venerdì 4 marzo 2011

Volti e nomi di Senigallia celebri ma modesti n°11: Christian Magnoni


di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

Sconosciuta è 'sta disciplina, ma non chi la insegna…

La location dell’incontro è la palestra Perticari e l’oggetto del colloquio dovrebbe essere un’intervista. Ma quello che viene fuori è più l’immagine dell’amore verso uno sport e di quella Società sportiva che l’ha visto nascere e divenire atleta ed ora lo vede nei panni di istruttore e divulgatore. Lui è Christian Magnoni ed, in verità, non è neppure un nostro concittadino (per questo ho modificato il titolo!), ma ciò dice poco e nulla.

Classe 1986, nasce a Fabriano, risiede a Sassoferrato, studia alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Ancona, ed è istruttore di Taekwondo, una delle tante arti marziali provenienti dalle terre dell’Oriente e di cui è Cintura Nera 2° Dan. Pizzetto, baffi, mosca, capelli raccolti in una specie di chignon, fisico asciutto e nervoso da atleta, portamento eretto, me lo fanno apparire come una via di mezzo tra l’eroe di Dumas, D’Artagnan, e uno dei misteriosi Samurai di Akiro Kurosawa.

A tradire questa mia specie di "miraggio", è la sua inflessione umbro-marchigiana da uomo di frontiera regionale e l’assoluta mancanza di armi da taglio. Più tento di portarlo a raccontarmi di lui, più tende a parlarmi della sua Società sportiva, del suo Presidente, della specialità.

TaekwondoCapisco allora che è meglio lasciarlo sfogare.

L’Associazione A.S.D. Taekwondo Fabriano, dove Christian muove i suoi primi passi (nel 2000), nasce nel 1978, per volontà del suo presidente il Maestro Giovanni Berardi una delle prime e poche Cintura Nera 7° Dan e l’unica in un raggio di circa 200 km.
Associazione che conta oggi oltre 50 praticanti e che nell’arco dei suoi 30 anni di vita circa, ha visto cingersi la vita di oltre 50 atleti con l’ambita fascia di color nero. Società che ha iscritto sul suo Albo d’Onore atleti di grido, di caratura internazionale, anche se poco conosciuti in un Paese, il nostro, ma non solo, dove queste arti sono ritenute sport "minori".
Fortunatamente "Minori", perchè segno evidente che sono ancora immuni dal contagio di quel "business", che se da una parte fa crescere la conoscenza dello "sport", dall’altra ne affloscia contenuti e motivazioni da cui e per cui essi sono nati, esaltando solo i guadagni ed il "vincere a tutti i costi".

Ecco che allora dico che in quell’Album figurano nomi come:
- Francesca Pisani, Argento Campionati Italiani 2000–2001, Oro Campionati Italiani 2002, Argento Campionati Italiani 2003 nel "Comattimento" ed ancora Bronzo nel 2001, Argento nel 2004-2005, Bronzo nel 2008 ai Campionati Italiani, nonché Oro agli interregionali 2006 nelle "Forme";
- e Luca Massaccesi, Campione d’Italia 1983 – ’85 – ’88 – ’89 – ’90 – ’91 – ’92 Oro Internazionale d’Olanda ’87 e d’Italia ’88 - ’90, Oro alla coppa del Mediterraneo ’88, Bronzo ai Mondiali Universitari ’90, Bronzo alla World Cup del ’90 e se non bastasse, Bronzo alle Olimpiadi di Barcellona ’92 (presentato per la prima volta come sport dimostrativo, poi divenuto ufficiale in quelle di Sydney del 2000).

Colgo l’occasione di un suo inaspettato, quanto per me fortunoso, "abbassare la guardia", per un controllo e richiamo a tre suoi giovanissimi allievi che si rincorrono sul parquet della palestra, per riportare il colloquio sulla sua persona.

Ed allora chiedo: "Christian, ora parliamo un po’ di te…". Ecco che allora sorridendo comincia a raccontarmi: "In verità, io ho cominciato a frequentare la palestra un po’ in ritardo, a 14 anni. Ma sembra che la passione per questo sport, l’impegno che in esso ho profuso, mi abbiano fatto recuperare il tempo perso".

Christian Magnoni e i suoi giovanissimi allieviInfatti leggendo il suo Palmares si può notare che è risultato Bronzo ai Campionati Italiani 2003, Oro al Campionato Regionale 2004, Bronzo Internazionale Cup Senigallia 2005, Argento Campionato Interregionale 2006 nella specialità "Combattimento".
Nell’altra variante del Taekwondo le "Forme" si è così distinto: Oro Campionato Regionale 2004, Argento Interregionale 2006 e 2009, Oro interregionale 2010. E tutti questi allori conseguiti sia come cintura Rosso-Nera, che come cintura Nera.

La seconda domanda mi viene dettata dalla mia curiosità: "Scusami, sai, ma mi dici come tu, nato a Fabriano, residente a Sassoferrato, studente ad Ancona dove trascorri abbastanza del tuo tempo, hai scelto proprio Senigallia per la divulgazione di questo sport?"
Mi fissa con quei suoi occhi neri, e stringendosi i due lembi della cintura nera del suo kimono (mi sono dimenticato di chiederlo e spero si chiami così) mi risponde: "Più semplice di quello che pensi. A Fabriano, Sassoferrato ed Ancona già ci sono palestre in cui si pratica il Taekwondo. Non solo, ma ci sono anche a Chiaravalle, a Jesi, Falconara, Sirolo, Fano… insomma Senigallia era terra da conquistare. Almeno questa è la mia speranza".

Non è vero che la curiosità è donna, anche noi maschietti, almeno io… ed allora chiedo: "Ma mi spieghi come ci si "inventa" di mettere su un corso di uno sport, passamelo, poco conosciuto. Come hai fatto per farti conoscere, come sei riuscito ad avvicinare i primi adepti?".
TaekwondoLa risposta mi giunge immediata, frutto di una prontezza di riflessi maturata con l’esercizio: "Con tanta pazienza, altrettanta tenacia, un po’ di volantinaggio fatto in casa e il solito passaparola anche nelle scuole. Alcuni sono venuti a vedere, altri si sono iscritti e lo sono ancora, altri ancora, del resto fa parte del gioco e non bisogna abbattersi quando ciò accade, si sono iscritti e poi hanno abbandonato. Ma tengo a dire solo una cosa importane, contrariamente a quanto si può pensare, questo sport non è assolutamente violento, ed il fatto che sia frequentato da bambini ne è una dimostrazione. E’ oltre tutto uno degli sport, e non lo dico io, ma pubblicazioni scientifiche sportive, meno rischiosi e con il minor numero di incidenti".

Allora, per darmi un po’ di tono, gli faccio una domanda tecnica: "Quali sono le doti che uno deve possedere per iniziare questa attività?". Indicandomi i giovanissimi allievi sul parquet che stanno giocando in attesa che inizi la lezione: "Da come puoi ben vedere osservando le nostre mascotte: Elisa (5 anni), Cristopher (7 anni), Michele (8 anni) ed Alex (10), non si può pretendere doti soprannaturali. E’ il Taekwondo quello che aiuta a far emergere certe nostre attitudini che magari non sapevamo di possedere: Attenzione, Concentrazione, Riflessi e soprattutto la capacità di percezione del pericolo e l’Autocontrollo. Autocontrollo che dà sicurezza all’individuo che si trova in pericolo, quindi un "senso si superiorità" che gli permette la gestione di una difesa misurata. Voglio anche dire che questo corso è riservato quindi a tutti, dai 4 ai 55 anni, anche se l’età consigliata è quella dei 5/6 anni. E’ da poco che ho iniziato, appena da Ottobre, ma l’interesse è vivo. Quindi l’invito è d’obbligo. Per chi è interessato, sono tutti i mercoledì e venerdì pomeriggio qui in questa palestra".

Questi i commenti dei lettori di 60019 :

Informazioni.
Scritto da Andrea Contardi il 04/03/2011 ore 09:03
Buongiorno! scrivo per informare sia il giornalista che l'intervistato che il Taekwondo è presente a Senigallia da circa 20 anni, con maestri internazionali riconosciuti dal Kukkiwon (organizzazione mondiale con sede in Corea). Pregherei quindi di prestare attenzione a divulgare informazioni non veritiere, come dipingere Senigallia alla stregua di una terra di conquista o il Taekwondo come uno sport sconociuto. Se il fine dell'articolo era fare della pubblicità, forse era più opportuno esaltare tale aspetto. Chiunque volesse replicare può contattarmi al mio indirizzo email: andrea.contardi@libero.it

Scritto da Andrea Contardi il 04/03/2011 ore 16:38

Mi scuso di nuovo per l'intervento, ma mi ero dimenticato di correggere un'altra affermazione non veritiera e riportata nell'articolo. Nel raggio di 200 Km, non solo vi sono altre cinture nere 7°DAN, ma vi è un 9° DAN (che tra l'altro è il pioniere del Taekwondo nelle marche e in Italia). Solo per precisare. Saluti.


Scritto da Christian il 04/03/2011 ore 22:41
buonasera. volevo sottolineare che dall'articolo non voleva emergere il fatto che a senigallia non esistono altre palestre di taekwondo o che nessuno l'abbia mai praticato. Inoltre dal momento che questo sport ha due federazioni chiedo scusa se non ero ben informato della presenza di palestre affiliate alla ITF. So per certo che a Senigallia esiste un'altra palestra, oltre la nostra, affiliata alla WTF e riconosciuta dal CONI, e per il bene e per la crescita di questo sport spero che ci siano sempre più appassionati a sostenerci.

mercoledì 2 marzo 2011

ORE 17,30 - ...PASSATA E' LA TEMPESTA...






























di Franco Giannini

... Che almeno le foto servano a tranquillizzare...

Sembra che l'allarme sia rientrato, e che siano pochi coloro che abbiano subito danni, ma che ,comunque sia, dovrebbero essere risarciti con la medesima velocità con cui si è provveduto a riportare tutto alla normalità. Da parte chi ? Eh!! Questo non lo so. So solo che tornano a riemergere isole a fare da spartitrafico in mezzo al Misa...e siamo a Senigallia e non sul Tevere di Roma. Speriamo che qualcuno "spigolato" da quel rompiballe del solito pensionato "brontolone, si rimbocchi le maniche e si faccia sentire con qualcuno sopra di lui con un :" Voglio la pulizia del fiume, fatta bene e subito, pena uno sputtanamento su tutti i giornali !!"
Come dicevo e con l'onestà che credo di possedere, posso confermare però il sicuro impegno profuso dai servizi preposti (VVFF ed Amministrazioni varie) per la pulizia e lo sgombero immediato delle sotto arcate dei ponti e delle strade allagate, come si possono vedere.
dalle differenze delle foto della piena e del post piena. E tutto questo entro 12 ore.

ANCORA UN'EMERGENZA !!







































di Franco Giannini

... e speriamo che si tratti solo di una "semplice piena"

E' molto semplice ed a volte anche antipatico, esclamare, quando un fatto spiacevole poi avviene, "... te l' avevo detto??" . Ma questa volta, pur non avendomelo specificatamente proferito qualcuno, mi è rintronato nelle mie orecchie e mi sono sentito colpevole e mortificato per non aver ascoltato, chi si faceva forte della sua esperienza, per segnalarmi, con mesi di anticipo, quello a cui stiamo andando incontro.
Il Misa era stato "pulito" da poco, taglio del canneto ed un po' di erbacce. Il mio amico Alfio, un vecchio cacciatore, mi aveva suggerito allora di scrivere che la ripulitura era stata fatta in modo approssimativo (anzi lui mi disse inutile!) e che quello di cui il Misa necessitava, non era il taglio delle canne, bensì un lavoro di dragaggio, perchè se non andava errato, l'ultimo era stato eseguito negli anni '50.
Mi aveva portato davanti al Circolo dei Cacciatori e da lì, mi aveva fatto osservare i detriti ben visibili dopo il taglio delle canne. "Ecco, vedi...è tutta quella roba ma lì che dev'n levà, perché se no alla prim' pianara...". Ricordo che avevo replicato giustificandomi, che forse si volevano tutelare le specie animali del lungofiume, non so, tipo la galinella...e lui ridendo mi aveva risposto :" ...ma che c... dici Franco...io è dal '70 che nun ne ved' più una. Dev'n levà le isole in mez' al fium" . Mi scuso ora con lui, non ci avevo creduto ed invece aveva ragione!!
Ed ecco che da ieri, è scattata l'emergenza. Poco tempo fa c'era stata quella del Cesano, anche qui il solito scarica barile, le solite promesse, le solite polemiche ed alla fine i soliti risultati: Il nulla.
Qui ancora, si parla di "piena", anche se qualche esercizio è stato allagato e quindi farà sentire la sua voce quanto prima. Già da oggi invece, si ascolterà la voce dell'Amministrazione che ci inonderà con i soliti "Siamo stati i primi a fare...", "E' uno straordinario evento naturale che non si verificava da 40 anni", "E' un evento che non si poteva prevedere". O si cercherà di abbandonare la "nave" quando affonda, con l'usuale scarico delle colpe, dimenticandosi l'uso della parola "coesione delle forze" adoperata in casi di esaltazione per eventi positivi :" Ma è preposta la Provincia al lavoro di dragaggio e manutenzione dei fiumi...Noi non possiamo fare nulla..." Al che a questa farà eco la Provincia "... I fondi che la Regione ci mette a disposizione sono quelli che sono...". A sua volta la Regione scaricherà il tutto nei confronti del Governo con i problemi venutisi a creare con la Finanziaria... Insomma sempre la solita questione di quattrini!!
Tutto vero, per carità, ma è anche comprensibile che se il cittadino s' inc...a, ha ragione. A noi di chi sia la competenza o da che cosa derivi la mancanza del servizio "ce ne può fregar de meno". Le tasse si pagano, anche se non tutti, e chiediamo di essere tutelati e rispettati. Per questo credo che sia necessario : 1-) riconoscere che ci sono delle colpe, 2-) denunciarne pubblicamente i colpevoli, 3-) evitare i proclami trionfalistici per come si è gestita la cosa... (Ridicoli personaggi, con casacche con su la scritta Regione Marche, nel lungo fiume prendevano foto ... sempre chiudendo quella stalla dopo la fuga dei buoi!! Voglio augurami inoltre che non beneficiassero di una diaria supplementare per la trasferta.), 4-) sembrerà una stupidaggine, ma va eliminata dal vocabolario dell'Amministrazione, qualunque essa sia, la parola EMERGENZA, perchè in Italia se ne sta abusando in un modo vergognoso, quale sgravio di colpevolezze ed incapacità a risolvere. L'unica emergenza che abbiamo in Italia oggi, è quella, purtroppo, della mancanza di Cervelli Capaci ed Indipendenti, ragionanti autonomamente 5-) ed ultimo, usufruire, con umiltà, sfruttando queste disgrazie, cercando di ricavarci il massimo delle esperienze per il futuro e, nel contempo, facendo sentire la propria voce, senza il timore di pestare, in certi casi, i piedi magari agli stessi amici di partito., che siedono in qualche poltrona più alta. Quindi non dimostrandosi "papagallini tifosi," bensì dei validi amministratori nudi da simboli ed imposizioni del proprio partito politico, con il solo obiettivo: il bene e la sicurezza dei propri cittadini. E non mi si venga a dire che già questo lo si sta facendo...ulteriormente penalizzante sarebbe un mentire sapendo di mentire!

PUBBLICA UTILITA'

COMUNICATO STAMPA del COMUNE DI SENIGALLIA

INFORMATIVA URGENTE

Multiservizi ha appena comunicato che il maltempo di queste ore ha provocato
la rottura di una condotta idrica che serve la zona centro e nord di Senigallia,
dove molti cittadini sono attualmente alle prese con una mancanza di acqua corrente.
Multiservizi sta lavorando con i suoi tecnici per ripristinare al più presto il servizio,
ma l'acqua potabile potrebbe mancare nella zona ancora per qualche ora.
Il guasto interessa anche l'ospedale di Senigallia, che è stato immediatamente servito attraverso un'autobotte.
Riportiamo in calce la comunicazione integrale di Multiservizi, visibile anche sulla home page del suo sito Internet.
Il maltempo che ha provocato allagamenti e frane ovunque, ha danneggiato anche impianti e condotte idriche.
La situazione più grave si sta registrando a Senigallia dove, a causa del movimento franoso del terreno, si é rotta la condotta di
alimentazione (diametro 450 mm) che alimenta la quasi totalità della città: centro, Cesano e Cesanella.

Le squadre di Pronto Intervento di Multiservizi hanno incontrato con poche difficoltà a raggiungere la zona dove è posata la condotta,

completamente allagata a causa dello straripamento di fossi e fiumi.

Il lavoro di riparazione si presenta, perciò, molto complesso e si prevede di concluderlo entro la serata.

Intanto Multiservizi si é attivata per non far mancare l'acqua all'ospedale cittadino dove é stata collocata un'autobotte.


Si sta lavorando anche alla riparazione della condotta che alimenta alcune vie del centro di Ancona (via Palestro, una parte di via Piave e di via della Vittoria).

I lavori termineranno in mattinata e l'erogazione dell'acqua tornerà regolare entro il primo pomeriggio.
Invitiamo in particolare radio, portali e blogger a diffondere
come meglio potranno la notizia nelle prossime ore.
Cordiali saluti

lunedì 28 febbraio 2011

Questioni di sanità...ma non solo

di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

... alle prese con l'Ufficio Prenotazioni dell'Asur di Senigallia

Gent.mo Dott. Pesaresi,

ancora una volta sono ad importunarla, ma sempre in modo da intendere come costruttivo, per segnalarle non tanto un disguido organizzativo sul servizio prenotazioni, quanto un gesto di cattiva educazione che fortunatamente mi risulta personalmente, fin ad oggi, un caso isolato. Ma ritengo opportuno, appunto perchè isolato, di isolare anche colui che lo ha creato, dal momento che è persona al contatto con il pubblico.

Spiego il fatto da cronista presente al momento.

Il luogo è l’Ufficio Prenotazioni dell’Asur di Campo Boario. Il giorno è oggi 25 Febbraio 2011 ore 11.45. Gli sportelli attivi sono due. In uno c’è un’impiegata e nell’altro un impiegato. Una signora al suo turno fa richiesta allo sportello con l’impiegata di una medicazione per uno “Stoma” per lunedì 28 c.m. L’impiegata le replica che la prenotazione non può essere fissata prima del 14 Marzo. Al che la signora le fa presente che non si tratta di una medicazione di una semplice ferita, bensì di uno “Stoma”.

Lei Dott. Pesaresi sa certamente di che cosa si tratta, quando si parla di stoma, e può immaginare anche il perchè si è giunti a questo tipo di “sintomatologia” e quindi anche lo stato d’animo di chi si trova in simili frangenti. La signora fa presente che fino a poco tempo fa non c’era bisogno neppure di prenotazione. Uno si recava in reparto all’Ospedale, si sedeva, attendeva il suo turno e veniva medicata e supportata anche con i consigli del momento. L’impiegata replica alla signora con: ”… lo so, ma purtroppo sono le nuove disposizioni...”

Ed è in questo momento che interviene, senza essere interpellato, l’impiegato “maschietto” operante nello sportello accanto con una battuta disgraziatamente fuori luogo e non accettabile da una persona sempre e solo in contatto con un pubblico sofferente.

Gli sportelli Asur, infatti non sono quelli nè di una biglietteria di un cinema, né tanto meno quella di uno stadio. Questa la replica, che con un eufemismo chiamerò aria scocciata e supponente, dell’ impiegato: ”Siamo stanchi di ascoltare le lamentele del pubblico... sono sempre le stesse cose...!!”
Chi ha più cervello lo adopera, infatti la signora gli risponde con un semplice: ”E’ proprio vero che il senso dell’umanità non esiste più...” prende il foglio prenotazione e senza attendere oltre se ne va.

Dott. Pesaresi, voglio sperare che nessuno abbia obbligato costui a svolgere tale incarico, e se qualcuno l’ha fatto, evidentemente ha sbagliato. Credo che comunque certe persone vadano sostituite e reimpiegate in lavori dove la sensibilità, umanità, buon senso, educazione, preparazione, non siano necessari.

Ma credo che lavori simili non esistano.

A lei comunque prendere i debiti provvedimenti.
Io come mio solito non mi nascondo e mi firmo e lo ringrazio anticipatamente per quanto andrà a fare.

Questi i commenti dei lettori di 60019.it :

Scritto da Ugo Bartolucci il 25/02/2011 ore 14:54
Non sono un infermiere né un medico, però, per esperienza, so che uno stoma non può essere disinfettato una volta ogni due settimane. Quando ancora mia madre era in vita anche lei aveva uno stoma da disinfettare. La nostra "fortuna" era quella d'avere una parente infermiera e un gruppo di volontari messi insieme dal dottor Marcellini dell'oncologia che ci aiutavano, con competenza e delicatezza, a mantenere pulito lo stoma. Posso immaginare come si senta quella signora che si è sentita rispondere in quel modo arrogante e stupido. Profondamente stupido. Anche io ho navigato, a causa della malattia di mamma, fra medici, infermieri, sportelli ASUR, centri oncologici e, debbo riconoscere, che quasi sempre mi son trovato bene. Molte persone sono comprensive. Capiscono la situazione e cercano di aiutarti come meglio possono. Talvolta, però, ci si incontra con gente assurda. Se penso però a tutti quelli che ci hanno aiutato mi commuovo. Mi commuovo ripensando a quel volontario che veniva a pulire lo stoma e faceva sorridere mia madre. Sapevamo tutti che la situazione era disperata, però un sorriso leniva per un momento quel dolore e quel senso di disperazione che avevamo. Non era poco.
si puó registrare??


Scritto da stancoinvacanzaasenigallia il 25/02/2011 ore 17:35
Di esempi di cattivo o arrogante attendimento al paziente ne ho subiti tanti alle casse, sportelli degli uffici delle strutture sanitarie senigalliesi. Bisognerebbe capire quali sono i limiti di ognuno (paziente-utente/addetto) e se la matrice di queste situazioni é una scia di disposizioni, regolamentazioni, normative dissennate di questi ultimi anni... E se é possibile cominciare a registrare nelle tasche le conversazioni...

povera sanita
Scritto da lucia pucci il 27/02/2011 ore 20:04
sono un operatrice sanitaria da tanti anni a volte e dura ascoltare capire il dolore di chi soffre la parola chiave per un comportamento piu umano e etica anche l omino delle prenotazioni dovrebbe averla potrebbe fare un corso per questo se solo si accorgesse che non ha davanti dei numeri ma malati e a volte gravi comunque non era la prima volta che faceva una cosa del genere caro franco

QUESTA LA RISPOSTA DEL DOTT. PESARESI PUBBLICATA DA 60019.IT martedì 22 marzo :

Il direttore Asur Pesaresi: "Presto nuovo CUP più efficace e confortevole"

Franco PesaresiGentile signor Franco Giannini,
qualche settimana fa, il 25 febbraio, mi ha scritto della sua esperienza con il nostro Centro prenotazioni. Purtroppo le scrivo con molto ritardo e di questo mi scuso ma non sempre ho il tempo per farlo.

Potrei incaricare qualcuno ma preferisco risponderle personalmente perché l’insoddisfazione dei nostri utenti merita il massimo della nostra attenzione. Serve anche a dare un segnale a tutti gli operatori della Zona Territoriale.

Desidero innanzitutto scusarmi a nome dell’azienda se un operatore non ha trattato con il dovuto rispetto una persona che si è rivolta al nostro CUP. Le garantisco che il personale è stato prontamente (non come questa mia risposta) richiamato ad operare con la consueta professionalità e cortesia.

Mi dispiace che sia accaduto un evento spiacevole ad un gruppo di operatori che invece in questi mesi molto difficili ha dimostrato abnegazione, cortesia ed impegno.

Questo periodo con il nuovo CUP è stato molto duro per i nostri operatori costretti a confrontarsi quotidianamente con un sistema di prenotazione non sempre all’altezza delle necessità. Nel complesso sono contento del lavoro che hanno svolto. Un errore va perdonato a patto che non si ripeta e sono convinto che non si ripeterà.

Quanto al sistema di prenotazione desidero informarla che stiamo cercando di migliorare tutto il sistema per creare degli ambienti più confortevoli e più efficaci.

Ospedale di SenigalliaI nostri due CUP (quello del distretto e quello dell’ospedale) si unificheranno e si sposteranno all’entrata dell’ospedale (ex radiologia) dove potranno disporre di locali molto più ampi, nuovi e moderni box per le prenotazione, di due ampie sale d’attesa (oggi carenti), di un sistema di gestione delle code, della presenza di tutti gli uffici che si relazionano con gli utenti (URP, ufficio cartelle cliniche, ecc.).

Il servizio tecnico è già all’opera per cui conto di poter partire con questa nuova organizzazione prima dell’estate.

Saluti molto cordiali.

da
Franco Pesaresi

venerdì 25 febbraio 2011

Il poeta pittore ENRICO DIGNANI presenta le sue opere


Se l'invito non risultasse troppo leggibile, ne ripeto il luogo e la data dell'appuntamento
OSTERIA BAR ZABUMBA * Via Marchetti 7 * SENIGALLIA
Giovedì 3 Marzo alle ore 21,30

Fin da ora, un grazie a quanti vorranno partecipare.

mercoledì 16 febbraio 2011

ANCORA SULLA SANITA', ANCORA SULL'OSPEDALE DI SENIGALLIA

Nota di Franco Giannini

L'importante era che almeno rispondesse. Cosa che il Dott. Pesaresi ha fatto e di cui sentitamente lo ringrazio.
Non è che le sue spiegazioni mi abbiano entusiasmato e quanto meno rassicurato.
A quel PS, purtroppo per me (il purtroppo è espresso relativamente alla salute!) , sono dovuto ricorrere nuovamente, ancor prima della sua risposta. Da qui, i medici, non riuscendo a risalire ai motivi originanti i miei malori, mi hanno prescritto diversi esami diagnostici. Dico ciò, perchè l'ultimo di questi, è previsto per fine settembre. Ecco che allora ho iniziato a stillare un diario delle peripezie a cui sono andato e andrò incontro durante tale periodo. Ho diviso la pagina in due parti : Eccellenze e Difetti. Quindi non in chiave polemica, ma realistica, con orari, giorni, reparti. La pubblicazione a fine "lavori" di restauro...sempre che riesca a fare a tempo per vederne la fine (questa è una semplice battuta che mentre la scrivo tocco...ferro!!) !!

Questa è la sua risposta gia pubblicata da 60019.it

Il direttore Asur Franco Pesaresi interviene sulla sanità a Senigallia: progetti e risorse Franco PesaresiRispondo soltanto oggi e di questo mi dispiace molto ma proprio non sono riuscito a farlo prima. Mi scuso per i disagi sopportati dal signore al pronto soccorso di Senigallia. Sono però confortato dal fatto che c'è stato un apprezzamento per il personale di assistenza.
Da questo si deve partire per ogni ipotesi di riorganizzazione.

Per quel che mi riguarda sto cercando di migliorare la situazione del Pronto Soccorso. Com'è noto ho presentato un progetto per la realizzazione di un ambulatorio al Pronto soccorso che si occupi di codici bianchi e verdi (circa l'85% dei casi) in modo che le persone non debbano aspettare tempi così lunghi.

Si tratta di un potenziamento molto importante del pronto soccorso (5 medici in più) che non va sottovalutato. Allego (pdf - 125 KB) il progetto affinché possa essere meglio conosciuto.

E' altrettanto noto che il progetto sta registrando delle resistenze significative nella comunità. Ciononostante spero di poterlo realizzare. Speriamo bene. Le prossime due settimane saranno decisive.

Ospedale di SenigalliaHo avviato anche un secondo progetto per potenziare il Pronto soccorso che partirà a maggio che dovrebbe contribuire in modo significativo a ridurre i tempi di attesa al pronto soccorso.
Per ora non voglio parlare di questo secondo progetto proprio per salvaguardarlo.

L'obiettivo è quello di arrivare almeno entro la fine della primavera con due importanti progetti di potenziamento operativi per il Pronto soccorso.

Certo se si registrano solo critiche e ogni sforzo di miglioramento viene bloccato sul nascere le cose si complicano.

Quanto alla struttura muraria le cose sono complicate. Più che le idee e gli spazi mancano le risorse. Come è noto per interventi strutturali servono risorse in conto capitale (non si possono utilizzare le spese di parte corrente) che nel momento attuale non sono disponibili.
Ma non ho dubbi che riuscirò a trovare le risorse nel prossimo futuro anche per questi lavori per cui per ora preparo l'intervento progettando i lavori da fare.

Saluti molto cordiali.
Franco Pesaresi

Scarica il progetto di riorganizzazione e potenziamento del Pronto Soccorso di Senigallia (pdf - 125 KB)

Questi i commenti postati su 60019.itUno che paga le tasse come tutti
Scritto da Visitatore anonimo il 2011-02-15 08:14:56
Daccordo sul potenziamento del pronto soccorso di Senigallia ma continuare a ridurre i servizi sul territorio dove insiste una popolazione di poco inferiore a quella senigalliese non è giusto e non è corretto rifugiarsi dietro i tagli governativi. Un amministratore, degno di questo nome, deve dimostrarsi SEMPRE al di sopra delle parti e non essere fazioso ne vendicativo, soprattutto nei confronti dell'utenza dei servizi che è sia di destra che di sinistra.

5 medici in più...
Scritto da Visitatore anonimo il 2011-02-15 10:50:12
...e infermieri???
Poi è facile trovare consensi con il dire che si aumenta di ben cinque medici un pronto soccorso, facile intuirne il beneficio in termini di liste di attesa, peccato che si ometta il fatto che questi professionisti verranno tolti da altre parti, nel territorio!!Si copre un buco, scoprendone altri, forse meno importanti?


sabato 12 febbraio 2011

Il grido di dolore di Umberto Solazzi per l'Ospedale di Senigallia

di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

Il responsabile del Tribunale del Malato: "Il direttore tra 3 anni andrà via, ma l'ospedale resta"


Martedì sera, 8 febbraio, alla IV Commissione, il Presidente Simeone Sardella aveva invitato un addetto ai lavori, il Sig. Umberto Solazzi, Presidente del locale Tribunale del Malato, per fare un punto sull’attuale situazione che sta attraversando la nostra sanità.

Solazzi apre il suo intervento, parlando non come Presidente del Tribunale del Malato, ma come cittadino che vive i problemi sorti in questi giorni. Non addossa in toto le colpe al direttore dell’Asur Zt4 Dott. Pesaresi, perchè è un semplice esecutore di ordini superiori: "Si ritiene un generale – dice Solazzi – ma alla fine dei conti è un semplice colonnello".

E’ anche certo che l’Ospedale di Senigallia non sarà chiuso, ma certamente depauperato delle sue "eccellenze", che sicuramente ci sono e afferma: "Se non si sarà in grado di tutelare la chiusura del nostro Ospedale, esso, continuando così, si chiuderà da solo". E ancora: "purtroppo alla Regione Marche ed alla nostra Asur non gliene frega nulla dei cittadini, noi siamo relegati ai margini del sistema e non al centro come dovrebbe essere".

Ben più grave è il fatto, di cui Solazzi ci informa, che oggi, a ricorrere al Tribunale del Malato, non sono più solo i malati, ma spesso anche gli stessi operatori: medici, paramedici e primari.

Ci parla di un reparto chirurgia che sarà relegato a piccoli interventi, perchè per quelli più importanti dovremo emigrare in quel di Torrette di Ancona, di un reparto di Otorino in affanno, di quello di oculistica che a breve perderà il suo primario per pensionamento, della mancanza di un reparto urologia.

Tutte cose queste che hanno indotto il personale dell’Ospedale a firmare un documento da recapitare alle autorità regionali, contenenti le loro preoccupazioni. Sintomo questo di mancanza di fiducia nella politica e nella sanità. "Signori ciò significa che siamo, come si suol dire, alla frutta".

Ci sono a questo punto due interventi, del Consigliere PdL Enrico Rimini e del Presidente del Consiglio Enzo Monachesi, che salto volutamente a piè pari, per passare a quello del Consigliere Dr. Luciano Quagliarini, perchè lo ritengo, una volta accertato, sempre che venga accertato… di grande importanza.

Apre il suo intervento, assai imbarazzato, dicendo: "Sono seriamente in difficoltà a parlare e non mi sento di farlo perchè sono perseguitato… non posso quindi esprimere il mio parere, la mia idea. Faccio solo un resoconto.
Giugno/Agosto: Pesaresi viene criticato dai sindaci di Ostra e Ostra Vetere…
Settembre: L’opposizione chiede le sue dimissioni…
Ottobre/Dicembre: La maggioranza conferma che tutto va bene… io esco dall’aula, mi astengo dalla votazione…
Gennaio: I dipendenti, tutti i firmatari, redigono il documento e il primario fa solo da portavoce…
Febbraio: Elenco di tutte le difficoltà emerse a Palazzo del Duca… A questo punto bisogna salvare tutto quello che c’è dentro l’Ospedale. E no le mura… quelle ce ne sono troppe. Ora tiratene voi le somme".

Logicamente sia il Presidente della IV Commissione Sardella, che il Presidente del Consiglio Monachesi si dicono pronti e disponibili a prendere i provvedimenti del caso, relazionando il Sindaco circa i problemi subiti e dichiarati dal Consigliere Quagliarini.

Da questo momento si alternano i vari Consiglieri presenti, con le solite manfrine politiche basate sulle colpe addossate all’avversario e quanto di buono invece fatto dal proprio colore. E come sempre, o quanto meno spesso, si conclude con una "sceneggiata" che magari nulla ha a che vedere con l’argomento trattato o con il personaggio presente.

E ieri sera non si poteva fare altrimenti ed in maniera assai polemica.

I personaggi della diatriba sono stati il Consigliere Battisti, il Presidente Monachesi, il Consigliere Girolametti circa la convocazione del Direttore Pesaresi e invitato alla Conferenza dei Capigruppo (a cui non è invitato nè il pubblico nè la stampa) e non in Commissione (dove questi invece possono intervenire come uditori). Cosa ritenuta da Battisti una particolare forzatura della maggioranza, e da parte di Monachesi invece, una vergognosa accusa.

Eppoi ancora quella tra Battisti e Fiore circa se sia giusto o meno pubblicare il testo presentato al Sindaco dal personale dell’Ospedale…

Tutte cose che all’atto pratico, ai cittadini, in principal modo a coloro che usufruiscono dei carenti servizi sanitari, detto volgarmente, non gliene può fregar di meno.
Ritorno quindi ai fatti concreti, con le ultime riflessioni di Solazzi il quale torna a ribadire che nell’Ospedale di Senigallia c’è professionalità e che non crede a quello che afferma Pesaresi: "Io credo più al documento presentato dal personale ospedaliero… Bisogna ragionare e trovare le responsabilità, non un capro espiatorio che non è Pesaresi, è la Regione… poi che Pesaresi ci metta del suo… lui è uno che vuole la collaborazione, ma non la dà… Io quella lettera (NdR, quella consegnata al Sindaco dal personale) ce l’ho, perchè in Ospedale ne girano a centinaia; non sarà giusto, ma è vero che quando la leggo sento un grido di dolore".

"L’Ospedale - continua rivolgendosi a tutti i Consiglieri presenti - dobbiamo salvarlo, perchè il Direttore tra tre anni circa va via, ma l’Ospedale, il nostro Ospedale, resta!".

Ma il suo finale è tutto un dire quando esprime un suo parere sul Direttore uscente Bevilacqua, più aperto e su quello attuale Pesaresi, più refrattario…

Il che significa, e questo è un mio pensiero, che il peggio è duro a morire!

L’incontro si chiude con due votazioni: la prima promossa dal Consigliere Girolametti di convocare nella IV Commissione anche i sindacati del Comparto e quelli Medici; l’altra sollecitata dal Consigliere Fiore, affinchè si richieda al Sindaco la pubblicazione (anche se lo ritiene ingiusto in quanto cosa riservata) del documento di cui si è tanto parlato.

Entrambe le votazioni vengono approvate all’unanimità.

giovedì 10 febbraio 2011

Presentato il volume "I poeti dialettali di Senigallia"

di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

… forse una speranzosa promessa: al primo volume, si vorrebbe farne seguire un secondo!

L’Auditorium di San Rocco è al completo, ma il pubblico è in maggioranza composto da volti di persone non proprio giovanissime. Strano, ma purtroppo vero.

Sul tavolo posizionati sul palco, i "padri" di quest’opera snella ed essenziale, che serve e servirà a non disperdere nel dimenticatoio, opere ed artisti di una Senigallia che però va inesorabilmente scomparendo. La speranza e l’augurio che ciò non avvenga appartiene a desideri partoriti solo da menti volutamente retoriche, e lo dico con rammarico, felice se dovessi sbagliarmi.

Ad aprire la serata, introdotto dalla presentatrice Anna Gabbianelli, è il Sindaco Maurizio Mangialardi che porge i suoi saluti e quelli della cittadinanza, ad alcuni dei poeti presenti in prima fila, unitamente a quelli, di cui si fa portavoce, della Presidente della Provincia di Ancona, Patrizia Casagrande. Mangialardi coglie anche l’occasione per un saluto particolare alla sua Preside, Prof. Renata Sellani, che oltre ad essere una delle poetesse inserite nell’antologia, ne è anche la curatrice di un excursus storico. Per il Sindaco il dialetto è lingua dei luoghi, elemento che a volte viene inteso anche come sintomo di divisione, mentre invece dovrebbe essere di unione, perchè è con esso che si inizia a ragionare per poi cominciare a muoversi.

Il presidente dell’Associazione Culturale La Fenice, nonché valente declamatore di alcune delle poesie contenute nel volumetto, Angelo Cicconi Massi, ha sottolineato come il pubblicare di questi tempi sia inteso come quasi una pazzia. Però è proprio per questo che aver trovato degli sponsor che appoggiassero questo progetto, è ancor più un motivo di orgoglio.

Si auspica di poter presentare un secondo volume, anche per poter inserire nomi ed ulteriori poesie, di chi è stato lasciato fuori involontariamente, per semplici ragioni di scelte, trattandosi questa di un’antologia che solitamente lascia strascichi polemici.

Polemica, anche se molto velata, che la si nota quando accenna al desiderio, di voler riprendere, come Associazione Culturale La Fenice, due concorsi di livello nazionale. Uno, di poesia denominato "Spiaggia di Velluto" e l’altro, internazionale, di pianoforte "Città di Senigallia", che ebbero a farci conoscere all’estero attraverso artisti divenuti poi famosi e di livello mondiale.
Per il Presidente, la mancata attenzione di qualcuno, ha fatto perdere a Senigallia due vere occasioni, ma non per questo, e qui invece prevale la vena ottimistica, bisogna piangere sul latte versato.

Domenico Pergolesi, il curatore del libro nonché altro lettore di alcune delle poesie in esso contenute, ha spiegato la nascita di questo volume che parte da Nicola Leoni con i 38 sonetti che compongono il poemetto "La bella Cast’lana". A Leoni sono poi stati aggiunti altri 16 colleghi artisti di grande valore.

A presentare ogni poesia prima della sua lettura è stato il Prof Giuliano Bonvini, che come ha tenuto precisare, lo ha fatto con la semplice impressione di un lettore qualsiasi. Da non intendersi quindi la sua, come una critica, o ancor meno, come un giudizio. Per lui il dialetto non va inteso come lingua minore, ma è la lingua della nascita tanto più che le Marche, regione al plurale, ha al plurale anche i suoi dialetti. La provincia di Pesaro con l’influenza romagnolo-emiliana, quelle di Ascoli e Macerata con quella abruzzese e Senigallia che posta al centro, con il proprio, a fare da dialetto di Frontiera. Simpatica la sua definizione di Leoni e del suo poemetto che lo paragona ad un Pascarella Senigalliese e la sua "La bella Cast’lana" alla "La Scoperta de l’America".

I valenti dicitori meritano una più che giusta citazione, ed allora come già ricordato, Angelo Cicconi Massi e Domenico Pergolesi. A cui si sono aggiunte le voci dell’unica dicitrice al femminile Patrizia Graziosi, il cui cognome è stato anche sinonimo di garanzia ai fini interpretativi. Ultimo, ma solo nell’ elenco, perchè i suoi valori di artista dialettale non sono solo conosciuti, ma apprezzati in modo entusiasta da tutti i senigalliesi ad ogni sua rappresentazione: Renzo Colombaroni, cosa che ci ha confermato anche in questa occasione.

A chiudere la serata Leonardo Badioli che ha illustrato l’acquaforte di Franco Fileri tirata in sole 50 copie. Un abbinamento pittura e dialetto, perchè entrambe nascono dal cuore. E come giusto che sia, almeno una semplice menzione agli sponsor che si sono resi disponibili finchè quest’opera "vedesse la luce": Comune di Senigallia, Banca Marche, Eurogas, Fiorini Industrial Packaging, Kiwanis Club, Lions Club, Rotary Club.

Questi i commenti dei lettori di 60019.it:

Scritto dall' I.P. 87.15.90.158 il 09/02/2011 ore 13:53
manca Quilly

venerdì 4 febbraio 2011

Per il dott. Pesaresi: le eccellenze e non solo dell'ospedale di Senigallia

di Franco Giannini già pubblicato su 60019.it

Cronaca di 15 ore in osservazione al Pronto Soccorso: provare per credere… con spirito costruttivo


Si pensa e si spera sempre di non averne bisogno, o che simili servizi siano creati per soddisfare le esigenze altrui. Poi di colpo ci si ritrova, per un semplice calo di pressione, a dover ricorrere ad un servizio fino ad allora magari criticato solo su basi teoriche. La mia però è una esperienza non teorica, ma concreta perchè vissuta, ma che con questo non ha nessuna volontà di essere critica (almeno cercherò di non esserlo), bensì diciamo, un attento osservatore e segnalatore per fini costruttivi.

Ed a conferma di ciò, non mi nascondo dietro un facile anonimato, ma le svelo la mia identità di semplice cittadino con la firma a piè pagina.

Gentile Direttore, come detto sono dovuto ricorrere alle Cure del 118 e del Pronto Soccorso, senza minimamente pensare, visto il momento, alla qualità del servizio, a cui sarei andato incontro. Ma visto che "l’urgenza" si è risolta immediatamente ancor prima di giungere in Pronto Soccorso, ho avuto modo ed in maniera lucida, di analizzare da cronista tutto ciò che mi circondava.

Ecco che allora posso dire, senza dubbio di essere smentito, di aver riscontrato una immensa professionalità medica e paramedica sia del 118 che del Pronto Soccorso, idem per l’umanità e l’educazione con cui si è trattati e che costituisce il primo, ad a volte anche efficace, farmaco da somministrare al paziente, anche la pulizia dei locali è da definirsi soddisfacente.

Ciò su cui dobbiamo invece cominciare a riflettere è come risolvere questi problemi: tempi di attesa, privacy e disponibilità di "posti letto".

Voglio iniziare l’analisi partendo dal problema minore, dalla parola che campeggia sul bancone dell’ufficio che collega la sala d’attesa ed immette nell’Unità Operativa: "TRIAGE". Comprendo bene che oggi facciamo parte di un mondo sempre più cosmopolita, ma è anche vero che la regione Marche è una delle più "anziane" e per molti anziani Triage, non significa nulla. Ed allora perchè non aggiungere sotto una traduzione se non letterale quale selezione, smistamento, che suonano brutto, quella più semplice e comprensibile di Accettazione?

Tempi di attesa: e non mi riferisco a quelli derivanti dalle tipologie di codice. Mi riferisco a quelle che si è costretti sopportare per motivi che si possono supporre, ma che io definisco bonariamente indecifrabili. Un controllo di pacemaker della durata di appena 5 minuti che si protrae dalle 12,11 alle 14,21 non per motivi tecnici derivanti dall’esame che invece viene svolto bene ed in brevissimo tempo dall’infermiera preposta, ma in attesa di una persona disponibile a ricondurmi, sulla carrozzina, in Pronto Soccorso.

Il percorso, lei mi insegna, è semplicemente quello del collegamento tra le due Unità Operative...trenta metri??

L’indomani vengo invitato a presentarmi per una semplice visita di controllo. Arrivo alle ore 11 e riparto alle 14,07. Alla faccia dei controlli di una pressione, facilmente intuibile, alterata dall’agitazione dell’attesa.

Privacy: se ne parla tanto e poi...in astanteria del Pronto Soccorso si sta tutti assieme uomini e donne e la privacy è assicurata dal pannello avvolgibile che separa i posti letto, o meglio sarebbe dire le barelle. Mi sono sentito io come uomo, a disagio, avendo mia vicina, una signora molto anziana, che hanno dovuto cambiare e poi visitare. Ho ascoltato involontariamente e forzatamente tutti i suoi problemi e mi sono posto la domanda di quanto fossero false quelle righe poste in terra e le frasi che campeggiano in tanti luoghi pregando di non oltrepassarle per i menzionati motivi. E mi sono chiesto anche se è giusto che il fatto di essere anziani ci faccia perdere il possesso della nostra dignità e mi sono posto anche la domanda: e se ciò fosse avvenuto con una donna più giovane il disagio di entrambi sarebbe stato maggiore e chi avrebbe tutelato la nostra privacy? Sempre un pannello?

Posti letto: sono stato tenuto in osservazione tutta la notte ed ho dovuto riposare sulla barella, senza la possibilità di girarmi vista la sua dimensione e la mia, che sono si corpulento, ma non rientro nella categoria degli obesi. Mancavano posti letto in OBI. Ho dormito, o meglio non ho dormito, visti i dolori che simile branda procura e che l’unico risultato che ti stimola e controllare l’orologio ogni minuto e guardare fuori della finestra la luce del giorno che metterà fine a questa sofferenza. Mi chiedo e l’opinione pubblica si chiede: l’area edilizia ospedaliera è aumentata, i posti letto nei reparti continuano a fare cure dimagranti (se non vado errato ha detto Spacca che le Marche è la seconda regione per la riduzione di ricoveri responsabili in Italia) e malgrado ciò non si hanno spazi. Ma mi si spiega che cosa ci si fa nelle stanze che si sono vuotate?

Caro Direttore, alla visita di controllo, lei non ci crederà, mi hanno riproposto di passare ancora un giorno in osservazione. Ecco la positività, quella che io ho definito sopra con enfasi "immensa" professionalità del personale, a cui sembra remare contro una ragionieristica organizzazione che penalizza la volontà di chi vuol solo curare: così facendo avrei evitato di attendere magari tempi lunghi per esami che dovrò sicuramente fare, ma ho preferito non accettare e firmare per sollevare tutti da eventuali responsabilità.

E se l’ho fatto evidentemente una motivazione ci sarà...non crede?


Questi i commenti dei lettori su 60019.it

grazie!!
Scritto da ciaschini daniela il 01/02/2011 ore 18:29
GRAZIE!!

Scritto dall' I.P. 80.104.128.81 il 01/02/2011 ore 19:41
lascia stare Dani Mia moglie si e' recata tre gg di fila per problemi di appendicite,aspettando oltre 4 ore...risultato:era solo ansia per loro per poi essere ricoverata d'urgenza il terzo giorno per peritonite ..e questo e' solo uno dei tanti casi.

Scritto dall' I.P. 93.146.99.18 il 02/02/2011 ore 21:33
per fare una lastra ad un dito rotto sono stata al pronto soccorso dalle 9 alle 16. consideriamo che sono entrata a fare i raggi x alle 15:30 e alle 16 avevo le risposte. possibile che ho dovuto perdere un giorno di lavoro per una cosa che si risolveva in mezz'ora?
buonasanità
Scritto da elena il 02/02/2011 ore 21:36
Ho avuto malauguratamente, negli ultimi due mesi, due prolemi di salute che mi hanno costretto a ricorrere nel primo caso al pronto soccorso e nel secondo al reparto di radiologia e poi ad un medico pnemologo. Al pronto soccorso (codice giallo) sono arrivata con una intossicazione alimentare e dolori allucinanti (che il mio medico di famiglia aveva sottovalutato). Nel secondo caso ho eseguito radiografie ai polmoni e visita pneumologica per una broncopolmonite residua dall'influenza (che ancora una volta il mio medico di famiglia non aveva capito). Sia al pronto soccorso, sia in radiologia e nella visita pneumologica ho riscontrato altissima competenza e professionalità, rapidità di intervento e, soprattutto, quel tocco di educazione e di calda umanità che rende sereno l'approccio alla struttura ospedaliera, di per sé ansiogeno, soprattutto per le condizioni fisiche e psicologiche in cui avviene. Non "conosco nessuno" in ospedale, non sono una raccomandata di ferro, e non ci tornerei volentieri, ma con fiducia sì. Piuttosto, se i medici di famiglia fossero un po' più attenti, forse si ricorrerebbe meno anche al pronto soccorso. Colgo l'occasione per ringraziare il sig. Giannini per le puntuali, pacate e condividibilissime "pungolature". buona salute a tutti Elena
pronto soccorso
Scritto da delfino il 03/02/2011 ore 09:08
è stata accompagnata una ragazzina di 12 anni al pronto soccorso per forti dolori addominali e sospetta cisti ovarica,non si sono degnati di fare un'ecografia ed è stata rimandata a casa dopo 5 ore di attesa dopo averle somministrato 1 tachipirina.il giorno dopo la famiglia è stata costretta a fare l'eco in una clinica privata che ha confermato la diagnosi!si può?ditemi voi!