stanno dimostrando in questi drammatici giorni.

ALTRO COMUNICATO :

SOS Emergenza alluvione Senigallia: un conto corrente dedicato alla solidarietà
 
Numerose e provenienti da ogni parte d’Italia le testimonianze di affetto rivolte alla città pervenute in questi giorni.
 
Per la raccolta delle contribuzioni dei tantissimi che in queste ore hanno manifestato la volontà di essere vicini ai cittadini colpiti dall’emergenza è stato attivato “SOS EMERGENZA ALLUVIONE SENIGALLIA”, un apposito conto corrente presso Banca Etica patrocinato dal Comune di Senigallia e gestito con la collaborazione della Caritas.
 
Gli estremi del conto corrente sono:
Iban:  IT 22 G 05018 02600 000000174285
BIC: (per bonifici dall'estero) CCRTIT2T84A
 
Nel frattempo l’amministrazione comunale di Senigallia si è attivata per prevedere nelle aree interessate dall’alluvione l’esenzione del canone COSAP sia per le attività economiche sia per i passi carrabili dei singoli cittadini.
 

martedì 6 maggio 2014

Alluvione: la ricognizione dei danni

COMUNICATO STAMPA del Comune di Senigallia
che come ricevo pubblico:

Alluvione: la ricognizione dei danni
Al fine di attivare una prima e sommaria ricognizione dei danni pubblici e privati alle attività produttive e commerciali e ai singoli cittadini, a partire dalla giornata di domani, mercoledì 7 maggio, sarà possibile segnalare al Comune attraverso appositi moduli i danni subiti.
 
I moduli saranno disponibili e scaricabili dal sito del Comune, presso l’ufficio relazioni con il pubblico, nelle sedi comunali di Piazza Roma e di viale Leopardi e presso il Centro Operativo della protezione civile situato presso il campo sportivo delle Saline in viale dei Gerani.
 
Inoltre, per aiutare i cittadini nella compilazione dei moduli per la ricognizione dei danni, sono stati allestiti 3 gazebo nelle zone maggiormente colpite e un apposito sportello attivato presso la sede comunale di viale Leopardi.
 
Lo sportello è situato al piano terra di viale Leopardi – nei locali che ospitano lo Sportello Unico per l’Edilizia - ed è raggiungibile al numero 071.6629583 o alla mail dannialluvione@comune.senigallia.an.it e sarà aperto dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 20.
 
I tre gazebo – dove saranno presenti tecnici comunali muniti di tesserino di riconoscimento - saranno invece allestiti presso le zone di Borgo Bicchia (area parcheggio sulla provinciale Arceviese di fronte alla frazione), Borgo Molino (area antistante la Chiesa) e Portone (area antistante la Chiesa) e saranno aperti dalle 8 alle 20.
 
Il modulo è una semplice dichiarazione che non necessita di documentazione fotografica né di alcuna perizia tecnica da allegare; debitamente compilato in tutte le sue parti, dovrà essere riconsegnato al Comune entro e non oltre la giornata di martedì 13 maggio con le seguenti modalità:
 
-    a mano presso lo sportello allestito al piano terra della sede comunale di viale Leopardi;
-              a mano presso i gazebo allestiti nelle zone individuate o presso la sede comunale di Piazza Roma;
-              via Pec all’indirizzo comune.senigallia@emarche.it
-              via mail all’indirizzo dannialluvione@comune.senigallia.an.it
 
E' importante comunque sottolineare che si tratterà solamente di una stima sommaria, dal momento che la rilevazione ufficiale dei danni si attiverà solamente dopo il riconoscimento dello stato di emergenza da parte del Governo, che potrà dare il via anche al procedimento per un possibile e futuro risarcimento di parte dei danni subiti.

Alluvione: scuole chiuse anche mercoledì 7

COMUNICATO STAMPA del Comune di Senigallia
Gli aggiornamenti sulla gestione dell’ emergenza  :

Continua l’incessante l’impegno di Comune, Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine nel lavoro per il difficile ripristino delle aree maggiormente colpite dall’alluvione.
Per questioni legate alle difficoltà che ancora si registrano nella mobilità interna, è stata definita la sospensione dell’attività didattica per tutte le scuole di ogni ordine e grado situate nel territorio comunale anche per la giornata di mercoledì 7 maggio 2014, concordata dal Comune di Senigallia con tutti i dirigenti scolastici. Nella mattinata di domani ulteriori verifiche rispetto alla praticabilità di alcuni istituti e agli altri aspetti tecnici da esaminare permetteranno di definire tempi e modalità di riapertura delle scuole.
 
Proseguono anche i ritiri straordinari dei rifiuti che i cittadini hanno già accumulato davanti alle abitazioni colpite, in particolar modo nelle aree di Vallone, Borgo Bicchia, Borgo Molino e nell’area dell’ex piano regolatore. Alla luce della presenza dei mezzi pesanti necessari per queste operazioni di rimozione, si invitano i cittadini a mettersi in marcia solo per strette necessità, in modo da non ostacolare in nessun modo il difficile lavoro di raccolta e trasporto dei detriti.
 
Si informa a questo proposito che il Centro Ambiente di via Arceviese è stato chiuso a causa dei danni subiti, mentre funziona regolarmente il centro ambiente di via Vasari a Sant’Angelo, dove i cittadini che sono nelle condizioni di trasportare materiale con mezzi propri potranno trasportare i rifiuti ingombranti o quelli elettrici ed elettronici RAEE.
Per facilitare la sosta dei veicoli privati, fino a nuova disposizione i parcheggi a pagamento del centro storico saranno gratuiti, mentre entro la giornata di oggi saranno definite le modalità per attivare una prima e sommaria ricognizione dei danni pubblici e privati alle attività produttive e commerciali e ai singoli cittadini.

lunedì 5 maggio 2014

Emergenza alluvione: ecco gli aggiornamenti

COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE DI SENIGALLIA che come ricevo pubblico :

“Dopo il trauma iniziale ora viene il momento, forse ancora più difficile, della piena consapevolezza dell’entità del fenomeno che ha interessato Senigallia e della fatica che ci attende per aiutare le ripresa di una vita normale dei cittadini e delle attività colpite da questa tragedia”.
Con queste parole il Sindaco Mangialardi ha aperto la seduta del Comitato Operativo Comunale, l’organismo che sovrintende alla gestione dell’emergenza, alla quale ha partecipato il Prefetto di Ancona Alfonso Pironti.
Nel corso della riunione sono stati presi in esame da parte delle Istituzioni coinvolte nelle operazioni di soccorso tutte le varie questioni aperte e gli elementi di criticità. In queste ore numerose squadre di protezione civile e vigili del fuoco, coordinate dal Centro Operativo allestito presso il campo sportivo delle Saline in viale dei Gerani, sono al lavoro nelle varie zone colpite per prestare aiuto alle persone e liberare dall’acqua edifici e scantinati.
Molti mezzi sono arrivati a disposizione dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile provenienti da altre regioni per rendere ancora più efficace il soccorso. Una delle priorità individuate stata è quella di liberare le case dalla grande quantità di rifiuti accumulatisi a seguito dell’alluvione.
La ditta Rieco, che opera per la raccolta differenziata nel nostro Comune, già da questo pomeriggio ha iniziato ritiri straordinari del materiale che i cittadini hanno ammucchiato davanti alle abitazioni colpite, con particolare riferimento alle aree di Vallone, Borgo Bicchia, Borgo Molino e nell’area dell’ex piano regolatore. Considerata la gravità della situazione il materiale esposto verrà ritirato. I cittadini potranno agevolare le operazioni di raccolta separando gli apparecchi elettrici ed elettronici (frigo, tv, monitor, congelatori, computer, forni, cappe aspiranti, caldaie etc.) ed i rifiuti particolarmente ingombranti, che verranno smaltiti separatamente, mentre la raccolta differenziata in queste zone procederà regolarmente.
Sul fronte dei servizi, la Multiservizi spa ha garantito la sicurezza per ciò che concerne l’erogazione e distribuzione dell’acqua certificata come potabile, così come sicura è la distribuzione del gas metano. Problemi in alcune zone permangono invece per la fornitura di energia elettrica, in particolare negli edifici nei quali i contatori si trovano a pianterreno e dove quindi sono stati del tutto sommersi dall’acqua. Il Sindaco ha espressamente richiesto un potenziamento delle squadre tecniche dell’Enel già al lavoro in maniera tale da assicurare il ritorno alla normalità nei tempi più brevi possibili.
Per quanto riguarda le procedure amministrative la regione Marche ha ufficializzato la richiesta al governo dello stato d’emergenza legato all’alluvione dello scorso 3 maggio e sta ultimando la stesura del rapporto di evento, il documento scientifico che attesta l’eccezionalità del fenomeno che ha creato la situazione emergenziale.
Nei prossimi giorni si aprirà l’iter amministrativo finalizzato alle richieste di risarcimento allo Stato per i danni subiti dai cittadini e dalle attività produttive. Già da mercoledì saranno disponibili i moduli attraverso i quali i cittadini potranno segnalare al Comune i danni subiti con una prima stima del loro ammontare. E’ bene precisare che si tratta di una ricognizione ufficiosa finalizzata a fornire una prima rappresentazione dell’entità di massima dei danni da risarcire e che il procedimento formale potrà attivarsi solo dopo l’emanazione dell’ordinanza formale di dichiarazione dello stato d’emergenza.

Proclamato per domani lutto cittadino in memoria delle vittime dell’alluvione

COMUNE DI SENIGALLIA

         Servizio Comunicazione

Come ricevo pubblico :

Domani martedì 6 maggio Senigallia ricorderà le vittime dell’alluvione del 3 maggio con una giornata di lutto cittadino.

Il Sindaco Maurizio Mangialardi ha firmato il relativo provvedimento che intende manifestare in modo ufficiale il lutto della Municipalità e dell’intera comunità locale.
Sentiamo tutti dentro un dolore profondo - sottolinea Mangialardi - per il dramma dei cittadini che hanno perso la vita a causa di questa enorme tragedia che si è abbattuta sulla nostra città. Proclamare il lutto cittadino ci sembrava la maniera giusta per esprimere tutto il cordoglio e la nostra vicinanza ai familiari delle vittime”.

Il lutto cittadino si estenderà dalle 15.00 alle 18.00 della giornata di domani e gli esercizi commerciali e i pubblici esercizi sono invitati ad osservare cinque minuti di chiusura nella fascia oraria compresa tra le 15,30 e le 16,30. Le bandiere esposte negli edifici pubblici saranno esposte a mezz’asta.

La Chiesa di Senigallia, vicina e solidale

COMUNICATO STAMPA che ricevo con preghiera di pubblicazione.  

Cosa che mi appresto a fare immediatamente vista la sua importanza in questo particolare momento, per quella parte di Senigallia, ferita  dall'alluvione.

"La Chiesa di Senigallia, vicina e solidale

Quest’anno celebriamo la festa del patrono in una situazione di emergenza dovuta all’alluvione che ha colpito la nostra città e altre località dell’entroterra”. Lo ha sottolineato, ieri, monsignor Giuseppe Orlandoni, vescovo di Senigallia, nella Messa per la festa di San Paolino. “È in una calamità come l’attuale - ha osservato il presule - che noi sperimentiamo il senso del limite. A volte ci sembra di essere così potenti da poter risolvere con le nostre sole forze tutti i problemi”. Peraltro, “anche se la scienza e la tecnica fossero in grado di risolvere tutti i problemi esse non sono sufficienti a spiegarci il senso della vita, del dolore, della sofferenza e della morte”. Ecco “perché abbiamo bisogno di un patrono, di un punto di riferimento, di qualcuno a cui possiamo rivolgerci con fiducia anche per andare oltre quelle che sono le necessità immediate”.

San Paolino - ha sottolineato monsignor Orlandoni - ci insegna l’importanza della fede e l’importanza dell’amore verso il prossimo da vivere attraverso una carità concreta e fattiva. Di fronte alle difficoltà e alle disgrazie del suo tempo san Paolino non rimase con le mani in mano, ma si diede da fare”. Nella circostanza della calamità naturale che si è abbattuta in città e nel circondario, “vorremmo tutti sentirci vicini e solidali verso coloro che hanno subito gravi danni dall’alluvione - ha affermato il vescovo -: vicini e solidali verso le due famiglie che hanno perso i loro cari, vicini e solidali verso coloro che hanno dovuto lasciare la loro casa e cercare riparo in altro alloggio o che comunque hanno perso i loro beni sotto l’acqua”. Poi ha ricordato: “La nostra Caritas diocesana e le Caritas parrocchiali si sono da subito prodigate per assistere gli sfollati; il nostro Seminario si è aperto per dare ospitalità e accoglienza ai senza tetto e ai volontari”. Sempre, ma particolarmente di fronte a una calamità, ha concluso, “tutti dovremmo sentirci vicini e solidali; tutti, cittadini e istituzioni, dovremmo cercare di dare il nostro contributo per il bene comune. È in questo che si riconosce la civiltà di una comunità: quando si mettono da parte i conflitti e le ideologie e si riesce a dare il meglio di noi stessi e vogliamo essere una comunità coesa e solidale”.

La Cei stanzia un milione di euro per Senigallia

Un milione di euro dai fondi derivanti dall’otto per mille. È quanto disposto dalla presidenza della Conferenza episcopale italiana “come prima risposta solidale” all’alluvione che ha colpito le Marche. “La zona maggiormente colpita - si legge in una nota diffusa dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei - coincide con la diocesi di Senigallia, dove alle due vittime si aggiungono oltre 300 sfollati; ingenti i danni alle attività produttive con fabbriche, laboratori e campi allagati. La Caritas, su indicazione del vescovo, monsignor Giuseppe Orlandoni, e d’intesa con le autorità locali, ha attivato in città due punti di pronta accoglienza e preparazione pasti: a nord presso il Seminario vescovile, a sud nella Casa San Benedetto. Caritas Italiana, in costante collegamento con la Chiesa locale, si è prontamente messa a disposizione per un pieno supporto e ha destinato un primo contributo per gli interventi immediati in favore della popolazione colpita”. "

domenica 4 maggio 2014

Misa, Senigallia : Passata la tempesta metereologica, almeno si spera...

... inizierà quella politica, dello scaricabarile delle responsabilità. 

E quando si affoga nella "melma", uno per salvarsi, cerca di aggrapparsi a qualsiasi cosa o a qualsiasi persona in quel momento vicina. Insomma "Mors tua vita mea"!
Ed oggi, nel pomeriggio, ecco che non poteva che essere chiamato ad assolvere al compito di "Salvatore della Patria delle Eccellenze", a scoglio o persona a cui aggrapparsi, sua maesta serenissima Dott. Matteo Renzi. Ma la vedo dura, in quanto non so che cosa voglia dire, ma certo che i scaramantici cominceranno a toccarsi; la sua prima volta a Senigallia fu in occasione delle primarie con Bersani e perse e si perse la chiave della Rotonda, questa seconda volta è in occasione di una alluvione e qualche politico di maggioranza lungimirante, pensando alle prossima sessione elettorale comunale, già spera che Renzino sia meglio resti, non ha importanza in quale, o nella sua magione fiorentina o in quella romana.
Immagino invece come saranno tutti riverenti, piagnucolanti e con il "cappello in mano" attorno al fiorentino, pronti a raccogliere immediatamente quel po' di promesse, che, sempre se verranno concesse, lo saranno dopo il 25 Maggio. Fortuna ha voluto che il Primo Ministro bussasse con i piedi, non per cattiva educazione, ci mancherebbe, ma perchè le mani erano occupate da la "luce fu", il ritorno dell'Energia Elettrica dopo ore di buio, di un raggio di sole che ha fatto timidamente capolino tra le nuvole e tante, tante parole di conforto. Una supplica, si faccia un giretto e magari ritorni tra qualche ora portandoci in dono anche il ripristino del telefono ed il "campo" per i telefonini... visto che ancora manca!! E mi raccomando però, noi non facciamoci sempre riconoscere, prepariamogli un bel paio di stivaloni, un giaccone color arancio della Protezione Civile, meglio ancora se con su qualche segno evidente di fango, che farebbe molta scena e, del resto in questo momento neppure ci costerebbe nulla, facendoci così guadagnare qualche punto di riconoscenza. 
 Vorrei essere una mosca bianca, per poter ascoltare quanto si diranno e a chi imputeranno le colpe di quanto avvenuto. Immagino che si parlerà di casualità, di cambiamento climatico, di bombe d'acqua, che non ci sono più le stagioni, lo spostamento del polo, magari una volta si sarebbe aggiunto che la colpa era di tutte "ste bombe tomiche". Tralasciando quelle che l'Opinione Pubblica invece suggerisce: la pulizia del fiume, le mancanza delle vasche di espansione, la cattiva organizzazione, ecc, ecc. Ma si sa, questa parla sotto l'influsso del momento che porta ad esprimersi in modo populistico ed è bene anzi che lo faccia, per scaricare quella rabbia che poi, si sa, passa con il tempo. Ed in fin dei conti questa è la cosa importante. Che la gente si tranquillizzi, si rimbocchi le maniche, che i più fortunati aiutino i meno con la speranza che torni nuovamente giornate di sole. Fino ad oggi più che giornate di sole o avuto modo di fare esperienza con le sole, alla romana.
Io, che giovane non lo sono più, ma mi si creda, lo sono stato, credevo del resto di aver chiuso la mia Era del "primo periodo dell' età dell' Umido" ed invece, i proverbi non sbagliano mai, o quasi mai. Non c'è due senza tre. Ed infatti potevo dire, sia il 5 Settembre 1959,  quasi diciasettenne, nell'alluvione di Ancona, che poi, da militare, nell'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, io c'ero a spalar fango. La prima volta per sette giorni in una attività di un parente, la seconda obbligatoriamente, per un'altra settimana, in quanto militare. E questa terza, non avendo più l'età per spalare, ma di certo per inca@@armi, qui a fare come qualche vecchio titolato spesso fa a dire "Basta! Che queste scene mai più si ripetano". Con lo stesso medesimo risultato! Il nulla. Ma se questo è il frutto che ottiene un grande, maggiormente si avrà pazienza se le mie parole evaporeranno unitamente a tante altre che si diranno nella riunione "tecnica" per qualcuno, salottiera per qualche altro.
Immagino che saranno in tanti quelli che a questo punto indicheranno l'indice accusatore contro questa Amministrazione, magari anche direttamente contro il Sindaco.

Cosa che sarebbe fin troppo facile, ma non so quanto corretta. Oserei dire perfino "sbagliata". Perchè? Ed allora che cosa dovremmo dire di chi ci consegnò il  riconoscimento di "Fiume Sicuro" nel lontano fine 2010 o inizio 2011, non ricordo con esatezza ?  Pomposamente, ambiziosamente, se ne parlò nei giornali di allora. Gli Amministratori ne fecero il loro distintivo di merito, che oggi avranno riposto silenziosamente tra i ricordi di giorni migliori, dovuti, e solo oggi forse se ne rendono conto, più alla fortuna che alla reale perizia. Si, solo oggi, ed è un atteggiamento oserei dire lapalissiano, quando gli apprezzamenti vengono da simili organi. E sarebbero questi stessi organismi che, come dato, dovrebbero togliere prima di tutto il vessillo e poi fare immediatamente un mea culpa chiedendosi alla Papa Francesco:" ma chi siamo noi per giudicare, siamo ancora in grado di poterlo fare, di concedere premi, di dare giudizi?"
   
Anche in questi casi di politica amministrativa, avviene però, come tra la vita di tutti i giorni della gente comune, una specie di "Guerra tra Poveri". 
Ed allora lo Stato scarica le sue responsabilità sulla Regione, la quale a sua volta le gira sulla Provincia (oggi, si dice..., con le ore contate) che a sua volta le rigetta sulle "spalle" del Comune. 
Ed il Comune nel suo piccolo, le gira al cittadino, incolpandolo, magari, di non pulire come il senso civico imporrebbe, la caditoia sotto casa, incolpando gli animali da fiume che fanno le tane dove non le dovrebbero fare o al più, a mezza bocca, la respinge ai mittenti con l'oramai inflazionato vocabolo "colpa dei tagli". 
Ecco, oggi, visti che i famosi buoi sono fuggiti dalla stalla e che non vale più la pena chiuderla, sarebbe l'occasione giusta per gettare via quel "cappello in mano", ponendo il ditto indice verso Renzi accusando sia lui che tutti coloro che lo hanno preceduto, di non aver fatto assolutamente nulla, affinchè ciò non avvenisse, almeno dal quel 1959 che Brontolone raccontava, quando partecipò alle Guerre Puniche. Dimenticandosi che tutti costoro e questi Enti, marchigiani, sono imbarcati nello stesso vascello che porta  issata la medesima bandiera  di partito di appartenenza, che è poi la stessa anche di questo Comune. Allora si che saremmo un "Eccellenza", un "Comune Virtuoso", mi si passi il francesismo, un Comune "CON LE PALLE" !!! Il primo Comune che ha avuto il coraggio di dire in faccia al "compagno" di Partito Renzi, come il "compagno" Comune la pensa nei confronti del "compagno" Governo. Ma ho la sensazione che visto il momento, ci sarà invece una stretta di mano, la frase di circostanza di Matteo che dirà di sentirsi vicino a noi senigalliesi, perchè Firenze è città che conosce queste situazioni per averle provate sulla sua pelle, ma che i Senigagliesi - qui la sviolinata è d'obbligo - sapranno dimostrare il loro carattere risollevandosi quanto prima. 
Da parte dell' Amministrazione, e qui allora si che sarebbe totalmente colpa sua, se ci fosse un  acqua in bocca... ed in questo caso vien proprio da dirlo!! accontentandosi di promesse fatte senza cifre e senza date. No cambiali in bianco o assegni post-datati. Non rientra nelle competenze di questa Amministrazione Comunale la pulizia dei corsi d'acqua, ma il dovuto rispetto dello Stato-Regione-Provincia nei confronti dei Senigagliesi, questo si!! Ed allora sarebbe bene far ascoltare la propria voce, non gridata che ci farebbe ineducati, cosa che non siamo, ma autorevole questo si. A U TO RE VO LE !!!! Perchè siamo un Comune Virtuoso e se vengono assistiti comuni che non lo sono, Roma ad esempio?, allora tanto meglio, Renzi, lo dovrà fare nei nostri confronti. I Senigalliesi colpiti negli affetti (si sono avuti anche dei decessi!!), nelle proprietà e nelle attività, attendono un' IMMEDIATA risposta. Non con discorsi, ma con fatti concreti e come dice di saper fare, con quella velocità che il nostro buon Matteo, ci ricorda ogni qual volta ne abbia la possibilità di sottolinearlo.





di Franco Giannini

sabato 3 maggio 2014

Elezioni Comunali 2015: la “lastra ai raggi X” è per il consigliere Rebecchini


 ... ed a fungere da "radiologo -fotografo - regista - giornalaro", anche questa volta è : brontolone! - VIDEO

 Paziente lettore che ti appresti a scorrere
queste righe, vorrei suggerirti, prima di iniziare la lettura della
cronaca di questo incontro, di andare in fondo alla pagina e visionare prima il video. Questo perché è da lì che comincia questo colloquio con il consigliere comunale Luigi Rebecchini e che poi prosegue qui sotto, con il solo scritto.Un colloquio dal tono del tutto amichevole, come piace a me e come ho raccomandato al consigliere Rebecchini, affinché tutto fosse comprensibile a tutti, proprio perché lontano dal quel linguaggio istituzionale e tecnico, che invece solitamente e spesso si usa in politica.
Giannini – Lei non sa Rebecchini, quanto mi sia difficile abbinare il suo nome a quello di “Gruppo Misto“. Lei, mi disse una volta, che col non avere più un partito a cui rispondere si è più liberi. Immagino che ciò sia vero. Ma che farà, ora, durante questo periodo elettorale, senza un partito dietro le spalle? Farà come il sottoscritto? Si divertirà solo a vedere le notti dei “lunghi coltelli”, che se ne diranno di tutti i colori? Non è che alla fine farà come quegli allenatori di calcio esonerati, che alla domenica si mangiano le dita vedendo le partite alla TV, senza poter gridare dalla panchina ordini e schemi? Penso infatti che continuerà ad avere le sue idee, i suoi ideali da portare avanti, ma, nel bene o nel male chesia, lei resta sempre senza un partito ufficiale!
Rebecchini – Bella domanda. Si, devo dire la verità, io mi sento in questo momento orfano di Partito. Allora racconto anche brevemente il perché ho lasciato Rifondazione. Io penso che il Partito a cui ho appartenuto, anche lui diceva nei congressi di voler costruire di nuovo una sinistra di alternativa. Invece dopo, e questo spesso e volentieri, si è dimostrato ruota di scorta per il PD. Beh, allora quando non c’è chiarezza di linea, c’è disorientamento negli elettori, i risultati alla fine non premiano e non hanno premiato questo Partito che per me è ormai un Partito finito. Ma quello che mi dispiace è che io non vedo al momento in Italia un Partito della Sinistra. Non che gli ideali del socialismo non siano più validi, anzi, io, non so quando, non so se tra un secolo o tra poco, tra qualche anno, oggi nella politica le cose cambiano anche velocemente, penso e prevedo che ci sarà un cambiamento. Io ritengo che certi valori come l’Uguaglianza, per esempio, siano valori sicuramente per il bene del mondo e mio auspicio, che essi tornino in auge. Altrimenti questa guerra fra gli uomini, per il predominio di uno sull’altro, continuerà ad abbrutirci. Lei mi dice praticamente – e me lo fa notare sorridendo – che farà da grande? Sicuramente continuerò a fare politica. Però non è detto che la politica bisogna farla sempre e solo nelle Istituzioni. No, infatti anche lei, scrivendo, fa politica, perché leggo i suoi interventi. Io quindi non lo so in che modo lo farò, se dentro o fuori le Istituzioni. Al momento, mi sento orfano di Partito, ma certamente andrò a votare, e tra tutti i“partiti” sceglierò quello che ritengo a me più vicino, che opera in maniera corretta. E quindi mi esprimerò comunque. Un voto ed una
vicinanza, se vuole.
G - Già mi ha fornito in un certo qual modo la risposta alla mia seconda domanda che avevo preparata, ovvero mi dica, che tanto non ci ascolta nessuno, si presenterà a candidato a Sindaco?
R - Noooo – e si lascia andare ad una risata – guardi, proprio non credo…
G - Allora è ufficiale il No. Lei non si presenterà. Ma allora a quale componente della minoranza, dell’opposizione, o per quale candidato o per quale lista o partito, inviterà a votare i suoi elettori, o meglio a quale lista offrirà il suo nominativo per una sua eventuale riconferma a quel minimo sindacale che è un posto in Consiglio Comunale?
R - Dicevo che penso di no, ma sa in politica mai dire mai. Io mi auguro che il Gruppo “Partecipazione” continui la sua esperienza, perché ci vedo delle persone valide all’interno sia del Consiglio Comunale e che sono Roberto Mancini e Paolo Battisti, ma anche fuori. Un gruppo abbastanza attivo. Quindi io credo, mi auguro che loro possano continuare. Vedo questo gruppo, che
merita già attenzione e, si, può far paura. Un gruppo che non dimentichiamo nella volta elettorale precedente ha toccato un discreto 13% di consensi. Io voglio sperare che questo gruppo riesca a coalizzare forze anche più ampie. Ritengo comunque a questo punto si renda necessaria una discontinuità dal punto di vista politico, perché sempre quello che governa una città, un paese, io penso che dal punto di vista democratico, sia un fatto buono. E’necessaria una alternanza. E credo
che ormai i tempi siano maturi per questo tipo di alternanza. Se il Gruppo Partecipazione dovesse fare qualche cosa, mi dichiaro quindi disponibile a dare una mano, anche perché politica l’ho fatta da sempre, da bambino quasi. Non che io comunque campi o abbia mai campato di politica. Lei lo sa, ma sarà bene che anche i cittadini che leggono lo sappiano. Ho infatti lavorato a Pesaro prima e per trent’anni poi nella Scuola.
G - Ho parlato di “Opposizione“, ma a parte quella che ha fatto lei, ma che cosa mi può dire di quella
degli altri componenti . Mi dica sinceramente, come è suo solito, ma l’Opposizione a Senigallia in questo quinquennio che va concludendosi, c’è mai stata veramente? O se c’è stata, è stata all’acqua di rose,oppure trattasi solo di una mia sensazione? Questo mia perplessità credo che risponda al vero, almeno dalle voci di popolo che sembranoconfermare il mio interrogativo?
R - Io penso che la mia opposizione e quella degli amici di “Partecipazione” sia stata in questi anni un’ “Opposizione” molto ferma, molto precisa, molto puntuale. Posso fare anche un esempio: La variante urbanistica approvata dal Consiglio Comunale un mese fa che ha visto il mio voto contrario, unico voto contrario. Contrari anche Mancini e Battisti, ma erano assenti uno per motivi di salute e l’altro per un impegno con il giornale che dirige. Voto contrario, unico voto contrario, mentre le altre “Opposizioni” o si sono astenute o mi pare uno sia stato anche a favore. Faccio questo
esempio, ma ce ne sarebbero tanti altri. Non è una Opposizione preconcetta. Ci sono state decine e decine di Commissioni. Era una variante che inalzava nella prima proposta l’altezza degli alberghi
tutti a 26 metri. E lì noi ci siamo ribellati, con articoli con interventi in Consiglio Comunale. E devo dire che ci ha seguito anche qualche Commissario di Maggioranza e ci è stata una correzione che però non è stata sufficiente a mio parere, perché per gli alberghi della parte centrale, per alcuni alberghi può anche essere possibile, secondo me, alzare le altezze è deleterio. Infatti Senigallia ha questa caratteristica di avere un Lungomare gradevole e quindi variare le altezze vuol dire renderlo meno vivibile, meno piacevole. Dal mare non si vedranno più le colline. Comunque si è moderata, si è mitigata la prima proposta. E questo io penso anche al contributo forte dell’Opposizione. Non abbiamo votato poi quella variante perché si prevedono parcheggi, cosa positiva, sei parcheggi sulla statale sud, ma fatto assai negativo, che questi devono essere legati a dei Centri Commerciali. Capannoni che rovinano l’ambiente! Invece fatto positivo che abbiamo giudicato, che abbiamo cercato è che sono state accolte le richieste dei cittadini, di trasformare i terreni che avevano, o delle
porzioni di terreno che avevano magari vicino alla casa, da edificabili a verde privato o agricolo. Anche qui però una critica ci sta. Questa opportunità doveva essere data a tutti i cittadini di Senigallia. Non tutti i cittadini di Senigallia seguono, ed aggiungo purtroppo, e leggono i giornali, seguono le vicende del Comune, quindi molti non hanno saputo di questa opportunità. perché i cittadini hanno chiesto questo, perché oggi l’IMU grava molto sui terreni edificabili, quindi questa opportunità di trasformare i terreni non edificabili doveva essere data a tutti e per essere data a tutti, bisognava che come arrivano i bollettini per i pagamenti vari doveva ugualmente arrivare ai cittadini tutti una lettera nella quale ci doveva essere scritto che coloro che si trovavano in queste situazioni su descritte, aveva questa opportunità. Però questo non c’è stato. Non mi piace di quella variante neppure che il Comparto di via Cellini, anche se si riduce la superficie degli edifici che andranno ad insistere, avremo però edifici di cinque piani. E già sulla collina avere edifici di cinque piani in via Cellini è una cosa non buona. Come può vedere, opposizioni dure si, ma anche propositive!
G - Comunque questo mio “J’Accuse” era indirizzato più che a lei, agli altri componenti dell’Opposizione…
R - Riconosco anche il ruolo impegnativo svolto da Paradisi nell’Opposizione. Paradisi, lo riconosco, è una persona preparata, molto corretta che spesso conduce, ha condotto delle battaglie in maniera esemplare. Ruolo di Opposizione che riconosco meno, invece, lo devo dire con tutta sincerità, al centro destra, a codesto Nuovo Centro Destra. E’ un’ Opposizione spesso di facciata, fatta sui giornali, ma quando si va sul pratico, il voto è spesso di astensione o di favore verso la Giunta. Ed anche le ultime vicende che stanno accadendo, sembra lo stiano confermando, dove parte di quell’Opposizione si riconosce nel Nuovo Centro Destra ed un’altra è confluita nel Gruppo Misto. Non so se ora il Consigliere Rimini simetterà in Opposizione con la Giunta, ed allora potremmo lavorare assieme, se invece si prepara per fare il salto in braccio alla Maggioranza, beh!! lui allora starebbe per conto suo. Diciamo che nel secondo caso, conviveremo nel Gruppo Misto, ma in maniera, molto separata.
G - Da quello che mi consta, se l’Opposizione “piange”, si può affermare che la Maggioranza ha poco da ridere. Dico questo, perché, a quel che mi risulta, nella pancia della maggioranza, si dice ci siano “fermenti”, “brombolii”… e qualche nome – Pulcinella tiene, in un segreto caveau di cui però tutti posseggono la chiave, il nome o i nomi – che prima o poi dovrebbe o dovrebbero, venire allo scoperto. Quindi, come le chiamano, ci saranno, s’immagina, di nuovo le “Primarie”. Sa quelle cose che si fanno “democristianamente”, con il sorriso sul viso ed il “coltello” nella tasca? Ci sarà, magari,
anche un terzo nome che fungerà però solo da “agnello sacrificale”. Chiedo allora a Lei, gli risulta tutto ciò? Ma non mi dica però, anche lei, che non sa nulla ? Non sarebbe da lei!
R - Sorride e quindi già di per sé è una conferma ! – Sinceramente, devo dire la verità, non m’importa. Non vado dietro a questi fermenti, a questi giochi.
G - Ma qui il mio gioco, il mio compito, è quello di conoscere dei nomi… su non faccia ora anche lei il “politico”!!
R - Si, so anche io di proposte nel PD di candidati che si vorrebbero proporre a sindaco… – e continua a sorridere-
G - Allora questo che mi dice mi conferma che le voci di popolo, stanno diventando voci di Dio!!
R - Si ci sono malumori … ma sono fatti di casa loro! Non mi perderei insomma su queste vicende.
G - E se quello che gli ho rivelato fosse vero, i voti dell’Opposizione come pensa verrebbero distribuiti, Pro o Contro questa stessa Amministrazione. Ha detto che i suoi sarebbero “no pro”, ma certo è che anche contro, sarebbe dura da scegliere chi, perché se guarda l’ideologia è all’opposto della sua. Salvo allora si guardi i nomi dei singoli. Ed allora quale sarebbe la sua scelta?
R - Francamente io mi auguro che ci sia, come dicevo prima, una coalizione di alternativa a questa Giunta. Praticamente al PD che governa oramai da un decennio in questa città. Quindi una coalizione chiaramente orientata a certi valori. Io mi auguro che questa proposta possa avere un successo. Che abbia un programmamolto semplice, molto chiaro, la vicinanza con i cittadini, con dei punti fondamentali e chiari. Programma che sintetizzerei in tre punti principali, che poi chiaramente possono avere una sottoelencazione dialtri punti. Ma i tre punti principali su cui orienterei il programma di questa alternativa al PD, quindi questa coalizione, sono : Turismo,…
G - Mi scusi, ma lo fermo subito qui, perché sembra che mi abbia letto le domande successive che mi ero preparato e che quindi passo subito a rivolgerle.
Anche se non aspira alla carica di primo cittadino, però può provare a divertirsi nel fare una lista delle priorità che ha Senigallia tra quelle che le elencherò, facendoci su un’analisi telegrafica del
perché e di come le si potrebbero migliorare: Commercio, Sanità, Economia, Rifiuti, Ecologia, Sicurezza ? Nell’elenco, come avrà potuto vedere non ho inserito Urbanistica,Viabilità, Edilizia, Cultura, Turismo, perché ho imparato a conoscere, da quando lo seguo in Consiglio, quanto questi argomenti le stiano a cuore, quanta sia la sua preparazione e quanto le piaccia di conseguenza parlarne più ampiamente.
R - Ecco un’altra bella ed interessante domanda. Io direi quindi tre temi grandi che poi racchiudono in essi altri sottotitoli che sono l’Economia, che poi racchiude anche il Turismo, il Sociale e poi l’Urbanistica ed Edilizia. Turismo. Comprende molte di queste voci: Cultura, Commercio, Agricoltura. Quindi questo è fondamentale per la città di Senigallia. A me il settore del turismo è sempre piaciuto. Fin da quando ero già studente all’Università di Firenze, sia nella tesi di laurea che in altri esami, ho sviluppato dei piani per il turismo. Sul turismo, la sinistra ha molte colpe, per non averlo sviluppato in Italia in maniera adeguata. A parole la sinistra, nei programmi, nei dibattiti, nei
convegni, anche nei congressi, metteva sempre la parola “Turismo”. Si diceva che esso era lo sviluppo economico, era l’industria pulita. Nei fatti, invece, ho visto, ed ho toccato con mano, l’esatto contrario. Quando poi si andava a livello locale a parlare di turismo, venivano fuori dei luoghi comuni non accettabili. Si, non accettabili. Io penso che solo una regione in Italia abbia lavorato per il bene del turismo e sia la regione Toscana. E posso affermarlo, perché sul turismo in Toscana, c’ho studiato. Per il resto niente. Dicevamo i luoghi comuni. Quando si va sul locale si parla sempre di albergatori che lavorono poco, che lavorano tre mesi, la stessa cosa si dice per i bagnini, la stessa cosa per i ristoratori. C’è una sorta di avversione verso chi, poi dopo, deve essere per forza, un anello importante per favorire il turismo. E non si può avere questa avversione verso suddette categorie!
E’ come dire io voglio che l’industria funzioni però voglio che poi vada male. Sul turismo, in Italia, si è fatto molto, molto poco. Il turismo può essere veramente il nostro “Petrolio”. Io sono convinto di questo, perché abbiamo delle ricchezze culturali, architettoniche, di paesaggio, veramente grandi e le Marche per esempio, è una regione che può veramente offrire molto al turismo. In questi ultimissimi anni vedo che le Marche qualcosina in più, lo devo riconoscere, fa, però deve esserci una strategia molto chiara di valorizzazione, perché poi il turismo si lega alla Cultura, si lega pure
ai prodotti del territorio e si lega al Commercio ed all’Artigianato.
Quando sono stato Assessore al Turismo, ho tenuto sempre questa strategia. Ogni iniziativa era legata a questa strategia. C’è un rischio per Senigallia, visto che parliamo della nostra città, che io ho detto anche in Consiglio Comunale ed ho anche scritto e pare che anche lo stesso Sindaco sia d'accordo con me, non trasformare il nostro turismo, nel “Turismo dello Sballo”. In cui, durante l’estate, arrivano orde di giovani per fare chiasso e basta. Deve essere un turismo di alto livello culturale, penso, perché è questo che richiama anche i giovani. Nell’ultima Commissione Turismo ho proposto un nuovo evento che ha avuto l’approvazione da parte di tutti i membri della  Commissione ed anche dello stesso Sindaco a cui questa proposta è piaciuta molto ed ha detto che ci vuole lavorare su : la proposta era di caratterizzare Senigallia, come città dalla vista culturale avanzata. La creazione del “Giorno delle Viole e dei Violini”. Cioè riempire la città di Senigallia di musica classica nelle  varie piazze, fatta da giovani che frequentano il Conservatorio o altre scuole di musica, dal mattino fino a tarda notte. E questo può essere un evento che può assumere dimensioni molto grandi, perché se ci sono degli sponsor o delle risorse economiche, la serata si può concludere con la presenza di
una persona importante, di un artista importante nel campo musicale che può richiamare turisti anche dall’estero, con un grande concerto. E’ accaduto già in Sardegna, a Cagliari mi sembra di ricordare, dove mi sembra un violinista, ha richiamato turisti fin dal lontano Giappone.
Però è una città che vive, dove anche le piccole cose possono diventare grandi e farla diventare grande. 
Poi il Sociale. Molta attenzione va rivolta alla Sanità, sia per quanto riguarda l’Assistenza alle  persone più svantaggiate, come diversamente abili, sia economicamente parlando e qui allora entra in gioco l’attenzione al non aumentare i tributi. Mi riferisco ad esempio a quando poco prima che cadesse il Governo Letta, o fatto cadere, il Comune aveva preparato una lettera contro il Governo Letta dove si diceva che al Comune si sottraevano risorse e questo si traduceva nel depauperamento generalizzato della cittadinanza tutta. Io non ho visto cambiamenti, il giorno dopo la lettera non è più
partita. Quindi dicevo, non depauperare più i cittadini, perché i cittadini non ce la fanno più neppure a Senigallia. Tarsu, Tasi, tributi vari, Addizionali Irpef dove il cittadino non si accorge immediatamente, ma lo vede quando arriva la pensione che l’importo del cedolino si riduce.
Già negli anni passati abbiamo avuto una forte stangata dalla Regione sull’addizionale Irpef. Quindi su questo c’è da fare molta attenzione.
Dell’Urbanistica ed Edilizia ne abbiamo parlato prima. Dico solo una cosa : anche qui bisogna snellire certe pratiche, perché stanno troppo negli uffici comunali. Il regolamento edilizio era partito – e come vede devo richiamare in causa l’Assessore Ceresoni – che giustamente diceva che il regolamento non è più valido. Che è un regolamento vecchio. Sono venute leggi nuove, nuove norme, nuovi regolamenti che lo rende non più valido. Lo abbiamo trasformato in piccola parte sulle monetizzazioni, il resto era venuto in discussione nella Commissione, lo stavamo discutendo, c’è stata la delibera N° 60 di Giunta dove nel 2013 si dava anche un termine, ma non se n’è parlato e non se ne parla più e temo che questo sia dovuto alla vicinanza delle prossime elezioni comunali. E
questo non va bene. Il regolamento è una palla al piede per l’edilizia.
G - Quali sono le proposte o gli argomenti che ha trattato in Consiglio e che magari sono stati osteggiati all’inizio, ma poi alla fine hanno ottenuto quell’attenzione in cui sperava?
R - Alcune proposte che hanno trovato una forte opposizione nostra era la privatizzazione delle Farmacie.
Ci siamo mossi in maniera molto ferma. Non capivamo quale know how il privato potesse portare a Farmacie che erano e sono redditizie. Dopo, finalmente, il Comune ho visto che ha fermato, per il momento, questo progetto di vendita. E’ stata una battaglia dura, dove sono intervenuto sia con uno scritto che con un video che ho lanciato su FB. Poi anche la battaglia che stiamo conducendo contro la privatizzazione dei Servizi Cimiteriali. Anche qui il Comune, al momento, sta esaminando il progetto e nulla è stato ancora deciso.
G - Abbiamo iniziato la chiacchierata con un apprezzamento sulla miglior cosa fatta da questa Amministrazione. Per chiudere sarei a chiederle… e la peggiore, invece, per cui sarà ricordata?
R - Mahh, io direi la peggiore per cui sarà ricordata questa Amministrazione… – e dal momento che si lascia andare ad una lunga pausa di riflessione, gli faccio…
G - … gli verrebbe da dire che sono tante??? – e lui allora si lascia andare ad un sorriso … -
R - No, voglio essere concreto! Potrei dire tante si, ma una è principalmente il modo di porsi, la vicinanza con i cittadini, a come si prendono i provvedimenti, non solo con i tagli dei nastri, ecc. Io penso una vicinanza particolare ai cittadini di Senigallia che in questo momento stanno male. Sarà una piccola cosa, una minima cosa, però penso che questa ci deve essere e deve essere un tratto d’unionetra l’Amministrazione ed il cittadino.
Comunque la cosa peggiore, continuo a pensare e ritorno sull’edilizia: ho parlato di ex-Arena Italia,
non è cambiato il parere su Via Rodi, anche se è un lascito del passato, non sono cambiate le responsabilità di questa Amministrazione su Palazzo Gherardi, che si è lasciato andare in degrado. Non si è mai cercato fondi, mentre sarebbe stato possibile cercarli come si è fatto per altri edifici storici. E questa poteva essere veramente una sede museale importante per Senigallia ed invece… !
Poi c’è il problema della Sacelit-Italcementi: avevamo detto che era un progetto faraonico, non adeguato ai tempi. Già nel 2008 c’era questa crisi edilizia. Io leggo una relazione della stesso proprietario Lanari in cui diceva: io inizio una scommessa… e da cui emerge che già lui stesso era scettico, ma voleva scommettere. E l’Amministrazione è andata dietro a questa sua scommessa perdente. Noi l’abbiamo detto chiaramente che era perdente, che non poteva farcela, che il mercato stava cambiando. E’ un’area che è nata male ed è finita peggio!!
G - Ultima domanda, questa volta veramente. Forse anche un po’ cattiva, non nei suoi confronti!! Allora: Non sarebbe corretto chiederle, prima di tutti nei suoi confronti, anche per non metterlo in imbarazzo, e secondo nei confronti dell’intera Giunta, i nominativi degli Assessori “meno brillanti”. Però vorrei chiederle, che per un solo istante indossasse i panni del Briatore nella trasmissione su Sky. A quanti di costoro, badi bene no a chi, mi basta solo che dica un numero, tenderebbe lateralmente il braccio destro, per esclamare, ” Tu per me, sei Fuori!!”. Attenzione però a non dirmi 7, oppure 8 considerando che il Sindaco è anche Assessore al Turismo.
R - Non dico né un numero né tanto meno indico i meno brillanti. Dico invece con chi ho lavorato bene, anche in Commissione, e ci tengo anche a farne il nome: l’Assessore Stefano Schiavoni, con il
quale ho sempre avuto un buon rapporto. Ho notato in lui molta sensibilità in ambito culturale, artistico e credo che non sia considerato in questo settore dalla Giunta, come invece dovrebbe e messo nelle condizioni migliori per operare.

Allegati :
Intervista a Marcello Liverani, neo candidato a sindaco di Senigallia

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Franco Giannini
già pubblicato Venerdì 2 maggio, 2014 su SenigalliaNotizie.it 
Questi i commenti dei lettori di SenigalliaNotizie.it :

NuovaSenigallia
NuovaSenigallia
2014-05-02 14:01:56
Il Consigliere Rebecchini, insieme ad altri 3, è sicuramente una persona onesta e coerente che si è sempre battuta per i cittadini e la città tutta. Il suo impegno è noto a chi frequenta la politica locale, e tra persone oneste come noi pensiamo di essere, non abbiamo nessuna remora a riconoscergli i giusti meriti. Non lasci la politica, la politica vera ha bisogno di queste persone, ormai mosche bianche. Vada avanti con le sue idee e le sue proposte che sono sempre decisamente buone, sicuramente troverà un valido appoggio/aiuto. L'onestà delle persone deve superare le barriere ideologiche oggi morte e sepolte, perchè quando una cosa è giusta è giusta, al di là del colore politico. Al Consigliere Rebecchini un "in bocca al lupo" di cuore!
                                                                                                                                                                          

giovedì 1 maggio 2014

1° Maggio : Oggi è la Commemorazione di quella che ieri fu la Festa del Lavoro...

... anche perchè questo è un cuore che non batte più, e che non riesce più ad essere gettato oltre l'ostacolo.







Del resto, che volete, non abbiamo più neppure cavalieri capaci d'infondere fiducia, sicurezza al cavallo, portandolo oltre l'ostacolo. Non abbiamo più queste figure di un tempo: in primis un Presidente, IL Presidente, Sandro Pertini e un sindacalista come Luciano Lama.
Non abbiamo più STATISTI, abbiamo solo mezze "cartucce" imbottite di tanta ambizione, e ricoperte ancor più, di una presunzione nel ritersi infallibili nelle loro decisioni.

Oggi è questo che ci passa il convento. Ed a detta di coloro che di politica vivono, noi, i cittadini, le truppe cammellate, dovremmo turarci il naso e fare buon viso a cattiva sorte di tanta sfiga in dotazione e muniti di cappellini e fischietti, eseguire a pappagallo quello che gli stessi ci suggeriscono di urlare.
E loro, infatti, se la ridono. Vorrei vedere con oltre un Miliardo di contributi che gli arriva dal Governo amico ogni anno.
          
L'unico, ancora, sperando che non cambi carattere, è questo Maurizio Landini, segretario generale della FIOM. Non un uomo nato politico, ma un sindacalista con i calli sulle mani, provenendo direttamente dal lavoro. Facendo il saldatore e lavorando all'intemperie. E mi piace ricordare una sua frase :"Ho capito una cosa: il sindacato deve rappresentare le condizioni di chi lavora e non deve guardare in faccia nessuno". Un uomo duro, inca@@ato, perchè con l'esperienza di chi conosce i problemi del lavoro.

 Invece quest'oggi i vari Bibì, Cicì e Cocò, si faranno la solita consueta passeggiata d'ordinanza, contornati dai fedelissimi della "gita gratis" fuori porta con il pullman organizzato e di cui senza saperlo hanno pagato il biglietto, il panino, la bottiglia di mezza minerale, cappellino e fischietto. Poi la salita sul palco, il bagno di folla, la clacca ben disposta. Qualche promessa, un po' di retorica e poi mentre il popolo si mangia il panino, loro se ne vanno al ristorante.
E dei Precari, degli Interinali, dei Disoccupati, dei Cassaintegrati, di coloro che stanchi e sfiduciati per sentirsi dire "lasci il CV, poi le faremo sapere", il lavoro neppure più lo cercano, o di coloro che hanno preferito suicidarsi perchè avevano quella "DIGNITA'" che i nostri parlamentari dimostrano di non avere o forse non hanno mai posseduto.
Ed allora ditemi, OGGI, che cosa c'è da festeggiare ??
Voglio essere ottimista, seppur mi è difficile se non impossibile e voglio augurarmi che oggi qualcuno pensi anche a chi non festeggia. Voglio che non si crei quel clima di guerra tra poveri, tra giovani ed anziani. Ed allora voglio augurarmi che forse chi potrà stappare una bottiglia di vino, anche se non sarà DOC lo scopo sarà raggiunto, lo farà e la berrà alla propria salute ed a quella di chi è senza lavoro. Tra questi che stureranno ci saranno quei dieci  milioni con gli 80 € di aumento in busta paga, ed invece, come le stelle ed a bocca asciutta ci saranno coloro che  non avendo la "busta paga" o non raggiungendo i requisiti è rimarranno a guardare con la speranze nel cuore che il 2015 possa essere diverso. Oramai quello che ci resta sono due cose, sperare, indignarci e prima di suicidarci, prima mi raccomando, inca@@arsi. Consiglio a chi opterà di acquistare e stappare la bottiglia con quegli 80 €: farlo prima di pagare qualche bolletta scaduta e sicuramente, prima di andare per due volte al supermercato e farci la spesa per l'intera famiglia, come qualcuna delle "mezze cartucce" della "giberna governativa", rendendosi ridicola nella sua esternazione, ma oramai in campagna elettorale, ha suggerito. 



di Franco Giannini